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16 Aprile 2010
Anniversario Chelazzi
Il sunto dell'intervento all'aula Bunker di Santa Verdiana




[Ringraziamenti istituzioni]

L'anniversario della morte del magistrato Gabriele Chelazzi per noi ha un duplice significato.
Il primo è legato alla sua scomparsa, che vogliamo ricordare, il secondo è legato al fatto che l'anno della morte di Chelazzi coincide con il decimo anniversario della strage, ma coincide soprattutto con le sue ultime indagini sulla cosiddetta trattativa.
Gabriele Chelazzi ascoltò il Colonnello Mori l'11 aprile del 2003 e da li a pochi giorni il magistrato morì.
La fatica deve essere stata veramente tanta per lui.
L'incontro fra i rappresentanti del Ros dei Carabinieri e Vito Ciancimino ci fu.
Secondo i carabinieri soltanto per valutare che cosa si potesse fare per fermare le stragi dopo quelle del 1992 vista la frustrazione degli appartenenti all'arma a seguito delle morti dei giudici Falcone e Borsellino.
Per altri questo incontro ebbe un significato pieno di oscuri risvolti non ancora chiariti.
Abbiamo provato a leggere ciò che riporta il dizionario della lingua italiana alla parola trattativa: ogni attività preparatoria che, mediante scambio di proposte e controproposte, prelude alla conclusione di un accordo.
Questa trattativa avvenne o non avvenne? Noi crediamo che Mori si sia seduto davanti a Ciancimino "con il preludio alla conclusione di un accordo" certo un accordo che servisse principalmente a fermare le stragi. Se ci fu altro non sta a noi dirlo, ora lo faranno i giudici con i processi.
Ma la mafia è mafia, i mafiosi interpellati da Don Vito dopo l'incontro con i carabinieri devono aver capito qualcosa di diverso che si potesse trattare con lo Stato e hanno così alzato il tiro fino a via dei Georgofili.
Su questa questione della trattativa voglio solo ancora aggiungere che noi aspettiamo da parte di chi ne ha l'onere il coraggio di ammettere che la trattativa ci fu, sia pure a fin di bene, ma che è andata male e i nostri figli sono morti.
Va ammesso con forza e coraggio perché le nostre vittime vanno rispettate e questo non si può fare con un atteggiamento di vigliaccheria.
Il dott. Chelazzi è stato un grande uomo e un grande magistrato che ha messo in questa requisitoria tutta la sua intelligenza, un uomo e un magistrato che non si è lasciato intimidire dalla mafia, che ha combattuto fino alla fine della sua attività in un estenuante muro contro muro.

Giovanna Maggiani Chelli