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Ass. vittime strage via dei Georgofili - Presentazione libro: Tescaroli "Perché fu ucciso Giovanni Falcone"

Forum nazionale contro la mafia

Università degli studi

Firenze 10-13 maggio 2006


INTERVENTI DELL'ASSOCIAZIONE

NOTIZIE ANSA


INTERVENTI DELL'ASSOCIAZIONE

13 Maggio 2006-
FORUM contro la Mafia
Novoli
Concerto

Prima di tutto voglio ringraziare coloro che hanno organizzato il FORUM e chi vi ha partecipato.
Speriamo di aver dato il contributo che vi aspettavate e facciamo i nostri complimenti per la riuscita di tutti gli incontri.
Vi prendo ora pochi minuti per dirvi quali saranno le nostre manifestazioni insieme alle istituzioni locali, al procuratore nazionale antimafia , ai magistrati , agli avvocati, agli insegnati, ai giornalisti ai parenti delle vittime e alle vittime della strage, per il prossimo 27 Maggio.
Il 19 sera alla Romola il paese natale delle due piccole Nencioni e dei loro genitori, ci sarà la prima rappresentazione teatrale dell'Orfeo all'inferno .
Orfeo all'inferno va a cercare la moglie , noi all'inferno cerchiamo la verità.
Il lavoro teatrale è stato eseguito da 100 ragazzi dei licei.
Il 26 le manifestazioni saranno tre:
alle 9 nell'Auditorium della Regione Toscana in via Cavour incontreremo in un convegno dedicato alla memoria e alla verità le Istituzioni, i Magistrati e il Proc. Nazionale Antimafia.
Vi prego non mancate.
Cogliamo l'occasione per ringraziare la Regione Toscana che ci sostiene nelle nostre manifestazioni.
Alle ore 15 a Santa Verdiana Facoltà di architettura nell'aula intestata a Dario Capolicchio, in memoria del Magistrato Gabriele Chelazzi ,verranno presentate due tesi di laurea:
La strage di via dei Georgofili: analisi sociolinguistica del processo di primo grado
La voce delle vittime di reato e le prime esperienze di accoglienza:prospettive di intervento per l'assistente sociale
Abbiamo pensato fosse il modo migliore per ricordare il Magistrato al quale noi dobbiamo moltissimo , l'analisi linguistica, era una materia che lo interessava molto, per comprendere fino in fondo il linguaggio dei collaboratori di giustizia.
Il tema delle vittime di reato ,di tutte le vittime di reato, è un tema a noi caro, una battaglia civile che portiamo avanti da tempo insieme all'unione nazionale familiari vittime delle stragi.
Alle ore 20,45 in piazza della Signoria faremo il nostro intervento, ascolteremo il Proc. Nazionale Antimafia Pietro Grasso e il Proc. Piero Vigna.
Seguirà la rappresentazione dell'Orfeo all'inferno e pezzi musicali fino all'1 e zero 4 ora dell'attentato, quando ci recheremo sul luogo della strage per ricordare le vittime e l'inferno di quella notte in cui se avessero potuto ci avrebbero ucciso tutti, tanto erano grandi gli interessi in gioco da salvare.
Vi prego vi aspettiamo tutti quanti abbiamo bisogno di voi, della vostra presenza affinchè le parole si tramutino in realtà, questo è stato detto questa mattina in chiusura del FORUM, altrimenti nulla avrà senso.
Serve la verità per via dei Georgofili ,una verità giudiziaria, non una verità attraverso una commissione parlamentare d'inchiesta buona per tutte le stagioni.
Quando anche noi chiederemo una commissione parlamentare d'inchiesta, come ci ha suggerito il PM Ingroia, allora vorrà dire che abbiamo perso le speranze , ma per ora non è così.
Confidiamo ancora nell'eredità che Gabriele Chelazzi ci ha lasciato :siamo noi ad avere ragione, e come dice l'Avv. A mmannato la verità sarà gridata dai tetti.
Grazie.Divertitevi. Un saluto a tutti, all'anno prossimo.

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i famliari delle vittime della strage di via dei Georgofili


12 Maggio 2006-
FORUM
CONTRO LA MAFIA
Novoli


Domanda al Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso da parte di Giovanna Chelli :
Ricordando che Provenzano e Riina hanno ordinato le stragi del 1993, quella del 27 Maggio 1993, che Riina è stato arrestato il 15 Gennaio 1993, prima delle stragi, avendo visto il grande spiegamento di forze e con quanta pignoleria è stato perquisito il covo di Bernardo Provenzano, oggi alla luce di tutto questo, può dirci se ritiene che il non aver perquisito il covo il Riina fu un errore ?

Risposta :
Non rispondo non voglio innescare alcuna polemica,le posso dire che prima della perquisizione del covo di Provenzano abbiamo fotografato qualunque cosa dentro e fuori del covo.


11 Maggio 2006-
FORUM contro la mafia
Novoli
Mandanti esterni alla mafia e interni alla vita politica

Per quello che riguarda le stragi del 1993 , la strage di Firenze del 1993 , noi dei "mandanti a volto coperto", non possiamo non saperlo i collaboratori di giustizia ben sette, ne hanno fatti i nomi e i cognomi , certo ci vogliono le prove, bisogna portarle in un'aula di giustizia altrimenti non si potranno mai pronunciare.
Non si possono fare i nomi di coloro che sono stati solo oggetto di indagine , indagini che poi sono state archiviate per svariati motivi, anche se motivi non del tutto convincenti.
Conosciamo i nomi di coloro che devono pur sapendolo aver lasciato che le stragi del 1993 avvenissero, li abbiamo imparati in questi tredici anni seguendo la legislazione in fatto di collaboratori di giustizia,di intercettazioni telefoniche di tabulati telefonici, di passaggi di carcerati mafiosi da 41 bis a carcere normale e quant'altro.
Certo i nomi di costoro sono ancora più occulti di quelli dei "Mandanti esterni alla mafia" per quel che riguarda le stragi del 1993, il Giudice Gabriele Chelazzi il decimo anniversario avrebbe iniziato a dirci qualcosa, aveva partecipato a interrogatori importanti e altri ne doveva fare, ma è morto prima del 27 Maggio 2003 e non lo ha potuto fare , e come mi ha detto qualcuno la patata bollente è passata nelle nostre mani.
Se la Magistratura non trova prove non può fare nulla, ma noi abbiamo il diritto di tenere viva la memoria e non solo con targhe e allori buone solo per seppellire tutto , ma con la nostra forza di portare avanti il discorso che c'è anche un'altra verità oltre la mafia, la verità della poltica legata alla mafia che è stata determinante per arrivare ai massacri del 1993.
Continuare a portare avanti il discorso, che non solo una parte del Parlamento è stata infiltrata dalla mafia per dare coperture agli stragisti di via dei Georgofili.
Non si è meno responsabili di un massacro come quello di via dei via dei Georgofili, se non si è mosso un dito per fare tutto ciò che andava fatto pere evitarlo, così come non si meno responsabili se si è avuto per le mani il "papello" di Riina e si è taciuto a tempo debito.
Così come non si meno responsabili se ancora oggi si tace per amore di una Ragion di Stato che a noi non appartiene di certo.
Vedete quando Messana l'uomo di Prato imprestò la sua casa ai mafiosi che fecero saltare l'Accademia dei Georgofili a Firenze, disse "se non davo loro il mio garage, avrebbero ucciso la mia famiglia", oppure quando Carra il trasportatore dell'esplosivo disse "se non portavo quel carico di morte anche a Milano(era appena andato a Firenze e c'erano stati 5 morti e 41 feriti), mi avrebbero ucciso", ebbene da parte nostra non potremmo ma giustificare il loro operato, per noi non sono scuse valide.
Figuriamoci se sono valide le scuse di uomini delle istituzioni e della politica quando pretendono di dire "c'è una ragion di Stato" e quindi per il bene di tutti dobbiamo tacere e non dire quali il perché e il movente delle stragi del 1993, componenti che sicuramente se svelati porterebbero alle verità sulla strage di Firenze.
L'argomento di questo nostro incontro è molto significativo "mandanti esterni alla mafia e interni alla politica".
Noi siamo davvero convinti che all'interno della politica in italia ci siano uomini , uomini importanti che hanno avuto un ruolo importante per le stragi del 1993 e lo hanno ancora oggi affinché la verità tutta non emerga.
Non si spiegherebbero altrimenti tutte le leggi varate delle quali da anni noi parliamo, che hanno avuto un ruolo determinante affinché tutte le indagini condotte da Gabriele Che lazzi sui "mandanti esterni a cosa nostra" fossero archiviate.
La Magistratura per quello che ne sappiamo noi ha ancora un'indagine aperta sulle stragi del 1993 , non abbiamo sentore che tutto sia perduto, ma non ci facciamo grandi illusioni, durante l'altro governo di centro sinistra abbiamo patito troppo per sperare oggi di intravedere più aperture.
Bisognerebbe fossero gettate alle ortiche tante leggi, già menzionate all'inizio del mio intervento, e varate in questi 13 anni ,affinché la verità sui fatti del 1993 possa emergere, e su questo fronte noi nutriamo i nostri seri dubbi.
Stiamo aspettando , a breve credo che capiremo , e saremmo sempre pronti ad informarvi.
A proposito dei tanti timori che ci assilano in questo cambio di legislatura, vi leggo brevemente la corrispondenza che è intercorsa fra noi e il Dr. Sansonetti direttore del quotidiano Liberazione:
Vedi alla voce "Comunicati 2006":
Lettera(e-mail) del 21.4.06 a Liberazione
Risposta del Dr. Sansonetti sul giornale Liberazione il 23.4.06
Lettera al Dr. Sansonetti del 23.4.06

Giovanna Maggiani Chelli
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili


11 Maggio 2006
Forum contro la mafia
Agenti e scorta e collaboratori di giustizia

Dire oggi qualcosa di nuovo rispetto ai collaboratori di giustizia diventa quasi impossibile,è un argomento che affrontato oggi ci fa solo diventare ripetitivi, ma noi ripetiamo volentieri, perché speriamo prima o poi di far comprendere il messaggio a chi di dovere.
La legge sui così detti "pentiti" è ferma alla fine della legislatura precedente, quella dell'altro governo di centro sinistra, quando si sentì l'esigenza – a poche ore dallo scioglimento delle camere – di chiudere la bocca ai collaboratori di giustizia.
Non a torto i Magistrati di Firenze dicono oggi: «come possiamo andare avanti con le indagini sui "mandanti esterni a cosa nostra", se l'ultimo collaboratore che ha potuto parlare di stragi è stato Brusca?».
E' di due giorni fa la notizia sulla soddisfazione espressa da chi per questi 5 anni ha curato il problema dei testimoni e dei collaboratori di giustizia.
Ossia il fatto che i collaboratori di giustizia sono diminuiti viene riportato come dato positivo,di risparmio in termini monetari per lo Stato.
Noi chiaramente non la pensiamo così, nelle organizzazioni mafiose non ci sono più i così detti "pentimenti", ossia non collaborano più, perché collaborare non è più conveniente, anzi potrebbe essere pericoloso.
E questo è più che mai negativo, altro che positivo, perché sono i collaboratori di giustizia di "alto livello" come Giovanni Brusca ,che sanno chi ha "favorito" insieme alla mafia le stragi del 1993.
Lo sanno anche i politici , ma quelli non parleranno mai.
Detto questo, che dire? Possiamo porci solo una domanda: la sinistra avrà capito di aver sbagliato e ora che torna a governare cosa farà, cambierà la legge sui "pentiti" un regalo fatto alla mafia un attimo prima di andare a casa nel 2001?
Noi temiamo di no, e abbiamo buone ragioni per crederlo.
Ma aspettiamo e se saremo smentiti, sempre pronti a ricrederci.
Del resto Giovanni Brusca per esempio non ha ancora detto tutto fino in fondo su ciò che sapeva sui "mandanti esterni a cosa nostra " per la strage di Firenze; per farlo avrebbe dovuto accettare un confronto con il suo autista, tal Monticciolo che nel processo di Firenze abbiamo ascoltato.
Monticciolo, l'uomo che rispetto a Brusca era come un francobollo su di una lettera: lo accompagnava ovunque; non può quindi non sapere dove aveva accompagnato Brusca per esempio, subito dopo che nel giardino di Boboli fu collocato il famoso proiettile a fianco della statua di un magistrato,episodio di cui ormai tutti hanno sentito parlare come l'anticamera delle stragi del 1993, un proiettile che fu confezionato in un sacchetto per rifiuti.
Brusca deve confermare in un'aula di giustizia i suoi viaggi in macchina con Monticciolo , dirci a quali ville ha fatto visita e se non lo ha voluto fare a suoi tempo,forse perché i tempi non gli parevano buoni, come farà oggi che la legge sui collaboratori gli ha posto difficoltà infinite?
Se da una parte la legge sui collaboratori di giustizia, ha subito una frenata,la legge del garantismo però non ha posto limiti a soggetti come Frabetti Aldo il quale reo delle stragi del 1993, condannato a soli 11 anni di carcere,oggi non sconterà neppure quelli.
I primi dello scorso dicembre ,dopo solo otto anni lo hanno mandato a casa , perché uno sciopero della fame lo avrebbe fatto ammalare, non resisteva a 41 bis.
Frabetti,era l'uomo molto vicino allo Scarano che ha guidato tutta la logistica delle bombe del 1993. Ci siamo indignati per tutto questo, ma non è successo nulla.
Si è smesso subito di parlare di quella scarcerazione e a chi volete che importi se Frabetti è tornato a casa, se non a noi che ogni giorno guardiamo le nostre vittime soffrire?
I collaboratori imbavagliati, i favoreggiatori del massimo organizzatore sul piano logistico dei massacri del 1993 a casa dai suoi figli, e le vittime a combattere per mettere in piedi cause civili , per arrivare a degni risarcimenti.
Risarcimenti che ad altri, sempre a vittime del terrorismo, hanno elargito attraverso compiacenti decreti governativi.
Sembriamo un disco rotto che ripete sempre il solito ritornello.
Ma del resto la canzone è sempre la stessa da 13 anni, la nostra ricerca della verità sulle stragi del 1993, e ancora oggi negata.
Quella verità però non la sapremo mai se le collaborazioni diminuiscono e i mafiosi vengono mandati a casa al primo attacco di mal di pancia. Altro che risparmi!
Senza contare il rischio che scarcerazioni come quella di Aldo Frabetti, possono creare precedenti buoni per aprire le porte del carcere anche ai capi di "cosa nostra".
Il nostro apporto a questo Forum in fatto di collaboratori lo abbiamo dato, speriamo se ne faccia buon uso; la strada percorribile è quella di rimediare agli errori fatti, ma purtroppo abbiamo un dubbio non siamo molto convinti si sia trattato di "errori", bensì di manovre ben ragionate.
C'è un detto fra il popolo, quello che i politici di parte avversa durante il giorno bisticciano davanti all'elettorato e la notte siglano accordi e trattative.
Nel nostro caso ,temiamo si siano posti limiti a leggi esistenti e se ne siano varate di nuove una volta a destra ,perché congeniale a quella ideologia e una volta a sinistra perché congeniale all'altra di ideologia , riuscendo fino ad oggi, in una sorta di perversa alternanza, a coprire i responsabili collusi con la mafia di quei massacri del 1993, ai quali , così come stanno le cose, parrebbe davvero abbiano partecipato tutti.
Grazie

Giovanna Maggiani Chelli


10 Maggio 2006 Apertura del Forum contro la mafia
NOVOLI

Alcuni ricorderanno. ci siamo lasciati l'anno scorso alla fine del Forum traendo le conclusioni che comunque ormai come si dice il "solco era tracciato".
Il Forum era decollato, ci saremmo nuovamente incontrati e come ben vedete quest'anno siamo in tanti. Eravamo più prima quando c'era Rita Borsellino, ma si sa la politica per ora vince sulla società civile.
Noi abbiamo partecipato con piacere quando i rappresentanti degli Studenti di Sinistra ci hanno nuovamente contattati, perché l'idea del FORUM è nata proprio alla facoltà di architettura nell'aula intitolata a Dario Capolicchio, una delle vittime della strage di via dei Georgofili, uno studente universitario.
Quel giorno parlando di mafia, usando una espressione di allora, "gli studenti si sono riappropriati di quell'aula", così significativa; un professore mi disse che, quando fu fatta l'inaugurazione di quell'aula, la cerimonia fu tanto fredda e davvero servivano dei ragazzi per ridarle vita.
E da li è stato deciso che ogni anno a Firenze si sarebbe tenuto un Forum per parlare di mafia; fu scelto dagli "studenti di sinistra" Novoli, speriamo però che già da questo anno tutti gli studenti partecipino.
Abbiamo aderito fin dalle prime ore e lo faremo sempre; questo lo dico anche per la stampa locale che alla pubblicazione della notizia dell'avvento di questo Forum sulla ns. partecipazione ha avuto qualche dubbio, eppure il nostro stemma sul manifesto del FORUM c'è e riteniamo sia ampiamente conosciuto, senza considerare che è impensabile un forum contro le mafie a Firenze senza l'Associazione che si occupa delle vittime della strage di via dei Georgofili.
Purtroppo quest'ultimo temiamo non sia un pensiero unanime, abbiamo sentore di prevaricazione e non siamo assolutamente certi che la spiacevole messaggistica alquanto singolare ritrovata l'anno scorso a settembre alla riapertura dell'università di Novoli – a base di idioti tubi pieni di esplosivo, proiettili lasciati sui banconi di sedi istituzionali e un quadro sfregiato nella biblioteca dell'università siano stati solo messaggi di pessimo gusto, lasciati dal primo cretino di turno, ma bensì tentativi di intimidazioni.
Quasi a dire in gergo mafioso :l'antimafia a Firenze siamo noi.
Perciò ringraziamo in modo particolare gli Studenti di Sinistra dell'Università per questo Forum al quale partecipiamo attivamente, malgrado tutto.
Non c'è però molto tempo per dilungarsi in questa apertura di lavori mentre si parla di sistemi mafiosi.
Darò quindi solo un'anticipazione di ciò di cui ci occuperemo negli altri due incontri ai quali siamo stati ammessi durante questo Forum ,dove si vuole continuare a parlare di mafia affinchè il sistema mafioso possa indebolirsi.
Prima di tutto vi dirò che al Forum contro la mafia noi non parleremo dell'arresto di Bernardo Provenzano,di Matteo Messina Denaro che siamo andati a cercare anche a "Chi l'ha visto" e neppure del così detto "covo di Riina", questo perché il 27 Maggio prossimo, ricorrerà il 13' anniversario della strage di Firenze,e allora daremo il nostro contributo ai temi di grande attualità e che riguardano noi più di chiunque altro.
Durante il Forum parleremo di collaboratori di giustizia e della loro importanza quando si cerca di smantellare il sistema mafioso che vige in italia a tutti i livelli, lo facciamo da anni, diremo di come in troppi abbiano messo loro il bavaglio e di come i "mandanti esterni alla mafia" per le stragi del 1993 siano infiltrati nella politica e di quali siano oggi non solo nostri dubbi , ma ormai indizi.
Saremo poi al concerto finale per leggere il nostro programma del 26 Maggio prossimo, che vi ho pocanzi accennato, divulgarlo e richiedere ripeto la vostra partecipazione numerosa a piazza della Signoria.
Comunque per inaugurare l'apertura dei lavori di questi tre giorni, parlando di sistemi mafiosi abbiamo deciso di leggere il testo integrale del comunicato consegnato alle agenzie e passato, il 2 Maggio scorso:

Comunicato del 1 Maggio 2006 ( vedi )
Vi leggo altresì il comunicato che il giorno successivo il 3 Maggio l'angenzia ADN Kronos ha lanciato:

Giovanna Maggiani Chelli


NOTIZIE ANSA

 

MAFIA: GRASSO, DIFFIDARE DI CHI PROMETTE PAESE BENGODI

PROCURATORE, PER BATTERE MAFIA NECESSARIO IMPEGNO DI MASSA


(ANSA) - FIRENZE, 12 MAG - "Oggi liberatori non ce ne sono

più. Anzi bisogna stare attenti a chi si definisce un

'liberatore', a chi ti promette un paese del bengodi dove non

esistono regole né paletti, dove basta partecipare a una

Fattoria o a un Grande Fratello per risolvere i problemi della

vita". Standing ovation degli oltre 400 giovani presenti nell'

aula magna del Polo di scienze sociali dove è in corso l'

intervento del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso

intervenuto oggi al Forum nazionale contro la mafia in corso a

Firenze.

"Bisogna che la politica faccia della lotta alla mafia un

punto centrale - ha concluso Grasso -, ma è anche necessario

che la lotta alla mafia sia un impegno di massa". (ANSA).

CH

12-MAG-06 13:44 NNNN


REGIONALI: SICILIA; GRASSO, A MAFIOSI NON TOLTO DIRITTO VOTO

DA CONSIDERARE ATTIVISMO MAFIA IN CAMPAGNA ELETTORALE


(ANSA) - FIRENZE, 12 MAG - L' attivismo "delle cosche

mafiose" nella campagna elettorale per le regionali in Sicilia,

denunciato stamani dal sindaco di Gela Rosario Crocetta, "é

una cosa da mettere in conto". Lo ha detto il procuratore

antimafia Piero Grasso rispondendo ai giornalisti a margine del

Forum nazionale antimafia in corso a Firenze.

"I mafiosi votano - ha aggiunto - non sono stati esclusi dal

diritto costituzionale. E votano anche i familiari dei mafiosi,

gli amici dei mafiosi, gli amici degli amici dei mafiosi. Questo

dobbiamo sempre metterlo in conto". (ANSA).

CH

12-MAG-06 13:04 NNNN


MAFIA: GRASSO, 41 BIS DEVE ESSERE NORMA EFFICACE

PROCURATORE, SE NORME PROCESSUALI PIU' CONVENIENTI ADDIO PENTITI


(ANSA) - FIRENZE, 12 MAG - E' necessario attuare tutte le

condizioni che portino il 41 bis - la norma che regola il regime

carcerario speciale per i detenuti di associazione mafiosa - ad

essere "norma efficace". Lo ha detto il procuratore nazionale

antimafia, Piero Grasso, a margine della sua partecipazione al

Forum nazionale contro la mafia in corso a Firenze.

"Il 41 bis - ha aggiunto - ha lo scopo di evitare che un

capo mafia dal carcere continui a comandare l' organizzazione.

Quindi non solo è stato necessario rendere l' istituto come

norma ordinaria, ma bisogna anche attuare tutte quelle

condizioni che lo rendono efficace rispetto allo scopo per cui

é pensato. Oggi la norma ha avuto un certo rallentamento e

dobbiamo verificare alcune connessioni. Perché un capo che in

carcere continua a comandare è qualcosa che dobbiamo

assolutamente evitare per poter indebolire l' organizzazione".

Grasso ha poi confermato la "crisi delle collaborazioni di

giustizia". "Le collaborazioni - ha detto - vengono se vengono

le operazioni di polizia perché la repressione porta qualcuno a

scegliere di passare dalla parte dello Stato perché è più

conveniente, non perché ci sia un problema interiore o di

pentimento. E' sempre stato sbagliato valutare le collaborazioni

sotto questo profilo. Lo Stato ha una legge che va applicata, -

ha ribadito Grasso - nel senso che bisogna rendere 'conveniente'

la collaborazione. Certo, se ci sono delle norme che rende più

conveniente avere i processi e i benefici che vengono da certi

istituti processuali, è chiaro che le collaborazioni non

possono avere molti incentivi". (ANSA).

CH

12-MAG-06 12:37 NNNN


PROVENZANO: GRASSO, INQUIETA 'PIZZINO' MATTEO MESSINA DENARO

PROCURATORE ANTIMAFIA, COSA NOSTRA DOTATA DI CAUSA SUPERIORE?

(ANSA) - FIRENZE, 12 MAG - Cosa nostra avrebbe una 'causa'

superiore a quella abituale degli affari illeciti: è quanto

emerge da uno dei 'pizzini' sequestrati nel casolare-rifugio del

latitante Bernardo Provenzano al momento dell' arresto. Il

biglietto era stato inviato al boss da Matteo Messina Denaro.

Una cosa sulla quale "é necessario riflettere". Lo ha detto

il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso a margine della

sua partecipazione, a Firenze, al forum nazionale contro la

mafia.

"Forse - ha aggiunto - è il pizzino la cui lettura mi ha

più impressionato. Matteo Messina Denaro dice a Provenzano che

nel territorio di Trapani hanno avuto molti colpi dalla

repressione e che hanno perso una certa contrattualità con la

politica. Questo è molto indicativo: vuol dire che il nostro

lavoro dà dei risultati perché riesce a mettere in crisi l'

organizzazione soprattutto nei rapporti esterni. Lo stesso

Matteo Messina Denaro però dice di rimanere fedele alla causa.

Allora, considerare una organizzazione criminale dotata di una

causa che è al di sopra quelli che sono i 'normali' profitti

illeciti fa riflettere". (ANSA).

CH

12-MAG-06 12:34 NNNN


GIUSTIZIA: PROCURA PALERMO; GRASSO, SCELTA DELICATA DEL CSM

(ANSA) - FIRENZE, 12 MAG - La decisione riguardante il

successore di Piero Grasso ai vertici della procura di Palermo

"é una scelta molto delicata che spetta al Csm. Palermo è un

punto chiave di quella che è la lotta alla mafia e quindi per i

collegamenti che ci sono a livello nazionale con le altre

organizzazioni e internazionale. Penso che quelli che sono i

criteri di professionalità debbano essere privilegiati per chi

va a Palermo". Così il procuratore nazionale antimafia Piero

Grasso, a margine del suo intervento al Forum nazionale contro

la mafia, commenta la vacanza d' incarico di procuratore capo a

Palermo.

Non parla di una possibile scelta interna alla procura,

Grasso, ma "solo di professionalità specifiche" e conclude

celiando: "Meno male, tutti mi chiedono del successore di

Provenzano, mi meravigliavo che nessuno chiedesse il nome del

mio successore". (ANSA).

CH

12-MAG-06 12:11 NNNN


MAFIA: STUDENTI, MANIFESTI FORUM FIRENZE COPERTI DA FUAN

(ANSA) - FIRENZE, 12 MAG - I manifesti del Forum nazionale

contro la mafia, che si svolge a Firenze fino a domani, sono

stati coperti durante la notte da altrettanti manifesti sulle

olimpiadi di Pechino firmati dal Fuan-Centrodestra per l'

Università. Lo hanno reso noto stamani gli Studenti di sinistra

che hanno organizzato il Forum.

I manifesti erano affissi in tutta la città e, hanno

spiegato gli Studenti di sinistra, "nonostante ci fossero spazi

vuoti, come per esempio in via Morgagni, il Centrodestra per l'

Università ha preferito 'coprire' i manifesti del Forum invece

che collocate le proprie locandine negli spazi inutilizzati".

(ANSA).

CH

12-MAG-06 10:57 NNNN


REGIONALI: SINDACO GELA, MAFIA ATTACCA COME NON MAI

CROCETTA, PER NON PERDERE AVAMPOSTO CONNESSIONE POLITICA

(ANSA) - FIRENZE, 12 MAG - Durante questa campagna elettorale

"c' è un attacco tremendo da parte dei gruppi mafiosi che

stanno vivendo le elezioni regionali come una sorta di ultima

spiaggia e tentano di non perdere quello che è sempre stato l'

avamposto più importante della connessione tra politica,

malaffare e criminalità". Lo ha detto il sindaco di Gela

Rosario Crocetta a margine della sua partecipazione al Forum

nazionale contro la mafia in corso a Firenze.

Secondo Crocetta, "c' è una campagna elettorale piena di

tensioni e c' è la necessità che le istituzioni vigilino

seriamente sulla correttezza dello svolgimento di queste

elezioni".

Per il sindaco, una eventuale vittoria di Rita Borsellino

alle regionali porterebbe, "per la prima volta da 150 anni a

questa parte un governo regionale in Sicilia che rompe in modo

definitivo con il sistema mafioso". Crocetta ha aggiunto che

"in Sicilia non è mai avvenuto un reale processo di rottura e

di discontinuità con la mafia, per cui il territorio e le

istituzioni risultano non solo compromesse, ma a volte anche

complici con il sistema di potere mafioso" ed ha sottolineato

che "in questa campagna elettorale c' è un attivismo

incredibile della mafia, molto più che in passato". (ANSA).

CH

12-MAG-06 10:46 NNNN


MAFIA: PM, STRAGI '93 IN MOMENTO POLITICO SIMILE A OGGI

TESCAROLI, C' ERA INGORGO ISTITUZIONALE COME QUELLO DI ADESSO

(ANSA) - FIRENZE, 11 MAG - Lo stragismo nel '92 - '93 è

maturato in un momento in cui "c' era un ingorgo istituzionale

molto simile a quello che stiamo vivendo in questi giorni. Ma

non mi pare che ci siano quelle condizioni che si erano venute a

creare nel '92 quando vi era stato il riconoscimento dell'

esistenza di Cosa nostra, delle sue regole di funzionamento e i

referenti politico-istituzionali avevano dimostrato di non

essere più funzionali al raggiungimento degli obbiettivi e

delle aspettative dell' organizzazione mafiosa". Lo ha detto

Luca Tescaroli, pm alla Dda di Palermo nel corso del dibattito

su 'I mandanti esterni alla mafia e interni alla politica' in

corso al Forum nazionale contro la mafia di Firenze.

"Oggi non si intravvedono i rischi di quella escalation

criminale che è il frutto di una elaborazione strategica da

parte dei vertici dell' organizzazione - ha detto Tescaroli -.

Quando venne elaborata, agli inizi degli anni Novanta, si misero

in conto i rischi che potevano derivare ed è ragionevole

ritenere che ci siano state assicurazioni in ordine alla

controffensiva che in genere lo Stato mette in campo quando ci

sono manifestazioni della violenza mafiosa. Oggi mi pare molto

difficile che possano essere arginati i rischi di una reazione

violenta. Mi auguro che non si assista al rinnovarsi della

stagione stragista come accadde agli inizi degli anni '90 quando

le condizioni istituzionali erano simili a quelle che oggi

viviamo''. (ANSA).

CH

11-MAG-06 19:34 NNNN


MAFIA: TESCAROLI, LEGAME POLITICA NECESSARIO A COSA NOSTRA

(ANSA) - FIRENZE, 11 MAG - Cosa nostra è "perennemente alla

ricerca del mantenimento di legami con le strutture politiche

perché mantenere questi legami rappresenta l' ancora di

salvezza. E Cosa nostra ha antenne molto sensibili e non

disdegna alcun tipo di accordo o contatto. Quindi c' è sempre

un rischio immanente di veder rinsaldati i rapporti con

strutture politiche". Lo ha detto questo pomeriggio Luca

Tescaroli, pm della dda di Palermo parlando al Forum nazionale

contro le mafie.

Tescaroli, che ha ricostruito assieme all' avvocato Danilo

Ammannato (che difende i familiari delle vittime della strage di

via dei Georgofili), il processo a Cosa nostra e ai concorrenti

esterni per le stragi del '93, ha poi sottolineato che ''bisogna

riflettere e dare risposte sul perché è stata possibile la

latitanza di Provenzano così prolungata nel tempo. Non è l'

unica, siamo stati abituati a latitanti perché c' è stata una

convivenza tra lo Stato e il potere mafioso. Vi è stata sempre

una tecnica volta a mantenere un equilibrio tra lo Stato e la

mafia perché reciprocamente conveniente. Cosa nostra è

riuscita a sopravvivere a tutte le repressioni perché ha sempre

goduto di appoggi politico-istituzionali. Solo attraverso questi

appoggi possiamo capire perché è diventata così forte".

Secondo Tescaroli, "questi rapporti hanno consentito alla

mafia di raggiungere risultati che una mera struttura di

criminali non avrebbe mai potuto raggiungere".

"Spero - ha concluso il magistrato - che grazie a questo

vento di rinnovamento che il paese ha respirato negli ultimi

tempi si possa assistere a un cambiamento radicale, che si

perpetui una attività di contrasto alla mafia durevole nel

tempo e che le forze politiche tutte espungano dai loro gruppi

coloro che hanno avuto rapporti con i mafiosi per creare le

premesse di un sistema democratico spurio da contaminazioni

mafiose".

(ANSA).

CH

11-MAG-06 17:33 NNNN


MAFIA: PM INGROIA, FASE DELICATA, COSA NOSTRA STA A GUARDARE

(ANSA) - FIRENZE, 11 MAG - La fase che sta attraversando Cosa

nostra dopo l' arresto di Bernardo Provenzano, "é una fase

delicata. Anche dal punto di vista istituzionale e politico è

una fase delicata, rispetto alla quale credo che Cosa nostra

resterà a guardare". Lo ha detto il pm della dda di Palermo,

Antonio Ingroia, a margine del Forum nazionale contro la mafia

in corso a Firenze.

"Se per motivi interni o esterni dovesse cambiare il quadro

concreto dell' agibilità di Cosa nostra - ha detto Ingroia -,

se l' organizzazione dovesse essere toccata negli affari, come

non è stata toccata negli ultimi anni durante i quali, anzi, è

stata agevolata, allora in quel caso potrebbe maturare scelte

tattiche diverse. Ma in questo momento storico non c' è da

aspettarsi grossi scossoni".

Secondo Ingroia è difficile prevedere "cosa accadrà. Certo

é che l' arresto di Provenzano determina un momento di

instabilità interna. Provenzano aveva un ruolo di autorevolezza

tale da tenere salda l' organizzazione. Ma da un punto di vista

di Cosa nostra le cose oggi vanno fin troppo bene perché vada

contro i propri interessi e quindi si scatenino guerre interne o

l' elaborazione di strategie di attacco esterno".

