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2009 16° anniversario
Gli eventi dell'anniversario
Il manifesto
Presentazione del film "LA SICILIANA RIBELLE " [il nostro intervento]
Presentazione del libro "LA SICILIA DELLE STRAGI " [il nostro intervento]
16° anniversario - Articolo di W.Ricoveri
Le agenzie del 27 maggio
Il programma completo [pdf,770kb]
Presentazione del libro "PER NON MORIRE DI MAFIA "[il nostro intervento]
P.za Signoria - ore 21 [il nostro intervento]
Le agenzie del 26 maggio
L'intervento di L.Dainelli
Convegno sulla Giustizia [il nostro intervento]
Gli interventi di Giulia Weber all'esecuzione verdiana
Presentazione del libro "LA PRIMULA NERA " [il nostro intervento]
Versione stampabile   
26 Maggio 2009
Piazza Signoria - Firenze
Nel quadro della commemorazione dell'anniversario della strage
Interventi di Giulia Weber



Nabucco


Quando Verdi, dopo la morte della moglie e dei figli, e dopo l'insuccesso di "Un giorno di regno" decise di non comporre più musica, incontrò per strada limpresario Merelli che lo pregò di leggere il libretto del Nabucco.
Si narra che Verdi tornò a casa di malumore e gettò il poema sul tavolo, il libretto si aprì per caso alle parole "Va pensiero sulla'li dorate" che toccarono immediatamente il cuore del musicista. Nabucco è la terza opera di Verdi e quella che ne decretò il successo.
Il coro del Nabucco "Va pensiero" è stato ed è il simbolo di un Italia segnata dall'oppressione, l'Austria con la sua protervia in quel tempo rendeva difficile la vita al popolo italiano; quest'opera è stata spesso letta come la più risorgimentale di Verdi poiché gli italiani dell'epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese, l'autore infatti non potendo scrivere apertamente contro l'occupazione degli Austriaci in Lombardia ambienta l'opera in Babilonia.
E' indubbiamente un inno contro la tirannide, un inno intimo che identifica un popolo unito dalla speranza di un'idea di libertà. Oggi sentiamo ancora tutto il peso della protervia della mafia su di noi, ci ha ucciso i figli, gli amici, i conoscenti o persone di cui abbiamo sentito soltanto parlare ma che ci sono diventati familiari perché la loro storia è diventata la nostra nella ricerca di giustizia.
La mafia ha condizionato la vita democratica del paese, è venuta a dominare su di noi, il sistema che la sostiene ci impedisce di avere un futuro di scegliere il nostro futuro, ci lesina i sostentamenti necessari ai nostri invalidi. Anche noi ci siamo sentiti occupati vessati oppressi oltraggiati sfregiati nel corpo e nell'anima e ancora oggi ci sentiamo piccoli e impotenti di fronte a questo potere occulto ma crediamo che la conoscenza sia forza, per questo stasera siamo di nuovo qui e non vogliamo dimenticare gli occhi delle vittime di questa strage che ancora oggi si chiedono perché a me e con il loro dolore chiedono giustizia.
Facciamo nostro questo inno che è rabbia, dolore, tentativo di rinascita contro la mafia, cantiamo la nostra fame di giustizia per tutte le vite che sono rimaste in questo spicchio di strade tra queste mura queste due strade.


Rigoletto


Questa rappresentazione del Rigoletto viene presentata nellarco di uno studio drammaturgico intitolato Ombra Informe. In questopera agiscono le forze dellodio, della minaccia, della vendetta, dellamore. Un gobbo che canta, un gobbo che ha sentimenti,? Verdi diceva: " Io trovo appunto bellissimo rappresentare questo personaggio esternamente difforme e ridicolo, e internamente appassionato e pieno damore".

Il Rigoletto ebbe problemi di censura, era un azzardo permettere a un gobbo di cantare, un gobbo protagonista di un opera.
Rigoletto è un buffone, un giullare di corte, un essere che non ha diritti, il cui solo dovere è servire il proprio signore accettare e tacere. Egli è al servizio del Duca di Mantova e ne appoggia le nefandezze e le malefatte fino a quando non viene toccato in quello che per lui è il bene più caro: sua figlia; il Duca se ne invaghisce e comera suo uso la oltraggia. Rigoletto decide di vendicarsi e assolda un sicario per uccidere il Duca, ma una serie di eventi fanno che al posto del Duca venga uccisa l'amata figlia.
Uno dei principali temi dell'opera è certamente la vendetta, che porta alla tragedia, lui è vittima della cattiveria dei cortigiani e subisce il delitto di un oltraggio.
(Delitto Cattiveria Vendetta Tragedia
DELITTO che vede la figlia del giullare di corte oltraggiata del Duca di Mantova.
CATTIVERIA "e la corte domani riderà", cattiveria dei cortigiani vil razza dannata, che organizzano prima, e assistono poi indifferenti quasi goderecci alla tragedia che si sta compiendo, al delitto nei confronti dellingenua fanciulla.
VENDETTA di un padre che pensa di potersi vendicare del potente che gli ha oltraggiato il bene più caro, un potente così fatuo e sicuro di se da non prendere nemmeno in considerazione la maledizione di Monterone. Il Duca di Mantova vuole tutto, prende tutto, può tutto.
TRAGEDIA Rigoletto incarica un sicario di uccidergli il Duca ma gli uccidono sua figlia e gliela consegnano in un sacco morta.)
Non manca nulla a simboleggiare la nostra tragedia:
Cosa nostra ha perpetrato un delitto terribile contro tutti noi contro i nostri figli e i complici, cortigiani vil razza, hanno assistito allo scempio hanno lasciato che quel tritolo massacrasse persone innocenti, colpevoli solo di trovarsi a vivere nel luogo dove avevano deciso di far esplodere la bomba. Estata chiesta giustizia, vendetta?vendetta o no la malattia che ha colpito le persone ferite nella strage continua ad andare avanti, la malattia è ora la loro vita la loro realtà, alcuni sono morti, molti convivono ancora con "un prima e un dopo la bomba" ancora difficile da mettere insieme. Lunica cosa che ci resta da fare è continuare a lottare, abbiamo fatto le nostre cause civili e ancora aspettiamo, non vogliamo vendicarci da soli, abbiamo sofferto quando è nato in noi il sentimento di vendetta perché ci siamo sentiti abbandonati dallo Stato che ci deve proteggere che deve renderci giustizia e la stessa giustizia che rende a noi lo Stato la rende a se stesso. Forse anche Gilda come molti coinvolti in questa strage può cantare muoio addio aggiungendo "non era questo il mio destino", e a noi rimane il pianto di un padre ferito che accusa:
A voi nulla per loro sconviene
Ma mia figlia è impagabil tesor.
Nulla in terra più luomo paventa,
se dei figli difende lonor


e noi a onor sostituiamo la vita.