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CRESCERE NELLA LEGALITÀ
L'ulivo di via dei georgofili e le strade della legalità 19.12.2008
19 12 2008 Intervento alla Festa della legalità: Educare alla legalità
14 10 2008 Intervento alla Syracuse University
Firenze 14 ottobre 2008
L'intervento di G.M.Chelli alla Biblioteca dei Ragazzi
Firenze 4 ottobre 2008
30/09/2008 - Notizia del 30/09/2008
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19 Dicembre 2008

Festa della legalità
Educare alla legalità



[ Ringraziamenti ]

Sarà allestita la mostra "Le strade della legalità" in memoria della strage di via dei Georoifili, a cura dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, di Siracuse University e dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana.

Questo è scritto nella locandina edita dalla Regione Toscana per presentare "la Festa della legalità del 2008", questo è sicuramente educare alla legalità e il nostro compito potrebbe benissimo finire qui: ricordare sempre e comunque la terribile strage del 27 Maggio 1993, fare memoria attraverso mostre ed espressione artistiche di vario tipo.
Ma noi non possiamo limitarci solo a questo. Abbiamo pagato un prezzo molto alto e i nostri figli e i nostri parenti hanno perso la vita in quella maledetta strage e questo sacrificio non può e non deve essere inutile
Ecco perché oggi alla "festa della legalità della Toscana", e ce ne scusiamo profondamente perché oggi è un giorno di festa e di raccolta dei risultati del lavoro fatto durante l'anno passato, ancora una volta siamo costretti a fare la parte di coloro che sono presenti senza essere stati invitati.
Noi ci auguriamo sinceramente che l'antimafia di questo Paese possa veramente funzionare nei prossimi anni contrariamente a ciò che è accaduto nei passati quindici dalla strage e siamo speranzosi che prima o poi la verità sulle stragi del 1993, sarà gridata, come dice l'avvocato Danilo Ammannato che ci segue da anni, ma non possiamo esimerci dal ricordare:
- quante volte in questi 15 anni abbiamo paventato il ritorno delle stragi di mafia e il trionfo di Riina proprio in virtù di quel tritolo di via dei Georgofili, che si prefiggeva forzare l'annullamento del 41 bis e la cessazione della confisca dei beni alla mafia;
- quante volte ci siamo sentiti dire che la mafia era tutta in carcere, ben custodita a 41 bis, che stragi non ce ne sarebbero più state, che i beni confiscati alla mafia affluivano al Fondo 512 e li avrebbero trovato il giusto risarcimento le nostre cause civili.
Invece molti lo sapranno già ad altri lo dico ora, il "41 bis" ai mafiosi rei di strage è una chimera così come pure l'ergastolo. Credo che a molti di voi ieri sarà arrivata la notizia attraverso i media di come si cercasse di ricostituire la Commissione Provinciale di Cosa Nostra Palermitana, riconoscendo giusto come capo il già " Capo dei Capi", quel brav'uomo e pure infermo di salute di Salvatore Riina; per inciso questo organismo di cosa nostra ha titolo per decidere se una strage deve essere fatta;
- quante volte ci siamo noi stessi detti che comunque esisteva il Fondo 512 per le vittime di mafia e invece, a cause civili finite, lo abbiamo trovato vuoto, perché i beni della mafia come recita e impone la Legge Pio La Torre all'Art. 2 - 2 comma 2 a) , non vengono venduti per far fronte alle esigenze delle vittime di mafia che hanno una causa civile in mano, perché altrimenti c'è il rischio che la mafia si riappropri dei suoi beni essendo ancora forte economicamente.
Così, probabilmente ma non è certo, per far fronte ai risarcimenti previsti dalle cause civili che abbiamo intentato contro la mafia, si accederà al Fondo dell'Usura. Tuttavia la cosa che più preoccupa è che i beni confiscati alla mafia sono gestiti in modo tutt'altro che corretto: ovvero si conservano in caldo fin quando la mafia davvero non se li riprenderà attraverso le vie le più strane, con il consenso della politica, che qualcosa ne guadagnerà ne siamo certi.
Da queste mie parole, che purtroppo sono costretta a ripetere ormai da molti anni, emerge tuttavia chiaramente quanto in fatto di mafia e di legalità le parole al vento non servono più, sono i fatti che contano. Non è più sufficiente l'impegno fine a se stesso, è necessario esporsi in prima persona, dirlo chiaramente che il "41 bis" è un tipo di carcere severo ma necessario, che i beni della mafia all'occorrenza se il denaro non c'è vanno venduti e i soldi giacenti nelle banche e negli uffici postali, vigilando affinché non rientrino in possesso della malavita organizzata, vanno usati per far fronte agli impegni presi con le vittime e che Agenzie, come in passato la Italispaca (legge del 1988 dell'allora Governo Goria), se vogliamo un caso di tutt'altra natura rispetto a quello dei beni confiscati alla mafia ma che è simile al nostro perché anche in quel caso lo stato delegò la gestione dei suoi soldi invece di farlo da se. Bene, tali esperienze passate non vanno dimenticate e si deve invece ricordare con coraggio cosa è successo in questo Paese, quando lo Stato ha demandato ad altri la gestione di denaro necessario per bisogni primari.
Bisogna infine esporsi e dirlo che la verità completa sulle stragi del 1993 non c'è mai stata, senza girare intorno al significato delle parole.
Io ringrazio a nome dell'Associazione coloro che ci hanno dato la possibilità di dire qui oggi ciò di cui siamo convinti per cui ci batteremmo fino in fondo.

Giovanna Maggiani Chelli