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30 Aprile 2011
Carrara - Liceo Artistico "Artemisia Gentileschi"



Nell'aula Magna del Liceo Artistico di carrara alla presenza di oltre 100 studenti, insegnati e il Dirigente del Liceo incontro sul tema della strage di via dei Georgofili.
Tutti ragazzi nati nel 1993 1994 1995, ai quali nessuno si è dato la pena di informarli del loro recente passato causa di un incerto futuro per la loro vita.
Attoniti alla fine del mio intervento, nessuno interveniva nel dibattito, poi uno di loro ha preso il coraggio a quattro mani ed ha esordito.
"Preside stiamo zitti non perchè non sappiamo che dire, ma perchè mai avremmo immaginato tanto, siamo sopraffati da un simile intervento..."
Hanno poi fatto tante domande, la più importante come si fa a cacciare la mafia dal Parlamento.
Noi cosa possiamo fare .
Dopo il racconto tragico di quegli anni '93 '94, dopo la descrizione puntigliosa di sette fatti di strage in meno di due anni, dopo aver asserito le chiare responsabilità della mafia e aver ancora una volta messo sotto forma di domanda la tragica possibilità di implicazioni delle istituzioni, quanto meno distratte, inefficenti se non colluse, l'amaro in bocca è risultato grande.
Non c'è infatti per ora una soluzione al problema, perchè il voto, l'espressione più democratica, non grantisce nulla, visto che la politica, gli uomini politici che hanno concorso alla situazione attuale nel Paese, non fanno un passo indietro, anzi cercano di farne due avanti zittendo la società civile, come noi, che urla il proprio dolore e così il proprio disappunto.
Ho lasciato come sempre la speranza determinata da quella sacca di resistenza che è la Magistratura, che cerca disperamente ogni giorno la verità sulle stragi del 1993, per consegnarla al Paese affinchè le mafie almeno siano un pò più in difficoltà.
Le televisioni non garantiscono il contraddittorio, la stampa è spesso asservita ai partiti, solo la forte spinta della Società civile può aiutare un Paese alla deriva,
Ho poi difeso fortemente il Fondo 512 del 1999 quale sostentamento alle vittime di mafia che denunciano la mafia, o esplicitano bene quanto al momento i governi poco facciano per portare in porto la legge 206 del 2004; legge in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
Questo perchè è giusto che i giovani credano comunque nel senso dello Stato, il quale non è vero che non fa nulla, bensì fa quello che può stretto nella morsa della mafia.
Ho messo in evidenza quanto apprezziamo l'operato di LIBERA e di come possano divergenze non dettate tanto da rivalità quanto da esigenze che comunque possono esserci in vittime come noi, le quali hanno bisogno del Fondo 512 che va assolutamente alimentato con i soldi che si confiscano alla mafia e se soldi non ce ne sono come vadano così venduti gli immobili confiscati.
Non è compito nostro quello di sovraintendere a chi si ricompra i beni confiscati alla mafia quando questi è costretto a venderli per monetizzarli ma è un compito dello Stato che può sempre riconfiscarli.
Qui le divergenze, che possono sorgere per esigenze diverse da chi ha come politica sociale quella di far ritornare in eguale misura sul territorio a coloro che subiscono i torti della mafia.
Ci piaccia o no ci sono esigenze diverse e questa è la realtà.

Ho poi letto un passaggio di un'intervista rilasciata da Gabriele Chelazzi, il pm nei processi per le stragi del 1993.
Alla domanda del giornalista: è la prima volta nella sua storia che Cosa Nostra sceglie una strategia di scontro frontale con lo Stato. Secondo i collaboratori di giustizia Riina spiegò: "Facciamo la guerra per fare la pace". E' una scelta di rottura rispetto al passato che si è rivelata un boomerang e questo rafforza l'idea che Cosa nostra fu "mal consigliata da interlocutori esterni".

Il magistrato rispose: "Noi non crediamo che Cosa Nostra possa essere un'organizzazione criminale eterodiretta e dunque siamo convinti che il disegno stragista è farina del sacco di Totò Riina, di Bernardo Provenzano, di Leolouca Bagarella, di Matteo Messina Denaro, dei fratelli Graviano e degli altri boss di Cosa Nostra".
E' vero però che questo disegno stragista rappresenta una novità dirompente che determina un'accelerazione nell'evoluzione dei rapporti tra Cosa Nostra e la politica.

Questo perchè i giovani capiscano bene che la mafia comanda in questo Paese perchè la politica si collude.

Giovanna Maggiani Chelli