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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Presenti entrambi.
Barranca: è presente.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, avvocato Falciani, avvocato De Paola.
AVVOCATO Cosmai: Presidente, sostituisco l'avvocato Falciani.
PRESIDENTE: Grazie avvocato.
Calabrò Giovacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristofaro.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente.
PRESIDENTE: Ah, sì, ha ragione.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani. Sostituito dall'avvocato ...
(voci sovrapposte)
AVVOCATO: Per Di Russo avvocato Nicola ... in sostituzione.
PRESIDENTE: Ferro Giuseppe: è presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, presente.
Ferro Vincenzo: è libero. Avvocato Traversi, avvocato Gennai.
AVVOCATO Gennai: Sì, sono presente.
PRESIDENTE: C'è l'avvocato Gennai.
Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Chi è presente di questi signori, nessuno? Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati. E' presente l'avvocato Florio.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, mi pare che è presente.
Graviano Filippo: è rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani, non è presente. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio, avvocato Dieci. E' presente l'avvocato Florio.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Maffei, non ci sono. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e Batacchi. Sostituiti dall'avvocato Cosmai.
AVVOCATO Cosmai: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Tudino Vittorio.
IMPUTATO Tudino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocato Gallina, avvocato Gramigni, che è presente.
AVVOCATO Pepi: Presidente, mi scusi, prima di iniziare l'udienza. Mi chiedeva...
PRESIDENTE: Dica il suo nome.
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi. Mi chiedeva Giuliano che, siccome fra l'altro in carcere è nella stessa cella di Tudino, di poter essere messo oggi nella stessa... nella gabbia numero 2 insieme a Tudino perché in fondo non riesce a seguire sennò il dibattimento.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero ha delle opposizioni o dei problemi?
PUBBLICO MINISTERO: Ma se la situazione carceraria è quella che dice l'avvocato Pepi, io non ho ragione di dubitare delle parole dell'avvocato Pepi. Allora, non vedo quali problemi ci possono essere, però vorrei una conferma...
PRESIDENTE: Conferma dal carcere.
PUBBLICO MINISTERO: ... ufficiale dalla Casa Circondariale che la situazione è questa.
PRESIDENTE: Allora, la segretaria durante l'udienza accerterà e poi avvocato disporremo di conseguenza.
Allora, a questo punto?
PUBBLICO MINISTERO: Bene, possiamo introdurre Gullotta Antonino.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome e cognome per favore?
*EX 210 Gullotta: Gullotta Antonino, nato a Catania il 14/07 del '66.
PRESIDENTE: Viene sentito come imputato di reato connesso?
PUBBLICO MINISTERO: Imputato di procedimento connesso, sì Presidente.
PRESIDENTE: C'è un difensore di fiducia? C'è un difensore, Pubblico Ministero, per...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, noi l'abbiamo avvisato, il difensore di fiducia era l'avvocato...
EX 210 Gullotta: Francesco Calderone.
PUBBLICO MINISTERO: ... Calderone.
PRESIDENTE: Nominiamo di ufficio l'avvocato Cosmai, va bene?
AVVOCATO Cosmai: Sì, Presidente. Io non conosco la posizione, se non ci sono incompatibilità benissimo, d'accordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ci sono incompatibilità.
PRESIDENTE: Non mi pare che possa essercene, non credo che abbia a che fare col nostro...
AVVOCATO Ceolan: Scusi Presidente, sono l'avvocato Ceolan.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Mi sembra che l'avvocato Cosmai difenda uno degli imputati di questo processo.
PRESIDENTE: Sì. Ma basta che non ci siano incompatibilità avvocato.
AVVOCATO Ceolan: Eh sì. Questo viene sentito come imputato in processo collegato e quindi c'è incompatibilità.
PRESIDENTE: Ma questo lo sostiene lei, che c'è incompatibilità.
AVVOCATO Ceolan: Sì.
PRESIDENTE: Me la deve argomentare questa incompatibilità.
AVVOCATO Ceolan: Ma lui non può difendere nello stesso tempo un imputato e una persona della quale si chiede l'esame.
PRESIDENTE: Avvocato, mi deve...
AVVOCATO: E' una questione Presidente, poi decida la Corte.
AVVOCATO Ceolan: Decida lei.
PRESIDENTE: Lei fa questa opposizione, sentiamo il Pubblico Ministero e poi decideremo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, non penso che il Gullotta con le sue dichiarazioni possa, per sì dire, pregiudicare la posizione della persona assistita dall'avvocato Cosmai, che è Pietro Carra. Quindi anche dall'articolato che abbiamo rappresentato nella lista testimoniale, mi pare che risulti evidente che non vi sia alcuna incompatibilità ad assistere Gullotta, che viene sentito nella forma del 210, e per l'appunto l'imputato che lui difende.
PRESIDENTE: Allora...
AVVOCATO Gramigni: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Che c'è avvocato?
AVVOCATO Gramigni: Ecco, io chiedevo questo: avrei desiderio di capire... Il suo nome. Scusatemi, anche l'avvocato Cosmai... cioè l'avvocato Ceolan bisognava che dicesse il nome. L'aveva detto, scusi. Sennò sapete che poi nella registrazione non si sa a chi attribuire questi interventi.
AVVOCATO Ceolan: Avvocato Gramigni, scusi.
Avevo desiderio di capire qual è il criterio di connessione, di collegamento che legittima l'audizione ex articolo 210 di questo signore. A mia conoscenza...
PRESIDENTE: Sentiamo il Pubblico Ministero, perché la Corte ovviamente non sa nulla su questo...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, il Gullo... Allora, il Gullotta Antonino, come risulta già dall'articolato della lista testi, è stato introdotto nel processo per riferire, tra l'altro, un episodio specifico che ha a che fare con il trasporto, la detenzione e poi successivamente la collocazione di un ordigno in Firenze in un certo periodo storico.
In relazione a tale fatto, che costituisce anche allo stesso tempo un, o più delitti, pende a carico del signor Gullotta e di altri, procedimento penale in altro Ufficio Giudiziario. Precisamente a Torino, come poi emergerà anche dalle stesse dichiarazioni.
Quindi il collegamento tra il procedimento in cui il signor Gullotta è sottoposto a indagini, salvo se il procedimento sia in una fase più avanzata, e il processo diciamo fiorentino in cui si discute di una serie di fatti di strage che hanno - come sostiene il Pubblico Ministero - un antefatto storico nella vicenda che vede questa persona indagata, mi pare che realizzi uno dei casi per cui il soggetto debba essere necessariamente sentito nella forma garantita.
PRESIDENTE: Possiamo soltanto avere un'ulteriore precisazione?
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
PRESIDENTE: Questa ipotesi di reato, per cui si procede nei confronti del Gullotta, quale collocazione temporale e spaziale avrebbe?
PUBBLICO MINISTERO: Come fatto...
PRESIDENTE: Come fatto storico che poi eventualmente...
PUBBLICO MINISTERO: Ottobre 1992.
PRESIDENTE: '92. Allora, la connessione mi pare che è stata chiaramente motivata. La opposizione dell'avvocato Ceolan viene respinta perché totalmente priva di qualunque fondamento.
Possiamo procedere.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se il Gullotta abbia declinato le sue generalità?
PRESIDENTE: No. Vuol dirci il suo nome, cognome?
EX 210 Gullotta: Già l'ho detto.
PRESIDENTE: Ah, l'ha già detto? Basta, non abbiamo bisogno di altri elementi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Gullotta... Presidente, forse andrebbe avvertito della facoltà.
PRESIDENTE: Lei viene sentito come imputato per reato connesso o collegato, quindi ha la facoltà di dichiarare non voglio rispondere. Tuttavia se vuole, può benissimo rispondere.
EX 210 Gullotta: Sì, sì, voglio rispondere.
PRESIDENTE: Vuole rispondere?
EX 210 Gullotta: Sì, sì.
PRESIDENTE: Bene, procediamo. Scusatemi se me ne ero dimenticato.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Gullotta, mi è sfuggito la sua origine anagrafica.
EX 210 Gullotta: Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei è nato a Catania.
Senta, diciamo, lei in relazione alla veste che oggi la vede qui interrogato davanti alla Corte di Assise di Firenze, ha avuto relazioni in passato con organizzazioni di tipo criminale, criminalità organizzata?
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire alla Corte in quale organizzazione, o se è stato vicino ad organizzazioni criminali e quali?
EX 210 Gullotta: Sì, io facevo parte del gruppo dei Cursoti, dal novembre '90 fino al... nel dicembre '90 fino al novembre del '91 con Giuseppe Garozzo. Anno che poi fu arrestato e subentrò Santo Mazzei, quindi divenne il nuovo responsabile del nostro gruppo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha fatto parte di questo gruppo di criminalità organizzata che lei ha chiamato Cursoti, dico bene?
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che operava prevalentemente dove?
EX 210 Gullotta: A Catania.
PUBBLICO MINISTERO: A Catania.
PRESIDENTE: Possiamo avere una spiegazione, anche perché non ne siamo molto a conoscenza. Da che cosa deriva questa denominazione che a volte si trova sui giornali?
EX 210 Gullotta: Dal fatto che... dall'antico Corso.
PRESIDENTE: Dal?
EX 210 Gullotta: L'antico Corso, un quartiere che si trova...
PRESIDENTE: Ah, da Corso, Curso, Cursoti.
EX 210 Gullotta: Cursoti sì.
PRESIDENTE: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il nome prende origine da questo quartiere di Catania.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questa... Lei ha fatto i nomi di due persone: capo di questo gruppo era prima un certo Garozzo, successivamente ha detto Santo Mazzei.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora per l'appunto, lei nell'ambito di questo gruppo a chi è stato più vicino, che ruolo aveva, che mansioni aveva?
EX 210 Gullotta: Molto vicino fui a Mazzei Santo.
PUBBLICO MINISTERO: A Santo Mazzei, che era il capo di questo gruppo.
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei sa quando è stato arrestato questo Santo Mazzei?
EX 210 Gullotta: Nel novembre del '92, 10 novembre.
PUBBLICO MINISTERO: 10 novembre del '92.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei a sua volta poi ha avuto degli arresti, ha subìto degli arresti?
EX 210 Gullotta: Ci furono, prima ancora dell'arresto di Mazzei, altri componenti del nostro gruppo furono arrestati.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi scusi Gullotta, io chiedevo di lei personalmente.
EX 210 Gullotta: Prima?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, dico...
PRESIDENTE: Lei quando è stato arrestato?
EX 210 Gullotta: Io sono stato arrestato a maggio del '93.
PUBBLICO MINISTERO: A maggio del '93.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questa sua detenzione fino a quando si è protratta?
EX 210 Gullotta: Fino alla mia collaborazione, novembre '94.
PUBBLICO MINISTERO: Novembre?
EX 210 Gullotta: '94.
PUBBLICO MINISTERO: '94. Senta, nell'ambito quindi di questo gruppo di Cursoti di cui Santo Mazzei era capo, lei ha avuto modo di star vicino a questa persona?
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha compiuto anche dei delitti, dei fatti di sangue?
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove sono stati commessi questi delitti?
EX 210 Gullotta: La maggior parte a Catania. In particolare uno a Torino, che è stato ucciso un trapanese, un'altra sparatoria che abbiamo avuto con un catanese sempre a Torino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo vostro gruppo diciamo di criminalità organizzata, il gruppo di Cursoti aveva, o qualcuno dei suoi capi, aveva relazioni con un'altra organizzazione criminale, cioè quella che è comunemente nota come Cosa Nostra?
EX 210 Gullotta: Santo Mazzei aveva dei rapporti molto stretti con Mazara del Vallo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi con personaggi...
EX 210 Gullotta: Palermitani, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Palermitani, o comunque di Mazara del Vallo?
EX 210 Gullotta: O comunque di Mazara del Vallo sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa chi erano queste persone con cui Santo Mazzei a Mazara del Vallo aveva queste relazioni?
EX 210 Gullotta: Giovanni Bastone e un certo Salvatore Facella.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, queste persone, questo Giovanni Bastone e questo Salvatore Facella erano persone che lei aveva avuto modo di conoscere personalmente?
EX 210 Gullotta: Sì, mi ha fatto conoscere lui a Torino queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Sia Giovanni Bastone che Salvatore Facella.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, diciamo oltre a lei c'era qualche altra persona che era più vicina al vostro capo, cioè a Santo Mazzei?
EX 210 Gullotta: Sì, era Cannavò Roberto, Massimiliano Vinciguerra e Giovanni Battista Motta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo signor Cannavò Roberto era diciamo...
EX 210 Gullotta: All'epoca mio compare era, padrino di mio figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era persona con cui lei aveva rapporti molto stretti?
EX 210 Gullotta: Sì, ci conoscevamo da bambini.
PUBBLICO MINISTERO: E lei e questo Cannavò eravate quindi molto vicini a questo Santo Mazzei.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato di questi due personaggi, Bastone e Facella, sono tutti e due di Mazara del Vallo?
EX 210 Gullotta: Uno, Giovanni Bastone. L'altro non lo so, ma credo nei paraggi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei insieme a Mazzei, o insieme a Cannavò, o in altra maniera, ha avuto modo di recarsi a Mazara del Vallo, ha avuto rapporti con questi personaggi lì a Mazara del Vallo?
EX 210 Gullotta: Io l'ebbi dopo l'arresto di Mazzei, invece Cannavò l'aveva già avuti prima.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, vediamo di dare una precisazione: lei ha detto Santo Mazzei è stato arrestato il 10 novembre del 1992.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha avuto queste relazioni successivamente, lei personalmente.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre Cannavò...
EX 210 Gullotta: Prima.
PUBBLICO MINISTERO: Prima. Quindi, desumo dalla sua risposta che le aveva avute Cannavò queste relazioni e non lei.
EX 210 Gullotta: A Mazara del Vallo sì, la maggior parte.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, in rapporto a questa frequentazione di Santo Mazzei a Mazara del Vallo, vuol dire alla Corte se da Cannavò aveva ricevuto qualche confidenza, qualche racconto su quello che lui aveva visto, con chi si era incontrato in questo Mazara del Vallo?
EX 210 Gullotta: Sì, io prima che noi salissimo a Torino, che poi siamo saliti a Firenze per mettere...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, aspetti Gullotta, ora ci arriviamo.
Voglio che lei descriva alla Corte che cosa era avvenuto a Mazara del Vallo, o quello che le aveva raccontato Cannavò, che era accaduto a Mazara del Vallo?
EX 210 Gullotta: Quello che mi disse Cannavò fu che c'era stata... aveva accompagnato Santo Mazzei a Mazara del Vallo o nei paraggi di Mazara e che ci fu una riunione in una villetta. In base alle macchine di grossa cilindrata che entravano, mi fece capire, mi disse anzi che ci fu una riunione di alto livello. Lui rimase fuori, come altre persone.
Dopo che finì questa riunione, uscì Santo Mazzei con un'altra persona che è andato verso il Cannavò e questa persona gli dà un colpetto sulla spalla dicendogli che era un bravo picciotto e che se andava tutto bene. Cannavò rispose di sì.
E poi verso, per andare a casa, a Catania, Santo Mazzei gli stava facendo capire che in quella riunione aveva fatto parte anche Piddu Madonia.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma può darsi che... le disse chi era quella persona che gli aveva dato questa pacca sulla spalla?
EX 210 Gullotta: Poi la riconobbe come Leoluca Bagarella in un telegiornale che ci fu successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi secondo il racconto che le fece Cannavò, prima dell'arresto di Mazzei, quindi prima del 10 novembre '92...
EX 210 Gullotta: Sì, prima.
PUBBLICO MINISTERO: ... c'era stato lui, Cannavò era stato in questo luogo ad accompagnare Santo Mazzei e aveva visto una persona che poi aveva riconosciuto in televisione come Bagarella.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato, ha fatto due volte riferimento a un viaggio a Torino. Ecco, vuol spiegare un pochino da che cosa era motivato e quando questo viaggio a Torino venne da lei fatto e con chi?
EX 210 Gullotta: Questo viaggio lo facemmo a Torino. Andammo a Milano prima, da Catania, partimmo io, Cannavò Roberto e Santo Mazzei, con la mia macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchina era?
EX 210 Gullotta: Una SEAT Ibiza nera.
Andammo a Milano dove, giustamente la macchina era targata Catania quindi non è che potevamo girare molto con quella macchina e Santo Mazzei disse di comprare una macchina targata Milano o comunque Torino, che andava molto bene così, ci potevamo muovere meglio.
Arrivati a Milano andammo in un autosalone, parcheggiammo la mia macchina in un posteggio e comprammo una Opel Kadett Station Wagon targata Milano.
Poi ci fu... aspettammo Salvatore Facella che avevamo l'appuntamento là e andammo a Torino.
Arrivati a Torino incontrammo Giovanni Bastone, il quale Santo Mazzei gli disse se c'erano a portata di mano dei candelotti di dinamite. In un primo momento noi non capimmo perché Santo Mazzei non ci spiegò niente di questa cosa. Giovanni Bastone incaricò il Facella di trovare comunque questi candelotti.
Dopo un giorno, due giorni massimo il Facella ritornò e ci disse a Santo Mazzei che non aveva trovato i candelotti, ma bensì aveva trovato una bomba. Il Mazzei rispose che era buona anche perché non è che doveva essere fatta esplodere ma dare un atto dimostrativo alle Forze dell'Ordine per la repressione che c'era contro diciamo i gruppi malavitosi, la mafia diciamo.
