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Processo per la strage di Via dei Georgofili
I verbali del 1° dibattimento
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/971022.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Scusate il ritardo.
Vediamo i presenti.
Bagarella?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. C'è un abbaglio di luce...
AVVOCATO Pepi: Siamo due soli, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene. Avvocato Pepi in sostituzione.
Barranca Giuseppe.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Falciani...
AVVOCATO Falciani: Presente.
PRESIDENTE: ... presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi. Sostituito dall'avvocato Falciani?
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentile, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe. Avvocato Pietro... Ferro Giuseppe è libero, rinunciante.
AVV. Miniati Paoli: Miniati Paoli, presente.
PRESIDENTE: ... Miniati Paoli, presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai, sostituiti...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: C'è l'avvocato...
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Priola, Florio, Bennati. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Giuliano Francesco.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo. Rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente. Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, sostituito dall'avvocato Falciani.
Lo Nigro Cosimo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituiti dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato, avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio: rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi. Sostituiti dall'avvocato Falciani.
Scarano Massimo: libero, contumace. Avvocato Rocco, Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni che è presente.
Prima di dare la parola al Pubblico Ministero volevo leggere questa ordinanza della Corte.
"La Corte di Assise di Firenze, ritenuto che la richiesta di alcuni difensori degli imputati di sentire, come teste, il ministro degli Interni, il capo della Polizia, il comandante del ROS, il capo dei Servizi di Protezione e altri burocrati dello Stato;
Appare del tutto non pertinente l'oggetto del presente giudizio, non risultando alcuna connessione fra eventuale disfunzione degli apparati dello Stato diretti dai soggetti sopraindicati e il complesso delle imputazioni di cui si occupa questa Corte;
Ritenuto che la richiesta di riesame degli imputati ex 210 C.p.p. La Barbera Gioacchino e Di Maggio Baldassare può essere più opportunamente valutata all'esito dell'istruttoria dibattimentale, quando cioè la Corte avrà accolto tutto il complesso probatorio proposto dalle parti;
Ritenuto che la richiesta del P.M. di sentire nuovamente l'imputato Scarano Antonio su circostanze ricordate dal predetto, solo dopo la chiusura del suo esame, pare accoglibile sotto ogni aspetto;
Ritenuto che l'altra richiesta del P.M. di risentire due dei propri consulenti in ordine a circostanze emerse dall'esame dell'imputato Grigoli Salvatore, attinente l'oggetto delle consulenze ... già espletate, appare correttamente proposta e quindi accoglibili, trattandosi di richiedere ai consulenti del P.M. puri e semplici chiarimenti sulle conclusioni dagli stessi già raggiunte.
Per questi motivi, respinge la richiesta di alcuni difensori degli imputati di ammettere l'esame come testi il ministro degli Interni ed altri soggetti dirigenti di importanti servizi dello Stato sopra menzionati.
Rinvia all'esito dell'istruttoria dibattimentale ogni adesione in ordine al riesame degli imputati ex 210 Di Maggio e La Barbera; ammette il riesame dell'imputato Scarano Antonio e lo fissa per l'udienza del 30 ottobre 97 ore 09.00.
Ammette al riesame i consulenti del P.M., dottor Delogu e Vadalà. Riesame che fissa per l'udienza del 29/10/97 ore 09.00.
Dispone che la viedoconferenza per l'esame dell'imputato ex 210 C.p.p. Monticciolo Giuseppe sia ripresa per l'udienza del 28/10/97 ore 09.00."
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, dato che siamo in questa fase, diciamo, ordinamentale, lunedì avevo preannunciato che, dall'imputato di procedimento connesso Massimino, forse era in arrivo una qualche giustificazione.
In realtà, non abbiamo ricevuto nulla.
Quindi, diciamo, la sua assenza, essendo egli stato regolarmente citato, appare ingiustificata.
Quindi, solleciterei la Corte ad adottare i provvedimenti conseguenti.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, la Corte, il Presidente dispone l'accompagnamento a mezzo della Forza Pubblica dell'imputato ex 210, mi pare che tale sia, vero?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Massimino Alfio, per l'udienza di lunedì 27 - se non mi sbaglio - ottobre, ore 09.00.
Il Pubblico Ministero può dirci chi sentiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo introdurre il colonnello Ganzer.
PRESIDENTE: Si accomodi.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e la sua qualifica?
*TESTE COL. Ganzer: Giampaolo Ganzer, nato a Gemona del Friuli, Udine, 6 luglio 1949.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE COL. Ganzer: Residente in Roma, via Ponte Salario 25. Vicecomandante Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula, per favore?
TESTE COL. Ganzer: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda pure alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Colonnello Ganzer, buongiorno.
Lei si è già, per così dire, presentato dicendo che è vicecomandante del Raggruppamento Operativo Speciale.
Senta, lei aveva, rivestiva questa carica anche nell'anno 93?
TESTE COL. Ganzer: No, all'epoca comandavo il reparto eversione, sempre del ROS. In quella veste, inizialmente, per un periodo limitato mi occupai di alcune attività relative alle stragi, soprattutto ai primi episodi. In particolare a quello di via Fauro a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nell'anno '93, per l'appunto, il suo ufficio ha svolto attività di indagine relativamente ad una persona che si chiama Scarano Antonio?
TESTE COL. Ganzer: Una diversa articolazione del Raggruppamento, il Reparto Criminalità Organizzata, aveva condotto una attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica di Roma, il sostituto dottor Piro, se non ricordo male, che aveva come oggetto di indagine proprio lo Scarano Antonio in relazione ad una ipotesi di traffico di stupefacenti. Ed in particolare di hashish.
Quindi si trattava di una attività condotta da altra articolazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire chi erano gli ufficiali che si erano occupati della vicenda?
TESTE COL. Ganzer: Ricordo il capitano Fischione ed alcuni sottufficiali che poi passarono alle mie dipendenze nel marzo-aprile del 1994, allorché io stesso fui trasferito dal Reparto Eversione, al Reparto Investigativo che si occupava anche di contrasto al narcotraffico.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi diciamo, specificamente, all'epoca delle indagini su Scarano, per così dire, lei non si è occupato delle indagini relative.
TESTE COL. Ganzer: No. Mi occupai di una rivisitazione a posteriori.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ecco, ha anticipato una mia domanda. Nel senso che, per l'appunto, dirigendo lei la Divisione Eversione, essendosi occupato di fatti di strage, le stavo chiedendo se e quando, a partire da quando, per così dire, lei aveva compiuto questa rivisitazione della figura di Antonio Scarano.
TESTE COL. Ganzer: Mah, in qualche modo, ci fu un collegamento sostanzialmente intuitivo, immediato, almeno a livello di ipotesi, nel momento in cui emerse, dall'arresto in Roma del Di Natale, la possibilità di una implicazione di una cellula romana nelle stragi.
E in modo poi specifico, su delega espressa, tra l'altro, della stessa Procura della Repubblica di Firenze, il Raggruppamento fu incaricato di approfondire gli elementi investigativi già raccolti e quelli che, ovviamente, potevano ulteriormente essere acquisiti sulle figure dello Scarano Antonio e dello stesso di Natale.
Per cui, utilizzando in parte lo stesso personale che aveva condotto le indagini e che quindi aveva effettuato materialmente i servizi tecnici sullo Scarano; e, in parte, personale che si era occupato delle indagini sulle stragi e, in particolare, il capitano Cieri che era effettivo al Reparto Eversione, furono rianalizzati tutti gli elementi che oggettivamente erano emersi in questa attività preliminare in materia di narcotraffico; attività che, per la verità, si era concretizzata esclusivamente in una serie di intercettazioni telefoniche e di servizi di osservazione nella primavera-inizio estate del '93, ma che si era poi interrotta perché a fine luglio del 1993 non era stata prorogata l'autorizzazione alle intercettazioni telefoniche.
Quindi, da un lato, questi elementi vennero riletti, vennero analizzati anche alla luce delle indicazioni che erano contenute nella delega; dall'altro, proprio un ufficiale, il capitano Cieri che, tra l'altro, aveva una specifica esperienza siciliana per aver comandato una Compagnia in Mazara del Vallo, credo, e un sottufficiale che avevano condotto le indagini Scarano, ripeto, sulla ipotesi di narcotraffico, furono da me inviati in Sicilia per approfondire gli accertamenti sul soggetto, sui suoi collegamenti in un'ottica diversa a quella, rispetto a quella originaria.
E, quindi, in un'ottica di possibili collegamenti di natura associativa di matrice mafiosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, colonnello, lei, per l'appunto, ci ha fatto questa introduzione per spiegare il tipo di attività da lei svolta, per così dire, istituzionalmente e, diciamo, l'a priori di questa sua attività è costituita dall'attività di indagine che aveva fatto la Sezione comandata dal capitano Fischione.
Ora, per l'appunto, siccome quello e le acquisizioni di indagine direi fatte sul campo, ecco, la Corte ne è già a conoscenza. In quanto, per l'appunto, qui sono già venuti a rendere testimonianza il capitano Fischione e i sottufficiali a cui lei faceva riferimento.
Quindi, sostanzialmente, questa attività svolta da lei personalmente, a partire - capisco bene - dall'arresto di Di Natale, ecco, le chiedo: ci può dire qualcosa sulla persona che appunto lei ha citato? Sul Di Natale?
TESTE COL. Ganzer: Di Natale...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il nome di battesimo, colonnello? Mi scusi.
TESTE COL. Ganzer: Forse Emanuele, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE COL. Ganzer: ... è un soggetto che non è mai stato trattato da un punto di vista investigativo dal ROS.
Fu arrestato dall'Arma territoriale, ne venimmo a conoscenza a livello di collaborazione investigativa con la DIA e con, soprattutto ovviamente la Procura della Repubblica di Roma, all'epoca, che c'era una ipotesi di implicazione dello stesso. O meglio, di collaborazione dello stesso, in relazione alle stragi...
PUBBLICO MINISTERO: Dello stesso Di Natale?
TESTE COL. Ganzer: Di Natale.
E, non ricordo esattamente la data, che poteva esserci una implicazione di tale Scarano Antonio.
In quel momento, credo che, l'unica attività in assenza di una delega specifica e in assenza di elementi conoscitivi altrettanto specifici, sia stata quella di riesumare materialmente il fascicolo dell'indagine che era stata denominata "Spina" e che era rimasto congelato, potrei dire. Perché non si trattava di una chiusura vera e propria, proprio in quanto, nel luglio del 1993, a fine luglio, non erano state proseguite le attività per mancanza della proroga alle intercettazioni richieste sullo stesso Scarano.
Ecco, quindi, inizialmente c'era solo questo accostamento soggettivo: Scarano Antonio, oggetto di indagine quale persona sospettata di narcotraffico. Scarano Antonio che, in qualche modo, viene indicato come indagato, o comunque come soggetto che poteva essere implicato nelle stragi.
Ricordo anche che, in quella circostanza, approfondendo a livello informale con il capitano Fischione, con i sottufficiali che avevano operato, fui reso edotto che quella attività sullo Scarano era stata originata da uno spunto informativo confidenziale che sembrava attendibile e che stava producendo dei riscontri di tipo altrettanto credibili da un punto di vista dei collegamenti interpersonali, dei collegamenti soggettivi.
Ma che appunto, non producendo dei riscontri oggettivi in materia di stupefacenti, aveva avuto una... l'indagine aveva avuto una vita piuttosto limitata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa, diciamo, investitura, dapprima capisco in maniera informale e comunque a livello informativo tra il Reparto Operativo e il ROS, lei l'ha, per così dire, legata alla vicenda di Di Natale Emanuele.
Ricorda su per giù in che epoca siamo, nel momento in cui viene, per così dire, di nuovo fuori la figura di Scarano?
TESTE COL. Ganzer: Mi sembra sia all'inizio del millenovecento... Siamo nel '94, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, colonnello, lei ha dato un rifermento.
Era stato, lei ha detto era stato arrestato questo Di Natale.
TESTE COL. Ganzer: Sì, sì. Ecco, quindi non ricordo assolutamente, perché non abbiamo proceduto...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, la data è quella dell'arresto...
TESTE COL. Ganzer: Certo, dopo quell'arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aveva accennato anche ai motivi per cui questo signor Di Natale era stato arrestato.
TESTE COL. Ganzer: Era stato arrestato da un Comando di Compagnia Territoriale di Roma per una esecuzione pena per omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi per vicende che nulla avevano a che fare con le stragi, ecco.
TESTE COL. Ganzer: No. E neppure con la nostra indagine.
PUBBLICO MINISTERO: E neppure con le indagini.
Quindi vi fu questa, per così dire, la nuova veste investigativa con cui dovevate guardare allo Scarano, per quanto le constava all'epoca, scaturiva da queste indicazioni che provenivano da Di Natale.
TESTE COL. Ganzer: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
TESTE COL. Ganzer: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo?
TESTE COL. Ganzer: In qualche modo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, per l'appunto, lei ha fatto riferimento a questa attività di rivisitazione dell'indagine fatta nel '93 su Scarano.
Lei ha accennato all'origine di questa indagine. Mi riferisco a quella del '93.
TESTE COL. Ganzer: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A una fonte, o a uno spunto informativo.
Se lei ritiene di potere anche indicare la persona che aveva dato queste indicazioni confidenziali.
TESTE COL. Ganzer: Sì. Si tratta di un soggetto che, personalmente, non ho mai conosciuto. Ma di cui mi fu riferita inizialmente l'appartenenza ad una certa area geografica.
E, successivamente, solo nel momento in cui ritenemmo doveroso, proprio in relazione all'ipotesi di reato gravissimo, per cui lo Scarano ed altri erano oggetto di indagine, ritenemmo appunto doveroso esplicitare all'Autorità Giudiziaria quale fosse il nominativo, quali fossero le generalità della fonte.
Cosa che fece direttamente il personale che aveva il contatto con la fonte stessa. Che aveva indicato, che aveva fornito gli spunti iniziali su cui appunto era stata impostata l'attività investigativa.
Quindi, ricordo che mi fu indicato il nominativo di un certo De Masi. Non ricordo, invece, quale fosse il nome, ma so che...
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che era Francesco?
TESTE COL. Ganzer: Ritengo di sì. So che fu, in questi termini, fornito il nominativo alla Procura della Repubblica di Firenze.
E ritengo che lo stesso soggetto sia stato poi formalmente interrogato dalla stessa Procura.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, colonnello, questa rivisitazione che fece capo, per così dire, era coordinata da lei, a che risultati era pervenuta?
TESTE COL. Ganzer: Mah, innanzitutto ritengo ci siano due fasi.
Una prima fase, il ROS, unitamente alla Polizia di Stato e nell'ambito di un gruppo di lavoro istituito presso la DIA, concorse ad una elaborazione complessiva di una informativa su quelle che erano le risultanze investigative fornendo ovviamente anche questo materiale che era nella disponibilità del Raggruppamento.
Successivamente ricevette, il ROS, una delega formale da parte della Procura della Repubblica di Firenze, di approfondire, appunto, il contesto di relazioni soggettive ed associative che riguardavano lo Scarano ed il Di Natale.
Per quanto concerne lo Scarano, sia in area siciliana, che in area calabrese.
Quindi, dalla rilettura dei servizi e delle intercettazioni telefoniche, erano già emersi dei contatti significativi e anche delle frequentazioni in area trapanese dello Scarano stesso, sia nella primavera, sia nel luglio, credo, del 1993, con personaggi, alcuni dei quali, potevano ritenersi già qualificati dal punto di vista della contiguità, quantomeno a Cosa Nostra trapanese.
Altri aspetti erano quantomeno sospetti. O diciamo, erano quantomeno da approfondire, perché ricordo che, in alcune telefonate, sia dalla Sicilia, sia della fine del mese di luglio, veniva fatto riferimento, c'erano dei contatti diretti tra lo Scarano e dei sedicenti nipoti che, con ogni evidenza, nipoti non erano.
Perché ricordo che, ad esempio, davano telefonicamente del "lei" alla moglie di Scarano.
Questo aspetto era già apparso particolarmente anomalo, particolarmente sospetto nella fase delle indagini in materia di stupefacenti. Ma era rimasto un qualcosa di, così, di congelato e comunque di inspiegato.
Successivamente fu tentato un approfondimento anche su questo fronte.
E comunque, su questo fronte specifico, come ho anticipato, il capitano Cieri e il maresciallo Palmisano, furono incaricati di recarsi in Sicilia e di cercare di sviscerare, di approfondire questi collegamenti dello Scarano stesso nell'ambiente siciliano. In particolare nell'ambiente trapanese, donde era originaria la moglie. Ma che egli documentalmente frequentava.
Perché, appunto, durante le attività antidroga, durante le intercettazioni, era pacifica la sua frequentazione di Castelvetrano, la sua frequentazione, quindi, dell'area trapanese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi colonnello, capisco bene che gli accertamenti che poi vennero compiuti, al di là diciamo dei dati oggettivi che scaturivano, da quanto il ROS aveva potuto osservare nel corso dei servizi di intercettazione e di pedinamento, sui quali ci hanno già riferito, è stato poi un approfondimento di tipo, come dire, cartolare su quanto poteva emergere a carico di Scarano da indagini, per esempio, fatte in Sicilia?
TESTE COL. Ganzer: Sì, era una ricerca su base, anche se non essenzialmente documentale, quella che il capitano Cieri che era appunto un conoscitore d'area. Perché aveva comandato, sì, esattamente la Compagnia di Mazara del Vallo, avrebbe dovuto effettuare nei luoghi che risultavano essere stati raggiunti dallo Scarano, indagini durante, quindi del '93, e che comunque, a livello di comandi territoriali dell'Arma, potevano offrirle qualche spunto, o qualche contributo documentale sulla persona e sui suoi contatti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, queste informazioni le possiamo, per così dire, attingere direttamente dal capitano Cieri?
TESTE COL. Ganzer: Sì, il capitano Cieri ha materialmente effettuato queste ricerche.
E ricordo che, anche successivamente al suo rientro dalla Sicilia, poiché aveva incaricato vari comandi dell'Arma di proseguire questo approfondimento, che ricevette qualche altro atto dalla Sicilia, relativamente allo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può, posto, per l'appunto, che lei poi ha coordinato questa attività, può anticipare quali erano, qual era stato il risultato, per così dire, più evidente di queste indagini su cui ora sentiremo il capitano Cieri?
TESTE COL. Ganzer: Mah, secondo le valutazioni che, in quella fase, erano ovviamente in buona parte di tipo informativo ed in parte soltanto documentale, lo Scarano aveva degli stabili contatti con l'ambiente di Cosa Nostra trapanese riconducibile a quello che tutt'oggi è considerato il capomandamento Messina Denaro Francesco. Contatti che erano specifici in materia di traffico di stupefacenti.
Contatti che, comunque, potevano essere significativi, potevano essere qualificanti anche dal punto di vista associativo, dal punto di vista dei legami con Cosa Nostra trapanese.
Posto che, in quell'area, il narcotraffico è un po' il comune denominatore dell'associazione mafiosa Cosa Nostra; soprattutto nell'area di Mazara, nell'area di Castelvetrano, Trapani.
In particolare, poi, era emerso un collegamento con tale Garamella - se non ricordo male - che risultava l'intestatario dell'utenza relativa all'abitazione presso cui aveva dimorato lo Scarano. E anche su questo ritengo, anzi ricordo, se pur non nei dettagli, furono effettuati approfondimenti da parte del capitano Cieri.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, questi dati ce li potrà fornire il capitano.
Le chiedo, se lei è in grado di rispondermi, se vi erano, per così dire, delle proiezioni su Roma di questi contatti - lei ha citato Garamella - e se, nel contesto romano, poteste approfondire delle relazioni tra Garamella, Scarano e una persona che si chiama Massimino Alfio.
TESTE COL. Ganzer: Per la verità, a quanto io ricordi, il Massimino dovrebbe essere emerso in una distinta attività, condotta dall'Arma di Trapani, che chiese supporto alla Sezione Anti-Crimine - quindi sempre al ROS di Roma ma reparto ancora diverso; si tratta, in questo caso, del Servizio Interprovinciale di Roma - per la ricerca di un latitante, un certo Rallo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il nome di battesimo di questo Rallo?
TESTE COL. Ganzer: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Se glielo faccio io?
TESTE COL. Ganzer: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rallo Francesco?
TESTE COL. Ganzer: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che sia questa la persona?
TESTE COL. Ganzer: Comunque fu arrestato, credo, ancora nel 1993.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma.
TESTE COL. Ganzer: A Roma.
L'attività tecnica, quindi l'osservazione, le intercettazioni finalizzate alla ricerca furono condotte, appunto, dalla Sezione Anti-Crimine di Roma, ma su attivazione specifica dell'Arma di Trapani che aveva chiesto collaborazione.
Ecco, ricordo che era emerso questo collegamento. Non ricordo, perché francamente non me ne sono occupato, se questo collegamento, poi, fosse anche circolare con lo stesso Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, diciamo, questa relazione tra Rallo e Massimino o Garamella risultò, diciamo, nel contesto...
TESTE COL. Ganzer: Nel contesto di questa indagine, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Risultò dal contesto di questa indagine.
Per l'appunto, ricorda qualche dato più specifico, oppure lo possiamo chiedere poi a...
