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2009 16° anniversario
Gli eventi dell'anniversario
Il manifesto
Presentazione del film "LA SICILIANA RIBELLE " [il nostro intervento]
Presentazione del libro "LA SICILIA DELLE STRAGI " [il nostro intervento]
16° anniversario - Articolo di W.Ricoveri
Le agenzie del 27 maggio
Il programma completo [pdf,770kb]
Presentazione del libro "PER NON MORIRE DI MAFIA "[il nostro intervento]
P.za Signoria - ore 21 [il nostro intervento]
Le agenzie del 26 maggio
L'intervento di L.Dainelli
Convegno sulla Giustizia [il nostro intervento]
Gli interventi di Giulia Weber all'esecuzione verdiana
Presentazione del libro "LA PRIMULA NERA " [il nostro intervento]
Versione stampabile   
27 Maggio 2009
16° anniversario

Piazza Signoria ore 21




[Ringraziamenti]

Grazie a tutti di essere intervenuti, tante volte abbiamo sperato in una piazza così gremita di gente. Questa speranza è sempre stata alimentata dalla nostra convinzione che l'esplosivo usato nella strage di Firenze sulla pelle delle vittime fosse di estrema importanza per tutto il paese.
Il consenso del popolo fiorentino, di questa Regione, è per noi un messaggio forte di appoggio.
I primi anni dopo la strage, il 1994, il 1995 sono stati anni nei quali era ancora forte l'emotività determinata dall'evento luttuoso, ma successivamente questa piazza si è progressivamente svuotata in occasione delle commemorazioni. Ci sono stati anni in cui questa piazza è stata deserta.
Quest'anno grazie all'interessamento e all'aiuto della Regione Toscana e della Provincia e del Comune di Firenze siamo riusciti a riportare la gente in questa piazza per la commemorazione del 27 maggio 1993.
Avete sentito Giulia Weber che con grande trasporto vi ha presentato il Nabucco così come noi lo abbiamo voluto, dicendovi ciò che abbiamo voluto comunicarvi con questa opera.
A breve vi dirà il nostro pensiero attraverso il Rigoletto.
Ma ora spetta a me la parola per conto dell'Associazione che rappresento, ed è del nostro manifesto che vi voglio parlare brevemente quello che forse avrete visto appeso in città. Si tratta di un manifesto il cui messaggio rivela la rabbia, il dolore e la frustrazione che ci anima.
L'immagine del boss Matteo Messina Denaro troneggia in una parte del nostro manifesto, è in piedi bello, aitante e sfolgorante sulle televisioni che parlano di lui, sui giornali che parlano di lui, quasi a dire guardate come è bello e forte e s+e ne fa un baffo di esser stato condannato all'ergastolo per la strage di Firenze di avere detto spavaldamente guardando gli Uffizi: questi salteranno.
Gli dedicano persino articoli in positivo sui i murales che compaiono ogni tanto per le vie di Castelvetrano e i quotidiani di grande tiratura ne parlano, cosa può voler di più il rampate figlioccio di "cosa nostra", forse l'erede di Provenzano. Ma erede o no è pur sempre lo stragista di Firenze e se va uccel di bosco a spendere e spandere a spese nostre. Pare che negli ultimi tempi gli abbiano sequestrato supermercati per 300 milioni di euro, ma si deve trattare di un sequestro pro forma, visto che i risarcimenti alle vittime, che dovrebbero essere alimentati da questi sequestri di patrimoni, vanno a rilento.
La vittima appare invece imbavagliata nel nostro manifesto, nei quotidiani c'è scritto disinformazione, perché questo c'è disinformazione.
Dal punto di vista dei risarcimenti alle vittime della strage come dice il nostro manifesto il dolore non si paga a rate, a rate non si arrestano i mafiosi rei di strage, perché altrimenti siamo portati a pensare che certi mafiosi godano di coperture: sappiamo quanta fatica facciano le forze dell'ordine ad eseguire certi arresti.
Non possiamo non pensare che da qualche parte in qualche ufficio i mestieranti dell'arte del coprire siano all'opera e, consentitemi di dire, che non si può chiedere a chi già ha patito una strage e le sue conseguenze, di aspettare adducendo a scusa la cronica mancanza di soldi quando Matteo Messina Denaro fa la bella vita e balla sulla cassa dei nostri morti
Manca la volontà dall'alto, non i fondi o i carabinieri e i poliziotti in gamba per arrestare i mafiosi rei di strage, manca la volontà.
Manca quella volontà che invece si spreca per farci rimanere nell'ombra.
Domani sui giornali passerà poco o nulla, la mia è una provocazione che non verrà comunque raccolta, non scriveranno, e in molti diranno che in Piazza Signoria la gente c'è andata solo per sentire il Rigoletto, ma noi vogliamo invece sperare che siate qui per noi, perché avete capito, che i "cortigiani di vil razza dannata" è l'ora che spariscano per far si che il duca di Mantova sia arrestato.
Grazie

Giovanna Maggiani Chelli