E doveva essere depositata in un museo a Firenze, che poi io, facendo dei sopralluoghi, ho riconosciuto come Palazzo Pitti, questo museo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimo, mi scusi Gullotta, la fermo perché ho bisogno di avere da lei qualche dettaglio.
Torniamo un attimo a Milano.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha parlato dell'acquisto di una Opel Kadett Station Wagon.
EX 210 Gullotta: Sì, diesel.
PUBBLICO MINISTERO: Diesel.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda questa macchina a chi fu intestata?
EX 210 Gullotta: Sì, fu intestata a Cannavò Roberto.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda se venne fatta anche l'assicurazione di questa macchina?
EX 210 Gullotta: Sì, fu fatta un'assicurazione, ma di poco, non di molto. Poi Cannavò se la sbrigò a Catania facendo anche il cambio di targhe. Di fatti ora, se ancora ce l'ha, è targata Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome abbiamo bisogno di capire quand'è che esattamente avvenne questo fatto, quanto tempo passa tra l'acquisto della macchina, il vostro trasferimento a Torino e poi questo viaggio a Firenze, che poi diremo più in dettaglio?
EX 210 Gullotta: Il tutto si è svolto fra il settembre e l'ottobre del '92, tra l'andata a Milano, poi a Torino, un paio di giorni, neanche una settimana.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, tutta questa vicenda, che ora cercheremo di ricostruire in dettaglio, si svolse nell'arco di pochi giorni, quindi una settimana lei ha detto?
EX 210 Gullotta: Neanche.
PUBBLICO MINISTERO: Neanche. E come punto di riferimento sicuro dovremmo avere l'acquisto di questa macchina da parte di Cannavò?
EX 210 Gullotta: Sì, l'ha acquistata... c'è entrato anche Santo Mazzei però...
PUBBLICO MINISTERO: Comunque può dire di questa macchina, mi scusi...
EX 210 Gullotta: Intestata a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Intestata a Cannavò Roberto.
EX 210 Gullotta: Sì.
EX 210 Gullotta: Ecco. Lei ha detto, ora torniamo un attimino a Torino e dica quello che avvenne in concreto e in dettaglio. Lei ha già accennato a questo, al fatto che Mazzei aveva chiesto a questo Giovanni Bastone dei candelotti e che invece aveva trovato un'altra cosa.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Gullotta: Quando fu trovata questa bomba allora ci fu l'appuntamento.
PUBBLICO MINISTERO: Chi la trovò questa bomba?
EX 210 Gullotta: Salvatore Facella.
PUBBLICO MINISTERO: Questi due, Bastone e Facella, sono quelle persone che lei già conosceva?
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bastone e Facella erano quelle stesse persone che il suo amico Cannavò le aveva detto di aver visto a Mazara del Vallo con Santo Mazzei, o che comunque erano originari di quelle zone?
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Gullotta: Niente...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era Facella che procurò questo ordigno?
EX 210 Gullotta: Facella fu incaricato da Bastone a trovare questi candelotti, oppure qualsiasi cosa diciamo che poteva creare scalpore un domani fosse ritrovata. Ci fu l'appuntamento per andare a prendere questa bomba, solo che a noi ci fece parcheggiare in un rifornimento, Santo Mazzei, andarono loro, non poco... diciamo, non assai lontano.
Quando ritornarono, erano tornati e ci diedero una busta nera che conteneva questa bomba. Da lì andammo direttamente verso Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Gullotta. Come partiste, chi erano le persone che da Torino...
EX 210 Gullotta: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: ... vi spostaste a Firenze e con quali macchine?
EX 210 Gullotta: Sì, io mi spostai con la Opel Kadett, quella che avevamo acquistato a Milano, con Cannavò Roberto e la bomba l'avevamo in macchina. Invece Salvatore Facella e Santo Mazzei erano nella Tempra Station Wagon di proprietà del Facella. E loro ci fecero strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda quando partiste?
EX 210 Gullotta: Potevano essere mezzogiorno, l'una. Non è che ricordi molto bene l'orario. Comunque...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto, mi scusi, che questo ordigno, questo involucro ce l'avevate in macchina lei e Cannavò.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vi venne dato confezionato in un qualche modo? Vuol descrivere un pochino com'era questo...
EX 210 Gullotta: Ci venne dato da Santo Mazzei in una busta nera, di plastica, come quelle della spazzatura e dentro c'era questa bomba. Nel fare la strada noi abbiamo aperto diciamo questo pacchetto e abbiamo visto questa bomba. Non era diciamo tipo ananas, però era, aveva la forma di un razzo, alta... lunga era 12-14 centimetri e grossa dagli 8-10 di diametro diciamo. E siamo stati... e facemmo strada, no?
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, un altro particolare: lei ha dato queste dimensioni, la forma di questo ordigno che ha detto a forma di razzo.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche se aveva un colore questa...
EX 210 Gullotta: Un colore... era sul bronzo. Color bronzo, un po' più chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Un Color bronzo.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ebbe modo di guardarla diciamo durante il viaggio?
EX 210 Gullotta: Sì, l'abbiamo guardata così, un attimo, per vedere che cosa c'era dentro e poi è stata messa subito dentro il sacco e ho visto che aveva...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
EX 210 Gullotta: Non era una bomba normale, tipo quella che avevo visto in genere giù a Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, quindi sostanzialmente dopo aver visto questo ordigno, poi l'avete riconfezionato per come ve l'avevano dato?
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, prosegua.
EX 210 Gullotta: Abbiamo fatto strada e loro diciamo ci facevano con la loro macchina per andare verso Firenze e camminavano troppo piano. Allora io decisi di sorpassarli e un domani di vederci a Firenze. Li sorpassai e abbiamo fatto cenno con la mano: noi passiamo avanti perché camminavano troppo piano.
Sbagliammo incrocio e andammo in direzione di Ventimiglia. Mi resi conto che avevamo sbagliato, allora ritornammo indietro.
Ritornando indietro mi fermai in un autogrill e telefonai a Santo Mazzei perché già si era fatto un po' più tardi e dicendo che avevamo sbagliato strada e loro ci diedero indicazioni dove dovevamo vederci.
Dice: ci vediamo a Firenze a questa uscita, però l'uscita io non me la ricordo.
Comunque, verso le quattro e mezza-cinque di pomeriggio ci siamo visti a questa uscita di Firenze e da lì siamo andati in questo museo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti Gullotta, si fermi un attimo perché ho bisogno di altre due precisazioni.
Quando voi partiste da Torino, ecco vuol spiegare un attimino come mai Torino? Cioè, queste persone, lei ha parlato di Bastone, di Facella, avevano degli interessi, avevano delle abitazioni o che altro a Torino?
EX 210 Gullotta: A Torino Giovanni Bastone ci abitava là perché era, per come so, era sorvegliato diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi Giovanni Bastone abitava a Torino?
EX 210 Gullotta: Abitava a Torino perché era sorvegliato, non so se aveva... aveva qualcosa di... qualche misura di sicurezza. Ma lui si recava spesso anche a Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sennò non si capiva come mai eravate stati a Torino.
Punto secondo - lei credo che l'abbia accennato, però non so se ho capito bene - questa venuta a Firenze, il Mazzei, nel momento in cui vi dà questo ordigno, ve lo spiegò che stavate andando a Firenze a compiere questo gesto, o che altro?
EX 210 Gullotta: Santo Mazzei, come ho detto poc'anzi, ci disse che dovevamo andare a mettere questa bomba in un museo di Firenze, per far sì che... per dare un atto dimostrativo nei confronti delle Forze dell'Ordine. In quanto c'era stato prima, nel luglio mi sembra, o nell'estate, ci furono le stragi di Falcone e Borsellino, quindi le Forze dell'Ordine avevano fatto una soppressione diciamo, posti di blocco, tutte queste cose qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era in atto diciamo un atteggiamento di repressione da parte delle Forze dell'Ordine, in quel periodo?
EX 210 Gullotta: In quel periodo là, sì. E per fermare un pochettino quel mare... questa situazione, andammo, Santo Mazzei ci spiegò questa cosa qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, era - mi scusi Gullotta, abbia pazienza se io le chiedo un po' in dettaglio - quindi era Santo Mazzei che vi spiegò questa, il significato di questo gesto, e la necessità di compiere questo gesto?
EX 210 Gullotta: Sì. Prima no, però dopo ce lo spiegò, dopo che ci diede quella bomba.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nel momento in cui già partiste da Torino?
EX 210 Gullotta: Sì, nel momento in cui partimmo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi prendeste in consegna quest'involucro.
EX 210 Gullotta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siamo arrivati al casello di Firenze. Lei dice: non mi ricordo qual era questo casello di Firenze.
Si ricorda a che ora arrivaste lì, a che ora vi vedeste?
EX 210 Gullotta: Arrivammo verso le quattro e mezzo, cinque. Di pomeriggio. Da lì dove eravamo all'uscita, a questo museo, ci fu un dieci minuti di strada, non di più, dieci, massimo un quarto d'ora.
Quando arrivammo in questo museo, ci parcheggiammo, io sulla sinistra, e Santo Mazzei e Facella più avanti, poco più avanti.
Cannavò scese dalla macchina, aveva un giubbino, mise questa bomba sotto il giubbino ed entrò in questo museo.
Dopo un quarto d'ora, venti minuti, lui esce, sale in macchina, e mi spiegò che ha dovuto pagare il biglietto d'entrata e che era un po' preoccupato, in quanto là dentro c'erano delle telecamere. E mi disse: 'speriamo che non sono stato ripreso nel momento in cui ho messo la bomba dietro una statua'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Gullotta, le disse, ecco, le diede qualche altro particolare sul punto dove aveva collocato questa bomba?
EX 210 Gullotta: Mi disse che la mise dietro una statua dove c'era un po' d'erba.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo le descrisse un luogo chiuso, o un luogo all'aperto?
EX 210 Gullotta: No, questo non me lo disse. Però dietro la statua, che c'era un po' d'erba, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le parlò di una statua, e di erba che stava dove? Sotto, davanti questa statua?
EX 210 Gullotta: Non gli domandai dove era. Mi disse che la mise dietro questa statua, e che c'era un po' d'erba.
PUBBLICO MINISTERO: E che c'era l'erba.
EX 210 Gullotta: E che c'era un po' d'erba, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando arrivaste - come al solito, mi scusi se la porto un attimino indietro - quando vi incontraste con Mazzei e Facella al casello, furono loro ad andare avanti, a far strada?
EX 210 Gullotta: Sì, furono loro, perché noi non... era la prima volta che eravamo, andavamo a Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Sia lei che il Cannavò, non c'eravate mai stati?
EX 210 Gullotta: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Per raggiungere questo luogo, su cui ora le chiederò qualche dettaglio, doveste chiedere delle informazioni, ci arrivarono per così dire...?
EX 210 Gullotta: No no, lui già sapeva, loro sapevano dove andare, non abbiamo chiesto niente. Ci hanno fatto strada e siamo arrivati in quel museo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi arrivarono decisi, diciamo, su questo obiettivo.
EX 210 Gullotta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lo vuol descrivere lei, questo luogo dove si fermò insieme a Cannavò?
EX 210 Gullotta: Cioè era grande, diciamo, un grande portone e c'erano delle scalinate, una però molto, cioè lontane, separate da... non vicine. Di salita, erano.
Poi c'erano dietro di me, dove mi posteggiai, c'erano dei negozi. E c'erano anche delle grate di ferro, perché mi sembra che stavano facendo dei lavori. E delle macchine sulla sinistra, posteggiate. Dove poi mi posteggiai anch'io.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto, può dire alla Corte dove lei e Cannavò si fermò con la macchina?
EX 210 Gullotta: Io mi fermai esattamente davanti a un muro, che dal lato di guida, che io guidavo la macchina, vedevo il Cannavò che entrava il portone grande. Cioè vedevo tutto, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e lei ha parlato di questo luogo, lei ha detto due cose: luogo grande - luogo grande - e queste scalinate. E' in grado di dare qualche ulteriore dettaglio di questo luogo?
EX 210 Gullotta: Cioè io ricordo che era così. Poi, quando ho fatto i sopralluoghi con la P.G., ho riconosciuto questo posto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei quindi questo luogo l'ha visto in quella occasione, e poi ci è tornato, capisco bene?
EX 210 Gullotta: Sì, ci sono tornato con la P.G. diciamo, a fare i sopralluoghi con i Carabinieri, non lo so che cos'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè l'hanno portata a individuare questo posto.
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, oltre che con la P.G., poi c'è stato anche con qualche magistrato, lei?
EX 210 Gullotta: Io ci sono stato con il magistrato Gabriele Chelazzi, in questo posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda anche su per giù quando venne compiuto questo atto?
EX 210 Gullotta: Eh, nel '96, come ora.
PUBBLICO MINISTERO: In questo periodo.
EX 210 Gullotta: In questo periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Nel '96, come ora.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In effetti, questo atto venne compiuto per l'appunto il 20 giugno del 1996.
Senta, in tutt'e due le occasioni lei fu in grado di condurre prima, la Polizia Giudiziaria, e poi, il Pubblico Ministero, il dottor Chelazzi, su questo luogo?
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma oggi lo può dire come si chiama questo luogo?
EX 210 Gullotta: Palazzo Pitti. Ho appreso che si chiamasse Palazzo Pitti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha...
EX 210 Gullotta: Cioè io sapevo che era solo un museo, e basta. Poi ho appreso dalle indagini che era, si chiamasse Palazzo Pitti.
PUBBLICO MINISTERO: Si chiamava Palazzo Pitti. Senta, lei ha detto: 'ci fermammo con Cannavò sulla strada'.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre davanti a Palazzo Pitti? Possiamo chiamarlo così.
EX 210 Gullotta: No, un po' più avanti c'è un muro grande, io salii, sono salito il marciapiede con la macchina, e mi misi di fronte a questo muro.
PUBBLICO MINISTERO: Rispetto al... Ah, ecco, le stavo chiedendo, rispetto al senso di marcia, sulla sinistra o sulla destra?
EX 210 Gullotta: Sulla sinistra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dove ci sarebbe questo grande muro?
EX 210 Gullotta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Mazzei e Facella, invece, dove parcheggiarono?
EX 210 Gullotta: Parcheggiarono poco più avanti, un 7-8 metri, massimo 10 metri più avanti di noi, scesero dalla macchina e aspettarono...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma ricorda cosa c'è 7 o 8 metri più avanti, come dice lei, rispetto...?
EX 210 Gullotta: C'era una pattumiera. All'epoca c'era una pattumiera, e dei ferri messi...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma, voglio dire, ma siamo sempre su una strada, oppure che altro?
EX 210 Gullotta: No, no, erano parcheggiati sempre sulla sinistra, c'era una pattumiera, hanno trovato un posto diciamo per mettere la macchina, e l'hanno... in direzione per poi andare, diciamo, andare via.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quanto tempo dopo tornò alla macchina il Cannavò?
EX 210 Gullotta: Un quarto d'ora, venti minuti massimo.
PUBBLICO MINISTERO: Un quarto d'ora, venti minuti massimo.
Lei ha già detto che le aveva detto due cose, il Cannavò: che aveva dovuto pagare il biglietto.
EX 210 Gullotta: Sì, e che stava chiudendo, quindi si è affrettato anche a depositare questa cosa qua.
PUBBLICO MINISTERO: E che aveva visto questo... delle telecamere dentro.
EX 210 Gullotta: Sì, telecamere anche.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, cosa faceste, una volta che Cannavò rientrò alla macchina?
EX 210 Gullotta: Eh, niente, salimmo in macchina, anche Mazzei e Facella, e ci fecero strada in direzione per Torino, nuovamente.
Dopo 80-100 chilometri Mazzei si fermò in un autogrill, scendemmo dalla macchina, e si incamminava verso una cabina telefonica. Noi eravamo molto vicini da dove lui... le portiere erano aperte, quindi se diceva qualcosa si sentiva molto chiaro.
Telefonò, fece un numero di telefono, e telefonò all'ANSA, o comunque a una testata giornalistica. Però, sinceramente, noi non capimmo niente di quello che lui disse. Perché doveva rivendicare questa cosa, no? Appunto che, quando salimmo in macchina, ci siamo chiesti se quello che stava dall'altra parte della cornetta aveva capito qualcosa di quello che aveva detto il Mazzei.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, mi scusi Gullotta, vuol precisare? Cioè il fatto che Mazzei telefonasse all'ANSA o, lei ha detto, ad altri giornali...
EX 210 Gullotta: O a una testata giornalistica.
PUBBLICO MINISTERO: O a una testata giornalistica. Ma ve lo disse lui, quando andò alla cabina, oppure lo sentiste voi? O che altro?
EX 210 Gullotta: No. Eravamo noi incaricati di fare questa telefonata.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, per l'appunto.
EX 210 Gullotta: Siccome sicuramente il Mazzei, con il fatto che noi abbiamo sbagliato strada, abbiamo creato un po' di perdite di tempo, forse era un po' seccato, e allora non ci disse più niente. Ma prima lui ci aveva incaricato che dopo mettere, dovevamo mettere questa bomba, dovevamo telefonare all'ANSA o a una testata giornalistica, e rivendicare questo fatto che avevamo compiuto. E poi ci diceva quello che dovevamo dire.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, rivendicare in che senso?
EX 210 Gullotta: Cioè rivendicare il fatto che c'era una bomba in questo museo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico, ma la paternità di questo ordigno chi se la doveva prendere? Antonino Gullotta, o Mazzei, o chi altro?
EX 210 Gullotta: No, questo non ce lo disse. Poi ce lo doveva dire dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, diciamo, la qualificazione sarebbe stata anonima, di questa rivendicazione? Oppure, non so, riferito a gruppi terroristici, o che altro?
EX 210 Gullotta: No, questo non lo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa. Quindi, quando vi fermaste, Mazzei cambiò idea, capisco bene? Cioè invece di farvi telefonare, telefonò lui personalmente?
EX 210 Gullotta: Sì, telefonò lui personalmente. Ma era un po' seccato, diciamo. E non ci disse niente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, spieghi un attimino che cosa accadde. Si avviò al telefono?
EX 210 Gullotta: Si avviò al telefono e noi ci andammo dietro. E aspettammo fuori dalla cabina, ma ci mancavano le portiere, della cabina, ma eravamo a mezzo metro e anche più vicini, di distanza; quindi anche se parlava sottovoce, se parlava un po' più chiaro, noi capivamo quello che diceva.
Invece, non abbiamo capito niente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, faceste quella considerazione che ha detto poc'anzi?
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: 'Non abbiamo capito niente noi, figurati...
EX 210 Gullotta: Quello che stava dall'altra parte della cornetta.
PUBBLICO MINISTERO: ... quello che stava dall'altra parte della cornetta'.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io bisogna che le faccia rilevare, Gullotta, che quando lei, per l'appunto, venne interrogato dal dottor Chelazzi, per l'appunto il 20 giugno '96, disse che - le leggo testualmente -:
"Io penso che, provocando il ritrovamento della bomba, Mazzei dovesse dire qualcosa tipo Brigate Rosse, o denominazioni simili".
Siccome ha già detto che non ricorda a chi doveva farsi risalire la paternità di questa rivendicazione.
EX 210 Gullotta: Va be', comunque una cosa del genere, poteva essere.
PUBBLICO MINISTERO: Però non è in grado di esser più preciso?
EX 210 Gullotta: Più preciso, no. Ma sono stato anche così, quando ho avuto l'interrogatorio con...
PUBBLICO MINISTERO: Con il dottor Chelazzi.
EX 210 Gullotta: ... il dottor Chelazzi, sì. Gliel'avevo già detto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, poi che cos'altro che accadde? Ci fu questa telefonata, che per lei fu un po' incomprensibile, e poi?
EX 210 Gullotta: E poi andammo verso Torino. Dove poi ci aspettava il Bastone in un ristorante. Mangiammo, per dieci minuti poi si appartarono, si misero un po' da parte per dieci minuti circa, il Mazzei e il Bastone, e il Facella. Però non so dire che cosa si sono detti.
E l'indomani mattina siamo ripartiti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le chiedo qualche altra precisazione. Dato che lei era per l'appunto, come ci ha detto più volte, vicino a Mazzei, ci può spiegare in termini per così dire quantitativi, temporali, in che cosa consiste questa vicinanza? Voglio dire, vi vedevate tutti i giorni? Stavate sempre insieme?
EX 210 Gullotta: Cioè la maggior parte, sì. Più che altro "vicini", nel gergo malavitoso, vuol dire che c'è una certa benevolenza tra il "capo" e il "soldato", diciamo, no?
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei era un "soldato", come era un "soldato" Cannavò?
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e sa se per caso il Mazzei doveva, o vi aveva parlato di iniziative simili a quelle che poi lei, con Cannavò, portò avanti a Firenze, anche in altri luoghi?
EX 210 Gullotta: No.
PUBBLICO MINISTERO: Se le doveva fare, se le aveva già fatte?
EX 210 Gullotta: Io so che dopo questo fatto dovevamo ritornare nuovamente a Torino, però non ci spiegò niente. Solo che poi venne arrestato, a novembre, non si fece più...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, l'arresto di Mazzei, fu abbastanza - lei ha ricordato, è del 10 novembre '92 - fu abbastanza ravvicinato, diciamo, rispetto a questo fatto che voi compiste?
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco bene?
EX 210 Gullotta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vediamo qualche altro dettaglio. Io ora, a questo punto, vorrei farle vedere qualche fotografie; poche, in verità.
Si può mettere in condizione di guardare. Possiamo togliere qualche riflesso? Gullotta, non so se lei sta vedendo questa fotografia.
EX 210 Gullotta: Sì, la vedo.
PUBBLICO MINISTERO: Le dice qualcosa quest'oggetto che vede?
EX 210 Gullotta: E' uguale, uguale a quella che ho visto io.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè sarebbe questo ordigno a forma di razzo? Lei poco fa ha parlato.
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io ora non so, vedo la parte alta di questo involucro, mi pare sia nero; lei ha riferito di un colore bronzeo. A che cosa si riferiva lei, quando diceva quel colore?
EX 210 Gullotta: La parte dove è nero era un bronzo, un color bronzo diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Gullotta: Almeno quello che ho visto io.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, volevo proprio questa precisazione. Quindi la parte che in questa foto vediamo nera, era color bronzo, quella che lei vide in macchina e che poi Cannavò collocò dietro la statua.
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ispettore, possiamo passare all'altra foto. Ecco, le dice qualcosa questa foto, Gullotta?
EX 210 Gullotta: Questo è Palazzo Pitti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io alla destra della foto vedo un muro.
EX 210 Gullotta: Sì, io ero posteggiato là, dove c'è quella persona con lo zaino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diciamo è il muro che si vede.
EX 210 Gullotta: Un po' più avanti, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lì vedo un drappo rosso, quello è il portone da cui entrò Cannavò?
EX 210 Gullotta: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E la macchina era sul marciapiede che vediamo a destra della foto?
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mentre Mazzei e Facella, stavano più avanti?
EX 210 Gullotta: Più avanti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ispettore, possiamo toglierle. E do le indicazioni alla Corte delle foto.
Allora, la foto relativa a quella che Gullotta ha indicato essere relativa a Palazzo Pitti, e che in effetti è Palazzo Pitti, è contenuta nel fascicolo del Pubblico Ministero, Attività integrativa di indagine, a suo tempo depositata ai difensori, al foglio 25280.
Mentre la foto dell'ordigno che abbiamo mostrato a Gullotta, è anche questa contenuta, allegata ad una annotazione della DIA di Firenze del 16 agosto '96, a foglio 25512, anche questa Attività integrativa del Pubblico Ministero.
Senta, vorrei un attimino tornare sulla persona di Facella e di Bastone, per due indicazioni per così dire anagrafiche, o di luogo. Lei ha detto, Bastone è di?
EX 210 Gullotta: Mazara del Vallo.
PUBBLICO MINISTERO: Mazara del Vallo.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Facella, lo sa lei esattamente di dov'è, o sa indicare di che zona della Sicilia è?
EX 210 Gullotta: Cioè non so di preciso di dove è, a me fu presentato come un palermitano.
PUBBLICO MINISTERO: Come un palermitano.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io all'inizio del suo esame le ho posto la domanda dei rapporti che c'erano tra - se c'erano - tra il gruppo dei "cursoti", di cui lei faceva parte, e esponenti di Cosa Nostra.
Ecco, lei sapeva, o il Mazzei le aveva detto, che queste persone - Bastone e Facella, o chi altro - erano persone di Cosa Nostra, o persone vicine a Cosa Nostra?
EX 210 Gullotta: Non ci disse esplicito, diciamo: 'sì, fanno parte di Cosa Nostra', però ci disse che eravamo molto, ma molto vicini a loro, e che, cioè, erano degli amici.
PUBBLICO MINISTERO: Usò quest'espressione: 'che erano degli amici'.
EX 210 Gullotta: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un'ultima precisazione. Non so se lei l'ha detta, ma comunque casomai lo ripete. Quando acquistaste la macchina, la Opel Kadett, a Torino, si ricorda che prezzo, a che prezzo venne acquistata quest'auto, e chi per così dire sborsò il denaro?
EX 210 Gullotta: Sì, la macchina fu comprata da Mazzei. Il denaro lo uscì lui. E, se ricordo bene, acquistò per 8 milioni, questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Vennero dati lì per lì, in contanti?
EX 210 Gullotta: Sì, sì, in contanti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa macchina, diciamo, fu presa a vista, diciamo vista e presa.
EX 210 Gullotta: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E l'intestazione famosa al Gullotta, poi avvenne...
EX 210 Gullotta: A Cannavò.
PUBBLICO MINISTERO: Prego? Scusi, a Cannavò, abbia pazienza, un lapsus. A Cannavò, avvenne?
EX 210 Gullotta: Avvenne là stesso, ce la intestò lui, perché domandarono diciamo il foglio di residenza più, anche, il codice fiscale. Quindi Cannavò già aveva, mi sembra, queste cose addosso. Perché sapevamo che, una volta a Milano, dovevamo comprare una macchina, perché non potevamo girare con quella mia perché era targata Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un'ultimissima domanda. Lei ha detto poco fa, ha risposto, io le ho chiesto, le ho fatto una domanda di carattere generale, cioè se aveva saputo da Mazzei o da Cannavò, o chi altri, se il Mazzei aveva assunto in genere altre iniziative. E lei mi ha risposto, dice: 'so che poi doveva tornare a Torino, ma è stato arrestato'.
Un dettaglio, è una precisazione: doveva tornare a Torino per un'azione simile?
EX 210 Gullotta: Questo non lo so dire. Ma però, siccome a Torino vi erano anche delle persone che appartenevano a un gruppo, il quale noi eravamo in guerra a Catania, può essere sia quella, che quell'altra. Ma più che l'ipotesi di cercare le persone che andavano a Torino, è questa qua.
Di questo, non ci accennò niente. Di quello lo posso dire, perché già ci fu una sparatoria avvenuta a Torino, riguardo a persone che erano nostri nemici.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un'ulteriore precisazione. Dal Mazzei - lei dice era "vicino", quindi ci ha spiegato che cosa si intende per essere "vicino" in termini, come lei ha detto, malavitosi - le ha mai parlato, Mazzei, confidato a lei, capito da altri, che era venuto a Firenze in un'altra circostanza per compiere qualche azione analoga a quella che la vide personalmente protagonista, per così dire?
EX 210 Gullotta: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, non ha mai saputo di altre iniziative analoghe. Senta, un'ultimissima precisazione sulla telefonata di rivendicazione. Glielo chiedo per l'ultima volta, di modo da avere da lei un'ulteriore risposta.
Io le ho fatto presente quanto lei aveva anche detto al dottor Chelazzi, quando lo interrogò il 20 giugno, sul fatto che questa rivendicazione dovesse far pensare a Brigate Rosse o, come disse lei, a denominazioni simili.
EX 210 Gullotta: Sì, questa, io ricordo che io dissi questa cosa. Però, ricordo anche che io dissi che non ero sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, infatti è vero, perché lei disse, testualmente:
"Però, non posso essere più preciso".
EX 210 Gullotta: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi - e termino - il senso di questa rivendicazione era quello di far pensare, voglio dire, alla criminalità, alla mafia, o che altro? O a organizzazioni di tipo diverso?
EX 210 Gullotta: Ma, può anche darsi...
AVV. Cianferoni: Opposizione - Avvocato Cianferoni - perché la contestazione, che prima già il signor Pubblico Ministero ha reso, si apre con un pensiero del dichiarante. Cioè 'io penso che provocando il ritrovamento della bomba, Mazzei dovesse dire qualcosa tipo Brigate Rosse o denominazioni simili, però non posso essere più preciso; perché ripeto che Mazzei fece una comunicazione che per me, sul momento, fu incomprensibile'.
Quindi, abbiamo una congettura sulla congettura. E mi pare poi, tra l'altro, tema già escusso dal Pubblico Ministero.
E' vero che la ripetizione, come già la Corte ha detto, è ammissibile. Però, credo che la ripetizione già esplicitata e contestata diventi anche suggestione.
In questo senso, mi oppongo alla domanda.
PRESIDENTE: Non mi pare che ci sia nulla di suggestivo, in tutto questo.
PUBBLICO MINISTERO: Non so, Presidente, io...
PRESIDENTE: Prego, prego. Può rispondere.
EX 210 Gullotta: Se...
PRESIDENTE: Vuole ripetere la domanda, perché l'interrogato non ha capito di cosa...
PUBBLICO MINISTERO: No, io chiedevo...
EX 210 Gullotta: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che, Gullotta, non so se lei ha capito quello che le avevo chiesto, se ha afferrato il senso della mia domanda. Allora, gliela riformulo.
Io le ho ricordato quello che lei ha detto al Pubblico Ministero, al dottor Chelazzi, il 20 giugno del '96, e che ora anche il difensore - l'avvocato Cianferoni - ha riletto.
Le chiedo: secondo i discorsi che vi aveva fatto Mazzei, dato che questa telefonate la doveva fare lei personalmente o addirittura Cannavò, o uno di voi, era, il senso della rivendicazione fatta a mezzo del telefono, doveva far pensare alla mafia, alle organizzazioni criminali, o a altro?
EX 210 Gullotta: No, ma qualcosa del genere, mafia o Brigate Rosse, queste cose qua.
Questo posso dire, che il Mazzei poi, se noi dovevamo fare la telefonata noi, ce lo diceva al momento che cosa dovevamo dire e in che senso dovevamo rivendicare. Però, come ho detto...
PRESIDENTE: Poi invece l'ha fatta da sé.
EX 210 Gullotta: Poi l'ha fatta da sé, esatto. E che non capimmo niente, anche se eravamo molto vicini.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, abbiamo concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili, hanno domande?
AVVOCATO Ammannato: Sì, avvocato Ammannato.
Ecco, può chiarire alla Corte le ragioni per cui doveva esser messa questa bomba a Firenze?
PRESIDENTE: Mi pare che l'abbia detto più di una volta, avvocato. Io non voglio dirle che la domanda non può essere ripetuta, sennò mi contraddico. Risponda pure.
EX 210 Gullotta: Eh, quello che ho detto poco fa. Il motivo era perché ci furono le stragi di Borsellino e Falcone, e nel momento in cui ci furono queste stragi, nella città di Palermo, nelle zone di Palermo, ci fu una repressione delle Forze dell'Ordine talmente forte che, in poche parole, ci mancò il respiro, diciamo, ai gruppi criminali.
Per far sì che si calmassero...
PRESIDENTE: ... venisse allentata...
EX 210 Gullotta: Esatto, si fece questa...
PRESIDENTE: Questo atto intimidatorio.
EX 210 Gullotta: Esatto.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, le volevo ricorda che, sempre su questa linea, aveva così espresso il concetto - per completarlo -: che il ritrovamento di questa bomba, quando ne fosse stata data notizia, avrebbe impaurito la popolazione.
EX 210 Gullotta: Anche.
AVVOCATO Ammannato: E, nello stesso tempo, doveva apparire un avvertimento alla Forze dell'Ordine.
Ecco, cioè volevo che integrasse...
EX 210 Gullotta: Sì, sì.
AVVOCATO Ammannato: ... il concetto che aveva detto in istruttoria, ecco.
EX 210 Gullotta: Ma questo già mi sembra che l'avevo detto anche poco fa.
AVVOCATO Ammannato: No. Quindi, doveva anche impaurire la popolazione?
EX 210 Gullotta: Anche per fare, destare diciamo paura, molta paura anche alla popolazione.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, a questo proposito, qui oggi non ha riportato il particolare. Cioè il giorno dopo, il giorno successivo, cosa faceste il giorno successivo?
EX 210 Gullotta: Noi il giorno successivo, la mattina, comprammo dei giornali per vedere se c'era notizia di questa cosa della telefonata che aveva fatto il Mazzei.
E nei giornali non trovammo nessun articolo. Quindi, quello che avevamo pensato io e Cannavò, che non avevano capito niente, può essere che si era avverato.
AVVOCATO Ammannato: Grazie.
PRESIDENTE: Altre domande, le parti civili? I difensori hanno domande?
AVVOCATO Ceolan: Sì, avvocato Ceolan. Signor Gullotta, vorrei che lei fosse più preciso rispetto a una domanda che le ha già fatto il Pubblico Ministero.
Ha mai sentito dire da Mazzei o da Cannavò che, nel periodo precedente l'arresto dello stesso Mazzei, questo sia venuto un'altra volta a Firenze per compiere un attentato incendiario?
EX 210 Gullotta: Questo non lo so, l'ho già detto. Non ce ne parlò a noi, il Mazzei.
AVVOCATO Ceolan: Ecco, lo può escludere o non lo sa?
EX 210 Gullotta: No, non lo so.
AVVOCATO Ceolan: Senta, prima di ricordarle quel che lei disse al Pubblico Ministero il 20 giugno '96, se può fare uno sforzo di memoria: in quella sede lei dette una ragione plausibile per la quale escludeva che il Mazzei fosse venuto un'altra volta a Firenze, a compiere un attentato incendiario.
Può fare uno sforzo di memoria?
EX 210 Gullotta: Cioè, ma io dissi, al dottor Chelazzi, che se dovevamo andare a fare un altro, diciamo fatto come quello che siamo venuti a fare a Firenze, Santo Mazzei ce lo avrebbe detto.
AVVOCATO Ceolan: Ecco.
EX 210 Gullotta: Questo. Non lo so se è questo.
AVVOCATO Ceolan: Ricorda di aver detto, così?:
"Poiché mi si dice che un fatto così è stato riferito da un altro collaboratore, sono convinto che il fatto sia uno solo: che sia quello al quale io stesso ho partecipato. Lo dico perché Mazzei, in quel periodo, la maggior parte delle sue cose, le faceva con me e con Cannavò. Ci teneva vicini e ci diceva che di noi aveva assoluta fiducia. Ci considerava suoi figli, voleva anche farci fare delle conoscenze qualificate negli ambienti di Palermo".
EX 210 Gullotta: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Può confermare questa risposta?
EX 210 Gullotta: Sì, sì, confermo, sì.
AVVOCATO Ceolan: Grazie.
EX 210 Gullotta: Questo, la dissi.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Senta, signor Gullotta, io vorrei sapere da lei - lo ha già detto, ma mi serve che lo ridica - che ore erano grossomodo quando uscì all'autostrada per Firenze? Lasciando stare quale casello fosse, ma l'ora.
EX 210 Gullotta: Quando uscimmo da... da dove incontrammo Mazzei?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Gullotta: Eh, quattro e mezzo-cinque.
AVV. Cianferoni: E quanto vi occorse poi per arrivare fino a piazza Pitti, al Palazzo?
EX 210 Gullotta: Da lì dove eravamo, dove eravamo, dieci minuti, un quarto d'ora massimo. Massimo un quarto d'ora.
AVV. Cianferoni: Senta, io ora vorrei capire molto sinteticamente com'è che lei riferisce all'Autorità Giudiziaria queste circostanze.
Cioè, ne aveva già parlato prima della data del 20 giugno '96 di fronte al P.M. di Firenze? Ne aveva già parlato con altre autorità?
EX 210 Gullotta: Io avevo parlato con le autorità di Torino. Tre mesi prima, se ricordo bene.
AVV. Cianferoni: A proposito anche di questo fatto?
EX 210 Gullotta: Di questo fatto, sì, accennai di questa situazione che abbiamo fatto a Firenze.
AVV. Cianferoni: Non ho altre domande. Grazie.
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi.
Signor Gullotta, volevo una ulteriore spiegazione su una domanda che ha fatto il collega prima.
Lei ha detto che siete arrivati a Firenze verso le quattro e mezzo, un quarto alle cinque.
EX 210 Gullotta: Sì.
AVVOCATO Pepi: E ci aveste messo circa un quarto d'ora ad arrivare in piazza Pitti. Le volevo chiedere: avete avuto problemi di tempo, o per trovare, per parcheggiare la macchina, o vi siete subito, avete trovato un posto libero per parcheggiare?
EX 210 Gullotta: No, c'era, il posto era, quando siamo arrivati era libero. Non abbiamo trovato difficoltà diciamo a mettere la macchina sul marciapiede.
AVVOCATO Pepi: Quindi, esattamente, sareste entrati dopo le 17.00 comunque al giardino.
EX 210 Gullotta: Press'a poco quell'ora, sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Un'altra domanda è questa: lei ha detto di aver fatto parte, come associazione criminosa, del gruppo dei Cursoti, vero?
EX 210 Gullotta: A Cursoti, sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, volevo sapere: questo gruppo in che rapporti era con il gruppo Santapaola? Cioè se era un gruppo alleato, o un gruppo in contrasto con questo.
EX 210 Gullotta: Il gruppo formato da Santo Mazzei, poi, era alleato, aveva fatto alleanza con il clan Santapaola.
Eravamo tutti una cosa, questo gruppo.
Poi c'erano altri gruppi dei Cursoti, sempre che noi eravamo in guerra.
AVVOCATO Pepi: Ho capito. Non ho altre domande. Grazie.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
Senta, Gullotta, io vorrei ritornare un momento a quello che è stato il viaggio di andata, diciamo così, verso Firenze.
Cioè, con precisione, a quel punto, a quel momento in cui voi avete perduto la strada andando verso Ventimiglia.
Lei poi ha detto ora: 'ho telefonato a Mazzei per, innanzitutto per avvisarlo e poi per ritrovare la strada'.
Da dove telefonò?
EX 210 Gullotta: Da un autogrill, una cabina telefonica.
AVVOCATO Florio: Quale?
EX 210 Gullotta: Verso... scendendo da Ventimiglia, diciamo. Perché avevamo sbagliato.
AVVOCATO Florio: Beh, è un po' generico, non sa... Scendendo da Ventimiglia, dato che proprio Ventimiglia è al confine...
PRESIDENTE: Scusi, da dove...
EX 210 Gullotta: Ma prima, però, molto prima.
PRESIDENTE: Scusi, da dove eravate partiti?
EX 210 Gullotta: Da Torino.
PRESIDENTE: Da Torino. E eravate diretti a Firenze?
EX 210 Gullotta: A Firenze. Siamo, abbiamo fatto la strada per Genova.
PRESIDENTE: Ah, per Genova.
EX 210 Gullotta: Per Genova.
PRESIDENTE: E avete sbagliato...
EX 210 Gullotta: Esatto. E abbiamo sbagliato...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere più o meno da che punto di questa strada avete telefonato ai vostri amici.
EX 210 Gullotta: Sì, questa strada qua.
AVVOCATO Florio: No.
PRESIDENTE: Non ha detto nulla, però. Dicendo: 'da questa strada', è lunga decine o centinaia di chilometri. Non c'era un punto...
EX 210 Gullotta: No, non lo so.
PRESIDENTE: Avevate superato Genova, o ancora no?
EX 210 Gullotta: Avevamo superato sì, l'incrocio molto...
PRESIDENTE: L'incrocio per Genova...
EX 210 Gullotta: ... l'incrocio per Genova.
PRESIDENTE: ... rientrando per Ventimiglia.
EX 210 Gullotta: Siamo andati verso Ventimiglia.
PRESIDENTE: Verso Ventimiglia.
EX 210 Gullotta: ... però molto prima ci siamo fermati, perché io mi sono accorto che le macchine che andavano su erano tutte straniere targate. Per cui dissi: ma dove...
PRESIDENTE: Va bene, abbiamo capito. Però non sa indicarci la località.
EX 210 Gullotta: No, la località no. Non ho guardato.
AVVOCATO Florio: Né mi immagino sappia dire se l'autogrill aveva - mi rendo conto che sono passati anni, ma insomma... - se era un autogrill AGIP, IP, Esso...
EX 210 Gullotta: No, no, questo non l'ho guardato.
AVVOCATO Florio: Per cercare di individuarlo, capito?
EX 210 Gullotta: No, questo non l'ho guardato, avvocato.
AVVOCATO Florio: Non lo sa.
EX 210 Gullotta: No.
AVVOCATO Florio: Senta, arrivati a Firenze... Guidava lei, vero?
EX 210 Gullotta: Sì.
AVVOCATO Florio: Che strada fece per arrivare in piazza Pitti?
EX 210 Gullotta: Eh, questo non lo ricordo. Già io l'ho detto, non lo so io dove sono uscito...
AVVOCATO Florio: No, no...
EX 210 Gullotta: Che uscita...
AVVOCATO Florio: No, ho capito questo. Lei che sia arrivato a Firenze-sud, o a Firenze-nord, non mi interessa.
Voglio sapere...
EX 210 Gullotta: Comunque c'era un fiume, non lo so. Un lago... Abbiamo preso un ponte e poi verso... siamo andati verso questo museo, che poi ho riconosciuto come Palazzo Pitti.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
Quindi probabilmente avete fatto il Lungarno. Non lo sa, va be'.
EX 210 Gullotta: No, no. Non ci sono mai stato a Firenze.
Quella era la prima volta, quindi non è che so le vie o le strade della città.
AVVOCATO Florio: Ecco, allora mi sorge, diciamo così, spontanea un'altra domanda. E cioè: vi siete persi in autostrada, a maggior ragione c'era il rischio di perdersi per Firenze.
Vi siete tenuti in contatto telefonico?
EX 210 Gullotta: No, perché noi non avevamo il telefono cellulare. Se dovevamo tenerci in contatto telefonico, dovevamo fermarci nell'autogrill...
AVVOCATO Florio: Ho capito. Ma per arrivare a piazza Pitti...
EX 210 Gullotta: Per arrivare...
AVVOCATO Florio: ... non è facilissimo dall'autostrada, mi scusi.
EX 210 Gullotta: Come?
AVVOCATO Florio: Non è facilissimo arrivare in autostrada, dall'autostrada a piazza Pitti.
EX 210 Gullotta: Aspetti un attimo, avvocato.
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Gullotta: Mi scusi.
AVVOCATO Florio: Prego.
EX 210 Gullotta: Nella telefonata che noi abbiamo fatto a Mazzei, gli dissemo, gli abbiamo detto che avevamo perso diciamo la strada.
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Gullotta: Quando, cioè, quando gli abbiamo detto questa cosa, noi ci informammo anche in autogrill la strada per Firenze e ce l'hanno indicata. Dopodiché, più avanti ancora sempre, ci siamo rifermati e abbiamo telefonato nuovamente al Mazzei.
AVVOCATO Florio: Da dove questa volta?
EX 210 Gullotta: Più avanti, verso Genova. Più avanti verso Genova.
AVVOCATO Florio: Aspetti, aspetti. Allora, la seconda telefonata...
lei non aveva mai parlato di una seconda telefonata, lo dice adesso.
EX 210 Gullotta: Va be', me la sto ricordando adesso.
AVVOCATO Florio: Va bene.
EX 210 Gullotta: Perché lei mi sta insistendo di questa cosa.
AVVOCATO Florio: Allora, questa seconda telefonata al Mazzei, da dove è stata posta in essere? Verso Genova, ha detto?
EX 210 Gullotta: Verso Genova, per poi andare, ci siamo informati per andare a Firenze. Sempre ci siamo fermati.
Poi, una volta giunti non molto diciamo vicino a Firenze, Santo Mazzei ci disse dove dovevamo uscire.
Al punto dove eravamo, ci disse dove dovevamo uscire.
AVVOCATO Florio: E qui siamo d'accordo. Però io...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere come avete fatto a fare la strada dall'uscita dell'autostrada a piazza Pitti.
EX 210 Gullotta: Ci ha accompagnato Mazzei e Facella.
PRESIDENTE: Cioè, vi ha fatto strada davanti?
EX 210 Gullotta: Davanti, sì. E questo già lo avevo detto, Presidente.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, data l'ora che lei ha citato, avete trovato problemi per entrare nel centro storico? Che ne so, vi hanno fermato dei vigili...
EX 210 Gullotta: No, che io ricordi, no.
AVVOCATO Florio: No. No, perché la domanda gliela spiego: perché il centro di Firenze è chiuso anche in modo molto rigido - le devo dire la verità - prima delle sei e mezzo.
Cioè, c'è la famosa ZTL, zona traffico limitato, che impone ai vigili, che ce ne sono tantissimi, di fermare coloro che arrivano prima di quell'ora per entrare nel centro storico.
Ora che le sto dicendo questo, si ricorda se siete stati fermati?
EX 210 Gullotta: No, non siamo stati fermati. Se io ricordo bene non siamo stati fermati.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, volevo tornare un momentino al momento in cui Cannavò entra nel Giardino di Boboli, diciamo.
Lei ha detto che Cannavò pagò il biglietto vero?
EX 210 Gullotta: Sì, staccò, mi disse che ha pagato un biglietto di entrata.
AVVOCATO Florio: Pagò il biglietto di entrata.
Anche questa circostanza mi pare un po' strana, perché nel mese di novembre...
EX 210 Gullotta: No, parliamo settembre-ottobre, avvocato, qua, eh.
AVVOCATO Florio: Nel mese di ottobre, nel mese di ottobre, da una certa ora in poi, i biglietti non si vendono più, perché il giardino chiude. Comunque...
Senta, un'altra cosa: quando andaste a Milano ad acquistare questa Opel Station Wagon, si ricorda in quale concessionaria l'avete comprata?
EX 210 Gullotta: No, la concessionaria non me la ricordo. Però credo di saperci andare.
AVVOCATO Florio: Senta, l'ultima domanda: la motivazione, il motivo per cui questo ordigno è stato apposto, era appunto - come ha detto lei, questo discorso torna, in verità - per così, per fare un atto dimostrativo nei confronti delle Forze dell'Ordine, vero?
EX 210 Gullotta: Sì.
AVVOCATO Florio: Ma scusi una cosa: o sa che, come è vero che siete andati in piazza Pitti, lo sa che in piazza Pitti c'è una caserma dei Carabinieri?
EX 210 Gullotta: No.
AVVOCATO Florio: Lo apprende adesso.
EX 210 Gullotta: Sì.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Gramigni: Una sola, Presidente. Avvocato Gramigni.
Senta, Gullotta, lei prima, narrando questa vicenda, ha rappresentato alla Corte che vi fu una riunione nei pressi di Mazara del Vallo alla quale avrebbero partecipato anche persone che lei conosceva.
E' in grado di collocare questa riunione temporalmente, rispetto a questo episodio fiorentino?
EX 210 Gullotta: E' stato prima dell'episodio.
PRESIDENTE: Eh, questo lo abbiamo capito.
L'avvocato vuol sapere se lei può dirci più o meno quanto tempo prima.
EX 210 Gullotta: Un mese, diciamo un mese. Non posso essere preciso, diciamo un mese.
PRESIDENTE: Diciamo un mese.
AVVOCATO Gramigni: Quindi io le devo contestare infatti che lei fu ancor meno preciso quando venne sentito dal Pubblico Ministero di Firenze il 20 giugno del '96. Poiché in quel verbale, a domanda rispondendo, disse:
"Quanto alla vicenda della riunione della villa di Mazara nei pressi di Mazara, come riferitomi dal Cannavò, io propendo per il fatto che la riunione sia stata precedente, rispetto all'episodio della bomba lasciato a Palazzo Pitti, ma non ho sicurezza sul punto".
Quindi le rappresento che, quando fu sentito dal Pubblico Ministero, nemmeno fu in grado di stabilire se la riunione era stata precedente o successiva, rispetto a questa venuta vostra a Firenze.
Quindi, ecco, facendole presente quanto ha detto, cosa mi dice oggi?
EX 210 Gullotta: Sì, ma è anche vero però che non poteva essere che il periodo precedente, la riunione, al fatto che noi abbiamo messo...
AVVOCATO Gramigni: Gullotta, questo è una...
EX 210 Gullotta: No, perché... Mi scusi, avvocato.
Santo Mazzei fu arrestato il 10 di novembre. Quindi... No, è stato prima. Se noi la bomba l'abbiamo messa a settembre-ottobre, e la riunione non poteva essere che prima di questi mesi che io ho parlato.
AVVOCATO Gramigni: No, non la seguo, mi scusi.
AVVOCATO Ammannato: Scusi, allora parte civile avvocato Ammannato.
Non c'è nessuna difformità. Disse che la riunione era precedente...
PRESIDENTE: Avvocato, non è...
AVVOCATO Gramigni: No...
PRESIDENTE: Abbia pazienza, ma non è il suo compito...
AVVOCATO Ammannato: No...
PRESIDENTE: Non è il suo compito. Quando, ad un certo punto, sarà il momento delle conclusioni o delle argomentazioni, eccetera, lei dirà quello che crederà.
AVVOCATO Ammannato: Certo.
PRESIDENTE: Ma in questo momento proprio il suo intervento non è previsto.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente.
AVVOCATO Ammannato: Non c'è difformità.
PRESIDENTE: Abbiamo capito. Ma per cortesia, non si faccia riprendere un'altra volta, perché dovrò mettere a verbale un richiamo formale.
Lei non può insistere in questo atteggiamento, abbia pazienza, avvocato.
Lei conosce il Codice, lo cita continuamente, poi si inventa delle cose che il Codice non prevede.
AVVOCATO Ammannato: E' opposizione, perché Presidente...
PRESIDENTE: Opposizione è un altro discorso.
Lei stava facendo un rilievo di un intervento di un suo collega che rappresenta gli imputati che non era previsto.
Doveva dire: "Mi oppongo a".
AVVOCATO Ammannato: Mi oppongo a, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, ma non si può opporre al fatto che il suo collega insista per avere un chiarimento.
Prego.
AVVOCATO Gramigni: No, dicevo, Gullotta, non la seguivo. Nel senso che lei dice che il Mazzei viene arrestato il 10 o il 20 novembre, quando... Non so, mi risulterebbe il 20 novembre.
Colloca ad ottobre il fatto dell'ordigno, e mi dice: chiaro, che è prima, perché poi il Mazzei viene arrestato.
Quindi, ecco, se lei mi dice che la riunione è stata prima, devo pensare che la collocazione della bomba fu vicina alla data dell'arresto del Mazzei.
E' questo il senso del suo discorso?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Gullotta: No, non è questo il senso del mio discorso.
Il discorso è che, come già avevo fatto presente al dottor Chelazzi, che è vero che io non ricordavo, non potevo collegare il fatto che la... quando è stata la riunione, e il collegamento della bomba.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
EX 210 Gullotta: Però è anche vero che non poteva essere che prima.
AVVOCATO Gramigni: Oh, perché dopo il Mazzei fu arrestato.
PRESIDENTE: Dica perché.
EX 210 Gullotta: Il perché, perché Santo Mazzei fu arrestato.
AVVOCATO Gramigni: Oh!
EX 210 Gullotta: Noi salimmo, ricordo molto bene, salimmo a Milano per poi andare a Firenze, nel settembre-ottobre del '92.
Quindi la riunione che ci fu, che mi fu raccontata da Cannavò Roberto, fu prima. Perché me la raccontò a Catania.
AVVOCATO Gramigni: D'accordo. Quindi lei dice che è più probabile prima perché poi la...
PRESIDENTE: E comunque è una sua, un suo pensiero.
*EX 210 Gullotta: Un mio pensiero, sì.
PRESIDENTE: Va bene.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio, non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Abbiamo terminato allora con questo...
Sì, facciamo una breve sospensione prima di riprendere.

segue LA BARBERA