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Legge 512 - Protesta
Disattesa la legge sul risarcimento delle vittime
Archiviazione indagini 08.04.2008
Il testo della Conferenza Stampa del 10 aprile 2008
Locandina della conferenza stampa del 10/04/2008
comunicati del 05/04/2008
COMUNICATI del 01/04/2008
31/03/2008 - Notizia Ansa del 31/03/2008
30/03/2008
Comunicati del 28/03/2008
COMUNICATI del 27/03/2008
COMUNICATI del 21/03/2008
19/03/2008 - Lettera del 19/03/2008 a 'IL FIRENZE'
18/03/2008 - Comunicato lettera a Riina
15/03/2008 - Comunicato del 15/03/2008
04/03/2008 - Lettera aperta a Romano Prodi
I testi della conferenza stampa
23/02/2008 - Comunicato annuncio conferenza stampa del 27/02/2008
21/02/2008 - Lettera a A.Mariuccia Comm.Straor.Gov. per la gestione dei beni
21/02/2008 - Ansa del 21/02/2008
15/02/2008 - Comunicato del 15/02/2008
15/02/2008 - Ansa del 15/02/2008
05/02/2008 - Ansa del 05/02/2008
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27 febbraio 2008
Conferenza stampa sul Fondo 512


Introduzione
Intervento di Giovanna Maggiani Chelli
Sintesi Intervento di Danilo Ammannato - Avvvocato di parte civile


Quando è stato deciso di indire questa conferenza stampa, non immaginavamo che veramente al peggio non c'è mai fine, anche se ne avevamo avuto sentore.
Noi ci aspettavamo che certe notizie sulla richiesta di archiviazione definitiva delle indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra", ci arrivassero direttamente dalla Procura e non per voce di terzi.
Allo stato delle cose, anche di quelle che illustrerò di seguito, movente primario di questa conferenza stampa, abbiamo quasi la percezione di essere stati messi di nuovo nelle mani della mafia.
Nel 1993 fu morte e rovina di vita per i nostri parenti, oggi in qualche modo vediamo messa in discussione la possibilità per la magistratura, nella quale confidiamo sempre e comunque, di arrivare alla verità completa e dobbiamo affrontare problemi gravi riguardanti la possibilità di ottenere in tempi adeguati i risarcimenti previsti dalle cause civili, dei quali parlerò fra poco.
Sarà il nostro avvocato a spiegarvi meglio quali atteggiamenti prenderemo nei confronti dell'archiviazione delle indagini; a me resta solo, in nome di tutti noi, il compito di rendere noto che crediamo fermamente nell'esistenza dei "mandanti esterni alla mafia" per gli atti che nel '93 hanno causato la morte dei nostri parenti e che non smetteremo mai di cercarli.
E' chiaro che concomitanze di situazioni come quelle che noi stiamo vivendo in questi giorni, anche considerando il solito consueto incontro elettorale, che sempre si affaccia all'orizzonte quando veniamo più duramente colpiti, possono solo fare aumentare la nostra rabbia davanti alla possibilità di ricatto, neppure tanto occulta, che la strage di Firenze ha portato e porta ancora con sé.
Possibilità di ricatto che rinnova i nostri dolori e la nostra amarezza, perché siamo certi sia la mancanza di verità completa a produrre tutto ciò.
Confidiamo comunque sinceramente nel Procuratore Nazionale Pietro Grasso affinché possa veramente coordinare in modo efficiente le varie Procure che auspichiamo possano nel giro di poco tempo riaprire le indagini, in modo che il loro lavoro raggiunga esiti soddisfacenti per tutti noi.

Leggerò ora il comunicato oggetto specifico di questa conferenza , che non vorremmo passasse in seconda linea offuscato dall'ennesima richiesta di archiviazione.
Anzi, auspichiamo che in cronaca nazionale domani i quotidiani riportino anche il caso del Fondo 512 e dell'uso inadeguato dei beni confiscati alla mafia.









Conferenza stampa 27 febbraio 2008 Fondo 512 Legge 22 Dicembre 1999, n.512
Istituzione del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso
, si chiama così la legge della quale avremmo dovuto usufruire dopo le sentenze del 31 ottobre scorso per le nostre cause civili contro la mafia. Abbiamo fatto domanda, più o meno tutti, circa 51 persone, le prime risposte del Ministero, arrivate da pochi giorni, recitano così: "al riguardo si rappresenta che detta pratica pronta per la decisione (o la cui istruttoria è in corso di definizione) - non potrà esser posta all'ordine del giorno del competente Comitato sino a quando non saranno stanziati i Fondi necessari per il soddisfacimento delle richieste all'Ufficio IX e per quelle che devono ancora pervenire." Se quando nel 2004 iniziammo le cause civili avessimo avuto solo il sospetto che sarebbe andata a finire così, non credo ci saremmo sobbarcati la fatica.
Mia figlia ancora oggi mi rimprovera di averla quasi obbligata con i miei buoni discorsi, ad intentare una causa civile contro la mafia.
Ma era necessario farlo per due validi motivi:
1) il primo, che riuscii a farle comprendere, è che si trattava di un'azione di grande civiltà per ciò che ci avevano fatto, e lei accettò questa mia ragione.
2) il secondo è che esisteva il Fondo 512, istituito nel 1999 dallo Stato attraverso una legge, che poteva ben facilitare le cause stesse e il risarcimento del danno.
Quindi tutti accettammo di impegnarci nelle cause coscienti che non dovevamo fare sconti alla mafia, dovevamo richiedere i giusti risarcimenti, perché all'occorrenza il fondo si alimentava anche con i beni confiscati alla mafia.
Oggi dopo la conclusione delle cause civili con la sentenza che tutti ben conoscete, siamo a dir poco costernati delle risposte del Ministero.

Cosa è successo?
Ci dicono che il Fondo è senza soldi perché i beni confiscati alla mafia non vi affluiscono nella giusta misura.
Il Ministero del Tesoro avrebbe facoltà di emettere decreti e apportare le occorrenti variazioni di bilancio nel caso in cui i dieci milioni di Euro che annualmente finanziano il Fondo non riescano a coprire le esigenze delle domande presentate, ma queste variazioni non vengono fatte.
Abbiamo perciò cercato di capire cosa stia succedendo e rendiamo noto quanto abbiamo compreso:
Per quanto riguarda il Ministero dell'Interno ci pare di aver capito che abbia tutto l'interesse a far si che lo strumento del Fondo 512 funzioni. Di questo ci siamo resi conto essendo stati presenti e anzi facendo un poco da testimonial al Ministero stesso, nel corso di manifestazioni che si sono tenute negli ultimi due anni a Caserta, Ercolano e Reggio Calabria, laddove i rappresentanti del ministero sponsorizzavano il grande strumento Fondo 512, spronando i cittadini del sud a denunciare la mafia e ad ottenere una sentenza penale, con le relative provvisionali, e quindi una conseguente azione civile volta al risarcimento del danno.
Presso il Ministero esiste un Commissario straordinario per la gestione del Fondo, attualmente è il Pref Profili, il quale ha ben chiara la situazione
Dalle cifre emerge come il prefetto avesse bisogno di 60 milioni di Euro per esaudire le richieste dell'anno 2007; di questi 60 milioni ne ha avuti soltanto la metà. Quindi i fondi del 2008 serviranno in parte ancora per coprire le richieste dell'anno precedente.
Per il 2008 il commissario avrebbe necessità in teoria di 238 milioni di euro per evadere tutte le pratiche pregresse e in corso; considerando però che probabilmente almeno una metà delle richieste non avranno i requisiti necessari potrebbero essere sufficienti molto meno denari, comunque una cifra che si aggira sui 100 milioni di euro.
Tuttavia il commissario dice che questi soldi non li ha a disposizione, e quindi si trova bloccato nella sua azione. Egli aggiunge di poter dare, allo stato attuale, soltanto piccole cifre per ogni domanda, seguendo l'ordine di ricevimento della richiesta al Fondo. Essendo questa la situazione lascio a voi immaginare quando il commissario potrà disporre dei 12 milioni di euro necessari ad evadere le pratiche inerenti la strage di via dei Georgofili.
Probabilmente nel frattempo molti di noi non ci saranno più.
Ci siamo chiesti se è mai possibile che proprio ora sorga il problema, ora che al fondo stanno arrivando le pratiche riguardanti le vittime di via dei Georgofili
Il Giudice Monteverde all'inizio della nostra causa civile disse che il Ministero gli aveva chiesto quando sarebbe presumibilmente arrivato a sentenza, così da poter predisporre le cifre. Tutto sembrava filare liscio. E allora che cosa è accaduto?
Ecco cosa noi pensiamo:
Pensiamo che il problema, un problema bello grosso, siano i beni confiscati alla mafia.
I beni vengono prima tolti alla mafia, poi si devono fare i processi e poi questi beni diventano proprietà dello Stato; il Ministero del Tesoro può a questo punto far pervenire le cifre al fondo 512, ma non lo fa.
Perché?
Noi vi facciamo un appello: speriamo che ciò che vi stiamo dicendo lo divulghiate attraverso i vostri mezzi. Detto questo però abbiamo anche capito che intorno alla confisca dei beni alla mafia si sta giocando, proprio in questo momento una partita non del tutto trasparente.
Del resto il tritolo di via dei Georgofili è stato usato proprio perché la mafia non voleva la confisca dei suoi beni, non voleva che questi fossero dati come risarcimento alle sue vittime e questo lo ha sancito con quell'esplosivo.

Quindi:
1) ancora una volta l'azione della quale siamo vittime è prima di tutto mafiosa.
2)La politica vuole sicuramente parte di quei beni confiscati alla mafia, lo dicono chiaramente i segnali che si avvertono e questo lo riteniamo oltremodo vergognoso; basta con agenzie e organismi intermedi volti ad individuare a chi andrebbero i beni della mafia; ci sembra abbastanza lampante: i beni guadagnati illecitamente dalla mafia vanno alle sue vittime e quale organo può essere migliore del Fondo 512 dove affluiscono le domande di risarcimento frutto delle cause penali e civili per ridistribuire i beni confiscati ai mafiosi; non c'è bisogno di altri organismi intermedi
3) Lo Stato sta conducendo anche per noi una battaglia nel tentativo di far affluire i soldi dei beni confiscati alla mafia al Fondo 512 e si tratta di una cosa buona, ma non è un problema che può scaricare sulle nostre spalle. Lo Stato dopo 15 anni, e non dopo un giorno, deve dare alle vittime di via dei Georgofili quei 12 milioni di euro, le nostre vittime non hanno più tempo per aspettare, gli invalidi sono in difficoltà, devono intraprendere le loro strade della speranze e tutto questo è vergognoso, lo Stato lo deve capire. Altrimenti a nulla sarà valsa la fatica dei magistrati come Gabriele Chelazzi che hanno costruito i processi su solide basi per la ricerca della verità e anche per aiutare tutti noi in futuro.

In questo momento ci viene anche da pensare che se avessimo avuto da citare in giudizio civile i "mandanti esterni alla mafia" per le stragi, oggi, forse, non avremmo avuto bisogno del Fondo 512, che guarda caso strano ci dicono essere senza soldi. Forse il risarcimento avremmo potuto chiederlo a questi più che probabili signori che, sempre forse, avrebbero avuto di che risarcire le vittime, essendo, al contrario dei loro compari, tutt'altro che nullatenenti.
E qui mi spiace dirlo, ma dopo la morte di Gabriele Chelazzi la Magistratura ha incontrato mille difficoltà ben conosciute, è inutile che io le elenchi e non ha potuto più fare nulla di veramente concreto sul fronte della ricerca dei "mandanti esterni" alla mafia e questo è il risultato: la mafia si burla di noi.
Non ci dimentichiamo comunque che il Fondo 512 è stato istituito proprio perché esistono le vittime di mafia; persone che hanno perso la vita: come i Nencioni e Dario Capolicchio a Firenze, e persone che ancora patiscono le conseguenze delle stragi, come mia figlia.
Oggi siamo qui a sollevare con rabbia un problema che non avrebbe mai dovuto esserci proposto, tutti sanno cosa è successo in via dei Georgofili, spesso abbiamo usato le espressioni "guardate cosa ci hanno fatto" oppure "guardate cosa hanno lasciato che ci facessero ", con il trattamento che stiamo ricevendo dallo Stato possiamo ben dire che nessuno ha voluto capire.
Il covo di Riina non è stato perquisito e, piaccia o no, lo Stato non ha fatto il suo dovere, non ha cercato il famoso papello che sicuramente avrebbe permesso di capire che da li a breve ci sarebbero state le stragi; alcuni politici del nostro Parlamento hanno avuto il papello di Riina, ebbene quei politici del nostro parlamento hanno taciuto come tacciono oggi mentre siamo in difficoltà davanti al rifiuto dei risarcimenti, ma si sa non c'è il Governo.
C'è sempre un paravento un appuntamento elettorale dietro al quale nascondersi, a destra come a sinistra e al centro, davanti alle esigenze di disgraziati che hanno pagato prezzi incredibili per la sporca politica di questo Paese.
Ebbene se non avremmo giustizia proveremo a chiedere allo Stato conto di quella mancata perquisizione alla casa di Riina Possiamo anche indire una raccolta di firme per una legge popolare affinché tutti beni della mafia confluiscano al Fondo 512 altro che le solite spartizioni di bottega mafia compresa, affinché ciò che sta capitando a noi non capiti più ad alcuna vittima di mafia che trovi il coraggio di andare in sede civile contro cosa nostra.
Andremo in crescendo nelle azioni e fino in fondo, perché ciò che sta succedendo non avrebbe mai dovuto succedere: Il Fondo 512 dovrebbe risarcire subito le vittime di via dei Georgofili non appena queste ne hanno fatto domanda. In questo Paese dal più piccolo funzionario al più alto boiardo di Stato dovrebbero vergognarsi per averci messo nelle condizioni di dover essere qui oggi a gridare la nostra rabbia e a dire che andremo anche in via dei Georgofili con gli striscioni, se necessario; torneremo sotto quelle finestre piene di morte e di rabbia da dove persone con le buone o con le cattive sono state sradicate nel più crudele dei modi, quelle stesse persone che oggi vengono offese costringendole ad umiliarsi.
Illustre Ministro del Tesoro, ci ascolti, emetta il decreto per le variazioni di bilancio previsto dall'art 8 della legge 512, perché le nostre vittime sono le uniche a non aver comprato un etto di tritolo per via dei Georgofili e avrebbero dovuto essere risarcite già 15 anni fa.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce - Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili








1) La Associazione RINGRAZIA la Magistratura Fiorentina;esprime tutto il proprio APPOGGIO e SOSTEGNO alla Magistratura Fiorentina ed esprime la propria funzione anche di STIMOLO ed IMPULSO come società civile al fine della ricerca di tutta la verità,compresi i concorrenti esterni a cosa nostra nelle stragi del 1993,restando fedeli a quanto detto dalla Magistratura Fiorentina :"NON avremo pace fino a quando non scopriremo i mandanti a volto coperto".

2) I concorrenti esterni a cosa nostra CI SONO per molteplici dichiarazioni e per plurimi indizi,anche se sui concorrenti morali per ora non sembra essere raggiunta la piena prova penale,essendo certo che nelle stragi del 1993 "al dinamismo militare di cosa nostra si affiancò un dinamismo politico".

3) quindi è necessario continuare ad investigare e portare avanti le indagini nella certezza che sarà trovata la prova penale,perchè " fortuna iuvat audaces " e la Associazione presenterà un esposto in questo senso alla Magistratura Fiorentina."

Danilo Ammannato - Avvvocato di parte civile