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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno, vediamo i presenti.
Bagarella?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che è presente.
Barranca Giuseppe?
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore? Avvocato Farina e avvocato Maffei, che è presente.
Brusca Giovanni: rinunciante.
Avvocato Ligotti, De Paola, Falciani; c'è l'avvocato?
AVVOCATO Batacchi: Batacchi.
PRESIDENTE: Batacchi in sostituzione.
Calabrò Gioacchino?
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristoforo?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Carra Pietro: libero, assente; avvocato Cosmai e avvocato Batacchi...
AVVOCATO Cosmai: Sono presente.
PRESIDENTE: C'è l'avvocato Cosmai, grazie.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Miniati Paoli, sostituito dall'avvocato Cosmai.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi e avvocato Gennai, sostituito dall'avvocato Batacchi?
AVVOCATO Batacchi: (voce fuori microfono)
Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Frabetti Aldo: avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero, sostituito dall'avvocato Pepi.
Giacalone Luigi: avvocato Priola, avvocato Florio, avvocato Bennati. Non c'è nessuno dei tre; sostituiti dall'avvocato Florio.
Giuliano Francesco: avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Oddo e avvocato Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: E' rinunciante? Parliamo di Lo Nigro, vero? Benissimo. Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino?
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, che è presente.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli, sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai, sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio: avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
Mi dicevi, tu? Ma mi scusi, ho sostituito l'avvocato, ho dato presente l'avvocato Florio per errore?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per chi?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Allora? Giacalone. Avvocato Priola, avvocato Florio e avvocato Bennati, sostituito dall'avvocato... io intendevo dire avvocato Pepi. Va bene, comunque abbiamo corretto.
Allora, mi pare che oggi dovevano esserci gli interventi dei difensori.
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Per quel che riguarda, naturalmente...
AVV. Cianferoni: Per quel che riguarda le richieste.
PRESIDENTE: ... le richieste, le ultime richieste del P.M.
AVV. Cianferoni: Non so, crede che possiamo svolgere ora le...
PRESIDENTE: Ma io penso che sia meglio come avevamo detto: fare ora i vostri interventi, poi ci sarà probabilmente un teste.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, prima che i difensori facciano il loro intervento e quindi in maniera che interloquiscano anche su questi ulteriori atti - in realtà è uno solo - facciamo richiesta di produzione anche del tabulato sotto l'ente dell'utenza cellulare 0337/892735, intestata a Mazzola Rosalia.
Quindi, è qui a disposizione dei difensori.
PRESIDENTE: Beh, ma su di questi dovranno avere un minimo di tempo per poterli esaminare, non possiamo pretendere che oggi possano intervenire anche su questo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, è un tabulato, quindi non so se...
PRESIDENTE: Era già conosciuto dalla difesa?
PUBBLICO MINISTERO: E' un tabulato che era in deposito agli atti del Pubblico Ministero da sempre.
PRESIDENTE: Ah beh, allora basta, allora non c'è neanche bisogno...
PUBBLICO MINISTERO: No, c'è solo richiesta di produzione.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi... Ora, sento che i difensori, Presidente, gradirebbero interloquire nel pomeriggio, su questi atti.
PRESIDENTE: Eravamo d'accordo che lo facevamo questa mattina.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, per me è assolu... Cioè l'avvocato Cianferoni ha problemi, nel senso che si deve allontanare. Anche io...
PRESIDENTE: Se vuole intervenire, interviene per primo, così si libera. Io spero che non impiegherà tutta la mattinata, anche nel suo interesse. Prego, allora, forza avvocato.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Vai te, vai.
PRESIDENTE: Ah, non interviene l'avvocato Cianferoni per primo?
AVV. Cianferoni: Presidente, buongiorno prima di tutto. Senz'altro sono nella possibilità di intervenire.
Avevamo coordinato col collega Gramigni un intervento nel quale chi le parla aveva intenzione di svolgere le proposizioni subordinate.
PRESIDENTE: Ma avvocato siete voi che venerdì o giovedì, quando sia stato non me lo ricordo, avete concordato con me e col Pubblico Ministero che all'inizio di mattinata di oggi ci sarebbero stati gli interventi. Fateli come li credete fare, nell'ordine che avete preferito.
Io non ho nessuna disposizione da dare in proposito.
AVV. Cianferoni: Bene, Presidente.
AVVOCATO Gramigni: Sì, Presidente, avvocato Gramigni. Avvocato Gramigni.
Le deduzioni che si chiede di svolgere sulle richieste formulate all'udienza dell'8 novembre da parte del signor Pubblico Ministero, sono di un duplice ordine.
Nel senso che, per ciò che riguarda innanzitutto certe produzioni documentali tra quelle indicate nell'elenco depositato, questo difensore ha notato come ve ne siano alcune già contenute nel fascicolo del Pubblico Ministero in epoca anteriore alla celebrazione dell'udienza preliminare.
La Corte naturalmente ricorderà che questo difensore ebbe a formulare un'eccezione di eguale o analogo contenuto all'udienza del 12, salvo... o se del 13 novembre, in relazione a certi interrogatori, tardivamente a giudizio di chi le parla, depositati, resi, nella fase delle indagini preliminari, dell'imputato Carra.
Rinnova lo stesso ordine di considerazioni per ciò che riguarda le produzioni documentali su 1, 2 e 5.
Quindi ritiene, questo difensore, che vi sia stata una violazione dell'articolo 416, così come da interpretarsi detta norma alla luce della sentenza 145/91 della Corte Costituzionale.
Detta violazione, a giudizio di chi parla alla Corte, integra una nullità sussumibile fra le nullità di ordine generale previste e disciplinate dall'articolo 178 lettera C.
Dunque, la conseguenza processuale del discorso che sto facendo è naturalmente quella che l'omesso deposito integrale degli atti comporta nullità della richiesta di rinvio a giudizio della quale è atto accessorio, ma necessariamente accessorio. Comporta dunque, ex articolo 185, la nullità degli atti conseguenti, cui la nullità dell'atto presupposto si propaga.
E, dunque, la nullità della richiesta di rinvio a giudizio comporta la nullità del decreto che dispone il giudizio, e di quant'altro.
Comunque, nell'ipotesi in cui la Corte non fosse dell'avviso di ritenere meritevole di accoglimento questa eccezione di nullità così come proposta, questo difensore osserva, in ordine alle richieste di prova che afferiscono diciamo al problema dei documenti anonimi, diciamo, e che quindi analiticamente, salvo il vero, dovrebbero essere le produzioni documentali sub 33 dell'elenco dei documenti, e le richieste di esami di testimoni e consulenti indicate sub 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 della richiesta del Pubblico Ministero: qui, l'ordine di considerazioni che si ritiene di fare è quello che afferisce alla violazione, direi patente, del disposto dell'articolo 240 del Codice di procedura penale.
Nel senso che, come la Corte ben sa, detto articolo impedisce qualsiasi uso processuale e l'acquisizione sotto qualsiasi forma di documenti che contengano dichiarazioni anonime.
Qui è vero che si è offerto tutta una serie di prove che evidentemente dovrebbero, a giudizio del Pubblico Ministero, superare diciamo la impossibilità di attribuire una paternità ai documenti di cui si chiede l'acquisizione.
E quindi è chiaro che queste norme vanno lette sistemati... queste richieste vanno lette sistematicamente, nel senso che l'una integra l'altra; nel senso che ciò che, secondo il Pubblico Ministero, in maniera anodina, preso isolatamente sarebbe un documento anonimo che cadrebbe sotto la scure dell'articolo 240, cesserebbe di esserlo se si introducessero anche quei mezzi di prova che, appunto, dovrebbero in qualche modo ricondurre ad uno o più degli imputati di questo processo la paternità, in qualche modo, del documento medesimo.
Ma, a giudizio di questo difensore, basta una valutazione fatta ex ante diciamo, perché naturalmente parlando in questa fase di ammissibilità e rilevanza della prova, eh, una valutazione va fatta ex ante, al di là dell'esito che poi la prova in concreto avrà. Cioè, anche ipotizzando che la prova dovesse avere l'esito che il Pubblico Ministero, o chi la introduce insomma, si aspetta da essa, vediamo come l'oggetto delle prove suddette è assolutamente inidoneo a poter attribuire con un grado di probabilità che sia apprezzabile e che non sia la mera ipotesi astratta, valida come migliaia di altre ipotesi, di attribuire dicevo, appunto, agli imputati questi documenti.
Sicuramente non sottoscritti, e quindi sicuramente formalmente anonimi.
Sotto questo punto di vista quindi, credo che ci sia poco altro da aggiungere. Anche tenuto conto del fatto che il mezzo, diciamo la prova con la quale le prove da introdurre dovrebbero essere elette sistematicamente, e che dovrebbero fornire quindi una corroborazione alla prova medesima, è data dalle dichiarazioni che Scarano ebbe a rendere al dibattimento.
In punto, la Corte saprà e si ricorderà di un certo episodio che vedrebbe protagonista l'imputato Spatuzza, il quale si sarebbe portato a Roma, avrebbe avuto un incontro con lo Scarano in occasione del quale, poi, vi sarebbe stata l'apprensione da parte di Spatuzza presso Di Natale - così riferisce Scarano - di certe buste che lui ha spedito.
Ecco, ripeto, queste dichiarazioni di Scarano sono assolutamente inidonee al fine di identificare in una qualche maniera i documenti di cui egli parla.
Di tal che, essendovi questa inidoneità intrinseca delle dichiarazioni di Scarano a superare il dato della non attribuibilità ad alcuno dei documenti, poco soccorrono, se non niente, per niente soccorrono quell'insieme di prove che oggi il Pubblico Ministero vuole introdurre.
Nel senso che si rimarrà sempre al punto di partenza, ovvero, non si sarà in grado di individuare degli indici di attribuibilità tali da poter superare, ripeto, il chiaro ed univoco disposto dell'articolo 240.
Quindi, rispetto alle richieste di prove che ho da ultimo evidenziato, vi è opposizione da parte di questa difesa. Opposizione perché, appunto, si incorre nel divieto di cui all'articolo 240; ovvero si darebbe ingresso a documenti anonimi. E le prove poste, diciamo a corollario e a completamento della produzione degli anonimi, sono assolutamente inidonee a fare attribuire ad alcuno degli imputati i documenti che si vorrebbe introdurre.
Quindi, le une prove sono vietate; le altre, sono comunque irrilevanti.
Ripeto, anche se lette sistematicamente, lette - tutte le dette prove - in sistema con le dichiarazioni di Scarano.
Io mi sono permesso anche di rassegnare una breve memoria che, insomma, ho creduto di illustrare, e la produco alla Corte; la memoria è stata fatta propria anche dai colleghi Pepi e Cianferoni, e quindi anche in nome dei predetti, per ciò che riguarda gli argomenti spesi, ho sinora parlato.
PRESIDENTE: Bene.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, naturalmente, remissività rispetto alle altre prove.
PRESIDENTE: Non ho capito. Naturalmente?
AVVOCATO Gramigni: Remissività rispetto alle prove.
PRESIDENTE: Alle altre richieste, ho capito.
AVVOCATO Gramigni: Perfetto.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Sì. Grazie, Presidente.
Ribadisco, in primo luogo, l'adesione alle prospettazioni in diritto svolte dal collega Gramigni che, con assai efficace nettezza, individuano quella che è l'eccentricità della richiesta del signor Pubblico Ministero. Che pare, a chi parla alla Corte, niente più e niente meno che la costruzione di un riscontro.
Cioè, usando questo termine, ovviamente, con l'adeguato spessore neutro. In che senso?
Nel senso che, dal compendio di indagine che negli anni il Pubblico Ministero ha formato - e non da solo, aggiungerò, ma come il Pubblico Ministero di Firenze, quello di Milano, quello di Roma - sui fatti di strage che ci occupano, si sono estratti due anonimi. Assumendo - e in ciò poi sta il veleno dell'argomento - la loro riconducibilità a un portato probatorio, che sarebbero le dichiarazioni di Scarano Antonio.
In buona sostanza, credo di aver capito che il Pubblico Ministero non attribuisce a questi anonimi una valenza probatoria intrinseca, oggettiva. E ciò sarebbe, del resto, in così palese contrasto con la lettera dell'articolo 240 del Codice di rito, che non credo, il Pubblico Ministero stesso per primo, avrebbe voluto incedere a tanto.
Piuttosto, questi anonimi dovrebbero valere, dicevo prima, come riscontro a dichiarazioni di un collaboratore imputato nel processo.
Eh, però questo se siamo in un'ottica di processo di parti, e ciò, chi parla è il primo a sostenerlo; siamo però anche in un'ottica di processo penale. Cioè in un'ottica nella quale bisogna andare ad accertare la verità dei fatti.
E quindi non si può, secondo questo difensore, estrapolare due anonimi partendo da un assioma iniziale che è quello della veridicità dell'indicazione da parte di Scarano Antonio.
E assumendo questi anonimi a riscontro di quanto viene dicendo lo Scarano Antonio.
Affermo - e credo il Pubblico Ministero, su questo, non possa che concordare - che nell'incarto delle indagini preliminari sono presenti interi faldoni di anonimi. Forse più di uno, forse più di due e forse più di tre.
Allora, questo difensore non è qui a proporre di prenderne a parametro qualche altro, perché sarebbe specularmente lo stesso tipo di argomento usato dal Pubblico Ministero.
Chiede, piuttosto, che si voglia far chiarezza su questo dato. Che è un dato spurio, introdotto quando l'istruttoria dibattimentale è molto diciamo avanti, molto sviluppata attraverso non solo delle prove orali, ma anche degli accertamenti tecnici. Per esempio, dico fin d'ora che sul punto dell'allegazione di un elaborato di consulente tecnico da parte del Pubblico Ministero, questo difensore chiede perizia. Perché credo che quello sia il mezzo probatorio più efficace, se veramente si vuole accertare un dato oggettivo. Nel caso di specie, questa dattiloscrittura delle lettere.
Non ci si può adagiare su il portato di un consulente di parte.
Quindi, muovendo dall'articolo 495, II comma, svolgo delle richieste di prova contraria, prova a discarico, prova a sostegno delle ragioni della difesa.
Richiesta perciò, in via subordinata, di perizia sulle... perizia dattiloscopica, perizia tecnica tesa proprio a stabilire, per esempio, quella comparazione sul bollo postale.
E nonché quella invece - della quale non si è poi dato uno sviluppo ad oggi in dibattimento, ma che è contenuta a livello cartaceo nelle richieste di produzione del Pubblico Ministero - sulla macchina da scrivere che avrebbe battuto queste lettere. Quindi, perizia.
Chiedo l'esame a controprova del capo della DIGOS, del responsabile della DIGOS di Firenze, di Roma e di Milano. Sull'oggetto della prova, dev'essere il quantitativo e il tenore delle lettere anonime tutte; non solo il quantitativo e il tenore, ma anche la provenienza, laddove si sia potuta accertare, per esempio. Pervenute all'indomani, o comunque nei tempi successivi agli accadimenti di strage che oggi ci occupano, ai vari uffici; e non solo di Polizia, ma anche alle testate giornalistiche o agli enti più disparati.
In quel di Roma, in quel di Firenze e in quel di Milano.
Questo per dimostrare alla Corte come quei due documenti anonimi estratti dal Pubblico Ministero possano essere, mi viene da dire sostituiti, comparati, contrastati da una congerie di anonimi assai doviziosa e assai più significativa.
L'istruttoria, ad oggi, ha portato la notizia di una serie di documenti anonimi siglati "falange armata".
Questa serie di documenti anonimi merita, ad avviso di questo difensore, approfondimento attento e spasmodico, vieppiù rispetto ai due documenti prescelti dal Pubblico Ministero, sì come, a suo avviso, indicati dallo Scarano Antonio nella persona dello Spatuzza quale mittente degli anonimi stessi.
Quindi, perché non fare uno screening, una ricerca, che è poi l'oggetto della prova? Cioè non si chiede di commentare l'anonimo X o l'anonimo Y tra quelli e tra le centinaia giunte a Firenze, Roma, Milano. Si chiede intanto di dar conto alla Corte del profluvio di lettere anonime che sono giunte a questi uffici.
E allora anche l'indagine su quei due singoli anonimi assumerà un peso diverso, una lettura diversa.
Perché, torno a dire, il veleno dell'argomento è partire dal fatto che lo Scarano Antonio sia credibile. Laddove la Corte oggi pronunci un'ordinanza con la quale dia ingresso al tipo di prove che ha chiesto il Pubblico Ministero, quell'ordinanza non potrà non avere quale presupposto la credibilità della fonte. Poiché, altrimenti, la violazione del 240 è palese.
Perché il 240 è superabile solo laddove si riesca a individuare la paternità dell'anonimo.
E, in questo caso, la paternità dell'anonimo è riconducibile unicamente - secondo il Pubblico Ministero, peraltro; perché questa sarà materia di discussione. Già diceva l'avvocato Gramigni, e crede anche questo difensore, non vi sia poi molto coniugio tra quanto detto dallo Scarano Antonio e quelle lettere anonime.
Mi sembra anzi che i punti di conflitto, in punto proprio di congruenza tra il narrato e poi l'oggetto della narrazione, siano notevoli.
Ma, ciò premesso, ampliamo allora il campo e a controprova sentiamo gli uffici DIGOS delle città nelle quali queste quantità di anonimi sono giunti.
Una terza e ultima subordinata - quindi: la perizia; sentire a controprova gli uffici, i responsabili degli uffici DIGOS - una terza subordinata, veramente estrema, è questa: riservare all'esito, mantenere la riserva sulle richieste del Pubblico Ministero, perché allo stato non si è in grado di dirimere la questione. Se non ammettendo oggi, come presupposto, la credibilità dello Scarano Antonio.
E questo è quanto dire, già orientare il segno dell'istruttoria dibattimentale, questo poi credo sia ciò che maggiormente preme al Pubblico Ministero, laddove impegna la Corte con queste richieste, sulla rilevanza delle quali questo difensore ha anche dei dubbi.
Perché, ripeto, non si vede la conducenza di questi anonimi se non partendo da quel presupposto del quale si è parlato finora.
Quindi, mantenere la riserva fino a scioglierla, casomai in sede di 507, laddove la Corte ritenga ella stessa decisivo quanto è venuto oggi chiedendo il Pubblico Ministero. Cioè facendo proprie quelle richieste e svolgendole per ufficio della Corte.
Ecco, queste sono le tre richieste subordinate, che questa difesa inoltra.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? Le parti civili erano già state interpellate per intervenire?
AVVOCATO Ammannato: No, Presidente.
PRESIDENTE: Se credete, se non è tardivo...
AVVOCATO Ammannato: Se c'è l'accordo delle parti, sì.
PRESIDENTE: ... i difensori...
AVVOCATO Ammannato: Anche perché poi c'è la richiesta della difesa di ampliare.
PRESIDENTE: Certo, certo, certo. Volevo dire, io probabilmente temo di aver dimenticato di interpellare i difensori di parte civile.
Se i difensori degli imputati non hanno eccezioni, consentirei il...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Prego, avvocato. Chi vuole intervenire?
AVVOCATO Ammannato: Non so se ci sono altre richieste della difesa. Così farei la replica su tutto, insomma.
PRESIDENTE: No, ma mi pare che hanno detto che non ci sono altri interventi.
AVVOCATO Ammannato: No, ah. Allora, per quanto riguarda la parte civile, avvocato Ammannato, viceversa chiede che questi anonimi vengano acquisiti. Quindi, insiste nell'accoglimento ed è chiaramente, esprime parere favorevole alla richiesta del Pubblico Ministero. In quanto è lo Scarano che indica che il mittente di queste lettere sarebbe lo Spatuzza.
Quindi si tratta di verificare non più un anonimato; perché lettera anonima - come dice l'articolo 140 - è quella lettera assolutamente anonima, di cui assolutamente non si sa quale sia la fonte.
Ma quando, ed è capitato altre volte in altri tipi di reato, c'è una persona che dice 'guardate, quella lettera anonima l'ha scritta lui, e io l'ho vista in mano a lui, questa lettera', oppure 'l'ho accompagnato all'ufficio postale a spedirla', in questo caso c'è una persona che riconduce a una paternità.
Quindi è pacifico, in questo caso che c'è uno Scarano che afferma che quelle date lettere anonime sono riconducibili a quella certa paternità: a questo punto, viene meno l'anonimato.
Quindi esprime parere favorevole alla produzione del Pubblico Ministero.
Mentre esprime parere contrario e, quindi, il non ampliamento delle richieste della difesa; sia per quanto riguarda l'ampliamento a chiamare uffici, responsabili DIGOS, su tutta una serie enorme - se è avvenuta o non è avvenuta - di appunto anonime, lettere anonime.
Proprio perché in quel caso non c'è nessuno agli atti, né il testimone, né il dichiarante ex articolo 210, che possa ricondurre a una qualche paternità.
Quindi il principio che il legislatore ha voluto, mi pare chiaro: dove c'è l'assoluta anonimità, al cento per cento, lettera anonima; dove c'è qualcheduno che indica, viceversa, la possibile paternità, quindi non solo la certezza di paternità, perché questo sarà in dibattimento, ma la possibilità di ricondurre quella lettera a quella paternità: eh, questa è tutta materia di prove e quindi deve entrare in dibattimento.
Quindi opposizione all'ampliamento di campo per questo, di chiamare i dirigenti dei vari uffici DIGOS, per questa serie di anonimati al cento per cento. Proprio perché sono cose anonime al cento per cento.
E respingesi anche la richiesta di riserva, in quanto ripeto, essendo oggetto di prova, essendo lo Scarano che indica la probabilità o possibilità o certezza sulla paternità, è materia di prova in dibattimento.
E quindi insisto, e così concludo. Grazie.
PRESIDENTE: Il P.M. dovrebbe intervenire sulle richieste di prova e di perizia fatte dalla difesa.
PUBBLICO MINISTERO: Sentivo il difensore degli imputati, che si proponeva una richiesta dei testi a controprova specificamente individuati nelle persone dei dirigenti delle DIGOS di Firenze, Roma e Milano.
Non ho nulla da eccepire, in linea di massima, sulla richiesta dei difensori.
Però, vorrei anche segnalare questo. Che è proprio oggetto di queste richieste di prova, illustrate e anche formalizzate davanti alla Corte l'8 di novembre - i difensori sanno bene, ma mi pare che lo sappia anche la Corte, perché è stata fatta un'illustrazione orale - è anche il contenuto degli accertamenti che sono stati delegati dalla Direzione Investigativa Antimafia e sulla quale Direzione Investigativa Antimafia, accertamenti che hanno avuto ad oggetto ogni tipo di segnalazione comunque in qualche modo compatibile con l'indicazione emersa al dibattimento, cioè a dire comunicazioni anonime tanto, o anonime poco che fossero, indirizzate col mezzo postale.
Accertamento che è stato espletato - e di tutto ciò potrà aver la Corte concreta dimostrazione attraverso gli esami già dei testi che comunque compaiono a partire da oggi - è stato espletato su scala nazionale. E, in particolare, è stato espletato con riferimento proprio alla città di Roma, alla città di Milano e direi anche alla città di Torino.
Per amor di precisione resterebbe fuori la città di Firenze, ma, dico, comunque l'indagine che ha fatto la Direzione Investigativa Antimafia è omni comprensiva, perché ha acceduto a fonti dell'amministrazione di Polizia, a fonti di rango centrale.
Quindi, senza che ci sia nessuna difficoltà, prevengo sia pure a posteriori l'osservazione della difesa nel senso che la difesa sa bene che la prova del Pubblico Ministero mira a controllare anche questi due scritti, ma in un contesto di individuazione e di anonimi... e non solamente per iscritto, perché non solo questi sono emersi, sull'intero territorio nazionale in concomitanza degli episodi verificatisi il 27 e il 28, o per meglio dire tra il 27 e il 28 di luglio, perché di questo poi in realtà si tratta. Sennò almeno il Pubblico Ministero avrebbe ritenuto del tutto fuor di luogo passare in rassegna ogni tipo di segnalazione anonima, o addirittura di segnalazione fiduciaria orale o scritta che fosse, che ne so, a partire dal Capodanno del 1993 per arrivare alla fine dell'anno del 1994.
Questo tipo di verifica il Pubblico Ministero non l'ha fatta. Se mira a un tipo di verifica di questo genere la richiesta di testi a controprova da parte della difesa, francamente mi sembrerebbe che si vada un po' nelle più che lontane periferie dell'oggetto del processo.
Ecco, in questi termini, quindi - pur non opponendomi - credo comunque che la testimonianza, in quanto ammissibile, debba restringersi all'episodio che forma oggetto di una rappresentazione dibattimentale; cioè a dire l'inoltro di anonimi in concomitanza temporale con i fatti del 27 e del 28 di luglio.
Credo di essere stato sufficientemente chiaro.
PRESIDENTE: Vi è anche una richiesta di perizia.
PUBBLICO MINISTERO: Mah, analogamente... Analogamente io non ho nulla da dire, in linea di massima. Ben venga la richiesta di perizia. La Corte e i difensori per altro sanno che vi è una richiesta specifica di esame di un consulente; forse la Corte può non ritardare, sospendere il suo provvedimento fino a che non sia stato esaminato il consulente del Pubblico Ministero, al quale i difensori possono fare tutte le domande e fare tutti i rilievi che riterranno del caso.
Se apparirà, possono introdurre un consulente proprio; perché nessun sbarramento processuale a fare esaminare un proprio consulente da parte dei difensori.
Non starei a scomodare la forma complessa e articolata della perizia, però anche qui, in via di principio, il Pubblico Ministero non ha nessuna opposizione da fare.
PRESIDENTE: Benissimo. Vorrei sapere se il Pubblico Ministero, ora, ha un teste a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
PRESIDENTE: Possiamo, allora, sentire il teste, già che è qui, e poi la Corte deciderà...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente. Non c'è nessun problema a avviare l'esame testimoniale. E' ovvio che la testimonianza, per quanto è il programma del Pubblico Ministero, sfiorerà o investirà anche alcune delle situazioni di cui si è parlato stamani.
PRESIDENTE: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ma specificamente, Presidente, quella della documentazione.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Io ricordo che quando facemmo comunque toccare l'argomento dal teste Zito, lei invitò, mentre facevo le domande, a riferire i dati di carattere cronologico o formale, senza entrare nella contenutistica di questi anonimi.
In questi termini possiamo senz'altro fare l'esame senza nessun problema.
PRESIDENTE: Già che ci siamo, tanto conviene allora procedere alla decisione. La Corte si ritira.
PUBBLICO MINISTERO: I documenti, Presidente?
PRESIDENTE: Avremmo bisogno di vederli.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Dovremmo vedere anche i documenti, perché almeno...
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Benissimo. E la memoria dei difensori? Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: "La Corte di Assise, sulla richiesta del Pubblico Ministero di acquisizione al fascicolo dibattimentale dei documenti indicati nell'elenco depositato in data 08/11/97;
Sentiti i difensori delle parti civili e degli imputati,
Rilevato che i difensori degli imputati hanno fatto opposizione all'acquisizione dei documenti elencati ai numeri 1, 2 e 5 dell'elenco prodotto dal P.M. sostenendo che la mancata allegazione degli stessi al fascicolo del Giudice dell'udienza preliminare importerebbe la nullità dell'udienza medesima, nonché del decreto di fissazione del giudizio e di tutti gli atti di questo procedimento.
Ricordato che questa Corte in data 27/02/97 ha già respinto l'eccezione medesima in ordine ad altri documenti depositati dal P.M., di cui questi chiedeva l'allegazione al fascicolo dibattimentale, che gli argomenti già allora espressi nella citata ordinanza non possono che essere ribaditi in questa sede, sì che l'eccezione va respinta; mentre i documenti sopra menzionati vanno ammessi per le stesse considerazioni espresse a questo fine nell'ordinanza, tanto più che si tratta di documenti e non di atti procedimentali e come tali sempre acquisibili.
Sulla richiesta del P.M. di acquisizione degli altri documenti elencati nella relativa richiesta i difensori non hanno fatto alcuna opposizione, sì che anche questi vanno acquisiti per lo stesso motivo sopra indicato.
In ordine alla richiesta del P.M. di produzione di due dattiloscritti anonimi, non si può non ricordare, che l'esistenza di missive dirette ai giornali era già stata evidenziata da un imputato che ne ha indicato quanto meno il soggetto, pure imputato, che ne sarebbe stato il mittente; di conseguenza pare più che legittimo, non solo acquisire quei documenti, quanto meno al fine di valutarne il contenuto e l'attribuibilità, ma altresì ammettere tutte le prove proposte dal P.M. al fine di mostrare come le stesse siano riferibili agli odierni imputati.
Riserva ad un momento successivo le decisioni in ordine alle richieste di perizia sugli scritti cosiddetti anonimi di cui sopra, mentre è diritto ineludibile della difesa procedere al controesame dei testi indicati dal P.M., così come indicare tempestivamente il proprio ... in ordine a quanto attiene agli scritti stessi.
Per quanto attiene i verbali di esami di testi e imputati ex 210 C.p.p. indicati negli elenchi datati 29/10/97, di cui il P.M. ha chiesto l'allegazione al fascicolo dibattimentale, nessuna opposizione è stata fatta dai difensori; sì che tale richiesta va accolta essendo la richiesta stessa conforme alle previsioni del Codice.
Parimenti va ammesso, per gli stessi argomenti, il tabulato relativo all'utenza telefonica di Mazzola Rosalia, oggi depositata dal P.M.
Va altresì accolta la richiesta del difensore dell'imputato Lo Nigro Cosimo di ottenere l'attestazione della Casa Circondariale di Livorno sul numero e le date dei colloqui investigativi tra lo stesso Lo Nigro e il dottor Zito Nicola, dirigente della DIA di Firenze.
Per questi motivi respinge l'eccezione di nullità sollevata dai difensori.
Acquisisce al fascicolo dibattimentale i documenti tutti indicati in premessa.
Ammette la prova per testi proposta dal P.M. all'udienza dell'08/11/97, con facoltà per i difensori di procedere al controesame degli stessi testi, nonché l'esame del CT indicato dallo stesso P.M., con facoltà per i difensori di nominare entro cinque giorni un proprio consulente.
Riserva ogni decisione sulla richiesta di perizia.
Manda alla Cancelleria perché richieda alla direzione della Casa Circondariale di Livorno l'attestazione indicata nella parte motiva."
Prima di rinviare l'udienza, vi do notizia che è oggi pervenuta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze una lettera, una nota che ci allega un'altra nota della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo, se non mi sbaglio, in cui si dà atto che viene trasmessa in due copie una fotografia contrassegnata dal numero 259, che era stata richiesta da questa Corte al dipendente maggiore Luigi Bruno in data 24/10/97.
E qui allegata abbiamo questa foto in copia con la relativa busta.
Allora, l'udienza riprende alle ore 15.00.

PRESIDENTE: Allora possiamo fare entrare il teste?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, possiamo introdurre l'ispettore Puggioni della DIA di Firenze.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi.
Vuol dire, per favore, il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e qualifica.
*TESTE Puggioni: Sono l'ispettore superiore della Polizia di Stato Puggioni Gesuino. Sono nato il 12 gennaio del '50 a Orani e sono domiciliato presso il Centro DIA di Firenze.
PRESIDENTE: Bene. Vuole leggere la formula?
TESTE Puggioni: Io, per altro, ho già giurato in una precedente occasione. E' lo stesso?
PRESIDENTE: Qui, in questo processo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: L'ispettore Puggioni è venuto a...
PRESIDENTE: Va bene, va bene.
PUBBLICO MINISTERO: ... all'udienza del 4 dicembre.
PRESIDENTE: ... non sono molto fisionomista. Basta il giuramento che ha prestato.
Il P.M. può cominciare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ispettore Puggioni, buonasera.
TESTE Puggioni: Buonasera.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol dire alla Corte da quanto tempo è in servizio alla DIA di Firenze?
TESTE Puggioni: Presto servizio a questo Centro DIA di Firenze dall'aprile del 1994.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione al gruppo di lavoro che si è occupato delle indagini di questo procedimento, lei che ruolo ha avuto?
TESTE Puggioni: Io ho contribuito ad eseguire le attività che, via via, ci venivano delegate dal Pubblico Ministero. E, talvolta, anche procedendo di iniziativa all'interno sempre delle deleghe che il Pubblico Ministero ci dava, ci forniva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la sua attività, in relazione alle indagini di questo procedimento, quando sono iniziate?
Lei ha detto che presta servizio alla DIA di Firenze dall'aprile '94.
Voglio dire, in concreto, su queste indagini, da quando ha iniziato a lavorare?
TESTE Puggioni: Beh, dobbiamo saltare un anno, perché il primo atto è del luglio del '95. E concerne anche qui, appunto, una delega del Pubblico Ministero che è relativa all'esecuzione di provvedimenti di perquisizione e sequestro che vengono eseguiti nei confronti di Messana Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dare un po' le coordinate di questo, di questa sua prima affermazione?
Cioè, si trattava in questo caso, lei ha detto, di eseguire una perquisizione.
Vi erano anche, nel caso di specie, avete anche notificato provvedimenti del Pubblico Ministero?
TESTE Puggioni: Sì. Questa prima occasione, in particolare il 10 di luglio, noi, nel dare esecuzione ai provvedimenti di perquisizione, abbiamo anche notificato anche una informazione di garanzia al Messana Antonino, appunto, per i delitti del suo coinvolgimento, per i delitti di strage relativi, appunto, alla strage di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbia pazienza, ispettore, siccome le cronologie hanno una certa importanza, se vuol dire sempre anche l'anno.
Lei ha parlato di 10 luglio novan.... Ecco, la pregherei di specificare l'anno.
TESTE Puggioni: 10 luglio, chiedo scusa. 10 luglio '95.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, questo, è un primo provvedimento che lei ha eseguito personalmente...
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in questa data.
TESTE Puggioni: Sì, è un primo provvedimento che è stato eseguito da me personalmente in collaborazione naturalmente con altri colleghi.
E ha interessato l'abitazione del Messana Antonino, per quanto riguardi la perquisizione. E, quindi, via Facibeni di Prato.
E abbiamo anche eseguito una analoga perquisizione delegando, però, il Centro di Palermo. Ovvero sia l'abitazione della mamma di Messana Antonino, che è ubicata in Alcamo, in via Palazzo 90.
Quindi, nella sostanza, noi abbiamo eseguito in quel momento due perquisizioni.
Per quanto riguarda la perquisizione di Alcamo, non abbiamo riscontrato alcun elemento di utilità; per quanto riguarda, invece, la perquisizione pratese, nell'occasione, abbiamo sequestrato della documentazione che poi, naturalmente, abbiamo trasmesso al Pubblico Ministero con la nota, per l'appunto, del 19 luglio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, poi, sempre in questo contesto che ha, come riferimento, la persona di Messana Antonino.
Lei personalmente, comunque il gruppo di lavoro che lei coordinava, ha avuto occasione di svolgere ulteriori accertamenti? E, nel caso positivo, se e su quali presupposti.
TESTE Puggioni: Sì, intanto devo soggiungere una cosa: che, nell'occasione della perquisizione, noi abbiamo anche esteso l'operazione alle autovetture di pertinenza del gruppo della famiglia Messana.
E cioè a dire, quindi, su una FIAT Uno che era di pertinenza di Messana Antonino; su una Volkswagen Golf che era di pertinenza di uno dei figli, di Giampiero; ed infine su una Volkswagen Passat, che pure era anch'essa di pertinenza di un altro figlio del Messana.
Dopo questo primo intervento abbiamo ricevuto una delega del Pubblico Ministero per approfondire ulteriori aspetti legati a questa investigazione. Per cui, sulla base anche delle dichiarazioni che il Pubblico Ministero aveva ricevuto da tale Ferro Vincenzo, abbiamo proceduto, con una nota che noi abbiamo trasmesso il 21 agosto '95, ad identificare alcune persone che erano risultate essere in rapporti con questo Ferro.
E, per l'appunto, abbiamo identificato una persona: Blunda Vita, una ragazza, nata il 14 marzo del '72, che risultava essere la fidanzata, all'epoca, del Ferro.
Ed inoltre abbiamo identificato un altro giovane: Marrone Andrea, pure questa persona citata nella delega del Pubblico Ministero, che era un allevatore di cani e che, per l'appunto, è risultato essere un giovane nato nel '51 dimorante in via Salemi numero 86 nella zona di Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare alla Corte qual era il presupposto, diciamo, di questo accertamento inteso specificamente a verificare i rapporti tra Ferro Vincenzo e queste due persone: Blunda Vita e Marrone Andrea?
TESTE Puggioni: I presupposti erano le dichiarazioni che erano state rese al Pubblico Ministero da Ferro Vincenzo. Nel cui contesto erano state citate queste persone e, contemporaneamente, anche alcuni contatti telefonici.
Dei contatti telefonici, noi, appunto, abbiamo esperito i consueti accertamenti e siamo risaliti a queste persone. Per cui abbiamo proceduto ad informare il Pubblico Ministero.
Nell'occasione, mi pare, che sono state assunte anche le dichiarazioni di queste persone. Per cui hanno confermato di avere questi rapporti con Ferro Vincenzo, di avere questi contatti con Ferro Vincenzo. E, quindi, abbiamo evaso la delega in questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha fatto cenno a queste telefonate che risultavano dallo spostamento del cellulare in uso a questo Ferro Vincenzo.
E' in grado di dire qualcosa di più specifico, sul punto?
TESTE Puggioni: Mah, se mi è consentito consultare un attimo...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, se ritiene di autorizzare...
PRESIDENTE: Può consultare quello che vuole.
TESTE Puggioni: Grazie.
In questo contesto noi avevamo accertato che c'erano state delle comunicazioni tra il Ferro Giuseppe, in una occasione nella quale lui si trovava fuori dalla Sicilia, e Blunda Vita e Marrone Andrea.
Si trattava di comunicazioni intercorse il 13 e il 14 maggio 1993 che attestavano come l'utilizzatore del cellulare che noi abbiamo poi verificato essere di pertinenza di Ferro Vincenzo, e che è, reca appunto questa utenza, questa sequenza numerica: 0336/894421, che, per l'appunto, mentre si trovava in territorio fuori dalla Sicilia, aveva contattato quanto Blunda Vita, quanto Marrone Andrea.
Su questo punto, signor Pubblico Ministero, io, non essendo un analista dei contatti telefonici, se lei non ha nulla in contrario, rimanderei ad una apposita dichiarazione che un collega del gruppo potrà fare in proposito. E, quindi, con maggiori dettagli.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire anche il nome di questo...
TESTE Puggioni: Sì, il maresciallo Capotella.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. A me serviva ora esclusivamente, posto che lei si era occupato della identificazione di queste persone, far capire alla Corte qual era la ragione e il motivo per cui la DIA va a sentire i signori Marrone e Blunda.
Senta, rimanendo nell'ambito del contesto, per così dire, familiare di Messana Antonino.
Ecco, lei ci ha parlato di questa perquisizione eseguita...
TESTE Puggioni: Il 10 di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: ... il 10 di luglio del '95.
Le chiedo di riferire alla Corte se ha avuto modo di svolgere ulteriore attività presso i signori Messana.
TESTE Puggioni: Sì, noi abbiamo ricevuto un'ulteriore delega dal Pubblico Ministero. Una delega dell'11 settembre del '95, relativa a dei provvedimenti da eseguire in casa Messana che noi poi, in concreto, abbiamo eseguito il 13 settembre e riferito al Pubblico Ministero il 14. Il 14 settembre del '95.
Questo provvedimento si sostanziava, appunto, nella perquisizione in casa dell'abitazione dei Messana di Prato. Cosa che noi abbiamo eseguito, sia nell'abitazione paterna, sia in un'altra abitazione in via Dondi numero 30, per l'appunto a Prato. Che è l'abitazione di uno dei figli del Messana Antonino. Si chiama Messana Melchiorre.
Quindi, in concreto, anche in questa occasione, noi abbiamo eseguito la perquisizione nell'abitazione; abbiamo esteso l'operazione alle autovetture, ancora una volta, che sono risultate essere le stesse che avevamo già visto nella precedente occasione. Ed inoltre abbiamo esteso la perquisizione anche in via Dondi nell'abitazione dell'altro figlio.
Per quanto riguarda... Naturalmente anche nella macchina dell'altro figlio.
Contestualmente alla operazione da noi eseguita materialmente, si è ritenuto di videofilmare alcune fasi di questa nostra attività. In particolare, videofilmare le operazioni di perquisizione delle vetture. Cosa che è stato, per altro, svolta da personale tecnico. In particolare dall'ispettore Antei e dell'agente Gambini, sempre appartenenti alla DIA.
E, quindi, in quella occasione, abbiamo, tra le 07.00 del mattino e mezzogiorno, esaurito l'operazione di perquisizione.
Nel corso di questa operazione... Non ho precisato che il presupposto di questa attività era appunto una verifica, un riscontro di dichiarazioni che ci erano state, appunto, segnalate dal Pubblico Ministero e riguardavano sempre il conto e le attività di dichiarazioni del Carra Antonino...
PUBBLICO MINISTERO: Carra... Mi scusi se la correggo...
TESTE Puggioni: Scusi, Carra Pietro, mi perdoni. Un lapsus.
E, quindi, in quella occasione, noi, nel corso della perquisizione, verificammo anche la presenza di alcuni oggetti nella camera di uno dei figli, che ritenemmo di prelevare e che poi, naturalmente depositammo presso l'ufficio dei corpi di reato a disposizione del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore Puggioni, lei forse, a questo punto, è opportuno, per la chiarezza e la completezza delle sue esposizioni, che rappresenti alla Corte la composizione del nucleo familiare del signor Messana Antonino. E quant'altro può servire a farci capire un po' com'era la situazione logistica.
Lei ha fatto riferimento a perquisizioni eseguite in via Facibeni.
Ha fatto riferimento ad una perquisizione eseguita anche ad altro indirizzo: in via Dondi, sempre a Prato, a carico di Messana Melchiorre.
Ecco, se ci vuol dare questo quadro, intanto.
TESTE Puggioni: Dunque, la famiglia Messana è costituita dal capofamiglia Messana Antonino, dalla moglie Perricone Tommasa, dai figli Messana Melchiorre, Messana Giampiero, Messana Pasquale.
All'epoca di queste perquisizioni, quando noi facemmo queste operazioni, erano presenti nell'abitazione paterna il Messana Antonino, la moglie Perricone Tommasa, e due dei tre figli: Messana Giampiero e Messana Pasquale.
Queste persone dimoravano in via Facibeni numero 20 a Prato. Un casale, una località appunto molto vicina a Prato.
Il terzo figlio: Messana Melchiorre, aveva contratto matrimonio nel novembre del '94. E, quindi, si era trasferito in una sua abitazione in via Dondi numero 30.
Mentre tutte queste persone poi avevano nella loro disponibilità una vettura. Ed in particolare, il Messana Antonino aveva nella sua disponibilità una FIAT Uno di colore bianco targata Firenze M86865.
Questa è una vettura della quale lui ha la disponibilità dal 5 maggio del 1993.
L'autovettura di Messana Antonino è intestata alla moglie Perricone Tommasa, ma è nella disponibilità del capofamiglia, evidentemente.
A seconda vettura che era nella disponibilità nominale di Giampiero, ma anch'essa nella disponibilità dei componenti il nucleo familiare, erano una Volkswagen Golf di colore blu targata Firenze H35701.
La disponibilità di questa vettura che è immatricolata nell'88, risale al 18 maggio '92.
La terza autovettura nella disponibilità di Messana Pasquale, è una Passat nera targata Firenze 29734.
E' nella loro disponibilità dal 28 febbraio del '94.
Il terzo figlio più anziano è invece proprietario di una Y10 che è targata Firenze H65987. E ne ha la disponibilità dal 2 agosto del '91.
Quindi, questo è il quadro delle autovetture...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è il quadro delle autovetture che, per così dire, perquisiste sin dal - capisco bene - dal 10 di luglio del...
TESTE Puggioni: 10 di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: ... del '95.
TESTE Puggioni: Sì. Dal...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, ispettore, bisogna che ci specifichi un po' meglio la sua affermazione circa la disponibilità.
Cosa vuol dire? Ce l'avevano, erano proprietari, ce ne avevano il possesso... Ecco.
TESTE Puggioni: La disponibilità, come noi abbiamo riferito a suo tempo, totale. Cioè, sia sul piano della registrazione nei pubblici registri, sia sul piano effettuale.
Quindi, ne avevano proprio in mano loro le chiavi, potevano girare tranquillamente. Ne erano proprietari e ne avevano il possesso e la disponibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano stati svolti anche accertamenti di tipo formale, diciamo, sulla disponibilità di queste autovetture.
TESTE Puggioni: Certamente. Ne erano stati disposti e fatti, eseguiti accertamenti formali presso i pubblici registri ed erano stati - anche io ne ho addirittura copia qui - erano stati poi segnalati, riferiti al Pubblico Ministero.
Per cui, non so, avevamo anche fatto all'epoca dei rilievi, per l'appunto, fotografici, oltre che la video filmatura per una migliore, diciamo così, rappresentazione della situazione di fatto, avevamo fatto anche dei rilievi fotografici che poi abbiamo riferito una seconda nota al Pubblico Ministero.
E, in particolare, l'abbiamo riferita l'11 gennaio del '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io volevo rimanere un attimo a questi rilievi fotografici e alla videofilmatura di queste autovetture.
Può riferire alla Corte, posto che lei ha agganciato queste operazioni alle operazioni eseguite nel settembre del '95, quand'è che avete trasmesso questo materiale documentale al Pubblico Ministero.
TESTE Puggioni: Sì. Noi, dopo queste perquisizioni, abbiamo ricevuto una delega specifica il 18 di settembre.
E il 18/10, riferendoci anche alla videofilmatura fatta nella perquisizione del settembre, riferendoci a quella, gli abbiamo allegato gli accertamenti ulteriori e le videocassette relative proprio al filmato relativo alle vetture.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, in occasione della trasmissione di questo album fotografico - lo dico per la comprensione della Corte. Si tratta degli atti che sono contenuti nel fascicolo del dibattimento a foglio 2997 e seguenti - avete, vi siete limitati a trasmettere semplicemente le foto e il filmato di questa autovettura, o l'accertamento, per così dire, si è allargato?
TESTE Puggioni: Sì. Intanto questa attività da noi svolta sull'attività di perquisizione, nel corso delle quali, alcune fasi erano state videofilmate, sono state da noi sintetizzate in una annotazione specifica nella quale indichiamo le varie fasi, le varie persone che vengono identificate.
Con l'attività svolta sulla base della delega che ho citato in epoca successiva e che abbiamo segnalato al Pubblico Ministero il 18 di ottobre, noi, oltre alle fotografie della FIAT Uno e della Golf, abbiamo anche trasmesso delle fotografie relative a vari modelli di autovetture Ibiza.
E, tutto questo, perché c'era un presupposto di cui ho citato prima, le dichiarazioni del Carra, nelle quali, o in base alle quali era necessario rappresentare anche modelli di autovetture molto simili, almeno sotto l'aspetto esteriore, alle autovetture Golf.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava riferendo che, per l'appunto, aveva poi, nel contesto di questi accertamenti, riferito un accertamento in dettaglio sulla disponibilità di auto, di quali autovetture, o meglio di quali autovetture disponesse il componente del nucleo Messana, nel maggio del 1993.
L'esito di questo accertamento, ispettore Puggioni?
TESTE Puggioni: L'esito di questo accertamento lo abbiamo segnalato, appunto, con questa nota del 02/11/95 e, successivamente, in un quadro unitario e completo, l'11 gennaio del '96.
Io, tra l'altro, ho anche qui la nota riepilogativa di questi accertamenti.
Non so se...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se...
TESTE Puggioni: ... è possibile, o se è il caso...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno che lei dia alla Corte il quadro delle autovetture effettivamente disponibili nel maggio '93. Quindi, veda lei...
TESTE Puggioni: Ma, io ho un estratto rilasciato dal pubblico registro automobilistico che è relativo a tutte queste vetture che ho citato.
Posso anche leggere testualmente quello che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Se vuole, magari, ispettore, lo può illustrare.
TESTE Puggioni: Ci siamo. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbia cura di parlare al microfono, ispettore, mentre ci illustra questo accertamento.
TESTE Puggioni: Sì. Dunque, trattasi, quello che è visibile ora, di un certificato cronologico della autovettura targata Firenze M86865 e che trattasi della FIAT Uno - la targa è ben visibile qua in alto - che trattasi della FIAT Uno di pertinenza di Perricone Tommasa. Che è la moglie di Messana Antonino.
Si rilevano chiaramente le generalità.
Perricone Tommasa, nata ad Alcamo il 19 gennaio del '39. residente a Prato, Firenze, via Sotto L'Organo numero 12.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spiega che cosa significa... Lei, poco fa, ha parlato della perquisizione eseguita in via Facibeni. Qui vedo un altro indirizzo.
TESTE Puggioni: Sì, qui, evidentemente...
PUBBLICO MINISTERO: Ci può spiegare questa dissonanza apparente?
TESTE Puggioni: Evidentemente questa vettura, è stata acquistata - ed in particolare qui vediamo anche la data di acquisto - il 5 maggio del '93.
Questi sono i dati della intestazione, cioè i dati che attestano, per l'appunto, l'avvenuto passaggio ella proprietà e quindi anche della disponibilità, dal precedente titolare, al nuovo. Cioè, Perricone Tommasa, 5 maggio '93.
Scrittura privata autenticata il 17 marzo del '93. E il titolare risulta essere proprietario Perricone Tommasa, all'epoca abitante in via Sotto L'Organo numero 12 a Prato.
Il che vuol dire che, in questo periodo, nel maggio del '93, la signora Perricone, quindi il suo nucleo familiare con il signor Messana Antonino, abitavano a Prato in via Sotto L'Organo numero 12. Che è indirizzo diverso, rispetto a quello dove noi abbiamo eseguito la perquisizione. Ma è l'indirizzo dell'abitazione che abbiamo poi verificato in altro momento dell'indagine, essere stata demolita.
E che quindi attesta un luogo diverso di abitazione della famiglia nel '93.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', poi su questo cambio di residenza, poi, torneremo...
TESTE Puggioni: No, abbiamo qui, abbiamo qui un cambio di residenza, ma di molto successivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e risulta, questo cambio di residenza?
TESTE Puggioni: Risulta il 7 settembre del '95. Perricone Tommasa.
PUBBLICO MINISTERO: E il nuovo indirizzo?
TESTE Puggioni: Che si trasferisce da via Sotto L'Organo numero 12, a via Don Guido Facibeni 20 a Prato, sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Bene Poi, le altre macchine che risultavano? Abbiamo detto la FIAT Uno...
TESTE Puggioni: Sulle altre macchine vediamo che è ugualmente un foglio estratto dai registri pubblici dell'Automobil Club Italia, quindi a fonte ordinaria, è targata l'autovettura, H35701. E' modello Volkswagen tipo Golf. E quindi questa vettura, che è quella di pertinenza di Giampiero, risulta essere stata trasferita come proprietà dal signor De Angelis Paolo al signor Messana Giampiero il 15/05 del '92, con scrittura privata autenticata il 28/11/91.
Anche in questo caso l'operazione del trasferimento di proprietà attesta che all'epoca anche Messana Giampiero abitava in via Sotto L'Organo numero 12.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, poi le altre autovetture rapidamente, ispettore.
TESTE Puggioni: Le altre autovetture... Vediamo quella che abbiamo citato essere di pertinenza di Messana Pasquale, essere targata Firenze M29734, essere stata trasferita il 28/02/94 nella proprietà di Messana Pasquale, anche lui abita sempre lì a Prato, anche lui abitante in Sotto L'Organo numero 12.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi?
TESTE Puggioni: L'altra vettura è invece targata Firenze H65987 e risulta essere stata trasferita a Messana Melchiorre nato ad Alcamo il 02 - non rilevo chiaramente qui la data del mese - del '65, residente comunque a Prato, via Sotto L'Organo numero 12.
E' un atto che noi possiamo leggere molto chiaramente anche in quest'altro atto... (voce fuori microfono) Eh? No, è questo qua.
(Al microfono)
Ecco qui. Trasferita... la residenza, dati della intestazione: 23/09/91 con scrittura autenticata il 2 agosto del '91. Messana Melchiorre, Alcamo, 2 gennaio del '65, residente a Prato, via Sotto L'Organo numero 12.
PUBBLICO MINISTERO: Senta ispettore, non so se l'ha fatto poco fa quando le ho chiesto di illustrarci, per così dire, la composizione del nucleo familiare del Messana.
Mi interesserebbe ora - lei ha dato le generalità complete di Messana Melchiorre - se ci può dare anche le generalità complete di Pasquale e di Giampiero.
TESTE Puggioni: Posso rilevare da questi atti. Perricone Tommasa l'abbiamo detto.
Messana Giampiero nato a Prato il 16/09 del '70; residente a Prato.
Qui abbiamo il vecchio indirizzo, via Don Guido Facibeni numero 30.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è il nuovo, forse.
TESTE Puggioni: E allora...
PUBBLICO MINISTERO: E' il nuovo.
TESTE Puggioni: Il nuovo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, lei ha detto il vecchio.
TESTE Puggioni: Il precedente indirizzo è quello che ho citato prima in via Sotto L'Organo numero 12, a Prato.
Il Messana Pasquale, invece, è nato ad Alcamo il 28/04 del '66, ma all'epoca risiedeva a Prato in via Sotto L'Organo numero 12.
Il Messana Melchiorre risulta invece nato a Prato il 10... - scusi, eh - nato ad Alcamo il 2 gennaio del 1965 e dimorare a Prato in via Sotto L'Organo numero 12.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Abbiamo, ha descritto nella sua completezza il nucleo familiare del signor Messana Antonino e l'epoca nella quale, o a partire dalla quale, disponevano delle autovetture che lei ha elencato in dettaglio.
Le chiedo, dato che stiamo parlando di autovetture, lei ha avuto modo, per così dire, di avere tra le mani di nuovo queste autovetture? Se sì, se vuol spiegare alla Corte in che contesto e le operazioni che ha svolto.
Ecco, magari può tornare alla sua postazione.
TESTE Puggioni: Dunque... La domanda era, signor Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Se queste macchine, dopo questi rilievi, questi accertamenti svolti - lei ha detto ne ha riferito al Pubblico Ministero, mi pare da ultimo, l'11 gennaio '96 - se ha avuto modo di compiere ulteriori attività su queste autovetture o su alcune di queste autovetture.
TESTE Puggioni: Certamente abbiamo eseguito sempre una delega dataci dal Pubblico Ministero, una delega che noi abbiamo - del 18 gennaio del '96 - che noi abbiamo eseguito il giorno 19 e che atteneva alla perquisizione delle autovetture ed al sequestro di alcune di esse.
Una operazione nel corso della quale noi procedemmo ugualmente a fare le perquisizioni a tutti i componenti della famiglia Messana e nel corso della quale noi, per l'appunto, sequestrammo la vettura di Perricone Tommasa e la vettura di Messana Giampiero.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo quali sono queste due autovetture.
TESTE Puggioni: Le due autovetture sono: quella di Perricone Tommasa la FIAT Uno di colore bianco, targata Firenze... Beh, non lo ripeto, comunque la M86865.
La seconda vettura è la Volkswagen Golf targata Firenze 35701.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Acca.
TESTE Puggioni: Prego?
PRESIDENTE: Acca, prima.
TESTE Puggioni: H35701. Firenze H35701.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo sequestro viene eseguito in giorno...
TESTE Puggioni: Questo sequestro viene eseguito il giorno 19, cioè il giorno successivo alla emissione dei provvedimenti datici dal P.M.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire che nell'esecuzione di questo sequestro, se nel corso delle operazioni, c'erano presenti o no alcuno degli interessati, i proprietari o altre persone intervenute e le operazioni che lei ha svolto per assicurare la conservazione di queste auto?
TESTE Puggioni: Sì. Noi queste operazioni di perquisizione e di sequestro le facemmo naturalmente in presenza degli interessati e, ad operazioni ultimate, per disposizione del Pubblico Ministero abbiamo convocato una ditta di Prato - è la ditta di Perri Carmine - alla quale abbiamo dato incarico per il deposito, come custode giudiziale, per la conservazione appunto delle vetture nello stato e nella condizione in cui esse si trovavano in quel momento.
Quindi, una volta eseguita la perquisizione, abbiamo chiuso la vettura e le chiavi ce le siamo tenute noi e quindi abbiamo detto: signor Perri, queste vetture debbono stare a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, così come prevede la normativa, e quindi con la redazione del verbale di custode, così come previsto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi queste auto, dopo essere state prese in consegna dal custode, sa che operazioni sono state svolte?
TESTE Puggioni: Sì. Sempre in esecuzione di provvedimento del Pubblico Ministero, dopo tre giorni - e cioè a dire il giorno 23 di gennaio - queste autovetture, sempre grazie alla collaborazione di questa ditta, sono state prese e trasportate a Roma a disposizione del consulente del Pubblico Ministero per eseguirvi delle operazioni di carattere tecnico.
Dopo che questo consulente, che in realtà era...
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche il nome, ci può dire?
TESTE Puggioni: Certo, era per l'appunto rintracciabile, nome che noi abbiamo dato al trasportatore, alla ditta Perri, per la consegna regolare dei mezzi sequestrati.
Il consulente aveva l'ufficio nella Direzione Centrale della Polizia Criminale, in via dell'Aeronautica a Roma, e quindi il giorno 24 effettivamente il consulente ha ricevuto le vetture dall'autotrasportatore e ce le ha - sempre su indicazione del Pubblico Ministero - rimandate, per così dire, con questo stesso trasportatore, a Firenze, ad operazioni eseguite, per essere depositate del garage della Polizia di Stato, in via Baracca, ove sono tuttora a disposizione del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, queste sono le operazioni che sono state svolte su queste due autovetture sequestrate il 19 gennaio '96.
Le chiedo ora di riferire le ulteriori attività che lei ha svolto su delega del Pubblico Ministero, seguendo proprio la cronologia, per così dire, della sua attività.
TESTE Puggioni: Avevo il bigliettino a portata di mano... Chiedo un attimo di tempo, signor Presidente.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Puggioni: Ma mi pare che su una delega del Pubblico Ministero noi abbiamo poi svolto attività di riscontro delle dichiarazioni rese da Ferro Vincenzo. Attività che si è incentrata essenzialmente su alcune circostanze riferite da questa persona, che noi abbiamo cercato di verificare e sviluppare in ogni sede.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi ispettore se l'ha interrompo un attimo.
Per amor della precisione, siccome per l'appunto le deleghe, soprattutto le annotazioni, vanno un po' più in là nel tempo, proprio per seguire l'iter delle attività che lei ha svolto, allora le rigiro la domanda, gliela pongo in un'altra forma e le chiedo di riferire alla Corte se, prima di occuparsi, per così dire, delle dichiarazioni che il Pubblico Ministero raccoglieva da Ferro Vincenzo, se ha ricevuto delega a svolgere indagini su un contesto romano.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Un contesto romano. Sulla città di Roma.
TESTE Puggioni: Mah, sicuramente l'ho fatto, però io le chiedo scusa se non... Signor Pubblico Ministero, avevo con me... Credo che forse ho lasciato qualche cosa...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
TESTE Puggioni: Un promemoria.
(voce fuori microfono)
TESTE Puggioni: Chiedo scusa di questa perdita di tempo, era per una migliore precisazione degli argomenti. Una scaletta che mi ero fatto.
Mah, su Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, avete avuto, ricevuto incarico di identificare, ecco, qualche persona, qualcuno che per esempio si chiama... per dichiarazioni raccolte dal Pubblico Ministero da Scarano, un certo Giacomino?
TESTE Puggioni: Sì. Lei si riferisce alle dichiarazioni di Scarano Antonio.
Sì, su questo, con questo presupposto, in effetti noi abbiamo ricevuto una delega del Pubblico Ministero.
E, originariamente, noi abbiamo chiesto a questo proposito la collaborazione del Centro di Roma che ci ha consentito di individuare una persona della quale noi, per altro, conoscevamo soltanto il nome: Giacomino Gesù, Gesù Cristo, scusi, è una... E' quello che noi conoscevamo.
Con la collaborazione del Centro di Roma, noi addiveniamo alla identificazione di questa persona, alla identificazione sua e della mamma, che si chiama Continenza Irma.
PUBBLICO MINISTERO: E diciamo anche il nome della persona identificata.
TESTE Puggioni: Sì, la persona, poi, l'abbiamo identificata per Gesù Giacomo. E gli esiti noi li abbiamo riferiti con una nota del 2 aprile del '96.
Ed è una persona che è nata il 25 novembre del '52 e risiede in via Martorelli 41, a Roma.
E' tra l'altro coniugato con Ruggero Addolorata.
Queste sono le persone che, in quel primo contesto, sono state da noi identificate. E queste sono le persone che io cito, appunto, a questo riguardo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi, sulla scorta di dichiarazioni raccolte da Gesù Giacomo, sono state identificate dalla DIA altre persone in questo contesto romano?
TESTE Puggioni: Sì. Il presupposto di questa nostra attività, era e stava nel fatto che, lo Scarano, aveva riferito di aver ospitato delle persone. Che, di questa ospitalità, ne erano venuti a conoscenza, per varie ragioni, il Gesù Giacomo ed altri.
Noi, identificato Gesù Giacomo, abbiamo poi chiesto a lui di riferirci come stavano le cose. E, grazie a lui, poi, abbiamo identificato le altre persone alle quali voleva riferirsi lo Scarano. E che sono quindi: Matera Riccardo, Moresi Pietro e Nannola Nicola.
Le generalità precise di queste persone, sono: Moresi Pietro, è nato a Roma il 18 febbraio del '63 e ivi risiede in via Belon 151; Matera Riccardo è nato a Roma il 3 agosto del '66 e abita in via Folaghe numero 8; Nannola Nicola è nato a Roma il 30 luglio del '65 e abita in via dell'Usignolo.
Quindi, noi...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, ispettore, qualche parola in più sul Moresi, in particolare.
TESTE Puggioni: Moresi...
PUBBLICO MINISTERO: Che attività svolgeva e perché era stato identificato, la ragione per la quale c'era necessità di sentire questa persona.
TESTE Puggioni: Noi abbiamo proceduto alla identificazione del Moresi perché è una persona che di professione fa l'idraulico. Quindi fa delle riparazioni anche per piccoli lavori, chiamato così, un po' da chi ha delle necessità. Ed era stato, per l'appunto, citato dallo Scarano come la persona che aveva fatto die piccoli lavori nella... Non dallo Scarano, dal Gesù Giacomo, in una abitazione di sua pertinenza.
Ed in effetti il Moresi è, svolge la funzione di idraulico. E, in quella occasione, si era recato a fare questi lavori che gli erano stati commissionati dal Gesù.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi ha fatto cenno anche a questo Nannola.
TESTE Puggioni: Sì, il Nannola è una persona che era legato a queste persone da vincoli di amicizia, così, di frequentazione.
E le circostanze che erano state segnalate, o citate dal Gesù, erano anche note a lui.
Quindi, per questa ragione, si è proceduto alla identificazione anche del Nannola.
PUBBLICO MINISTERO: Bene Senta, tanto per rimanere a Roma.
Ha ricevuto deleghe per verificare il servizio svolto presso l'Aula Bunker di via dei Gladiatori a Roma?
E, in caso positivo, ci dice in che cosa è consistita la sua attività.
TESTE Puggioni: Sì, al riguardo, abbiamo effettivamente ricevuto una delega del Pubblico Ministero, che io ora vado a riprendermi, una delega per identificar dei militari che avevano svolto il loro servizio in forza al Nucleo Tribunali di Roma con l'incarico di svolgere servizi di vigilanza nei pressi dell'Ala Bunker.
Noi, nell'occasione, abbiamo fornito al Pubblico Ministero l'elenco di tutti i giovani che avevano svolto questa attività e che, in parte, era stata svolta direttamente da noi; in parte, naturalmente per le ovvie difficoltà, avevamo delegato a Roma; e, in parte, a Milano.
Si trattava, cioè, di giovani che poi erano stati identificati grazie alla collaborazione del Nucleo Tribunali, e che poi io posso anche citare. Perché sono giovani che abitavano in diverse città. Onde per cui era normale, insomma interessare i nostri uffici per l'identificazione e l'assunzione delle dichiarazioni.
Sono 16 militari, signor Pubblico Ministero.
Sono: il carabiniere Campolunghi Simone, Carannante Francesco, Casadei Daniele, Castrogiovanni Francesco, Gaetani Nico, Giannone Gaetano, Giarrizzo Andrea, Malanchini Fabio, Marciani Roberto, Mattonai Andrea, Onorati Alessandro, Pioselli Giovan Battista, Pizzato Fabio, Rizzoli Massimiliano, Secondino Bruno e Staccone Mario.
Queste persone, alcune sono state, come ho detto prima, assunte a verbale da noi, altre, direttamente da Milano.
Cioè che, la circostanza che noi dovevamo verificare, era di stabilire, in primo luogo, qual era il servizio svolto da queste persone. L'epoca, e se, nel corso del loro servizio, avessero avuto modo di rilevare circostanze singolari, o comunque anomale che avessero, in qualche misura, attirato la loro attenzione.
Per altro, solo le dichiarazioni che noi abbiamo ritenuto avere una certa pertinenza con quella che era il presupposto che aveva dato luogo all'avvio di questo segmento investigativo,. Erano le dichiarazioni di Giarrizzo Andrea.
Nella delega che il Pubblico Ministero ci aveva affidato si segnalava la necessità di verificare se, nella, davanti all'Aula Bunker, nel corso di una particolare circostanza, fossero state notate delle vetture, o delle persone che avessero manifestato un particolare problema.
Ebbene, il Giarrizzo ci ha riferito, così, un flash, un suo ricordo, che si attanagliava perfettamente a quelle che erano le... perfettamente, cioè, con i limiti del ricordo, quelle che erano le circostanze riferite dallo Scarano circa la loro presenza nei pressi dello stadio, in una occasione, durante la quale avevano predisposto una autovettura che avrebbe dovuto esplodere nei pressi dello stadio. Quando, cioè, transitava un mezzo dei Carabinieri, o...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi ispettore, mi scusi se la interrompo.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le dichiarazioni di Scarano, la Corte le conosce.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci interessava di più verificare, a questo punto, posto che lei ha illustrato più che sufficientemente il presupposto, qual era il risultato, diciamo, delle assunzioni di informazione da Giarrizzo.
TESTE Puggioni: Sì, il Giarrizzo, intanto ci ha descritto in che modo svolgeva la sua attività.
Ed egli ha affermato che aveva svolto la sua attività, secondo orari che erano stati prefissati per l'appunto dal suo Comando, svolgendo vigilanza per un certo tempo. E, in particolare, poco prima di Natale, e comunque sul finire del 1993, all'interno dell'Aula Bunker.
Il suo servizio consisteva nel collaborare nel filtraggio delle persone che accedevano, all'epoca, all'Aula Bunker. Nel verificare che, nel momento in cui accedevano, non si verificassero situazioni anomale.
E poi, allorquando invece l'Aula Bunker non era impegnata per processi, doveva svolgere una vigilanza di controllo all'interno della struttura.
Le sue, le indicazioni che aveva ricevuto erano quelle di svolgere servizio all'interno. Però lui confermò che, in una occasione, anche perché era prassi - dice lui - dei ragazzi che sostavano lì per interi turni di sei ore, era prassi ogni tanto affacciarsi, verificare, sentire... Soprattutto perché, quando attirati da rumori particolari, o molto forti, provenienti dall'esterno, era prassi loro curiosare. E senza naturalmente abbandonare il loro posto di lavoro.
E lui ha segnalato proprio che, in una occasione, ebbe modo, attirato da dei rumori, di affacciarsi all'esterno, sulla porta. Di mettere praticamente il viso fuori della porta, perché aveva visto che c'era una persona che, con una vettura, si attardava nel parcheggio che, per altro, avrebbe dovuto essere vietato.
In quella occasione, lui si era, aveva avuto un dialogo con questo automobilista, al quale aveva domandato che cosa stesse accadendo. Al che l'automobilista aveva risposto: 'mah, mi si è fermata la macchina, ho perso le chiavi, non so come venirne fuori. Devo chiamare un carroattrezzi.'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo Ora la fermo...
TESTE Puggioni: Questa è la sostanza... Ecco, l'episodio ricordato dal Giarrizzo.
PUBBLICO MINISTERO: E che è quello che la DIA ritenne di segnalare al Pubblico Ministero, con una informativa del?
TESTE Puggioni: Sì, l'informativa dell'11 aprile del '96.
PUBBLICO MINISTERO: Del '96. Ora, per l'appunto, siccome la Corte ha già sentito in quest'aula l'ex carabiniere Giarrizzo, lei, nel riferire l'esito di questo accertamento, credo che abbia, per così dire, equivocato su una affermazione. E, quindi, le ripongo la domanda: se questo episodio, il Giarrizzo, riferiva alla DIA di averlo vissuto personalmente, o se invece o aveva, per così dire, avuto, ricevuto da altri.
TESTE Puggioni: Era un episodio che faceva parte dei suoi ricordi.
Un episodio che lui non aveva vissuto direttamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Puggioni: Ma che ricordava perfettamente, avendo costituito oggetto anche di commento con gli altri colleghi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Fatta questa precisazione, possiamo andare avanti nella esposizione, diciamo, della attività delegata dal Pubblico Ministero. E, quindi, se dopo l'11 aprile '96, ha avuto modo di riferire ulteriori accertamenti delegati.
TESTE Puggioni: Sì, riferimmo quasi, diciamo così, in quell'epoca, riferimmo una situazione che ci era stata richiesta una delega verbale dal Pubblico Ministero, che atteneva all'accertamento circa il tempo in cui era avvenuto l'omicidio di Don Puglisi.
Noi riferiamo il 2 maggio del '96 che in effetti, alle ore 21.00, così come avevamo accertato tramite i nostri uffici, che, alle ore 21.00 del 15 settembre del 1993, in piazza Garibaldi numero 5 a Palermo, quindi all'altezza di piazza Garibaldi del civico 5, Padre Puglisi era stato attinto con un colpo 7,65 che ne aveva poi provocato la morte.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Nel prosieguo di queste indagine, ecco, siamo arrivati al 2 maggio, quale attività ha riferito al Pubblico Ministero e sulla base di quale presupposti.
TESTE Puggioni: Qui siamo, abbiamo ricevuto dal Pubblico Ministero una delega per riscontrare le dichiarazioni di Ferro Vincenzo.
E una delega che ci dava delle direttive, ci indicava quali fossero i punti da affrontare. Punti che noi abbiamo affrontato e riferito al Pubblico Ministero con una annotazione del 3 maggio 1996.
Si tratta, quindi, di una annotazione che, sulla base delle dichiarazioni fornite al Pubblico Ministero dal Ferro Vincenzo, ripercorre alcune fasi dei fatti, delle circostanze che sono state riferite e che consentono di fissare le date, alcuni momenti, alcune situazioni relative ai viaggi che il Ferro Vincenzo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la fermo un attimo per chiederle se può, con tutto il suo bagaglio, trasferirsi in quella postazione perché credo che avremo bisogno di utilizzare, in maniera piuttosto frequente, il visore.
TESTE Puggioni: Quindi mi sposto?
PUBBLICO MINISTERO: Può prendere posto dall'altra parte.
Ecco, prego ispettore, può iniziare la sua esposizione.
TESTE Puggioni: Preliminarmente abbiamo fornito, in questa annotazione, un flash sulla situazione familiare...
PUBBLICO MINISTERO: Credo che ci siano i suoi appunti, mi scusi. Ecco, abbia cura di...
Prego.
TESTE Puggioni: Abbiamo fornito un flash sulla situazione familiare di questa... il Ferro Vincenzo. Ferro Vincenzo è figlio di Giuseppe, Ferro Giuseppe nato ad Alcamo il 5 gennaio del '42 e figlio di Messana Grazia nata ad Alcamo il 10 marzo del '42, risiede in via Nizza numero 90. Ha una sorella, Ferro Anna, nata ad Alcamo il 23 giugno del '62, coabitante con la mamma. Una seconda sorella, Ferro Maria, nata ad Alcamo il 7 gennaio del '64.
Stabilimmo sin da subito che Ferro Vincenzo, per i rapporti...
PUBBLICO MINISTERO: Si avvicina un po'. Ecco, grazie.
TESTE Puggioni: Ancora?
PRESIDENTE: No, no, così va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Puggioni: Che Ferro Vincenzo, per quanto risultava dagli accertamenti che andavamo svolgendo, e poi anche per ammissione sua medesima, egli aveva avuto una relazione con una sua compaesana, Blunda Vita, che ho già citato peraltro perché abbiamo già visto in precedenza. E stabilimmo che il Ferro, per l'appunto, disponeva di un'utenza telefonica - perché con ella si rilevava, dal carteggio relativo al suo telefono cellulare, che era il 0336/894421 - stabilimmo che questa ragazza aveva un'utenza telefonica presso la quale veniva contattata dal Ferro e che è la 0924/26972.
Per quanto riguarda il Ferro, stabilimmo pure che aveva un'autovettura Audi 80 Turbo diesel, targata Trapani 361825; nonché di un motociclo Piaggio Vespa 150, che poi risulta essere stato ceduto.
Fatta questa premessa, siamo andati ad affrontare gli aspetti indicati dal Ferro nelle sue dichiarazioni rese al Pubblico Ministero e abbiamo quindi proceduto alla identificazione preliminare di due persone che risultavano essere state citate prima di ogni altra vicenda. Le persone sono Coraci Vito, del quale posso fornire, se lo si ritiene utile, le generalità.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Puggioni: Coraci Vito, fu Filippo e fu Cataldo Giuseppa, nato ad Alcamo il 6 gennaio del '44, residente a Balestrate in via Volta numero 48. Coniugato con Cavagna Francesca.
Di questo signore potrei aggiungere alcuni elementi che noi abbiamo acquisito...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Puggioni: ... nel contesto di questa attività. E cioè che è una persona che il 2 febbraio del '95 è stata tratta in arresto, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché imputato di associazione per delinquere di stampo mafioso ed altro. Tra l'altro, nel corso della operazione che ha portato... cui era stato sottoposto, era stato trovato in possesso di cartucce di una carabina marca Winchester.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'ordinanza relativa, è in grado di darci degli estremi?
TESTE Puggioni: Ecco, l'ordinanza è la numero 171/93 registro generale N.C. e numero, se non leggo male, 267/93 del 1° febbraio del '95.
PUBBLICO MINISTERO: L'Autorità Giudiziaria?
TESTE Puggioni: L'Autorità Giudiziaria direi che è questa di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Di Palermo. Ecco, oltre questa persona abbiamo poi proceduto all'identificazione di un'altra, fra quelle indicate dal Ferro Vincenzo, che è Calabrò Gioacchino. Calabrò Gioacchino, di Giuseppe, di Calabrò Maria, è nato a Castellammare del Golfo il 2 giugno del '46. Egli risiede in via Leonardo da Vinci numero 3. E' coniugato. E' pluripregiudicato. Ed è lattoniere.
Questa persona è una...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi. Del Coraci ci ha già detto, perlomeno quanto vi è risultato nel corso di questi accertamenti. L'identificazione di Calabrò, ecco, era persona che agli atti di Polizia, negli atti della DIA era un nome che vi diceva qualcosa, che non vi diceva nulla? Ecco.
TESTE Puggioni: Guardi, agli atti di Polizia direi, non solo della DIA, perché comunque è patrimonio di vari uffici di Polizia. Risultano una sorta di curriculum nei suoi confronti, perché lo si definisce stretto collaboratore dall'83 di Evola (?) Giuseppe, che è un capomafia di Castellammare del Golfo, che tra l'altro risulta...
AVVOCATO Gramigni: Presidente, mi scusi.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Credo che, pur con tutta la elasticità che si voglia concedere a un tipo di testimonianza quale è questa, il riferire alla Corte di notizie tratte da atti di Polizia sia comunque precluso. Si ricade una volta di più in ipotesi...
PRESIDENTE: Bene. Preghiamo il Pubblico Ministero di soprassedere. Andiamo avanti.
AVVOCATO Gramigni: Grazie, Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, la mia domanda mirava semplicemente a capire se Calabrò... in che termini Calabrò era un anonimo alcamese, o se era persona che comunque, agli atti di Polizia, era per così dire già nota, ecco. L'ispettore può limitarsi a dire di sì, io mi accontento della risposta.
PRESIDENTE: Bene, proseguiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Quindi identificazione di Calabrò.
TESTE Puggioni: Identificazione di Calabrò.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, al momento in cui...
TESTE Puggioni: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi ispettore. Al momento in cui avete proceduto a questa identificazione, Calabrò era persona libera, era persona detenuta? E ci può dire, se sì, per quale ragione?
TESTE Puggioni: Calabrò mi risulta arrestato. Debbo rileggere questa scheda di cui dispongo, ma contiene tutta questa serie di elementi.
Dunque, il Calabrò risulta... Se mi consente vado a ripescare gli elementi di riferimento.
Risulta essere stato arrestato nel '93, allorquando venne sorpreso da una pattuglia... adesso non vorrei dire delle imprecisioni. Nei suoi confronti noi avevamo redatto una successiva scheda mi pare, che dovrei avere di là, non vorrei andare a memoria, signor Pubblico Ministero, se lei...
PUBBLICO MINISTERO: Casomai dopo, se il maresciallo per favore... perché credo che sennò dobbiamo fare la spola fra i due tavoli, ispettore.
PRESIDENTE: Le dispiace, può portare questo...
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Porti tutto l'incartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, grazie.
PRESIDENTE: Abbia pazienza.
TESTE Puggioni: Trattandosi di atti che noi abbiamo trattato in momenti diversi, abbiamo allora un carteggio un po' ampio. Quindi stavo dicendo, per quanto riguarda...
Stavo dicendo, per quanto riguarda il Calabrò, come ricordavo, risulta essere stato colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere, la numero 171 e numero 267 del '93 del Gip del Tribunale di Palermo, per associazione a delinquere di stampo mafioso ed altro; nonché l'ordinanza di custodia cautelare in carcere numero 139 - questo è successiva evidentemente - '96, del 29 gennaio '96 del Gip presso il Tribunale di Palermo.
Devo precisare ancora, a questo riguardo, che il Calabrò risulta essere stato arrestato il 12 novembre 1993, nel corso di una operazione eseguita dai Carabinieri, e dico anche dai Carabinieri di Trapani, che si erano portati nella sua abitazione appunto per eseguire questo provvedimento.
Si trattava di una indagine svolta dai Carabinieri, finalizzata alla cattura di latitanti, e in quel contesto egli venne rintracciato a bordo della sua autovettura e quindi arrestato. Venne perquisito e nell'occasione ritrovarono anche altre cose. Venne comunque catturato a bordo della sua autovettura, neanche nella sua abitazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dato che siamo a parlare dell'arresto di Calabrò il 12 novembre del '93.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dato che lei ci sta riferendo che l'arresto lo eseguirono i Carabinieri e che venne rintracciato a bordo della sua autovettura, se - così esauriamo questo contesto - se riferisce cosa trovarono i Carabinieri nell'occasione dell'arresto del Calabrò.
TESTE Puggioni: Egli venne rintracciato nel centro di Castellammare del Golfo, a bordo della sua FIAT Uno targata Trapani 319601, intestata a La Bita Giuseppe, nato a Castellammare del Golfo l'11 marzo del '36. E nel corso dell'operazione, all'interno della vettura, fu rinvenuto un contratto del cellulare radiomobile 0337/960386, nonché un radiomobile Nokia, contraddistinto dal seriale 121201716. Quindi si trattava, nella sostanza, di un apparecchio cellulare che aveva egli nella sua disponibilità, perché era nella sua macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Al momento del...
TESTE Puggioni: L'aveva con sé al momento dell'arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Al momento dell'arresto. Bene.
Nell'ambito poi dello sviluppo di queste attività delegate dal Pubblico Ministero sul presupposto delle dichiarazioni raccolte da Ferro Vincenzo, lei aveva già anticipato che l'attività di indagine si era concentrata su alcuni spostamenti di Ferro Vincenzo.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci ha riferito intanto l'identificazione di queste due persone, Coraci Vito e Calabrò Gioacchino. Ecco, riferisca alla Corte quanto avete accertato in relazione a questi viaggi, a questi spostamenti.
AVV. Cianferoni: Signor Presidente, chiedo scusa, sono l'avvocato Cianferoni. Posso avere la parola?
Ecco, vorrei sottoporre alla Corte una questione spero poi centrata, l'esame dei verbali, la discussione che seguirà, consentirà di argomentarla meglio. Perché il caso ha voluto che, per il noto concomitante impegno, rappresentato dall'udienza camerale che si svolge qui a fianco, io mi sia dovuto assentare dall'aula e il caso ha voluto, ripeto, che sia stato posto delle domande al teste proprio in questo frangente.
Fatto sta che eccepisco la inutilizzabilità, ripeto, la inutilizzabilità di quanto il teste è venuto dicendo su il profilo criminale del signor Calabrò e con ciò...
PRESIDENTE: Avvocato, non è stato detto nulla sul profilo criminale. Perché il suo collega ha fatto opposizione, è stato accolta e ho invitato il Pubblico Ministero a soprassedere e a proseguire.
AVV. Cianferoni: Ah, ecco. Allora...
PRESIDENTE: Su questo punto...
AVV. Cianferoni: ... non importa che vada oltre.
PRESIDENTE: ... la sua opposizione direi che è tardiva. Anche se fosse stata fondata, era comunque tardiva perché comunque già preceduta da altra accolta.
AVV. Cianferoni: Grazie Presidente. Usavo la stessa espressione che in altro esame era stata usata da altro teste e proprio lo stesso Pubblico Ministero, nella persona, quella volta del dottor Chelazzi...
PRESIDENTE: Avvocato, le ho detto che è stata accolta. E' inutile che continuiamo a parlare.
AVV. Cianferoni: ... si era astenuta. Bene, no, dicevo per il verbale, era scrupolo difensivo che in prima persona la rinnovasse.
PRESIDENTE: Avvocato, le ho detto che la sua opposizione...
AVV. Cianferoni: Ma se non c'è... grazie.
PRESIDENTE: ... è già stata proposta da un suo collega e accolta. Adesso mi pare inutile che continuiamo a parlare.
Il Pubblico Ministero vuole proseguire?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stavo chiedendo di illustrare gli spostamenti. Quanto ha accertato la DIA sugli spostamenti cui faceva cenno l'ispettore.
TESTE Puggioni: Noi, quando abbiamo esaminato la documentazione relativa appunto a questo apparato, abbiamo rilevato, preliminarmente, che... Anche se preciso, signor Pubblico Ministero, che per quanto riguarda questo apparato cellulare, rientra sempre, per una più precisa e puntuale descrizione delle varie operatività insomma, che ne parlerà il collega Cappottella. Io però vorrei soltanto dire che, per quanto riguarda le risultanze di ufficio, noi abbiamo rilevato che questo cellulare era intestato al padre di Calabrò Gioacchino, cioè a Calabrò Giuseppe, via Leonardo da Vinci numero 3, Castellammare del Golfo.
Abbiamo rilevato che naturalmente rilevavano utenze di pertinenza dell'ambiente familiare di Calabrò. In particolare, tornando alla sua domanda, abbiamo rilevato spostamenti di questo apparato...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Mi scusi ispettore, allora non ci siamo intesi.
TESTE Puggioni: Ah, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: La mia domanda non era diretta al cellulare di Calabrò, ma a quello che lei stava riferendo...
TESTE Puggioni: Agli spostamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto. Sennò dovremmo poi ripetere la stessa cosa col maresciallo Cappottella.
TESTE Puggioni: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi riformulo la domanda: se può riferire quanto accertato dalla DIA, in relazione ai viaggi, agli spostamenti accertati o riferiti da Ferro Vincenzo.
TESTE Puggioni: Sì.
Dunque, il Ferro aveva dichiarato che... dichiarato, ci aveva segnato spostamenti che aveva fatto nella zona toscana. Noi, sulla base delle indicazioni forniteci dal Pubblico Ministero, abbiamo provveduto a verificare, attraverso l'analisi dei viaggi aerei, gli spostamenti che risultavano a nome di Ferro Vincenzo.
E così abbiamo stabilito un primo spostamento di Ferro Vincenzo il 27 aprile 1993. Noi rileviamo, a questo proposito, quanto ci ha segnalato l'Alitalia a riguardo e quindi abbiamo, per l'appunto, accertato che il 27 aprile del 1993, a nome di Ferro V., cioè Vincenzo, mister, risulta emesso un biglietto sulla tratta Palermo-Roma-Palermo, con partenza da Palermo alle ore 06.45.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, forse per la comprensione di tutti, suggerirei questo. Cioè, riferisca l'esito dell'accertamento nella sua completezza e poi magari lo illustra coi documenti.
TESTE Puggioni: Benissimo.
Noi abbiamo rilevato, per l'appunto, che, acquisendo anche i relativi biglietti, lo spostamento effettuato il 27 aprile 1993, da Palermo a Roma e poi da Roma a Firenze via treno e da Firenze a Palermo un'altra volta via aerea. Di questo possiamo affermare in quanto abbiamo acquisito dall'Alitalia i relativi biglietti. Se quindi è opportuno, posso evidenziarli.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, avete acquisito i biglietti. Ma prima di acquisire i biglietti, avete acquisito anche ulteriore documentazione in relazione all'imbarco di questo passeggero sul quel volo che lei ha segnalato?
TESTE Puggioni: Sì, le società che curano questi spostamenti, naturalmente compagnie aeree, oltre ai biglietti dispongono anche delle cosiddette liste di volo, dalle quali è possibile rilevare o ricavare il nominativo dei viaggiatori e alcuni altri dettagli, quali per esempio l'orario in cui viene fatto il check-in, il posto occupato all'interno dell'aeronave, il possesso o meno di bagagli, la avvenuta partenza previa prenotazione, oppure in assenza di prenotazione e naturalmente il volo che viene utilizzato e la data in cui questo volo viene eseguito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, spieghi ora, siamo al giorno 27 aprile '93, il risultato di queste acquisizioni.
TESTE Puggioni: Allora, dall'esame della lista di volo rileviamo che il 27 aprile del '93 il signor Ferro V. Mr...
PUBBLICO MINISTERO: Mr, sta per mister?
TESTE Puggioni: Mister Ferro Vincenzo, presumo, volando in classe turistica da Palermo a Roma, FCO, sta a significare Fiumicino, con prenotazione ha fatto un check-in alle ore 4, direi, e 07, se non leggo male. Alle 04.07, quindi sta a significare che la mattina del 27, dopo essersi presentato all'accettazione alle quattro del mattino, questo passeggero si è imbarcato con volo diretto a Roma.
Prova ne è, a questo riguardo, il biglietto che viene emesso nella circostanza e che, oltre ad avere una sequenza in numero suo proprio, del biglietto, indica l'itinerario Palermo-Roma-Palermo, la somma pagata nell'occasione, 180... 94 mila lire... 184 mila lire, la classe turistica, corrispondente - come abbiamo visto - anche alla lista di imbarco. E poi soprattutto la data, 27 aprile e l'orario del volo, 06.45.
Nella parte sottostante del biglietto troviamo un'annotazione, che sta a significare che è stata annullata. Quindi questo biglietto non è stato utilizzato per il ritorno, che peraltro prevedeva appunto la lotta inversa, cioè Roma-Palermo.
Il ritorno infatti lo troviamo, modificato, proprio in forza di una specifica comunicazione che ci viene fatta dalla compagnia aerea, lo troviamo il giorno 27, ma con uno spostamento... con uno spostamento che porta il passeggero da Roma a Firenze con un treno Alitalia e poi ritorno effettivo da Firenze a Palermo delle ore 18.45 dello stesso giorno 27.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Puggioni: E' un'annotazione questa che noi ricaviamo da quanto posto sul biglietto, che è un biglietto Alitalia e che reca, nella parte che sto evidenziando, l'indicazione dell'itinerario, del percorso Roma-Firenze, Rome-Florence FLR train transportation, cioè viaggia... spostamento in treno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi lo spostamento in treno è stato fatto da Roma a Firenze. Il rientro a Palermo...
TESTE Puggioni: Il rientro a Palermo viene fatto a questo punto da Firenze. E ciò lo si rileva dall'annotazione apposta appunto sulla riga Firenze. Da qui si desume che la partenza... e che il volo è un EG, ed è il 30483 e che è avvenuta il 27 aprile alle ore 18.45. Okay, tutto a posto e quindi il viaggio è effettivamente eseguito.
PUBBLICO MINISTERO: Anche in questo caso avete acquisito dalle compagnie la lista di imbarco del volo Firenze-Palermo?
TESTE Puggioni: Noi abbiamo acquisito la lista di imbarco ed il biglietto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Puggioni: Posso dire che...
PUBBLICO MINISTERO: Ora le devo chiedere una precisazione. Risulta - perché ne ho avuto la disponibilità pochissimo tempo fa - che i biglietti che lei ha mostrato sono pervenuti alla DIA...
TESTE Puggioni: Sono pervenuti oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sono pervenuti in data di oggi. Mentre le due liste di imbarco, quelle a cui ha fatto riferimento l'ispettore Puggioni, erano già rimesse a suo tempo dalla DIA e costituivano il punto 50b delle produzioni del Pubblico Ministero, fatte in sede di esposizione introduttiva delle prove.
Ecco, questi biglietti che ora l'ispettore Puggioni ha mostrato in copia, per l'appunto, sono stati, in data di oggi, con una nota che reca la data, per l'appunto, del 18 novembre, trasmessi al Pubblico Ministero, ci sono arrivate nell'intervallo.
E siccome, in verità, nell'informativa cui sta facendo riferimento l'ispettore Puggioni, 3 maggio '96, vi era una riserva, Presidente, di trasmettere la copia di questi biglietti, per l'appunto, la copia è arrivata...
PRESIDENTE: Diciamo che sono stati...
PUBBLICO MINISTERO: ... sul filo di lana.
PRESIDENTE: ... sono stati tempestivi.
PUBBLICO MINISTERO: Sono stati tempestivi, direi, sì, sotto certi aspetti, sì.
PRESIDENTE: Sono arrivati in tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora mi dispiace fare... Posto che la Corte ha fatto già un provvedimento, i difensori hanno potuto controesaminare la documentazione. Ma, all'esito, per l'appunto, dell'illustrazione che ne ha fatto l'ispettore Puggioni, chiederei la produzione delle copie dei biglietti cui ha fatto riferimento nel...
PRESIDENTE: Diamo tempo fino a domani ai difensori...
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente...
PRESIDENTE: ... per prendere visione...
PUBBLICO MINISTERO: Formulo questa richiesta.
Quindi, ispettore, abbiamo messo a punto, per così dire, questo primo viaggio.
Vorrei approfittare di questa occasione perché lei possa dare alla Corte delle coordinate di carattere generale su queste acquisizioni presso l'Alitalia o le altre compagnie aeree.
Ecco, siccome, per l'appunto, abbiamo visto che questi biglietti ci sono arrivati in una copia, in una fotocopia anche piuttosto poco leggibile, ci vuol dire come fate ad avere queste copie, se esistono i biglietti originali, se l'Alitalia o le altre compagnie provvedono a microfilmatura o, comunque, alla conservazione di questi biglietti?
TESTE Puggioni: Sì, noi, attraverso... con la collaborazione del nostro ufficio di Roma, richiediamo all'Alitalia i biglietti, sempre. Qualche volta, forse, quando accade, cioè, che si richiedono il giorno dopo, due giorni dopo la loro utilizzazione, è possibile ancora avere il tagliando originale che resta alla compagnia di bandiera, o comunque alla compagnia aerea.
Quando, invece, il tempo che trascorre è lungo, dal giorno in cui si fa il viaggio, fino a quando si richiede questa documentazione, come nel nostro caso, non è possibile avere l'originale, né una copia dell'originale.
Le società, di norma, provvedono alla microfilmatura dei biglietti, e quindi alla conservazione dei biglietti in microfilm. I richiedenti lo possono avere solo estrapolando da queste microfilmature delle fotocopie, che per altro, non sono leggibilissime, ma sono comunque, sufficientemente chiare, perché consentono una lettura - in corrispondenza anche con le liste d'imbarco, che invece vengono conservate, e quindi è possibile ricavare in maniera... su tabulati - consentono di ricostruire il viaggio effettuato, il percorso seguito e, nella maggioranza dei casi, naturalmente, anche il nominativo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Puggioni: Nel nostro caso, abbiamo visto...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Puggioni: ... Ferro...
PUBBLICO MINISTERO: Per completezza, così lo diciamo qui e poi, magari, non ci sarà più bisogno, siccome lei ha fatto riferimento al vostro ufficio di Roma, noi sappiamo che a Roma c'è un Centro Operativo, esiste anche qualche ufficio specificamente preposto a questo tipo di indagini?
TESTE Puggioni: Noi abbiamo una Sezione Operativa del nostro Centro, che è d'istanza all'interno dell'aeroporto romano, e tramite questo ufficio svolgiamo questi accertamenti. E quindi, acquisiamo la documentazione di volta in volta necessaria per eseguire questi riscontri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, volevo capire se c'era, per così dire, una struttura fissa deputata a questo tipo di accertamenti.
TESTE Puggioni: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: E vengono svolte su scala nazionale o esclusivamente sull'aeroporto di Fiumicino?
TESTE Puggioni: No, è una... Così come l'Alitalia ha competenza in campo nazionale, così questo ufficio, per questo tipo di ricerche, espleta accertamenti e riscontri su tutti i voli nazionali, cioè, su tutto quello che è il traffico aereo, e che è, appunto, relativo al traffico civile.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Allora, abbiamo riferito di questo viaggio del 27 aprile del 1993. Ecco, avete effettuato ulteriori ricerche?
TESTE Puggioni: Sì, noi abbiamo fatto ulteriori ricerche. E quindi, io, se era possibile, volevo dare un attimino un'indicazione sui viaggi che noi abbiamo trovato, così, per puntualizzare.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Puggioni: Noi abbiamo esperito le ricerche e abbiamo riscontrato, quindi, viaggi: il 27 aprile; il 13-14 maggio 1993; prima ancora, l'8 maggio 1993; il 19 e il 21 maggio 1993; il 23 e il 27 maggio 1993.
In altre parole, signor Pubblico Ministero, dopo il 27 di aprile abbiamo rilevato altri quattro spostamenti, dei quali abbiamo progressivamente richiesto liste d'imbarco e biglietti. Viaggi che attengono agli spostamenti di Ferro Vincenzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, cominciamo in ordine cronologico a partire dal viaggio che lei ha enunciato: l'8 maggio '93.
Ecco, ci vuol dire in relazione a questo spostamento che tipo di investigazione è stata svolta?
TESTE Puggioni: Dopo questo primo riscontro, noi abbiamo richiesto ugualmente di verificare all'Alitalia quali altri viaggi fossero stati, eventualmente, fatti dal Ferro in quel medesimo periodo.
Avevamo indicazioni circa un viaggio fatto l'8 maggio 1993... eccolo qua... E quindi abbiamo verificato che, in effetti, uno spostamento del Ferro è stato registrato il 7 di maggio 1993. E' però uno spostamento che avviene via terra e si svolge a bordo di un'autovettura, dell'autovettura del Ferro che è targata 361825, come ho detto prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sigla...? Trapani?
TESTE Puggioni: Prego? Targata Trapani.
E' uno spostamento del quale abbiamo certezza, perché, nell'occasione, abbiamo richiesto ed ottenuto, dalle Ferrovie delle Stato, il biglietto con il quale in effetti è avvenuto questo spostamento via terra. Ed è uno spostamento, se posso fare anche evidenziare...
PRESIDENTE: Scusi, ispettore, ma su questo siamo già informati. Abbiamo già avuto anche la visione del biglietto.
TESTE Puggioni: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, l'abbiamo avuto in occasione dell'esame di Ferro.
PRESIDENTE: Sì, però l'abbiamo avuta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma volevo che l'ispettore dicesse come...
PRESIDENTE: E c'è stata...
PUBBLICO MINISTERO: ... hanno acquisito questo biglietto.
PRESIDENTE: C'è stata anche raccontata, di nuovo, dal dottor Zito, se non...
PUBBLICO MINISTERO: Dal dottor Zito?
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però l'accertamento l'ha fatto l'ispettore Puggioni, Presidente.
Ecco, va be', rapidamente ispettore, dato che la Corte è già informata.
TESTE Puggioni: Rapidamente... Noi abbiamo acquisito i biglietti di andata e ritorno di Messina Marittima-Villa San Giovanni, relativa al trasbordo dell'autovettura targata Trapani 361825, che è di pertinenza di Ferro Vincenzo. Viaggio che è avvenuto il 7 maggio '93, e che, come dimostrano i tagliandi acquisiti, sono di viaggio di andata e ritorno.
Mentre abbiamo il tagliando con quale ci dice con assoluta certezza che il viaggio si è svolto da Messina Marittima a Villa San Giovanni, per ovvie ragioni, perché... non abbiamo il medesimo riscontro per il ritorno. Ma è pacifico, perché, per il ritorno, le Ferrovie dello Stato non conservano nessun tagliando. Perché esso è già nella disponibilità del viaggiatore.
PUBBLICO MINISTERO: E' un biglietto di andata e ritorno.
TESTE Puggioni: Il biglietto di andata e ritorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi, coordinato con questo spostamento del 76 maggio, ecco, avete potuto accertare quale giorno della settimana, a quale giorno della settimana, corrispondeva questo 7 maggio '93?
TESTE Puggioni: Sì. Abbiamo verificato, in particolare, che il viaggio era fatto di... se non leggo male, di venerdì.
PUBBLICO MINISTERO: Credo proprio di sì.
TESTE Puggioni: Di vene... Sì, data 7 maggio, che è un venerdì, se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: Che è un venerdì. A me interessava questo. Volevo sapere, onde evitare di riprendere il calendario dell'anno '93.
Ulteriore punto: in relazione a questo spostamento, e in relazione a dichiarazioni raccolte dal Pubblico Ministero da Ferro Vincenzo, avete svolto ulteriori accertamenti?
Mi riferisco sempre a questo, questa fascia temporale: 7-8 maggio '93.
TESTE Puggioni: Sì, abbiamo fatto ulteriori accertamenti. E abbiamo rilevato che, dalle liste di volo del mese di maggio, nella tratta Palermo-Fiumicino, ha viaggiato anche, ed esattamente il giorno 8 di maggio 1993, sul volo BM 187, il signor Pizzo G. Mr. E questa sintesi è costante in ogni lista di imbarco, in ogni biglietto.
Pizzo G. Mister, quindi sarà Mister Pizzo... il nome sarà presumibilmente la persona che verrà poi identificata.,
Questa persona, quindi, ha fatto il ceck-in alle 04.22 del mattino ed è giunta alle ore 07.55 all'aeroporto di Roma,. quindi entro le ore 09.00, all'incirca, alla Stazione Termini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, di questo spostamento, avete acquisito lista d'imbarco e biglietto?
TESTE Puggioni: Noi abbiamo acquisito lista d'imbarco e biglietto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo dico per la Corte.
I documenti che sta menzionando e credo ora illustrando l'ispettore Puggioni si trovano al punto 50c delle produzioni del Pubblico Ministero.
TESTE Puggioni: Per quanto riguarda la lista d'imbarco...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non si vede nulla.
TESTE Puggioni: Per quanto riguarda la lista d'imbarco...
PRESIDENTE: Per poterla esaminare bisogna che la giri, guardi.
Grazie.
TESTE Puggioni: Si vede così?
PRESIDENTE: Abbiamo già visto. Pizzo Giorgio.
No, Pizzo G., scusi.
TESTE Puggioni: Pizzo G. Mr. classe turistica, destinazione Fiumicino. Prenotazione. Ceck-in ore 04.22.
Ha occupato il posto 18 J.
Questa è la lista d'imbarco.
Il biglietto ci consente di leggere qui la parola Pizzo, che è senz'altro il cognome. G. Mr. e la data del volo che è l'8 maggio 1993.
Pagamento che esce, il che vuol dire pagamento alla mano; l'itinerario Palermo-Roma.
Quindi, anche da questo riscontro, ottenuto dall'Alitalia, abbiamo potuto verificare quanto affermato, la circostanza riferita dal Ferro e parte della delega che lei ci ha, ci aveva trasmesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Avete poi accertato...
TESTE Puggioni: Per altro... Se posso.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Puggioni: Devo aggiungere che noi avevamo anche fatto contestuali ulteriori accertamenti com'è normale, perché disponevamo di una serie di elementi di valutazione. Per cui abbiamo anche rilevato, come singolarmente, in quell'epoca, vi fosse una analogia per quanto riguarda i traffici telefonici.
Mi spiego meglio: avevamo rilevato che, sull'utenza 0336-898331 intestata a Pizzo Giorgio, vi era, dal giorno 7 al giorno 17 maggio, una pausa, cioè, riceve soltanto una telefonata il giorno 10 maggio alle ore 18.23 al ponte radio 091.
E' una telefonata che proviene dal cellulare del'86892594, sulla quale poi il collega Capotella avrà modo di riferire. Ma che, in ogni caso, risulta intestato a Trentina Fabio.
Ecco, questo periodo di silenzio va quasi di pari passo con l'analoga limitata operatività del cellulare di cui avevamo notizia del Ferro. Che dal 6 al 10 maggio '93 non parla.
L'ultima telefonata che fa dal ponte radio di Palermo è diretta allo 0924-25971, che avevamo visto essere in uso alla nonna Renda ... Ed è la telefonata delle 13.24 del giorno 6.
Mentre la prima telefonata del giorno 10 dal ponte radio di Palermo è delle 17.38 ed è diretta allo 0924-26972 che è in uso a Blunda Vita, cioè la persona che avevamo segnalato e identificaste in precedenza.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, passiamo agli ulteriori accertamenti, sui viaggi successivi a questo del 7-8 maggio '93.
TESTE Puggioni: Sì. Un altro viaggio che, del quale noi troviamo riscontro, sempre procedendo col medesimo criterio. E, quindi, richiedendo all'Alitalia tutti i controlli del caso, lo rileviamo il giorno 19 maggio del 1993.
Un viaggio, questo, che è compiuto da...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, ispettore, scusi se la interrompo.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nella sua cronologia, lei aveva fatto riferimento ad un 13 maggio, prima di questo del 17.
TESTE Puggioni: Ah, sì. Chiedo scusa, ho saltato di pari passo...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo aveva detto poc'anzi.
TESTE Puggioni: Sì. Ho saltato di pari passo il giorno 13.
Il viaggio a cui lei fa riferimento è quello che, anche con lettera formale, ci viene confermato dall'Alitalia e che attiene, appunto, allo spostamento effettuato il 13 maggio... ecco, i viaggi effettuati, come avevo accennato prima, il 13 maggio, col velivolo BM 0187, sul quale risulta imbarcato, appunto, sulla tratta Palermo-Fiumicino alle ore 06.45, con ceck-in alle ore 04.12, Ferro V. Mister.
E' stato rilevato, a questo proposito, che il viaggio di ritorno relativo a questo biglietto, quindi, e quindi a questo passeggero, era stato spostato dall'iniziale giorno 13 al giorno 14. Ed era avvenuto dall'aeroporto di Pisa sul volo per Palermo col velivolo DM 122 delle ore 15.55.
Un biglietto che recava una variazione autorizzata dalla SAF, cioè la Società dell'Aeroporto di Firenze.
Al riguardo, abbiamo avuto la lista d'imbarco, come di consueto. E i due biglietti: quello dello spostamento da Palermo in su; e quello del ritorno da Firenze.
Si tratta di uno spostamento che il giorno 13 viene fatto da Palermo e che il giorno 14, contrariamente, appunto, all'iniziale indicazione, viene spostato da Pisa. Ed abbiamo una annotazione proprio apposta sul biglietto da parte della società i Firenze che autorizza questa variazione di percorso.
Per cui, il secondo viaggio, il terzo viaggio che noi rileviamo, è questo del 13 e 14 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, ispettore.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna che le chieda qualche precisazione.
Quindi, il giorno 13 maggio, lei ha fatto riferimento al ceck-in che viene eseguito alle 04.12 minuti, volo da Palermo a Roma.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'è che vi è un originario biglietto che fa riferimento alla tratta Roma-Firenze, Firenze-Palermo; e, invece, il successivo spostamento dall'aeroporto di Pisa?
Bisogna che lei faccia capire bene questa variazione, ecco.
TESTE Puggioni: Eh, qui in effetti c'è...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lasciamo... Mi scusi...
TESTE Puggioni: ... abbiamo potuto rilevare il riscontro che ci fornisce la società.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Puggioni: E la società ci dice che, in questo giorno, e cioè questo passeggero a nome Ferro, vola il 13/05, sulla tratta Roma-Palermo con volo BM 187...
PRESIDENTE: Palermo-Roma.
TESTE Puggioni: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Palermo-Roma.
TESTE Puggioni: Sì, chiedo scusa. Qui posso far notare che c'è stato una trascrizione errata dell'itinerario.
Col volo BM 187. E, in data 14 maggio, sulla tratta Pisa-Palermo, con volo BM 122.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Abbia pazienza, ispettore. Se lei fa vedere, illustra alla Corte i biglietti...
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... forse, questo spostamento risulta più chiaro.
Allora, partiamo da quello del 13 maggio.
TESTE Puggioni: Allora, il 13 maggio...
PRESIDENTE: 13 maggio.
TESTE Puggioni: 13 maggio.
PRESIDENTE: Sì, prego.
TESTE Puggioni: Chiedo scusa. Il volo del quale noi parliamo, la prima tratta, è effettivamente avvenuta il 13 maggio, così com'è indicato nel biglietto: 13 maggio.
Risulta eseguito da Ferro sulla tratta Palermo-Roma.
Il viaggio di ritorno, invece, come dicevo autorizzato, quindi con variante autorizzato dalla società aeroportuale di Firenze, risulta effettuato il 14 maggio alle 15.55, in partenza da Florence, Firenze, cerchiata. Come dire, annullata la partenza da Firenze; parte invece da Pisa a Palermo.
Quindi, questo è il biglietto che ci manda...
PUBBLICO MINISTERO: Mostri sul biglietto, abbia pazienza ispettore, il timbro della società di Firenze...
TESTE Puggioni: Sì. SAF S.p.A. Firenze. Quindi è chiaramente annotata una variazione.
Sono queste variazioni di percorso che possono essere effettuate previa autorizzazione della società aeroportuale dell'aeroporto... distanza nell'aeroporto competente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due ulteriori precisazioni. Primo punto: il volo di andata Palermo-Roma, avete acquisito le liste d'imbarco?
TESTE Puggioni: Come per i viaggi precedenti abbiamo acquisito le liste d'imbarco, certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei ha fatto riferimento poco fa anche a dato che si ricava circa la prenotazione, la pregherei di riferire eventualmente anche se questo volo era stato prenotato, o se era un volo, per così dire, senza prenotazione.
TESTE Puggioni: Mah, io qui rilevo una prenotazione per il giorno 13. E, quindi, la partenza da Palermo a Fiumicino con la prenotazione...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, abbia pazienza
Lei spieghi alla Corte come fa a decifrare dalla lista di imbarco che si desume la prenotazione.
TESTE Puggioni: La lista d'imbarco contiene diversi elementi di riferimento.
Oltre al volo, al nominativo, alla classe turistica e all'aeroporto di destinazione, anche delle sigle. In questo caso, la sigla BK, così come riferitoci con un prospetto inviatoci appunto dalla società autostradale, BK sta a significare che il passeggero... Io posso fare evidenziare, la sigla BK sta a significare che il passeggero è prenotato.
BK...
PRESIDENTE: Abbiamo visto.
TESTE Puggioni: ... passeggero prenotato.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Abbiamo, così, decodificato, per così dire, questa lista d'imbarco del 13 maggio. Ferro prenotato ceck-in, l'ora l'ha già riferita, mi pare, ecco, 04.12 minuti.
Ecco, sulla lista d'imbarco del volo da Pisa?
TESTE Puggioni: Sulla lista d'imbarco del volo da Pisa rilevo questa annotazione: classe turistica, diretto a Palermo. E rilevo anche qui il BK... Non vorrei leggere male.
Rilevo BK, quindi la sigla come nel primo caso, è la... il ceck-in alle ore 13.00.
PUBBLICO MINISTERO: O 12.54.
TESTE Puggioni: 12.54, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dalla lista io leggo questo dato.
Ecco, la variazione presso la SAF d Firenze, che è la società aeroportuale, è annotata sul biglietto.
TESTE Puggioni: La variazione è annotata sul biglietto. Perché, in questo caso, hanno ritenuto di, appunto, evidenziarla in questo modo con un cerchietto, che annulla quindi la partenza da Firenze.
Ed invece... Perché il biglietto era Palermo-Roma-Firenze.
In questo caso, invece, hanno cerchiato la partenza da Firenze e hanno invece indicato Pisa. Pisa-Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ovviamente...
TESTE Puggioni: L'annotazione è questa qui apposta sul avanti, come un timbro, un comunissimo timbro della Società Aeroportuale di Firenze, S.p.A.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il passeggero è effettivamente imbarcato da Pisa.
TESTE Puggioni: Il passeggero è sicuramente imbarcato da Pisa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Presidente, vogliamo fare cinque minuti di break?
PRESIDENTE: Senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Volete... Prima di riprendere l'esame del teste, vorrei comunicare che il Pubblico Ministero, con una richiesta in data 13 novembre, ha fatto presente che, nel corso dell'udienza dell'11 novembre, era stato fatto un errore nella trascrizione delle registrazioni delle dichiarazioni spontanee di Lo Nigro Cosimo. E ha chiesto di poter provvedere a che le trascrizioni stesse venissero fatte con più attenzione e con più controllo.
E abbiamo ottenuto un testo parzialmente diverso da quello originale, che do atto.
Nel senso che si tratta della pagina 13 del volume 240 e che dispongo che, ovviamente, questa nuova versione sia inserita nel relativo fascicolo perché resti in luogo di quella precedente. Grazie.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ispettore, stavamo concludendo, diciamo, gli accertamenti relativi allo spostamento del 13 maggio.
Le chiedo se, in relazione a questo spostamento, avete potuto verificare un contestuale spostamento del cellulare di Ferro Vincenzo e le chiamate che erano state fatte in quel contesto, le telefonate.
TESTE Puggioni: Sì, abbiamo fatto questo accertamento.
Ed, in effetti, abbiamo rilevato che il cellulare del Ferro, l'894421, si rilevano due telefonate significative che attestano cioè la presenza del 13 e 14 maggio '93 del cellulare, sotto il ponte radio, il distretto telefonico 055.
In particolare, il 13 maggio del '93, rileviamo un spostamento...
PRESIDENTE: 13 e 14.
TESTE Puggioni: 13 maggio '93. Rileviamo uno spostamento del cellulare dal ponte radio 091, presso il ponte radio 06.
Annotiamo che, l'ultima telefonata del 12 maggio, è delle 10.37.
Sotto il ponte radio 06, rileviamo che alle ore... Quindi, sotto il ponte radio di Roma, rileviamo che alle ore 11.56, sempre del 13, parte una chiamata dal cellulare del Ferro, verso l'utenza pratese di Messana Antonino a Prato.
Messana Antonino è lo zio di Ferro Vincenzo.
Rileviamo ancora che, alle ore 15.46 dello stesso giorno, dal cellulare Ferro, vi è una chiamata diretta all'utenza 0923-535167 che è di pertinenza di Marrone Andrea. Cioè, della persona della quale abbiamo parlato all'inizio quando avevamo identificato, proceduto alla identificazione di alcune persone che, per l'appunto, erano emerse in questo contesto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ispettore, questa chiamata da quale distretto telefonico viene fatta? Da quale ponte radio?
TESTE Puggioni: Eh, questa è lo 055.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Che identifica?
TESTE Puggioni: Che identifica il distretto telefonico di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ore 15...
PRESIDENTE: Diciamo Toscana.
PUBBLICO MINISTERO: Toscana.
TESTE Puggioni: Toscana.
PUBBLICO MINISTERO: Ore 15.46...
TESTE Puggioni: 15.46.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi. 15.46, chiama l'utenza di Marrone.
TESTE Puggioni: Marrone Andrea.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ci sono altre chiamate?
TESTE Puggioni: Rileviamo, sempre il giorno 13, parliamo del giorno 13, che, alle 19.48, lo stesso cellulare, effettua una ulteriore chiamata verso il numero 0924-25455, che è in uso alla famiglia dello zio del Ferro: Milazzo Giuseppe. Qui intestatario della fattura è Ferro Pietra.
Quindi, nel giorno 13 rileviamo, prima lo spostamento e poi queste due chiamate.
Il successivo giorno 14, che è di venerdì, l'apparato è ancora presente sotto il ponte radio 055. Perché alle ore 08.02, dallo stesso distretto, appunto, telefonico, quello di Firenze, chiama l'utenza 0924-26972 che è l'utenza in uso a Blunda Vincenzo, padre della fidanzata Blunda Vita. Cioè, della persona della quale abbiamo parlato all'inizio e della quale avevamo fornito le generalità.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, su questo spostamento del 13-14 maggio, io non avrei altre domande da porle.
Passerei senz'altro alla illustrazione del viaggio... O meglio, prima ancora, del... o meglio, via, diciamo il viaggio, quello successivo.
Lei aveva già poco fa preannunciato il viaggio del 18-19 maggio '93.
TESTE Puggioni: Sì, temporalmente avevamo svolto un accertamento preliminare relativo ad alcuni spostamenti in territorio pratese.
E, successivamente... Cioè, relativi, per esempio, ad una costruzione.
E, successivamente, abbiamo verificato che, il 19 maggio 1993, Ferro Vincenzo ha viaggiato unitamente alla mamma, imbarcandosi su un volo Palermo-Firenze. E facendo ritorno a Palermo il giorno 21 successivo, su un volo in partenza da Firenze alle 18.45.
Al riguardo abbiamo acquisito i biglietti e le relative liste d'imbarco.
Il dettaglio che ci consente di affermare questo, è...
PRESIDENTE: Scusate. Prego. Nulla nulla.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, prego. Scusi. Prego.
TESTE Puggioni: Che ci consente di affermare questo, ci viene fornito, appunto, dai biglietti che ci vengono dati dal nostro ufficio sempre di corrispondenza di Roma e che confermano come il biglietto del quale abbiamo anche il numero, sia stato utilizzato, la prima volta il giorno 19 maggio '93 su un volo Palermo-Firenze PG 3484 delle ore 20.50.
E il volo, invece, del ritorno è il volo IG 3483 delle 18.45 del giorno 21. Linea Firenze-Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il viaggio, quindi, viene fatto il giorno 19, mi pare.
TESTE Puggioni: Il giorno 19,.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può spiegare alla Corte, perché vedo qui nel biglietto che abbiamo prodotto alla Corte con i vari ceck-in. Si tratta del punto 50E delle produzioni del Pubblico Ministero, vedo una annotazione fuori del biglietto, scritta a penna.
Ecco, può spiegare, ispettore, se c'è stata qualche variazione, qualche precisazione?
TESTE Puggioni: Sì.
PRESIDENTE: Se potesse anche farcelo vedere, per cortesia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Quale sarebbe l'annotazione...
Sì, sì, quello l'abbiamo visto, ispettore.
PUBBLICO MINISTERO: No, l'annotazione mi pare che sia in alto, a destra.
TESTE Puggioni: Questa qua.
Rileviamo che, sui biglietti, risulta ben leggibile il nome.
Stiamo parlando del biglietto della tratta Palermo-Firenze-Palermo.
Risulta ben leggibile il nome, sempre lo stesso nome: Ferro V. Mr.
L'utilizzazione che sembrerebbe fatta il giorno 18 maggio, in realtà, come attesta questa annotazione che è fatta dalla stessa società che ci ha fornito i biglietti, in realtà il viaggio è avvenuto il 19 di maggio sulla tratta Palermo-Firenze, sul volo IG 3484.
L'annotazione esplicativa è stata posta perché la relativa lista d'imbarco sembrerebbe vuota. Nel senso che, sembrerebbe che quel giorno, 18 maggio '93, appunto, non ci sono voli. Mentre, il biglietto recava quella annotazione.
In effetti, il volo è avvenuto il giorno 19 di maggio sulla tratta che era stata indicata dal biglietto: la Firenze-Palermo.
Il ritorno...
PRESIDENTE: Scusi, da dove risulta che sono due persone?
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi i due biglietti, ispettore.
TESTE Puggioni: Il primo biglietto, riguarda Ferro.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Puggioni: Vincenzo. Il secondo biglietto, questo che si rileva nella parte inferiore della fotocopia...
PRESIDENTE: Ah, abbiamo visto, abbiamo visto. Grazie.
TESTE Puggioni: Messana G. Mss.
Anche qui reca la data del 18. Ma...
PRESIDENTE: del 18.
TESTE Puggioni: ... questa è la data di emissione del biglietto.
PRESIDENTE: Sì, sì, l'ho visto.
TESTE Puggioni: Qui reca, anche qui, la data del 18. Ma vale l'annotazione apposta dalla società che attesta, invece, l'effettuazione del volo il giorno 19.
Avevamo, avevo riferito prima il viaggio di ritorno del giorno 21.
In effetti, gli stessi biglietti - questo è il coupon numero 2 del medesimo biglietto - se si osserva la sequenza numerica: 716... 717; 716 numero 3 e 717 numero 4, vediamo che trattasi dello stesso biglietto. E che il primo corrisponde a Ferro V. Mr, mister. E' sempre quello emesso il 18 maggio sulla tratta non più Palermo-Firenze, ma Firenze-Palermo, risulta l'annotazione della effettuazione il 21 maggio alle 18.45, okay.
Cioè, viaggio regolarmente effettuato, tanto per Ferro, quanto per Messana G. Mss. Che reca le stesse annotazioni, pagamento, che esce 21 maggio ore 18.45.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, in relazione al volo del giorno 19 dalla compagnia Meridiana, o Alisarda - non so, mi pare che è la Meridiana - avete ricevuto comunicazioni circa l'effettuazione di questo volo, per l'appunto, il giorno 19?
TESTE Puggioni: Sì, noi abbiamo avuto una comunicazione formale che dice:
"Che entrambi i biglietti sono stati emessi dall'agenzia Gesap di Palermo in data 18 maggio '95. Ed entrambi utilizzati sulla tratta Palermo-Firenze del volo IG 3484 delle ore 20.50."
Questa è l'annotazione di accompagnamento dei due biglietti.
PRESIDENTE: Scusi, ma lei, nel leggere questo, ha dimenticato di dirci la data di effettuazione del volo.
Le dispiace rivedere la pagina?
TESTE Puggioni: Del 19
PRESIDENTE: Ecco, appunto. Questo non era stato detto. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, ispettore, io, in questo senso, ne offro disponibilità in visione anche ai difensori.
Mi sono state, per l'appunto, anche rimesse una lettera della Meridiana, in cui si precisa che, i tagliandi di volo dei biglietti relativi al volo del giorno 19 - è una comunicazione che, per l'appunto, la Meridiana fa alla DIA - sono stati rinvenuti nella busta che contiene, per l'appunto, i tagliandi di volo, i tagliandi dei signori Ferro e Messana per il giorno, nel volo del giorno 19 maggio ''93.
E, per l'appunto, di questa lettera che perviene dalla Meridiana, chiedo parimente l'acquisizione a disposizione dei difensori, insieme ai documenti precedenti.
Ecco, volevo che l'ispettore confermasse la precisazione.
TESTE Puggioni: Sì, questo era, è la precisazione che noi abbiamo chiesto. Perché, avendo rilevato quel buco nella lista d'imbarco, volevamo sapere se ci fossero state anomalie, o ci fosse un qualche cosa che non dava supporto al viaggio. Perché avevamo il biglietto e la lista d'imbarco mezzo bianca.
In realtà, la società ci risponde e dice:
"Il viaggio è effettivamente eseguito secondo queste modalità: il giorno 19, l'andata; il giorno 21, il rientro."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, tutti i documenti che abbiamo citato, sono a disposizione dei difensori.
Il Pubblico Ministero ne chiede l'acquisizione.
PRESIDENTE: I difensori risponderanno entro domattina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, posto questo ulteriore viaggio: 19 e 21 maggio, ecco, le chiederei di dettagliare gli accertamenti in relazione all'ulteriore viaggio cui lei ha fatto cenno. Cioè quello della fine di maggio '93.
TESTE Puggioni: Sì, l'ulteriore riscontro che noi abbiamo conseguito in ordine a questi spostamenti, riguarda appunto l'acquisizione di biglietti relativi allo spostamento del 23 e 27 maggio 1993.
Il giorno 23 maggio '93, relativo al volo BM 1205 sulla tratta Palermo-Roma/Fiumicino, dalla quale si rileva che il possessore del biglietto acquisito è tale Ferrauto V. Mister.
Il biglietto, invece, del giorno 27, relativo a una tratta opposta, è relativo al viaggio BM 1122, eseguito sulla tratta Pisa-Palermo da un passeggero a nome Ferrau E. Mr.
In effetti, dalle indicazioni che avevamo ricevuto, questi riscontri avvengono naturalmente alle indicazioni che il Pubblico Ministero ci riferisce in ordine alle dichiarazioni rese da Ferro Vincenzo.
E ci era stato segnalato, per l'appunto che, talvolta, avrebbe potuto essere stato utilizzato un cognome molto simile, o similare, a quello vero di Ferro.
Ed in effetti, il 23 maggio, noi rileviamo che il volo, il nome apposto sul biglietto è Ferrauto, non Ferro.
Analogamente, per il viaggio di ritorno, rileviamo una deformazione del cognome in Ferrau e non Ferro.
Sono chiaramente leggibili nei biglietti che ci vengono, che ci sono stati forniti e che, se necessario, io posso, come i precedenti...
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo. Ce li illustri.
TESTE Puggioni: ... evidenziare.
Intanto, le liste di imbarco.
La lista d'imbarco attiene al volo, abbiamo detto, BM 1205 del 23 maggio.
Si rileva il nominativo Ferrauto V. Mr.
Solito biglietto di classe turistica con destinazione Fiumicino. Una prenotazione BK, avevamo detto che è, corrispondere alla sigla che si appone allorquando vi è prenotazione. E il ceck-in regolare.
La lista d'imbarco, invece...
PRESIDENTE: Il ceck-in è alle ore?
TESTE Puggioni: Sì, glielo dico subito.
Alle ore 18.14.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, questo è un volo, dalla lista d'imbaco si deduce che il passeggero aveva in precedenza prenotato il volo 23 maggio Palermo-Roma.
TESTE Puggioni: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si desume anche la data della prenotazione da qualche elemento?
TESTE Puggioni: No, la data della prenotazione noi, probabilmente, la desumeremo dal biglietto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spieghi.
TESTE Puggioni: Allora, non è chiaramente leggibile. In questo caso non è chiaramente leggibile.
La microfilmatura talvolta non consente una riproduzione molto chiara, molto chiara del biglietto. Ma, certamente, insomma, la lista d'imbarco fa testo, a questo riguardo.
Il successivo viaggio di ritorno del 27 maggio, come ho detto, consente di rilevare il nominativo Ferrau E. Mr. destinazione Palermo.
PRESIDENTE: Da Pisa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la provenienza?
TESTE Puggioni: Questo, abbiamo detto essere un biglietto che va da Pisa a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Puggioni: Volevo completare la lettura della lista d'imbarco con l'indicazione che il ceck-in è avvenuto alle ore 13.37.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo caso, c'era stata prenotazione, o no?
TESTE Puggioni: Beh, da qui sembrerebbe di sì. In realtà...
Da questa lista sembrerebbe, quindi, che c'è una regolare prenotazione.
PUBBLICO MINISTERO: Il ceck-in è avvenuto alle ore?
TESTE Puggioni: Il ceck-in è avvenuto alle ore 13.37.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, detto di questo spostamenti, ho bisogno di una precisazione a proposito del viaggio del 13 maggio.
Lei ha riferito degli spostamenti, ha riferito anche di quanto risultava dal tabulato del cellulare intestato a Ferro Vincenzo.
Avete svolto ulteriori accertamenti per verificare una eventuale presenza di Ferro Vincenzo presso gli uffici della Cassazione in quel giorno? Quindi, 13 maggio?
TESTE Puggioni: Sì, abbiamo effettivamente accertato, sempre attraverso la collaborazione dell'ufficio del Centro di Roma, che, in questo stesso giorno, cioè nel giorno nel quale, nella sostanza, il Ferro Vincenzo è a Roma il 13 maggio, egli accede negli uffici della Cassazione e lascia, come traccia di questo suo accesso, la fotocopia della carta di identità, che noi rileviamo e trasmettiamo al Pubblico Ministero a dimostrazione che il giorno 13 maggio egli ha acceduto alla Cassazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo dico per la...
PRESIDENTE: Possiamo vedere il documento?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Possiamo vedere il documento. E anticipo, Presidente, che è il punto 9 delle produzioni teste, oggi, all'udienza odierna, accolte dalla Corte.
TESTE Puggioni: Che tra l'altro, io, ho anche in fotocopia. Posso evidenziarle...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ne dispone anche l'ispettore?
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Puggioni: Perché questa è il documento acquisito in sede di accertamento presso l'ufficio della Cassazione.
Abbiamo la carta d'identità...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, si vede...
TESTE Puggioni: La carta d'identità Ferro Vincenzo e la data in cui questo documento è stato consegnato all'ingresso per poter accedere negli uffici della Cassazione. E questo...
PRESIDENTE: Possiamo vedere il timbro dell'ufficio della Cassazione?
Mica per altro, perché se dobbiamo essere sicuri, è bene essere sicuri fino in fondo.
TESTE Puggioni: Guardi, noi abbiamo l'annotazione del personale che ha eseguito materialmente l'accertamento. Ed è una annotazione di servizio, la quale dice che ha ottenuto l'autorizzazione del primo Presidente aggiunto della Corte di Cassazione.
PRESIDENTE: Bene, bene, abbiamo visto.
TESTE Puggioni: E, quindi, procedeva poi a controllare le fotocopie dei documenti delle persone che, per vari motivi, accedono ai suddetti uffici, con delega...
PRESIDENTE: Benissimo, abbiamo visto tutto. Grazie.
TESTE Puggioni: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa prima precisazione l'ha offerta.
Le chiedevo un altro punto di riferimento: nella sua esposizione, lei ha fatto più volte riferimento al domicilio, alla residenza dei signori Messana in un indirizzo diverso da quello di via Don Facibeni, dove lei ha eseguito le perquisizioni.
E cioè l'indirizzo di via Sotto L'Organo di Prato.
Ecco, vuol dare alla Corte tutte le indicazioni in relazione a questa regressa residenza della famiglia Messana?
TESTE Puggioni: Sì. Perché noi, sempre su delega... Sempre su delega del Pubblico Ministero, avevamo accertato un dettaglio relativo all'abitazione dei Messana che, per altro, è solo documentale. In che senso?
La famiglia Messana abitava prima in uno staile che, ad un certo punto, è stato demolito e che noi abbiamo rintracciato solo per effetto della acquisizione di una cartina della zona che ci è stata fornita dal proprietario della casa. E, quindi, anche del terreno su cui sorgeva questa abitazione. E che è una cartina dalla quale è possibile desumere questo aspetto, perché abitavano - la famiglia Messana - in via Sotto L'Organo, a Prato, Casale di Prato.
Via Sotto L'Organo, da questa parte noi rileviamo delle costruzioni che ora non esistono più.
In particolare, abbiamo accertato, per quanto ci riferisce lo stesso proprietario del terreno, che il punto della piantina contrassegnata con la lettera A, cioè questo, è il luogo ove era ubicata l'abitazione della famiglia Messana. Strutturata su due livelli con annesso un fabbricato, anch'esso naturalmente demolito, che era utilizzato come garage.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nella piantina indicato con la lettera...?
TESTE Puggioni: Che, nella piantina, è indicato con la lettera B.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Puggioni: Di fronte, ad ulteriore precisazione, a questa costruzione, sorgeva, sorge, un fabbricato che, all'epoca era da demolire, molto ampio. Che, però, era ben visibile da questo punto.
Quindi avevamo questo fabbricato con finestroni enormi, all'aperto. Un locale, diciamo così, non idoneo per ricoverare qualsiasi cosa.
Sul lato destro, invece, avevamo e abbiamo tuttora, un laboratorio, uno stanzone commerciale, soprattutto un laboratorio di un marmista.
Di queste costruzioni, ora, non c'è traccia. Perché, per l'appunto, sono state demolite.
Quindi, è per questo che rileviamo anche, poi il passaggio di residenza, cioè, nel passaggio della residenza da via Sotto L'Organo, a via Don Guido Facibeni della famiglia Messana.
Il loro trasferimento era anche connesso a questa operazione che poi è stata effettivamente eseguita, di demolizione...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due precisazioni, ispettore, su questo punto.
E cioè, fino a quale epoca la famiglia Messana ha occupato questo immobile di via Sotto L'Organo?
TESTE Puggioni: Se non ricordo male, sul punto, mi pare che la demolizione sia avvenuta sul finire del '93, del '94, insomma. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, rigiro allora la mia domanda: era in questa abitazione di via Sotto L'Organo che risiedeva la famiglia Messana dal maggio del '93.
TESTE Puggioni: Al maggio del '93, la costruzione era perfettamente in piedi. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Ed era abitata dalla...
TESTE Puggioni: Sì, sì, era abitata.
PUBBLICO MINISTERO: ... di fatto, dalla famiglia Messana.
TESTE Puggioni: Era abitata ed è stata demolita in epoca di molto successiva al loro trasferimento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Comunque, all'epoca in cui venivano disposte... Lei ha riferito che le prime perquisizioni che lei personalmente ha eseguito a carico, diciamo, dei componenti della famiglia Messana, risalgono al 10 luglio '95.
A quell'epoca, la famiglia si era già spostata...
TESTE Puggioni: Si era già trasferita.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiedo: all'epoca, soprattutto della seconda perquisizione, quella del settembre del '95, il fabbricato era già stato demolito? Il fabbricato di via Sotto L'Organo?
TESTE Puggioni: Sì. Del '95?
PUBBLICO MINISTERO: Del '95.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era già stato...
TESTE Puggioni: Era già stato demolito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bene. Proseguirei, allora, con ulteriori accertamenti che lei ha svolto.
Senta, ha potuto verificare se, con riferimento alla persona di Gioacchino Calabrò, lo stesso...
PRESIDENTE: Scusate, Pubblico Ministero...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: ... possiamo sapere la localizzazione geografica di queste due abitazioni? Quella demolita e quella in cui la famiglia Messana si trasferisce.
PUBBLICO MINISTERO: Sono entrambe in Prato.
PRESIDENTE: Prato, o... come si chiama? Capezzana...
PUBBLICO MINISTERO: Sono entrambe delle frazioni di Prato, Presidente. Comunque lo può...
PRESIDENTE: No, perché c'è anche un altro nome. Galciana.
PUBBLICO MINISTERO: Sono tutte frazioni di Prato, Presidente.
PRESIDENTE: Ho capito. Ma è sempre Galciana...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. E' in grado di riferire se via Sotto L'Organo è a Galciana, o a Capezzana...
TESTE Puggioni: No, per quanto non sia pratese, e per quanto mi ricordi, la prima abitazione, quella di via Sotto L'Organo, era nella zona di Capezzana; la nuova abitazione, invece, è nella zona di Casale.
PUBBLICO MINISTERO: E' quella di via Don Facibeni.
TESTE Puggioni: Di via Don Guido Facibeni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Benissimo. Scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le stavo chiedendo, sempre in relazione alle sue dichiarazioni precedenti, degli ulteriori chiarimenti, o richieste di precisazione.
Lei ha ricevuto deleghe dal Pubblico Ministero per verificare se Gioacchino Calabrò abbia mai avuto degli incidenti stradali. E se sì, in quale epoca?
TESTE Puggioni: Sì, sul punto... Sul punto abbiamo chiesto ragguagli...
Io chiedo scusa, devo... Se perdo un attimino di tempo. Ho bisogno di...
PRESIDENTE: Faccia pure.
TESTE Puggioni: ... fare riferimento alle carte di cui dispongo. Per quanto riguarda il Calabrò, noi abbiamo svolto specifici accertamenti, sempre su ... da questa delega, chiedendo agli uffici di Polizia di Trapani cosa risultasse a tal proposito.
E la Squadra Mobile della Questura di Trapani ci segnala che , il 4 luglio del '92, in effetti, sullo svincolo autostradale di Partinico, il Calabrò Gioacchino rimase coinvolto in un incidente stradale mentre trovavasi a bordo della FIAT 124 Spider targata Trapani 75581. E mentre si trovava in compagnia di altro passeggero: Sciascia Salvatore, nato a Castellammare del Golfo e ivi residente.
Questo incidente procurò, provocò, determinò una lesione giudicata guaribile in 30 giorni. Tanto è che il Calabrò, all'epoca, venne ricoverato all'Ospedale Civico di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avete svolto ulteriori accertamenti per verificare se il Calabrò risultava essersi sottoposto a un qualche accertamento medico in quel di Pisa?
TESTE Puggioni: Sì, ho svolto io personalmente delle ricerche a tale riguardo. Ma non ho conseguito risultati positivi, perché, nel contesto ospedaliero pisano non era possibile rintracciare, in primo luogo, una traccia di interventi di questo genere. Quindi, l'esito, è stato negativo, al riguardo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, sempre con riferimento a deleghe ricevute dal Pubblico Ministero sulla base di dichiarazioni che il Pubblico Ministero stesso aveva raccolto da ferro Vincenzo, il suo ufficio ha svolto ulteriori indagini in relazione a una vicenda che ha, come punto di riferimento, un televisore?
TESTE Puggioni: Sì. Abbiamo ricevuto una delega specifica al riguardo. Che abbiamo eseguito per precisione... Nel, se non ricordo male, nel marzo... posso essere più preciso. Una attività che noi abbiamo riferito al Pubblico Ministero in data 30 marzo '96, perché era relativa alla esecuzione di un decreto di perquisizione eseguito il 29 marzo '96 che ci ha consentito di accertare che, nell'abitazione di Messana Antonino, effettivamente avevamo rintracciato un televisore a colori marca Seleco di 14 pollici di colore nero.
Si trattava, il presupposto di questo accertamento, di verificare se, nella sua abitazione, vi fosse o meno un televisore, più o meno, di queste dimensioni.
Poi lo abbiamo accertato, perché abbiamo anche verificato, dopo aver eseguito la perquisizione in epoca successiva, che i...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi ispettore, mi scusi. Per chiarezza.
Quindi, questo televisore è stato sequestrato?
TESTE Puggioni: Questo televisore è stato sequestrato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, partiamo da questo punto: è stato sequestrato dove e quando.
TESTE Puggioni: E' stato sequestrato, come posso leggere direttamente dal verbale, il 29 marzo '96, nell'abitazione di Messana Antonino. Quindi in via...
PUBBLICO MINISTERO: Facibeni.
TESTE Puggioni: ... Facibeni, quindi a Casale, alle ore 19.50.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Puggioni: Quindi, i giorno 29 marzo '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avuto questo televisore in mano, che accertamenti sono stati svolti e sulla base di quale presupposto.
TESTE Puggioni: Il presupposto era quello di verificare se, effettivamente, il televisore che noi avevamo rinvenuto, era stato acquistato quando e dove.
E cioè, a riscontro delle dichiarazioni fornite, fatte al Pubblico Ministero da Ferro Vincenzo. Noi, quindi, verificammo effettivamente, individuammo prima il negozio dove questo televisore era stato venduto; identificammo il titolare di questa attività e accertammo, in particolare, che il televisore era stato venduto il 24 di maggio dietro...
PUBBLICO MINISTERO: Di che anno?
TESTE Puggioni: Del 1993, dietro un corrispettivo di 380 mila lire. Che, nell'occasione, era stata fatta una fattura a nome di Messana Antonino, alla quale avevamo anche aggiunto, poiché avevamo verificato ogni ulteriore aspetto di interesse, avevamo anche aggiunto lo scontrino di cassa che attestava come l'acquisto fosse stato fatto, appunto, la sera del 24 di maggio del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole illustrare i documenti a sostegno di queste sue affermazioni?
TESTE Puggioni: Posso evidenziare, attraverso il lettore, la fattura emessa dalla ditta Cosci di Prato, ubicata in via Roma 26, come il 24 di maggio del '93, al signor Messana Antonino, via Sotto L'Organo numero 12 Prato, sia stata rilasciata fattura, la numero 1447, per il pagamento di un TV Color Seleco TVC S - quindi c'è anche la serie, il numero - con, relativo allo scontrino fiscale numero 29, laddove l'importo è di 319.327 lire.
Questa, è la fattura.
Abbiamo anche, come dicevo prima, rilevato...
PRESIDENTE: Più IVA.
TESTE Puggioni: Più IVA.
Abbiamo anche rilevato come in effetti l'operazione abbia avuto un costo Seleco TV di 380 mila lire contante, pagamento contante.
Quindi abbiamo associato questa operazione alla fattura che ci indica come il televisore, essendo anche questo relativo alla chiusura della giornata, come il televisore venduto sia effettivamente quello che ha acquistato Messana Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sul punto, per completezza e per i dovuti riferimenti alla Corte, questi documenti che ha mostrato l'ispettore, fatture e scontrino, costituiscono il punto 50 G delle produzioni del Pubblico Ministero.
La piantina che l'ispettore Puggioni ha mostrato, la piantina dell'abitazione è, invece, contenuta al punto 50 D delle produzioni del Pubblico Ministero.
Ecco, in relazione sempre, ispettore, a queste deleghe in relazione alle dichiarazioni raccolte da Ferro Vincenzo, se può riferire gli ulteriori esiti dei suoi accertamenti.
TESTE Puggioni: Abbiamo ricevuto un'altra delega, ed è quella cui avevo fatto riferimento in precedenza, relativa alla acquisizione del traffico cellulare intercorso sull'apparato di Calabrò Gioacchino.
Però, su questo punto, signor Pubblico Ministero, io, non essendo il tecnico che ha curato questo aspetto specifico...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Rimandiamo l'esposizione...
TESTE Puggioni: Sì, per precisione, insomma...
PUBBLICO MINISTERO: ... al maresciallo Capotella.
TESTE Puggioni: Siccome questo è un atto che noi abbiamo svolto su sua delega, volevo indicare...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, e sempre in riferimento agli accertamenti svolti in relazione a quell'incidente d'auto subìto da Gioacchino Calabrò, ha potuto verificare ulteriori dati, in relazione al tipo di patologia che aveva sofferto?
TESTE Puggioni: Ma avevamo quella che ci era stata segnalata dalla...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, per esempio, se avete svolto indagini presso qualche carcere, se per caso risultava qualcosa in merito.
TESTE Puggioni: Sì, ricordo che, sul punto, in effetti ci fu una delega, una delega del P.M., però, al momento, credo...
Non ho con me l'atto a cui posso fare riferimento...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Va bene, avremo occasione di...
TESTE Puggioni: Non vorrei dire imprecisioni, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
TESTE Puggioni: ... se mi rinvia, su questo punto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, non ricordo se lei lo ha detto espressamente. Vado un po' per chiarire le sue precedenti affermazioni. però, caso mai, va be', lo avrà detto due volte.
Se, parlando dell'abitazione, quella demolita, se ci può indicare il nome del vecchio proprietario.
TESTE Puggioni: Sì, il proprietario è il signor Saccardi Vincenzo. E' di Prato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Puggioni: All'epoca, noi acquisimmo le sue dichiarazioni, quindi anche le indicazioni sulla base delle quali noi arrivammo alla precisazione che ho riferito prima circa la demolizione della casa e l'uso che ne aveva il Messana Antonino. Tanto, dell'abitazione sui due piani, quanto del garage annesso all'abitazione.
Qui si accedeva, per altro, da una porta interna, se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, e proseguendo nella cronologia, diciamo, lei, l'ultima annotazione con la quale ha riferito questi suoi accertamenti, è del 3 maggio '96.
Ecco, ha svolto accertamenti per verificare quali, se e quando vi erano stati colloqui tra Ferro Giuseppe, padre di Vincenzo, e qualcuno dei familiari?
TESTE Puggioni: Sì, anche qui abbiamo avuto una specifica delega del Pubblico Ministero.
E noi abbiamo evaso, appunto, con una nostra nota del 13 maggio. Dopo aver acquisito dal...
PUBBLICO MINISTERO: 13 maggio, mi scusi, dell'anno?
TESTE Puggioni: 13 maggio '96, mi perdoni.
Con nota, appunto, del 13 maggio '96, dopo aver acquisito noi, dalla Casa Circondariale di Messina, una elencazione di tutti i giorni, una precisazione, di tutti i giorni dei mesi di marzo e di aprile del '93, nel corso dei quali Ferro Giuseppe ha avuto colloqui con i propri familiari.
Cioè, sono risultati, quindi, questi giorni dei colloqui, il giorno 2, 12, 20 e 26 marzo del '93; ed i giorni 3, 6, 17 e 24 aprile del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ecco, se ha poi ricevuto deleghe in relazione alla persona di Matteo Messina Denaro.
TESTE Puggioni: Sì, anche a questo riguardo, abbiamo avuto una delega. Ed è una delega che noi abbiamo evaso connota del 13 maggio del 1996, con la quale abbiamo fornito un quadro, per quanto risultasse dai nostri atti. quindi anche per quanto riguarda l'aspetto anagrafico, dati che risultavano dai pubblici registri.
E, quindi, abbiamo identificato Messina Denaro Matteo di Francesco e di Santangelo Lorenza, nato a Castelvetrano il 20 gennaio del '62, ivi residente in via Alberto Mario numero 51,5, celibe.
Abbiamo fornito anche, oltre che i dati della persona, i dati dei familiari. quindi dei fratelli e delle sorelle.
Nell'occasione abbiamo anche precisato che una sorella di Messina Denaro, Cioè, Messina Denaro Rosalia, è coniugata con Guttadauro Filippo, nato a Bagheria il 30/11/55, convivente, geometra. Ma che, di fatto, mi pare che facesse il coltivatore.
Con la stessa nota abbiamo fornito dati anche su altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi ispettore.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di passare ad altre persone, sono state fornite anche indicazioni in relazione allo stato di libertà di questa persona? Sempre di Matteo Messina Denaro.
TESTE Puggioni: Sì, un elemento importante, al riguardo, è stato fornito. E cioè che, nell'esame dei provvedimenti emessi a suo carico, abbiamo rilevato come, sulla base di un ordine di custodia cautelare in carcere, il numero 273/93 del 2 giugno del '93, quindi di Palermo, il Messina Matteo Denaro si è, di fatto, reso latitante.
Quindi, al 2 giugno del '93.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Poi stava riferendo di un'altra persona, su cui aveva fatto accertamenti.
TESTE Puggioni: Sì, l'annotazione si estendeva anche nei confronti di altre persone: E, in particolare, avevamo riferito che il Geraci Francesco, nato a Castelvetrano il 1° gennaio del 1964, ivi residente in via Pastengo numero 10, domiciliato in via XX Settembre numero 18, che era commerciante di preziosi.
Questo è un altro dato che avevamo inserito nella scheda che costituiva, appunto, oggetto di riscontro.
Avevamo anche fornito un ulteriore elemento che era relativo a Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, prima... Mi scusi, ispettore.
TESTE Puggioni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima di passare a Cannella.
Avevate anche identificato dei fratelli di questo Francesco Geraci?
TESTE Puggioni: Sì, avevamo riferito che egli, il Geraci, svolgeva l'attività di commercio di preziosi, unitamente ai fratelli Tommaso e Andrea.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Puggioni: Quindi, l'accertamento riguardava, sì, i fratelli, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e stava dicendo di Cannella.
*TESTE Puggioni: Di Cannella avevamo accertato, oltre naturalmente a fornire le generalità di tutte queste persone, avevamo riferito che, nel 1990, tra le altre cose, insomma, egli era stato fermato dal personale della Squadra Mobile di Palermo in zona Partanna Mondello, mentre trovavasi in compagnia di Graviano Filippo.
Tutti elementi che noi abbiamo fornito per completare, insomma, un quadro di riferimento e di notizie su queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. presidente, io avrei ora da iniziare un discorso un po' più complesso sugli accertamenti che ha svolto l'ispettore Puggioni in relazione alle lettere famose.
Non so, data l'ora, se la Corte ritiene di poter farmi iniziare...
PRESIDENTE: Rimandiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Perché sennò, il discorso, si frammenterebbe, ecco.
PRESIDENTE: Rimandiamo a domattina alle ore 09.00.
Traduzione degli imputati detenuti.
Avvocato, ho bisogno di parlare con lei un secondo.