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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella è presente?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Barranca Giuseppe.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Barone, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
E' solo l'avvocato Gramigni? No, c'è anche l'avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: No, ci sono anch'io, Presidente.
PRESIDENTE: Allora possiamo alternare.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Li Gotti, avvocato Falciani, che è presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Florio.
Cannella Cristoforo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Florio.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e Batacchi. Sostituito dall'avvocato Falciani.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Miniati Paoli, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. Sostituito dall'avvocato Falciani.
Frabetti Aldo: rinunciante. Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituito dall'avvocato Florio.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, avvocato Florio, che è presente.
Giuliano Francesco.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone, avvocato Batacchi. Sostituito dall'avvocato Falciani.
Lo Nigro Cosimo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Florio, avvocato Fragalà. E' presente l'avvocato Florio.
Mangano Antonino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituito dall'avvocato Florio.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Florio.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi. Sostituiti dall'avvocato Falciani.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Spatuzza Gaspare.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi. Sostituito dall'avvocato Florio.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
La parola al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Allora possiamo far passare il signor Calabrese.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, mi scusi, avvocato Gramigni, una richiesta. Vorrei procedere - visto che sono ritornate con l'attualità nel momento in cui ho condotto alla scorsa udienza l'esame nei confronti del dottor Giuttari - vorrei produrre, ripeto, le dichiarazioni che ebbe a suo tempo ad usare per le contestazioni, nel corso del controesame, di Maniscalco Umberto e Siclari Pietro, all'udienza del 3 giugno.
PRESIDENTE: Ma mi pare che noi le abbiamo già all'udienza del 3 giugno...
AVVOCATO Gramigni: Mi riservai di produrle. Poi sinceramente...
PRESIDENTE: Davanti a noi?
AVVOCATO Gramigni: Eh?
PRESIDENTE: Davanti alla Corte?
AVVOCATO Gramigni: No, io... Sì, nel corso del controesame a Siclari e Maniscalco, che avvenne all'udienza del 3 giugno, contestai certe dichiarazioni rese al Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Va be', Pubblico Ministero...
AVVOCATO Gramigni: Non avevo mai poi provveduto materialmente alla produzione.
PRESIDENTE: Ah, è una richiesta attuale, o è una produzione materialmente...
AVVOCATO Gramigni: Sì, produzione...
PRESIDENTE: Ho capito. Il P.M. ha nulla da osservare?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, non ricordo se questi stessi verbali li abbiamo prodotti noi a suo tempo.
PRESIDENTE: A me pare che noi li abbiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, nel caso in cui siano state effettivamente utilizzate per le contestazioni dalla difesa.
AVVOCATO Gramigni: L'udienza del 3 giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Come non ho motivo di dubitare. Non ho osservazioni.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno nulla da osservare? Allora si acquisiscono.
AVVOCATO Gramigni: Grazie.
PRESIDENTE: Io ho l'impressione che li abbiamo già, comunque.
AVVOCATO Gramigni: Meglio così.
PRESIDENTE: Avanti. Si accomodi.
*TESTE Calabrese: Buongiorno.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
TESTE Calabrese: Mi chiamo Calabrese Carmelo. Sono nato a Novara di Sicilia il 21/05/1958. Lavoro per l'Ente Poste e sono il direttore...
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Calabrese: Residente a Legnano. Lavoro per l'Ente Poste, sono...
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Calabrese: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Il P.M. può procedere.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno dottor Calabrese.
TESTE Calabrese: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'abbiamo indicata qui tra i nostri testimoni perché abbiamo bisogno che lei fornisca alla Corte alcuni elementi - che ha già in verità rappresentato agli ufficiali della DIA che l'hanno sentita per le vie brevi - in relazione a una certa lettera.
Allora, innanzitutto se ci dice qual è la sua qualifica e dove espleta la sua attività.
TESTE Calabrese: Io sono il direttore del Centro di Meccanizzazione Postale di Milano Roserio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In che cosa consiste la...
TESTE Calabrese: Dirigo il centro.
PUBBLICO MINISTERO: Dirige il centro.
TESTE Calabrese: Amministrativamente e organizzativamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il centro in particolare a quali incombenze è preposto?
TESTE Calabrese: Il centro lavora tutta la corrispondenza, lettere e stampe, da e per Milano e la Lombardia. Quindi tutte le corrispondenze che sono accettate dagli sportelli di tutti gli uffici di Milano e dalle cassette di impostazione di Milano. Di una metà delle cassette di impostazione di Milano, in quanto l'altra metà viene lavorata dall'altro centro di meccanizzazione, che si trova a Peschiera Borromeo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Calabrese, per eliminare un dubbio, che in verità non avevo io: esiste per caso a Milano un centro che si chiama Rogoredo?
TESTE Calabrese: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Centro postale, naturalmente.
TESTE Calabrese: No, noi siamo... io parlo dei centri di meccanizzazione postale.
PRESIDENTE: Ah, di meccanizzazione.
PUBBLICO MINISTERO: Meccanizzazione. Cioè, tanto per intendersi: quelli che annullano le corrispondenze.
TESTE Calabrese: E le lavorano poi.
PUBBLICO MINISTERO: E le lavorano.
TESTE Calabrese: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi son due: il suo e...
TESTE Calabrese: Quelli che raccolgono - perché credo poi si tratti di questo - quelli che effettuano la lavorazione della raccolta di tutte le cassette di impostazione di Milano, sono due i centri, esclusivamente due. Uno è a Peschiera Borromeo e l'altro è quello che è Roserio.
PUBBLICO MINISTERO: Roserio.
TESTE Calabrese: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A noi interessa in particolare quello di Roserio.
Ci può descrivere che competenza territoriale ha quello di Roserio?
TESTE Calabrese: La città di Milano è divisa pressoché a metà. Diciamo che di competenza di Roserio è la parte della città nord-ovest, se vogliamo definirla così. Ci vorrebbe una cartina, comunque. Nord-ovest. Mentre la parte sud-est, quella che dà diciamo verso Peschiera Borromeo, verso l'aeroporto è servita dall'altro centro. Quindi è come se la città fosse spaccata in due.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi parliamo sempre del territorio metropolitano?
TESTE Calabrese: Sì, sì. Quello metropolitano, certamente, quello del comune.
PUBBLICO MINISTERO: Quello del comune.
TESTE Calabrese: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci vuol descrivere un po' come avviene la raccolta e la lavorazione della corrispondenza?
TESTE Calabrese: Bene. Escono dal centro di meccanizzazione delle auto che effettuano dei giri della città, degli itinerari di raccolta e questi itinerari ultimamente, diciamo da un anno e mezzo a questa parte, vengono effettuati quasi tutti nel pomeriggio e soltanto tre itinerari nel tardo mattino.
Tutti gli altri itinerari, sono 17 itinerari, vengono effettuati dopo le 17.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a noi interessa in parti...
TESTE Calabrese: Questo però da un anno e mezzo, più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a noi interessa in particolare che lei ci descriva la situazione che era in atto nell'estate, nel luglio del '93.
TESTE Calabrese: Allora, nel luglio del '93 non dirigevo io il centro di meccanizzazione. Io lo dirigo dal marzo del '95. Posso dire che ho fatto delle ricerche in merito alle richieste che mi ha fatto il commissario Tarlao, ho fatto delle ricerche cioè sulle situazioni di eventuali giacenze presso l'ufficio a quell'epoca e non mi pare che vi fossero particolari situazioni per cui la corrispondenza raccolta dalle cassette potesse avere un notevole ritardo nella timbratura.
Cioè, c'è da dire che la corrispondenza che viene raccolta dalle cassette di impostazione ha comunque sempre precedenza. Per cui, nella peggiore delle ipotesi, la situazione più catastrofica che ci potesse essere in quel periodo, poteva slittare al mattino seguente la timbratura.
PUBBLICO MINISTERO: No, ecco, dicevo, mi scusi dottor Calabrese. Cioè, ma comunque, come ordine di lavoro, come situazione diciamo di gestione di questa corrispondenza, nel luglio '93 eravamo esattamente nella stessa situazione...
TESTE Calabrese: No, no. Le raccolte, i giri di raccolta erano differenti. Si facevano praticamente lo stesso numero di giri, sia al mattino... Erano nove itinerari al mattino e nove itinerari il pomeriggio. Quindi si facevano più giri di raccolta rispetto ad oggi. Oggi invece si fanno tutti, perché l'Ente Poste ha fatto un progetto...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, se lei...
TESTE Calabrese: Si fan tutte dopo le 17.00.
PUBBLICO MINISTERO: ... ci usa la cortesia di riferirci la situazione della raccolta all'epoca che ci interessa. Quindi luglio '93.
TESTE Calabrese: Io la posso riferire in modo, come dire, indiretto, perché allora lavoravo all'Area Servizi Postali, quindi diciamo l'ufficio che organizzava i giri di raccolta, ma non li gestivamo noi, perché li gestiva sempre il centro di meccanizzazione.
Comunque si effettuavano appunto nove giri al mattino, seguendo degli itinerari che venivano predisposti dall'Area di Servizi Postali, per cui c'erano alcune vie che venivano... ogni auto che usciva aveva di competenza alcune vie, per cui certe tappe. Adesso ricordare quali erano non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non ha importanza.
TESTE Calabrese: Sì però... Poi, una volta effettuato il giro, finita la raccolta, cioè... Vuol sapere tecnicamente come avviene?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Tecnicamente come avveniva all'epoca.
TESTE Calabrese: L'operatore va sotto la cassetta, infila una tramoggia, che c'ha i sacchi colorati verde e marrone, per la città e per tutte le altre destinazioni; con la chiave fa scivolare, cioè apre la cassetta per cui la posta scivola all'interno dei sacchi, poi preleva i sacchi e li svuota all'interno di una tramoggia che sta dentro la macchina.
Quindi lui, con l'unica levata, poi svuota e riempie dei sacconi, sempre verdi e marroni, un po' più grandi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha parlato di due prelievi giornalieri.
TESTE Calabrese: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A noi interessa...
TESTE Calabrese: Due itinerari.
PUBBLICO MINISTERO: Due...
TESTE Calabrese: Poi alcune cassette del centro storico, per esempio, venivano, nei giri, cioè in questi itinerari venivano contemplate più volte. Per cui alcune cassette venivano levate una volta sola, altre due, altre tre e alcune quattro addirittura in un giorno solo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nell'arco delle 24 ore?
TESTE Calabrese: Sì. Questo dipendeva da quanto la cassetta diciamo era utilizzata dai clienti, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci può dire che turni orario osservavano questi giri?
TESTE Calabrese: Beh, loro cominciavano la mattina, dalle 07.30 e fino all'una e 30. Poi il pomeriggio altrettanto e usciva due volte. Ogni operatore usciva due volte in questo orario, faceva due giri, più o meno di due ore e mezza ciascuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi la corrispondenza veniva concentrata nel centro?
TESTE Calabrese: La corrispondenza poi affluiva al centro, dove per ogni giro veniva pesata, venivano raccolti i sacchi, pesati, poi portati al reparto di lavorazione, venivano svuotati e da lì iniziava la lavorazione di cernita e poi di bollatura.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, se capisco bene la situazione, siccome noi abbiamo sentito il suo omologo di Roma, era un po' diversa a Roma la situazione.
TESTE Calabrese: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per l'appunto a Milano, capisco che una stessa cassetta nell'arco di una giornata poteva essere visitata anche quattro volte.
TESTE Calabrese: Sì, alcune certo. Dipendeva dal tipo, dalla localizzazione della cassetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. I turni orario di levata erano 07.30-13.30.
TESTE Calabrese: Sì. L'orario del personale iniziava a quell'ora, poi dovevano praticamente prendersi in carico l'automobile, controllarla. La prima uscita sarà stata verso le 08.00-08.30. Comunque queste cose sono previste dentro a dei modelli di percorso che vengono dati agli autisti, per cui c'è l'orario di inizio. Ci sono scanditi anche, sia pure approssimativamente, anche gli orari di ogni cassetta. Ipoteticamente, poi non è che gli si dà...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Il turno invece pomeridiano, chiamiamolo serale, di levata sempre...
TESTE Calabrese: Sì, sì, cominciava sempre...
PUBBLICO MINISTERO: Alle 13.30...
TESTE Calabrese: 13.30.
PUBBLICO MINISTERO: Terminava?
TESTE Calabrese: Terminava alle 17.30. Era un turno di sei ore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, dalle 17.30 fino all'indomani mattina alle 07.30 non c'era levata?
TESTE Calabrese: No, certamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto. Mi conferma che...
TESTE Calabrese: No, no, di notte non viene...
PUBBLICO MINISTERO: Che era la situazione un po' diversa da quella...
TESTE Calabrese: Adesso è diverso. Adesso viene levato dalle 17.00 in poi due volte, quindi fino alle 19.00-19.30 perviene la corrispondenza in ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci spieghi ora la fase successiva, cioè quella nel momento in cui la corrispondenza arriva al centro.
TESTE Calabrese: Allora, dicevamo che vengono poi vuotati i sacchi in un'apposita vasca depolveratrice e poi queste corrispondenze vengono cernite a mano, dagli operatori, cioè per tipologie, per formato. C'è una macchina che può fare questo lavoro automaticamente, ma credo che anche allora non fosse in funzione. Questa macchina l'abbiamo rimessa in funzione pochi giorni fa. Quindi credo che non funzionasse neanche allora.
E quindi la preselezione dei formati e successivamente l'inserimento delle corrispondenze meccanizzabili, quelle che hanno formato adatto ad essere meccanizzabili, nella bollatrice automatica. Quindi c'è una macchina che preseleziona i formati, in quel caso, credo anche allora, fosse sostituita dall'operatore manuale e poi comunque le corrispondenze meccanizzabili veniva immesse in una macchina che si chiama R.O. - cioè raddrizzatrice obliteratrice - che provvede alla timbratura, riconosce la fluorescenza del francobollo e timbra di conseguenza la corrispondenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa operazione di obliterazione della corrispondenza, rispetto alla levata della corrispondenza stessa, in che tempi avviene normalmente?
TESTE Calabrese: Avviene immediatamente all'arrivo dei sacchi. Cioè, su quello non si può perdere tempo. Le ripeto, anche nei casi più estremi si dà sempre precedenza. Dovrebbe esserci proprio una situazione catastrofica all'interno dell'ufficio per cui si slitta, cioè non ci si fa durante la notte e slitta al mattino seguente. Ma è una situazione proprio... perché su quella corrispondenza delle cassette viene comunque fatto proprio, veniva già allora fatto un monitoraggio.
Se una cassetta non viene levata, si va subito in allarme, cioè si sa subito che in quella cassetta non viene levata. Perché se il giorno dopo il cliente la trova troppo piena e protesta, si accorge che non è stata levata, si finisce sui giornali.
Quindi su queste situazioni qui, già allora, si badava molto ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Mi scusi dottore, non so se l'ha detto, ma comunque glielo chiedo: i turni di lavorazione dell'obliterazione com'erano organizzati?
TESTE Calabrese: Allora, il centro di meccanizzazione lavora 24 ore su 24, c'ha solo un buco di due ore e mezza fra le 05.00 del mattino e le 07.30 del mattino. All'epoca credo, in cui ci riferiamo, c'era un altro buco che era fra le 19.30 del pomeriggio e le 22.12 (?).
Quindi fra le 19.30 e le 22.00 c'era questo buco di orario.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè nel senso, buco nel senso che non...
TESTE Calabrese: Nel senso che non si lavorava.
PUBBLICO MINISTERO: Non ci lavorava...
TESTE Calabrese: Sì, sì. C'era un intervallo fra i turni. Adesso invece l'intervallo non c'è più, si lavora a ciclo continuo, salvo dalle 05.00 alle 07.30 del mattino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, dato che lei ci ha dato...
TESTE Calabrese: Quindi le operazioni venivano immediatamente fatte fino a ultimazione, dipende dai quantitativi. Non so, nel periodo natalizio abbiamo, per adesso, anche 2.500 chili al giorno dalle cassette. Quindi dipende dal periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Calabrese: Fino a che non si finisce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io ora ho bisogno che lei ci spieghi, le faccio vedere sul monitor una lettera... una busta per meglio dire, che abbiamo sotto la nostra particolare attenzione. Ci interessa conoscere da lei, ovviamente con le indicazioni che ci ha dato, l'epoca presumibile di impostazione di questa lettera.
Sì, ho bisogno di quella foto dove si vede bene l'annullo del francobollo.
TESTE Calabrese: Non si riesce a vedere da qui. Bisognerebbe leggere i numeri delle date. La data e l'ora.
Qui c'è un 8...
PRESIDENTE: Parli al microfono, per favore.
TESTE Calabrese: C'è un 08/07/93 vedo. Dovrebbe... 08/07/93 è chiaro. La prima cifra è di difficile lettura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di difficile lettura. Mi scusi dottore, sulla ricostruzione di questa cifra noi abbiamo sentito dei tecnici della Scientifica che...
TESTE Calabrese: Sì, sembra...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi. In aula ci hanno riferito che dovrebbe essere 28/07/93.
Ecco, le chiedo: l'indicazione oraria, all'epoca, veniva apposta dopo la obliterazione? Dopo la indicazione della data?
TESTE Calabrese: No, su questa bollatrice no.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, da lì non si vede, ecco. Perché siccome qui abbiamo... Ecco, signorina vuol far vedere? Sono state fatte delle prove, con la macchina obliteratrice in questione, da cui risulta anche un'indicazione oraria a fianco.
Ecco, per esempio, in questa che vediamo, in questa foto...
TESTE Calabrese: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Se per favore parla al microfono.
TESTE Calabrese: Sì, scusate.
E' l'indicazione... è l'ultima cifra preceduta dal trattino che ci dà l'indicazione oraria. Ore 19.00.
PUBBLICO MINISTERO: L'indicazione...
TESTE Calabrese: Quindi 28/07/93, ore 19.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, per l'appunto, nella nostra, quella che serve a noi, l'indicazione oraria è completamente... non è stato possibile ricostruirla.
Ecco, comunque, un annullo postale 28/07, che cosa sta a significare?
TESTE Calabrese: Sta a significare che è stata prelevata sicuramente lo stesso 28/07. E, ripeto, nella peggiore delle ipotesi, sarà stata raccolta il 27. Cioè, il giorno 27...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dal...
TESTE Calabrese: Questa in una ipotesi veramente, che io non considererei, io per la mia esperienza, ecco. Poi è una mia opinione.
PRESIDENTE: Per favore, non la sentiamo, mi scusi. Bisogna che parli al microfono.
TESTE Calabrese: Sì, scusate.
Dico che la data 28/07 presume che sia stata raccolta il 28/07 dalle cassette. Sicuramente l'orario di obliterazione è comunque quello della sera, o comunque del pomeriggio, su questo non ci sono dubbi. E' sempre quello. Adesso, il fatto che non si veda, va be'.
Ho detto, nella peggiore delle ipotesi potrà essere stata raccolta il giorno prima, ma mai più giorni, ecco. Potranno essere trascorse... Potrà essere stato obliterata dopo la mezzanotte, ecco. Difficilmente un giorno dopo.
PRESIDENTE: Nella mezzanotte tra il 27 e il 28.
TESTE Calabrese: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io al dottor Calabrese non ho altre domande da porre.
PRESIDENTE: Vuole accomodarsi di nuovo qua, dottore?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, le foto che abbiamo mostrate sono relative...
PRESIDENTE: Sono già state esaminate, sì. Le parti civili hanno domande? I difensori? Nessuna domanda. Allora, dottore, è...
AVV. Cianferoni: Scusi Presidente, una per capire.
Ma se... Sono l'avvocato Cianferoni, buongiorno. Se questa ipotesi estrema, or ora formulata no, di un invio, di un imbuco nella notte a cavallo tra il 27 e il 28. A quel punto lì la macchina come può dare l'orario, per esempio, delle una del 28/07? Che scrive?
TESTE Calabrese: Bisogna vedere ogni quante ore veniva cambiato gli orari.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Calabrese: Certamente alla mezzanotte l'orario viene cambiato. Veniva sicuramente cambiato. Adesso abbiamo dei sistemi diversi, per cui, siccome oggi si distingue il corriere oggi dal corriere domani e tutto quello che viene postalizzato dopo le 17.00 diventa corriere domani, noi praticamente scambiamo l'orario dei nostri timbri prima delle 17.00 e dopo le 17.00. Per cui si distingue la corrispondenza in questo senso.
Allora non era così. Quindi diciamo che si provvedeva, si procedeva a cambiare l'orario pressoché ogni due ore, normalmente. Poi, ripeto, il problema è, dipende da come l'ufficio riteneva operare.
Adesso ci stiamo dando un modo comune di operare, però può darsi che... La prassi era quella di cambiare l'orario almeno ogni due ore. Ma alla mezzanotte è sicuro che viene cambiato ecco.
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Calabrese: Si passa al giorno seguente, quindi. Non si può tenere il timbro del giorno prima.
AVV. Cianferoni: Grazie.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? E' in libertà. Buongiorno, grazie.
*TESTE Calabrese: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo far passare il maresciallo Riccardi.
PRESIDENTE: Ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
*TESTE Riccardi: Riccardi Mariano, nato a Voghera, provincia di Pavia, 13/04/60. Ispettore della Polizia di Stato, in servizio presso la DIA, Centro Operativo di Milano.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Riccardi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ispettore, buongiorno.
Avrei alcune domande da farle in riferimento ad alcune circostanze che sono state riferite in quest'aula dal dottor Messina, del Centro Operativo DIA di Milano.
Lei, per l'appunto, nel periodo '94-'95 era in servizio alla DIA di Milano?
TESTE Riccardi: Sì, sì, sempre...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Svolgeva attività alle dipendenze di un qualche funzionario in particolare?
TESTE Riccardi: Sì, in questo periodo alle dipendenze del dottor Messina, III Settore della DIA di Milano, prettamente attività investigativa in ambito milanese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se si vuol per favore avvicinare al microfono che la sento male.
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
TESTE Riccardi: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Nell'ambito di queste attività coordinate dal dottor Messina, lei ha avuto modo di svolgere dei servizi di pedinamento nell'aprile del 1995?
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci vuol dire - sinteticamente perché i fatti ce li ha raccontati in dettaglio il dottor Messina - cosa aveva ad oggetto questa attività da lei svolta?
TESTE Riccardi: Sì. Lei si riferisce in particolare alla presenza a Milano di Lo Nigro Cosimo e della sua famiglia?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Riccardi: Unitamente anche alla ragazza Giacalone Angela.
I ... personaggi che ho citato sono giunti a Milano il giorno 22 aprile del '95, provenienti da Napoli e a noi sono stati segnalati dal Centro Operativo di Firenze, che aveva per oggetto l'indagine. Per competenza territoriale siamo stati informati noi, che abbiamo poi proseguito, al loro arrivo a Milano, i servizi di osservazione e controllo e pedinamento.
Il giorno 22, in particolare, il giorno del loro arrivo io non ho preso parte ai servizi di pedinamento. Poi dal giorno 23 ho preso parte a tutti i servizi di pedinamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto a me interessava più specificamente il giorno 23 aprile '95.
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il dottor Messina ha fatto riferimento a una circostanza, demandando a lei e al suo collega Tessari per la conoscenza di questa circostanza. E cioè, il fatto che in quella giornata sarebbe stato espletato un servizio di pedinamento che avrebbe portato alla individuazione, alla ricognizione di un... della partecipazione di Lo Nigro Cosimo ad una cerimonia in una chiesa.
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei era presente? Ci vuol dire che...
TESTE Riccardi: Sì, sì, ero presente.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Riccardi: Il giorno 23 aprile, sempre del '95, il giorno successivo all'arrivo a Milano del Lo Nigro Cosimo e della famiglia... è importante precisare che tutti e quattro i personaggi hanno preso alloggio presso l'Hilton Hotel di Milano, in via Galvani, e quindi noi abbiamo attuato quasi tutti i servizi di osservazione e pedinamento partendo dalla loro residenza milanese, attuale residenza milanese, quindi l'albergo Hilton.
Nella giornata del 23, in particolare, mi ricordo che la mattina si era presentato, come aveva fatto poi anche le successive giornate, il Palumbo, che utilizzava una autovettura Volvo Station Wagon. Anche quella mattina, anche la mattina del 23, si è presentato presso l'hotel, adesso non mi ricordo assolutamente l'orario, e...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi scusi, ispettore...
TESTE Riccardi: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva potuto constatare l'alloggio presso questo albergo?
TESTE Riccardi: Sì, certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha parlato di quattro persone, ci vuol dire, oltre a Lo Nigro, chi c'era?
TESTE Riccardi: Sì. C'era Lo Nigro Cosimo, Lo Nigro Pietro, che è il padre, la madre del Lo Nigro e Giacalone Angela che è la fidanzata del Lo Nigro.
Sì. Abbiamo potuto accertare dai registri dell'albero la presenza dei quattro personaggi.
Oltre ciò, il Palumbo si era premurato al loro arrivo di presentarli all'albergo e di - questo lo abbiamo saputo quindi poi dalla direzione dell'albergo - di lasciare a lui ogni spesa relativa alla presenza delle persone presso questo hotel.
Sin dal primo giorno dell'arrivo dei personaggi a Milano, il Palumbo si è messo a completa disposizione, fornendo ogni cosa utile, quindi, portandoli con l'autovettura, aiutandoli nella permanenza.
In particolare il giorno 23, di nostro interesse, nella mattinata, dopo aver posteggiato l'autovettura nei pressi dell'hotel, unitamente alle quattro persone citate, si portava nel centro milanese, Piazza Duomo, Corso Vittorio Emanuele, zone dei negozi della città, per un giro turistico.
Poi, nel pomeriggio, invece, ritornava... nella tarda mattinata tornavano in albergo, li abbandonava presso l'albergo, per poi ritornare nel pomeriggio.
Il fatto interessante, per quello che riguarda la cerimonia che mi chiedeva, avviene poi nel pomeriggio e poi nella serata, per quanto riguarda il rinfresco di questo battesimo, che poi si è accertato, della figlia di Mirta.
Vuole dei dati più precisi?
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo, ispettore.
TESTE Riccardi: Controllo un attimino la relazione, non mi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, si può autorizzare il teste?
TESTE Riccardi: ... posso...?
Ecco, bisogna ricordare - questo era importante - che nel pomeriggio il... l'autovettura Volvo utilizzata dal Palumbo, nonché una Nissan Micra, che il Palumbo aveva messo a disposizione dei presenti a Milano, per i loro spostamenti, nell'eventualità di alcuni spostamenti, perché l'autovettura con cui erano arrivati, un Alfa Romeo 164, era stata posteggiata in un garage milanese e mai più utilizzata. Quindi, per gli spostamenti cittadini gli aveva fornito questa Nissan Micra.
Il Palumbo, con la sua autovettura Volvo, e il Lo Nigro e la famiglia con la Nissan Micra, si portavano in via Desiderio da Settignano, in Milano, dove accedevano a un civico, civico 1, e permanevano per gran parte del pomeriggio.
Poi, invece, nel tardo pomeriggio, cioè, dopo le 18.00, il gruppo si portava a Cusano Milanino, dove... presso una chiesa sita in via Buffoli, dove appunto era in corso una cerimonia per un battesimo. Poi accertato della figlia di Mirta.
Sul posto rilevavamo alcune targhe di autovetture, le stesse targhe che poi, in seconda serata, verso le 19.30, si portavano in viale Fulvio D'Este a Milano, dove accedevano al ristorante 'Arceri' per festeggiare l'avvenuto battesimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, accertaste che la cerimonia era relativa al battesimo della...
TESTE Riccardi: Figlia di... della bimba di Mirta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare gli estremi di questa persona, di Mirta?
TESTE Riccardi: Non ne ho relazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque il nome era Mirta Giuseppe?
TESTE Riccardi: Mirta Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sulle macchine, lei ha parlato di una Volvo Station Wagon...
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e di una Nissan Micra.
TESTE Riccardi: Nissan Micra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare gli estremi di queste macchine?
TESTE Riccardi: Certo, assolutamente. Volvo Station Wagon: Milano 8W - Whisky - 9611. E Nissan Micra: Milano 4Z - Zara - 3563, di colore rosso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione poi a quanto è avvenuto il successivo giorno 24, noi abbiamo sentito quanto ci ha riferito in aula il dottor Messina.
Ecco, ho bisogno di capire se lei ha partecipato anche a questo successivo pedinamento del giorno 24.
TESTE Riccardi: Sì, ho partecipato in questo pedinamento. Il pedinamento partiva, come avevo già detto prima, sempre dall'ubicazione della residenza milanese, quindi dall'Hotel Hilton.
Anche questa volta ci eravamo posizionati nei pressi dell'hotel e verso le 10.15 del mattino abbiamo notato giungere, come ogni giorno, il Palumbo a bordo della Volvo. In questo caso specifico aveva, nella parte posteriore dell'auto un cane e dopo poco usciva dall'hotel il Lo Nigro Cosimo che accedeva alla sua autovettura e insieme si allontanavano.
