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9 Maggio 2010
        Prefettura Firenze

Consegna due medaglie d'oro




Abbiamo ben chiaro in testa il concetto di terrorismo, così chiaro, che apprezziamo sempre ogni sforzo dello Stato per appianare situazioni difficili che vengono a crearsi quando la democrazia del Paese è messa in discussione.
E quindi apprezziamo manifestazioni come questa. E siamo lieti di essere stati invitati e di poter dire la nostra.
La legge 222 del 2007 consente nel nostro Stato di chiedere, da parte di chi ne senta l'obbligo o ne abbia la volontà, il riconoscimento della medaglia al merito per chi è morto in circostanze legate a fatti di terrorismo.
Lo Stato sente il bisogno di dare un riconoscimento a chi ha fatto fino in fondo il proprio dovere o anche a chi come privato cittadino, non appartenente a nessuna categoria di particolare rilevanza istituzionale, è stato vittima del terrorismo, i familiari più stretti possono chiedere questo giusto riconoscimento.
Nella norma 222 del 2007 non sono previste le vittime delle stragi ,ma confidiamo a breve , in una nuova legge, affinché chi lo vorrà possa chiedere l'alto riconoscimento quale vittima di strage terroristica ed eversiva.
Vogliamo troppo bene a Mariella Magi Dionisi e oggi abbiamo avuto l'onore di conoscere la signora Caracuta,rispettiamo troppo il servizio sul territorio di carabinieri e poliziotti per non condividere il desiderio che altri hanno di ricevere una medaglia per ciò che i loro cari hanno fatto, o per ciò che hanno sopportato.
Quando si muore compiendo il proprio dovere serve anche la medaglia, quando un cittadino muore in un atto di terrorismo e la famiglia sente il bisogno della vicinanza dello Stato attraverso una medaglia è giusto che la chieda e che la abbia.
Non possiamo che essere vicini a quanti vengono travolti da un atto terroristico, noi che fin dalle prime dopo l'evento abbiamo avuto ben chiaro che eravamo stati coinvolti, nostro malgrado, in una strage terroristica attuata per colpire lo Stato attraverso l'intimidazione con l'uccisione di cittadini inermi; per questo non possiamo che essere vicini a tutti e nel corso degli anni lo abbiamo ampiamente dimostrato, mai un cedimento davanti al rispetto per le istituzioni e per le vittime.
La nostra azione è stata sempre di stimolo nei confronti dello Stato laddove questo non è arrivato sin da subito con le sue istituzioni.
Non vogliamo entrare nel merito del perché talvolta lo Stato non sia presente sin da subito, vogliamo però che lo Stato faccia ciò che deve e siamo convinti della nostra azione volta a spronare questa presenza, un'azione che va avanti da 17 anni.
Il Prefetto di questa città ha seguito in prima persona le nostre cause civili, ci ha seguito nelle battaglie intraprese per ottenere i risarcimenti, insomma non ci ha abbandonato.
Oggi da qui vorrei appunto continuare questa azione come ho detto di assidua esortazione, sia in veste di rappresentante dell'associazione a cui appartengo sia come madre di una delle vittime del terrorismo eversivo di via dei Georgofili, una di quelle vittime a cui ieri al Quirinale è stato dedicato il giorno della memoria per le vittime del terrorismo.
Infatti tra gli altri è stata ascoltata una delle vittime della strage di Bologna, per la quale ricorre quest'anno il trentesimo anniversario, una delle quattro vittime italiane che, come a mia figlia, è stato riconosciuto l'80% di invalidità e che aspettano, in base alla legge n 206, di poter usufruire di trattamento pensionistico avendo negli anni provato a fare un lavoro ma senza successo, per le evidenti limitazioni fisiche e psicologiche.
Si tratta di quattro persone che al momento delle stragi in cui sono stati coinvolti erano bambini o giovani che per un periodo della loro vita hanno intrapreso un'attività lavorativa e hanno versato per quel periodo i loro contributi pensionistici, potendo perciò adesso avvalersi di quanto previsto dalla legge 206.
Lo spirito della legge 206, quando l'abbiamo discussa ai tavoli che contano e quando è diventata legge, era risolvere i problemi delle vittime del terrorismo e anche delle stragi terroristiche e mafiose a scopo eversivo, risolverli una volta per tutte al meglio, non con interpretazioni farraginose e penose demandando le decisioni a organi di Stato lontani anni luce da ciò di cui hanno necessità le vittime di stragi.
Ebbene se per le vittime questo è ciò che serve devo dire oggi davanti a questo microfono, in questa occasione importante, dove verranno consegnate due medaglie d'oro ambite e meritate, che tutte le leggi che lo Stato si è dato per venire incontro a chi ha subito delitti incredibili devono essere applicate e mai disattese.
Quindi feriti invalidi all'80% devono avere le loro pensioni come recita la legge 206 del 2004 , legge che deve essere interpretata non in senso restrittivo ma nel più ampio dei modi perché la 206 del 2004 è nata anche per la nostra volontà, di persone come Mariella Magi Dionisi, perché in Italia fossero sanati dei torti non perché se ne infliggessero altri.
Lo devo dire e mi si scuserà per questo, perché la nostra presenza di ieri al Quirinale e oggi qui abbia un senso.
Ieri al Quirinale proprio la persona a cui facevo riferimento sopra, ha sollevato quella che è una vera questione culturale in fatto di vittime del terrorismo e dell'attenzione che lo Stato gli deve. Perché in questi anni abbiamo visto dare, da parte degli enti previdenziali, interpretazioni veramente poco attinenti al vero spirito della legge 206, costringendoci a sollevare il problema addirittura con il Colle e questo problema ieri nel giorno dedicato alle vittime del terrorismo, è stato affrontato.
Per questo io con forza lo ripropongo qui oggi e non solo per una questione personale. Perché obbligarci dopo tanto tempo a sollevare questioni così gravi fino dentro la residenza del Presidente della Repubblica?
In questo periodo che precede l'anniversario della strage di Via dei Georgofili, chi può e chi deve ci ascolti e ci tolga da questa situazione di impasse, ci dica che cosa dobbiamo fare se non è stato sufficiente lavorare gomito a gomito con i tecnici e i giuristi preposti alla scrittura della legge la cui impronta è oggi dimenticata e le cui prescrizioni sono disattese in un mare di scuse che non fanno bene a noi ma neppure allo Stato, nel quale comunque crediamo e se siamo qui è a dimostrazione che stiamo dicendo la verità.
E' comunque doveroso dire che il Ministro della Giustizia Alfano ancora una volta ha fatto sapere che si prodigherà per la Legge 206 e noi ancora una volta vogliamo fortemente credergli.

Giovanna Maggiani Chelli