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HIGHT-LEVEL MEETING VICTIMS OF TERRORISM
13-14 September 2007 - HOFBURG, VIENNA


Intervento breve letto da Giovanna Maggiani Chelli
Testo completo del testo distribuito (in italiano)
Testo completo del testo distribuito (in inglese)




Intervento breve letto da Giovanna Maggiani Chelli

Ringrazio l'OSCE per questo incontro.
Sono Giovanna Maggiani Chelli, rappresento l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, via situata nel cuore di Firenze, adiacente alla galleria degli Uffizi . La strage avvenne per mano di "cosa nostra", una organizzazione criminale di stampo mafioso molto potente sia in Italia che nel mondo, durante un periodo di particolare indebolimento delle istituzioni e mentre lo Stato credeva di aver sferrato un attacco all'organizzazione stessa, dopo gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino. In realtà non era così: lo dimostrarono proprio gli attacchi terroristici che "cosa nostra" sferrò di li a poco, nell'arco di tempo che va dal novembre del 1992 all'aprile del 1994. Sette stragi in meno di due anni.
Per questi attentati definiti terroristici eversivi, cosa nostra è stata condannata con una sentenza passata in giudicato, ma nei processi di Firenze non vi è traccia dei mandanti esterni a "cosa nostra", ossia di coloro che, collusi con la mafia a livello politico e istituzionale, rimangono ancora oggi nell'ombra. "Cosa nostra" nel tentativo di sovvertire l'ordine costituzionale dello Stato attraverso la promulgazione di sue leggi che miravano a cambiare il regime carcerario per i boss mafiosi attraverso l'annullamento dell'ergastolo e del così detto carcere duro "41 bis", severo ma necessario affinché la mafia dal carcere non potesse più avere contatti con l'esterno, nel tentativo di far si che i suoi beni accumulati illecitamente non gli fossero confiscati, che i processi di mafia fossero tutti revisionati e che l'ausilio dei collaboratori di giustizia nei processi per mafia e terrorismo fosse abolito, ha sferrato una offensiva allo stato utilizzando circa 1000 di quei 2600 kg di tritolo che aveva in animo di utilizzare quale monito per lo Stato.
Giungo adesso nello specifico più al tema che questo meeting si propone di affrontare e mi scuso per aver rammentato fatti gravissimi avvenuti nel mio Paese che tuttavia ho ritenuto indispensabile ricostruire brevemente, altrimenti il nostro dire non si comprenderebbe fino in fondo. Ebbene, il verificarsi di eventi quali quelli da me descritti, fanno si che si senta davvero la necessità, peraltro avvertita dalla OSCE, del rispetto e della tutela dei diritti umani e dell'introduzione e il rafforzamento, come forse è nel nostro caso, di misure di assistenza anche finanziaria alle vittime del terrorismo, delle stragi e alle loro famiglie. Ben venga quindi l'incontro di questi due giorni, per analizzare concretamente l'approccio adottato dagli Stati partecipanti attraverso le quattro sessioni in cui è articolato.
Ora passo a parlare, per quanto il tempo ci consente, di ciò che questo convegno si prefigge: il sostentamento alle vittime del terrorismo e delle stragi rispetto a tutte le altre vittime di crimini orribili, problema che investe sicuramente buona parte dell'Europa. Tratterò brevemente delle vie che sono state praticabili per noi sperando possa essere di aiuto ad altri. Spero si possa arrivare anche ad un rafforzamento delle nostre leggi sul sostentamento alle vittime del terrorismo vigenti in Italia, peraltro già "più che buone rispetto al resto dell'Europa", come spesso ha avuto modo di dire il nostro procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, il quale spesso auspica una Super Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo unificata. Idea che noi condividiamo. I processi al gotha di "cosa nostra" responsabile delle stragi del 1993 iniziarono il 12 Giugno 1996. All'inizio del processo penale si costituirono parte civile oltre la Regione Toscana (Ente che oggi provvede ai sostentamenti economici per la nostra Associazione), il Comune di Firenze, la Provincia di Firenze e l'Accademia dei Georgofili, tutti gli altri analoghi Enti delle città coinvolte dalle stragi, quanti ebbero i parenti uccisi negli attentati e feriti rimasti invalidi e non. La costituzione di parte civile nel processo penale ha sempre avuto per tutti noi un rilevanza enorme: Cosa Nostra era arrivata con la sua arroganza terroristica fino a Firenze passando per Roma e Milano e la nostra risposta doveva essere adeguata.
La costituzione di parte civile nel processo penale ha poi nel tempo prodotto i suoi effetti, perché lo Stato ha istituito un fondo, il 512 del 1999, per le vittime della mafia e della criminalità organizzata. Poiché lo spirito del Fondo 512 è quello di denunciare, far condannare e ottenere risarcimenti, vi si accede, clausola essenziale, previa sentenza passata in giudicato. Qui occorre una doverosa precisazione, perché si capisca meglio la nostra posizione, visto che in Italia non per tutti è così, non esiste un Fondo per il terrorismo eversivo non mafioso. Noi, nello specifico le vittime di Firenze della strage del 27 Maggio 1993 e come noi altri di eguale specie, abbiamo potuto usufruire del Fondo 512 perché le stragi del 1993 sono state eseguite dalla mafia ma con finalità terroristiche ed eversive infatti così recita la Sentenza di Cassazione: "STRAGE attuata per finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine costituzionale nonché per agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso "cosa nostra".
Unire gli sforzi per cercare attraverso l'informazione di diffondere la possibilità di sostegno alle vittime del terrorismo non può che essere positivo. Una cosa è certa, in Italia le leggi per le vittime del terrorismo sono diverse, prova ne è la 206 del 26 Agosto 2004 nata dallo sforzo comune di tutte le associazioni del terrorismo italiano e delle stragi di tale matrice, ma ancora oggi non applicata per intero.
Non è spingere per rifare o perfezionare le leggi in materia di terrorismo che ci costa fatica, ma il dover constatare che dopo tanti atti di terrorismo verificatisi in Europa e soprattutto in Italia, siamo ancora qui a lottare per evitare di tendere la mano e per riuscire ad essere tutelati fino in fondo, noi le famiglie dei malcapitati, loro le vittime sopravvissute e invalidate e i parenti dei morti.
Grazie.
Giovanna Maggiani Chelli

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Testo completo del testo distribuito (in italiano)

Sono Giovanna Maggiani Chelli, rappresento l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili. L'Associazione costituitasi nel mese di Luglio del 2001 ha fra i suoi scopi il perseguimento della verità giudiziaria per le stragi del 1993 e nello specifico per quella del 27 Maggio 1993 avvenuta a Firenze in Italia in via dei Georgofili, via situata nel cuore di Firenze, adiacente alla galleria degli Uffizi ma soprattutto la via che alloggia la storica Accademia degli amanti della vita agreste, giusto i Georgofili.

La strage avvenne per mano di "cosa nostra", una organizzazione criminale di stampo mafioso molto potente sia in Italia che nel mondo, durante un periodo di particolare indebolimento delle istituzioni e mentre lo Stato credeva di aver sferrato un attacco all'organizzazione stessa, dopo gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino e dei membri delle loro scorte. In realtà non era così: lo dimostrarono proprio gli attacchi terroristici che "cosa nostra" sferrò di li a poco, nell'arco che va dal novembre del 1992 all'aprile del 1994.
Ebbene "cosa nostra"si fece soggetto politico, così dicono le sentenze dei processi penali svolti a Firenze dal 12 giugno 1996 al 6 Maggio 2002, anno della sentenza di cassazione, che ha visto il gotha di cosa nostra condannato all'ergastolo per strage terroristica ed evervisa, con utilizzo di mano d'opera mafiosa, e nella quale i mandanti interni all'organizzazione vennero individuati in Bernardo Provenzano, Salvatore Riina, i fratelli Graviano, Leoluca Bagarella e Matteo Messina Denaro ancora oggi latitante. Nei processi di Firenze non vi è traccia dei mandanti esterni a "cosa nostra" per le stragi del 1993, ossia di coloro che, collusi con la mafia a livello politico e istituzionale, rimangono ancora oggi nell'ombra.
