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13 settembre 2013 ore 18,00
Libreria Feltrinelli - Firenze
Intervento alla presentazione del libro Io so di Antonio Ingroia [Riassunto per grandi linee in merito alle domande fatte dal giornalista.]




La trattativa
Il Governo di larghe intese - La legalità



Ho letto l'interessante intervista di Lo Bianco Rizza al Dr. Ingroia.
Due modi diversi di dire "io so" per quello che ci riguarda.
IO SO:
Possiamo pensare che Tescaroli, Chelazzi Vigna, Ingroia, Di Matteo non sapessero o non sappiano?

Ma come fanno a non aver saputo o a non saper, come possiamo pensare che Chelazzi che ha stilato fiumi di verbali avesse perso il suo tempo su cose inutili?
Ha portato a verbalizzare Mancino Conso Capriotti... E mille altri ancora
Una idea che la trattativa ci fosse stata se la deve essere fatta per forza, altrimenti perchè scomodare persone tanto illustri?

Chelazzi era intelligente sagace non uno sprovveduto, un uomo di legge, un uomo veramente delle istituzioni.

Il problema è che il Parlamento è in difetto nella ricerca della verità sulle stragi, ha scritto Travaglio l'11 di settembre : quanti voti bisogna prendere per commettere un omicidio e restare in Parlamento?
E noi diciamo quanti voti bisogna prendere per commettere pluriomicidi come la strage, e restare in Parlamento?

Visto che nel 1998 si diceva non si possono mandare i carabinieri a casa di chi ha tanti milioni di voti, noi oggi abbiamo il timore che di voti non ne serva alcuno agli stragisti, perché chi concorre in strage temiamo abbia diritto di rimanere in Parlamento quasi per diritto costituzionale visto come stanno oggi le cose in Italia.

"Noi sappiamo" - Io so - in questi di termini, abbiamo letto una stanza zeppa di documenti di archi azione e cerchiamo documenti da sempre.

Cerchiamo dal 2001 il verbale rilasciato da Monticciolo l'autista di Giovanni Brusca circa un viaggio che lui avrebbe fatto accompagnando Brusca in una villa dopo il messaggio del proiettile di Boboli. Del 5 Novembre 1992. Della qual villa ne ha descritto il salotto.

Cerchiamo notizie su di un indagine archiviata in tutta fretta perché ormai non c'era più tempo, il tempo l'angoscia delle indagini sulle stragi, non c'è mai tempo eppure le stragi non cadono mai in prescrizione.
Il tempo l'angoscia di Gabriele Chelazzi, si è sempre molto arrabbiato sulla mancanza di tempo e di rabbia non doveva proprio farsene.
Siamo giusto del 2001 sta per cambiare il governo, riguarda una indagine su quale conto corrente in quale banca era transitato il denaro, 700 milioni delle vecchie lire il prezzo dell'esplosivo via dei Georgofili.
Così' noi sappiamo, e quindi possiamo dire "IO SO" che ci sono indagini non portate a termine, rimandate a tempi migliori che non sono mai venuti in 20 anni.
Anzi sono stati 20 anni di coperture.

Certo i nostri IO SO, su indagini non portate a termine, potevano essere elucubrazioni di allora che alimentano però le nostre di oggi di elucubrazioni.
Ma elucubrazioni davvero? I fiumi di verbali archiviati sono troppi e fatti da uomini di legge importanti per pensare che nulla di vero e di provabile vi sia nei loro contenuti.

E' chiaro che bisogna stare con i piedi in terra attenerci alle carte processuali usate e passate in giudicato, stare AI fatti, ma guardare ad altre possibilità che negli anni sono state precluse, non hanno avuto sfogo, non è un reato è soprattutto un diritto di chi cerca la verità.

In questo libro intervista Abbiamo apprezzato l'incontro a metà strada fra l'ex magistrato e i giornalisti di indagine, sulla questione golpe si golpe no.

Andremo al processo di Palermo il 26 settembre siamo costituiti e ammessi parte civile cercheremo di capirne di più.
Era nostro dovere farlo,
l'immane lavoro della procura di Firenze ci ha dato una verità a metà.
Ogni tanto un mafioso, per l'amor di Dio meglio siano tutti in carcere anche dopo 20 anni, ma la nostra agonia si allunga e le nostre vittime non trovano giustizia, ne civile perché le casse sono vuote e ne penale perché nel frattempo l'ergastolo il 41 bis sono contestati da chi vola in alto e cerca redenzione per Salvatore Riina Bernardo Provenzano perché noi saremmo un popolo garantista.
Garantista può darsi, ma di sicuro molto molto opportunista quanto la posta è mantenere un seggio in Parlamento.

Speriamo che Palermo ci dia un ulteriore tassello, un'altra tessera di quel mosaico ipotizzato da Chelazzi.

E che in futuro a Firenze la sede naturale - vista la tragedia di via dei Georgofili - dei processi per le stragi del 1993 si tenga un processo sui "concorrenti con cosa nostra per le stragi del 1993", visto che non si è potuto fare con gli AUTORI veri e propri, perché la ragion di Stato incombe come sempre nelle stragi.


Le strade

Visto che il Sindaco di Firenze vuol cambiare il nome a 100 strade, sembra una grande operazione elettoralistica, se fossse vero vorremmo anche noi due strade.
Una alle vittime non solo con i 5 nomi dei morti, ma la dicitura via dei Georgofili perché lì sono morte non dagli Uffizi
Una al magistrato Gabriele Chelazzi che ha ridato dignità a Firenze, all'Italia, al mondo per quello che è successo in questo Paese nel 1993

Giovanna Maggiani Chelli