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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/971028.txt


PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella, è presente?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
No, rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, Di Paola, Falciani, che è presente? Sì, grazie.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Florio.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi. E' presente l'avvocato...
AVVOCATO Batacchi: Sono presente, sì.
PRESIDENTE: Entrambi, vero?
AVVOCATO Batacchi: Sì.
PRESIDENTE: Di Natale Emanuele: libero, contumace. Avvocato Civita Di Russo, Gentile, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: libero rinunciante. Avvocato Pietro Miniati Paoli, sostituito dall'avvocato Cosmai.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. E' presente l'avvocato Gennai.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, avvocato Florio, che è presente.
Giuliano Francesco.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi...
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio, in sostituzione dell'avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Grazie.
Graviano Filippo. Rinunciante.
Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente. Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà. E' presente l'avvocato Florio.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituiti dall'avvocato Florio.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Florio.
Pizzo Giorgio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
PRESIDENTE: Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Spatuzza Gaspare. Spatuzza è presente?
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio in sostituzione.
PRESIDENTE: Tutino Vittorio?
Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato... cioè, c'è l'avvocato Gramigni.
AVVOCATO Florio: Presidente, chiedo scusa. Sono l'avvocato Florio.
Prima che si inizi, diciamo così, l'udienza vera e propria, avrei una istanza, ma brevissima.
Ed è questa: siccome vi è disposizione agli ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria di fare interloquire e colloquiare i difensori soltanto con le persone nominate di fiducia, cioè, per esempio...
PRESIDENTE: Anche quelli che, provvisoriamente, sostituiscono per assenza del difensore di fiducia, hanno diritto di colloquiare.
AVVOCATO Florio: Ecco. Appunto, vorrei... siccome purtroppo mi hanno chiesto di essere autorizzato dalla Corte, in tal senso, volevo che la Corte...
PRESIDENTE: Ma è naturale è autorizzato.
Ma tutte queste cose, non vedo, non capisco cosa c'entri il servizio di tutela nei confronti dei difensori. Non ha niente a che fare.
A meno che non si mettano a passargli cose, armi, o esplosivi, non lo so.
AVVOCATO Florio: Ne dubito.
PRESIDENTE: Penso anch'io.
Bene, allora questo è superato?
Allora, possiamo dire, siamo in collegamento, o no?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Noi ci siamo, ma noi vorremmo sapere anche se siamo collegati... Siamo collegati...
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ho capito. Ma c'è qualcuno dall'altra parte?
VOCE: Bisognerebbe rifare il collegamento, per favore, Presidente.
PRESIDENTE: E come si fa a rifare il collegamento? Io non sono un tecnico. Cosa è successo?
VOCE: Qui non vediamo più l'immagine. Sentiamo solamente, ma non vediamo le immagini.
PRESIDENTE: O perdinci!
VOCE: Prova, prova... Mi senti?
PRESIDENTE: Noi sentiamo. Lei sente?
VOCE: Sì. Va bene per noi?
PRESIDENTE: Ci vedete, anche?
VOCE: No, vedere no. Non vediamo, eh.
Noi sentiamo benissimo, però l'immagine non ci arriva nulla, da voi.
PRESIDENTE: Ma già che ci sentiamo, ci può dire, per favore, se l'esaminando Monticciolo è presente?
VOCE: Sì, è presente.
PRESIDENTE: Il difensore è qui in aula?
AVVOCATO Batacchi: Il difensore, sì.
PRESIDENTE: Avvocato Batacchi. Benissimo.
VOCE: No, è assente il difensore.
PRESIDENTE: No, no, è qui. In aula, qui, il che è sufficiente.
VOCE: Che ha detto?
PRESIDENTE: Il difensore, avvocato Batacchi, è in quest'aula dove siamo noi. Pertanto, le esigenze minime, almeno quelle processuali, ci sono.
Ora ci manca questa esigenza tecnica della visione.
Per noi va bene. Ora dovreste vedere anche voi.
VOCE: In questo momento giunge anche la vostra immagine.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, per cortesia, chi assiste processualmente chi è?
Mi sente?
VOCE: Mi scusi, Presidente, non abbiamo... Può ripetere, per favore?
PRESIDENTE: Vorrei sapere chi è che assistere processualmente l'esaminato.
VOCE: Adesso le mando l'inquadratura dell'assistente, eh.
PRESIDENTE: Grazie.
Possiamo parlare con questo assistente?
BRIGAD. Giuliacci: Buongiorno, Presidente.
Sono del Servizio di Protezione, brigadiere Giuliacci.
PRESIDENTE: Benissimo. Si vuole mettere a sedere, per favore?
Ci dovrebbe dire se lei è lo stesso pubblico ufficiale che ha assistito all'altra... alla precedente teleconferenza.
Mi ha sentito? Addio. Qui l'affare è piuttosto noioso.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Be', aspettiamo qualche minuto. Poi, eventualmente, sospendiamo.
Pronto?
BRIGAD. Giuliacci: Sì, vi sentiamo.
PRESIDENTE: Oh,... vediamo se riusciamo a partire.
Ci vuol dire, per favore, se lei è lo stesso pubblico ufficiale che ha assistito il Monticciolo nella teleconferenza precedente?
BRIGAD. Giuliacci: No, no.
PRESIDENTE: Allora, ci vuol dire i suoi dati di nascita...
Nome, cognome, luogo, data di nascita e basta.
BRIGAD. Giuliacci: (incomprensibile)
PRESIDENTE: Cosa ha detto? Vuole ripetere, per favore?
BRIGAD. Giuliacci: Signor Presidente, vuole sapere il nome nostro?
PRESIDENTE: Il nome dell'assistente che deve fare le funzioni di garanzia. Di dirci che, chi risponde, è veramente Monticciolo Giuseppe, mi pare sia.
BRIGAD. Morina: Adesso si notifica.
Brigadiere Morina Carmelo...
PRESIDENTE: Parli più chiaro, per favore. Più lentamente.
BRIGAD. Morina: Sono il sovrintendente della Polizia di Stato, Morina Carmelo del Servizio Centrale di Protezione, Presidente.
PRESIDENTE: Dico, ci dica dov'è nato e quando.
BRIGAD. Morina: Nato il 21/11/56.
PRESIDENTE: Dove?
BRIGAD. Morina: 21/11/56.
PRESIDENTE: Dove? In quale paese?
BRIGAD. Morina: Quartiere ... Messina.
PRESIDENTE: Ci vuole dare gli estremi di un documento di identità, per favore? Del suo documento di identità.
BRIGAD. Morina: Un attimo, eh.
Il numero del tesserino?
PRESIDENTE: Sì.
BRIGAD. Morina: Presidente?
PRESIDENTE: Sì.
BRIGAD. Morina: Il numero del tesserino.
PRESIDENTE: Bene.
BRIGAD. Morina: 17049.
PRESIDENTE: Di quale Ministero?
BRIGAD. Morina: Ministero dell'Interno.
PRESIDENTE: Grazie.
Allora, vuole, per cortesia, fare accomodare il Monticciolo?
BRIGAD. Morina: Subito, va bene.
Va bene lì?
PRESIDENTE: No, noi non lo dobbiamo vedere.
Quindi, si presenti di spalle, perché sennò è inutile tutta questa storia.
BRIGAD. Giuliacci: Un attimo solamente che lo facciamo entrare in aula, eh.
PRESIDENTE: Va bene.
Signorina, ma se ne sono accorti che si è spento tutto?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Se se ne sono accorti là dentro che si è spento tutto.
Allora, ora vi rivediamo. Siete pronti?
BRIGAD. Morina: Sì, noi siamo pronti.
PRESIDENTE: Ma non lo vediamo. Né lei, né la schiena di Monticciolo.
BRIGAD. Giuliacci: Un attimo solamente, eh.
BRIGAD. Morina: Siamo pronti.
PRESIDENTE: Bene. Monticciolo, è presente?
*INDAG. Monticciolo: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Vuole ripetere il suo nome, cognome, solo e basta?
BRIGAD. Morina: Sì. Sono il sovrintendente della Polizia di Stato Morina Carmelo, del Servizio Centrale di Protezione.
PRESIDENTE: Ma è quello che ci ha dato già il documento.
BRIGAD. Morina: Esatto.
PRESIDENTE: Allora parliamo con Monticciolo.
Ho chiesto a Monticciolo se ci vuol far sentire la sua voce dicendoci il suo nome e cognome.
INDAG. Monticciolo: Buongiorno, signor Presidente. Sono Monticciolo Giuseppe.
PRESIDENTE: Benissimo.
Allora, riprendiamo quella che era iniziata otto o più giorni fa. Va bene?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PRESIDENTE: Risponda alle domande del P.M., va bene?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PRESIDENTE: E speriamo che vada bene.
PUBBLICO MINISTERO: Monticciolo, mi sente?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Innanzitutto, come sta? Si è ripreso dalla...
INDAG. Monticciolo: Bene, non c'è male.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
INDAG. Monticciolo: Bene, non c'è male.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, dalla volta scorsa in cui abbiamo dovuto interrompere l'esame, ad oggi, lei poi ha avuto modo di rispondere ad altri esami in videoconferenza?
INDAG. Monticciolo: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi sta riprendendo oggi, diciamo, a rispondere.
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha presente quello che già abbiamo... Diciamo, alle domande a cui ha già risposto nella prima parte di questo esame?
INDAG. Monticciolo: Sì, mi ricordo molto bene.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, Monticciolo, io ho bisogno, rispetto a quello che lei ha già detto, di chiederle qualche precisazione.
Lei, la volta scorsa, ha parlato di aver riposto l'esplosivo dentro un certo fusto in una villetta che le era stata indicata da Giovanni Brusca.
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda di chi era questa villetta?
INDAG. Monticciolo: Era di un parente di Benedetto Capizzi, ma non ricordo il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, sapeva che era di questo parente, di questo Benedetto Capizzi. poi, magari, su questa persona, ci tornerò più avanti.
Ulteriore precisazione: in relazione a questo attentato, che doveva compiersi ai danni di Contorno, Brusca le disse qualcosa di più specifico?
Le disse chi doveva operare, chi se ne doveva occupare?
INDAG. Monticciolo: No, di preciso non mi disse niente. Mi disse soltanto di portare l'esplosivo lì, che poi se ne sarebbe occupato Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io, per l'appunto, volevo saper questo.
Quindi, Brusca le fece il riferimento a Bagarella come la persona che doveva occuparsi di questo attentato?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima, ecco, che l'attentato fosse, diciamo più o meno, portato a compimento, Brusca le dette qualche altra indicazione?
INDAG. Monticciolo: No, no, mi sembra di no.
PUBBLICO MINISTERO: Le sembra di no.
Senta, vuole spiegare qui, alla Corte, come e quando lei ha saputo poi, diciamo, a cose fatte, che in un certo giorno era stato trovato dell'esplosivo a Roma, e se ne parlaste con Brusca? Se commentaste questo fatto insieme a lui?
INDAG. Monticciolo: Sì, il commento che c'è stato del Brusca, dice: 'vedi, quando...'. Brusca parlava per Bagarella.
Dice: 'se ne sbriga lui, se ne sbriga lui. Invece, se ci andavamo noi, forse con due revolverate finivamo prima ancora, al posto di fare questo casino.'
Cioè, sommariamente disse così, il Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci furono anche... Cioè, in occasione di questi discorsi fra lei e Brusca, ci vuole specificare un po' meglio da che cosa erano nati? Non lo so, avevate avuto notizie stampa, stavate commentando le immagini alla televisione.
Ecco, ci vuol dire qualcosa di più preciso?
INDAG. Monticciolo: Sì, cioè, io mi ricordo delle notizie stampa. Cioè, dalla televisione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda che tipo di notizie aveva dato la televisione, in quella occasione?
INDAG. Monticciolo: In quell'occasione la notizia in TV che fu si era trovato dell'esplosivo nei dintorni di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il commento, il Brusca - lei ci ha riferito - fu: 'vedi che...', insomma, se se ne fosse occupato direttamente lui, le cose sarebbero andate meglio.
Ma ci furono anche, come dire, dei commenti negativi all'operato di Bagarella? Disse qualcosa in più Brusca, rispetto a quello che lei ci ha appena detto?
INDAG. Monticciolo: Ora, mi scusi signor Pubblico Ministero, non è che io... Cioè, cerco di ricordarmi. Ora, siccome sono passati un pochettino di anni...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
INDAG. Monticciolo: Tra l'altro io non è che tratto soltanto questo processo. Cioè, scendere anche nei particolari, nei dettagli, magari ci può esser qualche cosa che mi sfugge.
Però, all'epoca, ho rilasciato delle dichiarazioni su cui mi ricordavo tutto e ho fatto scrivere tutto e sono stati...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ora, magari poi dopo, se è opportuno, le leggerò magari le sue precedenti dichiarazioni.
Senta, a me interessava sapere una cosa: in questo contesto, o comunque in genere, Brusca e comunque voi, lei e le altre persone che lo conoscevate, se lo conoscevate, come chiamavate Bagarella, col suo nome, oppure veniva chiamato anche, non lo so, con qualche...
INDAG. Monticciolo: No, veniva chiamato in due nomi, veramente.
Prima, ora non riesco io a stabilire prima o dopo. Comunque lui era chiamato con questi due nomi. Ci fu un periodo che si faceva chiamare zio Franco; ci fu un periodo che si chiamare zio Vito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però lei dice non sa distinguere i periodi.
INDAG. Monticciolo: Adesso non riesco a collegare se è stato prima, che si faceva chiamare zio Franco e poi zio Vito; o viceversa.
PUBBLICO MINISTERO: Va benissimo.
Senta, in relazione a questa vicenda, diciamo, di Contorno, lei ha saputo qualcosa di più, di ulteriore, rispetto a quello che lei ci ha detto?
INDAG. Monticciolo: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Senta, si ricorda lei da che periodo, da che epoca, ovviamente in maniera orientativa, lei era, per così dire, vicino a Giovanni Brusca?
INDAG. Monticciolo: Il periodo in cui io sono stato vicino a Giovanni Brusca, l'ho detto, è stato dal novanta... fine '92, fino ad arrivare al, fino al giorno del mio arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi...
INDAG. Monticciolo: Anno più, anno meno, siamo lì. Due o tre anni.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Quindi lei è stato vicino anche nel maggio, diciamo, del '93. Era persona, insomma... Lei era persona che frequentava Brusca.
Lei, in relazione al presentatore, al giornalista Maurizio Costanzo, ha avuto modo di apprendere qualcosa da Brusca, da Bagarella, o dalle altre persone con cui lei era in contatto?
INDAG. Monticciolo: Sì, io ho avuto modo di apprendere solo alcune frasi, dette così dal Bagarella. Che diceva che questo Maurizio Costanzo... Cioè, il Bagarella parlava male di Costanzo, perché diceva: 'perché non si guarda...'
Visto che certe volte in televisione il Maurizio Costanzo parlava male della mafia, allora Bagarella disse questa frase così, dice: 'perché non si guarda lui, prima di fare la morale agli altri?'
Comunque, dicendogli anche delle parolacce che non mi sembra neanche giusto ripeterle in aula.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei era presente a questi, diciamo, giudizi espressi dal Bagarella nei confronti di Costanzo?
INDAG. Monticciolo: Mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, commenti dello stesso tipo di quelli che ha riferiti a Bagarella, li aveva fatti anche Giovanni Brusca?
INDAG. Monticciolo: Infatti li facevano assieme; sia uno, che l'altro.
Dipende, o uno di più, o uno di meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, dato che siamo a... Lei ha fatto cenno all'origine, diciamo, dei suoi rapporti con Giovanni Brusca e ci ha anche detto che questi rapporti iniziano a fine '92, vuole spiegare qui alla Corte di Assise di Firenze com'è che sono anti e sono poi diventati più stretti i rapporti tra lei e Giovanni Brusca?
INDAG. Monticciolo: Dandogli una semplice tinta di... Cioè, intanto il paese dove abitavamo tutti noi era piccolo e ci si conosceva tutti.
Cioè, Giovanni Brusca, io non è che l'ho conosciuto... Cioè, in quel periodo è che sono stato avvicinato, ma lo conoscevo già anche da prima, da piccolo.
Come da piccolo conoscevo anche Vincenzo Brusca.
Solo, diciamo così, come conoscenti. Perché in un paese ci si conosce tutti.
Poi, sono stato più avvicinato a loro quando... Ora, non mi ricordo bene, ma un 5-6 mesi prima che Enzo Brusca si buttasse latitante, che dice che aspettava un mandato di cattura, io fui contattato per dargli... farlo venire, farlo restare nella mia villa di campagna in Contrada Giambascio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e senta, lei ha detto: 'io mi sono avvicinato a Giovanni Brusca.'
Le faccio una domanda diretta: lei, diciamo, è stato mai fatto uomo d'onore? E' stato, come si dice, battezzato, o che altro?
INDAG. Monticciolo: No, io, per come ho già detto in altre occasioni, cioè, non ho mai ricevuto, come si suol dire, la "pungiutina", la... essere battezzato. questo di qua, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come veniva presentato lei alle persone che, via via, conosceva attraverso Giovanni Brusca?
INDAG. Monticciolo: Gli ultimi tempi, cioè, a meno da quando c'ero io, le persone venivano presentate: 'questo è tizio, questo è caio, non ci sono problemi' - alla mia certa persona - 'è un ragazzo a posto.'
Cioè, sia a me con gli altri, sia gli altri viceversa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, diciamo, il suo avvicinamento a Giovanni Brusca, poi, come si è, come ha incominciato ad essere, per così dire, operativo concreto, ecco. In che cosa si è tradotto in fatti concreti, da parte sua, Monticciolo?
INDAG. Monticciolo: Niente. Visto che erano lì sotto, il fratello Enzo Brusca, mi diceva che non era niente vero. Perché loro avevano questi mandati di cattura da parte di Balduccio Di Maggio. Dice che non era niente vero, che Di Maggio li accusava di questi discorsi, che erano perseguiti e qua e là... cioè, a me diciamo, in un lato mi sentivo parlare, mi facevano un po' pena di queste situazioni, questi ragazzi perseguiti qua e là.
Poi da cosa nasce cosa, la prima volta magari li ho accompagnati a dare fuoco a qualche macchina, poi dalle macchine abbiamo passato alle estorsioni, dalle estorsioni agli omicidi e poi di conseguenza....
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha commesso degli omicidi insieme a Brusca...
INDAG. Monticciolo: Sia insieme a Enzo Brusca che a Giovanni Brusca e a tanti altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con Bagarella ci può spiegare quand'è che lei lo conosce, quand'è che viene incontrato...?
INDAG. Monticciolo: A Bagarella lo conosco pure in quel periodo che venne lì, che ospitai nella mia villa a Enzo Brusca; poi venne il fratello e poi di conseguenza un giorno venne Giovanni Brusca assieme a Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Le venne presentato col suo nome Bagarella...?
INDAG. Monticciolo: Mi sembra che non mi venne presentato. Eran lì, io arrivai, salutai 'buongiorno'.
Poi è stato di conseguenza Enzo Brusca che mi disse chi era quella persona e chi non era.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta e con Bagarella lei ha commesso qualche omicidio?
INDAG. Monticciolo: Mi sembra che con Bagarella..., sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire quale?
INDAG. Monticciolo: Praticamente quando mi ha chiamato sia gli omicidi di Corleone e per un altro omicidio di un certo... di uno che si faceva chiamare 'dottore', che non ricordo il nome, che era di Canicattì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, gli omicidi di Corleone... si ricorda i nomi delle vittime?
INDAG. Monticciolo: No, i nomi delle vittime non me li ricordo perché non li conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire: poteva averlo appreso successivamente, come si chiamavano queste persone uccise?
INDAG. Monticciolo: Sul giornale li ho appresi, però sa, non è che ricordo ora... un nome si può dimenticare anche molto facilmente di uno che... Poi, sa com'è in Cosa Nostra dottore?, Cioè le cose si fanno e si dimenticano.
PUBBLICO MINISTERO: Si fanno e si dimenticano.
Senta, allora tanto per...
INDAG. Monticciolo: Se non sbaglio, se non sbaglio mi sembra - mi sembra, non sono sicuro - un certo Giammona si chiamava questo di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Sa anche le motivazioni di questo omicidio?
INDAG. Monticciolo: Le motivazioni dice che erano che c'era il figlio di Totò Riina si sentiva osservato, cioè pedinato da questo Giammona.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo era un omicidio preventivo, per come glielo raccontarono. O meglio, per come le dissero qual era il movente di questo omicidio.
Senta, e in questo omicidio aveva partecipato qualche altra persona tra lei e Bagarella?
INDAG. Monticciolo: Stiamo parlando di quello di Corleone?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
INDAG. Monticciolo: Bagarella non partecipò materialmente; Bagarella in un appuntamento mi chiamò assieme a Brusca Giovanni e a Leonardo Vitale e ci disse che cosa dovevamo fare.
Poi, lì all'omicidio, a partecipare all'omicidio siamo stati io e Leonardo Vitale e Enzo Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in questo omicidio, Chiodo, Chiodo Vincenzo, la persona che lei ha detto era il titolare lì del terreno di Contrada Giambascio, aveva avuto un qualche ruolo?
INDAG. Monticciolo: Sì, perché lui ci batteva, cioè ci controllava la strada al rientro.
PUBBLICO MINISTERO: Il Chiodo. Eh, Monticciolo? Chiodo vi batteva la strada?
INDAG. Monticciolo: Il Chiodo, non ricordo bene se era in questo o nell'altro omicidio, perché poi cioè a Corleone sono stati uccisi anche altre due persone, tra cui una donna.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, magari lei non ricorda...
INDAG. Monticciolo: O magari faccio confusione io questo con l'altro. Però, io posso dire che lì, nel primo ci siamo andati io, Leonardo Vitale e Vincenzo Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
Senta, in rapporto a questa sua vicinanza ai fratelli Brusca, ecco, vuol dire qui alla Corte di Firenze se lei aveva avuto modo di accompagnare Brusca a delle riunioni e dove si tenevano queste riunioni?
INDAG. Monticciolo: Ho avuto modo di accompagnare il Brusca in diverse riunioni. Le riunioni si tenevano di conseguenza, dipende dai luoghi, più frequenti erano nella zona di Partinico, in casolare appartenente ai fratelli Vitale o sennò in una cantina sempre lì a Partinico, appartenente a, mi sembra, a zio Giovanni Bonomo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, in queste riunioni a Partinico, lei ha indicato questi due luoghi. Chi erano le persone che lei aveva conosciuto che insomma, partecipavano a queste riunioni?
INDAG. Monticciolo: Poi c'era un altro posto che era una villa di Giuseppe Lo Bianco, sempre a Partinico.
Le riunioni erano diverse, cioè le persone erano sempre diverse di volta in volta.
Nelle mie dichiarazioni ho nominato quasi tutte le persone che conoscevo, ma ce n'erano anche altre che non conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
INDAG. Monticciolo: Di nome, come si chiamavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda qualcuna delle persone che lei aveva conosciuto in occasione di queste riunioni a Partinico?
INDAG. Monticciolo: In queste riunioni di solito venivano questo Giovanni Bonomo e Giuseppe Ferro, Matteo Messina Denaro e questo Giuseppe Lo Bianco che era il proprietario della villa, i fratelli Vitale e poi ce n'erano altri che adesso non ricordo il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessa innanzitutto una ulteriore precisazione: il signor Bagarella partecipava a queste riunioni, si incontrava con queste persone lì a Partinico?
INDAG. Monticciolo: Di solito c'era sempre lui, per tenere questo tipo di riunioni c'era sempre il Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Monticciolo, ci spieghi una cosa: lei si limitava ad accompagnare Brusca e poi non partecipava a queste riunioni, oppure partecipava?
INDAG. Monticciolo: No, no. Non partecipavo alle riunioni perché loro di conseguenza andavano chiamando le persone di volta in volta, si chiudevano in una stanza e quando finivano di parlare, se ne chiamavano un altro e ricominciavano di nuovo. Parlavano sempre per i fatti loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, lei è in grado di dire qualcosa di più specifico sulla persona che lei ha indicato come Giuseppe Ferro?
INDAG. Monticciolo: Questo Giuseppe Ferro era un signore di Alcamo. Poi, più specifico... cioè, io non capisco che cosa intende dire lei.
PUBBLICO MINISTERO: Se ci dice se sapeva chi era, se aveva una qualche carica, se le venne detto, ecco. Lei ha detto...
(voci sovrapposte)
INDAG. Monticciolo: ... poi, di volta in volta, magari di qualche persona quando si domandava, venne detto che era il capomafia di Alcamo.
E certe volte veniva accompagnato dal figlio, aveva un figlio che era dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche il nome di questo figliolo?
INDAG. Monticciolo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
INDAG. Monticciolo: So che era dottore, era.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Monticciolo, ma con questo figlio di Giuseppe Ferro, lei ci ha mai parlato oppure le venne semplicemente detto che quella persona era il figlio di Giuseppe Ferro...?
INDAG. Monticciolo: Mi venne detto che quella persona era il figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non ci fu una presentazione diretta fra lei e questa persona, uno scambio di battute o altro?
INDAG. Monticciolo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e una precisazione anche sulla persona che lei ha chiamato Matteo Messina Denaro.
Ecco, quando l'ha conosciuto, le venne presentato, sapeva se aveva una qualche carica?
INDAG. Monticciolo: No, mi venne presentato normalmente, così, col nome di Matteo. Però, dopo i Brusca mi dissero chi era. Mi dissero che era quello che comandava lì, in quei paesi di Mazara del Vallo, quei paesi lì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci può dire, per quanto le risulta, per lo meno... siccome lei accompagnava Giovanni Brusca, con che cadenze avvenivano queste riunioni; cioè si vedevano una volta ogni tanto, una volta al mese, una volta la settimana?
INDAG. Monticciolo: Dipende. C'era quando si vedevano pure una volta al mese, c'era quando erano fatti con più frequenza e si vedevano una volta la settimana.
PUBBLICO MINISTERO: Ma nel periodo in cui lei accompagnava Brusca a queste riunioni, può dire sostanzialmente ogni quanto tempo avvenivano questi incontri?
INDAG. Monticciolo: Infatti, gliel'ho detto signor Pubblico Ministero. Cioè, c'è quando si vedevano una volta, succedeva che io li accompagnavo una volta al mese, o mi diceva di andare lì una volta al mese; perché era quasi sempre sommariamente, era sempre la villa di Giuseppe Lo Bianco quella più frequentata.
C'è quando invece, le riunioni avvenivano ogni settimana.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei quand'è, a partire da quale epoca incomincia a accompagnare Brusca a queste riunioni? Ecco, da subito, da quando lei mette a disposizione la villa, oppure passa un po' di tempo?
INDAG. Monticciolo: No, passa un po' di tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Provo a chiederle se è in grado di specificare quanto tempo passa, ecco...
INDAG. Monticciolo: Mi spiace, signor Pubblico Ministero, io per come ho detto in altri processi, mi ricordo che io tutto quello che ho fatto assieme ai Brusca e con altri, è stato in questo periodo, da fine '92 a arrivare al giorno del mio arresto; non riesco a collocare né date e né giorni e né niente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
INDAG. Monticciolo: Mi spiace.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei nel corso di queste riunioni, o comunque nel periodo in cui ha frequentato Brusca, ha accompagnato Brusca a queste riunioni, ha conosciuto per caso qualche persona che si chiamasse Graviano?
INDAG. Monticciolo: No, mi sembra di no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Una persona che si chiama Mangano l'ha mai conosciuta?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire, se se lo ricorda, anche il nome di battesimo di questa persona e se ci dice dove e quando l'ha conosciuta.
INDAG. Monticciolo: Si chiama Vittorio, infatti si faceva chiamare 'u' zio Vittorio'. L'ho conosciuto sempre lì, in questa villa di campagna del Giuseppe Lo Bianco in Contrada Partinico. Ed era pure uno che veniva spesso alle riunioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ma col cognome Mangano, conosce solo questa persona di nome Vittorio o ha conosciuto qualche altra persona?
INDAG. Monticciolo: Poi c'era un altro Mangano che non ricordo il nome, perché mi sembra che erano due: c'era questo zio Vittorio e poi un altro, che non ricordo il nome. Che veniva pure a certi appuntamenti.
Poi, infatti, questa persona fu arrestata e uscì un articolo sul giornale dove si diceva che quest'ultimo era diventato pure collaboratore, invece poi dopo giorni hanno detto che non era vero. Hanno smentito tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo Mangano, questo secondo Mangano di cui non si ricorda il nome, dove l'aveva conosciuto? In una di queste riunioni?
INDAG. Monticciolo: Sì, sempre in una di queste riunioni e sempre in questa villa di Partinico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa che ruolo, se aveva una qualche carica questo Mangano?
INDAG. Monticciolo: So, all'epoca mi disse Enzo Brusca che era pure un capomafia di un quartiere di Palermo, però non ricordo quale zona.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che cosa faceva nella vita questo Mangano, sa qualcosa di più preciso?
INDAG. Monticciolo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Monticciolo, lei quando l'abbiamo sentita il giorno 28 giugno del '96, di questa persona di nome Mangano, si ricordava qualcosina di più preciso, ecco, rispetto a quello che ci sta dicendo oggi. In particolare lei di questa persona ci ha indicato anche il nome dicendo che si chiamava Nino, Nino Mangano e che lei ha affermato in quell'interrogatorio:
"Partecipava a questi incontri" - quelli a cui lei ora ha fatto riferimento - "in qualità del responsabile del mandamento di Brancaccio".
INDAG. Monticciolo: Ecco, infatti io sto dicendo questo. Mi scusi, mi perdoni signor Pubblico Ministero. Non è che io sia un computer. Siccome qua gli anni passano, io non mi occupo... cioè, io quando parlo e sono chiamato nei processi, non è che mi vengono rivolte domande di una persona; io parlo di centinaia di persone.
Mi sembra anche naturale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma io non è che...
INDAG. Monticciolo: Magari io, cioè, possa dimenticare un nome o un piccolo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, infatti, io non gliene facevo una colpa. Semplicemente le stavo ricordando che lei aveva detto..., ho bisogno di capire se quello che ci ha detto il...
INDAG. Monticciolo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... il 28 giugno corrisponde...
INDAG. Monticciolo: In effetti, ora che lei mi dice "Nino", io mi ricordo sì, è vero si chiama Nino.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Io voglio...
INDAG. Monticciolo: Però, siccome io sono un essere umano, quindi una dimenticanza non è che... può succedere a tutti.
PRESIDENTE: Monticciolo, guardi il Pubblico Ministero non sta facendo il processo alla sua memoria. Sta cercando soltanto di sapere se quel che lei aveva detto, oggi lo può confermare.
INDAG. Monticciolo: Sì, sì. Sì, signor Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E che lei si ricordi, ha assistito a degli incontri tra questo signor Nino Mangano, Giuseppe Ferro e Brusca o Bagarella?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego? Non ho sentito la risposta. Abbia pazienza.
(voce fuori microfono) Ha detto sì.
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un attimo che controllo i miei appunti.
Senta, siccome lei ha fatto riferimento durante diciamo il periodo in cui è stato vicino a - capisco - a tutti e due i fratelli: sia Enzo Brusca che a Giovanni Brusca; ci vuol dire chi dei due fratelli era quello che comandava, da chi lei, o meglio ancora, da chi lei, o meglio,...da chi lei prendeva disposizioni?
INDAG. Monticciolo: Sì, io prendevo disposizioni da Giovanni Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sapeva qual era il ruolo di, che carica aveva Giovanni Brusca?
INDAG. Monticciolo: Infatti, quello che comandava lì era Giovanni Brusca, insieme a Bagarella. Però, San Giuseppe Jato, San... cioè tutti quei paesetti, io vedevo che l'ordine era... contava la parola di Brusca.
Tutti gli altri facevano quello che diceva lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei nell'inizio dell'esame della scorsa volta, ha fatto riferimento a un suo ruolo nella gestione, prima del sequestro e poi anche dell'uccisione del bambino, del piccolo Di Matteo.
Ecco, ci vuol dire in particolare se questo bambino era stato in qualche modo custodito lì nel bunker di Contrada Giambascio?
INDAG. Monticciolo: Nella casa di Vincenzo Chiodo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare un attimino, in particolare, dove veniva tenuto questo bambino?
INDAG. Monticciolo: Il bambino veniva tenuto in quella specie di botola che c'era fatta sotto la casa, che il pavimento si alzava e si chiudeva con un telecomando; dove che era adibita con una stanzetta, un bagnetto e una rete con un materasso dove c'era il bambino.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, era stato lei a dare indicazioni alla DIA per trovare questo vano nascosto sotto il pavimento?
INDAG. Monticciolo: Sì, sì. Infatti sono stato io proprio a indicarlo, andai proprio sul posto e indicarlo. Perché la DIA ci aveva provato a cercarlo, però ancora non lo trovava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei sempre nel primo esame che abbiamo fatto qui la volta scorsa quando lei si è sentito male, ha riferito anche di aver dato delle indicazioni alla DIA per la cattura dei latitanti.
Si ricorda chi erano queste persone che... su cui lei aveva dato...?
INDAG. Monticciolo: Biagio Montalbano e Bernando Buonmarito.
Poi, fra l'altro ho riferito, cioè ho dato anche delle indicazioni dov'è che si potesse anche nascondere Vincenzo e Giovanni Brusca. Alcune settimane prima della loro cattura.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, una ulteriore precisazione. Lei ha parlato del luogo dove aveva lasciato l'esplosivo su indicazione di Brusca, lei ha detto oggi la villa di un parente di Benedetto Capizzi.
Questa persona, Benedetto Capizzi, lei l'ha mai conosciuta e se sì, se ci può dire se sa se aveva una qualche carica?
INDAG. Monticciolo: Sì, l'ho conosciuta. Era pure un mafioso, dice che... in questo momento non mi ricordo dov'è che... Cioè, non è che lui era capomafia di qualche paese; però era una figura molto importante lì anche perché, fra l'altro, era un parente dei Brusca e quindi era già appoggiato da loro.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda diciamo, usiamo quest'espressione, la gestione dell'arsenale in Contrada Giambascio, lei aveva libero accesso a questo arsenale?
INDAG. Monticciolo: Sì, io sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi erano le altre persone che potevano, per così dire, accedere al bunker?
INDAG. Monticciolo: Le altre persone che potevano accedere al bunker erano: i fratelli Brusca - però in particolare Enzo, perché Giovanni non andava lì a scavare per entrare nel bunker - Enzo Brusca, io, Vincenzo Chiodo. Questi tre eravamo quelli che avevamo proprio la custodia del bunker.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei a parte che aveva la custodia, per prelevare del materiale dal bunker aveva bisogno di autorizzazione da parte di Brusca oppure poteva farlo liberamente?
INDAG. Monticciolo: Questo non glielo so dire perché io di solito quando prelevavo del materiale dal bunker, era sotto sempre una loro indicazione perché mi dicevano: 'prendi questo, posa questo'.
Quindi, io non è che andavo lì, così, appena mi svegliavo, volevo aprire il bunker con le armi eccetera, non ne avevo motivo, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, e una persona che si chiama Calvaruso, lei l'ha mai conosciuta?
INDAG. Monticciolo: Sì, faceva l'autista a Bagarella. Si chiama Tony Calvaruso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'aveva conosciuto in occasione di quelle riunioni, di quegli incontri a cui lei...?
INDAG. Monticciolo: Sì, ho conosciuto sempre lì, in quelle riunioni di Partinico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, ma poi vi conoscevate di persona oppure lei semplicemente sapeva chi era quell'altro e basta?
INDAG. Monticciolo: No, ci conoscevamo di persona perché ci incontravamo in queste riunioni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e lei di questo Calvaruso sapeva semplicemente che era la persona che accompagnava Bagarella o sapeva qualche altra cosa più specifica?
INDAG. Monticciolo: No, sapevo soltanto che era molto vicino a Bagarella e che lo accompagnava. Era uno che era vicino a Palermo e a Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Bene, Presidente, io con Monticciolo avrei concluso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Nessuna domanda.
Allora, possiamo dire che è terminata la teleconferenza.
Va bene, Monticciolo?
*INDAG. Monticciolo: Va bene. Buongiorno, signor Presidente.
PRESIDENTE: Buongiorno.
Ci sono domande, richieste?
L'udienza riprende domattina alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.