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 " Chi l' ha visto"?
31 Gennaio 2005

Questa sera  abbiamo visto  " Chi l'ha visto". 
Era inevitabile , perché si parlava di qualcuno  che ci riguarda tanto e  da vicino: Bernardo Provenzano,  il superboss di Cosa Nostra di cui , come tutti, non conosciamo il volto, ma la ferocia si, visto che ,come a Totò Riina , Matteo Messina Denaro ( latitante), i fratelli Graviano ed altri appartenenti al Gotha mafioso,   è  anche a  lui che dobbiamo i  lutti  che ci hanno colpito e la disperazione che accompagna i familiari delle vittime e i sopravvissuti alla strage di via dei Georgofili da ormai quasi dodici anni.
Non potevamo quindi  perderci la trasmissione e ,a dire il vero, come potrete leggere nella comunicazione della nostra portavoce, abbiamo anche cercato  di intervenire , almeno telefonicamente , visto che nessuno ci aveva invitato a dire la nostra .
Ma , e non è una novità, non ci è stato concesso.
Alla voce delle vittime è stata preferita come unica  voce  quella di colui  che è stato l' avvocato difensore del suddetto boss per 15 anni, dimessosi , poi, dall'incarico perché il suo cliente non era più in condizione di pagare la parcella.
Cosa che ci lascia perplessi, se , come è stato ampiamente riportato dai mezzi di informazione , il signor Provenzano si autopaga uno stipendio mensile di circa 25.000 euro. Ne dobbiamo dedurre che  le prestazioni  professionali dell' avvocato Traina siano  veramente molto care.
Uomo , però, lo stesso  avvocato Traina ,di grande disponibilità e signorilità, visto che stasera , a titolo evidentemente gratuito, si è presentato a milioni di italiani per sostenere che , forse, il signor Provenzano non è quello che "qualcuno" vuol far credere, che potrebbe non essere lui l'incontrastato capo di Cosa Nostra, che forse è tutta una manovra di " qualcuno"che ha interesse a coprire i veri grandi mafiosi e cosette di questo genere.
Non ce ne sorprendiamo: giorni fa lo stesso legale ha sostenuto che Provenzano non può essere accusato nemmeno del furto di una gallina .Peccato, e di questo siamo certi , che una sentenza della corte di Cassazione lo condanna   come mandante di strage , la nostra strage.
Poco credibile, quindi, il tentativo di farlo passare per un "ometto" di basso profilo , vecchio, malato , stanco e per di più nullatenente.
Ma più di tutto ci chiediamo:che senso ha avuto questo intervento in una trasmissione che si occupa di persone scomparse?
Provenzano non è  uno scomparso, non  è uno che si è perso per una improvvisa amnesia , non è fuggito dietro ad un amore impossibile. Provenzano è un pericoloso latitante, è un criminale che sta eludendo la giustizia, è uno stragista che ha compiuto i delitti più efferati e non sta pagando per quello che ha fatto.
Cosa c'entra Provenzano con Chi l'ha visto? Davvero, come la conduttrice ha affermato,  la trasmissione ha inteso corrispondere al giusto e corretto appello del procuratore Grasso alla collaborazione ?
Ci si aspettava che il vicino di casa  di Provenzano telefonasse in diretta dicendo -è qui, l'ho visto stamattina al bar?
L'unico effetto sortito,crediamo.  è stato quello di permettere a qualcuno di cercare di deviare l' attenzione dal boss, "sminuendone" il ruolo, quasi ridicolizzandolo e, cosa che ci è apparsa  veramente grave , ingenerando sospetti e suggerendo possibili oscure collusioni con i " veri" capi della Mafia.
Come Vittime siamo veramente stanchi di queste operazioni mediatiche che , a nostro parere , non informano , ma " sformano" la pubblica opinione. E qualche volta vorremmo anche poter parlare, almeno quando si affrontano temi, come quello della trasmissione di stasera , che purtroppo ci riguardano e sui quali siamo stati costretti  a maturare  qualche competenza.
Come comuni cittadini semplicemente ci sentiamo presi in giro e ci chiediamo perché.

