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5 Giugno 2009

Presentazione del Film di Amenta La Siciliana Ribelle
Cinema "Il Nuovo" - La Spezia
[ Insieme a Salvatore Borsellino ]




Rita Adria figlia di mafia vuole ribellarsi al sistema familiare. E nel 1991 a soli 17 anni dopo la morte del padre e del fratello uccisi dalle stesse cosche mafiose decide di collaborare.
La madre la ripudia per questo.
Ma sulla strada della sua collaborazione Rita incontra il Magistrato Paolo Borsellino.
Tutto è sopportabile per Rita durante il faticoso percorso della collaborazione con la giustizia, ma quando il magistrato che l'ascoltava e che avrebbe dato di sicuro una svolta alla sua vita facendole respirare aria nuova muore e muore ucciso per mano di mafia, Rita perde ogni speranza.
Tutti ricordiamo la frase del giudice Caponnetto il giorno della morte di Falcone: "E' finita"
Deve averlo pensato anche Rita e si è suicidata.
A volte prende lo scoramento e anche noi, che la mafia l'abbiamo conosciuta nella sua espressione peggiore, pensiamo che sia finita.
Ma poi la rabbia monta e con la rabbia la speranza di poterla vincere.
E' intricata la materia sulle stragi del 1993 e molto complessa affronterò quindi alcuni argomenti:

1)BRUSCA
Avrete sentito in questi giorni palare di Brusca, altrimenti ve lo dico io.
Giovanni Brusca colui che a Capaci ha premuto il telecomando, colui che delle stragi del 1993 ha sempre detto di non sapere nulla, improvvisamente, dopo dieci anni di silenzio,se ne esce e dice di conoscere il nome del politico che ha condotto la trattativa tra mafia e stato.
Intanto è bene sapere che i morti e i feriti dell'attentato di Firenze del 27 Maggio 1993, il più vigliacco di tutta la campagna stragista del 1993, sono i frutti della trattativa di cui parla Brusca, perché dopo la morte di Borsellino, la mafia ha ritenuto che chi trattava con lei, lo Stato, avesse bisogno di un colpetto ulteriore e ha innescato ancora circa 1000 chili di tritolo a Roma, Firenze e Milano.
Detto questo torniamo a Brusca:
Brusca nei vari processi per le stragi ha rilasciato diverse dichiarazioni che oggi alla luce di questa sua ultima affermazione: io conosco il nome del terminale fra stato e mafia per la trattativa , apre scenari molto inquietanti. Perché? Perché Busca ha già detto in altre occasione: la sinistra di Governo sapeva delle stragi del 1993. Ha poi corretto il tiro a Firenze durante un'udienza di un processo che avrebbe dovuto tenersi in video conferenza da Palermo, ma che non fu possibile fare in questo modo per problemi tecnici. Quella mattina Brusca era presente in aula a Firenze e lì ha precisato: la sinistra di governo che sapeva era democristiana.
Oggi questo collaboratore, che noi peraltro non amiamo, perché getta non sassi ma macigni nello stagno e poi subito ritira la mano fiutando in giro l'aria che tira, oggi questo collaboratore alza il tiro e dice - io so- il nome del politico che guidò la trattativa, però non ne dice il nome.
Malgrado manchi la rivelazione del nome si tratta di una notizia importante e io concordo con chi lo ha detto prima di me, perché gli organi d'informazione non hanno diffuso ampiamente questa notizia .
A tutti noi interessa il nome di quel politico, in primo luogo perché c'è il forte sospetto, che è più di un indizio, che questo signore sia collocato a sinistra nel Parlamento, sia pure una sinistra con qualche sfumatura come dice Brusca, e questo pareggerebbe quella incredibile partita a suon di ricatti che va avanti da 16 anni. Noi diciamo da sempre che se le stragi del 1993 si potessero collocare politicamente come è stato fatto per tutte le altre stragi in questo Paese, tutto sarebbe già risolto, ma quelle del 93 non sono sbilanciate tutte a destra o tutte a sinistra, tutti gli schieramenti hanno uomini impasticciati in quel tritolo eversivo del 1993 che trova le sue radici nelle ragioni economiche. Quindi conoscere quel nome gioverebbe molto a questo paese.
In secondo luogo conoscere oggi il nome annidato nella testa di Brusca, di Riina, e di tanti politici, consentirebbe alle vittime della strage di intentare contro questa persona una causa civile e forse ottenere da lui quei risarcimenti che dovrebbero ottenere attraverso la confisca dei beni alla mafia ma che è così difficile avere. Ogni giorno vengono sequestrati beni della mafia, il problema è che non è chiaro come questi vengano impiegati visto che non affluiscono per risarcire i danni provocati alle vittime della mafia e del terrorismo. Alle vittime giungono soltanto delle lettere delle delibere ,piene di trionfalismi ma di poca sostanza per il momento.
Lettere buone per fare notizia sui giornali raccontando una verità molto addomesticata.

2)Spatuzza e la Torre dell'Anguillara non San Giovanni in Laterano
Non c'è solo Brusca in gioco in questo momento, Gaspare Spatuzza uomo vicino ai F.lli Graviano di Brancaccio si è "fatto sbirro" per usare un gergo mafioso, e prova a raccontare delle cose.
Dice che quando vi fu l'attentato alle chiese a Roma il 27 Luglio 1993, nello specifico a San Giovanni in Laterano, chiesa cara all'allora papa, in realtà la bomba doveva essere messa alla casa di Dante a Roma nella torre dell'Anguillara.
Non è una notizia fresca di giornata è già scritto nei verbali resi da Scarano, uno dei primi pentiti per le stragi del 1993; però una cosa è probabile: Spatuzza potrebbe sapere di più di ciò che dice, forse potrebbe sapere che la bomba alla chiesa di San Giovanni in Laterano non è stata messa lì perché il Papa aveva tuonato contro la mafia nel 1993, bensì perché forse erano in gioco grandi interessi che in qualche modo coinvolgevano più parti anche gerarchie ecclesiastiche per esempio. Qualche giorno addietro cercavo di capacitarmi sulla frase pronunciata dal Senatore Micicchè, il quale ha affermato che in Sicilia la mafia non c'è più.
In fondo forse ha ragione: con il tritolo del 1993 la mafia passando per Firenze e Milano è arrivata a Roma nei palazzi che contano quindi inutile relegarla nell'immaginario collettivo in Sicilia.
Insomma è stata fatta sbarcare in continente sulla pelle delle vittime delle stragi del 1993, e questa cosa è stata fatta forse con l'accordo di più parti e la mafia ne ha approfittato per estendere il suo governo anche su altre parti del territorio.
(per mancanza di tempo l'argomento non è stato affrontato)

3) Grumi evervisi
L'espressione usata dal nostro Presidente del Consiglio vi leggo il nostro lancio di agenzia , il quale il giorno dopo sui giornali non ha trovato nessun riscontro.
Con una stampa come questa dove vogliamo andare!
Pensate che il 27 Maggio giorno dell'anniversario a Piazza Signoria abbiamo messo in scena una intera opera IL RIGOLETTO di Verdi, volevamo fosse chiari chi è per noi il "Duca di Mantova" e il giorno dopo i giornali non hanno scritto nulla.
Ecco il comunicato che vi volevo leggere:
CRO:GIUSTIZIA
2009-05-29 12:01
GIUSTIZIA: ASS.GEORGOFILI,GRUMI EVERSIVI NON IN MAGISTRATURA

FIRENZE, 29 MAG - "Noi siamo quelli che nel 1993 sono stati massacrati da 'grumi eversivi' non ancora chiariti ma l'eversione non stava di certo all'interno della magistratura".
Lo afferma, in una nota, Giovanna Maggiani Chelli, dell' Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili riguardo alle parole pronunciate ieri dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi all'assemblea di Confesercenti.
"La magistratura - continua la Maggiani Chelli - ha fatto quello che ha potuto e il grado di giustizia che abbiamo avuto é fortemente scarso. Oggi i 'grumi eversivi', a 16 anni di distanza, si cercano all'interno della magistratura e forse proprio fra quelli che indagano ancora sulle stragi del 1993 quando sono morti i nostri figli e non quelli di quanti oggi si arrogano il diritto di parlare per noi.
I familiari delle vittime della strage esprimono quindi ancora una volta con forza la loro solidarietà alla magistratura e ai pm che indagano sui mandanti esterni a Cosa nostra per le stragi del 1993". (ANSA). COM-IM/SPO S0B S41 QBXX

Questo è quanto vi volevo dire. Vi prego di porgermi delle domande, se ne avete, vi risponderò volentieri.
Grazie

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili