
Ore 1.04 La Strage,
a cura di F. Nocentini e D. Ammannato,
maggio 2001
Il testo completo del libro
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In nome del popolo italiano,
scritti e interventi di Gabriele Chelazzi,
a cura di F. Nocentini,
maggio 2003
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Strategie di comunicazione mafiosa
di Giusy La Piana
C'è un'antimafia di facciata e un'antimafia che ti scorre nel sangue e che fa parte del tuo modo di essere e di vivere.
A fronte di qualche pomposo, presenzialista con l'etichetta antimafia attaccata addosso (come un codice a barre di un prodotto da banco) che fa del cerimoniale parolaio un mestiere, vi sono tante teste pensanti che anche nei piccoli gesti dicono ogni giorno no alla mafia, che ci mettono faccia, impegno, dedizione, sacrificio, con la consapevolezza di rischiare quotidianamente la propria vita e quella sei propri cari solo per fare la cosa giusta
La locandina della presentazione
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I pezzi mancanti
di Salvo Palazzolo
(dalla sentenza dei processi di Firenze)
"Ciò che conta è come appare, all'esterno e oggettivamente, l'iniziativa del Ros, e come la intesero gli uomini di Cosa Nostra. Conseguentemente, quale influenza ebbe sulle loro determinazioni.
Sotto questi aspetti vanno dette senz'altro alcune parole non equivoche: l'iniziativa del Ros (perché di questo organismo si parla, posto che vide coinvolto il vice comandante e lo stesso comandante di un reparto) aveva tutte le caratteristiche per apparire come una "trattativa"; l'effetto che ebbe sui capi mafiosi fu quello di convincerli, definitivamente, che la strage era idonea a portare vantaggi all'organizzazione.
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Il nostro intervento alla presentazione
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Tre suicidi eccellenti
di Mario Alberighi
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Estratto
La nostra presentazione
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La sicilia delle stragi
di Giuseppe Carlo Marino
Nel testo, a pagina 410, si parla delle stragi del 1993.
Di quella di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993 e anche di quella di Roma del 27 Luglio 1993 ed è scritto:
"...Girano per Trastevere dovrebbero colpire un "vecchio palazzo" (è la casa di Dante). Ma c'è troppa folla, e ripiegano sul piano b, una chiesa...
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Il nostro intervento alla presentazione
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Per non morire di Mafia
di Pietro Grasso e Alberto La Volpe
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La primula nera
di Paolo Bellini
"Chi è Paolo Bellini, l'uomo che nel 1992 si recò in Sicilia mentre la mafia uccideva Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, qualificandosi come inviato dei carabinieri, trattando con Antonino Gioè, braccio destro di Totò Riina? Bellini - emiliano, un passato in Avanguardia nazionale - e Gioè discussero a lungo di un possibile baratto fra la mafia e lo Stat
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Colletti sporchi
di Ferruccio Pinotti / LucaTescaroli
"Si ha concorso esterno in associazione mafiosa quando un soggetto, non inserito stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio, fornisce un concreto, specifico, consapevole, volontario contributo." [Art. 416 bis, Codice penale]
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Il Cacciatore di Mafiosi
di Alfonso Sabella
"Cacciatore di mafiosi racconta in presa diretta e con tutti gli ingredienti di un thriller quel tipo di indagini che siamo abituati a vedere al cinema o in televisione: ma non si tratta di finction, è la realtà, spietata e difficile, della lotta alla mafia.
...Svestono il cadavere ancora caldo e lo infilano nel fusto.Versano l'acido, un liquido biancastro, Enzo Brusca e Monticciolo baciano sulle guance Chiodo: "come per farmi gli auguri di Natale". E' il suo primo omicidio, il suo battesimo della morte. E che battesimo! " 'Sta cosa faraà cchiù dannu di la strage di Capaci" commenta ancora il loquace Enzo Brusca... ".
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Il regime detentivo speciale 41 bis
di Sebastiano Ardita
" In ricordo del Magistrato Gabriele Chelazzi [..] ".
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I complici - Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento
di Peter Gomez e Liro Abbate
"Un anno dopo, nel 1999, [...] l'ergastolo era stato di fatto cancellato [...] ma quando il 23 ottobre 2000, nell'aula bunker della Corte di Assise d'Appello di Firenze, Riina, Giuseppe Graviano e altri quindici cristiani condannati in primo grado all'ergastolo per le bombe di Milano, Firenze e Roma, avevano domandato ai giudici di potere usufruire della nuova norma, le proteste dei magistrati e dei familiari delle vittime, avevano costretto il governo a fare marcia indietro".
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Il Gioco Grande
di Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza
A maggio esplode la bomba di via dei Georgofili. Quella stessa sera, pallido e sudato, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi intervistato dal TG2, non ha dubbi e come autore dell'attentato indica la mafia.
Come fa a saperlo?
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Le voci dell'Oblio
di Luca Tescaroli
Il 27 Maggio del 1993, quattro minuti dopo l'una, una micidiale miscela di esplosivi di alto patenziale collocata all'interno di un veicolo Fiat Fiorino, rubato la sera precedente, provocava una violentissima detonazione che sconvolse il centro storico di Firenze. QUELLA BOMBA HA ANCORA DEI MISTERI
Il nostro intervento alla presentazione
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