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Dopo Il convegno del 4 ottobre 2003

 

 Dopo Il Convegno del 4 ottobre 2003 ( La Romola-San Casciano)


 Dal decimo anniversario della strage, quello del 27 maggio 2003, non solo la nostra Associazione, ma tutti a Firenze  , fino ai massimi livelli istituzionali, si aspettavano qualcosa: un  ritorno.
Per noi vittime, a lasciare il segno doveva essere il Convegno del 26 maggio sulla Giustizia, fortemente voluto  e predisposto da  Gabriele Chelazzi.
Un convegno da cui ci aspettavamo molto, soprattutto a livello di adesione e di partecipazione.
Purtroppo le cose non sono andate così.
Quell'incontro, così importante e cruciale,  non è stato posto, per ragioni che non vogliamo indagare, nella centralità di tutte le manifestazioni, con le massime autorità ad assistervi in forte supporto alla Magistratura.
Abbiamo avuto però  al nostro fianco, e questo  vogliamo sottolinearlo, il Presidente della Regione Martini, cosa per la quale avrà sempre la nostra gratitudine e stima.
Non abbiamo polemizzato allora, e tanto meno ci interessa farlo ora.
Era rimasto in noi,però, il desiderio di esternare la nostra riconoscenza alla Magistratura fiorentina  e a tutti quei Giudici impegnati nel fare luce sulla strage del 27 maggio 93.
 
I 15 ergastoli inflitti a "Cosa Nostra" in solo nove anni hanno rappresentato un  risultato  che noi  riteniamo eccezionale, sapendo anche che nei nostri magistrati non è mai venuta meno la volontà di  esplorare ogni altra possibile connivenza, corresponsabilità, collusione riferita a soggetti esterni all'organizzazione mafiosa.
Per questo abbiamo sentito l'esigenza di riproporre alla Romola, paese d'origine di Nadia e Caterina Nencioni, un convegno analogo a quello che non ci aveva pienamente soddisfatto,  dando vita ad una iniziativa che è nostra intenzione ripetere ogni anno.
Del resto  proprio alla Romola, nel settembre del 2002, avevamo pubblicamente dichiarato  il nostro totale sostegno alla Magistratura  ed é in questo luogo che intendiamo  fare annualmente il punto della situazione, insieme alle persone che ci seguono, ai giornalisti, agli uomini di legge che si occupano di questa vicenda per molti lati ancora oscura.
Il Convegno del 4 Ottobre è stato importante, non solo per  la presenza di oratori illustri, ma per il grande afflusso di gente. Tanta partecipazione ci ha reso felici, sia perché testimonia un interesse ancora vivo per la strage del 27 maggio '93, sia perché ha rappresentato una giusta gratificazione per chi ha accettato di intervenire.
Speriamo quanto prima di poter pubblicare tutti gli interventi, oltre
il nostro che troverete nel sito.
 
In estrema sintesi possiamo  dire che i magistrati presenti, con le loro parole, ci hanno dato assicurazione di condividere con noi il bisogno di una completa verità sulla strage e, nei limiti di una azione giuridica fondata su prove certe, di volerne chiarire ogni risvolto e  individuare tutte le responsabilità.
Non ci resta che ringraziare tutti: la cittadinanza della Romola, il Sindaco di San Casciano e Marcello Forni che da sempre hanno saputo starci così vicini, i Magistrati, i giornalisti, La Fondazione Caponnetto, tutti impegnati in un dibattito che noi abbiamo ritenuto più che interessante e che ha dato forza alle nostre speranze.
Un grazie speciale va ai ragazzi del Forum Giovani di San Casciano che, numerosi, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, con un impegno pratico e concreto che ha sottratto molto del loro tempo libero.
Fra le tante presenze vogliamo ricordare anche quella di Paolo Benvenuti,  regista del Film "Segreti di Stato", intervenuto in favore delle vittime di Portella della Ginestra,  strage del 1 Maggio 1947, la cui testimonianza ha reso ancora più interessante e viva una serata che già aveva dato tanti spunti  di riflessione.
Ringraziamo anche  il quotidiano "La Nazione" per aver pubblicato la nostra locandina, contribuendo a dare pubblicità all'iniziativa.

Siamo sinceramente riconoscenti a tutti quelli che ci hanno aiutato, ma siamo anche orgogliosi per questa iniziativa  che è frutto del nostro impegno e della nostra  determinazione e si è fondata essenzialmente sulle nostre forze.
Abbiamo dimostrato, soprattutto a noi stessi, che possiamo in modo indipendente e autonomo da altre organizzazioni, da  partiti  politici e persino da istituzioni, portare alla gente il nostro autentico messaggio.
 Noi ricordiamo sempre i nostri morti e vogliamo che il mondo li ricordi sempre.
Noi incessantemente siamo impegnati nel richiedere  completa verità sulla strage e vogliamo  che incessantemente lo sia la società civile e democratica.
Non possiamo né vogliamo farci rinchiudere nella liturgia degli anniversari.Non possiamo né vogliamo delegare ad altri la memoria e la giustizia.
L'essere vittime di questa orrenda strage, l' averla vissuta sulla nostra pelle e su quella dei nostri familiari,ci dà il triste diritto di affermare che nessuno può parlare per noi e la presunzione di credere che quello che abbiamo da dire sia importante e vada ascoltato con attenzione.
Per questo cercheremo di essere ancora più presenti e di rappresentare un punto di riferimento per tutti coloro che, come noi, credono fermamente che non tutta la verità sia stata accertata sulle stragi del 1993 e in particolare sulla notte fra il 26 e il 27 maggio a Firenze, in Via dei Georgofili.

                                                                                       Grazie a tutti voi che ci siete vicini