Quindi, secondo Ingroia, il 'direttorio' degli uomini più

vicini a Provenzano (Matteo Messina Denaro, Salvatore Lo Piccolo

e Raccuia di Altofonte), serreranno le fila dell'organizzazione:

"Non so - ha concluso Ingroia - se già da ora avranno la

necessità di individuare un primus inter pares come era

Provenzano, ma forse potrebbero tornare a un sistema di diarchia

o triumvirato come in passato era già successo". (ANSA).

CH

11-MAG-06 13:40 NNNN


PROVENZANO: PM PISCITELLO, COSA NOSTRA HA MUTATO PELLE

PM DDA PALERMO, PROBABILE INTERREGNO UOMINI D'ONORE

(ANSA) - FIRENZE, 11 MAG - Lo scenario più attuale, quello

che viene fuori dalle indagini immediatamente seguenti la

cattura di Bernardo Provenzano, "é uno scenario nuovo. Cosa

nostra sta mutando pelle, sta parcellizzando il proprio modo di

agire sul territorio. In questo senso potrebbe non essere

escluso un interregno tra diversi uomini d' onore che possano

dividersi il territorio senza necessità di avere immediatamente

un capo che coordini ex ante l' attività dell' associazione".

Lo ha detto il pm della dda di Palermo Roberto Piscitello a

margine della sua partecipazione al Forum nazionale contro la

mafia in corso a Firenze.

"Forse - ha proseguito - l' azione di repressione che è

stata in questi anni fortemente esercitata contro Cosa nostra la

sta inducendo a mutare pelle. Non è dunque detto che oggi ci

sia già la necessità di fare riferimento a un nuovo

supercapo". (ANSA).

CH

11-MAG-06 12:22 NNNN


GIUSTIZIA: PM, A PALERMO MANCA VERTICE MA MAI LASCIATI SOLI

PISCITELLO, ANCHE SE SENZA CAPO DA 7 MESI PRESO PROVENZANO

(ANSA) - FIRENZE, 11 MAG - La procura di Palermo è senza

capo da sette mesi, da quando cioé Piero Grasso è diventato

procuratore nazionale antimafia e questo è "un problema. Ma

devo dire che non siamo mai stati soli". Così Roberto

Piscitello, sostituto procuratore della Dda di Palermo, a

margine di un incontro stamani al Forum nazionale contro le

mafie in corso a Firenze.

"Devo dire - ha detto Piscitello - che nonostante siamo

stati senza capo, abbiamo dato prova di poter ottenere ottimi

risultati, come per esempio l' arresto di Provenzano".

In questo periodo di vacanza l' ufficio viene retto da Paolo

Giudici, procuratore aggiunto anziano, "ma tutta la materia

relativa alla distrettuale antimafia - specifica Piscitello - è

delegata a diversi sostituti e aggiunti che si occupano di dda.

Insomma, manca il vertice, ma non siamo mai stati soli".

Resta comunque incomprensibile che una procura come quella di

Palermo sia lasciata da molto tempo senza un capo. "Ci siamo

chiesti il perché - ha detto il pm siciliano - e ci siamo dati

tutte le risposte, ma noi ci occupiamo di altro che dare

risposte politiche a queste cose. Certo, è un problema serio,

ma mi piace pensare che il tempo che stiamo perdendo serva a far

sì che possa arrivare a Palermo il miglior procuratore

possibile". (ANSA).

CH

11-MAG-06 12:20 NNNN


MAFIA: CASELLI, SBAGLIATO REGIONALIZZARE FENOMENO

PROCURATORE GENERALE TORINO, NECESSARIA ANTIMAFIA DEI DIRITTI


(ANSA) - FIRENZE, 10 MAG - E' un errore regionalizzare le

mafie. Lo ha detto il procuratore generale di Torino Giancarlo

Caselli aprendo il Forum nazionale contro la mafia al Polo delle

scienze sociali di Novoli, a Firenze. Secondo Caselli, basta

seguire la localizzazione dei sequestri e delle confische dei

terreni appartenuti alle organizzazioni mafiose per capire che

queste "sono ovunque sul territorio nazionale".

Caselli, che ricorda come in Piemonte non solo siano stati

confiscati terreni e proprietà appartenuti alla mafia ma sia

anche stato sciolto un consiglio comunale per sospette

infiltrazioni di 'ndrangheta, cita un' intervista rilasciata a

Giorgio Bocca dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nel 1982,

nella quale il prefetto di Palermo chiedeva di conoscere i

canali di riciclaggio. Non ci sono zone franche - ha detto

Caselli -. Ci sono regioni italiane in cui il fenomeno ha

maggiori radici ma, come tutte le malepiante, le radici

ramificano e possono estendersi".

Qual è stata la falla nel sistema di prevenzione? "Un

boomerang fu il soggiorno obbligato, che esportò con le

migliori intenzioni di questo mondo mafiosi dalle regioni di

origine ad altre regioni - ha detto Caselli -. La mafia ovunque

é figlia di un sottosviluppo economico, se ci sono diritti

fondamentali che non sono sufficientemente garantiti, i mafiosi

prosperano. Ci vuole - secondo Caselli - anche l' antimafia dei

diritti: lavoro e istruzione. L' acqua, per esempio, in Sicilia

non è un bene sociale pubblico, che dovrebbe invece essere

garantito". (ANSA).

CH

10-MAG-06 11:04 NNNN


PROVENZANO: BORSELLINO, MORTO UN CAPO UN ALTRO E' PRONTO

(ANSA) - FIRENZE, 10 MAG - "Morto un capo ce n' è subito un

altro pronto. Magari cambierà l' assetto, però bisogna

continuare, anzi proprio forti di un risultato come questo è

necessario intensificare ancora di più la lotta alla mafia".

Lo ha detto Rita Borsellino, candidata in Sicilia alle prossime

regionali con la lista 'Rita, il mio impegno per la Sicilia',

collegata al centrosinistra, parlando dell' arresto del boss

Provenzano al forum nazionale contro la mafia in corso a

Firenze.

"E' un segno importante che le istituzioni, la magistratura

e le forze dell' ordine continuino il loro lavoro anche nelle

difficoltà che certi bilanci per la giustizia impongono - ha

detto la sorella del giudice siciliano -. Ci sono sicuramente

uno Stato e la legalità come punti di riferimento. Per la mafia

é un colpo duro, ma non ci si illuda che sia finita qui".

(ANSA).

CH

10-MAG-06 12:44 NNNN


MAFIA: CASELLI, POSSONO TORNARE TENTAZIONI STRAGISTE

DOPO ARRESTO PROVENZANO

(ANSA) - FIRENZE, 10 MAG - La fase seguente all' arresto di

Bernardo Provenzano "potrebbe far riaffiorare in Cosa nostra

tentazioni stragiste". Lo ha detto oggi il procuratore generale

di Torino Giancarlo Caselli al Forum nazionale contro la mafia

in corso a Firenze.

Secondo Caselli, che è stato procuratore capo a Palermo, l'

arresto del boss superlatitante potrebbe anche far scatenare la

guerra per la successione, ma è possibile pure che "i mafiosi

si siano convinti che la cosiddetta pax convenga perche permette

di fare più affari. Forse è questa la prospettiva più

probabile, ma le variabili sono davvero tante".

(ANSA).

CH

10-MAG-06 14:16 NNNN


MAFIA: VIGNA, DOPO PROVENZANO GESTIONE CONGIUNTA

TRA MATTEO MESSINA DENARO E SALVATORE LO PICCOLO

(ANSA) - FIRENZE, 10 MAG - Dopo l'arresto di Provenzano, Cosa

nostra potrebbe essere guidata congiuntamente ma per un breve

periodo da Salvatore Lo Piccolo e Matteo Messina Denaro. Lo ha

detto l'ex procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna a

margine del Forum nazionale contro la mafia in corso a Firenze.

Vigna, che ha ricordato "i 43 anni di latitanza di

Provenzano", ha definito "significativa l'intervista che rese

il presunto avvocato di Provenzano quindici giorni prima

dell'arresto, dicendo che era mortò". "Siccome non era morto

fisicamente - ha sottolineato Vigna -, forse era morto in un

altro modo".

Secondo l'ex procuratore antimafia "i due personaggi, più

ostensibili per la guida di Cosa nostra sono Salvatore Lo

Piccolo e Matteo Messina Denaro. Non si sa come agisce la mafia:

se lo potessi sapere, sarei un capomandamento meraviglioso...

comunque cercherei di avere una gestione congiunta in un primo

tempo". Vigna ha concluso prevedendo che "avrà la prevalenza

quello che si presenta meglio e gode di maggiori onori tra gli

uomini di Cosa nostra. E secondo me anche quello che dimostrerà

di avere capacità mediatrici tra i detenuti mafiosi e i mafiosi

liberi. Questo è un punto molto importante".(ANSA).

CH

10-MAG-06 18:39 NNNN


MAFIA: VIGNA, RAPPORTO CON POLITICA ORA E' LOCALE

(ANSA) - FIRENZE, 10 MAG - Il rapporto tra mafia e politica

"lo vedo più radicato nelle amministrazioni locali in certe

zone del Paese". Lo ha detto Piero Luigi Vigna, ex procuratore

nazionale della Dna a margine del Forum nazionale contro le

mafie in corso a Firenze.

"Il rapporto tra mafia e politica è sempre stato molto

forte, ed è in qualche modo riconosciuto dalla legge: nel 1992

infatti - ha ricordato Vigna - nel delitto di associazione di

tipo mafioso è stato inserito anche il fine di ostacolare o

impedire il voto o di procurare il voto a sé o agli altri.

Questo è un rapporto di collusione o di collisione. E'

collisione quando cosa nostra eccede". "Le leggi antimafia

più forti - ha osservato Vigna - sono state fatte dopo le

stragi del 1992..., altrimenti c'é una reciproca compensazione

di voto attraverso promesse su appalti o modifiche di piani

regolatori. Ecco perché penso che questo rapporto sia più

radicato nelle amministrazioni locali in certe zone del Paese,

proprio perché l'impronta affaristica che ha dato Provenzano

all'agire mafioso comporta che solo chi governa il territorio

possa fare gli interessi dello stesso gruppo mafioso".(ANSA).

CH

10-MAG-06 18:42 NNNN


MAFIA: VIGNA, CON MAFIE ESTERE CLIENTI E SOCI

(ANSA) - FIRENZE, 10 MAG - Il contatto tra le mafie italiane

e quelle estere "é di duplice profilo. In alcuni casi sono

clienti, in altri soci". Lo ha detto stasera l'ex procuratore

nazionale antimafia a margine del Forum nazionale contro la

mafia in corso a Firenze.

"Se penso agli stupefacenti o al contrabbando di tabacchi -

ha detto Vigna - le nostre mafie si pongono come clienti, come

acquirenti. Se penso a forme di tratta di esseri umani a scopo

di sfruttamento sessuale o lavorativo, le nostre mafie sono

coloro che forniscono il logistico. E cioé se si tratta di

donne, procurano appartamenti e mezzi di trasporto, coperture e

quant' altro. Se si tratta di lavoro al nero si occupano di

trovare il lavoro e di far lavorare al nere queste persone".

(ANSA).

CH

10-MAG-06 18:47 NNNN