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Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/971108.txt


PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella, è presente?
Avvocato Ceolan, è presente.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti Di Paola Falciani... C'è l'avvocato Falciani.
AVVOCATO Falciani: Buongiorno.
PRESIDENTE: Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi. Sostituito dall'avvocato Falciani.
Di Natale Emanuele: libero, contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani. E' presente l'avvocato Falciani.
Ferro Giuseppe: libero rinunciante... No, detenuto rinunciante. Avvocato Miniati Paoli, è presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai, sostituiti dall'avvocato Falciani.
PRESIDENTE: Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, avvocato Florio. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giuliano Francesco. C'è?
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Graviano Filippo. Rinunciante, penso, vero?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, sostituito dall'avvocato Falciani.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Mangano Antonino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi. Sostituiti dall'avvocato Falciani.
Scarano Massimo: libero contumace. Avvocato Rocco, Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Spatuzza Gaspare.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Tutino Vittorio.
Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
Il Pubblico Ministero può riprendere il suo esame.
Facciamo entrare il teste?
PUBBLICO MINISTERO: Avevamo da formulare delle richieste.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Che sono... ora, per l'appunto, non ho davanti ancora gli atti.
Dunque, si tratta di richieste, innanzitutto di acquisizione di alcuni documenti dei quali, diciamo, abbiamo avuto la disponibilità nel corso del dibattimento e che fanno parte, per così dire, degli atti che abbiamo già depositato in precedenti occasioni ai difensori.
I difensori stessi, poi, vorranno prendere atto che, per l'appunto, abbiamo ricevuto ulteriori informative. E, quindi, nell'ufficio del Pubblico Ministero sono depositati questi ulteriori atti di indagine.
In relazione a questi, diciamo, atti che abbiamo depositato nel corso della fase dibattimentale, abbiamo la necessità di introdurre - e quindi noi facciamo esplicita richiesta - di nuove prove di tipo testimoniale.
Si tratta, come poi i difensori avranno modo di verificare, di una serie di testimoni che riferiscono, per l'appunto, che dovranno, ove la Corte ritenga, la richiesta del Pubblico Ministero, ammissibile e rilevante, che dovranno riferire sulle attività di indagini che, per l'appunto, sono documentate in questi atti che, o abbiamo già depositato in corso di dibattimento, o che, come mi accingo a dire da qui a un attimo, depositiamo ai difensori in data odierna.
Per quanto riguarda questi ultimi atti, abbiamo il dovere di illustrare brevemente quale sia l'oggetto di queste prove di tipo testimoniale.
Allora, abbiamo effettuato delle verifiche in relazione ad affermazioni dibattimentali di Scarano Antonio con specifico riferimento alla circostanza che, in epoca antecedente agli attentati del 27 luglio '93 a Roma e Milano, erano state impostate alcune lettere dirette a organi di stampa.
Ora, per l'appunto, abbiamo effettuato delle verifiche, la Polizia Giudiziaria, la DIA, in particolare, ha effettuato queste ricerche. E riteniamo di avere individuato almeno due, di tali lettere, il cui contenuto è identico, scritto con una macchina da scrivere del tipo Olivetti.
Una, di tali lettere, risulta impostata a Roma, diciamo a cavallo tra il 27 e il 28 luglio del '93; un'altra indirizzata al Corriere della Sera di Milano nella stessa fascia temporale, a Milano.
Quindi, una diretta al Corriere della Sera di Milano e impostata a Milano; una, diretta al quotidiano Il Messaggero di Roma impostata a Roma, nella fascia temporale che ho appena indicato.
I due testi, risultano due originali, entrambi..: Quindi, non si tratta di una fotocopia dell'altra, il testo è identico. E intendiamo introdurre le modalità con le quali queste lettere sono state, a suo tempo, acquisite in particolare dagli uffici DIGOS di Milano e di Roma.
Quindi, abbiamo chiesto di sentire innanzitutto il personale dei due quotidiani che ha, per l'appunto, materialmente avuto per le mani e ricevuto le due lettere.
Poi, gli agenti che erano andati a prelevare presso le due redazioni dei due quotidiani questi dattiloscritti anonimi.
Poi, ancora, abbiamo chiesto, chiediamo di poter sentire i funzionari addetti ai due centri postali competenti per la lavorazione - si dice così - della posta prelevata in quei giorni. I quali ci dovranno riferire, per l'appunto, il momento in cui, sulla base dei dati riportati nella obliterazione delle due buste indirizzate ai due quotidiani, il tempo in cui queste lettere, secondo le procedure che i funzionari dell'amministrazione delle Poste spiegheranno, risultano essere state impostate nelle due città.
Ancora: sempre nel contesto di questo segmento dobbiamo, chiediamo che vengano sentiti un addetto al Gabinetto di Polizia Scientifica di Milano che ha effettuato una prima analisi della lettera indirizzata al quotidiano Il Corriere della Sera. Si tratta, per l'appunto, dell'ispettore Dario Radaelli del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Milano.
E poi ancora, che venga introdotto, quale consulente del Pubblico Ministero, l'ispettore Pasquale Gismondi del Servizio Centrale della Direzione Centrale della Polizia Criminale di Roma che ha effettuato una comparazione tra i due dattiloscritti. E che, come poi - se la Corte riterrà di introdurlo - il Gismondi avrà modo di riferire i due dattiloscritti risulteranno, per l'appunto, scritti dalla stessa macchina, una Olivetti del tipo, ora, non ha particolare importanza.
Quindi, si tratta, riassuntivamente su questo segmento di introdurre l'ispettore Vincenzo Di Ruzza della Questura di Roma, della DIGOS della Questura di Roma; e della signora Alessandra Milli che è l'addetta del quotidiano Il Messaggero che ha ricevuto il dattiloscritto che lo ha consegnato alla DIGOS.
Poi, il funzionario dell'amministrazione delle Poste di Roma, il signor Nicola Lannutti, che dovrà illustrarci l'epoca in cui la lettera risulta impostata.
Poi, ancora: la signora Sforzi Rosa che è la segretaria del Corriere della Sera di Milano che ha ricevuto l'altro dattiloscritto. E l'agente Pano che lo ha, Pano Vittorio della DIGOS di Milano, che lo ha, per l'appunto, acquisito.
Poi, ancora: l'ispettore Parlao del Centro Operativo DIA di Milano che ha effettuato le indagini per verificare l'epoca della impostazione del dattiloscritto anonimo di cui si sta parlando.
Poi, ancora: i signori Calabrese e Casano, che sono i due funzionari delle Poste di Milano che riferiranno, per l'appunto, in merito alla data e all'orario di impostazione di queste due... Di questa, scusi, missiva impostata a Milano.
E poi, ancora, come ho già anticipato, i signori, gli ispettori radaelli e Gismondi. Il primo, del Gabinetto di Polizia Scientifica della questura di Milano; Gismondi quale consulente del P.M. della Direzione Centrale della Polizia Criminale di Roma.
Queste, si tratta di 11 persone da sentire, quali testimoni. Tranne il Gismondi, quale consulente, che riguardano, per l'appunto, la ricostruzione di questo dattiloscritto. Dattiloscritto che è rilevante, sia per dimostrare, riscontrare l'affermazione dello Scarano circa l'impostazione di lettere in epoca antecedente alla allocazione delle due autobombe nelle due città; sia per il contenuto delle stesse, nelle quali è, per l'appunto, quasi preannunciato quello che il Pubblico Ministero di questo processo sostiene. Cioè essere l'ulteriore attentato allo Stadio Olimpico di Roma.
In quanto, salvo - ora non ho, per l'appunto, davanti il dattiloscritto - in esso si afferma che, quanto accaduto a Roma e a Milano nella notte tra il 27 e il 28 luglio, solo il prologo; che le successive - bombe, evidentemente - saranno rivolte esclusivamente - e questo detto testualmente - "alla ricerca di vite umane".
Il contenuto, in relazione a quanto abbiamo passato al vaglio della Corte: attentato ai musei con vittime conseguenti; l'attentato, quindi, di Firenze, di Milano, gli attentati alle chiese di Roma, il racconto specifico che ci è stato fatto in quest'aula da Salvatore Grigoli, in merito all'attentato allo Stadio Olimpico.
Il quantitativo doppio di esplosivo, la macchina Thema, per l'appunto macchina più grande rispetto alle altre per il quantitativo di esplosivo; il punto specifico; la famosa, chiamiamola, trovata - non saprei come definirla altrimenti - dei frammenti di ferro contenuti in quel contenitore di olive da apporre all'interno dell'auto Thema per aumentare l'efficacia esplosiva. Mi apre che sono tutti dati che ben si sposano con il contenuto, questa volta, delle due missive anonime.
La circostanza è ancor più rilevante, ove si consideri pertinente - mi rendo conto che qui si tratta di scritti anonimi, ma abbiamo già una affermazione dibattimentale, in relazione alla precedente impostazione delle lettere, rispetto agli attentati - ecco, si consideri, per l'appunto, che poi, come sentiremo dai funzionari degli Uffici Postali, queste lettere sono state, per così dire, lavorate al più tardi, nelle prime ore del mattino del 28.
Se si considera che si tratta di due originali, che sono pervenuti contemporaneamente in due diverse città, mi pare che le circostanze che il Pubblico Ministero vuole introdurre attraverso l'analisi davanti alla Corte di Assise di Firenze, in questo passaggio, sia altamente rilevante per la ricostruzione complessiva della vicenda di cui ci stiamo occupando.
Ecco, qui ho il testo esatto delle due missive di cui ho parlato.
Il testo è il seguente:
"Tutto quello che è accaduto è soltanto il prologo..."
AVVOCATO Ceolan: Scusi, dottor Nicolosi, c'è opposizione alla lettura del testo.
PUBBLICO MINISTERO: No, ne ho anticipato... Per fare apprezzare la rilevanza.
AVVOCATO Ceolan: La Corte li deve ancora acquisire, insomma.
Che ne sappia il contenuto prima della acquisizione...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
AVVOCATO Ceolan: Scusi, Presidente, sono...
PRESIDENTE: Facciamo finire, dopo lei farà tutte le...
AVVOCATO Ceolan: Ma lui vuole leggere il testo delle lettere che devono essere acquisite, Presidente.
Su questo, c'è opposizione.
PRESIDENTE: Lo facciamo in un momento successivo. Tanto non si perde nulla.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PRESIDENTE: Se saranno ammesse, le leggeremo.
PUBBLICO MINISTERO: Be', la lettura, Presidente, non è che impiega l'interrogazione.
PRESIDENTE: Ho capito. Però mi sembrerebbe giusto che la cosa, prima sia ammessa; e dopo si potrà anche darne lettura pubblica.
PUBBLICO MINISTERO: Tolgo per un attimo la parola al collega, al dottor Nicolosi.
Presidente, se si tratta di un mezzo di prova, come al solito, il Pubblico Ministero deve, appena appena, delinearne gli estremi di...
PRESIDENTE: Mi pare che ce ne abbia...
PUBBLICO MINISTERO: ... rilevanza, anche alla soglia minima di controllo. Quindi...
PRESIDENTE: Certo, ce ne ha già enunciato la rilevanza. Ma, ad un certo punto, dobbiamo dare voce prima alle parti diverse. E poi, quando una volta è ammesso, ne valuteremo e potremo dare anche una lettura pubblica in aula.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, una volta che li abbia acquisiti, la lettura pubblica servirà, poi, alla fine della decisione, Presidente.
Ma se il Pubblico Ministero deve appena appena spiegare perché considera questa lettera importante, E, quindi, un mezzo di prova che può avere ingresso nel dibattimento, forse può anche accennare a quello che è.
Diversamente potrebbe trattarsi...
PRESIDENTE: Mi pare che l'accenno ci sia... Mi pare che l'accenno sia stato piuttosto ampio, determinante e completo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
PRESIDENTE: Io vi dovrei chiedere, per cortesia, di sospendere 5 minuti, perché mi chiamano urgentemente dalla Corte. Non so per quale motivo.
Abbiate pazienza, pochi minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, Presidente, per concludere sul punto, abbiamo depositato - e i difensori poi ne potranno agevolmente riscontrare quello che sto dicendo - in relazione a questo punto relativo a queste lettere che evidentemente il Pubblico Ministero intende introdurre in quanto non ritiene anonime, perché attraverso i mezzi di prova che chiediamo di introdurre ci ripromettiamo di dimostrare che tali lettere sono riconducibili agli imputati.
E, conseguentemente, gli accertamenti relativi, sono già documentati in informative che datano a partire dal febbraio del 1997.
Quindi erano accertamenti che avevamo già, per così dire, in epoca precedente a quella data.
Chiediamo poi, sempre in via, sotto il profilo delle introduzioni di nuove prove, e cioè di tipo testimoniale, che... chiediamo di poter sentire l'ispettore della DIA di Palermo, Gianfranco Firino, in relazione a taluni accertamenti espletati su... accertamenti che hanno portato alla identificazione di una villa in località Santa Flavia nei pressi dell'Hotel Zagarella, villa alla quale si aveva già fatto riferimento come luogo di una, presso il quale si era tenuta una delle riunioni, quella proprio datata 1 aprile '97 (?), dichiarazioni che provengono, sono state rese in aula - da Sinacori Vincenzo.
La villa, come gli accertamenti hanno...
PRESIDENTE: '93, non '97.
PUBBLICO MINISTERO: '93, mi scusi Presidente, lapsus lingue. 1 aprile '93.
La villa è stata identificata e la disponibilità della stessa è riferibile alla famiglia Vasile.
Ancora, chiediamo di sentire i signori Papetti Luigi e Massimi Pasquale che dovranno riferire circa l'epoca di quei lavori cui aveva fatto riferimento Scarano. Con particolare riferimento al cantierino che ci sarebbe stato alla fine del '93 davanti all'Aula Bunker di viale dei Gladiatori. Luogo come la Corte conosce essere il punto dove era stata piazzata la famosa Thema.
Poi, ancora: l'ispettore del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo, Matteo Cusumano; e l'ispettore della Squadra Mobile della Questura di Palermo, Massimo Domenico, in relazione, in particolare, agli accertamenti compiuti sulla disponibilità di quegli immobili che abbiamo già fatto visionare, le cui foto sono state fatte visionare nel corso dell'esame di Grigoli Salvatore.
Questi testi ci dovranno, in particolare, riferire sugli accertamenti che hanno compiuto in relazione alla individuazione dell'immobile di proprietà di Mangano Salvatore, padre dell'imputato Nino Mangano, di quel complesso abitativo in Vicolo Guarnaschelli a Palermo.
E poi, ancora, in particolare l'ispettore Domenico in relazione ai luoghi individuati attraverso l'intervento di Salvatore Grigoli.
In particolare, su quest'ultimo punto, chiediamo che venga introdotto l'ispettore in servizio presso la Squadra Mobile di Palermo, Salvatore Romeo.-
Poi, ancora: abbiamo svolto accertamenti in relazione alle affermazioni che sono state rese in quest'aula da tre dichiaranti. In particolare: da Romeo, dallo stesso Scarano e, da ultimo, da Grigoli.
Si trattava di controllare l'affermazione circa la disponibilità di una FIAT Punto amaranto nell'aprile 1994 da parte di Salvatore Contorno.
L'indicazione era puntuale, quanto al tipo di autovettura Punto amaranto, da parte di Grigoli Salvatore. E, se mal non ricordo, anche da parte di Romeo.
Scarano, invece, aveva affermato che si trattava di una FIAT di nuovo tipo, sempre di quel colore.
Orbene, abbiamo svolto degli ulteriori accertamenti e abbiamo identificato, presso l'Autosalone Sereni di Roma, cui il titolare è il signor Maurizio Sereni, che, per l'appunto, la signora Lombardo Maria Carmela, moglie di Salvatore Contorno, nell'anno 1994, esattamente il 28 febbraio del '94, presso quell'autosalone, aveva comprato una FIAT Punto di colore, del tipo di quello indicato da dichiaranti, targata Roma 1K8462.
Altra Punto, dovevamo controllare anche l'affermazione di Contorno, di aver avuto due FIAT Punto disponibili. Contorno in aula ha detto: 'una grigia e una amaranto'.
Però, evidentemente, forse non ricordava bene, perché ha detto che prima aveva avuto quella grigia e poi quella amaranto.
In realtà, le due macchine, sono state acquistate entrambe presso l'Autosalone Sereni. Quella amaranto, nel febbraio 94; quella grigia, qualche mese dopo. A luglio, esattamente, del '94.
Quindi, sugli acquisti di queste autovetture, chiediamo che venga a deporre in aula il titola, uno dei titolari dell'Autocentro sereni di Roma, il signor, per l'appunto, Sereni Maurizio.
Questo è, queste sono le nostre richieste di ammissione di prove di tipo testimoniale.
Poi abbiamo una serie di richieste di ammissione di documenti.
Si tratta di una lunga serie di documenti, molti dei quali sono, per così dire, stati acquisiti nel corso del dibattimento. E sono tra gli atti che abbiamo già messo a disposizione dei difensori nel corso del dibattimento.
E' vero che mettiamo a disposizione in data odierna... E, a questo proposito abbiamo, un elenco di atti, sia di informative, che di documenti, che mettiamo a disposizione dei difensori, sono in deposito presso la nostra segreteria.
E, al riguardo, consegneremo alla cancelliera di udienza, un elenco in cui sono riportati gli atti in deposito ai difensori.
Per quanto riguarda, invece, queste richieste di ammissione di nuovi documenti, molti, buona parte sono, per l'appunto, contenuti in questi atti che abbiamo depositato.
Vi è, in verità, anche qualche documento che, per così dire, ha assunto una ulteriore rilevanza all'esito degli esami dibattimentali, all'esito dell'istruttoria dibattimentale.
E, quindi, questi documenti sono molti, Presidente, o quantomeno, dal punto di vista dell'elencazione.
Noi, anche la lista di questi documenti, la mettiamo a disposizione della Corte. E, quindi, avanziamo una formale richiesta in questo senso.
I documenti e un elenco relativo, lo mettiamo a disposizione dei difensori perché possano interloquire sulla acquisizione degli stessi.
Se il Presidente ci vuol dire se, di questi documenti, vuole una illustrazione ora, o all'esito, magari, della...
PRESIDENTE: La vogliamo vedere all'esito dell'intervento dei difensori. Ai quali viene assegnato termine fino a venerdì prossimo per poter esaminare...
PUBBLICO MINISTERO: Forse i difensori gradirebbero... Non so, ho capito così? Che li illustrassimo prima.
AVV. Cianferoni: Presidente, buongiorno.
No, una capitolazione, un sapere di che si tratta.
PRESIDENTE: Vediamo la capitolazione. Ma poi, quando li leggete, la capitolazione l'avete più... anche d'ora, più chiara.
PUBBLICO MINISTERO: C'è un elenco molto dettagliato, in cui sono anche spiegati. Voglio dire, sono anche...
PRESIDENTE: Ma, oltre alla capitolazione, c'è l'elenco e ci sono i documenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sono anche illustrati.
PRESIDENTE: Quindi, mi pare del tutto inutile perdere del tempo ora.
PUBBLICO MINISTERO: E' a disposizione vostra.
PRESIDENTE: Avete praticamente sette giorni per poterle esaminare.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, abbia pazienza. Avvocato Rocchi.
Ma se forse il Pubblico Ministero intende illustrarne la rilevanza, noi... sennò non potremo contraddire, per dire, se sono o meno rilevanti.
PRESIDENTE: Illustriamo la rilevanza.
AVVOCATO Rocchi: Questo, voleva fare il Pubblico Ministero. Non è che voglio costringere...
PUBBLICO MINISTERO: Mi accingo, lo faccio io rapidamente.
Allora, ripetuto che, comunque, si depositano presso la Corte le due richieste di ammissione di prova; una, le prove testimoniali; l'altra, la produzione documentale.
E poi ancora, si chiede l'allegazione al verbale di udienza dell'elenco di questi depositi a favore dei difensori.
Quindi, sono tre documenti diversi. Tra un attimo loro li hanno a disposizione, possono venire senz'altro a ritirarli anche subito. Sono qui per loro.
Per quanto riguarda i documenti, Presidente - non i difensori - ovviamente tra questi documenti c'è la documentazione ano... relativa agli scritti anonimi in questione, sennò sarebbe stato inutile parlarne. Comunque, abbiamo al punto 1: verbali di sequestro ed altro nei confronti di Palumbo Antonio, relativamente a una Volvo. Palumbo è persona che è stata menzionata nel corso del dibattimento, e più esattamente, fa capo alle dichiarazioni rese dall'imputato Carra.
Abbiamo un registro degli alloggiati presso l'Hotel Gala di Milano, relativamente alla compresenza di Carra e di Lo Nigro in quell'albergo, nel maggio del '95.
Abbiamo una lettera di consegna di un veicolo datato 18 gennaio '93 - la lettera - proveniente dall'Europecar e destinato a Giacalone Luigi, veicolo esattamente identificato in una Lancia Delta, targata VT 370115, con tutta la documentazione del Pubblico Registro Automobilistico inerente i passaggi in proprietà, o comunque in disponibilità, di questo mezzo.
Abbiamo documentazione relativa a esami di carattere sanitario che sono stati espletati sulla persona del figlio di Carra Pietro, presso l'U.S.L. 67 della Lombardia.
Abbiamo una copia del prospetto dell'imbarco, degli imbarchi, per meglio dire, sulla compagnia di navigazione Grandi Traghetti, questo con riferimento, ovviamente, agli spostamenti via mare sul traghetto, dei vari autocarri di cui ha parlato l'imputato Carra - sembra quasi un gioco di parole.
Abbiamo la planimetria del centro commerciale Le Torri di via Parasacchi, con fascicolo fotografico relativo.
Abbiamo una documentazione amministrativa relativamente all'acquisto di armi con il documento intestato a Monti Donato, presso l'Armeria Garsia. Evidente il riferimento a dichiarazioni che sono state rese in aula da Scarano prima e da Bizzoni poi.
Abbiamo il calendario delle manifestazioni sportive svoltesi allo Stadio Olimpico di Roma dal maggio del '93 al febbraio del '96.
Abbiamo un documento consistente nella copia di una patente di guida esibita e trattenuta dagli uffici addetti al controllo delle persone che accedono presso la Corte di Cassazione, relativamente alla persona di Ferro Vincenzo e relativamente alla data del 14 maggio 1993.
Abbiamo una documentazione fotografica, completa di videocassetta, relativa a un atto di individuazione di luoghi, espletato con l'intervento di Gullotta Antonino, nel comprensorio di Palazzo Pitti, il 20 giugno del '96.
Abbiamo un album realizzato dalla DIA di Roma, che è stato utilizzato anche in aula per sottoporlo alle persone esaminate, relativamente agli immobili di viale Alessandrino e di via Martorelli.
Abbiamo un verbale di perquisizione e sequestro, con relativi rilievi fatti in concomitanza di queste operazioni, il tutto eseguito dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo il 24 luglio di quest'anno, sulle proprietà della famiglia di Mangano Antonino, e più esattamente, del padre Mangano Salvatore.
Abbiamo una documentazione che proviene da alcuni enti pubblici, ... l'Osservatorio Ximeniano di Firenze, datata, questa documentazione, settembre del '96, relativamente alle precipitazioni nel mese di ottobre del 1992, sulla città di Firenze. Il tutto in relazione a un certo passaggio, che la Corte sicuramente avrà presente, delle dichiarazioni rese da Gullotta Antonino.
Abbiamo documentazione proveniente dal Ministero di Grazia e Giustizia, dal Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, relativamente ai colloqui, e non solamente a colloqui, del detenuto... fruiti dal detenuto Giuliano Salvatore, padre dell'imputato Giuliano Francesco, dal 1 aprile del '94 al 30 giugno del '94; relativamente al periodo di detenzione dell'imputato Bagarella Leoluca e degli istituti nei quali è stato detenuto; nonché, ancora, delle persone che hanno diviso con Bagarella, di volta in volta, le singole Sezioni, o addirittura la cella, nei periodi di detenzione medesimi, per ogni singolo istituto.
Lo stesso tipo di documentazione relativamente... alla cui detenzione, in vari istituti di Geraci Francesco, Graviano Filippo, Calabrò Gioacchino, Ferrante Giovanbattista, Giuseppe Giacomo Gambino e, ancora, Graviano Filippo - se non l'ho già nominato, sì è già nominato - Ferrante Giovanbattista.
Poi, un verbale di perquisizione e sequestro a carico di Giorgio Pizzo, perquisizione e sequestro che nasce da altro procedimento penale, non da procedimento penale di cui oggi ci... di cui è titolare quest'ufficio. Si tratta di quel verbale di perquisizione e sequestro che, essendo stati espletati in altri contesti di indagine preliminare, in base all'articolo 238, hanno la caratteristica di atti irripetibili della Polizia Giudiziaria che vengono, per così dire, introitati nel procedimento ad quem, nella qualità di documenti, non quindi come atti irripetibili delle indagini preliminari, bensì come documenti provenienti da altri procedimenti penali.
Poi abbiamo un documento manoscritto che reca la menzione di un certo dottor Colosi.
Poi abbiamo ancora un prospetto sanitario, relativo a Pizzo, che proviene dall'Amministrazione Militare.
Abbiamo un diario di intervento chirurgico, più esattamente, di correzione della miopia, praticato dallo stesso dottor Colosi su Pizzo Giorgio.
Abbiamo un foglio matricolare de distretto militare di Roma riguardo ai periodi di... al periodo in cui è stato espletato il servizio militare da parte di Scarano Massimo.
Abbiamo una pagina, per meglio dire, alcune pagine della rivista Panorama del 4 agosto '95, relative specificamente ad un articolo che si interessava, con pubblicazione anche di fotografie, a Benigno Salvatore.
Abbiamo un documento proveniente dall'Ispettorato Compartimentale dei Monopoli di Stato, relativo all'epoca del cosiddetto "sciopero dei tabaccai".
Abbiamo ancora documentazione relativa ai mezzi imbarcati sui traghetti della compagnia Tirrenia, con relative liste di passeggeri e di mezzi. E la pertinenza di questa documentazione, rispetto alle dichiarazioni rese in particolare dall'imputato Carra, è di tutta evidenza.
Abbiamo, per altro, in questo contesto anche una lista di mezzi e passeggeri imbarcati su una motonave della compagnia Tirrenia del 5 marzo '92, data e situazione, questa, che niente ha a che fare con le dichiarazioni di Carra, ma ha a che fare piuttosto con le dichiarazioni di Geraci e di Sinacori rese davanti alla Corte. E la pertinenza di questo materiale rispetto a queste dichiarazioni sta nel fatto che, questo materiale documentale attesta del fatto che quella sera del 5 marzo '92, su questa motonave fu imbarcata una FIAT Uno, con un certo qual numero di targa, FIAT Uno più due passeggeri, il tutto ricondotto documentalmente al nominativo di Carra... chiedo scusa, di Cannella, del signor Cannella. E poi, ripeto, il numero di targa di questa automobile, il tutto, ovviamente, trova la sua giustificazione di plausibilità e di pertinenza, rispetto all'oggetto del processo, per le dichiarazioni, che loro ricorderanno sicuramente, sono state rese circa la presenza in quella certa epoca, dalla fine del febbraio fino ai primi di marzo, di Cannella Cristoforo a Roma, della disponibilità di un'automobile, e quant'altro.
Tra questa documentazione, in questo punto, che è il punto 19 della documentazione di cui si chiede la produzione, vi è anche specifica menzione di una documentazione, questa, che non proviene dalla compagnia Tirrenia, ma proviene dagli enti pubblici che si occupano delle automobili, per così dire, che riconduce, quella certa targa, a un'automobile nella disponibilità e nella proprietà del signor Cannella Cristoforo.
Credo che, sia pure in maniera molto contratta, quest'ultima parte di esposizione sia abbastanza perspicua.
Abbiamo ancora, e qui il dato di sfondo è sempre rappresentato dalle dichiarazioni di Geraci, di Sinacori, ma anche di Scarano, alcune liste di passeggeri su voli da Milano a Palermo, e soprattutto, da Palermo a Roma, da Palermo a Roma e ancora da Roma a Palermo, e ancora da Roma a Palermo, rispettivamente periodate: 24 febbraio '92, 4 e 5 marzo 1992. Con biglietti vari, intestati a determinate persone, tra le quali una persona che ha fatto il biglietto al nominativo di Rinatori. Ha fatto alcuni biglietti, per la verità, al nome Rinatori.
Poi abbiamo ancora documentazione che riguarda mezzi e persone imbarcate sulle motonavi, traghetti sulla tratta Palermo-Genova, nell'aprile e nel maggio del '95. Evidente è la pertinenza rispetto alle dichiarazioni rese da Pietro Carra.
Documentazione relativamente agli acquisti effettuati con l'utilizzo di una carta di credito American Express, da parte di Geraci Francesco, presso un certo negozio in quel di Roma.
Se occorre un chiarimento lo...
PRESIDENTE: Prego...
PUBBLICO MINISTERO: No, se magari mi fossi mangiato qualche parola o qualche concetto, Presidente, mi inviti a tornare indietro e io mi rispiego.
Documentazione inerente alle operazioni di acquisto fatte con una carta di credito intestata all'American Express al nominativo di Geraci Francesco, nel febbraio e nel marzo del '92, presso negozi di Palermo e negozi di Roma.
Un tabulato relativo al traffico telefonico riferibile ad un'utenza in uso a Geraci Francesco, utenza cellulare questa, e ancora ad un'utenza di abitazione in quel di Castelvetrano, riferibile sempre a Geraci Francesco.
Abbiamo già menzionato, mi pare, parlandone sotto il profilo della richiesta di prova testimoniale, qui ne parliamo sotto il profilo della produzione, ad un album fotografico con relativi rilievi, relativamente, appunto, ad un immobile in località Santa Flavia, nelle vicinanze dell'Hotel Zagarella, nella disponibilità di Giuseppe Vasile, o per meglio dire, della famiglia Vasile, Giuseppe compreso.
Verbale di rinvenimento e sequestro di preziosi, redatto nei confronti di Geraci Francesco, in Castelvetrano, nell'ambito del procedimento relativo allo stesso Geraci.
Altri due verbali di perquisizione e sequestro, redatti nei confronti - non è esatto dire così - redatti con riferimento ad armi e quant'altro, rinvenuto in Palermo nel luglio del '96. Si tratta, lo dico ancora, di verbali di perquisizione e sequestro, cioè, di atti irripetibili formatisi in altri procedimenti; il primo, per almi ed altro rinvenuto in località Case Ferreri; il secondo, per armi ed altro rinvenuto in fondo Malatacca.
Penso che sia abbastanza perspicue il collegamento con alcuni passaggi delle dichiarazioni rese davanti anche a questa Corte da Ferrante Giovanbattista.
Abbiamo un verbale di perquisizione con relativi rilievi descrittivi e fotografici realizzato il 23 settembre del '97, su un'auto Alfa 164 bianca, nella proprietà e nell'intestazione di Geraci Francesco.
Poi abbiamo documentazione relativa a pratiche di tipo amministrativo, concernente, esattamente, i lavori eseguiti in via dei Gladiatori, all'altezza di quel certo fabbricato, al termine dell'anno 1992, esattamente nel dicembre.
Abbiamo poi un compendio, costituito da videocassetta e da un fascicolo di fotogrammi estratti, a mo' di fotografia, il tutto relativo alla documentazione di un'attività di individuazione di luoghi espletata con l'intervento di Vincenzo Ferro.
Lo stesso al punto successivo, che è il punto 31, relativamente ad un'analoga attività espletata con l'intervento di Carra Pietro.
Abbiamo poi una videocassetta relativa alla registrazione di una puntata della trasmissione Maurizio Costanzo Show. Questa, relativamente alla data del 10 ottobre 1991. Videocassetta, e comunque, trasmissione significativa ai nostri fini, in quanto, il riferimento con le dichiarazioni rese a suo tempo dallo stesso Costanzo, può essere agevolmente riscontrato, in quanto, appunto, in quella trasmissione Costanzo fece certe particolari e specifiche considerazioni relativamente agli uomini di mafia detenuti, ai loro problemi di salute e alla gestione dei relativi bisogni e delle relative necessità.
Poi ancora, la relazione tecnica, appunto, del Servizio di Polizia Scientifica di Roma, datata 21 ottobre - del Servizio di Polizia Scientifica e della Direzione Centrale della Polizia Criminale, anche se qui nella nota non è scritto con precisione - datata 21/10/97, quindi è materiale formato meno di 20 giorni fa, che ha a che fare con quell'attività di comparazione, di verifica e di controllo di queste due buste contenenti missive anonime, di cui il dottor Nicolosi ha già fornito alla Corte e ai difensori gli estremi e i riferimenti. Documentazione integrata da atti, questi, propriamente amministrativi sui turni del personale dell'Amministrazione Postale, in particolare, romano. Esattamente del Centro di Meccanizzazione Postale di Roma, San Lorenzo, che è il Centro che ha gestito meccanicamente come avviene in tutta Italia, ha gestito meccanicamente quella certa busta di cui si sta parlando.
E poi, ancora, la documentazione amministrativa, proveniente dal PRA, e privata, proveniente dall'Autocentro Sereni, specifica per le due automobili FIAT Punto, di cui il dottor Nicolosi ha già spiegato la collocazione nell'ambito del nostro processo.
E poi, ancora, un tabulato relativo a un cellulare intestato a Tusa Silvia, di cui, per altro, ieri abbiamo abbastanza a lungo parlato, tabulato relativo al cellulare distinto dal numero 0336 911693.
Ecco, questo è quanto. Più rapidamente possibile ho illustrato i 35 punti di questa produzione.
Allora, i difensori qui possono prendere senz'altro le copie di loro spettanza. Questi sono i tre documenti sottoscritti da me e dal collega Nicolosi, le tre note. Io le consegno alla Corte.
Tutto questo materiale, che è costituito, di questi due faldoni, lo dico per i difensori: questo faldone più grosso sono gli atti già depositati precedentemente, o addirittura contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero, che oggi formano oggetto di una richiesta di produzione in quanto documenti, e sono quelli che avevo elencato da ultimo. In questa cartella che è distinta dal numero 4, e fuori, dalla dicitura "atti depositati dai difensori nel corso del dibattimento", ci sono, appunto, quegli atti il cui deposito ai difensori avviene oggi.
PRESIDENTE: Allora, i difensori hanno termine fino a venerdì prossimo per le loro deduzioni, osservazioni, opposizioni o quanto crederanno fare su queste richieste odierne.
Vogliamo introdurre il teste?
Vuole, per cortesia dottore, ripetere il suo nome, cognome, solo per ta... no, no, seduto, stia tranquillo, solo per dare atto che lei è presente e possiamo continuare il suo esame.
*TESTE Zito: Nicola Zito, dirigente Centro Operativo DIA, Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor Zito, ieri, qui, ci ha fatto un'illustrazione molto diffusa di tutto un capitolo, per così dire, dell'attività investigativa che il suo ufficio ha condotto.
Ora, pur facendole ieri molte domande, ho lasciato volentieri sempre la parola a lei. Gliela lascio anche ora, interlocutoriamente, se ne avesse bisogno, non lo so, se per caso nella illustrazione che ha fatto ieri lei ritenesse di dover apportare qualche completamento. Perché sennò io passerei senz'altro a occuparmi di quello che è successo, investigativamente, a partire dall'esecuzione delle misure cautelari emesse dal GIP di Firenze, il 31 di gennaio del 1995. L'avvenimento processuale e, in qualche misura, anche investigativo, perché è il suo ufficio che le ha notificate queste ordinanze...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... quelle notificabili, ovviamente, ecco, segna il passaggio ad un capitolo investigativo successivo.
TESTE Zito: Sì, volevo fare alcune puntualizzazioni che riguardavano la prima fase espositiva fatta ieri. Cioè, in particolare lei, oltretutto ieri mi aveva posto una domanda che poi non ho avuto il tempo di approfondire. Riguardava il viaggio effettuato dal Carra Pietro, o meglio, lo spostamento del cellulare del Carra Pietro dal 24 al 26. Per cui c'era la prima...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, scusi, no, non la seguo. Dal 20...?
TESTE Zito: Dal 24 di maggio 1993.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, no, 24 io non capisco se è 20 punto 4, o se è 24 tutto attaccato.
TESTE Zito: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: 24...?
TESTE Zito: Sì, dal 24 di maggio 1993...
PUBBLICO MINISTERO: Maggio.
TESTE Zito: Sino al 25.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi parliamo del cellulare quello intestato Sabato Gioacchina.
TESTE Zito: Sabato Gioacchina, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, riprenda...
TESTE Zito: Per cui riprendo il tabulato... Ecco, qui siamo il 24 maggio 1993, ore 6.15...
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo Scelsio, veda un attimino se azionando opportunamente i tasti e quant'altro, si arriva anche all'ingrandimento necessario sennò non si vede nulla.
(voci fuori microfono)
TESTE Zito: Ecco, qui abbiamo il giorno 24 maggio '93, ore 6.15, il...
PRESIDENTE: 16.15.
TESTE Zito: 16.15. Il tabulato intestato a Sabato Gioacchina contatta l'utenza fissa Sabato Gioacchina dal ponte radio 091.
Dopodiché, il 25/05/1993, ore 11.35, ritroviamo il tabulato dell'Autotrasporti Sabato Gioacchina...
PUBBLICO MINISTERO: Il cellulare.
TESTE Zito: Sì, il cellulare, sì. Autotrasporti Sabato Gioacchina, sul ponte radio 055.
Ecco, ora vorrei richiamare, a questo punto, in relazione allo spostamento del cellulare da un ponte radio palermitano al ponte radio toscano...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché questo sembrava fosse un discorso che avevamo già fatto ieri.
TESTE Zito: Sì, però non avevo puntualizzato il discorso in relazione agli accertamenti fatti sui vari tabulati delle varie compagnie di navigazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Zito: Quindi, a questo punto io posso qui... posso sovrapporre, ecco qui, qui abbiamo, non so se si legge bene, Coprora...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Zito.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non capisco nemmeno io, così, quale sia il documento che lei sta illustrando alla Corte, mi scusi ma...
TESTE Zito: Ecco, qui si tratta dei Grandi... di un documento, di un libro dove vengono annotati tutti i viaggi effettuati dalla compagnia Grandi Traghetti S.p.a., di Palermo. Qui si tratta della motonave Freccia Rossa, dove vengono, chiaramente, annotati tutti i trasporti di autoarticolati dal porto di Palermo al porto di Livorno.
La giornata, come vediamo qui, è del 24 maggio 1993. Il porto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io...
TESTE Zito: Il porto di partenza è Palermo. Il porto di arrivo è qui, Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Lo centri meglio perché non si legge.
TESTE Zito: Si legge?
PRESIDENTE: Sì, sì, si legge.
TESTE Zito: Ecco, quindi abbiamo qui, il porto di partenza, Palermo, il porto di arrivo, Livorno, la data di imbarco.
Dopodiché, qui sono iscritte le società cui appartengono i camion, gli autoarticolati. Arriviamo alla società che a noi interessa, ed ecco qui la Coprora. Perché, come dicevo ieri, il Carra Pietro è amministratore, era amministratore della società Coprora S.r.l. E qui abbiamo il camion, un semirimorchio targato TO 520 - non si legge bene qui, perché è fotocopiato - comunque la targa è 52029D. Quindi, questo è l'autoarticolato...
PUBBLICO MINISTERO: 29 o 79?
TESTE Zito: 52079D, se non sbaglio...
PUBBLICO MINISTERO: No, perché io ricordo...
TESTE Zito: O 29 o 79D. In tutti i modi, dovrebbe essere 52079D.
Dopodiché, abbiamo anche, eccola qui, sempre è un documento questo della... un appunto della Freccia Rossa, qui, sempre si legge, ecco qui...
PUBBLICO MINISTERO: Leggo solo "Rossa", per ora.
TESTE Zito: Ecco qui.
PRESIDENTE: C'è una F. - punto - Rossa.
TESTE Zito: F. - punto - Rossa, giornata 24/05/93, la tratta Palermo-Livorno, gli autisti. Ecco, tra gli autisti, vediamo un po'... Ecco qui, abbiamo il nominativo Carra, si legge? Eccolo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Zito: Benissimo. Quindi, questi erano gli accertamenti...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Zito, ma da quel tabulato che riguarda, appunto, quanto è stato imbarcato su questa motonave, che altro si legge a proposito? Quali altri dati?
TESTE Zito: Qui abbiamo... In relazione alla Coprora?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Ecco, qui abbiamo, come dicevo prima, la targa dell'autoveic... del camion, e più, che cosa... eventualmente qual'è il carico. In questo caso il carico è un semirimorchio.
PUBBLICO MINISTERO: Io, sotto la targa TO 52079D...
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... leggo: "Palermo 15424", che vuol dire questo?
TESTE Zito: Questo vuol dire che, in realtà, il targato... cioè, l'automezzo targato Torino è il trattore, il Palermo è una, come si chiama, è un...
PUBBLICO MINISTERO: Rimorchio.
TESTE Zito: E' un rimorchio, il quale viene posto al di sopra del mezzo, o viene portato con sé, insomma, non è importante.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi tanto, sulla colonna di destra io vedo una cosa che mi induce a fare una domanda: in cima a quella colonna che c'è scritto, in bianco sullo sfondo nero? Io non lo leggo.
PRESIDENTE: Descrizione carico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io non lo leggo, Presidente; sarà che ho gli occhi meno buoni dei suoi.
PRESIDENTE: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: Io vedo che alcuni mezzi si portano dietro un semirimorchio, degli agrumi, uno viaggia vuoto, quell'altro viaggia...
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... col ferro.
TESTE Zito: In questo caso notiamo, vediamo: agrumi, vuoto, oppure ferro, pesce conservato, vuoto, bottiglie e così via.
PUBBLICO MINISTERO: Allora il semirimorchio identifica un carico, non identifica...
TESTE Zito: No, no: un carico identifica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Cioè, diciamo che in termini tecnici si chiama "sovrapposto", ecco.
Cioè nel senso che il camion ha come carico il semirimorchio, non altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, semirimorchio è identificato come carico?
TESTE Zito: Sì, come carico.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, a pari del pesce congelato.
TESTE Zito: Appunto, laddove c'è da portare un carico specifico è annotato nel libro di carico, altrimenti viene annotato soltanto quello che accompagna il trattore.
Non so se sono stato chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: No, non ho capito io.
TESTE Zito: Dico nel senso che in questa descrizione del carico, o c'è qualcosa da trasportare, tipo agrumi, oppure indica vuoto, vuol dire che c'è soltanto il trattore e nient'altro, laddove troviamo qui semirimorchio, vuol dire che il carico che trasporta il trattore è soltanto il semirimorchio, a sua volta vuoto.
AVVOCATO Rocchi: Presidente, mi perdoni, avvocato Rocchi. Mi perdoni anche il signor Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
AVVOCATO Rocchi: Ma non sarebbe mica possibile scostare quella tenda per poter utilizzare quel visore più grande?
PRESIDENTE: Io credo di sì. Abbiamo qualcheduno? Mi chiama qualcuno, per favore, dei nostri assistenti?
Ha ragione, perché quello è talmente grande che è molto più facilmente visibile.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: No, ma la tenda: si sposta la tenda.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Ora vediamo, comunque voi avete... Ho capito, però la faccenda è, scusate, ma loro devono vedere. E' un dovere indeclinabile.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Allora, si può spostare la tenda, per cortesia? Puoi vedere se i difensori sono in grado di vedere quel grosso schermo?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ecco. Orientatelo un pochino in maniera che anche i difensori lo possono vedere, oltre che la Corte.
Se lo portaste più indietro probabilmente sarebbe più vantaggioso per tutti, no? Ecco, ancora; il più possibile, per favore.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Le riesce vedere? Forse se vi avvicinate nel primo banco avete ancora più utilità.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
C'è un po' di riflesso.
PRESIDENTE: Possiamo proseguire?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
Allora senta, si questo viaggio, dottor Zito, qui noi conosciamo le date: partenza giorno 24 da Palermo. Però, se lei se lo ricorda, se lei ha fatto personalmente questo accertamento, altrimenti mi saprà dire a chi del suo personale lo debbo chiedere, ho bisogno di sapere l'orario nel quale questo mezzo, questa motonave è effettivamente partita dal porto di Livorno e, corrispondentemente, il giorno, cioè l'orario di arrivo...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Lì non emerge, perché...
(Al microfono)
No, no. Volevamo osservare anche il quintalaggio per avere la conferma che si trattasse solo si semirimorchio, ma il numero dei quintali relativi non è leggibile.
PUBBLICO MINISTERO: E correlativamente l'orario in cui - il giorno, tanto è importante anche quello - il girono e l'ora in cui questa motonave è arrivata, se è arrivata, al porto di Livorno.
TESTE Zito: Guardi, in relazione agli orari sarà più specifico il mio collaboratore che ha proprio analizzato gli spostamenti. Per quanto attiene alla data di partenza non c'è da dubitare, così come riporta qui su, che è il 24 di maggio; la partenza dal porto di Palermo, verso il porto di Livorno, come si evidenzia qui sulla destra.
PUBBLICO MINISTERO: Il...
TESTE Zito: Cioè, dagli accertamenti noi abbiamo visto che il motocarro arriva il giorno successivo alle ore 13.34. Per l'orario di partenza non posso essere preciso. Posso essere preciso sull'orario di arrivo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è l'orario di arrivo quello effettivo?
TESTE Zito: Effettivo a Livorno.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Quindi il giorno 15.
TESTE Zito: Il giorno 25, 13.34.
PUBBLICO MINISTERO: Questa situazione l'abbiamo messa in chiaro.
Ci sono altre...
TESTE Zito: Ecco, poiché parliamo del camion 52079D targato Torino del Carra, e giacché stavamo parlando della partenza il 24, l'arrivo a Livorno del 25 - quindi siamo in questa fase del mese di maggio del 1993 - vorrei anche accennare all'altro accertamento che abbiam fatto tramite gli archivi del Ministero dell'Interno, laddove vengono memorizzati tutti i controlli di qualsiasi natura essi siano; perché facendo la targa del 52079D risultava essere presente alle ore 6.08 del 27 maggio 1993 lungo l'autostrada Fiano Romano, cioè località Fiano; cioè controllata lungo l'autostrada dal GOA, che sarebbe il Centro Autostradale della Polizia Stradale.
PUBBLICO MINISTERO: Controllato che cosa vuol dire, dottor Zito?
TESTE Zito: Controllato...
PUBBLICO MINISTERO: Chiariamo questa affermazione, perché lei il dato lo ha rilevato...
TESTE Zito: No, no. Io non...
PUBBLICO MINISTERO: ... dal Ministero degli Interni.
TESTE Zito: No, no. Io difatti ho specificato prima: io non posso stabilire dalla lettura del dato, che compare sul terminale, che tipo di controllo sia stato effettuato.
Io posso rilevare soltanto che il terminale dà una memorizzazione di un controllo che può essere della più diversa natura e che non posso chiaramente sapere in quell'istante, nella maniera più assoluta. So soltanto che è stata memorizzata la targa afferente il camion di cui noi stiamo parlando.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire che - lei ha adoprato il termine "controllo" - questo vuol dire che a una certa ora di quel certo giorno è stata fatta un'interrogazione sul terminale.
TESTE Zito: Sicuro. L'interrogazione è stata fatta sulla targa. Il dato sicuro su cui io posso rispondere, che emerge dal terminale CED Ministro dell'Interno, è questo: che alle 6.08 del 27 è stata effettuata una interrogazione da parte delle Forze di Polizia e quindi in quel caso noi sapevamo essere - perché c'è anche il codice identificativo dell'Organismo di Polizia Giudiziaria che opera l'interrogazione sulla targa - trattarsi del GOA della Polizia Stradale di Fiano Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Polizia Stradale di?
TESTE Zito: Fiano Romano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, dottor Zito, ha idea di quale sia la competenza territoriale del GOA di Fiano Romano? Perché se non mi sbaglio GOA vuol dire proprio Gruppo Operativo Autostrade.
TESTE Zito: Sì, il Gruppo Operativo Autostrade, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è un reparto della Polizia Stradale specificamente, credo, che si occupa di quello che succede in termini di circolazione sulle autostrade?
TESTE Zito: Sulle autostrade, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Le domando: lei conosce più o meno l'ambito di competenza territoriale?
TESTE Zito: Diciamo, l'ambito è la zona sud di Roma, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Fiano, però, è a nord di Roma, non è a sud.
TESTE Zito: La zona sud, diciamo è tutta quella zona abbastanza... che poi abbraccia più province, ecco, qui non si può stabilire con certezza; perché la Polizia Stradale è un ambito diverso di competenza da parte nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Zito, l'interrogazione che lei ha rintracciato, fatta da questo Ufficio di Polizia a questa certa ora su questa certa targa, risulta che sia stata accompagnata da interrogazioni effettuate nello stesso contesto temporale, quindi 6.08 - minuti immediatamente prossimi, precedenti o successivi - anche sul conto di altre targhe o persone comunque riconducibili allo stesso controllo?
TESTE Zito: Sì, noi abbiamo... Cioè è stato esaltato, dando la targa, che alle 6.08 c'era esclusivamente il controllo operato su questa... cioè il controllo, l'interrogazione operata su questa targa.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè qual è la procedura che si segue, che è stata seguita in questo caso per stabilire se insieme alla targa può essere stato interrogato un nominativo o un'altra certa targa?
TESTE Zito: Beh, si fa una verifica a livello di terminale. Ci sono... Cioè, vuole sapere come praticamente può avvenire il controllo, o come praticamente si accerta a livello di terminale?
PUBBLICO MINISTERO: Io cerco di capire questo...
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... più semplicemente di farlo capire alla Corte. Se viene interrogata al terminale la targa della mia automobile...
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... il terminale darà risposta positiva o negativa. Siccome siamo tutti utenti delle strade e siamo stati, chi più chi meno, tutti fermati dalla Polizia Stradale o dai Carabinieri - abbiamo visto le procedure che vengono eseguite con il controllo via radio sulla Centrale per sapere se quella certa targa è rubata, se quella persona è ricercata o che altro - io ho bisogno di sapere com'è che, stabilito ipoteticamente che la targa di una macchina a me intestata è stata interrogata, oggetto di interrogazione al terminale, facciamo conto alle 8 di stamani, se unitamente alla targa del veicolo a me intestato è stata fatta anche un'interrogazione sul mio nome e cognome, sugli estremi del mio documento, eventualmente sulle persone che erano assieme a me in automobile, eventualmente sul mio veicolo e anche su un veicolo che marciasse insieme a me e che fosse stato fermato magari nello stesso contesto dalla pattuglia, che invece di fermare una macchina sola ne ha fermate tre tutte insieme.
Ecco, io avrei bisogno di fornire alla Corte questo tipo di chiarimento.
TESTE Zito: Sì. Se l'interrogazione viene fatta sull'autovettura e su delle persone che si ricollegano all'autovettura, l'interrogazione si comprende che è stata fatta contestualmente.
Cioè, se c'è un soggetto, a questo soggetto si accompagna un'autovettura, noi abbiamo il collegamento tra il soggetto e l'autovettura.
Nel momento in cui può essere fatto esclusivamente il controllo sulla targa, noi avremo soltanto il controllo sulla targa ed escludere, a meno che non sia stato interrogato a livello di terminale, perché il terminale memorizza soltanto i dati che noi forniamo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Zito: Questo è un dato logico. Cioè, se io fermo un'autovettura su strada e interrogo esclusivamente la targa, posso anche per un motivo vario non interrogare i nominativi - una possibilità: caso mai conosciuti dall'operatore di Polizia, anche se con precedenti penali - risulterà soltanto la targa dell'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E allora, per venire a noi, nel nostro caso il terminale, per meglio dire il CED, registra un'interrogazione solo della targa di cui stiamo parlando, 520...
TESTE Zito: Sì, 52079D.
PUBBLICO MINISTERO: ... 79D?
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senza interrogazione concomitante di persone o altre targhe?
TESTE Zito: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha proceduto a far una verifica invertendo i termini del problema, cioè interrogando il nominativo di Carra Pietro, visto che il mezzo in questione era riconducibile a lui, investigativamente...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... per vedere se risultava una interrogazione al nominativo di Carra Pietro, praticata la mattina del 27 maggio del 1993, nello stesso contesto orario in cui è stata fatta l'interrogazione sulla targa?
TESTE Zito: No, sul nominativo era negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Sul nominativo era negativo; era positivo esclusivamente sulla targa.
PUBBLICO MINISTERO: E solo quella targa lì.
TESTE Zito: Solo quella targa lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Sugli argomenti di cui ci siamo occupati ieri c'è altro?
TESTE Zito: Ma guardi, alcune puntualizzazioni, che si tratta sempre, eventualmente, di acquisire ulteriormente qualche tabulato.
Se, Presidente, mi consente sempre di consultare.
PRESIDENTE: Prego.
TESTE Zito: Perché con i tabulati, ovviamente, è un problema.
Ecco, qui c'è da evidenziare, per esempio, ecco, noi avevamo fatto appunto delle verifiche in relazione alle varie ricorrenze rispetto all'utenza di Giuliano Salvatore. Giuliano Salvatore...
PUBBLICO MINISTERO: La seguo.
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: La seguo.
TESTE Zito: Inteso il postino, cioè nel senso che lavorava, era dipendente delle Poste lì a Palermo, padre di Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Quindi, ora, qui abbiamo analizzato le varie entrate sull'utenza fissa; l'utenza fissa sarebbe 091-392614.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è intestata, quest'utenza, dottore?
TESTE Zito: Giuliano Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: A quale indirizzo?
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: A quale indirizzo? Se ce l'ha sott'occhio.
TESTE Zito: Ah, sì, sì. Via Messina Marine numero 531.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Quindi, non si tratta di un elaborato, così come l'abbiamo nei tabulati mostrati, perché qui si tratta dell'elaborato secco, cioè sarebbe senza lo sviluppo dei singoli nominativi, eccoli qui... Qui non c'è, va bene. In tutti i modi posso anche leggerlo, tanto è brevissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Se la visualizza in qualche modo. Abbia pazienza, dottor Zito...
TESTE Zito: Si vede?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, si vede.
TESTE Zito: Quindi, qua ne abbiamo - nella parte sinistra - abbiamo il giorno, come sempre, qui c' è l'orario e questo sulla parte destra che si ripete, chiaramente, l'utenza fissa.
Do la spiegazione sulla lettura, perché è anomalo rispetto agli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: Poi qui abbiamo la colona...
PUBBLICO MINISTERO: E quindi a sinistra dell'utenza fissa che cosa c'è?
TESTE Zito: A sinistra dell'utenza fissa ci sono le chiamate. Cioè in che senso? Le utenze cellulari che fanno ingresso sull'utenza fissa, che come dicevo ieri è l'altra metodica di ricerca che abbiamo adottato in tantissimi casi: di individuare un'utenza fissa e di esaltare tutte le utenze cellulari in ingresso sull'utenza fissa.
Quindi, in questo caso noi abbiamo che sull'utenza fissa entrano... allora, un attimino che individuo... Qui abbiamo, per esempio, il 6, mi segue dottor...
PUBBLICO MINISTERO: La seguo, la seguo, dottor Zito. Cercavo tra i miei fogli ma...
TESTE Zito: Allora il 06/10/94, eccolo qui col trattino: 06/10/94 - alle ore 13.25 abbiamo l'ingresso del 405908. Ora, chiaramente, voglio anche dire che l'11 che precede l'utenza è identificativo del, diciamo così, del numero che precede l'utenza cellulare; in questo caso è lo 0330 (n.d.t. 0360).
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Cioè per dare, appunto... lo 0360. Perché ogni numero è identificativo di una sigla: 0330 se è un family, oppure altre.
Questi sono dati identificativi dei codici della Telecom.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, comunque la ringrazio di questa precisazione, ma tanto poi...
TESTE Zito: Benissimo, no, no, per dare una spiegazione al Presidente. C'è un 11, non vorrei che...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ha ragione.
TESTE Zito: Quindi questa utenza, che entra il 06/10, è intestata a Romeo Pietro.
Dopodiché abbiamo, per esempio, l'utenza 0330-60...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi scusi se torno indietro, quell'11, cioè lo 0360 come lei ci sta dicendo...
TESTE Zito: 405908 è un'utenza cellulare intestata a Romeo Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito.
TESTE Zito: Che entra il 06/10.
Dopodiché possiamo andare avanti e vediamo che dal 02/08... eccolo qui, sino al 06/09 notiamo entrare sempre lo stesso cellulare, che sarebbe 697041, che è il cellulare che abbiamo già esaminato ieri intestato a La Bua Liliana.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Dopodiché abbiamo un'ulteriore utenza cellulare, io sto richiamando chiaramente le utenze cellulari i cui nominativi sono stati già oggetto di esame ieri.
Dopodiché abbiamo altra utenza il 25/05, eccola qui, 25/05 ore 10.44, che è intestata - 793869 - a Trombetta Angelo.
Dopodiché, ultima ricorrenza, che ho ritenuto di mettere in evidenza, è il 30/10. Eccola qui, 30/10, che sarebbe la 593046, utenza intestata a Ciaramitaro Giuseppa.
Queste, appunto, sono...
PUBBLICO MINISTERO: Ciaramitaro Giuseppa.
TESTE Zito: Sì. Vorrei precisare anche: Ciaramitaro Giuseppa è sorella di Ciaramitaro Giovanni. L'utenza di Ciaramitaro Giuseppa, dall'acquisizione del contratto, risulta che il mandatario, cioè colui il quale ha richiesto l'attivazione, è Ciaramitaro Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'utenza...
TESTE Zito: Cioè per dare una definizione.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'utenza intesta a Trombetta Angelo, come diceva un attimo fa, mi sa dare lo stesso tipo di ragguagli?
TESTE Zito: Sulla utenza di Trombetta Angelo, in merito a...
PUBBLICO MINISTERO: Sa ce si sono rapporti tra questa persona e Trombetta Agostino?
TESTE Zito: Sì, sì, sì. Cioè c'è un rapporto di parentela tra i due.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Zito: Questo è per quanto attiene l'utenza fissa del Giuliano Salvatore. Per chiudere le varie situazioni che ieri mano a mano avevo toccato soltanto.
Dopodiché vorrei anche mettere in evidenza il discorso del Di Fazio Damiano. Di Fazio Damiano che più volte ieri ho menzionato nello scorrere i vari tabulati.
Ecco, quindi, vorrei eventualmente mettere qua, qui si tratta... eccolo qui. Quindi, abbiamo le varie...
PUBBLICO MINISTERO: Bisognerebbe che ci spiegasse intanto qual è il documento che...
TESTE Zito: Sì, sì. E' il solito tabulato con cui ora spiego... Questa è una, chiaramente, elaborazione dove è più chiaro, così il Presidente eventualmente può avere una visione di quello che è una parte del lavoro che è stato svolto dalla DIA...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: ... nell'evidenziare le ricorrenze.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Cioè, quando noi abbiamo una utenza e quando ricorrono su questa utenza più utenze cellulari che sono riferibili a più soggetti oggetto di indagine, chiaramente.
Quindi, noi mettiamo in evidenza come verso un'unica utenza, cellulare o fissa che sia, convergono più utenze cellulari.
poi chiaramente ci sono tutti gli accertamenti di riconducibilità, utenza usuaria o così via ma che in questo...
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
TESTE Zito: Penso di... Allora, il DI Fazio, chiaramente è opportuno che dica chi è, che illumini un attimino. Il DI Fazio Damiano è il suocero del Giuliano. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Giuliano l'imputato di questo processo?
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, allora Giuliano Francesco.
TESTE Zito: Di Giuliano Francesco, scusi. Io do alcune volte i cognomi, siccome più volte sono stati ripetuti...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. bene. Ma siccome un attimo fa parlavamo anche del Giuliano padre...
TESTE Zito: Sì, sì, no, no. Giuliano Francesco, Giuliano Francesco.
Quindi, l'utenza che interessa in questo caso è Di Fazio Damiano; l'utenza è 091-475865, che sarebbe, appunto, questa utenza qui che vediamo noi.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è un'utenza... dal prefisso mi pare palermitana.
TESTE Zito: Utenza fissa dal prefisso chiaramente palermitano 091.
PUBBLICO MINISTERO: E l'indirizzo di questa utenza ce l'ha sotto mano, dottore?
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Se avesse sotto mano anche la domiciliazione di questa utenza.
TESTE Zito: La domiciliazione di questa utenza no, ma la possiamo ricavare dai tabulati, quindi se le interessa, ora, mano a mano che vado avanti, richiamiamo il tabulato dove è ricorrente e avremo anche la domiciliazione dell'utenza.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno una volta va data.
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Almeno una volta va data.
TESTE Zito: Sì, sì no, più di una volta, ieri, perché l'abbiamo elencata più di una volta.
In tutti i modi posso andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Zito: E vediamo che sono in entrata nell'utenza - ecco, lo vediamo qui sulla destra - vediamo Lo Nigro Cosimo, vediamo più volte il Lo Nigro Cosimo. Quindi abbiamo l'utenza cellulare...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, Lo Nigro Cosimo, dottore, cerchiamo di essere più precisi.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, su questa utenza fissa vi sono delle ricorrenze riferibili?
TESTE Zito: A delle utenze cellulari.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: Ora, metto in evidenza quali sono le utenze cellulari che fanno ingresso in questa utenza fissa.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, mi scusi, non è per essere fastidioso e tanto meno petulante, diamo alla Corte, se le è possibile, il dato neutro; il numero del cellulare...
TESTE Zito: A chi è intestato.
PUBBLICO MINISTERO: ... ricorrente e l'intestatario.
TESTE Zito: Sì, sì. Giusto. Benissimo.
Andiamo avanti, allora, e quindi troviamo che dal ponte radio 091 troviamo l'utenza cellulare 0337-898975 che è intestata a Lo Nigro Cosimo; la vediamo più volte, numerose volte, entrare.
Ecco, non so se si nota, qui. Qui abbiamo le date di ingresso, 24/09, 27/09, 11/10, 16/11...
PUBBLICO MINISTERO: Di che anno parliamo, dottor Zito?
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Di che anno parliamo?
TESTE Zito: '93, '93.
PUBBLICO MINISTERO: '93.
TESTE Zito: 16/11/93, dopodiché abbiamo 16/02/94, 22/02/94 e l'ultima volta il 05/05/94. Accanto chiaramente c'è l'orario e poi gli scatti.
I ponti radio interessati vediamo che nel '93, come dicevo ieri, è generico 091. Poi nel '94, con le metodiche affinate della Telecom, abbiamo anche il ponte radio base, Palermo 2.
Dopodiché abbiamo lo 0330-793869, eccolo qui. Sempre chiama dal ponte radio Palermo 2 e in data 25/05/94, 28/05/94. E' un'utenza riferibile - 783869 (n.d.t. 793869) - a Trombetta Agostino.
Poi abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Riferibile nel senso che è intestata.
TESTE Zito: Intestata, intestata.
Cioè, quando parlo "riferibile", nel senso, intendo intestata, l'utenza.
Poi, dopodiché, abbiamo la utenza 0330-593046, che sarebbero appunto le ultime tre utenze 0330 a partire dal 29/09/94, 30/10/94, 24/11/94; chiaramente entrano sempre nell'utenza fissa.
Questa è l'utenza di cui ho già parlato prima: Ciaramitaro Giuseppa.
PUBBLICO MINISTERO: Io non leggo molto bene, ma il numero molto più in alto nell'elenco delle utenze cellulari, io vedo 0337, poi il numero finisce con un 3. Il primo della fila.
PRESIDENTE: 963913, vero?
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. Non so se...
TESTE Zito: Ah, sì, sì. No, era l'ultimo della lista. Abbiamo 0330-7938... lei dice 0337-963913.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Giusto? Intestato a Cracolici Rosalia ed entra in data 27/02/92.
PUBBLICO MINISTERO: Questo soggetto, Cracolici Rosalia, è riconducibile a un qualche specifico settore delle sue investigazioni?
TESTE Zito: Cioè, la Cracolici rosalia, ora ho un momento di amnesia in merito al riferimento, in tutti i modi era la moglie di un soggetto che adesso, in questo istante, mi sfugge. In tutti i modi, eventualmente, poi, ha un preciso riferimento la Cracolici Rosalia.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
Quindi, lei ha menzionato questi dati relativi a questa utenza all'insegna della premessa che avevo fatto io, cioè se lei pensava di dover completare il discorso investigativo per quanto riguarda la prima fase.
TESTE Zito: Sì, sì. Dopodiché abbiamo, per esempio, anche... questo qui l'abbiamo già fatti... poi c'era il tabulato Casella.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
TESTE Zito: Eccolo qua. Questo è il tabulato di Casella Stefano, così piano piano chiudiamo i vari... Ecco, volevo sottoporre il tabulato di Casella...
PUBBLICO MINISTERO: Come mai questa persona correlativamente il cellulare intestato a questa persona è stato preso in esame? In virtù di quali dati di fatto, se ci sono dei dati di fatto?
TESTE Zito: Sì, diciamo, innanzitutto, anche nel corso proprio dell'attività investigativa del 1994, a livello di intercettazioni, noi apprendemmo anche nel corso dell'attività proprio intercettativa della morte di Casella Stefano - ucciso nella primavera del 1994 - nel corso di attività di intercettazione sull'utenza di Lo Nigro Cosimo.
E quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, prego, prego.
TESTE Zito: C'era appunto la notizia della morte, chiaramente dell'omicidio di Casella Stefano.
Dopodiché abbiamo attenzionato l'utenza per le ricorrenze e i contatti che tra l'utenza del Casella Stefano, l'utenza cellulare, con l'utenza fissa di Sansone Francesca. Sansone Francesca che, come ho già detto ieri, è l'utenza fissa che si riconduce, che è intestata alla madre di Lo Nigro Cosimo. Utenza che abbiamo tenuto sotto controllo a decorrere dal marzo del 1994.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Quindi con l'utenza Casella Stefano, quindi emergono...
PUBBLICO MINISTERO: Ci dà il numero di questo cellulare? Perché mi pare che non l'abbiamo dato ancora.
TESTE Zito: 0337/899910. Il Casella Stefano qui vediamo... cioè il discorso, l'utenza del Casella Stefano parte dall'1 gennaio '93 fino al 13/05/93 come chiamate in uscita. Cioè, in maniera tale da dare appunto...
Poi oltretutto dal tabulato, come dicevo, sia emergono contatti con le utenze, cellulari parliamo, la prima 0337/898975 attestata su Lo Nigro Cosimo, cioè intestata a Lo Nigro Cosimo; e poi l'altra, la 0337/967269, intestata a Carra Pietro. Quindi abbiamo questi due contatti cellulari.
In più abbiamo numerosissimi contatti con l'utenza fissa della Sansone Francesca. Quindi vediamo che Casella tocca sia il Lo Nigro e sia il Carra, come utenze parlo io. Utenze cellulari intestate a Lo Nigro Cosimo e intestate chiaramente all'utenza di Sabato Gioacchina e in più all'utenza fissa della Sansone Francesca.
Diciamo, questi sono i soggetti che l'utenza Casella tiene...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Zito: Poi volevo...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Zito: Vuole che evidenzi qualche contatto Casella Stefano...
PUBBLICO MINISTERO: No, io semplicemente...
TESTE Zito: Se vuole che illustri sul tabulato?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, perché tra me e lei delle indagini possiamo parlare per mesi, ma qui siamo a fare un lavoro che deve soprattutto servire a chi ci sente e in primo luogo alla Corte.
Io le ho chiesto di completare, se c'era ancora da completarla, la rassegna degli elementi investigativi acquisiti nella prima fase dell'indagine e che poi saranno gestiti, sono stati gestiti nelle fasi successive. Ovviamente quelli che lei ha ritenuto essere gli elementi rilevanti. Come ieri ci ha illustrato certe circostanze, certi dati di fatto, anche che risalgono ai tabulati del traffico telefonico, oggi sento che ci sta illustrando... Io ripeto, dottor Zito, tengo a che questo esame possa consentire, attraverso le mie domande, attraverso le sue risposte, a descrivere proprio le fasi investigative.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ora non so che cosa - proprio non lo so e non lo posso immaginare - che cosa si accinge ad esporre.
TESTE Zito: No, volevo un'ultima puntualizzazione. Giacché abbiamo parlato del tabulato di Ciaramitaro Giuseppa, so che parlare dei singoli tabulati poi diciamo allontana dalla visione unitaria dell'esposizione; c'era soltanto ecco una puntualizzazione in merito allo 0330/593046, intestato alla Ciaramitaro Giuseppa, utenza cellulare che è poi riferibile a Giovanni per il discorso fatto prima, in quanto, con il quale la disposizione del contratto è Ciaramitaro Giovanni.
Volevo appunto dire che in questa... nel mese del maggio appunto '92 il tabulato Spatuzza Gaspare, con il cellulare chiaramente a lui intestato, 0337/960298, chiama per ben 13...
PUBBLICO MINISTERO: Potremmo dire che siamo al buio. Ora, i casi sono due...
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Siamo al buio, come visore.
TESTE Zito: Sì, ora vuole...
PUBBLICO MINISTERO: Sennò detta così non riesco a seguirla io...
TESTE Zito: Soltanto dovrei trovare i vari... tabulato Spatuzza, in entrata.
Un attimo di pazienza, per reperire.
Qua, dottor Chelazzi, non sono in grado di poterlo illustrare come facevo prima, perché mi manca la parte di tabulato che si riferisce a questo tipo di esposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora, siccome ieri ha detto chi sono le persone che specificamente nel suo ufficio hanno avuto la delega di approfondire...
TESTE Zito: Eventualmente su questo potrà...
PUBBLICO MINISTERO: ... questo tipo di tematica.
TESTE Zito: Il maresciallo Cappottella sicuramente potrà illustrarlo nei dettagli.
PUBBLICO MINISTERO: Lasciamocela alle spalle la rivisitazione.
TESTE Zito: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Se non ci sono altre...
TESTE Zito: No, altri particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Altri elementi...
Ecco. Quindi ripartiamo dalla data in cui la DIA provvede ad eseguire...
TESTE Zito: Sì, partiamo come chiusura della prima fase, diciamo che con oggi, col 31 gennaio '95 si chiude un aspetto importante, appunto una prima fase delle attività investigative.
Diciamo, la seconda fase decorre dal 31 gennaio del 1995. Come dicevo appunto già ieri, come accennavo, anche la posizione del Centro Operativo di Firenze... Lo illustro alla Corte perché ora il Centro Operativo di Firenze, che in un primo momento ha avuto competenza esclusiva per quanto attiene la strage di via dei Georgofili, mano a mano diventa capo struttura di tutte le attività investigative e quindi coordinerà le attività dei centri di Milano e dei centri di...
Ora, in questa seconda fase poi ci saranno appunto i vari provvedime...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dottor Zito, le deleghe a lei conferite, non più in relazione alla sola strage di via dei Georgofili, ma in relazione anche agli altri fatti di strage, datano a partire da quando?
TESTE Zito: Mah, diciamo che tra la fine del '94 e fine del '95 ci sarà la riunificazione dei procedimenti qui a Firenze, per cui chiaramente noi inizieremo dal gennaio '95, in quel periodo lì, ad avere deleghe da parte dell'A.G. di Firenze per quanto attiene i vari fatti stragisti verificatisi in Italia, nel '93 chiaramente. Per cui, diciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Nel '93?
TESTE Zito: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Nel '93.
TESTE Zito: Nel?
PUBBLICO MINISTERO: '93.
TESTE Zito: '93, '93. Poi, questa seconda, chiaramente, fase - ora, voglio anche menzionare i vari provvedimenti, le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Firenze. Qui abbiamo, per esempio, i provvedimenti del luglio, che riguardano Carra Pietro, Spatuzza e Benigno Salvatore. E i provvedimenti che riguardano, appunto, questi soggetti che, appunto, ho appena menzionato, hanno ad oggetto, tutti e cinque, i fatti delittuosi verificatisi nel 1993.
Diciamo che a questo punto storico, e siamo quindi all'inizio del 1995, non abbiamo ancora, rimangono al di fuori dell'attività investigativa, la stra... cioè il tentativo di strage verificatosi a Formello. Cioè l'episodio diciamo di Formello, è ancora al di fuori dell'attività, diciamo, in questo periodo.
In merito, appunto, a questo, al gennaio del 1995, notiamo che c'è una intensificazione dell'attività investigativa; soprattutto nei confronti del segmento romano e del segmento palermitano. Cioè noi si fa una richiesta il 30 gennaio del 1995 per intervenire su numerosi soggetti romani, riconducibili allo Scarano Antonio.
Quindi questa annotazione del 30 gennaio, come dicevo prima, riguarda Liberati, Brugoni, Cantalese, Fioravanti, Bizzoni, Moroni, Trinca, Santamaria, Balducci, Petrucci.
Per cui vengono effettuate...
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti, dottor Zito.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi se la interrompo. Queste persone che lei ha nominato da ultimo, erano riconducibili solamente alla persona di Scarano Antonio e erano riconducibili a qualche altra tra le persone sulle quali...
TESTE Zito: No...
PUBBLICO MINISTERO: ... si appuntava la vostra attenzione investigativa?
TESTE Zito: Beh, diciamo, sia Scarano Antonio, il Frabetti Aldo nel senso... Cioè in merito a questi nominativi di cui parliamo adesso?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Di cui, oggetto delle perquisizioni romane?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Cioè diciamo che la maggior parte, alcuni di questi soggetti avevano anche determinate ricadute nel tabulato, anche come ho detto ieri, di Giacalone Luigi. Cioè, quando abbiamo illustrato i vari tabulati, abbiamo visto che determinati soggetti avevano appunto delle ricadute sul tabulato di Giacalone. Diciamo che la maggior parte di questi erano, figuravano in contatto, diciamo frequente, non solo con... frequente con lo Scarano; ma altri di questi, come il Brugoni, anche con lo stesso Carra.
Quindi, diciamo che erano trasversali, sia lo Scarano, sia il Carra e sia il Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Zito, nel suo ufficio chi è che si è in particolare occupato per l'analisi di tutto il materiale documentale proveniente dalle perquisizioni fatte nei confronti di Giacalone e di Scarano...
TESTE Zito: Giacalone e Scarano, il dottor Giuttari.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, riprenda pure.
TESTE Zito: Quindi vengono effettuate, appunto, viene richiesta appunto la perquisizione nei confronti di questi soggetti e, come dicevo prima, l'attività è congiunta, cioè parte sia nei confronti dell'ambiente romano e sia nei confronti dell'ambiente palermitano. Difatti, un mese dopo, c'è una richiesta: 20/02/95, perquisizione nei confronti di Correra Saverio e Correra Angela. E vengono effettuate sia in Toscana e sia a Palermo. Per ora, volevo ritornare un po' prima, un po' indietro e continuare, appunto, a evidenziare quali sono stati gli elementi significativi a seguito dell'intervento effettuato nell'ambiente romano, con numerose perquisizioni.
Quindi, innanzitutto si viene a individuare una villetta, la disponibilità da parte di Scarano di una villetta a Capena, Capena è una località vicino Roma. Poi, e ciò avviene a seguito del sequestro dell'Audi 80 nella disponibilità, intestata allo Scarano.
Dopo notiamo tanti interventi che riguardavano sia la SEAT Malaga che... ricostruita anche con l'individuazione dell'assicurazione intestata al Frabetti Aldo. Poi, il fuoristrada Mitsubishi. Poi, la FIAT Uno chiara, da parte di Giacalone Luigi, nel 1994.
Cioè ci sono una serie di interventi in questo momento storico che consentono di fare delle acquisizioni rilevanti, da un punto di vista investigativo. Vengono, per esempio, individuati, grazie alle deposizioni e quindi agli accertamenti che ne conseguono, degli appartamenti in Roma. Ci sono due appartamenti: l'appartamento di via Dire Daua e l'appartamento di Largo Giulio Capitolino. Questi due appartamenti, oltretutto, oltre all'individuazione, e quindi tutti gli accertamenti che poi ne conseguirono, mettono in chiara luce la figura di Bizzoni. Cioè Bizzoni, collegato con lo Scarano, si collega strettamente alla individuazione, quindi alla individuazione di questi due appartamenti. Perché è il soggetto che per primo, che è il primo soggetto locatore, cioè, di questi due appartamenti; ricollegandosi, chiaramente alla vicenda di Scarano. E ci riporta nel 1993, come date, appunto, di interesse del Bizzoni rispetto a questi due appartamenti.
Poi, chiaramente, come ho già detto, vengono eseguiti degli accertamenti estremamente mirati; e questi sia da parte del Centro Operativo di Firenze, congiuntamente ai colleghi del Centro Operativo di Roma.
Vengono fatte perquisizioni, sequestri; e quindi, essenzialmente, per stabilire, anche, i momenti storici in cui tali appartamenti erano nella disponibilità da parte di Scarano Antonio e dei soggetti gravitanti intorno a Scarano Antonio.
Per cui, come dicevo, si fissa questo rapporto molto stretto tra lo Scarano Antonio e il Bizzoni Alfredo. Che è sicuramente, come abbiamo già detto - e questo per la ricostruzione inerente il ritrovamento, poi quindi tutti i contratti di locazione che il Bizzoni fece con i proprietari dei due appartamenti - dal febbraio del 1993, indubbiamente. Cioè ci sono dati inconfutabili che ci riportano al gennaio-febbraio 1993.
Dopodiché, chiaramente gli accertamenti che conseguirono alla vicenda degli appartamenti, alla vicenda della villetta di Capena, mano a mano vanno oltre. Perché inizia a, diciamo ad emergere in maniera molto forte, in questo momento, anche la figura di Giacalone Luigi, chiaramente.
Per cui vengono effettuati poi degli accertamenti, tipo per esempio la vicenda - io accenno, per adesso - la vicenda della FIAT Uno di Fiori Patrizia. Chi è Fiori Patrizia? Fiori Patrizia è collaboratrice domestica del Bizzoni, del Bizzoni Alfredo.
Poi, chiaramente altri riscontri, a seguito della individuazione della FIAT Uno di Fiori Patrizia sulla documentazione e sul registro in uso al Giacalone Luigi presso l'autosalone giù, a Palermo. Poi, atti che furono compiuti presso lo sfasciacarrozze di Moroni Bruno. E, quindi, si arrivò al sequestro e all'individuazione dell'autovettura che Giacalone Luigi aveva venduto a tale ... Giuseppe a Palermo. Sequestro che fu effettuato giù, a Palermo.
Quindi si ricollega, è un filo unico di indagine, ecco, che parte dalle perquisizioni, individuazioni di quei soggetti che noi, nell'ambito romano, riteniamo meritevoli di essere attenzionati dal punto di vista investigativo. Perquisizioni; perquisizioni che ci consentono, con accertamenti mirati, di individuare - come dicevo prima, e ciò è un elemento investigativo di notevole rilievo - gli appartamenti. Mi dica, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: No no, prego, prego.
TESTE Zito: Gli appartamenti, che si appura in maniera incontrovertibile, riconducibili - in particolar modo a via Dire Daua, così come anche quello di Largo Capitolino - viene contattata, identificata, c'è la proprietaria. La proprietaria esibisce il contratto di locazione e indica quando aveva appunto fatto pubblicare su un giornale l'avviso per la disponibilità, la messa in disponibilità dell'appartamento. Cioè si collocano, temporalmente, febbraio '93.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Zito.
TESTE Zito: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Lei dispone sul momento di ricordi sufficienti sul punto della individuazione dell'immobile di Capena? Cioè delle modalità attraverso le quali fu identificata l'esistenza di quest'immobile e ne fu attribuita la disponibilità a una certa persona della sua indagine, dell'indagine della DIA?
TESTE Zito: Sì sì. Cioè nel momento in cui fu sequestrata l'autovettura Audi dello Scarano Antonio, all'interno dell'autovettura...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda la data del sequestro di questa macchina?
TESTE Zito: Il sequestro...
PUBBLICO MINISTERO: O, per meglio dire, più o meno...
TESTE Zito: E' a ridosso, e successivamente, delle perquisizioni; quindi parliamo dopo il... verso il febbra... il marzo del 1995; sarà all'epoca all'incirca marzo-aprile, non lo so quando ciò... Non vorrei, sotto questo punto di vista...
PUBBLICO MINISTERO: Questa parte dell'investigazione è stata...?
TESTE Zito: Questa investigazione è stata fatta dal Centro Operativo di...
PUBBLICO MINISTERO: Di Roma.
TESTE Zito: Romano. Il colonnello Pancrazi.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, il dato di fatto è rappresentato dal sequestro dell'Audi di Scarano, accompagnato da?
TESTE Zito: Dal rinvenimento all'interno dell'Audi di Scarano, Audi 80 di Scarano, di una copia del contratto relativo all'affitto della villetta di Capena. Quindi, il sequestro dell'autovettura riconducibile a Scarano ci fece individuare questa villetta di Capena. Così come, dicevo prima, tutta l'attività investigativa, abbastanza impegnativa, svolta a Roma in quel lasso di tempo, ci consentì poi di individuare gli altri due appartamenti.
Per cui, ecco, questa è la vicenda detta in grandi linee; dove, chiaramente, il collega, il colonnello Pancrazi del Centro Operativo di Roma sarà sicuramente più dettagliato di me.
Ma, questo, per dare quel quadro generale...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: ... del progressivo evolversi delle investigazioni condotte da noi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: Anche perché alla maggior parte di queste attività, anch'io ero personalmente, in quanto coordinatore del gruppo. Quindi, ciò che dico è perché visto di persona.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: Poi, chiaramente, sempre continuo in quest'attività. Non si ferma qui - chiaramente - soltanto, l'attività investigativa; nell'ambito romano, parlo. L'ambito romano ci consente di poter localizzare, in maniera forse più dettagliata rispetto a prima, la collocazione di Scarano Antonio rispetto all'ambiente trapanese.
Già ieri avevo accennato a dei personaggi di sicuro, di riferimento estremamente interessante, che riportavano lo Scarano verso ambienti mafiosi del trapanese.
Nell'ambito, appunto, dell'attività investigativa svolta a Roma, emergono altri soggetti, quali Forte Paolo e Forte Maurizio, titolari di un distributore di benzina in provincia di Trapani. I quali, chiaramente, in base anche ad acquisizioni - tipo la... cioè, alcune amiche di Scarano Antonio - si mette in evidenza questo rapporto che intercorreva tra questi soggetti trapanesi, fratelli: Forte Paolo e Forte Maurizio.
Poi chiaramente, in merito al rapporto, sia con Garamella Giuseppe, sia con Messina Denaro Matteo, già ieri ho accennato ai vari collegamenti che inquadrano ancora di più come lo Scarano Antonio fosse sempre più vicino, organico, e fosse vicino a determinate organizzazioni di stampo mafioso del trapanese.
Poi si inserisce anche in questa vicenda - tanto, ecco, lo tocco soltanto, dottor Chelazzi, in una maniera tale per completezza di esposizione - cioè venne poi acquisito un bigliettino, non un bigliettino: una cartolina, cioè una lettera. Una lettera da parte, questa lettera fu rinvenuta dai Carabinieri di Trapani in occasione dell'omicidio di Accardo Stefano, noto esponente della mafia trapanese.
In questa lettera o in questo bigliettino - non ricordo se fosse lettera o cartolina - si faceva, era un soggetto straniero, il quale appunto scriveva all'Accardo Stefano, mettendo in evidenza il rapporto comune di conoscenza con lo Scarano Antonio. Quindi, chiaramente, questo fu un elemento indicativo per capire quando eventualmente poteva essere sorta, cioè la genesi di determinati rapporti tra lo Scarano ed esponenti di primo piano dell'organizzazione mafiosa trapanese. Accardo Stefano era, appunto, uno di questi. Ecco, qui ne accenno brevemente, con tutto ciò che poi ne consegue successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo che Accardo Stefano era un personaggio che aveva un certo significato, secondo l'ottica dell'ufficio di Polizia Giudiziaria, ecco.
TESTE Zito: Sì, certo certo. Dopodiché è chiaro che anche... Siamo sempre ora verso l'aprile del 1995, perché questa è un'attività che viene svolta, come ho già detto, inizia nel gennaio-febbraio e poi prosegue. Però, chiaramente, l'aprile del 1995 è anche estremamente, viene ad essere effettuato un servizio, un'attività operativa congiuntamente dai Centri Operativi di Firenze e il Centro Operativo di Milano, nei confronti del Lo Nigro Cosimo per un suo spostamento da Palermo per Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Zito, mi scusi.
TESTE Zito: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di fare un attimo marcia indietro. Lei ha riferito, poco fa, di certi interventi con attività di perquisizione, eseguita anche nei confronti, richieste ed eseguite anche nei confronti di Correra Saverio e di Correra Angela.
TESTE Zito: Sì sì sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, lei illustrerà quello che ritiene al momento, che le tornerà più opportuno espositivamente.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però ho bisogno di sapere, bisogna che lei mi chiarisca, a questo punto, la ragione per la quale, unitamente a questi provvedimenti di perquisizione che lei ravvisa opportuni, e richiede al Pubblico Ministero, e che riguardano più che altro persone dell'ambiente romano...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... in qualche modo collegate o riconducibili alla persona di Antonio Scarano, si sofferma e appunta l'attenzione anche sulla persona di Correra Saverio.
TESTE Zito: Certo. E nella richiesta del 28 febbraio del 1995 richiedevamo alla Procura della Repubblica delle perquisizioni nei confronti di Correra Saverio e della figlia, Correra Angela.
Effettuammo chiaramente queste, le perquisizioni vengono chieste nei confronti di Correra Saverio. Però, cosa succede? Per quale motivo richiediamo queste perquisizioni?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è quello che le chiedevo io.
TESTE Zito: Certo. Il Correra Saverio era già un soggetto entrato nell'attenzione investigativa. Avevamo delle intercettazioni nei confronti di Correra Saverio, per i rapporti che si evidenziavano tra Correra Saverio e il Carra Pietro. Allora, a quel punto, noi ritenemmo opportuno richiedere intercettazioni telefoniche, furono fatte anche altre intercettazioni ambientali nei confronti di Correra Saverio.
Si decise, dopo il 31 gennaio '95, che c'era stata diciamo la prima svolta a livello di ordinanze di custodia cautelare, di penetrare in maniera più decisa in determinati ambienti, sia romani che palermitani.
PUBBLICO MINISTERO: Mi interessava comunque questo: il soggetto Correra Saverio venne a rivestire interesse investigativo in ragione dei rapporti accertati tra lo stesso Correra e Carra.
TESTE Zito: Carra, certo certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Zito: E quindi in tal senso noi effettuammo una richiesta.
PUBBLICO MINISTERO: Questa sua affermazione - ora non lo chiedo a lei, ecco - può esser dettagliata da chi, del suo ufficio, in particolare?
TESTE Zito: Penso il maresciallo Cappottella. Penso.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Andiamo avanti.
TESTE Zito: In tutti i modi, la richiesta è del 28/02/95, infatti furono effettuate delle perquisizioni, sia a Massa Carrara, che a Palermo. Perché il Correra aveva degli uffici, un'agenzia di autotrasporti con sede a Massa Carrara e una filiale giù, a Palermo. E quindi fu estesa la perquisizione sia a...
PUBBLICO MINISTERO: Credo che il 28 sia non proprio la data della perquisizione, deve essere forse la data del provve... della richiesta e, forse, del provvedimento del Pubblico Ministero.
TESTE Zito: Sì, la richiesta è del 28/02/95; la richiesta. Poi, l'esecuzione, è successiva chiaramente.
E quindi effettuammo queste perquisizioni tra Massa Carrara, e giù le effettuammo a Palermo. A Palermo chiaramente era presso l'abitazione, presso l'ufficio e presso la Correra Angela. Quindi furono sequestrate, dai colleghi di Palermo, una... parecchi documenti che riguardavano - cioè, sequestrati: posti in visione e poi, successivamente restituiti alla Correra Angela.
In questa circostanza c'è una nota, a firma mia, del 28/02/95, che accompagnava gli atti di trasmissione; perché le perquisizioni furono effettuate esclusivamente da ufficiali di Polizia Giudiziaria del Centro Operativo DIA di Palermo. In tale circostanza, il 28/02/95, inviavo appunto questa nota a mia firma, con cui indicavo al collega di Palermo, e quindi all'ufficio della DIA di Palermo, sia trasmettevo il provvedimento di perquisizione, e sia indicavo anche una serie di soggetti su cui eventualmente sarebbe stato opportuno che avessero fissato l'attenzione nel corso dell'attività di perquisizione.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Zito: Cioè nel senso...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghiamo alla Corte quest'affermazione.
TESTE Zito: Sì. Prendo ora questa. Era un foglio a mia firma, con cui trasmettevo alla DIA di Palermo sia le perquisizioni che riguardavano i soggetti di cui abbiamo parlato, e sia una serie numerosa, cioè numerosi nominativi, tra cui Carra Pietro... Ecco, ecco qua. Do visione del...
Ecco, questo qui è datato sempre chiaramente, come dicevo, 28 febbraio '95. E scrivevo...
PUBBLICO MINISTERO: Lo può anche posizionare sotto.
TESTE Zito: Sì, ecco qui. Perfetto. Ecco, questa qui: Direzione Investigativa Antimafia, Firenze. Intestazione: attendente al mio ufficio. La data: Firenze, 28 febbraio '95. Oggetto: metto "strage dei Georgofili, trasmissione decreto di perquisizione e sequestro".
Quindi: "Scriviamo di seguito", eccetera eccetera.
Poi, si precisa che la invio al Centro Operativo di Palermo. Dico: "Si precisa che ai fini delle indagini in corso interessa in particolare acquisire elementi relativi ad eventuali rapporti, di affari o di qualsiasi altra natura, tra il Correra Saverio e i sottoelencati personaggi".
E, quindi, elenco: "Carra Pietro, Carra Antonino, Giacalone Luigi, Lo Nigro Cosimo, Trigidi (?) Giovanni, i fratelli Graviano, Scarano Antonio, Frabetti Aldo, Garamella Giuseppe, Messina Denaro Francesco, Marrone Fifì Antonino, Forte Paolo, Massimino Alfio, Gerace Francesco, Spatuzza Gaspare, fratelli Cavallaro Pietro e Ignazio e Matteo, Vaccaro Antonino, ditta Coprora, ditta Autotrasporti Sabato Gioacchina". E la nota è firmata da me.
E questa nota appunto accompagnava, come dicevo, i provvedimenti di perquisizione, che vengono poi eseguiti dai colleghi di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Un chiarimento, dottor Zito. Com'è che questa nota menziona per l'appunto il nome di Messina Denaro Francesco da solo, e non anche, o piuttosto non quello di Messina Denaro Matteo?
TESTE Zito: Mah, guardi, in quel momento poi, oltretutto, come dicevo già ieri, c'era il discorso su Garamella Giuseppe. Quindi, Garamella socio della Castelseggio, dove c'era appunto il socio di riferimento: era Messina Denaro Francesco.
Però già a quell'epoca - la data della trasmissione della nota - il Messina Denaro Matteo era già stato, diciamo, oggetto di attenzione da parte nostra, come ho già detto ieri; per cui non era che... Alcuni soggetti non sono stati inseriti, ne abbiamo inserito il riferimento padre.
Ci abbiamo inserito il soggetto Francesco che ritenevamo esaustivo per... anche perché non volevamo entrare negli estremi dettagli su altri soggetti che, eventualmente, noi ritenevamo opportuno comunicare.
PUBBLICO MINISTERO: E quell'altro nominativo, Gerace Francesco, è per caso il Geraci...
TESTE Zito: Il Geraci. E' un errore di battuta, chiaramente.
Geraci Francesco di cui ho parlato ieri.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: Cioè, riferimento alla telefonata del 22 luglio 1993 intercorrente tra Scarano e la moglie quando fanno riferimento al gioielliere che lo identificammo per Geraci Francesco, colpito da ordinanza di custodia cautelare dalla DIA.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Riprendiamo, riprenda pure il filo della sua esposizione.
*TESTE Zito: Sì. Quindi arriviamo all'attività operativa...
PRESIDENTE: Potremmo fare una breve sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, come lei ritiene...
PRESIDENTE: Dieci minuti. Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, vogliamo fare avvicinare il teste?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor Zito, a che punto...
TESTE Zito: Ecco, se posso continuare nella esposizione dove avevamo sospeso.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Mi pare che l'ultima circostanza che aveva illustrato, era l'antefatto investigativo, rispetto alla perquisizione eseguita nei confronti di Correra Saverio.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Avevamo, diciamo, avevo illustrato il documento, la nota inviata che, appunto, ho letto poco fa....
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Zito: Al Centro Operativo di Palermo, con le indicazioni sui vari nominativi.
Eravamo arrivati alla attività che viene a svolgersi nell'aprile del 1995, attività congiunta tra personale della DIA di Firenze e personale del Centro Operativo della DIA di Milano. e un servizio di pedinamento nei confronti del Lo Nigro Cosimo in occasione di un suo spostamento da Palermo sino a Milano.
Premetto che, su questo servizio, il dottor Messina del Centro Operativo di Milano, fornirà dettagli più analitici in relazione a tale attività investigativa, voglio soltanto dire che si trattò di una attività investigativa complessa, perché sia a Milano, e sia poi successivamente a Napoli, in occasione dei vari spostamenti del Lo Nigro, su provvedimento della Procura della Repubblica di Firenze, fu fatta una serie di attività di intercettazione ambientale.
Dopodiché, nell'ambito di questa attività vi fu il pedinamento a Milano. E anche una attività, una perquisizione che poi fu effettuata a Napoli nei confronti del Lo Nigro. Perquisizione non da noi operatori della Direzione Investigativa Antimafia, bensì della Polizia di Stato.
Ma anche su questo segmento, su questa attività, per come ho già detto, riferita, comunque, a Napoli. Si sviluppò appunto il pedinamento a Milano.
Nel rientro del Lo Nigro a Palermo, si fermò lì a Napoli, dove appunto, come ho detto prima, operammo anche una intercettazione ambientale. E ci fu un controllo, e quindi una conseguente perquisizione da parte, se non sbaglio, del Commissariato di Portici di Napoli che effettuò una attività di controllo nei confronti del Lo Nigro.
Quindi, superato, diciamo, questo... Vado avanti, ci troviamo già in pieno, cioè, verso la fine del mese di aprile, continuano gli accertamenti nell'ambito romano. Ambito romano per ricollegarmi, appunto, a quella attività di perquisizioni fatte precedentemente rispetto a quei soggetti vicini allo Scarano.
Viene anche qui, dal Centro Operativo di Roma e, congiuntamente, dal Centro Operativo di Firenze, operata una ricostruzione del trasferimento di alcune autovetture da Roma a Palermo presso l'autosalone di Giacalone Luigi.
Quindi, in tale contesto investigativo, si puntualizzano meglio le figure di Scarano Massimo, di Santamaria Giuseppe.
Accenno soltanto Scarano Massimo, figlio di Scarano Antonio; Santamaria Giuseppe, soggetto estremamente vicino a Scarano Antonio e ai figli dello Scarano Antonio, Così come emergeva anche, sia dai tabulati, che nelle intercettazioni telefoniche.
La data in cui si contestualizza tale trasferimento di autovetture, è il 18 aprile 1994. Che vengo trasferite dalla Sivauto di Catalano a Roma, giù a Palermo.
E qui poi c'è una attività estremamente complessa investigativa, che riferirà sia il collega Pancrazi. Dove, appunto, vengono accertate le varie autovetture trasferite da tale Fionda, Fionda Arturo, se non sbaglio, si chiami, con una bisarca; bisarca è l'autoarticolato deputato al trasporto di autovetture che, appunto, trasporta una serie di autovetture presso l'autosalone di Giacalone Luigi.
Che poi si ricollega al discorso fatto prima, dell'autovettura della Fiori Patrizia.
Quindi, un discorso circolare che poi, diciamo, in maniera più dettagliata, almeno che il Pubblico Ministero su alcuni passi sono in grado di riferire, però ritengo che una visione più organica dettagliata la possa fornire il colonnello Pancrazi.
Come già dicevo ieri - e qui lo voglio chiaramente ribadire - che tutta l'attività tecnica, conseguente all'individuazione degli appartamenti, all'individuazione della villetta. Ci fu nuovamente ingresso da parte dei consulenti tecnici nominati dal Pubblico Ministero. E tutta questa attività continua fu chiaramente fatta con l'assistenza di ufficiali della Polizia Giudiziaria della Direzione Investigativa Antimafia di Roma e di Firenze.
Arriviamo ora ad un nominativo che era già emerso nel maggio del 1995. Abbiamo una ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Firenze nei confronti del Bizzoni Alfredo.
Bizzoni Alfredo non è un nominativo sconosciuto, perché già ne ho parlato poco fa. Cioè, il Bizzoni è quel soggetto romano che si collega direttamente allo Scarano Antonio, perché colloca, si colloca, il Bizzoni, con il rinvenimento, con l'individuazione, meglio, di due appartamenti: l'appartamento di via Dire Daua e l'appartamento di Largo Capitolino.
Perché, come dicevo - non voglio ripetere più volte le medesime cose - ma, per ricollegare logicamente i vari passaggi dell'inchiesta, il Bizzoni era colui il quale aveva preso in fitto gli appartamenti febbraio 1993.
A questo punto c'è anche uno sviluppo...
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda per quale reato fu emessa l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Bizzoni?
TESTE Zito: Sì, sì, per concorso in detenzione di esplosivi, nel maggio del 1995.
Per cui, a questo punto, si inseriscono fatti nuovi, rispetto alla attività che si svolgeva fino a quel momento.
Si ricollega anche ad una attività, l'attività della DIA chiaramente si articola su tutto il territorio nazionale.
E l'attività del Centro Operativo DIA di Palermo, in quel momento, è una attività chiaramente particolarmente significativa, perché individuano il cosiddetto "Gruppo di fuoco", con riferimento, diciamo, territoriale, tra virgolette, al territorio di Brancaccio, al mandamento di Brancaccio.
E vedeva come coordinatori, come diciamo capofila di questa organizzazione criminale: Graviano Giuseppe, Bagarella Leoluca, Mangano Antonino.
E' importante, perché menziono adesso questa attività del Centro Operativo DIA di Palermo? Perché l'identificazione di determinati soggetti ha una ricaduta immediata, a livello investigativo, sui soggetti che venivano indagati nel contesto stragista continentale. Continentale nel senso degli attentati del '93 Roma-Milano-Firenze.
Per cui, chiaramente, tutta questa attività investigativa del Centro Operativo di Palermo che poi si è tradotta in provvedimenti anche da parte dell'Autorità Giudiziaria di Palermo, di ordinanza di custodia cautelare, parte anche da input, diciamo, da collaborazione prima di Di Filippo Emanuele; poi, successivamente, del fratello Pasquale.
In relazione alla collaborazione dei due fratelli Emanuele e Pasquale Di Filippo, c'è anche l'attività svolta dalla DIA di Firenze su delega del Pubblico Ministero di Firenze. Per cui si svolge una seque...
PUBBLICO MINISTERO: A partire da quando, dottor Zito?
TESTE Zito: Mah, diciamo dal 5... per essere precisi, dal 5 luglio del 1995.
Abbiamo, si cadenza la delega conferita da, appunto, dal Pubblico Ministero, del 5 luglio. 5 luglio con cui, appunto, il Pubblico Ministero trasmette i verbali, appunto, dei collaboratori di Giustizia per ciò che avviene determinate specifiche investigative.
Quindi, chiaramente, proprio in questo momento si inserisce una vicenda di cui ho parlato poc'anzi.
Cioè, nel senso che il, cioè, l'attività di delega conferita dal Pubblico Ministero vi era anche quella un segmento particolare che si riferiva all'identificazione di un documento, allora definito processuale. Insomma, di un documento che proveniva chiaramente da tutta l'attività delle indagini svolte dalla DIA e chiaramente dalla DDA, che, diciamo, pochi mesi prima, in base a quello che emergeva dalla delega da lei conferito, diciamo, nel luglio del 1995 il Carra Pietro avrebbe avuto nelle sue mani questo documento di provenienza Direzione Investigativa...
PUBBLICO MINISTERO: Processuale.
TESTE Zito: Processuale, sì. E che poi sarebbe transitato nelle mani, sia di Di Filippo Pasquale, Grigoli Salvatore, Giuliano Francesco, per finire poi nelle mani di Mangano Antonino.
Quindi, su questa attività, chiaramente documento processuale, poi viene svolta tutta una attività di cui eventualmente mi collegherò successivamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Zito: ... una cadenza temporale. Oppure, se vuole, ne parliamo sin da adesso.
PUBBLICO MINISTERO: lei ha citato specificamente un punto di questa delega avuta dal mio ufficio.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione alla individuazione di questo documento di provenienza processuale.
Ecco, l'accertamento portò ad esito positivo, oppure non conseguì un risultato certo?
TESTE Zito: No, no, conseguì un risultato certissimo.
Cioè, nel senso che abbiamo appunto, nella nostra annotazione del 10/10/1995...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. No, no, ma io dico sul momento, dottor Zito.
TESTE Zito: No, sul momento?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: No, sul momento immediato, no. Dico, è tutto uno sviluppo di attività che consegue poi il risultato incontrovertibile.
PUBBLICO MINISTERO: Io avevo bisogno di sapere, intanto se, sul momento, la DIA ebbe la possibilità di identificare questo documento che, secondo la delega del Pubblico Ministero, proveniva dall'indagine sulle stragi e aveva avuto una certa circolazione alcuni mesi prima del luglio '95.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, intanto volevo fissare questo dato: se, sulla base della delega, fu possibile per la DIA, nell'immediato, identificare questo documento.
TESTE Zito: ma diciamo che, già nella delega, offriva elementi, cioè, si parlava di questo documento dalla Direzione Investigativa Antimafia che, appunto, sarebbe stato nelle mani di Carra Pietro e così via, fino ad arrivare a Mangano Antonino.
E si ricollegava chiaramente, si poteva ricollegare ad un documento effettuato... Cioè, non c'era una specifica precisa per poter, allora, arrivare immediatamente al documento del 28 febbraio.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, a quello che capisco, è che, sul momento, non fu possibile identificare esattamente la...
TESTE Zito: No, esattamente. No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: Ecco, ora concludo, però, giacché lei mi ha posto questa domanda. Se non ha nulla in contrario, a concludere...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego.
TESTE Zito: ... tutta l'attività.
Quindi fu effettuata, poi, una, diciamo, fu effettuata una perquisizione. Cioè, nell'ottobre del... come si chiama, del 1995, fu effettuata una perquisizione presso l'abitazione di Correra Angela.
Nell'ambito, l'annotazione è del 10/10 che parla di esito di perquisizione. Quindi, la perquisizione è antecedente al 10/10/95.
Io sto parlando della vicenda come si conclude, in maniera tale che la Corte abbia anche una situazione, diciamo, completa di questa attività.
A meno che poi non vogliamo riprenderla successivamente.
Quindi, nel corso della perquisizione con cui riferiamo il 10 ottobre del 1995, viene effettuato un provvedimento di, viene effettuata una perquisizione nell'abitazione di Correra Angela, dove viene effettivamente, da parte degli ufficiali di Polizia Giudiziaria della DIA di Palermo, rinvenuto un documento, il documento, diciamo, processuale di cui si parlava prima, che è lo stesso documento che io poc'anzi ho letto datato 28 febbraio 1995 a firma mia.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: Cioè, dirigente Centro Operativo DIA di Firenze.
Diciamo, questa, per concludere un attimino il discorso che si faceva prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dottore.
TESTE Zito: Ora, chiaramente voglio anche dare delle date che sono significative dell'evolversi di questa attività.
Cioè, parlando appunto della collaborazione dei fratelli Di Filippo, degli input che ne sono conseguiti.
Abbiamo poi la cattura di Bagarella Leoluca, Mangano Antonino, Calvaruso Antonio, che avviene il 24 di giugno del 1995.
Poi c'è un altro momento significativo: il fermo operato a Palermo di Benigno Salvatore.
Dopodiché, in questo contesto investigativo a Palermo, i colleghi della DIA individuano la cosiddetta camera della morte.
Dopodiché abbiamo una sequela di ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Palermo che riguardano una serie di persone. Tra le quali già, appunto, la maggior parte di questi già menzionati, quali Lo Nigro Cosimo, Giacalone Luigi, Giuliano Francesco, Pizzo Giorgio, Cannella Cristoforo, Faia Salvatore Romeo Pietro, Grigoli Salvatore e Barranca Giuseppe.
Teniamo presente che, a questa data in cui vengono eseguite tali ordinanze di custodia cautelare...
PUBBLICO MINISTERO: Vengono emesse.
TESTE Zito: Vengono emesse, eh, vengono emesse. Giacalone era sempre detenuto, sempre per i fatti di cui al giugno del '94, c'è l'arresto in flagranza per armi e sostanza stupefacente.
Chiaramente, alcuni di questi, vengono, erano latitanti, altri si rendono irreperibili. E poi vedremo che, nel prosieguo dell'attività investigativa condotta da altri organismi di Polizia Giudiziaria, in particolar modo vorrei citare la Squadra Mobile di Palermo, una buona parte di tali soggetti colpiti da ordinanza di custodia cautelare, verranno catturati.
Andando avanti in questa sequenza temporale che ormai, diciamo, è cadenzata dalle varie ordinanze di custodia cautelare, nel luglio del 1995, il GIP di Firenze emette, diciamo, il 5 luglio, il 12 luglio e il 21 di luglio, abbiamo una sequela di ordinanze di custodia cautelare.
Se vuole, posso partitamente eventualmente enunciare, in maniera tale...
PUBBLICO MINISTERO: Le date di esecuzione, dottor Zito.
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Le date di esecuzione. Perché le ha eseguite il suo ufficio.
TESTE Zito: Sì, sì. In merito alle date di esecuzione, ecco, per quanto attiene la prima ordinanza di custodia cautelare che riguarda il 5 luglio del 1995 nei confronti di Carra e Spatuzza. Spatuzza all'epoca era latitante; per il Carra fu tratto in arresto a Genova, appunto, mentre si trovava lì a Genova per motivi, in quanto aveva un camion che doveva trasportarlo giù a Palermo, ecco, rispetto alle date, dottor Chelazzi, eventualmente rimando ad un mio collaboratore per le date di esecuzione delle varie ordinanze che sono...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Perché adesso non ho... Ecco, il 5 luglio, mi pare che il Carra dovremmo averlo arrestato, se non sbaglio, il 7 di luglio, se non ricordo male. La data di esecuzione dell'ordinanza.
Quindi, in questo momento storico, quindi siamo verso la fine del mese di luglio, quindi alle misure del GIP di Firenze, ci sono poi anche i nuovi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, abbiamo parlato delle ordinanze emesse dal Giudice nei confronti di Carra e di Spatuzza...
TESTE Zito: Sì, dopodiché...
PUBBLICO MINISTERO: ... nei confronti di Benigno. E poi, ancora?
TESTE Zito: Sì, dopo il 10 luglio abbiamo l'ordinanza di custodia cautelare per Benigno Salvatore.
Però, in questo caso, mentre le ordinanze del 5 luglio '95 erano per i fatti di strage Roma-Firenze-Milano, per quanto attiene l'ordinanza del 12 luglio, era soltanto per via Fauro. E colpiva Benigno Salvatore, già detenuto, in quanto era stato fermato, come ho detto prima...
PUBBLICO MINISTERO: Le altre ordinanze che ha eseguito il suo ufficio?
TESTE Zito: Sono del 21 luglio 1995 nei confronti di Bagarella Leoluca, Brusca, Scarano, Frabetti, Provenzano e Graviano Giuseppe e Filippo.
Queste, riguardavano i cinque episodi di strage.
PUBBLICO MINISTERO: Del '93.
TESTE Zito: '93, chiaramente.
Quindi, come dicevo prima, allora, in questo momento storico - siamo alla fine del mese di luglio del 1995 - accanto alle misure del GIP di Firenze, ci sono anche gli input che provengono dalla collaborazione di Di Filippo Pasquale e Emanuele.
Quindi, è una situazione in evoluzione, quella, da un punto di vista investigativo.
Poi, a questo punto, l'attività prosegue verso un segmento che già ho menzionato ieri.
ù Cioè, voglio ricollegarmi al discorso di Messana Antonino.
Cioè, Messana Antonino, riprendiamo... Cioè, no riprendiamo, perché le attività investigative erano sempre un continum, diciamo, in questo caso, riprendo il discorso di Messana Antonino, chi era. Soltanto per localizzarlo e poi ripartire.
E' quel contatto di, tra tabulati telefonici che ieri avevo evidenziato. E, precisamente, il contatto tra il cellulare Sabato Gioacchina del 25 di maggio ore 22.58, verso l'utenza fissa pratese intestata al Messana Antonino.
Ecco, questo contatto che abbiamo visto chi era Messana Antonino, genero di Ferro Giuseppe, capomandamento di Alcamo, volevo puntualizzare in tre parole per poter scendere sulle attività che noi svolgiamo nel Messana Antonino.
Quindi, il 10 luglio del 1995, facciamo, eseguiamo un provvedimento di perquisizione emesso chiaramente, concesso dalla Procura di Firenze, con informazione di garanzia nei confronti del Messana Antonino per strage ed altro. E, contestualmente all'emissione di questo provvedimento, in contestuale, di un successivo provvedimento nei confronti di Ferro Vincenzo.
Però, in questo caso, ai sensi di informazione di garanzia nei confronti di Ferro Vincenzo. Ferro Vincenzo, abbiamo già visto essere nipote del Messana Antonino, figlio di Ferro Giuseppe.
Per cui, a questo punto, si inserisce, però, da un punto di vista, diciamo, procedimentale, un elemento nuovo.
Cioè, nel senso che, l'ampliamento delle indagini. Cioè, le indagini vengono ad accorpare un altro evento. Cioè, l'evento cosiddetto di Formello.
E, questo, avviene a fine luglio 1995, dove chiaramente la A.G. di Firenze acquisisce anche la competenza in relazione a tale episodio delittuoso.
Per cui, rispetto all'episodio di Formello. Lo definisco così, insomma, l'episodio di Formello sarebbe il rinvenimento dell'esplosivo avvenuto il 14 aprile 1994 a Formello e successivo brillamento dell'esplosivo.
Diciamo che, rispetto a questa situazione di Formello, ci dobbiamo un po' rifare un attimino alla ricostruzione, poi, della dinamica di tutti gli episodi alla Cantale Simonetta. Cioè, più volte messa in evidenza. Che, da noi perquisita e poi, successivamente, ulteriori accertamenti.
Cantale Simonetta che era uno di quei soggetti che avevano avuto la possibilità di frequentare gli appartamenti da noi individuati, appunto, nel corso, successivamente alle perquisizioni fatte a Roma.
Quegli appartamenti che erano a disponibilità Scarano Antonio, Bizzoni, nel biennio '93-'94.
E, nell'ambito appunto di questa attività investigativa, emergono tanti nominativi.
Cioè, ricordiamo il Luigi, chiaramente, che poi è identificato in Giacalone Luigi; poi emergono tali nominativi: Gaspare, che è presente a Roma, da tanti elementi raccolti nell'attività investigativa successiva alle perquisizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, questa attività alla quale sta facendo ceno, è una attività principalmente sviluppatasi su Roma...
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, quindi, gestita - ho ragione di ritenere - prevalentemente dal Centro Operativo DIA di Roma.
TESTE Zito: Certo. Dottor Chelazzi, in quel momento, diciamo, a Roma, operavamo congiuntamente. Però le attività, prevalentemente, sono state svolte dal colonnello Pancrazi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei ci ha dato una coordinata importante, comunque, da un punto di vista temporale. E riserviamo queste domande agli ufficiali di Polizia Giudiziaria del Centro Operativo DIA di Roma.
E, quindi, occupiamoci delle fasi successive dell'investigazione
TESTE Zito: Benissimo,. Certo, diciamo che questa dà il senso delle due, cioè, dei due periodi investigativi che la DIA ha svolto.
Ora ci avviciniamo chiaramente ai tempi, diciamo, più recenti.
Possiamo, ecco, per una maggiore comodità di esposizioni, inizia adesso una nuova attività, o periodo investigativo.
Diciamo che riguarda alla unificazione delle stragi per l'attentato di Formello. Ci abbiamo una situazione più, diciamo, più ampia al livello investigativo.
E si ricollega a questo momento storico. Quindi dal luglio, andiamo a settembre. Cioè, fine agosto, primi di settembre, inizia la collaborazione del Carra Pietro già arrestato, appunto, del 1995.
Dopodiché è una sequela di deleghe che la Procura della Repubblica conferirà agli uffici della DIA, agli uffici della DIA di Firenze, di Roma, di Milano, per gli accertamenti che noi espleteremo su delega.
Quindi, sia per le dichiarazioni del Carra Pietro, a partire dal settembre del 1995; poi passiamo a novembre del 1995. Paro di tutte queste deleghe, perché cadenzano temporalmente tutta l'attività che gli uffici investigativi vengono ad espletare in questo periodo.
Quindi abbiamo novembre del '95, in relazione alle dichiarazioni di Romeo Pietro. E c'è una sequela di deleghe che conferirà poi la Procura.
Dopodiché, a partire, passiamo a febbraio del 1996, collaborazione di Scarano Antonio.
Anche qui, una sequela di deleghe che vengono conferite dalla...
E così come, poi, arriviamo al marzo del 1996, con la collaborazione del Ferro Vincenzo.
Quindi, abbiamo una sequela di attività delegata da parte della Procura che investe gli uffici investigativi DIA Roma, DIA Firenze e DIA Milano, di una sequela di accertamenti.
Ora, chiaramente...
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Zito.
TESTE Zito: Mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha parlato di queste deleghe che il Pubblico Ministero le ha conferito, per meglio dire, ha conferito alla DIA, aventi come presupposto dichiarazioni raccolte dal Pubblico Ministero di questi soggetti.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bisognerebbe che lei illustrasse, in particolare, quali sono le deleghe prevalentemente gestite dall'ufficio suo, cioè, Centro Operativo di Firenze; quali sono le deleghe gestite, invece, in via principale, se non proprio esclusiva, da parte degli altri centri operativi.
TESTE Zito: Mah, diciamo che le deleghe che riguardano l'attività sull'ambientazione romana, è prevalente l'apporto del Centro Operativo di... Cioè, sono state, appunto, ripartiti anche per competenza, tra virgolette, territoriali. Cioè, per agevolare il lavoro che veniva espletato.
Tutto ciò che riguardava Roma, per esempio, c'era una confluenza tra il Centro Operativo Roma e il Centro Operativo Firenze. Da tutto ciò che attiene Milano, prevalentemente svolto dal Centro Operativo di Milano.
Ecco, rispetto ora alle singole deleghe, mi pone adesso una domanda che, in maniera diciamo precisa... Però possiamo così dividerle, in maniera abbastanza ampia, per quanto attiene le singole, diciamo, tutti gli accertamenti romani, riferirà in maniera, diciamo, molto analitica...
PUBBLICO MINISTERO: Il personale del Centro Operativo di Roma.
TESTE Zito: Centro Operativo di Roma, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Zito: Poi, mentre, per quanto attiene poi ulteriori deleghe svolte nei confronti, per esempio, di Scarano Antonio, c'è il Centro Operativo Roma, Centro Operativo Firenze.
Romeo Pietro, con quasi esclusivamente il Centro Operativo di Firenze.
Ferro Vincenzo, esclusivamente Centro Operativo di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: E' proprio questo che volevo chiederle.
TESTE Zito: Ecco, sì. Io gliele sto dando per soggetti, in maniera tale che sia più chiaro che, in base ai soggetti, c'è stata una preminente attività di un Centro, o di un altro.
E' chiaro, Scarano ha comportato una confluenza di due Centri Operativi: Roma-Firenze, che avevano una visione più complessiva dell'attività dello scarano.
Mentre, per Romeo e Vincenzo Ferro, sicuramente il Centro Operativo di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: E nella persona, in particolare, di quali ufficiali di Polizia Giudiziaria dipendenti dal suo ufficio?
TESTE Zito: Diciamo che il Ferro, possiamo dire quasi esclusivamente l'ispettore Puggioni, ha trattato, diciamo, prevalentemente l'attività del ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Coordinato direttamente da lei?
TESTE Zito: Certo, certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: E da quali altri funzionari del suo ufficio?
TESTE Zito: Mah, diciamo, è stato coordinato anche, in parte, dal dottor Bernabei.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto riguarda, invece, Romeo?
TESTE Zito: Romeo, il Romeo, l'attività...
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, le deleghe che hanno come presupposto...
TESTE Zito: Sì, sì. Diciamo, il Romeo Pietro, possiamo dire il maresciallo Cappottella, ecco.
Ora, non vorrei sbagliare, dottor Chelazzi. Ma ritengo, la maggior parte delle deleghe...
PUBBLICO MINISTERO: E' abbastanza superfluo questo tipo di indicazione che le chiedo. Ma, insomma, serve...
TESTE Zito: Sì, s.
PUBBLICO MINISTERO: E' come una specie di guida agli atti, poi, successivi dell'istruttoria dibattimentale, ecco, a beneficio di tutti i presenti.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Forse gli unici che non avrebbero bisogno di questo chiarimento siamo proprio lei e noi, dell'ufficio del Pubblico Ministero.
TESTE Zito: In tutti i modi, su determinate attività, sia per il Romeo Pietro, per il Ferro Vincenzo, su alcuni segmenti li ho seguiti personalmente io, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Procediamo nell'esposizione. Quindi, lei ci sta dicendo che a partire dell'esecuzione delle misure di custodia cautelare emesse nel luglio del '95, si apre una terza fase investigativa.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E ci ha già portato alla gestione delle deleghe che hanno come presupposto dichiarazioni raccolte dal Pubblico Ministero...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... a partire da una certa data. Ecco, ma come attività investigativa diversa?
TESTE Zito: Certo, ora arriviamo in questo periodo all'individuazione, per esempio, della villa di Forte dei Marmi. Quindi viene operata, viene individuata la villa di Forte dei Marmi, e qui c'è un'attività investigativa svolta esclusivamente dal Centro Operativo di Firenze; in particolar modo, dal dottor Giuttari e dall'ispettore Puggioni, che svolgono appunto quest'attività. Da cui, appunto, si evidenzia la riconducibilità di questa villa ad una sequela di soggetti.
Innanzitutto, ai fratelli Graviano, poi abbiamo Tosonotti, poi abbiamo il, come si chiama?, il Basile; poi, oltre il Tosonotti, abbiamo il - alcune volte c'ho momenti di... - il Tosonotti... E, quindi, una sequela di soggetti che interagiscono in merito all'individuazione della villa di Forte dei Marmi; perché viene appunto individuata l'agenzia.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha memoria della data in cui...
TESTE Zito: Il Tosonotti...
PUBBLICO MINISTERO: ... della data alla quale risale la prima annotazione...
TESTE Zito: Mah, diciamo agos...
PUBBLICO MINISTERO: ... dalla Procura di Firenze sull'esistenza...
TESTE Zito: Agosto 1995, primi agosto 1995. E nell'ambito di quest'attività investigativa... Come?
PUBBLICO MINISTERO: No no, non le stavo chiedendo nulla.
TESTE Zito: Dico, e nell'ambito di quest'attività investigativa traccio brevemente un quadro così, riepilogativo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Intanto ci ha detto che l'individuazione data, a far tempo, dai primi dell'agosto del '95.
TESTE Zito: Dell'agosto '95.
PUBBLICO MINISTERO: Quando la situazione viene rappresentata alla Procura di Firenze.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: Allora, nell'ambito di quest'attività investigativa conseguente all'individuazione della villa del Forte dei Marmi - che poi, in realtà, la villa di Forte dei Marmi si ricollega a quello che dicevo già ieri, insomma, sulla presenza dei fratelli Graviano in Toscana nel 1993 - quindi, è un continuum di attività investigativa; che poi porta, nell'agosto, primi di agosto del 1993...
PUBBLICO MINISTERO: Non si allontani dal microfono, per piacere.
TESTE Zito: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Non si allontani dal microfono.
TESTE Zito: Ah, no no. Quindi, un continuum di attività investigativa: si parte da quel dato di cui accennavo all'inizio della mia deposizione, e si arriva poi all'individuazione della villa. Perché era già chiaro che i fratelli Graviano avevano una base, avevano un appartamento, una villa o un qualcosa che li radicasse a Forte dei Marmi; in quel periodo storico.
Per cui, questa villa fu individuata, chiaramente fu individuata; si partì dall'agenzia immobiliare, che è: accertamenti sull'agenzia, accertamenti su chi contattò l'agenzia. E, quindi, vennero in evidenzia un soggetto milanese: Tosonotti Enrico. Venne in evidenza un soggetto palermitano: Imperatore Agostino. Chiaramente, poi si sviluppò tutta un'attività investigativa in relazione a questi soggetti.
Si accertò chi, in questa villa chiaramente, chi in questa villa appunto vi era in quel periodo, cioè luglio-agosto. Perché l'attività che riguarda la villa di Forte dei Marmi parte dal luglio e termina il 14 di agosto, cioè come presenza e come attività diciamo operativa.
Per cui ci sono il riferimento, chiaramente, ai fratelli Graviano, e poi a questi soggetti che ho già menzionato. Soggetti che poi, più avanti vedremo, furono colpiti da ordinanze di custodia cautelare; sia il Tosonotti e sia l'Imperatore Agostino. Con un'attività poi di accertamenti delegati dalla Procura di Firenze, in relazione alla locazione della villa di Forte dei Marmi, che riconduceva appunto, in primis, a Tosonotti, e successivamente a Imperatore Agostino, con il sequestro dei... come si chiama?, di assegni che erano riconducibili, in un primo momento, a una prima villa che non fu ritenuta idonea, perché mi pare che fosse troppo vicina a una caserma dei Carabinieri.
E quindi fu acquisita una seconda villa che rispettava, diciamo, le condizioni richieste dai conduttori.
Per cui abbiamo quell'attività, su due ville si articolano i nostri accertamenti; e poi, su delega della Procura della Repubblica di Firenze, furono sequestrati anche gli assegni. E c'è tutta un'attività, anche fatta presso le agenzie immobiliari, che toccavano entrambi gli immobili.
Ora, chiaramente, poi su questo nei dettagli eventualmente potranno riferire, come le ho già detto, gli ufficiali di Polizia Giudiziaria del Centro Operativo di Firenze.
E chiaramente, ora partiamo. Vuole qualche altro dettaglio in relazione a questa attività?
PUBBLICO MINISTERO: No no.
TESTE Zito: Poi, successivamente, ritorniamo a Palermo; perché a Palermo, nello stesso periodo, diciamo un po' prima, viene arrestato il Pizzo Giorgio, se non sbaglio nel luglio del 1995. E poi successivamente, anni dopo, il Cannella Tullio.
Ora, in questo ambito, poi, viene fatto un approfondimento anche investigativo intorno al gruppo, diciamo, di persone che ruotavano intorno allo Spatuzza Gaspare. Quindi abbiamo soggetti quali il Verre, il Ciaramitaro Giovanni di cui ho già parlato poc'anzi, Lo Nigro Cosimo, Trombetta Agostino e Romeo Pietro, di cui, chiaramente, abbiamo già delineato i contorni. E poi eventualmente, su questi, potranno riferire, se necessario, in maniera più approfondita gli ufficiali di P.G. che all'epoca fecero determinati incroci.
Poi, arriviamo anche, nuovamente, sempre su attività chiaramente delegate da parte della Procura della Repubblica di Firenze, alla ricostruzione del viaggio cosiddetto - ecco, che sia chiaro insomma - viaggio di cui ho già parlato ieri; cioè viaggio, ieri ho parlato di uno spostamento del tabulato. Cioè del tabulato di Sabato Gioacchina che va dal 24 al 28 di marzo del 199...
PUBBLICO MINISTERO: Credo che sia il cellulare La Bua Liliana.
TESTE Zito: C'è La Bua Liliana, sì sì. La Bua Liliana.
PUBBLICO MINISTERO: Ieri ci ha parlato di questo.
TESTE Zito: E' un momento di... Ho confuso col primo cellulare. Io parlo del cellulare attivo, 1994, intestato a La Bua Liliana. In cui parlavo dello spostamento del tabulato. Questa poi è un'attività che viene delegata dalla Procura, con cui si ricostruisce questo viaggio con cui il Carra Pietro trasportava del materiale, appunto delle tegole, da Palermo a Roma. E, precisamente, a Scarano Antonio.
E quindi veniva ricostruito poi nei dettagli anche, grazie anche a un'attività di apporto del Centro Operativo di Roma, dove... e anche di Firenze; dove viene ricostruito tutto il viaggio, con la bolla di accompagnamento, l'acquisto del materiale a Palermo, presso una ditta di Palermo da parte del Carra, con la bolla d'accompagnamento. Cioè viene ricostruito nei dettagli questo tale viaggio.
Oltretutto, come ho già detto ieri, in concomitanza avevamo le intercettazioni telefoniche che parlavano di questo spostamento. Quindi c'era da abbinare intercettazioni telefoniche in atto su Carra e spostamento del tabulato; e più gli accertamenti fatti su delega da parte della Procura.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Però, se non ricordo male, direi anzi, io sarei abbastanza sicuro di ricordar bene che, in base all'esposizione che lei ci ha fatto ieri, ci ha rappresentato che vi è lo spostamento di questo cellulare attestato dai dati che risultano dal tabulato.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Vi è poi una specie di conferma di questo spostamento, attestata dalle attività di intercettazione telefonica.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, però, che ieri lei non ci avesse, non avesse a disposizione elementi per stabilire che questo spostamento era legato ad una iniziativa specifica, concreta che collegava lo spostamento a Carra, e Carra a Scarano.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Specificamente in questi giorni del marzo del 1994.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Se ho capito bene quello che mi ha detto ieri, mi pare che oggi lei introduca un elemento in più.
TESTE Zito: Certo. Nella spiegazione cronologica, anche, degli eventi, ho voluto rimandare a questo momento il discorso del collegamento strettissimo che c'è tra il viaggio di Carra, supportato dallo spostamento del tabulato cellulare La Bua, dalle intercettazioni telefoniche e il collegamento, poi, con, come si dice?, il viaggio delle tegole e del materiale a Scarano Antonio. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Zito: Diciamo che poi l'attività prosegue, perché viene svolta tutta un'attività di rilievi descrittivi, fotografici, sia eseguiti da parte della DIA e, poi, diciamo attività di repertazione, sempre da parte dei consulenti tecnici che noi affiancavamo nell'attività che veniva svolta.
Poi, dopodiché...
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa. Prego, prego, dottor Zito.
TESTE Zito: Sì. In questo momento, poi continua anche un'attività diciamo di individuazione, atti di individuazione compiuti sempre dal Pubblico Ministero con l'intervento, per esempio, con l'intervento di Carra Pietro su varie località. Facciamo Prato, ad Arluno in provincia di Milano, a Roma, a Formello, Capena, nuovamente a Milano. Quindi c'è un'attività a spettro molto ampio, che varia da...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo contesto di attività a spettro molto ampio, la DIA specificamente quali attività - mi scuso per la ripetizione - ha gestito?
TESTE Zito: Sì. Diciamo sia attività di rilievi descrittivi e fotografici, fatti personalmente da noi; poi, per esempio, abbiamo, son state fatte attività specifiche in questo caso anche dal Centro Operativo di Roma nel giardino della villetta di Capena, per esempio.
E poi, nel canneto attiguo alla villa di Fiano Romano di proprietà dello Scarano Antonio. Tra quelli che adesso, chiaramente, ricordo.
E poi, a decorrere dall'01/09/95, abbiamo tutte quelle individuazioni fatte dal Pubblico Ministero, cui partecipava ovviamente ufficiale di P.G., nelle varie località che ho menzionato: Prato, Arluno, Roma, Formello, nuovamente Milano, e poi Capena.
E diciamo che poi, successivamente, vengono fatte anche delle attività mirate da parte del colonnello Pancrazi del Centro Operativo di Roma, su autoveicoli; tra i quali per esempio la Lancia Delta targata Viterbo, che risultava acquistata da Giacalone Luigi il 18 gennaio del '93, quindi, all'Europcar di Palermo.
Per cui ci sono queste attività mirate, che svolge poi il Centro Operativo di Roma, nell'ambito di quell'attività di coordinamento svolta dal mio ufficio.
Poi, chiaramente, c'è la nostra annotazione del 02/11/95, che è un'annotazione che viene a compendiare una serie di attività di riscontro. Non è esaustiva chiaramente di tutti i riscontri, perché poi ci saranno successive deleghe da parte del Pubblico Ministero in relazione alle dichiarazioni di Carra Pietro.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire questa è l'annotazione con la quale la DIA dà esecuzione a deleghe varie, ricevute dal Pubblico Ministero.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aventi come presupposto dichiarazioni raccolte dal Pubblico Ministero. Questo è il senso del discorso.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Dell'annotazione 02/11/1995.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Mi può illustrare gli aspetti essenziali...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... degli accertamenti?
TESTE Zito: Certo, certo. Qui abbiamo, per esempio come dicevo prima, per esempio, l'esito dell'attività compiuta nei confronti di Correra Angela, per stabilire appunto quella disponibilità di quel foglio processuale, di quel documento processuale che si riferiva alle stragi. Come ho già detto, poi tale foglio effettivamente venne rinvenuto nel corso della perquisizione effettuata nei confronti della Correra Angela; foglio poi sequestrato dagli ufficiali di Polizia Giudiziaria del Centro Operativo di Palermo.
Poi abbiamo atti di perquisizione e sequestro, eseguiti sul box di via Cappello numero 26, a Palermo. Nello specifico poi, su questo aspetto, dove furono sequestrati una motoape e altri elementi che riportavano alla persona del Lo Nigro Cosimo, riferirà partitamente, sotto questo aspetto, il dottor Dalle Mura, funzionario del Centro Operativo di Firenze.
E poi, diciamo che vengono ad essere un po', viene un po' ad essere ricostruita la vicenda del fallito attentato a Contorno Salvatore. Qui ritorniamo nuovamente indietro, il 14 aprile del 1994. Quindi, l'autovettura: ecco, accenno brevemente, dottor Chelazzi, in merito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Accenno brevemente, in merito agli elementi diciamo caratterizzanti, tale ricostruzione complessa. Innanzitutto, l'autovettura acquistata da Giacalone Luigi presso l'autosalone di Pergamo Francesco. Ecco, qui vorrei ricordare quanto ieri da me detto in relazione alla rivisitazione del tabulato di Giacalone Luigi - G&G, il cellulare intestato all'autosalone, quando più volte figurava l'utenza telefonica fissa di un autosalone della Magliana, intestato a Pergamo Francesco. Ecco, Pergamo Francesco si ricollega a questa vicenda di un acquisto di un'auto, fatto da Giacalone Luigi, fatto, appunto, presso l'autosalone di Pergamo Francesco. Ora, il dato diciamo neutro dell'utenza trova, appunto, un riscontro in questo accertamento fatto successivamente dalla DIA.
Poi, la presenza nei tabulati di un numero telefonico fisso che abbiamo già visto, riconducibile alla moglie di Grigoli Salvatore: la Fiordispina. Ne ho già parlato ampiamente anche ieri. E che era chiamato dai cellulari che erano presenti su Roma, o meglio, presenti nel senso che chiamavano, erano attivi, sia in entrata che in uscita, dal primo al 14 aprile del 1994.
Ampiamente ieri ho parlato dei vari contatti che c'erano tra i vari cellulari, con riferimento specifico al Grigoli Salvatore, quindi e alla di lei... e alla moglie appunto del Grigoli Salvatore, Fiordispina.
Che chiarisce, poi, la dinamica dei fatti appunto della presenza dei cellulari nel contesto di Formello.
E poi, per ultimo, come elemento che diciamo conclude un po' la disamina delle varie situazioni di Formello, è la perquisizione subita nel 7 aprile del 1982 da Contorno, nell'abitazione di via Cassia, 1856.
Ecco, questi sono quella sequela di accertamenti fatti in occasione della ricostruzione dell'attentato a Contorno Salvatore. E' chiaro che per una disamina ancora più analitica, più precisa rispetto a questi determinati fatti - a meno che il Pubblico Ministero non voglia farmi qualche domanda - ritengo che il colonnello Pancrazi potrà in maniera esaustiva soddisfare qualsiasi tipo di richiesta.
Chiaramente andiamo avanti. Ecco, ritorniamo nuovamente a un soggetto, un soggetto già attenzionato precedentemente dalle indagini. Cioè attenzionato addirittura nell'annotazione del 22 febbraio 1994; cioè il primo soggetto, tra i primi soggetti di quel famoso filone investigativo che fu individuato nel 1994 dalla DIA.
Quindi abbiamo ulteriori perquisizioni e sequestri nei confronti della famiglia Messana. Che così, diciamo, li possiamo cadenzare in maniera temporale.
Nell'annotazione dell'11/09/95, diamo l'esito delle perquisizioni nei confronti dei componenti della famiglia Messana. Dopodiché, nell'annotazione del 19 gennaio '96, abbiamo il sequestro delle auto, di alcune auto dei componenti della famiglia Messana.
E poi, il 20 gennaio del 1996, il giorno dopo proprio del sequestro, abbiamo una sequela di attività intercettative. Abbiamo oltre, già in precedenza abbiamo l'intercettazione ambientale nell'abitazione di Messana Antonino. Viene successivamente attivata un'intercettazione ambientale nell'abitazione di Melchiorre. Vengono richieste una serie di intercettazioni nell'ambito, appunto, della famiglia Messana.
Per cui, diciamo, si amplia questa attività.
Il 26 gennaio '96, sempre per parlare quindi dell'ambito Messana, abbiamo, prima il fermo, e poi, successivamente, l'ordinanza di custodia cautelare del Gip di Firenze, del 26 gennaio 199...
PUBBLICO MINISTERO: Il fermo, mi scusi, in che data?
TESTE Zito: Il fermo, il fermo dovrebbe essere... Come?
PUBBLICO MINISTERO: No, dispone della data?
TESTE Zito: No, attualm... Dovrebbe essere, però non vorrei sbagliare, il 24 gennaio, il 24 o 25 gennaio.
PUBBLICO MINISTERO: E' un fermo della Polizia Giudiziaria o è un fermo disposto dal Pubblico Ministero?
TESTE Zito: Disposto dal Pubblico Ministero. E' il 26 gennaio, se non sbaglio, proprio il fermo disposto dal Pubblico Ministero, del Messana Antonino.
Poi, successivamente, fu emessa l'ordinanza di custodia cautelare del Gip di Firenze.
Quindi, questo è l'aspetto che riguarda diciamo le vicende investigative su, chiamiamolo così, sul gruppo familiare di Messana Antonino.
Poi, chiaramente ricostruiamo, qui, tutte le vicende del 1995 del Carra Pietro, degli spostamenti del Carra Pietro tra Palermo, Genova e Milano; i vari spostamenti dei mezzi. E lì, poi, c'è un ufficiale di Polizia Giudiziaria che eventualmente potrà dettagliatamente riferire su questi spostamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Nella persona del?
TESTE Zito: Dovrebbe essere il maresciallo Moretta. Tra il maresciallo Moretta e il maresciallo Cappottelli.
Poi chiaramente ritorniamo al...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la ricostruzione di questi spostamenti, appunto salvo i dettagli che chiederemo a questo personale che dipende da lei, ecco, sulla base di quali metodi investigativi è stata compiuta?
TESTE Zito: Beh, diciamo che sia per quello che attiene il '95, e sia per gli altri spostamenti effettuati negli anni precedenti, si è ricostruita tramite le compagnie di navigazione. Cioè, essendo il Carra Pietro un autotrasportatore, ci sembrò logico utilizzare chiaramente tutti, fare degli accertamenti presso le compagnie di navigazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sono stati fatti accertamenti mirati, oppure è stata, in un certo senso, formata una base di riferimento generale sulla quale poi fare un controllo selettivo?
TESTE Zito: Sì, sì, abbiamo costruito quasi, diciamo, una banca dati - sì, chiamiamola così, impropriamente - su tutti gli spostamenti delle varie compagnie di navigazione, in maniera tale da poter poi inserire i dati specifici.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nel lungo periodo, voglio dire.
TESTE Zito: Ma certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Cioè per avere un quadro di riferimento ogni qualvolta doveva, poteva essere emessa...
PUBBLICO MINISTERO: Può avvicinare il microfono a sé, dottor Zito?
TESTE Zito: Sì. Poteva esser necessario...
PUBBLICO MINISTERO: C'è un certo bisbiglio, capisco che gli argomenti non sono poi così suggestivi da suscitare chissà quale attenzione; però, se lei tiene lontano il microfono, io...
TESTE Zito: Benissimo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... perdo una parte della sua risposta.
TESTE Zito: Quindi, come dicevo, era un'acquisizione complessiva. Dove veniva poi chiaramente, dove venivano effettuati gli accertamenti specifici.
Ecco ora, giacché prima ho dato la sequenza delle varie attività investigative che, a questo punto, sono sequenze di attività conseguenti a delega del Pubblico Ministero, ora abbiamo per esempio la ricostruzione di ciò che attiene, per esempio, le dichiarazioni rese al Pubblico Ministero da parte di Romeo Pietro.
Romeo Pietro, arrestato il 15 novembre del 1995; poi, il rinvenimento dell'esplosivo, tengo a precisare, non fu opera - né l'arresto né il rinvenimento dell'esplosivo - opera della Direzione Investigativa Antimafia, bensì della Squadra Mobile di Palermo. Che operò anche il sequestro a Roma nella villetta di Capena, già abbondantemente individuata e oggetto anche di accertamenti.
E fu diciamo rinvenuto, l'esplosivo, nei pressi della villetta di Capena, mi pare lungo il muro di cinta, nella zona contigua, tra il 15 e il 16 di novembre del 1995. Però qui nel particolare non entro, perché sono atti svolti da altri uffici.
Poi, chiaramente abbiamo, come dicevo, in relazione alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, abbiamo le dichiarazioni di Romeo Pietro. Posso dare delle indicazioni, anche qui, abbastanza indicative su tutta l'attività investigativa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, cioè io vorrei che lei indicasse gli oggetti principali delle...
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... deleghe lei ha gestito.
TESTE Zito: Certo. La delega, le deleghe diciamo concesse dal Pubblico Ministero, riguardavano gli obblighi di firma. Innanzitutto, del Romeo Pietro.
E quindi abbiamo ricostruito quali, in quali giorni e da quando il Romeo Pietro era sottoposto agli obblighi di firma. E si stabilì che gli obblighi di firma li aveva il mercoledì e il venerdì di ogni settimana.
Dopo chiaramente la scarcerazione, venne imposto l'obbligo di firma al Romeo Pietro.
Poi, chiaramente operammo una ricostruzione degli spostamenti nell'aprile del '94, dei veicoli Palermo-Napoli e Napoli-Palermo.
Poi, l'individuazione e il sequestro di una FIAT Uno intestata a Grigoli Francesco, fratello di Grigoli Salvatore.
Questi sono tutti elementi a riscontro delle dichiarazioni di Romeo Pietro, cioè a riscontro della delega, cioè per rispondere alla delega da lei emessa.
E qui abbiamo le nostre due annotazioni, del 18 dicembre del 1995 e del 16 febbraio del 1996. In relazione, diciamo, ad una buona parte di quest'attività, se lei ritiene, se il Presidente lo consente, potrei consultare le annotazioni e scendere in qualche dettaglio. Se lo ritiene, dottor Chelazzi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, senz'altro.
TESTE Zito: 12/12/95, 18/12/95 e 16/02/95... 16/02/96, scusi. Grazie.
Ecco, qui allora si tratta dell'annotazione dove noi diamo evasione parziale - perché poi ce ne sono delle altre - alle deleghe da lei, che appunto la Procura conferì.
Qui mettiamo in evidenza, qui parliamo chiaramente dell'obbligo di firma. Lei ci chiedeva di verificare se il Romeo Pietro, successivamente alla scarcerazione, l'A.G. avesse imposto gli obblighi di firma. Noi accertiamo che con ordinanza numero 732/93, in data 1 febbraio '94, il Tribunale di Palermo, II Sezione Penale, disponeva la scarcerazione del Romeo Pietro con l'obbligo di presentarsi al Comando di Polizia Giudiziaria competente territorialmente per le ore 19.00 dei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì.
E su cui abbiamo appurato che, dall'acquisizione appunto dei documenti effettuata, che la prima presentazione veniva registrata alle ore 9 e 40 del 2 febbraio '94, presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Brancaccio.
Poi, dalla data del 6 agosto '94 il Tribunale revocava tale obbligo di firma.
Poi abbiamo fatto una sequela, appunto, di accertamenti, cioè rilevamenti presso il Commissariato Pubblica Sicurezza di Brancaccio, che hanno accertato che nel periodo appunto che interessava le indagini, cioè che interessava l'oggetto della sua delega, e quindi dal periodo che partiva dal 21/03/94 all'08/04/94 il Romeo aveva adempiuto nei seguenti giorni; quindi: lunedì 21 marzo, mercoledì 23 marzo, venerdì 25, lunedì 28 marzo, mercoledì 30 marzo, venerdì 1 aprile, lunedì 4 aprile, mercoledì 6 aprile e venerdì 8 aprile.
Poi, chiaramente, questa era la prima parte; noi diamo risposta a questo primo quesito che il Pubblico Ministero, nella sua delega, pone. Cioè di appurare...
PUBBLICO MINISTERO: E' stato illustrato, questo accertamento, con annotazione del?
TESTE Zito: Sì. L'annotazione è del 18 dicembre 1995.
Dopodiché abbiamo la seconda parte dell'annotazione, che riguarda un ulteriore quesito che lei poneva, cioè: se Scarano disponesse o meno di una FIAT Regata di colore grigio.
Chiaramente, tutti questi quesiti si ricollegano alla dinamica che riguarda Romeo Pietro, riguarda anche l'attività sull'attentato a Contorno.
Effettivamente lo Scarano disponeva di una FIAT Regata di colore grigio, e quindi diamo contezza che la vettura appunto in questione era stata sequestrata con provvedimento del 18 luglio 1995.
Però, questa era stata sequestrata su provvedimento dell'autorità giudiziaria di Roma. E veniva affidata in custodia giudiziale.
Quindi, accertiamo l'esistenza di tale autovettura; autovettura già, peraltro, sottoposta a sequestro per altre vicende, cioè per vicende che riguardavano appunto, in quanto la competenza era ancora dell'autorità giudiziaria romana.
PUBBLICO MINISTERO: In quest'annotazione, si dà atto anche della targa del veicolo?
TESTE Zito: Della targa, non ne parliamo. Ma sicuramente negli allegati c'è il provvedimento di sequestro, che viene appunto allegato all'annotazione. Cioè al momento la targa non viene riportata; che si fa riferimento al provvedimento di sequestro dell'autovettura. Però si dà atto, appunto, che la FIAT Regata era di colore grigio.
Poi si chiedeva un altro quesito, cioè la conoscenza, cioè va be', questo qui, poi...
PUBBLICO MINISTERO: Furono delegati accertamenti - nel caso positivo, quale esito hanno avuto gli accertamenti stessi - sul conto di una disponibilità eventuale di un'auto da parte del fratello di Salvatore Grigoli?
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può illustrare l'esito di questo accertamento?
TESTE Zito: Sì. Allora, un attimo solo, che prendo il...
PUBBLICO MINISTERO: Prego dottor Zito, prego.
TESTE Zito: Allora, sempre nella annotazione del 18 dicembre del 1995, scriviamo appunto che si appurava la presenza - qui parliamo, appunto, si fanno accertamenti preliminari sull'imbarco di determinate autovetture - si appurava infatti la presenza dell'autovettura targata RM 3G0803 nei giorni seguenti: in data 8 aprile del 1994 è presente come imbarcata sul traghetto Manzoni della Tirrenia, tratta Palermo-Napoli; e veniva associata, tale autovettura, ad un nominativo: Luciano, come emerge dai tabulati.
PUBBLICO MINISTERO: Per associato si intende, dottor Zito?
TESTE Zito: Cioè, autovettura e la persona che aveva prenotato e viaggiava insieme con l'autovettura. Cioè, questo è il senso dei tabulati.
PUBBLICO MINISTERO: La targa, nell'occasione, la vuol ripetere, per cortesia?
TESTE Zito: Certo. La targa è Roma, RM, 3G - G come Genova - 0803.
Poi io ho evidenziato la data: 8 aprile 1994.
In data 10 aprile 1994 sul traghetto Poeta della Tirrenia, tratta Napoli-Palermo, è presente il nominativo Romeo, al quale è associata un'autovettura targata RM.
Qui mettevamo in evidenza che il giorno della partenza cade di venerdì, mentre quello del rientro cade di domenica; cioè specifichiamo i giorni in relazione al primo quesito che lei ci aveva posto, cioè di verificare quali erano i giorni in cui Romeo Pietro aveva l'obbligo del come si chiama...
PUBBLICO MINISTERO: Di firma.
TESTE Zito: ... della firma.
PUBBLICO MINISTERO: Al Commissariato...
TESTE Zito: Tale targa abbiamo fatto gli accertamenti...
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, la segue la Corte, dottor Zito.
TESTE Zito: Ah. Tale targa corrisponde ad una FIAT Uno 1100, rinvenuta annotata nella documentazione dell'autosalone di Giacalone a Palermo ed è risultata ceduta a Grigoli Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: 1100?
TESTE Zito: FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, avevo capito FIAT 1100.
TESTE Zito: No, no, FIAT Uno...
PUBBLICO MINISTERO: FIAT Uno.
TESTE Zito: Cioè la...
PUBBLICO MINISTERO: 1100 è la cilindrata.
TESTE Zito: La cilindrata. FIAT Uno cilindrata 100, per intenderci, 1100.
Ed è risultata intestata a Grigoli Francesco, via Europa numero 138.
"Lo stesso si identifica" - scriviamo - "in Grigoli Francesco nato a Palermo il 16 febbraio del '65, fratello di Grigoli Salvatore".
Diamo risposta, anche con questo punto, con questa annotazione, al punto successivo della sua delega. Lei ci chiedeva se ci fosse un'auto targata Roma su un determinato periodo e se questa auto Roma fosse o meno intestato a un tale Grigoli Francesco, che doveva essere però fratello di Grigoli Salvatore.
Noi appuriamo e diamo evasione alla sua delega su questo quesito, come si vede qui, in maniera del tutto completa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. L'annotazione che lei ha consultato reca la data?
TESTE Zito: 18 dicembre 1995. 18 dicembre 1995.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione a questo veicolo, quindi, così identificato il cui intestatario è Grigoli Francesco, lei ha memoria che sia stato emesso qualche provvedimento...
TESTE Zito: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... ulteriore da parte del Pubblico Ministero?
TESTE Zito: Sì, di sequestro del mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Il sequestro è stato eseguito nei confronti di chi?
TESTE Zito: Il sequestro...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Nei confronti di chi è stato eseguito il sequestro?
TESTE Zito: Eh, guardi, il sequestro, perché poi è stato fatto dai mie collaboratori giù a Palermo, ora vediamo un po' se... Cioè so, ricordo che è stato eseguito il provvedimento di sequestro del mezzo. Ora, nei confronti di chi non ricordo, materialmente, a chi viene poi sequestrato l'automezzo: se al Grigoli Francesco oppure se in occasione del sequestro fosse presente qualche altra persona; non sono in grado di poter essere preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, lei, nel riferire di questo accertamento, gli esiti soprattutto di questo accertamento, ho sentito che ha menzionato un certo nominativo e io le ho chiesto in che termini questo nominativo andava associato - perché lei aveva adoprato il termine associato - a quel veicolo sulla nave Manzoni.
Ecco, il nominativo che lei ha fatto è Luciano.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo contesto di indagine, avete esaminato se il nominativo Luciano si presenta anche in relazione ad un'altra circostanza?
TESTE Zito: Certo, nel prosieguo, appunto, della stessa annotazione.
PUBBLICO MINISTERO: La illustri, per cortesia.
TESTE Zito: Sì, ci sarei... Mano a mano che...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: Volevo dare puntualmente il riferimento alla sua attività...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: ... alla nostra attività di riscontro alla sua delega.
Quindi, perché oltre tutto... Poi, chiaramente, sempre con la ricostruzione, perché così come per i tabulati... per i tabulati, meglio specificare, per le liste di imbarco dei traghetti Tirrenia eccetera, eccetera, noi avevamo una banca cosiddetta, interpretabile... parlo di banca dati, non vorrei ora che si pensi che la DIA abbia una smisurata banca dati, è soltanto una raccolta di quegli specifici elementi che a noi interessavano in quelle determinate situazioni; così come anche per i viaggi aerei.
Difatti noi, nella stessa annotazione, di cui parlavo prima, accertiamo, vogliamo verificare dove e quando eventualmente tale nome Luciano compariva e se compariva soltanto nei traghetti, o se compariva anche nelle liste di volo delle compagnie aeree, cioè dell'Alitalia.
Quindi, permetteva di accertare che sul volo BM 1092 del 7 aprile '94, sulla tratta Fiumicino-Palermo delle ore 13.30 aveva viaggiato un passeggero a nome Luciano, che occupava il posto 36A.
E quindi operiamo questa...
PUBBLICO MINISTERO: Evidenziazione.
TESTE Zito: ... questa evidenziazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome io le stavo chiedendo, appunto, di illustrare gli aspetti o i dati...
TESTE Zito: Più significativi.
PUBBLICO MINISTERO: E' un termine valutativo, lo potrei quasi adoprare io, sicuramente non lo può adoprar lei: ci sarebbe opposizione...
TESTE Zito: Certo, per carità. E' giusto.
PUBBLICO MINISTERO: ... alla risposta invece che alla domanda.
Allora, appunto, gli elementi, i dati direttamente oggetto della delega conferita dal Pubblico Ministero. Lei sta rappresentando il contenuto di una annotazione, se non mi sbaglio, se non ho male inteso è quella del 18 dicembre 1995.
TESTE Zito: Perfetto, sì.
TESTE Zito: Ecco, le chiederei, continuando ad aiutarsi con l'annotazione, visto che ne ha inoltrate duemila all'Autorità Giudiziaria, a illustrarne il contenuto.
TESTE Zito: Certo, sì.
Certo, poi qui si chiede in merito alla presenza, noi riscontriamo la presenza, ma qui chiaramente l'abbiamo già evidenziata ieri, la presenza dei vari cellulari che interagiscono tra di loro, cioè...
PUBBLICO MINISTERO: E quindi non ci entriamo.
TESTE Zito: E' inutile...
PUBBLICO MINISTERO: E' un argomento già trattato.
TESTE Zito: E' un argomento ampiamente trattato ieri. Ecco, poi...
PUBBLICO MINISTERO: Lei, ieri e anche oggi...
TESTE Zito: Ecco, volevo...
PUBBLICO MINISTERO: ... ha richiamato l'attenzione nostra su un dato specifico dell'investigazione, vale a dire un certo nominativo, Pergamo Francesco, che identifica una certa utenza ed identifica anche un certo autosalone.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo nominativo, quindi l'autosalone, è stato riesaminato, o comunque è venuto nuovamente in evidenza nel contesto di questa attività di indagine delegata dal Pubblico Ministero, stando ai suoi ricordi odierni?
TESTE Zito: Cioè, lei vuole sapere se il Pergamo compare per la prima volta, oppure già in precedenza...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Lei aveva già segnalato che il nominativo Pergamo già si era evidenziato in virtù di certi contatti attestati dai tabulati.
Ma io le stavo chiedendo più specificamente se la persona di Pergamo, la sua attività di titolare di un autosalone, era stata poi oggetto di un approfondimento investigativo in relazione specifica...
TESTE Zito: Sì, sì. Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... alle deleghe conferite dal Pubblico Ministero, aventi come presupposto le dichiarazioni raccolte dal Pubblico Ministero da vari soggetti.
TESTE Zito: Qui bisogna un po' ritornare indietro; indietro, cioè, siamo sempre in questo ambito.
Cioè, il discorso degli accertamenti di Pergamo risalgono anche agli accertamenti, se non vado errato, che riguardano autovetture romane che... quella rivisitazione che noi facciamo che riporta, se non sbaglio, al Bizzoni.
Cioè, è una... non vorrei... Cioè, fu fatta un'attività su delega da parte sua...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: ... su questo non c'è da dubitare, su Pergamo e sull'acquisto dal concessionario Pergamo, da parte di Giacalone...
PUBBLICO MINISTERO: Dottore, siamo realisti. C'è una certa situazione che evidentemente al momento le sfugge e quindi è inutile che io insista con proporre domande.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire che riferirà qualche altro ufficiale di Polizia Giudiziaria.
TESTE Zito: Sì, su questa attività il colonnello Pancrazi.
PUBBLICO MINISTERO: Penso che sia perfettamente, e per tutti, comprensibile che lei non può avere la possibilità...
TESTE Zito: Di determinare...
PUBBLICO MINISTERO: ... di ricordare... Anche perché questo è un esame che nasce nel momento stesso in cui formula la domanda, lei non sa quale domanda le farò.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Io lo so, più o meno, ma lei non può sapere le domande che le farò io.
Allora, abbandoniamo questo punto.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dicevo, lei stava mettendo in evidenza alcuni oggetti delle deleghe conferite dal Pubblico Ministero e dei relativi accertamenti che ha fatto la DIA, il tutto polarizzato sull'episodio criminoso del 14 aprile del '94.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E' da lì che io ho preso a fare alcune domande specifiche. Lei ha parlato di obblighi di firma, lei ha parlato di automobili intestate a Grigoli Francesco, di sequestri, ha parlato di nominativi, spostamenti via mare e via terra e via aria.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre nel filone del problema così impostato, lei ritiene di poter segnalare senz'altro qualche altro elemento, che si inscriva specificamente in questo settore, in questa area investigativa?
TESTE Zito: Sempre per quanto attiene, diciamo, l'attentato di Formello?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, l'episodio di Formello.
Se sul momento lei non ricorda altri...
TESTE Zito: Sì, sì, sto... Vediamo se... sì, un attimo.
Ci chiedeva anche, tra i vari punti delega che si ricollegavano poi ai vari punti, in relazione al villino del Giacalone a Triscina; ecco, questo è un altro dei punti oggetto della sua delega. Ci chiedeva se il Giacalone avesse o meno ... di un villino nella zona Tre Fontane, località del comune di Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: L'accertamento in questo senso che esiti ha avuto?
TESTE Zito: In tale villino, appunto, appurammo si trova in via Milano Ovest numero 51, dove il Giacalone risulta titolare della relativa fornitura ENEL.
Poi abbiamo sviluppato altri accertamenti, però, diciamo, sono nei successivi... sempre sulle dichiarazioni di Romeo Pietro, che riguardano altra annotazione. Però diciamo che è un momento successivo, ecco. Non riguarda più specificatamente l'attentato di Formello.
PUBBLICO MINISTERO: Passi allora ad illustrare così, nei suoi termini generali - sempre perché a mio parere è utile dare la cronologia dell'investigazione - i passaggi successivi, le fasi successive a quella nella quale si colloca tra l'altro questa annotazione del 18 dicembre del 1995.
TESTE Zito: Quindi, passiamo alle nuove ordinanze di custodia cautelare - se vogliamo cadenzare nel tempo - per le stragi, da parte del GIP di Firenze nei confronti di Santamaria Giuseppe e Scarano Massimo ed altre persone che erano detenute all'epoca oppure latitanti.
Poi abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: A che epoca siamo nelle indagini...
TESTE Zito: Il 15 gennaio del '96. 15 gennaio '96.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo a gennaio del '96.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche perché ho ragione di ricordare che l'esecuzione non è avvenuta...
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... lo stesso giorno.
TESTE Zito: Partiamo gennaio '96.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Dopodiché, appunto, per ricollegarci al discorso della villa di Forte dei Marmi, come già avevo accennato, tra il febbraio e il marzo del 1996 ci sono ulteriori provvedimenti nei confronti di Tosonotti Enrico e Imperatore Agostino, emessi dal GIP di Firenze.
Poi si susseguono, a partire proprio da questa data - febbraio, marzo '96 - le deleghe conferite sempre dal Pubblico Ministero per le dichiarazioni di Scarano Antonio.
Quindi, in questo periodo, in particolar modo al Centro Operativo DIA vengono effettuate attività e rilievi nella proprietà di Frabetti; 1 febbraio 1996. Poi anche rilievi di natura fotografica, a seguito, sempre, delle dichiarazioni di delega del Pubblico Ministero, sempre su dichiarazioni di Scarano; tipo l'abitazione di Gesù Giacomo in viale Alessandrino, poi la perquisizione che Scarano avrebbe appunto subito e si accertò che fu effettivamente fatta il 7 aprile '92, che fu estesa anche all'appartamento...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, me lo precisa meglio questo dato, questo ultimo, dottore?
TESTE Zito: Sì. Cioè, si richiedeva gli estremi di una perquisizione subita da Scarano Antonio il 7 aprile del 1992, con l'estensione all'appartamento di viale Alessandrino. Quegli appartamenti di cui già noi abbiamo parlato in precedenza.
Questo accertamento fu espletato...
PUBBLICO MINISTERO: Credo che la mia delega fosse volta a verificare se...
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... Scarano Antonio poteva aver subito una qualche perquisizione, perquisizione eventualmente estesa all'immobile.
TESTE Zito: Certo, certo. All'abitazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Certo, certo. Questo era il quesito, questo era il quesito.
PUBBLICO MINISTERO: E il risultato della delega, o per meglio dire dell'accertamento conseguente, è stato che in effetti?
TESTE Zito: In effetti, fu data, cioè, risposta positiva al quesito e fu accertato poi, però, nel particolare, dal colonnello Pancrazi del Centro Operativo di Roma; cioè fu dato esito positivo a questo accertamento.
PUBBLICO MINISTERO: Lei poco fa ha menzionato una perquisizione che aveva subito Scarano il 7 aprile del '92.
TESTE Zito: Il 7 aprile del '92.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè fu identificata una perquisizione...
TESTE Zito: Certo, certo: il 7 aprile del '92.
PUBBLICO MINISTERO: Perquisizione, quindi, che aveva le caratteristiche del quesito?
TESTE Zito: Del quesito; cioè rispondeva al quesito. Dava conferma al quesito... rispondeva in termini positivi al quesito del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Compreso il particolare che era stata estesa in viale Alessandrino?
TESTE Zito: In viale Alessandrino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, lei stava menzionando, poi, altre singole attività.
TESTE Zito: Sì, certo, certo. Le cito queste e sono tutte attività fatte essenzialmente dal Centro Operativo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, però io ho piacere che le citi lo stesso...
TESTE Zito: Sì, sì, per carità.
PUBBLICO MINISTERO: ... perché si sa in quale epoca storica si è situato un determinato approfondimento investigativo, da che cosa nasceva e che cosa poi ha prodotto.
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre per legare funzionalmente quello che si è fatto a quello che si andava a fare.
TESTE Zito: Certo. Questa, chiaramente, sempre è un'attività, come ho già detto prima, conseguente alle dichiarazioni e quindi conseguente per noi alle deleghe da lei a noi conferite. Quindi fatta dal Centro Operativo di Roma, in parte, alcune, con la collaborazione del mio personale del Centro Operativo di Firenze.
Perquisizione e sequestro, per esempio, nel centro commerciale Le Torri. Vorrei richiamare; il centro commerciale Le Torri già ieri io ho parlato del centro commerciale Le Torri, il cui direttore era tale Massimino Alfio. Ritroviamo appunto quel contatto telefonico di cui ieri abbiamo accennato in maniera dettagliata.
Qua viene ricostruito, poi viene fatta una perquisizione e vengono sequestrati elementi, cioè dei reperti, dei documenti, da parte del Centro Operativo di Roma. Che poi si ricostruisce l'episodio della FIAT Uno di tale Cocchia, accertamenti fatti dal colonnello Pancrazi.
Poi la ricostruzione delle armi rinvenute presso Frabetti Aldo.
Poi la individuazione di uno sfasciacarrozze, tale Piruso.
Poi un'individuazione di un bagarino, tale Nicola Cannone.
Poi l'individuazione di un imprenditore, tale Daguanno.
E quindi attività per l'individuazione, poi, e ricostruzione di un episodio che fino allora non era noto, tipo l'episodio di strage allo Stadio Olimpico.
E quindi tutta questa sequela di accertamenti fatti in prima battuta dal Centro Operativo di Roma e poi anche, in parte, in particolar modo per quanto attiene anche la strage dello Stadio Olimpico, una parte di attività fu fatta dal Centro Operativo di Firenze e in particolar modo dal dottor Dalle Mura e ispettore Buggioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dottor Zito, questi dati che lei ha richiamato in maniera molto schematica, ma era giusto che così fosse, fanno capo ad attività di investigazione, mi pare che abbia detto, che si è sviluppata a partire - se non l'ha detto non lo voglio anticipare io - a partire da che epoca?
TESTE Zito: A partire, diciamo, dal febbraio, marzo 1996.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ecco...
TESTE Zito: Cioè, è tutta una attività che parte dalle dichiarazioni di Scarano Antonio e quindi tutta un'attività di delega che lei poi dà a noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei da ultimo menzionava, nell'ambito di questa attività investigativa svolta, anche tutta quella in qualche modo funzionale a ricostruire l'episodio della mancata strage allo Stadio Olimpico.
Ho bisogno di fare una domanda: prima di questa epoca, e quindi prima che lei fosse destinatario di certe deleghe da parte del Pubblico Ministero, aveva mai sentito parlare nell'ambiente investigativo della DIA, perché lei è funzionario della DIA, di un episodio di strage mancata allo Stadio Olimpico?
TESTE Zito: Di strage mancata allo Stadio Olimpico no.
PUBBLICO MINISTERO: Solo, quindi, a partire da quando il Pubblico Ministero conferisce determinate deleghe su questi punti.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le risulta che qualche cosa in ordine a questo episodio fosse nelle conoscenze, a qualsiasi titolo, di altri Centri Operativi della Direzione Investigativa Antimafia?
TESTE Zito: No.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, procediamo pure.
TESTE Zito: Dopodiché, come si diceva già prima, stiamo esaminando ora tutta l'attività delegata dal Pubblico Ministero per quanto attiene le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
Abbiamo parlato prima, abbiamo esaminato ora, se pure a grandi linee, le dichiarazioni di Scarano Antonio. Ora arriviamo alle attività delegate dal Pubblico Ministero per quanto attiene le dichiarazioni di Ferro Vincenzo.
Quindi, qua innanzitutto, poi i rilievi che vengono effettuati - descrittivi, fotografici - su delega sempre del Pubblico Ministero a Firenze, nel centro di Firenze, vicino agli Uffizi e così via.
Poi di perquisizione, si ritorna nuovamente nell'ambiente di Messana, chiaramente; perché come già si sa Ferro Vincenzo è nipote di Messana Antonino.
Quindi si...
PUBBLICO MINISTERO: Vi è un'annotazione, dottor Zito, che compendia per lo meno la parte essenziale...
TESTE Zito: Diciamo l'annotazione 3 giugno 1996. 3 giugno 1996, diciamo, è un'annotazione che dà...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho la sensazione che la data, dottor Zito, non sia il 3 giugno.
TESTE Zito: 3 maggio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci. 3 maggio.
TESTE Zito: Io avevo detto 3 giugno?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ha detto 3 giugno.
TESTE Zito: No, no: 3 maggio, 3 maggio. Il 3 maggio '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, magari, aiutandosi con...
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... questa annotazione può provare a rappresentare i profili essenziali degli accertamenti centrali...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... che ha compiuto il suo Ufficio.
Anche perché ci diceva prima che questa attività è stata delegata in via esclusiva praticamente al Centro Operativo di Firenze.
TESTE Zito: Sì. Ci si chiedeva, appunto... questa annotazione è del 3 maggio del 1996 e quindi iniziamo a rispondere ai quesiti posti nella delega del Pubblico Ministero. Quindi, dopo aver tracciato la situazione anagrafica, chiaramente, del Ferro Giuseppe, dopodiché mettiamo in evidenza che il Ferro Vincenzo è intestatario di un'Audi 80 targata Trapani 361825; era appunto un elemento che ci veniva anche richiesto.
Dopodiché identifichiamo anche un altro personaggio: il Calabrò in Calabrò Gioacchino, nato a Castellammare del Golfo il 02/06 de 1946.
Questi sono i vari quesiti che mano a mano noi evadiamo con la sua delega.
Poi, chiaramente, diamo anche una definizione criminale, se vogliamo del Calabrò Gioacchino.
PUBBLICO MINISTERO: Questa la lasciamo perdere.
TESTE Zito: Certo. Dopodiché andiamo avanti per i quesiti che lei ci chiede.
Ecco, poi ci chiede il discorso di ricostruire un attimino i viaggi dalla Sicilia al continente e viceversa.
Quindi noi rispondiamo che da accertamenti era stato possibile stabilire che sul volo Alitalia BM 0187, Palermo-Fiumicino, del giorno 13, in partenza alle ore...
PUBBLICO MINISTERO: 13? Diamogli il mese e l'anno.
TESTE Zito: 13 maggio 1993.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: In partenza alle ore 6.45 era stata eseguita una registrazione al check-in delle ore 4.12 a nome di Ferro/V. mister. Questo è quello che figurava nel tabulato da noi acquisito.
Poi era stato verificato che tale passeggero aveva anche prenotato il ritorno nello stesso giorno da Firenze, con volo Meridiana IG... qui ricostruiamo un po' tutta una vicenda...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', però ormai che l'abbiamo affrontata, salvo poi chiedere a qualcuno del suo Ufficio...
TESTE Zito: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... il dettaglio specifico, magari anche la lettura qui al dibattimento, davanti alla Corte, del biglietto e quant'altro sia stato acquisito, ecco, ormai ha accennato a questo viaggio che inizia...
TESTE Zito: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... la mattina del 13 maggio con un check-in alle 4.12, ormai raccontiamo come finisce.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei stava dicendo che il biglietto comportava una prenotazione di rientro da Firenze.
TESTE Zito: Sì, sì. Volevo dire questo, che il tale passeggero aveva prenotato il ritorno nello stesso giorno da Firenze con volo Meridiana IG 483 delle ore 18.45.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: Poi stimiamo che il ritorno era avvenuto il successivo giorno 14 dall'aeroporto di Pisa su volo per Palermo BM 1122 delle ore 15.55.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi questo passeggero che cosa aveva fatto? Aveva...
TESTE Zito: Aveva effettuato una modifica al piano prestabilito; cioè, invece di rientrare per tramite Firenze, poi rientra tramite l'aeroporto di Pisa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, siccome lei parlava anche di qualche cosa relativamente a questo segmento di investigazione, specificamente dedicato alla persona di Ferro Vincenzo, aveva a che fare con egli automezzi e un'Audi in particolare...
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei l'ha menzionata un attimo fa e ha dato anche la targa, ecco, sono state fatte delle investigazioni anche sugli spostamenti che quest'Audi potesse aver avuto in alcuni periodi, secondo deleghe su questo punto conferite dal Pubblico Ministero?
TESTE Zito: Sì, sì: Cioè, su delega conferita dal Pubblico Ministero, la delega appunto poneva un quesito di verificare i viaggi fatti tramite l'auto targata Trapani che ho menzionato prima, cioè l'Audi 80 turbo diesel 361825.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: E' stato fatto un accertamento per cui poi è risultato che tale autovettura il 7 di maggio, se non vado errato, il 7 di maggio risultava imbarcata tramite il traghetto delle Ferrovie dello Stato dalla Sicilia in continente. Cioè, il viaggio era dal sud verso il nord, ecco.
E quindi risultò, questo accertamento risulta, abbiamo acquisito i vari riscontri documentali, per cui c'è la targa dell'autovettura.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', i riscontri documentali li sottoporremo...
TESTE Zito: Sì. Tanto per richiamare...
PUBBLICO MINISTERO: ... alla Corte quando esamineremo chi specificamente del personale dipende da lei.
TESTE Zito: L'ispettore Puggioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: L'ispettore Puggioni potrà scendere proprio nei dettagli specifici.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
TESTE Zito: Però, in tutti i modi, se vuole che io continui nell'analisi...
PUBBLICO MINISTERO: Beh, voglio dire, nulla di male se almeno la cornice di un accertamento lei ce la anticipa.
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: Perché oltre tutto, ecco, il quesito posto nell'altra delega in relazione al viaggio delle 7, attiene sempre a un contesto di dichiarazioni del Ferro Vincenzo su cui noi diamo una serie di risposte che coprono un periodo anche più ampio.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Zito: Che vanno, come giustamente lei ha richiamato, in base al viaggio e quindi ad un riscontro sul traghetto delle Ferrovie dello Stato, dallo Stretto di Messina.
Poi, ecco, volevo precisare, non è un traghetto di quelli soliti, fino ad adesso menzionati che partono da Palermo, arrivano a Napoli o a Livorno. No, è il traghetto delle Ferrovie dello Stato sullo Stretto di Messina, che poi prosegue, l'autovettura, direttamente sul continente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in concomitanza con questo spostamento della vettura intestata a Ferro Vincenzo che inizia il 7 di maggio del 1993, ecco, in concomitanza con questo spostamento, la delega avuta dal Pubblico Ministero mirava a verificare se risultassero anche per altra forma, anche sulla base di altre tecniche investigative...
TESTE Zito: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... di altre attività, altri spostamenti in qualche modo compatibili?
TESTE Zito: Sì, sì. C'è una delega espressa da parte del Pubblico Ministero in relazione anche a verificare la presenza su Roma, sul ponte radio 06, di altro soggetto che si ricollega chiaramente al quesito posto dalla delega del Pubblico Ministero.
Cioè, facciamo degli accertamenti per verificare la presenza di Gioacchino Calabrò e quindi viene svolta una attività investigativa a tal fine per, appunto, verificare se il Gioacchino Calabrò fosse o meno titolare o usuario di utenze cellulari.
Qui, appunto, ci si ricollega anche ad un'attività svolta dai Carabinieri, quando i Carabinieri se non sbaglio di Trapani, in occasione dell'arresto effettuato... Qui abbiamo anche un'annotazione, se... ecco, del 10 giugno 1996. Posso?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, dottore.
TESTE Zito: Qui richiamo l'annotazione del 10/06/1996 in cui, appunto, viene effettuata una analisi su un tabulato, sul tabulato di un cellulare, lo 0337-960386, intestato a tale Calabrò Giuseppe, via Leonardo da Vinci numero 3, Castellammare del Golfo, padre del Calabrò Gioacchino, oggetto della sua delega.
Quindi, ecco, a questo punto si operò un'attività di... Siamo arrivati al cellulare del Calabrò Gioacchino per una serie di accertamenti.
Il Nucleo Operativo dei Carabinieri di Trapani, infatti, nell'ambito di una attività investigativa fatta nel 1993, precisamente nel febbraio del 1993, quindi faceva un'attività investigativa su parecchi soggetti, tra cui attenzionava anche il Calabrò Gioacchino. E veniva appurato, in tale attività, che Calabrò Gioacchino utilizzava il cellulare 0337-960386.
E difatti, a comprova di questa affermazione fatta dai Carabinieri, in occasione dell'arresto avvenuto il 12 novembre del 1993, nel corso della perquisizione veniva infatti rinvenuto copia del contratto SIP dell'utenza cellulare di cui ho parlato prima e radio-mobile Nokia.
Quindi, veniva rinvenuto sia il contratto e sia il cellulare. Che è menzionato in antecedenza dai Carabinieri quale utilizzo da parte del Calabrò Gioacchino. Contraddistinto dal seriale 121201716, classe 4, serie 11.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Zito: L'analisi di questo tabulato, che pur essendo intestato al padre era in uso al figlio, mette in evidenza che l'8 maggio 1993 - quello che chiedeva appunto il Pubblico Ministero - noi rispondiamo dicendo che il cellulare del Calabrò Gioacchino è presente sotto il distretto 06, alle ore 8.17, e in tale circostanza... Se vuole posso anche eventualmente...
PRESIDENTE: Per cortesia, la data, oltre che l'ora.
TESTE Zito: Sì, se eventualmente posso anche mostrare il tabulato.
PRESIDENTE: Grazie, sì.
(voce fuori microfono)
TESTE Zito: Ecco qui.
PRESIDENTE: 8 maggio.
TESTE Zito: 8 maggio 1993, ore 07 (n.d.t. 8.07) il cellulare, gli scatti, e il ponte radio da cui agisce, che è il ponte radio 06.
AVV. Cianferoni: Scusi, Presidente, sono l'avvocato Cianferoni.
MI pare che quello, però, non sia un tabulato di quelli che si sono già visti, mi pare una nota della Polizia Giudiziaria.
PRESIDENTE: Possiamo vedere. Il documento che lei legge che cosa è, dottore?
TESTE Zito: Questo, in realtà, è una elaborazione. Ora sto vedendo di acquisire direttamente il tabulato... eccolo qui. E' risolto, è risolto, avvocato.
Per comodità avevo acquisito, preso l'annotazione, ma in tutti i modi avevo portato anche il cellulare, risolviamo immediatamente.
Ecco qui. Qui è più chiaro. Abbiamo l'8 maggio 1993, 8.07, il cellulare intestato a Calabrò Giuseppe, 0337-960386, chiama l'utenza fissa 0924-32411, scatti 25, ponte radio di riferimento 06, Roma. Chiama l'utenza fissa che risulta intestata a Calabrò Gino, via Circonvallazione, Castellammare del Golfo.
Ecco, questo era il dato che ci chiedeva, appunto, il Pubblico Ministero di riferire.
Poi non abbiamo riferito che effettivamente, dall'analisi, dalla consueta analisi che ormai è diventato un punto costante delle attività di indagine per fare queste verifiche incrociate, ritroviamo non solo il tabulato, il cellulare intestato, cioè in uso al Gioacchino Calabrò, come testimonia l'attività di Polizia Giudiziaria dell'Arma dei Carabinieri, e inoltre appuriamo la presenza 08/05/93 del cellulare intestato a Calabrò Giuseppe sul ponte radio 06.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Zito, ma sempre in relazione a questo spostamento, oltre che la persona di Calabrò Gioacchino, la delega mirava a verificare se un'altra persona poteva avere avuto un ruolo nel contesto di questo avvenimento, di questo spostamento?
TESTE Zito: Cioè, nell'ambito sempre dell'annotazione del 3 maggio 1996, poi, dopo aver appunto appurato la presenza del Ferro V. sul tabulato aereo, noi poi andiamo avanti...
PUBBLICO MINISTERO: No, io sto parlando... No, no, non sto parlando del tabulato aereo...
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: io sto parlando del viaggio del 7 di maggio che si svolge via terra. Lei ci sta parlando di un'automobile, non di un aeroplano.
TESTE Zito: No, no. Allora ritorniamo alla...
PUBBLICO MINISTERO: A quella del 7 di maggio, allo spostamento del 7 di maggio.
TESTE Zito: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, poi, ci ha detto che in data 8, stando a un certo tabulato, un certo cellulare...
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... si sarebbe situato su Roma e ci ha spiegato che il cellulare è intestato e quant'altro.
TESTE Zito: Certo, certo. Lei, nella nota, nella delega, mi scusi, chiedeva la presenza anche di fare accertamenti in relazione alla presenza di tale Pizzo Giorgio.
Noi rispondiamo nella nota dicendo che sulla lista di imbarco del volo aereo Palermo-Roma del giorno 8 maggio 1993 ritroviamo il nominativo Pizzo G. mister.
Lei ci chiedeva, appunto, di verificare eventualmente...
PRESIDENTE: Può dirci, per favore, l'ora di questo volo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ora ci arriviamo, Presidente. Volevo sapere come si chiama questo volo, quando partiva, quando è stato fatto il biglietto, quando è stato fatto il check-in; ora ci arriviamo sicuramente.
TESTE Zito: Ecco, in merito a questo...
PUBBLICO MINISTERO: L'orario di arrivo del volo...
TESTE Zito: Certo. In merito a questo volo, io posso dire questo: che l'arrivo è alle ore 8 circa a Fiumicino. In relazione, poi, ai dettagli particolari...
PUBBLICO MINISTERO: Perché, scusi dottor Zito, mi perdoni la franchezza, non le 8 circa. A me pare che si a le 7.55 esattamente.
TESTE Zito: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
TESTE Zito: Dico, va be', sa in una nota...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, mi consenta, l'accertamento di Polizia fatto su un aeroplano non può dare un dato approssimativo.
TESTE Zito: No, sì...
PUBBLICO MINISTERO: Gli aeroplani arrivano esattamente in quel minuto e non all'incirca verso.
TESTE Zito: No, no. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Magari, prima che partano non si sa quando arrivano, ma una volta arrivati si sa con esattezza quando sono arrivati.
TESTE Zito: Ma, dico, lei ha perfettamente ragione, ma in molti...
PUBBLICO MINISTERO: No, sennò sembrerebbe che il suo accertamento sia stato fatto così...
TESTE Zito: No, no, assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... con un colpo di telefono, dice: ma sarà arrivato? Dice: sì, più o meno verso l'8 è arrivato sicuramente.
TESTE Zito: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Zito: C'è tutte le note allegate. E' chiaro, nella nota riepilogativa degli accertamenti, invece di scrivere 7.55: 8 circa. Che poi, chiaramente, il dato obiettivo lo si ritrova negli allegati, ecco, per carità.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questo aereo abbiamo etto che è arrivato a Roma a questo orario e è un aereo partito?
TESTE Zito: Partito da Palermo, Palermo-Roma. Sulla lista d'imbarco... noi rinveniamo tale nominativo sulla lista d'imbarco volo aereo Palermo-Roma del giorno 8 maggio '93, con arrivo a Fiumicino alle 7.55.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata accertata anche la data del check-in, l'orario della partenza?
TESTE Zito: L'hanno fatto, però è negli allegati su cui dicevo, nei dettagli particolari, il mio ispettore Puggioni sicuramente sarà molto più - eventualmente se riterrà di sentirlo - sicuramente molto più preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome parliamo ultimamente, da alcuni minuti, e della persona di Calabrò Gioacchino e della persona di Pizzo Giorgio, io vorrei che lei illustrasse alla Corte se le sono state conferite deleghe, in che termini, e quale esito hanno avuto gli accertamenti conseguenti, circa situazioni comunque riconducibili allo stato di salute e del signor Calabrò e del signor Pizzo.
Non voglio spingermi più oltre nella domanda, perché non tenga nessun elemento di suggestione.
TESTE Zito: Sì, sì. Lei ha conferito delle deleghe sui problemi di salute di Calabrò Gioacchino e poi un'altra delega, per esempio in riferimento ad un incidente stradale del 1992, e poi Pizzo Giorgio per una correzione di miopia.
Ecco, su Pizzo Giorgio io non entro ora nei dettagli, però in relazione a determinate attività ed esiti, per quanto attiene Pizzo Giorgio, abbiamo appurato con accertamenti mirati giù a Palermo, abbiamo anche acquisito la certificazione medica da cui si evince che effettivamente fu, il Pizzo Giorgio, operato per una correzione della miopia.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda come fu possibile identificare, o per meglio dire risalire al chirurgo che aveva effettuato l'intervento? Perché i chirurghi che praticano questo tipo di interventi, oculisti chirurghi, se ne trovano diversi. Se se lo ricorda bene, tanto varrebbe introdurre subito l'elemento davanti alla Corte, altrimenti ce lo faremo chiarire dal personale...
TESTE Zito: Ma guardi, non vorrei sbagliare, ma ricordo tramite l'analisi, nuovamente, dei tabulati, se non sbaglio.
PUBBLICO MINISTERO: Chi è il personale?
TESTE Zito: Puggioni, Puggioni.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre l'ispettore Puggioni.
TESTE Zito: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: (voci sovrapposte)
TESTE Zito: (voci sovrapposte)
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Zito: Si individuò il chirurgo e difatti, poi, riuscimmo... cioè riuscimmo, fu sentito anche a verbale da noi, e fu acquisita la documentazione medica che in maniera inoppugnabile dimostrava che il Pizzo Giorgio aveva effettivamente subito un intervento chirurgico di riduzione della miopia.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se questo intervento è stato praticato a Pizzo nell'anno x piuttosto che nell'anno y?
TESTE Zito: Il 12 giugno 1994.
PUBBLICO MINISTERO: E per quanto riguarda lo stato di salute, o problemi comunque legati allo stato di salute di Calabrò Gioacchino, può sintetizzare il tipo di delega e il risultato dell'accertamento?
TESTE Zito: Ma, se non ricordo male, la delega riguardava dei problemi di salute, cioè per degli accertamenti in relazione a dei ricoveri od altro che il Calabrò Gioacchino, se non sbaglio, negli ospedali di Pisa o in altro ospedale della Toscana, o ricoveri; non ricordo se accertamenti di carattere sanitario a Pisa oppure in altre strutture sanitarie.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato accertato qualcosa di positivo su questo punto?
TESTE Zito: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Zito: Gli accertamenti sono stati fatti in maniera molto ampia, ma non è stato possibile accertare nulla di positivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il presupposto era costituito da quale asserita patologia riferibile al signor Calabrò?
TESTE Zito: Mah, mi pare dovuto, se non sbaglio, dovuto a un incidente stradale. Non ricordo. Delle situazioni negative che riguardavano la sua salute a seguito di un incidente stradale.
PUBBLICO MINISTERO: E' stato ricostruito qualche cosa circa la verità storica di questo incidente stradale, oppure non è stato acquisito nulla, almeno sotto questo profilo, per quello che ricorda lei oggi?
TESTE Zito: Ora, su questo aspetto non ricordo. io ricordo soltanto che l'esito delle attività, che fu ampio, per verificare o meno se ci fossero dei riscontri positivi, ha dato...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo in termini di...
*TESTE Zito: Sì, sul secondo punto, ecco, non ricordo con precisione. Quindi preferisco non dare una risposta inesatta.
PRESIDENTE: Posto che sono le ore 14 converrà sospendere e riprendere martedì?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Presidente. Io stavo per fare la stessa proposta.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel senso che il dottor Zito dovrebbe rispondere ancora ad alcune domande, non molte per la verità. Potrei anche finire di porle ora, però se il Presidente già si orientava a sospendere fino al martedì, io sono più sicuro che, ponendo le ultime domande, posso anche evitare il rischio di averne persa qualcuna per la strada.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
PRESIDENTE: Volevo sapere se dai difensori se lo sciopero di lunedì è confermato.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Allora riprendiamo martedì 11, se non mi sbaglio, alle ore 9. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Chiedo scusa, Presidente, avvocato Florio.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Florio: Per esigenze, diciamo così, di difesa, al di là ovviamente delle domande che verranno poste martedì in sede di esame, sarebbe utile quanto meno per questa difesa e penso di poter parlare a nome di tutti i difensori, avere i verbali di ieri e anche di oggi per lunedì mattina.
PRESIDENTE: Io penso...
AVVOCATO Florio: Ce la facciamo?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Si faccia vedere, per favore.
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
Io ho già detto di no, perché c'è troppi numeri da riscontrare e vanno ricontrollati per bene.
PRESIDENTE: Con la riserva di dover correggere eventuali numeri, avvocato, queste sono le condizioni.
TECNICO REGISTRAZ.: (voce fuori microfono)
Bisogna fare un poco...
AVVOCATO Florio: Sì, mi rendo conto delle difficoltà oggettive...
PRESIDENTE: No, le difficoltà sono costituite dalla necessità di essere certi di avere la trascrizione di numeri esatti. Se voi vi accontentate di avere quello che si può avere con la possibilità della correzione eventuale per martedì - va bene la correzione per martedì - martedì mattina, prima dell'udienza, eventualmente vi porterà l'edizione definitiva in modo che se per caso ci fosse qualche cosa che non torna, avete la possibilità di rendervene conto subito.
AVVOCATO Florio: Grazie, Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Chiedo scusa, una postilla a questa considerazione, giusto per dare un metodo, che poi fa comodo anche al Pubblico Ministero.
Allora, secondo le disposizioni che lei ha dato, Presidente, dovrebbe succedere che?
PRESIDENTE: Che al più tardi lunedì mattina c'è la versione un po' abborracciata, nel senso che non garantisce l'autenticità dei numeri, che invece poi per martedì, questa stessa edizione, viene ripetuta ma con la sicurezza che i numeri dovrebbero essere quelli appena dichiarati al microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Franchezza per franchezza, Presidente, può darsi che il dottor Nicolosi e io o i difensori ci accorgiamo che un numero è sbagliato oppure no, diversamente non so chi è...
PRESIDENTE: Come faccia a correggere, ma probabilmente...
PUBBLICO MINISTERO: ... di chi trascrive che possa sapere se quel numero...
PRESIDENTE: ... ascoltando e riascoltando...
PUBBLICO MINISTERO: Gli unici siamo noi che glielo possiamo dire se ha trascritto male.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, ma può darsi...
PUBBLICO MINISTERO: E il dottor Zito meglio di tutti gli altri.
PRESIDENTE: La faccenda è che si può correggere riascoltando con calma i numeri, in modo da sentire la scansione...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
PRESIDENTE: ... se è esatta. D'altra parte è uno sforzo che io ho chiesto per venire incontro alla esigenza che mi era stata prospettata. Se poi la realtà è che invece i numeri non corrisponderanno lo stesso, faremo...
PUBBLICO MINISTERO: Se il Presidente mi autorizza...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non me personalmente, il Pubblico Ministero. Se i difensori sono in disaccordo, noi potremmo, a condizione che questo elaborato di prima stesura ci sia messo a disposizione a un'ora ragionevole della mattina di lunedì, potremmo impegnarci a segnalare quelli che secondo noi, anche sulla base della documentazione che abbiamo...
PRESIDENTE: Sono errati.
PUBBLICO MINISTERO: ... potrebbero essere degli errori.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora diciamo: entro lunedì alle 10 bisogna che lei ci porti tutto questo materiale. Va bene? Arrivederci.