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Intervento di Giovanna Maggiani Chelli
Piazza della Signoria
26 Maggio 2007 - h. 21.00



"Una ferita che non si rimargina".
E' il titolo giusto per questa serata.
Sono due mesi che il direttivo dell'Associazione pensa di chiedere agli associati di organizzare un sit-in in Via dei Georgofili affinché le istituzioni ci diano ascolto sui casi Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno, due terroristi che godono già di privilegi. Solo la forza che ci viene da ciò che abbiamo patito e dalla certezza della costanza della ragione che alberga in noi ci consente di provare ancora a sbloccare, attraverso i nostri scritti e le nostre parole, una situazione vergognosa nei confronti di quanti sono stati uccisi o hanno visto la loro vita perdersi e andare alle deriva in via dei Georgofili.

Mi spiego:
prima di tutto, per non dare l'impressione di usare una formula impropria parlando di terroristi, vi leggo la frase chiave, scritta, per le stragi del 1993, nella sentenza della Corte di Appello e poi successivamente confermata dalla Corte Suprema di Cassazione il 6 Maggio 2002:
"Delitto di strage - attuata per finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine costituzionale nonché per agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso "cosa nostra".
Quindi Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno e tutti gli altri da Riina a Bagarella, ai fratelli Graviano a Matteo Messina Denaro, passando per Provenzano sono tutti terroristi eversivi dell'ordine costituzionale.
Lo dice la norma appena citata e per la quale sono stati condannati, oltre ad essere condannati per mafia in quanto membri dell'organizzazione criminale "cosa nostra".

Dopo di che domando:
- Perché in un Paese in cui ogni giorno si fa finta di combattere il terrorismo e la mafia, dei criminali sono stati spostati in un carcere normale dal quale possono gestire cellule e organizzazioni più che pericolose? - Perché non si accoglie il grido di allarme del procuratore Nazionale Antimafia? L'abbiamo più di una volta sentito mentre pacatamente ma con forza, metteva in risalto la necessità di una super procura che si occupi in tempi moderni di mafia e terrorismo coordinando le indagini.

Noi abbiamo il serio timore che si nasconda qui la verità completa sulle stragi del 1993, in questa lettura già data dalla Corte Suprema di Cassazione: una strage attuata con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine costituzionale nonché per agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso "cosa nostra". Diciamo la verità: ce l'hanno fatta grossa revocando il 41 bis a Cosimo Lo Nigro e Salvatore Benigno, ce l'hanno fatta così grossa che nella loro infinita incoscienza, non se ne accorgono neppure e cercano giustificazioni.

Quello sbruffoncello mafioso terrorista di Lo Nigro che all'1,04 di 14 anni fa in via dei Georgofili con un sigaro in mano che gli aveva dato lo zio Messana di Prato, altro pavido che temendo gli fossero uccisi i figli, ha favorito il terrorismo e ha lasciato uccidere i nostri di figli senza andare dalla polizia - cento volte poteva farlo e non l'ha fatto - ebbene, quello sbruffone di Lo Nigro ha acceso un sigaro, ha dato fuoco alla miccia e fatto detonare 250 chili di tritolo.

Ve lo ricordate quel botto fiorentini? I nostri invalidi ce l'hanno tutti marchiato a fuoco nei loro timpani tanto che a 14 anni di distanza anche i tuoni danno loro fastidio e creano disagio.
Ve le ricordate fiorentini quelle fiamme alte decine di metri che sono partite dal corpo di Dario Capolicchio, rimanendo impresse per sempre sia negli occhi di chi era lì con lui e lo ha visto morire, sia negli incubi di chi è dovuto fuggire sul tetto più alto del numero civico 3 per non esserne investito?
Ve lo ricordate quell'incendio che ha provocato anche un altro disastro: le urla di Dario Capolicchio sono rimaste per sempre nelle orecchie della carissima Daniela Ceccucci che oggi non è più con noi a causa delle conseguenze di tanto orrore.
Vi ricordate fiorentini gli uomini della Misericordia, i vigili del fuoco con Caterina Nencioni fra le braccia uccisa dai terroristi a soli 50 giorni, con la sorella Nadia e i genitori Angela e Fabrizio?

Come potremo pensare che Cosimo Lo Nigro, Salvatore Benigno e tutti gli altri siano oggi dei buoni e abbiano diritto a sconti anche sull'ergastolo, perché è questo che sta avvenendo, dopo solo 14 anni?
Occorre dirlo. Tutti dobbiamo dirlo alla politica che non ci crediamo che i mafiosi che non si pentono, che non collaborano, non possono diventare buoni e avere diritto a sconti di pena che di fatto gli aboliscono l'ergastolo. Senza le nostre insistenze come possiamo mai pensare di scuotere questa politica che ha paura? Solo la paura può giustificare il loro atteggiamento verso le revoche del 41 bis a buon mercato anche per gli stragisti eversivi e terroristi.

Dove abbiamo potuto abbiamo appeso un manifesto per questo anniversario, lo abbiamo distribuito, visitate il nostro sito www.strageviadeigeorgofili.org e lo troverete.
Vi è raffigurato Riina che ha in mano, stringe ben salde e impone con tutta la sua forza un elenco di richieste al Parlamento. E allora noi siamo certi, lo ripeto dopo averlo già detto stamani in Regione, sono state le revoche al 41 bis che hanno reso arrogante la mafia anche verso quel poco di confisca di beni che fin'ora gli hanno imposto. La mafia vuole di ritorno ogni cosa anche la più piccola, anche i terreni dove si coltivano le viti.
Visto che hanno ceduto sul fronte del 41 bis a "mafiosetti", come li hanno definiti alcuni tanto per giustificare di averli passati ad un carcere normale, perché non dovrebbero riconsegnare alla mafia anche i piccoli poderi confiscati, buoni per la coltivazione della vite?

E' un anniversario tragico per noi perché questa sera avremmo voluto leggervi la risposta del Ministro della Giustizia ad una nostra interpellanza sul caso Lo Nigro e Benigno Salvatore, interpellanza presentata dalla Senatrice Sabina Rossa.
Non è stato possibile avere una risposta per leggerla qui, oggi, giorno dell'anniversario e ce ne dispiace.

Vi ringrazio dell'attenzione e vi saluto, con l'augurio per tutti Voi, per tutti noi che presto sulle pagine dei giornali, che oggi lo devo ammettere, si sono fatti coraggio e molto hanno scritto, si possa leggere che a questa interpellanza è stata data una risposta positiva, costruttiva per tutti e consona alle nostre aspettative.

Grazie

Giovanna Maggiani Chelli