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Conferenza stampa 23 Novembre 2010
Ore 9 Aula Bunker



Abbiamo indetto questa conferenza stampa un attimo prima del processo a Francesco Tagliavia: un uomo di "cosa nostra" che secondo Gaspare Spatuzza è stato coinvolto nella strage di via dei Georgofili, per fare il punto prima dell'inizio di questo dibattimento e rendere noto il nostro pensiero anche a seguito di quanto avvenuto in questi giorni.

Prima di tutto vogliamo iniziare da quanto emerso in Commissione Antimafia per bocca dell'ex Ministro Conso e di quanto non emerso da quella commissione.

Abbiamo sempre cercato la verità e giustizia nei Tribunali, ci costituiremo oggi tutti parte civile ancora una volta contro la mafia e seguiremo il processo passo passo supportati dagli avv. Danilo Ammannato e Marco Ammannato del Foro di Firenze e Enrica Valle del Foro della Spezia.

Ascolteremo Gaspare Spatuzza, per il quale ancora una volta chiediamo la protezione che compete ad un collaboratore di giustizia, e supporteremo la Magistratura sempre.

Detto questo vogliamo rendere noto che non troviamo un altro sinonimo alla parola "trattativa" tra Mafia e Stato per le vicende che ci riguardano quale causa dei nostri morti e dei nostri feriti.

Da sempre sappiamo bene che quelle stragi vennero fatte per spingere lo Stato ad abolire il 41 bis. Alla luce di ciò che si sta scoprendo in questi giorni, la nostra domanda è sempre più pressante.
Se il 15 maggio 1993 a ben centoquaranta mafiosi fu tolto il regime di 41 bis, perché la strage di via dei Georgofili fu fatta lo stesso? Questo implica che sul piatto della bilancia non c'era solo il papello di Riina con il 41 bis e gli altri 11 punti, ma forse altro? E cosa?

Le domande ormai in noi si fanno in sempre più pressanti, molto di più di quando ci trovammo in questa aula il 12 giugno del 1996, oggi ne sappiamo di più ,ma soprattutto sappiamo proprio all'ultima ora cose che è ignobile siano state tenute nascoste a noi, ma ancora più grave è quanto è stato tenuto nascosto alla magistratura.

Siamo certi che all'allora pm Gabriele Chelazzi e i suoi colleghi siano stati posti dei limiti ,nel non dire tutto quello che uomini dello Stato sapevano.
Potremmo oggi cercare di individuarne i nomi e i cognomi e denunciarli per falsa testimonianza, ma è sopraggiunta la prescrizione e loro lo sanno bene per questo parlano oggi davanti a commissioni che noi non abbiamo mai visto di buon occhio, perché il Parlamento non garantisce a tutti noi familiari di vittime la ricerca della verità sulle stragi.
Le reticenze di questi giorni, i non ricordo davanti alla richiesta di conferma dei 140 mafiosi passati da carcere duro a carcere normale il 15 Maggio 1993 ci danno ampiamente ragione e ci riempiono di amarezza.

E per tutto questo non nascondiamo la speranza che l'apertura più ampia possibile sia lasciata a questo processo sia pure verso un soggetto mafioso e nulla più, affinchè su questa carta bollata andremo a vedere gettate quelle mura che possano essere posate su quella ipotetica casa che il pm Gabriele Chellazzi ci ha sempre detto di voler costruire.

Vi ringraziamo per la pazienza che in questi anni avete sempre avuto nei nostri confronti, per la grande collaborazione anche se a volte abbiamo dovuto piangere per le frustrazioni che la mancanza di liberta di stampa ci ha inflitto, vi chiediamo di essere liberi e indipendenti il più possibile da potere politico ed editoriale e lasciare che la verità venga a galla una volta per tutte senza frenarla o condizionarla cominciando da questo processo che non riteniamo secondario.

Ancora grazie da tutti noi

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili