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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Vediamo chi è presente. Buongiorno.
Bagarella?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni che è presente.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni che è presente.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Falciani, che è presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e Rocchi, sostituito dall'avvocato Pepi... come si chiama? Pepi.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e avvocato Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Gentile, Di Russo, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Miniati Paoli, sostituito dall'avvocato Falciani.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi e avvocato Gennai che è presente.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, Roggero, sostituito dall'avvocato Pepi.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, avvocato Florio sostituito dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituito dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini, sostituito dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli, sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai, sostituito dall'avvocato Pepi.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni che è presente.
Spatuzza Gaspare.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, presente.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Il Pubblico Ministero chi ci vuol far sentire?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente sì, innanzitutto volevo avvisare i difensori che sono in deposito nella nostra segreteria tre informative del Centro Operativo DIA di Firenze e Palermo. Sono informative pervenute recentemente. Si tratta di pochi fogli in realtà, quindi, sono a loro disposizione.
Consegno, Presidente, una copia alla segretaria di udienza.
Bene, allora possiamo far passare l'ispettore Romeo.
PRESIDENTE: Si accomodi. Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
*TESTE Romeo: Sono l'ispettore capo Romeo Salvatore...
PUBBLICO MINISTERO: Credo non ci sia il microfono, Presidente. Sento poco.
PRESIDENTE: Vuole ripetere per cortesia?
TESTE Romeo: Sono l'ispettore capo Romeo Salvatore, nato a Palermo il 20 giugno del '58. Presto servizio alla Squadra Mobile di Palermo.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Romeo: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, Pubblico Ministero può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ispettore buongiorno innanzitutto.
Abbiamo sentito che lei presta servizio alla Squadra Mobile di Palermo. Ci può dire da quanto tempo è a svolgere questa attività?
TESTE Romeo: Dal luglio del 1991.
PUBBLICO MINISTERO: Senta ispettore, lei ha ricevuto deleghe particolari dal Pubblico Ministero di Palermo di eseguire delle individuazioni di luoghi insieme a Salvatore Grigoli?
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spiega un attimino quando ha svolto questa attività e quant'altro.
TESTE Romeo: Sì, successivamente all'arresto di Grigoli, pochi giorni dopo, se non ricordo male, il 9 luglio...
PUBBLICO MINISTERO: Dell'anno?
TESTE Romeo: Del 1997, appunto. Andai a prendere Grigoli in una località riservata, unitamente ad altro personale. Sempre su delega della A.G di Palermo. E ci siamo recati in alcuni luoghi per individuare appunto... luoghi da lui indicati.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire quali di questi luoghi ha indicato Grigoli nell'ambito di questa attività? Più specificamente, ecco, a me interessa che lei riferisca in particolare su un luogo che dagli atti in nostro possesso è indicato come località a L'Acqua.
TESTE Romeo: Sì, la località L'Acqua è un rudere posto in una traversa di via Ciaculli, precisamente alla via Tenaglie dove... un luogo, tra l'altro, vorrei precisare, noto all'ufficio in cui presto servizio. In quanto, il giorno stesso dell'arresto di Romeo Pietro, si fece un blitz e furono trovate delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi ispettore. Su questo...
TESTE Romeo: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... su questo dato, quindi, questo luogo veniva... ecco, nel corso di questa attività di individuazione fatta insieme a lei da Grigoli, veniva indicato da Grigoli, voglio dire, almeno la ragione del perché vi indicava questo luogo?
Cioè, in che termini lo indicava questa località a L'Acqua, che significato aveva, ecco, secondo Grigoli?
TESTE Romeo: Appunto, il significato dove venivano occultate delle armi e altro.
PUBBLICO MINISTERO: Questa era l'indicazione che quella notte...
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... vi diede Grigoli.
TESTE Romeo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E si tratta, quindi, di un posto che, per altro, era noto all'ufficio, cioè alla Squadra Mobile...
TESTE Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... perché lì erano state trovate delle armi?
TESTE Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dare qualche riferimento su questa informazione in possesso del suo ufficio?
TESTE Romeo: Le ripeto, la notte stessa dell'arresto di Romeo, il 15 novembre proprio, ricordo perfettamente, fu fatto, appunto, un blitz in questo casolare di proprietà di Buffa, Buffa Salvatore. E furono trovate delle armi corte e un Uzi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si tratta di attività che il suo ufficio aveva fatto un anno e mezzo prima?
TESTE Romeo: Sì, sì. Le ripeto...
PUBBLICO MINISTERO: 15 novembre...
TESTE Romeo: 15 novembre novanta... Sulla data non...
PUBBLICO MINISTERO: '95.
TESTE Romeo: ...non ci sono dubbi. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: 15 novembre '95. Quindi questo terreno era di Buffa Salvatore e erano state rinvenute a suo tempo delle armi.
TESTE Romeo: Sì. Tra l'altro, rispetto alla sede in cui andammo col Grigoli, trovammo un cancello alla fine di via Giulio Tenaglie. Infatti non si entrò nemmeno in questa tenuta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, il luogo era, rispetto a novembre '95, era mutato?
TESTE Romeo: Sì, c'era un cancello in ferro...
PUBBLICO MINISTERO: C'era un cancello.
TESTE Romeo: ... con un catenaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Questo fu uno dei luoghi che in quella fase vi indicò il Grigoli.
Poi, a me interessa che lei descriva l'attività che lei svolse insieme al Grigoli in relazione a un luogo indicato come fondo Guarnaschelli.
TESTE Romeo: Fondo Guarnaschelli è una traversina di Corso dei Mille. L'altezza adesso non la ricordo, comunque è una traversa a sinistra andando verso il paese di Villabate che è subito fuori Palermo.
Lui ci portò entrambi in questo fondo: a circa 300 metri sulla sinistra abbiamo trovato un cancello. E, proprio un 20-30 metri al di là di questo cancello chiuso, c'era un magazzino. Un magazzino palesemente ristrutturato ed è al di là di... dietro il magazzino c'era la casa dei genitori di Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo, mi scusi ispettore.
TESTE Romeo: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Per comodità e per chiarezza di comprensione di tutti, cioè, questa attività venne fatta durante il giorno, di notte?
TESTE Romeo: No, questa attività è stata fatta di notte. Poi, però, l'indomani altro personale andò a fare dei rilievi.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo luogo indicato da Grigoli?
TESTE Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, lei ha detto eravate numeroso personale...
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in occasione di questa attività, e, può dire chi altri c'era con lei? O meglio, se c'era in particolare l'ispettore Domanico?
TESTE Romeo: Sì, l'ispettore Domanico c'era perché ricordo che c'era personale della V e della VI Sezione e io che sono della I... Sì, l'ispettore Domanico c'era in qualità di ispettore, appunto, della V Sezione Investigativa.
Guardi, è proprio lui a curare tutti i rilievi con personale della Scientifica. credo.
PUBBLICO MINISTERO: Qui, in questo luogo...
TESTE Romeo: Sì, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: ... indicato da Grigoli. Siamo in fondo Guarnaschelli.
Senta, ulteriori luoghi indicati da Grigoli nel corso di questa attività. In particolare, se ci può riferire in relazione al luogo indicato come posto al civico 1419/G.
TESTE Romeo: Sì, guardi questo è sempre in Corso dei Mille. E' quasi alla fine proprio di questo Corso. Sempre in direzione Villabate.
Lui indicò questo magazzino. Siamo arrivati, abbiamo visto questo numero civico 1419/G chiuso da un cancello; al di là del cancello si vedevano diversi magazzini. Lui indicava un magazzino un po' distante. Però non siamo entrati.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi all'interno di questo...
TESTE Romeo: Sì, sì. All'interno di questo cancello, esattamente. Nemmeno lì siamo entrati quella notte perché lo scopo era l'individuazione dei luoghi.
Poi, successivamente non so se sia stato fatto anche lì dei rilievi o cose. Questo non...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta e questo luogo, questo deposito al 1419/G, è vicino al fondo Guarnaschelli?
TESTE Romeo: Sì, il fondo Guarnaschelli è a sinistra mentre...
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sempre in Corso dei Mille?
TESTE Romeo: Sì, sì. Sempre in Corso dei Mille. Sono zone molto vicine tra di loro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo luogo veniva indicato con qualche diciamo, qualità, qualche...?
TESTE Romeo: Guardi, lo scopo era perché lui... uscivano con i mezzi da questo luogo per commettere svariati delitti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, l'indicazione era questa indicazione...
TESTE Romeo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... qualificata, diciamo così.
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, qui risultano... risultano o meglio non risultano perché dalla Procura di Palermo evidentemente arguisco dagli omissis che quella notte sono stati individuati altri luoghi su cui io ovviamente non le pongo ulteriori domande.
Mi interessava sapere se è a conoscenza sua, a causa per l'appunto dell'attività da lei istituzionalmente svolta, se ha avuto nel corso della sua attività di indagine contezza di un luogo che per comodità, diciamo così, di comprensione, è stata indicata come la "camera della morte".
TESTE Romeo: Sì, purtroppo è famosissima la "camera della morte".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire dove si trova questo luogo e se vi è una vicinanza o meno, rispetto ai luoghi che abbiamo appena indicato.
TESTE Romeo: Guardi, la "camera della morte" si trova in via Messina Montagne, che è la continuazione di Corso dei Mille e poi torna indietro...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, abbia pazienza. Siccome qui... lei deve avere un attimino più di dettaglio, perché non conosciamo la città di Palermo e, quindi, se ci può indicare...
TESTE Romeo: Perfetto. Guardi, io come riferimento...
PUBBLICO MINISTERO: .. al meglio questi...
TESTE Romeo: .. come riferimento posso portare l'autostrada Villabate-Palermo, l'ultimo tratto dell'autostrada Palermo-Catania, che è la Villabate-Palermo. La via Messina Montagne è proprio la stradina attigua all'autostrada. Il Corso dei Mille è una parallela di via Messina Montagne.
Anche se poc'anzi ho detto... perché questa strada, Corso dei Mille finisce: poi c'è una rotonda, si passa sotto un ponte, si gira ed è via Messina Montagne.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, che torna indietro.
TESTE Romeo: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Parallela a Corso dei Mille...
TESTE Romeo: Perfetto, parallela. In linea d'area sono tutti posti vicini, raggiungibili attraverso le campagne. Sicuramente e indubbiamente.
PUBBLICO MINISTERO: Vicini... ci può dare anche un'indicazione in termini...
TESTE Romeo: Guardi, indicazioni in termini metriche, non sono in grado. Però... Vicini sono.
PRESIDENTE: Ma, vicini nell'ordine di centinaia di metri o di qualche chilometro?
TESTE Romeo: Siamo intorno... non più di un chilometro, come linea d'aria parlo.
PRESIDENTE: Tra questa località fondo Guarnaschelli e la "camera della morte"?
TESTE Romeo: Fondo Guarnaschelli già... non è che siamo più distanti. Però, tenga presente che poc'anzi ho detto che è a sinistra di Corso dei Mille. Mentre quest'ulteriore deposito è a destra. Essendo a destra e questa parallela è a destra, via Messina Montagne, è molto più semplice da questo deposito per le campagne giungere alla "camera della morte".
Mentre da fondo Guarnaschelli si dovrebbe per forza di cose attraversare il Corso dei Mille. Ma come distanza siamo là, è un po'...
PRESIDENTE: In linea d'aria...
TESTE Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ispettore, lei ha detto il Grigoli ha individuato quella notte questo luogo, fondo Guarnaschelli, e lei ci ha indicato questo ambiente ristrutturato che fa riferimento al padre di Mangano.
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'abitazione di Antonino Mangano è lì vicina?
TESTE Romeo: Guardi, io i rilievi non li ho fatti. Però, di certo l'abitazione è dietro proprio.
PUBBLICO MINISTERO: L'abitazione di Mangano Antonino?
TESTE Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su Corso dei Mille o sempre in fondo Guarnaschelli?
TESTE Romeo: Fondo Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre in fondo Guarnaschelli.
Io penso che... lei ha riferito che ulteriore attività su questo immobile, poi, è stato svolto dall'ispettore Cusumano, no Cusumano...
TESTE Romeo: L'ispettore Domanico come personale...
PUBBLICO MINISTERO: Domanico, mi scusi.
TESTE Romeo: ... personale di Squadra Mobile. Ispettore Domanico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, che ha eseguito delle perquisizioni. Ha fatto i rilievi su questo fondo.
Io penso che, Presidente, per quanto riguarda l'ispettore Romeo...
PRESIDENTE: Possiamo fargli solo un'ulteriore domanda, almeno per quel che ci riguarda.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Lei ha detto che in fondo al fondo Guarnaschelli c'era la casa dei genitori del Mangano.
TESTE Romeo: Sì.
PRESIDENTE: E poi ha parlato anche della casa di Mangano. Dove si troverebbe, vicino a quella dei genitori?
TESTE Romeo: No, guardi io so solo che questo magazzino individuato in orario notturno - io so per conoscenza d'ufficio - che attaccato a questo magazzino, dietro, c'è la casa dei genitori del Mangano non di Mangano...
PRESIDENTE: Ah, la casa di Mangano lei non sa dove sia.
TESTE Romeo: No.
PRESIDENTE: Allora avevamo capito male.
PUBBLICO MINISTERO: Allora chiederemo all'ispettore Domanico.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Romeo: Sicuramente.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? Difensori prego.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Desidero sapere dall'ispettore se, dal cancello che, diciamo, guarda sulla strada di questo fondo Guarnaschelli, si vede questo magazzino ristrutturato.
TESTE Romeo: Sì, sì. Sono 30 metri, guardi. Non c'è niente davanti. Dal cancello lei vede questo magazzino.
AVV. Cianferoni: Va bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Può andare grazie.
*TESTE Romeo: Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno. Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore Domanico.
PRESIDENTE: Si accomodi. Ci vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
*TESTE Domanico: Mi chiamo Domanico Massimiliano, sono nato a Campo Calabro il 09/02/64; residente a Palermo nella via Scandorra numero 14. Ispettore di Polizia.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Domanico: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore buongiorno.
TESTE Domanico: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, abbiamo sentito dall'ispettore Romeo che lei ha eseguito un'attività di perquisizione e di rilievi tecnici nel luogo indicato come fondo, vicolo...
TESTE Domanico: Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: ... Guarnaschelli. Ci vuol dire il presupposto di questa sua attività e poi l'esito di questi atti da lei compiuti.
TESTE Domanico: Dunque, ho ricevuto... l'ufficio, un decreto dalla Procura della Repubblica di Palermo, di una perquisizione tendente al rinvenimento di tracce conducibili a materie esplodenti ed altro.
Quindi, ci siamo recati in questo luogo che è una traversina di Corso dei Mille.
Percorsi 300 metri sulla destra vi è un cancello in ferro marrone. Questo cancello che si apre verso l'interno, accede a un fondo dove sulla destra vi è campagna.
E, dopo 30 metri sulla sinistra, c'è questo diciamo, questa casa. Questa casa è composta sul davanti, poi, da tre ingressi di cui, quella del Mangano Salvatore, è la prima guardando la casa sulla sinistra, ingresso.
C'è una porta blindata: si riconosce facilmente perché la parte del Mangano Salvatore è completamente ristrutturata in tufo giallo esternamente, rispetto alla parte dell'altra che è proprio fatiscente.
E' munita di una porta blindata. Appena si dà accesso a questa porta blindata vi è un vano soggiorno-cucina dove sulla destra vi è una lavabiancheria, un lavello in muratura e un televisore, ricordo.
Poi, sulla sinistra, ad angolo, vi è un camino e, sempre sulla sinistra, vi sono dei mobili poggiati a terra. Poi un'arcata che nobilita un po' la stanza che è posta proprio di fronte alla porta d'ingresso.
Sempre di fronte alla porta d'ingresso c'è un'altra porta, un po' spostata sulla destra, che dà accesso a un piccolo corridoio; che questo corridoio è trasversale, che a destra dà al bagno e dritto dà al salone, dove nel salone c'è anche una finestra che dà sul retro che è munita di inferriate, così come anche la finestrella del bagno che è munita di inferriate.
In questo piccolo corridoio è ricavato una specie di armadio, dove c'era qualcosa, pentole, queste cose qui.
Esternamente, poi, proprio la prima porta del signor Mangano Salvatore, la seconda e terza porta son dei depositi che sono di proprietà di tale Baiamonte Nicolò. Nulla a che vedere con l'oggetto della perquisizione.
Però, di fronte alla terza porta sulla destra per chi guarda la casa, vi è un piccolo casotto in muratura dove all'interno vi è un forno a legna e credo un pozzo dell'acqua. Tutto il resto circondato dalla campagna, sia davanti che sul lato destro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, vedo che lei ce l'ha descritto molto minuziosamente; significa che ha eseguito anche dei rilievi...
TESTE Domanico: Con personale lì.
PUBBLICO MINISTERO: Della Polizia Scientifica?
TESTE Domanico: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Si tratta... voglio dire, questi rilievi fotografici l'ha fatti per caso l'ispettore Cusumano?
TESTE Domanico: Sì, della Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi eravate insieme?
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda quand'è che ha svolto questa attività che ci ha appena descritto?
TESTE Domanico: Il 24 luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Di quest'anno?
TESTE Domanico: '97.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io avrei bisogno di capire una cosa. Cioè, questo luogo era noto a personale della Squadra Mobile? Lei ha fatto riferimento al Mangano Salvatore.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sarebbe?
TESTE Domanico: Il padre di Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Era noto prima che accedeste al luogo, che questo posto era di Mangano Salvatore?
TESTE Domanico: Il luogo era noto in quanto il 9 luglio era stata fatta un'ispezione dei luoghi e, praticamente, ci era stato indicato, questo luogo, come il luogo nella disponibilità di Mangano Antonino...
PUBBLICO MINISTERO: Da chi, mi scusi?
TESTE Domanico: Grigoli Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei era presente quando...
TESTE Domanico: Sì, quando è stato fatto questa ispezione dei luoghi, ero presente. Ce l'ha indicato come un luogo da dove erano usciti con una moto, lui e Gaspare Spatuzza, dopo l'omicidio di Fabio Alario... no, Fabio Alario, mi scusi, Fabio Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo in fondo Guarnaschelli.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo ambiente. Lei, allora ha risposto anche a una domanda che comunque le avrei fatto. Quindi, questo dove lei ha eseguito la perquisizione era il luogo indicato dal Grigoli durante quell'atto di individuazione.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, le chiedevo: a prescindere dall'indicazione di Grigoli, era noto alla Squadra Mobile quest'ambiente, quest'immobile come in disponibilità di questo signor Mangano Salvatore o lo avete identificato voi dopo le indicazioni di Grigoli?
TESTE Domanico: Dunque, premetto che prima di arrivare al fondo c'è un'abitazione del Mangano, infatti io l'ho rintracciato lì attraverso un'altra persona che ha assistito assieme a Mangano Salvatore all'atto di P.G., che ha assistito.
PRESIDENTE: Il Mangano di cui parla è sempre Salvatore o è il figlio?
TESTE Domanico: Non ho capito la domanda, scusi Presidente.
PRESIDENTE: Lei ha parlato di questa perquisizione fatta presente un'altra persona nonché Mangano Salvatore.
TESTE Domanico: Sì. Questa persona è un parente del Mangano Salvatore che abita un 300 metri prima, sulla destra, sempre vicolo Guarnaschelli.
Perché il cancello era chiuso a chiave con un grosso lucchetto. Quindi ci siamo portati lì, in quella casa dove sapevamo che comunque vi erano dei parenti del Mangano e abbiamo rintracciato il Mangano Salvatore.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi l'immobile che era stato indicato dal Grigoli era di questo Mangano Salvatore?
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ed era presente questo Mangano Salvatore quando avete fatto la perquisizione...
TESTE Domanico: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può... lei ha già descritto l'ambiente, ci può descrivere i risultati di quest'atto di perquisizione?
TESTE Domanico: L'atto di perquisizione ha dato esito negativo, in quanto tracce di esplosivo non ne sono stati ritrovati. Specifica... una domanda informale fatta al Mangano Salvatore, che è stato anche oggetto di mia annotazione di servizio, sulla ristrutturazione era stata ristrutturata all'incirca quattro anni prima. Eravamo il 24 luglio '97.
Di altro non...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, per così.. chiariamo un po' la situazione dei luoghi. Se per favore si vuol portare in quella postazione, lì di fronte, e ci dà le indicazioni di luogo con foto alla mano.
Presidente, si tratta del fascicolo dei rilievi fotografici che è stato eseguito il 24 luglio '97 e che abbiamo prodotto in una delle precedenti udienze.
Prego.
TESTE Domanico: Allora, la prima foto mostra il vicolo Guarnaschelli nella parte in cui cessa l'asfalto e inizia il fondo naturale. Questo muro di cinta, alto all'incirca 2 metri e mezzo, già è il muro perimetrale di questo fondo qua.
La freccia indica il cancello ad inferriata da dove si accede.
Ecco, il cancello nella seconda foto è aperto verso l'interno. Si vede questa strada sterrata, sarà 30 metri circa. E, proprio la freccia indica la parte di immobile di proprietà di Mangano Salvatore.
Sulla destra si può vedere la campagna.
Questa è la stessa campagna di cui al punto precedente, un po' più particolareggiata.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, ispettore, se lei può avere anche cura di indicare il numero della foto così rimane...
TESTE Domanico: Sì, la foto è il rilievo numero 3.
Questo è il rilievo numero 4 che dà una parziale visione della parte destra del terreno e anche l'antistante parzialmente, fino al limite della casa che è qui sulla sinistra.
E questo è la parte in cui, una volta svoltato a sinistra della foto precedente, rilievo numero 5, si vedono l'ingresso della casa di Mangano Salvatore col cancello in ferro.
Il primo deposito alla destra, il secondo deposito alla destra e il corpo basso dove c'è il forno e il pozzo dell'acqua...
In queste due... I punti indicati col numero 3 e 2, non sono di proprietà del Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle proprietà Baiamonte.
TESTE Domanico: Baiamonte.
Questa, rispetto alla foto precedente, è un po' particolareggiata. Non prende l'ingresso della casa del Mangano Salvatore.
Mentre, la foto, il rilievo 07, è proprio l'ingresso particolareggiato dove si vedono i mattoni in tufo giallo.
Visione della parte terminale dell'immobile: la freccia indica il primo magazzino partendo da destra, che sarebbe il terzo qualora si parte da sinistra.
Il secondo magazzino, di cui al rilievo numero 5. Era indicato come numero 3.
E la porta d'ingresso della casa del signor Mangano.
Come si può vedere è metallica, tre serrature. E vi è una tendina d'ingresso.
Ecco, questa è la metà anteriore del vano soggiorno-cucina: rilievo numero 11.
Qui si può notare, alla destra, parte del lavandino; alla sinistra i mobili poggiati a terra, ad angolo il caminetto, con un'arcata sopra, dove si può notare la porta che si vede in fondo e la sedia, che fanno parte del salone.
Questa è la stessa stanza di prima, però partendo dal lato opposto per chi guarda la foto.
Sulla sinistra si vede la lavatrice che prima non si vedeva; e, alla destra, si vede la continuazione dei mobili.
Infatti qua è completa, nella visione numero 13.
Questo è il corridoio che - rilievo numero 14 - praticamente, posto trasversalmente fra il vano soggiorno-cucina e il salone, dove si può vedere una mensola al muro con ventilatore coperto.
Il rilievo numero 15 è la metà sinistra del corridoio, da dove si intravede il bagno.
Numero 16, infatti, il vano dei servizi igienici.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, ispettore, ci ha descritto un po' tutto questo immobile.
Le chiedevo, non so se lei lo ha detto, comunque casomai me lo ridice: ma questo Mangano salvatore, voglio dire, rispetto al nostro Mangano Antonino, chi è, un parente?
TESTE Domanico: Il padre.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, è il padre.
E questo immobile, quando siete andati a eseguire questa perquisizione, era abitato, era...
TESTE Domanico: No, era disabitato, era. Infatti si vedono i mobili anche poggiati a terra. Non... neanche infissi.
Non c'erano tracce di passaggio di persone recenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma il padre di Mangano Antonino, cioè il Mangano Salvatore, era presente a questa perquisizione?
TESTE Domanico: Sì, sì, era lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco e, per l'appunto, ma, nel corso della perquisizione poteste accertare se, a cosa venisse adibito questo immobile?
TESTE Domanico: Sì, gli ho domandato quando... siccome l'ho visto abbastanza nuovo, ho domandato quando era stato ristrutturato.
Mi ha detto quattro anni fa. E, comunque, diceva, non ci venivano spesso, ma non più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi non avete accertato la presenza di persone, all'interno di questa abitazione.
TESTE Domanico: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Domanico: Infatti io ho rintracciato il signor Mangano per il tramite di un nipote, che poi ha assistito alla perquisizione.
PUBBLICO MINISTERO: Si chiama questo nipote??
TESTE Domanico: Conigliaro Francesco Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque, voglio dire, di questa evenienza lei ha dato atto nei verbali che ha redatto.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa attività si è conclusa, per l'appunto, nella giornata del 24 luglio novantasette...
TESTE Domanico: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno, ispettore, che lei chiarisca un passaggio.
Lei ha detto: 'non abbiamo trovato tracce di esplosivo.' Vorrei un pochino che chiarisse questa sua affermazione.
Cosa significa "tracce di esplosivo"? Che lei ci è andato con delle apparecchiature...
TESTE Domanico: Sì, un attimo. No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Domanico: Ecco. Cioè, non ho rinvenuto esplosivo, ecco, è diverso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Domanico: E' diversa la cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi apre, mi pare...
TESTE Domanico: Mi sono sbagliato io.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, la perquisizione era finalizzata, eventualmente, a rinvenire esplosivo, non tracce.
TESTE Domanico: Sì. Mi sono sbagliato io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se mi dà una risposta.
Senta, nell'ambito di questa attività di individuazione di luoghi, lei ha eseguito questa perquisizione. E poi, ha ricevuto dal Pubblico Ministero di Palermo ulteriori deleghe, in relazione a questi atti?
TESTE Domanico: No, non ho ricevuto ulteriore delega.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno di... Lei presta servizio alla Squadra Mobile di Palermo da quanto tempo?
TESTE Domanico: All'incirca dall'89.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, ha una esperienza dei luoghi e delle situazioni.
L'ispettore Romeo che l'ha preceduto, ci ha dato delle indicazioni di luogo, in particolare, gli ho chiesto - all'ispettore Romeo - di indicarci se questo luogo, se questi luoghi indicati da Grigoli nel corso degli atti di individuazione, fossero vicini ad un luogo noto, diciamo così, come "camera della morte".
Ecco, lei cosa ci può dire al riguardo?
TESTE Domanico: La "camera della morte" era in via Messina Montagne. Ora, da questo fondo, da questo vicolo Guarnaschelli, non è senz'altro vicino. Cioè, vicino. Sempre zona Brancaccio, Corso dei Mille, siamo.
Forse è più vicino, però, il deposito che ci ha mostrato. Che non siamo neanche entrati, c'era un cancello; né è stata fatta perquisizione, né è stato fatto sopralluogo in altra giornata, che era il 1419-G di Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, era un'altra...
TESTE Domanico: Visto solo esternamente, si vedevano dei depositi con una strada che andava in fondo. E questo qui si notava.
PUBBLICO MINISTERO: Questo luogo, quindi, è vicino alla "camera della morte", in via Messina Montagne.
TESTE Domanico: Sì. Montagne, che poi è la strada che prende il nome di via Messina Montagne, è la continuazione di questa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è la stessa strada, sostanzialmente.
TESTE Domanico: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, un luogo noto dove esiste una azienda, una ditta che si chiama Edil Vaccaro, le è nota a lei?
TESTE Domanico: Nota, non ho mai fatto accertamenti proprio specifici. Però, per motivi di indagine dell'ufficio, anche di altre Squadre, o Sezioni, ne ho sentito parlare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non è in grado di darci delle indicazioni di collocazione, di ubicazione.
TESTE Domanico: Mah, una risulta quasi in fondo a viale Regione Siciliana, commerciale.
Praticamente sarebbe la parallela dell'autostrada, che porta... Palermo-Catania. La parallela sotto, c'è una strada dritta, dove ci sono delle autodemolizioni.
Sempre nella stessa zona, s'intende. Però, non è più tanto vicino con Corso dei Mille. Si passa dai cavalcavia, poi, giù dall'autostrada.
E so che è un parente del signor Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche il nome di questo parente?
TESTE Domanico: Vaccaro... Non ho capito la domanda, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, le chiedevo il nome di questo parente.
TESTE Domanico: Non mi sovviene, in questo...
PUBBLICO MINISTERO: Vaccaro, sicuramente.
TESTE Domanico: Vaccaro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Va bene, poi chiederemo più avanti.
Io penso di aver concluso con l'ispettore Domanico.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Vorrei sapere dall'ispettore - sono l'avvocato Cianferoni, buongiorno - soltanto quando, nel corso della sua attività investigativa e dell'attività, comunque, del suo ufficio di indagine, questo complesso, diciamo, di questo vicolo Guarnaschelli, le è venuto noto.
TESTE Domanico: Dunque, che è proprio il vicolo, oppure la casa dove ho effettuato la perquisizione? Chiedo scusa.
AVV. Cianferoni: Possiamo distinguere, all'interno della domanda, i due aspetti che ha detto adesso.
TESTE Domanico: E allora, che lì abitasse in vicolo Guarnaschelli, comunque dei parenti del signor Mangano Antonino, questo lo sapevo da prima, genericamente.
Di preciso, quando poi ho effettuato il sopralluogo.
AVV. Cianferoni: Quindi, avevate una indicazione da prima di questa abitazione.
Su questa indicazione, diciamo, da prima, avevate lavorato?
TESTE Domanico: Non io personalmente. Comunque, l'ufficio e altri uffici investigativi, s'intende, eh.
Per uffici investigativi intendo anche DIA e altre... Che, comunque, noi veniamo a conoscenza.
AVV. Cianferoni: Quindi, su questa investigazione, su questa indicazione, era già stato lavorato prima della cattura di Grigoli.
TESTE Domanico: Non ho detto che si è lavorato.
AVV. Cianferoni: Come...
TESTE Domanico: Ho detto che si sapeva.
AVV. Cianferoni: Si sapeva.
TESTE Domanico: Cioè, sapevo.
AVV. Cianferoni: Bene, grazie.
TESTE Domanico: Poi, se abbiano lavorato, o meno, non lo so.
AVV. Cianferoni: Bene. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda?
Può andare, grazie.
*TESTE Domanico: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Chi sentiamo?
Buongiorno.
L'ufficiale giudiziario è sparito?
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
PRESIDENTE: L'ufficiale giudiziario.
PUBBLICO MINISTERO: E' andato a vedere, Presidente, chi altri c'è presente.
PRESIDENTE: Si accomodi.
*TESTE Vitale: Grazie.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
TESTE Vitale: Giuseppe Vitale, nato a Catania il 10/08/61. Sono un assistente della Polizia di Stato.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Vitale: Residente a Firenze.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula prima di...
TESTE Vitale: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Vitale, lei presta servizio alla DIA, Centro Operativo di Firenze?
TESTE Vitale: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, in relazione alle indagini di questo procedimento, ha svolto accertamenti in Versilia, in Forte dei Marmi, in relazione a presenze alberghiere, per come le era stato delegato dal Pubblico Ministero?
TESTE Vitale: Sì, in Versilia, all'Hotel Ritz, Forte dei Marmi.
PUBBLICO MINISTERO: All'hotel, prego?
TESTE Vitale: Ritz.
PUBBLICO MINISTERO: O Rex?
TESTE Vitale: Rex è Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire, in particolare, l'esito di questi accertamenti che ha svolto?
TESTE Vitale: Sì, all'Hotel Rex di Livorno ho accertato che... la presenza del Tosonotti Enrico, alloggiato nella camera numero 102.
Ora, il giorno di preciso, non me lo ricordo.
Se posso consultare...
PRESIDENTE: Prego, consulti, consulti.
TESTE Vitale: Sì. Ci sono diverse presenze, molteplici presenze, all'Hotel Rex di Livorno.
Ce n'è una in particolare che interessa...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Vitale: ... è quella relativa al 7 giugno del 1993.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dica in dettaglio questo accertamento.
TESTE Vitale: Sì. Io sono andato sul posto, ho consultato i registri della P.S. e ho constatato che Tosonotti Enrico, unitamente al figlio Vittorio e a Vasile Giuseppe, hanno pernottato presso quell'albergo, occupando la stessa camera, la numero 102.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma, voglio dire, ci può dire anche quanto è durata questa permanenza?
TESTE Vitale: Sì. Sono ripartiti il giorno 8 giugno del '93, l'indomani.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa presenza, lei l'ha accertata dai registri...
TESTE Vitale: Sì, dai registri di P.S. che ho anche fotocopiato. E ho allegato alla annotazione di servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora noi, Presidente, per quanto riguarda il documento a cui ha fatto riferimento l'ispettore Vitale, lo abbiamo prodotto.
E' uno dei documenti prodotti all'inizio del dibattimento.
Senta, lei ha fatto riferimento all'occupazione di una stessa camera.
TESTE Vitale: Sì, risulta dal registro...
PUBBLICO MINISTERO: Dal registro. Ma, poi, ha potuto accertare se, effettivamente, era la stessa camera, o c'era stato un errore o meno?
TESTE Vitale: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Vitale: No, dal registro, quello che compare, che hanno occupato la stessa camera.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, 7 giugno '93. Partenza?
TESTE Vitale: L'8 giugno '93.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io, Presidente, non ho altro da chiedere.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
I difensori?
Si accomodi pure, buongiorno.
*TESTE Vitale: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, possiamo far passare il maresciallo Recchia.
PRESIDENTE: Buongiorno. Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica, per favore?
*TESTE Recchia: Maresciallo Archimede Recchia, nato a Roma il 18/01/66, domiciliato a Firenze, presso il Centro Operativo della DIA; Lungarno Vespucci.
PRESIDENTE: Benissimo. Vuole leggere la formula?
TESTE Recchia: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, buongiorno.
TESTE Recchia: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei appartiene alla DIA di Firenze. In particolare, che provenienza ha? Ecco.
TESTE Recchia: Guardia di Finanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è maresciallo della Guardia di Finanza.
Senta, due domande. La prima: lei, nell'ambito delle attività che le sono state delegate, ha avuto modo di eseguire perquisizioni presso l'abitazione del signor Messana Antonino?
TESTE Recchia: Sì, abbiamo fatto una perquisizione nell'aprile del '96, mi sembra, dell'anno scorso.
Posso consultare?
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE Recchia: Sì, nel marzo del '96, a casa del signor Messana.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno se lo ricorda?
TESTE Recchia: 29 marzo '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che cosa si trattava di andare a cercare?
TESTE Recchia: Sì, la perquisizione era su delega della G.I., era finalizzata al rinvenimento di un televisore, di un televisore Seleco di... No, di un televisore 14 pollici.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'esito di questa perquisizione?
TESTE Recchia: L'esito di questa perquisizione è stato, presso l'abitazione del signor Messana, è stato trovato, per l'appunto, un televisore 14 pollici marca Seleco, che è stato sequestrato e poi trasmesso, consegnato alla G.I.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa se sono state fatti poi ulteriori accertamenti su questo TV Color?
TESTE Recchia: Sì, successivamente io personalmente sono andato, ho fatto un accertamento finalizzato, diciamo, ad accertare la provenienza di questa televisione. Ed abbiamo verificato che era stata acquistata dal signor Messana in un negozio di Prato: i fratelli Cosci, che sta a Prato in via Roma.
E' stato acquistato il 24 maggio del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare qualche ulteriore dettaglio su questo...
TESTE Recchia: Sull'accertamento?
PUBBLICO MINISTERO: Sull'accertamento...
TESTE Recchia: Sì, praticamente l'accertamento... Innanzitutto abbiamo... Cioè, io personalmente ho fatto un giro di telefonate per vedere quali erano i rivenditori Seleco autorizzati nella zona di Prato. Dato che si trattava del signor Messana che abitava a Prato.
E ho contattato il responsabile del settore vendite della Seleco, il signor Milli, mi sembra. E mi ha dato quattro indirizzi di Prato, tra cui, appunto, c'era pure questo negozio, questa rivendita dei fratelli Cosci.
E quindi siamo... con un altro collega, ci siamo recati lì, abbiamo consultato le fatture relative. Abbiamo consultato le fatture e abbiamo rinvenuto una fattura d'acquisto intestata al signor Messana, relativa, appunto, all'acquisto di un televisore Seleco 14 pollici, in data 24 maggio '93, con anche lo scontrino fiscale allegato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sono documenti, fattura e scontrino fiscale, che lei poi ha...
TESTE Recchia: Sì, documenti che poi abbiamo acquisito e...
PUBBLICO MINISTERO: E trasmesso.
TESTE Recchia: ... trasmesso regolarmente,.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Presidente, per la Corte, si tratta di documenti cui ha fatto riferimento il maresciallo Recchia, sono agli atti della Corte. Costituiscono le produzioni del Pubblico Ministero, fatte nella fase preliminare.
Le abbiamo mostrate anche all'ispettore Puggioni.
Bene. Su questo punto, non ho altre domande.
Senta, maresciallo, lei poi, sempre in ragione, per così dire, della sua qualifica, ecco, ha avuto modo di esaminare documenti contabili e altro, relativi al signor Carra?
TESTE Recchia: Sì. Sul Carra ho analizzato i documenti di viaggio. cioè, ovvero, delle bolle di accompagnamento di due ditte di Palermo collegate al Carra. Che sono: la ditta Sabato Gioacchina e la ditta Carra Antonino.
Presa questa documentazione che era costituita dalle fatture con allegate le bolle di accompagnamento, ho fatto una analisi praticamente dei viaggi effettuati da queste due ditte, in particolari periodi che mi erano stati indicati.
Che erano: 19... tutti i periodi relativi all'aprile e maggio del '93, che erano: 19, 20 e 21 aprile e 10, 11, 12, 24, 25, 26 e 27 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire i risultati di questa sua analisi?
TESTE Recchia: Praticamente questa analisi, l'unico... Cioè, questa analisi, ovviamente, era finalizzata a vedere gli spostamenti di questi, i viaggi effettuati in territorio per noi di interesse, ovvero in territorio toscano.
L'unico viaggio, diciamo, che ha destato una certa attenzione, è stato... Poi, tra l'altro, l'unico viaggio che era emerso a nome Carra, è stato un viaggio dell'11 maggio del '93 a Massarosa, in provincia di Lucca, presso la ditta Sabital, a bordo di un automezzo targato Torino 52079D e per un trasporto di sabbia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Recchia: Per conto di un'altra ditta di Palermo che è la General Trade.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Questi, voglio dire, l'analisi sua si è limitata ai documenti contabili. Lei non ha esaminato...
TESTE Recchia: Io ho esaminato...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, lei non ha esaminato imbarchi...
TESTE Recchia: Io ho esaminato esclusivamente...
PUBBLICO MINISTERO: La documentazione fiscale.
TESTE Recchia: ... le bolle di accompagnamento di queste due ditte.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In relazione... Lei ha detto: 'in ufficio mi è stato dato l'incarico, poi, di verificare il viaggio del 19, 20, 21 aprile...'
TESTE Recchia: Sì 21 aprile.
PUBBLICO MINISTERO: '... e del 24, 25 maggio.'
TESTE Recchia: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa, dalla documentazione contabile, che cosa è emerso?
TESTE Recchia: Per quanto ci riguarda, non è emerso nulla, nessuna, diciamo, nessun tipo di documentazione è stata prodotta in relazione a spostamenti in Toscana, in quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma...
TESTE Recchia: Cioè, non esiste pratica, non esiste documentazione di viaggio relativa a spostamenti in territorio toscano nei giorni: 24, 25, 26 e 27 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda il 19, 20, 21 aprile?
TESTE Recchia: Nemmeno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, voglio dire, lei non ha trovato né bolle di accompagnamento, né fatture, né annotazione nei registi contabili.
Ecco, ha svolto questa analisi, quindi, sulla base di quali tipo di documenti ha analizzato, ecco, maresciallo?
TESTE Recchia: Le bolle di accompagnamento. Praticamente c'era la fattura con allegata la bolla di accompagnamento. Cioè, per facilitarmi, diciamo, ho eseguito l'ordine in cui erano catalogati questi documenti, che erano, in base all'ordine di emissione delle fatture.
Però, io, ovviamente, ho fatto riferimento al documento di viaggio vero e proprio che è una bolla di accompagnamento.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E questo lo ha fatto in riferimento a quali ditte? Lei ha detto: la ditta Sabato...
TESTE Recchia: La ditta Sabato Gioacchina e la ditta Carra Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io, al maresciallo Recchia, Presidente, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente. Avvocato Cianferoni.
Vorrei sapere dal maresciallo, con riferimento al televisore, ricorda dove fu rinvenuto all'interno dell'abitazione del signor Messana?
TESTE Recchia: Sì, lo ricordo perfettamente. E' stato rinvenuto in una delle camere da letto dell'abitazione... Precisamente nella camera da letto dei ragazzi.
AVV. Cianferoni: Era l'unico televisore nell'abitazione, o ce n'era più di uno?
TESTE Recchia: Nell'abitazione ce n'era più... Mi sembra ce n'era un altro, ma non era un 14 pollici, era una televisione più grossa e stava in sala, nel soggiorno, mi sembra.
AVV. Cianferoni: Quando lei intende 14 pollici, a che cosa fa riferimento? Cioè, a una grandezza, diciamo.
TESTE Recchia: Alla grandezza del televisore. Un televisore piccolo, diciamo.
AVV. Cianferoni: Televisore piccolo.
Senta, con riferimento piuttosto all'accertamento sulle bolle del Carra Pietro, le chiedo: avete mica cercato i dischi tachigrafo del Carra Pietro?
TESTE Recchia: Io ho analizzato esclusivamente quello che mi è stato detto di fare.
AVV. Cianferoni: Lei, prima di tutto...
TESTE Recchia: I documenti di viaggio delle bolle di accompagnamento delle due ditte che ho citato prima.
AVV. Cianferoni: Anche per la cognizione della Corte, lei sa che cosa sia un disco tachigrafo, ovviamente.
TESTE Recchia: Sinceramente no.
AVV. Cianferoni: Non lo sa.
TESTE Recchia: No.
AVV. Cianferoni: Eh, allora... Allora niente.
Il disco tachigrafo, comunque, è un dischetto cartaceo che si trova sopra ogni autotreno e denota il percorso fatto dal...
TESTE Recchia: Sì, sì.
PRESIDENTE: Comunque lei non lo ha cercato, non gi è stato dato...
TESTE Recchia: No, io proprio... Cioè, per l'accertamento che ho fatto io, non aveva nessun interesse per me, questo disco tachigrafo.
AVV. Cianferoni: Va bene. Grazie, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Per cortesia, ci può dare un chiarimento?
Lei ha parlato di queste ricerche di documenti di viaggio.
TESTE Recchia: Sì.
PRESIDENTE: In particolare, di quei tre viaggi di cui ha fatto cenno.
TESTE Recchia: Non erano tre viaggi, erano tre periodi.
PRESIDENTE: Tre periodi.
TESTE Recchia: Che ho preso in esame.
PRESIDENTE: Ha trovato dei documenti che attestassero movimenti di questi autocarri?
TESTE Recchia: Sì, sì.
PRESIDENTE: Per tutti e tre questi periodi?
TESTE Recchia: Sì, sì. Ma non comunque...
PRESIDENTE: Non bolle, né fatture.
TESTE Recchia: No, no. Ho trovato diversi movimenti, in questi periodi. Però movimenti che per noi non avevano nessun interesse investigativo.
PRESIDENTE: In che senso?
TESTE Recchia: Cioè, movimenti sempre in Sicilia. A parte quello che ho citato prima dell'11 maggio del novanta...
PRESIDENTE: Quando lei ha parlato 19, 20, 21 aprile.
TESTE Recchia: Sì.
PRESIDENTE: Poi ha parlato 10, 11, 12 maggio. Poi ha detto: 24, 25, 26 maggio del '93.
TESTE Recchia: Sì.
PRESIDENTE: Sono movimenti in Sicilia, o fuori?
TESTE Recchia: Allora, la maggior parte dei movimenti che ho rilevato io, sono in Sicilia.
Gli unici movimenti che ho rilevato... No, no, mi scusi, mi sto sbagliando.
Gli unici movimenti in Toscana...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi scusi, credo, io la domanda l'ho posta. Credo che ci sia un equivoco.
Ho chiesto espressamente al maresciallo se si era occupato di verificare viaggi da imbarchi o altro.
Il maresciallo ha detto: 'no, io non ho visto nulla; ho visto solo i documenti contabili.'
Quindi...
PRESIDENTE: Siccome ha fatto riferimento anche a questa ditta Sabital di Massarosa, evidentemente...
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto perché ha trovato la bolla.
TESTE Recchia: No, perché l'ho rilevato dalla bolla di accompagnamento.
PRESIDENTE: L'unica bolla in relazione a questi periodi, diciamo.
TESTE Recchia: In relazione a... L'unico viaggio in Toscana è in relazione a questi periodi.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Recchia: E' dell'11 maggio '93.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, specifichiamo. Viaggio, quando lei parla di viaggio, lo intende bolle di accompagnamento.
TESTE Recchia: Certo. Viaggio, io intendo sempre per gli elementi che ho rilevato dalla bolla di accompagnamento. Poi...
PRESIDENTE: Documenti che attestano il viaggio.
*TESTE Recchia: Che attestano il viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PRESIDENTE: Benissimo, grazie.
Può andare.
Ci abbiamo altri testi?
PUBBLICO MINISTERO: Non so chi c'è.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica, per favore.
*TESTE Massimi: Sono Massimi Pasquale, nato a Penne, provincia di Pescara, il 4 agosto '63. Lavoro presso la Telecom come assistente.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Massimi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Massimi, buongiorno.
TESTE Massimi: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha fatto riferimento alla sua attività presso la Telecom.
TESTE Massimi: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ci dice, in particolare, di cosa si occupa?
TESTE Massimi: Sì, io mi occupo, faccio il coordinamento in un centro di lavoro per la manutenzione di cavi telefonici, di rame, una volta, di fibra ottica, adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, ma si occupa poi specificamente di seguire questi cantieri di lavoro in relazione alla posa di questi cavi?
TESTE Massimi: Non espressamente. Io mi occupo dei guasti, diciamo, telefonici. Quando si verificano su cavi e quindi bisogna aprire uno scavo per ripararlo. Io seguo anche, diciamo, lo scavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, a noi interessa, in particolare, se lei è in grado di riferirci su attività poste in essere dalla Telecom, o da aziende collegate alla Telecom, in relazione a un cantiere di lavoro nei pressi del viale dei Gladiatori, a Roma.
TESTE Massimi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In particolare ci interessa sapere se, per caso, sono stati effettuati dei lavori, in quel luogo, diciamo verso la fine del '93.
TESTE Massimi: Guardi, si verificò un guasto nel dicembre '93. Noi intervenimmo perché il guasto era in trincea e operammo uno scavo per la riparazione del cavo telefonico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se, per favore, signor Ma... io non lo so se lei c'ha dei documenti con sé, in relazione a questo...
TESTE Massimi: No, i documenti non li ho portati. Comunque li ha il comune di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Noi, per l'appunto, li abbiamo acquisiti e - lo dico per la Corte - li abbiamo anche prodotti.
Intanto le chiedo, per l'appunto, di riferirci a che cosa erano riferiti questi lavori, che cosa bisognava fare? E il punto in cui questi lavori dovevano essere eseguiti.
TESTE Massimi: Mah, si verificò un guasto il 20 dicembre del '93. Localizzammo il guasto del cavo in trincea, quindi sulla carreggiata. In base a delle planimetrie fu rintracciata l'esatta ubicazione del punto guasto. Fu fatto uno scavo praticamente di fronte... diciamo, lì c'è un'Aula Bunker, a Roma. Abbiamo fatto lo scavo con l'impresa appaltatrice, perché Telecom non scava, con persona sociale. E, poi, fu fatto il ripristino, credo, un paio di giorni dopo.
Comunque la licenza lo dovrebbe dire. Perché il comune...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi interessava sapere due dati. Il primo è questo: qual era la ditta che aveva eseguito questi lavori?
TESTE Massimi: Noi lavoriamo con Papetti, a Roma-nord.
PUBBLICO MINISTERO: La ditta Papetti.
TESTE Massimi: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Punto secondo: se, secondo i suoi ricordi, questi lavori ebbero termine... in quanto tempo e quant'altro, ecco.
TESTE Massimi: Beh, il giorno 20 fu aperto lo scavo e noi abbiamo degli impegni con il comune di Roma per ripristinarlo entro 10 giorni, il manto stradale com'era originariamente, prima di fare lo scavo. In quella occasione fummo particolarmente celeri e abbiamo rifatto il manto stradale, credo, entro il 22 di dicembre, quindi in un paio di giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, quando lei si riferisce a scavo, riparazione, lavoro, eccetera, intende riferirsi, diciamo così, al guasto che è stato riparato? Ovvero alla situazione del cantiere, per cui lì si smobilita, non c'è più nulla, ecco. A me interessa sapere questo particolare.
TESTE Massimi: Beh, per noi, per quanto ci riguarda, diciamo, il problema è riferito al guasto. L'aspetto dello scavo è marginario. Comunque, entro il 22 fu richiuso lo scavo, quindi fu...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il guasto fu riparato entro quella data?
TESTE Massimi: No. Il guasto fu riparato proprio il 20 perché, insomma, abbiamo dei tempi molto veloci a livello di servizi. Però per i tempi tecnici, gli scavi vengono, diciamo, richiusi generalmente in un paio di giorni, in maniera completa, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda, siccome abbiamo acquisito - forse l'ha consegnato lei stesso alla DIA di Roma - un grafico; se, per favore, si vuol spostare in quella postazione e magari ci illustra questi documenti.
Ecco, ha presente questo documento?
TESTE Massimi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per favore, se parla al microfono.
TESTE Massimi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo vuole illustrare, per favore?
TESTE Massimi: Beh, qui c'è il riferimento planimetrico della strada e quel quadratino nero, con sopra il numero civico 63, è l'ubicazione dello scavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei fece dei sopralluoghi, in relazione a questa attività? Oppure si limitò, per così dire, a un'attività di tipo docume...
TESTE Massimi: Ma io faccio il coordinatore, quindi non è che mi reco sempre sui guasti insomma, anche perché ce ne sono diversi, ecco, quindi. Non era un guasto particolare, quindi non ci sono nemmeno andato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il punto dove è indicato... quel punto nero che si vede nella foto, ecco, ci può dare indicazioni, com'è collocato sulla sede stradale? Ecco, se ci dà qualche indicazione in merito.
TESTE Massimi: Cioè, com'è collocato, nel senso...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Siccome vedo lì c'è la strada, poi... non lo so quello se è l'edificio, un edificio particolare.
TESTE Massimi: Quello, dunque... Adesso veramente, sono passati tre anni, non è che mi ricordo perfettamente.
PUBBLICO MINISTERO: Lo capisco.
TESTE Massimi: Poi non avendo fatto nemmeno il sopralluogo.
Questa è la strada... questa è via dei Gladiatori e questa è la stradina che porta verso poi viale Angelico. Quindi, adesso, a distanza di tempo, non saprei indicare esattamente quello che punto fosse...
PRESIDENTE: Mi pare che avesse fatto riferimento a un'Aula Bunker.
TESTE Massimi: Sì. L'Aula Bunker, dunque, mi ricordo a memoria che era da questa parti, ecco. Qui, più o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Voglio dire, quindi il cantiere che...
TESTE Massimi: Poi c'è un numero civico, non so, per cui... insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è facilmente individuabile. Il cantiere era davanti all'Aula Bunker?
TESTE Massimi: Era di lato, a destra. Dunque, dai ricordi che c'ho e di quello che mi raccontarono poi chi fece l'intervento.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Di lato, a destra, che vuol dire? Di fronte all'Aula Bunker, o dallo stesso lato dell'Aula Bunker?
TESTE Massimi: Guardando l'Aula Bunker, alla sua destra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era dalla parte dell'Aula Bunker, o dalla parte, diciamo, opposta? Perché dal disegno, dalla piantina, sembrerebbe accanto all'Aula Bunker.
TESTE Massimi: Esatto. Anche perché... dunque, dovrebbe essere alla destra... diciamo spalle all'Aula Bunker, alla sua sinistra. Oppure, guardandola di fronte, alla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi davanti proprio. Davanti all'Aula Bunker.
TESTE Massimi: Sì, dovrebbe essere proprio il marciapiede dove c'è l'Aula Bunker.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, un ulteriore particolare. Lei ha detto, non so se esaminando questi documenti che c'ha davanti si può vedere anche il periodo in cui, per il quale avete chiesto l'autorizzazione?
Non so, se li vuol svogliare.
TESTE Massimi: Sì. Dunque, infatti il 20/12 abbiamo fatto... C'è una prassi, per cui quando noi facciamo uno scavo, mandiamo un fonogramma alla Circoscrizione. Infatti il 20/12 abbiamo fatto il fonogramma.
E dopodiché abbiamo 24 ore per regolarizzare con regolare, diciamo, richiesta di accesso sulla richiesta di scavo, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e il permesso per quanto tempo vi venne accordato?
TESTE Massimi: C'è scritto 10 giorni dal rilascio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qual è il documento? Ce lo indica?
TESTE Massimi: E' questo. Diciamo qui, questo documento, dove c'è scritto la licenza, il bollato numero... Quindi è questo quello che a noi effettivamente poi il comune ci rilascia, dove ci autorizza, insomma, a eseguire i lavori.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, a me interessa un dato di tipo non formale, ma sostanziale. Allora, il lavoro al guasto si è capito che è stato fatto immediatamente.
TESTE Massimi: Sì, sì, come sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Subito, ecco.
Le transenne che delimitano questi lavori, di chi sono? Della ditta, o della Telecom?
TESTE Massimi: No, sono della Telecom.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi provvede a rimuovere le transenne una volta terminati i lavori? La stessa Telecom, o la ditta?
TESTE Massimi: Mah, su questo non c'è una procedura stabilita. Normalmente vengono lasciate sul posto e poi passiamo noi, oppure passa diciamo il manovale dell'impresa a raccoglierle. Ecco, non c'è un'esatta, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Un termine.
TESTE Massimi: Non c'è un iter che stabilisca come e quando, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, voglio dire, rispetto alla ultimazione del rifacimento del manto stradale, queste transenne rimangono lì?
TESTE Massimi: Potrebbero anche rimanere lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel caso di specie, lei ci può dire se... per quanto tempo rimasero, se...
TESTE Massimi: No, questo non posso dirglielo. Poi c'è anche la coincidenza del periodo natalizio, per cui in quel periodo, insomma, non saprei dirle. Anche perché io ero anche in ferie nei giorni successivi, per cui non ho memoria di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Massimi: Cioè, non c'è qualcuno che poi, non so, compila un verbale per portare i cancelletti insomma, o le transenne.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, benissimo.
Io non ho altro, Presidente.
PRESIDENTE: Potremo chiedergli qualche chiarimento, per favore?
Quando la Telecom interviene, attraverso i suoi dipendenti, è la Telecom che fa lo scavo immediatamente?
TESTE Massimi: No, Telecom - come le dicevo poco fa - non ha personale che...
PRESIDENTE: Quindi fa intervenire un'impresa.
TESTE Massimi: Assolutamente, sì. Papetti.
PRESIDENTE: Allora questa famosa ditta Papetti fa lo scavo.
TESTE Massimi: Sì.
PRESIDENTE: Da quel momento si pongono le transenne.
TESTE Massimi: Certo.
PRESIDENTE: Per evitare rischi e incidenti.
TESTE Massimi: Certo.
PRESIDENTE: Dopodiché la chiusura, sempre viene fatta dalla ditta Papetti.
TESTE Massimi: Esatto.
PRESIDENTE: Compreso il rifacimento del manto...
TESTE Massimi: Esatto.
PRESIDENTE: Invece le transenne, che sono della Telecom, possono restare lì anche dopo la chiusura.
TESTE Massimi: Possono restare anche lì, esatto.
PRESIDENTE: E lei dice: in coincidenza delle feste... Mi sembrava di aver capito volesse dire che ci possono restare anche a lungo.
TESTE Massimi: Esatto. Normalmente diciamo, può passare dai tre alla settimana. Da tre giorni a sette giorni, più o meno.
Però, in quella occasione, non saprei stabilirlo perché, insomma, è un periodo un po' particolare, ci sono le feste di Natale.
PRESIDENTE: Cioè, è un... Questo può avvicinare, cioè...
TESTE Massimi: No, può dilatare il tempo.
PRESIDENTE: Può dilatare il tempo.
TESTE Massimi: Sì, sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
Hanno domande le parti civili? I difensori?
AVVOCATO Pepi: Una sola, Presidente. Avvocato Pepi.
Lei ha parlato di questo scavo effettuato per conto della Telecom dalla ditta Papetti. Io vorrei sapere che tipo di scavo era. Cioè, se impegnava una parte notevole della strada, oppure se era limi...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi. Se lei ha... non so se è riuscito a vedere, perché noi l'abbiamo più vicino. L'indicazione dello scavo dice - io leggo e non posso fare altro -: "2x2 profondo 80 centimetri".
AVVOCATO Pepi: Eh no. Io laggiù non l'ho letto proprio.
PRESIDENTE: No, glielo leggo apposta proprio perché lei potesse saperlo.
Piuttosto, se questo era in aderenza al marciapiede?
TESTE Massimi: Questo non saprei dire... cioè dovrei... cioè, non so dirglielo subito.
PRESIDENTE: Però, girando il foglio, dove c'era quel tracciato dove c'era quell'indicazione della localizzazione, mi pare che sia proprio aderente... Se gira quel foglio.
TESTE Massimi: Come?
PRESIDENTE: Giri quel foglio.
TESTE Massimi: Sì. Ah, sì.
PRESIDENTE: Mi pare che ci fosse un punto in cui c'era tracciata la via con le diverse... come si chiama? Non so dove l'ha infilato.
TESTE Massimi: Vediamo. Dunque, siccome vedo che il ripristino è bitumato, sicuramente è marciapiede, non la carreggiata.
PRESIDENTE: Non era sulla carreggiata?
TESTE Massimi: Probabilmente era sul marciapiede.
PRESIDENTE: Ma c'è un foglio in cui lei ci ha fatto vedere che un punto, dove c'era sopra il numero civico...
TESTE Massimi: Esatto, la prima pagina. Eccolo.
PRESIDENTE: Ecco, allora lì sotto. Quello lì sembrerebbe sul manto stradale.
TESTE Massimi: No, ma vede, questi grafici vengono compilati non in maniera particolarmente accurata, perché sono fatti... infatti, come vede, non c'è nemmeno riportato...
PRESIDENTE: Scusi. Quelle due righe che, da una parte e dall'altra, delimitano due angoli, che cosa indicano?
TESTE Massimi: Indicano l'incrocio con la strada, con la via.
PRESIDENTE: Quindi, allora, la macchia nera con il numero civico è scritto, scusate, è scritto all'interno di un angolo. Sembrerebbe voler indicare che il civico finisce lì, in qualche maniera.
TESTE Massimi: Sì. Sicuramente è sulla carreggiata, perché dal ripristino che ha portato l'impresa, sicuramente era...
PRESIDENTE: Era sulla carreggiata.
TESTE Massimi: No, scusi, sul marciapiede.
PRESIDENTE: Ah, sul marciapiede.
TESTE Massimi: Sì, molto probabilmente sul marciapiede.
PRESIDENTE: Ho capito. Però, la zona transennata finiva sulla strada?
TESTE Massimi: Ma guardi, qui c'è scritto "2x2", però generalmente gli scavi poi... cioè questa è una divisa che viene fatta a priori, non si sa ancora quanto deve essere fatto. Perché se lo scavo poi, se il guasto è esteso bisogna allungarsi con lo scavo insomma. Quindi è più che altro...
PRESIDENTE: Indicazione di massima.
TESTE Massimi: ... una misura indicativa, insomma, non...
PRESIDENTE: Potrebbe essere stato uno scavo più grande.
TESTE Massimi: No, più piccolo.
PRESIDENTE: Ah, più piccolo.
TESTE Massimi: Più grande difficilmente.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Massimi: Alle volte, diciamo, anche 1 metro per 80 centimetri, insomma, alle volte.
PRESIDENTE: Ho capito.
Avvocato...
AVVOCATO Pepi: Bene.
PRESIDENTE: Nient'altro?
AVVOCATO Pepi: Nient'altro.
AVV. Cianferoni: Avrei una domanda io, signor Presidente.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Sono l'avvocato Cianferoni.
Vorrei sapere se, per caso, al signor Massimi è stato chiesto di riesumare, diciamo, documentazione anche su un intervento della Telecom in via Fauro, alla data del 14 maggio '93.
*TESTE Massimi: No. Non me l'ha chiesto nessuno.
AVV. Cianferoni: Bene, grazie.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo far passare il signor Papetti.
PRESIDENTE: Vuol dirci il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e la sua qualità, che attività svolge?
*TESTE Papetti: Dunque, mi chiamo Luigi Papetti. Sono nato a Comunanza, provincia di Ascoli Piceno, il 06/08/48. E risiedo a Roma, in via Comunanza numero 12. E' una coincidenza.
PRESIDENTE: Che attività svolge?
TESTE Papetti: Sono titolare di un'impresa. Una piccola impresa...
PRESIDENTE: Va be'. Vuole leggere questo?
TESTE Papetti: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, risponda alle domande.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Papetti, buongiorno.
TESTE Papetti: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, abbiamo sentito che lei ha un'impresa di costruzioni e si è capito pure che lavora anche per conto della Telecom.
TESTE Papetti: Un'impresa edile, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A noi ci interessa in particolare su un lavoro che lei ha svolto, la sua impresa ha svolto sul finire del '93, in viale dei Gladiatori.
TESTE Papetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare delle indicazioni, in concreto, su quello che è avvenuto in concreto in occasione di questi lavori?
TESTE Papetti: Sì. Dunque, io fornisco personale in economia alla Telecom e, quando ci sono dei guasti su cavi sotterranei, cavi che passano sotto terra, mi chiama qualcuno Telecom e, il giorno successivo, mando uno, o più persone, a secondo della necessità, secondo la tipologia del lavoro. Per scavare una buca, semplicemente una buca, su indicazione dei tecnici Telecom, sperando - di solito si riesce - di trovare, all'interno di questa buca, il cavo telefonico con il guasto, nel punto che loro ci indicano.
E io lì quel giorno ho mandato... il 20 ho mandato due persone, che hanno fatto questa buca su indicazione dei tecnici Telecom.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A noi interessa questo: innanzitutto, lei ha fatto un sopralluogo? C'è stato sul luogo dove sono stati effettuati questi lavori?
TESTE Papetti: Sinceramente no, perché nell'arco di un anno mi capitano... sono una buca al giorno diciamo. Almeno una buca al giorno faccio col mio personale. Non ho avuto richiesta di fare un sopralluogo. No, non ci sono andato.
Conosco la zona perché ci passo...
PUBBLICO MINISTERO: C'erano i suoi operai, poteva capitare che lei ci andasse ecco.
TESTE Papetti: La zona l'ho capita, comunque, qual è.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Allora, in concreto, noi abbiamo visto - ce l'ha indicato il funzionario della Telecom - che vengono redatte anche delle piantine.
TESTE Papetti: Sì, perché bisogna richiedere, al comune di Roma, l'autorizzazione allo scavo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare di aver capito dal - ora lei non, per l'appunto, ovviamente non c'era in aula - che queste piantine ve le fornisce la Telecom?
TESTE Papetti: Sì. Sono i tecnici Telecom che fanno la planimetria, la piantina, perché sanno loro esattamente dov'è il guasto. Poi di solito è una cosa veloce, perché c'è questo fatto di velocità, perché a volte capitano intere zone di rimanere senza telefono, o punti molto importanti di Roma senza telefono.
Per cui, loro individuano il guasto, fanno immediatamente la piantina, a volte si fa credo anche nella mattinata stessa. Cioè, mentre i miei scavano, chiedono l'autorizzazione di urgenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, e, in particolare, questi lavori, la transennatura...
TESTE Papetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi proprio il materiale, eccetera, è opera sua, o Telecom?
TESTE Papetti: Le transenne le mette il mio personale, ma sono transenne Telecom.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Papetti: Con scritte Telecom.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, normalmente, a termine dei lavori, una volta... qui si trattava di ripristinare poi alla fine il manto stradale. Queste transenne quante tempo rimangono sul punto dove sono stati eseguiti i lavori?
TESTE Papetti: Mah, non c'è un periodo preciso. Perché, per alcuni anni ritiravo io le transenne, le portavo nel mio magazzino, appena terminato il lavoro, poi le riconsegnavo.
Però poi non hanno più voluto, i dirigenti Telecom. Le transenne praticamente vengono accantonate sul luogo dove sono state usate. Poi, o il mio personale, o personale Telecom, personale aziendale, passano a ritirarle e le portano nel loro centro di lavoro. Perché ogni centro ha un determinato numero di transenne e sono abbastanza gelosi ognuno delle proprie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, voglio dire, la rimozione di queste transenne avviene ad opera della Telecom?
TESTE Papetti: Sì. Potrebbe essere anche mio personale.
PUBBLICO MINISTERO: Perché le portano via.
TESTE Papetti: Sì. Magari rimangono tre giorni, il quarto giorno c'è da fare una nuova buca, non ci sono transenne nel centro di lavoro Telecom, il mio personale le va a prendere su questa buca e le porta nella nuova.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi, nel caso di specie lei non ci può dir nulla su cosa è avvenuto in questo lavoro in particolare?
TESTE Papetti: Sì. Beh, c'è tutta la documentazione che intercorre fra noi e Telecom.
PUBBLICO MINISTERO: No, a proposito della rimozione di queste transenne.
TESTE Papetti: Le transenne dal 20 sono state lì fino al 22, sicuro. Perché il 22 il mio personale ha ripristinato l'asfalto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le chiedo: normalmente, dopo il ripristino del manto stradale, queste transenne vengano lasciate a protezione del lavoro per qualche giorno?
TESTE Papetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: O vengono rimosse subito?
TESTE Papetti: Perché, quando facciamo il ripristino con l'asfalto, diciamo, la sede stradale diventa agibile dopo, l'inverno specialmente, dopo un'ora. Per cui sicuramente i miei le hanno prese, le hanno messe in un posto più vicino possibile alla buca e lì le hanno lasciate. Potrebbe essere, se è un marciapiede, vicino al muro; se è... Comunque sul muro prospiciente più o meno la buca, di solito avviene questo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, nel caso specifico questi lavori sono terminati entro due giorni, lei ha detto: fra il 20 e il 22.
TESTE Papetti: Il 22 è stato ripristinato con l'asfalto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
Si può accomodare, grazie. Buongiorno.
*TESTE Papetti: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, possiamo far passare il signor Sereni.
*TESTE Sereni: Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e che attività svolge?
TESTE Sereni: Sì. Maurizio Sereni, nato a Roma il 4 maggio 1971. Socio della concessionaria FIAT, Autocentri Sereni.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Sereni: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Sereni, buongiorno.
TESTE Sereni: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ci dice che attività di lavoro svolge?
TESTE Sereni: Io sono un consulente vendite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lavora presso l'Autocentri Sereni?
TESTE Sereni: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che mansioni ha all'interno del centro?
TESTE Sereni: Appunto, mi occupo delle vendite delle automobili.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, noi abbiamo bisogno da lei di alcune precisazioni in merito alla vendita di due autovetture. Ora, per l'appunto, lei è la persona più qualificata. Siccome penso che l'esposizione venga meglio, per tutti, se lei ci spiega un po' i documenti che, credo, lei stesso ha fornito alla DIA a suo tempo. Se, per favore, si porta presso quella postazione?
TESTE Sereni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, mi faccia la cortesia di far vedere questi documenti.
Ecco, signor Sereni, innanzitutto le chiedo: questi tabulati, che ora sono sotto la sua osservazione, provengono dalla concessionaria Sereni?
TESTE Sereni: Esatto, dall'interno della nostra...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spiega, per favore, come devono leggersi questi tabulati? Il tipo di macchina, il colore di macchina? Ecco, un po'...
TESTE Sereni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci faccia un po' da guida.
TESTE Sereni: Questa è una stampata, che a noi logicamente ci compare sul nostro terminale all'interno dell'amministrazione, come del resto tutte le vetture che noi vendiamo.
La sigla, identificativo D, sarebbe il numero di telaio della macchina. Che sarebbe in questo caso 99029. Quindi riguardante il telaio di questa macchina.
Marca e modello 176 vuole indicare - solamente le prime tre cifre - che è un modello della FIAT Punto. Dopodiché, le altre tre cifre successive, ossia 922, specifica quale modello. E, in questo caso, il 922 è un modello, se non erro, è la versione GT, motorizzata 1400 Turbo.
Il modello 0 sarebbe la prima generazione di questo modello, che oggi troviamo la stessa sigla, però col modello 1, perché sarebbe la seconda generazione.
PUBBLICO MINISTERO: Gli aggiornamenti li chiamano...
TESTE Sereni: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Sereni: Dopodiché abbiamo i colori esterni, come è indicato qui, che 132 sarebbe rosso bridge, un rosso bordeaux.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Sereni: Metallizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, perché per bridge io non lo so...
TESTE Sereni: Sì. Rosso bridge è un colore metallizzato.
PUBBLICO MINISTERO: E' un colore metallizzato. Ma è un rosso...
TESTE Sereni: E' un rosso bordeaux sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rosso fuoco, o rosso bordeaux?
TESTE Sereni: No, rosso fuoco, se intende rosso per dire Ferrari, no. E' un rosso bordeaux scuro, un bordeaux.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, questa macchina a noi interessa sapere, in concreto, quand'è che è uscita dalla sua concessionaria, a chi è stata venduta?
TESTE Sereni: Allora, se lei vede a fianco al numero 6, dove c'è scritto "Uscita", se lei vede sta in fondo a scaletta, al numero 6 "Uscita", tipo uno diretta, ossia venduta dalla concessionaria direttamente al cliente, ed è seguito da un numero di contratto - quindi si può andare anche in archivio e vedere tutto il resto - con una data di apertura, ossia il 25 febbraio 1994, il cliente ha fatto il contratto.
In questo caso, la signora Lombardo Carmela Maria ha fatto il contratto. E, il 28 febbraio '94 c'è la data di chiusura del contratto, quindi contemporanea alla data di fatturazione.
In questo caso vuol dire che la macchina, il 28 febbraio, che è stato appunto chiuso il contratto, quindi fatto la fattura contemporanea all'immatricolazione della vettura, si dice data di uscita, ma poi decorre sempre del tempo, che il cliente... tempo che faccia l'assicurazione per uscire dalla concessionaria, perché senza di quella non è che possa uscire.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, il 28 la macchina era pronta per la consegna.
TESTE Sereni: Pronta per la consegna.
PUBBLICO MINISTERO: Il che significa che la macchina può essere stata ritirata quando? Il giorno...
TESTE Sereni: Mah, di solito, non più di due-tre giorni dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non più di...
Senta, non so se... perché io non ce l'ho più davanti, per l'appunto ce l'ha lei. Non so se risulta anche il numero di targa da quel documento?
TESTE Sereni: No, il numero di targa no. Si può vedere sull'estratto cronologico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che per l'appunto è rimasto qui, nelle mie mani.
Magari, maresciallo, se gliele vuol dare, per favore?
TESTE Sereni: Sì, il numero di targa su questi estratti qui c'è. E' riportato qui in alto, sulla destra: AC 221 RS. E, in quest'altra: Roma 1K8462.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi interessava il cronologico relativo a...
TESTE Sereni: A questa? A quella che abbiamo detto adesso?
PUBBLICO MINISTERO: Alla Punto rosso bordeaux.
TESTE Sereni: Sì, basta che vedo il telaio.
Eccolo qui. Combacia con il telaio. Quindi questo telaio qui combacia a Roma 1K8462.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi quello è il certificato cronologico da cui risulta poi l'atto di vendita della macchina.
TESTE Sereni: Qui risulta l'atto... Sì, l'atto di vendita della macchina e l'iscrizione al PRA.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, poi c'è un altro tabulato, relativo a un'altra autovettura Punto.
TESTE Sereni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è sempre un'autovettura Punto che è uscita dalla sua concessionaria?
TESTE Sereni: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dare anche gli estremi... Ora abbiamo capito come leggerla.
TESTE Sereni: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se ci dice il colore di questa macchina, il tipo...
TESTE Sereni: Sì. Perché, come può vedere dal codice, modello e versione, ossia sulla riga dov'è il numero 2, c'è sempre 176922 e su quest'altra 176922. Quindi sono due modelli identici. Però cambia solamente il colore e determinati optional, che...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, il colore di questa seconda Punto...
TESTE Sereni: 653, viene denominato grigio carbon. E' un nero antracite, sempre metallizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa macchina quando è che, a chi è stata venduta e quando, come al solito, è stata consegnata.
TESTE Sereni: Con la stessa via di prima, sempre alla signora Lombardo Carmela, con data di apertura del 12 luglio '94. E la data di chiusura del contratto del 15 luglio '94.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è stata... Diciamo, i tempi di consegna sono identici, sostanzialmente...
TESTE Sereni: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a quella di prima.
Bene, ci ha dato le indicazioni.
E l'altro estratto cronologico è quello relativo alla vendita di questa autovettura?
TESTE Sereni: Sì, stesso telaio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, ci spiega come mai c'è quella sfalzatura di date, rispetto ai certificati cronologici?
TESTE Sereni: Sì, funziona così: dalla data di immatricolazione viene consegnata al cliente, al momento che esce dalla concessionaria, un foglio di via che gli permette la circolazione della vettura.
Questo foglio di via ha una validità di 60-70 giorni. Dopodiché viene... E questo si può vedere sulla terza nota PRA, denominata Terza Nota PRA, quand'è che esce dalla Motorizzazione il libretto.
Dalla consegna del libretto, dalla pubblicazione del libretto, si ha tempo 60 giorni, per legge, per la pubblicazione al PRA.
Quindi, può accadere che venga fatto dopo 10 giorni l'uscita del libretto; come può essere fatto una settimana prima della scadenza dei 60 giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, per l'appunto, perché volevamo capire questa...
TESTE Sereni: Non c'è un periodo esatto, insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, bene. Senta, mi pare che, in uno dei due tabulati, c'è anche un recapito telefonico che voi avete annotato, mi pare di ricordare.
TESTE Sereni: Sì, qui in alto a destra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è usuale che voi chiediate questi recapiti ai clienti?
TESTE Sereni: Di solito noi chiediamo i recapiti telefonici per avvisare il cliente che è arrivato il libretto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. E quindi, in questo caso, significa che è stato lasciato questo recapito telefonico.
TESTE Sereni: Sì. Ma di solito viene fatto sul libretto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora non so lì da dove risulta questo recapito. Se...
TESTE Sereni: Sì, di solito, la signorina, la segretaria, appunta sempre i numeri telefonici sul libretto. Quando facciamo il contratto chiediamo il numero di telefono di recapito, anche per marketing, insomma, per tutto il resto.
E, quindi, avvisiamo che il libretto è arrivato e che è pronto per ritirarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io non ho altro, Presidente, al signor Sereni.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande?
I difensori?
Può accomodarsi.
*TESTE Sereni: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, possiamo fare 5 minuti di pausa?
PRESIDENTE: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore Firinu.
PRESIDENTE: Si accomodi.
*TESTE Firinu: Grazie.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
TESTE Firinu: Firinu Gianfranco. Nato a Narbolia, provincia di Oristano, il 25/10/1953, residente presso... domiciliato presso il Centro Operativo DIA di Palermo.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Firinu: Non ho capito.
PRESIDENTE: Se vuole leggere la formula.
TESTE Firinu: Sì. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Il P.M. può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, buongiorno.
TESTE Firinu: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ispettore, lei presta servizio al Centro Operativo DIA di Palermo.
TESTE Firinu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E inizierei senz'altro a chiederle se ha ricevuto deleghe dal Pubblico Ministero di Firenze in relazione alla identificazione di una certa villa in località Santa Flavia.
Ecco, se ci dice i termini di questo accertamento e le attività che ha svolto.
TESTE Firinu: Sì, il Pubblico Ministero di questo procedimento ci ha chiesto, con delega del 21 agosto '97, di localizzare una villa in uso a Vasile Leonardo, a Vasile Giuseppe di Leonardo classe '60, in località Santa Flavia, che dista pochi chilometri da Palermo.
In effetti, questa villa, l'abbiamo localizzata dal civico 30 della via Nazionale di quel centro, che corrisponde alla Strada Statale 113, all'altezza del chilometro 243.
La villa, che si sviluppa in due elevazioni, il piano terra più il primo piano, dista pochi metri dall'Hotel Zagarella, sul lato opposto della strada.
Il contratto di fornitura di energia elettrica, per quell'immobile, a far data dal 30 aprile '65, fino al 6 settembre '96, era intestato a Vasile Vincenzo, fratello del Giuseppe che ci interessava. Residente a Palermo in via Michele Titone 41.
Dal 6 settembre scorso, cioè del '96, era stata fatta voltura dello stesso contratto a favore del fratello Vasile Vito, sempre con recapito fattura a Palermo in via Michele Titone 41.
In occasione del sopralluogo che noi abbiamo effettuato alle ore 18.00 del 2 settembre di quest'anno, nel parcheggio attiguo a questo immobile, erano presenti una FIAT Panda targata Palermo 814223, intestata appunto a Vasile Leonardo.
E una FIAT Punto Turbo Deasel targata Palermo D01796, intestata a Vasile Vito di cui ho detto prima.
Comunque abbiamo prodotto noi un album fotografico relativo a questo sopralluogo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, se, per la comprensione di tutti, ci illustra queste foto. E, se ci dice se lei ha partecipato personalmente a queste attività di sopralluogo, di repertazione fotografica e quant'altro.
TESTE Firinu: Sì, sì, l'ho fatta io direttamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo è stato realizzato da lei.
Prego, si vuole accomodare lì un attimo, ispettore, per la illustrazione?
TESTE Firinu: Sì.
Allora, la foto numero 1 consente di vedere l'abitazione che ci interessa dal alto opposto della strada, dov'era l'ingresso principale dell'Hotel Zagarella, per dare dimostrazione della vicinanza di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, i termini del suo accertamento, oltre all'identificazione della villa riferibile alla famiglia Vasile, era anche in termini di vicinanza, questo Hotel Zagarella?
TESTE Firinu: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prego.
TESTE Firinu: Era nostro compito, appunto, documentare la vicinanza della villa, appunto, all'Hotel Zagarella, che si trova sul lato opposto della strada a circa 50, massimo 100 metri dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Dalla villa.
TESTE Firinu: Appunto, dalla villa.
Nella foto numero 2 è possibile vedere un particolare più diretto della villa che ci interessa. E si nota molto bene una veranda coperta che dà proprio sullo spiazzo antistante l'Hotel Zagarella che si propaga fino a questo punto.
La foto numero 3 riguarda sempre la villa che ci interessa. Però, da una esposizione diversa, ovvero dalla,..., nel tratto di strada che da Palermo conduce verso Catania.
Mentre, le altre, erano state riprodotte dal lato opposto. Quindi, da Catania verso Palermo.
La foto numero 4, invece, ci mostra il cancello di accesso all'aia che è coltivata a limoneto, all'interno della quale ci sono anche altre ville, distanti comunque da questa in uso ai Vasile.
La foto numero 5 documenta il particolare dell'ingresso appiedato, appunto, dell'immobile dei Vasile; a fianco del quale esiste il posteggio dove erano posizionate le autovetture, sia il giorno 2 che il giorno successivo, quando abbiamo fatto il sopralluogo fotografico.
La foto numero 6 documenta un portone antico, vecchio, che si trova immediatamente dopo aver superato il cancello d'ingresso all'area coltivata a limoneto.
La foto numero 7, sempre relativa al portoncino d'ingresso e all'ala laterale dello stesso immobile.
La foto numero 8 dà un particolare più preciso, sempre del cancello d'ingresso alla villa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, passerei senz'altro, ispettore, mi pare che ci siano delle foto con delle autovetture.
TESTE Firinu: Sì. Nella foto numero 12.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sono quelle le autovetture...
TESTE Firinu: Le autovetture che avevamo già rilevato il giorno prima del sopralluogo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e, sono risultate, mi pare lei ha già riferito: una, intestata a Vasile Leonardo, e una...
TESTE Firinu: E l'altra a Vasile Vito.
PUBBLICO MINISTERO: ... a Vasile Vito.
Senta, e, in relazione a queste persone, lei ha menzionato Vasile Leonardo, Vasile Vito, Vasile Giuseppe. Perché non rimanga dubbi, ecco, se mi fornisce le generalità complete di queste tre persone?
TESTE Firinu: Sì, posso ritornare al mio posto?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con l'album abbiamo terminato. Non so se c'è...
Ecco, se può tornare all'altra postazione.
TESTE Firinu: Allora, Vasile Leonardo è nato a Palermo il 20 aprile 1924, ivi risiede in via Michele Titone 41; Vasile Vito invece risulta nato a Palermo il 22 settembre del '62 ed è residente in corso Tukory numero 8.
Di Vasile Vincenzo credo di non aver...
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe, mi scusi. Giuseppe.
TESTE Firinu: Di Giuseppe non ho le generalità complete. Solo l'anno di nascita che è relativo al 1960.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Firinu: Che è già identificato in diversi altri atti.
PUBBLICO MINISTERO: In diversi altri atti. Benissimo.
Senta, ispettore Firinu, ecco, in relazione, per l'appunto, a attività che lei ha svolto, ci può riferire gli esiti di ulteriori accertamenti da lei svolti con riferimento a deleghe conferite dal Pubblico Ministero di Firenze?
TESTE Firinu: Allora, un'altra delega riguarda quella del 7 ottobre scorso. In particolare ci eravamo attivati per conoscere le ragioni dell'incendio dell'autovettura Toyota VX 70 targata Palermo A33454 di proprietà della ditta Ventura Costruzioni S.r.l., il cui amministratore è Ventura Gaspare.
Il signor Ventura, interpellato da noi, ha riferito che la sua auto era andata in fiamme accidentalmente nel momento in cui si apprestava, appunto, a partire. E, quindi, in una fase di riscaldamento la macchina sarebbe andata in fiamme.
Non hanno assistito testimoni al fatto.
L'assicurazione ha risarcito il danno come incendio accidentale per lire 21 milioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbia pazienza ispettore Firinu, cioè, perché ha la sua importanza.
La delega e l'accertamento che lei ha svolto, è stato direttamente puntata su questa Toyota, ovvero la delega era in altri termini?
Se si trattava di individuare...
TESTE Firinu: Se c'è la copia della delega..
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Firinu: La delega chiedeva, appunto:
"Occorre identificare gli estremi dell'incendio - è riferito anche su ... Salvatore - di un veicolo Jeep di proprietà, nella disponibilità di un costruttore di Palermo, tale Ventura Giovanni."
Se non risulta che nell'episodio sia stato denunziato, sarà identificato il costruttore. E quindi esaminato sulla circostanza.
L'episodio comunque dovrebbe risalire alla seconda metà dell'anno '93".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, ora ci spieghi.
Ecco, posto questo di partenza, ci spieghi gli accertamenti che ha svolto.
TESTE Firinu: Ecco, il sinistro, diciamo, l'incendio è avvenuto, si è verificato, il 22 maggio del 1993 alle ore 17.30 nella via Filippo Pecoraino numero 154 di Palermo.
Appunto, come ho detto prima, sarebbe, a dire del Ventura, l'incidente, avvenuto accidentalmente.
Noi, attraverso il Ventura, siamo risaliti alla compagnia assicurativa, dove abbiamo rilevato i documenti che attestavano, appunto, questo incendio e il risarcimento del danno in favore del Ventura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, voglio dire, agli atti di Polizia non esisteva...
TESTE Firinu: Non è stata presentata alcuna denunzia.
PUBBLICO MINISTERO: Non è stata...
TESTE Firinu: Il Ventura sostenne, in quella circostanza, che si era rivolto al Commissariato di zona chiedendo di sporgere denunzia. Ma, visto appunto l'accidentalità del caso, la Polizia lo indusse a non presentare denunzia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto quindi, voglio dire, al di là delle assunzioni che avete... Scusi, delle informazioni che avete assunto dal signor Ventura, il dato oggettivo e la data di questo incendio, lo avete ricavato dalla documentazione acquisita alla...
TESTE Firinu: Presso l'assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Firinu: La società di assicurazione.
PUBBLICO MINISTERO: ... si tratta, per l'appunto, dei documenti che lei ha allegato...
TESTE Firinu: Abbiamo allegato con questa nota...
PUBBLICO MINISTERO: ... con quale annotazione, ispettore?
TESTE Firinu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare gli estremi della annotazione con cui ha riferito?
TESTE Firinu: La nota del 22 novembre '97, avente numero 125 Palermo IV Settore, G2-15, con protocollo 11447.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, risulta anche, in verità, anche un precedente con allegati documenti del 5 novembre '97, può darsi? Diretto al Centro...
TESTE Firinu: Sì, sì, sì. Chiedo scusa. Ho sbagliato...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, 5 novembre '97. Avete...
TESTE Firinu: Sì, con protocollo 10830.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Presidente, io, in relazione ai documenti che ha menzionato l'ispettore Firinu e che ha acquisito presso l'assicurazione che sarebbe la...
TESTE Firinu: La SAI, se non vado errato.
PUBBLICO MINISTERO: La SAI, ecco. Chiederei - e avanzo formalmente richiesta - di produzione.
Si tratta di 4 fogli, per l'appunto, acquisiti dall'ispettore Firinu, presso la SAI.
PRESIDENTE: I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Nessuna osservazione, signor Presidente.
PRESIDENTE: Allora, la Corte ammette la produzione.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ispettore. Su questo ulteriore punto ci ha riferito.
Ecco, ora le chiedevo di riferire gli accertamenti che, svolti sempre su delega del Pubblico Ministero di Firenze, in relazione a diverse dichiarazioni raccolte anche in aula da alcune persone.
Ecco, se ci vuol, per ciascuno accertamento, premettere a quale persona, quale dichiarante facevano riferimento gli accertamenti che, via via, ha svolto.
TESTE Firinu: Okay. Ecco, il 18 luglio del '97 abbiamo ricevuto una ulteriore delega del Pubblico Ministero che ci chiedeva, appunto, dei riscontri alle dichiarazioni rese in questo dibattimento da diversi testimoni, che parte di questa attività di riscontro è stata effettuata dal Centro Operativo DIA di Palermo da me personalmente e da altri miei colleghi; mentre altre, le ha riferite il Centro di Firenze, che è per il II Reparto di Roma.
Se posso elencare tutti quelli che abbiamo condotto noi a Palermo.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
TESTE Firinu: Allora, in relazione alle dichiarazioni di La Barbera Gioacchino, abbiamo accertato che Brusca Giovanni... Devo riferire anche il punto delega, oppure...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, magari sinteticamente, ispettore. Così...
TESTE Firinu: Ecco. Al punto 9 ci chiedeva, il Pubblico Ministero, di conoscere la data d'inizio della latitanza di Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella e data del loro arresto.
Allora, Brusca Giovanni era latitante dal 1 febbraio 1992, perché sottrattosi all'ordine di esecuzione pena numero 23 (19) '92, emessa dalla Procura Generale della repubblica presso la Corte di Appello di Palermo, dovendo espiare la pena residua di anni 5 e mesi 6 e giorni 22 di reclusione per reato di cui all'articolo 416-bis C.p.p.
La latitanza del Brusca ha avuto termine il 21 maggio '96, allorché è stato tratto in arresto da personale della Squadra Mobile di Palermo in contrada Cannatello di Agrigento.
Bagarella Leoluca Biagio era latitante, invece, dal 6 febbraio '92. Anch'egli sottrattosi all'ordine, a un ordine di esecuzione pena numero 23 (18) '92, emesso sempre dalla stessa Autorità Giudiziaria di Palermo, dovendo espiare la pena residua di anni 3 e mesi 10 di reclusione per lo stesso reato.
La latitanza di Bagarella, invece, ha avuto termine il 24 giugno '95, quando è stato tratto in arresto dal personale del Centro Operativo DIA di Palermo e Roma.
Al punto 14, ci veniva chiesto quali erano i rapporti di parentela tra Gaetano Sangiorgi e Ignazio Salvo.
Sangiorgi Gaetano, medico chirurgo, nato a Palermo il 26/01/1950, in atto detenuto. E ha sposato Salvo Antonino..., ha sposato... scusi, Salvo Angela nata a Palermo il 25/04/56, figlia di Antonino, cugino di Ignazio, che è la persona di cui ci chiedevano di accertare il rapporto di parentela.
Al punto 19, ci è stato chiesto invece di conoscere le circostanze relative alla morte di Gioè, e relative anche al sequestro di una lettera manoscritta dallo stesso, prima di morire.
In effetti, alle 00.30 del 29 luglio '93, Gioè Antonino, nato ad Altofonte il 4 febbraio del '48, detenuto presso il nuovo complesso carcerario di Roma Rebibbia, è stato rinvenuto suicida all'interno della propria cella.
I primi accertamenti consentirono di stabilire che la morte era da attribuire ad impiccagione mediante l'uso dei lacci delle scarpe da ginnastica, legate alla grata della finestra della cella
In effetti, all'interno della cella, al momento dell'intervento, è stata rinvenuta una lettera manoscritta che fu sottoposta al sequestro. E gli accertamenti documentarono che era stato proprio Gioè a scrivere questa lettera.
Al punto 26 della stessa delega, ci chiedevano l'identificazione di un certo Traina, che disporrebbe di un'autofficina in Palermo.
Il Traina è stato identificato in Traina Michele di Giuseppe, nato a Marianopoli in provincia di Caltanissetta il 22/12/62 e residente a Palermo in via delle Antilopi numero 8. In atto detenuto.
Coniugato con Costa Maria, nata a Palermo il 25/12/65, che è titolare di una ditta per la... di una officina per la produzione di alluminio, di infissi in alluminio anodizzato.
Il Traina è un noto pregiudicato palermitano, pregiudicato per traffico di stupefacenti e rapine, ricettazione ed altro.
E sarebbe inserito organicamente nella famiglia mafiosa palermitana di Santa Maria del Gesù.
Unitamente al fratello, tra l'altro anche lui detenuto, indicato dal collaboratore Giuseppe Monticciolo come elemento molto vicino al noto Brusca Giovanni.
Relativamente, invece, alle dichiarazioni rese da Calvaruso Antonino abbiamo accertato quant'altro segue.
Ci chiedeva, il P.M., di riferire le circostanze relative all'arresto del Calvaruso al contestuale arresto di Bagarella, con specifico riferimento al contatto presso il negozio di abbigliamento di Calvaruso in corso Tukory a Palermo.
Il effetti, alle 19.15 del 24 giugno del '95, allorquando personale del Centro Operativo DIA di Palermo seguiva... comunque effettuava un servizio di appiattamento presso il negozio di abbigliamento gestito dalla moglie del Calvaruso, in corso Tukory 105, ha constatato l'arrivo sul posto dell'autovettura Lancia Y10 di colore viola, targata AE 760 PX, dalla quale appunto scendeva il Calvaruso che si introduceva nel negozio mentre l'altro, con il suo conducente, si allontanava per le vie limitrofe fino a raggiungere la circonvallazione di Palermo.
Quando era sulla bretella in direzione Trapani, veniva bloccato.
Il conducente veniva identificato, nella circostanza, per Bagarella Leoluca Biagio che veniva, appunto, tratto in arresto, in quanto latitante.
Ed inoltre, al punto 32, la disponibilità, da parte di Salvatore Grigoli, di un negozio di articoli sportivi e di una autovettura Golf Polo di colore blu.
In effetti, Grigoli Salvatore di Domenico, nato a Palermo 05/07/63, gestiva un negozio di articoli sportivi in Corso dei Mille a Palermo al numero 1319/A-B-C-D.
Tra gli autoveicoli nella sua disponibilità, risultava una Volkswagen Polo targata Palermo 83294 intestata alla di lui moglie Fiordispina Giuseppa, nata a Palermo l'08/10/66.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, ispettore, ha potuto accertare se...
AVV. Cianferoni: Scusi, Presidente, sono l'avvocato Cianferoni.
Vorrei chiedere, innanzitutto, un chiarimento al signor Pubblico Ministero.
Cioè, mi pare di comprendere, data una scorsa nella pausa alle note depositate questa mattina, che l'oggetto dell'esame sia proprio quelle note lì, rappresentato da quelle note.
Se è così, noi non siamo tanto in grado, poi, di fare un controesame; anzi, non lo siamo affatto, perché queste note...
PRESIDENTE: Ma lo sposteremo il controesame. quindi...
AVV. Cianferoni: Va bene. Bastava che questo risultasse.
PUBBLICO MINISTERO: Le stavo chiedendo se, per caso, in relazione all'indirizzo che lei ha riferito, del Corso dei Mille, 1319, se risultava che erano state svolte altre attività in precedenza da Grigoli.
TESTE Firinu: Io non ne sono a conoscenza.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Firinu: Al punto 34, è citata invece la data del riferimento ..., dell'omicidio di Spadaro e un certo Buscemi.
Dunque, Spataro Giovanni, non Spadaro. Nato a Villabate il 09/09/65 e lì residente, è stato assassinato alle ore 23.25 del 28 aprile '95 in località Portella di Mare, che è una piccola frazione di Villabate, in via L 22.
Nella circostanza, egli viaggiava a bordo del proprio ciclomotore e veniva attinto da, alle spalle e alla testa, da due colpi di arma da fuoco esplosi da un killer rimasto ignoto.
Alle ore 06.50 del giorno successivo, quindi del 29 aprile, in una strada interpoderale in Contrada Catalano Fonduta, sempre nel comune di Villabate, si rinveniva invece il cadavere di Buscemi Gaetano, nato a Villabate l'08/10/65, ivi residente, che è conosciuto come appartenente allo stesso schieramento delinquenziale dello Spataro anzidetto.
Il Buscemi, nella circostanza, aveva, era stato trovato strangolato e legato, secondo le modalità molto note in Sicilia, come metodo "incaprettamento".
Al punto 35, ci è stata richiesta la data, riferimento essenziale dell'omicidio dei fratelli D'Ambrogio.
Si tratta dei fratelli Ambrogio e non D'Ambrogio.
Ambrogio Giuseppe, nato a Palermo il 06/01/71 e Ambrogio Giovanni, nato a Palermo il 20/08/64.
Il primo, Giuseppe, aveva riparato al pronto soccorso dell'ospedale Bucchieri La Ferla di Palermo, alle ore 17.50 del 25/03/1994, per ferite di arma da fuoco e lì decedeva dopo poco.
Nello stesso nosocomio, è pervenuto anche Filippone Massimiliano, nato a Palermo il 07/06/72, ivi residente, che era rimasto ferito nel corso della stessa sparatoria avvenuta poco prima all'interno di una stalla rifugio dei cavalli, esistente nella piazza Scaffa di Palermo.
Il giorno successivo, invece, la moglie di Ambrogio Giovanni, di cui ho detto prima, Arneta Rosalia, aveva denunciato la scomparsa del marito, che si era allontanato appunto il giorno 25 da casa e la sua motoape, mi sembra... sì, una motoape 50, era stata ritrovata nei pressi della stalla di piazza Scaffa, dove il giorno prima c'era stata la sparatoria in cui era perito il fratello Giuseppe.
Al punto 36, ci veniva chiesto di individuare la cosiddetta "camera della morte", esistente nella via Messina Montagne, nella disponibilità del medesimo e esito di eventuali atti di perquisizione e sequestro.
Questa "camera della morte", in effetti, è stata rinvenuta dal personale della DIA in occasione, subito dopo... in data 25 giugno '95, quindi il giorno appena successivo all'arresto del Bagarella, nella via Messina Montagne, senza numero civico. All'interno di un capannone-deposito che recava l'insegna 'La Commerciale'.
In questo caso abbiamo allegato gli atti di perquisizione, sopralluogo e sequestro redatti nella circostanza.
Ecco, al punto 37, invece, ci viene chiesto di accertare l'attività di indoratore esercitata da Spatuzza.
In effetti, Spatuzza Gaspare, nato a Palermo l'08/04/64, detenuto, risulta avere, anagraficamente, la qualifica di manovale. Però, dagli atti nostri non si rileva, appunto, questa presunta attività di indoratore.
Al punto 38, ci viene chiesto, invece, di accertare la data dell'attentato al negozio di abbigliamento 'Barone' di via Lincoln a Palermo.
In effetti, si tratta di un grosso negozio di abbigliamento, gestito da Barone Carmelo, nato a Palermo il 14/06/51, che negli anni ha subito diversi attentati dinamitardi, sicuramente con fini estorsivi. L'ultimo dei quali si è verificato l'1 luglio 1994, con una forte esplosione che, appunto, provocava ingenti danni sia al negozio che alle stru... ad alcuni negozi vicini.
Tengo a precisare, tra l'altro, che, da quella data in poi, il negozio è stato sottoposto a vigilanza continua da parte delle Forze dell'Ordine, quindi... Credo che sia stato l'ultimo in assoluto questo.
Al punto 40, ci viene chiesto di identificare Benedetto Capisi e il genero Rodolfo Virga.
Capisi Benedetto si identifica nell'omonimo di Gioacchino e Spiazzale Sebastiana, nato a Palermo il 28/06/44, in atto detenuto, pregiudicato, indiziato mafioso; coniugato con Tafuri Maria.
La figlia di questi, Maria Rita, nata a Palermo il 22/01/1971 e residente a Altofonte, ha sposato, il 3 ottobre 1992, Virga Rodolfo, nato a Palermo il 26 gennaio 1961.
Al punto 41, ci viene chiesto di identificare Mimmo Raccuglia, verosimilmente identificarsi in Mimmo Raccuglia. In effetti, si tratta di Domenico Raccuglia, di Nunzio e di Damiani Rosaria, nato ad Altofonte il 27 ottobre 1964, e ivi residente in via Piano di Renda 87. Geometra, attualmente latitante, appartenente alla famiglia mafiosa di Altofonte di cui sarebbe l'attuale reggente.
Al punto 42, ci viene chiesto, invece, l'identificazione di certo Murso, arrestato. Dovrebbe trattarsi di Murso Giovanni, fu Giovan Battista, nato a Mezzojuso, provincia di Palermo, il 14/11/40, e già residente a Casteldaccia in via Giovanni Verga, numero 9. Attualmente è detenuto. In ultimo, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, numero 3745/95, emesso dal GIP, presso il Tribunale di Palermo, il 26 febbraio '96, imputato di associazione per delinquere di tipo mafioso ed altro.
Al punto 44, ci viene chiesta l'identificazione di Cesare Lupo e Russo Franco.
Cesare Lupo dovrebbe identificarsi in Lupo Cesare Carmelo, di Carmelo, nato a Palermo il 21/05/1961, coniugato, e ivi residente in via dei Fiori, numero 6. Dovrebbe svolgere l'attività di costruttore edile, ed è noto come prestanome dei noti fratelli Graviano.
Non c'è stato possibile, sulla base degli elementi fornitici, identificare Russo Franco, viste le numerose omonimie.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, scusi, prima che l'esame continui, chiederei alla signoria vostra e alla Corte, come per altro avevo già fatto in altre occasioni, di invitare il teste, per quanto possibile, od anzi, completamente, ad evitare di decorare, diciamo, i fatti che riferisce con notizie di Polizia, relative a...
PRESIDENTE: Va bene, di queste notizie non teniamo conto, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Questo, Presidente, ne sono sicuro, ma c'è una certa...
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: Va bene, lei non riferisca notizie, perché questa di essere prestanome...
AVVOCATO Gramigni: ... estetica della testimonianza... Grazie.
PRESIDENTE: ... è una notizia che non è provata, quindi non possiamo tenerne contro. Lei, per cortesia, non ci faccia comunicazioni di questo genere, ci dica tutto il resto.
TESTE Firinu: Okay.
PRESIDENTE: Dati di fatto e non valutazioni.
TESTE Firinu: Allora, al punto 47, ci viene chiesta l'identificazione di Vito Coraci di Balestrate. Che si identifica... abbiamo identificato in Coraci Vito, fu Filippo, nato ad Alcamo in provincia di Trapani il 6 gennaio 1944, e residente a Balestrate in via Alessandro Volta, 48. Attualmente detenuto, indiziato mafioso.
Al punto 49, ci viene chiesta l'identificazione di Nico Farinella. Nico Farinella si identifica in Farinella Domenico, di Giuseppe, nato a Palermo il 22 agosto '60, e residente a San Mario Castelverde in provincia di Palermo. Lo stesso è detenuto ed è conosciuto come esponente di spicco della cosiddetta "mafia delle Madonie".
Al punto 50, ci viene chiesta, invece, l'identificazione di certo Cilluffo, politico del quartiere Brancaccio di Palermo. Questo è stato identificato in Cilluffo Giuseppe, di Vincenzo e di Ferdico Teresa, nato a Palermo il 31 marzo del '45, ed ivi residente in via Conte Federico, numero 1.
Lo stesso, che si era candidato nelle liste della Democrazia Cristiana, il 06/05 del 1990, è stato eletto quale consigliere nel quartiere Brancaccio Ciaculli, appunto. Ed il 15/06/90 ha assunto la carica di presidente del suddetto Consiglio di Quartiere.
Al punto 52, ci è stata richiesta l'identificazione di Nicola Piazzese, che è stato identificato in Piazzese Nicolò, fu Giuseppe, nato a Palermo il 29 luglio 1964 e ivi residente, in via Benedetto Marcello, 35. Conosciuto per i rapporti con il collaboratore di Giustizia Cannella Tullio.
In relazione, invece, alle dichiarazioni rese in questo dibattimento da Di Filippo Emanuele, abbiamo riscontrato quanto appresso dirò.
Al punto 53, innanzitutto, ci viene chiesta la data dell'arresto e l'inizio della collaborazione di Emanuele Di Filippo.
E' stato tratto in arresto dalla DIA di Palermo il 2 febbraio del '94, nel corso dell'operazione cosiddetta "Golden Market".
Il primo interrogatorio nel corso del quale il Di Filippo ha iniziato la sua collaborazione con l'A.G. di Palermo, risale al 26 maggio del 1995.
Al punto 57, ci viene chiesto il rapporto di parentela tra Spadaro Tommaso e Lucchese Giuseppe.
Lucchese Giuseppe, fu Giovanni e di Spadaro Anna, conosciuto col soprannome 'lucchiseddu', è nato a Palermo il 02/09 del 1958, attualmente detenuto, conosciuto come indiziato mafioso.
E' nipote dello Spadaro Tommaso, nato a Palermo il 20/08/37, in quanto, quest'ultimo, è fratello della madre del Lucchese Giuseppe, ovvero di Spadaro Anna.
Al punto 68, ci viene chiesto di identificare Maurizio Lavardera, Lavardera Maurizio, di Pietro e di Maniscalco Alfonsa, nato a Palermo il 25/03/64, celibe, residente in via Padre Puglisi, 50, a Palermo. Ormeggiatore presso il porto della stessa città.
Il padre, Pietro, classe '33, e lo zio Antonino, sono stati indicati dal collaboratore Marino Mannoia Francesco, come uomini d'onore della famiglia palermitana di Porta Nuova.
Al punto 71, invece, ci viene chiesta l'identificazione di Giovanni Di Gaetano, che è stato identificato in Di Gaetano Giovanni, di Vincenzo e di Lecausi Maria, nato a Palermo il 07/12/1938 e già ivi residente in via Gaspare Mignosi numero 61. Svolge l'attività di macellaio, è pregiudicato e in atto detenuto.
Al numero 72, ci viene chiesta l'identificazione di Filippo La Rosa e Salvatore Bruno, con la specifica della rivendita di carne da parte di questi.
Filippo La Rosa si identifica nell'omonimo di Antonino e Fici Angela, nato a Palermo il 12/02/64 e ivi residente in via Gibilrossa, numero 13. E' celibe, risulta avere precedenti penali ed è indicato come uomo d'onore della famiglia mafiosa di Ciaculli Croce...
AVVOCATO Gramigni: Allora, mi scusi, forse il teste non ha ben compreso l'invito che gli ha rivolto la Corte non più tardi di cinque minuti fa. O non lo vuol comprendere. Io chiederei alla Corte di rinnovarglielo, perché mi sembra che il tenore della sua testimonianza sia mutato di poco, se non di niente rispetto a...
PRESIDENTE: Noi stiamo parlando di soggetti che sono anche estranei al nostro...
AVVOCATO Gramigni: Mah, sarebbe una ragione di più, Presidente...
PRESIDENTE: A ragione di più non direi. A ragione di più non direi perché noi non dobbiamo pronunciare una parola su questi soggetti, quindi sono notizie che entrano e escono con la stessa facilità.
AVVOCATO Gramigni: Mi sorge spontanea una domanda in ordine alla rilevanza, Presidente, allora.
PRESIDENTE: Comunque, lei, per cortesia, ometta le notizie di Polizia, quando indica: uomo d'onore, appartenente a questo, appartenente a quell'altro. Queste non sono notizie che noi possiamo ricevere...
TESTE Firinu: Non posso riferire, quindi, se si tratta di persona pregiudicata o meno.
PRESIDENTE: Pregiudicato, sì. Fino al pregiudicato è un dato che si può verificare quando si vuole.
TESTE Firinu: Okay.
Bruno Salvatore, invece, potrebbe identificarsi nell'omonimo fu Filippo e fu Catalano Vincenza, nato a Palermo il 07/04/1927, ivi residente in via Generale Albricci, numero 1. Risulta pregiudicato ed è gestore di un deposito di carni in Palermo, in Corso dei Mille, numero 281.
Al punto 74, ci viene chiesta l'identificazione di Federico Vito e dello zio Pietro Mimmo Federico, che sarebbe un costruttore.
Federico Vito si identifica nell'omonimo di Giuseppe e Cona Filomena, nato a Palermo il 19/04/60 e ivi residente in via Nabucchi della Ferla, numero 6. Pregiudicato, in atto detenuto.
Lo zio del suddetto, in quanto fratello del padre, si identifica in Federico Domenico, di Girolamo e Maniscalco Concetta, nato a Palermo il 25/02/1940, ivi residente.
Al punto 75, ci viene chiesta l'identificazione di Sacco Antonino, con la specifica dell'attività imprenditoriale svolta alla data dell'arresto.
Egli si identifica in Sacco Antonino, fu Francesco, nato a Palermo il 04 settembre 1955, ivi residente in via Sperone, numero 2/g. Pregiudicato.
Egli, prima dell'arresto, svolgeva l'attività di fabbro presso la ditta O.M.A.P. s.n.c., residente nella via Messina Marine, 2630 di Palermo. E avente come oggetto sociale la lavorazione del ferro in genere. Lavorava unitamente ai fratelli Giovanni e Carmelo, il primo dei quali amministratore della stessa società.
Il Sacco è stato tratto in arresto il 2 febbraio del '94, dalla Squadra Mobile di Palermo, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare, numero 6102/93 del registro GIP, emessa il giorno prima dal GIP presso il Tribunale di Palermo, siccome indagato dei delitti previsti e puniti dall'articolo 416-bis, 416 e 575 C.p. ed altro.
Al punto numero 77, c'è stata chiesta l'identificazione di Marcello Tutino, fratello di Vittorio, con la specifica del lavoro espletato.
Tutino Marcello si identifica in Tutino Filippo Marcello, fu Giuseppe, nato a Caltanissetta il 16/01/1961 e residente a Palermo in Via Giuseppe Pianel, numero 37. Anch'egli pregiudicato, in atto detenuto. Lo stesso, prima dell'arresto, risultava svolgere l'attività di indoratore per conto proprio, e, ancora prima, sarebbe stato impiegato, in modo non definitivo, quindi... presso le Poste di Milano, credo.
E' fratello di Tutino Vittorio, nato a Palermo il 13 aprile del 1966, e residente a Palermo in piazzale Ignazio Calona, numero 17.
Al punto 79, ci viene chiesta la data di inizio della collaborazione di Marchese Giuseppe.
In effetti, il primo verbale di interrogatorio nel corso del quale il Marchese inizia la sua collaborazione con l'A.G. di Palermo, risale al 1 settembre del 1992.
Al punto 80...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, mi scusi, ispettore, ci può dare i dati anagrafici completi di Marchese?
TESTE Firinu: Marchese Giuseppe, di Vincenzo e di Drago Giuseppa, nato a Palermo il 12/12/1963.
Al punto 80, ci viene richiesta la data e gli elementi essenziali dell'omicidio di Giovanni Sucato, detto "il mago di Villabate", e dell'omicidio di Quartararo Filippo.
Giovanni Sucato, noto come "il mago dei soldi" o anche "il mago di Villabate", era nato a Palermo il 13 giugno 1964. Lo stesso è stato rinvenuto cadavere all'interno dell'autovettura Volkswagen Polo, targata Enna 138309, di proprietà di certo Costa Vincenzo, lungo la strada Statale 121, all'altezza dello svincolo di Misilmeri, alle ore 10.15 del 30 novembre del 1966.
PUBBLICO MINISTERO: Prego? Scusi, la data... ispettore?
TESTE Firinu: Alle ore 10.15 del 30 novembre 1996.
PUBBLICO MINISTERO: 6?
TESTE Firinu: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non...
TESTE Firinu: Forse c'è stato un errore di base... questo non sono più certo, a questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Che credo, non so se la data possa essere esattissima, di questo accertamento. Comunque, controlleremo. Va bene.
TESTE Firinu: A questo punto mi è venuto il dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare troppo recente, ecco. Va be', verificheremo.
TESTE Firinu: Comunque, il suo corpo, nella circostanza, si presentava carbonizzato, gli era stato dato fuoco mentre... si dice mentre, addirittura, la macchina era in movimento.
Il cadavere, invece, di Quartararo Filippo, di Gaetano, nato a Palermo il 14 novembre del '56, pregiudicato, già autista e collaboratore del Sucato anzidetto, è stato rinvenuto alle 13.15 del 26 giugno '91, nella via Emiro Giafar di Palermo, all'altezza del fondo Mortillaro, all'interno di un'autovettura Citroën CX Turbo, targata Palermo 986622. Lo stesso presentava due colpi di fucile sparati eventualmente da qualcuno che verosimilmente viaggiava a bordo della stessa auto, seduto posteriormente, e da cinque colpi di pistola verosimilmente calibro 38.
Al punto 81, ci viene chiesta l'identificazione di Torregrossa Giovanni, Garofalo Paolo e Bisconti Piero .
Dunque, Torregrossa Giovanni si identifica nell'omonimo di Francesco Paolo e di Giardina Giuseppa, nato a Palermo il 09/02 del '55 ed ivi residente in Corso dei Mille, 1313. E' commerciante... è pregiudicato, in atto detenuto.
Garofalo Paolo si identifica per Garofalo Pietro Paolo di Paolo e Sciortino Giuseppa, nato a Palermo il 20 marzo del '69, celibe, residente nella via Domenico Bazzano, 23, di Palermo, anch'egli pregiudicato.
Bisconti Piero si identifica in Bisconti Pietro di Ludovico e di Ciancimino Nunzia, nato a Belmonte Mezzagno l'11/04 del '54 e residente a Palermo in via Albiri 5. Commerciante. Anch'egli è pregiudicato.
Al punto numero 83, ci viene chiesta l'identificazione del dottore Guttadauro, con specifica della disponibilità di una casa vicino ad Aspra e dell'attività svolta presso l'Ospedale Civico di Palermo.
Il dottor Guttadauro è stato identificato in Guttadauro Giuseppe, di Francesco e di Castronovo Maria, nato a Bagheria il 18 agosto del '48 ed ivi residente anagraficamente al civico 381 di Corso Butero, anche se di fatto risulta domiciliato a Palermo in via dei Cosmi, numero 15. E' laureato in medicina e chirurgia presso l'Università di Palermo. E' regolarmente iscritto all'albo dei medici chirurghi della provincia di Palermo ed era in servizio presso l'Ospedale Civico, III Divisione di Chirurgia.
E' indiziato mafioso e, in effetti, prima dell'attuale residenza, quindi nel '92, se non vado errato, risultava risiedere in una villa, in una casa vicino ad Aspra, unitamente alla moglie, Greco Giuseppa. La casa di Aspra si trova in via Fiume d'Italia, numero 5.
E' stato tratto in arresto il 2 febbraio del '94 dalla DIA di Palermo, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare numero 6006/93, ed è notizia criminis DDA, emessa l'1/02/94 dal GIP presso il Tribunale di Palermo.
In relazione, invece, alle dichiarazioni rese in questo dibattimento da D'Agostino Giuseppe, ci è stato chiesto, tra l'altro, al punto numero 90, di identificare Impallara Nicola e la sua disponibilità di un bar.
Impallara Nicola è stato identificato nell'omonimo di Gaetano e di Di Miceli Concetta, nato a Palermo il 6 luglio del '56, ed ivi residente in via Ippolito Nievo, numero 18.
E' banconista e risulta essere titolare del bar 'Donei', sedente nella via Emiro Giafar, numero 25 di Palermo.
Al numero 94, ci è stata invece richiesta l'identificazione di certo Militello Tommaso, con la specifica che lavorava asseritamente presso il San Paolo Hotel.
Quest'ultimo è stato identificato nell'omonimo di Benito e di Romano Antonia, nato a Palermo il 14 settembre del '63 ed ivi residente in via Galletti, numero 136. Pregiudicato, coniugato.
Lo stesso, a far data dal 1987, prima part-time e poi, addirittura, negli anni '93 e '95, full-time, ha prestato la propria opera presso, appunto, la società Sea Beach, Immobiliare gestione San Paolo Hotel, con sede nella via Messina Marine, 91. Ciò si è verificato fino all'anno '95.
Relativamente, invece, alle dichiarazioni rese da Spataro Salvatore, c'è stato richiesto, al punto 96, dell'identificazione del dottor Mandalà, che dovrebbe lavorare presso l'ospedale cosiddetto Ospizio Marino di Palermo.
Suddetto medico è stato identificato in Mandalà Rosario, nato a Villabate il 16 aprile del '39, residente a Casteldaccia, in provincia di Palermo, in via Liguria, numero 1. Già sindaco di Villabate negli anni '82, '84 e '85.
E' primario ortopedico presso l'Ospedale Enrico Albanese, meglio conosciuto a Palermo come Ospizio Marino.
Al punto 98, ci viene chiesta l'identificazione di Antibo Piero, con la specifica che sua madre dispone di una cantina e che abita nello stesso stabile della madre di Spataro Salvatore.
Allora, Antibo Piero è stato identificato in Antibo Pietro, di Salvatore e di Ciaccio Elvira, nato a Palermo il 18 agosto del '63, e ivi residente in via Emiro Giafar, numero 61. Pluripregiudicato, autotrasportatore, è coniugato con Romagnolo Marianna.
Allo stesso indirizzo, nello stesso stabile, risulta abitare, in effetti, i genitori dello Spataro Salvatore, ovvero Spataro Giuseppe e Lima Adele, nonché la madre dell'Antibo stesso, che convive nello stesso appartamento.
Al piano terra di quest'immobile, conosciuto in zona come "palazzo delle Ferrovie", perché è attiguo allo scambio binari appena usciti dalla stazione ferroviaria di Palermo, la madre dell'Antibo, ovvero Ciaccio Elvira, dispone di una cantinola-garage, in quanto assegnatale come a altri condomini dello stabile.
Al punto 101, ci viene richiesta, invece, l'identificazione di Tony Vinciguerra.
In effetti, a causa delle omonimie presenti presso l'Ufficio Anagrafe di Palermo, non è dato sapere chi delle persone che abbiamo identificato risponda al soggetto che ci chiedeva il Pubblico Ministero, quindi, non sono certo della sua identificazione.
Al punto 102, ci è stata richiesta l'identificazione di Paolino Dalfone con la specifica della disponibilità di un capannone nella zona industriale di Brancaccio.
Costui è stato identificato in Dalfone Paolino, nato a Palermo il 4 febbraio del 1949 e residente in via Lodovico Bianchini, numero 8, in atto detenuto a Palermo, credo. Credo che sia posto in dato di fermo quale favoreggiatore di Spatuzza Gaspare.
Al punto numero 103, c'è stata richiesta l'identificazione di Drago Giuseppe e Battaglia Pino.
Drago Giuseppe si identifica nell'omonimo, fu Paolo e Maniscalco Santa, nato a Palermo il 04/01/61, e ivi residente in via S.T. 16, numero 57.
Battaglia Giuseppe... Battaglia Pino, invece, si identifica in Battaglia Giuseppe, fu Fedele, nato a Palermo il 18/11/38, pregiudicato, di professione muratore.
Ho omesso di dire che il Drago Giuseppe di cui innanzi è il fratello del collaboratore Drago Giovanni.
Al punto numero 105, ci viene richiesto di accertare della rapina avvenuta in quegli anni, senza specificare quale, ai danni di un furgone postale di Belmonte Mezzagno, nel corso della quale sarebbero stati uccisi due postini. E a seguito della quale Salvatore Spataro era stato condannato in I Grado e assolto in Appello.
In effetti, il 2 novembre del 1981, nei pressi di Misilmeri, che è un comune limitrofo a quello di Belmonte Mezzagno, tre banditi armati di pistola avevano bloccato un furgone postale rapinandolo del suo contenuto ed esplodendo in aria, a solo scopo intimidatorio. un colpo di pistola.
Non ci furono feriti, né, tantomeno, morti.
I Carabinieri di Misilmeri coadiuvati dal Nucleo Operativo di Palermo il 23 novembre successivo denunziavano a piede libero, appunto per trascorsa flagranza, quale responsabile del fatto criminoso: Spadaro Salvatore, il di lui fratello Francesco nato a Palermo l'11/08/62 e Tinnirello Giuseppe nato a Palermo il 22/04 del 1964.
Erano all'epoca tutti minorenni.
L'A.G. competente emise provvedimento restrittivo nei confronti dei soli Spataro Salvatore e Tinnirello Giuseppe.
Il 27 novembre del 1984 il Tribunale dei Minori di Palermo li assolveva per insufficienza di prove, invece li scarcerava.
L'11 luglio dell'anno successivo la Corte di Appello di Palermo, a seguito del proposto appello del P.M., assolveva i due anzi detti per non avere commesso il fatto.
Al punto 109 si chiede di verificare che la nonna di Spataro Salvatore abitava in via Conte Federico di fronte all'abitazione dei Graviano.
In effetti, la nonna materna dello Spataro, Lima Giovanna, nata a Palermo il 2/04 del 1917, vedova di Lima Salvatore, dal 13 settembre del 1989 risulta risiedere in via Conte Federico numero 175, piano primo. Che risulta molto distante dall'abitazione dei Graviano.
La stessa donna comunque, fino a quella data e a far data dal 1971, abitava in effetti nella via Conte Federico numero 27, che, in effetti, è quasi di fronte all'abitazione dei noti Graviano.
Al punto 110 ci viene richiesta l'identificazione di Ruotolo Salvatore e Senapa Pietro.
Ruotolo Salvatore si identifica per Ruotolo Salvatore nato a Palermo l'8/10 del 1956, pregiudicato; mentre Senapa Pietro si identifica nell'omonimo ... nato a Palermo il 17/10 del 1949, anch'egli pregiudicato.
Al punto numero 113 ci viene richiesta l'identificazione di Aurelio Cassano cognato di Cristoforo Cannella. Si tratta di Cassano Aurelio di Domenico e Alaimo Rosa, Rosalia; nato a Palermo il 22 dicembre del 1950, impiegato, residente sempre a Palermo in via Emiro Giafar numero 185.
E' coniugato con Cannella Francesca Paola nata a Palermo il 17 settembre del '55, sorella, appunto, del Cannella Cristoforo classe '61.
Al punto 114 ci viene richiesta di individuare l'abitazione della madre di Cristoforo Cannella in una traversina di via Conte Federico. In effetti, Contorno Giovanna - di Antonino, nata a Palermo il 7 settembre del 1932, madre del Cannella Cristoforo - risulta risiedere in cortile Grigoli numero 3, che trova sede nella via Conte Federico tra i civici 180/A e 182.
Al punto 123 ci viene richiesto di identificare Santino Russo, parente di Cristoforo Cannella, che dispone di cavalli. In effetti si tratta di Russo Santo di Salvatore e di Lacara Rosaria, nato a Palermo il 25/08/59, ivi residente in via Ciaculli 246. Commerciante di prodotti ortofrutticoli, pregiudicato per emissione di assegni a vuoto.
E' cugino di secondo grado di Cannella Cristoforo, in quanto le rispettive nonne, Alfano Giacoma e Alfano Francesca, erano sorelle.
Al punto 127 viene richiesto invece l'identificazione di Faia Salvatore. Si tratta di Faia Salvatore di Giuseppe e di Gatto Maria, nato a Palermo il 20 febbraio del 1952 e ivi residente in via Vetreria numero 18. Pregiudicato.
Al punto 132 ci viene richiesta la data di inizio della latitanza di Cristoforo Cannella. Cristoforo Cannella si è reso latitante a seguito dell'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere numero 6006/93 N.C. DDA e numero 6102/93 GIP emessa il 1 febbraio del 1994. In quanto indagato per associazione di tipo mafioso, omicida ed altro.
Al punto numero 133 ci chiedono di verificare la disponibilità da parte di Barranca Giuseppe di un'autovettura Polo di colore blu. Bene, il Barranca Giuseppe non risulta avere avuto mai intestato autovetture, né dai fascicoli si rileva appunto l'uso di questa macchina.
In relazione invece alle dichiarazioni di Cannella Tullio c'è stato chiesto, in particolare al punto 134, di conoscere la data dell'arresto del Cannella stesso nel luglio '95 a titolo dei reati del provvedimento cautelare.
Allora, Cannella Tullio, nato a Palermo il 18 agosto del '53, è stato tratto in arresto il 5 luglio del 1995 in esecuzione del decreto di fermo, credo... sì, numero 3197/95 Registro generale N.R., emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. In quanto indiziato del delitto di cui all'articolo 416-bis comma I con l'aggravante di cui ai commi IV e VI.
Il 7 luglio successivo il GIP, esaminando il problema di cui sopra, emette l'ordinanza di custodia cautelare in carcere numero 3745/95.
Al punto 136 ci viene richiesto di conoscere l'ultimo periodo di latitanza di Bagarella trascorso nell'appartamento della società Eurofin della quale Tullio Cannella era amministratore.
In effetti, il Bagarella, allorquando il 24 giugno del '95 era stato tratto in arresto, risultava abitare in un appartamento sito nella via M.P.1 numero 9, scala A, piano terzo, interno 6 a Palermo. E disponeva di due box ubicati nello stesso immobile.
L'appartamento, dal 18 aprile del '94, era stato acquistato dalla società, appunto, Eurofin srl da certo Giaconia Luigi nato a Palermo il 3 aprile '91, che è stato arrestato in quanto ritenuto favoreggiatore del Bagarella.
In precedenza lo stesso Bagarella disponeva di un appartamento bivani sito nella via Benedetto Marcello numero 35, scala B, piano terra, interno 1; sempre di proprietà della società Eurofin srl.
Tengo a precisare che la via M.P.1 e la via Benedetto Marcello si incrociano e, praticamente, si tratta dello stesso immobile con diversa entrata.
Al punto 137 ci viene richiesta l'identificazione di Domenico Sanseverino. Si tratta di un noto costruttore palermitano che si identifica nell'omonimo di Gaspare e di Tartaglia Francesca, nato a Palermo il 22 maggio 1942, ed emigrato per Campofelice di Roccella in contrada Solfarello e senza numero civico anche se, di fatto, risulta abitare a Palermo in via Agneta numero 133. E' indiziato di appartenere alla mafia ed è pregiudicato.
Al punto 141 ci viene richiesto di conoscere l'intestazione di due villette nel villaggio Euromare a Cristoforo Cannella, ovvero al fratello Giuseppe Cannella o alla moglie Corsale Anna Maria.
In effetti, presso il villaggio Euromare, che trova sede in territorio di Campofelice di Roccella in località Pista Vecchia, Cannella Antonino nato a Palermo il 24/08/57, fratello di Cristoforo e Corsale Concetta, moglie del Cannella Antonino nato a Palermo l'1/01/63, in regime appunto di comunione legale dei beni, hanno acquistato dalla società villaggio Euromare Spa due unità immobiliari, entrambe facente parte della schiera progettualmente denominata E2. La prima sita al piano terra, interno 147, composta da tre vani ed accessori e veranda, con la pertinenza di un piccolo tratto di terreno ad esso circostante, destinata a villetta; più il posto auto contrassegnato dal numero 112.
Poi, un altro appartamento, sito al primo piano, interno 148, sempre composto da tre vani ed accessori e terrazzo, più posto auto numerato 113. E il prezzo stabilito è stato di 68 milioni per ogni unità abitativa, più due milioni per ogni box.
Tenga presente che, entrambe le suddette unità immobiliari, con decreto 25/95 del Registro Misura di Prevenzione del 22/11/95 del Tribunale di Palermo, vennero sottoposte a sequestro al fine di confisca.
Al punto 144 ci è stata richiesta di conoscere la data di riferimento essenziale dell'omicidio di Giuseppe Sichera. Tengo a precisare a questo proposito che la Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Palermo ha informatizzato e catalogato tutti gli omicidi documentati a Palermo e provincia a partire dal 12 gennaio del 1970 e fino all'inizio di quest'anno credo. E non figura, non risulta nessun omicidio o tentato, in danno di persona che si chiama Giuseppe Sichera.
Tuttavia, sempre dagli archivi della stessa Sezione Omicidi, risulta che il 15 marzo del 1990, con nota di categoria Q1/90, era stato segnalata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale la scomparsa di certo Sichera Giuseppe di Giovanni e di Loiacono Angela, nato a Corleone il 19 settembre del '43 e residente a Palermo in via della Regione siciliana numero 6371, di fatto domiciliato in via Timoleonte numero 9 in Mondello; pregiudicato per furto ed altro.
In effetti, lo stesso è tuttora latitante, in quanto colpito da ordine di esecuzione pena numero 77/95, emesso il 3 aprile del '95 dall'Autorità Giudiziaria di Palermo in relazione al fallimento dell'esercizio Jones Mode Sas, che è un negozio per la vendita di abbigliamento. E in passato tra l'altro, aveva gestito anche una discoteca questo signore.
In sede di denunzia, i familiari di Sichera avevano riferito che il congiunto si era allontanato da casa alle ore 8.00 dell'11 ottobre del '89 per accompagnare il figlio Giovanni di sette anni verosimilmente a scuola e senza farvi ritorno. E' da attribuire appunto l'allontanamento ad una fuga di carattere sentimentale.
L'autovettura sulla quale viaggiava quella mattina, ovvero una Volvo 760 targata Palermo 934078, era stata trovata regolarmente chiusa il 13 ottobre successivo nella via Sebastiano Lafranca, angolo via Bergamo.
Nel corso, in relazione alla scomparsa del Sichera, era stato interrogato anche il Sanseverino Domenico di cui ho detto prima, indiziato mafioso, in rapporti, appunto, col Sichera.
Dagli atti sempre della Squadra Mobile emergeva che, il collaboratore Giovanni Drago riferiva che presente al giuramento di affiliazione a Cosa Nostra il Cannella Cristoforo, inteso "fifetto", avrebbe attirato in un tranello un tizio a nome Fighera o Sichera, detto, in dialetto soprannominato "occhi di lucertone", convocandolo nel negozio della di lui sorella Rosa, un negozio per la vendita di abbigliamento ubicato nel via Oreto 108 di Palermo.
Questo sito si trova nei pressi del posto in cui è stato rinvenuta l'autovettura 760 Volvo del Sichera allorquando è scomparso.
All'interno di questo locale, sempre stando alle rivelazioni di Giovanni Drago, il Sichera sarebbe stato soppresso da Tagliavia Francesco e Graviano Giuseppe.
Al punto 145 ci viene richiesta invece l'identificazione di Natale Gambino. Natale Gambino è stato identificato appunto nell'omonimo di Giuseppe, Natale... o meglio, Gambino Natale Giuseppe di Giuseppe e di Salerno Angela, nato a Palermo il 26 ottobre del 1958; ed ivi residente in via Villagrazia 75, piano quarto, di professione macellaio. E' pregiudicato, è indiziato mafioso, in atto detenuto perché è stato tratto in arresto nella stessa circostanza in cui personale della Mobile di Palermo ha arrestato Pietro Aglieri e La Mattina Giuseppe in territorio di Bagheria a Palermo.
Al punto 147 ci è stata richiesta la data di riferimenti essenziali relativi all'aggressione ai danni della madre di Tullio Cannella con la specifica di una rivendicazione al Giornale di Sicilia, quotidiano palermitano.
In effetti, alle ore 9.50 del 17 aprile del 1996, presso il quotidiano Il Giornale di Sicilia di Palermo, un interlocutore anonimo aveva comunicato telefonicamente le testuali parole:
"E' stata uccisa la madre di un pentito in via Conte Federico numero 104. E abbiamo sottratto un documento che ci interessa."
Alla richiesta di conoscere il latore del messaggio, il telefonista avrebbe risposto: "Cosa Nostra" e chiudeva la conversazione.
Il centralinista del Giornale dà la notizia dell'accaduto al pronto intervento dei Carabinieri di Palermo che inviarono sul posto una pattuglia.
E, in effetti, constatavano che al civico 104, piano primo del civico 104 della via Conte Federico, residenza della signor La Rosa Giovanna, fu Giovanni, nata a Palermo il 26 giugno del 1908, madre di Cannella Tullio, ignoti si erano introdotti all'interno arbitrariamente percuotendo violentemente la donna che versava in stato di incoscienza.
Venne trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Bucheri La Ferla che si trova nelle immediate vicinanze. E, dopo le prime cure, trasferita al nosocomio Villa Sofia di Palermo, anche per ragioni di sicurezza, come disposto dal sostituto procuratore dottor Teresi.
Nella circostanza, la camera da letto, in effetti, era invasa da materiale cartaceo, come se qualcuno avesse cercato qualche documento in particolare. Ma non si stabilì se, in effetti, fosse stato asportato qualcosa.
La donna, invece, si presentava ricoperta di escrementi in tutto il corpo, sugli abiti e perfino nei capelli.
Presidente, chiedo scusa, se potrei avere un po' d'acqua, perché...
In relazione, invece, alla dichiarazione di Drago Giovanni, al punto 149, ci è stato richiesto di conoscere la relazione di parentela insistente tra Giovanni Drago e la famiglia Marchese.
Drago Giovanni, fu tale Maniscalco Santo, nato a Palermo il 2 settembre del '64, risulta nipote acquisito del noto iniziato mafioso Marchese Vincenzo, nato a Palermo l'11 gennaio del 1935. Giacché quest'ultimo ha sposato Drago Giuseppa, sorella del padre di Drago Giovanni.
Il Drago è tra l'altro cognato di Marchese Angela, nata a Palermo il 10/09 del 1961, figlia del suddetto Vincenzo, perché quest'ultima ha sposato Drago Giuseppe, fratello di Drago Giovanni.
Al punto 152, ci è richiesta l'identificazione di Puccio Vincenzo, data del suo arresto, è riferimento essenziale al suo omicidio in carcere.
Grazie, chiedo scusa.
Puccio Vincenzo si identifica nell'omonimo di Salvatore e di Perrone Maria, nato a Palermo il 27/11/1945, pregiudicato, indiziato mafioso.
Colpito da più mandati di cattura, in ordine appunto ai reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, era stato arrestato in ultimo il 12 ottobre del 1986 dalla Compagnia Carabinieri di Bagheria.
Il 23 giugno del 1988, la Corte di Assise di Palermo lo aveva condannato all'ergastolo. Poiché ritenuto responsabile dell'omicidio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile.
L'11 maggio del 1989, all'interno del carcere dell'Ucciardone, nella sua cella, sita alla VII Sezione, il Puccio è stato assassinato dai suoi compagni di cella, ovvero Marchese Giuseppe, Marchese Antonino e Di Gaetano Giovanni, di cui ho detto prima. Che lo avevano ripetutamente colpito alla testa con una grossa bistecchiera in ghisa.
Al punto numero 155 ci viene richiesta la identificazione di Abate Giuseppe, capo della famiglia di Roscella, inteso Uzzi Pinuzzo e del nipote Abate Giovanni.
Abate Giuseppe è stato identificato nell'omonimo fu Antonino e fu Palma Felice, nato a Palermo il 02/04 del 1925, ivi residente in via Messina Marine numero 533.
Lo stesso era indicato, apparteneva alla famiglia mafiosa di Corso dei Mille; era pluripregiudicato.
E aveva riportato, tra l'altro, anche condanne.
Era considerato un uomo di grande rispetto e capo della famiglia di Roscella che, con quella di Corso dei Mille, all'epoca, era ritenuta di grande influenza all'interno di Cosa Nostra.
Tuttavia, l'Abate Giuseppe non risulta avere nipoti a nome Abate Giovanni, perché l'unico di lui fratello, a nome Giovanni, nato a Palermo il 9 marzo del 1927, è celibe, non risulta avere prole.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, ispettore, che fine ha fatto questo Abate?
TESTE Firinu: E' stato assassinato.
Infatti, il punto successivo credo che, al punto 156, ci era stata richiesta la data e il riferimento essenziale dell'omicidio di Abate Giuseppe.
E' stato assassinato a Palermo il 15 settembre del 1989, alle ore 20.40, nella via Messina Marine, all'altezza del civico 155, allorquando si trovava a bordo dell'autovettura FIAT Uno SX targata Palermo 918864, condotta da Meschis Francesco, nato a Palermo il 31/10/60 e ivi residente in via Messina Marine 493/B.
Nella circostanza i killers entrarono in azione nel momento in cui il Meschis si allontanava dall'auto asseritamente per recarsi in un vicino panificio per acquistare del pane.
E riferì addirittura di avere notato un giovane fuggire a piedi, dopo che aveva esploso, dopo avere sentito l'esplosione di colpi di arma da fuoco.
Al punto 159 ci è stata richiesta la data della scomparsa di Agostino Marino Mannoia.
Allora, Agostino Marino Mannoia di Rosario, nato a Palermo il 28/08/1966 e fratello del noto collaboratore Francesco, è scomparso in data 21/04/1989. In quella data, la sua autovettura, una Renault 5 targata Palermo 795447, è stata ritrovata nei pressi dello svincolo autostradale Casteldaccia Bagheria con all'interno tracce di sangue e fori di colpi di arma da fuoco.
La segnalazione ufficiale della scomparsa venne fatta dal Commissariato di Polizia di Bagheria il 28 luglio successivo.
Al punto numero 161 ci viene richiesta la data e il riferimento essenziale dell'omicidio di Mario Prestifilippo.
Prestifilippo Mario Giovanni di Giovanni e di Buffa Rosa, nato a Palermo il 3 agosto 1958.
Il 29/09/1987 alle ore 19.30, incontrava a Serra di Falco di Bagheria, veniva ucciso con diversi colpi di fucile caricato a pallettoni, mentre si trovava alla guida della propria motovespa.
Nella circostanza indossava il casco da motociclista ed era latitante, era molto ricercato, direi.
Al punto numero 163, ci viene richiesta notizia sull'attentato dinamitardo al cantiere in zona San Ciro nella gabina elettrica della Ferrocementi, dell'attentato dinamitardo ad una fabbrica di blocchetti Termobloc dei fratelli Calzetta. E dell'attentato dinamitardo all'abitazione nei pressi di Bagheria di un infermiere, amico di Vincenzo Busci.
In effetti, alle ore 18.00 del 20 dicembre del 1986 e alle ore 06.00 del giorno successivo, in zona San Ciro a Maredolce e, più precisamente, sul monte Grifone, limitrofo appunto alla borgata Ciaculli di Palermo, lui, diversi... attentato dinamitardo a scopo sicuramente estorsivo, avevano causato degli ingenti danni al cantiere della ditta Ferrocemento Costruzione Lavori Pubblici, con sede in Roma. Che, all'epoca, stava costruendo dei serbatoi idrici, appunto, sul monte Grifone.
I fatti di cui ho detto sono stati oggetto di segnalazione alla G.I. da parte della Squadra Mobile di Palermo a carico di ignoti con note di categoria N/86 ed N/87, rispettivamente del 24 gennaio '87 e dell'11 febbraio dello stesso anno.
Relativamente al secondo attentato si tratta di quello documentato alle ore 19.25 del 6 maggio del 1983 nella via salvatore Cappello numero 11 di Palermo, presso la ditta di manufatti in cemento della ditta Calzetta.
Nella circostanza, ignoti avevano fatto esplodere un ordigno rudimentale piazzato precedentemente sotto il carrello elettronico, sotto un carrello elettronico, distruggendo il motore, causando altri ingenti danni per un ammontare di circa 200 milioni.
I titolari della ditta erano Calzetta Vincenzo, nato a Palermo il 26/05/1930, e Calzetta Giovanni, nato il 19/02 del '35.
Entrambi erano fratelli del noto collaboratore di Giustizia ormai defunto Calzetta Stefano, nato a Palermo l'1 giugno 1939.
Le indagini relative a questo attentato dinamitardo sono state riferite dall'Arma di Palermo con nota numero 2514/1-C III Sezione del 15/06/1983.
Per la carenza dei dati in nostro possesso non è stato possibile, invece, individuare l'altro attentato in danno dell'amico infermiere di Puccio Vincenzo nei pressi di Bagheria.
Al punto 167, ci viene richiesta la data... il riferimento essenziale dell'omicidio di Conigliaro Giacomo e Casella Giuseppe, dell'ingegnere Boscia della Ferrocementi e del barone Donufrio.
Allora, Conigliaro Giacomo Salvatore, fu Antonino, nato a Palermo il 20 maggio del 1937. Già residente in Corso dei Mille 1399. Pregiudicato, indiziato mafioso. E' stato assassinato a Palermo alle ore 13.10 del 09/01/1988, nella via XXVII maggio, sempre di Palermo.
Era stato assassinato da ignoti killer intorno alle 12.00... intorno alle una cioè, dopo che aveva pranzato a casa.
Nella sua autovettura, una FIAT Uno targata Palermo 881629, era stata occasionalmente trovata da una volante che transitava nella via XXVII maggio casualmente, perché nessuno aveva segnalato, appunto, né l'esplosione di colpi d'arma da fuoco, o altro.
E appunto, gli agenti intervenuti accertarono che il Conigliaro presentava dei fori di arma da fuoco nella calotta cranica.
Casella Antonino invece - e non Giuseppe come richiestoci - di Girolamo, nato a Palermo il 20 marzo del 1944 e già ivi residente in via S/35 numero 26/C. Pregiudicato, indiziato mafioso. E' stato assassinato alle ore 17.45 del 9 gennaio 1988, nella via Oreto Nuova di Palermo.
Lo stesso invece era uscito da casa intorno alle 16 in compagnia del futuro genero, Ficara Giuseppe, fidanzato della figlia Rosalia, a bordo dell'autovettura Renault 25 targata Palermo 804711, nella via Oreto.
Era stato affiancato e inseguito da due killers, viaggianti a bordo di una moto di grossa cilindrata, e lo freddavano nei pressi del civico 470, a colpi di arma da fuoco corta.
Il genero, nella circostanza, si è reso irreperibile, non è stato ritrovato per diversi giorni successivi.
Boscia Donato Diego Maria, di Vito Leonardo, nato a Corato, in provincia di Bari, il 06/11 del 1957. Già residente in Gioia del Colle, in provincia di Bari, in via Principe Amedeo 47. Domiciliato, invece, a Palermo in via Ciaculli 1.
E' stato assassinato alle ore 19.30 del 2 marzo del 1988, in questa via della Regione siciliana, a Palermo, all'altezza della rotonda di via Oreto.
L'ingegnere Boscia, che viaggiava a bordo di una FIAT Uno targata Milano 8F1313, della società Europe Car, era impiegato, ed era responsabile del cantiere della Ferrocementi Costruzioni e Lavori Pubblici che precedentemente aveva subìto diversi attentati dinamitardi e di cui ho detto precedentemente.
Donufrio Antonio, barone, nato a Palermo il 26/10/1950. Già ivi residente in Corso Vittorio Emanuele 452. E' stato assassinato a Palermo alle ore 11.30 del 16 marzo del 1989.
Nella circostanza, il medesimo era a bordo della sua autovettura Peugeot 405 targata Palermo 946070 e percorreva la via Ciaculli, ove, in prossimità di una strada interpoderale che conduce alle sue proprietà, è stato freddato da alcuni killer che l'attendevano in un garage abbandonato.
L'auto utilizzata dai killer fu ritrovata, una SEAT Ibiza targata Palermo 943922, è stata ritrovata subito dopo, in fiamme, nella vicina via Conte Federico.
Nell'immediatezza di questo evento delittuoso veniva posto in stato di fermo, con l'accusa di concorso in omicidio, Galati Giovanni, nato a Palermo il 3 gennaio del '52, coltivatore, alle sue dipendenze, alle dipendenze del Donufrio.
Al punto numero 170, c'è stata richiesta la verifica del legame di affinità tra Giuliano Salvatore, detto "il postino" e Pietro Senapa.
Allora, Giuliano Salvatore - di Giuseppe e di Di Maggio Giovanna - nato a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, il 29 marzo del '45, impiegato postale. Residente a Palermo in via Messina Marine numero 53. Ha una figlia di nome Gaetana, nata a Palermo il 09/12 del 1970, che ha sposato Senapa Carmelo, nato a Palermo il 24/04/69, figlio del Pietro Senapa. Quindi diciamo è consuocero del Giuliano, il Senapa.
Al punto numero 172, c'è stato richiesto di conoscere l'intestazione del contratto ENEL a Tutino Vittorio, nell'appartamento dove Drago Giovanni conduceva la latitanza e dove lo stesso veniva tratto in arresto.
In effetti, le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Palermo, che aveva proceduto all'arresto di Drago Giovanni l'8 marzo del 1990, hanno permesso di evidenziare che il contratto per la fornitura di energia elettrica dell'appartamento abitato da Drago, in via Tomaso Marcellini numero 10/A, era stato stipulato a nome di Tutino Vittorio, fu Giuseppe e di Gelfo Maria, nato a Palermo il 13/04 del 1966 e ivi residente in via, in piazzale sarebbe, Ignazio Calona numero 17, piano quinto, che si è reso irreperibile dopo l'arresto del Drago.
Al punto numero 173, c'è richiesto di conoscere, di riferire sui danneggiamenti del mobilificio Saccone, della fabbrica di scarpe Cima a Palermo.
In effetti il 20 ottobre del 1988, all'interno del piazzale insistente davanti alla fabbrica di salotti, di proprietà di Sacone Francesco, sita nella via Pecori Giraldi numero 14, ignoti avevano dato alle fiamme due automezzi di proprietà della ditta.
L'incendio, che era di palese origine dolosa, si era verificato dopo che il titolare aveva ricevuto asseritamente numerose richieste estorsive, a cui però non aveva dato eccessiva importanza.
Il 26 febbraio del 1990, invece, presso il calzaturificio Cima, di proprietà di Caruso Francesco, sito in Palermo via Buonriposo, Cortile Carraffa numero 12, si era sviluppato un incendio di vaste proporzioni.
Anche in questo caso, dalla scheda di intervento dei Vigili del Fuoco di Palermo, si è rilevato che l'incendio era di presumibile origine dolosa. Il Caruso non ha presentato comunque nessuna denunzia alle Forze dell'Ordine, né alla Magistratura.
Al punto 175, c'è stato richiesto di conoscere la data e gli elementi essenziali dell'omicidio di certo Pietro Ocello.
Ocello Pietro, di Pietro e di Landolina Rosaria, nato a Misilmeri il 18/11/1928. Già ivi residente in via Pellingra numero 18. Pregiudicato, bracciante agricolo. E' stato assassinato in contrada Don Colo di Misilmeri intorno alle ore 10.30 del 7 settembre del 1991, in quanto, nella circostanza, era stato attinto da numerosi fendenti da armi da taglio.
Nella circostanza, l'Arma del posto che era intervenuta, vicino al suo cadavere, rinveniva altro cadavere, di Giordano Antonino, fu Antonino, nato a Misilmeri il 19/01/1916 e già ivi residente in via Raffaello, anch'egli pregiudicato.
Le prime indagini condotte dall'Arma nella circostanza, portarono subito al fermo di Ocello Giuseppe, nato a Misilmeri il 17 marzo del '31, fratello di Pietro. Che avrebbe soppresso il Giordano, appunto, per vendicare la morte appena precedente del fratello. Cioè, il Giordano avrebbe ammazzato Ocello Pietro e il fratello di Pietro avrebbe a sua volta ammazzato il Giordano.
In relazione invece alla dichiarazione di Cancemi Salvatore, al punto 177, c'è stato richiesto di conoscere la data della costituzione di Salvatore Cancemi, appunto, con specifica dei provvedimenti cautelari a suo carico e dell'organismo al quale si era presentato.
Allora, Salvatore Cancemi è stato arrestato a Palermo il 22 luglio del 1993 alle ore 05.00 del mattino, dai militari dell'Arma dei Carabinieri del gruppo Palermo.
Al momento dell'arresto era colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere numero 5099/92, emessa dal GIP presso il Tribunale di Palermo il 20/10/92; da ordinanza di custodia cautelare in carcere numero 828/93, emessa dal GIP presso il Tribunale di Palermo il 5 marzo del '93; nonché per la notifica di un provvedimento di sottoposizione a misura di prevenzione, emessa dal Tribunale di Palermo il 18 novembre del 1992 e recante il numero 261/92.
Al punto 178, c'è richiesta la data dell'arresto di Giuseppe, o meglio Pippo Calò. Calò Giuseppe, detto Pippo, è stato tratto in arresto a Roma dalla Squadra Mobile il 3 marzo del 1985, in esecuzione di diversi mandati di cattura, che elenco.
Allora, si tratta del mandato di cattura numero 323/84, emesso dal Giudice Istruttore del Tribunale di Palermo il 29/09/84.
Dei mandati di cattura numero 362/84, 363/84, 364/84 Registro mandati di cattura, emessi dal Giudice Istruttore del Tribunale di Palermo in data 24/10/84.
Del mandato di cattura numero 2549/82 Registro del Giudice Istruttore, emesso dal Tribunale di Roma il 25/10/84.
Dal mandato di cattura numero 418/84 Registro mandati di cattura, emesso in data 04/12/84 dal Tribunale di Palermo.
Dai mandati di cattura numero 55/85, 56/85, 57/85, emessi dal Tribunale di Palermo in data 15 febbraio del 1985.
Dal mandato di cattura numero 58/85 RNC, emesso il 16/02/85 dal Tribunale di Palermo.
Dal mandato di cattura numero 97/85, emesso dal Tribunale di Palermo il 29/03/1985.
Al punto 179, ci è stata richiesta l'identificazione dei componenti della famiglia mafiosa di Palermo Centro: Vincenzo Sorci, Corallo Giovanni, Pulizzi Giuseppe e Mulè Franco.
Sorci Vincenzo si identifica nell'omonimo, fu Biagio e Manno Francesca, nato a Palermo il 19/10/28.
Corallo Giovanni nell'omonimo, fu Giovan Battista e Boniello Teresa, nato a Palermo il 18/08/1930.
Pulizzi Giuseppe nell'omonimo, di Simone e Gullo Leonarda, nato a Marsala, Trapani, il 5 luglio 1938.
Mulè Franco nell'omonimo, fu Giovanni e fu Piano Giuseppina, nato a Palermo il 24 febbraio del 1946. Al punto 180 invece c'è stata richiesta l'identificazione dei componenti della famiglia mafiosa di Barbavecchio dov'era Cucuzza Salvatore e Cancelliere Domenico.
Cucuzza Salvatore si identifica nell'omonimo, di Pietro e di Morgavi Concetta, nato a Palermo il 15 luglio del '47.
Cancelliere Domenico nell'omonimo fu Nicola e Passalacqua Antonina, nato a Palermo il 16 dicembre del 1959.
Al punto 181, c'è stata richiesta l'identificazione dei componenti della famiglia di Porta Nuova: Scrima Francesco, Lipari Giovanni, Spataro Tommaso e Mangano Vittorio.
Scrima Francesco si identifica nell'omonimo di Vincenzo e Bucheria Angela, nato a Palermo il 27 agosto del 1942.
Lipari Giovanni nell'omonimo, fu Giuseppe e di Ganci Anna, nato a Palermo il 23/11 del 1928.
Spataro Tommaso nell'omonimo, fu Antonino e di Messina Giuseppa, nato a Palermo il 20 agosto del 1937.
Mangano Vittorio nell'omonimo, di Salvatore e di Mazza Rosalia, nato a Palermo il 18 agosto del 1940.
Al punto 182, c'è stata richiesta l'identificazione degli uomini d'onore Gambino Giuseppe Giacomo, Biondino Salvatore, Buscemi Salvatore, Giuffrè Antonino, Madonia Francesco, Troia Mariano e Buffa Giuseppe.
AVV. Cianferoni: Presidente, scusi, sono l'avvocato Cianferoni.
Per - come diceva del resto anche il collega poc'anzi - il nitore dell'udienza e della raccolta della prova. Mi pare che questo punto di delega sia forse non ben qualificabile nemmeno sotto categorie processuali.
E' stato chiesto - ho capito bene - la identificazione dei seguenti uomini d'onore: tizio, caio, sempronio e, diciamo, di scolastica memoria, medio e filano.
Ora io mi chiedo se possa avere ingresso nel processo una circostanza, così indeterminata dal punto di vista della rilevanza probatoria, perché questi signori non si sa a che cosa possano condurre un punto di prova nel processo. E di poi, così di parte, cioè suggestiva. Perché, chi ci dice a noi la qualità soggettiva uomo d'onore? Posto che questa qualità abbia una veste giuridica rilevante, senza volersi nascondere dietro un dito.
La qualifica di uomo d'onore pertiene a un processo di 416-bis Codice penale...
PRESIDENTE: Avvocato, faccia la sua opposizione.
AVV. Cianferoni: ... all'esito del quale...
PRESIDENTE: Avvocato, non faccia un'arringa, mi faccia l'opposizione, per cortesia.
AVV. Cianferoni: Sì, solo per concludere. Dicevo, all'esito del quale taluno sarà partecipe, tal'altro sarà promotore, tal'altro organizzatore e quant'altro. Siamo a fare un processo che ha tutt'altro tema decidendum.
L'opposizione pertanto è a questo tipo di domanda, questa in particolare, che mi sembra - senza voler essere eccessivo - clamorosamente inammissibile.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, in relazione alle opposizioni formulate, mi sembra che il presupposto dell'accertamento sia un dato storico noto a tutti quelli che sono in quest'aula. E cioè al fatto che gli uomini d'onore... la qualifica di uomini d'onore di queste persone non l'ha data certo l'ispettore Firinu, ma l'ha data Salvatore Cancemi quando ha reso dichiarazioni su queste persone, in quest'aula.
Ella indica il presupposto di tutti gli accertamenti riferiti dall'ispettore Firinu. E' dato esclusivamente da quanto è avvenuto in quest'aula. Se c'è il riferimento, come ora ha riferito l'ispettore Firinu, alla qualifica di uomini d'onore, non l'ha data né l'ispettore, né il Pubblico Ministero che ha conferito delega, ma l'ha data Cancemi in quest'aula.
Quindi, siccome noi vogliamo sapere se queste persone esistono, o se sono prodotto del patto di Cancemi. E poi le valutazioni le faremo, ciascuno ne trarrà le proprie conclusioni.
Non capisco perché dovrebbe essere...
PRESIDENTE: Bene. L'opposizione è respinta.
PUBBLICO MINISTERO: ... clamorosamente...
PRESIDENTE: Vorrei piuttosto, ispettore, sapere se ne ha ancora per molto, perché, tra l'altro, siamo piuttosto compiaciuti della sua capacità di resistenza. Abbiamo l'impressione che non ne abbia ancora per molto.
TESTE Firinu: No, ma comunque è pochissimo. Sono altri 15 punti, 10 punti.
PRESIDENTE: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, penso che in capo a una mezzoretta potremo concludere.
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
TESTE Firinu: Quindi, posso continuare?
PRESIDENTE: Prego, prego.
TESTE Firinu: Allora, eravamo arrivati al punto, credo 181. No. Al 182.
PRESIDENTE: Stava parlando di questi uomini d'onore che appartenevano a diverse famiglie...
TESTE Firinu: Sì.
Allora, stavo dicendo di Gambino Giuseppe Giacomo, di Vincenzo e di Caruso Maria, nato a Palermo il 21 maggio 1941.
Biondino Salvatore, di Giuseppe e di D'Alessandro Rosaria, nato a Palermo il 10 gennaio 1953.
Buscemi Salvatore, di Giovanni e di La Barbera Savina, nato a Palermo il 28 maggio del 1938.
Giuffrè Antonino, di Salvatore, nato a Caccamo, provincia di Palermo, il 21 luglio del 1945.
Madonia Francesco, fu Antonino e fu Trapani Rosa, nato a Palermo il 31 marzo del 1924.
Troia Mariano Tullio, fu Mariano e di Nicoletti Francesca, nato a Palermo il 9 marzo del 1933.
Buffa Giuseppe, di Vincenzo e di Ferrante Rosa, nato a Palermo il 6 febbraio del 1936.
Al punto 183, c'è stata richiesta, invece, l'identificazione dei figli di Raffaele Ganci: Domenico e Stefano.
Questi si identificano in Ganci Domenico, di Raffaele e Spina Giuseppa, nato a Palermo il 20 giugno 1958. E Ganci Stefano, di Raffaele e di Spina Giuseppa, nato a Palermo il 12/02 del 1962.
Al punto 185, ci richiede l'identificazione di Matteo Motisi, capo della famiglia di Pagliarelli.
Si tratta di Motisi Matteo, di Francesco e di Costa Marianna, nato a Palermo il 16 aprile del 1918. Pluripregiudicato.
Al punto numero 188, c'è stata richiesta la identificazione di Nino Galliano, nipote di Raffaele Ganci.
Si tratta di Galliano Antonio, di Giuseppe e di Ganci Rosa, nato a Palermo il 27/06 del 1958. Oggi collaboratore di Giustizia.
In relazione alle dichiarazioni di Ferrante Giovan Battista, invece, al punto 193, c'è stata richiesta la identificazione di Salvatore Buffa, soprannominato "Nerone".
Si tratta di Buffa Salvatore, fu Vincenzo e fu Ferrante Rosa, nato a Palermo il 12 giugno del 1918. Conosciuto col soprannome di "Nerone". Pregiudicato. Residente nella via Casino Grande numero 1/B di Palermo.
Al punto 194, c'è stata richiesta la identificazione di Anselmo Paolo, partecipe della strage di via D'Amelio.
Di tratta di Anzelmo, con la "Z" e non con la "S". Anzelmo Francesco Paolo, di Giuseppe e di D'Angelo Giuseppina, nato a Palermo il 26 maggio del 1956 ed ivi residente in via Mozambico numero 1. Pluripregiudicato, in atto collaboratore di Giustizia. L'Anzelmo comunque non figura quale imputato nella strage cosiddetta di "via D'Amelio", bensì quella che riguarda la strage di via Pipitone Federico, a Palermo, in cui perì il consigliere istruttore Rocco Chinnici.
Al punto 195, c'è stata richiesta la identificazione di Onorato Francesco, Scalici Simone, D'Angelo Giovanni, partecipe della strage di via Pipitone Federico.
Si tratta di Onorato Francesco, di Luigi e di Lattuga Teresa, nato a Palermo il 16/11 del 1960 e ivi residente, in via Cimbali 47/B. Indiziato mafioso. Pluripregiudicato. In atto anch'egli collaboratore di Giustizia.
Scalici Simone, di Stefano e di Giammanco Rosalia, nato a Palermo il 24/10/1947 ed ivi residente in via Sferra Cavallo numero 154/C. Pregiudicato e indiziato mafioso.
D'Angelo Giovanni, di Rosolino e Ganci Maria, nato a Palermo il 6 aprile del 1962 e già ivi residente in via Spinasanta numero 21, piano terra. Anch'egli indiziato mafioso, pluripregiudicato. Risulta scomparso misteriosamente negli ultimi mesi dell'anno 1992. Secondo informazioni fornite da diversi collaboratori di Giustizia, sarebbe stato soppresso il 19 ottobre del 1992.
Non mi risulta, quantomeno dagli atti del nostro archivio, della Questura di Palermo, che i predetti siano coinvolti nella strage di via Pipitone Federico.
Al punto 196, c'è stata richiesta l'identificazione di Virga Vincenzo, uomo d'onore della famiglia di Trapani.
Si tratta di Virga Vincenzo, di Francesco e La Comare Vincenza, nato ad Erice, in provincia di Trapani, l'11 settembre del 1936. Coniugato. Pregiudicato.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, mi scusi. Il Virga è detenuto, arrestato, libero?
TESTE Firinu: Attualmente è latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
TESTE Firinu: Scusi, avevo omesso di riferirlo.
Al punto 197, c'è stata richiesta l'identificazione di Andrea Mangiarracina, Andrea Gancitano, Vito Gondola, tutti uomini d'onore di Mazara del Vallo.
Si tratta di Mangiarracina Andrea, di Vito e di Bulone Teresa, nato a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, il 7 aprile del 1962 ed ivi residente in via Giotto numero 25. Pregiudicato.
Di Gancitano Andrea, di Vito e di Mangiarracina Vincenza, nato a Mazara del Vallo il 23/11 del 1955 ed ivi residente in via Alessandria numero 10.
Di Gondola Vito, nato a Mazara del Vallo il 16/04 del 1938, ivi residente. Attualmente detenuto.
In ultimo, in relazione alle dichiarazioni di Ciaramitaro Giovanni, al punto 204, c'è stato richiesto di conoscere la data e gli elementi essenziali dell'omicidio di Damiano Rizzuto.
Rizzuto Damiano, di Salvatore e di Messina Rosalia, nato a Palermo il 18 marzo del 1953 e già ivi residente in Largo Medaglia D'Oro numero 4. Pregiudicato. Venditore ambulante di pesce. E' stato assassinato alle ore 22.45 del 2 giugno del 1992 in Aspra, che è una frazione di Bagheria, in via...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi. Scusi, ispettore. 2 giugno?
TESTE Firinu: Del '92. Io erroneamente nella nota avevo messo '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, è un errore materiale?
TESTE Firinu: Sì, è un errore materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Firinu: Era stato ammazzato in effetti all'interno di un villino di proprietà di certa Iraci Rosanna, sorella di Concetta, nata a Palermo il 13/10/54, che intratteneva una relazione sentimentale con il Rizzuto.
Nella circostanza il Rizzuto, che aveva accompagnato da poco la donna in questo villino, nell'accomiatarsi, era uscito fuori dal giardino, per rilevare la sua autovettura, ed era rientrato precipitosamente all'interno, gridando aiuto ed era inseguito da due killer che esplodevano numerosi colpi di arma da fuoco all'indirizzo del Rizzuto, anche all'interno dell'abitazione, uccidendolo e ferendo, in maniera non grave, tre giovani che nella circostanza erano all'interno della villa.
Ovvero Iraci Barbara, nata a Palermo il 20 gennaio dell'82. Iraci Barbara, nata a Bruxelles il 23 luglio del '75. E Sanfilippo Davide, nato a Palermo il 13/08 del '78. Tutti vennero giudicati appunto guaribili in giorni 10.
Al punto 205, c'è stato richiesto di conoscere il rapporto di parentela - sarebbero cugini - tra Rizzuto e Francesco Tagliavia.
Infatti Rizzuto Damiano e Tagliavia Francesco sono cugini di secondo grado, in quanto il nonno materno del Rizzuto, ovvero Messina Pietro, nato a Palermo il 14/04 del 1897, è fratello della nonna del Tagliavia, ovvero Messina Francesca, nata a Palermo il 12/12 del 1890.
Al punto 208, c'è stata richiesta l'identificazione di certo Marchese, titolare di rivendita di autovetture Renault "La Brancaccio", con la specifica di una aggressione subita nel '93 e conseguente ricovero ospedaliero.
Si tratta di Marchese Giovanni, di Salvatore e di Randazzo Maria Concetta, nato a Palermo il 27 gennaio del 1941 ed ivi residente in via Padre Puglisi, numero 26/a.
Il Marchese, alle ore 19.45 del 20 dicembre del 1993, allorquando si apprestava a ricoverare la sua autovettura all'interno del box esistente sotto casa, dice asseritamente di essere stato aggredito da due giovani sconosciuti con l'intento di asportargli il portafoglio, comunque, a scopo di rapina. Riferisce che, cadendo, ha urtato violentemente la testa contro una autovettura già parcata all'interno del garage e le ferite riportate le attribuiva appunto a questa caduta. Non faceva riferimento, assolutamente, a delle bastonate che avrebbe ricevuto dagli ignoti assalitori, bastone che, tra l'altro, la Polizia intervenuta sul posto aveva reperito e sequestrato.
Non denunzia il fatto, non fa riferimento alcuno a tentativi di estorsione, anche se, prima, a quanto pare, aveva informalmente riferito ad un occasionale testimone, che la ragione dell'aggressione era dovuta a presunte richieste estorsive pervenute giorni prima.
C'è da riferire, tra l'altro, che il Marchese, tuttora, è titolare della "Renault Car", sedente nella via Brancaccio, numero 2/g, e che nel mese di giugno precedente all'aggressione, ignoti avevano dato alle fiamme la sua autovettura Renault 19, targata Palermo B541144.
Al punto 210, ci viene richiesto di conoscere i dati relativi alla verifica dell'obbligo di firma cui era sottoposto il Ciaramitaro, e i periodi in cui tale obbligo è stato violato.
In effetti, il 2 giugno del '93, il GIP presso il Tribunale di Palermo, nell'ambito del procedimento penale 4490/91, notizia di reato, il numero 4129/92, registro GIP, con decreto motivato, ha sostituito la custodia cautelare in carcere del Ciaramitaro Giovanni con l'obbligo di firma, il martedì, il giovedì e il sabato alle ore 16.30, presso la stazione C.C. competente per territorio, che poi viene individuata in quella di Brancaccio.
Detta misura è stata revocata il 22 luglio del '94 con ordinanza 372/93 del Tribunale, II Sezione Penale di Palermo.
Il 21 ottobre del 1984, all'Ufficio di Sorveglianza dello stesso Tribunale, con ordinanza numero 142/92, Registro Generale Misure di Sicurezza, lo sottoponeva a minimo anni 2 di libertà vigilata, e gli veniva imposto l'atto di presenza ogni domenica, dalle 9.00 alle 12.00, all'Autorità di P.S. Obbligo che assolveva, prima, presso il Commissariato di P.S. di Brancaccio, e poi, presso lo stesso Ufficio di Oreto Stazione di Palermo, in quanto che aveva trasferito la sua residenza da quella attuale al Foro Umberto I, di Palermo, che sarebbe il Foro Italico, dove aveva asseritamente attivato una postazione di vendita ambulante.
Il 19 agosto del '95, il Commissariato Oreto Stazione di Palermo, dove doveva presentarsi per assolvere agli obblighi, segnalava all'ufficio di sorveglianza del Tribunale di Palermo l'irreperibilità del Ciaramitaro, che, dal 26 giugno precedente, non aveva assolto più gli obblighi imposti.
Analoga informazione all'Ufficio di Sorveglianza del Tribunale la forniva il 7 di novembre successivo anche il Commissariato Oreto Stazione, che era stato incaricato di verificare se il Ciaramitaro avesse fatto ritorno alla residenza originaria.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, ispettore, ha detto il 7 di...?
TESTE Firinu: Novembre... Settembre.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
TESTE Firinu: Scusi, 7 settembre '95.
Il Ciaramitaro riprendeva, così, senza pressione alcuna, si presentava spontaneamente al Commissariato Oreto di Palermo, il 21/10 del '95, per riprendere l'assolvimento degli obblighi imposti.
Il 17 gennaio del 1996, lo stesso Ufficio di Sorveglianza del Tribunale, riunito per decidere l'aggravamento della misura di sicurezza, con ordinanza numero 112/96 e numero 80/94, Registro di Esecuzione delle Misure di Sicurezza, ha disposto il versamento di cauzione da parte di Ciaramitaro, che si rende ancora irreperibile, poi, dal 25 febbraio '96 al 16/04/96. Quest'ultima data credo che coincida con l'ultimo arresto e con l'inizio della sua collaborazione.
Al punto 212, ci viene richiesta la data e il riferimento essenziale della scomparsa di Salvatore Caruso, persona che sarebbe stata condannata con sentenza definitiva per omicidio, e che avrebbe beneficiato di permessi.
Caruso Salvatore, di Carmelo e di Lo Manto Salvatrice, nato a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, il 5 agosto del 1956 e residente a Palermo, in via Nicolò Giannotta, numero 3. Pregiudicato, tra l'altro paraplegico, è scomparso misteriosamente il 3 di ottobre del 1994.
La di lui consorte, Forte Isabella, nata a Palermo il 21/06/59, ne aveva denunziato la scomparsa il 5 ottobre successivo, presso il Commissariato Brancaccio, riferendo che il proprio coniuge era uscito da casa regolarmente, alla guida dell'autovettura Peugeot targata Palermo 732457.
Il Caruso, ancora prima, veniva tratto in arresto il 31 agosto del 1987, perché ritenuto responsabile dell'omicidio di certa Romano Jolanda, nata a Palermo il 7 giugno del '61.
Il successivo 27 ottobre veniva denunziato, ulteriormente, quale responsabile dell'omicidio in pregiudizio di Russo Francesca, nata a Palermo il 3 maggio del 1964.
In I Grado, il Caruso, ha subìto la condanna per i due omicidi, rispettivamente a 26 e a 28 anni di reclusione.
Il 3 di ottobre del 1991, viene scarcerato con ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Messina per differimento della pena per motivi di salute.
Il 16 settembre del 1992, la Corte di Assise di Appello di Palermo ordina il ripristino della pena e, nella circostanza, il Caruso si rende irreperibile.
Il 14 di dicembre del '92, è stato tratto in arresto dal Commissariato di P.S. Brancaccio, per porto abusivo di fucile a canne mozze di provenienza illecita.
Il 14 dicembre del '93, con ordine di esecuzione pena numero 118/91 Registro di Esecuzione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica, presso la Corte di Appello di Palermo, viene condannato alla pena definitiva di anni 19 e mesi 10 e giorni 11 di reclusione per il delitto di omicidio aggravato e viene arrestato il 21 dicembre del 1993.
Solo altri quattro punti, eh!
Al punto...
PRESIDENTE: Probabilmente... scusi, probabilmente, prima di essere stato ammazzato è stato scarcerato, questo...
TESTE Firinu: Sì, perché soffriva...
PRESIDENTE: ... scomparso...
TESTE Firinu: Sì. Al punto numero 213, c'è stata richiesta di conoscere la disponibilità di un villino a Bolognetta, da parte di Giuliano Francesco.
Infatti, Giuliano Francesco, nato a Palermo il 6 ottobre del 1969, ivi residente, aveva la disponibilità di un villino ubicato in Contrada Masseria D'Amari in Agro di Misilmeri, comune limitrofo, come ho già detto prima, a quello di Bolognetta.
L'immobile in argomento, comunque, è di proprietà del padre Salvatore, nato a San Vito dei Normanni, il 29/03/1945 e residente a Palermo in via Messina Marine, numero 531.
Al punto 214, ci è stata richiesta l'identificazione di Gargano Tommaso, lattoniere, arrestato nel 1995, per detenzione di esplosivi.
Si tratta di Gargano Tommaso, di Giuseppe e di Di Liberto Rosa, nato a Palermo il 24 maggio del 1964 ed ivi residente in via Messina Marine, 723/a. Pregiudicato.
Lo stesso, in effetti, svolgeva l'attività di lattoniere presso un'autofficina sita nella via Monte Pellegrino, numero 189, di Palermo, alle dipendenze di certo Gargano Salvatore, che tuttavia non è suo parente.
Il Gargano Tommaso è stato posto in stato di fermo di P.G. il 25 luglio del 1995, come disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Palermo, nell'ambito del procedimento penale numero 154/95 R.G. N.R., che afferisce ad un attentato dinamitardo con l'uso di esplosivo, avvenuto in danno del distaccamento della Polizia Stradale di Lercara Friddi, che è un comune in provincia di Palermo.
Nella circostanza, il Gargano venne sottoposto a perquisizione. Nel corso di una di queste operazioni, in un sito di pertinenza del di lui genitore, è stato rinvenuto un bidone in plastica, se non vado errato, contenente 71 chili di esplosivo.
Al punto 216, ci è richiesto di conoscere dell'omicidio, avvenuto a Brancaccio, di Francesco Bronte, persona che disponeva di cavalli.
Si tratta di Bronte, e non Blonte, Francesco, nato a Palermo l'8/11/41 e già residente in via Sarmiento, numero 5.
E' stato assassinato alle 9.15 del 3 giugno del '94, nella via Ciprì di Palermo.
Lo stesso, che era uscito di casa da poco, dalle 8.00, alla guida del proprio ciclomotore, nella via Brancaccio, all'altezza del civico 118, veniva attinto da diversi colpi di arma da fuoco, da due killer travisati e armati di pistola calibro 7,65 e 38.
Riusciva a fuggire nella vicina via Ciprì, dove, in effetti, poi è stato raggiunto dal colpo di grazia.
Il Bronte disponeva di una stalla ove custodiva alcuni maiali, galline, e, a quanto pare, anche dei cavalli.
Al punto 220, invece, ci è stato richiesto di verificare il ritiro del libretto di circolazione dell'autovettura Lancia Delta nella disponibilità di Ciaramitaro, da parte della Polstrada, mentre alla guida si trovava Giuliano Francesco.
Poiché, appunto, nel corso dell'udienza dibattimentale, il Ciaramitaro ha riferito che aveva prestato la macchina al Giuliano perché doveva andare a colloquio con il padre detenuto a Lanciano, non è stato possibile accertare, appunto, questo fatto. Tuttavia, non risulta, comunque, essere stato sequestrato dalla Sezione Polstrada di Palermo e Buonfornello. Viste le numerose sezione o distaccamenti della Polizia Stradale che ci sono nel tratto che va da Palermo a Lanciano, non è stato possibile documentare sinora questo fatto. E, comunque, se proprio è necessario, c'è la possibilità di scrivere al Servizio Centrale di Polizia Stradale presso il Ministero degli Interni e, credo che, se informatizzato il sistema, è possibile giungere all'accertamento richiesto.
PRESIDENTE: Lei ha terminato?
TESTE Firinu: Io, per ora, ho finito.
PRESIDENTE: il P.M. ha altre domande?
PUBBLICO MINISTERO: Nessun'altra domanda, Presidente.
PRESIDENTE: Dunque, domani chi possiamo sentire?
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, il programma per domani prevede: il maresciallo Sciarratta del Centro Operativo della DIA di Trapani; poi prevede il dottor Bernabei del Centro Operativo DIA di Firenze; e, mi pare una terza persona, ecco, l'ispettore Ratti, sempre del Centro Operativo DIA di Firenze. Però, dico subito che, forse l'ispettore Ratti, per ragioni di salute, non è in grado di presentarsi. M'è stato comunicato una mezz'oretta fa.
Comunque, abbiamo il maresciallo Sciarratta e il dottor Bernabei.
PRESIDENTE: Allora, l'udienza riprende domattina alle ore 9.00. Traduzione degli imputati.
AVV. Cianferoni: No, Presidente, chiedo scusa, sono l'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Mi dica, avvocato.... Ah, mi aveva chiesto di tenere udienza il pomeriggio, ha ragione. Mi pare che il Pubblico Ministero non ha nulla in contrario.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, Presidente, niente in contrario.
PRESIDENTE: Allora, riprendiamo domani pomeriggio alle 14.30.
AVV. Cianferoni: Se per... Per la verbalizzazione, Presidente, ecco... per il controesame...
PRESIDENTE: E per il controesame vediamo se l'ispettore può stare qui domani, in modo che, nel primissimo pomeriggio, alle due e mezza, facciamo subito il controesame.
AVV. Cianferoni: Per me va bene, Presidente, se si può far dare atto, per il II comma del 136 Codice di rito, della consultazione di atti a sua firma o appunti che l'ispettore ha costantemente operato. Perché mi è sfuggito se questo sia stato precisato o meno.
PRESIDENTE: Non ho capito che cosa m'ha chiesto, avvocato.
AVV. Cianferoni: Se si può far dare atto della consultazione continua, pacifica...
PRESIDENTE: ... ha chiesto all'inizio di poter consultare... d'altra parte non potevamo pretendere che avesse una memoria...
AVV. Cianferoni: Ah, ecco, se è questo. No, no, va bene. Quindi, per me domani va bene il controesame.
PRESIDENTE: Domani alle ore 14.30. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.