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Ass. vittime strage via dei Georgofili - Presentazione libro: Tescaroli “Perché fu ucciso Giovanni Falcone”

Presentazione libro: Tescaroli “Perché fu ucciso Giovanni Falcone”

presenti i Magistrati:

Tescaroli, Imposimato, Almerighi

Firenze - Libreria Edison

26 Luglio 2001


Prima di tutto grazie a quanti hanno reso possibile questo incontro , al Dr. Tescaroli che ha scritto per tutti noi un libro importante.

Soprattutto a Giorgio Bongiovanni il direttore della rivista “Antimafia”, pochi giornali oggi sono liberi e sono quindi per noi un patrimonio, quando esistono come in questo caso.

 

Domani saranno otto anni che a Milano in Via Palestro cinque persone persero la vita in un attentato stragista.

Morirono 3 vigili del fuoco, un vigile urbano e un abitante del Marocco era il 27 Luglio 1993.

Due mesi  prima in questa città, il 27 Maggio, in Via dei Georgofili morirono altre cinque persone, 2 bambine, un ragazzo e una coppia marito e moglie.

Il Dr. Tescaroli presenta qui questa sera il suo libro “Perchè fu ucciso Giovanni Falcone”.

Era l'anno 1992 nel mese di Maggio quando lo uccisero,  esattamente il 23, per lui fecero saltare un'autostrada e due mesi dopo a Luglio il giorno 19  morirà , ucciso sempre con tritolo stragista il giudice Borsellino, lo uccisero mentre usciva dalla casa della madre.

Vogliono che tutto questo ce lo dimentichiamo, ci mettiamo una pietra sopra e si riparta esattamente come prima.

Come se nulla fosse avvenuto.

Ossia rubare come prima e poi  scrivere in bilancio le cifre le più fasulle possibile, meglio se  molto alte, riciclare così facendo, il più alto quantitativo possibile  di denaro sporco , proveniente da sporchi traffici illegali , il quali traffici portano con se droga , traffico di esseri umani ,e tutto quello che vi può venire in mente.

Insomma un po' tutto come prima.

Prima dell'avvento di “mani pulite”, di “tangentopoli”.

Del resto ormai in Europa ci siamo andati, abbiamo fatto la figura di essere un Paese disposto a ripulirci dalla mafia e dalla corruzione, cosa saranno mai dieci morti,e cento feriti davanti al risultato ottenuto?

Se poi la Magistratura  strada facendo si è imbattuta in indagini scomode ,le quali non possiamo escludere siano state proprio quelle che hanno determinato le stragi del 1993, e la morte dei due giudici, basta fare quadrato.

Mettere in difficoltà ora questa, ora quella forza dell'ordine con i rispettivi capi, soprattutto quando questi palesemente fanno capire che sono decisi a perseguire la verità su crimini così ripugnanti come le stragi,creare insomma situazioni estreme come quella del G8.

All'unisono dire che i collaboratori di giustizia mentono sempre e comunque , che i magistrati sono  comunisti ,oppure sono sempre pronti ad esagerare,come avrebbe fatto la Procura di Palermo.

Se non è sufficiente, basta riunirsi tutti insieme come i ladri di Pisa ,i quali di giorno bisticciano e di notte vanno a rubare insieme,e in Parlamento  rendere operative leggi che impediscono  di indagare sul conto di personaggi eccellenti e di provare quanto scoperto nelle aule di giustizia e il gioco è fatto.

Le Istituzioni massime? Invano e a lungo abbiamo sperato in un  cenno da Colle.

Il 13 Maggio scorso al sud dell'Italia su 61 seggi a disposizione, 61 sono diventati dello stesso colore.

Non è stato sollevato un solo dubbio, eppure negli atti processuali per le stragi del 1993 c'è scritto che l'ordine di votare per forze nuove uscì dal carcere.

Comunque a noi i familiari delle vittime non ci bastano gli esecutori materiali, i picciotti di Riina Salvatore che credevano nell'abolizione del 41 bis e nella Sicilia Libera a loro promessa.

Non ci basta Salvatore Riina, che alla fine della sua carriera mafiosa ha ceduto lo scettro a Provenzano o a chi per lui.

Vogliamo sapere cosa c'è di vero in quanto vi andrò a leggere fra pochi istanti e perchè durante un governo di sinistra si è arrivati fino al punto di massacrare così tanto la legge sui collaboratori di giustizia , che oggi forse Giovanni Brusca non potrà più dire cosa realmente sa sul proiettile di Boboli.

Quel proiettile che fu collocato a fianco della statua di un Magistrato e che portava con se probabilmente un messaggio di grande intimidazione

Quello che vi leggo è la deposizione del collaboratore di giustizia Cancemi , fatta il 27 aprile 1999 durante il dibattimento per il processo di appello sulle stragi del 1993, conclusosi poi con la conferma di 15 dei 16 ergastoli inflitti in primo grado.

Cancemi è colui che per primo parlò di menti raffinatissime dietro la strategia stragista del 1993.

Neppure lui così vicino a “cosa nostra” è convinto che Leoluca Bagarella mise un giorno  un depilant turistico in mano a Lo Nigro e gli disse: vai a Firenze a scegliere un posto per fare un gran botto e lui quel ragazzo così giovane, così impegnato a pescare, potesse aver scelto l'Accademia dei Georgofili.

Dario Capolicchio il ragazzo morto nell'attentato di Firenze, era un patito dell'Arte, eppure quando andò ad abitare di fronte alla Torre dei Pulci, un giorno si presentò all'uscio dell'Accademia, chiese se poteva visitarla , perchè non ne aveva mai sentito parlare,gli fu detto di no, alla domanda di che cosa si occupasse l'Accademia, gli fu risposto che regolarmente arrivavano i documenti relativi all'Agro Pontino e li venivano conservati........

Ecco le parole giurate di Cancemi:

 

Chiedo a nome di tutti i familiari delle vittime ,l'impegno civile di tutti affinchè la verità , sulle stragi del 1993 possa essere resa nota in un'aula di giustizia.

E questo lo ribadisco può avvenire solo se la Magistratura sarà libera e indipendente.

 

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili