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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Vediamo chi è presente, poi darò atto della rinuncia alla difesa di alcuni degli imputati.
Dunque, Bagarella.
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocati Ceolan e Cianferoni. Entrambi presenti.
Barranca Giuseppe.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocati Barone e Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocati Tommaso Farina di Palermo e Graziano Maffei di Lucca. A proposito dell'avvocato Farina, devo allora sin da adesso dare atto che è pervenuta una comunicazione datata 16/02/98, pervenuta il 17, di questo contenuto:
"Il sottoscritto, difensore di Giuliano Francesco, Mangano Antonino, Spatuzza Gaspare, Benigno Salvatore, tutti imputati come in atti, per impegni sopravvenuti e per non avere potuto seguire lo svolgimento del processo durante tutte le udienze, per cui mi è impossibile continuare a prestare il mio contributo difensivo;
Considerato che i predetti sono tutti difesi anche da altri validissimi avvocati;
Dichiaro di rimettere il mandato difensivo, nei confronti di tutti i miei assistiti, ritenendomi a disposizione qualora fosse ravvisata necessaria la mia presenza. Avvocato Tommaso Farina".
Così stando le cose, Benigno è rinunciante, vero? Però Benigno, l'imputato Benigno è difeso anche dall'avvocato Graziano Maffei di Lucca e, in sostituzione dell'avvocato Maffei, che non è presente, nomino l'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: detenuto.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocati Li Gotti, De Paola e Falciani.
AVVOCATO Cosmai: Presidente, sostituisco l'avvocato Falciani.
PRESIDENTE: L'avvocato Cosmai, vero?
AVVOCATO Cosmai: Sì.
PRESIDENTE: Grazie.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocati Gandolfi, Fiorentini e Luca Cianferoni di Firenze, sostituto processuale, che è presente.
Cannella Cristofaro.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocati Di Peri e Rocchi. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocati... E' presente? Carra è assente. Avvocati Cosmai e Batacchi di Firenze. Come sostituto è presente l'avvocato Cosmai.
Di Natale Emanuele: è presente? Non è presente, è assente. Avvocati Civita Di Russo, Maria Gentili e Alessandro Falciani.
AVVOCATO Cosmai: Che sostituisco io.
PRESIDENTE: Sostituiti dall'avvocato Cosmai.
Ferro Giuseppe.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Pietro Miniati Paoli.
AVV. Miniati Paoli: Presente.
PRESIDENTE: Che è presente.
Ferro Vincenzo: libero, è assente. Avvocati Traversi e Gennai. E' presente l'avvocato Traversi.
Frabetti Aldo: rinunciante. Avvocati Monaco, Usai e Roggero. Sostituti dall'avvocato Cianferoni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: E' presente. Abbiamo dato atto che Frabetti Aldo è rinunciante? E' rinunciante.
Giacalone Luigi, dunque è presente. Avvocati Priola, Florio e Bennati. E' presente l'avvocato Florio.
Giuliano Francesco: rinunciante. Difensore avvocato Tommaso Farina. Come abbiamo sentito ha declinato il mandato. Si nomina di ufficio, difensore di Giuliano Francesco, l'avvocato Pepi. Può accettare l'avvocato Pepi?
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Accetta, grazie.
Graviano Filippo: detenuto.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocati Oddo e Gramigni. Avvocato Gramigni non è presente. Allora è sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocati Avellone e Batacchi.
AVVOCATO Cosmai: Sostituisco l'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Sostituito dall'avvocato Cosmai, allora.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: E' presente. Avvocati Florio e Fragalà. E' presente l'avvocato Florio.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Presente. Avvocati Tommaso Farina di Palermo e avvocato Graziano Maffei di Lucca. Abbiamo letto la comunicazione dell'avvocato Tommaso Farina. L'avvocato Graziano Maffei non è presente. Viene sostituito dall'avvocato Florio.
Messana Antonino: libero, è contumace. Avvocati Amato e Bagattini. Sostituti dall'avvocato Traversi? Avvocato Traversi può sostituirli?
AVVOCATO Traversi: No.
PRESIDENTE: No, preferisce di no.
AVVOCATO Traversi: Incompatibilità, Presidente.
PRESIDENTE: E allora Avvocato Pepi. Sostituto l'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Non è presente. Avvocati Natali e Cardinale. Sostituti dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: E' presente. Domenico Salvo di Firenze, avvocato Salvo di... chiedo scusa. Avvocato Salvo di Palermo e avvocato Giangualberto Pepi di Firenze, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocati Traina e Passagnoli. Sostituto processuale viene nominato l'avvocato Florio.
Santamaria Giuseppe: Avvocato Battisti di Roma e avvocato Monica Usai. Santamaria Giuseppe non ha provveduto alla sostituzione dei suoi difensori di fiducia, che vengono sostituiti, per l'udienza di oggi, dall'avvocato Cianferoni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocati Ferruccio Fortini e Massimo Batacchi. Sostituito?
AVVOCATO Cosmai: Lo sostituisco io, Presidente.
PRESIDENTE: Dall'avvocato Cosmai, grazie.
Questo era Scarano Antonio.
Si passa allora a Scarano Massimo. Avvocati Bruno Rocco Condoleo e Luca Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare. Anche Spatuzza Gaspare era difeso dall'avvocato Farina, congiuntamente all'avvocato Pepi. L'avvocato Farina ha rinunciato al mandato. L'avvocato Pepi è presente.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocati Gallina di Palermo e Gramigni di Firenze. Sostituti dall'avvocato Ceolan.
Possiamo... L'avvocato Florio aveva chiesto che venisse - e la Corte ha ammesso - l'esame...
AVVOCATO Florio: Di Sacco Antonino.
PRESIDENTE: ...di Sacco Antonino. Che, verosimilmente, ora vediamo qual è la sua posizione.
AVVOCATO Florio: Grazie.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi.
Vuol dire il suo nome, cognome.
*EX 210 Sacco: Sacco Antonino.
PRESIDENTE: Sacco Antonino. Nato dove?
EX 210 Sacco: 04/09/55.
PRESIDENTE: Dove è nato?
EX 210 Sacco: Palermo.
PRESIDENTE: A Palermo.
Lei è imputato... E' detenuto attualmente?
EX 210 Sacco: Sì.
PRESIDENTE: Imputato come... E' stato condannato, o è ancora un processo in corso?
EX 210 Sacco: Appellante.
PRESIDENTE: Come?
EX 210 Sacco: Appellante sono.
PRESIDENTE: E' appellante. E l'imputazione?
EX 210 Sacco: Associazione mafiosa.
PRESIDENTE: Quindi 416-bis.
EX 210 Sacco: Sì, 416-bis.
PRESIDENTE: Associazione mafiosa detta Cosa Nostra, questa è l'imputazione.
EX 210 Sacco: 416-bis.
PRESIDENTE: Lei ha un difensore? Il suo avvocato come si chiama?
EX 210 Sacco: Scozzola Giuseppe.
PRESIDENTE: Che non è presente. Si può nominare l'avvocato Cosmai.
PUBBLICO MINISTERO: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, Presidente... Credo l'avvocato Cosmai no. Difende Carra e altri.
PRESIDENTE: Chi può sostituire allora il difensore?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, siccome il Pubblico Ministero ovviamente conosceva la situazione di Sacco, per conoscenza di tutti, avevamo provveduto comunque ad avvisare l'avvocato Scozzola.
PRESIDENTE: Sì. Che non è presente.
PUBBLICO MINISTERO: Che però non è presente.
PRESIDENTE: Eh, però devo nominare un difensore.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Io avevo chiesto di trovare qualcheduno che non difendesse imputati. Non ci sono difensori... Allora dovremmo sospendere in attesa di reperire...
L'avvocato Traversi, che difende Messana, si trova in una situazione analoga.
AVVOCATO Traversi: No, difendo Vincenzo Ferro, ma direi la situazione è analoga, sì.
PRESIDENTE: Sì. E allora, sospendiamo per credo mezzora sia necessario per ottenere la presenza di un altro difensore. Sospendiamo per mezzora.
AVVOCATO Pepi: Sentendo al Tribunale della Libertà, che fra l'altro è qui vicino, di solito c'è sempre parecchi difensori. Se uno potesse venire...
PRESIDENTE: Sì. Mandiamo qualcuno e sospendiamo per mezzora. Cioè, riprendiamo alle dieci e mezza.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il difensore credo che sia stato trovato.
AVVOCATO Di Leone: (voce fuori microfono)
Buongiorno Presidente.
PRESIDENTE: Buongiorno avvocato. La ringrazio, è stato molto gentile. Possiamo fare entrare il Sacco allora.
Buongiorno. Lei ha già detto il suo nome, cognome, luogo, data di nascita.
EX 210 Sacco: Sacco Antonino.
PRESIDENTE: Ha indicato il suo difensore, che sarà sostituito allora... Accenda il microfono. L'avvocato?
AVVOCATO Di Leone: Avvocato Rocco Di Leone del Foro di Firenze.
PRESIDENTE: Bene.
Io devo... Lei sa, lei ha detto che è imputato in un procedimento per il reato di cui all'articolo 416-bis.
EX 210 Sacco: Sì.
PRESIDENTE: In quanto tale, lei ha la facoltà di non rispondere alle domande che le possono essere poste. Lei intende avvalersi di questa facoltà? E' una sua scelta.
EX 210 Sacco: Io non so di cosa si tratta.
PRESIDENTE: Come?
EX 210 Sacco: Non so di cosa si tratta. Mi trovo estraneo in questo procedimento.
PRESIDENTE: Lei è stato indicato per certi fatti, su certi avvenimenti che riguardano questo processo, delle stragi, per cose che sono accadute, non a Firenze, ma in luoghi di detenzione.
Lei è libero di rispondere, o di non rispondere. Veda lei che cosa...
EX 210 Sacco: Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
PRESIDENTE: Intende avvalersi della facoltà di non rispondere.
EX 210 Sacco: Io sono estraneo a tutte queste cose.
PRESIDENTE: Allora lo possono riaccompagnare. E' terminato così.
*EX 210 Sacco: Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno.
Per quanto riguarda Santo Mazzei, abbiamo notizie che è atterrato, o doveva atterrare a Bologna alle nove e mezza. Si contava che alle dieci e mezza fosse arrivato. Ne abbiamo conferma dell'arrivo?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
No.
PRESIDENTE: No.
La notizia l'avremo tra quanto tempo?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Due minuti. Allora attendiamo due minuti, eventualmente sospendiamo.
No, lei dovrebbe assolvere alla stessa funzione per Santo Mazzei. Non è escluso che si ripeta quello che è accaduto or ora. Può darsi invece che intenda rispondere.
Allora, è necessario sospendere per un quarto d'ora, perché le notizie non sono molto aggiornate. Fra un quarto d'ora si ricomincia.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Possiamo fare entrare il Mazzei.
Fatelo accomodare.
Lei si chiama?
*EX 210 Mazzei: Mazzei Santo.
PRESIDENTE: Mazzei Santo.
EX 210 Mazzei: Sì.
PRESIDENTE: Nato dove?
EX 210 Mazzei: Catania.
PRESIDENTE: Quando è nato?
EX 210 Mazzei: 20/06 del '53.
PRESIDENTE: Lei è imputato in altri procedimenti?
EX 210 Mazzei: Sì.
PRESIDENTE: Vedo che è detenuto. Imputato in altri procedimenti. Imputato di quali reati?
EX 210 Mazzei: Associazione.
PRESIDENTE: Associazione per delinquere di stampo mafioso.
EX 210 Mazzei: Sì.
PRESIDENTE: Lei ha un avvocato difensore? Chi è il suo difensore?
EX 210 Mazzei: A Catania.
PRESIDENTE: Sì e come si chiama?
EX 210 Mazzei: Antille.
PRESIDENTE: Era stato...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, vale la stessa...
PRESIDENTE: Era stato avvisato.
PUBBLICO MINISTERO: Avevamo avvisato l'avvocato Antille per l'adempimento odierno.
PRESIDENTE: E allora viene sostituito, per questo adempimento, dall'avvocato Rocchi... mi scusi?
AVVOCATO Di Leone: (voce fuori microfono)
Rocco Di Leone.
PRESIDENTE: Ah, grazie.
Data la sua posizione, lei non verrà sentito come testimone, perché è imputato in un procedimento connesso o imputato di reato collegato. E, in quanto tale, lei ha la facoltà di non rispondere alle domande che alcuni difensori hanno chiesto di porle, su fatti che riguardano questo processo.
Lei quindi può dirmi, deve dirmi adesso se intende rispondere a queste domande che le verrebbero poste, ovvero se si vuole avvalere della facoltà di non rispondere.
EX 210 Mazzei: Vorrei parlare con un difensore prima.
PRESIDENTE: Sì, prego. Parli con...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: E' ancora ammanettato? E' ammanettato? Sì. E allora liberatelo.
Allora riportatelo lì dentro.
Quanto tempo pensa di dover parlare con il suo difensore?
EX 210 Mazzei: Non lo so.
PRESIDENTE: No...
EX 210 Mazzei: Perché sono stato citato, dall'accusa o dalla difesa?
PRESIDENTE: E' stata la difesa a chiedere di esaminarlo...
EX 210 Mazzei: Sì.
PRESIDENTE: ...su determinati fatti che sono risultati.
EX 210 Mazzei: Non lo so, mi dia il tempo di parlare con...
PRESIDENTE: Io penso che, per scegliere se rispondere o non rispondere, dieci minuti le dovrebbero poter bastare.
EX 210 Mazzei: Anche cinque.
PRESIDENTE: D'accordo. Allora riaccompagnatelo...
AVVOCATO Florio: Presidente.
PRESIDENTE: Prego?
AVVOCATO Florio: Mentre... No, no, è cosa del tutto...
PRESIDENTE: Potete riaccompagnarlo.
AVVOCATO Florio: Mentre c'è questo incombente. Io non so se il signor Sacco ha avuto la stessa possibilità di parlare con il difensore.
PRESIDENTE: Non l'ha chiesta. Non l'ha chiesto.
AVVOCATO Florio: Tutto qua.
PRESIDENTE: Probabilmente si era già consultato prima.
AVVOCATO Florio: Sa, sui probabilmente...
PRESIDENTE: Dunque, sospendiamo allora per dieci minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Speriamo, Presidente, che si finisce.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Lo stanno portando?
Ecco, allora ha deciso se intende...
EX 210 Mazzei: Sì, non intendo rispondere.
PRESIDENTE: Si avvale della facoltà di non rispondere.
*EX 210 Mazzei: Sì.
PRESIDENTE: Allora lo possono riaccompagnare, grazie.
A questo punto, ci sono richieste delle parti, o possiamo dichiarare terminata l'istruzione dibattimentale?
Io la ringrazio, avvocato.
AVVOCATO Di Leone: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Mi dispiace averle fatto perdere più tempo di quanto non immaginassi.
AVVOCATO Di Leone: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Da parte del Pubblico Ministero non vi è nessuna richiesta. Anzi, vi è richiesta del provvedimento che dichiara chiuso l'istruttoria dibattimentale.
PRESIDENTE: Parti civili?
AVVOCATO Sgromo: Nessuna richiesta e ci associamo anzi alla richiesta del Pubblico Ministero di emettere l'ordinanza di chiusura dell'istruzione dibattimentale.
PRESIDENTE: Le dispiace avvocato ripetere? Perché io ho percepito un po' poco e probabilmente non è stato registrato.
AVVOCATO Sgromo: Dunque, avvocato Sgromo, in sostituzione dell'avvocato Ammannato per le parti civili.
Ci associamo alla richiesta del Pubblico Ministero di emettere ordinanza di chiusura dell'istruzione dibattimentale perché oramai il processo è maturo per una decisione. Grazie.
PRESIDENTE: Grazie.
I difensori degli imputati.
AVV. Cianferoni: Una sola richiesta da parte mia, Presidente - avvocato Cianferoni - che rappresento comunque una richiesta del collegio difensivo, da valutare ai sensi dell'articolo 507 per quella assoluta necessità che, insegna la norma, deve presiedere all'assunzione di una prova quando l'istruttoria dibattimentale, sollecitata dalle parti, si è svolta.
La richiesta che questo difensore propone, anticipo che è in linea con richieste di analogo tenore, su un'analoga circostanza che si è venuti rappresentando alla Corte e che hanno già trovato valutazioni in precedenti ordinanze.
Nondimeno si ritorna su questo tema di prova ritenendolo decisivo, ai fini del decidere - e perdonerà la Corte l'allitterazione - sotto vari profili.
Anticipo il contenuto della richiesta e supporto poi la richiesta stessa.
Si chiede che, ai sensi dell'articolo 507 e 205 del Codice di rito, si dia ingresso alla testimonianza del Presidente della Repubblica, senatore Oscar Luigi Scalfaro sulla seguente circostanza: sulle dichiarazioni rese da questa autorità costituzionale nel novembre del 1993, a mezzo della RAI Radiotelevisione, con i canali riuniti, ricordo: primo, secondo e terzo canale riuniti, sulla temperie di quel periodo che vedeva, che rappresentò il Presidente - credo di poter fare riferimento ad un notorio, perché si tratta di un messaggio che questa autorità...
PRESIDENTE: Non il messaggio previsto dalla carta costituzionale.
AVV. Cianferoni: Ecco, vengo appunto anche a dire se si possa, alla luce della giurisprudenza costituzionale, ritenere messaggio quello del Presidente, in base ad una prassi invalsa. Basta ricordare il messaggio alla fine dell'anno che, appunto, questa autorità trasmette ai cittadini.
Vi sono, viceversa, messaggi istituzionali dei Presidenti delle Camere e del Senato, ma in questo momento non ci occupano.
Quello che ci occupa è che, in quel periodo, ricordo che la stampa pubblicò - si era nel novembre del '93 - come "livre de chevé" (?) porta questo difensore con sé una pubblicazione delle persone offese. L'ha sempre avuta e si onora di averla avuta nella sua borsa per tutto il processo.
E, in questa pubblicazione, si trova appunto delle date. La Stampa, il quotidiano La Stampa, edito a Torino, il 4 novembre '93 riportava le parole del Presidente che dovrebbero costituire il tema di prova.
Il Presidente diceva - sono virgolettate -:
"Prima, si è tentato con le bombe; ora con il più vergognoso e ignobile degli scandali. A questo gioco al massacro, io non ci sto.
Il tempo che manca per le elezioni non può consumarsi nel cuocere a fuoco lento le istituzioni dello Stato. Siamo ad un passaggio difficile per l'Italia e per il popolo italiano."
Queste parole, diceva il presidente Scalfaro nel novembre del '93. Quando, secondo quello che è stato importato nell'istruttoria dibattimentale, l'istruttoria, dicevo, l'istruttoria ci ha detto che addirittura vi sarebbero stati dei fatti ancora diciamo in grembo a questa stagione stragista nefasta.
Perché sulla collocazione temporale, per esempio, del fatto cosiddetto dell'Olimpico, siamo proprio in quella - torno a dire - temperie.
Dicembre, novembre, forse i primi del '94; si discuterà su questo fatto.
Il capo di imputazione che si deve decidere in questo processo vede una contestazione politica. E dico questo sotto un profilo giuridico: articolo 1 del Decreto Legge del 1979 sulla finalità di eversione che ciascun fatto, anche il più neutro, anche un furto, una violazione della Legge sugli assegni - faccio per essere paradossale - può rivestire.
In questo caso abbiamo un articolo 422, strage, contestata con l'aggravante dell'articolo 1 di questo Decreto Legge.
Quindi è un fatto di natura politica.
Sto parlando in difesa di un imputato che ebbe ingresso nella fase delle indagini preliminari come presunto esecutore di questi fatti. E sto dicendo del signor Bagarella.
Via via poi si è parlato di lui come organizzatore; poi lo si è detto mandante di questi fatti.
Vedano, perciò, signori Giudici, quanta importanza può avere il portato di una deposizione, che definire qualificata significa essere succinti, perché ho chiesto la deposizione della massima autorità costituzionale dello Stato, su questi fatti. Che il Presidente collegava, nelle sue parole rivolte al popolo con quel messaggio che dicevo, alla stagione degli scandali.
Che nel processo - e non mi dilungo - ha avuto un ingresso tangenziale - e non voglio essere allusivo, ci mancherebbe! - sotto il profilo della deposizione del, oggi generale Mori, e del capitano De Donno.
Allora, perché questo processo si deve chiudere senza che si dia risposta a questo interrogativo? Fondamentale, in termini giuridici, 507, per sciogliere il problema della causale dei fatti.
Non anticipo la discussione, ma mi chiedo: che cosa il processo ha portato per comprendere il perché di bombe alle chiese? Che non sono musei e sono chiese, sono cose ben diverse.
Ecco, se c'è stato questa evidenza storica, cioè, se un Presidente si è... Presidente della Repubblica si è condotto di fronte al popolo per dire queste cose, oggi siamo qui, a cinque anni di distanza, per dare giustizia a questi imputati in vincoli, a dei morti che in quei fatti hanno trovato la fine tragica della loro vita.
Perché allora si deve non vedere questo fatto che, in quel periodo, si sentì il dovere da parte delle istituzioni di rappresentare al popolo intero?
Ecco perché questo difensore, al termine dell'istruttoria, insiste per l'audizione del presidente Scalfaro.
Aggiungo un ultimo dato di natura giurisprudenziale. L'articolo 1 che poc'anzi ricordavo veste politicamente l'imputazione contestata.
Vi è giurisprudenza di legittimità già richiamata - e mi scuso di fare riferimento ai miei precedenti interventi - ed è la Sezioni Unite denominata per brevità "Ballan". Sezioni Unite del '92.
La quale specificava a chiare lettere come sia preciso dovere della Corte di Assise, del Giudice meglio, che abbia a decidere su un fatto politico, investigare fino alla esasperazione le causali prossime e remote di quel fatto. Onde ricostruirlo nella sua globalità e onde dare la giusta luce alle accuse e alle difese che, in quel fatto, si sono rappresentate.
Perché, laddove a un processo di questa natura, si tolga la connotazione politica, si perde il baricentro interpretativo di tutti i fatti. Si costringe cioè la comprensione del fatto su una variabile che non è quella che sollecita il capo di imputazione.
Si è parlato tanto di collaboratori di Giustizia e di altri tipi di prova, fonti di prova, di cui poi si discuterà, togliere a questo processo il dato politico che si è voluto invece dichiarare in "limine vitis", equivale, ripeto, a togliere il baricentro al processo.
Ecco perché insisto per l'audizione del presidente Scalfaro.
PRESIDENTE: Quindi lei ha formulato la sua richiesta, l'ha motivata.
Sentiamo il Pubblico Ministero su questa richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Mi interessava preliminarmente sapere dai difensori se vi sono altre richieste.
PRESIDENTE: E' stato detto che era terminale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. No, se ce ne fossero state altre, così si evitava di prendere e restituirsi la parola ripetutamente.
Non ho capito molto - mi perdonerà l'avvocato Cianferoni - della sua prospettazione. Perché mi sembra che ci sia qualche cosa di paradossale. In quanto, mi sembra - lo ripeto - vengono proposte due affermazioni di tipo contrastante.
Il processo nasce da un capo di imputazione che enuncia una causale di un certo tipo; causale che il difensore ne riassume qualificata da una forte componente politica e che comunque nel processo, in qualche modo, si traduce nella configurazione di una particolare aggravante. L'aggravante della finalità di terrorismo.
Questa è l'affermazione che fa il difensore.
La prima, mi pare in ordine logico, alla quale ne fa seguire un'altra.
Il Giudice del dibattimento - e il Giudice sempre e comunque - ha il dovere, e in alcune situazioni questo dovere va scritto con le lettere maiuscole più che in ogni altra, di approfondire, senza risparmio, di attenzione e di impegno, ogni elemento che va a comporre il fatto che il Giudice deve giudicare.
La terza affermazione del difensore è sostanzialmente questa, e io è qui che ravviso il paradosso: si chieda al Presidente della Repubblica, attraverso l'atto specifico dell'assunzione della testimonianza, si chieda al Presidente della Repubblica...
Eh, qui metto dei puntolini di sospensione e chiedo alla Corte: che cosa si dovrebbe chiedere al Presidente della Repubblica? Si dovrebbe chiedere l'interpretazione autentica di una sua affermazione, quasi che un ipotetico vuoto probatorio, che comunque dovrebbe essere in qualche modo pagato dall'accusa, eventualmente, che vedrà o potrebbe vedere espunta in una sentenza di condanna, quella che andrà a chiedere, è certo, nei confronti degli imputati, una aggravante.
Si dovrebbe andare a chiedere al Presidente della Repubblica di fornire l'interpretazione autentica di una sua affermazione sul presupposto che la sua affermazione, quella cioè di affermazione, presuppone - presuppone, indimostratamente presuppone - la conoscenza dei fatti oggetto di questo processo.
E questa mi sembra francamente una affermazione che il difensore non ha esplicitato, ma che io, a prescindere dal modo col quale la richiesta è stata formulata, non posso non andare a leggere nella richiesta medesima.
Perché dico che è paradossale? E' paradossale perché, se un problema di prova sussiste; e se questo problema di prova, trattandosi di prova di accusa, come nel nostro caso, è il problema della qualificazione di un fatto in relazione ad una sua caratteristica di ordine storico che si traduce in una caratterizzazione specifica dal punto di vista giuridico. Cioè dire l'aggravante.
Se questo problema di prova esiste, ed è un problema dell'accusa, è un problema del Pubblico Ministero. E' il Pubblico Ministero che sa o non sa, se è riuscito o non è riuscito a completare la ricostruzione probatoria di questo dato di fatto, di questo dato di realtà che integra l'aggravante. E ad un Pubblico Ministero che eventualmente abbia fatto male i suoi conti, si sostituisce una sollecitazione del difensore - sollecitazione non... più che quello, data la fase in cui ci troviamo - che mirerebbe a colmare un vuoto di prova dell'accusa. Quindi, in qualche modo, sostituendosi agli interessi dell'accusa.
Questo è il paradosso.
A me sembra, e non credo di doverla far lunga, per rispetto al Presidente della Repubblica, che vuole il caso riguarda noi che portiamo una toga e anche il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Non riguarda tutti, come il Presidente del Consiglio Superiore; tutti riguardano il Presidente della Repubblica.
Io credo che per rispetto al Presidente della Repubblica, anche solamente pensare che debba venire in aula, o per meglio dire, debba indicare il luogo nel quale il Giudice potrà andare a sentirlo, per fornire la interpretazione autentica di una sua presa di posizione, sul presupposto che nessuno ci autorizza a ritenere dimostrato che quella certa affermazione abbia - come retroterra, se non proprio come scaturigine - conoscenze che in ordine ai fatti di questo processo, in ordine alle ragioni per le quali le stragi sono state commesse. Ecco, mi sembra, per rispetto al Presidente della Repubblica, di dover chiudere qui le mie brevissime considerazioni, chiedendo alla Corte di sanzionare la sollecitazione della difesa con un provvedimento di rigetto.
PRESIDENTE: Le parti civili?
AVVOCATO Onano: Avvocato Onano, per l'Avvocatura dello Stato.
Si associa alla opposizione formulata dal Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Altre parti civili?
AVVOCATO Sgromo: Anche l'avvocato Sgromo, in sostituzione dell'avvocato Ammannato, si associa alla richiesta di rigettarsi. Perché assolutamente irrilevante, superflua. E credo anche in violazione di legge. Perché l'articolo 187, sull'oggetto della prova, detta dei criteri che non possono essere superati in questo momento.
Quindi, rigettarsi la richiesta della difesa.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
AVVOCATO Florio: Quello che non ho fatto prima. Avvocato Florio.