Questo è il nostro comunicato all' ANSA:

COMUNICATO all' ANSA del 31 gennaio 2005

I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili, dopo aver inutilmente tentato di intervenire alla trasmissione in onda questa sera  su Rai 3 alle ore 21 , nell’ambito della quale si cercavano contributi nella ricerca di Bernardo Provenzano capo dell’organizzazione mafiosa “cosa nostra” ,consegnano all’Agenzia di stampa il seguente comunicato:
Bernardo Provenzano sicuramente  la notte del 27 Maggio 1993 era a Firenze in Via dei Georgofili,dove ha fatto uccidere un ragazzo di venti anni  e due bambine piccolissime insieme ai loro genitori.
LO HA VISTO  tutta l’Italia, ma per quanto sopra non ha mai potuto essere arrestato.
Dopo aver rammentato che il suddetto latitante è stato condannato con sentenza passata in giudicato all’ergastolo per le stragi del 1993, ricordano altresì che Bernardo Provenzano forte delle coperture di cui gode, non si è  degnato, sia pure  attraverso i suoi legali, di presentarsi presso la Corte di Cassazione.
I familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili , dopo la trasmissione “Chi l’ha Visto”,esprimono tutta la solidarietà possibile ai Magistrati e alle forze dell’ordine che da 12 anni cercano di arrestare un pericoloso criminale latitante e disapprovano i tentativi emersi nella trasmissione suddetta di sminuire l’importanza di uomini come Provenzano all’interno dell’organizzazione mafiosa “cosa nostra”, così come invece hanno confermato i processi di Firenze per le stragi del 1993.

Cordiali saluti 

Giovanna Maggiani Chelli  Vice Presidente Associazione  familiari vittime strage Via dei Georgofili

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E ancora abbiamo sentito l' esigenza di chiarire anche ai vertici di RAI 3 , rete sulla quale la trasmissione Chi l' ha visto va in onda, il nostro pensiero e le pericolose conseguenze che operazioni come quella effettuata lunedì 31 gennaio 2005 possono provocare :

Lettera a RAI 3, 31 gennaio 2005

Gentilissima Dott.ssa Rita Petrizzi

Secondo il nostro giudizio, come sempre, l’avv. Traina è riuscito a sminuire l’importanza del criminale Provenzano all’interno dell’organizzazione mafiosa “cosa nostra”, cosa che stride con le sentenze passate in giudicato per le stragi del 1993.
Domani gli italiani attraverso CHI L’HA VISTO, avranno insinuato il dubbio che Provenzano altri forse non è se non un vecchietto ammalato e senza soldi, usato come parafulmine per coprire ben altri.
Un po’ la tecnica usata da Riina, quando dice: io sono il parafulmine d’Italia.
Le sentenze passate in giudicato per le stragi del 1993 dicono tutt’altra cosa, senza tralasciare chiaramente che Provenzano ha agito per se e per conto di “altri”.
I suddetti “altri” non sono ancora stati affidati alla giustizia ma nel processo di Firenze c’è una espressione del Magistrato Chelazzi che suona così mentre si rivolge ai Giudici della Corte:
altri Giudici verranno dopo di Voi
.
Lasciando sminuire la figura di Bernardo Provenzano, da parte di chi forse ha tutto l’interesse per farlo, si ottengono tre cose:
1)Si fa un favore a Provenzano
2)Si sminuisce il lavoro di Magistrati che da sempre operano sul fronte della mafia
3)Si allontana la verità sulle stragi del 1993 ,che ci par sempre più di capire nessuno vuole.
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli Vice Presidente Associazione  familiari  vittime strage di Via dei Georgofili

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" Chi l' ha visto?" parte seconda 
7 marzo 2005

Credevamo fosse finita lì.
Ci sembrava già abbastanza sconcertante quanto era avvenuto nella trasmissione del 31 gennaio.
Invece , a distanza di poco più di un mese, la nostra pazienza, ma anche la nostra capacità di immaginazione, vengono ancora  messe a dura prova. 
Nuovamente la popolare trasmissione " Chi l' ha visto?" torna ad occuparsi del super latitante Bernardo Provenzano e in grande stile. 
Non solo attraverso una puntigliosa ricostruzione della " via dei pizzini" , i famosi foglietti con i quali il boss impartisce direttive al suo esercito, ma anche , e soprattutto, diffondendo in anteprima assoluta  il nuovo  presumibile identikit del famigerato criminale.
A presentarlo ci sono ,in videocomunicazione da Palermo ,un alto magistrato e un alto rappresentante delle forze dell'ordine.
Un visibile imbarazzo rimbalza fra la conduttrice e i due uomini di legge.
Tutti si sperticano a dire che , naturalmente, è compito esclusivo della Polizia di stato e della Magistratura catturare Provenzano, ma intanto sono lì, in una trasmissione che si occupa in genere di " smemorati di Collegno", ragazzini scappati di casa, fuggitivi per amore e via dicendo ,a lanciare un pubblico appello per il rinvenimento di uno dei  più terribili e temibili capi della criminalità organizzata.
Noi non abbiamo niente contro " Chi l'ha visto?", ci mancherebbe.
Ma cosa c'entra con Provenzano?
Perchè si è scelto di usare questo canale mediatico , così poco " specialistico", per ottenere informazioni sul boss?
Davvero magistratura e polizia non hanno altri mezzi più raffinati?
Questo è quello che ci viene da pensare , questo è quello che la trasmissione del 7 marzo ci suggerisce: la rappresentazione di una immane fragilità e debolezza proprio in coloro nei quali noi abbiamo riposto tutte le nostre speranze di verità e giustizia.
Non si ritenga eccessivo il nostro coinvolgimento: noi siamo vittime di Provenzano, a lui dobbiamo i nostri morti, i nostri feriti, la rovina della nostra vita, perchè anche lui è fra i mandanti della Strage di Firenze.
E ci fa male, troppo male, pensare che non pagherà per quello che ha fatto, che ci ha fatto.
Arriveremo veramente alla taglia, come , provocatoriamente, è stato proposto?

Questo il nostro comunicato in merito, che è passato a livello nazionale, ma che nessun giornale, televideo o altro ha ritenuto di dover riprendere

(ANSA) - FIRENZE, 8 marzo 2005

MAFIA:'CHI L' HA VISTO', FRUSTRAZIONE VITTIME STRAGE FIRENZE

- Frustrazione di fronte ''all' impotenza dello Stato nella lotta al terrorismo mafioso''.
 E' il
sentimento che l' Associazione dei familiari delle vittime della strage di Via dei Goergofili, a Firenze, esprime di fronte al programma ''Chi l'ha visto'' trasmesso ieri sera da Rai tre e dedicato alla latitanza di Bernardo Provenzano. In una nota, i familiari delle vittime di via dei Georgofili ''esprimono tutta la loro amarezza nel constatare quanto la possibilita' di giustizia per i loro morti sia lontana, se non addirittura impossibile.
Nel prendere atto delle difficolta' da
parte della Magistratura e delle forze dell' ordine, rese note nel tentativo di arrivare alla cattura di Bernardo Provenzano, reo della strage di Firenze del 27 Maggio 1993, attraverso una trasmissioni dedita alla ricerca di persone scomparse, denunciano ancora una volta la grande frustrazione delle vittime davanti all' impotenza dello Stato nella lotta al terrorismo mafioso ed eversivo''.
L' associazione esprime anche ''sconcerto - prosegue il
documento - nel ravvisare in tutto cio' quanto il lavoro di Gabriele Chelazzi, il magistrato che ha rappresentato l' accusa nella guerra a 'Cosa Nostra' per le stragi del 1993, oggi appaia
del tutto vanificato''.