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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/971121.txt


PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella è presente?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni; è presente l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, avvocato Falciani, che è presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, avvocato Fiorentini e avvocato Cianferoni, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e Rocchi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e avvocato Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Gentile, Di Russo, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Miniati Paoli, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi e avvocato Gennai, sostituiti dall'avvocato Batacchi?
AVVOCATO Batacchi: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, avvocato Florio, avvocato Bennati, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Graviano Filippo: rinunciante, vero?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Oddo e avvocato Gramigni, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Grigoli Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, sostituto dall'avvocato Rocchi.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli, sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai, sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi. L'avvocato Fortini è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Spatuzza Gaspare.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Rocchi.
Il Pubblico Ministero ci vuole indicare chi sentiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Presidente, potremmo iniziare con l'esame del consulente: ispettore Gismondi.
PRESIDENTE: Si accomodi. Ci vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e la sua qualifica?
*TESTE Gismondi: Sì, sono l'ispettore della Polizia di Stato Pasquale Gismondi. Nato a Faicchio il 09/02/56.
Domiciliato a Roma in viale dell'Aeronautica numero 7.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Gismondi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Ecco. Il P.M. può cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta ispettore, preliminarmente vuol specificare qual è l'attività che lei concretamente svolge come ispettore della Polizia di Stato?
TESTE Gismondi: Sì, sono specializzato in indagini grafiche e presto servizio presso la III Sezione del Servizio di Polizia Scientifica di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, servizio che dipende dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale.
TESTE Gismondi: Sì, esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non il Gabinetto Regionale della Questura, per intendersi.
TESTE Gismondi: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, detto questo, ispettore, bisogna che lei mi illustri il contenuto, come oggetto, come metodi e come conclusioni, di un incarico che lei ha ricevuto in epoca recente da me e che ora deve illustrare davanti alla Corte. Quindi, proprio partendo dall'inizio di questa sua attività.
TESTE Gismondi: Sì, posso consultare?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gismondi: Allora, il dottor Chelazzi, come titolare del procedimento, mi ha conferito l'incarico presso la DIA di Roma di verificare due lettere dattiloscritte; verificare i caratteri con cui sono state battute, l'eventuale identità tra gli stessi caratteri e il tipo di macchina che è stata usata.
Allora, l'ispezione di questi caratteri ha consentito di rilevare determinate morfologie che sono riscontrabili in una produzione della Olivetti, che denomina questi caratteri PICA, con passo di scrittura a 2,60.
Specifico: il passo di scrittura è relativo all'estensione della scrittura su una riga. Quindi, misurando determinati spazi, battute vuote e piene viene fuori un passo di scrittura che è appunto 2,60.
Queste...
PUBBLICO MINISTERO: 2,60 è un'indicazione di misura?
TESTE Gismondi: Sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si parla di millimetri.
TESTE Gismondi: Sì. Diciamo, l'altro metodo di corrispondenza sarebbe il pollice inglese di 2 centimetri e 54; quindi come punto di riferimento è 10 battute che entrano più o meno in un pollice di scrittura.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Quindi ho detto una sciocchezza io parlando di millimetri.
TESTE Gismondi: Sì, mi scusi, io le ho dato pure conferma.
PUBBLICO MINISTERO: No, ho capito.
TESTE Gismondi: Quindi, proseguendo in questo esame, ho verificato in queste due lettere - una indirizzata al Messaggero di Roma, via Del Tritone 152, l'altra al Corriere della Sera, via Solferino 28, Milano - la piena corrispondenza sia nei caratteri usati, sia nelle anomalie di levate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, fermiamoci qui, ispettore, per una puntualizzazione metodologica.
Dunque, questa documentazione che lei ha avuto per compiere questa attività di analisi e di comparazione, al termine del suo accertamento che fine ha fatto?
TESTE Gismondi: L'ho chiuse in due buste sigillate e l'ho restituite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Chi è che può favorire all'ispettore queste due buste? Così l'ispettore ci dice, intanto, se sono sigillate...
PRESIDENTE: ... Ufficiale Giudiziario?
PUBBLICO MINISTERO: Se sono sigillate tali e quali ce le ha restituite...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Sì, aspetti, ispettore. Aspetti, aspetti.
TESTE Gismondi: Sì, sì, confermo: le ho chiuse io e sigillate con dei timbri in queste due buste.
PUBBLICO MINISTERO: Allora io troverei opportuno, se il Presidente ritiene che la cosa funzioni meglio fatta in questo modo, riterrei opportuno che quanto va ad illustrare l'ispettore ce lo illustri proprio con i documenti alla mano. Quindi...
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Non abbiamo nemmeno il segretario d'udienza.
No, si tratta di aprire due...
PRESIDENTE: Sono ancora chiuse le buste?
PUBBLICO MINISTERO: Chiuse.
TESTE Gismondi: Sì, sì.
PRESIDENTE: Può aprirle anche Antonio.
UFF. GIUDIZIARIO: (voce fuori microfono)
Posso aprirle, Presidente?
PRESIDENTE: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Penso anche, ispettore, che la cosa migliore sia se lei si trasferisce là davanti, dove c'è quell'apparecchiatura.
Si accomodi. Veda di avere il microfono sempre vicino, così la sua voce...
TESTE Gismondi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cominciamo dalla prima. Prego.
TESTE Gismondi: Questa è la lettera indirizzata al Corriere della Sera di Milano.
Questa è la busta e questo è il testo.
PRESIDENTE: Siccome non abbiamo detto, possiamo dare atto per il verbale - scusi, eh - che si procede all'apertura delle due buste che erano regolarmente sigillate; dopodiché il teste prosegue nell'illustrazione.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Cominciamo dalla prima.
TESTE Gismondi: Allora, come dicevo, questa è la missiva indirizzata al Corriere della Sera, via Solferino 28, 20121 Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gismondi: Busta e foglio.
PRESIDENTE: Come mai... Mi scusi un secondo.
Vuole chiedere come mai a questo monitor non si vede?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti un attimo, ispettore, perché ci sono forse problemi sul monitor del Presidente.
PRESIDENTE: Grazie. Può procedere, vada pure.
TESTE Gismondi: Allora, ripeto...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, mi scusi, signor Tinnirello che ci siano i microfoni un attimino bassi, perché io se non sto proprio con la bocca vicino al microfono...
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
Alzo un pochino il suo.
PUBBLICO MINISTERO: Un attimo ancora.
Mi pare che la faccenda sia migliorata.
PRESIDENTE: Sì, ora sì.
TESTE Gismondi: Allora, come ripeto, questa è una lettera indirizzata al Corriere della Sera, via Solferino 28, 20121 Milano; busta e foglio ivi contenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Una precisazione: non solo la busta ma anche il foglio sono prodotto di una dattiloscrittura in originale...
TESTE Gismondi: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ovvero in copia?
TESTE Gismondi: E' in originale.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha fatto una comparazione diretta tra il mezzo dattiloscrivente della busta e il mezzo dattiloscrivente del testo?
TESTE Gismondi: Posso farle vedere la dimostrazione sull'allegato.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Gismondi: Allora, rilevato che dall'ispezione dei caratteri generali si tratta degli stessi caratteri usati per entrambe le dattiloscritture, ho preceduto al rilievo di alcune particolarità, tra le più importanti a campione, per mettere in evidenza la corrispondenza delle anomalie rilevate in questa scrittura.
Queste anomalie consistono in spostamenti sia sulla linea orizzontale che sulla linea verticale di alcune... E sono dovute all'usura del mezzo meccanico.
Siccome si tratta di macchine manuali a martelletto, il continuo funzionamento, il continuo logorio di questi meccanismi dà origine a degli spostamenti e/o accostamenti di lettere sul rigo di scrittura.
PUBBLICO MINISTERO: Quelli che voi chiamate disallineamenti?
TESTE Gismondi: Disallineamenti, esatto.
Quindi, in questa caso, nella prima, nella figura numero 5 ho messo in evidenza le parole "quello" e "queste" al primo e secondo rigo della missiva diretta al Messaggero di Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gismondi: ... e le contestuali parole rilevate sulla lettera diretta al Corriere della Sera di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ce le illustri specificamente queste corrispondenze, se ce ne sono di corrispondenze.
TESTE Gismondi: Sì, sì, ce ne sono.
Intanto, per esempio, in questa figura c'è il sollevamento della linea di basa della minuscola "q" rispetto alla "u" che segue. Questo nella prima lettera; e la stessa identica situazione nella seconda lettera.
PRESIDENTE: Bene.
TESTE Gismondi: Poi ho rilevato altre anomalie che sono intanto degli spostamenti sulla linea orizzontale, che riguardano la "l" e la...
PRESIDENTE: C'è un po' di abbaglio, si può eliminare? Ecco, grazie.
TESTE Gismondi: Che riguardano, come dicevo, la "l" e la "t" di "soltanto" al terzo rigo della lettera diretta al Messaggero e di "soltanto" al terzo rigo della lettera diretta al Corriere della Sera. Più altri sollevamenti della linea di base della "a" sia nella parola "soltanto" che nella parola "saranno", a confronto con le altre della seconda lettera.
Poi l'anomalia che credo più di alto valore qualitativo è il gruppo "um" della parola "umane" al quinto rigo di entrambe le lettere a confronto, dove c'è proprio una situazione di dislivello sulla linea orizzontale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, in rapporto al gruppo "um"...
TESTE Gismondi: Cioè, in rapporto al gruppo "ane" il gruppo "um" si trova disallineato rispetto alla linea teorica orizzontale.
PUBBLICO MINISTERO: E vi è corrispondenza...
TESTE Gismondi: E vi è precisa corrispondenza.
PUBBLICO MINISTERO: ... tra i due testi.
TESTE Gismondi: Tra i due testi.
PUBBLICO MINISTERO: Non le ho chiesto se anche il secondo testo, quello... se non mi sbaglio abbiamo cominciato da quello contenuto nella busta indirizzata al Corriere della Sera.
TESTE Gismondi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il secondo testo - lei ce ne sta già parlando - è ugualmente un testo realizzato in originale?
TESTE Gismondi: Sì, in originale.
PUBBLICO MINISTERO: In battitura originale.
TESTE Gismondi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come impostazione d'assieme dei due testi...
TESTE Gismondi: E' la stessa impostazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi vuole spiegare questa affermazione?
TESTE Gismondi: Sì, dalla distribuzione, dal posizionamento della scrittura sul foglio appare evidente la impostazione di un'unica mano, insomma, che ha inserito il foglio nella macchina e che ha scritto...
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire che il testo è distribuito su uno stesso numero di righe, ogni riga contiene lo stesso numero di parole?
TESTE Gismondi: Sì, sì. Sembra quasi una fotocopia.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Sembra ma non è, a quello che ho capito.
TESTE Gismondi: Sembra ma non è, sembra ma non è.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Gismondi: Poi c'è un'altra anomalia che voglio evidenziare ed è l'ovalizzazione del punto, del segno di interpunzione...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gismondi: ... come può vedere della parola "centinaia", all'ultimo rigo di entrambe le lettere a confronto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, allora, dall'esposizione, così, molto puntuale che ci sta facendo, abbiamo compreso che ci sono degli elementi, io li chiamo di rapportabilità, non sono...
TESTE Gismondi: Di identità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei parla di identità, perfetto.
Avevo bisogno di sapere: al di là della corrispondenza di insieme dei due testi - nel senso che occupano lo stesso numero di righe, ogni rigo o ogni riga, per dir meglio, contiene lo stesso numero di parole - ecco, ma come procedura di redazione di questo testo, ci sono delle diversità? Procedura di redazione intendo dalla mano di chi ha scritto questo testo, c'è qualche diversità tra un testo e l'altro?
TESTE Gismondi: L'unica sensazione, così, che si ha al vedere le due battute sembra un attimino la pressione sul foglio, ma quello potrebbe dipendere anche da una diversa pressione esercitata dal dattilografo stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Gismondi: Quindi una maggiore o minore inchiostrazione a seconda dei momenti. Ma del resto è tipico delle macchine manuali.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gismondi: Basta premere un po' di più o un po' di meno per determinare un'inchiostrazione più o meno evidente, ma resta il fatto che sono simili le anomalie, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
TESTE Gismondi: Oltreché il tipo di caratteri.
PUBBLICO MINISTERO: Inizialmente lei ha spiegato qual è il tipo di carattere che è stato impiegato, o meglio che era montato su questo apparato di dattiloscrittura.
TESTE Gismondi: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che ora ci stia dando un altro elemento e cioè che si è trattato di un mezzo dattiloscrivente manuale.
TESTE Gismondi: Manuale, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Manuale. La caratteristica di mezzo meccanico manuale e il tipo di caratteri orientano - e se sì, in che termini - vero un qualche modello di...
TESTE Gismondi: Allora, dalla disamina completa di tutte le caratteristiche, di tutte le lettere che compongono queste dattiloscritture, si evince una concreta possibilità che siano caratteri della Olivetti, costruiti dalla Olivetti per macchine manuali e l'ho indicato in relazione... Se vuole...
PUBBLICO MINISTERO: Magari ce lo ridica in questa sede.
TESTE Gismondi: La "lettera 35" e la "lettera 22", la Dora portatile.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gismondi: Dovrebbero essere - dico "dovrebbero", poi le spiego il perché - dovrebbero essere macchine manuali portatili; perché dal contesto della scrittura non si rileva la cifra "1".
Solitamente le macchine portatili non hanno in tastiera la cifra "1" e qualche altro segno, proprio per essere più compatta possibile. In quel caso la cifra "1" si realizza o con la minuscola "l" o con la maiuscola "I".
L'attribuzione dei caratteri alla Olivetti... diciamo, è molto probabile che siano caratteri della Olivetti, perché nelle scritture in verifica non compare, non è rappresentata la cifra "3", che è uno degli elementi distintivi in senso assoluto per attribuire la dattiloscrittura a una casa costruttrice anziché a un'altra.
Però tutti gli altri caratteri corrispondono. Quindi io dico come molto probabile: trattasi di Olivetti, nel modo specifico di "lettera 22", "lettera 35" modello Dora.
PUBBLICO MINISTERO: E questi sono - se questo fa parte del suo bagaglio di conoscenze - questi modelli di macchine da scrivere sono modelli di fabbricazione recente tuttora in produzione?
TESTE Gismondi: Fine Anni '70.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dalla fine degli Anni '70 non sono più in produzione questi modelli?
TESTE Gismondi: O meglio, qualche modello è stato rifatto, è stato rifatto dalla Olivetti, però chiaramente non hanno quelle caratteristiche da usura che si possono rilevare in una macchina così vecchia.
Perché quelle anomalie quei disallineamenti si verificano dopo un certo numero di ore di lavoro, chiamiamo così, diciamo così; quindi ci vuole un certo periodo, una certa usura di lavoro per far sì che si verifichino quelle anomalie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito perfettamente.
Senta, con l'occasione lei ha controllato anche ciò che appare sull'esterno delle buste? Intendo dire in particolare i segni, l'impronta della obliterazione dell'ufficio postale?
TESTE Gismondi: Sì, io ho esaminato l'annullo, il timbro di annullo postale che figura sul francobollo, diciamo, come timbro di partenza.
Sulla lettera diretta al Messaggero di Roma è evidente, è visibile che c'è, se non sbaglio, 28/07/93.
Su quella diretta al Corriere della Sera di Milano, invece, la stampigliatura non è ben visibile a causa o di una carente inchiostrazione della macchina obliteratrice o sfortunatamente, non so come definire, insomma per coincidenza è capitato su una parte del francobollo che è scura, è nera come il tipo di inchiostro che viene usato.
Comunque, un'analisi al microscopio a medio-forte ingrandimento ha consentito - e con qualche macrofotografia - ha consentito di ricostruire alcuni tratti.
Non appare improbabile affermare dalla ricostruzione fotografica, che comunque è allegata, che trattasi anche in quel caso di 28/07/93.
Il "93" è visibile; meno visibile è il "7" e ancora meno il "2" e l'"8" del giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Lei comunque...
TESTE Gismondi: Se vuole...
PUBBLICO MINISTERO: Lei comunque è potuto arrivare a formulare questo...
TESTE Gismondi: Sì, una probabilità che trattasi di 28/07/93 posso sostenerla, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ma se questo che sta dicendo l'ha anche accompagnato...
TESTE Gismondi: Sì, da una dimostrazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Tanto vale, visto che...
TESTE Gismondi: Adesso non so la resa che può avere.
Qui ho adottato un sistema di un lucido sovrapposto a una macrofotografia, a una videostampa collegata al microscopio a forte ingrandimento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Gismondi: Ad occhio sono visibili benissimo il "93" e il "7". L'"8" su questa colonna, sulla casetta più bassa, diciamo così, e il "2" posizionato sul pino, sulla forma.
La ricostruzione io ho cercato di renderla un po' più visibile con un lucido dove ho ricostruito il tratto esistente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito.
TESTE Gismondi: Ancora più in dettaglio, ho cercato di ingrandire ancora di più la macro evidenziando i tratti del "2", che come ripeto sono su questa forma; quindi questa macchia più scura dovrebbe essere... cioè sicuramente raffigura il "2".
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchia, cioè a dire questo tratto...
TESTE Gismondi: Questo tratto...
PUBBLICO MINISTERO: ... in parte rettilineo e in parte curvilineo.
TESTE Gismondi: Questo solco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Gismondi: Questo solco in parte rettilineo e in parte curvilineo, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Tutto qua.
Lei ha realizzato una memoria su questo punto?
TESTE Gismondi: Sì, ho una relazione scritta.
PUBBLICO MINISTERO: Se la vuole consegnare alla Corte, al termine magari del controesame...
TESTE Gismondi: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... è nella sua facoltà farlo.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
PUBBLICO MINISTERO: Nient'altro, Presidente. La ringrazio.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Pochissime.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Buongiorno, avvocato Cianferoni.
Vorrei chiedere al consulente del Pubblico Ministero se ha avuto da esaminare anche delle scritture di dattilografia in comparazione con queste due.
TESTE Gismondi: No.
AVV. Cianferoni: No.
TESTE Gismondi: Tranne le due lettere in esame, no.
AVV. Cianferoni: No. Vorrei poi un chiarimento all'interno dell'esame, allora ristretto a queste sole due uniche lettere, tra possibilità e probabilità.
Mi pare che lei abbia a volte usato l'uno e l'altro termine quali sinonimi quasi. Ecco, cosa intende quando...
TESTE Gismondi: No...
AVV. Cianferoni: ... dice possibile e cosa intende quando dice probabile.
TESTE Gismondi: No, chiedo scusa se c'è stata confusione sui termini, ma il giudizio di identità è di elevato grado di probabilità.
AVV. Cianferoni: In che se... Cioè...
(voce fuori microfono)
AVV. Cianferoni: Ecco...
TESTE Gismondi: Cioè, voglio dire, adesso mi perdoni: l'identità è certa, l'elevato grado di probabilità sta nel fatto dell'aver individuato i tipi di caratteri. Chiedo scusa per la mia imprecisione.
AVV. Cianferoni: Quindi il chiarimento che le chiedevo, lei lo pone in questi termini.
Credevo, appunto, nella sua attività diciamo pure scientifica che ci fosse una categoria: quando lei mi dice: "è possibile", fa riferimento a un certo tipo di grado di conoscenza; quando mi dice "è probabile" a un altro tipo di grado di conoscenza.
TESTE Gismondi: Sì, sì, ma confermo in questo senso.
Allora, l'identità dei due dattiloscritti è certa. L'alta probabilità è sul tipo dei caratteri, perché in assenza della cifra "3", che è altamente identificativa, posso dirle come molto probabile che si tratta di caratteri Olivetti.
Poi, se ha qualche altro da chiarire...
AVV. Cianferoni: No, le dico, vista la sua esperienza, avrei creduto, inteso che avesse avuto delle scritture di comparazione anche più ampie, di un archivio, per esempio, nella disponibilità delle Forze di Polizia; ma se così non è, non ho altre domande da farle.
TESTE Gismondi: Avvocato, questo lei non me l'ha chiesto. L'archivio noi ce l'abbiamo, per stabilire il tipo dei caratteri.
AVV. Cianferoni: No, gliel'ho chiesto.
TESTE Gismondi: Il tipo di caratteri. Però le dico, siccome non c'è la cifra "3", che è altamente identificatoria - sottolineo - non è rappresentata sulle lettere in esame, non c'è la certezza che siano caratteri Olivetti; però è molto probabile che lo siano.
AVV. Cianferoni: Bene, la ringrazio.
*TESTE Gismondi: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande? Il P.M. ha finito?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, vorrei semplicemente che il Presidente dettasse le disposizioni per conservare... Perché ora le buste son sconfezionate...
PRESIDENTE: Vengono...
PUBBLICO MINISTERO: ... gli anonimi sono...
PRESIDENTE: Benissimo, vengono...
PUBBLICO MINISTERO: ... in libertà, per così dire...
PRESIDENTE: ... richiuse e allegate al verbale della presente udienza.
Allora il teste è libero. Le consegni alla signora...
PUBBLICO MINISTERO: Alla segretaria.
PRESIDENTE: ... per favore. Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo esaminare a questo punto... Ah, dottor Nicolosi, lo sa lui.
PUBBLICO MINISTERO: (prende la parola il dottor Nicolosi).
Allora, possiamo far passare il maresciallo Silvestrini.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, la residenza e qualifica?
*TESTE Silvestrini: Allora, maresciallo aiutante sostituto P.S. Silvestrini Sandro.
PRESIDENTE: Nato a ?
TESTE Silvestrini: Nato a Cori, provincia di Latina, il 27/09/61.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Silvestrini: Presso la DIA, piazza Cola di Rienzo 27, Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Silvestrini: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Buongiorno, innanzitutto, maresciallo.
TESTE Silvestrini: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta maresciallo Silvestrini, interessa innanzitutto che lei ci riferisca se nel contesto delle indagini del presente procedimento ha svolto attività delegata da parte del Pubblico Ministero di Firenze, in particolare.
TESTE Silvestrini: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo un chiarimento, perché sul punto abbiamo già sentito il colonnello Pancrazi, che era all'epoca il suo caposettore.
Vorrei che lei spiegasse alla Corte innanzitutto quando, per quali ragioni, lei ha avuto modo di effettuare degli accessi - poi specifichiamo in che termini - presso una villetta in località Capena, di proprietà, all'epoca dei fatti, di tale Alei Giuseppe.
TESTE Silvestrini: Sì. Posso...
PRESIDENTE: Prego, prego, consulti pure.
TESTE Silvestrini: Allora, diciamo che la prima volta che ebbi modo di incontrarmi, di vedermi con Alei Giuseppe fu...
PUBBLICO MINISTERO: Io non so se... Io sento poco maresciallo.
PRESIDENTE: Anche noi, anche noi.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se è una questione di microfono.
PRESIDENTE: Per cortesia signorina, gli fa cenno che qui si sente poco? Provi?
TESTE Silvestrini: Sì.
PRESIDENTE: Va bene.
TESTE Silvestrini: Allora, la prima volta che ebbi modo, appunto, di vedere Alei Giuseppe fu a seguito del rinvenimento del contratto di locazione in questa villa, dopo l'arresto dello Scarano.
Identificammo l'Alei, fu sentito a sommarie informazioni al momento e lui stesso ci accompagnò presso questa... si offrì di accompagnarci presso questa villetta di Capena, località Passinacci (?)... sì, nel comune di Capena. Era il mese di gennaio, gennaio '95, la prima volta.
Al momento ci fece notare... aprì con delle chiavi che aveva con lui, aprì. Ci fece notare anche sia l'esterno della villetta e ci accompagnò anche all'interno della villetta. Però in quella occasione non venne eseguita nessuna perquisizione e non venne toccato alcun oggetto all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi maresciallo. Ha detto l'anno, diciamo anche... ha detto il mese. Diciamo anche il giorno in cui...
TESTE Silvestrini: Sì, era il 23 di gennaio, gennaio '95.
PUBBLICO MINISTERO: Del '95. Quindi questo suo atto venne determinato dal rinvenimento del contratto.
TESTE Silvestrini: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si recò lei personalmente presso la villetta?
TESTE Silvestrini: Sì. Mi recai io insieme a un altro collega e all'Alei, al momento diciamo dell'accesso all'esterno, dopo aver fatto questa, chiamiamola ispezione sommaria, gli fu detto di tenersi a disposizione perché sicuramente in successione avremmo avuto bisogno di... successivamente avremmo avuto bisogno di nuovo di lui, come in effetti poi è stato. Quindi gli dissi di tenersi a nostra disposizione, appunto per questo... per il compimento di ulteriori atti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiavi della villetta?
TESTE Silvestrini: Le chiavi della villetta le prese Alei. Chiuse tutto... Ah, nell'occasione mi fece notare la rottura di un vetro in basso che, se non vado errato, lo tappò con del nastro isolante. E mi disse che gli era stato rotto un vetro dalla parte del giardino, sotto. In effetti ci dovrebbe essere un'annotazione anche agli atti di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta maresciallo, la villetta era disabitata? Voglio dire, l'Alei abitava in altro luogo?
TESTE Silvestrini: Sì, dottore. L'Alei abitava nel centro di Capena e quella villetta all'epoca disse che, dopo diciamo che lo Scarano andò via, l'aveva messa in vendita. Lui l'aveva messa in vendita per vendere questa villetta. Quindi era disabitata, e all'interno però vi erano tutti gli oggetti che poi vennero rinvenuti a seguito di perquisizione, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, diciamo che sostanzialmente questo, chiamiamolo contatto tra lei e il signor Alei, era determinato dal fatto innanzitutto di identificare la persona e poi la villetta?
TESTE Silvestrini: Esatto, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco bene?
TESTE Silvestrini: Sì, sì, sì, così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In quella occasione quindi lei, per così dire, ispezionò, nel senso che l'Alei la portò in questa villetta, guardò quello, la situazione che era a quel momento diciamo rappresentabile.
TESTE Silvestrini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dopodiché, ecco, è tornato lei in questa villetta?
TESTE Silvestrini: Tornai successivamente, sì. Era il febbraio, il mese di febbraio, i primi di febbraio. Perché successivamente venne emesso appunto il decreto di perquisizione, per la perquisizione a carico di questa villetta, a carico di Alei.
Tornammo sul posto e eseguimmo la perquisizione, insieme anche col personale della DIA di Firenze, vennero sequestrati alcuni oggetti e in quella occasione notai sempre questa rottura di questo vetro che era ancora lì, insomma, tappato regolarmente.
PUBBLICO MINISTERO: C'era lo scotch che aveva messo...
TESTE Silvestrini: C'era lo scotch che aveva messo Alei all'inizio.
PUBBLICO MINISTERO: ... Alei in quella prima occasione.
Ecco. Questa attività venne poi consacrata diciamo, lei ha detto che eseguiste perquisizione e sequestraste...
TESTE Silvestrini: E sequestro di alcuni oggetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e gli atti che lei compilò nell'occasione riportano fedelmente la situazione che lei ha rinvenuto in quel momento.
TESTE Silvestrini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha parlato... lei sicuramente c'era. Chi c'era insieme a lei in occasione di questa prima perquisizione?
TESTE Silvestrini: Di questa prima perquisizione c'era l'ispettore Puggioni della DIA di Firenze, c'era il dottor Giuttari della DIA di Firenze, c'ero io e non ricordo adesso se c'era... c'era un altro collega, forse il colonnello credo, ma non sono sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Comunque, ecco, non ricorda la data di questo verbale?
TESTE Silvestrini: Sì, era il mese di febbraio. Il mese di febbraio...
PUBBLICO MINISTERO: Il giorno.
TESTE Silvestrini: Il giorno non ricordo, comunque nel mese di febbraio. Un attimo, posso vedere.
No, non l'ho con me. Comunque era il mese di febbraio, i primi del mese di febbraio, i primi giorni. Se non vado errato proprio la prima settimana del mese, durante la prima settimana del mese di febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, successivamente ha avuto modo di compiere ulteriori atti in questa villetta?
TESTE Silvestrini: Sì. Allora, successivamente fummo delegati, appunto dall'A.G. di Firenze, di compiere rilievi tecnici per il rilevamento di tracce di esplosivo all'interno di questa villetta e accompagnammo, sul posto accompagnai - era il mese di maggio del '95, il 5 maggio credo che fu, del '95 - accompagnammo personale della Polizia Scientifica di Roma in questa villetta, sempre con Alei. E anche in quella occasione Alei si mise a disposizione, apriva villetta lui stesso, con le chiavi.
Procedemmo appunto ai rilievi tecnici all'interno di questa villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Chi c'era nell'occasione?
TESTE Silvestrini: Nell'occasione c'ero sempre io, il colonnello Pancrazi, personale della Polizia Scientifica, il dottor Massari e se non vado errato la dottoressa Lombardozzi.
PUBBLICO MINISTERO: Della...
TESTE Silvestrini: Della Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Del Servizio Polizia Scientifica.
TESTE Silvestrini: Polizia Scientifica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto: 'siamo andati su delega del Pubblico Ministero per compiere questi accertamenti'. In realtà gli accertamenti li compiva il consulente tecnico.
TESTE Silvestrini: Esatto. Noi in qualità di Polizia Giudiziaria siamo andati...
PUBBLICO MINISTERO: Lo assistevate in questa...
TESTE Silvestrini: Lo assistevamo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In queste operazioni.
Ecco, ci spiega che cosa è avvenuto, o meglio, cosa ha fatto lei personalmente in questa occasione?
TESTE Silvestrini: Sì. Allora, in questa occasione, mentre eravamo, così, intenti a fare questi rilievi, al piano sottostante la villetta - che è divisa in due piani - notai un cesto di vimini sopra un tavolo. Era lo stesso cesto che anche in precedenza, nel corso della precedente perquisizione, notato anche nel corso della precedente perquisizione, però con all'interno dei piatti e una ciotola di cotto diciamo, che conteneva delle nocciolo all'interno.
Chiesi all'Alei se potevo prendere una nocciola e, nel prendere questa ciotola, alzandola, sotto, tra il bordo del piatto e la ciotola, notai degli spadini e delle chiavi di autovettura non limate diciamo, delle chiavi vergini. Delle chiavi vergini non limate.
E al che dissi, che cosa sono questi? Prelevammo questi spadini e vedemmo che erano comunemente detti, erano due pezzi di lamierini con dei soldi legati tra loro con del nastro isolante e sagomati. Presumibilmente noi ritenemmo che fossero stati usati, perché erano anche un po' storti, quindi. Tutto lì.
Trovai questi spadini e fu chiesto appunto il decreto di sequestro immediato all'Autorità Giudiziaria e procedemmo al sequestro di questi oggetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco maresciallo, bisogna che lei ci faccia capire se... Allora, capisco dal suo racconto che questo rinvenimento fu, direi, casuale.
TESTE Silvestrini: Molto casuale. Anche perché vennero... ripeto, il cesto venne notato anche la prima volta però non avendo diciamo, non avendo chiesto all'Alei di prendere la prima volta... mi venne voglia delle nocciole, diciamo così. Non andai a prendere la nocciola la prima volta, la seconda volta notai le nocciole, chiesi all'Alei se potevo prendere una nocciola, Alei disse sì. Presi la ciotolina, anche per offrirle, come l'alzai e vidi questi spadini sotto.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, questo cesto con all'interno quest'altro contenitore in coccio, con le nocciole, c'era già in occasione dei suoi precedenti accessi?
TESTE Silvestrini: C'era anche nell'occasione quantomeno della perquisi... nel corso della perquisizione c'era. Quindi c'era anche nella prima visita.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Silvestrini: Però non gli venne data alcuna importanza diciamo, la prima volta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei non riteneva che fosse un luogo dove...
TESTE Silvestrini: No.
PUBBLICO MINISTERO: ... andare a cercare.
TESTE Silvestrini: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Per eseguire la perquisizione fatta la prima volta.
TESTE Silvestrini: Esatto. Quindi fu del tutto casuale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda la data in cui avvenne questa...
TESTE Silvestrini: Era il 5 di maggio. Il 5 maggio del '95.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi segnalaste la presenza di questi oggetti al Pubblico Ministero e poi ne eseguiste il sequestro?
TESTE Silvestrini: Sì, sì, immediato sequestro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dato che siamo a parlare della villetta di Alei. Ecco, in occasione - non so se gliel'ho chiesto, casomai glielo richiedo - in occasione di questi accessi per entrare in casa, facevate sempre riferimento all'Alei?
TESTE Silvestrini: Certo? Le chiavi erano sempre di Alei. Alei non ha mai lasciato chiavi a noi della DIA, o a me personalmente. Ogni volta che facevamo, dovevamo compiere un atto chiamavamo Alei, anche tramite i Carabinieri di Capena, che magari non rintracciandolo direttamente, lo facevamo rintracciare tramite i colleghi di Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, però, come dire, sollecitavate questo signore a tenere la casa, per così dire a disposizione?
TESTE Silvestrini: Sempre a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Nel senso che quantomeno fosse reperibile per accedervi?
TESTE Silvestrini: Sì, sì, sì, esatto. Infatti avemmo ancora bisogno di Alei un'ulteriore volta nel mese di settembre, quando andammo a trovare, a fare sempre rilievi, a seguito delle dichiarazioni, andammo a scavare nel giardino antistante questa villetta, dove venne rinvenuto dello scotch, un pezzo di spago... cioè, altro materiale attinente le indagini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, si ricorda quando avvenne questo ulteriore accesso alla villetta?
TESTE Silvestrini: Nel mese di settembre. Comunque in quel periodo Alei, se non vado errato, ci disse che la villetta in effetti era stata ceduta. Era stata ceduta e quindi noi ci recammo nella villetta, però c'erano già i nuovi proprietari sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, perché sennò non capivo.
TESTE Silvestrini: Sì. No, no, c'erano già i nuovi proprietari sul posto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi questa attività, ricorda anche la data?
TESTE Silvestrini: Era il mese di settembre. Il giorno non me lo ricordo, il mese di settembre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e in questa occasione la ricerca era finalizzata all'interno, o all'esterno...
TESTE Silvestrini: Era finalizzata all'esterno. All'esterno perché ci furono - adesso non me lo ricordo bene - delle dichiarazioni che indicavano che in quel luogo era stato occultato dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi il luogo sarebbe?
TESTE Silvestrini: L'esterno della villetta. Nel giardino antistante la villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome ormai è noto che c'era una parte anteriore e una parte posteriore.
TESTE Silvestrini: Sì, una parte posteriore. Sì, nella parte posteriore diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Posteriore.
Ecco, e in quella occasione lei era ancora... a compiere insieme a chi?
TESTE Silvestrini: Al colonnello Pancrazio ero.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
C'era anche il consulente in questa occasione?
TESTE Silvestrini: Sì. Se non sbaglio sì. Sì, sì, me lo ricordo, c'era anche il consulente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Silvestrini: Perché venne repertato il materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ha fatto riferimento al presupposto di questa attività, che erano per l'appunto dichiarazioni raccolte dal Pubblico Ministero, le dico io da Carra Pietro. Ecco, lei ha avuto occasione, in quella zona - quindi Capena, la villetta, eccetera - diciamo di accompagnare il Pubblico Ministero nel corso di atti di individuazione?
TESTE Silvestrini: Sì. Facemmo un sopralluogo, unitamente a Carra, partendo appunto da questi posti e andando sulla via Formellese. Infatti il Carra ci indicò un bar, di fronte... un bar poco distante, sulla via Formellese, oltre altri posti. Diciamo ci indicò alcuni posti e in particolare appunto questo bar, di fronte via Monti di Malvagliata, che è l'abitazione, che sta sulla Formellese, del noto Contorno Salvatore diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ora, siccome Carra su questo punto ha illustrato foto, ci ha riferito ampiamente, io ho bisogno che lei rappresenti alla Corte, posto che lei, voglio dire, era presente a questi atti di individuazione, poi - e le chiedo - ha avuto modo di, per così dire, monitorare la zona, realizzando misurazioni delle distanze tra un luogo e l'altro?
TESTE Silvestrini: Sì, ho avuto qualche, ho preso qualche appunto. Mi sono munito di una piantina anche, della zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco maresciallo, per rendere più agevole questa sua esposizione, se magari si può spostare...
TESTE Silvestrini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con questa piantina in quella...
Ecco, si accomodi pure lì.
Ecco, guardi maresciallo, deve aver cura di parlare al microfono.
TESTE Silvestrini: Sì. Allora, quella evidenziata in verde è la via Formellese, che parte dalla, diciamo parte... l'incrocio della Cassia-bis, che è l'arteria diciamo principale, quel puntino rosso, questo puntino rosso qui è il luogo del rinvenimento - a occhio e croce saranno 3-400 metri dall'ingresso della Cassia-bis sulla via Formellese - è il luogo del rinvenimento dell'esplosivo per l'attentato al Contorno.
Poi si percorre tutta la via Formellese...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, maresciallo. Siccome ho visto una stradina, una strada in rosso, quella sarebbe?
TESTE Silvestrini: E' la Cassia-bis. Diciamo l'arteria principale che dal raccordo anulare giunge sulla via Formellese.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quella in verde è la via Formellese.
TESTE Silvestrini: Quella in verde è la via Formellese.
PUBBLICO MINISTERO: E il puntino che si vede alla sinistra è il punto...
TESTE Silvestrini: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: E' il punto dove viene trovato...
TESTE Silvestrini: L'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'esplosivo.
Senta, in zona, ci può indicare dove si trova la via Cornelia?
TESTE Silvestrini: Via Santa Cornelia...
PUBBLICO MINISTERO: Via Santa Cornelia, mi scusi.
TESTE Silvestrini: Eccola qui. Questa qui, che purtroppo non si legge. Comunque è via di Santa Cornelia. Quindi andando poco poco più su, diciamo qui c'è il distributore, c'è un distributore, in questo punto qui c'è un distributore. Poco poco più avanti, sulla sinistra, percorrendo via Formellese, direzione esterna. Questo puntino contrassegnato in rosso è il luogo dove...
PUBBLICO MINISTERO: Dove venne trovato l'esplosivo.
TESTE Silvestrini: ... dove venne trovato l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi lei ha detto, dall'incrocio a quel punto ci sono circa...
TESTE Silvestrini: 300-400 metri.
PUBBLICO MINISTERO: ... 400 metri. Ecco, ci interessa ora la distanza che intercorre tra il punto dove venne trovato l'esplosivo e la via Monti di Malvagliata.
TESTE Silvestrini: Allora, via Monti di Malvagliata con... vediamo. Da via Formellese diciamo, dall'ingresso di via Formellese, quindi da qui, da questo ponte, fino a via Monti di Malvagliata - che è questo evidenziata in giallo - sono circa 16 chilometri.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Poi, mi interessa un altro punto di riferimento. Lei ha parlato di un bar.
TESTE Silvestrini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire come si chiama questo bar?
TESTE Silvestrini: Bar di Giacomino...
PUBBLICO MINISTERO: Forse Righetto?
TESTE Silvestrini: Righetto sì. C'ha un nomignolo così, Righetto. Bar di Righetto, che è esattamente diciamo, 100 metri più avanti, a sinistra di via Monti di Malvagliata, direzione nord diciamo, Formellese-nord.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi direzione...
PRESIDENTE: Per cortesia, mi scusi, per chiarezza, perché voi conoscete le zone e noi no. Ci vuole indicare, sempre con quello strumento che ha in mano, dove è esattamente la via Monti di Malvagliata?
TESTE Silvestrini: E' questa qua, signor Presidente...
PRESIDENTE: E inizia dove?
TESTE Silvestrini: Inizia questo incrocio qui su, in via Formellese, all'incrocio.
PRESIDENTE: Quindi il bar è praticamente di fronte...
TESTE Silvestrini: Di fronte, a circa 100 metri dal...
PRESIDENTE: Dall'inizio della via.
TESTE Silvestrini: Dall'inizio di via Monti di Malvagliata, sulla Formellese però, signor Presidente.
PRESIDENTE: Ho capito, ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, per tornare verso la Cassia?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono: interviene dottor il Chelazzi)
No.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre.
TESTE Silvestrini: Oltre.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
TESTE Silvestrini: Percorrendo via Formellese, direzione nord.
PUBBLICO MINISTERO: Direzione nord. Senta, un'altra precisazione: ci vuol dire l'abitato di Formello quanto dista da via Monti di Malvagliata?
TESTE Silvestrini: Allora...
PRESIDENTE: Se ce la può far vedere, anche sommariamente, sulla...
TESTE Silvestrini: L'abitato di Formello, indicato come la piazza diciamo?
PRESIDENTE: La faccia...
PUBBLICO MINISTERO: Il centro.
TESTE Silvestrini: Sì. Diciamo che il centro di Formello è qui, in questa piazzetta. Qui.
PRESIDENTE: Ci vuol indicare sommariamente il perimetro di questa cittadina, di questo paesino?
TESTE Silvestrini: Il perimetro si estende su tutta via Formellese. Il perimetro signor Presidente...
PRESIDENTE: No, no, no, ma non il perimetro del territorio, dell'abitato chiuso, del centro.
TESTE Silvestrini: L'abitato, diciamo il centro...
PUBBLICO MINISTERO: Lo può pure cercare, maresciallo, così rimane...
TESTE Silvestrini: Sì. Allora, questa è la zona industriale... la strada passa sotto... parte da...
PRESIDENTE: Faccia un cerchio. Ecco, bravo.
TESTE Silvestrini: Diciamo tutto il perimetro del centro, fino a qui. Questo diciamo è il centro, compreso anche diciamo il centro storico, qui c'è un piccolo borgo.
PRESIDENTE: Ce lo metta nel centro di immagine perché sennò noi non riuscimmo a rendercene conto.
TESTE Silvestrini: Ah sì, scusi. Diciamo che questo è il centro, il perimetro centrale del paese.
PRESIDENTE: Abbiamo perso però la via di Monti di Malvagliata.
TESTE Silvestrini: Sì, che è più sopra. Eccola qui. Adesso cerchiamo di...
PRESIDENTE: Ah, ora l'abbiamo trovata.
PUBBLICO MINISTERO: E' quella evidenziata in giallo.
TESTE Silvestrini: Sì.
PRESIDENTE: Sì, benissimo, ora ci siamo.
PUBBLICO MINISTERO: Stavamo dicendo, maresciallo, che distanza intercorre dalla via Monte di Malvagliata al centro di Formello?
TESTE Silvestrini: Sì, allora, dal centro di Formello sono... Sono due chilometri dal centro di Formello a via Monti di Malvagliata, sono due chilometri circa. Perché dal cimitero a via Monti di Malvagliata è un chilometro, che sarebbe questo qui.
PRESIDENTE: Il cimitero...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Silvestrini: Dal cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo segni per favore.
TESTE Silvestrini: Questo è il cimitero. E' una strada tutta tortuosa, che percorre dall'abitato che va sopra, a via Monti di Malvagliata sono un chilometro circa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta maresciallo, lei questi rilevamenti come li ha eseguiti?
TESTE Silvestrini: Allora, questi rilevamenti, partendo dal fatto diciamo che nella zona, prima di prestare servizio alla DIA avevo come giurisdizione parzialmente anche Formello, perché facevo parte diciamo di quella compagnia, quindi la zona la conosco.
PUBBLICO MINISTERO: La compagnia sarebbe?
TESTE Silvestrini: La Roma Cassia.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ha prestato servizio...
TESTE Silvestrini: Ho prestato servizio nell'ambito della compagnia Roma Cassia, quindi comprendeva come giurisdizione anche l'abitato di Formello, quindi la conosco la zona.
I rilevamenti li ho fatti con la macchina, mi sono messo col contachilometri della macchina, ho percorso la strada e ho visto le varie distanze.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, io ora chiederei che... Queste cartine lei le ha portate con sé per illustrare queste distanze, maresciallo?
TESTE Silvestrini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io Presidente farei richiesta di produzio...
PRESIDENTE: Certamente, però io avrei bisogno di un altro chiarimento, se è possibile, ma lo può fare solo il Pubblico Ministero perché io non so dare i dati. Potrebbe essere individuato il posto dove sarebbe avvenuto il primo tentativo di esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, il cimitero era...
TESTE Silvestrini: Il puntino rosso.
PUBBLICO MINISTERO: ... il punto di riferimento di questi dati.
PUBBLICO MINISTERO: (interviene il dottor Chelazzi)
Noi su questo, Presidente - chiedo scusa se tolgo la parola al dottor Nicolosi - più che farsi indicare dal maresciallo Silvestrini dove si trova il cimitero, di più non possiamo andare avanti con le domande, al maresciallo.
PRESIDENTE: No, forse chiedendogli se dal cimitero, senza entrare in Formello, c'è un'altra via per raggiungere Roma, o allontanarsi senza andare...
PUBBLICO MINISTERO: Questo magari è un altro tipo di domande. Io potevo fare una domanda - o il dottor Nicolosi - una domanda implicita al maresciallo Silvestrini. Siccome dall'inserzione della provinciale sulla Cassia, arrivare a via Monti di Malvagliata ci sono, maresciallo Silvestrini?
TESTE Silvestrini: Circa 16 chilometri.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo davanti a una piantina che è in scala? Evidentemente...
TESTE Silvestrini: Non lo so perché, le ho detto, me l'ha data il collega...
PUBBLICO MINISTERO: Se abbiamo 16 chilometri di strada riportata in una ventina di centimetri di supporto cartaceo, è impossibile andare nel particolare più che tanto. Piuttosto, visto che il maresciallo Silvestrini è anche un personale conoscitore, per ragioni...
TESTE Silvestrini: Sì, prestavo servizio.
PUBBLICO MINISTERO: ... di ufficio, di questa strada, ecco. Ci può spiegare se si tratta di una strada che è a andamento tortuoso, se è una strada larga, stretta, qual è la zona circostante, se è tutta in pianura. Ecco, questi dati glieli possiamo chiedere, oltre non mi sento di poterle chiedere.
TESTE Silvestrini: Niente, via Formellese è una strada provinciale. La larghezza, una normale strada provinciale molto tortuosa, perché dopo l'inizio dalla Cassia, che parte dalla Cassia, dopo arrivata all'abitato di Formello, il centro di Formello, come si può vedere dalla cartina, diventa tortuosa e va su, fino a giungere all'incrocio - che qui non è riportato - con la via Campagnanese. Quindi tutte strade provinciali interne che non consentono...
PUBBLICO MINISTERO: A quello che capisco è una strada che è in pendenza.
TESTE Silvestrini: Che sale sì, sale dalla, diciamo Formellese-sud, fino alla Formellese-nord e quindi è in salita. E' in salita... se si percorre dalla Cassia in direzione nord... salita.
PUBBLICO MINISTERO: C'è...
TESTE Silvestrini: Ci sono altre stradine di campagna...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti. Aspetti, maresciallo Silvestrini.
TESTE Silvestrini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' tortuosa anche nella zona del cimitero?
TESTE Silvestrini: Dal cimitero, andando su, diventa ancora più tortuosa. Quindi viene accentuata questa tortuosità da molte curve, molte...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, a parte che Formello, essendo un paese ovviamente è fatto di case. Ecco, fuori dall'abitato, andando verso via Monti di Malvagliata, ci sono abitazioni in prossimità della strada?
TESTE Silvestrini: Allora dottore, per... diciamo sì, c'è anche una località chiamata Casselli, che sta qui sopra, che è una zona residenziale, ci sono villette sparse comunque, villette, zone diciamo... piccole villette, piccoli appezzamenti di terreno con delle villette sopra, quindi. E' una zona di campagna. Campagna che rimane però, sempre salendo, molto tortuosa ecco, la strada è molto tortuosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Facendo conto di trovarsi a quel bar, da Righetto.
TESTE Silvestrini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbiamo capito che è a nord, rispetto all'inserzione di via Monti di Malvagliata rispetto alla Formellese, quindi dalla parte opposta rispetto al cimitero.
TESTE Silvestrini: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Silvestrini: E' sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dovendo tornare a Roma, ecco, questa strada abbiamo capito che ci porta a Roma, ne possiamo fare altre?
TESTE Silvestrini: Sì, c'è la possibilità di fare altre. Cioè, proseguendo sulla Formellese-nord...
PRESIDENTE: Le può indicare sulla carta?
TESTE Silvestrini: Su questa cartina non è riportata, questa è la piantino di Formello proprio. Non è riportata. Comunque c'è la Flaminia. Proseguendo questa Formellese-nord, alla fine, viene...
PUBBLICO MINISTERO: Ora vediamo se le possiamo dare...
TESTE Silvestrini: Forse...
PUBBLICO MINISTERO: ... un altro elaborato, una piantina molto grande del territorio che è proprio realizzata dal Centro Operativo. Ce l'ha anche lei con sé?
TESTE Silvestrini: Forse ce l'ho anche io.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, perché io ho mandato l'ispettore Benelli a recuperarla.
Allora qui, in questa piantina io leggo Monterotondo, Mentana, nella parte bassa, a destra.
TESTE Silvestrini: Sono i tre cerchietti, dottore: Formello è il primo, questo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Silvestrini: Poi c'è Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Silvestrini: Eh va be', Fiano Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, maresciallo. Questa per caso è una fotocopia che ha con sé di quella grossa pianta che in originale, con tutti i cerchiettini, è stata mandata al Pubblico Ministero?
TESTE Silvestrini: Sì, questa...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', allora la Corte ha proprio l'originale, quindi non c'è bisogno di far grandi segni qui sopra.
Dunque, ci aiuti a capire questa situazione di viabilità lì della zona.
TESTE Silvestrini: Allora, diciamo che da Formello...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Silvestrini: ... questo primo cerchietto, c'è questa stradina che sale. Sale. Bivio Formello e questa incrocia con la Campagnanese. Percorrendo questa strada invece in basso, Sacrofano (?), si raggiunge la Flaminia, che sarebbe quest'altra, e riporta a Roma. Questa arteria, questa grossa qui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Silvestrini: Quindi da lì...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora...
TESTE Silvestrini: ... ci sono altre possibilità diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Comunque anche la via per Campagnano suppongo che sia una provinciale.
TESTE Silvestrini: Sì, anche questa qui, diciamo da Formello, bivio Formello, proseguendo qui Campagnano si raggiunge sopra, eccola, andando su, stazione di Magliano. Questa, porta anche questa alla Flaminia, anche questa. E raggiungendo... percorrendo... percorrendo un chilometro e mezzo della Flaminia, si raggiunge il bivio di Morlupo. Percorrendo dal bivio di Morlupo si raggiunge Capena, si raggiunge la villetta di Fiano Romano, si scende giù e si va giù. Quindi, ci sono altre possibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, per quanto lei ricorda, dubito che questa piantina le possa fornire rappresentazione, vi sono delle strade comunali o anche secon... minori che collegano tra loro queste varie provinciali? Cioè a dire, la Formellese con la Campagnanese...
TESTE Silvestrini: Sono sempre strade provinciali. Queste stradine laterali secondarie, tutte non le conosco, però c'è la possibilità che qualche strada di campagna possa congiungere la Formellese con la Campagnanese, passando in mezzo... per i campi, per...
PUBBLICO MINISTERO: Però non ne ha un ricordo diretto.
TESTE Silvestrini: No, tutte non le conosco, purtroppo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Non mi pare che ci siano altre domande per il Pubblico Ministero su questo punto.
PRESIDENTE: Se ce la può dire, anche approssimativamente, la distanza fra Formello e Capena, e poi Capena e Fiano.
TESTE Silvestrini: Allora... Un attimo che forse qualche... Diciamo che da Formello... perché ho fatto il percorso a ritroso, quindi, ho calcolato che dalla Flaminia, dal bivio di Morlupo, che sarebbe... adesso... qui... dal bivio di Morlupo alla Campagnanese, che sarebbe qui sopra, all'incrocio, è un chilometro. Dalla Campagnanese a prendere la strada che arriva qui giù, che è la Formellese, sono sette chilometri. Quindi, sette e uno, otto.
Poi, qui sotto, da... percorrendo questa strada che è la Formellese, al bivio di Formello, sono altri tre chilometri, e quindi siamo a undici...
PRESIDENTE: Quindi, sarebbero in tutto quattordici.
TESTE Silvestrini: Non ho capito tanto bene.
PRESIDENTE: Per arrivare a Formello paese, quanto ci manca ancora?
TESTE Silvestrini: Undici..cinque
PRESIDENTE: Sedici chilometri.
TESTE Silvestrini: Quindi, undici... sedici... Sono sedici chilometri fino all'incrocio con via Monti di Malvagliata. Dal bivio di Morlupo fino a via Monti di Malvagliata, sono sedici chilometri di strada in terra, diciamo, tra Campagnanese e Formellese.
sedici chilometri, poi c'è un chilometro fino al cimitero, sono diciassette. E fino... Cioè, all'abitato di Formello... dall'abitato di Formello al cimitero... dal centro, diciamo, c'è un altro chilometro e mezzo, quindi sono diciotto chilometri fino all'abitato di Formello.
PRESIDENTE: Bene. Domande delle parti civili?
(voce fuori microfono) Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori?
AVV. Cianferoni: Dunque... Avvocato Cianferoni. Senta, maresciallo, per quanto riguarda l'accesso alla villetta di Capena. Vuole descrivere questa rottura di vetro che constatò e, mi pare, già nel primo accesso lei la constatò o nel secondo?
TESTE Silvestrini: Eh, avvocato, me la fece notare l'Alei. Cioè, nel momento in cui entrammo nella villetta, Alei aprì e mi disse: 'guardi hanno anche rotto il vetro, lì sotto'. E nell'occasione, se non vado errato, la tappò con dello scotch. Tappò quest'apertura. Era in basso... era una piccola rottura di un vetro in basso... in basso.
AVV. Cianferoni: In basso... di una finestra?
TESTE Silvestrini: Era una finestra, in basso, su un angolo, su un angolo del...
PRESIDENTE: Quanto era circa di spazio, in centimetri quadrati, la rottura?
TESTE Silvestrini: Mah, guardi, non... Adesso, cioè, proprio... non era molto...
PRESIDENTE: Era un vetro di un metro, la...
TESTE Silvestrini: Era una fines... un'anta di una finestra. Un'anta di una finestra, quindi, saranno quaranta centimetri, sessanta centimetri... dieci centimetri di rottura. Mise dello scotch e tappò.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Silvestrini: E poi era chiusa... faccio notare, che era chiusa anche l'anta esteriore. Cioè, il vetro era rotto da dentro. Fuori, al momento in cui entrammo, c'era il battente della finestra che era chiuso, quindi...
AVV. Cianferoni: "Battente" lei intende quello che noi in Toscana chiamiamo "persiana"?
TESTE Silvestrini: La persiana. La persiana era chiusa, però, siccome è tutta di legno compatta, era chiusa quella.
AVV. Cianferoni: Sì, ma, intanto, questi 10 centimetri, erano vicini al...
TESTE Silvestrini: No, erano distanti dal...
AVV. Cianferoni: Vicini a cosa, ancora non gliel'ho detto.
TESTE Silvestrini: Sì, ho capito, ho capito...
AVV. Cianferoni: E lei ha capito. E allora risponda.
TESTE Silvestrini: Erano distanti dalla maniglia. Erano in basso, quindi, la maniglia rimane al centro della finestra, col battente chiuso, quindi, non... dall'esterno non credo che...
AVV. Cianferoni: Comunque...
TESTE Silvestrini: C'è un'annotazione agli atti, comunque, avvocato.
AVV. Cianferoni: ... dandole atto di una notevole perspicacia, perché mi legge nel pensiero, cambiamo, cioè rimaniamo nella... no, era una battuta.
Andiamo avanti. Senta, questo vaso di coccio, lo sa descrivere?
TESTE Silvestrini: Era una ciotolina, una normale ciotolina di trenta- venti centimetri, una ciotoletta. Era contenuta all'interno del... cioè, c'era un cesto di vimini e quattro o cinque piatti fondi, poggiava all'interno di un piatto fondo, quindi, una ciotolina. Non era tanto grossa, non era un vaso, una ciotolina.
AVV. Cianferoni: Ne avete fatto rilievi fotografici?
TESTE Silvestrini: No. Non mi ricordo ma non credo che vennero fatti rilievi fotografici. Vennero fatti forse degli spadini e delle chiavi, se non sbaglio, vennero fatti qualche rilievi fotografici. Ma del posto dove venne rinvenuto...
AVV. Cianferoni: No.
Ma per quello che è il suo ricordo, questi spadini come stavano messi rispetto alla ciotola? Sporgevano...
TESTE Silvestrini: Erano sotto. Erano praticamente tra il fondo del piatto e la ciotola. Era un piatto fondo, quindi, la ciotola non andava a incastr... cioè, rimaneva sul giro del piatto. Rimaneva sul giro del piatto, quindi, c'era la ciotola che poggiava sopra il giro del piatto. Sotto al piatto... sotto al fondo della ciotola c'erano questi spadini con queste chiavi.
AVV. Cianferoni: E come poté accorgersene?
TESTE Silvestrini: La sollevai un pochino la ciotola. Quindi, sollevando la ciotola vidi che sotto c'erano queste cose.
AVV. Cianferoni: E come mai non fece questo movimento la prima volta?
TESTE Silvestrini: Perché la prima volta, diciamo, non mi venne voglia di nocciole. Tutto lì. Alzai... cioè, perché presi la nocciola, alzai la ciotola per offrirgliela... per offrire le nocciole a quelli che erano lì presenti, e lì...
AVV. Cianferoni: Oh, a parte che, se ho prestato bene attenzione alle sue parole, questo particolare di avere offerto nocciole ai presenti, nel corso dell'esame non ce lo ha detto.
(voce fuori microfono) Come no.
TESTE Silvestrini: Ho tentato...
AVV. Cianferoni: No, proprio il gesto di prendere... ma comunque, ripeto...
TESTE Silvestrini: No, feci il gesto...
AVV. Cianferoni: ... ho premesso: 'se ho fatto bene attenzione'; quindi, può darsi mi sia sfuggito. Ma, a parte questo, lei la prima volta, se ho capito bene, ci va per operare una perquisizione.
TESTE Silvestrini: No. La prima volta non sono andato per operare una perquisizione. La prima volta sono andato in compagnia dell'Alei per fare un'ispezione sul posto. E l'Alei mi fece notare tutto... diciamo, il perimetro, la descrizione della villa, più che altro.
AVV. Cianferoni: Quindi, la prima volta un'ispezione, la seconda volta...
TESTE Silvestrini: Con decreto per perquisizione e sequestro degli oggetti.
E la terza volta, lo stesso. Per rilievi tecnici d'ausilio...
(voce fuori microfono)
TESTE Silvestrini: No, la terza volta, diciamo, rilievi tecnici...
AVV. Cianferoni: Interni...
TESTE Silvestrini: Interni e esterni anche per...
AVV. Cianferoni: La quarta volta... Allora c'è una quarta volta?
TESTE Silvestrini: Nel mese di settembre.
AVV. Cianferoni: Nel mese di settembre.
TESTE Silvestrini: L'ultima volta nel mese di settembre per, appunto, la ricerca della buca, l'esplosivo nella buca.
AVV. Cianferoni: Senta, dicevo, tra la prima e la seconda volta quanto tempo passa?
TESTE Silvestrini: Era il 23 di gennaio e è la prim... non è passata la prima settimana del mese di febbraio. Adesso non ho gli atti davanti, comunque, non siamo arrivati alla prima settimana del mese di febbraio. Erano i primi giorni del mese di febbraio.
AVV. Cianferoni: Ho capito. E questa vicenda delle nocciole, come fu? Cioè, erano impolverate? Com'è che...
TESTE Silvestrini: Avvocato, adesso non...
AVV. Cianferoni: ... le viene voglia la seconda volta? Scusi, è una casa abbandonata, rifletto su questo, si tratta di frutta secca, evidentemente dimenticata da...
TESTE Silvestrini: Ma le nocciole di solito si mantengono, anche per anni, quindi, non...
PUBBLICO MINISTERO: Anche perché si mangia il dentro mica il fuori.
TESTE Silvestrini: Esatto. Quindi, non succede niente. Stanno lì. E poi tutte le volte, ripeto avvocato, tutte le volte che siamo andati lì, la prima cosa era rintracciare Alei che apriva le porte, quindi...
AVV. Cianferoni: Ma, abbia pazienza, perché, ripeto, è un particolare di vita quotidiana però l'ha introdotto nel processo, bisogna discuterne. E per aprirle, queste nocciole, come fece?
TESTE Silvestrini: Con i denti, avvocato.
AVV. Cianferoni: Con i denti?
TESTE Silvestrini: Sì. Noccioline, con i denti l'ho rotta.
AVV. Cianferoni: No, scusi, son noccioline, o son nocciole, ora?
TESTE Silvestrini: Non lo so lei cosa intende per noccioline... Dalle parti nostre si chiamano nocchie, cosiddette nocchie.
AVV. Cianferoni: Mah, comunque, sta di fatto che queste sono le sue risposte.
E, a parte questo rinvenimento, che la incuriosì, a quel punto, cioè, di questi oggetti... Allora, che tipo di perquisizione svolse?
TESTE Silvestrini: Niente, continuammo a fare i rilievi, chiamammo subito il dottore e chiedemmo... il quale autorizzò con decreto il sequestro degli oggetti che furono rinvenuti all'interno della villa. In qualità di Polizia Giudiziaria, avevo l'obbligo di riferire, quindi, col colonnello, poi con noi c'era il colonnello Pancrazi, quindi...
AVV. Cianferoni: Si ricorda allora quali altri oggetti destarono la sua attenzione a quel punto?
TESTE Silvestrini: Ma a quel punto, a me, solo gli spadini, perché poi furono fatte...furono fatti rilievi tecnici e proseguì al repertamento il dottor Massari, in quanto rinvenne tracce di esplosivo su alcuni oggetti e furono sequestrati. Fu chiesto il decreto per quelli oggetti, tra i quali vennero trovate tracce di esplosivo. Risultate positive alle tracce di esplosivo, quindi, fu chiesto il decreto per quelli oggetti lì.
AVV. Cianferoni: Ancora le chiedo, sa dare una dislocazione, nel giardino della villetta, del nascondiglio dell'esplosivo?
TESTE Silvestrini: Era una buca sotto a una pianta, facemmo una buca sotto a una pianta tra... c'era un tavolino, se non sbaglio. Ma il nascondiglio dell'esplosivo, ripeto, l'esplosivo non venne trovato, vennero trovati soltanto quelli oggetti che furono repertati e poi analizzati dal consulente del P.M., quindi...
AVV. Cianferoni: I pezzetti di corda...
TESTE Silvestrini: Scotch, corda, esatto, quella roba lì. La distanza, adesso, non...
AVV. Cianferoni: Poi non ci ritorna più, lei.
TESTE Silvestrini: Quella fu l'ultima volta...
AVV. Cianferoni: Quella fu l'ultima volta.
TESTE Silvestrini: ... che andammo per...
AVV. Cianferoni: A proposito della zona di Formello, Fiano e Capena, lei c'ha prestato servizio. Allora, è corretto dire che la zona è servita da vie provinciali, vie comunali, anche vie, strade vicinali di campagna, tali che, prendendo qualunque strada, si ritorna a Roma.
TESTE Silvestrini: No, qualunque strada, no.
AVV. Cianferoni: Ma, ora è una forzatura, nel senso...
TESTE Silvestrini: Perché ci sono strade che non sbucano.
AVV. Cianferoni: Non sbucano. Però...
TESTE Silvestrini: Tipo via Monti di Malvagliata, non sbuca.
AVV. Cianferoni: Non sbuca, ecco. Ma la zona è assistita nel senso che le dico io.
TESTE Silvestrini: Sì, c'è qualche strada che...
AVV. Cianferoni: Campagnano...
TESTE Silvestrini: Sì, sì, c'è qualche strada laterale che... cioè, non è che... cioè, io non posso conoscerle tutte.
AVV. Cianferoni: Certo.
TESTE Silvestrini: Però quelle poche che conosco so che qualcuna sbuca su una provinciale o su una strada secondaria, diciamo, che può condurre su una strada statale. Certo.
AVV. Cianferoni: Oh, è corretto, altresì dire che si tratta di una zona con frequenti, se lei poi mi dice che va bene, io dico molto frequenti passaggi di veicoli militari, perché ci sono molti poligoni, c'è Monte Romano, c'è la Scuola di Artiglieria a Bracciano...
TESTE Silvestrini: Che io sappia su quella Formellese...
AVV. Cianferoni: No, ma per zona.
TESTE Silvestrini: Avvocato, la zona non lo so, per andare a Monte Romano possono passare sulla Cassia, possono passare sulla... i veicoli militari, parlo io.
AVV. Cianferoni: Certo.
TESTE Silvestrini: Ma molto frequentemente passano sulla Cassia perché a Cesano c'è la Scuola di Fanteria, quindi...
AVV. Cianferoni: A Cesano c'è la Scuola di Fanteria.
TESTE Silvestrini: Quindi... però Cesano è più avanti del bivio di Formello, quindi...
AVV. Cianferoni: A Bracciano.
TESTE Silvestrini: A Bracciano stanno più... Cioè, su quella zona, sulla via Formellese, non... ,per quanto mi risulta, non ci sono poligoni militari, quindi...
AVV. Cianferoni: Aspetti, Manziana...
TESTE Silvestrini: Ma non sta da quella zona, avvocato, Manziana. Manziana sta in tutt'altra zona.
AVV. Cianferoni: Proviamo a dislocarli questi posti che abbiamo citato.
TESTE Silvestrini: Guardi, qui c'è Formello. Manziana, purtroppo, non è riportata. Comunque, Manziana sta dall'altra parte.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Silvestrini: Monte Romano sta oltre, sta vicino Viterbo, quindi, bisogna camminare moltissimo, bisogna andare sulla Cassia. Su questa... Io dico, su questa zona, Formello, questa zona qui Formellese, da Campagnano a Formello, poligoni militari io...
AVV. Cianferoni: No, non ho detto questo.
TESTE Silvestrini: ... di mia conoscenza non ci sono.
AVV. Cianferoni: Non ho detto questo. Ho detto che è una zona nella quale passano molti veicoli militari, anche trasportanti esplosivo, per l'appunto, perché c'è...
TESTE Silvestrini: Ma sulla Formellese non...
AVV. Cianferoni: Non sulla Formellese.
TESTE Silvestrini: Cioè, non posso... ma non ci son passati sicuramente.
AVV. Cianferoni: Monte Romano dov'è?
TESTE Silvestrini: Monte Romano... non era zona mia... premetto che non era mia zona quella.
AVV. Cianferoni: Non era zona sua.
TESTE Silvestrini: No, perché la Compagnia Cassia non arriva lì a Monte Romano. Lì è Viterbo...
AVV. Cianferoni: La Compagnia Cassia parte da...
TESTE Silvestrini: E' Roma la zona...
AVV. Cianferoni: ... Roma e poi si ferma a un certo punto.
TESTE Silvestrini: Esatto. E' Roma, quindi non è... Monte Romano è Viterbo, quindi...
AVV. Cianferoni: E la Compagnia di Bracciano? Perché mi pare che il posto dove abitava saltuariamente il Contorno fosse sotto la giurisdizione di Bracciano, o comunque operarono anche i militi di Bracciano.
TESTE Silvestrini: Perché il Nucleo Operativo del gruppo dipendeva da Bracciano.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Silvestrini: Il Nucleo Operativo del Gruppo dipende da Bracciano. E il Nucleo Operativo del Gruppo di Bracciano ha diverse compagnie sotto, quindi non è solo la Compagnia Cassia. Ha altre compagnie. Però non ha né Monte Romano, né Viterbo. Lì andiamo proprio fuori zona.
AVV. Cianferoni: Comunque, va bene. Per quanto mi riguarda non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci può dire solo ancora una cosa, per cortesia? Nella zona del cimitero, si tratta di un territorio collinare?
TESTE Silvestrini: E' sempre... è tortuoso, signor Presidente.
PRESIDENTE: Tutto collinare.
TESTE Silvestrini: E' tortuoso che sale, quindi è...
PRESIDENTE: Ci sono delle vie vicinali lì intorno al cimitero?
TESTE Silvestrini: Ci sono altre viette, viette... eccola qui, c'è una strada, ma una non sbuca e finisce qui. Quest'altra prosegue per le strade di campagna, arriva sulla strada comunale, cioè, è un giro... porta sempre nell'abitato di Formello e prende la via Formellese, un'altra.
Per la strada... cioè, la strada migliore dal cimitero: scendere e andare a sbucare sempre in una strada vicinale che riporta sempre nell'abitato di Formello, cioè, sulla via Formellese per scendere verso Roma.
Queste sono strade di campagna, strade secondarie, diciamo.
PRESIDENTE: Va bene. Ci sono altre domande per questo teste?
AVVOCATO Gramigni: Solo una, signor Presidente, mi scusi, avvocato Gramigni.
Senta, maresciallo, buongiorno.
TESTE Silvestrini: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Le chiedevo solo una precisazione. Lei ci ha riferito come, allorché vi recate per la prima volta insieme all'Alei in questa villetta di Capena, constatate e apprendete anche dall'Alei che questa casa all'epoca era disabitata. Ha mica potuto accertare o apprendere in qualche modo, penso dall'Alei, soprattutto, da quanto tempo questa casa era disabitata?
TESTE Silvestrini: A me mi disse che da quando erano andati via gli ultimi, diciamo...
AVVOCATO Gramigni: Quindi da quando, a seguito dell'arresto dello Scarano, vi è quella...
TESTE Silvestrini: Sì, mi sembra che c'è un verbale, il primo verbale che rese Alei, disse che andò una signora, quindi la moglie dello Scarano, a pre... Quindi da quel periodo, da quando... non l'ha più affittata.
AVVOCATO Gramigni: Né ha avuto occasione di abitarci il proprietario, da quello che capisco. Quindi, possiamo collocare dall'estate del '94...
TESTE Silvestrini: Sì, dopo l'arresto dello Scarano.
AVVOCATO Gramigni: Dello Scarano, il...
TESTE Silvestrini: Non so se qualche altra volta ci sia andato Alei con la moglie, che poi è defunta pure, è deceduta anche la moglie di Alei per motivi...
AVVOCATO Gramigni: Però, comunque, al di là di visite che ha potuto farvi il proprietario per ragioni sue, la casa rimane...
TESTE Silvestrini: La maggior parte del tempo disabitata.
AVVOCATO Gramigni: Disabitata, ed è disabitata nel momento in cui voi fate il primo accesso.
TESTE Silvestrini: Tranne per l'ultima volta, che l'aveva venduta. L'ultima... il mese di settembre era stata...
AVVOCATO Gramigni: Quindi nel settembre '95...
TESTE Silvestrini: Nel settembre era stata venduta, sì.
AVVOCATO Gramigni: ... ci sono i nuovi proprietari.
TESTE Silvestrini: Sì.
AVVOCATO Gramigni: D'accordo. La ringrazio, buongiorno.
TESTE Silvestrini: Prego.
PRESIDENTE: Altre domande? Può andare, grazie.
*TESTE Silvestrini: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, possiamo far entra... lo abbiamo chiesto, Presidente, di acquisire...
PRESIDENTE: Ah, sì, sì, acquisiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Abbiamo già chiesto.
PRESIDENTE: Per non far le eccezioni?
PUBBLICO MINISTERO: Quella no. La prima sì, quella che ha portato stamani il maresciallo. Quella con le colorazioni verde, giallo... La vuol dare all'Ufficiale Giudiziario?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
Perché non ci mette una firma, maresciallo? Poi, se la Corte la vuole acquisire, l'acquisisce...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo far passare che insieme al maresciallo Silvestrini è arrivato anche il maresciallo Grasso, sempre della DIA di Roma.
PRESIDENTE: Si accomodi. Mi pare che lei è già stato...
*TESTE Grasso: Sì.
PRESIDENTE: Lei è Grasso Bruno, vero?
TESTE Grasso: Sì, maresciallo Grasso Bruno.
PRESIDENTE: E' già stato sentito come teste...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi scusi, faccio presente che il maresciallo Grasso è già venuto...
PRESIDENTE: Stavamo facendo questo discorso.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Grazie.
PRESIDENTE: Quindi lei è sempre vincolato da quella promessa che ha...
TESTE Grasso: Sì.
PRESIDENTE: Può rispondere... Ripeta il suo nome soltanto, così...
TESTE Grasso: Maresciallo Grasso Bruno.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, maresciallo, ho semplicemente due domande semplicissime da porle.
Allora, la prima è questa. Nell'ambito di attività delegate dal Pubblico Ministero di Firenze, lei ha avuto modo di effettuare un accertamento presso gli uffici della Corte di Cassazione a Roma?
TESTE Grasso: Sì, l'ho effettuato materialmente io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire qual era l'oggetto della sua ricerca e come è avvenuta?
TESTE Grasso: A seguito della delega della Procura di Firenze, il caposettore mi dispone di andare presso gli uffici della Corte di Cassazione di Roma, a piazza Cavour, e accertare se materialmente nel periodo di aprile-maggio '93, tale Ferro Vincenzo fosse entrato all'interno della struttura.
Notificato la delega al... prendo... dal Presidente aggiunto della suddetta Corte, mi rivolgo al personale lì di controllo all'ingresso e mi dicono che, materialmente, dei registri non esistono, perché non avevano dei registri. Avevano soltanto a disposizione una fotocopiatrice, che tutte le persone che accedevano, civili, che non erano avvocati, o che non facevano parte della struttura, soltanto persone estranee, mostravano un documento, questo documento veniva posto sulla fotocopiatrice e fotocopiato. Tutte le fotocopie giornaliere venivano inserite all'interno di una cartella, a mo' di cartella, e datati con la data.
Io, effettivamente, nel controllare tutte queste cartelle giornaliere, trovo nel giorno 13/05/93, la fotocopia riproducente Ferro Vincenzo. Ne estrapolo fotocopia, chiedo al personale se può farmi la fotocopia, sia del documento e sia del frontespizio della cartella dove era apposta la data 13/05/93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, maresciallo, noi abbiamo mostrato a un suo collega, all'ispettore Puggioni, questo documento, o meglio, la fotocopia di questo documento che lei ci ha fatto pervenire. Le chiedevo, in questo documento... ora, salvo... per migliore comprensione mostrarlo nuovamente al visore, anzi, forse è opportuno senz'altro farlo. Ecco, se si può, per favore, spostare nell'altra postazione.
TESTE Grasso: Sì.
Allora, questo...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, un attimo, che appare sullo schermo.
TESTE Grasso: Allora, questo è il documento fotocopiato è copiato per trasmetterlo poi alla Procura di Firenze. E questa è la data apposta sulla cartella che indicava le persone che materialmente il giorno erano entrate in Procura.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, quel 13 maggio... quel 13/05/93 che risulta fotocopiato è...
TESTE Grasso: E' una da...
PUBBLICO MINISTERO: ... quanto lei ha fotocopiato dalla cartella?
TESTE Grasso: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, non è che l'ha messa lei.
TESTE Grasso: No, assolutamente. E' una data apposta da personale predisposto al controllo lì della Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, c'era questo fascio di fotocopie...
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con questa fascetta?
TESTE Grasso: Con questa fascetta, sì. Così pure degli altri giorni. La stessa procedura veniva effettuata anche per gli altri giorni. Non avendo un registro, loro facevano questo sistema di fotocopiare i documenti e apporre una fascetta sopra per distinguere i giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome a noi ci è pervenuto un unico foglio con la data, come si vede, e sotto, in basso, la fotocopia del documento.
TESTE Grasso: Sì. Questa è stata fatta in questo modo per ragioni di opportunità, per ricordare meglio che la fotocopia del documento è stata estrapolata dalla cartella del giorno 13/05, per racchiudere insieme, sia il documento fotocopiato, perché non è stato sequestrato nulla è stato soltanto fotocopiato, e sia la fascetta che apponeva sulla cartella.
PUBBLICO MINISTERO: L'addetto.
TESTE Grasso: Spiego anche il fatto del timbro. E' perché apponiamo come documenti trattati da noi, trasmettiamo alla DIA, poniamo il timbro Direzione Antimafia. Ma è un timbro che non era né sulla cartella né sulla fotocopia.
PUBBLICO MINISTERO: Evidentemente. Quindi, questo timbro che vediamo sulla sinistra lo ha apposto nel momento in cui ha trasmesso...
TESTE Grasso: Sì, il documento.
PUBBLICO MINISTERO: ... questa fotocopia...
TESTE Grasso: Nel momento in cui trasmetto il documento.
PUBBLICO MINISTERO: ... il documento. Al Pubblico Ministero. Bene. Su questo punto non ho altre domande.
Io ho bisogno, invece, di avere da lei dei dettagli in relazione a un atto che risulta anche da lei compiuto ed esattamente l'atto di sequestro che risulta... che lo ha riferito in quest'aula il colonnello Pancrazi, che era anch'egli presente, presso il Centro Commerciale Le Torri, nel maggio del '96.
Ecco, ci vuol dire la ragione per cui si è pervenuti al sequestro in quel giorno?
TESTE Grasso: Ricordo il particolare che, la Procura di Firenze dispone per delega che la Scientifica di Roma esegua un accertamento per eventuali tracce di polvere da sparo all'interno dello stabile...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo esplosivo.
TESTE Grasso: Di esplosivo. E noi diamo ausilio di Polizia Giudiziaria al dottor Massari, che esegue materialmente questa operazione tecnica.
Nell'effettuare l'operazione tecnica di ricerca di esplosivo, all'interno del parcheggio dello stabile, veniamo colpiti dalla presenza...
PRESIDENTE: Scusi, ma era un parcheggio o era un garage?
TESTE Grasso: E' un garage adibito a parcheggio, di grosse dimensioni.
PUBBLICO MINISTERO: Al coperto.
TESTE Grasso: Sì è coperto, è coperto. E' chiuso da un cancello in ferro col lucchetto e le chiavi del lucchetto sono nelle disponibilità del responsabile, l'ingegner... che non ricordo il nome, adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Può essere Paolillo?
TESTE Grasso: Sì, l'ingegner Paolillo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dice allora... Quindi, la vostra presenza era motivata da questo supporto offerto al consulente, al dotto Massari. Ci dice quello che ha fatto e quello che ha visto lei personalmente?
TESTE Grasso: Veniamo attirati l'attenzione dalla presenza, dietro all'ultimo pilastro di questo garage, che è in fondo al locale, della presenza a terra di giornali del... pezzi di giornale della Sicilia, Giornale di Sicilia, datati lunedì 26 aprile 1993, e poi di tutto l'altro materiale elencato nel verbale di sequestro, datato 03/05/96.
L'attenzione rivolta a questo Giornale di Sicilia, al fatto che ci sono dei frammenti di nastro isolante di colore nero, alla presenza a terra di un led di colore rosso...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, maresciallo Grasso se le tolgo la parola, è semplicemente per far presente alla Corte, ma come al solito non è una lamentela; nella trascrizione dell'esame del colonnello Pancrazi, su questo punto, il "led rosso" è diventato un "pled rosso"...
PRESIDENTE: Eh, infatti.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, mi perdoni, io non ci posso far niente con la trascrizione. Io credo che su certi punti...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: E' diventato un "pled", invece è un "led".
PRESIDENTE: Ah, un "led", ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Un "led" è una cosa, un "pled", anche per dimensioni, e per materiale è tutta un'altra cosa.
PRESIDENTE: Benissimo, richia...
PUBBLICO MINISTERO: Non so come si... Io, personalmente, non posso dare atto di nulla, però so che il colonnello Pancrazi ha parlato di un "led" e che nella trascrizione c'è scritto "pled", quindi è un errore in sede di trascrizione.
PRESIDENTE: Benissimo, lo faremo...
PUBBLICO MINISTERO: Era un "led" o un "pled", maresciallo Grasso?
TESTE Grasso: E' un led, è fotografato.
PUBBLICO MINISTERO: Lei la conosce al differenza tra un "led" e un "pled"?
TESTE Grasso: Sì, sì. E' sostanziale.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. No, per star tranquilli.
PRESIDENTE: Però, bisogna che spieghiate cosa è il "led".
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ne abbiamo parlato in aula. Il led, Presidente - lo abbiamo anche mostrato alla signora Corbani, quando fu sentita un anno fa circa, se non un anno, 10 mesi fa - è quella microlampadina piccina piccina, rossa, con quei due credo si chiamino reofori; anche quelli... Ecco, quello si chiama led; ha un impiego soprattutto nell'elettronica, nel computer anche del dottor Settembre, del dottor Affronte.
In tutti quei macchinari che lei ha lì davanti, tutte le lampadine rosse si chiamano led.
Ecco, il plaid, invece...
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Tutta un'altra storia, insomma.
PRESIDENTE: Certo.
TESTE Grasso: Il led è un componente elettronico, il plaid è materiale tessile.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Una coperta, via.
PRESIDENTE: Ha capito?
PUBBLICO MINISTERO: Possono essere entrambi anche di colore rosso.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Sia il plaid che il...
PRESIDENTE: L'importante è che si ripeta la trascrizione.
TESTE Grasso: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, Presidente, lo facciamo vedere il led, così si...
PRESIDENTE: Certo. No, no, ma questo serve per chi si occupa della trascrizione.
PUBBLICO MINISTERO: ... elimina ogni dubbio.
PRESIDENTE: Avevo letto anche io plaid; non mi ricordavo di questo plaid, ma pensavo che appartenesse...
PUBBLICO MINISTERO: Se si dicesse - giustamente suggerisce l'avvocato Cianferoni - se si scrivesse invece che led "spia", ecco, forse, o lampadina, meglio ancora.
Il termine è americano.
Allora maresciallo, io ho bisogno di capire, siccome lei parla, usa il plurale majestatis o modestias, a seconda dei casi, dice "noi", "veniamo"; siccome eravate in quattro, io ho bisogno che lei personalizzi questo plurale.
TESTE Grasso: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di capire lei, maresciallo Grasso, personalmente se è stato attratto dalla visione di qualcosa che è... Perché sennò, siccome il locale è molto grande, non riusciamo bene - ed era, sappiamo, abbiamo visto le foto, era piuttosto disordinato - perché lei, se l'ha fatto, va a guardare in questo posto dove trova poi il led, eccetera.
TESTE Grasso: Gli elementi che mi colpiscono con particolare attenzione è il fatto che nel raggio di qualche metro per terra, a terra c'è un crick, che è un componente di un'autovettura, presumibilmente una FIAT Uno di colore nero.
Questo led, componente elettronico, la presenza di pezzi di Giornale di Sicilia che a Roma non sono presenti così facilmente come giornale; poi mi colpisce un altro particolare: di rinvenire per terra due frammenti di una marca di nastro isolante che è simile, che io ricordo che era simile a un altro frammento di marca nastro isolante avvenuto nel sequestro del materiale esplodente nell'abitazione di Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: La fermo un attimo.
TESTE Grasso: Dica.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei sta parlando di una marca di un nastro isolante - ora mi interessa questo, in particolare - ecco, ci può descrivere: primo, dove aveva visto prima di andare in via, lì, presso il complesso Le Torri, dove aveva visto qualcosa di simile e in quale circostanza.
TESTE Grasso: Qualcosa di simile io l'avevo acquisita visivamente nella redazione dell'album fotografico del materiale sequestrato a casa di Frabetti e che è avvenuta, la redazione dell'album fotografica, è avvenuta il 20/02/96. Il sequestro è avvenuto il 1 febbraio 1996.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Al sequestro, il 1 febbraio '96, lei era presente?
TESTE Grasso: No, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Grasso: Io non ero presente.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha personalmente, quindi, composto l'album fotografico...
TESTE Grasso: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... del 20 febbraio.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora io, per comodità sua, glielo consegno. Si tratta dell'album che è contenuto nel volume 4 del fascicolo del dibattimento a foglio 1644 e lei ci dice quali sono o qual era la foto dalla quale aveva tratto questo...
TESTE Grasso: Particolare.
PUBBLICO MINISTERO: ... questo particolare di questo bollino della marca, lei ha detto, del nastro isolante.
Ecco, innanzitutto, maresciallo, è questo l'album a cui lei fa riferimento?
TESTE Grasso: Sì, sì, è questo l'album.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Grasso: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se vuole indicare qual è questo bollino.
TESTE Grasso: Questa è l'etichetta adesiva apposta sul...
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, possiamo zoomare su questo particolare?
TESTE Grasso: Questa etichetta adesiva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari un po'... non so se è possibile ancora centrarlo, ecco. Ecco, ancora, ancora, ancora. Ecco.
TESTE Grasso: Con le due etichette adesive di colore giallo e rosso.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se si riesce a leggere la marca da qui. No, vedo una scritta, ma...
TESTE Grasso: Eh...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è questo bollino.
TESTE Grasso: Sì, è questo bollino che attira l'attenzione.
PUBBLICO MINISTERO: Lì ne vedo due: uno...
TESTE Grasso: Sì, ce ne sono due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
TESTE Grasso: Sì, è su un rullino.
PRESIDENTE: ... il numero della fotografia, per favore?
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, vuol dire che numero è questa fotografia che ha?
TESTE Grasso: Sì, è la fotografia numero 34 dell'album fotografico datato 20 febbraio 1996; fascicolo fotografico contenente 77 fotografie relative al rinvenimento di esplosivo, armi ed altro il giorno 1 febbraio 1996 presso l'abitazione di Frabetti Aldo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, maresciallo Scelso, le do...
Ecco, ora chiederei al maresciallo di farci vedere l'album che ha realizzato poi in occasione del sequestro a cui faceva riferimento presso il centro Commerciale Le Torri.
Ecco, maresciallo, quindi era questo il particolare che l'aveva colpita...
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... quando poi rivede qualcosa di analogo nel garage presso il complesso Le Torri.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ci vuol mostrare, allora, quest'altro particolare?
Ci dice, per favore, così per la registrazione, cosa sta esaminando.
TESTE Grasso: Sì. Questo è il fascicolo fotografico contenente 19 fotografie relative al materiale rinvenuto in data 3 maggio 1996 nei locali del Centro Commerciale Le Torri, sito in Roma, via Parasacchi, in fondo al garage e precisamente dietro un plinto posto in fondo al locale, sulla sinistra, per chi guarda, entrando.
E' datato 6 maggio 1996.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo chiedo: ha contribuito anche lei a formare poi questo fascicolo fotografico?
TESTE Grasso: Questo l'ho formato personalmente io.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era stato presente il 3 maggio e poi ha fatto queste foto.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci mostri ora, faccia vedere qual è questo particolare che lei poi... attira la sua attenzione.
Ecco, magari se passando ci... Ecco.
TESTE Grasso: Questo è il particolare dell'etichetta adesiva del nastro isolante di colore giallo e rosso che mi ricordavo che era simile a quello precedente che ho mostrato.
PUBBLICO MINISTERO: Se magari riusciamo a fare un accostamento, maresciallo.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Fra la foto...
TESTE Grasso: (voce fuori microfono)
Come si può accostare...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se magari zoomiamo ora, di nuovo sull'altro.
Magari, maresciallo, le faccia vedere in successione, via.
TESTE Grasso: Allora, il colore è giallo, presente anche nell'altro; il colore rosso, presente anche nell'altro. Le scritte sulle marche son simili.
PUBBLICO MINISTERO: Allora possiamo togliere il tutto.
Voglio dire, quando lei il 3 maggio '96 si trova nel complesso Le Torri, siccome lei ci ha descritto il martinetto...
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e...
PRESIDENTE: Per cortesia.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Segnaliamo il numero della fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, del secondo album.
PRESIDENTE: ... al sequestro presso Frabetti.
TESTE Grasso: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Sequestro Frabetti si è già detto, Presidente. Forse...
PRESIDENTE: No, no, no. Solo per indicare qual era il numero che...
TESTE Grasso: Allora, del sequestro presso l'abitazione di Frabetti si parla della fotografia 34.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Grasso: Del sequestro presso il garage di via Parasacchi...
PRESIDENTE: Non l'ha detto? Presso il garage, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, presso il garage. C'è bisogno che dica la foto presso il garage: è la numero?
TESTE Grasso: Allora, la foto relativa al sequestro del materiale presso l'abitazione di Frabetti è la numero 34.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Grasso: Dell'album datato 20 febbraio '97 (?).
PRESIDENTE: Bene, sì.
TESTE Grasso: La foto relativa al materiale sequestrato nel garage in Roma, via Parasacchi, l'album è datato 6 maggio '96 e la foto è la numero 19.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, le chiedevo, maresciallo, siccome per l'appunto lei ha elencato una serie di oggetti che poi sono stati effettivamente trovati, le chiedo - se sì bene, se no lei ci darà un'altra risposta - se era questo l'oggetto che aveva attirato la sua attenzione, tanto poi da andare a rovistare.
TESTE Grasso: Sì, era questo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Grasso: E poi...
PRESIDENTE: Il led.
TESTE Grasso: Il led, lo faccio vedere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vediamo il led, mostriamo il led, maresciallo.
TESTE Grasso: Ecco il componente elettronico indicato nella fotografia numero 7. Led di colore rosso.
PRESIDENTE: Benissimo, benissimo. Molto bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi di tutto questo...
TESTE Grasso: Poi tutto il materiale che possiamo vedere in questo album elencato.
La cartina per chi viaggia, carta stradale d'Italia, indicata nella fotografia numero 1.
Un manoscritto, manoscritto indicato nella fotografia numero 2, su carta intestata ISAF Linda Corbani.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le diceva qualcosa questo...
TESTE Grasso: Sì, ricordava il possesso dell'autovettura FIAT Uno esplosa in via Fauro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Grasso: Con i vari appunti manoscritti.
Un biglietto manoscritto, indicato nella fotografia numero 3.
Il particolare dettagliato evidenziato con evidenziatore di colore celeste, fotografia 4 e 5, della cartina stradale di Cagliari.
Una cartina stradale del Lazio, indicata nella fotografia 6.
Il led indicato nella fotografia 7.
Il martinetto o crick in dotazione alle autovetture; in questo caso, io personalmente ritenevo che poteva essere di una FIAT Uno.
Il supporto di colore nero del martinetto, che è un corredo sempre di auto FIAT, indicato nella fotografia 9 e 10.
E un altro particolare che ha attratto la mia attenzione, che poteva addivenire materialmente a chi compilava... una Settimana Enigmistica, indicata nella fotografia numero 11.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi vedo che ci sono le foto dei giornali.
TESTE Grasso: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare...
TESTE Grasso: Poi ci sono le foto riproducenti i pezzi di giornale del Giornale di Sicilia, datati 27...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
La data.
TESTE Grasso: Dica?
PRESIDENTE: Vuol farci vedere la data del giornale?
TESTE Grasso: E'...
PRESIDENTE: Perché lei l'ha detta...
TESTE Grasso: Allora, eccolo qui.
PRESIDENTE: 26 aprile, sì, '96.
TESTE Grasso: Sì.
PRESIDENTE: '93.
TESTE Grasso: Sì. Si può rilevare: lunedì 26 aprile 1993.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Grasso: Il particolare del nastro adesivo di colore nero e di colore marrone, che era attaccato ai frammenti di giornale. Questo è tutto indicato nella fotografia 12 e 13.
Poi la presenza di batterie Duracell, marca Duracell, con relativo contenitore.
PUBBLICO MINISTERO: Ci indichi le foto, maresciallo.
TESTE Grasso: Indicate nelle fotografie 14 e 15.
Poi la presenza di un contenitore per accendini marca Zippo, riprodotto nella fotografia numero 16.
Zoomare questo... No, il... Allora, possiamo fare così. No, questo, questo. Tutto in nero.
Questo è l'elastico avente alle due estremità due pezzi di plastica rigidi, che servono ad ancorare il crick o martinetto al supporto di plastica, visto nella fotografia...
E' indicato nella fotografia 17.
Questo è un supporto di plastica nero che, al momento, non sono stato in grado di individuare a cosa potesse appartenere.
E' indicato nella fotografia 18.
E il particolare della marca del nastro isolante, indicata nella fotografia 19.
PRESIDENTE: L'abbiamo già vista.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io non ho altre domande al maresciallo Grasso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Sono sempre l'avvocato Cianferoni per la Corte e per il teste.
Buongiorno, maresciallo.
TESTE Grasso: Buongiorno.
AVV. Cianferoni: Sull'accesso alla Cassazione non ho capito se quella fotocopia che abbiamo visto fa capo a una cartellina nella quale era contenuto il documento, o a una fascetta che legava il documento.
TESTE Grasso: Un attimo che le rispondo.
Allora, questa è la fotocopia riproducente una fotocopia di una patente intestata a Ferro Vincenzo.
PRESIDENTE: Maresciallo, mi scusi.
TESTE Grasso: Dica.
PRESIDENTE: L'avvocato non voleva sapere nulla di questo, almeno credo.
AVV. Cianferoni: No.
PRESIDENTE: Voleva sapere la fascetta dove è indicato la data del giorno...
TESTE Grasso: Sì.
PRESIDENTE: ... se faceva parte di una fascetta, quel pezzo di carta che è fotografato, o se era un foglietto, un pezzetto di carta in cui quella data era stata ripetuta.
TESTE Grasso: No. Si tratta, questa data è apposta sulla cartellina che conteneva tutte le fotocopie - fatte in questo sistema che si può vedere, fatte in questo sistema - apposta la data 13 e contenente tutte le fotocopie dei documenti delle persone che avevano avuto accesso alla Corte di Cassazione.
AVV. Cianferoni: Bene.
PRESIDENTE: E' stata fotografata soltanto il pezzo della cartellina che teneva...
TESTE Grasso: Sì, perché era un foglio di carta bianca.
AVV. Cianferoni: Aspetti. Primo: com'è che si è parlato di fascette?
Poco fa col Pubblico Ministero lei ha detto: una fascetta teneva i documenti.
Ora le fascette mi richiamano per l'appunto le fascette di quando a scuola portavano i compiti, ma lì era un blocco di fogli alto così, tenuto con una fascetta.
Non credo che alla Cassazione entrino centinaia di civili ogni giorno. Ecco perché la cartellina è più logica. Ma queste sono mie considerazioni.
Conclusivamente: perché prima ha parlato di una fascetta?
TESTE Grasso: Ho parlato di fascetta o di cartellina. Forse per errore mio personale, per dire la stessa cosa: che è un qualcosa che racchiude una serie di fotocopie con la scritta sopra.
AVV. Cianferoni: Questo per lei è, e questo noi registriamo.
Ma premesso quanto sopra, mi chiedo: come è stato possibile fare quel tipo di fotocopia come abbiamo visto?
La vogliamo vedere? noi vedremo che, se sottoponiamo al monitor lo stesso documento, noi vedremo che la data è posta, rispetto al documento, in una certa maniera; e soprattutto è in una certa maniera; intendo il documento è in basso, la data è più alta, e soprattutto è sul margine.
PRESIDENTE: Per fare una fotocopia sola, io penso, avvocato. Comunque...
AVV. Cianferoni: Sì, ma non si vede... Sì, ma chiedo al teste: i margini dell'ipotetica cartellina o fascetta, dove sono nella fotocopia?
TESTE Grasso: Senta, questo...
AVV. Cianferoni: Come mai non si vedono i margini?
TESTE Grasso: Questa data è scritta su un foglio di carta bianca. Quando viene riprodotta a fotocopia non vengono fuori i margini, perché è bianca; non li rileva la macchina fotocopiatrice.
AVV. Cianferoni: Mah, ora su questo ci sarà modo di chiedere perizia, perché questo difensore li ha sempre visti rilevati i margini. Ecco.
Ma comunque, al di là della scienza personale e dell'empiria, tornando a dire: vuole spiegare, visto che materialmente l'attività l'ha fatta lei, come ha fatto la fotocopia della cartellina e del documento?
TESTE Grasso: Senta, ho fatto apporre sulla fotocopiatrice a personale presente lì quel giorno sia la patente di guida fotocopiata e sia la cartellina sulla fotocopiatrice in questo modo: mi fa per piacere questa fotocopia?
AVV. Cianferoni: Quindi uno sull'altro. Quindi si dovrebbero vedere anche i margini tra documento e cartellina.
TESTE Grasso: Tutti questi termini tecnici non...
AVV. Cianferoni: Non sono termini tecnici, se mi consente.
PRESIDENTE: Avvocato, ma lei non può fare queste domande. Deve semplicemente... come sono andate, è andata così. Non le sta bene? Lo denuncia per falso. Avvocato, il discorso è semplice.
AVV. Cianferoni: Io domattina sono a Roma, in Cassazione ci sono questi documenti a tutt'oggi.
PRESIDENTE: Avvocato, lei può fare quello che vuole, ma quello che farà lei a noi non ci interessa.
AVV. Cianferoni: Per ora.
PRESIDENTE: Ci interessa sapere processualmente che cosa vorrà fare.
AVV. Cianferoni: Bene.
PRESIDENTE: Quando riterrà, farà.
AVV. Cianferoni: Ecco, l'ultima domanda su questo punto. Questi documenti, per la sua scienza che si limita alla data dell'acce...
TESTE Grasso: Per la mia attività, non scienza.
AVV. Cianferoni: Presidente...
PRESIDENTE: Non ho capito.
AVV. Cianferoni: ... si impara sempre qualche cosa.
Ciò detto, sono ancora in Cassazione?
TESTE Grasso: Questo non lo so, io materialmente non lo so. Perché mi è stato ordinato dal capoufficio di accertare se materialmente in quel periodo il signor Ferro Vincenzo era entrato all'interno della struttura; il personale predisposto alla vigilanza mi dice: 'materialmente noi non abbiamo nessun registro, utilizziamo questo metodo, di fare le fotocopie dei documenti che accedono. All'epoca, in quegli anni, non avevamo una sbarra, non c'era una transenna che potesse limitare l'accesso alla Cassazione. Chiediamo il documento alla persona che vuole accedere all'interno della struttura'.
Perché all'interno della struttura, oltre a esserci gli uffici della Corte di Cassazione, c'è un ufficio postale, c'è un bar, se non ricordo male c'è anche un pronto soccorso, o qualcosa di simile, all'interno della struttura.
Mi dicono: 'noi utilizziamo questo metodo, di fare le fotocopie di documenti, di racchiuderle all'interno di queste cartelline giornaliere, fascette giornaliere che racchiudiamo. Indichiamo il giorno relativo delle fotocopie e basta, finisce qui'.
Chiedo al personale lì preposto, alla vigilanza, di fare una fotocopia in questo modo, per ricordare meglio dove era stata estrapolata la fotocopia, ecco qui che viene fuori la data 13/05/93 e la fotocopia del documento.
AVV. Cianferoni: Bene, la ringrazio della sua risposta, non metto in dubbio l'impegno che ha messo nel lavoro.
Venendo invece al ritrovamento in via Parasacchi: come può affermare - mi pare di avere fatto attenzione a questo particolare - che il martinetto era di una FIAT Uno? Dice, siccome personalmente, ha detto.
TESTE Grasso: Io presumo che sia di una FIAT Uno, anche perché io materialmente ho avuto una FIAT Uno quindi presumo che sia di una FIAT Uno, per conoscenza personale, non perché sia un tecnico specializzato di stabilire. Io presumo che quel martinetto rinvenuto all'interno del garage di via Parasacchi sia di una FIAT Uno, basta.
AVV. Cianferoni: Oh. Lei ha detto che questo garage era adibito per l'appunto a parcheggio di vetture, quindi era in condizione di pulizia, le vetture potevano entrare. Ce lo vuol descrivere?
TESTE Grasso: Questo io non lo so, se materialmente sia stato un garage adibito a parcheggio di autovetture, o parcheggio di altro materiale. Comunque, all'interno del garage vi era altro materiale.
AVV. Cianferoni: Ci vuole...
TESTE Grasso: A cosa era adibito materialmente, questo lo può stabilire l'ingegner Paulillo (?), che era il responsabile del garage.
AVV. Cianferoni: Beh, questo premesso.
Però vuole dare, secondo la sua memoria, una descrizione di questo vano? C'erano altri oggetti, lei dice; di che natura?
TESTE Grasso: Di varia natura.
Per me materiale di risulta, materiale di carnevale, altro materiale, ma vario materiale all'interno di questo garage, che ha una vasta superficie.
AVV. Cianferoni: Sì. Quando intende materiale di carnevale, a cosa fa riferimento?
TESTE Grasso: Faccio riferimento, il particolare che mi ricorda è i pupazzi raffigurati al carnevale di Viareggio, delle figure, un qualcosa simile.
AVV. Cianferoni: In cartapesta.
TESTE Grasso: Sì.
AVV. Cianferoni: In quanto spazio era contenuto diciamo, il materiale che abbiamo potuto vedere stamattina?
TESTE Grasso: Il materiale sequestrato nel raggio di un paio di metri, un metro. Materialmente non è stato misurato.
AVV. Cianferoni: Scusi. Quanto ai giornali che abbiamo visto, erano tutti vicini anche agli oggetti (voce fuori microfono)...
TESTE Grasso: Sì, confermo.
AVV. Cianferoni: ... o di plastica. M'è parso di vedere - questa però è un'impressione mia - che fossero in alcune parti più gialli, in altre parti più chiari.
Lei ha ricevuto la stessa impressione operando il sequestro e può dare una descrizione e ricollegare questo particolare a un uso di questi giornali?
TESTE Grasso: Questo io non lo so, a cosa possono essere stati utilizzati questi giornali. Se mi permette, prendo di nuovo le fotografie del...
AVV. Cianferoni: O un uso o a un'allocazione, ecco, perché possono anche essere stati fermi...
TESTE Grasso: Per quello che materialmente ho visto al momento e cosa rivedo di nuovo, il Giornale di Sicilia con frammenti di nastro isolante, che nell'album, come dicevo prima, nella fotografia 13... riproducendo parti di fogli del Giornale di Sicilia, datati 26 aprile '93, avvolti con del nastro adesivo di colore nero e marrone.
Ecco perché lei forse vede, non so, il giallo e il marrone, poi...
AVV. Cianferoni: Va bene. Ecco, un'ultima domanda, se ne ha memoria: da quanto distante potè vedere questi oggetti. Cioè, entrando nel vano di via Parasacchi, li vide subito, ci dovette inciampare? Si dice a Firenze.
TESTE Grasso: No, non si possono vedere subito e non si possono inciampare, perché bisogna camminare all'interno di questa struttura perché è parecchio consistente, come si può vedere dalla piantina. Non so se qui...
AVV. Cianferoni: E quindi lei li rinvenne, come?
*TESTE Grasso: Facendo una rice... La Polizia Scientifica esaminava a campionatura vari pezzi, vari spazi di questo garage e nel seguire la Polizia Giudiziaria a terra veniva rinvenuto questo materiale.
AVV. Cianferoni: La ringrazio. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per il teste? Può andare.
Facciamo una breve sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, senz'altro Presidente.
Devo chiedere però, mi perdonerà la Corte, mi faceva presente il nostro Ufficiale Giudiziario, che c'è un teste che rappresenta delle ragioni di urgenza, ma di che tipo sono?
Perché penso 10 minuti in più li potrà aspettare.
UFF. GIUDIZIARIO: Sentiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Me l'ha detto prima, mentre era in corso l'udienza.
Si è avvicinato il signor Antonio Iannelli per dirmi che c'era questa situazione di un teste, sentiamo di che tipo di urgenza è, dopo casomai...
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... avremo un po' di comprensione noi.
UFF. GIUDIZIARIO: (voce fuori microfono)
Dice la signora che ha urgenza perché c'ha il bambino piccolo, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
UFF. GIUDIZIARIO: (voce fuori microfono)
Sono 10 minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e allora...
PRESIDENTE: Possiamo sentire? Possiamo sentire, o facciamo la sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo la sospensione, Presidente, tanto è uguale.
PRESIDENTE: Fra 10 minuti riprendiamo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: E' la signora Mirri Alessandra.
PRESIDENTE: Buongiorno.
*TESTE Mirri: Buongiorno.
PRESIDENTE: Vuol dirci il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza, e poi il resto vediamo.
TESTE Mirri: Alessandra Mirri, nata a Roma il 31 ottobre del '65. Residente a Roma, in via Sesto Miglio 19.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Mirri: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Bene. Risponda alle domande.
PUBBLICO MINISTERO: Signora buongiorno. Ecco, senta signora, vuol dirci che tipo di attività svolge?
TESTE Mirri: Io sono impiegata a Il Messaggero, come segretaria.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in particolare questo lavoro ci dice dove viene svolto, che mansioni in concreto...
TESTE Mirri: Io sono entrata nell'89 a Il Messaggero, in segreteria di redazione e poi per circa sette anni sono stata in segreteria di redazione politica e attualmente invece sto in segreteria delle regioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, andiamo negli anni... anzi, nell'anno '93, più precisamente nell'estate, nel luglio del '93. Ecco signora, lei ha ricordo di aver ricevuto una lettera e di averla poi successivamente consegnata alla Polizia?
TESTE Mirri: Può essere accaduto, perché nella segreteria del direttore arriva praticamente tutta la posta del giornale, quindi viene smistata e aprendola è possibile che sia arrivata una lettera di cui poi sia stato fatto un verbale, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tra le sue mansioni dell'epoca vi era anche quella di riceve la corrispondenza?
TESTE Mirri: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a svolgere questo lavoro era da sola, o c'erano altre sue...
TESTE Mirri: No, no, avevo altre colleghe, insomma. Noi ci alternavamo, perché abbiamo dei turni, non è un orario unico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vedo che riecheggia un po' l'organizzazione del Corriere. Ieri abbiamo sentito la segretaria del Corriere.
Quindi vi alternavate in questo tipo di lavoro.
TESTE Mirri: Sì, la segreteria era aperta dalle nove del mattino fino a quando il direttore non ci mandava a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la corrispondenza normalmente quando perveniva alla segreteria?
TESTE Mirri: Durante la mattinata, grossomodo verso le undici, mezzogiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi c'era un orario fisso?
TESTE Mirri: Sì, fisso bene o male.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signora, era frequente - qui siamo per l'appunto a fine luglio del '93 - ha ricordo lei di lettere anonime che in particolare pervenivano al suo giornale in quel periodo?
TESTE Mirri: Ma quel periodo non me lo ricordo, però sicuramente telefonate anonime, lettere anonime sono arrivate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Mirri: Anche di.. magari, genere molto futile.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Senta signora, a noi interessa in particolare la lettera che lei avrebbe aperto e poi consegnato al personale della Polizia, per l'appunto, il 30 luglio del '93. Lei venne anche nell'occasione sentita, venne, credo proprio presso il giornale, venne fatto un verbale ecco. Ha ricordo signora?
TESTE Mirri: Sinceramente no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Mirri: Forse se la vedessi, potrei ricordare. Poi se è stato fatto un verbale ci sarà una firma, un qualcosa anche da parte mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se lei vedesse la lettera magari il suo ricordo potrebbe essere...
TESTE Mirri: Può darsi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le faccio vedere una copia.
TESTE Mirri: Sì.
Sì, forse sì, l'ho già letta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signora, abbia pazienza, tanto questo documento è stato per ora acquisito dalla Corte, ma ce...
TESTE Mirri: La devo leggere?
PUBBLICO MINISTERO: No, magari a noi interessa capire perché ora, leggendone il testo, il suo ricordo viene, per così dire, ravvivato ecco.
TESTE Mirri: Per la questione delle bombe. Cioè, mi ricordo che ci furono degli attentati e arrivò questa lettera. Adesso che la leggo me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la colpì in particolare, ora che sta leggendo, questo...
TESTE Mirri: No, in particolare non mi colpì, però me la ricordo leggendola, ho una buona memoria visiva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se la ricorda...
TESTE Mirri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Bene allora, può leggerla signora, così diamo anche...
TESTE Mirri: Sì, allora:
"Tutto quello che è accaduto è soltanto il prologo. Dopo queste ultime bombe, informiamo la nazione che le prossime a venire andranno collocate soltanto di giorno e in luoghi pubblici, poiché saranno esclusivamente alla ricerca di vite umane. Post Scriptum: garantiamo che saranno a centinaia".
PUBBLICO MINISTERO: Bene. La ringrazio.
TESTE Mirri: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, può riportarmi per favore l'incarto?
Ecco signora, posto che lei ora ce l'ha anche letta, ricorda poi che cosa ne ha fatto di questa lettera?
TESTE Mirri: In genere, quando arrivavano questo tipo di cose, noi avvisavamo o un superiore, cioè poteva essere direttamente il direttore, o il vicedirettore, o comunque il capo della cronaca di Roma, che ha contatti con la Questura, eccetera.
Quindi venivano chiamati dei poliziotti che venivano poi al giornale a fare il verbale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda...
TESTE Mirri: E' capitato anche per telefonate che magari sono arrivate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda quand'è che... la domanda gliela faccio, poi magari provvederò a introdurre il dato in altra maniera: ricorda il giorno in cui ricevette questa lettera?
TESTE Mirri: Il giorno proprio, espressamente no, sono sincera.
PUBBLICO MINISTERO: No. Io le faccio presente che lei, per l'appunto, venne sentita dalla Polizia, lei firmò un verbale il giorno 30 luglio '93, alle ore 14.00, per l'appunto negli uffici del quotidiano Il Messaggero è stato redatto questo verbale, c'era l'ispettore della Polizia Di Ruzza, si chiama così, e le disse, quindi siamo il 30 luglio:
"Questa mattina verso le ore 12.00 circa, tra la corrispondenza vi era una busta bianca anonima, indirizzata al giornale, ha aperto tale busta"... eccetera.
Quindi, ora che le ho letto il verbale, conferma che si tratta del 30 luglio del '93?
TESTE Mirri: La data non me la ricordo, però se c'è un verbale firmato insomma, penso che non ci siano dubbi sulla data, non crede?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ricorda di averla consegnata lo stesso giorno in cui arrivò?
TESTE Mirri: Sì, sì, quello sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, va benissimo.
Senta signora, per quanto riguarda, lei ha riferito che per l'appunto è normale che arrivino delle lettere anonime a un giornale; esiste sul giornale diciamo un sistema di registrazione di questi anonimi, oppure questi anonimi vengono eliminati, consegnati alla Polizia?
TESTE Mirri: Dunque, noi nell'ufficio del direttore registravamo solo le raccomandate. Per quanto riguarda questo tipo di lettere no, perché poi se era, ripeto, una lettera di un certo valore...
PUBBLICO MINISTERO: Contenuto.
TESTE Mirri: ... certo, venivano subito contattati personaggi della Questura, eccetera. Se erano cose futili venivano cestinate.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ecco, non è...
TESTE Mirri: Non c'è un...
PUBBLICO MINISTERO: Non esiste un registro ecco, degli anonimi.
TESTE Mirri: A meno che non fosse stata una raccomandata insomma, indirizzata alla redazione per esempio, allora era registrata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Solo questo tipo di corrispondenza.
Senta signora, ricorda, oltre quella che lei ha letto, qualche altra lettera che è pervenuta in quel periodo, oppure...
TESTE Mirri: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, non ha altro ricordo in...
Senta, la posta, la corrispondenza che perveniva a Il Messaggero, veniva consegnata direttamente dal personale dell'amministrazione delle Poste, o c'erano altri sistemi?
TESTE Mirri: No, veniva il postino, che consegnava.
PUBBLICO MINISTERO: Non aveva il giornale una casella postale, o che altro?
TESTE Mirri: Mah, la posta che arrivava al giornale veniva tramite postino, quindi veniva direttamente nella segreteria del direttore e noi firmavamo il loro libretto insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io con la signora non ho altre domande.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori hanno domande?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Nessuna.
PRESIDENTE: Si accomodi signora, grazie.
*TESTE Mirri: Grazie, buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora possiamo far passare l'ispettore Di Ruzza.
PRESIDENTE: Ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza e qualifica?
*TESTE Di Ruzza: Di Ruzza Vincenzo, nato a Roma il 1° ottobre 1961. Residente e domiciliato a Roma, via San Vitale. Ispettore superiore della Polizia di Stato.
PRESIDENTE: Vuole leggere, per favore, la formula?
TESTE Di Ruzza: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore buongiorno.
TESTE Di Ruzza: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci dice dove presta servizio?
TESTE Di Ruzza: Presto servizio presso la DIGOS della Questura di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Attualmente.
TESTE Di Ruzza: Attualmente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel '93?
TESTE Di Ruzza: Alla DIGOS della Questura di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre allo stesso...
TESTE Di Ruzza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta ispettore, lei ha ricordo di aver preso in consegna, presso Il Messaggero di Roma, una lettera anonima, in data 30 luglio '93?
TESTE Di Ruzza: Sì. Ho visto, mi sono rivisto un attimino gli atti di P.G. che avevo fatto, per tutto il caso, ricordo anche di questo particolare sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire com'è stato sollecitato questo intervento da parte sua?
TESTE Di Ruzza: Sì. Sicuramente, a livello gerarchico, mi è stato detto di recarmi presso il quotidiano Il Messaggero perché appunto era arrivata questa lettera anonima. Sono andato lì al quotidiano, che dista pochi... circa un chilometro dalla Questura e ho contattato la signora che c'era poc'anzi qui fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, l'ha riconosciuta? L'ha riconosciuta... Si tratta della signora Mirri.
TESTE Di Ruzza: Sì, Mirri, signora Mirri sì. La quale mi ha detto che nella corrispondenza pervenuta quella mattina al direttore del quotidiano Il Messaggero c'era anche questa lettera, che l'aveva aperta, riportava alcune minacce di bombe. Adesso poi non ricordo bene il contenuto della lettera appunto.
L'ho assunta a sommarie informazioni, come persona informata sui fatti, mi ha raccontato appunto, tecnicamente, come l'aveva ricevuta, in mezzo a questa posta e alla fine, a margine di questo verbale, me la consegna, io come Ufficiale di Polizia Giudiziaria l'ho acquisita.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi su questa lettera è stata svolta, dalla DIGOS, una qualche attività d'indagine che lei ricordi?
TESTE Di Ruzza: Personalmente no. Ma comunque è stata fatta un'informativa, che ricordo inviata alla Procura della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Roma e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Contestualmente, se non erro, la lettera fu inviata alla Direzione Centrale della Polizia Criminale, Servizio della Polizia Scientifica per gli accertamenti tecnici del caso. E credo che successivamente abbiano risposto che non... cioè, indicando i caratteri della macchina con cui la lettera era stata scritta e che non c'erano tracce di altre lettere simili nel carteggio che loro avevano giù agli atti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi stiamo parlando a livello centrale.
TESTE Di Ruzza: A livello centrale.
PUBBLICO MINISTERO: Del Servizio Polizia Scientifica.
TESTE Di Ruzza: Il Servizio Polizia Scientifica presso la Direzione Centrale di Polizia Criminale...
TESTE Di Ruzza: Della Polizia Criminale.
Bene. Senta ispettore, lei avrà sicuramente presente quel periodo storico. Quindi siamo alla fine dell'estate '93, erano appena esplose le bombe di Roma e Milano.
TESTE Di Ruzza: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, interventi del tipo di quello che ci ha riferito, furono frequenti in quei giorni?
TESTE Di Ruzza: Guardi, con certezza non sono in grado di dirlo. A meno che, ripeto, non venivo ufficialmente interessato io. Però posso dire che come lettere anonime purtroppo ne arrivano molte, quindi. Però di quel tenore non lo so se ne erano arrivate altre. Ripeto, perché potevo dare contezza se ero stato ufficialmente interessato per eseguire tutti gli atti di P.G. conseguenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi l'originale della lettera è stata trasmessa, lei ha detto alla Procura Circondariale?
TESTE Di Ruzza: Sì, io mi ricordo... Sì, mi sembra di sì, mi sembra la Pretura Circondariale e anche la Pretura presso il Tribunale. Poi sicuramente, successivamente, quando dal Servizio di Polizia Scientifica c'è tornato l'originale sarà senz'altra girata all'A.G. procedente, in quel caso la Procura presso la Pretura.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, io non ho altro per l'ispettore.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande? I difensori?
Si accomodi, grazie.
*TESTE Di Ruzza: Prego, buongiorno.
PRESIDENTE: Chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora possiamo fare entrare il dottor Lannutti.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza e anche la sua qualifica.
*TESTE Lannutti: Allora, mi chiamo Lannutti Nicola, sono nato a Ofena - provincia dell'Aquila - il 3 gennaio del '50 e risiedo a Roma in viale Bruno Rizzieri 46. La mia qualifica all'interno dell'Ente Poste e in speciale modo al CMP di San Lorenzo. Sono viceresponsabile dell'osservatorio permanente sulla qualità dei servizi postale e le relazioni esterne.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Lannutti: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, buongiorno.
TESTE Lannutti: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, abbiamo bisogno del suo chiarimento e ci deve spiegare, un po' direi in maniera... scolastica, ecco, come avviene la levatura - lei ha detto che presta servizio al Centro di San Lorenzo - le modalità con cui avviene la levata della corrispondenza e la successiva lavorazione da parte del Centro. Ecco, se ci spiega un po' nel dettaglio.
TESTE Lannutti: Guardi, io direi questo: lei dovrebbe essere un attimino più preciso nel formularmi questa domanda, perché ultimamente l'Ente Poste ha diciamo così, cambiato il sistema della vuotatura delle cassette. Cioè, mentre prima c'era una vuotatura diciamo suddivisa sul territorio di Roma, tra noi e l'Ostiense, l'ex ufficio principale dell'Ostiense, oggi invece c'è un discorso di decentramento che è legato alla nuova territorialità, diciamo così, degli ex uffici principali, che vuotano le cassette di loro competenza sul territorio.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. A noi interessa in particolare la situazione che era in atto nel '93, più in particolare nel luglio del '93.
TESTE Lannutti: Va benissimo. Allora, in quel periodo, ecco, appunto, dicevo prima, gli uffici preposti era il CMP di San Lorenzo e l'ufficio principale dell'Ostiense.
Da dir questo, a monte subito del problema. Cioè in pratica, la corrispondenza che veniva vuotata dal CMP di San Lorenzo veniva direttamente lavorata dal CMP di San Lorenzo. Il CMP significa Centro di Meccanizzazione Postale, è un grosso stabilimento e quindi lavora la corrispondenza in maniera meccanizzabile, almeno in maniera precipua è meccanizzabile, poi si può lavorare anche manualmente.
L'ufficio invece dell'Ostiense, che vuotava l'altra metà della città, diciamo così, portava la corrispondenza al CMP di Fiumicino.
Però, detto questo, per puntualità insomma, non sempre questi avvenimenti così canonici erano codificati nel tempo. Perché poteva succedere che il CMP di Fiumicino aveva un grosso afflusso di corrispondenza e allora l'Ostiense la inviava sul CMP di San Lorenzo. Però tutti questi sono atti che vengono trascritti a verbale, quindi se l'Ostiense in quel periodo, diciamo così, avesse inviato la corrispondenza a noi, come CMP di San Lorenzo, noi lo sapremmo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci dice quali erano le diverse aree del San Lorenzo e dell'Ostiense?
TESTE Lannutti: Sì, guardi, io mi sono portato dei documenti dell'epoca, perché io sono al CMP di San Lorenzo dal febbraio del '95. Il fatto che lei mi sta proponendo è del '93, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Lannutti: E quindi io non ero presente. Allora, io ho qui documenti che compravano il giro della vuotatura delle cassette che faceva San Lorenzo. E il giro della vuotatura delle cassette, cioè gli operatori addetti alla vuotatura in pratica hanno delle schede, su cui ci sono scritte le strade che debbono vuotare. Dire territorialmente qual era la parte dell'Ostiense e qual era la parte del CMP, possiamo dire che tutta la parte diciamo così, di viale Trastevere, dell'Aurelia, eccetera, era dell'Ostiense; tutta l'altra parte era del CMP.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, comunque siamo sempre a Roma città?
TESTE Lannutti: Come Roma città, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Lannutti: Perché la provincia di Roma, per il servizio postale, si intende tutto ciò che è fuori dal raccordo anulare.
PUBBLICO MINISTERO: A livello postale?
TESTE Lannutti: A livello postale.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto ciò che è fuori il raccordo è provincia.
TESTE Lannutti: Sì, le faccio un esempio così, ma sui generis in pratica. Noi abbiamo per esempio una località appena fuori del raccordo, che si chiama Morena, che è un quartiere di Roma, però per il servizio postale è provincia postale, è provincia di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Noi quindi siamo dentro il raccordo anulare.
TESTE Lannutti: Siamo dentro il raccordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, prego, stava spiegando come si svolgeva questo servizio.
TESTE Lannutti: Sì, ecco, in pratica quindi questo servizio, diciamo così, per la parte attinente il CMP all'epoca era diviso in 30 zone. Cioè gli operatori in pratica addetti alla vuotatura dovevano vuotare in turni separati, 30 giri dove ci sono le cassette di impostazione. Questo a tutt'oggi non è più così, come le dicevo prima, perché c'è stata questa nuova organizzazione dell'Ente Poste, facente capo a diverse agenzie di coordinamento.
La vuotatura delle cassette, in sostanza, avveniva e avviene in questo modo: cioè, in pratica si lavora su due turni. Il turno diciamo così, mattutino, che è dalle 07.00 alle 13.00; il turno pomeridiano che è dalle 14.00 alle 20.00.
Sia il turno di mattina che il turno di pomeriggio hanno due levate, come si dice tecnicamente: una levata, per esempio prendiamo quella della mattina, l'operatore esce alle 07.00 di mattina, ritorna alle 10.00 e ha fatto per esempio la prima zona, consegna la corrispondenza, poi prende un altro percorso - che generalmente queste zone sono abbinate tra loro - e inizia la vuotatura di quest'altra zona e rientra e alle ore 13.00.
Successivamente, il pomeriggio, altri operatori - a meno che non so di straordinario, faccio per dire - riescono alle ore 14.00 e rientrano alle ore 17.00 e vanno a rivuotare quella zona che era già stata vuotata precedentemente la mattina e poi ritornano alle ore 17.00 e riescono per una successiva zona. Sempre con un discorso di abbinamento di zone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi dottore, perché vorrei essere sicuro di aver capito bene anch'io. Quando si parla di doppia levata nell'ambito di ciascun turno, non ci si riferisce allora alla stessa cassetta.
TESTE Lannutti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché sennò alla fine sembrava che da ogni cassetta la posta venga prelevata quattro volte in una giornata.
TESTE Lannutti: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: In realtà no.
TESTE Lannutti: No, ecco, per esempio, le faccio...
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un chiarimento che per me era necessario.
TESTE Lannutti: Ecco, sì. Magari può servire per capire. Le faccio un esempio concreto che mi è successo l'altro giorno. Siccome in pratica io, tra i miei lavori eccetera, controllo anche la vuotatura delle cassette, cioè, meglio ancora, controllo se gli addetti, gli operatori hanno effettivamente vuotato le cassette di impostazione. E quindi io avevo ricevuto segnalazione di una certa cassetta, sita in un quartiere di Roma, in cui un libero cittadino aveva telefonato dicendo che questa cassetta era stracolma e l'operatore non aveva vuotato.
Quindi io mi sono attivato e ho mandato a fare una vuotatura diciamo così, la più simultanea possibile. Poi mi è stato riferito invece che la cassetta si presentava tutta regolare, eccetera.
Oppure, giusto ieri, ho fatto un'altra segnalazione, che alcune cassette di impostazione presentavano un insieme di corrispondenze che non era la regola della quantità di corrispondenza che gli operatori avrebbero trovato i giorni precedenti. Siccome le cassette di impostazioni sono soggette a furti e che, io ho avuto contatti anche con i Carabinieri per queste cose, e quindi mi sono sollecitato per fare questa segnalazione.
Quindi la vuotatura delle cassette è un elemento fondamentale dell'Ente Poste, è un qualche cosa di delicato, un qualche cosa di delicato sotto la giurisprudenza eccetera, ma è un qualche cosa di delicato e io sto lì e vedo insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, per quanto riguarda la levata, come si dice tecnicamente, questa avviene su questi due turni giornalieri, o meglio, all'epoca, stiamo parlando sempre del '93.
TESTE Lannutti: Sì, ma tutto sommato, anche se c'è stata questa diversificazione della competenza territoriale, diciamo così, sostanzialmente è questo anche oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Anche oggi. Comunque, all'epoca quindi due turni di lavoro diciamo...
TESTE Lannutti: Due turni di lavoro e su ogni turno una doppia levata. Che non è...
PUBBLICO MINISTERO: Che non incide...
TESTE Lannutti: ... la stessa levata della stessa zona, ma è un'altra zona.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. E questo è un chiarimento diciamo, per me estremamente opportuno.
Quindi diciamo, l'ultima levata durante un giorno, l'ultima levata è alle ore 20.00.
TESTE Lannutti: L'ultima levata del secondo turno di lavoro è alle ore 20.00.
PUBBLICO MINISTERO: E' alle ore 20.00.
TESTE Lannutti: Cioè l'operatore torna al Centro di Meccanizzazione Postale di San Lorenzo entro le ore 20.00.
PUBBLICO MINISTERO: Entro le ore 20.00. Quindi non avviene, non esiste una levata dalle 20.00 alle 07.00...
TESTE Lannutti: No, no, no.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che ha detto alle 07.00 dell'indomani mattina.
TESTE Lannutti: Alle 07.00 del domani mattina. Non c'è levata.
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è quindi svuotatura delle cassette.
TESTE Lannutti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Vediamo quello che succede al Centro di San Lorenzo.
TESTE Lannutti: Dunque, al Centro di San Lorenzo, all'epoca la questione funzionava in questo modo: tutta la levata che veniva... tutte e due le levate mattutine venivano sostanzialmente lavorate nel secondo turno di lavorazione all'interno della Meccanizzazione Postale.
Dunque, allora, c'è da premettere questo anche: che il turno di lavorazione all'interno del CMP è basato su tre turni. Questi tre turni coprono l'arco lavorativo delle 24 ore.
Però, il primo turno, per noi, parte dalle 21.00 di questo giorno, alle ore 05.00 della mattina del giorno successivo.
Quindi, quando io dico il secondo turno, intendo... per il primo turno, intendo la notte; il secondo turno intendo la mattina; e, il terzo turno, intendo il pomeriggio sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dare le coordinate orarie di questo turno?
TESTE Lannutti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Uno lo abbiamo detto. Il primo...
TESTE Lannutti: Sì, allora, il primo turno all'interno del CMP è tra le 21.00 alle 05.00. Il primo turno.
Il secondo turno è dalle 07.00 alle 13.00; e, il terzo turno, è dalle 14.00 alle 20.00. E'... era, meglio ancora. Stiamo facendo un riferimento a...
PUBBLICO MINISTERO: Al '93.
TESTE Lannutti: ... a un lasso di tempo... Sì, del '93. E allora... e, quindi, era così.
Oggi, bene o male, è così uguale, vero. però ci sono dei turni di inframmezzati, perché l'Ente Poste, certamente, ha valutato il Corriere Postale. E, quindi, si tende a lavorare maggiormente di notte, o prolungare il lavoro notturno.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, ora, in rapporto alla levata, ai turni di levata, ci dovrebbe far capire quando normalmente la corrispondenza, levata in un certo turno, viene lavorata dal Centro.
TESTE Lannutti: Dunque, salvo eventuali flussi di traffico maggiormente consistente, salvo eventuali problemi legati alla mancanza del personale, salvo, fatto salvo anche la, come dire, il supporto che si può dare anche ad altri uffici. Perché c'è da tener presente che il Centro Meccanizzazione Postale di San Lorenzo, a tutt'oggi, diciamo così, siamo circa mille persone. Quindi, sono mille persone che ruotano nei tre turni. E coprono l'arco lavorativo delle 24 ore.
Quindi, è una struttura molto importante; è una struttura che, diciamo così, è il supporto vero, diciamo così, della corrispondenza su Roma.
Certamente divisibile anche con il CMP di Fiumicino, per la logicità del fatto.
E, nell'epoca, quindi, la corrispondenza che veniva vuotata nella mattina, nell'arco quindi delle 07.00-13.00 con la doppia levata - 07.00-10.00, così ci capiamo - veniva generalmente quindi lavorata nel terzo turno. Cioè le ore 14.00, dalle ore 14.00 alle ore 20.00.
E questo è facilmente desumibile. Io, come ripeto, all'epoca non c'ero. Però, diciamo così, accertamenti ne ho fatti. E, quindi, siccome la corrispondenza deve essere necessariamente bollata, il bollo reca un'ora. Quell'ora indica un arco di tempo temporale in cui viene lavorata.
Ecco, un arco di tempo temporale. Non è che proprio... se uno mette le ore 10.00 è lavorata alle ore 10.00; se mette le ore 21.00, è lavorata alle ore 21.00. E' un arco di tempo postale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quest'arco di tempo postale indicato in termini orari, ecco, ci può spiegare come avviene, viene posta quest'ora?
Se viene posta secondo i turno di lavoro, se viene posta secondo l'ora di lavorazione, eccetera?
TESTE Lannutti: Dunque... Certo, sì, glielo posso dire benissimo.
Allora, in pratica, facciamo caso della corrispondenza che è stata prelevata nel turno di mattina. Quindi viene lavorata nel terzo turno.
Dunque, porta... dunque, da premettere: la corrispondenza che viene prelevata dalle cassette di impostazione, viene lavorata in maniera meccanica. Quindi viene messa in una macchina che si chiama la R.O., la raddrizzatrice obliteratrice, che imprime meccanicamente il bollo sul francobollo.
I francobolli delle Poste sono fluorescenti, la macchina riconosce il francobollo e bolla.
Se non riconosce il francobollo, scarta la corrispondenza.
C'è da premettere ancora che, a monte di questa lavorazione meccanica, c'è una preparazione manuale.
Cioè, in pratica, ci sono degli operatori che, all'atto dell'apertura del sacco che è stato preparato in precedenza dai brigadieri di ispezione, giù. Cioè, gli ex, si chiamavano in questo modo. Da chi, in pratica, è addetto a ricevere la corrispondenza dalla vuotatura delle cassette, prepara dei sacchi che chiude.
Siccome il Centro di Meccanizzazione Postale è un grande edificio composto di più piani, questo avviene nel piano 0 e poi viene portata su, al Centro di Meccanizzazione Postale che è al secondo piano.
Allora, lì ci sono degli operatori che aprono questi sacchi; questi sacchi vengono, in un certo... cioè, questa corrispondenza viene, in un certo modo, cernitata.
Perché viene cernitata? Per diverse questioni: perché, per esempio, si possono trovare dentro oggetti che certamente non ci hanno niente a che vedere con l'Ente Poste.
Per esempio, molti cittadini trovano per strada una tessera smarrita, la mettono nella cassetta d'impostazione, questa arriva da noi, noi poi facciamo il verbale e mandiamo alla Polizia, eccetera.
Oppure, ci può essere corrispondenza che non è idonea all'impianto di meccanizzazione; oppure ci può essere corrispondenza che non è corrispondenza ordinaria, ma è un espresso. E, quindi, viene estrapolato.
Oppure è corrispondenza che proprio non è idonea al sistema di lavorazione meccanizzabile. Perché deve avere determinate caratteristiche: di grandezza, di spessore, eccetera.
Quindi, allora, una volta, diciamo così, è stata fatta questa cernita manuale, la corrispondenza con dei tapis-roulant, entra dentro la macchina.
Entrando dentro la macchina, la macchina imprime il bollo e inizia il sistema di lavorazione meccanica. Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a noi ci interessava, siccome lei ha parlato di timbratura nel francobollo con giorno e una indicazione...
TESTE Lannutti: E l'ora.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci interessa capire che cosa significa l'ora...
TESTE Lannutti: Ecco, allora...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Lannutti: ... infatti, sì, le chiedo scusa.
quindi, la corrispondenza che stavamo dicendo, vuotata nella mattina e arrivata quindi al CMP al massimo entro le ore 13.00, viene lavorata nel terzo turno. Quindi, dalle 14.00 alle 20.00.
E, allora, questo genere di corrispondenza qui, all'epoca, si metteva la timbratura ore 14.00.
Successivamente, gli operatori, altri operatori, andavano a questa macchina e cambiavano l'ora di timbratura e mettevano ore 17.00.
E questa faceva, quindi, riferimento alla corrispondenza che era stata prelevata dalle cassette di impostazione del pomeriggio.
Quindi, dalle 14.00 alle 20.00.
Poi, successivamente - ma io non ho riscontri meccanici, perché io ho qui dei riscontri meccanici - questo orario magari doveva anche cambiare, perché a volte si metteva ore 21.00, ore 24.00, ore 05.00.
Però era sempre la corrispondenza nottur... cioè, pomeridiana, prelevata entro le ore 20.00.
La corrispondenza, entro le ore di mattina, entro le ore 13.00, veniva timbrata con le ore 14.00.
Oggi, il sistema di lavorazione, stavo dicendo prima, è un po' cambiato. Perché oggi l'Ente Poste ha individuato quello che è il concetto di posta-oggi, di posta-domani. E, quindi, si ragiona così: cioè si dice in pratica, tutta la corrispondenza che è stata prelevata entro le ore 17.00, è posta-oggi; e tutta quella che entra successivamente ai centri di meccanizzazione postale, è posta-domani.
Quindi, ha una lavorazione diversa.
All'epoca, però era questa: la corrispondenza di mattina veniva lavorata col timbro ore 14.00.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo annullo postale, questo timbro di ore 14.00, avveniva nello stesso giorno, nel giorno successivo?
TESTE Lannutti: Mah, ripeto: cioè, se in pratica... Dunque, ragioniamo forse in maniera temporale oggi. Io ho finito di fare il giro della vuotatura delle cassette. Oggi, sono le ore 13.00 di questo momento, quindi significa che ho prelevato la corrispondenza che è stata imbucata in un arco di tempo temporale che può essere dalle ore 20.00 di ieri alle ore 13.00 di oggi. Giusto?
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Lannutti: In un arco di tempo, quindi a cavallo tra la notte di ieri e le ore 13.00 di oggi. Ma la lavoro, inizio a lavorarla alle ore.., col timbro ore 14.00. Che non significa realmente ore 14.00...
PUBBLICO MINISTERO: Significa il turno...
TESTE Lannutti: E' un sistema di lavorazione postale.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. A me, sembra chiarissimo.
Io mi volevo togliere il residuo dubbio che avevo io personalmente. A me pare comunque di aver capito bene: non esiste una levata dalle cassette che va dalle 20.00 alle 07.00 dell'indomani mattina.
TESTE Lannutti: No, no. No. Noi, come giro del CMP, non ce l'abbiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Non ce l'abbiamo, quindi, il famoso timbro di annullo 14.00, ricomprende, secondo la posta, diciamo la corrispondenza impostata, imbucata dalle 20.00 del giorno avanti, fino alle 13.00 del giorno successivo.
E' così?
TESTE Lannutti: Sì, però, per essere più precisi... Diciamo così, siccome il sistema di timbratura è diverso, io dovrei vedere di che cosa stiamo parlando. Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Lannutti: ... noi abbiamo timbrature manuali, timbrature sulla R.O., timbrature meccaniche... Abbiamo un sistema di timbrature.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, dottor Lannutti. Allora, se non le dispiace, si deve portare in quest'altra postazione. Così le domande saranno specifiche sull'oggetto che interessa.
TESTE Lannutti: Sì, sì. Questa è una... è un bollo che è stato messo sicuramente, sicuramente, dalla macchina in questione. Dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbia pazienza...
TESTE Lannutti: Aspetti, ecco. scusi un attimo. Tanto è vero che... finisco di...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi se la interrompo.
TESTE Lannutti: No, chiedo scusa.
PUBBLICO MINISTERO: E' per la registrazione.
Stiamo facendo vedere al teste la busta contenente lo scritto che ci riguarda. E che reca il timbro postale, la lettera è indirizzata, la busta è indirizzata a Il Messaggero di Roma. E il timbro è quello relativo al Centro di San Lorenzo.
TESTE Lannutti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prego. Mi scusi se l'ho interrotta. Può proseguire.
TESTE Lannutti: Sì. dunque, perché sono sicuro? Perché questa macchina che ha questo timbro, ci sono degli operatori che fanno parte del gruppo ETM, del gruppo di manutenzione che, all'epoca e anche oggi, - credo che fosse stata soppressa, ma oggi sta riprendendo la questione - avevano l'obbligo di mettere su dei fogliettini l'impronta per specificare: 'abbiamo cambiato l'orario. Sono le ore 14.00', o 'sono le ore 17.00.'
Oppure: 'svuotiamo lavorando su una macchina diversa della R.O.', di questa qua.
E io qui mi sono portato delle fotocopie.
E, questa, è sicuramente quella lì. Eccola.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Lannutti, ci può far vedere questa comparazione?
TESTE Lannutti: Come no!
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, rispetto alla busta che ci interessa.
TESTE Lannutti: La devo mettere qua?
PRESIDENTE: Le metta vicine. No, le metta tutte e due vicine, per cortesia.
TESTE Lannutti: Ecco, è questo. Mi vedete?
PRESIDENTE: Sì, sì, vediamo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Nel frattempo può anche spiegare cosa sta indicando, ecco.
PRESIDENTE: Diamo atto...
TESTE Lannutti: Ecco, questo che indico col dito, in pratica, è l'equivalente del timbro messo su questa lettera, su questo francobollo.
E lo vedete chiaramente, insomma. C'è l'onda, sotto c'è il sistema della lettera che va, c'è la scritta San Lorenzo, c'è quest'altro P.T., c'è ore 14.00 pari a questo. E' questo.
Non ce ne sono altri, è questa macchina.
Mentre, se... permettetemi, vedete che quest'altro, per esempio, che è messo su un'altra macchina, reca una questione diversa, insomma. Questi timbri qua sono diversi.
Qui c'è scritto 3-1, è un'altra cosa. E' un'altra macchina.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Lannutti: Si chiama la SFF. E' un'altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Lannutti: Vorrei... Posso aggiungere?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Lannutti: Ecco, per quale questione, diciamo così, questa può essere una corrispondenza lavorata sulla R.O. e quindi proveniente dalle cassette dell'impostazione? Perché, in pratica, sotto vedete queste bittature, qua sotto?
Queste sono le bittature che mette una macchina successiva.
Però c'è una scritta qui, a sinistra: 6.
Questo 6 indica che, in pratica, non è stata lavorata meccanicamente e totalmente; è passata ad un genere di lavorazione che si chiama C.D.
In pratica, qui, c'è un operatore che vede la corrispondenza che gli passa di fronte agli occhi e indica, imprime il numero del codice di avviamento postale, il 187, e la macchina quindi poi mette sotto questa bittatura.
Perché c'è questo 6 qua? C'è questo 6, appunto, per indicare che è stata lavorata da un operatore.
Perché, altrimenti, se non ci fosse stato questo 6, questo sistema di bittature, qua, lo emette un'altra macchina che si chiama SARI che avvia automaticamente la questione. Senza che l'operatore vede niente. Ecco.
Quindi, allora, questo avviene esclusivamente dall'impostazione.
E' stata lavorata dalla R.O. ed è stata codificata: C.D. significa codificata da un operatore che, quel giorno lì, stava alla postazione numero 6.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste operazioni che ci ha descritto, quindi il numero 6 impresso dall'operatore, sono avvenute sulla base di quell'indicazione oraria: 14.00.
TESTE Lannutti: S', sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbiamo. nel terzo turno di lavoro.
TESTE Lannutti: Nel terzo turno di lavoro del CMP, eh!
PUBBLICO MINISTERO: Del Centro...
TESTE Lannutti: Del Centro stesso, non della vuotatura delle cassette, che è un'altra cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi le chiedo: una busta che reca questa indicazione, ora, la data sappiamo che è quella del 28 luglio '93, con l'indicazione oraria del 14.00. A noi interessa sapere, conoscere, in quale fascia oraria è stata riposta nella buca delle lettere.
TESTE Lannutti: Dunque, allora, facciamo questa premessa innanzitutto.
Per sapere esclusivamente se questa corrispondenza, diciamo così, non che sia stata lavorata il giorno 28, perché c'è il timbro; è stata lavorata il giorno 28.
Per sapere quando è entrata a noi effettivamente, dobbiamo fare un passettino indietro.
Il passettino indietro è questo: dunque, nel Centro di Meccanizzazione Postale, tutta la corrispondenza lavorata sull'impianto di meccanizzazione postale, o manualmente, viene, come dire, registrata in quello che viene chiamato memoriale.
Ci sono diversi memoriali, non ce n'è uno solo.
In questo caso, essendo una corrispondenza meccanizzabile; e quindi questa ricade sotto il memoriale della meccanizzazione.
Allora, facendo questo discorso come premessa - e poi lo vedremo più praticamente con i dati qui - in pratica abbiamo detto, quindi: la corrispondenza che entra la mattina, viene lavorata nel pomeriggio; quella che entra il pomeriggio viene lavorata dopo le ore 17.00 fino a tutto il turno che va dalla notte fino alla mattina.
Se sono stato chiaro, se...
PUBBLICO MINISTERO: Chiarissimo.
TESTE Lannutti: Ecco, diciamo così. Allora andiamo a confrontare i registri. I registri che dicono: che, il terzo turno del giorno 27, quindi la notte, no? Il terzo... Scusi, il terzo turno era il pomeriggio, cioè, le 14.00-20.00, nel terzo turno, l'impostazione portava, come giacenza, zero.
Quindi significa che non c'era impostazione.
Cioè, tutta l'impostazione che faceva riferimento al giorno precedente, era stata tutta lavorata.
E tant'è che ci sono anche i dati, i numeri di pezzi - perché le macchine progettate dalla Elsa che contano a mezzo lavorato - c'è il numero dei pezzi che sono stati elaborati. Quindi siamo a zero.
Terzo turno del 27.
Primo turno del 28. Che significa? Significa, in pratica siamo alle ore 21.00 del giorno 27, fino alle ore 05.00 del giorno 28. Ma noi lo chiamiamo primo turno.
Primo turno, quindi: noi abbiamo una lavorazione su impianto di meccanizzazione. E abbiamo la giacenza a zero. Primo turno.
Secondo turno. Secondo turno, quindi, che significa quello che va dalla 07.00 alle 13.00. Noi non abbiamo nessun atto sui memoriali. Perché, in pratica, la corrispondenza non si lavorava di mattina. Veniva appena lavorata immediatamente dopo nel turno pomeridiano.
E, infatti, il turno pomeridiano riporta... Quindi noi abbiamo - scusate, torno indietro - noi abbiamo, quindi, sul turno di mattina, una giacenza.
Sul turno, quindi, pomeridiano noi abbiamo una lavorazione e una giacenza; la quale giacenza, il giorno 29 col primo turno, quindi quello che va dalle ore 21.00 del giorno 28 alle ore 05.00 del giorno 29, porta una giacenza zero.
Quindi, tutta la corrispondenza, è stata lavorata.
Per essere ancora più precisi si potrebbe anche fare quest'altro genere di raffronto. Si potrebbe dire: quanta corrispondenza effettivamente è entrata al CMP quel giorno? E quindi noi potremmo sapere anche questo, in pratica, se si vuole.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora credo che le indicazioni siano esaurienti. Ci ha spiegato come avviene, abbiamo capito che cosa significa il timbro 28/07, ore 14.00. Quindi non abbiamo altre domande da rivolgerle.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
I difensori?
AVVOCATO Gramigni: Sì, grazie, signor Presidente. Avvocato Gramigni.
Dottor Lannutti, buongiorno.
TESTE Lannutti: Buongiorno a lei.
AVVOCATO Gramigni: Senta, le chiedo una cosa sola: tornando idealmente al luglio '93. Se nel luglio '93 io avessi imbucato una lettera sulla via Ostiense, questa lettera dove va a finire? Dove sarebbe andata a finire?
TESTE Lannutti: Dunque, avevo detto in precedenza che, diciamo così, le zone della vuotatura postale all'epoca, erano due: noi, e l'Ostiense.
AVVOCATO Gramigni: Sì.
TESTE Lannutti: Poteva succedere che l'Ostiense, per problemi di traffico, inviava la...
AVVOCATO Gramigni: Lasci perdere quello che poteva succedere.
TESTE Lannutti: No, ma voglio dirlo come forma... Ma ripeto, l'iter... in quel periodo là, non ce l'ha inviata la Ostiense, a noi. L'ha inviata a Fiumicino.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, da questo discorso cosa capisco? La lettera imbucata in via Ostiense, sarebbe andata all'ufficio Ostiense. E, da questo, al CMP Fiumicino.
TESTE Lannutti: Sì.
AVVOCATO Gramigni: Quindi non sarebbe arrivata al CMP San Lorenzo.
TESTE Lannutti: No. Sì, in quel periodo là è successo questo.
AVVOCATO Gramigni: Sì, o no?
TESTE Lannutti: Altrimenti noi lavoravamo la corrispondenza.
AVVOCATO Gramigni: Io le ho chiesto: la...
TESTE Lannutti: Nel dato, nel dato specifico, di questi giorni...
AVVOCATO Gramigni: Esatto.
TESTE Lannutti: ... questo, è stato.
AVVOCATO Gramigni: Quindi la lettera è andata a finire al CMP Fiumicino e non al CMP di san Lorenzo.
TESTE Lannutti: Sì, perché io ho chiesto ai colleghi di... di tutto Ostiense, se loro avessero inviato a noi la corrispondenza.
AVVOCATO Gramigni: E la risposta è stata?
TESTE Lannutti: E la risposta è stata che loro l'hanno inviata a Fiumicino.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto. Quindi lei, diciamo, naturalmente sulla base degli accertamenti che ha compiuto della sua esperienza e di quello che ha potuto verificare, può escludere che una lettera imbucata in via Ostiense nel luglio '93 e segnatamente negli ultimi giorni del luglio '93, sia andata a finire al CMP di San Lorenzo.
TESTE Lannutti: No, io voglio essere più preciso di lei ancora: in quel giorno, in quei due giorni, 27 e 28, la corrispondenza dell'Ostiense è andata da Fiumicino. Questo, sì.
Degli altri giorni, non glielo posso dire.
AVVOCATO Gramigni: A mei, quei giorni mi interessano.
Perfetto, la ringrazio.
*TESTE Lannutti: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Non ci sono altri testi, Presidente.
PRESIDENTE: Allora, l'udienza riprende martedì...
PUBBLICO MINISTERO: Martedì, mi sembra che abbiamo già indicato chi saranno le persone da sentire.
PRESIDENTE: Mi pare che martedì ne abbiamo 25. 25 novembre ore 09.00.
Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.