TESTE COL. Ganzer: No, non me ne sono ulteriormente occupato.
PUBBLICO MINISTERO: No, bene. Non se n'è...
Senta, colonnello, poi questa attività si è concretizzata? Lei ha detto che ha ricevuto deleghe da parte dell'Autorità di Firenze, da parte del nostro ufficio...
E per quanto riguarda rapporti, relazioni tra Scarano e ambienti della moglie di Scarano - che per l'appunto. lei lo ha accennato, ma glielo dico io, è originaria di Partanna - ecco, venne fatto qualche approfondimento specifico su quell'area?
TESTE COL. Ganzer: Sì. Sempre il capitano Cieri si recò sicuramente anche a Partanna. Effettuò ricerche documentali presso quel Comando dell'Arma.
A distanza di qualche tempo dal suo rientro, gli fu trasmessa, dall'Arma di Partanna, della documentazione che era stata rinvenuta e che faceva riferimento, o poteva far riferimento allo Scarano Antonio.
Ricordo si trattava di una lettera che fu trasmessa alla Procura della Repubblica di Firenze a seguito di quella che era l'informativa riepilogativa dei contatti accertati, o in qualche modo desumibili, dello Scarano in Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Quindi, diciamo, i dettagli di questa attività li possiamo chiedere direttamente...
TESTE COL. Ganzer: Senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: ... al capitano Cieri.
Bene, per quanto riguarda il colonnello Ganzer io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande?
AVVOCATO Pepi: Presidente, sì. Avvocato Pepi.
Colonnello, l'esame che le vorrei fare io - il controesame - non riguarda direttamente queste indagini che lei ha fatto, ma riguarda fatti più generali, se lei ovviamente ne è a conoscenza.
La premessa è questa: lei è in grado, conosce come funziona il Servizio di Protezione dei collaboratori di Giustizia?
TESTE COL. Ganzer: Sì, in linea generale so quali sono le norme regolamentari e legislative che ne disciplinano il funzionamento.
AVVOCATO Pepi: Sì. Allora, a questo punto, le faccio alcune domande specifiche, se lei è in grado di darmi risposta.
Lei sa se, dopo che i collaboratori di Giustizia sono stati ammessi al Servizio di Protezione, hanno la possibilità di vedersi e di incontrarsi?
TESTE COL. Ganzer: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, scusi.
A questa domanda, non me ne voglia il difensore, però devo oppormi perché mi sembra che questo tipo di domande siano, per così dire, in controtendenza all'ordinanza che la Corte ha appena letto, e quindi mi sembra di, come dire, che sia un metodo per aggirare l'ostacolo.
AVVOCATO Pepi: No...
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei capire la pertinenza, la rilevanza di una domanda del genere posta al colonnello Ganzer. L'avvocato...
PRESIDENTE: Io non ho detto nulla, perché dovrei continuare a dire: sono domande non pertinenti...
AVVOCATO Pepi: Ma e allora, Presidente...
PRESIDENTE: Se ne renda conto da solo.
AVVOCATO Pepi: Sì...
PRESIDENTE: Ho appena...
AVVOCATO Pepi: No, io allora mi rendo conto che in questo processo è inutile che io ci resti, perché se non si può...
PRESIDENTE: Avvocato, lei farà le sue valutazioni.
AVVOCATO Pepi: No, non si può nemmeno cercare di avere, di dimostrare la verità.
Io sto cercando di dimostrare, come tesi difensiva, che è probabile, che è possibile che una serie di collaboratori, fra loro, anche possano concordare determinate dichiarazioni che riguardano determinati imputati.
Mi sembra che, se questa domanda non è pertinente, allora si può veramente chiudere...
PRESIDENTE: No, avvocato, non le ho detto che non è pertinente la domanda che lei ora vorrebbe porre. Ma lei non ha posto questa domanda, ha chiesto al colonnello, che...
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: ... stiamo esaminando, se è a conoscenza di come funziona il Servizio.
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: E se, in particolare, sa che hanno la possibilità.
Io credo che il colonnello non abbia la possibilità di sapere se questo e quell'altro, in particolare, e in genere i nostri - come si chiama - imputati ex 210 hanno avuto la possibilità di contattarsi. Perché mi pare che non sia sua funzione quella di occuparsi di cose di questo genere.
AVVOCATO Pepi: Va be'.
PRESIDENTE: Mi pare.
AVVOCATO Pepi: Ma...
PRESIDENTE: Se, però, colonnello, lei è in grado di sapere che alcuni di questi collaboratori - e bisogna che lei mi faccia dei nomi precisi - hanno avuto la possibilità di concordare certe versioni che hanno portato qui al dibattimento, lei ha il diritto anche di rispondere. Ma mi deve dire i nomi, di queste persone, e come ha fatto a sapere queste cose.
TESTE COL. Ganzer: Mah, posso solo premettere che la norma per i collaboratori...
PRESIDENTE: No, ma la norma la conosciamo tutti, guardi.
TESTE COL. Ganzer: Ecco.
PRESIDENTE: Sulla norma è inutile...
TESTE COL. Ganzer: Per quanto è a mia conoscenza, anzi, per quanto mi riguarda non sono a conoscenza di situazioni quali rappresentate dal difensore; quindi non sono in grado di rispondere, in definitiva. Non ho alcun elemento di valutazione.
PRESIDENTE: Come vede, avvocato, io ho fatto la domanda nella forma che lei avrebbe dovuto fare. Credo di avere fatto la domanda che lei aveva, diciamo, allargato in questo senso.
La risposta c'è stata.
AVVOCATO Pepi: Va be'.
Allora, altre due domande o tre molto specifiche. Anche queste, ovviamente, se il colonnello lo sa.
Sa se al collaboratore di Giustizia Pennino sia stata data la somma di 2 miliardi?
TESTE COL. Ganzer: Non ho capito il nome, chiedo scusa.
AVVOCATO Pepi: Pennino.
PRESIDENTE: Pennino.
TESTE COL. Ganzer: Lo ignoro.
PRESIDENTE: Mi pare che si chiami Giacchino.
TESTE COL. Ganzer: Non è comunque un collaboratore in nessun modo affidato all'Arma dei Carabinieri.
AVVOCATO Pepi: Sa se a Romeo Pietro sia stata data la somma di 500 milioni?
TESTE COL. Ganzer: Stessa risposta, anche qui: non è un collaboratore, in ogni caso, affidato all'Arma.
AVVOCATO Pepi: Sa se all'imputato Giuliano Francesco fu offerta la somma di mezzo miliardo per pentirsi?
TESTE COL. Ganzer: Mi è sconosciuto il nome.
AVVOCATO Pepi: Lei sa se quando un soggetto dichiarante comincia a collaborare, come viene l'inserimento nel Servizio di Protezione? Viene immediato, oppure le dichiarazioni vengono prima corroborate da indagini se rispondano, quanto meno, a un po' di verità?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, abbia pazienza...
AVVOCATO Pepi: Per quello che sa lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo bisognerebbe chiederlo a chi fa le indagini, e a chi richiede...
AVVOCATO Pepi: Anche a chi avevo chiesto di venire qui, magari.