"Cosa nostra" nel tentativo di sovvertire l'ordine costituzionale dello Stato attraverso la promulgazione di sue leggi che miravano a cambiare il regime carcerario per i boss mafiosi attraverso l'annullamento dell'ergastolo e del così detto carcere duro "41 bis"- cosi indicato per le modifiche intervenute all'art. 41 bis della legge n. 354 del 1975 concernente le norme sull'ordinamento penitenziario - severo ma necessario affinché la mafia dal carcere non potesse più avere contatti con l'esterno, nel tentativo di far si che i suoi beni accumulati illecitamente non gli fossero confiscati, che i processi di mafia fossero tutti revisionati e che l'ausilio dei collaboratori di giustizia nei processi per mafia e terrorismo fosse abolito, ha sferrato una offensiva allo stato utilizzando circa 1000 di quei 2600 kg di tritolo che aveva in animo di utilizzare quale monito per lo Stato.
L'attacco allo Stato italiano iniziò il 5 novembre del 1992. Un proiettile di artiglieria fu collocato nel giardino di Boboli a Firenze. Fu il primo messaggio rivolto a qualcuno che avrebbe dovuto capire cosa fare, ossia molto probabilmente fermare le indagini in corso nelle procure di mezza Italia in quegli anni, atte a scoprire quanto di illecito stava avvenendo nel nostro Paese, illeciti perpetrati a livello politico istituzionale sotto l'egemonia del mafia.
Il 14 Maggio 1993, poiché il proiettile di Boboli non aveva sortito l'effetto sperato, in Via Fauro a Roma "cosa nostra" fece esplodere 100 chili di tritolo, si disse indirizzato a Costanzo, il conduttore televisivo che in quei giorni sparlava di "cosa nostra". Sicuramente Costanzo sparlava di cosa nostra ma forse la lettura di quel tritolo è più complessa e tutta da scoprire in sede giudiziaria.
Il 27 Maggio 1993 a Firenze in via dei Georgofili la "messaggistica" mafiosa continuò, indirizzata alla galleria degli Uffizi, rivolta all'arte, così hanno detto i processi. Può darsi, ma indagini più approfondite non guasterebbero.
Il 27 Luglio 1994 esplodono contemporaneamente tre bombe: due a Roma sotto la chiesa di San Giovanni in Laterano e alla chiesa di San Giorgio al Velabro, l'altra a Milano in via Palestro sotto il Padiglione di Arte Contemporanea.
Ancora arte, ma anche altro con ogni probabilità, perché le chiese erano sicuramente care al Papa che aveva tuonato ad Agrigento contro la mafia stragista. Oggi sappiamo che le massime gerarchie ecclesiastiche nulla facevano per il 41 bis affinché fosse annullato e questo alla mafia non piaceva. Si sa invece che i cappellani nelle carceri, agli occhi della mafia, la loro opera la svolgevano bene perché il 41 bis non lo volevano e lamentavano sicuramente le condizioni disumane di questo regime carcerario.
Nel ricordare l' esplosione di Milano bisogna domandarsi inoltre se questa mirava solo a colpire l'arte o, come si è ipotizzato, se mirava anche a colpire il palazzo della stampa e gli istituti di credito.
La mafia voleva sue leggi, lo diceva a chi di dovere con tutto quel tritolo e poco tempo dopo ha ottenuto ciò che voleva. I tentativi di abolizione dell'ergastolo alla mafia stragista in Italia sono datati 1998, poi aprile del 2000 e così via non erano quindi solo dei benefici per la mafia che quelle bombe cercavano?.
Oggi i mafiosi rei della strage di Firenze come Cosimo Lo Nigro non sono già più a 41 bis e godono di sconti di pena rispetto all'ergastolo loro inflitto in Cassazione. Non si trova, inoltre, il modo di ricondurre gli stragisti a 41 bis malgrado gli strumenti in mano alla Magistratura e al Ministro della Giustizia esistano.
In Europa è la seconda volta che ricostruiamo queste vicende, lo abbiamo già fatto a Colonia il 13 Maggio scorso. L'Europa, come noi non ama i forcaioli, ma siamo convinti che con la mafia non si scherzi. Noi abbiamo sperimentato la sua ferocia sulla nostra pelle e vogliamo che almeno l'Europa capisca che quando si tratta di organizzazioni criminali mafiose il 41 bis e l'ergastolo vanno sanciti una volta per sempre, perché è proprio per questo che in Italia a cavallo degli anni 1992-1993-1994 la mafia corleonese ha usato sulla pelle di innocenti troppo tritolo.
Con grande dispiacere abbiamo assistito alla esportazione della mafia avvenuta di recente in Germania. È da anni che facciamo notare proprio a partire da quanto abbiamo sofferto noi, che Provenzano e Riina avevano già deciso di esportare la mafia stragista a Firenze, Roma e Milano uscendo dalla Sicilia.
Giungo adesso nello specifico più al tema che questo meeting si propone di affrontare e mi scuso per aver rammentato fatti gravissimi avvenuti nel mio Paese che tuttavia ho ritenuto indispensabile ricostruire, altrimenti il nostro dire non si comprenderebbe fino in fondo.
Ebbene, il verificarsi di eventi quali quelli da me descritti, fanno si che si senta davvero la necessità, peraltro avvertita dalla OSCE, del rispetto e della tutela dei diritti umani e dell'introduzione e il rafforzamento, come forse è nel nostro caso, di misure di assistenza anche finanziaria alle vittime del terrorismo, delle stragi e alle loro famiglie.
Ben venga quindi l'incontro di questi due giorni, per analizzare concretamente l'approccio adottato dagli Stati partecipanti attraverso le quattro sessioni in cui è articolato:
- La questione della definizione di "vittima del terrorismo" e di "vittima del crimine violento". - Le misure approntate da ogni Stato in materia di assistenza rispetto alle quali brevemente citerò quelle che sono state per noi più significative.
- La partecipazione delle vittime ai procedimenti penali a carico dei responsabili degli atti terroristici. Le vittime di via dei Georgofili sono state ampiamente supportate anche con un Esposto recente che verte sulla ricerca di quelli che vengono denominati "Mandanti a volto coperto", ossia i responsabili insieme alla mafia perché collusi nei delitti che vi ho elencato all'inizio.
- Infine il ruolo della società civile soprattutto in termini di consulenza e supporto psicologico. Ebbene questo è il giusto contesto e ora passo a parlare, per quanto il tempo ci consente, di ciò che questo convegno si prefigge: il sostentamento alle vittime del terrorismo e delle stragi rispetto a tutte le altre vittime di crimini orribili, problema che investe sicuramente buona parte dell'Europa. Tratterò brevemente delle vie che sono state praticabili per noi sperando possa essere di aiuto ad altri.
Spero si possa arrivare anche ad un rafforzamento delle nostre leggi sul sostentamento alle vittime del terrorismo vigenti in Italia, peraltro già "più che buone rispetto al resto dell'Europa", come spesso ha avuto modo di dire il nostro procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, il quale spesso auspica una Super Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo unificata. Idea che noi condividiamo. I processi al gotha di "cosa nostra" responsabile delle stragi del 1993 iniziarono il 12 Giugno 1996. Il Pubblico Ministero era Gabriele Chelazzi, il magistrato che ha dedicato la sua vita alla ricerca della verità, anche quella oltre la mafia e che la sera del 6 Maggio 2002 vide coronata la bontà dei suoi processi presso la Corte di Cassazione di Roma: 15 furono gli ergastoli inflitti alla mafia corleonese, soprattutto da qui è partita la giustizia, quella almeno risarcitoria, per i familiari dei morti e per i feriti alcuni invalidi in modo molto grave.
All'inizio del processo penale si costituirono parte civile oltre la Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Provincia di Firenze e l'Accademia dei Georgofili, tutti gli altri analoghi Enti delle città coinvolte dalle stragi, quanti ebbero i parenti uccisi negli attentati e feriti rimasti invalidi e non.
La costituzione di parte civile nel processo penale ha sempre avuto per tutti noi un rilevanza enorme: Cosa Nostra era arrivata con la sua arroganza terroristica fino a Firenze passando per Roma e Milano e la nostra risposta doveva essere adeguata.
La costituzione di parte civile nel processo penale ha poi nel tempo prodotto i suoi effetti, perché lo Stato ha istituito un fondo, il 512 del 1999, per le vittime della mafia e della criminalità organizzata.
Poiché lo spirito del Fondo 512 è quello di denunciare, far condannare e ottenere risarcimenti, vi si accede, clausola essenziale, previa sentenza passata in giudicato.
Qui occorre una doverosa precisazione, perché si capisca meglio la nostra posizione, visto che in Italia non per tutti è così, non esiste un Fondo per il terrorismo eversivo non mafioso.
Noi, nello specifico le vittime di Firenze della strage del 27 Maggio 1993 e come noi altri di eguale specie, abbiamo potuto usufruire del Fondo 512 perché le stragi del 1993 sono state eseguite dalla mafia ma con finalità terroristiche ed eversive infatti così recita la Sentenza di Cassazione:
"STRAGE attuata per finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine costituzionale (art. 1 D.L. 15.12.1979 n. 625 conv. Mod. L.15/1980) nonché per agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso "cosa nostra" (art. 7 D.L. 13.5.1991 n. 152 conv. mod. L. 12.7.1991 n. 203)."
Per meglio poter seguire tutto l'iter legislativo, per ottenere un adeguato sostentamento per le vittime, ma soprattutto per cercare di perseguire la verità giudiziaria sulle stragi del 1993, visto che la Magistratura stessa svolgeva ulteriori indagini oltre la verità appurata dai processi contro "cosa nostra" ed era convinta esistessero mandanti stragisti oltre la mafia, nel 2001 sei di noi hanno costituito una associazione così denominata: "Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili".
Una di noi non c'è già più, mi scuseranno se inserisco questa nota ma per me è importante. Abbiamo speso molti anni della nostra vita, altri ne spenderemo lavorando per l'Associazione che rappresento e siamo convinti che il nostro lavoro sia importante.
Sono più di cento le persone che compongono i nuclei coinvolti a vario titolo nella strage di Firenze del 27 Maggio 1993, ognuna di loro ha una storia e noi abbiamo il compito di tenerle vive queste storie, perché non si dimentichino.
Chiaramente ognuno di noi ha degli interessi personali che comunque sono poi gli interessi di molti e in fondo di tutti. Mia figlia, per esempio, era a Firenze con il suo ragazzo, lui è morto e lei ha assistito a quella morte riportando ferite gravi che l'hanno resa invalida e dopo pochissimo tempo ha contratto una malattia neurologica gravissima determinata dalla strage stessa. E' chiaro che io mi batto per lei, ma credetemi mentre lotto anche per tutti gli altri come lei e per tutti quelli che il terrorismo non ha risparmiato. Nessuno ci farà mai ingoiare ciò che ci hanno fatto i terroristi mafiosi, e vogliamo impegnare i Governi, amministrativamente parlando, in termini di risarcimenti molto alti, perché anche così si combatte il terrorismo, risarcendo le vittime e non pagando i riscatti ai terroristi.
L'impegno profuso da chi come me ha sempre seguito i processi contro "cosa nostra", e da sempre ha sentito il bisogno di supportare le vittime cercando di rafforzare la legislazione vigente e soprattutto di farne promulgare di nuove, è stato costante.
Quando nel marzo del 2001 il dispositivo Europeo ha imposto agli stati membri di uniformarsi in fatto di leggi in sostegno alle vittime anche noi abbiamo contribuito ad un testo di legge, non ancora approvato, all'interno del quale si includevano le così denominate vittime di "particolare allarme sociale" ossia le vittime a tutela rafforzata quali quelle del terrorismo e delle stragi di tale matrice, perché in Italia ve ne sono state tante in questi 60 anni di storia Repubblicana.
Con l'avvento del terrorismo internazionale, vedi Spagna e Inghilterra, siamo stati spinti a considerare incontri con le città colpite dalle stragi: il Comune di Colonia in Germania il 24 e 25 Maggio scorso ha organizzato tramite il Comune di Bologna un incontro fra città colpite dalle stragi e abbiamo partecipato.
Oggi siamo qui.
Unire gli sforzi per cercare attraverso l'informazione di diffondere la possibilità di sostegno alle vittime del terrorismo non può che essere positivo.
Il nostro procuratore nazionale Antimafia, come ho già detto, sostiene che il nostro Paese sia all'avanguardia in fatto di sostentamenti alle vittime del terrorismo anche mafioso, spero ciò sia vero e forse oggi qui, da ciò che impareremo ascoltando, capiremo se è vero o se andrà contestato alla prossima affermazione.
Una cosa è certa, in Italia le leggi per le vittime del terrorismo sono diverse, purtroppo non sempre ben applicate, prova ne è la 206 del 26 Agosto 2004 nata dallo sforzo comune di tutte le associazioni del terrorismo italiano e delle stragi di tale matrice, ma ancora oggi non applicata per intero perché si dice scritta male e quindi in fase di rifacimento.
Non è spingere per rifare o perfezionare le leggi in materia di terrorismo che ci costa fatica, ma il dover constatare che dopo tanti atti di terrorismo verificatisi in Europa e soprattutto in Italia, siamo ancora qui nel tentativo di non dover tendere più la mano ma di essere tutelati fino in fondo, noi le famiglie dei malcapitati, loro le vittime sopravvissute e invalidate e i parenti dei morti.

Grazie.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice Presidente Portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Sito web: www.stragedeigeorgofili.org










Testo completo del testo distribuito (in inglese)

I am Giovanna Maggiani Chelli and I represent the Association of the victims' families of Via dei Georgofili massacre. The Association was born in the month of July 2001 with the purpose of finding the judicial truth for the massacres of 1993 and in the specific the one that happened on 27th May 2001 in Florence, Italy, in Georgofili Street.
. This street is situated in the hart of Florence, adjacent the Gallery of the Uffizi but above all next to the street where is situated the historical "Academy of the lovers of the rural life", the Georgofili.
. The massacre was by hand of "cosa nostra", a "mafia - type" criminal organization, very powerful in Italy and in the world, in 1993 during a phase of weakness of the institutions and while the State thought it had weaken the organisation mafiosa, after the homicide of the judges Falcone and Borsellino and of their guards.
. In reality it was not like this: because after a short period, between November 1992 and April 1994, "cosa nostra" attacked again.
. In this period "cosa nostra" become a political subject, like the sentences of the criminal trial, which developed in Florence from the 12th June 1996 to the 6th May 2002, said.
. This year saw the ghota of "cosa nostra" condemned to life imprisonment for terroristic massacre, helped by the mafia, and where the instigator inside the organization were Bernardo Provenzano, Salvatore Riina, the brothers Graviano, Leoluca Bagarella and Matteo Messina Denaro still fugitive today. In the trails of Florence there is no trace of an outside "cosa nostra" instigator for the massacre of 1993, that means no one that associated with the mafia at a political and institutional level.
. "Cosa nostra" tried to undermined the constitutional order of the State with the promulgation of its laws that try to change the detention for the boss of the Mafia with the nullification of the life imprisonment and of the art. 41 bis - referring to the changes made on art. 41 bis of act n. 354 in 1975 regarding law relating to prisons - a strict but necessary measure in order to prevent the jailed mafia from getting in contact with the outside members. It tried to keep the goods accumulated during the illegal activity, to review the trials and to keep out of Mafia and terroristic trials the justice collaborators. To do all this it attacked the State using 1000 kg of the 2600 kg of trinitrotoluene that it possessed.
. The attack at the Italian State began the 5th of November 1992. A bullet was collocated in the gardens of Boboli in Florence. It was the first message to who was doing the investigation on the mafia in half of the Prosecutor's Offices of Italy.
. The 14th of May 1993, after that the bullet of Boboli did not give any effect, in Via Fauro in Rome "cosa nostra" blow up 100 kg of trinitrotoluene. It was said that the attacked was directed at the TV presenter Maurizio Costanzo, that in this period was talking badly about "cosa nostra". Maybe the trinitrotoluene had a more complicated message that has to be discovered in legal seat.
. The 27th of May 1993 the messages from the mafia continued in Florence, in Via dei Georgofili. This time they attacked the Uffizi Gallery. An attack directed at the arts, like the trails said; more investigations would be necessary.
. The 27th of July 1994 in the meantime three bombes exploded: two in Rome attacking San Giovanni in Laterano and San Giorgio al Velabro, one in Milan, via Palestro, under the Pavilion of Contemporary Art.
. Still art or was there anything else under these attacks. Because the churches were dear to the Pope that had spoken against the mafia at Agrigento. Today we know that the "Church" did nothing to annul the art. 41 bis and the mafia did not like this. Instead the priests in the prisons were appreciated by the mafia because they did not want the art. 41 bis and complained about the inhuman conditions of the prisoners under it.
. We still have to ask ourselves if the third bomb in Milan was directed just at the art, or at the building of the press and at the banks
. The Mafia wanted its own laws, it told the persons interested with all that trinitrotoluene and obtained what it wanted. The attempt to suppress the life imprisonment for the massacres done by the mafia are dated 1998, April 2000 and so on. It was not just the benefit of the mafia that the massacres were committed.
Today we know that mafiosi like Cosimo Lo Nigro are not under art. 41 bis anymore and have had the reduction of the life imprisonment sentence. It has been impossible to carry back the killers to art. 41 bis despite the legal instruments that the Magistracy and the Minister of Justice have.
. It is the second time in Europe we talk about these events, the first time was the 13th of May 2006 in Cologne, this because Europe, like us, doesn't like when the victims became vindictive, but we know that with mafia you can't joke. We have experienced its ferocity on our skin and we want Europe to understand that art. 41 bis and life imprisonment is necessary for mafia criminal organisations, because it is for this motive that from 1992 to1994 the "mafia corleonese" has used to much trinitrotoluene on innocent people.
. We are very sorry to see that "mafia" has reached Germany. It is years that we have been saying that Provenzano and Riina have exported mafia crimes from Sicily to Florence, Rome and Milan. I will now go to the specific theme of the meeting and I am sorry if I have spoken too long about the events that happened in my country, but for me it is indispensable that you understand what we are going to talk about
. These events make it necessary, even for the OSCE, the benefit of human rights and of the introduction and reinforcement of measures of assistance, also financial, for the victims of terrorism and there families.
These two days meeting are important to analyse the approach that the States, here present, have when we talk about the four points the meeting is constructed:
The question of the identification of the victim of terrorism in contrast with the victims of violent crimes.
The measures that every State has used to assist the victims.
The participation of the victim at the penal trial. The victims of via Georgofili have been supported even with a recent statement about investigating the "under caver instigators" that are responsible with the mafia of the massacres.
At the end, the roll of society in terms of consultancy and psychological support.
Now I will talk about the support of terrorism massacre victims respect the other kind of crime victims. I will describe the ways we have to confront this problem hopping to help other countries. I hope we can arrive at a reinforcement of our laws on the terrorism victim support, that are quite good in Italy respect the rest of Europe, like our Prosecutor Pietro Grasso, Chief of the National Anti-Mafia Prosecutor's Office declares. He would like a unified Super National Prosecutor's Office against mafia and terrorism. Idea that we share.
The trails at the gotha of "cosa nostra" responsible of the massacre of 1993 began the 12th June 1996. The Public Prosecutor was Gabriele Chelazzi, the magistrate that dedicated his life to find the truth on mafia and the rest; the evening of the 6th of May 2002 saw his efforts rewarded when for the trails against mafia, the Supreme Court of Rome sent 15 people, of the mafia corleonese, for life imprisonment. Especially at this moment, the justice began for the victims and their families.
At the beginning of the trail the Region Tuscany, the City of Florence, the Province of Florence, the Georgofili Academy, all the others boards of the city involved in the massacre, the families and the victims were civil party.
Being a civil party in the penal trail has been very important for us, because "cosa nostra" arrived with its terrorist arrogance from Florence, Rome and Milan, our answer had to be adapt.
Being a civil party in the penal trail gave a result because the State gave birth to a Fund, that we can find in the act 512 of 1999 for the victims of mafia and organised crimes.
This law has the task to denounce, condemn and obtain compensation after the sentence of a judge.
Here we need to precise that in Italy doesn't exist a Fund for the terroristic crimes not Mafiosi. We, victims of the Massacre of Florence 1993, have been refunded because the massacre had a terroristic aim, like that it is written in the sentence of the Court of Cassation:
"MASSACRE actuated with a terrorist purposes and oversetting of the constitutional order (Art. 1 Law decree n. 625, December 15, 1979), also aimed at favouring the activities of the "mafia-type" association referred to as "cosa nostra" (Art. 7 Law decree n. 152, May 13, 1991)".
To follow all the procedure legislative about victim support but mostly to find the truth of the 1993 massacre, as the Judge made its own investigations against "cosa nostra" and was convinced that there were other instigators , in 2001 six of us created an association called: "Association of the victims' families of via dei Georgofili massacre".
One of us is no longer with us, sorry if I underline this but it is important for me. We have spent many years of our life and will spend more for the Association we represent. More than a 100 people are involved in the massacre of Florence 27th May 1993, everyone has a story and we have the task keep it alive not to forget.
Obviously every one of us has different interests that in the end are in the interest of everybody. My daughter, for example, was in Florence with her boyfriend, he died, she assisted at that death and reported injures that have made her invalid and a little while after the massacre she developed a neurological illness, caused by the massacre itself.
It is normal that I fight for my daughter but believe me at the same time I fight for all the others, for all the people that terrorism has touched.
When I use the word terrorism I mean the terrorism of the Mafia and we won't forget and we want that the Governments give us high compensation, because even like that you fight terrorism paying the victims and not the ransoms the mafia ask.
Our engagement to follow the events of the "cosa nostra" trials has been constant. We have always felt the need of supporting the victims with a reinforcement and promulgation of new laws. When in March 2001 Europe imposed the member states to uniform the laws supporting the victims, we have contributed a law, not yet approved, were you can find the victims "of particular social alarm", that means the victims of terrorism or massacres, because in Italy in the last 60 years of the Republic there have been many.
With the arrival of international terrorism, like in Spain or England, we wanted to meet the countries hit; so the town of Cologne in Germany last 24th and 25th of May has organized with the city of Bologna in Italy a meeting.
Today we are here. We can inform the victims that there is the possibility of being supported. Prosecutor Pietro Grasso, Chief of the National Anti-Mafia Prosecutor's Office, has often remarked how the Italian Legislation supporting crime victims stands out all over Europe for its effectiveness, I hope this is the truth and maybe today from what we will listen to we can understand if that is true.
One thing it is certain, the Italian laws for the victims of terrorism are quite a few, not always applied in the correct way, like it is been proved by the law 206 of August the 26th 2004 born from the unification of the associations against terrorism in Italy but not yet applied because written badly? it is being rewritten.
What costs effort to us it is not to redo or to improve existing laws against terrorism, but the realization that after so many terrorist actions in Europe and mainly in Italy, we are still here begging for protection.
Thank you.

Giovanna Maggiani Chelli
Vice President and Spokeswoman of the Association of the victims' families of via dei Georgofili massacre

Website: www.strageviadeigeorgofili.org