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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/971111.txt


PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella.
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. E' presente l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Pepi.
Brusca Giovanni: rinunciante.
Avvocato Ligotti e avvocato Falciani, sostituito dall'avvocato Batacchi.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, avvocato Fiorentini e avvocato Cianferoni, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi, sostituito dall'avvocato Pepi.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Miniati Paoli, sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, e avvocato Gennai, sostituiti dall'avvocato Batacchi.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, avvocato Florio sostituito dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Pepi che è presente.
Graviano Filippo è rinunciante.
Avvocato Oddo e avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Grigoli Salvatore è rinunciante.
Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituito dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Pepi.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante.
Avvocato Traina e Passagnoli, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace.
Avvocato Battisti e avvocato Usai, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Scarano Antonio: libero, assente.
Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Spatuzza Gaspare.
Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Ceolan.
La parola al Pubblico Ministero. Possiamo far entrare il teste?
Si accomodi. Lo facciamo accomodare al solito posto, vero, Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Ma non è, magari, indispensabile. Non lo so, dottor Zito, dove preferisce. Ho visto che ha tutta la documentazione sua.
*TESTE Zito: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Io non so quali domande dovrà fare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Forse, dottor Zito, anche per sua praticità...
Con una premessa, però questa rivolta alla Corte, cioè il dottor Zito è indifferente rispetto a questa, chiamiamola segnalazione che debbo fare alla Corte. Tutto fuorché, ovviamente, una lamentela; ci mancherebbe altro.
PRESIDENTE: Anche...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è stata disponibilità...
PRESIDENTE: Anche...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'è stata disponibilità delle trascrizioni delle udienze precedenti.
PRESIDENTE: Ah no?
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto mi risulta no. Non credo che nemmeno i difensori abbiano avuto la disponibilità di...
PRESIDENTE: Ma scusi, Tinnirello, ma avevamo dato un ordine preciso.
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
Presidente, ma sono state...
PRESIDENTE: Ma scusi, la raccomandazione era che per una volta tanto ci fosse un'accelerazione perché i difensori avessero la possibilità di fare questa cosa.
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
Ma sono tutte qui...
PRESIDENTE: Ma non vuol dire che son tutte qui. Se sabato alle 2 le ho raccomandato: per cortesia, faccia in maniera che lunedì mattina le cose fossero a disposizione dei difensori...
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
Ma son state scritte...
PRESIDENTE: Stia a sentire, qui non è gioco di prendersi in giro. Non ho detto che dovevano essere scritte. Quando io ho detto "lunedì mattina devono essere a disposizione entro le 10 per i difensori"...
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
Ma non esiste che io possa trovare qualcuno che si metta lì a scrivere.
PRESIDENTE: Ma c'era il sabato pomeriggio, mi scusi. C'era il sabato pomeriggio. C'era la mattina fino alle 10.
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: No, abbia pazienza, non mi venga a cercare di prendere in giro. Perché io, per una volta, le avevo chiesto uno sforzo straordinario.
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
Qui non si tratta di sforzo, qui si trattava di aver tutte le cassette...
PRESIDENTE: Stia a sentire, guardi, per cortesia, io non ammetto discussioni in questa sede. Va bene? Vuol dire che io le avevo dato un ordine preciso - più che un ordine era un invito che aveva il valore di un ordine - vuol dire che lei non l'ha ottemperato. Ne terrò conto. Vedremo poi cosa dobbiamo fare.
Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Io avevo fatto questa segnalazione, ripeto, non voleva essere una lamentela...
PRESIDENTE: Mi pare giusto. Evidentemente quando i difensori dovessero...
PUBBLICO MINISTERO: No, mi perdoni...
PRESIDENTE: ... segnalarmi che il testo che è a loro disposizione non è sufficiente, fisseremo un'altra udienza o mezza udienza per il controesame.
PUBBLICO MINISTERO: Era semplicemente perché, se eventualmente c'era da ritornare su qualche punto...
PRESIDENTE: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... visto che abbiamo navigato tra numeri e nomi a lungo, una volta che il dottor Zito ha terminato l'esame, per quanto mi riguarda - comunque non me personalmente, me come Pubblico Ministero - l'eventuale problema è recuperabile, anche attraverso altri testimoni. Suppongo che lo sia, ecco.
Se ci dovesse essere una qualche complicazione o difficoltà vuol dire che ne terremo conto tutti, ecco.
PRESIDENTE: Sentiremo i difensori e poi vedremo che cosa dobbiamo fare.
PUBBLICO MINISTERO: Credo che i difensori siano in una situazione quasi svantaggiata rispetto alla mia, perché trascrizioni non le conosceranno sicuramente e avrebbero da fare il controesame.
Va be', comunque... Venendo al dottor Zito, al quale dico buongiorno, prima di tutto...
TESTE Zito: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Per questi pochi argomenti che le debbo sottoporre, il punto di partenza è rappresentato...
PRESIDENTE: Ah, vogliamo ripetere il suo nome, dottore, per favore?
TESTE Zito: Nicola Zito, dirigente...
PRESIDENTE: Serve solo per la registrazione, mi scusi, eh, non per noi, ovviamente.
TESTE Zito: Certo. Nicola Zito, dirigente Centro Operativo Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Il punto di partenza è rappresentato dalla chiusura delle indagini preliminari e, detto in altri termini, il punto di partenza è rappresentato dall'attività investigativa che il suo ufficio ha svolto, ha condotto anche in concomitanza e anche successivamente alle richieste di rinvio a giudizio e alla udienza preliminare. Circostanze, queste, che credo le siano ben presenti, perché oltretutto credo che gli avvisi dell'udienza preliminare anche agli imputati siano stati notificati tutti dalla Direzione Investigativa Antimafia, se dico bene, vero?
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le chiederei di illustrare l'attività del suo Ufficio a partire, direi, dalla primavera dell'anno scorso, tenendo conto che gli ultimi fatti di indagine che lei ci ha rappresentato nell'udienza di sabato sono quelli relativi ad alcuni spostamenti di mezzi e di telefoni cellulari, mezzi nella disponibilità e intestati a Ferro Vincenzo, telefoni cellulari intestati, in particolare, al signor Calabrò Giuseppe. E poi ancora ci ha parlato di alcuni problemi di ordine di salute, in senso lato, riferibili sia all'imputato Calabrò Gioacchino, sia all'imputato Giorgio Pizzo e ha dato i parametri complessivi dell'accertamento che ha fatto il suo Ufficio sia per l'una che per l'altra delle persone.
Ecco, quindi, le chiederei di illustrare in particolare, per dare, così, una veste tradizionale al modo di introdurre l'argomento... le pongo la domanda se lei, o per meglio dire il suo Ufficio, ha avuto incarico di compiere determinate attività, su delega del Pubblico Ministero, in relazione a dichiarazioni che erano state raccolte dal Pubblico Ministero da Gullotta Antonino.
TESTE Zito: Certo, cioè, a partire, appunto, dal giugno del '96, come già...
PRESIDENTE: Non la sentiamo, mi scusi.
TESTE Zito: Forse...
PUBBLICO MINISTERO: Ancora meno, ora forse...
TESTE Zito: Si sente?
PUBBLICO MINISTERO: Un po' meglio.
A partire dal giugno '96, su delega appunto del Pubblico Ministero, abbiamo svolto una serie di attività, di riscontri, sulle dichiarazioni di Gullotta Antonino in relazione ad un episodio che riguardava appunto il rinvenimento di un ordigno all'interno del giardino Boboli.
PUBBLICO MINISTERO: Io continuo a sentir poco. Maresciallo, faccia la cortesia di far alzare un attimino il volume di quel microfono.
TESTE Zito: Si sente ora?
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci, ora benissimo. Ora molto bene.
TESTE Zito: Allora, come dicevo, a partire del giugno del '96 sono state svolte dal mio Ufficio una serie di attività di riscontri sulle dichiarazioni del Gullotta Antonino, meglio: su deleghe conferite dal Pubblico Ministero su vari punti specifici.
In particolar modo ci si chiedeva innanzitutto la identificazione di alcuni soggetti e, poi, in particolare, se il Cannavò avesse - il Cannavò, innanzitutto, Roberto, nato a Torino il 13/03/67 - se avesse o meno stipulato un contratto di acquisto di un'autovettura a Milano.
Si appurava, infatti, che il Cannavò Roberto aveva acquistato un automezzo, Opel Kadett 1600, targata Milano 3A6478; tale contratto era stato stipulato il 07/10/1992.
Questi accertamenti vennero svolti a Milano presso un autosalone Centro Automobili Vincenti, di Milano.
Dopodiché ci si chiedeva se, in relazione al Giardino Boboli di Firenze, nell'anno 1992, se allora era previsto un biglietto per l'ingresso ai Giardini Boboli.
Noi accertammo che nel '92, già dal 1992, era previsto il pagamento di un biglietto per accedere all'interno dei Giardini di Boboli di Firenze.
Poi, un'ulteriore...
PUBBLICO MINISTERO: A partire da quale data, dottore? E' stata accertata una data precisa circa l'istituzione del biglietto obbligatorio per accedere ai Giardini di Boboli?
TESTE Zito: Sì, dal 2 giugno 1992 è subordinato al pagamento di una tassa di ingresso.
PRESIDENTE: Questo per l'accesso a qualsiasi parte del Giardino di Boboli, o solo per accedere a qualche parte del Giardino?
TESTE Zito: No, no, era l'accesso generale ai Giardini Boboli di Firenze.
Quindi, fu fatto questo riscontro che, a far data, appunto, dal 2 giugno 1992 l'accesso per i visitatori era subordinato al pagamento di un biglietto di ingresso.
Dopodiché c'era un altro punto delega...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi ancora, dottor Zito, questo obbligo era sempre vigente in questi termini al momento in cui il suo personale ha fatto l'accertamento?
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi... personale suo? L'accertamento esattamente in che data l'ha fatto? O almeno, lei in che data l'ha riferito?
TESTE Zito: Cioè, io ho riferito che l'annotazione è del 16 agosto 1996.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, a questa data, era sempre in vigore l'obbligo che valeva dal giugno del '92.
TESTE Zito: Sì, dal 2 giugno del 1992.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: A far data dal 2 giugno '92 sino alla data in cui fu effettuato l'accertamento, cioè 1996, era vigente l'obbligo per entrare al Giardino Boboli al pagamento del biglietto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: Dopodiché c'è un altro punto delega dal Pubblico Ministero, conferito in relazione ad un'eventuale rinvenimento all'interno dei Giardini di un ordigno.
Difatti, nel proseguo dell'attività investigativa, si appura che, in data 5 novembre 199... Poi, oltretutto, il punto delega era questo: non solo il rinvenimento all'interno del Giardino Boboli di un ordigno esplosivo, ma anche se l'ordigno esplosivo era contenuto in un sacchettino di colore nero.
Quindi viene fatto un accertamento e si stabilisce che in data 05/11/92 personale della Stazione dei Carabinieri di palazzo Pitti era intervenuto all'interno del Giardino di Boboli a seguito del rinvenimento di un ordigno, ad opera di tale Samuelli Tiziano.
Poi, quindi, i Carabinieri danno atto in quella data del rinvenimento di questo ordigno.
Poi, successivamente, gli accertamenti fatti determinarono che questo ordigno era stato fatto brillare dagli Artificieri.
Per cui i vari punti delega conferiti in relazione sia all'acquisto della macchina e che i Carabinieri... cioè, che allora fu appurato che l'ordigno era contenuto in un sacchetto nero e che quest'ordigno non era visibile, ma era posto dietro una statua su un vialetto dei Giardini Boboli.
Cioè, questi sono i vari dati in base ai quali demmo risposta ai vari punti delega nell'annotazione del 16 agosto del 1996.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quali attività ancora...
TESTE Zito: Poi ci si chiedeva...
PUBBLICO MINISTERO: ... per delega del Pubblico Ministero ha eseguito la Polizia Giudiziaria? Detto meglio e detto in altri termini: è stato il suo ufficio delegato per effettuare accertamenti aventi come presupposto dichiarazioni che il Pubblico Ministero aveva raccolto da Geraci Francesco?
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole illustrare i termini della delega, per cortesia, e i termini degli accertamenti?
TESTE Zito: Cioè, la delega...
PUBBLICO MINISTERO: Eventualmente, sui singoli punti, mi indicherà chi specificamente del suo Ufficio o di altri Centri Operativi della DIA...
TESTE Zito: Sì. In relazione al punto dell'acquisto dell'autovettura Opel Kadett, gli accertamenti sono stati...
PUBBLICO MINISTERO: No, ma io avevo cambiato argomento, dottor Zito. Mi stavo occupando di eventuali deleghe che lei ha ricevuto, date dal Pubblico Ministero, in relazione a dichiarazioni rese da Geraci Francesco.
TESTE Zito: Ah, no, no, pensavo che volesse specificare.
PUBBLICO MINISTERO: No, sembra che per quanto riguarda l'attività delegata... Prego.
TESTE Zito: C'era un ultimo punto...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: ... in relazione ad eventuali condizioni meteorologiche nel periodo di interesse. Lei, nella delega, il Pubblico Ministero chiedeva...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ormai che ha affrontato questo punto, le chiederei di essere particolarmente circostanziato sui termini nei quali era stato richiesto e sui termini nei quali è stato eseguito l'accertamento.
TESTE Zito: Cioè, sempre in merito a Geraci, o in merito...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Stavo parlando...
TESTE Zito: Ah, di...
PUBBLICO MINISTERO: Stavo parlando ancora dei riscontri conseguenti e collegati all'episodio di Boboli.
TESTE Zito: Stavo cercando...
Poi, chiaramente, in tutta l'attività delegata, sono stati sentiti a verbale dal mio personale. Poi, su questo punto, eventualmente, l'ispettore, cioè il dottor Dalle Mura sarà eventualmente più puntuale per ulteriori approfondimenti.
Ma per quanto riguarda l'ulteriore accertamento, di cui appunto parlavo prima, nella delega si chiedeva se nei primi giorni dell'ottobre del 19... Ecco, di fare una disamina della situazione meteorologica nel mese di ottobre del 1992.
Quindi, tramite poi accertamenti svolti presso l'Osservatorio Ximeniano, ha fornito un quadro della situazione che era presente nell'ottobre del 1992.
Quindi, per esempio, il giorno... abbiamo ricostruito, appunto con l'Osservatorio Ximeniano, un quadro meteorologico di quel periodo, quindi, comunicando che nel mese di ottobre '92, nella fascia oraria pomeridiana, sulla città di Firenze erano stati registrati eventi temporaleschi nei giorni sabato 17 ottobre, martedì 20 ottobre e venerdì 9 ottobre, domenica 11 ottobre e sabato 17 ottobre. Per cui era stato, appunto, si rispondeva alla delega che nel periodo richiesto, compreso tra il 5 e il 20 del mese di ottobre del 1992, nella fascia oraria pomeridiana, dalle ore 17 alle ore 18, sulla verticale di Peretola sono state registrate perturbazioni di natura temporalesca.
E così anche negli altri periodi di interesse: 6 ottobre, 12 ottobre; 6 ottobre pioggia intermittente, 12 ottobre pioggia intermittente, 16 ottobre pioggia continua, 22 ottobre pioggia intermittente.
Cioè, nel periodo in cui chiaramente era oggetto di accertamenti su delega del Pubblico Ministero, noi accertammo che le condizioni meteorologiche erano condizioni perturbate, cioè con pioggia o addirittura temporali.
PUBBLICO MINISTERO: Ho visto che lei stava consultando degli atti, evidentemente saranno atti del suo Ufficio...
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... se mi vuole indicare gli estremi dell'atto, suppongo sarà un'annotazione.
TESTE Zito: Sì, annotazione 12 marzo 1997 che riguardava, appunto...
PUBBLICO MINISTERO: Novanta?
TESTE Zito: 12 marzo 1997.
PUBBLICO MINISTERO: Sette.
TESTE Zito: Che riguardava, appunto, gli accertamenti espletati presso l'Osservatorio Ximeniano.
PUBBLICO MINISTERO: Passiamo invece all'altro argomento che è stato oggetto di deleghe conferite al suo Ufficio. Quelle deleghe, cioè, che avevano come presupposto...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... dal Pubblico Ministero, dichiarazioni raccolte dal Pubblico Ministero e rese da Geraci Francesco.
Quali sono stati i punti che sono stati affidati alla verifica da parte del suo Ufficio?
TESTE Zito: Ecco, il Pubblico Ministero ci chiedeva di dare riscontro a vari punti relativi alle dichiarazioni di Geraci Francesco.
Innanzitutto se il Geraci Francesco avesse o meno preso a nolo - qui siamo nel periodo 1992 - una autovettura presso la società Hertz a Roma. Qui noi appurammo, in base alla delega conferita dal Pubblico Ministero, con annotazione del 03/10/1996, che il...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Zito, mi perdoni se la interrompo.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La delega era nel senso che si dovesse verificare se e quando Geraci aveva noleggiato una macchina presso la Hertz, ovvero se Geraci avesse noleggiato una macchina e dove?
TESTE Zito: No, no, la delega era per accertare se Geraci, presso la sede Hertz della Stazione Termini, avesse o meno preso a nolo un'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Quindi a questo punto...
PUBBLICO MINISTERO: La delega nasce con questo specifico...
TESTE Zito: Certo, certo. Con questa specifica richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: ... indicazione.
TESTE Zito: Indicazione. E, oltretutto, anche ci sono...
PUBBLICO MINISTERO: Una delega che le è stata data, dottor Zito, in che data?
TESTE Zito: Il 02/10/1996.
PUBBLICO MINISTERO: '96.
TESTE Zito: '96.
PUBBLICO MINISTERO: No, ripeto io per esser sicuri che non sbagliamo, poi, un 6 con un 7 al momento di avere le trascrizioni.
TESTE Zito: La stessa delega, io parlo ora dei singoli punti...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: ... poi richiamerò la stessa delega per tutti i punti da noi sviluppati, chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: Quindi, con annotazione del 03/10/96, si rispondeva che erano stati effettuati accertamenti presso la Hertz di Roma, Stazione Termini, da cui emergeva che Geraci Francesco, nato a Castelvetrano, Trapani, l'01/01/64, aveva preso a nolo un'autovettura Y10, targata Roma 9D8808, in data 24 febbraio '92 alle ore 13.14. Riconsegnandola, poi, in data 5 marzo '92 alle ore 16.30.
Poi si appurava anche che al momento della riconsegna l'autovettura aveva percorso complessivamente 520 chilometri.
Quindi diamo risposta a questo punto richiesto dal Pubblico Ministero.
In tutti i modi, diamo anche riscontro anche ad altri punti della delega - sempre parlo della stessa delega - per verificare se, presso il negozio Edy...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, mi scusi, dottor Zito, un passo indietro.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi. Sono state stabilite anche le modalità attraverso le quali è stato stipulato il contratto...
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ...di noleggio, vale a dire con presentazione di documento o con altre garanzia richieste dalla società di noleggio?
TESTE Zito: Diciamo che questi dati sono stati acquisiti dal registro, dal registro che sono obbligati a tenere tutte le società di noleggio di autovetture.
Cioè, lei voleva sapere in che maniera fosse stata acquisita?
PUBBLICO MINISTERO: Ad esempio con che forma di garanzia per la società, o comunque con quale mezzo di pagamento.
TESTE Zito: In relazione, poi, a questa specifica domanda da parte sua, non sono in grado di poterle dare una puntuale risposta, anche perché poi l'accertamento in merito a questo fu espletato anche dai colleghi del Centro Operativo di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Del suo ufficio chi è il funzionario, o comunque l'ufficiale di Polizia Giudiziaria che ha avuto...
TESTE Zito: Cappottella.
PUBBLICO MINISTERO: Il maresciallo Cappottella. Benissimo.
Allora, lei stava parlando, nel contesto di questi accertamenti, dei quali sta facendo la panoramica, di un accertamento presso un negozio Edy Monetti.
TESTE Zito: Certo. Lei, appunto, dalla delega, il Pubblico Ministero nella delega chiedeva ulteriori punti, precisava ulteriori quesiti; cioè acquisti presso il negozio Edy Monetti in via Condotti.
Quindi, rispondiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Le ho fatto la domanda semplicemente perché ha anticipato lei l'argomento, sennò l'avrei riservata...
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... anche al maresciallo Cappottella quando verrà.
TESTE Zito: Certo, certo. No, no, quindi..., qui abbiamo la nota. Un attimo solo, così le do una risposta. Ecco, vengono effettuati accertamenti tramite la verifica del tabulato della carta Express della Banca America, intestata al Geraci Francesco, da cui si evince, poi...
PUBBLICO MINISTERO: Una carta di credito, quindi.
TESTE Zito: Carta di credito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, non avevo capito.
TESTE Zito: Carta di credito da cui si evince che, in data 29/02/1992, erano stati fatti degli acquisti di capi di abbigliamento presso il negozio ubicato in Roma, Edy Monetti. E la data dell'acquisto è del 29 febbraio 1992.
Non solo, ma poi vengono anche, sempre con la stessa metodica, cioè gli addebiti operati tra il '91 e il '92 sulla carta di credito American Express intestata al Geraci, anche capi di abbigliamento dalla ditta Alongi a Palermo e dalla documentazione risulta una spesa di lire 4 milioni, in data 22 febbraio 1992.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole ripetere quest'ultimo dato, dottor Zito? Io l'ho seguita... ero momentaneamente distratto.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ho capito l'accertamento fatto presso questo negozio in Roma.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra che mi ha precisato anche la data.
TESTE Zito: Certo, certo. Data: 29 febbraio 1992.
PUBBLICO MINISTERO: Questa spesa fatta a Roma.
TESTE Zito: Questa...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava invece parlando di una spessa fatta a Palermo, se ho capito bene, precedente.
TESTE Zito: Precedente. Per ricollegare temporalmente in maniera più logica lo sviluppo degli accertamenti. Quindi noi facciamo prima, tramite lo sviluppo della carta di credito, cioè gli addebiti che venivano operati e poi sul conto corrente del Geraci Francesco. Verifichiamo che in data 22 febbraio 1992 vengono fatti acquisti per lire 4 milioni presso il negozio Alongi Giovanni, negozio di abbigliamento.
Poi, successivamente, in data 29 febbraio 1992, come dicevo prima, risulta una spesa, un addebito di lire 3 milioni e 600 mila lire, presso il negozio situato in Roma di Moretti; anche qui, un negozio di capi di abbigliamento.
Poi, oltre tale punto in cui lei ci chiedeva se, appunto, fossero state fatte tali spese di cifre anche rilevanti per acquisto di capi di abbigliamento, a cui diamo risposta positiva, ci poneva altri quesiti in relazione a utilizzo, da parte di Geraci e Sinacori, del mezzo aereo.
Quindi, a questo punto...
PUBBLICO MINISTERO: Con riferimento a una qualche epoca circoscritta, in sede di delega?
TESTE Zito: La delega in relazione al discorso, è anche questo: ci dobbiamo rifare all'accertamento di cui ho già parlato precedentemente, era del noleggio della autovettura Y10, che viene, appunto, come ho già detto precedentemente, viene presa a nolo il 24 febbraio 1992 presso la stazione Termini di Roma, e riconsegnata il 5 marzo 1992.
Quindi vengono effettuati accertamenti tra il 4 il 5 marzo 1993, data...
PUBBLICO MINISTERO: '92.
TESTE Zito: '92, scusi, sì. No, 1992. Data in cui l'autovettura Y10 viene riconsegnata al noleggio. E quindi noi, in base alla delega, il punto delega era fondato su un quesito, cioè verificare se, in tale periodo, vi fossero sulle liste di volo nominativi Geraci o Sinacori, oppure nominativi similari a Geraci e Sinacori.
Quindi viene focalizzato il periodo in esame, e, dall'analisi fatta, non soltanto poi sulle liste di volo, ma anche sulle liste di imbarco dei traghetti, per cui viene operata una duplice, vengono operati due dupli... cioè, un duplice accertamento.
Per quanto attiene poi le liste di imbarco, si chiedeva se, eventualmente, risultasse imbarcato tale Cannella. E quindi noi operiamo, sia per le liste di imbarco dei traghetti, sia per quelle che riguardano gli aerei, degli accertamenti mirati per verificare se o meno ci fossero Geraci e Sinacori da una parte e Cannella dall'altra. Oppure nomi similari.
Perché il punto di delega era, appunto, specificamente questo.
Quindi, allora, viene accertato, cioè per quanto riguarda l'accertamento per la lista di imbarco del traghetto, se o meno - come ci chiedeva lei - fosse stato imbarcato tale Cannella, allora si appurava la presenza del nominativo Cannella sul traghetto, sulla linea Napoli-Palermo, con biglietto NA2463909H, per due passeggeri, associato alla vettura FIAT Uno targata Roma 89521M.
PRESIDENTE: Ma non ci ha indicato la data, dottore.
TESTE Zito: Sì sì, ora. La data è del, con partenza alle ore 20.00, del giorno 5 marzo 1992. Quindi, rispetto al quesito posto dalla delega - se nel periodo indicato ci fosse o meno un, appunto, passeggero - noi riscontriamo che in tale data, con il biglietto che ho già menzionato c'era appunto associato a nome Cannella una vettura FIAT Uno targata RM 89521M.
PUBBLICO MINISTERO: Credo di no, dottor Zito, glielo debbo dire. Credo ci sia un'inesattezza in questo dato... O la commetto io l'inesattezza, nei miei ricordi, o la commette lei.
Dunque, sulla targa, eh?, dottor Zito, esclusivamente sulla targa.
TESTE Zito: Sì. C'era il biglietto, che ho già menzionato. Poi, la FIAT Uno targata RM 89521M.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, e allora... Lei sta consultando, dottor Zito, un...
TESTE Zito: Sì, sto consultando delle annotazioni.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare?
TESTE Zito: Del... La prima annotazione è del 06/08/1997. E la seconda annotazione è del 23/10/97. In cui, appunto, risulta la FIAT Uno targata RM 89521M. Questa risulta la targa imbarcata sul traghetto nella data già, appunto, che già ho riportato prima: 5 marzo 1992.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, dottor Zito.
TESTE Zito: Allora, dagli accertamenti, poiché la delega, il punto delega era specifico di verificare, appunto, se tale Cannella avesse effettuato in tale data il viaggio, noi diamo risposta positiva per quanto attiene il nominativo che, come già detto, figurava nella lista di imbarco; e approfondiamo i dati per quanto attiene l'autovettura.
L'autovettura risultava intestata, innanzitutto non risultava una FIAT Uno, ma, dagli accertamenti fatti al Pubblico Registro Automobilistico tramite il CED, risultava ad una Innocenti 990, di proprietà...
PUBBLICO MINISTERO: Con quella targa...
TESTE Zito: Certo, con quella targa.
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Registro Automobilistico non dà...
TESTE Zito: Una FIAT, ma dà...
PUBBLICO MINISTERO: ... una FIAT Uno, ma dà una macchina diversa.
TESTE Zito: Quindi, chiaramente, intuiamo che c'è stato sicuramente un errore di trascrizione nella lista d'imbarco.
PUBBLICO MINISTERO: Ma nel documento della compagnia di navigazione, il veicolo associato al nominativo Cannella e al biglietto per due passeggeri, è specificamente indicato come FIAT?
TESTE Zito: FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: FIAT Uno, quindi...
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... la marca, il modello e la targa.
TESTE Zito: Certo. E' indicato FIAT Uno, targata RM; proprio testualmente, nella lista di imbarco degli automezzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Dagli accertamenti fatti al CED risultava un tipo di autovettura completamente diversa: una Innocenti 990.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non c'era...
TESTE Zito: Non c'era rispondenza, assolutamente. Quindi abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Non si armonizzava, la targa, col tipo di vettura.
TESTE Zito: Assolutamente. Per cui, abbiamo svolto accertamenti approfonditi; cioè, in poche parole, abbiamo rivisto tutte le targhe che andavano da una certa numerazione in poi, per vedere a chi effettivamente appartenessero.
Dopodiché c'è stata, appunto, questa verifica. Che l'autovettura targata RM 89521 - anziché M, ultima lettera - Y, quindi una targa quasi identica eccetto l'ultima lettera, identificativa dell'automezzo, che mentre nel traghetto era M, poi dagli accertamenti da noi fatti corrisponde a una Y, e risponde a una FIAT effettivamente Uno, targata però Palermo B30044, che è stata di proprietà, fino al 15 giugno '93, Cannella Cristofaro nato a Palermo il 15 aprile '61 e ivi residente, Cortile Grigoli numero 3.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Zito. Siccome ha menzionato per questo veicolo anche la targa Palermo...
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... questo cosa vuol dire? Mica poteva aver due targhe contemporaneamente, il veicolo. O era targato Roma, o era targato Palermo.
TESTE Zito: No. Poi è stato ritargato, il...
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
TESTE Zito: Certo. Cioè questa qui era un'autovettura già intestata. Cioè che cosa è successo? Che l'autovettura targata, già targata, era Roma. Poi, è stata ritargata successivamente Palermo. Perché? Per le vicissitudini successive, del trasferimento di proprietà dell'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Ma quello che a me preme capire è se, all'epoca in cui esisteva una certa macchina FIAT Uno targata Roma 89521...
TESTE Zito: Y.
PUBBLICO MINISTERO: ... Y, l'intestatario...
TESTE Zito: Era di pro...
PUBBLICO MINISTERO: ... era il signor Cannella, o se era altri.
TESTE Zito: Certo, era il signor Cannella. Io sto mettendo in evidenza le vicissitudini successive dell'autovettura. Cioè nel senso di stabilire che storicamente, nel momento in cui lei ci pone il quesito, la targa, l'autovettura era una FIAT Uno innanzitutto, targata RM 89521Y.
Poi, successivamente, ha avuto le vicissitudini. Cioè in poche parole, come ho già spiegato prima, in realtà c'era stato un errore di trascrizione della targa sul registro, sulla lista di imbarco; in realtà, invece di apporre Y, è stata apposto M. Ed era indicato il nome di Cannella. E dagli accertamenti fatti da noi successivamente, quest'autovettura con il numero e la lettera finale identificativa dell'autovettura, apparteneva - all'epoca in cui abbiamo fatto gli accertamenti - a Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Non all'epoca in cui avete fatto gli accertamenti. A me interessa l'epoca del fatto.
TESTE Zito: Sì sì, Cannella certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: No, all'epoca...
TESTE Zito: All'epoca, all'epoca.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'imbarco.
TESTE Zito: All'epoca dell'imbarco era intestata a Cannella Cristofaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e, successivamente, quest'auto, lei mi ha detto, è stata ritargata?
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prese un'altra targa.
TESTE Zito: Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Questa volta ha cambiato intestazione, ha cambiato proprietario?
TESTE Zito: Sì sì, ha cambiato...
PUBBLICO MINISTERO: O è stata...
TESTE Zito: ... sia l'intestazione che il proprietario.
PUBBLICO MINISTERO: In che data ha cambiato...? Forse l'ha detto, ma può essere che mi sia sfuggito.
TESTE Zito: Fino al 15 giugno 1993.
PUBBLICO MINISTERO: '93?
TESTE Zito: '93.
PUBBLICO MINISTERO: No no, ripeto sempre l'ultima cifra.
TESTE Zito: Certo, certo. 15/06/1993.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo per quanto riguarda uno specifico accertamento dei traghetti.
TESTE Zito: Dei traghetti.
PUBBLICO MINISTERO: Per ora siamo andati per mare. Ora andiamo...
TESTE Zito: Andiamo per aria. Cioè, in maniera tale, per fare le verifiche sulle compagnie aeree. E qui, appunto, risulta - sempre nel periodo indicato nella richiesta oggetto di delega, chiaramente: 4-5 marzo 1993 - quindi, emerge...
PUBBLICO MINISTERO: '92, dottor Zito.
TESTE Zito: '92, '92. Ho detto '93?
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembrava di aver capito '93.
TESTE Zito: Mi correggo: 5 marzo 1992. Quindi si appura che il giorno 5 marzo 1992, tramite appunto le liste di volo acquisite dalla compagnia di navigazione, si stabilisce che il giorno 5 un soggetto, ecco, il nome è Rinacori Mister. Quindi, lei ci chiedeva - ora, perché arriviamo a Rinacori? Anche per dare una spiegazione puntuale - lei ci chiedeva se i soggetti Sinacori e Geraci avessero effettuato in quel periodo dei voli. O soggetti con nomi similari.
Quindi, chiaramente, la nostra ricerca si è appuntata su o il nominativo Sinacori o su nominativi similari.
E abbiamo qui individuato, appunto, il nominativo Rinacori Mister. Che il 5, abbiamo due voli, cioè due spostamenti. Il 5 marzo 1992. Il primo volo per...
Ecco, abbiamo acquisito anche il biglietto: 05544228847755, emesso a nome di Rinacori Mister, per la tratta Palermo-Roma-Palermo, con uso dei voli BM 119 e BM 190 del 5 marzo 1992. Quindi, si appurava che il 5 marzo 1992 un soggetto col nominativo Rinacori aveva effettuato, con lo stesso biglietto andata e ritorno, il volo Palermo-Roma, Roma-Palermo. Dopodiché...
PUBBLICO MINISTERO: Ci sono anche gli orari di questi?
TESTE Zito: Sì, ora.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per non tornarci più sopra, dottor Zito.
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Visto che ormai siamo nello specifico.
TESTE Zito: Allora, il primo, cioè Rinacori Mister risulta imbarcato sul volo BM 119 Palermo-Roma del 5 marzo '92, partenza ore 9 e 40.
Il medesimo nominativo sarà presente sul volo, come dicevo prima, BM 1090, Roma-Palermo, in questo caso, del 5 marzo '92, partenza ore 16.10. Sfruttando sempre il medesimo biglietto, chiaramente.
Poi, sul volo chiaramente BM 119... va be', questo qui... Ecco, questo era la puntualizzazione per quanto atteneva il volo del 5 marzo 1992.
Ecco, poi ci chiedeva un ulteriore punto delega. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Un secondo solo, dottor Zito. Ecco, lei aveva parlato del giorno 5 di marzo.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è stato fatto accertamento dal suo ufficio anche per il giorno precedente, eventualmente, su questi nominativi Geraci e Sinacori? Ovvero nominativi in qualche modo analoghi, onoma... - li dico un'altra volta! - dal punto di vista fonetico, a questi nomi?
TESTE Zito: Certo, certo. Noi abbiamo verificato anche sempre il nome Rinacori come nominativo similare ai nominativi oggetto di delega, cioè Sinacori e Geraci. Che Rinacori, sempre Mister, risultava partito senza prenotazione, volo BM 0166, Roma-Palermo, del 4 marzo 1992.
PUBBLICO MINISTERO: Che è un volo di che orario, dottor Zito?
TESTE Zito: Il volo, ecco, l'orario in questo caso non, mi pare di non averlo. No. Un attimo, non ho l'orario...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', non ha il dato sott'occhio. Comunque...
TESTE Zito: Quindi risulta questo volo del giorno precedente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, su un punto mi interessa aver le idee chiare. Intendo dire, noi stiamo parlando, per questo come per i precedenti due imbarchi aerei sotto il nominativo Rinacori, di persone che hanno effettivamente viaggiato, o stiamo parlando di persone che avevano prenotato un biglietto e poi non si sa se sono partiti o no?
TESTE Zito: No, no. Di persone che hanno prenotato e si sono imbarcate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che il viaggio l'hanno fatto sul serio: questo vuol dire?
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Il riscontro è stato fatto, quindi, sulle liste d'imbarco della compagnia di navigazione aerea.
TESTE Zito: Sì sì, certo, certo. Perché l'accertamento poteva essere soltanto per la prenotazione, e basta. Noi abbiamo appurato che sul veivolo effettivamente avevano viaggiato il signor Rinacori, oltre ad aver prenotato anche l'imbarco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare, se ho capito bene, che, mentre per il giorno 5 vi è un biglietto fatto lo stesso giorno 5 per il viaggio di andata...
PRESIDENTE: E di ritorno.
PUBBLICO MINISTERO: ... Palermo-Roma e per un viaggio di rientro Roma-Palermo, che è stato effettivamente utilizzato dal passeggero...
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che dava il nome Rinacori, per il giorno 4 vi è un imbarco, però non preceduto da prenotazione.
TESTE Zito: No, no, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla...
TESTE Zito: Il volo.
PUBBLICO MINISTERO: ... tratta Roma-Palermo.
TESTE Zito: Roma-Palermo, e senza prenotazione.
PUBBLICO MINISTERO: Senza prenotazione. Ecco.
TESTE Zito: E, negli altri viaggi, c'era la prenotazione e c'era, appunto, la prenotazione precedente.
In questo caso, nel volo del 4 marzo '92, non c'è la prenotazione. Per il 5 ho già spiegato, appunto, nel dettaglio anche l'orario di imbarco dell'individuo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Zito, ma le sono state date delle deleghe per fare lo stesso tipo di accertamenti anche per quanto riguarda il giorno corrispondente a quello del noleggio di quella certa auto presso la stazione di Roma Termini?
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: O quello lì, o il giorno precedente.
TESTE Zito: Sì, certo. Perché noi, come abbiamo già detto, che questo, io parlavo dei riscontri in relazione alla riconsegna dell'autovettura. Siccome già, logicamente, avevamo parlato degli altri accertamenti in relazione all'autovettura, cioè al nominativo Cannella abbinato all'auto FIAT, che era del 5 marzo 1992, ho voluto ricollegarmi logicamente al momento: se il 5 marzo 1992 c'erano o meno, sulle liste di volo, nominativi così come dalla delega del Pubblico Ministero.
Quindi, abbiamo dato esito positivo sia per quanto attiene la lista di imbarco del traghetto Napoli-Palermo e sia per quanto attiene i voli Palermo-Roma, Roma-Palermo. In cui abbiamo stabilito essere la presenza, per un verso, di Cannella; per l'altro, di nominativi analoghi, Rinacori.
Ora per quanto attiene, mentre il momento in cui è stata acquisita, perché presa in fitto presso quell'agenzia, l'autovettura, il 24 febbraio 1992.
Abbiamo fatto lo stesso tipo di accertamento per quanto attiene le liste di volo. E, quindi, in questo caso, un attimo solo...
Ecco, il 24 noi abbiamo, dalle liste di volo Palermo-Roma, ha permesso di accertare la presenza sul volo BM 119 del 24 febbraio 1992 dei seguenti nominativi: Geraci Mister, posto assegnato 20/A, check-in effettuato alle ore 7 e 59.
Poi, nella stessa giornata, sempre con la stessa metodica indicata dal Pubblico Ministero - di individuare soggetti con nomi similari - ritroviamo Rinacori Mister: posto assegnato 20C, check-in effettuato alle ore 7 e 58.
Poi abbiamo appurato, anche per essere proprio nello specifico, che il check-in veniva effettuato dal medesimo operatore: IC, contrassegnato dalla sigla chiaramente - Imola Catania - 0613.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questi sono due passeggeri che hanno viaggiato insieme, uno accanto a quell'altro, da quello che capisco.
TESTE Zito: Appunto. Tutti gli elementi forniti fanno, cioè danno un riscontro preciso e inequivocabile che hanno viaggiato, appunto, insieme. Questo è l'ac...
PUBBLICO MINISTERO: Sul volo, dottore?
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Sul volo, dottore?
TESTE Zito: Sul volo BM 119, 24 febbraio '92, Palermo-Roma. Quindi, questo era l'accertamento...
PUBBLICO MINISTERO: Di che ora è questo volo, dottore?
TESTE Zito: Il volo era delle 8, perché il check-in è stato effettuato alle 7 e 59. 8 e un quarto, 8 e 20, sicuramente.
Che, tenendo fede, noi abbiamo potuto approfondire il discorso del check-in appunto per mettere in evidenza la contestualità - 7 e 59, 7 e 58 - del check-in effettuato dai due soggetti; e più, anche del posto assegnato: 20A e 20C.
Chiaramente, questo era sempre ricollegandosi, avendo come punto di riferimento, per quanto attiene la autovettura. L'autovettura: giorno in cui viene acquisita e giorno in cui viene rilasciata. Quindi, sia il primo momento storico e sia il momento successivo in cui viene rilasciata, abbiamo questi riscontri positivi in relazione a tali nominativi.
In più, la delega del Pubblico Ministero chiedeva l'approfondimento di un altro punto. Cioè vi erano delle, se o meno vi fossero state delle... l'utilizzo da parte del Geraci Francesco di un'utenza cellulare...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi dottore, la interrompo.
TESTE Zito: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che lei stesse dicendo che, sul conto di questi accertamenti circa persone che avevano, si erano imbarcate su aerei, mi sembra che avesse introdotto qualcosa di - o ho capito male io, o ho capito bene -... Cioè che, oltre questo nominativo Geraci accompagnato dal nominativo Rinacori, vi fosse un qualchecosa in più che era stato accertato dal suo ufficio.
TESTE Zito: Cioè in relazione alla?
PUBBLICO MINISTERO: Al giorno che corrisponde al noleggio di quella certa auto a Roma.
TESTE Zito: Sì. Abbiamo anche il 24/02, come dice...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, certo.
TESTE Zito: Cioè la partenza, cioè abbiamo l'acquisizione del noleggio dell'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Data che corrisponde a quella in cui, su un certo volo da...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... Palermo a Roma, come spiegava fino a poco fa, c'erano due passeggeri registrati, uno col nome Geraci, uno col nome Rinacori.
TESTE Zito: Certo. Perché poi abbiamo l'orario di partenza, le 8 e un quarto, le 8 e 20.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', quello che è. Però, mi pareva di aver capito, che aveva fatto degli accertamenti un po' più complessi.
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come passeggeri eventualmente imbarcati non su traghetti, ma su mezzi aerei, nella stessa giornata.
TESTE Zito: Sì, sì. Quindi, noi continuiamo questi approfondimenti, in merito ad altri nominativi e ad altri soggetti che, su altro volo dello stesso giorno per esempio - lei parla sempre di voli aerei?
PUBBLICO MINISTERO: Certo, imbarchi aerei.
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Imbarchi su mezzi aerei.
TESTE Zito: Sì sì, appunto, appunto. Che su un altro volo dello stesso giorno, il BM 1207, risultano appunto come prenotati, non partiti, alcuni nominativi. Tra cui troviamo Militello Francesco e Geraci Tommaso.
A questo punto, devo evidenziare che il Geraci Francesco ha un fratello a nome Tommaso.
E quindi risultavano, questi soggetti, come dicevo prima. E poi questo, il, come si chiama?
PUBBLICO MINISTERO: Era anche questo un volo sulla tratta Palermo-Roma?
TESTE Zito: Sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però si tratta di passeggeri che avevano fatto prenotazione, ma non sono partiti.
TESTE Zito: Non partiti. Poi...
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'ha segnalato, a quello che ho capito, perché...
TESTE Zito: Sì, ora...
PUBBLICO MINISTERO: ... Geraci Francesco ha un fratello che si chiama Tommaso.
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì, prego.
TESTE Zito: Poi, sul volo interessato cioè dal Geraci e dal Rinacori, di cui parlavo prima, anche per un ulteriore approfondimento, risultava presente il nominativo Militello Francesco. Che poi ritroveremo come prenotato e non partito lo stesso giorno con un altro volo. Questo era per completare, appunto, il quadro degli accertamenti fatti, appunto, sulle liste di volo.
Ecco, poi un altro punto delega era l'utilizzo di un cellulare da parte del Geraci Francesco, appartenente a suoi fornitori di Roma, per chiamare la sua abitazione.
Quindi si è fatta un'attività diciamo investigativa, in relazione a questa richiesta del Pubblico Ministero, e si è stabilito, e si è individuato appunto un telefono cellulare - e precisamente lo 0337/864078 - entrare nell'abitazione, o meglio, nell'utenza fissa relativa all'abitazione del Geraci Francesco, il 26 febbraio 1992.
Che abbiamo, il 24, la acquisizione - io tengo presente, anche per dare un quadro di riferimento sempre preciso sui nostri accertamenti - il riferimento era il lasso di tempo che va dall'acquisizione dell'auto il 24 al momento in cui l'auto Y10 viene restituita alla Hertz.
E quindi, questo accertamento, per l'utilizzo o meno in questo chiaramente, anche, lasso di tempo sulla presenza del Geraci Francesco a Roma.
Quindi appuriamo che effettivamente questo cellulare, sul cui cellulare poi viene fatta un'attività investigativa per risalire effettivamente al non solo titolare di tale cellulare, ma anche all'effettivo usuario. Se fosse o meno, così come diceva Geraci Francesco, una ditta orafa. Cioè in quanto, Geraci Francesco era titolare di una gioielleria.
Quindi, si stabilisce che effettivamente tale utenza cellulare è riconducibile a una ditta Orobase, con sede a...
PUBBLICO MINISTERO: Riconducibile? E' intestata o è intestata a un soggetto diverso?
TESTE Zito: No, no. Lo 0337 è un cellulare che non è intestato a Orobase, alla società orafa. Ma abbiamo dimostrato, da una sequela di accertamenti fatti - su cui puntualmente il maresciallo Cappottella, con ... verbale, su delega del Pubblico Ministero - che tale cellulare era stato, e, così come lo riferisce il titolare della ditta Orobase, era stato utilizzato dai suoi dipendenti per attività professionale inerente il commercio dei preziosi. Per cui, chiaramente, poi ricolleghiamo tale cellulare, non come intestazione in realtà, ma come utilizzo per...
PUBBLICO MINISTERO: Come area di gestione.
TESTE Zito: Area di gestione, certo. Alla società Orobase. Per cui oltretutto, da accertamenti poi effettuati presso la società Orobase, si evince che tra i clienti della società Orobase c'è Geraci Francesco. Quindi, c'è anche la riconducibilità tra i clienti del Geraci. Che poi, oltretutto... Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Tre punti, dottore.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Così si finisce la rappresentazione di questa situazione.
Primo: questa ditta Orobase, dove ha sede?
TESTE Zito: Ha sede a Vicenza, con delle filiali a Roma, Napoli e Bari. Noi stiamo parlando ora qui, dell'entrata del cellulare nell'utenza fissa del Geraci Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: L'utenza, l'entrata è il 26 di febbraio del 1992, dal ponte radio 06. E quindi, chiaramente, oltretutto è di mercoledì, e specifico perché è importante il mercoledì, perché il titolare della ditta Orobase, il signor Gasparotto, precisava che la ditta a Roma è aperta in due giorni della settimana: mercoledì e venerdì. Quindi, chiaramente, era stata effettuata questa telefonata sul cellulare di uno dei dipendenti della ditta Orobase nei due giorni in cui la ditta era aperta.
Puntualmente ricade mercoledì, il giorno 26 febbraio '92, quando c'è l'entrata del cellulare sull'utenza fissa del Geraci Francesco a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, alla puntualizzazione che avevo chiesto, mi ha risposto; la seconda puntualizzazione è esattamente quella che ha introdotto lei di iniziativa. E cioè che, questo cellulare, il giorno in cui contatta questa utenza di abitazione riferibile a Geraci, questo cellulare è attivo sotto il...
TESTE Zito: Ponte radio 06.
PUBBLICO MINISTERO: ... ponte radio 06.
Allora, il terzo punto è questo qui: non lo abbiamo detto, ancora non è stato precisato. L'utenza dell'abitazione di Geraci Francesco si identifica esattamente nell'utenza numero?
TESTE Zito: 0924-45441.
PUBBLICO MINISTERO: E questa utenza dov'è installata?
TESTE Zito: E' installata nell'abitazione del Geraci Francesco a Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei mi ha accennato anche a rapporti che sono stati accertati e, in qualche modo, ricostruiti, intercorrenti fra questa ditta che commercia in preziosi?
TESTE Zito: In preziosi, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Nomina sunt consequentia rerum", c'è scritto Orobase. E, quindi, voglio dire, sicuramente si occupa d'oro.
Ecco, questa ditta aveva rapporti, ha avuto rapporti nel periodo con l'attività di...
TESTE Zito: Sì, con Geraci Francesco, certo.
Si è appurato che ha avuto proprio rapporti di lavoro con il Geraci, perché era un fornitore della gioielleria di Geraci Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti questi accertamenti che lei ci ha illustrato in questi ultimi minuti e che specificamente riguardano certi punti riconducibili a una vicenda, appunto, sviluppatasi a Roma tra il febbraio e marzo del '92, sono stati condensati in quali annotazioni, dottor Zito, o in quali?
TESTE Zito: Ecco, in quali. Annotazione del 06/08/97, 03/10/96, 23/10/97.
Ecco, queste sono le annotazioni in cui sono state, diciamo, condensate le investigazioni relative ai punti delega.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome abbiamo fatto riferimento a documentazione proveniente dalle compagnie di navigazione aerea, di navigazione per mare e quant'altro, è stata fatta acquisizione dal suo personale anche della documentazione.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata tutta rimessa al Pubblico Ministero.
TESTE Zito: Tutta al Pubblico Ministero, con annotazione del 23/10/97.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci siamo soffermati in maniera, mi sembra, abbastanza circostanziata su alcuni punti delle indagini che sono state oggetto di gestione da parte del suo ufficio in periodo successivo al giugno del '96.
E' a questo tipo di accertamenti che si è limitata l'attività del suo ufficio, o ha investito anche altre situazioni?
Ora non occorre che lei ce le dettagli tutte, perché il Pubblico Ministero lo sa, su certi punti dovremmo rivolgere le domande e le richieste di chiarimenti piuttosto al suo collega, al colonnello Pancrazi, per quanto riguarda il Centro Operativo di Roma; anche al personale del suo ufficio.
Ma, per quanto la risposta sia positiva, io ho bisogno sempre, attraverso le sue precisazioni, di fornire alla Corte il tracciato, la storia, anche di queste che sono state le tappe più recenti delle indagini.
TESTE Zito: Certo. Così come, appunto, fino ad adesso, sia le dichiarazioni di Gullotta, e i riscontri, chiaramente su delega, e di Geraci Francesco, poi, nel corso appunto del dibattimento, sono stati fatti singoli accertamenti anche su punti specifici.
Faccio qualche esempio, tanto per dare...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dottore.
TESTE Zito: Ecco, dalla data in cui ha fatto il servizio militare Scarano Massimo, alla presenza di una agenzia di pratiche automobilistiche in via Santa Croce di Gerusalemme a Roma; dalla vicenda, per esempio, dell'acquisto di armi all'armeria Garsia, alle date di attivazione delle utenze ... dell'autolavaggio Lisacchi, che si ricollega a Trombetta.
Dalla rapina in danno della ditta Perrera denunziata da Spatuzza Gaspare il 24/11/88.
Poi, al Benigno Salvatore, accertamenti su Benigno Salvatore, su foto comparse in un numero di Panorama.
Quindi, una sequela di accertamenti specifici richiesti dal Pubblico Ministero.
Poi ci si chiedeva anche la data dello sciopero dei tabaccai novembre-dicembre '92, in relazione ad ulteriori accertamenti che riguardavano le dichiarazioni, per esempio, di Carra.
Alle identificazioni di tale Ciareddu, abitante a Palermo, nello stesso stabile, allo stesso immobile dove abitava il Carra Pietro.
Poi, alla elaborazione più specifica, marzo-aprile '94, del tabulare, del cellulare La Bua Liliana.
Ed altre analoghe elaborazioni che riguardavano, sia i cellulari intestati a Spatuzza e sia quello intestato alla Auto G.&G. di Giacalone.
Poi, a partire sempre, siamo quindi all'ambito del 1966 (?), quindi anche dichiarazioni rese al Pubblico Ministero da Scarano Antonio.
E per stabilire, o meno, l'esistenza di anonimi inoltrati tramite posta, a testate giornalistiche, in concomitanza con gli attentati commessi a Milano e a Roma del 27-28 luglio 1993. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Questo, è un argomento che occorre che lei... Gli atti li ha citati. Questo, vorrei invece, lo...
TESTE Zito: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... insomma, lo mettesse a fuoco.
Poi ci saranno dei particolari, magari, in più da chiedere a qualcuno, degli ufficiali di Polizia Giudiziaria che hanno lavorato. Perché il lavoro è stato fatto su questo punto, forse non solo ed esclusivamente dal suo personale, ma intanto vorrei che inquadrasse...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... i termini della delega e i termini dell'accertamento.
TESTE Zito: Guardi, gli accertamenti, diciamo, eventualmente per alcuni passaggi più particolari, c'è l'ispettore Puggioni. Già che lei mi chiedeva quale fosse stato l'ufficiale di P.G.
Ecco, la delega del Pubblico Ministero è del 24/09/1996. Qui diamo, appunto, risposta...
PUBBLICO MINISTERO: '96?
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: '96?
TESTE Zito: '96.
PUBBLICO MINISTERO: '96.
TESTE Zito: 24/09/1996. In cui, appunto, il Pubblico Ministero richiedeva degli accertamenti conseguenti le dichiarazioni di Scarano Antonio su anonimi, inoltrati per posta a dei giornali, in concomitanza, appunto, con gli eventi stragisti del luglio del 1993.
Si sono, appunto all'epoca, infatti, cui rispondemmo con nota del 13 febbraio del 1997, con cui appunto mettevamo in evidenza l'attività di ricerca da parte dell'ufficio su anonimi pervenuti presso le varie testate giornalistiche.
Chiaramente, fu indagine a largo spettro.
E, tra le varie, diciamo anonimi, indicammo vari anonimi al Pubblico Ministero con questa annotazione.
E tra i vari anonimi indicammo anche uno in particolare, che era... Anche perché lei ci chiedeva, nella delega, che fosse compatibile chiaramente con gli... perché qui si parlava in, più o meno, coincidenza con gli attentati stragisti del 27 e 28 di luglio.
Quindi, anche la nostra ricerca era finalizzata ad individuare quegli anonimi che fossero compatibili con l'arco temporale, oggetto della delega.
E noi abbiamo individuato, cioè, l'ufficio...
PUBBLICO MINISTERO: Con l'arco temporale con gli avvenimenti, oggetto della...
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Con gli avvenimenti...
TESTE Zito: Con gli avvenimenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: 27, diciamo, gli avvenimenti riguardano il 27 e il 28 di luglio 1993.
Quindi, tra le varie anonimi, sia per contenuto, sia per l'arco temporale interessato, venne individuato anche uno scritto anonimo dattiloscritto che era pervenuto in data 30 luglio 1993 al quotidiano Il Messaggero di Roma.
Questo, fu acquisito dalla DIGOS, dall'ufficio DIGOS della Questura di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Era, si trattava di un dattiloscritto o di un manoscritto?
TESTE Zito: Dattiloscritto. Di un anonimo dattiloscritto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo dato, lei dottor Zito, lo ha... Lei, o l'ispettore Puggioni, insomma, come lo ha recuperato, conoscitivamente?
TESTE Zito: Sì, questo in base agli accertamenti che sono stati svolti e presso, innanzitutto, su tutte, in ambito anche nazionale, abbiamo svolto questo...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: Presso tutti gli uffici di Polizia. Polizia intendo Polizia di Stato e altri uffici, chiaramente.
E, appunto, in tale ricerca, abbiamo rinvenuto, presso l'ufficio DIGOS della...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: No, questo è un passaggio che mancava nel discorso.
TESTE Zito: Sì, sì. No, gli accertamenti...
PUBBLICO MINISTERO: Se si era identificato, tra gli altri...
TESTE Zito: Tra gli altri. Abbiamo... ultimo... c'è decine di acquisizioni.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel senso, a questo...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Noi abbiamo ristretto l'attenzione a questo, diciamo, scritto anonimo dattiloscritto pervenuto, appunto, in questa data che ci sembrava meritoria di approfondimento.
Quindi noi riferiamo di questo dato del 30 luglio. E, dopodiché, mettiamo in evidenza, perché ancora... e diamo soltanto un flash in relazione, appunto, alle presenze del cellulare intestato a Spatuzza Gaspare in relazione, appunto... Ma fu un accenno, insomma, niente di...
Dopodiché abbiamo una successiva delega da parte del Pubblico Ministero. Delega che è del 20 marzo 1997, cui ne diamo poi evasione in data 16/09/1997.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la delega, in questo caso, aveva...
TESTE Zito: Sì, aveva un...
PUBBLICO MINISTERO: ... quale finalizzazione?
TESTE Zito: Finalizzazione, innanzitutto, di acquisire l'anonimo. L'anonimo a cui facevo riferimento prima, cioè del 30 luglio del 1993, pervenuto al quotidiano Il Messaggero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dando questa data 30 luglio, lei intende indicare la data in cui?
TESTE Zito: La data in cui è pervenuto l'anonimo a Il Messaggero, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Secondo le notizie che avevate acquisito...
TESTE Zito: Allora, allora. Certo, dalla DIGOS.
Noi avevamo soltanto...
PUBBLICO MINISTERO: Alla DIGOS di Roma.
TESTE Zito: DIGOS di Roma. Io, per adesso, sto parlando soltanto di date in cui l'anonimo è pervenuto a Il Messaggero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Quindi, non parlo di date che si possono rilevare, o meno, dalla lettera che riportava l'anonimo. Anche perché non c'era la possibilità ancora di farlo.
Quindi, chiaramente, a seguito poi dell'acquisizione richiesta dal Pubblico Ministero, l'ufficio acquisisce tale anonimo. Che era stato, appunto, come ho già detto prima, inviato il 30 luglio al giornale Il Messaggero.
PUBBLICO MINISTERO: L'ufficio lo acquisisce e riferisce...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo esercizi di buona dizione, per me sempre un po' difficile.
E riferisce, mi diceva, nel settembre?
TESTE Zito: Sì, sì, riferiamo il 16 settembre 1997.
PUBBLICO MINISTERO: In questo caso, riferite aggiungendo quali elementi al Pubblico Ministero?
TESTE Zito: Certo. Noi, in relazione alla data che si rileva nell'annullo postale, cioè, sulla lettera della...
PUBBLICO MINISTERO: Sulla busta.
TESTE Zito: Ecco, sulla busta. C'è l'annullo ed è del 28 luglio 1993, con accanto 14.
Quindi, questo, è l'annullo che figurava sulla busta.
Chiaramente si fanno, appunto, poi degli accertamenti che saranno, che sono stati oggetto anche di una ultimissima annotazione di qualche giorno fa, in relazione...
PUBBLICO MINISTERO: Mi dia gli estremi, anche di questa ultima, dottor Zito.
TESTE Zito: Del 16/11/97.
PUBBLICO MINISTERO: Del?
TESTE Zito: 16/11/97.
PUBBLICO MINISTERO: '97? Non ci siamo ancora al 16/11...
TESTE Zito: No, no, scusi. Questa...
PUBBLICO MINISTERO: Sarà 6, forse.
TESTE Zito: Sì, 11/97, sì. 06/11/97, con cui appunto ribadiamo, c'è tutto un accertamento complesso.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Zito: Ecco. Però che cosa inizia ad apparire? Cioè, che la data di impostazione di annullo è del 28 luglio 1993 con la sigla...
PUBBLICO MINISTERO: Io vorrei che lei, dottor Zito, se non le dispiace, potesse sinteticamente, su questo punto, indicare alla Corte qual è stato l'esito dell'accertamento per determinare al meglio la data e anche l'ora, non prima delle quali e non dopo le quali può essere stata impostata questa busta.
E il modo attraverso il quale il suo personale è riuscito a stabilire...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... se è riuscito a stabilire qualche cosa in merito.
TESTE Zito: Certo. Gli accertamenti...
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo, per cortesia, di non far cenno del contenuto dell'anonimo in questione, perché c'è una decisione...
AVVOCATO Pepi: Presidente...
PUBBLICO MINISTERO: ... "sub iudice", ancora sul punto dell'ammissibilità di certi documenti.
Però noi stiamo semplicemente raccontando gli accertamenti che ha fatto il suo ufficio e non stiamo parlando del contenuto di questa documentazione.
TESTE Zito: No, non l'ho assolutamente menzionato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma la invitavo, appunto, a non farne menzione.
TESTE Zito: Sì, certo.
AVVOCATO Pepi: Presidente, mi scusi, sono l'avvocato Pepi.
Mi sembra il teste stia sempre riferendo, da alcuni minuti a questa parte, una serie di indagini fatte sulla base di documenti anonimi.
Ora, fino a prova contraria, mi sembra che, una volta potrà anche accennare che sono arrivati questi documenti anonimi. Ma continuare a spiegarci una attività svolta sulla base di atti che non sono utilizzabili, atti che non possono far parte di questo processo, mi sembra che sia veramente al di fuori di ogni logica processuale.
PRESIDENTE: Sentiamo gli argomenti del Pubblico Ministero.
AVV. Cianferoni: Scusi, Presidente, posso associarmi alla eccezione formulata dall'avvocato Pepi?
PRESIDENTE: Certo.
AVV. Cianferoni: Sotto questo profilo, anche.
"L'anonimo" - dice l'articolo 240 - "non può essere utilizzato in alcun modo. Salvo che costituisca corpo del reato" - e non sto a dilungarmi sulla nozione corpo di reato, troppo più nota alla Corte, che al sottoscritto - "o provengano comunque dall'imputato.
La provenienza dall'imputato deve essere un presupposto per la utilizzabilità. Non si può far domande tese a dimostrare la provenienza dall'imputato, poiché altrimenti si cerca di aggirare il precetto dell'anonima."
Ecco, sotto questo profilo, mi pare che non sia utilizzabile quanto viene oggi riferendo il teste a domanda del Pubblico Ministero.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
Solo per associarsi a quanto effettivamente rilevato dai precedenti difensori.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, io casomai la vedrei esattamente alla rovescia. Mi perdonerà il penultimo difensore.
Allora, se ho capito bene, dice: 'l'anonimo può esser conosciuto dal Giudice, solo se in quanto proveniente dall'imputato.' A parte il fatto che non sia il corpo del reato.
Allora, si dovrà pur provare a dimostrare la provenienza dell'imputato di un documento, oppure no?
Viceversa, il difensore dice: 'non si può far domande per stabilire la pro... Non si può far domande a un testimone.'
Allora, non si potrebbe nemmeno fare una perizia; non si potrebbe nemmeno fare una qualsiasi altra attività investigativa o di istruttoria dibattimentale, per far vedere la provenienza.
Se questo fosse vero, la lettura alla quale il penultimo dei difensori arriva circa il che e in che modo potrebbe farsi ... sul conto di questo anonimo, sarebbe molto semplice.
Si scancella la norma del Codice e si strappa i documenti.
Non è così. Queste domande, anche se per rispetto alla decisione che la Corte deve ancora prendere, si guardano bene dall'introdurre surrettiziamente la conoscenza, la conoscibilità del contenuto dell'anonimo, mirano intanto a creare progressivamente proprio gli elementi di dimostrazione della provenienza di questo e di un altro scritto anonimo, dagli imputati.
Già la si chiami, la si veda, la si interpreti, la si immagini, una sorta di procedura incidentale - perché così è, tutto sommato; anche se formalmente non ha questa definizione - procedura incidentale che mira a stabilire che quel certo documento non è anonimo nella sostanza; è anonimo solamente perché non è firmato.
Allora è quel tipo di anonimato del documento che il Codice considera indifferente, rispetto alle esigenze di Giustizia. Nel senso che, quando il Codice stabilisce che se il documento proviene dall'imputato, il Giudice lo conosce e come lo conosce, è perché la mancanza di una firma non è assolutamente significativa.
L'anonimato deve essere un anonimato sostanziale e definitivo.
E infatti come si fa a stabilire se un certo documento lo ha scritto una persona, piuttosto che un altro?
Chi ha esperienza di cose giudiziarie lo sa in 1500 modi diversi: o perché uno ha visto tizio che lo scriveva, o perché uno ha visto l'altro che lo batteva a macchina, o perché quello ha fatto l'accertamento tecnico e stabilisce inequivocamente che quel documento è stato scritto di pugno da tizio, da caio, da sempronio e quanti altri sia.
Ecco quello che stiamo esattamente facendo.
Ed è la ragion per cui io credo che le domande che io sto ponendo al dottor Zito, siano tutte domande pertinenti. E non certo domande superflue, o ostacolate da un qualche sbarramento che la Corte avesse apporto con un provvedimento.
Certo, se la Corte... Mi sembra che un provvedimento più o meno di questo tipo lo abbia adottato già all'inizio dell'istruttoria dibattimentale circa determinate lettere firmate Madre Natura. E siccome il Pubblico Ministero non era in grado di produrre il certificato anagrafico della signora Madre Natura, e ha detto: sono apparentemente anonime, ma in realtà provengono da un imputato in particolare, Graviano Giuseppe. Imputato che oggi non è più di questo processo, mi pare che all'epoca la Corte avesse detto: 'la Corte, intanto, li prende questi documenti. Poi, alla fine, vedrà - lo può fare ovviamente anche con la sentenza - se c'è stata dimostrazione di provenienza di questi documenti dall'imputato, da uno degli imputati, o da tutti gli imputati, in qual caso la Corte trattiene il documento e ci motiverà anche la sua decisione.
Diversamente, se il documento, quanto alla sua provenienza rimanesse anonimo - questo io lessi e intesi da quella ordinanza della Corte - dovesse rimanere anonimo, vuol dire che la Corte non ne terrà conto. E, anche con la sentenza, lo prende, lo impacchetta e lo restituisce al signor Pubblico Ministero, perché ne faccia quanto di dovere.
E' la stessa situazione di oggi.
Allora mi sembra che, con queste domande, anche se la Corte ha riservato il provvedimento alla fine della settimana, ma il dottor Zito era già citato, non possiamo fare gli esami a rate, visto che già tutto è così faticoso, io credo che questo tipo di domande si possano porre.
PRESIDENTE: Allora, facciamo una cosa di questo genere: lasciamo aperta la questione. Perché, chiaramente, fino a che non conosceremo le obiezioni di altra natura sulle produzioni richieste dal Pubblico Ministero nell'udienza scorsa, è, diciamo, un lavoro inutile o comunque fuori tempo, pronunciarsi su questa questione.
Si ammettono le domande con riserva, ovviamente, di valutarne la proponibilità, quando i difensori avranno fatto tutte le loro osservazioni in proposito.
Proseguiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, non ho capito.
PRESIDENTE: Ho detto...
PUBBLICO MINISTERO: No, mi serve. Perché, siccome sono due ore che sto facendo le domande...
PRESIDENTE: ... rispondiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Non ho capito esattamente...
PRESIDENTE: Riserviamo...
PUBBLICO MINISTERO: ... diciamo, la sua direttiva, non sto neppure a far la domanda.
PRESIDENTE: Ma mi pare che ho accolto la subordinata del Pubblico Ministero.
Cioè, la Corte deciderà nel momento in cui valuterà tutte le ragioni di opposizione - se ce ne saranno - dei difensori sui diversi documenti che il P.M. avrà prodotto nell'ultima udienza.
Per il momento, le domande sono ammesse con riserva di poter valutare se poi, in realtà, si possono porre, o no, a seconda della valutazione dell'anonimato di questo documento. Che, tra l'altro, la Corte, per il momento, non conosce, non deve conoscere, fino a quando i difensori non hanno fatto la loro osservazione.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, signor Presidente, a prescindere da quelle che possono essere le opp... che ci saranno sicuramente le opposizioni da parte dei difensori, io volevo essere ancora più chiaro sul punto che cerco di porre domande che servano e non oltrepassino la necessità di dimostrare la provenienza di quei documenti.
PRESIDENTE: Certamente. E sono...
PUBBLICO MINISTERO: Allora chiedo a lei, chiedo a lei un sindacato diretto, a prescindere dalle opposizioni dei difensori, ecco, se ce ne saranno.
PRESIDENTE: Sì, ma tanto...
PUBBLICO MINISTERO: Per non fare un lavoro inutile e per non infastidire la Corte.
PRESIDENTE: E' una ammissibilità condizionata. Nel senso che si possono porre, il teste potrà rispondere.
Al momento in cui valuteremo questo documento, potremo complessivamente valutare se si può considerare anonimo, meno anonimo, quasi anonimo, o quello che è.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma è quello che io sto cercando di fare: di dimostrare ora, in funzione della vostra decisione, che anonimi non sono.
PRESIDENTE: Quindi, per il momento...
PUBBLICO MINISTERO: Altrimenti...
PRESIDENTE: ... le domande sono ammesse. Poi, valuteremo...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, ho capito perfettamente, Presidente.
AVV. Cianferoni: Presidente, sono l'avvocato Cianferoni.
Siccome ha avuto interlocuzione, il signor Pubblico Ministero al di fuori dell'esame...
PRESIDENTE: Dica, avanti.
AVV. Cianferoni: Eh, certo non ha certo bisogno dell'intervento di chi parla per sostenere la tesi condivisa da questo difensore.
Sarà un caso, ma questo difensore ha proprio l'ordinanza a cui faceva riferimento prima...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi, abbia pazienza...
AVV. Cianferoni: ... il Pubblico Ministero.
Questo lo dico perché, Presidente, se una metodologia è corretta, non vedo il motivo per il quale una delle parti, qualunque essa sia, debba poi ritornarvi sopra per ridimostrare un assunto che la Corte ha già vagliato.
Questo, mi pare, un inquadramento non condivisibile della conduzione di un esame.
Sotto questo profilo ci tenevo a far presente che, invece, per quanto riguarda la difesa, ci si riserva una esposizione più diffusa e puntuale al termine assegnato dalla Corte che, se non ricordo male, è venerdì prossimo.
PRESIDENTE: E allora, avvocato, cosa ho detto io?
AVV. Cianferoni: Eh, questo è.
PRESIDENTE: Le domande sono ammesse.
AVV. Cianferoni: Eh, infatti...
PRESIDENTE: Con riserva di valutare le argomentazioni dei difensori.
Dopodiché, evidentemente, si dirà: 'tutta quella parte dell'esame del teste che stiamo esaminando, eventualmente la opposizione fosse fondata, non possono essere prese in considerazione.'
Vogliamo procedere?
PUBBLICO MINISTERO: Siamo qui per questo.
Allora, mi pare che la domanda da ultimo postale, dottor Zito, fosse...
TESTE Zito: Sulle metodiche, se vuole...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con quali mezzi, con quali risultati, il suo personale ha dato corso ad una delega che mirava, come mi sembra che lei abbia anticipato, a restringere al meglio la data e l'ora di impostazione di questa busta.
TESTE Zito: Certo. Il personale inviato a Roma ha effettuato accertamenti presso il Centro Meccanografico delle Poste per verificare l'organizzazione, anche, come eventualmente i tempi, le modalità, l'organizzazione interna, per poter restringere al massimo l'arco temporale entro cui la lettera sarebbe stata effettivamente impostata.
Allora, dagli accertamenti fatti, dopo aver sentito numerose persone che erano responsabili dei singoli, della movimentazione interna della Posta - quindi: orari di servizio, turni di servizio all'interno del Centro Meccanografico Postale - hanno stabilito che, innanzitutto, la sigla 14 apposta sul timbro che è 28 luglio 1993, è l'orario e indica un turno, o meglio la fine di un turno.
Diceva il responsa... Cioè, in base agli elementi raccolti dei vari responsabili all'interno del Centro Meccanografico, si è stabilito, cioè, loro hanno stabilito che, in maniera sicura, la lettera in questione, poteva essere stata impostata dalle ore 17.00 del 27, fino ad un limite massimo delle ore 10.00 del giorno 28.
Questo, è il limite massimo entro cui, dalle ore 17.00 del giorno precedente, il massimo alle ore 10.00 del giorno 28.
Poi, nei dettagli, eventualmente, sulla...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Zito, impostata dove, questa lettera?
TESTE Zito: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Certo, a Roma. Di impostazione ne parliamo sempre, e stiamo parlando della lettera che è stata acquisita presso Il Messaggero.
Quindi, parliamo della impostazione nella Capitale.
PUBBLICO MINISTERO: Lei mi...
TESTE Zito: Poi, oltretutto, quando verrà chiamato il sottufficiale che, eventualmente, ha fatto tutti gli accertamenti, si stabilirà anche la competenza territoriale dell'ufficio, del Centro Meccanografico...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: ... in relazione che va Centro di Roma, cioè, che abbraccia anche il Centro Storico di Roma, che abbraccia anche una parte della città.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché mi interessava che quella certa, quel certo annullo o come si chiama, del francobollo, non fosse del tutto indifferente, o non fosse indifferente, relativamente indifferente, rispetto al luogo dove la busta era stata impostata.
TESTE Zito: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome io non mi intendo di...
TESTE Zito: Certo. No, no, era ... proprio...
PUBBLICO MINISTERO: ... corrispondenza...
TESTE Zito: Certo. Anche come Ufficio Postale, come tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Tutto riferibile all'annullo postale.
Di là siam partiti per fare gli accertamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi sembra che, da questi accertamenti, è emerso per certo che il luogo di impostazione è stata la città di Roma.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E che c'è un certo periodo...
TESTE Zito: Sì, dalle ore 17.00 del 27...
PUBBLICO MINISTERO: ... in termine di data e in termine di orario...
TESTE Zito: ... alle ore 10.00, massimo, del giorno 28.
Questo, è un termine, cioè, matematico, dicevano i responsabili delle Poste.
Entro questo lasso di tempo, sicuramente, è stata impostata la lettera.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Zito, senza far nessun riferimento al contenuto di questa corrispondenza, le risulta, è a conoscenza, se sono state eseguite deleghe analoghe a quelle conferite a lei e, eventualmente, con quale esito relativamente non più alla città di Roma e di Firenze. Ma, a quello che capisco, a Firenze non risulta che sia arrivato alcunché, altrimenti ne avrebbe già parlato...
TESTE Zito: Assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con riferimento invece a città diverse quindi...
TESTE Zito: Certo. Ma, nella delega già che facevo cenno in precedenza, avevamo sviluppato non solo accertamenti a Roma; ma accertamenti in tutta Italia.
In base a tale delega, il collega del Centro Operativo di Milano riusciva a individuare altra lettera identica nel contenuto, dattiloscritta come la lettera rinvenuta a Roma, in originale - quindi non trattavasi quindi di fotocopia - e questa lettera è stata rinvenuta presso l'ufficio DIGOS della Questura di Milano.
Riguardava un anonimo spedito al Corriere della Sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e gli estremi temporali del pervenimento, se ne è al corrente, del pervenimento di questa corrispondenza anonima al Corriere e, quindi, gli estremi temporali dell'analoga operazione di impostazione: dove eseguita, in che orario eseguita, mi può già riferire su questi elementi?
TESTE Zito: Su questi elementi no. Posso dire soltanto che la data in cui la lettera è pervenuta, si tratta di fine luglio 1993. Siamo... in cui la lettera è pervenuta.
Gli altri accertamenti li ha fatti il collega, dottor Messina del Centro Operativo di Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Questa seconda lettera è pervenuta al Corriere della Sera.
TESTE Zito: Sì. Sempre, siamo al 1993, luglio 1993. Fine luglio. Cioè, come elemento temporale successi... cioè nel periodo che riguarda, gli accertamenti miravano, 27 e 28 luglio 1993, anche su Milano perché su Milano anche lì, in quel periodo, in quel lasso di tempo si sono verificati, si è verificato l'attentato di via Palestro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che il dottor Messina ha rintracciato questa corrispondenza presso la DIGOS della Questura di Milano.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha notizia del fatto se di questa corrispondenza, per quella di Milano così come per quella di Roma, di questa corrispondenza anonima, fosse stata data notizia dall'Autorità Giudiziaria?
TESTE Zito: Per quella di Roma sì. Per quella di Milano no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con questa rassegna di accertamenti lei ci ha portato addirittura ad un'attività che si è conclusa con annotazione del 6 novembre, quindi oggi è il giorno 11 se non mi sbaglio...
TESTE Zito: 11 sì. La scorsa settimana.
PUBBLICO MINISTERO: Appena pochi giorni fa. E si tratta della documentazione che è depositata ai difensori da sabato scorso.
Ecco, quale altra attività investigativa ha svolto il suo ufficio, sempre in questo periodo, possiamo meglio dire, dall'inizio di questo dibattimento, quindi del 12 novembre ad oggi, un anno meno un giorno per intendersi.
TESTE Zito: Sì. Proprio nel corso del dibattimento, deleghe sempre conferite dal Pubblico Ministero, dichiarazioni che avevano come base dichiarazioni di Grigoli Salvatore, Sinacori Vincenzo e anche altri punti conferiti sempre dal Pubblico Ministero nello svolgimento del dibattimento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per compiere quest'attività di investigazione, il suo ufficio, proprio questa specificamente legata a dichiarazioni rese anche in sede dibattimentale, alcune deleghe le ha ricevute dopo che le dichiarazioni erano state rese al dibattimento. Ecco, il suo ufficio ha condotto tutta l'attività da solo o si è appoggiato ad altri centri?
*TESTE Zito: No, si è appoggiato soprattutto al Centro Operativo di Palermo per l'espletamento anche di questa attività delegata.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Con tutto ciò, dottor Zito, io la ringrazio e non ho altre domande da porle.
PRESIDENTE: Le parti civile hanno domande?
Ora qui si pone il problema degli interventi dei difensori. Se ci sono domande che non attengono a quegli specifici numeri telefonici, che sono oggetto di preoccupazione fondata, io vi inviterei a porre tutte le domande riservandovi, riservandoci poi di stabilire un altro momento - che potrebbe essere domani o domani mattina o domani pomeriggio - perché avendo a disposizione il testo trascritto delle registrazioni, queste cose possono essere fatte con adeguata preparazione.
AVVOCATO Florio: Presidente, chiedo scusa.
PRESIDENTE: Vogliamo fare una sospensione di dieci minuti?
AVVOCATO Florio: Ecco, questo chiedevo intanto. Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, chi interviene?
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi, Presidente.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Pepi: Buongiorno dottor Zito, sono l'avvocato Pepi.
*TESTE Zito: Buongiorno avvocato.
AVVOCATO Pepi: Senta, la prima domanda che io le volevo fare è questa: lei ha parlato di questi controlli fatti sui numeri telefonici e, soprattutto, sui tabulati della TELECOM, partendo dal controllo dell'utenza telefonica del signor Spatuzza.
Ecco, io le chiedo: oltre a questo tipo di indagine che lei ha detto di aver fatto, avete mica preso in considerazione l'ipotesi che questi cellulari fossero stati clonati?
TESTE Zito: Mah, guardi avvocato, già... Si sente? Sì.
Sull'ipotesi della clonazione del telefono, è un discorso anche di carattere tecnico.
AVVOCATO Pepi: Certo.
TESTE Zito: E quindi sul modo come un telefono possa essere clonato, così come nelle giornate di venerdì e sabato più volte ho detto, mi sono diciamo incamminato su questioni di carattere tecnico, però evidenziando che non sono un esperto, un consulente che possa dare informazioni di carattere così preciso.
E, se dall'attività investigativa si evince una clonazione, la si evince poi da un'analisi complessiva del tabulato.
AVVOCATO Pepi: Ecco, sì dottore, ma, mi scusi, io non ho chiesto se lei personalmente ha fatto quest'indagine; a me interessava sapere se erano state svolte delle indagini per accertare eventuali clonazioni del cellulare del signor Spatuzza.
TESTE Zito: Ah, in relazione specifica alla clonazione del cellulare di Spatuzza?
AVVOCATO Pepi: Sì, di Spatuzza.
TESTE Zito: Mah, guardi, da alcune telefonate del cellulare di Spatuzza,..., lei dice se da alcune telefonate del cellulare di Spatuzza si poteva evincere o meno una sua clonazione. Questa è la sua domanda?
AVVOCATO Pepi: Esatto.
TESTE Zito: Allora, il discorso della clonazione per quanto attiene all'attività investigativa, io metto da parte la questione tecnica su cui chiaramente non posso essere preciso, noi investigatori riteniamo essere un telefono clonato dalla compatibilità del traffico telefonico.
Cioè la clonazione di per sé cosa é? E' il discorso quando un telefono viene sdoppiato in due in poche parole, no? Con il riferimento della stessa utenza muta il numero seriale, in maniera tale che si creano due cellulari, così per dirlo in maniera molto, diciamo, molto chiara.
Allora cosa vuol dire? Che si trovano due cellulari con riferimento a due ambienti familiari e personali totalmente diversi tra loro. Allora, in quel caso, è il senso della clonazione.
Laddove non si verifica questa anomalia di traffico, allora il discorso, anche se la clonazione c'è, il telefono comunque viene utilizzato dallo stesso usuario. Perché dal traffico telefonico non si evincono situazioni tali che facciano capire o che accertino un uso duplice dello stesso cellulare.
AVVOCATO Pepi: Senta dottor Zito, allora io le devo contestare che in una sua annotazione, 5 aprile '93 a sua firma, lei testual... viene esattamente, viene dichiarato questo:
"Sempre a proposito di tale spostamento, si rileva che l'esame del tabulato SIP ha evidenziato una circostanza anomala, e cioè quella dalla telefonata del ponte radio 06 delle ore 15.20 intercorrono appena 31 minuti, e cioè ove si consideri ancora che la telefonata successiva è delle ore 17.56, dal ponte radio 06 lascia supporre che non è da escludere che il cellulare di Spatuzza sia clonato."
TESTE Zito: Certo, certo. Ma io mi riferisco proprio a questa annotazione.
AVVOCATO Pepi: Ecco, dicevo ma quindi...
TESTE Zito: L'ho messa in evidenza io, certo.
AVVOCATO Pepi: ... quindi lei non può escludere che il cellulare di Spatuzza sia stato clonato.
TESTE Zito: No, ma io non dicevo questo, avvocato. Io dico, come investigatore, mettevo in evidenza l'annotazione, in base al discorso dei ponti radio diversi toccanti - e quindi mi pare che intercorressero, come diceva lei, 30 minuti giusto? -...
AVVOCATO Pepi: Sì, 31 minuti.
TESTE Zito: ... ecco, per cui facevano supporre una clonazione del telefono, in quanto da un ponte radio ad un altro era impensabile caso mai del tempo trascorso che poteva essersi verificato uno spostamento di quel genere. A meno che, poi, uno non possa essere in aereo; questo può anche capitare che se uno si trova in aereo in quell'epoca dove i controlli non fossero particolarmente mirati.
Ma, indipendentemente da queste riflessioni di carattere tecnico, io ho fatto rilevare quella anomalia - che è presente nello scritto nell'annotazione, e quindi ci mancherebbe altro che non lo confermo qui - soltanto la valutazione che faceva l'investigatore era un'altra: io mettevo in evidenza il discorso dei 31 minuti dei ponti radio differenti su un'ipotesi di clonazione; però era un discorso a livello investigativo che il telefono cellulare, il clone, interagiva sulle solite utenze e sugli stessi soggetti.
AVVOCATO Pepi: Va beh, comunque a me premeva che fosse confermato che il cellulare di Spatuzza in 30 minuti di differenza, prima era nel distretto di Roma e poi in quello di Palermo.
Senta, io le volevo chiedere poi relativamente alla villa di Capena, a me risulterebbe che, a un certo momento delle vostre indagini, tale villa fu da voi gestita - da voi della DIA - consegnata a voi.
Ecco, lei si ricorda esattamente in che periodo vi installaste, prendeste in consegna la villa di Capena?
TESTE Zito: Cioè, in che senso avvocato, noi ci installiamo?
AVVOCATO Pepi: No...
TESTE Zito: Cioè, non ci siamo mai installati nella villa di Capena.
AVVOCATO Pepi: Installati, non per starci dentro. Cioè, voi da quand'è che vi occupaste della villa di Capena?
TESTE Zito: Mah, ci sono delle deleghe del Pubblico Ministero. Io, come già precisato, per quanto attiene a quei determinati segmenti di indagine, io ho tracciato un quadro generale in cui rimandavo i singoli colleghi per la trattazione specifica, tipo la villa di Capena, per esempio, essenzialmente svolti dal Centro Operativo di Roma.
Ecco, in relazione a questa domanda, sicuramente poteva essere più specifico il colonnello Pancrazi, che svolse personalmente le indagini.
AVVOCATO Pepi: Bene. Però...
TESTE Zito: Non ci siamo mai installati, noi abbiamo svolto accertamenti su delega del Pubblico Ministero.
AVVOCATO Pepi: Certo.
TESTE Zito: Con l'ausilio chiaramente...
AVVOCATO Pepi: Era impropria la parola installato.
TESTE Zito: Ecco.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei prima ha parlato di biglietti aerei e marittimi intestati a nominativi, lei ha definito "similari".
Ora, io però le volevo chiedere questo: ma lei, come dovrebbe fra l'altro risultare un po' a tutti, trattandosi di viaggi nazionali e non internazionali, il biglietto di viaggio può essere intestato a una persona e usufruito da un'altra.
Se a lei le risulta questa circostanza, che è una circostanza fra l'altro obiettiva.
TESTE Zito: Mah, guardi, il nostro accertamento era finalizzato in base al punto delega del Pubblico Ministero, a individuare dei nominativi che avessero simiglianza al nominativo Sinacori.
Noi abbiamo dato evasione al punto delega dicendo che era simigliante al nominativo Sinacori, Rinatori.
Cioè, questo è l'accertamento che ci era stato chiesto e quello noi abbiamo risposto.
AVVOCATO Pepi: Bene.
Senta, dottor Zito, ora le volevo fare delle domande che esulano da questo tipo di indagine sulle utenze telefoniche, ma che attengono proprio alla sua funzione; per cui penso siano sicuramente ammissibili.
Lei essendo, avendo un grado importante nella DIA, è ovviamente a conoscenza della cosiddetta gestione dei collaboratori di Giustizia.
TESTE Zito: Ne sono a conoscenza per come ne può essere a conoscenza qualsiasi altro. So che c'è una normativa, so che ci sono degli organismi appositi che gestiscono i collaboratori di Giustizia.
AVVOCATO Pepi: Va beh, lei magari come un altro... forse qualificatamente allora ne saprà più di me sicuramente su questo pezzo, no dottore?
TESTE Zito: Mi faccia le domande...
AVVOCATO Pepi: E io le faccio, appunto, la premessa e poi sono le domande.
Senta, a lei risulta come vengono ammessi al Programma di Protezione i collaboratori di Giustizia? Cioè, la domanda più diretta è questa: prima di essere ammessi al Programma di Protezione, vengono verificate le dichiarazioni dei collaboratori di Giustizia, oppure si dà inizio subito al regime di protezione?
TESTE Zito: Mah, guardi avvocato, lei mi pone delle domande che esorbitano da mia competenza funzionale. Ci sono i dirigenti dell'ufficio investigativo, non mi occupo minimamente delle procedure tramite le quali i collaboratori di Giustizia vengano o meno ammessi al Programma di Protezione.
Cioè, questo tutto attiene al discorso di organismi e di competenze che sono al di fuori del mio ufficio.
Quindi io non posso parlare di procedure o di attività che fanno capo ad altri colleghi oppure ad altri organismi.
Darei una risposta, delle mie valutazioni; lei vuole chiaramente delle risposte precise. Sarebbe una valutazione da parte mia.
AVVOCATO Pepi: Allora le faccio domande sempre su questo argomento, se lei mi può dare una risposta.
E' a conoscenza se a alcuni collaboratori di Giustizia da parte della DIA siano state offerte delle somme di denaro per collaborare?
TESTE Zito: Cioè, da parte della Direzione Investigativa Antimafia Nazionale?
AVVOCATO Pepi: Sì.
TESTE Zito: Mah, guardi, questa non è una procedura... cioè, indipendentemente dal discorso, lei adesso mi fa una domanda di carattere generale; io le posso rispondere che, per quanto attiene alla nostra competenza professionale e per quanto attiene alla nostra specifica attività, nella maniera più assoluta noi si promette denaro per collaborare.
Lei rivolge la domanda adesso a un ufficio investigativo... quindi nella maniera più assoluta.
AVVOCATO Pepi: Lei non sa se altri Enti dello Stato tipo i ROS, o altri Enti, fanno la stessa cosa che le ho chiesto?
TESTE Zito: Mah, guardi, avvocato, ripropongo la mia stessa risposta: dovrei fare delle valutazioni. Io non posso fare valutare...
AVVOCATO Pepi: Io le ho chiesto se lo sa o non lo sa.
TESTE Zito: Non sono in grado di poter rispondere a domande di questo genere. Come faccio a dire quello che eventualmente possa fare uno o possa fare l'altro? Rispondo per il mio operato.
AVVOCATO Pepi: Io allora le faccio queste domande e probabilmente so già la risposta, ma comunque provo a fargliele.
Lei è a conoscenza che Pietro Romeo, prima di collaborare, ha richiesto e ottenuto un esborso di 500 milioni?
TESTE Zito: Nella maniera più assoluta, non ne sono a conoscenza.
AVVOCATO Pepi: Neppure che Pennino abbia avuto 2 miliardi?
TESTE Zito: Lo stesso.
AVVOCATO Pepi: Neppure che a Giuliano Francesco fu offerta, al momento stesso del suo arresto, la somma di mezzo miliardo per collaborare?
TESTE Zito: Nella maniera più assoluta.
AVVOCATO Pepi: Non ho altre domande.
Presidente, sciogliendo quella riserva di cui avevo parlato prima, le deposito uno, chiamiamolo uno sfogo, degli imputati detenuti in relazione al trattamento che ultimamente stanno subendo in carcere perché il trattamento...
PRESIDENTE: E' di cibo...
AVVOCATO Pepi: Di cibo, di orari, mancanza assoluta di possibilità di igiene, perché non gli viene consentito nemmeno di avere detersivi per poter lavare, l'assoluta mancanza di poter partecipare ai sacramenti chi vuole andare alla Messa. Quindi è tutto sottoscritto dagli imputati e io glielo deposito per le eventuali conseguenze.
PRESIDENTE: Bene. Chi interviene?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Chi parla?
AVVOCATO Florio: Sì, mi scusi. Sono l'avvocato Florio.
PRESIDENTE: Ci deve dire chi è.
AVVOCATO Florio: Sono l'avvocato Florio: c'è il signor Lo Nigro Cosimo che voleva fare una dichiarazione spontanea.
PRESIDENTE: Dica.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Signor Presidente buongiorno.
PRESIDENTE: Non la sentiamo. Bisognerebbe... Provi, provi a parlare...
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Florio: No, forse laggiù...
IMPUTATO Lo Nigro: Signor Presidente, signori della Corte...
PRESIDENTE: Si sente male. Vuol chiamare lì dentro per favore...
Provi a vedere se lei può attivare il microfono.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Signor Presidente, signori della Corte...
PRESIDENTE: Provi ancora.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Signor Presidente e signori della Corte...
PRESIDENTE: Provi a vedere se c'è un pulsante da attivare, scusi sennò...
IMPUTATO Lo Nigro: Mi sente signor Presidente?
PRESIDENTE: Ora la sento.
IMPUTATO Lo Nigro: Signor Presidente e signori della Corte, sono Lo Nigro Cosimo. Buongiorno.
Debbo fare due dichiarazioni spontanee. La prima consiste in questo: volevo fare presente alla Corte che, durante la mia detenzione nel carcere di Livorno, il dottor Zito è venuto a trovarmi parecchie volte. E mi ha offerto soldi in cambio della mia collaborazione. E voleva che mi autoaccusavo, mi autoaccusavo di tutte le stragi come esecutore.
E io ci dicevo che ero innocente e alcune persone che mi accusano io li conosco e ci dissi pure che in fase dibattimentale dimostravo come io conosco queste persone.
Al mio rifiuto di collaborare, mi ha minacciato e che mi... lui se ne è rovinato la vita.
Io spero che questo dottor Zito abbia il coraggio di dire chi l'abbia consigliato e prego il signor Presidente e i signori della Corte affinché controllino i miei spostamenti nel carcere di Livorno.
E prego di nuovo al dottor Zito, se è la verità quello che sto dicendo io oggi in aula, signor Presidente e signori della Corte, io ho terminato come la prima dichiarazione.
La seconda dichiarazione è composta ... e cos'è? I miei tabulati telefonici della TELECOM che io ho acquisito tramite il mio avvocato Florio qui a Firenze, della Corte e questi tabulati di oggi che sono venuto a conoscenza che sono tabulati della DIA, signor Presidente e signori della Corte, sono stati manomessi i tabulati.
E lei può controllare che i signori della Corte, prego, perché qua state giocando e stanno giocando con la mia vita. Perché io non posso andare a pagare le stragi, perché se conosco Romeo, perché conosco al signor ... perché come posso dimostrare?
Signor Presidente e signori della Corte, per cortesia fatemi luce sopra la mia vita perché qua si gioca la mia vita.
Lo chiedo con il cuore in mano e chiedo, essendo che c'è pure il dottore Zito oggi in aula, di fare presente se quello che sto dicendo io è la realtà o non è la realtà.
Signor Presidente e signori della Corte, io ho terminato della mia dichiarazione. Grazie.
PRESIDENTE: Allora, vogliamo sapere dal teste se ha qualche dichiarazione da fare in proposito.
TESTE Zito: Innanzitutto confermo il fatto di avere svolto un colloquio investigativo col signor Lo Nigro.
PRESIDENTE: Parli più vicino al microfono.
TESTE Zito: Sì. Confermo il fatto di aver avuto un colloquio investigativo col signor Lo Nigro. Certo lo confermo, a Livorno, un solo colloquio investigativo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per cortesia, non le ho detto di parlare.
TESTE Zito: E...
PRESIDENTE: Lei ha fatto la sua dichiarazione, ora sentiamo cosa dice il teste.
TESTE Zito: Nego nella maniera, chiaramente, più recisa di aver mai proposto al signor Lo Nigro somme di denaro per la sua collaborazione. Nel corso del colloquio io soltanto ho fatto presente, essendo io un funzionario dello Stato e un investigatore, che eventualmente in caso di sua collaborazione c'erano tutti i benefici che la Legge accorda in tal caso.
Nient'altro.
PRESIDENTE: Bene. Allora, intanto estratto di questo verbale va trasmesso al P.M. per quanto di sua competenza.
Possiamo andare avanti. Ci sono altri interventi?
AVVOCATO Florio: Presidente, sono l'avvocato Florio.
Senta, io ho, diciamo così, due tipi di domande. Una parte che non concernono quei numeri che effettivamente sono stati più volte citati; purtroppo, me ne scuso in un certo senso con la Corte, ma non è ovviamente né mia, né tantomeno del tecnico, credo di aver bisogno però di verbali inerenti...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato, abbiamo detto che per quelli fisseremo una...
AVVOCATO Florio: Appunto, come preferisce la Corte: se il controesame come ritiene questa difesa, forse è anche meglio, può essere effettuato in un'unica giornata quando...
PRESIDENTE: No, avvocato. E' inutile che... ci abbiamo uno scorcio di mattinata. Quella parte...
AVVOCATO Florio: Credo che altri colleghi vogliono intervenire comunque.
PRESIDENTE: Ho capito. Va bene. Ma mi pare che la sua parte di intervento, per quello che non riguarda i numeri, può avvenire anche ora.
AVVOCATO Florio: Va bene. Ed allora, Buongiorno dottor Zito.
Senta, nella giornata, mi sembra di venerdì pomeriggio, lei parlò di un pedinamento nei confronti del signor Lo Nigro Cosimo.
Ecco, questo pedinamento dette un qualche risultato, mi sembra che si arrivò ad una perquisizione?
TESTE Zito: Di quale pedinamento parla?
AVVOCATO Florio: Sto parlando di un pedinamento del... che iniziò, mi sembra, a Milano, nel 1995.
TESTE Zito: Ho capito.
AVVOCATO Florio: Fu un pedinamento che dette un qualche risultato, oppure no?
TESTE Zito: Questo pedinamento fu effettuato dal Centro Operativo, cioè tutta l'attività operativa fu svolta dai colleghi di Milano e noi in ausilio.
In cui chiaramente poi, su questo aspetto, come ho già detto, io ho tracciato soltanto le linee generali di questa attività, su cui avrebbe riferito il collega di Milano per tutti gli aspetti di dettaglio che potevano risultare.
AVVOCATO Florio: Mi scusi se la riporto alla domanda.
TESTE Zito: Sì.
AVVOCATO Florio: Dette un qualche risultato questo pedinamento?
TESTE Zito: Sì, fu svolto un'attività di controllo nei confronti del Lo Nigro. Il Lo Nigro si incontrò con determinate persone, se non sbaglio ci fu, partecipò anche insieme con il padre ad un Battesimo o Comunione, non ricordo ora quale cerimonia fosse.
E poi fu svolto anche un servizio di attività anche nel rientro a Napoli.
Cioè, quindi furono verificati determinati contatti del Lo Nigro con altre persone lì a Milano.
Come le ripeto, per i dettagli, poi, il collega di Milano sarà sicuramente più puntuale.
AVVOCATO Florio: Ecco, limitatamente però a questo, a Napoli mi sembra lei parlò di una perquisizione a carico del Lo Nigro.
TESTE Zito: Sì.
AVVOCATO Florio: Ebbe esito positivo o negativo?
TESTE Zito: La perquisizione esito negativo. Fu effettuata dalla Polizia se non sbaglio.
AVVOCATO Florio: Fermo restando la riserva che ho fatto all'inizio, in ordine alla nuova data inerente alle domande che le farò sui tabulati, però, mi sembra che, nella giornata di sabato, lei ha parlato che, nel tabulato del signor Cosimo Lo Nigro, risultavano chiamate nei confronti di tale signor Di Fazio Damiano.
Me lo conferma, me lo ricordo bene?
TESTE Zito: Guardi, dovrei riprendere il tabulato. Perché sa, i nominativi son tanti per cui... eventualmente, se vuole, si prende il tabulato e si verifica.
PRESIDENTE: Prenda il tabulato.
TESTE Zito: Se è possibile.
AVVOCATO Florio: Mi faccia la cortesia.
TESTE Zito: Mi indica anche il giorno gentilmente...
AVVOCATO Florio: 3 aprile se non vado errato.
PRESIDENTE: E l'anno?
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Florio: Lo ricordo a memoria, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Avvocato Florio, no.
AVVOCATO Florio: Il Pubblico Ministero ricorderà certamente meglio di me, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che il teste le chiede questa precisazione di orientamento: il 4 di aprile.
AVVOCATO Florio: 4 aprile.
PRESIDENTE: In che anno possiamo saperlo?
PUBBLICO MINISTERO: 1994.
AVVOCATO Florio: '94.
TESTE Zito: Mi dica avvocato.
AVVOCATO Florio: Ecco, io volevo avere la conferma o meno se ricordo bene, perché appunto i verbali non li ho, se, in relazione al tabulato del signor Cosimo Lo Nigro, vi erano delle comunicazioni con tale signor Di Fazio Damiano.
TESTE Zito: Qui, non soltanto...
AVVOCATO Florio: Prego?
TESTE Zito: No, dico qui sono soltanto quelle in uscita.
AVVOCATO Florio: Credo che anche il 6 di aprile si siano verificate dei contatti telefonici, non so, lei ha il tabulato sotto mano?
TESTE Zito: Non ho quello completo adesso.
AVVOCATO Florio: Senta,...
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Pubblico Ministero se parla al microfono lo sentiamo tutti.
AVVOCATO Florio: Ascolti...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Era semplicemente per dire, siccome il signor Lo Nigro dice il suo tabulato è stato manipolato, allora mi pareva che fosse un po' una perdita di tempo far tante domande al dottor Zito.
AVVOCATO Florio: No, va beh, questo lo vedremo alla fine. Ora non è che... ho il teste qui davanti, poi vedremo alla fine di tirare le conclusioni.
Dicevo, voi avete svolto indagini nei confronti di questo signor Di Fazio Damiano?
TESTE Zito: Dica.
AVVOCATO Florio: Dico, posto che il signor Lo Nigro era in contatto con questo Di Fazio, posto che stavate indagando con... o meglio su il signor Lo Nigro, avete svolto indagini su questo Di Fazio Damiano?
TESTE Zito: Sul Di Fazio certamente, ora, per la precisione... non è che ho fatto tutti gli accertamenti, son stati delegati ai singoli colleghi, i collaboratori.
AVVOCATO Florio: Ecco, sa se in qualche modo il signor Di Fazio Damiano aveva una parentela con questo signor Lo Nigro?
TESTE Zito: Guardi, il Di Fazio a me risultava essere, se non vado errato, suocero del Giuliano.
AVVOCATO Florio: Suocero di Giuliano. Non sa se il Damiano Di Fazio fosse sposato con tale Giovanna Lo Nigro invece?
TESTE Zito: Guardi, lei mi chiede ora dei minimi accertamenti...
AVVOCATO Florio: Se è in grado di rispondere...
TESTE Zito: Non sono io, casomai son stati fatti dai miei collaboratori. Io alcune vicende le...
AVVOCATO Florio: Ovviamente lo chiederò ad altri collaboratori, ovviamente. Ma, se lei era già in grado di rispondere...
TESTE Zito: Non sono in grado.
AVVOCATO Florio: Bene.
Chiedo scusa un momento.
Queste sono domande inerenti ai tabulati, per cui mi riservo.
Io, per il momento, salvo la riserva iniziale, non avrei altre domande nei confronti del...
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
AVV. Cianferoni: Sì, avvocato Cianferoni.
Sulla prima fase investigativa, le chiedo, può chiarirmi attraverso quali risultanze oggettive fu intrapresa la via di indagine sull'associazione denominata Cosa Nostra?
TESTE Zito: Certo, avvocato. Come ho già precisato venerdì mattina, in relazione alle genesi delle indagini sull'episodio di via dei Georgofili, partimmo come ufficio dall'analisi di più attività. Quella che per prima, appunto, fu toccata e che, appunto, ci diede la presenza dei fratelli Graviano, nell'agosto del 1993 in Toscana, che poi - appunto, come dicevo venerdì - si concluse con l'arresto di Vasile Giuseppe, toccò in maniera prioritaria la nostra attenzione. E poi, di là, tutte quelle attività che, oltretutto, anche nello stesso febbraio del 1994, 1 febbraio del 1994 ci fu l'ordinanza di custodia cautelare. Poi ci fu anche, nel gennaio del 1994, il 28 gennaio, l'arresto dei fratelli Graviano. Cioè, la sequela di dati che mettendo insieme, noi ritenemmo di individuare dei soggetti significativi per le indagini.
AVV. Cianferoni: Bene. Questo, se non vado errato, è il sunto della sua deposizione di venerdì.
Rifletto, però, su un dato temporale. Lei prende, diciamo, il coordinamento delle indagini a febbraio 1994.
TESTE Zito: Sì.
AVV. Cianferoni: Lei ricorderà come...
TESTE Zito: La direzione dell'ufficio.
AVV. Cianferoni: Aspetti.
TESTE Zito: Sì.
AVV. Cianferoni: Lei ricorderà come, il fatto che precipuamente doveva interessare l'ufficio di sua competenza era la via dei Georgofili, l'attentato di via dei Georgofili.
Lei ricorda in che data fu questo attentato?
TESTE Zito: Certo.
AVV. Cianferoni: 27 maggio del '93.
TESTE Zito: Certo.
AVV. Cianferoni: Io le chiedo: sa dare conto dell'attività investigativa svolta dal 27 maggio '93 al febbraio del '94? Perché già abbiamo compiuto un'istruttoria dibattimentale sul punto e delle allegazioni c'erano. Per esempio il furto del Fiorino.
Ora io le chiedo, rifaccio la domanda, forse non ero stato chiaro: vorrei capire attraverso quali elementi oggettivi di indagine la vostra attenzione converte... converge, chiedo scusa, sull'associazione denominata Cosa Nostra, piuttosto che verso altre entità.
TESTE Zito: Ma, guardi, come si parla, come dissi allora, era un'ipotesi investigativa. Cioè, le ipotesi investigative poi vanno verificate. Io partivo, come ipotesi investigativa, determinata secondo la mia visuale investigativa di allora, prima, da un discorso di carattere generale che ho già precisato che, determinati input potevano far pensare, fondatamente, che gli attentati del '93 potessero essere riconducibili a Cosa Nostra anche da elementi forniti dai collaboratori di Giustizia; secondo, io, trovandomi qui a Firenze, partendo da questa ipotesi di carattere generale, sono sceso nell'ipotesi più particolare, partendo non da elementi fantastici, ma da elementi obiettivi, dai quali un investigatore deve partire. L'elemento obiettivo era proprio la presenza dei fratelli Graviano, elementi di spicco, allora, di Cosa Nostra, presenti emblematicamente nell'agosto del 1993 in Toscana, e segnatamente a Forte dei Marmi. Lo ritenni allora un elemento particolarmente interessante, già che lei mi chiede delle mie valutazioni, io gliele faccio...
AVV. Cianferoni: No, dottore...
TESTE Zito: Lei mi chiede il motivo per cui...
AVV. Cianferoni: Non le chiedo delle valutazioni.
TESTE Zito: Lei mi ha chiesto il motivo, di valutare il perché e il per...
AVV. Cianferoni: No. Non le ho chiesto delle valutazioni. Non intendo entrare in polemica, Presidente.
Io le ho chiesto: da quali risultanze oggettive...
TESTE Zito: Eh, io...
AVV. Cianferoni: ... la sua indagine converge sull'associazione denominata Cosa Nostra?
TESTE Zito: Benissimo.
AVV. Cianferoni: Non le chiedo valutazioni.
TESTE Zito: Gli elementi oggettivi, per me, erano della riconducibilità di una presenza emblematica di esponenti di primissimo piano di Cosa Nostra, nell'agosto del '93, in Toscana, dopo tre mesi dalla strage di via dei Georgofili, e poi da un mese e qualcosa dagli ultimi attentati del 1993 a Milano e Roma, che è una presenza che io ritenni significativa per avviare le indagini. Quell'elemento obiettivo di partenza. E poi da una riconducibilità, come ho già detto venerdì mattina, di un'ipotesi generale in base a determinati input, forniti da un collaboratore di Giustizia, in particolar modo che ritenevo significativo, Annacondia Salvatore, rispetto agli attentati ai monumenti che si ricollegavano ad ambienti di Cosa Nostra.
E questi elementi, per me, erano significativi per la riconducibilità delle stragi a Cosa Nostra, e, nello specifico, per quanto atteneva a Forte dei Marmi, come dato di partenza, rispetto ad elementi quali i fratelli Graviano.
AVV. Cianferoni: Quindi, questi sono gli elementi.
A proposito dei collaboratori di Giustizia, lei ha ora fatto cenno al signor Annacondia, vuol essere più dettagliato sul punto?. Richiamo alla sua memoria, non credo ce ne sia del resto bisogno, la sua nota del marzo, se ricordo bene, del maggio del '94, il 10 maggio del '94. Ecco, vuol essere più preciso sul punto dei collaboratori di Giustizia?
TESTE Zito: Mah, preciso, cioè, nel senso, la collaborazione, le indicazioni che l'Annacondia allora forniva, dicendo di aver appreso dall'ambiente carcerario, che l'attacco ai monumenti era, diciamo, proveniente da ambienti quali organizzazioni mafiose tipo Cosa Nostra. Per cui, poi, oltre tutto, effettivamente, nel '93, ci furono queste stragi che toccarono anche monumenti di primaria importanza, quindi, un elemento che suscitò, chiaramente, la mia attenzione in relazione a determinate ipotesi investigative.
AVV. Cianferoni: Ora, Annacondia, lei sa a quale contesto criminale abbia dichiarato di aver fatto parte?
TESTE Zito: Come?
AVV. Cianferoni: Lei sa da quale contesto criminale proviene l'Annacondia?
TESTE Zito: Sì, sì.
AVV. Cianferoni: Ce lo vuole dire?
TESTE Zito: Mah, proviene dall'ambiente variegato, cioè, per quello che rientra nelle mie conoscenze. Annacondia è stato, per un certo verso, elemento di riferimento della 'ndrangheta e ha avuto anche contatti con elementi di Cosa Nostra. Quindi, diciamo, è stato un soggetto di spessore criminale trasversale a più organizzazioni criminali.
AVV. Cianferoni: Le dico, a me consterebbe diversamente, nel senso che, avendo ascoltato l'Annacondia, ci ha offerto sì una descrizione di sé come in contatto con una sequela, mutuo un suo termine, di associazioni, organizzazioni, ma, principalmente, con la Sacra Corona Unita.
TESTE Zito: Mah, guardi, il discorso, lei mi ha chiesto in tre parole, quindi, bisogna...
AVV. Cianferoni: No, non siamo qui per fare il processo all'Annacondia...
PRESIDENTE: Avvocato, faccia rispondere il teste.
AVV. Cianferoni: Prego.
TESTE Zito: Cioè, il discorso di Annacondia è un soggetto di elevato spessore criminale, il quale poi, oltretutto, tenga presente, io ho lavorato in Puglia, quindi, alcune volte la riconducibilità alla Sacra Corona Unita è anche impropria. Cioè, il discorso è che è un soggetto criminale che agiva nell'ambito del nord barese, aveva degli elementi di riconducibilità, più che alla Sacra Corona Unita, avvocato, a questo punto posso essere anche più preciso, ad un clan, il clan Modeo di Taranto, che non è assolutamente facente parte della Sacra Corona Unita,..., per determinati momenti storici, e poi ... se vogliamo così definirlo, in termine, diciamo, tecnico, per quanto attiene sia esponenti di Cosa Nostra e sia esponenti della 'ndrangheta calabrese.
AVV. Cianferoni: Al netto della condizione Annacondia, sa indicare qualche altro nome di collaboratore che, a quel momento, avevate presente per le vostre indagini?
TESTE Zito: Mah, guardi, lei si riferisce all'annotazione...?
AVV. Cianferoni: 10 maggio '94.
TESTE Zito: 10 maggio. Tratteggiammo un discorso di carattere generale, ma, l'elemento che io ritenevo più significativo allora, come partenza, Annacondia ed altre anche indicazioni fornite. Ma l'elemento più caratterizzante era sicuramente Annacondia, a mio modo di vedere. Come ipotesi investigativa.
AVV. Cianferoni: Allora, dottore, premesso che la sua relazione si apre con queste parole:
"Scopo della presente informativa è quello di procedere ad un consuntivo degli esiti investigativi sinora perseguiti, esaltando alcune significative circostanze che sono emerse..." e quant'altro. Le chiedo: perché oggi non fa il nome di La Barbera Gioacchino, Drago Giovanni, Favaloro Marco e Cancemi Salvatore?
TESTE Zito: No, non è che io non faccio il nome. Cioè, se lei mi richiama l'annotazione, non è che io... Ci sto parlando dell'elemento più significativo, avvocato, non è che voglia sottacere cose che ho scritto. Cioè, stanno sull'annotazione depositata. Quindi, nella maniera più assoluta.
AVV. Cianferoni: Inoltre, come poteva, avendo, diciamo, assunto la paternità delle indagini nel febbraio del '94, redigere un consuntivo al maggio del '94? Ritorna un po' la mia domanda d'origine, cioè: vuole specificare, con più dettaglio, l'evoluzione di questa indagine nel trimestre febbraio-maggio? Perché lei scrive che opera un consuntivo nel maggio del '94.
TESTE Zito: Certo, un consuntivo dell'attività svolta febbraio, marzo, aprile, maggio. Cioè, siamo un ufficio, noi non siamo un ufficio territoriale, avvocato, cioè, è anche opportuno capire qual è l'organizzazione di un ufficio quale il nostro. Noi siamo la Direzione Investigativa Antimafia, compito precipuo era quello, in quel momento, di avviare le indagini sulla strage di via dei Georgofili, e quindi un'attività massiva, complessiva - come ho già spiegato su domanda precisa del Pubblico Ministero - che riguardava tutta l'organizzazione dell'ufficio e, chiaramente, noi siamo una parte periferica dell'organizzazione più complessa che è la DIA. Quindi, è chiaro che la produzione sarà molto impegnativa. Ed è partita da quegli aspetti di cui le ho già detto. Il consuntivo a maggio, noi chiaramente facciamo il consuntivo svolto in quattro mesi di indagini, che ritenevamo dei mesi significativi per le indagini.
AVV. Cianferoni: Ecco, non vorrei avere in questo momento una defaillance di memoria, in questo senso, il Pubblico Ministero che segue il controesame potrà eventualmente integrare, o comunque intervenire.
Mi pare che in questa sua relazione consuntiva della questione della presenza di Graviano Giuseppe e Filippo a Forte dei Marmi, nell'agosto, non si faccia parola. Mi pare.
L'ho scorsa e riscorsa, letta e riletta...
TESTE Zito: Ma se ne parlerà in altre annotazioni.
AVV. Cianferoni: Ecco, sì. Senz'altro, non lo escludo, anzi, mi meraviglierei del contrario. Le chiedo: com'è che quando lei fa un consuntivo non introduce l'elemento che per due volte mi ha detto essere tra i più importanti che lei riteneva.
TESTE Zito: Va bene, abbiamo fatto un consuntivo, avvocato. Ora lei mi chiede perché non lo me... l'ho messo in tante altre annotazioni. In alcuni consuntivi si mettono elementi, non il fatto che siano o non siano presenti: è sintomatico di una loro importanza. Sono già ribaditi in tante altre annotazioni che forse lei non ha avuto modo di leggere.
AVV. Cianferoni: No, no, le ho lette...
TESTE Zito: Ah, benissimo, mi fa piacere.
AVV. Cianferoni: Piano piano ci arriviamo.
TESTE Zito: E quindi ci sono ribaditi.
AVV. Cianferoni: Ma, andiamo avanti.
Sul furto del Fiorino, che tipo di attività di indagine lei ha svolto?
TESTE Zito: Ma, guardi, tenga presente che, nel momento storico in cui è avvenuto la strage di via dei Georgofili, come lei ben sa, io non ero a Firenze, e l'ufficio non aveva, diciamo, in quel momento, attività delegate per quanto atteneva le stragi. Quindi, le attività poi svolte sono state successive, fatte da noi, in relazione a determinati episodi o attività delegate dal Pubblico Ministero.
AVV. Cianferoni: No, mi scusi se la contraddico, ma ho qui davanti una nota...
TESTE Zito: Sì, sì, ho capito a cosa si rife...
AVV. Cianferoni: ... no, questa forse... Nota 18 ottobre '93 del Pubblico Ministero, dottor Chelazzi, al dirigente del Servizio Centrale Operativo e della Polizia Criminale di Roma, dove si parla, per l'appunto, del Fiorino.
Prima domanda - è un elemento che non sfuggirà a lei nella sua importanza, il furto di questo veicolo, rispetto all'attentato della notte del 27 maggio.
Allora, preso atto della risposta precedente, le chiedo: quantomeno l'attività pregressa dei suoi colleghi della DIGOS, dei Carabinieri, e quant'altro, lei l'avrà avuta davanti.
Le chiedo: ci sa dire come, per esempio, fu ricostruito l'orario di asportazione del Fiorino?
TESTE Zito: Ma, guardi, ora sull'attività, diciamo, come dicevo al suo collega, sui dettagli dell'attività, l'avranno svolti i miei colleghi, i miei collaboratori. Io non sono in grado di poter ripercorrere nei dettagli tutta l'attività investigativa svolta in tre anni e mezzo. Io son il dirigente... prima, dirigente del Centro Operativo di Firenze, poi, coordinatore di tre Centri nelle indagini, è chiaro che nei singoli dettagli riferiranno, eventualmente, su quegli accertamenti i miei colleghi o collaboratori.
AVV. Cianferoni: Quindi, è inutile allora che io le chieda una cosa dell'importanza della quale, però, credo non possa che darmi atto. Cioè, abbiamo accertato, allo stato e salvo migliore accertamento, per l'appunto, che il Fiorino sarebbe stato trafugato intorno alle 19.35-19.40 del 26 maggio. La nota 18/10/93 a cui facevo riferimento, dava conto che, attraverso l'analisi del traffico telefonico - ecco che mi sorprende che lei non lo sappia - l'indicazione del furto era per le ore 19.53-19.54, quindi spostata in avanti di un quarto d'ora, e, ripeto e sottolineo quanto sopra, in relazione all'elaborazione dei dati del traffico da utenze radiomobili che il servizio sta espletando.
Questa è la nota 18/10/93 del Pubblico Ministero diretta alle autorità che prima le rammentavo.
TESTE Zito: Ma non c'entra nulla la DIA, guardi.
AVV. Cianferoni: Benissimo, ma prendo atto, allora - e su questo punto non la tedio più - che di tutta l'attività di indagine precedente lei non ha un vissuto, non ha oggi da offrire alla Corte un'interpretazione critica e investigativa.
TESTE Zito: Glielo ripeto, nel momento in cui si è verificato il fatto, la DIA non è intervenuta, sono intervenuti gli organismi territoriali, se non sbaglio, la Polizia di Stato e l'arma dei Carabinieri congiuntamente.
AVV. Cianferoni: Va be'.
Dunque, sempre per capire la prima fase di indagine come si è poi sviluppata, l'ambito investigativo. Avete svolto una disamina tesa alle vittime degli attentati e agli obiettivi fissi degli attentati? Quando parlo di vittime mi riferisco, in particolare, a Maurizio Costanzo.
TESTE Zito: Cioè, abbiamo fatto degli accertamenti sulle...?
AVV. Cianferoni: Dico, sulla persona di Maurizio Costanzo e sulle implicazioni delle sue condotte, le più varie, che potevano meritare attenzione da chicchessia, per fargli un attentato.
TESTE Zito: Certo, certo...
AVV. Cianferoni: Ci vuole riferire su questo?
TESTE Zito: Ecco, questa è un'attività svolta dal Centro Operativo di Roma, cioè, in relazione alle varie trasmissioni. Lei si riferisce alle trasmissioni di Maurizio Costanzo contro le attività... cioè, contro la mafia, no? Cioè...
AVV. Cianferoni: Mah, veramente no. Cioè, nel senso, questa è la sua risposta. Io, la mia domanda era più neutra. Io le chiedevo cosa lei avesse individuato.
TESTE Zito: No, c'è stata tutta l'attività svolta dal Centro Operativo di Roma in relazione a quali potevano essere le causali che poi hanno determinato lo scegliere Maurizio Costanzo come obiettivo.
AVV. Cianferoni: Ma, sugli obiettivi fissi, per esempio... Mah, San Giorgio al Velabro, questa basilica romana, San Giovanni in Laterano, che tipo di indagini hanno ricevuto, conoscitive, prima di tutto.
TESTE Zito: Ma, in che senso, che tipo di attività sugli obiettivi fissi, avvocato? Cioè...
AVV. Cianferoni: Cioè, per esplicitare la mia domanda, se una bomba viene apposta a San Giovanni in Laterano, per l'appunto, e non alla Sinagoga ebraica, ecco, il lettore di questo fenomeno dovrà interrogarsi sul perché San Giovanni e non la Sinagoga. Faccio per fare un esempio, ecco.
TESTE Zito: Certo, certo.
AVV. Cianferoni: Se poi lei queste domande non se le è poste, basta che mi dica: 'non me le sono poste, non abbiamo investigato in tal senso'.
TESTE Zito: Cioè, il discorso, come lei prima chiedeva, sugli obiettivi sia fissi che sugli obiettivi ai soggetti quali Maurizio Costanzo, una determinata attività è stata anche fatta. Cioè, nel senso, come dicevo, specialmente su Maurizio Costanzo ed, eventualmente, sulle causali, oppure sulle causali che potevano avere... Il motivo per cui avevano scelto i monumenti, quel monumento o quell'altro. Cioè, attività di questo genere, in parte, è stata fatta dal Centro Operativo di Roma. Su altre poi domande da farsi, alcune domande non sono state... non c'è stata una evoluzione investigativa specifica.
AVV. Cianferoni: Non c'è stata. Però il suo lavoro verte, principalmente sul vaglio e riscontro del collaboratore, del portato orale di un collaboratore di Giustizia.
Allora, le chiedo: sulla famosa questione, diciamo, per brevità, della Torre di Pisa, lei che cosa può dire oggi? E' a conoscenza di una trattativa che ci sarebbe stata...
TESTE Zito: No. Guardi, un'attività dove la Direzione Investigativa Antimafia non se n'è occupata.
AVV. Cianferoni: Quindi, non sa dire alcunché su questo?
TESTE Zito: Cioè, sullo specifico, sull...?
AVV. Cianferoni: Sullo specifico.
TESTE Zito: No, come attività specifica, non ce ne siamo occupati.
AVV. Cianferoni: Ma, su una persona quale Bellini Paolo, sa dire alla Corte se ha svolto accertamenti?
TESTE Zito: Ma, guardi, sul Bellini Paolo non so se noi abbiamo svolto e che tipi di accertamenti abbiamo svolto. Ma, le posso dire che fino a adesso, se la memoria non mi tradisce, nessun tipo di accertamento.
AVV. Cianferoni: Nessun tipo di accertamento.
Beh, io le sollecito il ricordo, perché... la cerco, ma sicuramente mentre la cerco le sovverrà, in una sua relazione lei parla della utilità del contributo del Bellini Paolo.
TESTE Zito: Sì, va bene. Ma io qua faccio riferimento a dichiarazioni e attività di altri, non a dichiarazioni...
AVV. Cianferoni: Allora, vuol dirci... No, scusi, è un atto a sua firma.
TESTE Zito: No, non ci siamo... Forse non mi son spiegato. Faccio riferimento ad attività investigative fatte da altri e non da me. Richiamando l'eventuale, diciamo, apporto fornito dal Bellini Paolo. Non ricordo quale annotazione sia. In tutti i modi se ce l'ha sotto gli occhi.
AVV. Cianferoni: Sì, adesso la rinvengo e vediamo assieme.
Comunque, ecco, dicevo, sugli obiettivi e su quanto le ho chiesto finora lei non è in grado di aggiungere altro?
TESTE Zito: No, avvocato, gliel'ho già detto prima.
AVV. Cianferoni: No. Ho capito.
Dunque, lei non ha avuto da esaminare, in tema di comunicazioni, per l'appunto, telefoniche, di un problema postosi la notte delle bombe di Roma presso l'ufficio del Viminale, se non vado errato, non vorrei sbagliarmi con Palazzo Chigi. Comunque, alludo... è il Viminale, alludo al cosiddetto "black out", cioè, un'impossibilità di comunicazione dall'esterno verso l'interno e viceversa, in quell'ufficio.
TESTE Zito: Cioè, si sarebbe verificato, questo, scusi, in che data, avvocato?
AVV. Cianferoni: Nella data del 27 di luglio. E' un'allegazione che ha avuto ingresso anche nel processo. Le chiedo: è qualche cosa di noto alla sua attività di indagine oppure no?
TESTE Zito: 27, 28... con tutta la mole, sa, non è che mi...
AVV. Cianferoni: 27 e 28 di luglio, accadono, a cavallo di quelle notti, gli attentati romani e milanesi.
TESTE Zito: Sì, no, lo so, per carità! Su quello non c'è da dubitare, che la memoria è precisa. No, ricorda... Questi accertamenti fatti sul...?
AVV. Cianferoni: Mah, dottor Zito, io le sto parlando del Ministero degli Interni.
TESTE Zito: Sì, ma non...
(voce fuori microfono)
TESTE Zito: Se si riferiscono al 28 e 27 di luglio, cioè...
AVV. Cianferoni: Lei non è a conoscenza di questo elemento.
TESTE Zito: No, che sia a conoscenza che avvenne qualcosa al Ministero dell'Interno, sì, ne sono a conoscenza.
AVV. Cianferoni: Allora, ci vuole esplicitare le sue conoscenze investigative sul punto?
TESTE Zito: No, ma conoscenze non investigative, conoscenze come episodio, ma non... cioè, non altro, non... Cioè, non ricordo altro di particolarmente interessante.
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto deleghe su questo punto - mi permetto di inserirmi - voglio dire, da me o da altre autorità?
TESTE Zito: Mah, che io ricordi, dal...
AVV. Cianferoni: Mah, insomma, ora l'inserimento è comunque ammesso, perché, insomma, il dottor Chelazzi è, prima di tutto, un galantuomo e un signor magistrato, quindi, va benissimo, però il dottor Zito mi pare abbastanza avvertito da poter rispondere da solo a questa Corte di Assise.
PRESIDENTE: Mi pare che riesca soltanto a capire che non è in grado di rispondere.
PUBBLICO MINISTERO: Basta. Infatti.
AVV. Cianferoni: Cioè, non... Benissimo.
TESTE Zito: Ho già specificato il fatto...
AVV. Cianferoni: Però io nelle ... , dottor Zito, ho trovato l'annotazione, 30/06/94.
Torniamo al Bellini Paolo.
TESTE Zito: Sì.
AVV. Cianferoni: A pagi... A foglio 9322, pagina numero 2 di questa annotazione...
TESTE Zito: Che annotazione, scusi?
AVV. Cianferoni: Del 30 giugno del '94. Dove l'ouverture è:
"Si intende fornire una lettura organica dello svolgimento dell'attività investigativa."
Allora, la mia domanda è - si parla di puntuali dichiarazioni del teste Bellini - io le chiedo: come ha potuto lei definire puntuali le dichiarazioni di Bellini, che tipo di riscontri vi ha fatto sopra?
TESTE Zito: 30 maggio?
AVV. Cianferoni: 30 giugno '94. Il numero vostro è 125 FI III.
TESTE Zito: Che pagina, avvocato?
AVV. Cianferoni: Seconda.
TESTE Zito: Ma, questo era soltanto un riepilogo, diciamo, senza nessuna... Cioè, qui, come dicevo, come è ormai noto, sia per le convergenti dichiarazioni di più collaboratori di Giustizia - Cancemi, La Barbera Gioacchino, Annacondia - che io ritenni essere prevalente il discorso di Annacondia per l'elemento specifico che dava, oppure per le puntuali dichiarazioni. Ma qui non è che noi abbiamo fatto attività sul Bellini. Venivano soltanto richiamate le dichiarazioni rese allora dal teste Bellini.
AVV. Cianferoni: Benissimo. Ma se lei le può definire puntuali, adesso le chiedo di dare alla Corte una rappresentazione di come questo dato, che è entrato nel processo, è valso alla DIA, intanto per scrivere questo documento. Che cosa diceva il Bellini?
TESTE Zito: Ma, guardi, tenga presente anche che il discorso, cioè, cosa dicesse il Bellini, sinceramente, ora non lo ricordo nella... cioè, quello che fosse il contenuto nel verbale da parte del Bellini. E poi, oltretutto, c'è da tener presente, come le dicevo, che determinati aspetti e passi delle attività investigative non le ho fatte sempre e personalmente io, caro avvocato. Quindi, non può... Cioè, in determinati casi sono in grado tranquillamente di poter rispondere, in quanto le ho verificate insieme con i miei collaboratori. Altri sono passi in cui, oltretutto, sono punti di sintesi di varie indagini che vengono richiamati determinati verbali, determinate attività fatte da altri uffici. Quindi, sotto questo aspetto, eventualmente, vediamo un po' un attimo, ecco, potrebbe essere eventualmente, ma più preciso come richiamo, il dottor Giuttari, ma, glielo dico è soltanto un punto di sintesi di alcune attività che venivano svolte.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Va bene. Quindi, questo è.
Senta, sempre nell'ambito del dibattimento, un suo collega della Polizia di Stato, di Milano, dirigente - voglio essere specifico - della Squadra Mobile, ha introdotto un altro dato di valenza probatoria, poi il peso specifico di ognuno di questi dati lo vedremo. In particolare, una figura femminile che fu vista scendere, da una persona, da una vettura a Milano. Questa vettura non era una vettura a caso, ovviamente. Lei sa qualche cosa di questo fatto? E' valso alle sue indagini?
TESTE Zito: Ma, guardi...
AVV. Cianferoni: Anche solo per poi escluderlo. Non so se... Le riepilogo la domanda perché...
TESTE Zito: No, no, no...
AVV. Cianferoni: Magari, sul furto del Fiorino, lei potrebbe rispondermi: 'ce ne siamo occupati per dire che avevano sbagliato quelli prima', ecco.
TESTE Zito: No, guardi, su questa attività è stata svolta anche dal Centro Operativo di Milano, soprattutto dal Centro Operativo di Milano, per ciò che riguarda...
PRESIDENTE: Dottore, per favore, vicino al microfono.
TESTE Zito: Ah, mi scusi. Quell'attività che riguarda il segmento, diciamo, milanese. Quindi, in particolar modo penso che il dottor Messina, sotto determinati aspetti, sia sicuramente più puntuale eventualmente.
AVV. Cianferoni: Quindi, questa è la sua risposta.
A proposito di un altro elemento, la casa di Messana Antonino, vuol dare alla Corte le sue cognizioni sulle vicende di quest'immobile? Voi l'avete visto in piedi, quest'immobile, è vero?
TESTE Zito: Guardi, l'immobile è stato abbattuto. Cioè, nel momento...
AVV. Cianferoni: Io le ho chiesto: voi l'avete visto in piedi quest'immobile?
TESTE Zito: Guardi, io non l'ho visto mai l'immobile. Ho visto soltanto dove il Messana Antonino, successivamente, abitava. Quindi, se lei parla di me. Io le sto dicendo che, per l'immobile del Messana Antonino, l'abitazione, meglio, del Messana Antonino, è stata poi abbattuta. E quindi... Cioè, è stata rasa al suolo e mi pare che lì, poi, sia sorto un condominio. Non ricordo, dal momento in cui, se sono state poi verificate le attività di demolizione del condominio.
AVV. Cianferoni: Mi scusi, vorrei introdurre nel processo un dato temporale. Lei sa dirci se quest'abbattimento, così radicale, è avvenuto quando l'indagine era già avviata? Cioè, quando, sempre mutuando un suo termine, il Messana era già attenzionato al punto che la DIA vi aveva fatto ingresso, vi aveva fatto un'operazione di sequestro documentale in quella casa.
TESTE Zito: Guardi, mi risulta che da quando noi ci siamo occupati... ecco, ora darle una risposta precisa non sono in grado, quando è stato abbattuto l'immobile. Io so soltanto un dato sicuro, che l'immobile dove attualmente vivono i Messana non è più assolutamente l'immobile dei tempi del 1993. Perché, nel corso... tra il '93 e il '94, l'immobile è stato abbattuto. Quello è sicuro.
AVV. Cianferoni: Questo è sicuro. Va bene.
Senta, a proposito di riscontri esplosivistici, lei ha riferito di una concordanza di intenti tra il suo ufficio e i consulenti tecnici. Vuol dirci il motivo, se lei ne è a conoscenza, per cui la macchina, conosciuta in questo processo come Egis, non fu adoperata presso il magazzino di Carra?
TESTE Zito: Ma, guardi, concordanza di intenti, cioè nel senso, che noi davamo ausilio ai consulenti nominati dal Pubblico Ministero. Cioè, questa... se lei intende concordanza di intenti in questo, noi davamo la normale assistenza che un ufficio di Polizia Giudiziaria può dare ai consulenti nominati dal Pubblico Ministero.
AVV. Cianferoni: Mi perdoni, io le avevo fatto un'altra domanda.
TESTE Zito: Poi, per le questioni tecniche, cioè, la macchina, che tipo di macchina, da quando questa macchina poteva essere, diciamo, in funzione o meno, non sono sicuramente in grado di poter rispondere. Questa domanda dovrebbe essere rivolta al collega...
AVV. Cianferoni: Scusi... Allora...
TESTE Zito: Mi dica.
AVV. Cianferoni: Benissimo, le abbiamo già rivolte ai consulenti. Io le rinnovo la domanda in questo senso. Prima domanda. Lei ha avuto da svolgere attività di riscontro sulla posizione Carra Pietro?
TESTE Zito: Certo.
AVV. Cianferoni: Certo. Lei conosce una macchina che si chiama Egis?
TESTE Zito: Sì, l'ho sentita nominare. Quella macchina, diciamo, l'annusatore, si riferisce?
AVV. Cianferoni: Diciamo l'annusatore. L'ha anche visto in funzione?
TESTE Zito: No, non l'ho visto.
AVV. Cianferoni: Non l'ha visto in funzione. Benissimo. Io le chiedo di conoscere, se lei lo sa, il motivo per il quale l'annusatore Egis non è stato adoperato presso il magazzino di Carra Pietro.
TESTE Zito: Ma, guardi, lei mi pone una domanda... Cioè, per quale motivo l'annusatore di Carra Pietro non fu... cioè, l'annusatore, questa macchina tecnica...?
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Zito: Innanzi tutto, poi non è un'attività... cioè, un'attività tecnica, peritale per cui...
AVV. Cianferoni: Se non sa rispondere...
TESTE Zito: No, mi pone una domanda che dovrebbe essere rivolta non a me, mi consenta.
AVV. Cianferoni: Benissimo. L'abbiamo già rivolta ai consulenti. Basta. Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Io mi oppongo a questo tipo di domande, perché qui si interroga sul perché di un provvedimento del Pubblico Ministero.
AVV. Cianferoni: Cioè, appunto.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, perché, fino a prova contraria, i provvedimenti in materia di impiego di consulenti li ha sempre dati il Pubblico Ministero. Non si può porre domande a un ufficiale di Polizia Giudiziaria su quello che ha deciso o non ha deciso il Pubblico Ministero, avvocato Cianferoni. Eh, assolutamente.
AVV. Cianferoni: La domanda fu posta al consulente e dette una sua risposta.
PRESIDENTE: E allora, avvocato?
AVV. Cianferoni: Chiedevo se...
PRESIDENTE: Ma non c'è bisogno di avere una conferma, perché è una domanda che ha un preciso, una sua precisa radice.
Il Pubblico Ministero gli aveva dato un incarico di questo genere? No. E allora il discorso è chiuso.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'entra il dottor Zito con questo discorso?
PRESIDENTE: Vuol passare a un'altra domanda?
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Faccia a me le domande, avvocato Cianferoni, che so rispondere alle mie.
AVV. Cianferoni: No, insomma, non mi pare il momento, il caso, il processo di far polemiche.
C'è un atto, quello - ci siamo arrivati, dottor Chelazzi - l'atto delle 19.53 dove, da un'intercettazione telefonica, si dice che il Fiorino è stato rubato a quell'ora. E' a firma del P.M.
Il teste ha detto che non gli è mai stato posto da fare indagini su questo, e mi sono fermato. Ecco, fine della replica.
Ma al verbale di intercettazione, no?, forse ora le ritorna il punto, vi è una nota 18 ottobre del '93 - guardi, che le ho già fatto domande su questo punto - a firma del Pubblico Ministero, indirizzata al dirigente del Servizio Centrale Operativo, che è funzionalmente diverso dalla DIA.
Io le ho chiesto se aveva avuto in eredità da gestire l'indagine. Quindi, se questo spunto, sull'importanza del quale ci tratterremo poi, per il quale il Fiorino era stato rubato alle 19.53 o 19.54, invece che alle 19.35 o 36, e soprattutto che questo orario derivava da un'intercettazione telefonica, o meglio da un'elaborazione dati di traffico telefonico, le era noto.
Lei mi dice di no: basta.
Non so se sono stato chiaro.
(voce fuori microfono) No.
AVV. Cianferoni: Bah. Allora, quindi, la casa del Messana. Ma torniamo al Carra.
Tra i riscontri che le sono stati deputati, vi era anche qualche cosa che vertesse su un nascondiglio di esplosivo descritto da Carra?
TESTE Zito: Sul nascondiglio?
AVV. Cianferoni: Di esplosivo, descritto dal Carra?
TESTE Zito: Cioè il nascondiglio...
AVV. Cianferoni: Lei è a conoscenza, prima di tutto, di questa circostanza?
TESTE Zito: Cioè del nascondiglio sul camion, riferisce?
AVV. Cianferoni: Dottore, la prego di rispondermi. Insomma, mancherei di rispetto...
PRESIDENTE: Avvocato, le ha chiesto soltanto un chiarimento sulla sua domanda.
AVV. Cianferoni: Sì. Siccome...
PRESIDENTE: E abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: ... il dottor Zito...
PRESIDENTE: Se fa tante domande non del tutto centrate, sia meno preciso quando fa una domanda di questo genere.
AVV. Cianferoni: Presidente, siamo qui anche per questo. Io ringrazio sempre la Corte per le osservazioni, che mi sono di stimolo a migliorare. Ma, dico, mi mancherebbe, mi parrebbe di mancar di rispetto all'intelligenza del signor coordinatore a livello centrale e nazionale di tutta l'indagine - tre centri operativi sotto le sue dipendenze -: se non sa, il signor Zito, il dottor Zito, se ha avuto un tipo di riscontri di questo tipo, glielo dico io.
Cioè: il Carra Pietro è venuto a deporre in dibattimento come imputato e ha detto che avrebbe occultato l'esplosivo in un nascondiglio sul camion.
Io le chiedo se questa circostanza le è nota e che tipo di riscontri ha svolto.
TESTE Zito: Guardi, sulle dichiarazioni di Carra abbiamo avuto più riscontri, più diciamo deleghe da parte del Pubblico Ministero per effettuare i normali riscontri sulle sue dichiarazioni.
Poi, in relazione alla ricerca del nascondiglio, poi tenga presente che il camion - cioè 52079D, se è quello a cui lei chiaramente si riferisce - poi non è stato più trovato.
AVV. Cianferoni: Che tipo di ricerche avete fatto su questo?
TESTE Zito: Abbiamo fatto delle ricerche per cercare di rinvenire il camion. Ma le ricerche effettuate non hanno consentito il rinvenimento del camion.
Poi ci furono anche vicende particolari su questo camion che, se non sbaglio, era sottoposto a sequestro e così via.
Insomma, le ricerche che furono fatte allora dai miei collaboratori, non consentirono l'individuazione del camion.
AVV. Cianferoni: Senta, a proposito dei collaboratori, mi perdoni se le sembrerò... niente, non mi deve perdonare affatto.
La domanda è questa. Lei, rispondendo a domande di un collega, ha detto che non le consta per scienza diretta e non sia mai lei stesso ha fatto offerte di denaro a soggetti che poi hanno deciso di collaborare.
Le rappresento, tuttavia, che il certo signor Di Maggio ha confermato di fronte a questa Corte di aver ricevuto 500 milioni. Sia detto prima: non dal dottor Zito.
Io chiedo al dottor Zito, come dirigente del Centro Operativo DIA della Toscana e come coordinatore dell'indagine, se quest'episodio gli sollecita la memoria di altre circostanze, su questo punto.
TESTE Zito: Guardi, non c'è bisogno che lei richiami quest'episodio per riconfermare la precedente...
PRESIDENTE: Dottore, per favore, vicino.
TESTE Zito: Mi scusi, mi scusi.
PRESIDENTE: Non è che non la sentiamo. Non resta registrato.
TESTE Zito: No no, ma ha ragione, mi scusi.
Dico nella maniera più assoluta, cioè riconfermo quello che ho detto prima: che non è necessario l'episodio Di Maggio per farmi sovvenire la memoria su episodi analoghi.
AVV. Cianferoni: Vuole essere più chiaro? Cioè?
TESTE Zito: L'ho già detto, no? Rispondo come ho risposto prima: non mi risulta assolutamente.
Cioè lei mi chiede se, come dirigente del Centro Operativo...
AVV. Cianferoni: Ma non le risulta che il Di Maggio ha avuto 500 milioni?
TESTE Zito: No, no, guardi avvocato, lei mi ha chiesto se mi risulta, lei ha richiamato l'episodio di Di Maggio dicendo 'richiamando l'episodio di Di Maggio, che è venuto in dibattimento, le risulta come dirigente...
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, dottor Zito. Il presupposto - Presidente, in questo senso c'è opposizione - il presupposto della domanda non è rispondente a quanto ha affermato in quest'aula il Di Maggio. Perché Di Maggio, a questa precisa domanda del difensore che sta parlando, che chiedeva testualmente:
"A proposito di fondi, è emerso per noi, da notizie stampa e comunque televisive, che in altri processi lei è stato interrogato, e così faccio io in questo processo, a proposito della erogazione di 500 milioni a suo favore dopo la collaborazione. Ci può dire se è vero e perché ha avuto questi soldi?".
Risposta testuale del signor Di Maggio:
"Desidero non rispondere a questa domanda".
Ergo, il presupposto che Di Maggio avrebbe affermato in quest'aula di aver ricevuto 500 milioni, non è corrispondente a quanto ha affermato Di Maggio all'udienza del 26 luglio '97.
AVV. Cianferoni: Prendo atto e, però, credo che alla Corte non sia sfuggita la, come dire?, sincerità del dato introdotto dal difensore. E' vero, è...
PRESIDENTE: Come facciamo a dire che è sincero, avvocato, se...
AVV. Cianferoni: Benissimo, Presidente, come non detto. Come non detto. La risposta del Di Maggio era quella.
Questo avvocato le chiede se lei, sull'episodio Di Maggio, che comunque rileva, sa dirci qualcosa di oggettivo, in particolare su questa dazione.
TESTE Zito: Nulla, avvocato.
AVV. Cianferoni: Va bene.
Su una denuncia introdotta da un certo Rosario Spatola, circa concordanze volontarie tra collaboratori per dare versioni su fatti processuali?
TESTE Zito: Nulla.
AVV. Cianferoni: Ha avuto ricadute...
PRESIDENTE: Scusi, "nulla" vuol dire non so nulla, vero?
TESTE Zito: Sì, sì. Niente, cioè negativa.
AVV. Cianferoni: Poiché la sua attività di indagine si protrae, ancora oggi vi sono note di pochi giorni fa, l'arresto di Di Maggio, La Barbera e Di Matteo per fatti di rilevanza penale commessi mentre erano sottoposti al Programma di Protezione, ha avuto ricadute nella sua indagine?
TESTE Zito: Nella maniera più assoluta.
AVV. Cianferoni: Ha più sentito questi soggetti?
TESTE Zito: No, no.
AVV. Cianferoni: A proposito del foglio, cosiddetto foglio, della Direzione Investigativa Anfimafia, che poi è stato ritrovato a casa - se ricordo bene, perché non mancano le defaillances di memoria -...
TESTE Zito: Sì, sì, a casa della Correra.
AVV. Cianferoni: A casa della Correra.
TESTE Zito: Certo, certo.
AVV. Cianferoni: Le chiedo - ricordo l'intestazione delle frasi, e si diceva: "come da precorse intese telefoniche" - le domando il motivo, se c'è, se me lo può dire, di un'avvenuta specificazione di nomi sotto l'indagine, quando c'era stata un'intesa telefonica con il suo corrispondente palermitano.
TESTE Zito: No, no, nel senso che soltanto lo avvisavo che avrebbe dovuto svolgere attività operativa, com'è logico tra colleghi. Nel senso, c'era un'attività da svolgere, non gli mando il provvedimento ma, per una questione di correttezza formale, avviso quello che poi manderò successivamente.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Senta, un'ultima minima domanda; non so se lei sarà in grado di rispondere, sennò mi dovrà dire, se lo sa, a chi porla.
Quando ha parlato dell'utenza cellulare attribuita da lei al signor Gioacchino Calabrò, ricorda se l'ufficio della DIA è venuto in possesso, tramite perquisizione e sequestro, del contratto di intestazione di quest'utenza, e dove si trovava questo contratto?
TESTE Zito: Mah, guardi, è un'attività svolta dai Carabinieri di Trapani.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
TESTE Zito: Cioè i Carabinieri di Trapani acquisirono sia il cellulare, sia il contratto.
AVV. Cianferoni: Va bene.
TESTE Zito: E noi appunto, su quest'attività investigativa, poi acqui... cioè svolgemmo il prosieguo dell'attività.
AVV. Cianferoni: Bene, io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
AVVOCATO Gramigni: No, mi scusi Presidente, la pausa. Sono sopraggiunto più tardi e volevo evitare di incorrere in ripetizioni.
Io avevo una domanda da fare al dottor Zito. Buongiorno, intanto.
TESTE Zito: Buongiorno.
AVVOCATO Gramigni: Afferente la utenza cellulare 0337/960208, asseritamente...
PRESIDENTE: Lei ritiene che il numero dato sia esatto e corrisponda alle trascri...?
AVVOCATO Gramigni: Lo traggo da una nota a firma del dottor Zito, insomma, ed è un numero di cui si è ripetutamente parlato poiché è l'utenza sulla quale interviene la telefonata in data 26/05/93, ore 1.04 quando, almeno a quanto risulta da certi tabulati, che assume rilevanza per i crimini che naturalmente non sto qui a dire, per il processo che stiamo facendo.
Chiedevo al dottor Zito se in relazione a quest'utenza vi sono stati accertamenti tali da rendere concreta l'ipotesi che detta utenza fosse stata, o meglio, detta utenza fosse stata clonata.
PRESIDENTE: E' quella domanda che è già stata fatta?
TESTE Zito: E' già stata posta dal...
PRESIDENTE: Avvocato, lei non c'era, ripeta pure la domanda. Io non ho niente in contrario.
AVVOCATO Gramigni: E chiedo questo. Avete svolto accertamenti al fine di stabilire se l'utenza predetta fosse stata o potesse essere stata clonata?
TESTE Zito: Avvocato, comunque ribadisco, già un suo collega mi ha posto la domanda.
AVVOCATO Gramigni: Mi scusi dottore, sono arrivato in ritardo.
TESTE Zito: No, per carità, non ho nessun problema a ribadire quello che ho già detto al suo collega.
Cioè, rispetto al discorso della clonazione tecnica, chiaramente io non posso entrare nel merito, come dicevo, in quanto non sono un tecnico per stabilire in che maniera.
Io posso dare soltanto una spiegazione di come e il perché, cioè nel senso l'utilità, come dicevo prima, che la clonazione si ha e si creano due utenze...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Zito: ... cioè due telefoni paralleli, chiaramente, no? E quindi presuppone anche che gli ambienti riconducibili a livello di traffico telefonico siano diversi, cioè quella è la finalità.
AVVOCATO Gramigni: Sì sì. Ma io...
TESTE Zito: Ecco, gli accertamenti da noi fatti - cioè cosa comporta?, lei mi dice - tutti gli accertamenti fatti...
AVVOCATO Gramigni: Mi scusi, dottore, se la interrompo. E' chiaro: è un argomento di tipo logico, che io capisco che voi abbiate speso. E comunque è un argomento logico che anche chi le parla è in grado di apprezzare.
Io le chiedevo, sul piano di indagini tecniche, di accertamenti tecnici, avete svolto una qualche attività tesa ad accertare se clonazione vi sia stata oppure no?
TESTE Zito: Mah, guardi...
AVVOCATO Gramigni: Che poi voi abbiate ritenuto di superare il problema attraverso argomenti di carattere logico, ne prendo atto e lo avevo dato per sottinteso.
Ma io le avevo fatto un tipo di domanda leggermente diverso. Non so se...
TESTE Zito: No, tecnico, non sono stati fatti accertamenti tecnici, anche perché non so fino a che punto sia possibile effettuare accertamenti tecnici su un apparato che ormai non è più in funzione.
AVVOCATO Gramigni: D'accordo. Comunque, insomma, al di là di quest'argomento di carattere logico che lei ha esteso, non è stata svolta indagine, attività di indagine di tipo tecnico o attività di accertamento di altro tipo, diciamo, che sul piano tecnico potesse apprezzare o meno l'avvenuta clonazione dell'apparato predetto. Questo io apprendo dalla sua domanda.
E passo a un'altra domanda, e ho terminato. Le chiedevo, le chiederei, perché non le ho capite molto bene, le ragioni per le quali la asserita presenza dei signori Graviano presso una villa in Forte dei Marmi, ebbe per il suo ufficio interesse investigativo in relazione alla strage di via dei Georgofili.
TESTE Zito: Cioè...
AVVOCATO Gramigni: Cioè quali furono le ragioni...
TESTE Zito: Sì. No no, ho capito, ho capito perfettamente. Cioè ho già risposto a questa domanda; in tutti i modi, ribadisco. Per carità, avvocato, ribadisco qual è stato l'input investigativo.
Cioè, come già avevo detto, nell'agosto del 1993 fu accertata la presenza dei fratelli Graviano in Forte dei Marmi, a pochissima distanza dagli ultimi attentati avvenuti nel luglio a Roma e Milano, a due mesi e mezzo di distanza dall'attentato di via dei Georgofili.
Come investigatore, e quindi come ufficio che abbiamo il precipuo compito di fare attività investigativa, è chiaro che un elemento obiettivo di tal fatta per noi era sicuramente rilevante, come ipotesi investigativa. Nel senso che, a poco tempo di distanza, vi era la presenza di elementi sicuramente di spicco di Cosa Nostra. In aggiunta poi...
Questo, fu l'elemento di partenza - come ho spiegato, penso, esaurientemente venerdì mattina - fu l'elemento di partenza.
Dopodiché, si sono aggiunti ulteriori elementi da analisi approfondite di altre attività investigative, che ci confortavano.
Qui si parlava, allora, caro avvocato, di un'ipotesi investigativa chiaramente.
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Zito: Quest'ipotesi investigativa che però, noi, la ritenemmo sicuramente meritoria di approfondimento.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, diciamo un...
TESTE Zito: Dopodiché - così conclude, in maniera tale che do soddisfazione anche complessiva alla sua domanda - c'erano anche altri elementi obiettivi che raccogliemmo, e che ci davano una riconducibilità del discorso della presenza dei fratelli Graviano. E, poi, la presenza del cellulare intestato a Spatuzza Gaspare il 26 di maggio 1993.
AVVOCATO Gramigni: Va bene, quello...
TESTE Zito: Già che lei mi chiede, io dico che...
AVVOCATO Gramigni: Certo.
TESTE Zito: ... chiaramente il nostro è un processo logico, che ci porta a dare come preminente una certa ipotesi investigativa.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, dico bene se dico: voi foste, diciamo, sollecitati da una ragione meramente topografica. Nel senso che Forte dei Marmi è più vicino a Roma e a Milano di quanto non lo sia Palermo o Trapani. Questo capisco io.
TESTE Zito: Da una serie di elementi, una serie di elementi oggettivi. Non solo la presenza dei fratelli Graviano, ma più tutti gli altri elementi che le ho elencato. Che, messi tutti insieme, danno una visione per noi abbastanza significativa di quello che era la nostra ipotesi investigativa.
Cioè la lettura di un dato, preso da sé, ha un significato. E insieme con altri, così come abbiamo fatto ora in analisi... di un'attività di analisi investigativa, chiaramente è diverso.
AVVOCATO Gramigni: Ecco, ma questo interesse investigativo, che lei ora ci ha descritto, recedette o fu causale rispetto all'ipotesi investigativa rispetto alla quale, come lei ci ha detto giustappunto venerdì mattina, la premessa dell'indagine fu che le stragi erano opera di Cosa Nostra?
TESTE Zito: Mah, guardi, l'ipotesi, io parlo di un'ipotesi investigativa specifica e generale. E, come ho già ripetuto prima alla domanda del suo collega, ipotesi generale - e chiaramente qui parliamo sempre di ipotesi, no?, allora, parlavamo di ipotesi - era chiaramente di una possibile riconducibilità degli eventi stragisti del '93 ad un'organizzazione denominata Cosa Nostra, in base a determinati elementi. Tra cui menzionavo le dichiarazioni del collaboratore di Giustizia, Annacondia.
E parliamo allora, nel '94, di ipotesi investigative di carattere generali o specifiche, chiaramente. La nostra ipotesi era questa.
AVVOCATO Gramigni: La ringrazio.
TESTE Zito: Prego.
AVVOCATO Gramigni: Non ho altro da chiederle. Buongiorno.
PRESIDENTE: Non ci sono altri interventi, per questa mattina?
AVV. Cianferoni: Sono l'avvocato Cianferoni.
Il signor Calabrò vorrebbe rendere una dichiarazione spontanea su un punto specifico.
PRESIDENTE: Prego, dichiari. Veda un pochino, intanto, se funziona il suo apparato.
IMPUTATO Calabrò: Sì, buongiorno.
PRESIDENTE: No, no, bisogna che lo accenda.
IMPUTATO Calabrò: E' acceso.
PRESIDENTE: Che numero è?
IMPUTATO Calabrò: Buongiorno, sono Calabrò. Signor Presidente, volevo chiarire semplicemente un punto.
Il dottor Zito ieri ha detto che il contratto telefonico a nome di mio padre è stato trovato a casa mia. Ma non poteva essere trovato in altro posto, perché mio padre abita dove abitavo io, nella stessa casa. Quindi, lo dovevano trovare per forza lì. Forse l'errore è nato perché...
PRESIDENTE: Qui non si sente abbastanza bene, abbiate pazienza. Poi corriamo il rischio che questa dichiarazione ci sfugga.
IMPUTATO Calabrò: Posso ricominciare?
PRESIDENTE: Aspetti un momentino prima, abbia pazienza.
IMPUTATO Calabrò: Posso ricominciare?
PRESIDENTE: Aspetti, vediamo.
Va bene? Deve alzare il volume. E chi lo deve alzare? Va bene, allora ricominci.
IMPUTATO Calabrò: Buongiorno, sono Calabrò.
PRESIDENTE: Eh, ora va bene.
IMPUTATO Calabrò: Il dottor Zito ieri ha detto che il contratto telefonico a nome di mio padre è stato trovato a casa mia. Ma non lo potevano trovare in nessun altro posto, perché mio padre abitava con me. Forse l'errore è nato perché nel contratto c'è scritto: via Circonvallazione. E la mia residenza è viale Leonardo da Vinci, numero 3. Ma è sempre la stessa strada, semplicemente che prima si chiamava via Circonvallazione, e dopo hanno cambiato il nome in viale Leonardo da Vinci, numero 3. Ma la casa è sempre quella.
Quindi, non è che lo potevano trovare in un altro posto, il contratto. Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Prego. Allora, dica avvocato.
AVVOCATO Florio: Presidente, brevissimamente, avvocato Florio per la posizione Lo Nigro. Avrei un'istanza.
Cioè se fosse possibile acquisire presso la Casa Circondariale di Livorno documentazione inerente i colloqui avuti dal signor Cosimo Lo Nigro, dal gennaio 1996 all'agosto 1997, con familiari, magistrati e quant'altre persone naturalmente abbiano avuto colloqui con il signor Lo Nigro.
PRESIDENTE: Ma mi pare che a Lo Nigro interessavano i colloqui con il dottor Zito.
AVVOCATO Florio: E in particolare i colloqui con il dottore.
PRESIDENTE: Quindi non è che c'è necessità di vedere tutti i colloqui che ha fatto il signor...
AVVOCATO Florio: Allora, benissimo, i colloqui... Io non so, questo difensore non sa se i colloqui investigativi vengano registrati; penso di sì.
PRESIDENTE: Avvocato, non lo so neanch'io.
AVVOCATO Florio: Ad ogni modo, si fa istanza per acquisire allora, nel periodo gennaio '96 - agosto '97, documentazione che è depositata presso la Casa Circondariale di Livorno inerente a questa circostanza.
PRESIDENTE: Sentiamo il Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, il dottor Zito forse non ci serve più, a questo punto. Ho visto che è lì, sempre seduto. Non credo.
PRESIDENTE: No, potrebbe anche andare.
*TESTE Zito: Sì, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Se non ricordo male, ai sensi dell'articolo 18-bis della legge di ordinamento penitenziario, si menziona il fatto della procedura di rilascio e di registrazione dei colloqui investigativi che, ovviamente, anche per quanto riguarda l'istituto carcerario dove il colloquio si svolge, ha un regime totalmente diverso dai colloqui ordinari.
Comunque sia, è ovvio che la direzione della Casa Circondariale di Livorno, a richiesta della Corte, sicuramente è in grado di rispondere circa, e se e quante volte, specificamente quel certo funzionario abbia avuto accesso per finalità di colloquio investigativo. O abbia avuto, comunque, accesso per incontrarsi con il detenuto Tal dei Tali.
Non ci dimentichiamo di due cose. Primo: che il dottor Zito, come funzionario con quella particolare qualifica, è abilitato a colloqui investigativi, sempre autorizzati - perché da sé non li potrebbe fare, né lui, né chiunque altro - dall'Autorità competente.
Può essere che abbia fatto - non lo so, io personalmente non ne ho la più pallida idea - può essere che abbia fatto anche colloqui investigativi con altri soggetti, ristretti in quello stesso periodo di tempo presso quell'istituto. Ripeto, non lo so assolutamente.
Quindi, la richiesta deve mirare a salvaguardare, da un lato l'ambito di segretezza che vi è - segretezza non è corretto dirlo - di riservatezza che assicura quanto si deve assicurare ai colloqui investigativi. E, dall'altro, dev'essere producente rispetto allo scopo di accertamento che si vuole ottenere. Tutto qui.
Ma l'articolo 18-bis della legge di ordinamento penitenziario ne parla e lo disciplina espressamente.
PRESIDENTE: Bene. La Corte si riserva.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, nessuna opposizione da parte del Pubblico Ministero, per carità di Dio.
PRESIDENTE: Benissimo. La Corte si riserva di decidere.
Io volevo informarvi che terremo udienza domani e giovedì. Non possiamo tenere udienza venerdì e sabato, perché c'è qualche imputato che deve comparire davanti a una Corte d'Assise di Palermo.
Di conseguenza, il termine che io avevo consentito ai difensori per poter esaminare i documenti e fare i loro interventi sulle richieste ampie del Pubblico Ministero, se credete, si potrebbe anticipare a giovedì. Però non vorrei assolutamente che vi sentiste menomati di qualche cosa, per carità.
Quindi, se siete d'accordo, si può anticipare questa risposta a giovedì mattina. E, per quella stessa mattinata, si potrebbe chiedere al dottor Zito di ritornare per il termine del controesame, in modo che voi abbiate, non solo la giornata pomeridiana di oggi, ma anche quella di domani o gli scampoli che riuscirete ad avere, per poter prepararvi questo controesame.
Domani, penso, invece sentiremo un altro teste.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, sicuramente, domani sentiamo il colonnello Pancrazi.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Che ci impegnerà sicuramente la giornata di domani. E, io penso, anche la giornata di domani l'altro. No, mi domandavo se...
PRESIDENTE: Ma io penso che non...
PUBBLICO MINISTERO: ... in relazione a questo, faccia comodo fare una specie di parentesi nell'esame del colonnello Pancrazi, per fare il controesame del dottor Zito. Si corre il rischio di creare una discontinuità nell'atto istruttorio, voglio dire. L'atto istruttorio...
PRESIDENTE: Ho capito. La questione si pone in questi termini. Chi deve andare a Palermo, deve uscire da quest'aula al massimo alle ore 15.00. Noi possiamo fare, se i difensori, perché i difensori bisogna che vengano, abbiano il tempo per poter esaminare questo famoso verbale.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Quindi, o andiamo avanti col colonnello Pancrazi domani e dopodomani, fino a...
PUBBLICO MINISTERO: Che era nel programma del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Benissimo. E allora spostiamo il vostro intervento a martedì prossimo.
PUBBLICO MINISTERO: Anche perché, dico, il dottor Zito, essendo funzionario addetto a un ufficio investigativo fiorentino, è recuperabile ad horas, sostanzialmente, ecco. Mentre, invece, i testi che vengono da fuori, creano sempre qualche problema in più.
PRESIDENTE: Benissimo. Ci vediamo domattina, ore 9.00. Traduzione degli imputati...
AVVOCATO Pepi: Presidente, mi scusi, sono l'avvocato Pepi. Siccome ho sentito parlare del rinvio a martedì, vi è un piccolo problema. Cioè martedì qui, proprio all'aula Bunker, vi è un'udienza preliminare con una serie di imputati, una sessantina di imputati. Nei quali fra l'altro, in questo processo, siamo impegnati: io, l'avvocato Cianferoni, l'avvocato Florio.
Se si potesse saltare l'udienza di martedì.
PRESIDENTE: Avvocato, qui finisce che noi non teniamo più udienza. A me non mi hanno mai interpellato su quello che fanno pure colleghi di questo nostro stesso ufficio. Mi informerò per sapere se non possono rinviarlo a un altro giorno, ecco. E vi darò una risposta domattina.
AVVOCATO Pepi: Bene.