PUBBLICO MINISTERO: No, magari siccome le richieste provengono dagli uffici giudiziari, o mi fa togliere la toga e vengo a deporre, ma sennò, avvocato, non mi pare che comunque al colonnello Ganzer queste domande possano essere rivolte. Non so...
PRESIDENTE: Ma io, date le premesse, consentirei al difensore di porre la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
Presidente, io...
PRESIDENTE: Perché presumo che le risposte siano...
PUBBLICO MINISTERO: Non è che...
PRESIDENTE: ... ormai scontate.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Vuole rispondere, lei?
TESTE COL. Ganzer: Sì, volentieri. Io posso riferire su quella che è la procedura che, per quanto mi concerne, viene seguita.
La Polizia Giudiziaria non fa altro che adempiere ad una serie di richieste che vengono prima dall'Autorità Giudiziaria competente a valutare le propalazioni di un aspirante collaboratore, possiamo così definirlo, e successivamente ad effettuare dei riscontri, se c'è una delega in tal senso, a quelle che sono le dichiarazioni.
Il meccanismo, la proposta di Programma di Protezione, che tra l'altro ha subìto delle modifiche procedurali, perché prevede da qualche tempo anche un parere della Procura Nazionale Antimafia - per lo meno per le ipotesi di reato che afferiscono alla criminalità mafiosa e comunque ai reati di competenza delle Procure Distrettuali - quindi, dicevo, questo meccanismo di proposta di valutazione da parte della Commissione Centrale ex articolo 10 di sottoposizione o meno al Programma di Protezione, non vede in nessun modo coinvolta la Polizia Giudiziaria.
Poi, vede coinvolto, nel caso di inserimento, nel caso di ammissione al programma, da un lato il Servizio Centrale di Protezione come Organo tecnico e dall'altro uno qualsiasi, secondo scelte che vengono caso per caso valutate, degli Organismi di Polizia, a livello però Organismo territoriale, quale elemento, quale Organo di riferimento, di vigilanza sul collaboratore stesso. E questo, sulla base della località in cui viene, di volta in volta, allocato.
Quindi, se questo era il senso della domanda, è qualcosa in cui la Polizia Giudiziaria, intesa come Organo investigativo, non ha alcun ruolo.
AVVOCATO Pepi: Non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Prego, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni.
Colonnello, buongiorno.
Una sola domanda. Lei ha fatto cenno, nel corso del suo esame, a rapporti che, per ragioni d'ufficio, personale da lei dipendente ha instaurato con il signor De Masi.
Ecco, le chiedo, il signor De Masi, quindi lo potremmo qualificare come fonte confidenziale del ROS Carabinieri, rispetto a quello che lei ci ha fino ad ora evidenziato.
TESTE COL. Ganzer: Con la premessa che non ho mai conosciuto il De Masi, e che all'epoca dell'indagine in materia di stupefacenti sullo Scarano, quel personale non dipendeva da me, sicuramente in quel momento e relativamente a quella specifica attività - quindi ipotesi di traffico di stupefacenti - il De Masi era una fonte confidenziale.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, attraverso il suo reparto, le chiedo, è in grado di affermare se il De Masi sia reperibile, ovvero sia non reperibile ad opera del ROS Carabinieri?
TESTE COL. Ganzer: Ma non ne ho idea, perché dopo quell'episodio - per quanto mi riguarda, ad esempio - in prosecuzione non ci fu più nessun contatto con il soggetto.
Intendo dire che, per quanto è a mia conoscenza, ci fu un interrogatorio da parte della Procura Distrettuale di Firenze e ritengo che non ci sia più stato alcun rapporto, neppure di natura confidenziale, con il De Masi, da parte di personale del ROS, di quello stesso personale che lo aveva all'epoca contattato.
Sicuramente, lo escludo per quanto mi riguarda.
AVVOCATO Gramigni: Per quanto riguarda lei personalmente...
TESTE COL. Ganzer: Sì, ma per quanto mi è stato riferito, anche da parte degli stessi operanti dell'epoca.
AVVOCATO Gramigni: No, perché purtroppo, appunto, il De Masi ebbe a rendere un interrogatorio avanti il Pubblico Ministero. Avrebbe dovuto rendere l'esame qui in dibattimento, ma non è stato trovato.
Quindi, chiedevo se, per ragioni di ufficio...
TESTE COL. Ganzer: No, non...
AVVOCATO Gramigni: ... lei...
TESTE COL. Ganzer: Apprendo per altro, in questo momento, questa circostanza.
AVVOCATO Gramigni: Appunto. Chiedevo, quindi, se un aiuto poteva venire dal personale da lei dipendente, in questo senso.
La sua risposta direi che insomma, è in un certo senso e ne prendo atto.
Non ho altro da chiederle.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda per questo teste? Può accomodarsi, grazie.
*TESTE COL. Ganzer: (voce fuori microfono)
Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno.
Chi sentiamo ora?
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo passare il capitano Cieri.
PRESIDENTE: Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e la sua qualifica, per cortesia?
*TESTE CAP. Cieri: Cieri Luigi Arnaldo, nato l'8 febbraio 1961 a Petrella Tifernina, provincia di Campobasso.
Capitano dei Carabinieri, attualmente comandante della Sezione Anti-Crimine del ROS di Ancona.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE CAP. Cieri: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, il P.M. può cominciare a rivolgere le sue domande.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, buongiorno.
Senta, capitano, in quale reparto prestava servizio nel '93?
TESTE CAP. Cieri: Nel '93 prestavo servizio al Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri di Roma, quindi il Nucleo Centrale della struttura; quindi al II Reparto Investigativo.
PUBBLICO MINISTERO: In particolare, questo Reparto...
TESTE CAP. Cieri: In particolare...
PUBBLICO MINISTERO: ... di cosa si occupava?
TESTE CAP. Cieri: Questo Reparto si occupa di indagini inerenti alla criminalità organizzata, con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti, al traffico delle armi ed ai sequestri di persona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, in relazione alla attività che a suo tempo lei svolgeva a Roma, vuol rappresentare alla Corte se e in che termini lei si è dovuto occupare di Scarano Antonio?
TESTE CAP. Cieri: Sì. Dunque, all'epoca ebbi ad occuparmi non personalmente dello Scarano Antonio.
Il Reparto, nell'anno 1993, quindi il II Reparto Investigativo, si occupò dello Scarano Antonio nel quadro di una attività inerente, appunto, un traffico di sostanze stupefacenti dalla Sicilia verso il continente.
Quindi furono fatti sia dei servizi tecnici, un'attività tecnica coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nella persona del dottor Piro, e dei servizi di osservazione, controllo e pedinamento in direzione appunto dello Scarano Antonio e degli altri personaggi poi emersi nel corso delle attività.
Questa attività era praticamente, appunto, riferita al II Reparto e la seguiva il capitano Fischione con gli uomini della sua Sezione, quindi io direttamente ne ho avuta, poi, cognizione documentale attraverso gli atti che sono stati compiuti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome abbiamo sentito il colonnello Ganzer, che ha appena riferito che, allorché l'attenzione del ROS si era incentrata su Scarano per motivi diversi da quelli che avevano determinato le indagini nel '93 - quindi stupefacenti, Sezione del capitano Fischione, eccetera - lei, per l'appunto, era stato incaricato di svolgere dei particolari accertamenti per verificare che tipo di relazione, di contatti o altro avesse avuto Scarano in particolare in Sicilia.
TESTE CAP. Cieri: Sì. Fui, appunto, incaricato dal comandante del Reparto di approfondire e verificare eventuali contatti e collegamenti dello Scarano Antonio con ambienti della criminalità organizzata siciliana.
Tenuto anche, tra l'altro, conto che la moglie dello Scarano - Tusa Silvia - è appunto originaria di Partanna, che è una località in provincia di Trapani, da dove comunque è emigrata negli anni '60; e comunque il nucleo familiare della donna vive tuttora, o dovrebbe vivere tuttora a Partanna.
Quindi, in effetti, mi recai personalmente in Sicilia per verificare questi contatti e presi lì idonei contatti con il personale delle strutture operative, in particolare del Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Trapani, degli Organi Operativi delle Compagnie di Mazara del Vallo, di Castelvetrano, sempre in provincia di Trapani, e della Compagnia di Sciacca in provincia di Agrigento.
A questo proposito tengo a precisare di aver prestato servizio in Sicilia, appunto nella provincia di Trapani - dove ho comandato proprio la Compagnia di Mazara del Vallo - dagli inizi dell'86 alla fine dell'89.
Lì, appunto, attraverso riscontri documentali, abbiamo avuto modo di accertare dei contatti, dei legami dello Scarano con l'ambiente siciliano; in particolare con, diciamo, gli ambienti mafiosi riferibili alla zona di Mazara del Vallo, che aveva come capofamiglia Agate Mariano, mi pare all'epoca detenuto, e con la famiglia, invece, mafiosa di Castelvetrano capeggiata invece dal noto latitante Messina Denaro Francesco.
In effetti, lo Scarano, dai riscontri incrociati attraverso la lettura e l'analisi specifica dei tabulati del cellulare in suo uso, aveva avuto contatti databili nell'arco temporale che va dal marzo '93, in particolare, al maggio dell'anno '93, per quel che concerne Mazara del Vallo, con un certo Lombardo Michele, personaggio abbastanza noto in ambito giudiziario - perché era stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria unitamente ad altri due pregiudicati mazaresi per un reato di ricettazione - e poi personaggio del quale si era interessato anche l'allora Reparto Operativo Antidroga di Palermo per un traffico di sostanze stupefacenti del tipo hashish dalla Sicilia verso il continente.
Inoltre, il personaggio era noto nell'ambito, come ho detto prima, della marineria mazarese come armatore e direttamente interessato al motopesca Enea, sospettato appunto di traffici di stupefacenti; si parla sempre di hashish.
In particolare, il Lombardo era stato attenzionato anche dal Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Trapani, nel quadro proprio dell'attività investigativa diretta alla ricerca del latitante Messina Denaro Francesco, proprio perché la sua utenza telefonica era emersa in contatto con altra utenza telefonica di interesse in quell'attività di indagine, appunto, sottoposta a censura telefonica da quel personale.
Questi, i contatti con questo personaggio mazarese.
Per quanto riguarda, invece, la zona di Castelvetrano, invece, in quel periodo e segnatamente nel mese di luglio '93, il soggetto interessato - quindi lo Scarano - si portò in Sicilia nella località balneare di Triscina. Triscina che ricade nel territorio di competenza della Compagnia di Castelvetrano, dove aveva acquistato una abitazione, un'abitazione già di proprietà dei coniugi Garamella-Libeccio.
Praticamente, questo soggetto - Garamella - originario di Campobello di Mazara, abbiamo accertato che aveva dei contatti, sempre con il Messina Denaro Francesco. Tanto, perché era inserito nella stessa società enologica - società enologica prima denominata Castelseggio e che poi aveva cambiato denominazione, mi pare, modificata la denominazione in Sole Nascente - dove, appunto, aveva interessi societari proprio questo latitante.
Poi, in particolare, furono accertati dei contatti del Garamella Giuseppe con alcuni personaggi molto vicini al latitante: un certo Guttadauro Filippo, se non ricordo male, e un altro personaggio, originario mi pare di Campobello di Mazara o di Partanna, a loro volta vicini al latitante perché generi dello stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Guttadauro Filippo era uno dei generi di...
TESTE CAP. Cieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... di Francesco Messina Denaro.
TESTE CAP. Cieri: Sì, Messina Denaro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, si ricorda anche l'altro nome?
TESTE CAP. Cieri: L'altro nome in questo momento mi sfugge, comunque...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE CAP. Cieri: Doveva essere, mi pare... Uno era nativo di Bagheria, mi pare proprio questo Guttadauro, e l'altro adesso non lo ricordo, in questo momento. Comunque mi pare originario del trapanese, adesso di Partanna o di Campobello di Mazara.
Nella circostanza della presenza, della rilevata presenza in Sicilia e quindi in particolare della frazione di Triscina di Castelvetrano, lo Scarano Antonio ebbe sicuramente un contatto, che appunto è stato documentato nel corso di questi servizi di OCP svolti dai colleghi, con un personaggio che poi è stato identificato proprio nel Garamella Giuseppe.
Garamella Giuseppe che era arrivato nell'abitazione di Triscina a bordo di una Renault Clio targata Trapani, risultata intestata invece, praticamente, al cognato, un certo Fifì...
PUBBLICO MINISTERO: Marrone, può darsi?
TESTE CAP. Cieri: Sì, Marrone Fifì. Che era appunto il cognato, avendo sposato la sorella della moglie.
Inoltre...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, capitano, mi scusi se la interrompo un attimo.
La macchina, quindi, con cui Garamella era stato visto in questo servizio, era...
TESTE CAP. Cieri: La macchina era intestata a questo Marrone Fifì ed era...
PUBBLICO MINISTERO: Antonino...
TESTE CAP. Cieri: ... ed era... Marrone Antonino Fifì, ed era praticamente, da quello che accertammo attraverso le cognizioni appunto dei colleghi territorialmente interessati, era esclusivamente utilizzata invece dal Garamella; che è, appunto, cognato del...
PUBBLICO MINISTERO: Cognato.
Senta, il nominativo di Marrone Fifì Antonino, per quanto consta dalle indagini fatte dal ROS, risultava, per così dire, presente - quanto meno a livello di nome - in indagini svolte su Roma?
TESTE CAP. Cieri: Indagini svolte su Roma, personalmente non mi consta.
Invece, nominativo che sicuramente risultava presente su Roma ed in collegamento con il Garamella, era quello di Massimino Alfio, che è nativo di Como però residente a Campobello di Mazara, di fatto domiciliato a Roma, dove si trovava proprio all'epoca - era direttore, mi pare, del centro commerciale Le Torri - proprio all'epoca dell'indagine sullo Scarano.
Ci sono, in effetti, sempre dall'analisi dei tabulati del telefono cellulare dello Scarano, per lo meno due contatti rilevati, mi pare, nei mesi di maggio e di luglio '93 in direzione della utenza telefonica di questo centro commerciale.
Tra l'altro, l'importanza qual è, ecco, dei contatti tra il Garamella e il Massimino? E' che poi collegano, appunto la figura del Garamella ad Accardo Stefano, capo della famiglia mafiosa di Partanna. E' che, praticamente, questa utenza era sottoposta a servizi tecnici da parte della Compagnia di Castelvetrano e della Sezione Anti-Crimine di Roma, nel periodo proprio maggio '93, e...
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando dell'utenza Le Torri?
TESTE CAP. Cieri: Dell'ute...
PUBBLICO MINISTERO: Del Consorzio Le Torri?
TESTE CAP. Cieri: Dell'utenza... Era sottoposta a controllo sia l'utenza del Consorzio Le Torri che l'utenza del Massimino...
PUBBLICO MINISTERO: Dell'utenza di casa.
TESTE CAP. Cieri: Dell'utenza dell'abitazione del Massimino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, era un'abitazione che Massimino aveva a Roma.
TESTE CAP. Cieri: Sì. Aveva a Roma, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ecco.
TESTE CAP. Cieri: Ecco, e proprio il 27 maggio fu arrestato il latitante Rallo Antonino a...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, capitano, credo che incorra in un errore nel nome. Credo che Rallo si chiamasse Francesco.
TESTE CAP. Cieri: Rallo Francesco, chiedo scusa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi...
TESTE CAP. Cieri: Rallo Francesco fu arrestato il 27 maggio del '93 a Roma. Appunto, c'erano questi... Personaggio appartenente alla famiglia mafiosa di Partanna capeggiata da Accardo Stefano.
Quindi, praticamente, sia il Reparto Operativo del Comando Provinciale di Trapani, che la Compagnia di Castelvetrano si erano interessati a questo Massimino Alfio.
La presenza del Garamella Giuseppe nell'abitazione del Massimino Alfio venne rilevata pochi giorni prima dell'arresto del Rallo Antonino, mi pare...
PUBBLICO MINISTERO: Del Rallo Francesco.
TESTE CAP. Cieri: Del Rallo Francesco il giorno, mi pare, il giorno 22, cinque giorni prima dell'arresto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, capitano, a me interessa questo, siccome lei ha fatto riferimento alla data di arresto di questo signor Rallo, 27 maggio '93, può dire alla Corte con quale documento questo signore venne...?
TESTE CAP. Cieri: Venne, ecco, la cosa inte... Venne trovato con un documento, una patente intestata a Marrone Fifì Antonino, cognato del...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
PRESIDENTE: Stiamo parlando del Rallo?
TESTE CAP. Cieri: Del Rallo, del latitante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io...
TESTE CAP. Cieri: Aveva questo documento intestato al...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a me interessava... siccome la mia domanda era partita per l'appunto proprio dal Marrone Fifì Antonino, cognato di Garamella.
TESTE CAP. Cieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se per caso questo nome, io non a caso non ho detto la persona, era...
TESTE CAP. Cieri: Sì, sì, no, emerse, certo. Questo anche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, emersa su Roma. A me interessava che lei, per l'appunto riferisse dell'arresto di questo latitante, Rallo Francesco, con...
TESTE CAP. Cieri: Con il documento...
PUBBLICO MINISTERO: ... la patente di guida, lei ha detto...
TESTE CAP. Cieri: La patente di guida.
PUBBLICO MINISTERO: ... intestata a questo Marrone Fifì.
Dato che lei parlando di Rallo Francesco ha fatto riferimento a Accardo Stefano e alla realtà di Partanna in particolare, vuol riferire alla Corte che tipo di indagine, di accertamenti lei ha svolto in relazione a possibili contatti tra Scarano e Accardo?
TESTE CAP. Cieri: Mah, intanto voglio precisare che Accardo Stefano, così come altri componenti della sua famiglia, sono praticamente stati uccisi perché all'epoca, nella provincia di Trapani, in particolare nella zona di Partanna, ci fu una cruenta faida, una cruenta guerra di mafia proprio tra la famiglia dell'Accardo Stefano e quella contrapposta degli Ingoglia.
In questa, appunto, in questa faida perse, venne ucciso, proprio nel luglio, l'11 luglio dell'89, proprio l'Accardo Stefano, poi anche il fratello Francesco. Per quanto...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, capitano, possiamo datare questa... l'11 luglio '89, ecco, siccome lei ha parlato più in generale di questa guerra di Partanna.
TESTE CAP. Cieri: Sì. Ho detto, tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare che all'epoca lei prestasse servizio a Mazara.
TESTE CAP. Cieri: Sì. Io all'epoca prestavo servizio a Mazara del Vallo dove sono andato via, praticamente, nel novembre dell'89. Quindi, certamente ho avuto modo di interessarmi in attività investigative soprattutto riferite al territorio di Mazara del Vallo, e quindi alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, capeggiata da Agate Mariano.
Mentre, per quanto riguarda i contatti con la famiglia del Messina Denaro, la famiglia comunque dell'Accardo Stefano, ho comunque avuto modo di interessarmi nell'ambito di altre attività di indagine svolte all'epoca in...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'epoca, appunto. Può dare alla Corte una rappresentazione, sia pure, ovviamente, così, una panoramica generale anche in termini di vittime di quella che lei ha definito "la guerra di Partanna"?
TESTE CAP. Cieri: Mah, la guerra di Partanna in particolare fece una quindicina di vittime, per quello che ricordo. Vittime sia durante il mio periodo di permanenza in quella zona, sia successivamente.
Quindi, appunto, la datazione è quella: fine degli anni '80, inizio degli anni '90.
In particolare questa faida qui che interessò la famiglia di Partanna fece una quindicina di vittime anche a distanza brevissima di tempo. Tanto che ci fu una attenzione particolare, in quel periodo, da parte della Procura della Repubblica di Marsala dove all'ora era responsabile il Procuratore Capo, il dottor Paolo Borsellino, con il quale abbiamo avuto modo di lavorare e che era molto preoccupato di questa situazione.
Tant'è vero che in diverse circostanze veniva personalmente sul posto. E ricordo, in particolare di essere...
AVVOCATO Gramigni: Presidente, avvocato Gramigni, mi scusi se intervengo. Mi scuso di interrompere il capitano. Credo che siamo scivolati ormai, pienamente, in dati puramente cronachistici, non vedo quale utilità giudiziale ai nostri fini possano avere. Dico...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, posso...
AVVOCATO Gramigni: ... se vogliamo sapere come è andata "la guerra di Partanna", se così la vogliamo chiamare, prendiamo una copia del Gazzettino di Trapani dell'epoca e probabilmente ci sarà riportata...
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, avvocato Gramigni. Io come al solito...
AVVOCATO Gramigni: ... in termini molto fedeli.
PUBBLICO MINISTERO: ... mi piace essere molto puntuale.
AVVOCATO Gramigni: Quindi, ecco...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome bisogna ricordarsi sempre di quello che è accaduto in questa aula. Siccome mi rendo conto che questa affermazione, così, isolata nell'ambito della testimonianza del capitano Cieri può apparire cronachistica, inutile, superflua e quant'altro.
Il seguito della testimonianza del capitano dimostrerà che non è così.
Però devo ricordare ai difensori - alla Corte credo che non ce ne sia bisogno - di sottolineare un dato di fatto: che Scarano, in quest'aula, riferendo dell'origine dei suoi rapporti con Matteo Messina Denaro, che poi sono gli unici che ci interessano, ha spiegato che il suo primo contatto era, per l'appunto, il signor Accardo Stefano, ucciso in questa guerra.
