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Ass. vittime strage via dei Georgofili - Convegno sul tema del terrorismo

 Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili

Convegno sul tema del terrorismo:

 6 Maggio 2002: Bernardo Provenzano, Matteo Messina Denaro, Salvatore Riina condannati per reati ritenuti aggravati dall'aver agito per finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine costituzionale D.L.625/79

Con il patrocinio della Regione Toscana

e la partecipazione degli Studenti di Sinistra dell'Università di Firenze


Firenze - Polo Universitario di Novoli, Facoltà di Giurisprudenza Aula Magna - Edificio "D" 6 -

14 dicembre 2005 - ore 15,30


PROGRAMMA

Saluto dell'Assessore alla Cultura della Giunta Regionale Toscana, Prof.ssa Mariella Zoppi.

Intervento introduttivo degli Studenti di Sinistra dell'Università di Firenze

 Intervento per l'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli

Relazioni:

 Dott. Piero Luigi Vigna già Procuratore Nazionale Antimafia: Il concetto di Terrorismo

 Dott. Giovanni Melillo, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia: Uno sguardo d'insieme sulla legislazione antiterrorismo: dalla L.15 Dicembre 2001 n.438 alla L.31 Luglio 2005 n.155.

 Prof. Francesco Palazzo, Docente di Diritto Penale all'Università di Firenze Polo Universitario di Novoli: Convenzioni internazionali in tema di terrorismo con particolare riferimento alle vittime.

 Avv. Danilo Ammannato, Avvocato Penalista: L'esperienza diretta in processi per terrorismo e avvocato di parte civile nei processi per le stragi del 1993 con finalità terroristiche ed eversive.

 Conduce l'incontro la Dott.ssa Franca Selvatici, Giornalista del giornale "La Repubblica"


INTERVENTO  DELL'ASSOCIAZIONE

Noi sul tema intricatissimo del terrorismo non ci esprimiamo,lo faranno i nostri relatori che abbiamo invitato, che ringraziamo di aver accettato l'invito e che vi daranno tutti i ragguagli possibili.
Questo perchè tutto ciò che noi conosciamo bene sul terrorismo è solo quel passaggio parte integrante del nostro manifesto preparato per questo incontro.
"6 Maggio 2002 Bernardo Provenzano, Matteo Messina Denaro, Salvatore Riina: condannati per reati ritenuti aggravati dall'aver agito per finalità di terrorismo ed versione dell'ordine costituzionale D.L 625 del 1979"
La famosa Legge Cossiga.
Riina come tutti ormai ben sapete, è in carcere dal 15 Gennaio 1993, ha comunque ordinato le stragi del Maggio e Luglio 1993 e per questo è stato condannato dalla Suprema Corte di Cassazione, a seguito del grande lavoro della Procura di Firenze.
Mentre i due soggetti Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro, per quante trasmissioni televisive si facciano intorno alle loro figure sono sempre uccel di bosco e quel che è peggio ogni volta che se ne parla non si dice certo che sono gli stragisti di Firenze .
Questo secondo noi perché il vecchio Provenzano ha Santi in Parlamento, e Matteo Messina Denaro ha parenti in parlamento.
Quindi pur essendo due terroristi eversivi dell'ordine costituzionale a tutti gli effetti non devono essere arrestati: hanno probabilmente stretto un patto con qualcuno.
In realtà hanno stilato più di un patto:
la vecchia trattativa di cui spesso ci ha parlato Giovanni Brusca, fu lungamente spiegata l'anno scorso durante il convegno che tenemmo sempre qui a Novoli sui collaboratori di giustizia, una trattativa all'interno della quale i nostri parenti hanno pagato con la vita ;
la nuova trattativa quella in atto ancora oggi è quella per mezzo della quale non riesce ad emergere la verità sulle stragi del 1993.
Non vogliamo però oggi infilarci in quel "cul de sac" dentro il quale da tempo andiamo cercando quella verità.
Non vogliamo domani sentirci dire che i Mandanti esterni alla mafia sono un parto della nostra fantasia, altrimenti ci sentiremo di fare un torto a Gabriele Chelazzi che nelle ricerca di questi soggetti ha sacrificato la sua vita.
Facciamo in questo modo: per questo convegno non infileremo il dito nella piaga che ci tormenta e fra poco sentirete cosa abbiamo deciso di fare.
Intanto di denunciare la scarcerazione con arresti domiciliari di uno dei colpevoli, sia pure in tono minore, tra coloro che hanno partecipato alle stragi del 1993.
Si tratta di Aldo Frabetti un soggetto romano molto vicino ad Antonio Scarano, l'uomo chiave per tutte le bombe del 1993.
Frabetti infatti è stato vicino a Scarano durante tutta l'operazione logistica per far venire in continente i mafiosi che hanno eseguito le stragi, compresa quella di Firenze, ed ha avuto inoltre contatti con certo Di Natale che si è occupato a Roma di custodire l'esplosivo.
Frabetti ancora oggi sostiene di non aver mai capito nulla di ciò che stava avvenendo e di cosa lo Scarano stesse preparando a Roma per conto dei fratelli Graviano, i quali poi risulteranno rei delle stragi del 1993.
Noi non abbiamo mai creduto a Frabetti, lui doveva essere sicuramente cosciente del suo ruolo.
Sicuramente dopo la strage di via Fauro non può non aver capito che cosa stava avvenendo e non è certo andato ad un commissariato a denunciare il tutto; e infatti dopo soli 14 giorni cinque persone moriranno a Firenze perché anche Frabetti è stato zitto come un buon mafioso.
Comunque con nostro disappunto fu condannato a soli 11 anni e dieci mesi di carcere, con un periodo da trascorrere a regime di carcere speciale.
Ebbene il primo di novembre scorso Frabetti Aldo, che secondo la legge avrebbe dovuto essere da qualche tempo passato a carcere normale, ha iniziato lo sciopero della fame.
Si è ammalato, come prevedibile, e a sorpresa anziché essere trasferito in ospedale ed essere curato, e poi rimesso in carcere, sia pure a carcere normale fino ad agosto del 2007, il Giudice di Sorveglianza lo ha trasferito agli arresti domiciliari, con l'"imposizione" di dover andare a firmare ogni giorno al più vicino commissariato.
La nostra Associazione appena appresa la notizia che l'Avvocato di Frabetti, tra l'altro rappresentante di una Associazione dei diritti dell'uomo, chiedeva per il suo assistito il trasferimento dal carcere duro a carcere normale, ha preso posizione contro questa richiesta.
Però malgrado tutto il soggetto reo delle stragi del 1993 è stato mandato con troppa semplicità a casa sua a trascorrere fra le mura domestiche anche quel poco di prigione che gli era stata inflitta.
Vi riporto questa notizia, perché siamo prima di tutto scandalizzati davanti a provvedimenti così vergognosi che la giustizia vuol far passare per giusti senza considerare le vittime delle stragi del 1993, e valutando solo le condizioni di vita di soggetti come Frabetti e mai quelle delle nostre vittime, e poi soprattutto vi parlo di ciò perchè siamo certi sia stato aperto un varco alla porta del carcere per la mafia esecutrice delle stragi del 1993.
D'ora in avanti tutti i mafiosi terroristi delle stragi del 1993 si sentiranno autorizzati a fare lo sciopero della fame e ridursi in fin di vita per poi farsi mandare a casa attraverso le richieste di avvocati compiacenti, dove non riuscirà questo stratagemma arriverà l'amnistia.
Dopo questa denuncia però quello che oggi veramente vogliamo fare, visto che anche il procuratore Nazionale Antimafia ha detto che cercherà nuovi spunti per iniziare nuove indagini sulle stragi del 1993, promesse fatte ripetutamente anche dalla Procura di Firenze, ebbene anche noi d'ora in avanti abbiamo deciso di cercare spunti per dare una mano alla magistratura.
Saranno spunti già presi sicuramente in esame, visto che come si dice tutto è già stato valutato ampiamente, ma noi la nostra parte vogliamo farla ugualmente, non si sa mai.
Del resto un Esposto in Procura per conoscere i nomi dei 39 Parlamentari che alla fine del 1992 ricevettero il "papello" di Riina lo abbiamo già fatto, e a noi, credete, sembrava una cosa importante, un gran bello "spunto" insomma; evidentemente non è così.
E allora abbiamo stilato un elenco di quesiti che potrebbero essere di spunto; quesiti che forse resteranno con tanti punti interrogativi, ma questa ci è sembrato il modo migliore per essere d'aiuto, del resto non siamo in un'aula di Tribunale , bensì in una aula Universitaria dove non si può asserire nulla di non provato, ma porsi domande si, è il luogo dove porsi domande concorre ad aprire le menti.
E allora ecco queste domande:
Venendo ai collaboratori di giustizia, ben 60 ne abbiamo sentiti a Firenze durante i processi, e tutti percepiscono uno stipendio e hanno goduto di benefici per la loro collaborazione; ebbene questi così detti pentiti hanno accettato tutti i confronti in aula con altri pentiti eventualmente necessari dopo gli interrogatori?
Brusca Giovanni, per fare un esempio a caso, al quale ultimamente è pure stata restituita una delle sue ville, aveva fra i collaboratori di giustizia del processo di Firenze, una conoscenza molto stretta Monticciolo Giuseppe, il quale gli faceva da autista; ebbene Brusca ha accettato di confermare in aula tutti i posti dove Monticciolo lo ha accompagnato nei giorni che hanno preceduto o seguito le bombe?
Naturalmente il nostro quesito vale se Monticciolo nei giorni delle stragi, o per esempio subito dopo il posizionamento del famoso proiettile di boboli, ha accompagnato Brusca in qualche posto che scotta, ma vale la pena di verificare.
Vogliamo anche evidenziare a proposito del famoso episodio del proiettile di Boboli, del quale ormai sanno tutto anche i sassi, ancora però non sappiamo perché da Firenze fu stralciato il fascicolo che lo riguardava e inviato a Torino e da li perso nei meandri delle procure.
Eppure si trattava di un fatto importante, ci sono capitoli interi nella motivazione di sentenza dei processi di Firenze.
E ancora Giuseppe Ferro e suo figlio Vincenzo, due collaboratori di giustizia, quest'ultimo fra le altre cose anche uno degli assassini di Firenze, hanno mai spiegato chi erano gli "Altri", da loro menzionati , presenti a Firenze nelle ore che precedono la strage?
Vincenzo Ferro ha ottenuto molto dalla sua collaborazione e bisognerebbe che fosse completa.
Oppure la sua collaborazione non può più essere tale perché sono passati i famosi 180 gg durante i quali un collaboratore deve vuotare il sacco; una norma questa voluta dal precedente governo mentre si apprestava a sciogliere le camere, quasi avvertisse un presagio funesto?
E ancora a proposito del trasportatore dell'esplosivo, Carra, è noto dal processo di Firenze che quando arrivò a Milano con il suo carico di morte per la strage di via Palestro, abbia partecipato ad un incontro dove erano presenti persone che lui neppure doveva guardare in faccia, tanto erano vestite bene.
Pare che Carra sia stato educato così, quando i personaggi sono eccellenti non vanno guardati, chi erano quei personaggi Carra dovrà pure fare un sforzo e ricordarlo.
Del resto c'è stato un processo a Milano per la strage di Via Palestro, e perché non a Firenze, dove sempre si sono svolti i processi per le stragi 1993?
A Milano sono stati condannati i fratelli Formoso per aver conservato l'esplosivo in un pollaio. Forse a Firenze è venuta un po' di stanchezza davanti a tante condanne a mafiosi di secondo ordine piuttosto che poter processare politici illustri come si sarebbe voluto?
Un altro ottimo spunto ci pare il seguente: il 7 giugno 1997, era sabato, il M.llo dei Carabinieri Amoroso in servizio nella caserma Pitti di Firenze, ha testimoniato in aula circa una probabile altra bomba repertata la notte della strage di Via dei Georgofili oltre a quella posizionata nel fiorino; ebbene ci domandiamo se ascoltare l'ufficiale di polizia scientifica Donati al quale il M.llo Amoroso riferì di aver consegnato questa probabile altra bomba che lui defìni una "boccola", può aver cancellato tutti i dubbi sollevati dalla rivelazione del m.llo Amoroso?
Ancora un ultimo spunto e poi terminerò altrimenti non vorrei che gli spunti per oggi diventassero troppi, ci saranno altre occasioni:
si è mai saputo chi ha fatto trasferire 130 mafiosi da carcere duro a carcere normale e perché, nei giorni che seguirono il 31 ottobre 1993, giorno della mancata strage allo Stadio Olimpico di Roma?
Tutto il processo di Firenze è stato un inno alla scoperta che la mafia, rivoltandosi contro il 41 bis, decise di colpire lo Stato attraverso i monumenti e che i nostri morti sono stati nient'altro che effetti collaterali.
Quindi se ai primi di novembre del 1993, 130 mafiosi passarono da 41 bis a carcere normale non può essere un caso, e qualcuno avrà pur dato questo ordine? Perché?
Come avete potuto sentire ci siamo dati da fare, siamo stati collaborativi, ora starebbe alla procura Nazionale Antimafia coordinare bene nuove indagini.
Anche perché ieri in Regione alla presentazione di un libro sul terrorismo, in merito alle stragi del 1993, il clima che si respirava era quello di affidare le carte processuali e quelle di archiviazione sui "mandanti esterni alla mafia" agli storici, per la solita analisi di indirizzo tipica di questi fatti tutti italiani e devo dire che da parte di questi ultimi, gli storici, la pressione per aver le carte era più che evidente.
Poca era la convinzione che la Magistratura potesse fare ancora qualcosa.
Non la vediamo però noi così, non condividiamo per ora la consegna delle carte, soprattutto quelle del materiale di archiviazione, infatti che ché se ne dica confidiamo questo materiale sia ancora per lungo tempo oggetto di rinnovate indagini.
Voglio fermarmi qui, non prima però di aver rivolto un appello che si basa sulla seconda nozione di terrorismo che abbiamo acquisita perché sperimentata sulla nostra pelle:
chiediamo allo Stato di stare molto attento in prossimità di questo prossimo appuntamento elettorale, perchè non succeda, come troppo spesso è accaduto in questo Paese, che qualcuno pensi di risolvere i problemi sotto quintali di tritolo e trovi la strada non solo aperta, ma spianata in modo "bipartisan" come è successo a Firenze la notte del 27 Maggio 1993.
Siamo stanchi del senno del poi, i mezzi ci sono e quando si tratta di prevenire stragi anche se nelle intercettazioni telefoniche compaiono i nomi di personaggi politici, queste devono essere utilizzate.
Grazie
 

Giovanna Maggiani Chelli
Vice presidente portavoce
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili