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COMUNICATO del 02/06/2013

Gentilissimi,

Per motivi contingenti non abbiamo potuto partecipare alla manifestazione di Bologna indetta oggi 2 Giugno 2013 da Giustizia e Liberta, sul tema della Costituzione, rendiamo pertanto noto l'intervento che avremmo letto per gentile divulgazione.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i fa,miliari delle vittime della strage di via dei Georgofili

2 giugno 2103 Costituzione

In questi venti anni di battaglie, da quel 27 maggio 1993, siamo stati abituati, nostro malgrado, alla cultura del sospetto.

Nel 1999 fu riformato l'art. 111 della costituzione con la scusa di un giusto processo, come se fino a quel momento di processi giusti non ve ne fossero stati, abbiamo guardato con sospetto ogni tentativo di cambio della costituzione; allo stesso modo, diffidiamo dai sedicenti padri costituenti che sbucano qua e là, con l'intento, dicono, di darci un paese più democratico, attraverso una costituzione più moderna.

Quanto i padri costituenti, quelli veri, scrissero la carta sulla quale si fondano i diritti di noi tutti, si usciva da un periodo così tragico che difficilmente possono non aver tentato di pensare a tutto.

E può essere anche vero il fatto che i tempi sono maturati, e che forse si potrebbero apporre alcune migliorie in alcuni casi.

Quello che non capiamo, invece, è l'accanimento su quella carta da parte dei soliti noti che tutto sono fuorchè padri costituenti.

Perché a loro in questi anni è andata sempre bene, e perché ogni norma che è stata cambiata è spesso servita a rendere loro la vita ancora più semplice. Allora, ci chiediamo il perché di tanta agitazione intorno alla carta costituzionale se non per interessi meramente personali?

I tempi nel 1993 non erano poi così diversi da quelli del 1946: una guerra senza quartiere in tempo di pace, sette stragi in meno di un anno, più di mille chili di esplosivo, 100 feriti e 10 morti. Ci pare che tutto verta a tenere ben stretta la carta di quel 1946.

Parlando dal punto di vista delle vittime, una riscrittura della carta costituzionale potrebbe essere una cosa positiva se, nel contradditorio fra le parti, la vittima avesse una ruolo di parità. Ma non è stato così del 1999, anche se noi avevamo fatto sentire la nostra voce in commissione giustizia.
Figuriamoci oggi, che hanno capito che un po' ne sappiamo di quelle stragi del 1993, se ci darebbero spazio.
Se i novelli padri costituenti che si sono offerti potessero metter le mani sulla carta dei diritti di tutti noi, probabilmente la vittima la sopprimerebbero, i tempi del processo come giustamente scrive la costituzione non sarebbero nel più "breve tempo possibile ma diverrebbero dilatati quando si cerca la prescrizione e stretti quando si aspettano le deposizioni del collaboratori di giustizia, ai quali sono già stati dati 180 giorni. Forse gli darebbero 180 minuti.

Di sicuro per andare a processo non solo ci vorrebbe una prova penale certa, aurea, ma ci vorrebbe la certezza di andare a processo e vincerlo altrimenti i mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993 in aula non si potrebbero portare.

E così via.

Fare il processo alle intenzioni non sta bene e non è nostro uso.

Ma siccome come vittime abbiamo molti problemi ad inserirci nel processo con dignità, ci domandiamo se in parlamento ci siano le condizioni per una riscrittura della costituzione, o se invece non siamo ancora una volta di fronte ad una delle situazioni che ricordano le famigerate commissioni parlamentari d'inchiesta, che mai in questi anni hanno trovato dei giusti analizzatori per le stragi ed anzi hanno concluso sempre con un nulla di fatto quando non con molti dubbi sollevati.

Se va cambiata la carta costituzionale onde evitare di perdere quel poco che abbiamo acquisito di giusto nei processi per le stragi del 1993 è meglio forse aspettare tempi migliori, chiedendo alla politica di pulirsi fuori e dentro il parlamento.

Solo, poi, con una legge elettorale che dia ai cittadini dignità di elettori si potrà parlare di rivedere il lavoro dei padri costituenti del dopo guerra, altrimenti li faremo solo rivoltare nella tomba; e vogliamo concludere ricordando come la nostra costituzione tuteli l'indipendenza della magistratura da ogni altro potere e parli di azione penale obbligatoria. A distanza di venti anni dalla strage di via dei Georgofili, noi stiamo ancora aspettando che questa parte della costituzione venga applicata, e di sicuro non cambiata.

Giovanna Maggiani Chelli