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8 febbraio 2008
Articolo di Giovanna Maggiani Chelli sul giornale "Studenti di Sinistra"


Così come da più parti è stato annunciato, sembra proprio che il clima non sia più quello del 1992, quando sono stati uccisi i Giudici Falcone e Borsellino e quando, dopo l'impennata delle leggi antimafia, come l'applicazione del "41 bis" (il carcere duro) ai mafiosi rei di strage, lo Stato sembrava contrastare efficacemente la mafia.
Invece è esattamente come nel 1993 quando, dopo una prima euforia determinata dal fatto che la mafia sembrava relegata a Pianosa e all'Asinara, assoggettata ad un regime carcerario che non avrebbe più consentito di passare "pizzini" attraverso le sbarre, per mezzo di una spudorata trattativa si è poi arrivati alle stragi di Roma, Firenze e Milano.
Sono anni che tentiamo di fare passare il messaggio che siamo seriamente preoccupati, che l'aria che tira è intrisa di "mafiosità", che i Fratelli Graviano e con loro tutti i 15 mafiosi appartenenti al gotha di "cosa nostra" e condannati per le stragi del 1993, vogliono sia fatto abolire il "41 bis", e qualcuno c'è già riuscito, e vogliono, a breve, uscire dal carcere aggirando l'ostacolo dell'ergastolo e, soprattutto, vogliono che i loro beni confiscati gli vengano restituiti. Temiamo che si sia tentato, durante il caso Contrada, di concludere al meglio per la mafia la vigliacca "trattativa" in atto dal 1992 e mai terminata, ma non è andata così e oggi assistiamo all'ennesimo tentativo di andare alle elezioni con un sistema che manterrà in Parlamento sempre i soliti e che soprattutto manterrà coloro che non sono stati eletti da noi cittadini ma dalle segreterie dei partiti stessi.
La nostra Associazione non fa politica, persuasi come siamo che nelle stragi del 1993 i coinvolgimenti a vario titolo abbiano attraversato tutto l'arco parlamentare; tuttavia non possiamo tollerare che siedano ancora in Parlamento i condannati per mafia e terrorismo e che ve ne entrino di nuovi, perché in questo caso la verità su ciò che accadde nel 1993 noi non l'avremo mai, ma soprattutto non l'avranno gli Italiani, perché, piaccia oppure no, è a questo che si mira. Siamo così convinti di queste affermazioni, che stiamo preparando un incontro incentrato sul tema del regime carcerario "41 bis". Il tema è scottante perché "cosa nostra" lo ha scritto con il sangue dei nostri parenti che non ha più intenzione di essere sottoposta al regime carcerario duro, e noi cercheremo di respingere al mittente le sue richieste, proprio attraverso un incontro dove tutte le parti avranno la possibilità di esprimersi, ma noi saremmo irremovibili, portando le nostre buone ragioni che vertono a sancire una volta per tutte la necessità dell'applicazione del 41 bis ai mafiosi rei di strage.
L'incontro voluto da noi in accordo con la alla Provincia di Firenze, si terrà in Tribunale presso l'aula Bunker verso la fine del mese di Marzo 2008. In quell'occasione sarà presentato il libro del Dr. Sebastiano Ardita dal titolo "Il regime detentivo speciale 41 bis", edito da Giuffrè. Saranno presenti il Prof. Emilio Santoro dell'Università di Firenze, il Dr. Sebastiano Ardita, rappresentanti della Presidenza della Provincia di Firenze e tantissime altre personalità. Pensiamo che l'argomento sia di grande interesse e speriamo che un folto numero di magistrati, avvocati ma anche studenti e cittadini vorrà partecipare.
Per quanto ci riguarda nel corso di questo incontro punteremo soprattutto a confermare il nostro punto di vista e a ribadire che non saranno sufficienti gli interventi dei mafiosi presso le corti di giustizia italiane e presso la Corte Europea dei diritti dell'Uomo, per convincerci che non siamo nel giusto mentre invochiamo il "41 bis" per la mafia stragista ed eversiva. Anche noi siamo Uomini e anche noi abbiamo i nostri diritti di parti lese.
Se sarà necessario la nostra associazione che rappresenta le vittime di "cosa nostra" organizzerà, a tempo debito in via dei Georgofili, una manifestazione per dare voce alle vittime di Salvatore Riina, Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro (ancora latitante) e lì daremo battaglia a quanti credono che il "gotha di cosa nostra" in questo Paese abbia diritto a sconti di pena e a laurearsi a spese dello stato per dimostrare la sua intelligenza, mentre gli studi sono soltanto una scusa per avere contatti con l'esterno.
Noi non sappiamo se i mafiosi siano o no intelligenti, argomento sul quale in questi giorni si è espresso il Times, il maggiore quotidiano inglese, sappiamo però che sono dei delinquenti incalliti con grandi possibilità economiche e che mai si redimeranno, perché lo hanno giurato sulle loro "santine" intrise di sangue.
I mafiosi che hanno eseguito e ordinato le stragi del 1993 dovrebbero, a nostro giudizio, solo collaborare con la giustizia e aiutarci a mandare in galera i "Mandanti esterni alla mafia per le stragi del 1993", cosa questa che non è voluta con una tale determinazione che si può anche arrivare a far cadere i governi per riuscire a trovare quello che abolirà il 41 bis e l'ergastolo, la confisca dei beni alla mafia e che porterà alla revisione dei processi di mafia e manderà i collaboratori di giustizia a spasso definitivamente.
Questi sono i cinque punti chiave che stanno nel "papello", l'elenco di richieste presentate dalla mafia allo Stato nel 1992, in parte già esaudite ma non ancora nel modo in cui la mafia vorrebbe. E' la mafia che fa cadere i governi perchè cerca quello favorevole alle richieste che ha fatto col sangue a Firenze il 27 Maggio 1993 in via dei Georgofili.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili