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Presentazione del libro "LA PRIMULA NERA " [il nostro intervento]
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23 Maggio 2009
Firenze, Casa della Creatività
Presentazione del Libro "LA PRIMULA NERA" di Giovanni Vignali




E' vero protestiamo per il 41 bis revocato a Gioachino Calabrò uno dei capi nell'organizzazione "cosa nostra", a Giuseppe Barranca, a Salvatore Benigno, Cristofaro Cannella, così come con veemenza abbiamo protestato quando fu revocato a Cosimo Lo Nigro, oggi tornato a 41 bis, per volere del Ministro Alfano.
Questo provvedimento è stato sicuramente determinato dal fatto che di recente la famiglia Lo Nigro è stata coinvolta in gravi fatti di mafia e Cosimo sottoposto a regime carcerario normale era un veicolo di infezione; noi da parte nostra abbiamo più volte segnalato le anomalie riguardanti i detenuti a regime carcerario duro riportati a carcere normale e lo abbiamo fatto anche per Lo Nigro, colui che ha materialmente acceso la miccia in via dei Georgofili e che non si è mai reso disponibile alla collaborazione.
Anzi...
Non voglio dilungarmi troppo, preferisco ascoltare ciò che ha da dire l'Autore del libro che si presenta qui oggi, anche perché sulla figura e il ruolo di Bellini noi sappiamo solo ciò che è emerso in aula a Firenze il 7 Giugno 1997. Quella fu una testimonianza durante la quale, a mio modesto parere, il Bellini rivelò ancora una volta la sua abilità rivelando cose che potevano essere l'ennesimo depistaggio o grandi verità.
Noi ci siamo sempre fidati del Magistrato Gabriele Chelazzi che, come riportato a pagina 256 del libro, non si è mai lasciato influenzare da nessun depistaggio perché mai si sarebbe asservito alla politica che di depistaggi si nutre.
Proprio la presenza di Bellini nella storia della strage di Firenze ha determinato il fatto che essa sia stata riconosciuta come strage terroristica con intenti eversivi in base alla legge Cossiga, così come recita la sentenza della Cassazione del 6 Maggio del 2002: le stragi del 1993 sono state fatte dalla mafia ma hanno una connotazione terroristica eversiva.
Anche il Presidente della Repubblica che ogni anno ci riceve il 9 Maggio assieme alle altre vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, ha ben precisato come nella motivazione della sentenza questo aspetto sia ben sottolineato e dovuto alla presenza nei fatti dell'opera di Paolo Bellini uomo sicuramente eversivo.
Quindi la figura di Bellini è per noi molto importante, per questo noi oggi siamo qui per capire di più. Noi tuttavia riteniamo che si debbano mettere dei limiti precisi nella vicenda Bellini.

Innanzitutto ci vuole molta prudenza davanti ad un conclamato depistatore, come prudenza ebbe il Dott. Chelazzi
E però anche per leggervi alcuni passaggi significativi della requisitoria del processo di prima grado per le stragi del 1993 di Chelazzi
E per leggervi alcuni passaggi della testimonianza di Bellini in aula a Firenze quel 7 Giugno 1997.
Veniamo prima alla testimonianza di Bellini in aula il 7 Giugno del 1997.
Era un sabato e fu una giornata memorabile per il processo infatti abbiamo ascoltato il M.llo Amoroso della stazione di carabinieri di Palazzo Pitti che veniva a parlare di una doppia bomba in via dei Georgofili repertata la mattina del 27 Maggio 1993.
Inoltre ci fu il Cap. Tempesta, capitano dei carabinieri, che venne a testimoniare per supportare l'allora Col. Mori e anche queste due testimonianze non furono proprio una passeggiata.
Ma a noi oggi interessa Bellini che quella mattina fra le altre cose testimoniò:
TESTE Bellini: I fatti furono questi: che, dopo la strage di Falcone e Borsellino, lo Stato aveva attuato l'applicazione dell'articolo, se non vado errato, 41-bis. E avevano riportato nelle carceri tutte quelle persone che erano fuori in varia misura, se non vado errato.
Ed era una cosa che dava un certo fastidio, a quello che mi disse Antonino Gioè, al loro sistema. Che per la prima volta le donne, le madri, le mogli, si lamentavano del trattamento riservato ai loro parenti e che gli altri non facevano niente per quelli che erano dentro. E che la situazione era critica.
E poi mi ricordo una frase di Nino che disse: 'ma cosa vogliono fare? Vogliono creare dei pentiti? Vogliono...'
E ritornando quel giorno che si doveva trattare l'argomento dei quadri, lui mi disse: 'ma ascolta, non si potrebbe fare qualche cosa, secondo te, in un certo modo? Cioè, vale a dire: noi ti diamo delle opere molto più importanti di quelle che sono state rubate, rapinate, pardon, a Modena. E non si potrebbe chiedere eventualmente l'ammissione in ospedali per qualcheduno, qualche persona di nostro interesse? Oppure gli arresti domiciliari causa malattia... In queste formule'.
E io dissi: 'ascolta, Nino, io non so se si potrà arrivare a questo.. Però, dico, tentare non nuoce'.

(Documenti: testimonianza 7.6.97)
Vorrei chiudere citandovi la parte finale della requisitoria di primo grado del PM Chelazzi:
Sta a dimostrare che Bellini, avventuratosi imprudentemente in una situazione che per l'appunto in quegli stessi giorni, in quelle stesse settimane, in quegli stessi mesi, doveva commisurarsi con emergenze particolari - parlo di Cosa Nostra e delle sue emergenze della seconda metà del 1992 - Bellini non ha avuto la possibilità nemmeno di portare avanti il suo rapporto personale; figuriamoci se Bellini poteva essere pilotato da qualcuno o essere l'apripista di qualcun altro.
Non si sarebbe trovato nelle condizioni, il 21 settembre, di dover bussare agli uffici della Direzione Investigativa Antimafia per proporre una delle tante operazioni di basso commercio che sono tutt'altro che infrequenti nelle vicende di Polizia, nelle vicende giudiziarie.
Se Dio vuole non lo sono nelle vicende processuali, almeno quelle nelle quali è responsabile questo Pubblico Ministero, né ora né in altre sedi.
Ciò non per tanto - lo ridico a costo di essere prolisso e forse a questo punto solamente discorsivo - è nel contesto di questo rapporto che nasce l'embrione che finirà per crescere, crescere come una mala pianta, crescere come un frutto avvelenato, perché solo i frutti avvelenati sono quelli che crescono dagli alberi di Cosa Nostra, e che diventerà l'obiettivo di quasi tutti i fatti di strage dell'anno successivo.

Ho concluso e vi invito a porgere domande, se ne avete

Giovanna maggiani Chelli