Nel caso particolare, si portavano in località Bresso, che è una zona nei pressi di Milano, appena fuori dalla cerchia di Milano, zona di un piccolo aeroporto, dove prima facevano scendere il cane, parlando insieme, e poco dopo si incontravano con una persona giunta a bordo di un fuoristrada, di un fuoristrada Nissan Patrol.
Nell'occasione, poi c'era anche la... citavamo nella relazione anche il fatto che venivano viste parlare in precedenza - questo per essere precisi - un quindici minuti prima dell'arrivo della Nissan, con un'ulteriore persona citata come una persona dai capelli ricci biondi, che io personalmente non ho visto perché ero posizionato con la mia autovettura, essendo poche macchine quel giorno a fare il pedinamento non potevamo posizionarci tutti in posizione visiva perché ci avrebbero visto immediatamente. Per cui, il dottor Messina era posizionato al lato nord, io ero posizionato al lato sud, chiudevamo le due vie, mentre il collega maresciallo Tessari poteva avvicinarsi e scorgere meglio il colloquio fra le persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, in definitiva, lei, questo incontro, diciamo, tra gli occupanti della Volvo, Lo Nigro, ha detto, e l'altro Palumbo...
TESTE Riccardi: Palumbo.
PUBBLICO MINISTERO: ... e questa persona, che poi era sopraggiunta, o comunque era lì...
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e lei ha descritto, ha riferito essere, questa persona, coi capelli ricciolini, non l'ha potuta vedere perché l'ha vista il maresciallo...
TESTE Riccardi: L'ha riferita il collega.
PUBBLICO MINISTERO: ... Tessari.
TESTE Riccardi: Tessari.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, lo chiederemo al Tessari.
Poi, ecco, su questo servizio non le chiedo ulteriori dettagli.
Ho bisogno, semplicemente, di sapere se lei aveva partecipato, nell'anno precedente, quindi nel '94, sempre nell'ambito di indagini per questo procedimento, a un qualche servizio, attività che avesse come oggetto la persona di Giacalone Luigi.
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire sinteticamente di cosa si è trattato?
TESTE Riccardi: Sì. La prima volta che abbiamo avuto disposizioni di pedinare, di mettere sotto controllo questa persona, è stato nel maggio del '94, quando, proveniente...
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire anche la data, per favore?
TESTE Riccardi: Sì, il 7 maggio del '94.
E nel caso specifico non eravamo solo noi del Centro di Milano ad attuare il servizio di osservazione, controllo e pedinamento, ma il personaggio ci veniva... veniva seguito fino all'ingresso in città dai colleghi del Centro Operativo di Firenze.
La persona, da intercettazione telefonica, doveva incontrarsi con un personaggio milanese per un colloquio in loco. L'incontro avveniva in una zona, Cesano Boscone, un paesino sempre dell'interland milanese, tra Corsico e Trezzano sul Naviglio. E l'ubicazione dell'incontro era nei pressi di un grosso supermercato all'ingrosso, la Metro, c'è un grosso piazzale, l'incontro doveva avvenire lì.
Infatti, avveniva questo incontro, il... entrambi i personaggi, il Giacalone e il Redondi Maurizio, che poi sarebbe stato l'interlocutore, identificato successivamente, arrivavano entrambi con due autovetture differenti e si incontravano nel piazzale del supermercato. Poi da lì...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è proseguita questa attività. E quindi, Il 7 maggio avete... lei, ho capito, c'era davanti a questo supermercato Metro, avete potuto identificare Giacalone e la persona che lei ha indicato col nome Redondi: avete potuto verificare quale altri contatti ha avuto Giacalone a Milano?
TESTE Riccardi: Sì. Nell'ambito della... controllo sempre dalla relazione. Nell'ambito del servizio, il Giacalone, oltre incontrarsi con Redondi, in prima battuta, cioè, nei pressi del centro commerciale, supermercato, col quale poi si allontanava per raggiungere un posteggio lì vicino dove c'era l'autovettura del Redondi, in quel caso una FIAT Tipo, attendeva, sempre unitamente al Redondi, l'arrivo di qualcun altro, era in palese attesa.
Poco dopo, difatti, una quindicina di minuti dopo, arrivava una Ford Fiesta, che poi successivamente, dall'accertamento sulla targa dell'autovettura, intestata alla moglie di Fiore...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, l'autovettura risultò poi intestata a chi?
TESTE Riccardi: Ad Altieri Giovanna, residente a Cernusco sul Naviglio, in via Monza, 93, che è coniugata con Fiore, che è una persona legata al Giacalone. Anche negli altri servizi di controllo nei confronti del Giacalone, si porterà sempre nell'abitazione a Cernusco sul Naviglio e verrà ospitato dalla famiglia Fiore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, poteste documentare attraverso questo servizio di pedinamento...
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che ci fu anche questo contatto nell'abitazione di questo signor...
TESTE Riccardi: Nell'abitazione.
PUBBLICO MINISTERO: ... ho capito bene, la Altieri era la moglie di questo signor Fiori?
TESTE Riccardi: Esatto, Altieri Giovanna.
PUBBLICO MINISTERO: Altieri Giovanna, coniugata con...?
TESTE Riccardi: Fiore.
PUBBLICO MINISTERO: Fiore...? Nome di battesimo?
TESTE Riccardi: Mi sfugge questo...
PUBBLICO MINISTERO: Se magari può consultare i suoi atti?
TESTE Riccardi: Ce l'ho negli atti.
(voce fuori microfono) Fiore Giuseppe.
TESTE Riccardi: Fiore Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci da anche i dati anagrafici?
TESTE Riccardi: Sì. Nato a Palermo il 2 luglio del '41. La moglie Altieri Giovanna, nata a Palermo il 27 gennaio del '42.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, risultava l'intestataria della Fiesta?
TESTE Riccardi: La moglie risultava intestataria della Fiesta che... è la residenza dell'intestataria dell'autovettura, la stessa anche della abitazione ove poi il Giacalone si portava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Quindi, questo è quanto lei ha potuto, diciamo, documentare nel pedinamento del giorno 7 maggio '94.
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, identificazione di targhe, accertamenti, eccetera, poi, voglio dire, erano dati che confluivano al dottor Messina?
TESTE Riccardi: Sì. Perché, diciamo, che noi avevamo diviso quello che era il servizio di pratica sul terreno di osservazione e controllo, da quello che poi era lo sviluppo dei dati, la gestione e l'analisi proprio dei dati che erano in nostro possesso. Questo lo faceva il dottor Messina e i collaboratori diretti del dottor Messina.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi lei ha parlato di un altro intervento...
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... fatto sul Giacalone. Ci vuol dire gli estremi di questo intervento?
TESTE Riccardi: Sì. Il 1° giugno del '94 veniamo nuovamente informati dell'arrivo del Giacalone a Milano, questa volta proveniente da Palermo, via aereo, Punta Raisi con arrivo a Milano Linate.
Il servizio quindi per noi risultava abbastanza semplice perché l'arrivo era obbligato nell'aeroporto di Milano, il Giacalone ormai era conosciuto, per cui per noi non c'era problema.
Lo abbiamo aspettato a Milano e da lì abbiamo iniziato il pedinamento con le solite fasi di accompagnamento nell'ambito cittadino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cosa avete potuto documentare nel corso di questo pedinamento?
TESTE Riccardi: Questa volta la particolarità era quella che, nuovamente, notavamo la Fiesta citata prima, intestata ad Altieri Giovanna, in uso al Fiore Giuseppe, ed in particolare proprio il Fiore Giuseppe, ormai a noi noto come presenza fisica, avendolo già visto nel precedente pedinamento, che lo recuperava all'aeroporto e se lo portava direttamente con lui. Prima andando in un bar, ... ora non mi ricordo esattamente, ad Assago, un bar tavola calda, intestato appunto a Fiore Giuseppe, in uso a Fiore Giuseppe o gestito dalla famiglia Fiore, comunque. E, successivamente, dopo essere passati in questo locale pubblico, si portavano nella solita abitazione di... ah, prima si portavano a Cesano Boscone, dove ritiravano un'autovettura, l'autovettura da un garage di Cesano Boscone, e successivamente, con il solito iter, ritornavano alla abitazione del Fiore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire che autovettura era questa...
TESTE Riccardi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ritirata in questa occasione?
TESTE Riccardi: Una Peugeot 106, targata Palermo B - Bologna - 83638.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi il servizio come si è concluso?
TESTE Riccardi: Mah, noi entrambi i servizi poi li abbiamo conclusi allo stesso modo. Cioè, quando il Giacalone si portava, unitamente al Fiore, presso l'abitazione di residenza del Fiore, sospendevamo, su disposizione del funzionario, il servizio. Per evitare di permanere sul posto che non era indicato, idoneo per un servizio riservato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, sulle autovetture indicate, vuol controllare, per favore, se era effettivamente una 106, ovvero era una Peugeot 205?
TESTE Riccardi: Allora, la... ha ragione, c'era stato un errore, infatti, di trascrizione. Era una Peugeot 205.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ci vuol ridare i dati, per favore?
TESTE Riccardi: Sì. Una Peugeot 205, il colore era rosso, comunque, era targata Palermo A - Ancona - 61268.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, questo servizio si è concluso, quindi...? Questo del 1° giugno?
TESTE Riccardi: Con la...
PUBBLICO MINISTERO: Si è concluso...
TESTE Riccardi: Questo dell'aeroporto e successivi...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Riccardi: Con la permanenza presso l'abitazione poi di... abbiamo abbandonato il Giacalone all'interno della abitazione di residenza del Fiore e dell'Altieri Giovanna.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza. Mi segnalano che lei nell'indicare la targa di questa Peugeot ha dato dei dati completamente diversi.
TESTE Riccardi: Ha ragione, signor Presidente, leggendo la relazione, noi avevamo erratamente trascritto la targa e poi abbiamo fatto una correzione con la successiva relazione - il P.M. me l'ha fatto notare - dove appunto correggevamo la targa. Questo da cosa...
PRESIDENTE: Quindi, la seconda è quella...
TESTE Riccardi: E' quella esatta.
PRESIDENTE: ... è quella vera.
TESTE Riccardi: E le spiego perché. Anche perché l'abbiamo rilevato dai servizi fotografici, dalla fotografia. Era sbagliato di un dato e abbiamo dovuto correggere.
PRESIDENTE: Allora, la seconda è quella esatta.
TESTE Riccardi: Sì. Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, io penso di non avere altro da chiederle. Grazie.
TESTE Riccardi: La ringrazio.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Si può accomodare.
*TESTE Riccardi: La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora possiamo far entrare Tessari.
*TESTE Tessari: Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi. Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
TESTE Tessari: Allora, sono Tessari Tiziano, nato a Vicenza il 18/01/63. All'epoca dei fatti, domiciliato in Milano, via Mauro Macchi, 87, presso la Direzione Investigativa Antimafia. Attualmente sono in congedo.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Tessari: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno maresciallo.
TESTE Tessari: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, alla sua persona, ovviamente in relazione all'attività di indagine che lei ha svolto, hanno fatto riferimento sia il dottor Messina che il suo collega Riccardi, che abbiamo testé sentito.
Abbiamo... E' inutile stare a fare la storia di quello che è successo il giorno 23 o 24 aprile '95, a noi interessava in particolare che lei preferisse, con la maggior precisione possibile, su quanto è accaduto nei pressi del campo di volo. Mi pare che lei si trovasse in via Don Minzoni, in occasione del pedinamento di Lo Nigro Cosimo.
TESTE Tessari: Infatti, si fa riferimento al fatto del giorno 24/04...
PUBBLICO MINISTERO: 24 aprile.
TESTE Tessari: 24/04, sì. Verso le 10.00 di mattina, 10.15 di mattina, il Palumbo, a bordo della Station Wagon, della Volvo Polar, si dirige verso l'Hotel Hilton di via Galvani a Milano.
Qui, in via Galvani, scende dall'albergo il Lo Nigro e assieme, con percorso logico, raggiungono il paese di Bresso, che è appunto nelle vicinanze di Milano.
Qui si portano sulla via Grandi, che è una delle vie principali che costeggia l'aeroporto.
A bordo della macchina discutono sempre abbastanza animatamente con fare, diciamo, sicuramente avevano qualche cosa da dirsi, comunque, da scambiar...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', insomma, loro stavano in macchina...
TESTE Tessari: Sì, sì, esatto, stavano in macchina, sì.
Dopodiché, successivamente imboccano la traversa della via Grandi, che è la via Don Minzoni, che tra l'altro quel giorno lì era poco trafficata, dove sul lato sinistro incontrano una persona alta circa 1 metro e 70, 1 metro e 75, capelli ricci, castani, sui 30-35 anni di età circa.
Parlano un attimo e dopodiché risalgono tutti e tre a bordo della macchina e incominciano a girare sempre lì nei pressi, facendo varie inversioni. All'inizio noi pensavamo che appunto stessero facendo delle manovre di spedinamento, però in realtà stavano soltanto parlando tra di loro, almeno da quello che percepivamo noi.
Niente, la cosa è andata avanti un po', dopodiché è giunta una fuoristrada, dove c'era un'altra persona a bordo...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che tipo di fuoristrada era?
TESTE Tessari: Range, forse, adesso non... Nissan Patrol, un Nissan Patrol.
E, niente, dopodiché anche con questa persona dopo aver girato pure con questa persona sempre a bordo della macchina, dopo un po' si separano.
La persona che era stata vista nella via Don Minzoni, sale a bordo con questa persona, con quest'ultimo personaggio arrivato e se ne va, e noi invece proseguiamo il servizio...
PUBBLICO MINISTERO: Con questo del fuoristrada?
TESTE Tessari: Con questo del fuoristrada, sì, con questo del Nissan Patrol.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, maresciallo, ci spiega un attimino, lei ha parlato di aver, diciamo, eseguito questo pedinamento dall'albergo Hilton, dall'Hotel Hilton...
TESTE Tessari: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... fino poi in via Grandi...
TESTE Tessari: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... e poi l'incontro che lei ha...
TESTE Tessari: In via Don Minzoni, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... è avvenuto, per l'appunto, in via Don Minzoni.
Lei era insieme a...
TESTE Tessari: Ad altri colleghi.
PUBBLICO MINISTERO: ... ad altri colleghi. Il servizio era coordinato da chi?
TESTE Tessari: Dal dottor Messina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, il dottor Messina era lì con voi.
TESTE Tessari: Sul posto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire, per favore, come ha... e da che distanza, come ha potuto vedere, diciamo, l'incontro tra Lo Nigro-Palumbo...
TESTE Tessari: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e la persona che poi lei ha visto?
TESTE Tessari: Allora, in pratica, guardi, il camion, rispetto al...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, lo stavo per chiedere, la persona ricciolina era arrivata con un camion?
TESTE Tessari: No, la persona ricciolina non era arrivata con un camion, però c'era un camion che era posto nei pressi della via Don Minzoni. Accanto a questo camion qui c'era una persona, appunto ricciolina, che era lì in attesa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha visto, mi scuso, quando lei è arrivato sul posto eseguendo questo pedinamento, lei è arrivato lì ha visto un camion...
TESTE Tessari: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... accanto a questo camion, in terra, sulla strada, questa persona...
TESTE Tessari: A qualche metro di distanza c'era questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi ha visto l'incontro con Lo Nigro e Palumbo.
TESTE Tessari: Esatto, sì. Esatto.
Io ero posto su... allora, io ero posto sul lato destro della via, con le spalle rivolte verso il campo volo, con la macchina parcheggiata a spina di pesce, a circa un 30 metri, 20-30 metri saranno stati.
C'era appunto questo rimorchio, questo camion che non mi ricordo nemmeno, non abbiamo mi sa nemmeno rilevato il numero di targa perché, appunto, non c'era nessun collegamento da fare. E comunque, c'era questa persona qui ferma a qualche metro di distanza con il Palumbo e il Lo Nigro.
L'incontro è durato qualche attimo lì, dopodiché si sono spostati, sono saliti a bordo dell'autovettura e se ne sono andati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Tessari: Comunque, circa un 30 metri di distanza è avvenuto il riconoscimento.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, maresciallo, lei ha detto, dice: 'non abbiamo preso il numero di targa del camion né nulla'. Ecco, vuol spiegare, che disposizioni avevate nell'eseguire questo servizio? Cioè, qual era l'oggetto, che indicazione avevate, che disposizioni avevate? Si trattava di seguire il Lo Nigro-Palumbo, si trattava di individuare altre persone?
TESTE Tessari: Mah, si trattava sicuramente di seguire Lo Nigro-Palumbo e individuare anche altre persone eventualmente che erano collegare a lui. Collegate a loro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, l'attività poi è proseguita sempre nei riguardi di Palumbo e Lo Nigro.
TESTE Tessari: L'attività, successivamente, è proseguita nei confronti del Palumbo e del Lo Nigro. Non sono stati seguiti gli altri due personaggi. Perché l'attività era svolta nei confronti del Palumbo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Del Palumbo e del Lo Nigro.
TESTE Tessari: Del Palumbo-Lo Nigro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, lei il giorno precedente, quindi il 23...
TESTE Tessari: Il 23, sì.
PUBBLICO MINISTERO: 23 aprile '95, aveva eseguito anche servizi di pedinamento nei confronti di Lo Nigro?
TESTE Tessari: Il giorno 23 abbiamo eseguito un servizio di pedinamento nei confronti del Lo Nigro quando questo si era recato a un battesimo, se non erro. Un attimo che... Posso consultare un attimo?
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE Tessari: Allora... Sì, in pratica, il giorno 23, come stavo dicendo un attimo fa, si è svolto un servizio nei confronti del Palumbo, che dopo aver, diciamo... essere arrivato nei pressi dell'Hotel Hilton, sempre in via Galvani, e dopo aver caricato alcuni personaggi, si sono recati in Cusano Milanino, dove presso una chiesa è stata consumata una cerimonia, che poi dopo è stato accertato che... trattarsi del battesimo della figlia o del figlio di Mirta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, alla cerimonia... siccome abbiamo sentito, sia dal dottor Messina che dal suo ex collega l'ispettore Riccardi, che le persone che erano arrivate a Milano e che alloggiavano all'Hotel Hilton erano in quattro: Lo Nigro...
TESTE Tessari: Quattro, sì. Lo Nigro Pietro, Cosimo, poi c'era Sansone Francesca e Giacalone Angela.
PUBBLICO MINISTERO: E Giacalone Angela, per l'appunto. Ecco, alla cerimonia chi aveva partecipato di queste quattro persone?
TESTE Tessari: Se non erro tutte quante le persone hanno partecipato alla... un attimo che...
PUBBLICO MINISTERO: Se vuol controllare.
TESTE Tessari: Sì. Tutte quante le persone hanno partecipato alla cerimonia.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, mi scusi maresciallo, non ho sentito la risposta.
TESTE Tessari: Tutte quante le persona hanno partecipato alla cerimonia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi, per l'appunto, il servizio è proseguito il giorno dopo, ci ha descritto quel punto...
TESTE Tessari: E' quello che è successo...
PUBBLICO MINISTERO: ... che a me interessava, e poi quando ha avuto termine questo servizio?
TESTE Tessari: Ha avuto termine quando in pratica sono... quando è stato? il 20... un attimo, eh... Lei fa riferimento al...
PUBBLICO MINISTERO: Servizio di...
TESTE Tessari: In generale.
PUBBLICO MINISTERO: Generale, ecco.
TESTE Tessari: Il giorno 24.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il giorno 24 stesso. Senta, l'attività veniva coordinata dal dottor Messina. Ecco, tutti i dati, lei ha fatto riferimento ad alcune autovetture, la Nissan, l'identificazione delle persone, i dati poi venivano, per l'appunto, poi...
TESTE Tessari: Venivano comunicati dentro e man mano venivano sviluppati.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, al dottor Messina.
TESTE Tessari: Il dotto Messina era presente sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, dico ma, la successiva attività di indagine...
TESTE Tessari: Sì, sì, sì. Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... era sempre coordinata dal dottor Messina.
TESTE Tessari: Era sempre coordinata dal dottor Messina.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Non ho altro, Presidente.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Si può accomodare.
*TESTE Tessari: Grazie, buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Posso...?
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo introdurre alcuni dati nuovi in questa vicenda, peraltro molto semplici. Spiego brevemente di che si tratta, illustro due richieste che abbiamo necessità di proporre alla Corte e poi il Presidente fisserà, darà tutti i provvedimenti del caso.
Allora, la premessa è rappresentata da questo. Sono stati compiuti alcuni atti per disposizione del Pubblico Ministero, a partire dal 2 dicembre, quindi da venti giorni fa, atti che quindi vengono a partire da oggi messi a disposizione dei difensori ai sensi dell'articolo 430. E che consistono esattamente in questo.
Una annotazione della Squadra Mobile della Questura di Palermo, datata appunto 2 dicembre '97, che è relativa ad atti di perquisizione e sequestro, nonché di assunzione di informazioni in particolare da certo signor Battaglia Gaetano, relativamente ad un magazzino in Corso dei Mille, 1319. Quindi, l'annotazione del 02/12/97, a disposizione dei difensori, contiene specificamente: i verbali di esecuzione di un provvedimento di perquisizione e sequestro, relativamente a quest'immobile; nonché il verbale di assunzione di informazioni da parte del signor Battaglia Gaetano; nonché ancora l'annotazione illustrativa delle attività compiute.
Una seconda annotazione, datata 22/12/97, quindi in data di oggi, della Squadra Mobile della Questura di Palermo, che contiene in particolare il verbale di assunzione di informazioni, delegate sempre dal Pubblico Ministero, da parte di certo signor Piombino Andrea.
In concomitanza con quest'attività di perquisizione, è stata eseguita un'attività di accertamento, sempre disposta dal Pubblico Ministero, ad opera dei consulenti che la Corte e le parti conoscono: dottor Vadalà ed Egidi, signor Egidi.
Il tutto è riprodotto in una relazione datata Roma, 20/12/97, acquisita dal Pubblico Ministero in data odierna, che va a costituire il terzo oggetto del deposito, che viene fatto appunto per regolarizzare il contraddittorio nei confronti di tutte le parti.
A margine, e per conseguenza, devo proporre questa richiesta di ammettere queste nuove prove.
La premessa, senza bisogno di dilungarsi, sta nelle dichiarazioni raccolte solo in fase dibattimentale e specificamente rese alla Corte di Assise da Grigoli Salvatore, circa il luogo nel quale, a suo dire, sono state compiute determinate attività di manipolazione degli esplosivi. Loro ricorderanno certe dichiarazioni specificamente relative a un magazzino, che era stato destinato a custodire in una prima fase tabacchi di contrabbando, e quant'altro.
Quindi, tutta questa attività riassunta dalle annotazioni di Polizia e anche dalla consulenza, ha il suo presupposto nelle dichiarazioni rese da Grigoli Salvatore.
Allora si tratta, per il Pubblico Ministero, di chiedere l'ammissione di queste prove nuove e, più specificamente, l'esame di questo signor Piombino Andrea, come sta scritto nella richiesta, scritta appunto, che il Pubblico Ministero deposita. E' il titolare di questo immobile.
Ho sbagliato prima a dire 1319, perché è 1419: era un mio lapsus, proprio, di memoria.
Il signor Piombino Andrea, che è persona nella cui proprietà vi sono più immobili nello stesso comprensorio di magazzini, depositi, e quant'altro. Il quale signor Piombino, quindi, è da esaminare sia sul fatto della disponibilità di questi immobili, sia sul fatto di averne fatto cessione nel corso dell'anno '93. Cessione di uno di questi immobili, di un magazzino, al signor Grigoli Salvatore.
Di aver quindi, successivamente, intestato questo contratto a un certo signor Cascino Carlo; e di averlo infine, nel '96, ceduto in locazione al signor Battaglia Gaetano - la seconda persona, quindi, il cui esame si chiede - che è quello che ne ha l'attuale disponibilità e nei confronti della quale sono stati compiuti gli atti di Polizia Giudiziaria di cui poco fa ho fatto cenno.
Quindi, il primo teste è il signor Piombino, il secondo teste è il signor Battaglia, il terzo teste - ma è un teste che già esiste nella lista - è l'ispettore della Polizia di Stato della Questura di Palermo, più esattamente della Squadra Mobile: Cusa Enza (?). E sarà esaminato anche, ultimamente, su queste circostanze, cioè a dire sulle attività di Polizia Giudiziaria compiute per effetto di queste deleghe conferite dal Pubblico Ministero, a partire dal 26 novembre del '97.
Poi, ancora da sentire, questa volta come consulenti su quest'attività, su che cosa è stata quest'attività, con che modalità è stata eseguita, a quali risultati ha portato, il dottor Vadalà e il signor Egidi, perito chimico, come loro sanno, della Sezione Esplosivo del Servizio di Polizia Scientifica.
Con l'occasione, daranno tutte le indicazioni, ripeto, sulle attività compiute, i risultati, quanto è stato repertato, le modalità di ottenimento e di gestione di custodia dei reperti, e tutto quanto di riferimento.
Ho esaurito i due terzi del discorso. L'ultimo terzo è dedicato a questo: la Corte ha memoria della trascrizione, a seguito di un incarico di perizia conferito in data 28 novembre '96 al signor Tinnirello Filippo, ha memoria la Corte, ripeto, della trascrizione avvenuta di determinate telefonate delle quali era stata giustappunto dal Pubblico Ministero chiesta la trascrizione.
E si trattava di telefonate, tra l'altro, intercettate nel luglio del '93 non da questo ufficio, ma dalla Procura della Repubblica di Roma sull'utenza telefonica dell'abitazione di Scarano Antonio e di Tusa Silvia.
Ora mi pare, mi pare, che senz'altro a questa perizia disposta dibattimentalmente, vada applicata la regola per la quale il perito viene anche sentito in aula a rispondere alle eventuali domande, quindi l'esame propriamente del perito.
Perché - lo anticipo, ma tanto è in qualche misura superfluo - perché credo che al perito andrà chiesto qualche cosa di più analitico circa una telefonata la cui trascrizione è in un certo senso, e che, viceversa, per dichiarazioni che sono state anche rese davanti alla Corte, dagli ufficiali di Polizia Giudiziaria che provvedettero a quelle certe intercettazioni, nonché per dichiarazioni rese mi pare dallo stesso titolare dell'utenza, quindi da Scarano Antonio, rivela alcune discrepanze.
E, in particolare, la telefonata del 28 luglio del 1993; più esattamente due conversazioni consecutive intercettate sull'utenza intestata a Scarano Antonio, anzi, a Tusa Silvia, nella sera del 28 luglio 1993.
Però, in funzione quindi di questa richiesta, la Corte, il Presidente fissa la data nella quale il perito viene chiamato per rispondere alle domande che le parti gli vogliono fare, in funzione di questa richiesta ve n'è un'altra che si colloca parallelamente alla iniziale richiesta di trascrizione. Che cosa vuol dire?
Vuol dire che secondo il Pubblico Ministero vi sono alcune altre telefonate delle quali occorre disporre la trascrizione; per modo che, disponendosi eventualmente, anche oggi, secondo me il tempo c'è, le trascrizioni di 7, 8, 10 telefonate, quelle che sono, il perito può fruire di questo termine in cui il dibattimento rimarrà sospeso per provvedere a queste trascrizioni.
Alla ripresa del dibattimento può consegnare la trascrizione e, magari, per il giorno stesso o per qualche giorno successivo, rispondere alle domande delle parti in sede di esame.
Quali sono queste telefonate? La minuziosa, ma sicuramente importante, illustrazione fatta dal maresciallo Cappottella, e nelle date in cui sono iniziate le varie intercettazioni sulle varie utenze, e degli intestatari dei singoli apparati interessati da quel certo traffico telefonico, hanno tra l'altro messo in evidenza come la utenza di abitazione intestata a La Bua Liliana, quindi l'utenza di abitazione anche di Carra Pietro, fosse intercettata a partire circa dalla metà di marzo del 1994.
Tanto che la Corte ha emesso un provvedimento, col quale dispose la trascrizione, relativamente alle telefonate intercettate nei giorni dal 23 al 30, o al 31. Qui vado un po' a memoria, ma sono convinto che il dato grossomodo è questo: intercettazioni effettuate sull'utenza dell'abitazione intestata a La Bua Liliana, trascritte per provvedimento della Corte a partire dal 23 o... a partire dal 25, fino al 31 di marzo del '93.
Per completezza, ecco, io credo che sia opportuno trascrivere qualche altra telefonata; fermo restando, e i difensori lo sanno, che tutti i verbali di queste attività erano tutti depositati assieme agli altri atti dell'indagine preliminare, sin da ben prima che si celebrasse l'udienza preliminare.
Le telefonate sono - io lo dico perché tutto quello che avviene al dibattimento deve avere il carattere dell'oralità, ma qui nella nota sono indicate ovviamente una per una -: 31 marzo '94, ore 22.02; 1 aprile '94, ore 09.24 e 10.28; 23/04/95, 12.30 e 21.48; 26/04/95, ore 11.21.
Come la Corte rileva, si tratta di tre telefonate situate tra il 31 marzo e il primo aprile del '94.
Due telefonate con le quali invece si va al 23 e al 26 aprile, ma del '95. E, queste telefonate che ci sono, che sono intercettate, si raccordano né più e né meno a quello che questi ufficiali di Polizia Giudiziaria, che loro hanno sentito stamattina, sono andati ad illustrarvi.
Quindi, mi sembra che risulti utile per la ricostruzione di un quadro, anche con un dato analogo a quello rappresentato dall'ufficiale di Polizia Giudiziaria, cioè dagli ufficiali di Polizia Giudiziaria; perché hanno riferito di dati acquisiti all'epoca, così come l'intercettazione è un dato non formato a posteriori, ma è un dato che si consolidò all'epoca. Quindi, con carattere di assoluta genuinità.
Per lo stesso ordine di ragioni ritengo che sia importante che sia provveduto alla trascrizione di alcune telefonate, queste intercettate nel corso delle operazioni relative al cellulare intestato a La Bua Liliana. Quindi, il celebre 0330/697041. Apparecchio che era sotto controllo, come loro sanno, nella prima metà dell'aprile del 1994.
E, come loro avranno modo di controllare, attraverso i riferimenti specifici in termini di data e di ora di queste telefonate, sono chiamate queste intercorse tra il cellulare intestato a La Bua e i cellulari che, per una ragione o per un'altra, sono da ritenere essere stati nella disponibilità degli imputati.
E quindi mi sembra doveroso, bene o male, andare a verificare - ora che il dato al dibattimento si è strutturato in maniera compiuta, e per le dichiarazioni di Carra e, da ultimo, per le precisazioni fornite da un ufficiale di Polizia Giudiziaria - andare a verificare complessivamente se racconti, interpretazioni, se così le vogliamo chiamare, del traffico telefonico hanno delle connessioni di un tipo piuttosto che di un altro col contenuto delle conversazioni telefoniche, che sono intercorse fra questo apparato intestato a La Bua Liliana e altri cellulari.
Che sono poi, specificamente, quello intestato all'Auto G&G, quello intestato al Lo Nigro Cosimo, quello intestato a certo Trombetta Angelo.
Le telefonate sono quindi quelle del: 9 aprile '94, 17.08; 10 aprile '94, 13.31... 31, ripeto, 18.48 e 19.43; 11 aprile '94, 12.27, 12.38, 16.28; 12 aprile '94, 08.34, 19.19; 13 aprile '94, 08.46.
Proprio il controllo di ciò che è avvenuto sul cellulare intestato alla moglie di Carra Pietro, in tutti questi giorni che loro sanno quanto sono nevralgici per la ricostruzione dell'episodio, in particolare, avvenuto a Formello il 14 aprile del '94. Ecco.
E per concludere, per concludere, sempre perché si tratta di una attività comunque significativa per i soggetti ai quali questa elaborazione probatoria è specifica, e per il contesto - questa volta in termini di epoca - rispetto al quale appunto questa elaborazione di prova è nuovamente specifica, l'ultimo punto riguarda l'utenza dell'abitazione intestata a Tusa Silvia.
Quella utenza relativamente alla quale alcune telefonate sono già state trascritte, ma relativamente alla quale utenza è opportuno che si estenda la trascrizione ad alcune altre telefonate.
Dico la verità, anche per il Pubblico Ministero c'è stato necessità di sentire Scarano in aula, per poter capire che certe telefonate riferite da Scarano, certe intese telefoniche riferite da Scarano, avevano una qualche connessione con le telefonate intercettate nel lontano '93 dal ROS di Roma.
Si tratta, specificamente, di tre telefonate del giorno 6 agosto '93: 13.06, 16.09, 18.00.
Una telefonata del 7 agosto '93: ore 13.49.
Due telefonate del 17 agosto '93: ore 13.06, 13.36.
Tre telefonate del 2 settembre '93: 14.22, 14.50, 17.51.
In tutto, saranno una ventina di conversazioni. So anche che si tratta di conversazioni estremamente brevi; con il che penso di poter senz'altro orientare, con un eventuale provvedimento di accoglimento della richiesta, verso un termine non di chissà quale durata, perché il perito possa fare quello che gli si è detto di fare. Anzi, secondo me è un lavoro che il perito, se è lo stesso ed è, come dire?, più che navigato nell'argomento, in mezza giornata le trascrive tutte. Ecco, questo è quanto.
Quindi, due richieste deposito per la Corte, una comunicazione di deposito per i difensori.
PRESIDENTE: Allora, io direi che facciamo una sospensione dell'udienza, riprendiamo alle 12 e un quarto. Quindi, i difensori hanno tre quarti d'ora di tempo per poter dare una valutazione.
Ovviamente, anche i difensori di parte civile, se le vorranno fare.
Riprendiamo alle 12.15.
<< UDIENZA DEL POMERIGGIO >>
PRESIDENTE: Allora, chi interviene?
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, Presidente.
PRESIDENTE: Un momento, il suo collega di parte civile.
AVVOCATO Gramigni: Mi scusi.
AVVOCATO Maccari: L'avvocato Maccari, in sostituzione dell'avvocato Saldarelli, patrono di parte civile per la Regione Lombardia: si associa alle richieste del Pubblico Ministero. Grazie,
PRESIDENTE: Prego. Ora può intervenire mi pare, avvocato, non ci sono altri difensori di parte civile.
AVVOCATO Gramigni: No, mi scuso. Rispetto alle richieste istruttorie formulate, questo difensore, in relazione alla richiesta trascrizione di alcune conversazioni telefoniche intercettate, si dichiara remissivo. Remissivo però formulando però fin d'ora riserva, laddove ve ne sia opportunità o necessità, di chiedere a sua volta anche a controprova la trascrizione di ulteriori conversazioni telefoniche, di cui naturalmente vi è contezza negli atti del Pubblico Ministero, che dovessero essere a giudizio di questa difesa utili a fini difensivi.
Quindi, nulla osserva rispetto alla trascrizione richiesta oggi di certe telefonate. Chiede però, e si riserva, di indicare a sua volta, laddove ne ravvisi la necessità, altre ed ulteriori conversazioni telefoniche da trascrivere.
Sempre, naturalmente, riferite ad utenze intercettate in questo o in altri procedimenti, di cui c'è stata cognizione da parte di questo difensore. Quindi, utenze e conversazioni di cui vi sia contezza negli atti di questo processo.
Rispetto alla indicazione di quei testimoni relativi alla disponibilità di un certo fondo ad uso commerciale, qui nulla osserva questa difesa.
Si oppone, invece, alla acquisizione, o meglio, si oppone all'ingresso come consulenti di parte di Egidi e Vadalà, se non sbaglio; sotto il profilo della ritenuta irripetibilità ... e modo di rappresentare alla Corte, in occasione di esame che verteva su accertamenti tecnicamente analoghi. Ripeto, in relazione alla ritenuta irripetibilità di questo tipo di accertamenti e, dunque, alla necessità di dare ingresso a possibili elementi di fatto conseguenti ad accertamenti tecnici di un certo tipo, non con il mezzo della consulenza di parte, ma con il mezzo della perizia.
Siamo in fase dibattimentale, vi è stato una serie di dichiarazioni di un certo contenuto da parte di un collaborante.
Credo che mezzo corretto ed ingresso delle possibili acquisizioni "tecniche", tra virgolette, sia a questo punto - e anche in relazione alla natura degli accertamenti che si è ritenuto di compiere - non la consulenza, ma ripeto la perizia. Perché questo, e mi riporto a quanto già dedotto ed osservato in occasione di accertamenti di tipo analogo dal punto di vista tecnico, questo in relazione ripeto alla irripetibilità del giudizio naturalmente, che non è stato all'epoca quello della Corte, di chi vi parla, degli accertamenti medesimi.
Quindi, questo è quello che ritiene questo difensore di osservare in relazione alle richieste formulate dal Pubblico Ministero.
Quindi remissività in ordine alla trascrizione di certe telefonate, con riserva però di indicarne altre da parte dei difensori - credo di non parlare solo a titolo personale, ma anche in sostituzione di colleghi oggi assenti.
Remissività in ordine alla ammissione dei testimoni indicati.
Opposizione invece per le ragioni che ho prima creduto di rappresentare in ordine all'esame, come consulenti tecnici, di Vadalà ed Egidi; perché, ripeto, l'esame verterebbe su circostanze, su accertamenti di carattere irripetibile e, come tali, bisognevoli di accertamento non attraverso una consulenza di parte, ma attraverso una perizia. La ringrazio.
PRESIDENTE: La Corte si ritira.
AVV. Cianferoni: Presidente?
PRESIDENTE: Lei deve intervenire?
AVV. Cianferoni: Posso dire anche io due parole telegrafiche? Per associarmi alla prospettazione resa - sono l'avvocato Cianferoni - alla prospettazione resa dal collega, avvocato Gramigni.
E sottopongo alla Corte una sola riflessione aggiuntiva, cioè proprio partendo da una norma richiamata dal Pubblico Ministero per rappresentare l'attività compiuta. Ha fatto riferimento all'articolo 430 del Codice di rito.
Ora però mi pare che l'impostazione sul 430 sia un'impostazione che definire dilatata è eufemistico, in quanto il tenore della norma letterale finalizza quest'attività integrativa alle richieste che la parte - nel caso, Pubblico Ministero - voglia compiere di fronte al Giudice del dibattimento. E quindi nasce, la norma, per disciplinare quel lasso temporale, breve o lungo che sia, dipende da accidenti di percorso, che va dal decreto che dispone il giudizio alla presentazione di fronte al Giudice, ai sensi del 468, delle proprie richieste.
Oggi, invece, a distanza di oltre un anno dall'apertura del dibattimento, si intende far richiamo di quella norma per una attività tecnica che, come diceva il collega, meriterebbe, merita anzi, un approfondimento specialistico da parte della Corte. E si fa questione di metodo.
E' vero, credo non ci sia bisogno di dirlo apertis verbis, ma la Corte lo vede, lo ha visto: la difesa non ha addotto ad oggi un consulente.
Questo difensore non può che riferire di questo dato e argomentarvi sopra. Però, sul punto della irripetibilità, vi è questione. E per esempio, il dottor Massari, sul punto fu non esaustivo, non determinante.
Non si è potuto avere un dato inattaccabile dal punto di vista cognitivo, che consente al Giudice di formulare un proprio convincimento sulla ripetibilità o meno dell'atto.
Perché proprio quel 430 dice: tutta l'attività integrativa che vogliamo, ad eccezione di quella che preveda la presenza dell'imputato e/o del difensore... e del difensore.
Ma dobbiamo, sotto questo profilo, accettare supinamente la prospettazione della controparte quando, tramite il suo consulente, ci dice: non si tratta di attività irripetibile. Riguardo a questo capitolato di prova, non ce lo ha ancora specificato, ma è verosimile che... cioè è certo che è stato svolto ai sensi del 359, ed è verosimile che i consulenti indotti verranno a riferire come, a loro avviso, non sia a questo punto da porre in ballo la questione della irripetibilità.
Io credo che la Corte d'Assise non si possa acquietare su questo dato di parte, nel senso tecnico del termine.
E' chiaro, il Pubblico Ministero offre la sua prospettazione.
Dovrebbe essere - dovrà essere, secondo questo difensore - il Giudice del merito, proprio investito di quei poteri che non da ultimo la Corte Costituzionale, con le note sentenze del 1992 gli ha riconosciuto e sottolineato in punto di ricostruzione dei fatti e di accertamento della verità, a chiamare dinanzi a sé un incaricato terzo, cioè a dire un perito che avrà giurato di fronte alla Corte, benissimo sullo stesso dato fattuale introdotto dal Pubblico Ministero, riferisca su sollecitazione della Corte il proprio elaborato.
Quindi, anche per questi motivi, credo che non debba essere dato ingresso all'accertamento probatorio che il Pubblico Ministero vuole introdurre attraverso l'esame dei signori dottor Vadalà e il perito Paolo Egidi.
E, in luogo di questo, la difesa chiede che si disponga perizia.
PRESIDENTE: Bene, possiamo... Vuole replicare, il P.M.?
PUBBLICO MINISTERO: No, non devo fare nessun'osservazione. Semplicemente perché mi sembrerebbe opportuno, a questo punto, in vista dell'attività che andremo comunque a compiere alla ripresa del processo, prospettare alla Corte soprattutto al difensore - vedo che c'è - di Giovanni Brusca, prospettare l'intendimento del Pubblico Ministero di procedere all'esame, anticipandolo rispetto al momento di sua naturale scadenza processuale. Siamo ancora in corso di esame di testimoni, però il Pubblico Ministero vorrebbe anticipare l'esame.
E quindi ha bisogno del consenso, intanto del difensore di Brusca e dopodiché le altre parti, secondo i provvedimenti che darà il Pubblico Ministero diranno la propria.
PRESIDENTE: Allora, il difensore di Brusca?
AVVOCATO Falciani: Il difensore di Brusca nulla rileva. Anzi, direi che non ha nessuna opposizione da proporre in merito. Soltanto immagino che si possano definire alcune date suppongo, anche perché io sono in veste di sostituto processuale e immagino che per l'esame di Brusca Giovanni probabilmente l'avvocato Ligotti avrà interesse ad essere presente e quindi io dovrei comunicare allo stesso, con una certa precisione, quantomeno quando si avvia l'esame del predetto. Grazie.
PRESIDENTE: Gli altri difensori?
AVVOCATO Gramigni: Gli altri difensori, non foss'altro che per coerenza, naturalmente rinnovano la opposizione già formulata in occasione di precedenti vicende processuali di contenuto analogo. Rappresentando alla Corte come l'articolo 150 delle Disposizioni d'Attuazione debba avere una certa lettura, ovvero debba affermarsi, attraverso il disposto della norma predetta, la rilevanza del consenso di tutte le altre parti, intese anche come difensori di imputati diversi da quello per il quale si chiede di anticipare l'esame.
Il provvedimento della Corte è già stato di un certo tenore in altre occasioni, quindi ne prenderà atto questo difensore, ma intende comunque rinnovare l'opposizione già formulata.
AVV. Cianferoni: Si associa l'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: La Corte si ritira.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: "La Corte di Assise, sulle richieste presentate all'odierna udienza dal Pubblico Ministero, sentiti i difensori delle parti civili e degli imputati;
Ritenuto che la richiesta del Pubblico Ministero di affidare al perito Filippo Tinnirello, a suo tempo incaricato di procedere alla trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche sulla utenza di Tusa Silvia, altro analogo incarico per la trascrizione delle conversazioni telefoniche effettuate nelle date e ore ivi indicate all'utenza 091/471633, intestata a La Bua Liliana, nonché di conversazioni sempre indicate quanto alle date e ai tempi nella stessa richiesta del P.M., effettuate sul cellulare 0330/697041 intestato alla stessa La Bua, appare accoglibile ai fini di una più completa ricostruzione dei fatti oggetti della causa;
Ritenuto che analogamente deve provvedersi sulla richiesta relativa all'acquisizione delle trascrizioni di conversazioni intercettate sull'utenza di Tusa Silvia, 06/2389718 per le stesse ragioni e che pertanto, per la trascrizione delle une e delle altre conversazioni intercettate deve affidarsi incarico al predetto perito oggi presente;
Ritenuto che le prove per testi, indicate oggi dal P.M., così come il supplemento di consulenza tecnica esplosivistica pure oggi richiesto, sono ammissibili, volte entrambi ad ampliare il campo delle conoscenze della Corte su episodi non marginali, introdotti nel giudizio dall'imputato Grigoli Salvatore, previo accertamento della ripetibilità delle operazioni tecniche effettuate dai C.T. del P.M..
Per questi motivi dispone affidarsi al perito trascrittore Filippo Tinnirello l'incarico di procedere alla trascrizione delle conversazioni telefoniche intercettate sopra meglio evidenziate.
Ammette l'esame dei testi Piombino Andrea, Battaglia Gaetano, Cusenza Giuseppe, nonché l'ulteriore esame dei consulenti del P.M., dottor Vadalà e perito Egidi. Fissa per l'esame dei predetti testi, dei predetti C.T. l'udienza del 7 gennaio 1998.
Quanto alla richiesta di anticipazione dell'esame dell'imputato Brusca, la Corte, come per il passato, la ammette, riservando di fissare la data per l'esame del predetto".
Vogliamo far venire il signor Tinnirello? Si metta a sedere.
Dica il suo nome e cognome.
PERITO Tinnirello: Tinnirello Filippo.
PRESIDENTE: Allora, le viene affidato l'incarico, sempre sotto il vincolo dell'impegno che ha assunto all'epoca del primo incarico, di procedere alla trascrizione delle intercettazioni telefoniche nelle utenze, per le ore e date indicate nella richiesta del P.M..
PERITO Tinnirello: Va bene.
PRESIDENTE: Dovrà depositare questa integrazione di perizia per l'udienza del 7 gennaio '98 e poi vedremo quanto all'esame diretto, dopo che le parti avranno avuto visione del suo elaborato.
PERITO Tinnirello: Bene.
PRESIDENTE: Dica.
PUBBLICO MINISTERO: Una ultima precisazione. I difensori possono prendere atto che saranno depositati i verbali degli interrogatori resi al Pubblico Ministero da Brusca Giovanni, assunti ai sensi dell'articolo 363 del Codice di procedura penale, a partire dal giorno 31 dicembre.
Questa è una comunicazione di deposito per i difensori.
PRESIDENTE: Per i difensori.
Allora, l'udienza riprende il 7 gennaio '98, alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
Auguri a tutti.
AVV. Cianferoni: Grazie, signor Presidente. Sono l'avvocato Cianferoni. Chiedo scusa.
PRESIDENTE: Dica.
AVV. Cianferoni: Se ciò rientra nelle possibilità e poteri della Corte, per il signor Calabrò, chiedo che, poiché lo stesso ha un incombente di indagine dalla Procura trapanese l'indomani mattina, il giorno 23, quindi il tempo di una eventuale traduzione sarebbe molto ristretto...
PRESIDENTE: Noi non abbiamo nessu...
AVV. Cianferoni: Se potesse trattenersi in loco, cioè alla Casa Circondariale di Sollicciano fino al 7.
PRESIDENTE: Cioè, ma questo incombente davanti...
AVV. Cianferoni: No, è una cosa molto modesta.
PRESIDENTE: Cioè, non vorrebbe andarci.
AVV. Cianferoni: No, no, no. Verrà il Pubblico Ministero da Trapani domani mattina. Dopodiché, dal 24 al 6...
PRESIDENTE: Ma noi non abbiamo nulla da dire a questo proposito, perché se è qui per noi sta bene che sia qui.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: E la casa di provenienza quale sarebbe?
AVV. Cianferoni: Viterbo, signor Presidente, quindi non ci sono processi in corso. Sarebbe veramente un aggravio di...
PRESIDENTE: Va bene. Disponiamo che resti qui nella Casa di Sollicciano. Lo mettiamo a verbale. Anzi, ora a verbale c'è anche, perché è compreso.
AVV. Cianferoni: Bene, signor Presidente, grazie.
PRESIDENTE: Arrivederci.