Semplicemente per associarsi, invece, a questo intervento dell'avvocato Cianferoni, che mi sembra...
PRESIDENTE: Ma mi sembra che l'avvocato Cianferoni abbia detto all'inizio che parlava a nome di tutti...
AVVOCATO Florio: A nome di tutti, ecco.
PRESIDENTE: ...i difensori degli imputati. Quindi...
AVVOCATO Florio: E quindi è ultroneo, ma insomma...
PRESIDENTE: Non è necessario associarsi.
Se lo vuole fare, si accomodi. Va bene.
AVVOCATO Florio: Lo faccio per farlo rimanere a verbale. Perché mi sembra, tra l'altro, l'articolo 187 è davvero male invocato.
PRESIDENTE: Eh, no. Mi scusi, avvocato, questa è una replica e...
AVVOCATO Florio: Va bene. Mi associo.
PRESIDENTE: ...non gliela posso consentire.
AVV. Miniati Paoli: Scusi, Presidente, per Vincenzo Ferro. Non c'è opposizione, ma nemmeno associazione alla richiesta. Quindi, remissivo.
PRESIDENTE: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: "La Corte, provvedendo sulla istanza dei difensori di alcuni degli imputati, di sentire come testimone il Presidente della Repubblica, onorevole Oscar Luigi Scalfaro. Sentiti il Pubblico Ministero e i difensori delle altre parti;
Ritenuto che l'audizione della persona del Presidente della Repubblica non appare necessaria ai fini della decisione. In quanto, il mezzo di prova richiesto non è pertinente al tema decidendum, sia per il contenuto assolutamente generico delle dichiarazioni alle quale gli istanti hanno fatto riferimento, sia per l'intrinseca valenza politica di queste dichiarazioni nel contesto storico in cui sono state fatte.
Per questi motivi, rigetta l'istanza come sopra formulata".
Credo che ora si possa procedere alla indicazione degli atti che saranno utilizzati per la decisione, a norma degli articoli 511, comma 5 e 513 del Codice di procedura penale; e dell'articolo 6 della Legge 7 agosto 1997, numero 267, entrata in vigore nel corso del processo.
"Indica, quindi, come atti utilizzabili per la decisione, quelli raccolti, a conclusione della udienza preliminare, nel fascicolo per il dibattimento ai sensi dell'articolo 431 Codice procedura penale; gli atti di cui all'elenco depositato dal Pubblico Ministero all'udienza del 14 novembre 1996, con le esclusioni o estromissioni e le limitazioni specificamente indicata nella ordinanza emessa da questa Corte il 15 novembre 1996.
Nonché tutti gli altri documenti, successivamente prodotti dalle parti, o altrimenti acquisiti al fascicolo per il dibattimento; le relazioni dei consulenti tecnici del Pubblico Ministero esaminati dinanzi alla Corte; la relazione dei periti nominati dal Giudice e tutti gli atti acquisiti al suddetto fascicolo, utilizzati per le contestazioni nel corso dell'istruzione dibattimentale.
Indica come utilizzabili, inoltre, i verbali delle dichiarazioni rese al Pubblico Ministero nel corso delle indagini preliminari dagli imputati: Scarano Massimo, contumace, e Giacalone Luigi che ha rifiutato di sottoporsi all'esame; ed i verbali delle dichiarazioni rese da Correra Angela, Di Natale Elena, Imperatore Agostino, Siclari Maria Maddalena e Tosonotti Enrico. Salvo se altri" - spero che siano stati indicati tutti - "imputati in un procedimento connesso, o di un reato collegato che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Si dichiarano comunque utilizzabili tutti gli atti del processo che non siano stati espressamente esclusi."
Per quanto riguarda il rinvio, forse... mi sembra di interpretare il desiderio dei Procuratori... Chiedo scusa, dei difensori degli imputati e del Pubblico Ministero, fissando un congruo termine per l'esame degli atti. Cioè, sospendendo per un congruo termine, necessario per l'esame degli atti, che non sono pochi come ben sappiamo.
Pertanto, l'inizio... Il Pubblico Ministero inizierà a presentare le sue conclusioni all'udienza del 23 febbraio... marzo, chiedo scusa. 23 marzo - mi ero illuso - 1998 alle ore 09.00.
Credo che le richieste, l'intervento del Pubblico Ministero dovrebbe essere contenuto. Sarà sicuramente contenuto nell'arco di quella settimana.
E quindi, il 30 dello stesso mese - non vorrei sbagliare un'altra volta - quindi, 30 di marzo, dico bene? 30 marzo 1998 potranno iniziare le parti civili.
Credo che si esaurirà il tutto, tutta questa parte dell'attività processuale, si dovrebbe esaurire in uno-due giorni, non di più.
I difensori degli imputati cominceranno a parlare, allora, il 6 di aprile.
Io ho preparato, in base a elementi obiettivi, costituiti dal numero delle imputazioni, dalla gravità dei fatti imputati, dei fatti contestati, e poi dalla diversa ripartizione fatta per gli imputati all'interno dei capi di imputazione, secondo le attività di cui sono stati incolpati - come esecutori, come organizzatori, o altro - in diverse fasce.
E, all'interno di queste fasce, ho usato un altro criterio che mi sembra il più obiettivo possibile, quello dell'ordine alfabetico.
E allora, naturalmente rimane inteso che le parti, i procuratori delle parti, sono liberi di modificare non i giorni di udienza, che spero saranno quelli che indicherò ora espressamente, in modo di dare a tutti la possibilità di adeguatamente preparare a svolgere il compito non facile che dovranno svolgere. Ma di modificare la successione dei vari interventi, secondo accordi che potete prendere tra di voi, o che possono prendere tra loro, i difensori.
Con la preghiera, però, anche nell'interesse della Corte che vuole sapere, ha interesse a sapere chi parlerà un determinato giorno, anche per prepararsi ad ascoltarlo con il lavoro che è conseguente e necessario per una attività di questo genere, ecco, di comunicare eventuali variazioni al termine della requisitoria del Pubblico Ministero.
Quando terminerà di parlare il Pubblico Ministero, se mi volete presentare un altro programma, non per quanto riguarda i giorni, ma per la successione degli interventi, vi saremmo tutti grati.
E allora, do lettura di questo programma.
Mi pare che, per quanto riguarda il Pubblico Ministero, le parti civili, già ho indicato la data di inizio.
E per quanto riguarda i difensori, il 6 aprile 1998 parlerà il difensore di Santamaria Giuseppe; il 7 aprile, il difensore di Scarano Massimo; il 9 aprile, il difensore di Di Natale Emanuele; il 16 aprile, il difensore di Frabetti; il 17 aprile, il difensore di Messana; il 20 aprile, il difensore di Benigno; il 21 aprile, il difensore di Ferro Vincenzo; il 23 aprile, il difensore di Giuliano; il 24 aprile, il difensore di Grigoli; il 27 aprile, il difensore di Spatuzza; il 28 aprile, il difensore di Tutino; il 30 aprile, il difensore di Barranca; il 4 maggio, il difensore di Calabrò; il 5 maggio il difensore di Cannella; il 7 maggio, il difensore di Carra; l'8 maggio, il difensore di Giacalone; l'11 maggio, il difensore di Lo Nigro; il 12 maggio, il difensore di Mangano; il 14 maggio, il difensore di Messina Denaro; il 15 maggio, il difensore di Pizzo; il 18 maggio, il difensore di Scarano Antonio; il 19 maggio, il difensore di Graviano Filippo; il 21 maggio, il difensore di Bagarella; il 22 maggio, il difensore di Brusca; il 25 maggio, il difensore di Ferro Giuseppe; il 26 maggio, il difensore di Provenzano.
Avrete notato che i giorni indicati sono quelli di lunedì e martedì - c'è una sospensione di un giorno che credo sia utile a tutti, anche per assimilare quello che sarà detto - e poi si riprenderà, all'interno della settimana, il giovedì. E si continuerà il venerdì.
Purtroppo cade in mezzo il periodo pasquale, per cui alcuni giorni non saranno utilizzati.
Il processo, quindi, viene rinviato all'udienza del 23 marzo 1998, alle ore 09.00.
Io, oggi, devo disporre la traduzione degli imputati per quella udienza; però tutti sappiamo che, quanto prima, cioè il 21 prossimo, entrerà in vigore la disciplina della partecipazione al procedimento penale a distanza.
In conseguenza, vedrà la Corte, se ne ricorreranno le condizioni, anche da un punto di vista operativo, per dare esecuzione a questa disposizione di legge, con un provvedimento che sarà tempestivamente comunicato e notificato alle parti, ai loro difensori e al Pubblico Ministero.
A questo punto, credo di non avere altro da dire.
E quindi mi auguro di rivedervi presto...
Ah, ecco, mi dicono, mi dice il collega una cosa importante. Che ne avevo già, mi era già pervenuta questa, non una esigenza, questa questione di fatto: che, all'interno di quel giorno assegnato a ciascuno degli imputati, potranno parlare entrambi, naturalmente. Dovranno, non potranno, dovranno parlare entrambi i difensori, qualora un imputato ne abbia due.
Ho capito, o credo di avere capito che sia sufficiente. Anche perché siamo disposti a rimanere sino a ora adeguata. Mi auguro che non ce ne sia, però, bisogno.
Quindi, nient'altro. Grazie di tutto.