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26 maggio 2010
        Piazza Signoria - Intervento di Luigi Dainelli






Sono il Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, ed è mio preciso dovere ringraziare quanti ci danno ogni anno l'opportunità di arrivare qui al momento culminante delle nostre manifestazioni nell'ambito dei vari anniversari, in particolare:
la Regione Toscana,
la Provincia di Firenze,
il Comune di Firenze.

Siamo convinti che l'allenamento della memoria sia indispensabile affinchè giustizia sia fatta fino in fondo per le nostre vittime:
Caterina
Nadia
Dario
Angela e Fabrizio.

I nostri morti sono il nostro cruccio ma non lo sono meno quanti sono stati coinvolti in quella strage terroristica ed eversiva del 27 Maggio 1993 e ancora oggi lottano per giuste cause.
Era una notte come questa, quella notte tragica di 17 anni fa, e ancora come allora sentiamo il bisogno di sapere chi sia stato a travolgere le nostre famiglie e perché lo abbia fatto.
La mafia "cosa nostra" ormai è chiaro che era presente fisicamente in via dei Georgofili, ma è altrettanto chiaro che "Altri" guardavano a Firenze quella notte, aspettando il botto che ha assordato tutti noi e tutti i fiorentini.
Qualcuno nell'ombra voleva qualcosa di ben preciso quel 27 Maggio 1993 mentre mandava un terribile messaggio di morte: noi vogliamo sapere cosa voleva quella entità oscura celata nell'ombra.
Non vogliamo sentirci dire che quella notte non si volevano morti, perchè i morti ci sono stati eccome, è un dato incontrovertibile, e nessuno può nascondersi dietro al dito che la mafia e chi per lei di vite umane non ne volevano: ne volevano eccome ed è toccata ai nostri parenti più cari.
Sono in corso nuove indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993", e questa sera da questo palco tutto verterà a spingere affinché la magistratura possa operare in piena libertà mentre ancora una volta e con gran fatica prova a rendere giustizia alle vittime di via dei Georgofili.
Mentre le Procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta, tentano di mettere insieme i fatti che hanno sconvolto il Paese in quel 1993, noi come Associazione abbiamo voluto e vogliamo fare la nostra parte: non passa giorno che non chiediamo di essere messi in condizione di capire perché 5 persone sono dovute morire in quel modo così barbaro in quella calda notte del maggio del 1993.
Vogliamo tenacemente capire quali erano gli interessi in gioco oltre a quelli di "cosa nostra", e Vi posso assicurare che ce la metteremo tutta per capire.

Grazie
LUIGI DAINELLI