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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella è presente?
Avvocato Ceolan e avvocato Cianferoni, sostituito dall'avvocato Ceolan... Ah, c'è l'avvocato Ceolan. Va be', scusi.
Barranca Giuseppe. E' presente?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Falciani, che è presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi. Sostituiti dall'avvocato Falciani.
Di Natale Emanuele: libero, contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Miniati Paoli, sostituito dall'avvocato Falciani.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai, sostituiti dall'avvocato Falciani.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Priola, avvocato Florio. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giuliano Francesco.
Avvocato Farina, avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Graviano Filippo. Rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Sì. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, sostituito dall'avvocato Falciani.
Lo Nigro Cosimo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Scarano Antonio: libero assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi. Sostituiti dall'avvocato Falciani.
Scarano Massimo: libero contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Spatuzza Gaspare.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, prima di introdurre il testimone, Presidente, una questione di un secondo solo.
I difensori vorranno prendere atto che depositiamo due - per i difensori, eh - due annotazioni pervenute recentissimamente, il 17 novembre e il 19 novembre del '97, entrambe del Centro Operativo DIA di Firenze.
Sono pochi fogli che sono a loro disposizione.
Sono indicati qui, in una nota, in data odierna: 25 novembre '97.
E, tanto per regolarizzare la formalità della notifica, una copia, magari, la acquisiamo al verbale dell'udienza.
Potremmo sentire...
PRESIDENTE: Allora i difensori replicheranno, per le loro osservazioni...
PUBBLICO MINISTERO: No, ma, Presidente, è un deposito per i difensori, non c'è richiesta...
PRESIDENTE: Ah, basta, basta, scusi, avevo frainteso.
PUBBLICO MINISTERO: ... nei confronti della Corte.
PRESIDENTE: Avevo frainteso, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Potremmo sentire, anzi, senz'altro sentiremo il dottor Francesco Messina.
PRESIDENTE: Bene.
Si accomodi.
*TESTE Messina: Grazie.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
TESTE Messina: Mi chiamo Francesco Messina, sono atto a Catania il 22/10/1961. Sono commissario capo della Polizia di Stato in servizio presso il Centro Operativo DIA di Milano, presso il quale sono domiciliato.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Messina: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Messina, buondì, intanto.
TESTE Messina: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno a lei.
Senta, allora lei ha spiegato ora alla Corte che svolge la sua funzione presso il Centro Operativo della DIA di Milano.
Da quanto tempo, dottor Messina?
TESTE Messina: Io sono in servizio al Centro Operativo DIA di Milano dal luglio del 1992.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo subito al cuore del problema.
A partire da quando lei, eventualmente con altri funzionari dello stesso Centro Operativo, ha cominciato ad occuparsi di quello che era accaduto intanto in via Palestro nella notte tra il 27 e il 28 luglio del '93?
TESTE Messina: Dunque, per la verità, ho iniziato a lavorare sul fatto culminato poi nell'attentato di via Palestro, sul fatto di via Palestro, a partire, diciamo, dal marzo del 1994.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo cosa vuol dire? Vuol dire che il Centro Operativo della DIA non si è occupato nei primi mesi successivi al fatto di questo episodio criminoso? No.
TESTE Messina: Sì, le posso confermare questo: la DIA non ha operato nell'emergenza, nel senso che non si è occupata del fatto in prima battuta, avendo proceduto le Forze di Polizia locali, la Questura, i Carabinieri.
E, solo dopo un certo periodo di tempo, il Centro Operativo di Milano, ritenendo di dover seguire, diciamo così, la pista della matrice mafiosa del fatto, ha iniziato ad, attraverso la mia persona, approfondire una serie di dati e circostanze di carattere investigativo che tendevano a leggere l'avvenimento, l'episodio criminoso, il reato in questo ambito. Cioè in ambito mafioso.
Nella sostanza, venne effettuato un grosso lavoro di analisi dei dati che, praticamente, fino a quel momento, erano stati elaborati anche dalle altre Forze di Polizia.
E, alla luce soprattutto di quelle che sono le caratteristiche istituzionali dell'Istituto, si ritenne di affrontare anche questo aspetto della matrice mafiosa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quello che capisco, fu il Centro Operativo di Milano che assunse d'iniziativa...
TESTE Messina: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: ... questa prospettiva d'indagine.
TESTE Messina: Posso confermare. Ha capito perfettamente.
Nella sostanza, il Centro Operativo di Milano, non operò una vera e propria attività di carattere investigativo giudiziario, in un primo momento.
Cioè, noi non riferimmo immediatamente all'Autorità Giudiziaria su questa vicenda, essendoci altri organi preposti a questo tipo di attività che, nel frattempo, procedevano nell'accertamento dei fatti connessi all'episodio criminoso.
Noi operammo, come avevo anticipato, come ho detto poc'anzi, una attività di analisi, cosiddetta di intelligence, in una prima fase, diciamo, della nostra attività, acquisimmo una serie di dati e rielaborammo questi dati, proprio in funzione di questa ipotesi mafiosa che noi istituzionalmente perseguimmo.
E, sulla base di questo, abbiamo redatto una serie di atti di carattere interno che, successivamente, dopo aver attentamente valutato la percorribilità, sono stati effettivamente riversati alla G.I., in parallelo, alla G.I. allora competente, che era la G.I. di Milano, in parallelo, naturalmente, a quelle attività che erano state fatte dalle Forze di Polizia direttamente delegate dalle Autorità Giudiziarie competenti subito dopo la consumazione del reato, insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, penso che mi sia opportuno un chiarimento: sulla base di quale lettura - lei ha adoprato sostanzialmente questo concetto - dei fatti e degli elementi di assieme, la DIA ritenne che fosse nelle sue competenze, e quindi anche nei suoi doveri, avviare una verifica sulla riferibilità di questo avvenimento a una organizzazione criminale di tipo mafioso?
TESTE Messina: Ma guardi, sicuramente ha pesato, ed è stata debitamente valutata, la particolarità, la peculiarità del modus operandi.
Cioè, noi abbiamo ritenuto che un punto di partenza che potesse attestare in qualche modo la nostra competenza istituzionale, potesse essere costituito dal tipo di attività. Cioè, dal modo con cui l'attentato era stato perpetrato, il delitto era stato consumato.
Lì ci fu una rilettura, naturalmente, di fatti nei quali era stato utilizzato dell'esplosivo; ci fu una rilettura praticamente di fatti perpetrati da Cosa Nostra nelle quali era stato utilizzato l'esplosivo.
In particolar modo si lavorò tanto sul discorso relativo, appunto, alla utilizzazione delle cosiddette autobombe.
E, naturalmente, a livello di analisi, furono individuati una serie di fatti storicamente attribuiti a Cosa Nostra. Come la strage di Pizzo Lungo; addirittura, l'attentato al giudice Chinnici.
L'utilizzazione nel modus operandi di autovetture imbottite di esplosivo fu naturalmente tenuta in considerazione. Fino, naturalmente, ad arrivare all'attentato al giudice Borsellino.
E, per la verità, anche all'attentato al dottor Falcone, nel quale, pur non essendoci stata una vera e propria autobomba, c'era stata l'utilizzazione di grossi quantitativi di esplosivo.
E' chiaro che questo, unitamente al fatto che, in contemporaneità con l'attentato, con il delitto perpetrato a Milano a distanza di pochi minuti, una medesima... cioè, viene, si verifica un altro delitto analogo in località diversa, Roma, e, unitamente naturalmente alla valutazione oggettiva, che una capacità militare di questo tipo era stata espressa, come dicevo, dalla organizzazione criminale Cosa Nostra in altre circostanze analoghe, tutto questo ha fatto parte di questo discorso che, ripeto, è un discorso di analisi.
Questo ci ha indotto, naturalmente, ad ipotizzare che, effettivamente, anche su Milano, si poteva seguire una ipotesi, una pista del genere.
In questo senso ci siamo orientati nei confronti della organizzazione criminale denominata Cosa Nostra e abbiamo reputato di essere un organo particolarmente competente per questo tipo di attività, giacché istituzionalmente, a noi, è demandato proprio l'attività investigativa di contrasto a questo tipo di organizzazione.
In questo senso sono state redatte, appunto, queste annotazioni interne, non trasferite subito alla G.I. perché, naturalmente, abbisognavano di approfondimento.
E' iniziata l'attività del Centro Operativo di Milano, nel marzo del 1994.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha accennato, un attimo fa, che, a partire poi da una certa data, è stata esercitata una attività investigativa per delega del Pubblico Ministero di Firenze.
Ecco, tanto per dare un riferimento temporale a questa affermazione, a partire da quando la DIA di Milano ha eseguito compiti investigativi affidati dal magistrato di Firenze?
TESTE Messina: Mah dottore, guardi, io ricordo di aver, di essermi occupato del materiale trasporto degli atti dalla Procura della Repubblica di Milano alla Procura della Repubblica di Firenze, naturalmente, ritualmente, su delega dell'allora competente dottor Pomarici, a partire dal gennaio del 1995.
Quindi, da quel periodo lì, noialtri abbiamo operato come Centro Operativo DIA di Milano, in diretto rapporto rituale, naturalmente, su delega dell'Autorità Giudiziaria di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel periodo che precede quindi il gennaio '95, preso come data non convenzionale, ma come data storicamente definita, vi è stata una qualche... come prodotto dell'attività svolta dal Centro Operativo DIA di Milano, vi è stata l'elevazione di una comunicazione di notizia di reato a carico di qualcuno?
TESTE Messina: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Parlo sempre dell'episodio di via Palestro, perché è quello del quale lei ovviamente si occupava fino a tutto il '94.
TESTE Messina: Assolutamente. Né dall'attività - mi scusi dottore se la interrompo - né da quella attività sono mai derivate iniziative di carattere, non so, provvedimenti di cattura, o ordinanze di custodia cautelare, insomma, da parte dell'Autorità Giudiziaria di Milano, insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. A prescindere dal momento in cui la DIA di Milano l'ha investita di attività procedimentale dal Pubblico Ministero di Firenze, ma nel periodo che precede il gennaio del '95, la DIA di Milano ha comunque compiuto attività di investigazione di concerto anche con i Centri Operativi di Roma e di Firenze?
Ed in particolare mi riferisco al Centro Operativo di Firenze?
TESTE Messina: Sì, sì. Le posso rispondere affermativamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Messina, nella sostanza, lei è il funzionario quindi che, nell'ambito del Centro Operativo DIA di Milano ha avuto la responsabilità più elevata, in relazione a questo tipo di investigazione?
TESTE Messina: Sì, io sono il capo del settore investigativo del Centro Operativo DIA di Milano, indagini giudiziarie. E, pertanto, mi sono occupato in questo settore.
PUBBLICO MINISTERO: Già all'epoca.
TESTE Messina: Già all'epoca. Ho sempre, diciamo, seguito questo settore. In particolar modo la strage... o comunque il delitto di cui, per cui è il processo, insomma, ecco. Per quanto riguarda via Palestro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e, allora, siccome sostanzialmente abbiamo fissato due punti: l'inizio dell'attività del Cento di Milano nel marzo del '94, su questa ipotesi di investigazione e, l'altro punto, è una attività esperita in collegamento, in concertazione, o comunque in collaborazione col Centro DIA di Firenze.
Ecco, vogliamo entrare un po' nel concreto di questo discorso?
TESTE Messina: Certo. L'attività di concentrazione, l'attività esperita, diciamo, in rapporto con gli altri Centri Operativi, per quanto riguarda questa indagine, deriva necessariamente da una, come si dice, funzionalità dell'ufficio, no?
La DIA ha sostanzialmente dei Centri Operativi. E, il personale dei Centri Operativi che opera sul territorio, conosce naturalmente meglio il territorio.
Ecco perché, ogni qualvolta c'è da eseguire - nella fattispecie furono eseguiti in effetti dei servizi - dei servizi sul territorio per cui è competente il determinato Centro Operativo, al di là dell'omogeneità di trattazione della stessa pratica da parte, appunto, dei vari funzionari, in genere, è il Centro Operativo che sta sul territorio che gestisce questo genere di servizi.
Nella fattispecie noi ci siamo trovati a gestire attività di carattere dinamico. Intendo dire servizi di investigazione operativi: pedinamenti e appostamenti su questa vicenda, anche in periodo antecedente alla unificazione delle competenze.
Ricordo, per esempio, l'espletamento di servizi di pedinamento a carico del signor Giacalone Luigi, eseguiti in Milano in stretto rapporto con i colleghi del Centro Operativo di Firenze. Che, all'epoca, naturalmente, perseguivano questa ipotesi investigativa e che ci investirono della necessità di effettuare dei servizi a carico del predetto Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora poi le farò delle domande per avere una illustrazione concreta di questi servizi.
Ma, intanto, volevo sapere una cosa: a che epoca siamo con questa attività cosiddetta dinamica, come l'ha definita lei?
TESTE Messina: Mah, siamo nel periodo che va tra maggio e giugno del 1996. Fine maggio, inizio giugno... Chiedo scusa, '94, '94. Chiedo scusa.
PUBBLICO MINISTERO: '94.
TESTE Messina: '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo, la persona...
TESTE Messina: Ultimi giorni di maggio, inizio...
PUBBLICO MINISTERO: ...la persona di Giacalone Luigi fu oggetto, quindi, di una attività diciamo pure su input, su sollecitazione, su richiesta di collaborazione da parte del Centro DIA di Firenze.
TESTE Messina: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Era persona - Giacalone Luigi - che aveva una sua riconoscibilità all'interno della precedente attività investigativa svolta dal Centro DIA di Milano?
TESTE Messina: Ma, direttamente direi di no. Nel senso che, il Centro Operativo di Milano, se lei si riferisce alla attività espletata, diciamo, in riferimento alle deleghe che poi ottenemmo dalla G.I. di Milano, le posso rispondere negativamente.
E' chiaro che, a un certo punto, siccome i rapporti tra i colleghi sono rapporti anche costruttivi sotto l'aspetto dell'ipotesi investigativa, successivamente, diciamo, questa ipotesi è stata completamente abbracciata anche dal Centro Operativo di Milano.
Ma, per rispondere alla sua domanda, in quel momento non aveva una sua precisa posizione all'interno delle indagini che venivano espletate dal Centro Operativo di Milano.
Per cui il servizio fu sicuramente pilotato dai colleghi di Firenze, che ci officiarono e che ci diedero tutti gli input necessari per poi produrre, mettere in campo, insomma, la macchina operativa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma dubito che lei, come responsabile del servizio, del settore investigazione giudiziaria del Centro DIA di Milano, si sia limitato a mettere a disposizione il suo personale per fare i pedinamenti a Giacalone.
Voglio dire, probabilmente sarà il Centro DIA di Milano, sarà entrato in un circuito di conoscenza un po' più qualificato.
TESTE Messina: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguardava questo personaggio, le ragion per cui era oggetto di...
TESTE Messina: Certo, certo. Io mi sono limitato...
PUBBLICO MINISTERO: ... attenzione investigativa da parte del Centro DIA di Firenze.
TESTE Messina: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Io avrei bisogno di questo sfondo al suo discorso.
TESTE Messina: Certo. Sicuramente...
Dunque, in quel periodo, il Centro Operativo di Milano, comunque, aveva posto in essere - mi riallaccio a quello che ho anticipato - una... cioè, aveva redatto una serie di atti che, dall'aspetto, diciamo, semplicemente interno, come si dice, intelligence e di analisi, poi erano state riversate, ripeto, alla Autorità Giudiziaria di Milano, che all'epoca era competente, perché praticamente si era acquisito qualcosa in più della semplice notizia, o comunque della semplice elaborazione di dati.
In questo contesto erano emerse una serie di posizioni, sempre riconducibili all'organizzazione criminale denominata Cosa Nostra che partirono dalla elaborazione di fatti che si erano succeduti in quel periodo, no?
E io intendo dire che, sicuramente, ha avuto un peso, nell'ambito di questa valutazione e della valutazione che poi ci ha portato a ritenere di poter riversare alla G.I. di Milano già in un primo tempo alcuni atti che ritenevamo rilevanti sotto il profilo investigativo, ha avuto un peso il verificarsi di fatti, come l'arresto dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano in Milano, avvenuto nel 1994, in quanto attestante la presenza sul territorio di questi soggetti aventi una posizione di rilevanza all'interno dell'organizzazione mafiosa.
Unitamente a questo, sicuramente aveva avuto un peso, in ambito appunto della investigazione milanese, la presenza di un procedimento penale pendente presso l'Autorità Giudiziaria milanese diversa da quella che procedeva per le stragi che, comunque, riguardava la presenza su quel territorio di soggetti appartenenti comunque a Cosa Nostra. E, in qualche modo, collegati a personaggi di spicco, quali, per esempio, il Brusca Giovanni.
Questa serie di dati, rielaborati naturalmente in funzione investigativa nell'ottica delle indagini sulle stragi, rapportati necessariamente a quelle che erano le acquisizioni investigative dei colleghi di Firenze, naturalmente sono state oggetto di approfondimento.
E, quindi, sono stati valutati logicamente i possibili contatti tra queste circostanze di carattere investigativo.
In questa sede, sicuramente, io sono venuto a conoscenza di elementi tali da connotare determinati personaggi.
Il Centro Operativo di Firenze, per esempio, aveva attenzionato i fratelli Graviano, giacché aveva lavorato per individuare la loro presenza, in un certo periodo, in Toscana.
Quindi, insomma, ci si rapportò in maniera tale da verificare la percorribilità di questa ipotesi.
Il Centro Operativo di Firenze aveva attenzionato particolarmente la figura del signor Giacalone; poi era pervenuto a ulteriori dati rilevanti sotto l'aspetto investigativo nei confronti di questo signore. Perché, naturalmente, aveva approfondito questa pista, aveva - come posso dire - individuato alcuni passaggi molto importanti. Uno dei quali portava alla presenza sotto il... cioè, in territorio milanese, in una certa data importantissima per il fatto di Milano, che è il 23 luglio, di un...
PUBBLICO MINISTERO: Di che anno, dottore?
TESTE Messina: Del '93, chiedo scusa.
Il 23 luglio del '93, di una radiomobile che i colleghi di Milano... i colleghi di Firenze, chiedo scusa, seguivano perché era un radiomobile che ritenevano rilevante, in quanto intestata al signor Gaspare Spatuzza.
Persona che, dalle loro indagini, era risultata in contatto con il signor Giacalone.
C'è un controllo della Polizia di Stato del '93 a Palermo che attesta la frequentazione tra il signor Spatuzza e il signor Giacalone, per esempio.
Allora, questo cellulare, per esempio, era un cellulare che aveva trasmesso il 23 luglio dalla zona di Milano. E la cosa... Non solo il 23, anche il 22.
E la cosa era particolarmente rilevante, sotto l'aspetto che riguarda Milano, perché il 23 luglio a Milano era stata asportata furtivamente l'autovettura che poi era stata utilizzata nell'attentato di via Palestro.
E' chiaro che questi dati, elaborati, certo connotavano anche la figura del signor Giacalone, facendoci ipotizzare che un servizio a carico del signor Giacalone era importante anche per Milano, ecco.
In questo senso, sicuramente, noi si era approfondito il necessario, per quanto necessario, la figura, diciamo, del signor Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei stava accennando a una attività di controllo sul territorio svolta nei confronti del signor Giacalone.
Lei ha presente se questa attività si svolse in periodo ravvicinato, rispetto all'arresto che sopravvenne nel giugno del '94 del signor Giacalone e anche di Scarano Antonio?
TESTE Messina: Sì. Sì sì, le posso dire tranquillamente di sì. Perché si è svolta proprio nei giorni precedenti, immediatamente precedenti.
A partire dal 1 giugno, il signor Giacalone fu pedinato a Milano.
E, nella giornata del 1 giugno, fu pedinato dal suo arrivo in aeroporto, fino alla sua, come posso dire, al suo ricovero presso un appartamento di Cernusco, se non... Cernusco sul Naviglio, in un appartamento che poi individuammo essere di un'altra persona con cui lui si era incontrato, insomma, nel corso del servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo con ordine.
Lei ha menzionato poco fa il nominativo di Spatuzza Gaspare.
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, alla data in cui lei svolge questa investigazione, questo nominativo intanto era già apparso precedentemente nelle indagini alle quali...
TESTE Messina: Di Milano, dottore?
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Facevo per capire, appunto, per mettere a fuoco questo dato.
TESTE Messina: No...
PUBBLICO MINISTERO: Se, nella prima fase delle vostre elaborazioni...
TESTE Messina: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... avevate mai preso in considerazione questo personaggio.
TESTE Messina: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Messina: Come Milano, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era, in qualche modo, sconosciuto il personaggio, agli atti, voglio dire, dell'investigazione, per questo fatto.
TESTE Messina: Che riguardano la strage di via Palestro, posso dire di no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. L'altro punto che ho bisogno di mettere a fuoco, è questo: questa attività di controllo sul conto di Giacalone, inizia mi ha detto il 1 di giugno all'aeroporto.
Ecco, com'è stata, com'è stato attivato il suo ufficio in relazione all'arrivo di Giacalone all'aeroporto di Milano, piuttosto...
TESTE Messina: Guardi, io sono stato attivato perché naturalmente il competente ufficio, cioè il Centro Operativo di Firenze, aveva dati attestanti la partenza, diciamo, per Milano con un certo volo del signor Giacalone.
Questo volo partiva naturalmente da Palermo. Quindi fummo attivati dal Centro... in ultimo dal Centro Operativo di Palermo che segnalò effettivamente la effettiva partenza. Però, comunque, il servizio fu, in qualche modo, gestito, anzi, fu gestito sicuramente dal Centro Operativo di Firenze, sotto l'aspetto dell'inizio.
E, quindi, non sotto l'aspetto del servizio sul territorio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Perché, praticamente, il Centro Operativo di Firenze aveva elementi per appurare questo tipo di movimentazione sul territorio del signor Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa attività, quindi, di osservazione iniziata il 1 giugno all'aeroporto di Milano si è protratta fino a quando e fino a dove?
TESTE Messina: Dunque, allora, questa attività, iniziata il 1 giugno, è partita... cioè, è iniziata alle ore, intorno a mezzogiorno, alle ore 12 e qualcosa, alle ore 12.05. Perché, praticamente, l'aereo arrivò a quell'ora. E si è protratta per tutta la giornata, fino alle prime ore del pomeriggio.
Diciamo che, fino alle 15.00 circa, direi anzi le 15.00, ecco, per l'esattezza, è stato predisposto questo servizio che è stato, diciamo, portato a conclusione al momento in cui il signor Giacalone è entrato all'interno di questa abitazione che ho appena citato, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, l'attività di controllo sul territorio, lei l'ha seguita personalmente, o l'ha eseguita solo il suo personale?
TESTE Messina: Allora, questo tipo di servizio, questo servizio in particolare del 1 giugno, io non l'ho seguito personalmente, trovandomi, non trovandomi in condizione di poter operare personalmente su quel territorio.
Però ho sostanzialmente diretto il sevizio, perché la responsabilità e la disposizione degli uomini, eccetera, dipendevano dal sottoscritto.
Non ho partecipato fisicamente al servizio di pedinamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. L'altra cosa che ho bisogno di capire è questa: come fu possibile, all'aeroporto, individuare esattamente la persona che poi doveva essere controllata per strada?
TESTE Messina: Perché noi avevamo già avuto occasione di effettuare un servizio analogo qualche giorno prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: E, questo sevizio, venne effettuato nel maggio, nel precedente maggio, sempre del '94. Sempre su input dei colleghi di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: E, in quella occasione, tuttavia il servizio non partì dall'aeroporto, perché il signor Giacalone arrivò a mezzo di autovettura.
E, sulla base di quel servizio che poi consentì l'identificazione di, praticamente delle stesse persone che poi appunto notammo essersi incontrati con il signor Giacalone nella seconda occasione, in occasione di quel servizio, effettuammo tutta una serie di accertamenti a conclusione del servizio stesso, del maggio, che ci portarono alla identificazione compiuta e alla, quindi, possibile riconoscibilità al momento dell'arrivo in Milano del Giacalone, della persona stessa, insomma.
Quindi, il personale che è andato a fare quel servizio, era in condizioni di riconoscere perfettamente il signor Giacalone, perché appunto aveva già avuto occasione di notarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ricorda se, in occasione del pedinamento del 1 di giugno, fu accertato anche con quale nominativo il signor Giacalone aveva viaggiato in aereo per raggiungere Milano?
TESTE Messina: No, dottore, questo purtroppo, sul momento, non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il servizio, quello eseguito precedentemente, ricorda le date?
Lei sta parlando di maggio, quindi siamo comunque a poca distanza di tempo da...
TESTE Messina: Diciamo il 7 maggio, fu fatto quel servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Messina: Il 7 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Questo servizio è stato curato, a sua volta, dal personale suo senza un suo intervento diretto sul territorio?
TESTE Messina: Anche questo, anche questo. Anche questo del 7 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: E ricorda com'è stato documentato, come sono stati documentati l'uno e l'altro servizio?
TESTE Messina: Sì, sì. Sono... Dunque, allora guardi, il primo servizio consentì... Ah, no, entrambi i servizi.
Entrambi i servizi hanno consentito la riproduzione fotografica di alcune fasi di esse.
Cioè, il personale utilizzò, sia nel primo, che nel secondo servizio, dei mezzi tecnici che consentirono di riprodurre fotograficamente alcune fasi del servizio stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei stava parlando un attimo fa di persone identificate in contatto con Giacalone, sia nel primo, che nel secondo episodio di permanenza di Giacalone a Milano.
Vorrei un attimino che desse alla Corte indicazione su queste persone: chi erano, quante erano, se erano persone da voi conosciute, sconosciute, dove si trovavano, se sono state incontrate in una abitazione, ovvero in un esercizio pubblico, per strada...
TESTE Messina: Allora, guardi dottore, dunque, quando io ho parlato di soggetti, di medesimi soggetti, mi sono riferito, in particolare, a una persona che è poi la persona che andò a prendere all'aeroporto, nella seconda occasione, il signor Giacalone.
Questa persona da noi era stata precedentemente identificata, perché era comparso anche nella prima occasione, attraverso lo sviluppo della targa dell'autovettura che fu notata nel corso della prima occasione.
Per essere più preciso, sia nel primo, che nel secondo servizio, nel secondo servizio noi lo sapevamo, nel primo, logicamente, no, comparve una autovettura che era una Ford Fiesta.
Questa autovettura fu individuata... La proprietaria di questa autovettura fu individuata e, naturalmente, attraverso lo sviluppo dei dati che riguardavano i soggetti vicini: marito, figlio, fratelli, sorella, eccetera, si riuscì ad individuare, anche a causa naturalmente del fatto che il personale aveva visto chi era andato a... la persona che identificammo in Fiore Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, la persona con...
TESTE Messina: La persona che poi andò a prendere anche la seconda volta il signor Giacalone. Fiore Giuseppe.
E l'autovettura, invece, era intestata alla moglie del signor Fiore Giuseppe che si chiama Altieri Giovanna.
Questo incontro della seconda volta, il secondo incontro...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il 1 giugno.
TESTE Messina: Quindi, quello del 1 giugno parte proprio dal momento in cui il signor Fiore Giuseppe viene visto in attesa all'aeroporto di Milano.
Cioè, voglio dire: il servizio inizia naturalmente poco prima che il signor Giacalone arrivi, quando c'è la segnalazione da Palermo che si è mosso ed è salito sull'aeromobile che arriva a Milano, che già il personale che si pone lì, in appostamento all'aeroporto di Milano-Linate, nota la presenza dell'autovettura e, quindi, naturalmente, nota la presenza anche del signor Fiore Giuseppe.
Il servizio, poi, viene proseguito perché entrambi si spostano a bordo di questa autovettura Ford Fiesta, fino a giungere in località Assago.
E, ad Assago - queste sono comunicazioni che io ho dal personale che mi dice di volta in volta la posizione del mezzo, eccetera - ad Assago la macchina si ferma e si sposta praticamente in una precisa località che, a Milano, si chiama Milano-Fiori. Che è una zona particolare di Assago.
E il personale mi comunica che le due persone accedono all'interno di un locale, di un locale pubblico. Cioè di un bar che, praticamente, viene individuato come bar pertinente a, economicamente riconducibile anche al signor Fiore Giuseppe e alla signora Altieri.
Quindi, insomma, questi signori si sono intrattenuti all'interno di questo bar per un certo periodo di tempo, e, poi, si sono spostati per recarsi in un altro luogo che è prossimo... non proprio prossimo, un po'... è sempre in periferia a Milano. Comunque è periferia sud di Milano, che si chiama Cesano Boscone.
Sto parlando, in questo momento, sempre del servizio del 1 giugno.
Ora, anche in occasione del servizio del 7 maggio, queste stesse persone si spostano - intendo parlare del signor Giacalone e del signor... no, anzi, per solo il signor Giacalone - il signor Giacalone, il 7 maggio, si è recato già in questo stesso posto di Cesano Boscone.
Quindi c'è una coincidenza anche di luoghi.
Nella fattispecie si tratta di un cancello che delimita una zona piena di box, box per autovetture.
Sia nel primo caso che nel secondo caso, il signor Giacalone, nel primo caso non c'era il signor Fiore, quindi stiamo parlando del 7; nel secondo caso, invece, c'era - 1 giugno - si sposta verso... cioè, va verso Cesano Boscone.
Da lì, poi, fuoriesce. Sia nel primo che nel secondo caso. E, mentre nella prima ipotesi, cioè il giorno 7 maggio, non sapendo dove potesse andare a finire il servizio. Il servizio è stato protratto per un certo periodo di tempo.
Sono state fatte praticamente tutte le attività necessarie a vedere in tempi tecnici, ragionevoli, che cosa facesse il signor Giacalone a Milano, e, visto che si era recato alla fine in un appartamento di Cernusco...
Fino a tarda ora poi il servizio fu sospeso.
Nella seconda occasione, siccome anche questa volta si reca a bordo di autovettura che preleva. Perché non era comparsa prima all'interno di questi box di Cesano Boscone, una autovettura, una Fiesta rossa, una Ford Fiesta rossa.
Ah, no, era una Peugeot, una Peugeot, chiedo scusa. Una Peugeot 205 rossa.
Sempre nello stesso appartamento di viale Monza 93 in Cernusco sul Naviglio, a quel punto, alle 15.00, sapendo che già le altre volte era successo, l'altra volta era successo, questo era un punto di riferimento stabile, perché lì ci abitano il signor Fiore e la signora Altieri, a quel punto, alle 15.00, ho disposto l'interruzione del servizio.
Tenendo conto del fatto che, sul territorio nazionale e comunque fino a Firenze, era già predisposta una attività di, per così dire, monitoraggio del signor Giacalone, no?
Lasciato il territorio di Milano, il signor Giacalone sarebbe comunque stato oggetto di servizi, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente.
Allora, questi signori: signor Fiore Giuseppe e la consorte, Altieri Giovanna, erano persone conosciute dal suo Centro?
TESTE Messina: Cioè, no...
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire dal punto di vista investigativo.
TESTE Messina: Lei mi sta parlando del momento in cui...
PUBBLICO MINISTERO: Il 7 maggio.
TESTE Messina: Il 7 maggio non erano persone conosciute...
PUBBLICO MINISTERO: Nel momento in cui, come ha spiegato, a partire da una certa macchina e da una certa...
TESTE Messina: No, non erano persone conosciute.
Non erano persone conosciute, ancora.
PUBBLICO MINISTERO: Dove abitano, quindi, o perlomeno dove abitavano, all'epoca, questi signori: Fiore e Altieri?
TESTE Messina: In Cernusco sul Naviglio. Via... via Monza 93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Queste due persone, più esattamente Fiore, sono persone che fanno parte della attività investigativa fatta da lei, solo limitatamente a questi due episodi del 7 maggio e del 1 giugno del '94, oppure sono state prese in esame, in considerazione, anche successivamente?
TESTE Messina: No, sono state prese in considerazione successivamente. E anche approfonditamente, per delle emergenze investigative derivanti da attività svolte dal Centro Operativo di Palermo.
Naturalmente rapportate, atteso il dato investigativo acquisito in occasione di questi servizi, rapportate naturalmente anche a queste indagini.
Cioè, nella sostanza, nel momento in cui, se non... Dunque, dovrebbe essere nel giugno del '95, giugno del '95, viene sottoposto a fermo il signor Mangano Antonino, in Palermo, e viene eseguita una perquisizione, il personale operante trova copiosa documentazione di vario tipo e genere.
All'interno di tale documentazione, il personale operante della DIA di Palermo rinviene una serie di assegni, quindi titoli di credito, nonché due codici fiscali, nonché altro materiale, dei contratti, o comunque degli atti in qualche modo contrattuali, degli atti contrattuali, che sono direttamente riconducibili a queste due persone.
Si trovano poi una serie...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi... Dottor Messina, cioè, "direttamente riconducibili" vuol dire che?
TESTE Messina: Che i codici fiscali erano: uno, del signor Fiore Giuseppe e l'altro della signora Altieri Giovanna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Messina: Che alcuni degli assegni rinvenuti erano sottoscritti in bianco dalla signora Altieri Giovanna.
O meglio, era posta la firma "Altieri Giovanna".
PUBBLICO MINISTERO: Sul modulo in bianco.
TESTE Messina: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Che, in sostanza, questi atti contrattuali che afferivano all'acquisto, alla compravendita, comunque a transazioni immobiliari relative a determinati terreni del palermitano, erano stati effettuati da una società che era riconducibile direttamente al signor Fiore e alla signora, alla moglie, Altieri Giovanna.
Tutti questi dati sono stati elaborati. C'erano i numeri telefonici con la dizione: "zio Pippo", c'erano i numeri telefonici del bar di Milano, dove noi avevamo fatto il servizio.
Approfondimmo queste circostanze e, effettivamente, abbiamo rinvenuto un rapporto parentale, tra il signor Fiore e il signor Mangano Antonino, del 1957. Che, nell'occasione, è fermato e perquisito.
Perché c'è un rapporto parentale perché la mamma del signor Mangano Antonino si chiama Fiore Caterina. E, quindi, è imparentata con il signor Fiore Giuseppe.
Effettivamente c'è un rapporto... Per questo, c'è scritto "zio Pippo".
Tutti questi dati sono stati elaborati e abbiamo capito anche la valenza, cioè, dell'incontro.
Nel senso che, avuto, è stata letta in maniera diciamo più particolare, la presenza del signor Giacalone e il rapporto col signor Fiore. Il contatto con il signor Fiore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha menzionato un numero telefonico che accompagnava un appunto "zio Pippo", o qualcosa del genere.
TESTE Messina: "Zio Pippo", sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo numero telefonico è risultato essere?
TESTE Messina: Dottore, se lei consente, io posso... Se lei, se la Corte consente, posso consultare quest'atto che ho redatto io e che riguarda naturalmente questo genere di accertamenti.
PRESIDENTE: Può consultare.
TESTE Messina: Allora, il numero telefonico a cui mi riferisco è lo 02-8243731.
Questo numero è stato trovato nel possesso del signor Mangano Antonino all'atto della perquisizione.
Questo numero, come testualmente recita l'annotazione, era accompagnato dalla dicitura "zio Pippo bar".
Questo numero è risultato, da accertamenti effettuati da noi, installato all'interno del locale pubblico che è ubicato in Assago, corso Milano Fiori, Palazzina B-7. Economicamente è denominato Flora S.a.s.
E' lo stesso locale pubblico o bar dove noi abbiamo visto accedere, in occasione del secondo servizio, quello del 1 giugno, il signor Giacalone e intrattenersi all'interno per un certo periodo di tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha menzionato, poi, una società, dottor Messina, alla quale facevano capo determinate operazioni immobiliari nel palermitano.
TESTE Messina: Esatto. Cioè, ho menzionato documentazione pertinente a queste...
PUBBLICO MINISTERO: La società qual è? Perché...
TESTE Messina: Allora, consulto sempre quest'atto.
Si tratta di atti notarili e societari direttamente riferibili alla Fioralti S.r.l.
Fioralti S.r.l., persona giuridica riconducibile a Fiore Giuseppe e Altieri Giovanna. Si tratta, nella fattispecie, di acquisto di due appartamenti ubicati in Palermo, via Cierre 44. E acquisto di un terreno ubicato in Carini, Contrada Persineto.
Questo materiale, unitamente ai codici fiscali e agli assegni di cui ho detto, fu trovato nel possesso del signor Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ci illustrava poco fa il dettaglio di questa auto Peugeot 205 con la quale il signor Giacalone...
TESTE Messina: Sì. In occasione del servizio del giugno.
PUBBLICO MINISTERO: ... abbandonò Milano il 1 di giugno.
Quindi, arrivato in aeroplano, andò via in automobile.
L'automobile dove la prese?
TESTE Messina: L'automobile, come ho già avuto modo di anticipare, fu presa in questi, in uno di questi box che si trovavano in Cesano Boscone, negli stessi luoghi dove, precedentemente, si erano recati in occasione del 7 maggio, cioè, si era recato in occasione del 7 maggio, lo stesso signor Giacalone.
Questa autovettura fu presa da lì e, da quel momento, era nella disponibilità del signor Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sulla provenienza di questa vettura, è stato fatto qualche accertamento da lei, o è stato fatto da altri Centri Operativi?
TESTE Messina: Allora, dottore, attesa, diciamo, la peculiarità del servizio, in quel omento noi ci limitammo semplicemente a segnalare, naturalmente, la presenza di questa autovettura con il signor Giacalone a bordo e la targa di questa autovettura.
L'accertamento sulla...
PUBBLICO MINISTERO: La targa non avrà difficoltà sicuramente a ricordarcela.
TESTE Messina: Palermo A71268. Questa macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, la seguo.
TESTE Messina: Questa macchina fu segnalata e fu segnalata la presenza, appunto, ripeto, del signor Giacalone e la disponibilità della macchina da parte del signor Giacalone.
L'intestatario sul momento, diciamo, fu effettuato. Ma, cioè, fu fatta la semplice richiesta per verificare che la macchina, a chi fosse intestata la macchina.
Ma, per la verità, dottore, gli accertamenti approfonditi, poi furono sviluppati successivamente.
L'importante, in quel momento, fu segnalare la targa dell'autovettura e, naturalmente, la presenza del Giacalone a bordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questa targa che lei mi sta indicando fu una targa rilevata correttamente...
TESTE Messina: Questa targa fu rilevata, in un primo momento, dal personale operante che, evidentemente nel corso del servizio di pedinamento, ebbe qualche imprevisto, qualche problema.
Poi, successivamente, anche visionando le fotografie, la targa da A7 divenne A6.
Cioè, nel senso, la reale targa dell'autovettura era A6. Però, in un primo momento, fu segnalata come A7. Questo per correttezza di esposizione e... Perché negli atti emerge, appunto, che fu segnalata come A7.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Il suo personale, e quindi il suo ufficio, mentre espletava questa attività sul territorio nei confronti del signor Giacalone e di altre persone, aveva anche in esecuzione provvedimenti, in particolare di intercettazione, nei confronti di queste persone?
TESTE Messina: Il mio personale...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: ... no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Quindi, per quanto riguarda risultati investigativi conseguiti attraverso mezzi di intercettazione, voi eravate, in qualche modo, tributari degli altri Centri Operativi.
TESTE Messina: Certo. Anzi, noi avevamo la necessità di essere raccordati, perché, non avendo nessuna possibilità di intercettare, perché non avevamo nessuna utenza sotto controllo pertinente a questi soggetti, logicamente avevamo difficoltà a muoverci sotto questo profilo.
Per cui i Centri Operativi... era compito degli altri Centri Operativi competenti tenerci, diciamo, aggiornati sull'evoluzione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, suppongo che per fare questi servizi di pedinamento lei abbia incaricato più d'uno dei suoi sottufficiali.
TESTE Messina: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul campo, chi è che aveva la responsabilità del servizio?
TESTE Messina: Mah, sul campo, la responsabilità del servizio... Cioè, più che una persona, siccome il servizio è stato espletato da poche persone che poi erano sempre le stesse, cioè quelle che avevano già espletato il servizio precedente. Io posso citare il maresciallo Tessari, posso citare il maresciallo Loiodice, posso citare il maresciallo Riccardi.
Questi erano i soggetti che avevano compartecipato ai due servizi. E quindi erano, sul momento, quelli diciamo che, in qualche modo, potevano muoversi con una certa facilità avendo precedente conoscenza, appunto, del personaggio.
Sicuramente Tessari e sicuramente Riccardi, insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Sono tuttora in servizio presso di lei, presso il suo Centro?
TESTE Messina: Dunque, l'ispettore Riccardi è ancora in servizio presso il Centro Operativo di Milano e dipende da me; il maresciallo Tessari, invece, adesso è congedato, ex maresciallo, dunque non fa più servizio presso il Centro Operativo di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Io ho citato l'arresto, di lì a qualche giorno, di due giorni, di Giacalone Luigi.
Lei, ovviamente, rammenterà che Giacalone non fu arrestato da solo, bensì con Scarano Antonio.
Ecco, precedentemente all'attenzione investigativa esercitata da lei, d'intesa con il Centro di Firenze e il Centro di Milano, precedentemente - ripeto, perché non ci siano equivoci sulla domanda - la persona di Scarano Antonio era una persona conosciuta alla DIA di Milano?
TESTE Messina: No, dottore. No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per illustrare l'attività che è stata compiuta da lei nel periodo di tempo a venire, ha eseguito nei mesi successivi del giugno, del luglio, dell'agosto, settembre, o che altro, servizi analoghi rapportati alla pista d'indagine seguita dal Centro DIA di Firenze?
Ovvero, la sua attività nel solco di questa indagine riprende solo a valle della unificazione dell'indagine, presso il Pubblico Ministero di Firenze?
TESTE Messina: C'è stata occasione di eseguire altri servizi, certo. Andando avanti abbiamo avuto la necessità, poi, di... questo, vieppiù, una volta che c'è stata l'unificazione delle competenze.
E abbiamo avuto occasione di eseguire altri servizi, naturalmente in occasione sempre di questi viaggi in territorio, diciamo, milanese. E proprio per quel concetto che ho già espresso quando si trattava di operare dinamicamente sul territorio milanese, ci si appoggiava a noi, insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, se ce le può illustrare queste attività.
Io direi, la cosa migliore è seguire un ordine cronologico, rispetto a questa attività.
TESTE Messina: Ma, guardi, dottore, quanto all'ordine cronologico, devo necessariamente fare un passo di un po' di tempo, perché la seconda occasione nella quale operammo dei servizi, ripeto, dinamici a carico dei soggetti emersi da questo genere, da queste indagini, è dell'aprile, risale all'aprile del 1995.
Nella fattispecie abbiamo eseguito un articolato servizio per tre giorni. A carico, questa volta, di altra persona, che è il signor Lo Nigro Cosimo.
Che, anche in quella occasione, si era portato in Milano.
Qui le caratteristiche del servizio sono state diverse, perché praticamente il signor Lo Nigro Cosimo è venuto a Milano con una autovettura. E, quindi, abbiamo iniziato a seguire questa autovettura, i movimenti del signor Lo Nigro Cosimo dal momento in cui ha fatto accesso, ha superato la barriera dell'autostrada di Milano fino a quando l'ha risuperata in direzione sud.
Questi giorni sono il 22, il 23 e il 24 aprile del 1995.
Anche in questa occasione, l'input è venuto da Firenze che ha segnalato questo arrivo in Milano del signor Lo Nigro Cosimo.
Ha effettuato un servizio fino al casello autostradale. E ha lasciato in consegna ai sottoscritti l'obiettivo che è stato mantenuto, ripeto, fino al 24 aprile del '95. Nel pomeriggio, nel primo pomeriggio del 24 aprile '95, allorché l'autovettura ha imboccato l'Autostrada del Sole e ha lasciato il territorio di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ho bisogno, su questi tre giorni di attività investigativa e controllo, di una esposizione dettagliata nei limiti in cui l'esposizione ha per oggetto attività proprio personalmente e direttamente compiuta da lei.
TESTE Messina: Allora, a differenza delle altre circostanze, intanto posso premettere subito che, in questa seconda, in questo secondo episodio, io ho direttamente e personalmente compartecipato a due dei tre servizi effettuati.
Sono stati eseguiti tre servizi: uno il giorno 22, uno il giorno 23 e uno il giorno 24 aprile 1995.
Io ho personalmente eseguito quello effettuato il giorno 22 e quello effettuato il giorno 24.
Naturalmente mi sono occupato anche della direzione, pur non essendo uscito sul territorio, di quello del giorno 23, ecco.
Però, fisicamente, io ho operato in sede, diciamo, di pedinamento, per il giorno 22 e il giorno 24.
Quindi, posso rappresentare l'evoluzione di questi servizi.
Allora, sempre se il Presidente consente...
PRESIDENTE: Faccia...
TESTE Messina: ... io chiedo di poter consultare, avvalermi della relazione di servizio che è stata redatta in occasione di questi servizi che è sottoscritta da me.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Messina, abbia pazienza. E' una relazione di servizio che è stata inoltrata poi al Pubblico Ministero con nota in data? Con annotazione in data?
TESTE Messina: Allora, questa...
PUBBLICO MINISTERO: Lo dico per i difensori, ovviamente.
TESTE Messina: Certo, certo.
Questa relazione di servizio costituisce... queste relazioni di servizio, chiedo scusa, costituiscono allegato alla nota del 12/07/1995, redatta dal centro Operativo di Milano, nell'ambito del procedimento penale 3309/93, e trasmessa in pari data, appunto, al dottor, a lei, signor Pubblico Ministero, dottor Gabriele Chelazzi.
In allegato a questa nota ci sono anche queste relazioni di servizio.
Allora, il servizio, come ho avuto modo di dire, inizia su input, diciamo, del Centro Operativo di Firenze, dal momento in cui nel, diciamo, nel pomeriggio del 22 aprile 1995, l'autovettura guidata dal signor Lo Nigro Cosimo, accede, oltrepassa praticamente la barriera dell'autostrada di Milano.
Si trattava di... proveniente dal sud, colore amaranto, Alfa 164 targata Palermo B33328.
Su questa autovettura erano state segnalate, a bordo di questa autovettura, erano state segnalate quattro persone: due uomini e due donne.
L'autovettura viene presa in consegna al casello dell'autostrada, della barriera autostradale, e viene seguita fino a quando, accedendo praticamente presso il centro abitato di Milano, superando le tangenziali che portano presso il centro abitato di Milano, esce fino alla zona di Cormano, esce all'uscita di Cormano. E, praticamente, arriva, giunge in località del Comune di Bresso.
L'autovettura, giunta in località del Comune di Bresso, comincia a eseguire una serie di giri in qualche modo illogici.
E, dal comportamento del conducente che sosta, si ferma, accede a esercizi pubblici, occasionalmente però, percepiamo che c'è una difficoltà di orientamento.
A un certo punto notiamo che il signor Lo Nigro Cosimo, che viene identificato perché noi già avevamo una, diciamo, chiara indicazione sulle sue fattezze, no?, avevamo visto le fotografie. E poi c'era stata data, c'era stato dato l'input anche, ripeto, dai colleghi di Firenze che avevano pedinato la macchina fino a Milano.
Il signor proprio Lo Nigro Cosimo accede a una cabina telefonica ed effettua una telefonata. Dopodiché, ritorna a bordo dell'autovettura e si ferma. E attende.
In quella circostanza abbiamo atteso anche noi naturalmente in servizio di appostamento e abbiamo verificato che, alle ore 15.40, sul posto è giunta un'autovettura Volvo modello Polar di colore verde, targata Milano 8V9611, dalla quale è fuoriuscito un personaggio, una persona - giunta da sola, naturalmente - avente queste caratteristiche: 30-35 anni di età, capelli castani corti a spazzola, 1,70-1,75 di altezza, corporatura robusta, vestito con un giaccone cerato di colore scuro.
Ciò che ci colpì fu che tra queste due persone e il signor... cioè tra il signor Lo Nigro, giunto con la 164, e questo signore non identificato, ci sono state... c'è stato un saluto caloroso, come se si conoscessero, anzi, sicuramente sembrava che si conoscessero.
Ciò premesso, praticamente abbiamo continuato il servizio di pedinamento perché le due autovetture si sono mosse contemporaneamente. Si sono mosse contemporaneamente e si sono mosse dalla zona in cui è avvenuto l'incontro che, ripeto, è in Bresso si sono mosse verso la città di Milano. Seguendo un percorso logico, le autovetture sono entrate nella città di Milano e sono giunte fino a una via, denominata via Galvani che è, sostanzialmente, nei pressi di via Melchiore Gioia, e che è la via dove si trova un albergo davanti al quale queste macchine hanno posteggiato.
Questo albergo è l'Hotel Hilton, l'Hotel Hilton.
Effettivamente abbiamo visto che gli occupanti della 164 e il signore che si era incontrato a bordo, che era giunto a bordo della Volvo e che si era incontrato col signor Lo Nigro, hanno fatto accesso all'interno di questo hotel, l'hotel Hilton.
Ci siamo posti in attesa, naturalmente, e abbiamo notato che, dopo qualche minuto, per l'esattezza si trattava delle ore 16.20 - leggo in questo testualmente dalla relazione di servizio, dalla mia relazione di servizio -, il personaggio che era giunto con la Volvo Polar, quindi la persona descritta come 1 metro e 70-75, capelli a spazzola, eccetera, è uscito dall'albergo. Nell'occasione accompagnato da una donna giovane, una delle quattro occupanti della autovettura stessa, della 164. Ha prelevato la 164, quindi ha lasciato la Volvo sulla quale era arrivato, è salito a bordo della 164 con la signorina, e si è allontanato.
PUBBLICO MINISTERO: Mi interessa sapere se questa persona, appunto che disponeva di una Volvo, e che è apparsa sulla scena immediatamente, è stata poi identificata.
TESTE Messina: Certo. Anche qui, seguendo l'intestazione praticamente dell'automezzo e, naturalmente, per il tempo necessario a dover raffrontare l'immagine del titolare dell'automezzo con il personaggio poi effettivamente visto, si è pervenuti alla compiuta identificazione. Che, per la verità, non è avvenuta in tempo reale, eh, dottore. Perché i tempi tecnici sono...
Si pervenne successivamente all'identificazione di questo soggetto nel signor Palumbo Antonio. E' un soggetto di origini calabresi che, praticamente, successivamente, appurammo aveva avuto dei precedenti con la giustizia. Insomma, è un soggetto che ha dei pregiudizi e, quindi, sono stati poi fatti ulteriori accertamenti per verificare che tipo, diciamo, di rapporto potesse esistere fra questi due signori.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, ci arriveremo nei limiti in cui il dato è significativo anche in questa sede, a parlare poi di queste altre vicende che riguardano il signor Palumbo.
Mi interessa, invece, da lei avere una rappresentazione diretta di queste situazioni che si verificano in contesto milanese e che hanno come protagonista il signor Lo Nigro.
A quello che ho capito, il giorno 22, quando è arrivato, si è poi incontrato con questo signor Palumbo, che viaggiava con una Volvo Polar.
TESTE Messina: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che è.
TESTE Messina: Si è poi rincontrato la stessa sera in un ristorante fuori Milano, sempre con il signor Palumbo. Però, in un momento successivo, perché lui nel frattempo aveva - il signor Lo Nigro, intendo dire - aveva visto altre persone. Che noi facemmo il servizio di appostamento davanti all'hotel, anche nella serata, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Arrivarono altri soggetti, identificammo altre autovetture, individuammo altre autovetture.
Anche nella serata, poi, il signor Palumbo è ricomparso, perché praticamente nel corso del servizio serale verificammo la presenza ancora una volta del signor Palumbo, insomma, ecco, in un ristorante.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Messina: Questo il 22.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, mi interessa il signor Lo Nigro: che cosa ebbe a fare nei giorni successivi?
TESTE Messina: Allora, per quanto riguarda il servizio del giorno 23, io mi limito a dirle, in quanto appunto non ho compartecipato fisicamente all'attività, che l'attività venne organizzata nei pressi di una chiesa di Cusano Milanino, che è ubicata in quella via Buffoli. Che, praticamente, è una chiesa presso cui organizzammo un servizio di appostamento con possibilità di videoregistrazione, giacché avevamo notizia che in quella chiesa dovesse svolgersi una cerimonia che riguardava, alla quale avrebbero compartecipato le quattro persone arrivate a Milano con la 164.
Questo servizio, per questo servizio potrà riferire, ho già citato, il maresciallo Tessari, che personalmente ha espletato e portato a conclusione il servizio stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma a parte i dettagli, se e in quanto poi sia necessario rappresentarli alla Corte, appunto faremo venire il maresciallo Tessari, mi interessa sapere che cosa si svolse poi, in sostanza, il giorno 23.
TESTE Messina: Il giorno 23 si svolse, si celebrò...
PUBBLICO MINISTERO: E se Lo Nigro, assieme alle persone con le quali è arrivato a Milano, ci andò o non ci andò...
TESTE Messina: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a questa chiesa di via Buffoli.
TESTE Messina: Lo Nigro ci andò, Lo Nigro ci andò. Ci andarono anche le tre persone con le quali è arrivato. Ci andò il Palumbo e ci andò un'altra persona, che era poi l'interessata, identificato successivamente dall'ufficio in Nirta Giuseppe, detto Beppe. Che era il padre di una bambina che quel giorno veniva battezzata in quella chiesa.
Noi assistemmo, naturalmente, non alla funzione, perché il servizio fu fatto esternamente, però assistemmo a tutti i prodromi della funzione; nonché documentammo anche...
PUBBLICO MINISTERO: Che lei ricordi, c'era anche questo signor Palumbo a questa funzione?
TESTE Messina: Sì sì, le ho detto di sì, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Per caso, anche questo signor Nirta è di...
TESTE Messina: Di origini calabresi e sono stati appurati i suoi collegamenti con il signor Palumbo.
PUBBLICO MINISTERO: Vi risultavano rapporti - intendo dire a lei e al suo ufficio - rapporti tra questo signor Nirta e questo signor Palumbo?
TESTE Messina: In quel momento?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: In quel momento, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, a parte questa cerimonia, è stato, c'è stata la possibilità di verificare se Lo Nigro ha frequentato ristoranti o che altro in quei giorni, a Milano?
TESTE Messina: Sì sì. E' stato, diciamo una risultanza dai servizi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
TESTE Messina: Per esempio, la sera del festeggiamento, se così vogliamo dire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Del...
PUBBLICO MINISTERO: Del 23 aprile.
TESTE Messina: ...del battesimo. Si svolse in un ristorante - noi seguimmo anche questa circostanza - che si trova in Milano, in viale Fulvio Testi, ristorante Arceri insomma, ecco.
E la sera precedente, come le ho avuto modo di anticipare, i quattro, nonché altre persone e il signor Palumbo, si recarono in un altro ristorante della provincia di Milano che si chiama Sormani.
Quindi ci sono state due occasioni almeno nelle quali abbiamo visto che sono andati nei ristoranti.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo: 22 e 23. In questo frattempo il signor Lo Nigro e gli altri erano rimasti alloggiati lì, all'Hilton?
TESTE Messina: Erano all'Hilton. All'Hilton di Milano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Messina: Via Galvani.
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno 24, mi ha detto, è quello in cui si conclude la vostra attività.
TESTE Messina: Si conclude...
PUBBLICO MINISTERO: E in quella giornata che cosa viene appurato?
TESTE Messina: Mah, guardi, in giornata viene appurato un movimento strano, direi in qualche modo eccentrico, rispetto a quello che era avvenuto nei giorni precedenti.
Il servizio è iniziato naturalmente sempre dall'hotel, da Galvani; e ci siamo accorti che quella mattina il signor Lo Nigro e il signor Palumbo si sono spostati dall'albergo a bordo di un'autovettura, che è sempre l'autovettura Volvo Polar che avevo poc'anzi menzionato. E, in due, si sono spostati ancora una volta verso Bresso; sostanzialmente riandando nella stessa zona dove avevamo visto che il signor Lo Nigro si era fermato per chiamare.
Mi ricordo peculiarmente che c'era un cane, a bordo dell'autovettura. Cioè ricordo che il signor Palumbo arrivò a bordo dell'autovettura con un cane.
E il signor Lo Nigro uscì dall'albergo salì a bordo dell'autovettura. Seguendo un percorso logico si sono recati presso Bresso, sono usciti da Milano, hanno imboccato la via Grandi di Bresso, che è praticamente una via che da Bresso porta a Cormano, verso il territorio del comune di Cormano. Via Matteotti, via Grandi; a un certo punto, giunti in sostanza nei pressi di una area di parcheggio molto piccola che è, diciamo, in qualche modo prospiciente a un grosso campo di volo.
In Bresso esiste un grande campo di volo che ha una area vastissima. Questo campo di volo è delimitato da delle reti. Sostanzialmente in quest'area, diciamo di parcheggio, le autovetture vengono poste a spina di pesce. Questa macchina viene posta a spina di pesce, queste due persone - Lo Nigro e Palumbo - scendono, accedono all'interno del campo di volo, con questo cane che era presente, e si intrattengono per qualche tempo all'interno del campo di volo, con questo cane.
Lì, naturalmente, per una questione di carattere operativo, dottore, per capire bene i luoghi, cioè ci si è dovuti un attimino disporre in maniera in qualche modo produttiva per il servizio, perché la zona non è molto, diciamo, frequentata e, quindi, si corre il rischio di essere individuati. Specialmente in quella circostanza.
Predisposto praticamente il dispositivo in questa maniera, abbiamo aspettato che questi signori riprendessero, risalissero a bordo dell'autovettura.
Sono risaliti a bordo dell'autovettura e si sono spostati in direzione di una via che è trasversale rispetto alla via Grandi. Nella sostanza, esattamente quasi di fronte al parcheggio dove ho detto le macchine vengono poste a spina di pesce, c'è una via, che, appunto, è trasversale rispetto alla via Grandi, che si chiama via Don Minzoni.
Questa autovettura si è spostata da dove era parcata, con a bordo queste due persone, è andata in via Don Minzoni. Pochissima distanza per la verità, neanche tanta.
Va lì, e si nota la presenza di un soggetto con certe caratteristiche fisiche che, nella sostanza, attende in questa via Don Minzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Attende, nel senso che è in attesa, o semplicemente che si incontra con gli altri?
TESTE Messina: No, questo qui è in attesa, cioè la macchina arriva, si ferma e que...
AVV. Cianferoni: Presidente, abbia pazienza, sono l'avvocato Cianferoni. Per il verbale, opposizione perché mi sembra si sollecita il teste a una valutazione.
Si è chiesto, da parte del Pubblico Ministero, dice: 'ma era un'attesa o un incontro casuale' Mi par di aver capito questo.
PUBBLICO MINISTERO: No, ha capito proprio male, avvocato Cianferoni. Per fare l'opposizione, almeno mi lasci finire la domanda, così capisce meglio.
AVV. Cianferoni: No, stava già rispondendo perfino, il teste.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si vede che ha capito meglio il teste di lei, avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Sentiamo di nuovo la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Perché io non ho assolutamente adoperato il termine dell'incontro occasionale, non l'ho detto assolutamente. E vedrà che la mia domanda non è, né di suggerimento, né tantomeno tendenziosa.
AVV. Cianferoni: C'è poi opposizione che...
PRESIDENTE: Avvocato, ma gli faccia finire la domanda.
AVV. Cianferoni: Sì, ma così non riprendo la parola su questo punto. Mi pare che...
PRESIDENTE: Avvocato, ma se la domanda non sappiamo qual è, che opposizione mi fa?
AVV. Cianferoni: Allora, aspetto.
PRESIDENTE: Vuole ripetere, il P.M., la domanda, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Il dottor Messina ha adoprato il termine, ha adoprato il verbo "attendere". Poi non mi ricordo se ha detto attende, attendeva, era in attesa. Comunque, ha adoprato la radice del verbo "attendere".
Oh, per non stare a fare la mistica delle domande, io chiedevo al dottor Messina di essere più preciso su questo punto. Cioè dire se era stato possibile stabilire che questa terza persona era in attesa, ovvero se si è semplicemente stabilito che vi è stato un incontro tra la terza persona e quelli che erano sotto osservazione, sotto controllo da parte sua e del suo personale.
Oltretutto, a quello che ho capito - perché ho seguito attentamente il suo esame o forse perché son privilegiato, d'altra parte faccio le domande - il personale si è dovuto distribuire su due strade diverse: in parte su via Grandi e in parte su via Don Minzoni.
TESTE Messina: Esatto, dottore. Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome poi il dottor Messina io ci ho tenuto che fosse preciso su quale era il servizio che aveva fatto personalmente, tra un attimo gli avrei chiesto: ma lei era su via Grandi o su via Don Minzoni? Ha visto coi suoi occhi fino a che punto, e da che punto non ha più visto con i suoi occhi? E quello che riferisce oggi è oggetto di quanto il suo personale le ha riferito e, suppongo, anche illustrato doverosamente per iscritto? Interrogativo. Questa era la domanda.
Ecco, se poi c'è opposizione, facciamola a questo punto.
TESTE Messina: Io rispondo, signor...
AVV. Cianferoni: Alla luce di questa domanda, dicevo per il verbale, l'avvocato Cianferoni formalizza opposizione sotto due profili.
Il primo profilo è che, a mio avviso, si sollecita una valutazione al teste.
E il secondo profilo è che non rileva la conducenza probatoria di queste circostanze rispetto al tema di causa: mi sembrano domande irrilevanti.
Ecco, questi sono i due profili.
PRESIDENTE: Allora, le domande non sono irrilevanti e non c'è nessun suggerimento di risposta o di valutazione. Posto che, mi pare, il Pubblico Ministero abbia usato il termine: se ha appurato di poter parlare di un incontro perché si sono incontrati, o di una attesa perché si sa, si è accertato che si stavano attendendo.
Quindi, può rispondere.
TESTE Messina: Allora, dottor Chelazzi, la domanda è chiarissima. Il discorso io l'ho in qualche modo anticipato.
Nel momento in cui l'autovettura si sposta dal luogo dove era parcheggiata e si reca in questa traversa, in questa via che si chiama via Don Minzoni, per necessità operative solo una delle quattro persone può seguire l'incontro. Cioè può seguire - lasciamo perdere l'incontro - quello che avviene nella via Don Minzoni.
Nel dispositivo la persona che aveva questo compito era il maresciallo Tessari.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Messina: Quindi il maresciallo Tessari comunica via radio al sottoscritto, che è posto nel parcheggio a spina di pesce che ho precedentemente indicato, e che aveva visionato tutto quello che era successo all'interno del campo volo prima che le persone salissero a bordo. E' chiaro che non si può andare dietro in una strada senza autovetture: appena si sposta la macchina che è obiettivo di pedinamento, non si può andare dietro attaccati, sennò si rischia di essere... Questo è un fatto, diciamo, che è operativo, e per spiegare che difficoltà che difficoltà pone il servizio.
Allora, in quel momento scatta la persona che... scatta l'obbligo di guardare da parte della persona che nel dispositivo è più vicina a via Don Minzoni. Questa persona è il maresciallo Tessari che comunica: 'è salito, c'è stato un incontro, a bordo dell'autovettura c'è un personaggio avente queste caratteristiche fisiche' - io lo descrivo perché fa parte della... - che era innanzi a un'area di parcheggio di via Don Minzoni adibita a ricovero di autocarri.
Questo è il dato oggettivo.
Questa persona, che aveva i capelli ricci di colore castani, età pari a 30-35 anni, alto 1 metro e 70-75, con giacca marrone e jeans, che si trovava solo nel momento in cui lo segnala il maresciallo Tessari, accede a bordo dell'autovettura.
A questo punto l'autovettura ritorna su via Grandi, il dispositivo riparte. Ripartono autovetture diverse dalla mia, perché la mia aveva seguito da vicino. E quindi riprendiamo a pedinare quest'autovettura Volvo.
L'autovettura va verso Cormano, queste tre persone continuano a stare a bordo; a un certo punto, arrivato quasi all'inizio del paese di Cormano, repentinamente, torna indietro. Noi, con molta accortezza, cerchiamo di parare questo colpo. E, successivamente, l'autovettura ritorna un'altra volta dove avevamo visto era andata, cioè.
Questa persona scende. Nel frattempo...
PRESIDENTE: Scusi, abbia pazienza. E' tornata in via Don Minzoni?
TESTE Messina: Ritorna un'altra volta in via Grandi, che è una trasversale, cioè che è la via principale la cui trasversale è via Don Minzoni.
Signor Presidente, per dirla chiaramente, se uno si pone all'angolo tra via Don Minzoni e via Grandi, riesce a vedere perfettamente via Don Minzoni e via Grandi. Sono particolarmente vicine.
Quest'autovettura ritorna quindi dinanzi al campo volo, praticamente; scende questo signore con i capelli ricci, che ho descritto.
Arriva un'altra autovettura, un fuoristrada, un'autovettura che non era comparsa, guidata da un altro personaggio. Questo signore con i capelli ricci che era salito sulla Volvo, si era intrattenuto, era poi ritornato, risale su questo fuoristrada. La macchina va verso via Don Minzoni, la nuova macchina, quindi con il personaggio che ho descritto, rivà verso via Don Minzoni.
E la Volvo Polar se ne ritorna per Milano.
E noi continuiamo a pedinare. Premetto che...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Messina, sulla Volvo chi è che si allontana?
TESTE Messina: Si allontana il personaggio coi capelli ricci, che era...
PUBBLICO MINISTERO: Sulla Volvo?
TESTE Messina: No, sulla Volvo si allontana Lo Nigro e Palumbo. Ritorniamo al punto di partenza.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ecco.
TESTE Messina: Invece sul fuoristrada si allontana il personaggio con i capelli ricci.
PRESIDENTE: Allora, a quello che capisco, c'è stato come fatto nuovo...
TESTE Messina: Scusi dottore, è importante, scusi se la interrompo. E' importante dire questo: prima di allontanarsi, baci e abbracci tra questo signore, Palumbo da un lato, e Lo Nigro dall'altro. Cioè, si salutano affettuosamente. Questo l'ho visto io, cioè questo l'ho visto e lo posso dire.
Dopodiché, sale sulla macchina e va verso via Don Minzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, le domande sono tre, dottor Messina. Questa persona visualizzata, se il termine mi è concesso, per la prima volta da Tessari in via Don Minzoni, è persona inedita negli accertamenti, fino a questo punto? Nell'attività di pedinamento fatta da voi il giorno prima, il 23, il giorno prima, il 22...
TESTE Messina: E' una persona inedita, è persona inedita.
PUBBLICO MINISTERO: Inedita. Il fuoristrada, qualche cosa in più. Che roba era? Un Land Rover? Un Mistubishi?
TESTE Messina: Dunque, dottore, adesso glielo dico che roba era esattamente. Nissan Patrol, VD 21, carta da zucchero, targata AA 775DL.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, questo mezzo appare sulla scena per la prima volta questa mattina del 24?
TESTE Messina: Sì, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: La persona che ne era a bordo: cioè c'era una persona, c'erano più persone? Avete avuto modo, possibilità di accertarlo?
TESTE Messina: Noi abbiamo accertato, attraverso l'indicazione sempre della targa, che l'autovettura è pertinente a tale Zaccuri, che è persona di origini calabresi; successivamente è stato appurato che questa persona manteneva contatti con Palumbo e il signor Nirta Giuseppe, di cui ho detto in precedenza a proposito della celebrazione del battesimo.
PUBBLICO MINISTERO: Abbiamo detto il cognome, possiamo fare anche il nome? Zaccuri?
TESTE Messina: Virgilio.
PUBBLICO MINISTERO: Virgilio.
TESTE Messina: Virgilio.
PUBBLICO MINISTERO: Ora io tra un attimo le chiederò la cortesia, magari, di illustrare questo servizio o, per meglio dire, illustrare gli avvenimenti che sono stati oggetto di questo servizio, utilizzando alcune fotografie.
TESTE Messina: Il servizio, dottore, poi è proseguito sempre sulla Volvo Polar.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Messina: Noi non abbiamo seguito la... il fuoristrada, né al... Abbiamo seguito, essendo quello il dato fornitoci, il signor Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Stavo per chiederle appunto questo, dottor Messina. Cosa è successo nel prosieguo dell'attività nel giorno 24?
TESTE Messina: E' successo che praticamente abbiamo continuato a seguire l'autovettura Volvo Polar, con le due persone a bordo. Questa autovettura si è spostata da quella zona e si è recata in Milano, nella sostanza si è recata in via Fulvio Testi.
Le persone hanno fatto accesso a un bar ivi ubicato. Poi da lì - hanno sorbito evidentemente qualcosa - poi, da lì, si sono spostate, sempre in direzione, sempre in via Fulvio Testi, all'altezza del civico 90. Che poi era l'abitazione del signor Palumbo. Dove, il signor Lo Nigro è rimasto a bordo in attesa dell'autovettura; mentre il signor Palumbo è salito, ha fatto accesso quantomeno al cancello contrassegnato dal numero 90.
PUBBLICO MINISTERO: L'avevate già individuata come abitazione...
TESTE Messina: L'avevamo già individuata nella notte del 22 perché, alla fine del servizio di pedinamento del 22, avevamo portato questa Volvo fino a questo indirizzo che è via Fulvio Testi, 90.
PUBBLICO MINISTERO: Ma corrispondeva anche a una residenza anagrafica del signor Palumbo o fu una dimora...
TESTE Messina: No, la residenza non era anagrafica. La residenza non era anagrafica, perché l'appartamento poi risultava intestato alla convivente.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, voglio dire, al termine del servizio del giorno 22 il signor Palumbo...
TESTE Messina: A tarda ora, tardissima ora, ha parcheggiato l'autovettura davanti - manco a farlo apposta - davanti al civico 90. Perché lì c'è un supermercato, quindi c'è l'area di parcheggio del supermercato.
Ed ha acceduto indubitabilmente - c'è solo il civico 90 - all'interno del civico 90.
E quindi, stavo dicendo...
AVVOCATO Florio: Presidente, chiedo scusa, sono l'avvocato Florio.
Devo capire, perché ora il Pubblico Ministero ha parlato del 22. Stiamo parlando invece del 24, se non vado errato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: No, per...
AVVOCATO Florio: No...
PRESIDENTE: ...riferimento alla sera del 22, quando questo preteso alloggio del Palumbo è stato identificato perché lo hanno seguito fino a quel punto. Poi, la cosa si è ripetuta il giorno 24. Mi pare che sia così, vero dottore?
TESTE Messina: Certo. Il Pubblico Ministero mi aveva chiesto se io ero a conoscenza del fatto che al civico 90...
PRESIDENTE: Sì, lo so. Può proseguire.
TESTE Messina: Succe... Dottore?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Messina: Successivamente il signor Palumbo è ritornato a bordo della sua autovettura, la macchina è rientrata diciamo in Milano. E, questa volta, ha seguito un percorso alternativo rispetto a quelli che aveva seguito nei giorni precedenti, perché si è recata in una parallela di via Fulvio Testi che si chiama viale Sarca.
Qui, la macchina ha fatto accesso a una discesa-garage, che sta al 77 di viale Sarca. E' entrata la Volvo Polar con le due persone a bordo.
Siamo rimasti in appostamento. Ed è ricomparsa la 164. Dico ricomparsa perché mi riallaccio a quello che ho detto poco fa, a proposito del servizio del 22. Noi abbiamo perso quella macchina dal momento in cui, dopo che i signori erano arrivati in albergo, era risceso il signor Palumbo, aveva lasciato la Volvo sotto l'albergo, si era preso la 164 con questa giovane ragazza, ed era andato via.
Questa macchina ricompare dopo tre giorni, soltanto il 24, ormai siamo intorno a mezzogiorno; esce da questo da questo garage, a bordo ci sono sempre le due persone, la guida il signor Lo Nigro. La Volvo non c'è più.
Vanno un'altra volta all'hotel di via Galvani. Dopodiché scendono i signori che erano arrivati con il signor Lo Nigro, caricano le valigie, la macchina 164 parte con le quattro persone a bordo.
Il signor Palumbo accede all'interno di un'altra autovettura, che è una Nissan Micra di colore rosso, che noi avevamo già individuato la sera del 22. E che era la macchina che aveva utilizzato nei suoi spostamenti la sera del 22, il signor Lo Nigro, che, evidentemente, non essendo più in possesso della 164, aveva la disponibilità di quest'auto.
Quest'auto se l'è presa il signor Palumbo - la Nissan Micra - e se n'è andato. Non è stato seguito.
Il signor Lo Nigro, con le altre tre persone a bordo, è stato seguito. E' stato ricondotto fino al casello di uscita dell'Autostrada del Sole. E il servizio è stato interrotto su disposizione del sottoscritto, così come concordato con i colleghi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, la targa di questa Micra?
TESTE Messina: Sì, gliela dico. Nissan Micra di colore rosso, targata Milano 4Z3563. Macchina che poi, dagli accertamenti, è risultata intestata al Palumbo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, terminata questa...
TESTE Messina: E nella disponibilità pure del Palumbo, naturalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Messina: E pure nella disponibilità del Palumbo. La Nissan Micra era la seconda macchina del signor Palumbo: questo è stato appurato nel corso degli accertamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto un attimo fa intestata, anche.
TESTE Messina: Sì sì, intestata. Perché, sebbene l'intestazione fosse - all'archivio elettronico denominato ACI - una, noi si fece l'accertamento direttamente all'ACI e c'era stato un passaggio di proprietà che attestava...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Messina: ... l'intestazione. Per cui al controllo al terminale, non veniva fuori; però, nella documentazione dell'ACI, era presente la riconducibilità, c'era la prova della riconducibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè questo lo faceste dopo aver individuato la targa, ovviamente.
TESTE Messina: Certo, lo facemmo dopo un po' di tempo. E' naturale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisogno di capir questo. Questo signor Palumbo e le automobili, le persone, identificate nel contesto di questa attività, sono personaggi che per le vostre investigazioni escono di scena, o mantengono attualità nei giorni successivi, nelle settimane successive?
TESTE Messina: Devo dire che mantengono attualità per il verificarsi di un contingente, e inaspettato per certi versi, fatto. Cioè, il 26 aprile, quindi a distanza di un giorno dal momento in cui finisce il servizio, a distanza di due giorni per la verità, i Carabinieri di Torino, il ROS di Torino interviene e arresta il signor Palumbo, nell'ambito di indagini concernenti il commercio illegale naturalmente di sostanze stupefacenti, nella fattispecie commercio di hashish, di grossi quantitativi di hashish.
Lo arresta e lo perquisisce. Lo arresta, lo perquisisce e naturalmente questa cosa viene a conoscenza del nostro ufficio. Essendo come lorsignori sanno, avendo la possibilità di richiedere - in virtù dell'appartenenza alla DIA e della legge istitutiva della DIA - atti concernenti vicende che comunque sono reputate importanti sotto l'aspetto del contrasto alla lotta alla mafia, ci siamo recati dai Carabinieri di Torino e abbiamo acquisito degli atti che riguardavano questa vicenda.
Verificando di fatto come il Palumbo era stato tratto in arresto in viale Fulvio Testi 90, ove abitava; che in viale Sarca 77 c'era un box nella disponibilità del signor Palumbo e che erano state perquisite, tra le altre cose, anche le autovetture oggetto dei nostri servizi. Cioè, sia la Nissan Micra che la Volvo Polar.
PUBBLICO MINISTERO: Mi ero dimenticato di porle una domanda, a conclusione della vicenda del 22, 23 e 24 aprile. Allora, il suo ufficio ha documentato, lei ha accennato, la cerimonia della chiesa di via Buffoli, con riprese televisive, o quel che sia.
TESTE Messina: Una videoregistrazione.
PUBBLICO MINISTERO: E le altre attività, quelle del 22 e del 24?
TESTE Messina: No, quelle non sono state purtroppo documentate, attesa la indisponibilità di apparato tecnico utile al servizio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non esiste una documentazione fotografica...
TESTE Messina: Fotografica, né del 22 e né del 24. Esiste invece videoregistrazione - e quindi estrapolazione di servizio fotografico - del giorno della cerimonia.
PUBBLICO MINISTERO: Posso fare una domanda tutto sommato giustificata. Ma il 23 la telecamera funzionava, la macchina fotografica pure; il 22 e il 24 no.
TESTE Messina: No, dottore. Il 23 la telecamera era disponibile.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Il 22 e il 24 la telecamera non c'era. Questo fu il problema. Altrimenti avremmo utilizzato anche in quei giorni la telecamera.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco, torniamo invece all'esito di questa attività che lei ha potuto in qualche modo approfondire, compiuta dal ROS di Torino nei confronti del signor Palumbo. Lei ha accennato già al fatto, al luogo dove è avvenuto l'arresto, i luoghi che sono stati identificati, perquisiti, vetture e quant'altro compresi.
Ecco. La domanda è questa allora: lei ha avuto modo di verificare se questo materiale, rinvenuto a seguito di questa attività di perquisizione, presentava degli aspetti, presentava dal punto di vista del suo contenuto, un qualche cosa che fosse, nella sua ottica di funzionario di Polizia Giudiziaria, significativo, rilevante per un ulteriore approfondimento di indagine?
TESTE Messina: Le dico di più, dottore. Io ho soffermato particolarmente la mia attenzione su quanto è stato trovato nel box di viale Sarca 77, perché lì avevamo visto, il signor Lo Nigro aveva lasciato l'autovettura. E quanto in particolare era stato trovato, in sede di perquisizione, nella famosa Volvo Polar.
Perché, come lei ricorderà, all'interno di questa macchina si era recato questo tizio, che era salito lì, in via Don Minzoni e quella macchina aveva fatto questa strana... c'era stato uno strano movimento. Per cui ci interessava verificare in particolare cosa c'era nel box, cosa era stato rinvenuto nel box e all'interno della macchina. Naturalmente anche a bordo della Micra, che era stata nella disponibilità del signor Lo Nigro.
Per la verità, abbiamo avuto modo di riscontrare la presenza di elementi significativi.
Quanto alla domanda che fa lei, in riferimento a qualcosa che può essere importante per un funzionario di Polizia. Sicuramente è stato importante sul momento l'aver appurato che, all'interno dell'autovettura Volvo, di cui stiamo parlando, i Carabinieri, tra l'altro, rinvennero dei bigliettini, di cui uno in particolare aveva delle caratteristiche veramente peculiari. Perché erano elencate una se... cioè, c'erano una serie di parole, erano trascritte una serie di parole che inevitabilmente portavano a pensare ad armi. Cioè, c'era scritto Uzi, c'era scritto... per la verità c'era scritto Clock (?), c'era scritto Sigsauer(?).
Sono, per chi è del ramo - io ho diretto per tanti anni la Sezione Antirapine della Squadra Mobile di Milano e si sono sequestrate tante armi nel corso dell'attività di istituto - sono elementi univocamente riportanti ad armi. Questo dato logicamente ha richiamato la nostra attenzione. Come ha richiamato l'attenzione dei Carabinieri, che hanno la stessa altrettanto esperienza.
Poi furono rinvenute... fu rinvenuta una discreta quantità di danaro, anche in valuta estera, una cartina geografica del Marocco, una serie di dati comunque attestanti la frequentazione del Nordafrica - cioè indicazioni, numeri telefonici - un paio di telefonini cellulari, praticamente uno dei quali ETET (?), ATET (?), o qualcosa del genere, insomma un telefonino cellulare diverso dai normali telefonini Telecom. Un apparato ricetrasmettitore.
Insomma, tutta una serie di circostanze che sicuramente avevano una qualche peculiarità, sotto l'aspetto diciamo investigativo.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la perquisizione eseguita nei confronti del signor Lo Nigro... del signor Palumbo.
TESTE Messina: Del signor Palumbo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, è stato un lapsus mio.
TESTE Messina: Del signor Palumbo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma un lapsus non casuale.
Lei ha citato un bigliettino che menziona delle...
TESTE Messina: Un elenco di armi.
PUBBLICO MINISTERO: ... scritte, che lei interpreta alla luce della sua esperienza...
TESTE Messina: Come elenco di armi.
PUBBLICO MINISTERO: ... come un elenco di armi, o qualche cosa di simile.
Ce l'ha sott'occhio il bigliettino? O il testo del bigliettino.
TESTE Messina: Vedo di trovarlo, dottore.
Sì, eccolo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi fa una cortesia dottor Messina? Ce l'ha sotto gli occhi lei, proprio il bigliettino?
TESTE Messina: Il bigliettino ce l'ho...
PUBBLICO MINISTERO: Se si accende quell'apparecchiatura lì. Le spiace? Grazie. E lei magari si disloca con codesto biglietto da quella parte.
Questo bigliettino viene esattamente quindi dalla perquisizione e sequestro eseguita?
TESTE Messina: Sulla Volvo Polar, di cui ho precedente accennato, dall'Arma di... dal ROS di Torino, in data 26 aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, occupiamoci di questo bigliettino rapidamente. Siccome si parlava appunto di qualche cosa che, dal punto di vista investigativo appariva, secondo la sua valutazione, rilevante, bisognerebbe che lo illustrasse.
TESTE Messina: Allora, guardi dottore, quando io mi sono riferito alla parola Clock, intendevo riferirmi a questo appunto. "2 Clock". "2 Clock", secondo la mia valutazione, o meglio, secondo la mia esperienza, possono benissimo essere due Glock (?). La Glock è un'arma particolare, è una pistola semiautomatica con caratteristiche peculiari, perché è fatta di materiali difficilmente rilevabili ai normali metal detector. Quindi è di alta trasportabilità, viene utilizzata...
Poi c'è sotto la dizione "2 Micro più S" (?). Su questa indicazione io posso dire che, per esperienza diciamo professionale, non mi è mai capitato di vedere diciamo delle armi che hanno questa indicazione. Però esistono diciamo delle armi, diciamo ad alta trasportabilità che sono i Miniuzi, che possono essere genericamente indicati anche con queste indicazioni.
Poi c'è invece una indicazione molto più chiara, a mio giudizio, che è riferita, sempre in tema di armi. Questa qui, che vedo qui adesso è "Ingram più S" (?). L'Ingram è, corrisponde la dizione Ingram a un modello di mitra, che è simile anche all'Uzi e che quindi viene definito genericamente pistola mitragliatrice, mitraglietta, che più volte abbiamo sequestrato ripeto, in Milano, nella disponibilità di malavitosi insomma, ecco.
"10 38 Special". Il 38 Special è un calibro americano, più o meno assimilabile al nostro Calibro 9, e caratterizza le armi a tamburo. Quindi 38 Special è proprio un'arma della Smith & Wesson, che è denominata proprio 38 Special, modello 38 Special Smith & Wesson.
Dunque, io qui leggo: "7,65 Scorpio". Anche questa è una indicazione perfettamente compatibile con il modello di un'arma. Perché esiste una pistola calibro 7,65 Scorpio.
Poi leggo "Silenzio e Kalask". "Silenzio e Kalask". Per quanto abbiamo avuto modo di vedere prima e quindi per quanto abbiamo avuto modo di valutare prima, per quanto ho avuto modo di esprimere prima, Silenzio e Kalask li posso attribuire, per la mia esprienza professionale, a un'arma perché il Kalashnikov è un fucile mitragliatore che ha diciamo, il cuo nome parte con questa "K", cioè che ha questa... che viene denominato... per la verità si chiama fucile HK, c'ha tutta una sua denominazione. Però volgarmente, genericamente è un'arma nota e viene definita Kalashnikov.
Anche giù, vedo che qui c'è "200 P per S, 50 per Kalask", viene ripetuta la dizione Kalask e potrebbe... No, no...
"Per Cosimo 2 Microuzi, 2 Clock escuso Letrico" (?).
Allora, mi riallaccio a quello che ho detto prima. Microuzi. Uzi, per quanto è a mia conoscenza è, ripeto, un'arma israeliana, ad alta frequenza di fuoco, un'arma particolare, di facile trasportabilità, di facile occultamento. Esiste un modello che è il Miniuzi, che è più piccolo rispetto all'Uzi, che già è di per sé trasportabile. E quindi questo è quanto.
Clock, ho già detto che esiste un'arma, una pistola semiautomatica che si chiama Glock e che è praticamente un'arma austriaca con caratteristiche di un certo tipo.
Non ho motivi, cioè non ho elementi per valutare il significato di, o comunque la parola "Letrico, escuso Letrico" (?), eccetera.
AVVOCATO Florio: Presidente. Presidente. Avvocato Florio, posizione Lo Nigro, in questa occasione.
Ritiene questa difesa che comunque, anche se ho fatto finire di leggere il dottor Messina, comunque questo documento non possa, ai sensi dell'articolo 240, né essere acquisito, né tantomeno essere utilizzato perché appare come documento completamente anonimo.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito qual è il problema. Ormai la domanda è stata fatta: "quod factum in fecti fieri nequit", ma insomma, questo avrà la sua importanza. E' un documento che la Corte ha già ammesso. Allora è una questione, è un contenzioso che se vuole il difensore lo riapra con la Corte. Ma c'è un'ordinanza della Corte che ha ammesso i verbali di sequestro, i documenti. Quindi, come si fa a dichiarare inutilizzabile un documento che già ha formato oggetto di ammissione come mezzo di prova da parte della Corte.
Ora, nel mezzo dell'esame no, sicuraemnte no. Essendo il documento ammesso, io di domande penso poterne fare questa ed altre, finché non si sconfini nell'irrilevante, o nel... Mi pare, no, che questo debba essere...
PRESIDENTE: L'avvocato non si è opposto alle domande. Si è opposto all'utilizzabilità del documento. Di conseguenza, la Corte si riserva...
PUBBLICO MINISTERO: Se fosse inutilizzabile - mi perdoni, Presidente - io non potrei farci nessuna domanda sopra.
PRESIDENTE: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sennò sarebbe...
PRESIDENTE: E' stato ammesso e il discorso non si può modificare. Si riserva sull'utilizzabilità nel prosieguo.
Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Messina, questo appunto lei l'ha giudicato investigativamente significativo, e ne ha spiegato le ragioni per cui.
Volevo sapere se lei ha avuto la possibilità, o addirittura se le è stato espressamente richiesto di verificare la riferibilità, la rapportabilità tra il contenuto di questo documento ed altra eventuale documentazione.
TESTE Messina: Sì, sì. Posso...
PUBBLICO MINISTERO: Documentazione acquisita nel contesto dell'investigazione, riguardante i personaggi di cui si sta occupando questo processo.
TESTE Messina: Sì, sì, le confermo, dottore. Posso confermarglielo. Perché la peculiarità diciamo, di questo documento sta in questo: all'interno della documentazione, tra la documentazione che ho precedentemente citato, allorché ho avuto modo di parlare delle carte pertinenti a Fiore Giuseppe e ad Altieri Giovanna, rinvenuta nel possesso del signor Mangano Antonino all'atto della sua perquisizione. Venne rinvenuto un bigliettino avente le stesse indicazioni, nel posse... tra le carte rinvenute in occasione della perquisizione eseguita a carico di Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Documento identico che vuol dire? Che era la fotocopia?
TESTE Messina: No, no. Intendo dire che ha le stesse indicazioni, dottore. Cioè, è un documento con le stesse indicazioni: "2 Clock, 2 Micro".
PUBBLICO MINISTERO: Analogo nel senso del contenuto?
TESTE Messina: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Messina: Assolutamente analogo nel senso del contenuto. A casa del signor Mangano Antonino.
Posso spostarmi, posso rientrare...
PUBBLICO MINISTERO: Mah, dottor Messina, io avrei bisogno di sottoporle un paio di fotografie.
TESTE Messina: Certo, dottore. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi secondo me se resta lì.
TESTE Messina: E' meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Mi fa più comodo.
Questa è un'attività di investigazione fatta nell'aprile del '95 e evidentemente anche nei giorni successivi, perché lei ci ha precisato che l'annotazione con la quale l'ha inoltrata è del 12...
TESTE Messina: Luglio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... luglio del '95. Quindi successiva a una serie di avvenimenti riguardanti anche questo processo.
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Sempre per seguire uno schema di ordine cronologico, che è quello più pratico. L'attività successivamente compiuta dal suo Centro, in relazione a questa indagine, qual è stata?
TESTE Messina: In relazione a questa indagine sono stati svolti accertamenti naturalmente finalizzati a chiarire esattamente la posizione diciamo di questi calabresi in relazione ai soggetti che naturalmente fanno parte anche...
PUBBLICO MINISTERO: Ora i calabresi momentaneamente li accantoniamo, salvo che non ci interessi tornarci sopra.
No, no, parlavo proprio del filone investigativo principale, cioè a dire quello che riguarda proprio...
TESTE Messina: Abbiamo eseguito una serie di riscontri, di carattere diciamo delegati, naturalmente su delega, sulla vostra delega, che sono derivati dalla collaborazione di una persona che ha reso dichiarazioni anche su questi argomenti.
Allora su delega dell'A.G. competente, ci siamo trovati a eseguire riscontri di parti di dichiarazioni che riguardavano anche questi episodi che noi avevamo in qualche modo accertato in sede di iniziativa, in sede di sviluppo delle risultanze dei pedinamenti, di cui le ho già avuto modo di parlare.
PUBBLICO MINISTERO: Detto in altri termini, di che cosa si trattava?
TESTE Messina: Si parla dei riscontri alle dichiarazioni rese da Carra Pietro, insomma. E si parla in sostanza di riscontri relativi proprio a quel servizio, a quei fatti - di cui ho, sui quali ho appunto reso dichiarazione - segnatamente in relazione al 24 aprile 1995.
PUBBLICO MINISTERO: Non a caso le ho chiesto prima se erano mai stati fatti servizi fotografici il giorno 22 e il giorno 24, in occasione appunto dei pedinamenti. Lei ha spiegato alla Corte no, e la ragion per cui.
Ho bisogno di porle allora in forma diretta la domanda: se poi questi luoghi sono stati oggetto di una rilevazione fotografica da parte del suo ufficio, quali e sulla base di quale direttiva o delega di indagine...
TESTE Messina: Sì, sì. Sono stati oggetto di rilevazione fotografica sulla base di specifica delega, conferita dal P.M. di Firenze, qui da lei e sulla base appunto di un'attività di individuazione di persone e di luoghi, eseguita dal signor Carra, alla sua presenza dottore e alla quale anche io ho compartecipato in sede di assistenza alla Polizia Giudiziaria.
Sulla base di questa attività, l'esito di questa attività ha formato oggetto di delega che lei ha conferito a me e che io ho sviluppato segnatamente in riferimento al rilevamento fotografico di luoghi indicati dal propalante. In quella occasione, quindi alla sua presenza e ritualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, abbiamo... Maresciallo Scelso, qui...
Allora, dottor Messina, arriva un inserto fotografico. Prima di tutto se si tratta di quello realizzato nel contesto di questa attività di individuazione e rilievi fotografici di cui si parlava un attimo fa.
TESTE Messina: Sì, dottore. Questo è un fascicolo fotografico che abbiamo trasmesso noi, in esecuzione a delega che lei ha conferito e riguarda proprio la rilevazione fotografica di luoghi indicati in quella sede, cioè in sede rituale di individuazione fatta dal Carra, personalmente a lei e anche in mia presenza. Luoghi che ripercorrono, in qualche modo, i fatti che io ho descritto e luoghi che il Carra ha aggiunto nel corso dell'espletamente di quell'atto di individuazione.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Scelso, ce la fa a togliere tutto quel riflesso lì sopra? Perché non riesco a vedere nulla. Mi pare che la situazione sia migliorata.
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Messina.
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche in maniera succinta.
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se ed in quanto vi siano luoghi, riprodotti in quelle foto, che hanno a che fare con l'episodio che lei ha raccontato, del 24 aprile del '95, con la vicenda del 24 aprile del '95. Individui da sé le fotografie. Le fotografie, i luoghi sulla, vedo l'estratto di piantina cittadina.
TESTE Messina: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E fornisca tutte le illustrazioni del caso alla Corte.
TESTE Messina: Allora, inizio col dire che si tratta proprio dei luoghi che ho indicato nel corso del pedinamento. Come... Non so se è possibile verificare. Questa è la via Grandi, cioè la via nella quale... e qui c'è il campo volo.
PUBBLICO MINISTERO: Quella roba verde è il campo di volo?
TESTE Messina: Sì, sì, confermo. Questo è il campo di volo. Questo è un campo di volo che è piuttosto grande, come si vede.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Messina: In questa zona è avvenuta la gran parte del servizio di pedinamento che io ho descritto, cioè si sono verificati i fatti che io ho descritto.
Come si può vedere agevolmente, alla via Grandi corrisponde una trasversale, che è la via Don Minzoni. Nella via Don Minzoni esiste quell'area di parcheggio, adibita a parcheggio autocarri, che io ho descritto in quanto mi è stata indicata dal maresciallo Tessari che nell'occasione era l'unico posto in una situazione tale da poter osservare.
In via Grandi, esattamente all'altezza di questo capannino, che io vedo qui, in questa fotografia e che si trova esattamente in questa zona cerchiata in rosso. C'è il parcheggio dove sono... erano messe le macchine a spina di pesce, che io ho descritto e dove mi sono messo io quando ho visto che sono scesi con questo cane, hanno posteggiato la Volvo e sono andati in mezzo al campo di volo, accedendo peraltro da una rete che era stata...
Come si vede, esiste questa... cioè, la via è trasversale e quindi, in sostanza questo è, nella piantina, quello che... questi sono i luoghi teatro del servizio di pedinamento, che si sono verificati in Bresso. Del pedinamento che si è verificato in Bresso.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Nelle foto successive penso si...
TESTE Messina: Sì. Le foto successive sono...
PUBBLICO MINISTERO: Scendano nei particolari.
TESTE Messina: Sì, sì, dottore. Questa... Allora, perfetto. Questa è... diciamo, alle nostre spalle c'è Milano, sulla destra c'è il campo volo, tutto questo verde è il campo volo.
PUBBLICO MINISTERO: Quella cerchiatura di rosso identifica quello stesso edificio...
TESTE Messina: La capannina.
PUBBLICO MINISTERO: La capannina?
TESTE Messina: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma credo che la Corte possegga...
TESTE Messina: Ah, vado avanti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, appunto.
TESTE Messina: Ah, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Non starei a soffermarmi...
TESTE Messina: Qui è lo stesso discorso, però è ripreso dalla parte opposta. Alle nostre spalle c'è Cormano.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Messina: Sempre un particolare.
Allora, questo... Dunque, dottore, questo è l'indicazione di una via che non ha un diretto riferimento con il servizio di quella giornata.
PUBBLICO MINISTERO: Del 24 aprile.
TESTE Messina: Esatto. Perché si tratta dell'indicazione di una via che consente poi di, attraverso un tragitto che fu indicato dal propalante, di giungere in un altro luogo, che è indicato - chiedo scusa, ma devo tornare indietro per far capire bene alla Corte - che è indicato in questa cartina iniziale. Ed è questo luogo che, ripeto, è eccentrico rispetto al servizio, e che indica invece una località individuata dal Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Dall'individuante.
TESTE Messina: Che è una ditta che si chiama Colortex, il cui stabilimento si trova in questa via che si chiama via Galileo Galilei.
La ditta Colortex è emersa nel corso delle indagini, cioè, non soltanto perché è stata individuata naturalmente dal Carra. Nel senso che...
PUBBLICO MINISTERO: Se non fosse stata individuata, lei non avrebbe fatto queste fotografie. Tanto per dirla in una maniera molto sbrigativa.
TESTE Messina: Sì. Cioè, la ditta Colortex è ditta sicuramente collegata al signor Palumbo, di cui ho spiegato.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, questo magari è bene che lo dica, dottor Messina.
TESTE Messina: Nella sostanza, attraverso la valutazione e l'approfondimento degli accertamenti sul conto del signor Palumbo e del signor Nirta, sono stati appurati contatti frequentissimi con il signor Pigoli Dario, che è praticamente contitolare di questa ditta Colortex.
E' stato poi appurato, attraverso accurata osservazione degli atti dell'Arma dei Carabinieri, a cui ho fatto riferimento, che a quella ditta, o comunque in quella ditta, si erano svolte attività di commercio di stupefacenti, o pertinenti strettamente al commercio di stupefacenti, di cui si erano occupati gli stessi Carabinieri, pervenendo al sequestro, in altra località, di consistente quantitativo di stupefacente e che avevano posto sotto osservazione anche questa ditta.
PUBBLICO MINISTERO: I Carabinieri, si intende il ROS di Torino?
TESTE Messina: Carabinieri, intendo il ROS di Torino. La Sezione Anticrimine di Torino, ROS di Torino.
Quindi questa ditta non è un elemento eccentrico rispetto a Palumbo e rispetto a Nirta. Sicuramente rispetto a Palumbo c'è un rapporto diretto perché i contatti col signor Pigoli Dario, contitolare, sono frequentissimi.
Allora, attraverso queste... Cioè, queste strade, sono sempre strade del Comune di Bresso e comunque della zona relativa appunto a questi tre obiettivi, sono strade che consentono di arrivare a questi tre obiettivi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Messina: Qui c'è l'indicazione del parcheggio. Questo è il parcheggio presso il quale sostano gli autocarri della via Don Minzoni. Questa è la via Don Minzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
TESTE Messina: Sì, questa è una... sempre l'indicazione del parcheggio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, comunque vedo le didascalie che accompagnano queste foto, sono molto precise, sono molto puntuali.
TESTE Messina: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Panoramica della foto 4, panoramica della foto 2, particolare". Quindi possiamo anche...
TESTE Messina: Anche qui ci siamo soffermati, vede? Il tratto di strada tratteggiata è proprio quello dove parcheggiano i camion, sempre in via Don Minzoni.
Questo è sempre la stessa... sempre il particolare della via Don Minzoni.
Ancora via Don Minzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Via Don Minzoni, quella che è stata meglio tenuta sotto controllo dal maresciallo Tessari.
TESTE Messina: Tessari. Cioè quella dove avviene, dove il tizio con i riccioli sale sulla macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ci siamo capiti.
TESTE Messina: Questa invece è già una prima panoramica della via Galilei, cioè la via dove si trova la ditta Colortex.
PUBBLICO MINISTERO: Colortex.
TESTE Messina: Qui, cerchiata dal rosso, c'è proprio la ditta Colortex, vista in lontananza.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Ancora sulla ditta Colortex, sia qui che qui. L'entrata della ditta Colortex.
Dunque, questi sono i cancelli di entrata sempre del cortile della predetta ditta Colortex.
Sono particolari sempre della ditta Colortex.
Anche questi, col materiale accatastato dentro.
Allora, dottore, qui si entra in un altro ambito.
PUBBLICO MINISTERO: Entriamo nell'altro ambito.
Lei sta continuando a illustrare i rilievi fotografici eseguiti per delega del Pubblico Ministero a seguito degli atti di individuazione ai quali ha partecipato...
TESTE Messina: Si tratta di altri luoghi...
PUBBLICO MINISTERO: ... anche il dottor Messina.
TESTE Messina: Anche il dottor Messina, sì.
Si tratta di altri luoghi individuati, in sede di quell'atto, dal Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Andiamo avanti.
TESTE Messina: Qui si parla di un ristorante.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Si tratta di un luogo ove è ubicato un ristorante. Ristorante Arceri. Ho già avuto modo di parlare del ristorante Arceri a proposito del servizio.
Ora, il Carra indica il ristorante Arceri.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
E' quello lì all'angolo, con quella...
TESTE Messina: Esatto, questo che è cerchiato, eccetera.
Il ristorante è in via Fulvio Testi, eccetera.
Ancora una volta il ristorante Arceri.
Questa invece è altro luogo, è insieme di altri luoghi individuati ritualmente che riguardano sempre permanenze del signor Carra in Milano e che sono state individuati sempre a seguito di quelle attività di accertamento.
Nella fattispecie, viene individuata un'autofficina che si trova nei pressi di viale Fulvio Testi; nonché un hotel che si trova in viale Fulvio Testi e che si chiama Gala, presso il quale abbiamo fatto un accertamento finalizzato a verificare la presenza del signor Carra in Milano nel 1995.
Abbiamo effettivamente verificato la sua presenza all'interno del predetto hotel nel maggio del '95, nella notte tra il 2 e il 3 maggio del 1995, tra il 3 e il 4 maggio del 1995. Adesso non ho davanti l'annotazione, dovrei...
PUBBLICO MINISTERO: L'annotazione ce l'ha sul tavolo di là.
TESTE Messina: Credo di averla di là, sì. Comunque è o il 2 e il 3, o tra il 3 e il 4.
Abbiamo acquisito anche i dati...
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno che il punto sia illustrato con precisione. Quindi rimandiamo a fra un attimo.
TESTE Messina: Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Finiamo rapidamente questo discorso qui delle località individuate.
Quello è l'albergo...
TESTE Messina: Allora chiedo scusa dottore, questo è l'albergo. Questo ho detto è l'autofficina individuata dal signor Carra; e questo è invece il civico 90 di viale Fulvio Testi, che individua sostanzialmente l'abitazione di cui abbiamo modo di parlare a proposito di Palombo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Queste sono delle panoramiche... ecco, così si vede meglio dell'hotel Gala di cui dicevo prima...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: ... anche qui sempre l'hotel Gala.
Ecco, qui invece ci troviamo dinanzi allo stabile contrassegnato dal civico 90. Come si ricorderà, nel corso della mia testimonianza, ho parlato proprio del...
PUBBLICO MINISTERO: Supermercato.
TESTE Messina: ... supermercato, dove posteggiò. Qui c'è il civico 90, l'entrata del civico 90.
Ancora il civico 90, sempre il civico 90.
PUBBLICO MINISTERO: Qui siamo tornati all'officina, da quel che vedo.
TESTE Messina: Qui siamo tornati all'officina individuata.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Messina: Eccoci.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome non c'è più bisogno che si trattenga lì...
*TESTE Messina: Ritorno...
PUBBLICO MINISTERO: ... così concludiamo l'esame con altre due o tre domande.
Presidente, io credo di averne per un quarto d'ora ancora. Preferisce che io prosegua fino al termine, vuol fare la Corte cinque minuti di sospensione?
PRESIDENTE: Facciamo cinque minuti brevi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
Allora dottor Messina, visto ha fatto riferimento prima a quell'accertamento fatto presso quell'albergo, presso l'hotel Gala, ecco, vuole, per cortesia, dettagliare i termini e il contenuto di questo accertamento?
*TESTE Messina: Sì, l'accertamento riguardava sostanzialmente la possibile presenza in un albergo posto a una certa distanza da Fulvio Testi 90 del propalante.
Noi abbiamo individuato...
PUBBLICO MINISTERO: Lasciamo perdere il propalante. Diamogli un nome...
TESTE Messina: Allora, nella notte tra il 2 e il 3 maggio 1995 risulta la permanenza di Lo Nigro Cosimo e di Carra Pietro presso l'albergo Gala sito in Fulvio Testi.
PUBBLICO MINISTERO: Hanno preso alloggio insieme e sono andati via insieme anche?
TESTE Messina: Hanno alloggiato nella stessa stanza e se ne sono andati tutti e due assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Il numero della stanza?
TESTE Messina: Aspetti che glielo dico. Allora la stanza è la numero 6.
Entrambi alloggiati alla stanza numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Sono stati identificati con documenti di identità?
TESTE Messina: Sì. Sono stati identificati con documenti di identità che sono stati acquisiti... son state acquisite le copie del rispettivo brogliaccio del registro dell'albergo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, sono stati...
TESTE Messina: Documenti identificativi, carte di identità.
PUBBLICO MINISTERO: Son riportati sulla...
TESTE Messina: Sul tabulato di cui è stata estratta copia.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
Poi lei ci ha già spiegato quello che risulta circa questa azienda in via Galilei, la Colortex. Poi...
TESTE Messina: Riconducibile a Pigoli Dario.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo sapere...
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... se lei ha fatto accertamenti ulteriori rispetto a questa ditta a seguito degli atti di individuazione delle deleghe ricevute dal Pubblico Ministero di Firenze.
TESTE Messina: Sempre allo scopo di verificare l'ambientazione della ditta?
PUBBLICO MINISTERO: Ha già riferito che cosa emergeva nell'indagine...
TESTE Messina: Dei Carabinieri, no. Io mi sono limitato a individuare la ditta e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
L'altro punto è questo: circa quell'officina di elettrauto...
TESTE Messina: Allora, l'officina è stata individuata in quanto presso quell'officina è stato,... come posso dire?, condotto l'autocarro, perché aveva dei problemi all'impianto elettrico.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma avete fatto un qualche accertamento specifico atto a verificare...
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... se risultava che c'era stata una riparazione?
TESTE Messina: Sì, l'officina è stata individuata.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Messina: Al di là, diciamo, della individuazione dell'officina, riparazioni non ne abbiamo... cioè, rilascio di documentazione attestante questa riparazione, io non ne ricordo, dottore.
Abbiamo fatto accertamenti specifici verificati... cioè, tendenti a verificare se era compatibile la presenza di un autocarro in quelle date in Milano, o comunque nella disponibilità della persona che aveva rilasciato le dichiarazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Messina: Questo lo abbiamo fatto.
Se vuole io le illustro l'esito di questa attività.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo che le stavo per chiedere di illustrare infatti.
TESTE Messina: Allora, praticamente noi si è effettuato una serie di accertamenti attraverso l'elaborazione di tabulati estrapolati presso la Compagnia di Navigazione Grandi Traghetti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Attraverso questi accertamenti, abbiamo appurato nella fattispecie che esisteva contezza di uno spostamento, o meglio esisteva contezza della presenza a bordo del natante che ha operato sulla rotta Palermo-Genova in data 01/05/1995, di autocarri, cioè di mezzi contrassegnati di targhe che potevano perfettamente ricondurre a Carra per esito di pregressi accertamenti e che sono la targa CL108208 e la targa PA9782.
Queste sono targhe che contrassegnano motrice e rimorchio di un autocarro riconducibile pacificamente al Carra.
Questo natante praticamente ha viaggiato il 1 maggio sulla rotta Palermo-Genova. Lo stesso automezzo rientra da Genova a Palermo in data 04/05/1995.
Quindi c'è omogeneità e compatibilità temporale con l'accertamento eseguito presso l'hotel Gala.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Abbiamo parlato della notte tra il 2 e il 3 e parliamo del rientro in data 04/05/1995.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo sapere gli imbarchi sono stati fatti a quale nominativo?
TESTE Messina: Noi abbiamo valutato anche se esisteva la presenza del nominativo Rubino Francesco, perché questa era l'indicazione fornitaci per individuare, diciamo, il...
PUBBLICO MINISTERO: Il viaggio.
TESTE Messina: ... il viaggio. Effettivamente, su questa lista passeggeri è stato individuato il nominativo di Rubino Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: E' al nominativo di Rubino Francesco che si riconducono, si riconduce l'imbarco...
TESTE Messina: Sì, gli automezzi. Gli automezzi di cui ho appena citato. Gli automezzi, il mezzo e le...
PUBBLICO MINISTERO: E' un mezzo con due targhe.
TESTE Messina: ... targhe...
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Messina: Il mezzo che è formato da rimorchio e motrice si riconduce a Rubino Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre che di spostamenti via mare, vi siete occupati di accertare spostamenti via aria, cioè con l'aeroplano?
TESTE Messina: Sì, io volevo dire una cosa dottore, se è...
PUBBLICO MINISTERO: Dica, dottore.
TESTE Messina: Siccome si tratta dello stesso accertamento, se lei consente io glielo dico adesso perché tanto...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Noi abbiamo esteso questo accertamento sugli automezzi che hanno viaggiato sulle navi anche al periodo di cui ho fatto precedentemente menzione nel corso del discorso sui servizi, cioè dal 22/04 al 24/04.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: A proposito della compatibilità e del riscontro alle dichiarazioni di Carra, effettivamente, devo dire che traccia di queste medesime targhe è stata trovata a bordo dei natanti che hanno viaggiato da Palermo e Genova - quindi verso Nord - in data 22/04/1995, e, al contrario, si riscontra la presenza però di una sola di queste due targhe - quindi evidentemente ha viaggiato soltanto la motrice - in data 24/04/95.
Cioè è esattamente la stessa data nella quale è stato effettuato il servizio a Bresso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Messina: Ecco, questo per essere...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Messina, ormai che ci siamo, giustamente lei ha richiamato questo particolare, i dettagli. Nel senso che si tratta dei traghetti partiti rispettivamente da Palermo il?
TESTE Messina: Da Palermo il 22 aprile, quindi il giorno in cui arriva su...
PUBBLICO MINISTERO: 22 aprile e con arrivo il? A Genova?
TESTE Messina: A Genova il 23.
PUBBLICO MINISTERO: 23, che cos'era imbarcato esattamente?
TESTE Messina: Dunque erano imbarcati i mezzi targati- come ho detto precedentemente - PA15424 e CL108208.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi gli stessi mezzi...
TESTE Messina: Gli stessi che...
PUBBLICO MINISTERO: ... che si imbarcheranno a distanza di dieci giorni.
TESTE Messina: Confermo.
Poi, il 24 rientra soltanto il Caltanissetta 108208. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Che imbarca, quindi, a Genova?
TESTE Messina: Che imbarca a Genova e arriva nella mattinata successiva a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Messina: Il 25 mattina è a Palermo-.
PUBBLICO MINISTERO: Associati a qualche nominativo questi imbarchi?
TESTE Messina: Questi non sono stati associati ad alcun nominativo. Qui non è stato trovato alcun nominativo specifico sul... Mentre, nel secondo caso, come le ho detto, c'era il nominativo Rubino Francesco per gli stessi mezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Torniamo alla domanda, a quella che riguardava gli accertamenti sugli aeroporti.
TESTE Messina: Sì. Allora, noi si è fatto una serie di attività anche sugli aeroporti e, quindi, le rispondo positivamente. E, sulla base di questa attività, è stata individuata la presenza di un passeggero avente le generalità di sesso maschile, avente generalità Carra Pietro...
Scusi un attimo dottore, che prendo l'annotazione che ho redatto io personalmente.
Comunque il 17 febbraio è la data dell'imbarco dall'aeroporto di Milano Linate sul volo del tardo pomeriggio da Milano a Palermo. Il biglietto fu fatto direttamente... viaggiò senza bagaglio e il biglietto fu fatto direttamente all'aeroporto di Linate.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere ancora più preciso su questo punto? Perché credo che la DIA abbia accertato qualche cosa ancora di più puntuale.
TESTE Messina: Sì, noi abbiamo accertato il numero del volo e anche il posto che ha occupato questo signore.
PUBBLICO MINISTERO: Allora vorrei il numero del volo, l'orario del volo e...
(voci sovrapposte)
TESTE Messina: Esatto, esatto. Si tratta di trovare l'annotazione, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, si tratta di quello del 27 novembre '95.
TESTE Messina: Stavo cercando.
27 novembre '95.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Messina: Eccoci. Eccoci. Chiedo scusa, signor Presidente...
Allora, il volo è contrassegnato dalla sigla AZ3668. Il volo è in partenza per Palermo da Milano Linate il 17/02/1995.
Il passeggero praticamente a nome Carra ha occupato il posto 30/C e ha provveduto direttamente all'acquisto del biglietto aereo presso il locale aeroporto.
Ha effettuato alle ore 20.29 di quella serata le operazioni di imbarco al check-in, naturalmente, ed era privo del bagaglio.
Questo lo si può individuare, perché l'Alitalia fornisce il check-in, la lista degli imbarcati, di quelli che effettivamente hanno viaggiato e con una sigla indica se hanno viaggiato con bagaglio o meno. Qui evidentemente era privo di bagaglio e stava a Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, visto che stiamo parlando di Carra, ricorda se ha fatto degli accertamenti concernenti vicende specifiche per il figlio di Carra...
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... problema legato a un incidente stradale?
TESTE Messina: Naturalmente su sua delega, ho effettuato questi accertamenti. E, effettivamente, ho appurato che il figlio del signor Carra - che si chiama Carra Cristian e che è stato generalizzato nel predetto, nato a Palermo il 28/01/1986 - ha subìto, è stato, diciamo, vittima di un incidente stradale verificatosi in Milano, cioè verificatosi in Garbagnate, in data 12/05/1992.
Questo incidente stradale ad opera di ignoti, ha prodotto come conseguenza l'ospedalizzazione di questo ragazzo per una durata di circa una settimana presso l'ospedale di Garbagnate. Quindi fino al 18/05/92 è stato ricoverato.
Nel corso delle pratiche afferenti al risarcimento dei danni derivanti al ragazzo da questo incidente stradale, è stato appurato come, nella data del 6/04/1994 - quindi il 6 aprile '94 - a Milano, lo stesso Carra Cristian è stato sottoposto ad esame medico specificamente, diciamo, attivato dalla società di assicurazioni MAA; e questo fatto si è verificato, questa visita si è verificata in Milano negli uffici della suddetta assicurazione ubicati in via Tonale.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un dato che avete rilevato direttamente presso...
TESTE Messina: Questo è un dato che abbiamo rilevato attraverso diretti accertamenti sia presso l'ospedale che presso la società assicurativa denominata MAA.
PUBBLICO MINISTERO: Le è stata delegata, dottor Messina, un'attività di approfondimento e riscontro in merito a certe indicazioni tradotte anche in atti di individuazione compiuti con l'intervento di personale del suo ufficio - non suo personalmente, ma di personale del suo ufficio - in quel di Arluno?
TESTE Messina: Sì, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Messina: Dunque, sono state delegate e, quindi, in conseguenza, in ottemperanza a tale delega sono state effettuate indagini, finalizzate a individuare in Arluno la presenza di un soggetto che possa e che abbia fornito, comunque che abbia compartecipato nella sede, diciamo, in sede organizzativa, in sede logistica, ai fatti per cui è il procedimento.
Le indagini fino ad oggi non hanno dato alcun esito, né hanno portato a individuare soggetti, tra questi soggetti imputati in questo procedimento penale, non hanno portato a individuare appunto, responsabilità per questi fatti logistici eccetera a carico di alcuno di questi soggetti, insomma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, al suo ufficio è stata conferita delega per l'identificazione della persona...
TESTE Messina: Di una persona...
PUBBLICO MINISTERO: ... di cui aveva parlato Carra con riferimento al territorio di Arluno.
TESTE Messina: Proprio al comune di Arluno, al luogo di Arluno, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Identificazione in rapporto anche agli altri elementi circostanziali, quindi l'automobile...
TESTE Messina: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... il luogo e quant'altro.
TESTE Messina: Certo, certo. Certi punti di riferimento che noi abbiamo utilizzato nella ricerca, nel tentativo dell'individuazione.
PUBBLICO MINISTERO: E quest'individuazione, non...
TESTE Messina: Ad oggi non è avvenuta. Ad oggi non è avvenuta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Messina, per chiudere. Lei si è mai occupato ... detto meglio: investigativamente il nome Bellini Paolo le dice qualche cosa?
TESTE Messina: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare in che termini questo soggetto è un soggetto che esprime un qualche significato - e poi dirà quale - nell'ambito di questa investigazione?
TESTE Messina: Sì, sì. Allora io mi sono occupato del signor Bellini Paolo esclusivamente in un'occasione che è collocabile cronologicamente nel 1992, e segnatamente - appunto, per la precisione - nel 21 settembre del 1992.
Diciamo che a quell'epoca fui incaricato, unitamente ad un collega, di recarmi ad un incontro con il signor Bellini Paolo che mi fu indicato con generalità.
Cioè non mi fu detto: vai a sentire una persona. Mi fu detto: 'vai a quest'incontro con il signor Bellini Paolo'.
Questo incontro mi fu detto di averlo unitamente al collega responsabile della Sezione Preventiva dell'Ufficio della DIA di Milano. Questo perché si doveva valutare che cosa aveva da dire questo signore; e quindi si doveva valutare se si potesse trattare di un'attività che poteva espletare il nostro ufficio o sotto l'aspetto investigativo o sotto l'aspetto dell'analisi dei dati, poi, da elaborare investigativamente.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi dottor Messina. Prima di questa data, questo signore Bellini Paolo, per lei era un illustre sconosciuto o già aveva qualche significato?
TESTE Messina: No...
PUBBLICO MINISTERO: Intendo dire da un punto di vista professionale, lei ha detto di aver diretto la Sezione Rapina della Squadra Mobile di Milano...
TESTE Messina: Ah, ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: ... come ancora di andare a lavorare alla DIA.
TESTE Messina: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' giovane e buon per lei, ma, insomma, in qualche anno di attività professionale, c'era mai... aveva mai avuto a che fare...
TESTE Messina: Ma guardi, in undici anni io non avevo mai avuto modo di attenzionare o di avere a che fare con questo signore.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. L'incarico quindi di andare a incontrarsi con questo signore le venne dal?
TESTE Messina: Dal mio capo Centro. Capo Centro della DIA che mi chiama e mi dice a me e al collega, cioè, non è che chiama solo me...
PUBBLICO MINISTERO: Il suo collega è?
TESTE Messina: Il tenente colonnello Onorati.
PUBBLICO MINISTERO: Che dirigeva il reparto, dirigeva la Sezione Investiga...
TESTE Messina: Ufficio Indagini Preventive, cioè sostanzialmente si tratta di un ufficio che si occupa di analisi, analisi di dati, elaborazioni di dati che poi vengono passati all'Ufficio Investigativo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Messina: Raccolta dati, studio di mappe criminali. Questa qui in genere è l'attività.
Si va lì...
PUBBLICO MINISTERO: Il capo Centro, quindi, le dette tutte le coordinate per l'incontro?
TESTE Messina: No, mi disse praticamente: 'c'è da incontrare il signor Bellini Paolo' - non generalizzato perché praticamente l'abbiamo generalizzato sul momento, manco lui lo conosceva il signor Bellini Paolo - 'e, accompagnato nell'occasione da un ispettore di Polizia di Stato della Squadra Mobile di Reggio Emilia, che si chiama Procacci'. Ispettore Procacci.
Questo signore, praticamente, avrebbe accompagnato questo... e perché questo avrebbe potuto dirci delle cose che potevano essere valutate sotto l'aspetto della nostra attività istituzionale, no?, del contrasto all'organizzazione criminale eccetera eccetera.
Allora... dica dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Quando il capo Centro le disse, a lei e al colonnello Onorati, che avreste dovuto svolgere questa attività; vi dette qualche elemento che serviva a qualificare intanto almeno l'ambiente, la vicenda, i fatti, le persone sulle quali questo signor Bellini...
TESTE Messina: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... era opportuno...
TESTE Messina: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... che venisse assunto?
TESTE Messina: Siamo andati in due proprio perché era del tutto a scopo esplorativo, cioè, nella sostanza, lì fu individuato quello delle indagini giudiziarie per vedere se, parlando, venivano fuori circostanze attinenti all'indagine giudiziaria e quello delle indagini...
PUBBLICO MINISTERO: Preventive.
TESTE Messina: ... preventive per vedere se, in base alla sua conoscenza... poi il discorso è che si va noi di Milano, perché questo, praticamente, bisognava incontrarlo a Reggio Emilia, no?, o meglio a Piacenza,... no, a Reggio Emilia. L'ispettore era di Reggio Emilia: è un ispettore della Squadra Mobile di Reggio Emilia.
Allora ci dice praticamente di andare a questo incontro e, effettivamente, io e il collega, tenente colonnello Onorati siamo andati a questo incontro in Piacenza. Proprio per evitare di andare o noi a Reggio Emilia o lui a Milano. A metà strada: a Piacenza.
Siamo andati a Piacenza e abbiamo identificato compiutamente il Bellini, cioè, noi non abbiamo fatto l'incontro con il confidente, né con la fonte fiduciaria; noi siamo andati lì, abbiamo identificato - questo poi verrà fuori in sede di documentazione perché la documentazione che abbiamo estratto da questo incontro, è stata poi prodotta. Insomma abbiamo dovuto scrivere, abbiamo scritto perché naturalmente bisogna documentare questo genere di attività - noi abbiamo identificato il Bellini Paolo: nome, cognome e data di nascita. E abbiamo avuto questo colloquio alla presenza dell'ispettore Procacci.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
TESTE Messina: Alla presenza dell'ispettore Procacci.
Nel corso dell'incontro abbiamo praticamente appreso dal signor Bellini della sua volontà o della sua, diciamo... c'ha prospettato, in sostanza, la possibilità di fare un'attività tendente all'individuazione di un traffico di sostanze stupefacenti, che, in potenza, avrebbe portato all'individuazione dei canali di questo traffico di stupefacenti. Naturalmente... cioè, piuttosto in maniera generica, devo dire, senza soffermarsi... Al ché, a un certo punto, anche per una necessità nostra, gli abbiamo chiesto almeno di spiegarci come faceva a proporsi in questi termini, e, soprattutto, il connotato mafioso della vicenda. Perché, per istituzione, non è che uno si può... cioè, la DIA non può operare in sede, diciamo, investigativa generica; se si tratta solo di contrasto di stupefacenti c'è la Direzione Centrale del Servizio Antidroga, c'è la Squadra Mobile, ecc.
Allora, questo ci ha detto, nell'occasione, che lui era in grado, avrebbe potuto essere in grado, attraverso un suo contatto con la famiglia di Altofonte, o meglio, una persona in contatto con lui, a suo dire, appartenente alla famiglia di Altofonte, di individuare questo canale concernente il traffico di sostanze stupefacenti.
Ciò premesso, e questo è stato il massimo che è stato possibile tirargli fuori in quell'occasione, ha subito puntualizzato che questa cosa era possibile, sarebbe stato possibile farla, primo, ponendo lui delle condizioni. Se la DIA si fosse interessata, presso opportune sedi, al fine di favorire il trasferimento dal carcere a un nosocomio oppure a una struttura carceraria con ricovero ospedaliero, di almeno uno di questi quattro individui, che io cito perché ci colpirono immediatamente, in quel momento. Allora, citò: Calò Pippo, Calò Giuseppe inteso Pippo; Leggio Luciano, detto "Liggio", all'epoca ancora in vita; Brusca Bernardo; e Gambino Giacomo Giuseppe, detto "Pippo 'u tignoso".
Praticamente, citò questi quattro soggetti e disse che un intervento nelle sedi opportune per far spostare solamente questi, sarebbe stato un grosso accredito, per lui, nei confronti di quella organizzazione, o comunque di quella persona che lui diceva.
Ma non finì qui. Cioè, questo in via generale, poi, in secondo luogo, disse che comunque, se le cose sarebbero andate come dovevano andare, lui avrebbe avuto bisogno, atteso il fatto che stava per arrivargli - questo asseritamente, sempre per quello che sosteneva lui - proprio una sentenza, cioè, una... sì, una sentenza definitiva, ecc., temendo di essere arrestato per l'ordine di carcerazione, disse che praticamente ci saremmo dovuti interessare affinché lui potesse essere affidato al servizio sociale.
Allora, questi furono i dati, più lui non andò, noi a un certo punto prendemmo atto di questa cosa e, rientrando in ufficio, logicamente, rappresentammo la cosa a chi ci aveva mandato sul posto. Documentammo e esprimemmo quel nostro parere circa l'inopportunità, sia io che il collega, di dare seguito ad un'attività del genere, sotto ogni profilo, vuoi per la estrema fumosità, sul momento, della prospettiva, perché non è che... vuoi per l'impossibilità oggettiva, in un momento storico come quello, a pochissima distanza da due attentati gravissimi ai danni di due magistrati, di proporsi in sede istituzionale con storie del tipo di quelle che asseriva... voleva che si... e vuoi per la mancanza, in effetti, di grosso interesse sotto questo profilo, per il traffico di droga in quanto tale.
Per cui, da quel momento, relazioni di servizio, visto concordo del capocentro che evidentemente ha concordato con noi due, non abbiamo più avuto modo di proseguire in questa vicenda.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qualche altro dettaglio, dottore. Questa vostra valutazione, diciamo pure, negativa fu rappresentata sul momento a Bellini oppure rimaneste d'intesa in altro modo con Bellini?
TESTE Messina: No, noi, sul momento, al Bellini non è che rappresentammo chiaramente l'impressione negativa. Sicuramente, avemmo una reazione negativa percepibilissima, perché al momento in cui lui citò quei nomi, la prima cosa che gli dicemmo era che si trattava di un'ipotesi assolutamente improbabile. Ciò nonostante il Bellini continuò aggiungendo che poi, oltre a questo, c'era la necessità di avere l'affidamento, ecc.
Gli fu detto che praticamente era più no che sì, nella sostanza. Per una questione di correttezza nei confronti dell'ispettore Procacci, che era lì presente, noi non abbiamo, come posso dire, non dico mandarlo a quel paese, cioè ma non siamo stati molto, diciamo, come posso dire, cattivi...
PUBBLICO MINISTERO: Sbrigativi.
TESTE Messina: ... espliciti. Però, logicamente, il discorso era del tutto improponibile.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Seconda puntualizzazione. Nell'ambito di questo scambio di battute, dove è avvenuto, fra parentesi, dopo questa domanda?
TESTE Messina: Questo è avvenuto in Piacenza. In Piacenza in un bar nei pressi del... davanti alla Stazione Centrale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chiudo la parentesi, nell'ambito di questa conversazione con Bellini, il discorso si allargò a temi, a scenari diversi da quello degli stupefacenti? Ebbe a riguardare, in qualche modo, la possibilità, il pericolo, il rischio che accadessero azioni criminose riconducibili a quel contesto dal quale veniva il suo asserito contatto, la famiglia di Altofonte? Azioni criminose, magari, orientate verso il patrimonio artistico, il patrimonio storico, culturale in genere?
TESTE Messina: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo, vero, dottor Messina?
TESTE Messina: Sono certo, non sicuro, certo. Il fatto è che la valutazione di inopportunità sul momento fu nettamente condizionata, ripeto - perché questo è il passaggio mentale, cioè, che abbiamo avuto io e il collega - dalla genericità del progetto, genericamente, individuazione di canali di droga, dalla, diciamo, pretesa, in qualche modo poco oggettiva. Perché neanche la DIA, cioè, nessun organo può in quel momento storico... io non so se c'è un organo che è in grado in quel momento storico di favorire, o fare una cosa di quel tipo, o proporre nelle sedi istituzionali una cosa del genere. E, in terzo luogo, dalla estrema, come posso dire, cioè... Premesso questo discorso, noi abbiamo cominciato ad avere dei dubbi sulla volontà collaborativa di Bellini. Cioè, noi andiamo lì, identificando Bellini per nome e cognome, e ipotizzando che questo voglia collaborare con la Giustizia. Noi non andiamo lì per parlare con la fonte fiduciaria, dottore, ha capito? Per cui noi lo identifichiamo, nome e cognome e crediamo che voglia collaborare.
Questo signore, invece, ha fatto un discorso diverso. Evidentemente, nel presupposto che noi potessimo seguire la cosa in questa maniera. Ma questo non è stato fatto. Tant'è vero che la relazione di servizio è stata fatta in nome e cognome del signor Paolo Bellini, ecc.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stavo per arrivarci. Mi pare di averlo capito, ma la domanda gliela debbo riproporre, si limitò a parlare di una persona, a suo dire, appartenente alla famiglia di Altofonte o disse qualche cosa di più per qualificare, per caratterizzare questa persona?
TESTE Messina: Signor Presidente, io posso leggere la relazione di servizio...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimo, dottor Messina, le stavo chiedendo semplicemente se si limitò a dire che aveva un contatto con una persona appartenente...
TESTE Messina: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... alla famiglia di Altofonte o se, appena appena, disse qualche cosa in più circa com'era originato questo contatto, com'era maturato, in che ambienti, da quanto tempo?
TESTE Messina: Dichiarò di essere in grado di contattare una persona appartenente alla famiglia di Altofonte. Ma gli è stata tirata con le tenaglie perché non l'aveva neanche detto.
Quando gli è stato detto: 'guardi, noi siamo la DIA. O ci da un qualcosa per capire in che ambito possiamo muoverci noi, perché ha voluto parlare con noi, oppure...'. Cioè, se si tratta di droga, ripeto, ci sono organi demandati a questo tipo di attività.
Allora ci disse, dichiarò, praticamente, proprio questo: era in grado di contattare un personaggio - nient'altro - appartenente alla famiglia di Altofonte. Intendeva, naturalmente, con la famiglia di Altofonte intendeva la famiglia mafiosa di Altofonte.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poi ancora sta parlando, da qualche minuto, di una relazione fatta su questo avvenimento. Ecco, questa relazione fu redatta, quindi, quando?
TESTE Messina: E' stata redatta lo stesso giorno, appena siamo rientrati in ufficio ed è stata sottoscritta da me e dal collega. Quindi, il 21 settembre 199...
PUBBLICO MINISTERO: E' stata indirizzata a chi?
TESTE Messina: E' stata indirizzata al capo del Centro Operativo, come si fa con le relazioni di servizio, e sottoposta al vaglio. Perché l'ultima parola spetta... noi abbiamo verificato, il capo del Centro Operativo poteva confutare, l'ultima parola spettava al capo del Centro Operativo che ha apposto il suo visto concordo in pari data, perché, evidentemente, alla luce di quanto gli abbiamo detto, ha valutato, si è accordato a quello che abbiamo detto noi, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è stata fatta una relazione ad uso interno, per così dire...
TESTE Messina: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... del Centro. Senza trasmissione ad altri uffici, ad altre autorità di alcunché.
TESTE Messina: Non è stata trasmessa ad alcuno. E' stata archiviata e tenuta a documentazione dell'incontro tenuto da noi con il signor Bellini. Perché, tra le altre cose, non c'erano neanche gli estremi, detto francamente, per fare un'informazione a un'Autorità Giudiziaria. Non essendoci una notizia di reato bene definita, non essendoci assolutamente alcun estremo che comportasse l'obbligo di riferire all'A.G., è stato comunque ritenuto opportuno documentare e tenerla agli atti perché, professionalmente, noi usiamo fare questo. E' una scelta, diciamo, professionale.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, oggi se ne parla in quanto questa relazione non è rimasta lettera morta - "morta" è un modo di dire - negli archivi del Centro Operativo DIA di Milano. Vuol spiegare che cosa è accaduto successivamente?
TESTE Messina: Questa relazione è stata poi inviata, successivamente, al II Reparto. Il II Reparto della...
PUBBLICO MINISTERO: La Corte non sa cos'è il II Reparto, ce lo deve spiegare.
TESTE Messina: Il II Reparto della DIA è una struttura centrale che è Servizio di Polizia Giudiziaria, che svolge la mansione di Servizio di Polizia Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, una struttura a livello centrale...
TESTE Messina: Centrale. Questa struttura ha in qualche modo la supervisione, il coordinamento delle attività dei Centri Operativi che sono periferici. Cioè, sono strutture periferiche direttamente dipendenti dal II Reparto.
La corrispondenza diretta tra Centri periferici, anche quando, ripeto, è diretta, deve comunque passare per conoscenza al II Reparto.
La corrispondenza con le Autorità Giudiziarie, comunque passa dal II Reparto, che è un organo che ha compiti diciamo, organizzativi, direttivi e comunque di coordinamento di tutti i Centri Operativi che in quanto tali non sussistono autonomamente, sono comunque promanazione del II Reparto sul territorio.
Il II Reparto è il reparto della DIA che si occupa di investigazioni giudiziarie.
Quindi, questa trasmissione è stata fatta al II Reparto che è competente, naturalmente, alla valutazione, all'invio degli stessi atti ad altri eventuali Centri Operativi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo è accaduto in ragione di cosa?
TESTE Messina: Questo è accaduto proprio in ragione della necessità di inviare copie di questa relazione di servizio, naturalmente ad opera del Centro Operativo competente per territorio, Centro Operativo di Firenze, a codesta A.G., cioè a lei anche, dottore, perché, logicamente, era di rilevanza sotto l'aspetto, diciamo, investigativo farle pervenire questa relazione di servizio.
Premetto che i contatti di carattere, diciamo, operativo che hanno contrassegnato la nostra collaborazione anche per aspetti, diciamo, diversi dalle semplici deleghe, dal conferimento delle semplici deleghe, mi avevano portato a segnalarle la presenza di questo incontro che era a conoscenza mia, del personale del Centro Operativo di Milano e che sennò lei non avrebbe potuto conoscere, essendo l'atto documentato soltanto presso il Centro Operativo di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in tanto in quanto?, si dice dalle mie parti. Cioè, lei...
TESTE Messina: La posizione del Bellini aveva assunto...
PUBBLICO MINISTERO: ... l'ha segnalato...
TESTE Messina: Perché la posizione del Bellini aveva assunto una qualche rilevanza nell'ambito di queste indagini. Cioè, comunque io sapevo che se n'era parlato. La posizione del Bellini aveva una sua...
PUBBLICO MINISTERO: Da chi lo aveva saputo?
TESTE Messina: Da lei, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, questo ha la sua importanza, voglio dire.
TESTE Messina: Sì, sì. Generalmente tra Pubblico Ministero e investigatore che fanno le indagini c'è anche questo rapporto, diciamo, che va oltre la carta, insomma, un rapporto sempre nei limiti del rispetto delle reciproche competenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi, dottor Messina, le devo chiedere un'ultima cosa, perché su questo punto, mi pare anche di aver concluso la rassegna. All'inizio del suo esame è mancato un dettaglio. Non abbiamo detto in compagnia di chi si trovava Lo Nigro nell'occasione in cui ha fatto quella permanenza di due o tre giorni a Milano, nell'aprile del '95.
TESTE Messina: Lo Nigro si trovava in compagnia del suo papà e della sua mamma, e cioè dei suoi genitori, nonché della fidanzata, cioè, la signorina Giacalone Angela.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, detto questo la ringrazio, la ringrazio dell'esposizione e anche dell'attività che ha svolto.
TESTE Messina: Grazie a lei, dottore.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
I difensori hanno domande?
AVVOCATO Florio: Sì, avvocato Florio, buongiorno, dottor Messina.
TESTE Messina: Buongiorno, avvocato.
AVVOCATO Florio: Dunque, all'inizio del suo esame, lei parlò di quella ipotesi investigativa, e cioè, che, in ordine alla tecnica delle autobombe, la vostra attenzione si diresse in ordine a un'ipotesi mafiosa, citando: Pizzolungo, la vicenda del dottor Chinnici, il dottor Borsellino, anche il dottor Falcone, sia pure...
TESTE Messina: In relazione all'esplosivo.
AVVOCATO Florio: Ecco, ora però, ed è questa la domanda, volevo sapere se avevate qualche altro elemento, posto che, questo credo sia un dato oggettivo, la tecnica delle autobombe non è di pertinenza esclusivamente mafiosa, penso a Peteano, penso però anche ad altre vicende di terrorismo mediorientale. Ecco, volevo sapere se, oltre alla tecnica dell'autobomba, avevate qualche altro elemento in più da farvi dirigere verso quella pista.
TESTE Messina: La competenza istituzionale della DIA.
La competenza istituzionale della DIA.
Vede avvocato, le indagini sulla strage di Milano sono state, come ho avuto modo di anticipare, effettuate, eseguite anche da altri organi di Polizia Giudiziaria, come lei sa benissimo, dalla Squadra Mobile, dalla DIGOS, dal LUCIGOS, dallo SCO. Organi demandati a un tipo di investigazione analoga a quella cui lei ha fatto riferimento. E che per quanto mi consta hanno anche fatto.
Io ho spiegato, all'inizio del mio interrogatorio, che l'interesse della DIA di Milano per i fatti di via Palestro è un interesse sorto ad iniziativa dell'Ufficio, in sede di elaborazione di dati pertinenti alla criminalità mafiosa, e che per ciò stesso autorizzano un'interesse investigativo.
Il nostro compito è stato quello di valutare in parallelo e informando l'A.G. solo quando abbiamo ritenuto di avere degli elementi tali da configurare un'ipotesi valida ai fini informativi - inteso come atto di P.G., l'informativa. E' stato, ripeto, il nostro compito quello di elaborare questi dati.
Allora, la DIA ha il compito istituzionale di valutare i fenomeni criminali di tipo mafioso, oppure le caratteristiche peculiare di delitti che, in qualche modo, possono essere ricondotti sotto questo profilo.
AVVOCATO Florio: Sì, ecco, mi scusi se la riporto allora alla logica conseguenza di questa domanda. Quindi, parlo dal punto di vista temporale...
TESTE Messina: Certo.
AVVOCATO Florio: ... una diretta attenzione verso la mafia, quindi, un più diretto coinvolgimento da parte dell'Ufficio DIA, quando parte? A partire ovviamente dal 27 luglio in poi.
TESTE Messina: L'ho detto, avvocato, dal marzo del 1994, la DIA di Milano - io logicamente faccio parte della DIA di Milano - inizia a elaborare ipotesi investigative: prima, sotto l'aspetto delle analisi di certi dati e poi, man mano che si evolvono le conoscenze e che la pista, in qualche modo, prende consistenza, anche sotto l'aspetto di informativa all'Autorità Giudiziaria che già ha delegato...
AVVOCATO Florio: Ho capito.
TESTE Messina: ... altri organi di P.G.
AVVOCATO Florio: Senta, lei, su Milano, conosce una ditta che si chiama Freemont?
TESTE Messina: No. Se magari se mi da qualche altro elemento. Cioè, Freemont...
AVVOCATO Florio: Credo si tratti di una ditta che ha come oggetto quello di... la produzione e la vendita di fabbricatori di ghiaccio.
TESTE Messina: Di... scusi?
AVVOCATO Florio: Fabbricatori di ghiaccio.
TESTE Messina: Fabbricatori di ghiaccio.
AVVOCATO Florio: No, se non la conosce...
TESTE Messina: No, non la conosco.
AVVOCATO Florio: E' a sua conoscenza questo nominativo, cioè, è conosciuto dal vostro ufficio un certo Palumbo Massimo? Avete indagato su di lui?
TESTE Messina: No.
AVVOCATO Florio: Senta, volevo tornare un attimo a quel 22 aprile '95, cioè, quando il Lo Nigro Cosimo arriva a Milano e si reca, dopo quel problema di orientamento cui lei prima faceva cenno, all'Hotel Hilton.
Mi sembra che nella sua... almeno dagli appunti che ho preso, dalla sua esposizione, si sia passati dalle 16.00, quindi dalle 4 del pomeriggio, direttamente alla sera. Però il Lo Nigro era stato tenuto sotto osservazione da parte vostra anche nel pomeriggio del 22 luglio... del 22 aprile, chiedo scusa.
TESTE Messina: Cosa intende? Il pomeriggio, fino a quando noi abbiamo fatto...
AVVOCATO Florio: Dunque, dalle 16.00 alla sera, mi immagino verso le 20.00, quando lei poi ha ripreso l'esposizione...
TESTE Messina: Il servizio poi è stato interrotto ed è stato riniziato, certo. Questo è in atti. Questa interruzione del servizio in un certo momento e poi...
AVVOCATO Florio: No, ma non è che ne faccio una colpa, voglio sapere, per precisione e per anche contezza della Corte...
TESTE Messina: Certo.
AVVOCATO Florio: Quindi, è stato interrotto il servizio alle 16.00. Quindi, il Lo Nigro...
TESTE Messina: No. Allora, avvocato, se dobbiamo essere precisi prendo la relazione così le dico...
AVVOCATO Florio: La ringrazio.
TESTE Messina: ... testualmente... Lei mi chiedeva del 22.
AVVOCATO Florio: Sì, del 22 di luglio. Io...
PUBBLICO MINISTERO: No...
PRESIDENTE: Di aprile.
AVVOCATO Florio: Del 22 di aprile, ormai c'è questo...
TESTE Messina: Sì, 22 di aprile, sì. Allora, cosa vuole sapere?
AVVOCATO Florio: Dunque, io ho lasciato, diciamola così, il Lo Nigro all'Hotel Hilton alle 16.00, va bene?
TESTE Messina: Allora, alle 15.40...
AVVOCATO Florio: Sì, dopodiché...
TESTE Messina: Alle 16.10 le auto hanno posteggiato in via Galvani all'altezza dell'Hotel Hilton, civico numero 12.
AVVOCATO Florio: Esatto. Dopodiché, almeno nella sua esposizione, secondo appunto gli appunti qui da me presi, lei ha ricominciato a parlare dei movimenti, diciamo così, del Lo Nigro Cosimo dalla sera, dall'ora di cena...
TESTE Messina: No, no, no.
AVVOCATO Florio: No.
TESTE Messina: Le ho detto che, praticamente... c'è anche scritto, le ho detto che, praticamente, il Palumbo è uscito e se n'è andato via.
AVVOCATO Florio: Sì.
TESTE Messina: Questo le ho detto. Difatti qui è stato...
AVVOCATO Florio: Allora, facciamola in quest'altro modo la domanda, il servizio a che ora è stato interrotto, nel pomeriggio del 22 aprile?
TESTE Messina: 17.00. Sospeso, non interrotto, sospeso 17.00 e ripreso alle 19.30.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
TESTE Messina: Dalle 17.00 alle 19.30.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
TESTE Messina: La sospensione.
AVVOCATO Florio: Senta, invece passiamo a un anno prima, e cioè al 1 giugno del '94, per intendersi, a quel secondo viaggio di Giacalone a Milano. Dico secondo viaggio, secondo almeno quello che è stato il vostro pedinamento.
Il Giacalone arriva alle 12.05 all'aeroporto di Milano Linate...
TESTE Messina: Tenga conto, avvocato, che io non ero sul posto.
AVVOCATO Florio: Sì, però lei ha detto che era il responsabile...
TESTE Messina: Cioè, mi fa domande... Io... Sì, responsabile, ma le posso dire genericamente, come ho detto genericamente ai Pubblici Ministeri. Sulle eventuali esigenze sue poi dopo...
AVVOCATO Florio: Ma a me è sufficiente la sua qualifica di responsabile, poi al di là del...
TESTE Messina: Va bene, va bene, dottore... Dica.
AVVOCATO Florio: Quindi, il Giacalone arriva alle 12.05, più o meno, quella è la data che ha... verso il mezzogiorno...
TESTE Messina: L'orario.
AVVOCATO Florio: ... diciamo così del 1 di giugno del '94. L'ha poc'anzi detto, quindi, credo che sia...
TESTE Messina: 12.12.
AVVOCATO Florio: 12.12, va bene. E fino alle 15.00 voi lo tenete in osservazione, non so se è adatto il termine. Poi, ed è questa la precisazione che le chiedo, alle 15.00 lei ordina la sospensione del servizio perché tanto, comunque, ulteriori movimenti del Giacalone sarebbero stati seguiti da altro Ufficio.
TESTE Messina: No. E' la domanda?
AVVOCATO Florio: Sì.
TESTE Messina: No. Io ordino la sospensione del servizio perché così è stato concordato con i colleghi. In quanto, il servizio è stato fatto sempre su indicazione dei colleghi di Firenze, no?
Allora, si sospende il servizio perché, evidentemente, serviva verificare che cosa avesse fatto in Milano il Giacalone. A me, concordando con i colleghi, mi è stato detto di sospendere il servizio e io sospendo il servizio.
AVVOCATO Florio: E quindi non è stato più ripreso?
TESTE Messina: Da noi a Milano, no.
AVVOCATO Florio: Da voi a Milano, no. Quindi...
TESTE Messina: Da noi a Milano, no.
AVVOCATO Florio: Vi sfugge, e questa è l'ultima domanda, se il Giacalone, dopo le 15.00 del 1 giugno '94, abbia, per esempio, che ne so, incontrato altre persone, oppure...
TESTE Messina: Questo noi non possiamo... io men che meno, perché non c'ero neanche. Però noi documentiamo fino alle ore 15.00.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Pepi: Presidente, avvocato Pepi, una sola domanda. Lei ha parlato di una presunta presenza del signor Spatuzza a Milano, tra il 22 e il 23 di luglio...
TESTE Messina: Del cellulare, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Del cellulare. Ecco, io appunto su questo le volevo chiedere, lei si è limitato quindi a un'indagine sul tabulato del cellulare, o sono state fatte anche delle indagini per accertare se, eventualmente, il cellulare poteva essere stato clonato?
TESTE Messina: Questo è stato fatto dai colleghi di Firenze a cui era stata demandata questa attività. Io ho semplicemente valutato i dati acquisiti e trasmessimi da Firenze.
AVVOCATO Pepi: Quindi non ha fatto altri tipi di indagine. Bene.
TESTE Messina: No. Le ho detto, io ho acquisito i dati in sede di analisi, trasmessimi da Firenze.
AVVOCATO Pepi: Bene. Grazie.
TESTE Messina: Grazie a lei, avvocato.
PRESIDENTE: Allora... Prego.
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni. Dunque, vorrei sapere come avviene il passaggio investigativo tra l'Unità di Crisi di cui faceva parte Squadra Mobile, DIGOS e Criminalpol e la DIA.
TESTE Messina: Non c'è stato nessun passaggio investigativo.
AVV. Cianferoni: In che senso...
TESTE Messina: Alcuno.
AVV. Cianferoni: No, tanto le chiedo, perché qua è venuto a deporre come testimone un suo collega, il dottor D'Amato, che ci ha riferito, all'udienza del 7 gennaio '97, come vi fossero state delle riunioni con i vertici della DIA.
TESTE Messina: Guardi, io mi sono occupato sempre di quest'indagini e, le devo confessare, di non aver mai partecipato a riunioni con l'Organo che stava lavorando in Questura.
AVV. Cianferoni: Quindi...
TESTE Messina: Io, personalmente, a me non consta questo genere di riunioni. Non so se si riferisse a riunioni a Roma, ecc. Noi non abbiamo avuto parte nelle indagini fino a quando non si è preso l'iniziativa, nel marzo del '94, di elaborare questi dati.
AVV. Cianferoni: Quindi, per darle un ulteriore dato, perché lei mi parla di riunioni, secondo lei a Roma, invece, il dottor D'Amato ci ha parlato di una riunione a Milano, con il Pubblico Ministero, dottor Pomarici.
TESTE Messina: Io non ho partecipato a questa riunione cui fa riferimento lei.
AVV. Cianferoni: Ecco. Lei non ha avuto direttive di indagine dal dottor Manganelli?
TESTE Messina: No, assolutamente. Il dottor Manganelli, lei intende dire l'attuale Questore di Palermo?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Messina: No, no, assolutamente. Io...
AVV. Cianferoni: All'epoca era invece...
TESTE Messina: Allo SCO.
AVV. Cianferoni: Allo SCO.
TESTE Messina: Io sono alla DIA non c'entra niente con lo SCO, mai mi poteva dare direttive d'indagine.
AVV. Cianferoni: Tanto le chiedo, perché, sempre il dottor D'Amato ha riportato nel processo, nella sua testimonianza un dato circa la matrice, diciamo, di criminalità organizzata, introdotto dal dottor Manganelli, a Milano.
TESTE Messina: Guardi, io non riesco a capire, sostanzialmente, qual è la domanda.
AVV. Cianferoni: La domanda è se lei è a conoscenza di questo dato oggettivo, prima di tutto. Se ha avuto direttive dal dottor Manganelli, seconda di poi...
TESTE Messina: Allora, le ho già detto, avvocato, che non ho avuto nessuna direttiva dal dottor Manganelli e che, in potenza, per fatti oggettivi, non avrei potuta averla.
In secondo luogo, sono a conoscen... cioè, la conoscenza che lei vuol sapere è se in quel momento ero a conoscenza degli atti del dottor Manganelli, o se dopo sono venuto a conoscenza degli atti del dottor Manganelli? Perché il discorso varia.
AVV. Cianferoni: No, veda, la mia domanda...
TESTE Messina: Al momento in cui io ho iniziato a lavorare sulle indagini? Sulla strage? Mi dica lei, quando vuol sapere.
AVV. Cianferoni: Ascolti, io non le facevo una domanda sul "quando", intanto io le facevo una domanda sul "come". Quindi...
PRESIDENTE: Prima di tutto la domanda era sul "se".
AVV. Cianferoni: Sul "se".
TESTE Messina: Sul "se". E il "se" lo escludo...
PRESIDENTE: Le ha risposto, le ha detto che non sapeva nulla.
TESTE Messina: Tassativamente.
PRESIDENTE: Il che mi pare che preclude tutte le altre domande successive, perché è inutile stare a fargliele, non le sa, non lo sa.
AVV. Cianferoni: Non lo sa. No, ma sul "come", ineriva, signor Presidente, il discorso di come nasce l'indagine della DIA. Il teste ha risposto, nei termini che abbiamo sentito. E questo poi rimane.
Senta, dunque, il portato investigativo, diciamo, delle autorità locali, Squadra Mobile, Sezione DIGOS, ecc., come giunge presso i suoi Uffici, se vi giunge? Cioè, dico, un anno di... un anno, diciamo, diversi mesi di indagine...
(voce fuori microfono) Nove.
AVV. Cianferoni: ... Ecco, circa nove mesi di indagine, giungono alla DIA o la DIA fa tutto autonomamente?
TESTE Messina: No, no, giungono, come no!
AVV. Cianferoni: Beh...
TESTE Messina: Certo che giungono! Il problema è che giungono in un momento in cui loro... cioè, per essere chiari, avvocato, la DIA si è interessata delle attività che naturalmente ha fatto anche la Questura, ma in un momento, diciamo, successivo all'attualità di quelle investigazioni. Cioè, non è che la Questura, la Squadra Mobile, lo SCO, ci informavano in tempo reale di quello che facevano.
Man mano che venivano fuori gli articoli stampa sulla vicenda afferente alla strage di via Palestro, partiva l'omino e cercava di capire se si poteva trattare di fatti che ci potevano interessare.
Ma noi siamo stati tenuti fuori, sotto l'aspetto investigativo, fino a quel periodo.
AVV. Cianferoni: Quindi, fino al marzo del '94.
TESTE Messina: Diciamo all'incirca fino al marzo del '94.
AVV. Cianferoni: Dal marzo '94 in poi, per esempio, lei ha avuto da verificare e da sviluppare dati facenti capo a persone che si denominano Invernizzi e Maino?
TESTE Messina: Certo.
AVV. Cianferoni: Che tipo di sviluppo investigativo ha condotto su queste allegazioni?
TESTE Messina: Sviluppo investigativo delegato, finalizzato a rammostrare a queste persone fotografie effigianti persone aventi le caratteristiche fisiche della donna indicata da questi, da questi due soggetti.
AVV. Cianferoni: Della donna. Quindi, il dato donna, che tipo di approfondimento investigativo ha ricevuto da parte del suo ufficio?
TESTE Messina: Ha ricevuto approfondimento investigativo, su delega conferita dall'Autorità Giudiziaria di Firenze, all'uopo interessata; esito negativo purtroppo hanno avuto le individuazioni fotografiche eseguite segnatamente da queste persone che lei ha indicato. Uno delle quali, ascoltato in carcere, perché all'epoca poi fu ristretto in carcere, quindi è stata rammostrata, sono state rammostrate le foto nel Carcere di San Vittore: il signor Invernizzi Luca. E di questo è stato riferito all'Autorità Giudiziaria di Firenze, dell'esito di quest'attività negativa.
AVV. Cianferoni: Queste fotografie come vennero raccolte? Cioè facevano parte di un archivio?
TESTE Messina: No, si è fatto un lavoro finalizzato a indi... Cioè intanto si è fatto il lavoro finalizzato a confrontare gli identikit fatti da questi soggetti, eccetera, afferenti a questa presenza femminile.
E' stata fatta una valutazione circa, appunto, la riconducibilità di questa presenza femminile, effettivamente ai fatti verificatisi quella sera.
Per la verità, le dichiarazioni erano tra di loro contrastanti. E devo dire che altri soggetti, appositamente attenzionati e che avevano diciamo presenziato in quel periodo, a quei fatti, avevano escluso la presenza di questa donna.
Pur non di meno, sono state segnalate, ad opera di questo ufficio, alcune persone. In particolare, è stata individuata una persona che aveva delle caratteristiche fisiche quasi coincidenti con questa descrizione.
Mi corre l'obbligo di dire che, avvocato, la segnalazione è avvenuta pur non avendo degli elementi oggettivi della presenza. Cioè, si è dato sfogo a questo aspetto, giustamente, perché le indicazioni le avevamo; e le indicazioni andavano sviluppate.
Quindi sono state fatte delle ricognizioni fotografiche: sono state negative. Cioè, lo stesso Invernizzi non è stato più in grado di aggiungere, neanche in sede di individuazione fotografica, di aggiungere qualche particolare in più.
Ripeto, tra i primi verbali dell'Invernizzi, che noi ricevemmo una volta che ci interessammo dell'Invernizzi, e gli altri, c'erano delle incongruenze. C'erano incongruenze tra le due persone che avevano visto la donna.
Insomma, tuttavia l'ufficio, su delega ripeto dell'Autorità Giudiziaria di Firenze, ha espletato ricognizioni fotografiche. Negative.
AVV. Cianferoni: Senta, a proposito dell'arresto del signor Giacalone, sempre nel corso dell'istruttoria abbiamo appreso che questa operazione di P.G. fu condotta dai Carabinieri. Ecco, vorrei capire il raccordo operativo tra il suo ente e i Carabinieri di Palermo.
TESTE Messina: Questo, io non so che cosa dirle. Su questo tipo di discorso, bisognerà chiedere a chi si è occupato di questa vicenda.
Io, francamente, ho finito la mia attività, come mi era stato richiesto, a conclusione dell'abbandono di Milano, o comunque dalle ore 15.00 di quel giorno famoso. Del 1 giugno.
AVV. Cianferoni: Le pongo la stessa domanda in riferimento al signor Palumbo, di cui si è parlato questa mattina.
TESTE Messina: Mi dica.
AVV. Cianferoni: Ecco, cioè vorrei capire il raccordo operativo tra il ROS - e comunque il Nucleo Anticrimine dei Carabinieri di Torino - e la DIA del Centro...
TESTE Messina: Nessun accordo operativo. Tanto è vero che apprendemmo inaspettatamente che il Palumbo era stato tratto in arresto nell'ambito di altro procedimento pendente presso la Procura della Repubblica di Torino, dottor Ausiello.
AVV. Cianferoni: Ecco, questa notizia...
TESTE Messina: Nessun raccordo. Questa è successiva all'arresto.
AVV. Cianferoni: Questa notizia come fu appresa? Diciamo, fu una casualità, o conduceste uno specifico accertamento?
TESTE Messina: Siccome si trattava dei giorni immediatamente successivi all'individuazione di quella famosa targa - le spiego com'è andata, no?, a costo di essere prolisso - si individua la targa, si cerca la fotografia di Palumbo.
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa. Vuole ricordare dove questa targa fu rinvenuta?
TESTE Messina: Come, dove fu rinvenuta?
AVV. Cianferoni: Fu individuata.
TESTE Messina: Nel corso del servizio di pedinamento.
AVV. Cianferoni: Umh. Quindi, siamo nell'aprile del '95: è giusto?
TESTE Messina: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Sì. Quanto passò tra questo servizio di pedi...
TESTE Messina: Quattro giorni.
AVV. Cianferoni: Quattro giorni. Quindi, la DIA milanese viene ad apprendere dell'arresto del Palumbo ancora nell'aprile del '95.
TESTE Messina: Ma le dirò di più. Viene ad apprendere di atti pregressi da parte del ROS di Torino. Viene ad apprendere del fatto che il ROS di Torino ha fatto lo stesso servizio lì, al battesimo: eravamo in due. Nessuno sapeva dell'altro.
AVV. Cianferoni: Prima di andare avanti, un'ultima domanda su questi arresti. Abbiamo parlato di quello di Giacalone Luigi, nel giugno. Abbiamo parlato di quello del Palumbo, nell'aprile del '95. Giugno '94; aprile '95. Lei è a conoscenza dell'arresto di un certo Aquila Carmine?
TESTE Messina: Niente, assolutamente.
AVV. Cianferoni: Nell'aprile del '94?
TESTE Messina: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: '93.
AVV. Cianferoni: '93, chiedo scusa.
TESTE Messina: Come, scusi?
PUBBLICO MINISTERO: '93.
AVV. Cianferoni: Nel '93, '93.
TESTE Messina: Come si chiama, scusi?
AVV. Cianferoni: Aquila Carmine, è un soggetto che viene arrestato nella regione dell'Abruzzo.
TESTE Messina: Niente.
AVV. Cianferoni: Non ne è a conoscenza.
TESTE Messina: Assolutamente.
AVV. Cianferoni: Abbiamo parlato di questi arresti. Torniamo al Palumbo, però. Allora io le chiedo: quando l'edificio Colortex viene noto al suo ufficio?
TESTE Messina: L'edificio Colortex, per la prima volta viene noto al mio ufficio... non l'edificio Colortex.
AVV. Cianferoni: L'edificio, la...
TESTE Messina: La ditta Colortex.
AVV. Cianferoni: L'azienda.
TESTE Messina: Ecco, viene nota al mio ufficio sulla base degli accertamenti espletati sempre a carico del Palumbo. Perché ci sono dei rapporti intercorsi tra questo Palumbo e il signor Pigoli Dario.
AVV. Cianferoni: Pigoli Dario. Oh, allora non ho capito...
TESTE Messina: Cioè, avvocato, lì si va ai Carabinieri di Bresso, si prendono le carte, le carte di Palumbo; si va in Questura, si prendono le carte e nei fascicoli vengono fuori anche questo genere di rapporti.
AVV. Cianferoni: Ma io...
TESTE Messina: Si va dai Carabinieri di Torino, e vengono fuori.
AVV. Cianferoni: Ma io infatti avevo capito e volevo essere sicuro - ecco un'altra domanda - che tutto questo fosse precedente alla attenzione investigativa su Carra Pietro.
TESTE Messina: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, è precedente anche di qualche mese: mi conferma questo dato?
TESTE Messina: Scusi, attenzione investigativa? O pentimento?
AVV. Cianferoni: L'attività di riscontro, il pentimento: quello che vuole lei.
TESTE Messina: L'attività di riscontro è successiva.
AVV. Cianferoni: Mi scusi, dottore. Le parrò...
TESTE Messina: L'attività di riscontro, è successiva.
AVV. Cianferoni: Le parrò inopportuno. Se si potesse rivolgere alla Corte, mentre risponde.
TESTE Messina: Ci mancherebbe altro.
AVV. Cianferoni: Grazie.
TESTE Messina: L'attività di riscontro è successiva.
AVV. Cianferoni: Ecco, e siamo nel settembre del '95. Posto che, invece, l'arresto del Palumbo è dell'aprile '95, allora questo iato temporale si pone. Ecco, la Colortex, quando voi la individuate?
TESTE Messina: Gliel'ho detto, avvocato: a seguito degli accertamenti espletati a carico del Palumbo, e nel corso degli accertamenti che abbiamo fatto anche attingendo agli atti dei Carabinieri, eccetera.
AVV. Cianferoni: Bene. Senta... Questo l'abbiamo detto.
Per quanto riguarda uno spunto di riflessione, che da lei è riportato alla Corte, sulle potenzialità facenti capo all'associazione denominata Cosa Nostra, ho capito bene?, lei ha inserito questo dato: in quel momento storico, soltanto l'associazione denominata Cosa Nostra era in grado di svolgere...
TESTE Messina: No, non ho detto sol...
AVV. Cianferoni: Non ha detto questo.
TESTE Messina: Soltanto non l'ho detto.
AVV. Cianferoni: Ecco, questo mi conforta. Nel senso, vorrei che su questo punto desse una risposta.
TESTE Messina: Guardi, ho già risposto al suo collega, e ripeto anche per lei perché, ovviamente, se mi pone una domanda è giusto che io le risponda. Ed è rituale che io lo faccia.
Sostanzialmente io mi sono posto un problema nell'ambito di una mia competenza istituzionale, come appartenente alla DIA. Mi sono chiesto se Cosa Nostra, che era un'organizzazione avente certe caratteristiche e che aveva posto in essere una serie di delitti, poteva potenzialmente essere in grado militarmente di gestire una vicenda di questo genere.
Dopodiché ho raffrontato questi dati con le acquisizioni investigative che c'erano a nostra disposizione, sul momento; ho verificato che il 27 luglio gli attentati si sono verificati a Milano e a Roma. E, quindi, ho cominciato a lavorare su questa ipotesi.
Ma perché io ero alla DIA.
AVV. Cianferoni: Bene.
TESTE Messina: Cioè ho fatto un lavoro interno, non...
AVV. Cianferoni: Benissimo. All'interno della DIA, lei ha svolto...
TESTE Messina: La presenza dei fratelli Graviano, gliel'ho già spiegato in sede di interro...
AVV. Cianferoni: Aspetti.
TESTE Messina: Ecco.
AVV. Cianferoni: Lei ha... Aspetti.
Lei ha svolto un'attività analoga per differenti contesti di criminalità organizzata? E mi spiego meglio.
TESTE Messina: Grazie.
AVV. Cianferoni: Lei ha fatto un opportuno riferimento alla competenza istituzionale, e questo fa capo anche a un territorio, è giusto? La DIA milanese deve occuparsi del distretto della Lombardia, diciamo grossomodo, salvo più o salvo di meno.
Allora, io le chiedo: che cosa nel vostro distretto si poneva verso quest'associazione piuttosto che, tanto per fare un esempio, verso la camorra, verso la Sacra Corona Unita, verso la 'ndrangheta?
TESTE Messina: Gliel'ho detto: le peculiarità del modus operandi; la contemporanea presenza, cioè la contemporanea... La presenza sotto il ponte-radio di Milano di un certo cellulare appartenente o, comunque, intestato a soggetto avente una certa collocazione.
C'era il controllo fatto da questo signor... a questo signor Spatuzza. Di questo signor Spatuzza se ne era parlato nel corso di dichiarazioni o comunque di indagini, ecco, se ne era, si era trattato nel corso di indagini pertinenti alla famiglia, all'ambiente dei Graviano.
I Graviano erano stati arrestati a Milano, nel gennaio del 1994.
Questo insieme di dati, sono stati opportunamente valutati. Quindi, Milano poteva essere sicuramente, in quell'occasione, un posto dove Cosa Nostra poteva avere interesse a mettere questo genere di... a fare questo genere di cose.
Da questa attività - interna - è poi sorta tutta una serie...
AVV. Cianferoni: Va be', quindi lei, per concludere, ha escluso con la sua attività degli indirizzi investigativi diversi? Intendo dire, la DIA non si occupa soltanto di criminalità diciamo di estrazione siciliana, per essere geografici.
TESTE Messina: Ma se lei intende riferirsi alla percorribilità di ipotesi che riguardavano la 'ndrangheta o la Sacra Corona Unita, le posso dire che non sono state escluse. Non abbiamo avuto sicuramente - al momento in cui è abbiamo fatto quelle valutazioni circa la capacità militare - non abbiamo avuto sicuramente gli stessi effetti di ritorno che abbiamo avuto valutando, invece, i precedenti di Cosa Nostra.
AVV. Cianferoni: Ecco, ma lei ha avuto da sviluppare dichiarazioni di un certo Annacondia?
TESTE Messina: No. Io non ho avuto da sviluppare alcuna dichiarazione di Annacondia.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Per quanto riguarda la contemporaneità di attentati Roma-Milano, le chiedo: le consta che questo, diciamo questa modalità operativa sia stata propria anche dell'attentato che si verificò tanti anni fa a piazza Fontana?
Cioè di una bomba in contemporanea tra Roma e Milano? Avete fatto questo tipo di parallelismo?
TESTE Messina: Avvocato, io non riesco, forse non riesco a spiegarmi. Sarò ancora una volta chiaro. E spero però di essere capito, no?
La DIA non si pone il problema di raffrontare fatti esterni, o di analizzare fatti esterni ai fenomeni della criminalità organizzata in senso stretto, cioè riferita a organizzazioni criminali, qualificate. Che siano: Cosa Nostra, 'ndrangheta, Sara Corona Unita, o qualcosa - Stidda - o robe che comunque sono - Rosa come c'è in Puglia - pertinenti a questo genere di organizzazioni.
Al di là di questo, la DIA non ha compiti istituzionali per andare a verificare ipotesi analoghe a quelle che dice lei. Dunque, la mia analisi si è limitata a operare in un certo ambito; e solo perché, istituzionalmente, quello potevo fare. Altro, non avrei potuto neanche farlo.
AVV. Cianferoni: Bene. Va bene. Lei ha avuto da sviluppare dichiarazione di un certo Di Natale Emanuele?
TESTE Messina: Io ho avuto... Da sviluppare dichiarazioni di Di Natale Emanuele? No, io non sono stato delegato per lo sviluppo di queste dichiarazioni.
Salvo qualche... Non mi ricordo se c'è stato qualche accertamento su Milano. Comunque, conosco la vicenda riferita al Di Natale Emanuele.
AVV. Cianferoni: Lei la conosce.
TESTE Messina: Ma molto genericamente e non per aver compartecipato alle attività investigative.
AVV. Cianferoni: Benissimo. La Corte deve ancora prendere cognizione diretta di questa vicenda. Io le chiedo, in questo momento, di fissare dei dati temporali.
E, precisamente, la indagine sul fatto di via Palestro, per quanto è a sua conoscenza, converge sull'Autorità Giudiziaria fiorentina nel gennaio '95. E' giusto, questo?
TESTE Messina: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Quindi per tutto il '94 lei opera sotto la...
TESTE Messina: Non per tutto il '94.
AVV. Cianferoni: Dal marzo '94.
TESTE Messina: No no, da oltre marzo '94. Sicuramente dal... Nella seconda metà del '94. Perché in quel primo periodo, ripeto, ci sono gli organi demandati che stavano sviluppando delle deleghe conferite da Pomareci e Spataro. Erano due i magistrati che lavoravano su questi...
AVV. Cianferoni: Erano due, infatti. E a me interessava di sapere se, dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, il suo ufficio aveva avuto deleghe su Annacondia. E mi ha già risposto in termini assoluti, ha detto di no. Su...
TESTE Messina: No, lei ha detto, ha chiesto se a me era toccato di sviluppare punti su Annacondia.
AVV. Cianferoni: E lei ha detto di no.
TESTE Messina: La domanda è stata fatta a me.
AVV. Cianferoni: Va bene, assolutamente ha ragione.
TESTE Messina: E io le rispondo che non ho assolutamente sviluppato alcun punto.
AVV. Cianferoni: Benissimo. Ma d'altra parte lei adesso è a rispondere. Comunque, di questo devo darle atto: è giusto.
Però arriviamo allo stesso esito, in riferimento al Di Natale. Cioè nel maggio-giugno del '94, nel luglio del '94...
TESTE Messina: No no.
AVV. Cianferoni: ... dalla DDA milanese non le viene delegato alcun accertamento sul Di Natale.
TESTE Messina: Dalla DDA milanese?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Messina: No.
AVV. Cianferoni: No. Bene.
Senta, per quanto riguarda allora questo incontro col Bellini Paolo.
TESTE Messina: Scusi, avvocato, non ho sentito.
AVV. Cianferoni: Questo incontro investigativo col Bellini Paolo.
TESTE Messina: Non è un incontro investigativo.
AVV. Cianferoni: Informativo, chiamiamolo così.
TESTE Messina: Un incontro e basta. Non era neanche informativo.
AVV. Cianferoni: Però, se a lei interessa definirlo incontro e basta, definiamolo incontro e basta.
TESTE Messina: Dica, dica.
AVV. Cianferoni: Comunque, a me interessa essenzialmente un dato. Cioè che lei collochi nel tempo questo incontro.
TESTE Messina: 21 settembre, a partire dalle ore 10.30 del 1992.
AVV. Cianferoni: '92. Rispetto a questa data, quando lei trasmette alla A.G. di Firenze la relazione di servizio?
TESTE Messina: Mai, perché io non ho mai trasmesso alla A.G. di Firenze la relazione di servizio.
Io ho trasmesso la relazione di servizio al II Reparto, quando il II Reparto me l'ha chiesta.
Io non ho mai trasmesso la relazione di servizio alla A.G. di Firenze.
AVV. Cianferoni: Oh, a me non interessa...
TESTE Messina: Il Centro Operativo di Milano non ha mai trasmesso la relazione di servizio.
AVV. Cianferoni: Benissimo. A me non interessa quel particolare introdotto prima nel processo, cioè su come il Pubblico Ministero abbia poi chiesto...
TESTE Messina: Sì, sì, ho capito.
AVV. Cianferoni: ... il dato. Questo non mi interessa.
TESTE Messina: Le ho risposto, avvocato: io non ho mai trasmesso nessuna relazione di servizio.
AVV. Cianferoni: A me interessa... Ho capito.
TESTE Messina: Alla A.G. di Firenze.
AVV. Cianferoni: Allora il tutto si è limitato a che cosa? Per capire.
TESTE Messina: Come, a che cosa? Glielo sto spiegando.
AVV. Cianferoni: Cioè un dato cartaceo della questione Bellini Paolo, secondo lei, non è mai arrivato a Firenze?
TESTE Messina: No. Io,...
AVV. Cianferoni: Da lei.
TESTE Messina: ... Centro Operativo di Milano, non ho mai trasmesso alla A.G. di Firenze la relazione di servizio. Cioè, forse lo devo ripetere?
AVV. Cianferoni: Allora, va bene, allora spostiamo la domanda su un altro punto. Quando, comunque, da Firenze le viene chiesto notizie su Bellini Paolo?
TESTE Messina: Da chi? Da chi, scusi?
AVV. Cianferoni: Dottore, lei prima ha detto dal Pubblico Ministero. Io ho voluto esser generico.
TESTE Messina: Le ho detto: nel periodo corrispondente alla trasmissione - l'ho già detto parlando con il Pubblico Ministero - alla trasmissione, più o meno, degli atti al II Reparto.
AVV. Cianferoni: Ascolti, il Pubblico Ministero...
TESTE Messina: Quindi, diciamo, nell'aprile, marzo-aprile del 19... Aspetti, che le dico con certezza il periodo in cui ne abbiamo parlato: '94. Quando ebbi occasione di discutere con il dottor Chelazzi.
Ma formalmente, torno a ribadire, io non ho mai trasmesso un atto alla A.G. di Firenze.
AVV. Cianferoni: Va bene. Ha avuto - questa è un'ultima domanda - accertamenti da svolgere su messaggi anonimi, lettere anonime, pervenute in quel di Milano?
TESTE Messina: Sì, sì, ho avuto deleghe. Deleghe che ho, come si dice?, eseguito, riferendo...
PRESIDENTE: Per cortesia, lei ricordi sempre che si rivolge alla Corte. E l'avvocato, le domande che fa, sa già più o meno quali sono le risposte.
La Corte ha bisogno di essere informata. Prego, prego, continui.
AVV. Cianferoni: Grazie, Presidente.
Quindi, su questo punto, ecco, se vuole collocare nel tempo la sua attività e riferirla a... e particolareggiarla meglio. Cioè, in particolare, a me interessa sapere se ha avuto da sviluppare un dato costituito da lettere anonime, pervenute a testate giornalistiche, nell'estate del '93, tra le fine del luglio e gli inizi di agosto.
TESTE Messina: Sì, sì, le posso confermare questo.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Messina: Cioè, che io sia stato delegato come funzionario del Centro Operativo di Milano alla esecuzione di queste deleghe, le confermo che è successo: sono stato io.
AVV. Cianferoni: E che cosa ha fatto?
TESTE Messina: Ho incaricato personale dipendente dal mio ufficio, nella persona dell'ispettore della PDS, Tarlao, di espletare accertamenti al fine di individuare queste lettere.
AVV. Cianferoni: A lei consta la presenza di un fonogramma del questore di Milano dell'epoca, dottor Serra, a proposito di una lettera anonima recapitata - si legge in questo fonogramma - partendo, come centro di emissione postale, da Milano-Rogoredo.
Ecco, ponga attenzione a questa indicazione geografica, ecco: Milano-Rogoredo.
Se esiste in Milano questa zona. Se è significativa.
TESTE Messina: No, non ho capito la domanda.
AVV. Cianferoni: La domanda è...
TESTE Messina: Cioè vuole sapere da me se esiste a Milano una zona che si chiama Rogoredo?
AVV. Cianferoni: Questo, in generale, in Milano.
TESTE Messina: Sì, esiste.
AVV. Cianferoni: Esiste.
TESTE Messina: Si chiama Rogoredo.
AVV. Cianferoni: Che... Oh, in quella zona esiste un centro postale? Ha fatto accertamenti in questo senso?
TESTE Messina: No, guardi, questo...
AVV. Cianferoni: Esiste qualche altra cosa?
TESTE Messina: Scusi, scusi.
AVV. Cianferoni: Prego.
TESTE Messina: Questo, secondo me, andrebbe chiesto a impiegati postali o a funzionari delle Poste. Perché, francamente, non sono in grado di dirle. A mio giudizio, non è una domanda...
AVV. Cianferoni: Dottore, va bene. Io volevo solo capire che tipo di accertamenti aveva fatto. E queste sono le sue risposte.
TESTE Messina: Gliel'ho detto che sono stati delegati accertamenti all'ispettore Tarlao, non so se...
AVV. Cianferoni: Avete svolto, conclusivamente, per capire sempre, sviluppi investigativi, per esempio sul furto delle vetture servite... della vettura servita poi per l'attentato?
TESTE Messina: Certo.
AVV. Cianferoni: Che tipo di accertamenti avete condotto?
TESTE Messina: Accertamenti finalizzati a verificare i termini del furto. Abbiamo appurato che il furto è avvenuto in data 23, e non 24, come era stato erroneamente segnalato da taluno. Perché il 24 è stata presentata la denuncia di furto. Mentre il furto, materialmente, è avvenuto nel pomeriggio del 23.
E l'abbiamo raffrontato, questo dato, con la presenza di quel famoso cellulare. La cosa ci è sembrata un motivo in più, per affrontare quel discorso relativo alla riconducibilità dei fatti di Milano a Cosa Nostra.
AVV. Cianferoni: Però, quindi, ho capito che avete condotto una rinnovazione di indagine, giusto?
TESTE Messina: Non ho capito, tecni...
AVV. Cianferoni: Una rinnovazione di indagine, rispetto a quella svolta dal...
TESTE Messina: No, ci siamo letti gli atti.
AVV. Cianferoni: Vi siete letti gli atti. Va bene, non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande, per questo teste? Può andare, grazie.
*TESTE Messina: Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE: Abbiamo altri testi?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, avevamo convocato altri due ufficiali della DIA di Firenze, però non ci sono. Quindi, è bene rinviare a domani.
PRESIDENTE: Domani chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Domani...
PRESIDENTE: Se si può saperlo.
PUBBLICO MINISTERO: Domani, sentiremo il maresciallo Recchia e Vitale della DIA di Firenze. Fra l'altro, sono esami brevissimi, Presidente; lo dico, perché riferiscono su accertamenti singoli. E uno a testa, per così dire.
Poi, abbiamo convocato l'ispettore Firino della DIA di Palermo. E poi, ancora, gli ispettori: Cusumano, Domanico e Romeo, della Squadra Mobile di Palermo.
Poi, abbiamo convocato anche i signori Papetti e Massimi.
PRESIDENTE: Bene. L'udienza riprende domattina alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
Buongiorno.