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28 Ottobre 2009
Roma

"premio nazionale Paolo Borsellino 2009"




[Ringraziamenti]

"Questo premio è nelle mani giuste" mi ha detto un amico giornalista.

Non se questo premio sia nelle mani giuste, ma sono 16 anni che cerco la verità sulle stragi del 1993.

Questa sera vorrei, se me lo permettete, fare una sorta di denuncia in merito a ciò che sta avvenendo intorno al PAPELLO.
A partire dalla metà del 1992 e fino a tutto il 1994, la mafia ha messo a punto, a suon di bombe, una sorta di trattativa con referenti dello Stato e della politica, per ottenere ciò che voleva.
ALTRI, non appartenenti a cosa nostra, si sono insinuati in quell'elenco di richieste con richieste tutte loro e che ancora non è dato conoscere fino in fondo.
Tutto ciò è molto grave, per dieci anni lo abbiamo detto, per dieci anni siamo stati inascoltati, poi con l'effetto di una "calunnia" la parola "papello" si è ingigantita a dismisura, uscendo dalla bocca di un figlio della mafia, e dalle mezze ammissioni di uomini delle istituzioni e della politica e oggi siamo alla ridicolizzazione di ciò che il papello stesso rappresenta. E' divenuto argomento di comici televisivi che ne parlano mentre rovesciano sul pubblico scurrilità e Don Ciotti pur precisando che non entra nel merito di indagini su fatti gravissimi, precisa che il PAPELLO è in atto oggi attraverso leggi che non sono buone; dimenticando che le leggi non buone di oggi sono, a loro volta, il frutto di leggi non buone promulgate da 16 anni a questa parte, e che tutto è il frutto di quei primi papelli redatti dal pugno di Salvatore Riina e di altri.
Meritiamo rispetto per ciò che abbiamo patito in nome di ciò che sta avvenendo oggi nel Paese, e non solo per colpa di Berlusconi; la parola PAPELLO, termine mafioso per dire elenco, è un elenco fatto rispettare a suon di lacrime e sangue, e non consentiamo a nessuno dopo 16 anni di esorcizzarlo con scimmiottamenti e impossessandosi di termini che vengono da lontano e che si sono tollerati fino a poco tempo fa.
Basti pensare alla legge Pio La torre nella quale è chiaramente scritto che i beni della mafia devono essere venduti quando vanno rimborsate le vittime della mafia che l'hanno denunciata e portata in Tribunale; nessuno ha mai perorato questa giusta causa a parte noi.