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Centro Culturale Parco Fenderl - Vittorio Veneto
Sabato, 26 febbraio 2011

"La mafia non è solo Sud"
organizza
"Firenze 27 maggio 1993 è una ferita aperta, ANCHE TUA"

con
Giovanna Maggiani Chelli
e
Nicola Biondo
giornalista Free-lance e autore de IL PATTO


Questa è la sintesi delle risposte che G.M.Chelli ha dato alle domande poste
Più in basso si riporta la lettera che G.M.Chelli ha a sua volta ricevuto il giorno seguente all'intervento



1) La strage di via dei Georgofili non è conosciuta perchè così è la volontà dell'intera classe politica.

2) Le bombe del 1992 e del 1993 devono interessare a tutti perchè quelle bombe destabilizzando hanno stabilizzito la più grande forma di illegalità che mente d'uomo ricordi in Italia e la quale vige ancora oggi nel nostro Paese, con pagamenti di tangenti molto più alte di quelle che si pagavano nel 1992 - 1993 , se si considera che nel 1993 le tangenti nel traffico delle armi hanno toccato punte del 17%, si può aver un'idea di quanto siano vertiginose le percentuali di oggi.
Nel 1993 i fiumi di denaro correvano sotto forma di tangenti sotto l'egemonia della mafia e di chi con essa si era colluso come del resto oggi.

3) Perchè 18 anni senza verità?
Perchè il tritolo del 1993 è stato chiesto alla mafia compare in affari, trasversalmente da tutto l'arco costituzionale , ognuno aveva un buon motivo per coprire con il tritolo mafioso ruberie inaudite e quindi di comprare un etto di quell'esplosivo e oggi bisogna coprire a tappetto quella verità.

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


Ciao giovanna,

sono talmente tante le cose che vorrei dirti che non so da dove cominciare.

Prima di tutto mi spiace molto non aver passato un po' di tempo assieme a te e tuo marito. Sei una persona che stimo e rispetto veramente tanto e in queste rare situazioni ho la "capacità" di affezionarmi anche a distanza. Mi sarebbe piaciuto parlare più con te e tuo marito così da conoscerci meglio ma, altra promessa, questo è solo rimandato.
Ciò che faccio con l'associazione lo faccio prima di tutto per me per un senso del dovere nei confronti di chi non c'è più e verso chi non sa e vorrebbe sapere. Lo faccio anche perché l'antimafia per me è un po' come una droga. So che mi fa male ma non posso farne a meno. E sono molto felice che la mia compagna e mia madre abbiamo capito il perché faccio ciò e mi appoggino (mio padre è il tipico friulano quindi ci vuole pazienza).

Ciò che ne ricavo da tutto ciò oltre che l'approfondimento di un tema che ho a cuore sono le emozioni che vivo in questo che chiamo un po' "percorso di vita". Emozioni che provo, prima di tutto, nei rapporti umani che nascono e vivo giorno dopo giorno. Con te tutto questo è nato a distanza ma è forte e molto. All'inizio mentre guardavo i tuoi interventi mi ha folgorato il tuo timbro di voce. Quella tua rabbia e cattiveria che usciva con le parole ma sempre con compostezza, rispetto e dignità mi ha fatto capire che non potevo non conoscerti. Il rendermi conto poi che non sapevo niente sul quel 27 maggio mi ha fatto sentire in obbligo anche verso quei morti/feriti. Dopo l'incontro di sabato poi, tutto ciò è aumentato ancor di più.

Mentre parlavi sabato non riuscivo a "stare fermo". Tremavo come una foglia. Non per l'emozione del microfono o del palco ("prezzo" che ho già pagato l'anno scorso) ma quando per ciò che dicevi e come lo dicevi. C'erano dei momenti che volevo fermarti per prendere fiato perché tutto era troppo ma non poteva essere altrimenti.
Sono 18 anni che combatti contro un "muro di gomma" fatto spesso di bugie, equilibri, messaggi cifrati e sempre di verità mai dette.
Solo tu sai cosa vivi giorno dopo giorno e cos'hai passato finora; "davanti" a quelle parole piene non tanto di rabbia ma quanto, forse, di frustrazione ero paralizzato, inerme e impotente.
Saperti poi semi influenzata mi ha fatto quasi sentire in colpa di averti fatto fare tanta strada soprattutto dall'albergo fino a Vittorio.
Vederti così provata poi alla fine mi ha fatto venire la voglia di abbracciarti e stringerti forte voglia poi frenata da una timidezza che mi porto e porterò per sempre e anche un po' dal rispetto che provo per te dato che, in fondo, ci conosciamo ben "poco".

Mentre parlavi guardavo la sala e vedevo "solo" quelle circa 30 persone che prevedevo venissero senza vedere quella sala piena che forse in fondo speravo risultasse soprattutto per quella voglia di conoscenza su via dei Georgofili e quel dovere alla memoria che meritano i vostri morti. I Vittoriosi come gli Italiani in generale DOVREBBERO ESSERCI.
Volevo che quelle persone tutte cogliessero cosa c'è dietro quelle tue parole. Volevo cogliessero che non è umanamente accettabile morire così ma, soprattutto, combattere in questo modo contro "tutti e tutto" per avere verità e giustizia. Non è giusto per nessuno di noi la lottari impari che fai/fate. Voi siete noi perché ciò che è successo a voi poteva/può accadere a noi e comunque, nonostante ciò, siamo tutti Italiani e qui è in gioco anche l'Italia.

Volevo che la gente cogliesse ciò prima di "buttarla in politica" che, forse, fa perdere quel contatto con quella realtà drammatica che caratterizza tutte o quasi quelle famiglie di vittime innocenti di mafie che, dopo decenni, ancora non possono piangere in pace i loro cari.

Credo che poche persone abbiano colto ciò ma la cosa che mi ha riempito il cuore è stato ascoltare quei ragazzi che sono intervenuti alla fine. E alla fine, dopo che siete andati via, mi hanno avvicinato altri tre universitari chiedendomi maggiori informazioni.
E questo ciò che per me conta più di tutto. L'avvicinare le giovani generazioni per portare loro una testimonianza di fatti che non hanno visto, non hanno vissuto e forse, almeno per qualche anno, avranno la fortuna di non vedere, e di non vivere.

E' la prima volta in 3 serate dove vedo dei ragazzi, delle famiglie intere e un professore che porta con lui alcuni suoi alunnni.
Per me è, a tutti gli effetti, l'aprirsi di una piccola possibilità di realizzare quello che è un mio grande sogno. Organizzare degli incontri tra studenti e famigliari di vittime di mafia. Più in generale parlare e far parlare ai/i giovani.

Alla fine della serata ovviamente non sono mancate le critiche. Di chi dice che non dovevo far intervenire le persone che anziché domandare, fanno un monologo, le critiche di chi avrebbe voluto che ti chiedessi chi erano i nomi di quei politici che hanno voluto togliere l'ergastolo, le critiche di chi avrebbe voluto che ti chiedessi di parlare più nello specifico di quanto avvenuto quel 27 maggio ecc ecc

Critiche ovviamente mosse da come, ognuno di noi, vive l'argomento e da cosa si aspetta della serata. Critiche che sicuramente mi serviranno perché non essendo un giornalista, un mediatore e un esperto mi sono indispensabili per "crescere" come organizzatore e moderatore.

Di certo mai e poi mai ti avrei chiesto di entrare in dettaglio su quanto avvenuto quella maledetta notte. Questo perché primo ho massimo rispetto dell'intimità di ognuno di. Secondo perché non credo che la crudeltà del dettaglio sia il giusto "strumento" per "appassionare" i presenti. L'emozione che toccava tutte le tue parole, per alcune orecchie, è molto più chiara di qualsiasi racconto descrittivo.
La passione, se così si può chiamare, personalmente vorrei che nascesse dalle coscienze personali più che dalla bravura o dall'essere "crudi" dell'oratore. La lotta alla mafia e, prima ancora, la fame di conoscenza credo debba nascere spontanea da ognuno di noi. Ma si sa vanno rispettate le individualità e le idee altrui.

Sinceramente comunque credo che il messaggio che ne è uscito sia stato semplicemente chiarissimo e ti ringrazio. A ognuno poi l'elaborazione di esso e, speriamo, la voglia di approfondire.


Ci tenevo a dirti che mi dispiace molto Giovanna. Mi dispiace molto per quanto successo quella notte, mi spiace moltissimo per quello che è successo dopo quel 27 maggio e prosegue tuttora; mi dispiace ancora di più, però, del fatto che siate "soli" quando in verità dovrebbero essere "soli" chi la verità non la vuole. Mi spiace che l'Italia e gli Italiani questa verità non la vogliono. Mi dispiace perché questa mancanza è anche "mia" perchè, ancora, questa Italia la sento un po' mia e questa Italia sarà la patria dove nasceranno i miei figli e mi ritengo molto più Italiano che Friulano.

Ognuno di noi può e, secondo me, deve fare qualcosa. Io e quindi l'associazione come ti ho detto e ripetuto siamo a vostra disposizione. Se vorrai, quando farai degli interventi o scrivi delle dichiarazioni mettimi in copia via mail così lo pubblicherò sulla nostra pagina facebook senza contare che mi servirà personalmente per seguire quanto avviene a FI e a voi.
Se in futuro vorrai che io faccia delle dichiarazioni durante gli incontri che organizzerò sarò ben felice di farlo (è successo ad es. per la fam. Manca).
Insomma non voglio che l'incontro sia una "apri e chiudi" ma vorrei che la serata di sabato sia come un'anello di una catena e quindi che ci sia una continuità "professionale" prima ancora che personale.


Ti auguro con tutto il cuore che ciò che ti/vi anima non diminuisca di un mm ma, allo stesso tempo, ti auguro che non t'impedisca di sorridere come ti ho visto fare un paio di volte sabato.
Non ti ho chiesto di tua figlia sia per mancanza di tempo sia per rispetto. Se vorrai, quando vorrai mi piacerebbe sapere come sta.
Benché non valga-conti molto vi auguriamo di stare bene sempre e che il futuro vi faccia conoscere sempre più persone che vi stringerebbero forte come farei io ora e soprattutto che vi dia quella salute indispensabile anche per, purtroppo, continuare la vostra battaglia.

In futuro ti stresserò con alcune domande, non oggi e non ora. Lo farò perché è molto difficile per me orientarmi in questo "labirinto" e per farlo ho, anche, bisogno del tuo aiuto perché ho cieca fiducia in te e ho bisogno di avere dei riferimenti per non "perdermi" e soprattutto per capire. Semmai dovessi "esagerare" ti prego di non farti mai problemi a parlarmi, scrivermi come hai fatto finora e quindi sinceramente dicendomi ciò che pensi-credi.


Un abbraccio dal profondo del cuore e un Grazie da tutti "noi" che ripeteremo l'incontro anche domani
Davide