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Legge 512 - Protesta
Disattesa la legge sul risarcimento delle vittime
Archiviazione indagini 08.04.2008
Il testo della Conferenza Stampa del 10 aprile 2008
Locandina della conferenza stampa del 10/04/2008
comunicati del 05/04/2008
COMUNICATI del 01/04/2008
31/03/2008 - Notizia Ansa del 31/03/2008
30/03/2008
Comunicati del 28/03/2008
COMUNICATI del 27/03/2008
COMUNICATI del 21/03/2008
19/03/2008 - Lettera del 19/03/2008 a 'IL FIRENZE'
18/03/2008 - Comunicato lettera a Riina
15/03/2008 - Comunicato del 15/03/2008
04/03/2008 - Lettera aperta a Romano Prodi
I testi della conferenza stampa
23/02/2008 - Comunicato annuncio conferenza stampa del 27/02/2008
21/02/2008 - Lettera a A.Mariuccia Comm.Straor.Gov. per la gestione dei beni
21/02/2008 - Ansa del 21/02/2008
15/02/2008 - Comunicato del 15/02/2008
15/02/2008 - Ansa del 15/02/2008
05/02/2008 - Ansa del 05/02/2008
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10 aprile 2008

Sala Oriana Fallaci
Provincia di Firenze
Firenze

Conferenza stampa
Intervento




Dopo aver ribadito che quanto verrà esposto da Paolo Bolognesi è l'impegno che anche noi chiediamo a tutte le forze politiche, da parte nostra, come Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, dobbiamo aggiungere alcune altre cose.
Purtroppo abbiamo visto che i programmi politici presentati da entrambi gli schieramenti, trattano poco il tema del contrasto alla mafia; si potrebbe naturalmente aggiungere dire che è scontato il fatto che tutti siano in fondo contro la mafia, e quindi inutile dirlo e ribadirlo.
Tuttavia non è così semplice, la lotta alla mafia implica impegni ben precisi e non bastano quindi promesse scontate.
Noi dell'associazione di Via dei Georgofili, come alcuni sapranno, ci siamo scontrati dopo la fine delle cause civili contro la mafia cosa nostra, con una tragica realtà: quel Fondo 512 che fa capo ad una legge del 1999, e che avrebbe dovuto sopperire alle richieste delle vittime, richieste accettate da un Giudice con una sentenza civile del 30 Ottobre scorso, ebbene quel fondo è vuoto o quanto meno insufficiente a coprire le richieste.
Noi crediamo che le lettere che il Ministero dell'Interno ci ha dovuto inviare suo malgrado, con le quali ci informava che non poteva fare fronte ai suoi impegni secondo legge, e che i soldi nel Fondo 512 non ci sono, non avremmo mai dovuto riceverle.
Si dice che i soldi non ci sono perché i beni confiscati alla mafia non affluiscono al Fondo come dovrebbero.
Riteniamo si tratti di una cosa gravissima e temiamo gli appetiti più disparati intorno alle confische dei beni alla mafia, e poca attenzione c'è di sicuro verso le vittime che attendono i giusti risarcimenti; tutto questo ci ha fatto infuriare, perché non lo meritavamo dopo ciò che hanno lasciato ci facessero quel 27 Maggio 1993, quando in gioco non c'erano più di certo le ideologie ma solo la spartizione dei grandi affari da parte di tutti.
Noi chiediamo alla politica, oggi presente, ai parlamentari che andranno a far parte del futuro Parlamento, di rammentare e lavorare affinché il Fondo 512 sia dotato delle somme necessarie a far fronte agli impegni per cui lo Stato lo ha istituito. Quello Stato che ogni giorno ci fa sapere, proprio attraverso i politici, che la mafia è un problema superabile se tutti saremo uniti, ma poi quando è il momento di fare la sua parte, come in questa occasione, i soldi non ci sono; non vorremmo che questi fondi destinati alle vittime della mafie prendessero vie diverse, questo sarebbe solo una vergogna, non lotta alla mafia.
Vorrei ora fare una sorta di contro-elenco, per così dire, opposto all'elenco di richieste contenute nel "papello" che Salvatore Riina pretese di vedere soddisfatte, a prezzo anche della vita delle persone, come accadde a Firenze il 27 Maggio 1993.
In sostanza si tratta dell'elenco che è mostrato nella parte di locandina che ci riguarda per questa conferenza stampa.

La mafia tentò di imporre allo stato le sue leggi con una strage terroristica eversiva e i nostri parenti sono morti o sono rimasti invalidi. Oggi noi facciamo ai politici del momento una serie di richieste opposte a quelle del "papello" di Riina da presentare in Parlamento come risposta ad una mafia arrogante, che ad oggi, grazie anche a certe collusioni con la politica, è quasi riuscita nell'intento di vedere soddisfatte le sue richieste. Le cinque cose che noi chiediamo sono:
1) mantenimento e inasprimento del regime detentivo speciale denominato 41 bis
2)nessun beneficio carcerario per i rei di mafia e nessuna abolizione dell'ergastolo
3)no alla restituzione dei patrimoni alla mafia
4)no alla revisione dei processi di mafia
5)revisione, invece, della legge sui i collaboratori di giustizia, in modo che essi possano essere ascoltati anche oltre il limite imposto oggi dalla legge.
Su questo ultimo punto insistiamo fortemente, perché è proprio nelle future possibilità di raccontare che verranno date ai collaboratori di giustizia, con una legge migliore di quella attuale, che si giocherà la partita della verità completa sulle stragi del 1993.
Noi crediamo che coloro che andranno in Parlamento a seguito di queste elezioni dovranno saper dimostrare a noi, ma anche a tutti gli italiani, che la verità sul massacro di Firenze è un obiettivo da perseguire con grande determinazione perchè come ebbe a dire Gabriele Chelazzi nella requisitoria del processo di primo grado, le stragi del 1993, e in particolare quella di Firenze, "furono indirizzate contro l'intera società di questo Paese, contro un'intera comunità nazionale".

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili