Home page Indietro Contatti Cerca nel sito RSS
Cerca nel sito

Inserisci
una o più parole da ricercare
Cerca:
fra le notizie del periodo:


nei file del sito  
negli atti ufficiali
ma solo nella directory

Combina
le parole chiave con
"E"
"OPPURE"


Versione stampabile   
13 Ottobre 2009
Novoli

FORUM NAZIONALE CONTRO LA MAFIA
La mafia è morta?




No la mafia non è morta
Anzi.

Senza guardarla da balconi che non conosciamo bene guardiamola dal nostro da quello di chi ha vissuto sulla propria pelle le stragi del 1993.

La mafia sicuramente tenta di far revisionare i processi, e nello specifico quelli già portati a termine per la morte del giudice Borsellino.
Da qualche parte bisognava pur cominciare!
Si va alla revisione del processo Borsellino perché fu fatto un errore? Si forse si, tuttavia questa è una delle volontà della mafia e così forse sarà fatto.
Scarantino a suo tempo non disse il vero? Spatuzza il pentito di turno la dice invece questa verità? Lo vedremo negli anni, tuttavia bisogna ammettere che attraverso la negazione di ciò che ieri era vero e, al contrario, l'affermazione di voci nuove, siamo alla tanto agognata revisione. Tanto cara a Salvatore Riina.
Salvatore Riina lo ha detto chiaramente anche nelle sue esternazioni dell'ultima ora: non mi pento e aspetto la revisione del processo di Borsellino.
Siamo però anche convinti che i magistrati che si occupano oggi a Caltanissetta del caso Borsellino, siano più che validi. La magistratura farà insomma tutto quanto è nelle sue possibilità per scongiurare tutti quei pericoli che la revisione di un processo comporta, e poi se ci sono elementi nuovi, cosa potranno mai fare i magistrati se non andare ad una revisione?
Ma noi che la mafia l'abbiamo conosciuta nella sua sfaccettatura più feroce e poi messa davanti alle sue responsabilità l'abbiamo sentita affermare: sono innocente i responsabili sono altri, della mafia non ci fidiamo.
Anche se da sempre siamo convinti che con la mafia in via dei Georgofili ci fossero altri, ma questi altri per ora non sono ancora stati individuati chiaramente così da poterli rinviare a giudizio, ebbene comunque la parola revisione ci fa star male e siamo sospettosi per questa revisione.

Rina ha anche fatto l'esternazione dell'ultima ora nel luglio scorso:
Non voglio più il 41 bis.
Quindi è chiaro che la mafia non è morta se vuole tornare libera di dare ordini dal carcere senza un regime detentivo severo e dopo l'annullamento del 41 bis ci sarà il ritorno a casa per il boss.
Il messaggio sul 41bis e sulla revisione del processo Borsellino, Riina lo ha fatto uscire dal carcere attraverso il suo legale. Non a caso ho usato l'espressione "esternazione dell'ultima ora", perché un attimo dopo il 41 bis è stato inasprito e l'avvocato di Riina oggi non potrebbe più portare fuori dal carcere alcun messaggio.
E intorno a tutto questo sta lavorando Salvatore Riina! E tutta la mafia che lui rappresenta molto degnamente.
Basti pensare che il 28 Novembre prossimo, le camere penali sciopereranno per protestare contro l'affollamento nelle carceri, ma questo sciopero sarà anche contro il 41 bis, perché a causa dell'inasprimento che c'è stato non possono più portare messaggi fuori dal carcere da parte dei padrini che difendono.
Avrete inoltre sentito dire che sotto il sole infuocato del mese di agosto, sempre per via delle carceri affollate, i nostri politici sono andati a verificare di persona, in modo bipartisan, la situazione delle carceri; questo è tra i loro compiti, molto meno lo è però di chiedere a Giuseppe Graviano come si trovi a 41 bis; considerando che Graviano è convinto di essere a Guantanamo, figuratevi che cosa gli avrà risposto.
Mi è venuta la tentazione di chiedere ai nostri solleciti politici se sono disponibili a venire casa per casa, come hanno fatto cella per cella dai mafiosi, venire da tutte le nostre vittime, quelle di tutte le stragi d'Italia, 16 per l'esattezza, sedici stragi terroristiche eversive, venire a vedere come stanno dopo gli interventi dello Stato e poi farlo scrivere sui giornali se ci riescono.
Visto che si parla del deplorevole stato di detenzione dei fratelli Graviano, perché non parlare delle condizioni di vita delle loro vittime?
Oppure visto che i Graviano erano abituati a vivere in ville da 50 mila euro al mese di affitto, soffrono di più e hanno più diritti delle loro vittime che vivono al mese con vitalizi miseri e non riescono ad avere le pensioni che gli spetterebbero anche se sono invalidi all'80%, perché l'INPS e gli enti simili devono attendere le decisioni del Consiglio di Stato per erogarle?

Ancora sicuramente la mafia è impegnatissima nel riportare a casa i beni che per sbaglio le sono stati confiscati e fra una carta bollata e l'altra ci riesce bene.
Siamo in un paese dove nelle scuole manca la carta igienica e gli alunni la devono portare da casa, denotando la mancanza cronica di risorse dello Stato per il funzionamento della vita dei cittadini; tuttavia i soldi della mafia ci sono e sono ben custoditi e la mafia non li scuce certo nella misura in cui dovrebbe, per lo meno non lo fa in modo trasparente: i soldi "cosa nostra" li fa girare sicuramente ma nei modi che ben tutti conosciamo.
Sono quattro anni che ripetiamo che questo sistema di confisca e distribuzione dei beni della mafia non funziona e fa schifo.
Eppure è sempre così, siamo al punto di partenza i beni confiscati alla mafia sono un bene troppo appetibile per la politica e ai cittadini che ne avrebbero diritto arriva poco o nulla.

Esiste un altro punto sul quale soffermarsi a ragionare a che permette di dire se la mafia è morta o meno.
Avrete tutti sentito il figlio di Vito Ciancimino, alla trasmissione Annozero, ci ha detto che i punti del famosissimo "papello" di Riina sono 12.
Sono certa lo sapete tutti di cosa si tratta; fino a qualche tempo fa quando nominavo il "papello" venivo sempre redarguita da qualcuno che mi invitava a spiegare di cosa si trattasse: ora credo che lo sappiate tutti di che cosa si tratta.
Oggi Massimo Ciancimino con l'aria di uno che la sa lunga, e credetemi mi ha dato egregiamente fastidio quel bel tomo che pretende di tenere tutti sotto scacco perché lui sa essendo cresciuto in casa con un mafioso, dice che i punti elencati nel "papello" sono 12. Pensate noi che abbiamo visto morire i nostri figli per quell'elenco di richieste delle mafia allo Stato, ne avevamo individuate soltanto 5 di punti come riferito dai collaboratori di giustizia nel processo di Firenze per le stragi del 1993, ne mancano però secondo Ciancimino almeno sette.
Io dico che almeno una di quelle richieste mancanti deve essere il movente vero delle stragi del 1993. O anche più di una. Non che l'abolizione del "41 bis" non sia tra i moventi, ma quello può interessare i mafiosetti con la coppola, quelli che hanno eseguito la strage di Firenze, per i mandanti interni a cosa, per i fratelli Graviano, per lo stesso Spatuzza che oggi collabora; ma fra quei sette punti mancanti per forza deve esserci il movente che accomuna le esigenze della mafia a quelle di ALTRI, quegli ALTRI che mafiosi non sono in apparenza, troppo appaiono bravi padri di famiglia, ma che ne condividono gli obiettivi.
Sette punti come i sette i vizi capitali, e non mi ci giocherei un granché, perché si può sempre sbagliare, tuttavia tra questi uno poteva ben essere: "basta indagini sulla vendita irregolare delle armi, la 185 del 90 ha fatto il suo tempo, buttatela via che in galera non ci vogliamo più andare anche se con esso ci siamo arricchiti in modo sproporzionato impoverendo l'intero paese,".
Credo che in quel "papello" fra quei sette punti ancora occulti, in tanti abbiano nascosto le loro richieste, ma noi nutriamo più di un sospetto che la richiesta che ha fatto alzare il tiro della discussa e ancora presunta per molti trattativa mafia stato, siano stati proprio i traffici illeciti delle armi.

E questa è un'altra delle cose che sta facendo la mafia per se e per quegli ALTRI, forse la più importante delle cose da seguire per le quali non può per il momento permettersi di morire, coprire il movente delle stragi del 1993.
Come lo copre? Crediamo martellando e ripetendo ossessivamente le stesse cose.
Da mesi da quando il signor Ciancimino è diventato così loquace, da quando Spatuzza Gaspare lo stragista di Firenze si è fatto sbirro, da quando Riina ha mandato il suo messaggio dal carcere, ossessivamente in tanti, ripetono "io sapevo", sono Violante, Martelli, e tanti altri ancora, i presidenti Scalfaro e Ciampi non dicono "io sapevo"che c'era una trattativa in corso, ma lasciano intendere che tante cose le avevano capite. Di Pietro dice di non sapere perché la mafia voleva ucciderlo e quindi accettò di andare in Costarica ma noi non ci crediamo.

Tutti questi "io sapevo" sono veri, perché non ci sarebbe ragione di mentire ora, quindi tutti questi signori sapevano già da metà giugno 1992 e alcuni da molto tempo prima, e nessuno ha parlato a tempo debito.
Conseguenza i nostri figli sono morti.
A proposito di tutto questo vi voglio leggere un passaggio di un nostro intervento fatto il 28 Aprile del 2005 durante la presentazione tenutasi alla Spezia di un libro su Ilaria Alpi,:

Ebbene, il 22 Febbraio scorso, durante la trasmissione Omnibus in onda sulla 7, il Senatore Nando Dalla Chiesa ha candidamente affermato che nel 1992 in molti, politici e non, avevano ricevuto in forma anonima il famoso "papello" di Totò Riina, ma non comprendendone il significato, lo avevano cestinato(!).Tutti voi certamente saprete che cosa era il " papello": l'elenco di tutte quelle richieste che la mafia pare avesse presentato alla Stato per fermare la campagna stragista, dopo l'uccisione dei Giudici Falcone e Borsellino. Non solo, lo stesso Dalla Chiesa ha anche asserito che, semmai trattativa ci fu fra Mafia e Stato, tutto sommato, non c'era da scandalizzarsi, visto che si trattava di fermare delle Stragi.Peccato che le stragi, dopo il 1992, dal 1993 sono andate avanti fino al 1994 e i nostri familiari sono morti forse per quella trattativa; il forse è d'obbligo se la trattativa non si è mai determinata, ma nel caso contrario sarebbe matematico che proprio questo patto, così tollerato dai nostri senatori, per noi ha voluto dire morte e disperazione.Su tutte queste dichiarazioni la nostra Associazione ha ritenuto di non poter soprassedere ed ha inoltrato un Esposto-Denuncia mirato a fare la massima chiarezza e ad accertare chi, come e quando fosse venuto a conoscenza del famigerato " papello". Perché, come da anni andiamo ripetendo, tutta questa storia ci è sembrata la conferma che in tanti sapessero cosa stava per accadere in Italia nel 1993 e per accadere ai nostri familiari e a noi stessi, ma in tanti hanno taciuto.


Come vedete è da molto tempo "che noi sapevamo che loro sapevano in tanti", tuttavia non abbiamo ottenuto nulla neppure con un esposto alla magistratura.
Il silenzio di allora, la loquacità di oggi sono figli di un unico obiettivo: disorientare e coprire il movente delle stragi 93, quel movente che in tanti forse conoscono, e ammiccando lo lasciano intendere, ma non lo dicono.
Infatti anche Annozero solo di stragi 92 si è occupato, il 93 lo ha solo sfiorato con immagini dell'evento e zummate nell'aula di Firenze mentre parlavano il Col. Mori e il Cap. De Donno, uno sforzo enorme sicuramente e un grande pericolo per i giornalisti di indagine, ma come mai Santoro non ha chiesto a Martelli:Onorevole perché non ha parlato prima?
Prima che ci fossero dei morti? Quelli del 1993? Sono morti bambini e ragazzi onorevole, lo sa?
Noi in trasmissione a chiedere questo non c'eravamo.

Sono alla fine del mio intervento, e voglio precisare che noi non vogliamo accusare nessuno di fare male il proprio lavoro, diciamo però che ancora una volta abbiamo la netta impressione che la politica voglia farla da padrona.
Temiamo infatti che la ricerca della verità sulle stragi del 1992, ma soprattutto su quelle del 1993, verità che noi inseguiamo da 16 anni e nella quale crediamo fortemente, soprattutto per noi che abbiamo avuto i morti, ma anche per l'intero Paese, possa essere solo una spada che la politica fa pendere, a turno, sulla testa dell'uno dell'altro.
Temiamo che alla fine ancora una volta, quando politicamente gli equilibri si saranno riassettati, noi rimarremo ancora una volta con l'amaro in bocca e quel che è peggio resterà frustrata la Magistratura costretta a rimettere i faldoni negli scaffali come del resto è già avvenuto.

Proprio in ragione delle scottature già prese, ogni giorno ci poniamo una terribile domanda: Ci staranno prendendo in giro?
Perché vedete noi sappiamo bene che quella mafia che oggi voi ragazzi ci domandate se è morta, perché vi è venuto naturale domandarvelo, mentre assistete alle passerelle di chi dice "io sapevo e oggi finalmente lo dico che lo Stato ha trattato con la mafia" è tutt'altro che morta è vivissima .
Vi ringrazio

Giovanna Maggiani Chelli