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28 Gennaio 2012
Pistoia
Gli amici del Giallo






Il 14 Maggio 1993, 4 mesi esatti dopo l'arresto di Salvatore Riina, avvenuto il 15 Gennaio 1993, iniziò in Italia per volere di "Cosa nostra" un attacco violento contro lo Stato.
Il primo obiettivo fu raggiunto in via Fauro a Roma.
Dicono i processi che la mafia decise di colpire Maurizio Costanzo perché sparlava di mafia.
Il 27 Maggio 1993 a Firenze con 250 chilogrammi di tritolo fu fatta crollare la Torre de' Pulci in via dei Georgofili, fu incendiato il palazzo di fronte.
I processi diranno che la mafia voleva colpire gli Uffizi.
Il 27 Luglio dello stesso anno a Milano in Via Palestro venne fatto crollare il padiglione d'arte moderna e messa in difficoltà la Villa Reale .
Nel corso del processo emerse che l'attentato fu contro il padiglione di arte contemporanea.
Il 27 Luglio a Roma, contemporaneamente all'attentato al Padiglione di arte moderna di Milano, vennero colpite le due chiese San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro.
Il processo disse che si volevano colpire le chiese care al Papa, perché il Papa era andato a Palermo e aveva tuonato contro la mafia.
Il 31 Ottobre 1993 venne messo in atto il tentativo di far saltare un pullman carico di carabinieri allo Stadio Olimpico di Roma durante una partita, il telecomando non funzionò e l'attentato non riuscì.
Oggi il dato è cambiato dopo la collaborazione di Gaspare Spatuzza e il fallito attentato all'Olimpico viene datato 23 gennaio 1994.
Il 14 Aprile 1994 a Roma si tentò di colpire il "pentito" Contorno Salvatore, il collaboratore storico fra i collaboratori di giustizia, l'esplosivo non funzionò e Contorno si salvò.
Riassumendo per sommi capi l'organizzazione criminale denominata "cosa nostra " nel 1993 mise in cantiere in Italia ben 7 stragi, utilizzando quasi 1000 chili di esplosivo, con il risultato di 10 morti, tra bambini, ragazzi, donne e uomini e cento i feriti.
L'obiettivo di questa operazione fu: lo Stato attraverso i suoi monumenti, i moventi: l'abolizione dell'ergastolo, l'abolizione del 41 bis, l'abolizione della confisca dei beni alla mafia, la revisione dei processi e così via. Questo è quanto è risultato dai processi di Firenze sulle stragi del 1993 dopo soli quattro anni e 160 udienze. Il risultato è stato quello di infliggere 15 ergastoli al gotha di cosa nostra, uomini del livello criminale di Salvatore Riina, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e altri loro pari.

Dopo la descrizione degli eventi che da 18 anni ci occupano cerchiamo di capire perché oggi noi siamo qui, abbiamo cioè accettato con soddisfazione di partecipare a questo evento che si occupa di "giallo", di cose intricate e spesso di difficile comprensione.
Siamo qui perché se è pur vero che nei processi di Firenze per le stragi del 1993 per quello che riguarda "cosa nostra" esecutrice e mandante interna alla organizzazione criminale, gialli misteri non ve ne sono, questo non possiamo certo dirlo per quello che riguarda i "mandanti esterni a cosa nostra", ovvero i concorrenti con la mafia nelle stragi del 1993.
Pensate che oggi a quasi 19 anni di distanza tanti saranno il 27 Maggio 2012, l'anno prossimo saranno 20 anni, ancora c'è chi mette in dubbio che "mandanti esterni alla mafia", concorrenti con la mafia in strage di Firenze del 27 Maggio 1993 non ve ne siano.
Noi invece che siamo certi vi siano, siamo perciò qui con gli amici del giallo a testimoniare documenti alla mano che se mandanti esterni alla mafia non ve ne sono, allora davvero i documenti dei quali oggi vi parliamo sono il più colossale caso di "giallo" storico che mente ricordi.
Partiamo con un dato incontrovertibile riportato da un numero incredibile di collaboratori di giustizia più o meno 60:
- le stragi del 1993 sono state volute dalla mafia affinchè fosse abolito il regime di detenzione speciale di 41 bis, non vi sto a dire quante altre cose ancora la mafia volesse abolire con quei 1000 chili di tritolo, perché vorrei che vi concentraste sul dato - abolizione del 41 bis.
E a questo punto ecco un carosello di documenti la cui sola cronologia, naturalmente insieme al contenuto fa rabbrividire al pensiero di quanti anzitempo sapessero ciò che sarebbe successo da quel 14 Maggio del 1993 fino al 14 Aprile del 1994.
Facendo quindi ben comprendere come la mafia non potesse essere sola in via dei Georgofili la notte del 27 Maggio 1993 ad ammazzare i nostri figli:

17 Febbraio 1993
Alcuni familiari di detenuti scrivono al Presidente della Repubblica e molti altri ancora, informando che sono arrabbiatissimi della condizione dei detenuti loro parenti a 41 bis

Da quel febbraio 1993 fino a tutto il 31 ottobre 1993 con nel bel mezzo le stragi del 1993, noi avremmo conto attraverso uomini dello Stato nel processo Tagliavia(ennesimo mafioso condannato per la strage di via dei Georgofili) che di recente si è concluso in primo grado, esservi stato tutto un balletto all'interno delle nostre carceri con passaggi di mafiosi da carcere speciale di detenzione di 41 bis a carcere normale e a volte di conferme di 41 bis come fu il 25 luglio del 1993 .
Passaggi che anche ad essere i più benpensanti possibile, se non sono state collusioni con la mafia non vogliamo neppure pensarlo, sono stati almeno plateali errori.
Eppure durante il processo Tagliavia come vi dicevo, i noti uomini dello stato di allora, non hanno fatto altro che autodifendersi e affermare che mai e poi mai lo Stato avrebbe trattato con la mafia.
E ecco allora attraverso altri documento il giallo infittirsi:
26 giugno 1993 il Direttore generale del Dap scrive un appunto per il Signor Capo del Gabinetto dell.On.Le ministro dove lo informa dei decreti di 41 bis in scadenza e di come da una parte non farli scadere giova alla collaborazione dei mafiosi e farli scadere darebbe una segnale di distensione verso i mafiosi.
Gli argomenti sono così delicati e l'informazione così precisa che le testimonianze di oggi di uomini dello stato nei processi di Firenze e Palermo stridono veramente tanto
Non basta ancora:
8 Settembre 1993 è datato un appunto dello SCO della polizia di Stato, che durante l'analisi di quel terribile periodo delle stragi del 1993 scrive :

Per raggiungere l'obiettivo della "trattativa" - secondo le fonti informative, la strategia del terrore potrebbe proseguire con analoghe iniziative criminali e, poi, con una seconda fase di cui verrebbero eseguiti attentati volti alla'uccisione di personaggi impegnati della lotta alla mafia.
Insomma lo SCO a settembre 1993 usa già l'espressione sia pure virgolettata "trattativa"

A condire tutto in salata ecco di questi giorni tornare alla ribalta la lettera che in questo Paese fu inviata 39 soggetti a giugno del 1992 fra la strage di Capaci quella di via d'Amelio dove i soggetti vengono informarti della situazione drammatica in cui versa l'Italia e già si fa cenno a punti di quel famigerato papello ovvero richieste della mafia allo Stato come giusto misure restrittive del 41 bis e in questa lettera, si chiede accoratamente da parte di anonimi di reagire e fare lotta alla mafia perchè qualcosa potrebbe succedere.
E le cose in elenco a settembre del 1992 nominate dall'anonimo sono già quelle che oggi sono sotto gli occhi di noi tutti.
Questa lettera indirizzata 39 soggetti non di poco conto, era già nota alla politica tutta il 7 settembre 1992 oltre a tutti coloro che la ricevettero a giugno del 1992, infatti la lettera fu portata in Parlamento affinchè tutti potessero lavorare e capire cosa stava per avvenire in Italia già nel 1992, ovvero prima che si compiesse l'omicidio borsellino, prima delle stragi del 1993, ma non se ne fece un baffo e le stragi del 1993 in nome e per conto dell'a nnullamento de 41 avvennero eccome ve lo posso assicurare.
Concludo, ma credetemi l'elenco è ancora lungo di lettere e documenti ufficiali tinti di giallo, concludo con le ultime due cose che potremmo definire prese di coscienza :
1) il documento della DIA datato 10 agosto 1993 e reso pubblico integralmente dall'Unità nei giorni scorsi, ma già ben noto dal settembre 1993, a mezzo anticipazioni sulla stampa . Anticipazioni che allora forse furono deletarie per la magistratura che indagava, e oggi davvero tardive,
Dal quale documento infatti la trattativa è quasi palese, ma aimè l'opinione pubblica solo ora ne è informata chiaramente.
Se ne deduce che quando c'è da bruciare le notizie e le indagini la stampa è solerte, quando si tratta di informare a tempo debito, i tempi non sono mai maturi così che quando esce la notizia e diventa di dominio pubblico, tutto è già stato quagliato;
E credetemi come in questo caso specifico tutto voluto fortemente dalla politica.

2) e proprio a proposito di politica ecco che menziono infine gli ultimi lanci di agenzia che informano come il Presidente del Commissione Parlamentare antimafia Pisanu pare sia arrivato alla lettura politica delle stragi del 1993, a breve ce ne parlerà.
Noi chiaramente questa attuale commissione parlamentare come tutte del resto le abbiamo viste come il fumo negli occhi per gli ovvii motivi.
Intorno ai tavoli delle commissioni parlamentari ci sono tutti i partiti in teoria per studiare le carte, trarre le conclusioni e fare in modo che si arrivi la verità almeno politica .
In realtà intorno a quel tavolo ogni partito tira l'acqua al proprio mulino, ovvero ogni partito dal suo punto di vista è innocente e gli altri colpevoli.
All'uopo ci ha fortemente dato ragione l'espressione usata dal Presidente Pisanu in queste ore:
dobbiano riprendere i fili e tirarli, verso una ragionevole conclusione.

Può una commissione che si arroga il diritto attraverso la legge di cercare la verità pensare di trovare una ragionevole conclusione in fatti di strage ?
Ragionevole per chi per la politica che ne vuole tutta saltare fuori immacolata?
E magari stabilire che la responsabilità sia pure politica è di partiti e di uomini morti e sepolti?
O ragionevole verso uomini che giurano nei tribunali sui codici penali che presero decisioni scellerate sulla pelle dei nostri parenti e le presero perché credevano così di fermare le stragi?
Ma quali stragi hanno fermato se per prendere decisioni comunque scellerate, ci hanno pasticciato così tanto su che il 31 Ottobre del 1993 quando decidono di non rinnovare 334 decreti che sancivano altrettanti 41 bis ormai le stragi ci sono state tutte?

Insomma qui si sponsorizza il libro giallo non credo sia difficile farlo perché di giallo è tinta la storia d'Italia, quell'Italia che si fonda sul sangue dei morti ammazzati nelle stragi, e sulle montagne di lettere, documenti ufficiali, documenti falsi e quant'altro rinchiusi nei cassetti segreti di chi ogni giorno pretende di darci da intendere che amministra la giustizia.
E non solo rinchiusi nei cassetti quei documenti restano per anni, a volte risaltano fuori giusto per dare una mano ad una politica che ormai è alla deriva se non cambia in toto tutti i suoi uomini quelli che ci vogliono ogni giorno vendere per i migliori.
Non ci sono più uomini migliori in politica ci sono solo uomini che sanno tutto sulle stragi e tacciono.

Grazie mille

Giovanna Maggiani Chelli