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14 Ottobre 2009
Novoli ore 15.00

FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA
Informazione, intercettazioni, politica e mafia




Esporrò dal nostro punto di vista, i tre argomenti del convegno, li esporrò brevissimamente dal punto di vista di vittime di quell'inferno che è stata la strage di via dei Georgofili, e siccome nel corso di questi sessanta anni, ognuno ha cercato la madre delle stragi in ogni decennio, prima di tutto dico che noi riteniamo che per gli anni 1992 - 1993 - 1994 la madre delle stragi sia stata quella avvenuta sotto la Torre de' Pulci.

Informazione
Non vogliamo analizzare tutti i vizi dell'informazione, i limiti dei giornalisti ecc. lo hanno fatto in tanti e lo faranno ancora in molti, inutile da parte nostra ripetere le stesse cose nelle quali peraltro crediamo.
Vogliamo però dire che riteniamo ci sia malafede in tutta l'informazione, infatti solo guardando le ultime ore che il nostro Paese ha vissuto, proprio a ridosso di una manifestazione in nome della libertà di informazione, nessuno ha scritto mentre sui giornali e sulle televisioni, si sviscerava la presunta trattativa tra Stato e mafia, che le stragi del 1993 sono state la conseguenza del silenzio di tanti, di tanti che allora sapevano.
Eppure come sempre i nostri comunicati non sono mancati, ma l'ordine di scuderia che veniva dall'alto, recepito da tutta la stampa non Berlusconiana, quella non la consideriamo per questo genere di informazione, doveva necessariamente dare risalto solo al caso Borsellino, che fortemente sentiamo anche noi, ma non è l'unica ferita aperta in questo Paese e ci permettiamo con umiltà, ma dobbiamo dirlo, la morte di Borsellino non è la madre di tutte le stragi degli anni 1992-1993-1994.

Intercettazioni
Su questo argomento vi riporterò solo un paio di aneddoti che per noi l'hanno detta sempre lunga.
Il 14 Dicembre del 2005 avremmo già voluto fare un convegno sulle intercettazioni telefoniche, non abbiamo trovato nessuno disposto a venire a parlare con noi, abbiamo quindi optato per un convegno qui all'università sul terrorismo, tra l'altro andato a vuoto: non c'era nessuno se non i soliti fedelissimi
Già da allora avevamo chiaro in testa che le intercettazioni non dovevano essere toccate, argomento tabù, lo scopriremo in seguito perché, c'erano dentro tutti, come per le stragi del 1993.
Del resto noi avremmo dovuto capirlo che ogni forma di strumento per scoprire la verità sui "mandanti" delle stragi non poteva essere oggetto di convegni.
Infatti, il magistrato Chelazzi quando tentò di utilizzare lo stesso metodo usato per la mafia, ovvero incastrare i mandanti esterni a cosa nostra per le stragi, con i tabulati telefonici, si vide cambiare la norma dalla sera alla mattina, i tabulati più vecchi di cinque anni non si potevano più usare perchè la Telecom li distruggeva.
Tentò di dirlo pubblicamente, ma gli fu consentito di farlo solo ad un incontro di cronisti sportivi dove si parlava se era giusto o meno rendere noto che un giocatore di pallone aveva un ginocchio rotto, naturalmente in nome della privacy.
Oggi a tanti anni di distanza sulla parola intercettazioni si sono spesi fiumi di parole, ma allora no, ai tempi in cui il Magistrato Chelazzi voleva individuare i Mandanti delle stragi, no, non si poteva parlare di tabulati telefonici e intercettazioni.
Così come ancora dopo due anni dalla sua morte, noi non ne abbiamo potuto parlare in convegno, ma solo non con noi stessi.


Veniamo all'ultimo punto:

Mafia e politica

Lo abbiamo sempre detto e oggi non siamo più soli a dirlo.
In una sorta di malignità siamo contenti che altri oggi debbano dire "ci sono dentro tutti", mi riferisco naturalmente a chi ci guardava con sospetto e non ci credeva quando lo dicevamo noi, il nostro sito è pieno dei testi dei nostri interventi in svariate occasioni dove abbiamo detto "ci sono dentro tutti".
E torno quindi necessariamente un attimo al discorso iniziale riferito all'informazione. Il silenzio dei molti di allora che sapevano e non hanno parlato della trattativa, dura ancora oggi infatti neppure alla trasmissione Annozero hanno alzato il tiro dicendo i morti del 1993 ci sono stati perché chi sapeva della trattativa ha taciuto.
E se è vero il fatto che il silenzio omertoso di tanti ha determinato la morte dei nostri parenti, e noi diciamo di si, questo è il motivo per cui oggi si continua a non dirlo e a non scriverlo. E noi crediamo che questo sia la politica a volerlo ancora una volta.
I nostri di morti pesano troppo sulle spalle della politica, che vuole scrollarseli di dosso ad ogni costo.
Per questo lo diciamo noi: la seconda repubblica è nata male e marcia sulla scia di una trattativa che non finirà mai; questa cosa fu scoperta dal giudice il giudice Borsellino che avrebbe voluto denunciarla ma venne ucciso e non riuscì a salvare i nostri figli; ma gli altri avrebbero potuto fare in tempo i vari Martelli, Violante, Mancino, Scalfaro . Di Pietro e chi più ne ha più ne metta, e non l'hanno fatto e qui nasce le seconda Repubblica il 27 Maggio 1993, nasce macchiata di sangue, quello dei nostri parenti.
E' per questo che non crediamo alla buonafede della politica di oggi che muove giornali, giornalisti, trasmissioni televisive, le quali, tutte tendono, se mai ce fosse bisogno, ad esporre all'ultima potenza la morte di Borsellino, ma volutamente non parlano dei nostri morti con nomi cognomi ben precisi. Perché sono morti del tutto innocenti e pesano come macigni.
Siamo venuti qui cinque anni fa, come siamo andati in giro da 16 anni a chiedere verità e giustizia, oggi i processi sono riaperti e questo lo abbiamo ottenuto, ma la verità totale su questa vicenda ancora no, contiamo sempre sulla magistratura, ma sempre meno sulla politica, la quale ancora non può parlare fino in fondo.
Quando ho detto ad una persona di quella parte politica: "ma hai sentito Violante che sapeva e ha taciuto, i nostri figli potevano essere salvati".
Mi ha risposto, "io sono disposto ad accettare che al momento dei fatti per ragioni che ci sfuggono, non si possa dire quello che si sa, ma dopo 40 anni si"
Si riferiva, il soggetto interpellato, al fatto che al momento delle stragi del 1992 tutti quelli che sapevano forse non potevano parlare, ma oggi dopo 40 anni la verità su piazza fontana si potrebbe dirla.
Signori miei se in noi italiani alberga il concetto, che quelli della nostra parte politica, nell'immediato, possano anche non dire quello che sanno, ma basta che la ammettano 40 anni dopo, vuol dire che non abbiamo capito nulla.
Se i signori che abbiamo nominato sopra, sapevano della trattativa dovevano dirlo 16 anni fa appena lo hanno saputo, altro che "ragion di stato" e opportunismi di partito, e non diciamo questo perché non comprendiamo le buone ragioni del silenzio, diciamo così perché siamo perfettamente convinti di essere di fronte ad opportunisti cha hanno taciuto perché avevano degli interessi in quella vicenda, piccoli o grandi che fossero.

Grazie

Giovanna Maggiani Chelli