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26 maggio 2010
        Auditorium Regione Toscana






Ringraziamenti

I punti della protesta prima dell'intervento vero e proprio
1) Esternazioni Dr.Ionta sul 41 bis reso più permeabile dagli avvocati parenti dei boss
2) Mancanza delle massime istituzioni, non si è voluto capire lo spirito del convegno ideato per dare grande supporto alla Magistratura e all'informazione.
3)Non siamo sui Televideo come avviene per le stragi dove sono morti i Giudici

Quest'anno abbiamo voluto intitolare il convegno giustizia e informazione e lotta alla mafia non a caso.
Il 2009 e l'inizio del 2010 sono stati periodi in cui più fortemente abbiamo temuto un ritorno al tritolo e in cui l'informazione e la giustizia hanno subito colpi bassi ma anche sono diventati più attivi rispetto al passato.
Questa mattina noi affidiamo agli studenti le domande per giornalisti e magistrati, domande forse scomode, se come gli abbiamo chiesto di fare si sono informati attraverso la lettura dei giornali o visitando il nostro sito internet, domande che dovrebbero essere mirate a capire che cosa sta accadendo in Italia, sperando che le risposte saranno altrettanto mirate e noi crediamo di si, perché magistrati e giornalisti seri non possono che dare risposte serie e ponderate.
Comincio io a rompere il ghiaccio; crediamo che sia giunto il momento di fare domande senza fare sconti a nessuno perché si intravedono degli spiragli, rappresentati dalle le nuove indagini, che per noi sono ragione di grande entusiasmo e di, grande speranza, ma anche il timore che vengano annebbiate da tanto fumo negli occhi.
Vi leggerò ora un passaggio della sentenza dei processi di Firenze

"Ciò che conta è come appare, all'esterno e oggettivamente, l'iniziativa del Ros, e come la intesero gli uomini di Cosa Nostra. Conseguentemente, quale influenza ebbe sulle loro determinazioni.
Sotto questi aspetti vanno dette senz'altro alcune parole non equivoche: l'iniziativa del Ros (perché di questo organismo si parla, posto che vide coinvolto il vice comandante e lo stesso comandante di un reparto) aveva tutte le caratteristiche per apparire come una "trattativa"; l'effetto che ebbe sui capi mafiosi fu quello di convincerli, definitivamente, che la strage era idonea a portare vantaggi all'organizzazione.

E domando allora: negli atti giudiziari vi è scritto così perché sono stati necessari 17 anni per ammettere questa trattativa?

Vi leggo poi le ultime di pochi giorni fa:

FIRENZE, 14 MAG - Già nelle primissime indagini della Distrettuale antimafia di Firenze, attivate subito dopo la strage di via dei Georgofili, era 'comparso' un individuo non identificato che oggi viene chiamato da Massimo Ciancimino 'signor Franco'.
Lo ha detto l'ex procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna parlando a margine di un convegno sulle carceri in corso alla Badia Fiesolana Firenze). «Già allora si parlava di un soggetto non identificato - ha detto Vigna -.
Ma sarebbe bene che, adesso, Ciancimino jr dicesse chi è, finalmente». (ANSA)

Firenze , 14 MAG - Siamo d'accordo con Piero Luigi Vigna: Ciancimino jr deve smetterla di giocare come fa il gatto col topo e deve dire tutto quello che sa, deve rendere noto il nome del 'signor Franco' ai giudici e consegnare tutti i documenti che sono in suo possesso una volta per tutte».
Lo scrive in una nota Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage mafiosa di via dei Georgofili, a Firenze.
«Sono 17 anni che aspettiamo i comodi di Massimo Ciancimino e di chi per lui - scrive Chelli -. Chiediamo che siano rispettate le nostre ragioni, e che cessi il teatrino che da un po' di tempo va in onda, preoccupati come siamo che tutto finisca in una bolla di sapone».(ANSA)

Ribadito ancora una volta che noi crediamo nella magistratura, chiediamo perché c'è stato bisogno di tanto tempo e di tanta melina e tante sceneggiate in tv, per dire chiaro che la nostra intelligence era sul luogo della strage in via dei Georgofili?
E a questo punto pare giusto tirare in ballo l'informazione visto che è ben rappresentata a questo tavolo rammentando che:

Il 5 giugno 93 l'informazione titolava "Terremoto nei servizi segreti", se si leggono i testi dei giornali di allora si evince che era un normale avvicendamento secondo le istituzioni, ma non per la stampa che sollevava i dubbi più oscuri.
Il 30 Giugno 93 si titolava "Firenze, ricercato terrorista tedesco" e nei testi si parlava di terrorista legato ai nostri servizi segreti deviati
Il 7 Ottobre 93 si titolava
"Autobombe e servizi deviati: sul Sismi è ancora bufera".
Spiegava il testo:
"In realtà Pucci avrebbe spiegato che componenti estranee alla mafia, forse schegge impazzite dei servizi, avrebbero contribuito in maniera determinante alla scelta dei luoghi, dei tempi e degli esplosivi per compiere gli attentati che hanno insanguinato l'Italia la scorsa estate. Lo scopo dichiarato era quello di destabilizzare il Paese."

Sempre il 7 Ottobre 93 si titolava "Dietro le stragi c'è la mafia, ma non solo"

E ancora il 20 Ottobre 1993
"Ora (...) si vogliono indagare i Servizi"

Abbiamo detto che crediamo ai magistrati e lo stesso è per i giornalisti, gli crediamo sempre, ieri come oggi, e dunque perché tanto clamore quando il figlio di un mafioso dice in TV "io so chi è il signor Franco che sa tutto sulle stragi e presto ve lo dirò"?

Abbiamo organizzato diversi incontri nell'ultimo periodo precedente questo anniversario e tutti sono stati gremiti di persone che vogliono conoscere la verità.
Chiediamo quindi alla magistratura di portare a dibattimento il materiale che ha senza se e senza ma. Perché se le cose che dice di conoscere Ciancimino già erano note ancorché da analizzare, oggi è il momento di farlo.
Proprio perché la verità sulle stragi del 1993 non sia relegata agli umori e alle esigenze del figlio di un mafioso.
Chiediamo all'informazione di unire gli sforzi in una spinta dal basso per arrivare a questa verità, dicendo esattamente le cose come stanno in una uniformità di intenti per il bene di tutti noi ,una volta tanto senza nessun condizionamento che vada incontro alle esigenze di una politica spaventata e alla deriva, questo non certo per colpa nostra. Una politica che in questo nostro convegno è l'interlocutore mancante, perché non ci fidiamo.
Ed è chiaro quindi che oggi qui chiediamo alle istituzioni, ampiamente rappresentate, di sollecitare nei consigli comunali, regionali e provinciali, sia i propri partiti di appartenenza che le opposizioni, per un interesse comune perché prima le nostre vittime e poi tutti noi possiamo avere finalmente giustizia.
Dico le nostre vittime perché in quelle scandalose stragi del1993 sono state quelle che hanno pagato il prezzo più alto, ma è noto che tutti noi abbiamo pagato un prezzo e un prezzo alto lo ha pagato anche la politica sana, trascinata in un mare di fango, poco capiamo o sappiamo su chi sia fra gli scranni del parlamento a non volere la verità o chi sia a fare finta di volerla a parole ma non nei fatti.
E' per questo che spesso gettiamo la croce addosso alla politica, la nostra Associazione vuole la verità sulle strage di via dei Georgofili, e continueremo a chiederla alla società civile se la politica non ci ascolta per paura di compromissioni.
Vi ringrazio ancora dell'attenzione, ascolteremo insieme a voi gli interventi di magistrati e giornalisti, e questa sera vi aspettiamo tutti in piazza Signoria con la Messa in Requiem di Verdi sarà il nostro modo di chiedere la ricerca della verità e la non archiviazione delle indagini in corso.
Domani mattina 27 Maggio nel salone del 200 in Comune, il Procuratore Grasso incontrerà i ragazzi delle scuole medie e i bambini delle scuole elementari: il senso della legalità e del vivere civile deve essere coltivato dal basso prima che sia troppo tardi.
Alla sera alle ore 21 saremmo al teatro "Le Spiagge" ,dove Giulia Weber reciterà il suo monologo "la ferita".
Saverio Tommasi ci parlerà del suo scritto dal titolo "Una via una strage " che è stato tradotto in lingua inglese perché i confini dell'informazione e il senso di giustizia si allarghino.

Un grazie ancora da tutti noi.

Giovanna Maggiani Chelli