| 573 LETTERA del 04/03/2008 Lettera aperta al Presidente del Consiglio Dr. Prof. Romano PRODI Illustrissimo Signor Presidente del Consiglio Dr. Prof. Romano PRODI Presidenza del Consiglio Roma Il 27 Maggio 1993 cinque morti e 48 feriti hanno insanguinato via dei Georgofili a Firenze. La mafia, "cosa nostra", vestiti i panni del soggetto politico ha scatenato un'offensiva contro lo Stato causando morte e distruzione e pretendendo, attraverso un'azione terroristica eversiva, di dettare legge. I processi celebrati a Firenze, ci hanno dato con la sentenza di Cassazione del 6 Maggio 2002 ragione sui macellai di via dei Georgofili. 15 ergastoli ad altrettanti uomini del gotha di "cosa nostra" hanno fatto si che in seguito 51 famiglie, attraverso la via delle cause civili, potessero chiedere conto di quella barbarie e il 31 ottobre 2007 le cause civili si sono concluse. Abbiamo ottenuto complessivamente 12 milioni di Euro che ci dovrebbero essere liquidati dal Fondo 512. Il Fondo risulta oggi senza denaro e la nostra fatica si è dispersa al vento, mentre si aggravano le condizioni dei feriti di allora, rimasti invalidi, e mentre le famiglie hanno l'esigenza di dare a queste persone per il futuro almeno la tranquillità economica. Non abbiamo avuto giustizia completamente sul fronte penale, perché "cosa nostra", ne siamo certi, non era sola in via dei Georgofili, e per questo andremo a breve a presentare un esposto alla competente Procura, e oggi non abbiamo giustizia neppure alla fine delle cause civili mancando i risarcimenti. Noi confidiamo che il Governo possa essere sensibile a questa situazione e possa porvi rimedio attraverso un suo atto. A nome di tutti noi La prego, Signor Presidente del Consiglio, di intervenire sul Ministero del Tesoro affinché i beni confiscati alla mafia, e divenuti patrimonio dello Stato, affluiscano immediatamente al Fondo 512 nella giusta misura, così che ognuno di noi possa avere, almeno sul piano economico, quanto gli spetta per legge. Siamo certi che farà quanto è nelle Sue possibilità per porre fine, nel modo giusto, ad un percorso fatto di aspettative troppo spesso disattese. Ringraziando per quanto potrà fare porgiamo i nostri cordiali saluti
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