Ci ha detto altre due cose, che se rimangono nella bocca di Scarano, rimangono, per così dire, "flatus vocis".
Scarano ci ha detto: primo, di avere fornito delle armi al signor Accardo Stefano; secondo, di avere fornito queste armi al signor Accardo Stefano perché all'epoca, Scarano credo abbia usato testualmente un'espressione colorita "c'era la guerra, s'ammazzavano tra di loro".
Quindi, siccome io ho bisogno di rappresentare alla Corte che quello che ha detto Scarano delle forniture di armi a Stefano Accardo, ucciso, mi pare che ha ucciso anche il fratello...
TESTE CAP. Cieri: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... si inserivano in questo contesto omicidiario, il capitano, all'epoca, prestava servizio in quelle parti e ci ha riferito di una quindicina di omicidi, mi pare che questa estrema sintesi del contesto che sta riferendo il capitano Cieri, sia assolutamente pertinente al tema probatorio.
Io, comunque, sulla guerra di mafia di Partanna non ho altre domande, quindi, se il capitano...
TESTE CAP. Cieri: No, ho voluto semplicemente, debbo aggiungere, comunque, debbo fare delle precisazioni, in particolare...
PRESIDENTE: Scusi, capitano, abbia pazienza, io devo respingere l'opposizione.
Mi pare, avvocato, che si renda conto da solo che qui dobbiamo costantemente sottolineare come tutto quello che alcuni imputati, ritenendo di collaborare con la Giustizia, hanno affermato, deve vedere, deve esserci la possibilità, data al Pubblico Ministero, di riscontrare puntualmente queste affermazioni.
Non vedo perché, a questo punto, se a voi non interessa non debba interessare la Corte.
A me pare che tutto quello che è stato detto a carico di alcuni imputati vada, quantomeno, e nell'interesse degli imputati stessi, verificato. Si tratterà, poi, di vedere se la verifica è esistita, esiste, è puntuale, è sufficiente, oppure no.
Ma non capisco perché si debba impedire di compiere questo che, mi pare, sia sempre stato una pretesa legittima e più che fondata, di tutti i difensori, in tutti i processi di questo genere, riscontrare le affermazioni di coloro che si chiamano collaboratori di Giustizia.
Prosegua pure.
TESTE CAP. Cieri: Grazie.
Avevo riferito in ordine alle preoccupazione del procuratore Borsellino, perché dicevo, pur comandando la Compagnia di Mazara del Vallo, proprio in alcuni di questi fatti di sangue che interessavano Partanna - Partanna dipendeva dalla Compagnia di Castelvetrano, limitrofa a quella di Mazara del Vallo, quindi non di competenza del sottoscritto - proprio per la gravità di questa guerra, in alcuni dei sopralluoghi fatti a seguito di questi omicidi, era presente il procuratore Borsellino, che comunque voleva che ci si interessasse anche noi della Compagnia di Mazara del Vallo, proprio per la gravità di questi fatti. Tenendo presente che, ripeto, in quell'area esistevano due famiglie di sicuro riferimento a quella dei Corleonesi.
Per quanto riguarda Mazara del Vallo, la famiglia Agate, capeggiata appunto da Agate Mariano; per quanto riguarda invece il versante castelvetranese, la famiglia del latitante Messina Denaro Francesco. Comunque in collegamento e non in contrapposizione con la famiglia mazarese.
Mi pare che poi Agate Mariano fosse uno dei pochi rappresentanti esterni della cosiddetta "cupola", nell'ambito... per la provincia di Trapani.
Quindi, ecco, questo era, diciamo, l'interesse, quindi le preoccupazioni del Procuratore che riteneva che, insomma, gli equilibri fossero mutati e quindi c'era questa grossa preoccupazione. Tenendo poi presente che a Mazara del Vallo viveva, penso vive tuttora, uno dei fratelli del Totò Riina.
Anche per quello che riguarda la latitanza, ma non voglio entrare in questi aspetti, mi pare che ci siano state presenze proprio in quel territorio. Quindi, ho voluto precisare solo, ecco, in questo senso qui...
PRESIDENTE: Bene. Proseguiamo.
TESTE CAP. Cieri: ... per inquadrare meglio la situazione.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE CAP. Cieri: Tornando ad Accardo Stefano...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto...
TESTE CAP. Cieri: ... ed ai suoi collegamenti con lo Scarano, è da dire che Accardo Stefano venne ucciso l'11 luglio dell'89. Si trovava a bordo della sua FIAT 127.
Nel corso della perquisizione all'interno di questa autovettura, militari del competente Comando, Stazione, appunto, del luogo, tra le altre cose, all'epoca, rinvennero una missiva, una lettera manoscritta da tale Dule, un cittadino straniero non meglio identificato, che, appunto, nel salutare l'Accardo Stefano, in questa lettera fa riferimento a Scarano.
Fa riferimento a Scarano e dice che gli ha scritto una cartolina per mandargli gli auguri e che in seguito gli scriverà una lettera, poiché nella cartolina aveva scritto il suo indirizzo.
Quindi, c'è questo riferimento, poi la lettera prosegue, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, mi scusi capitano, in questa sua opera di ricerca, di quanto potesse legare Stefano Accardo a Scarano Antonio, vi fu il rintraccio materiale di questo documento?
TESTE CAP. Cieri: Sì. Rintraccio materiale di questo documento che ha rintracciato il comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Castelvetrano, dove appunto io mi ero recato per questa ricerca documentale, oltre agli altri Comandi che prima ho citato. Il quale ritrovò questa lettera appunto, facendo un controllo documentale dagli archivi; e, siccome era stato precedentemente interessato, poi mi chiamò e mi disse, a distanza di un paio di mesi, io scesi in Sicilia, mi pare intorno alla fine di gennaio del '93, poi nel mese di...
PUBBLICO MINISTERO: Gennaio '95, forse.
TESTE CAP. Cieri: '95, chiedo scusa. A distanza di un paio di mesi fui appunto contattato dal maresciallo Sciarratta, che mi disse di aver trovato questa lettera, dalla ricerca documentale, dove figurava, appunto, questo riferimento allo Scarano. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per una migliore comprensione di tutti, ora le mostro, magari apparirà su quello schermo, un documento.
Ecco, capitano, non so se lei di questa lettera ha una copia.
TESTE CAP. Cieri: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari, se le vien più comodo...
PRESIDENTE: Alle sue spalle è ingrandito, guardi. Può girarsi di là.
TESTE CAP. Cieri: Sì. E' quella la lettera, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto...
TESTE CAP. Cieri: C'è un passaggio, c'è proprio un passaggio...
PUBBLICO MINISTERO: Lo vuol sottolineare il punto a cui lei faceva riferimento?
TESTE CAP. Cieri: Dunque, eccolo qui. E' praticamente il secondo periodo, dove compare il nome di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, capitano, se parla...
PRESIDENTE: "Ho scritto a Scarano una cartolina e ora..."
TESTE CAP. Cieri: Posso, posso... Se posso speci...:
"Come mi hai detto tu, ho scritto a Scarano una cartolina e..."
PRESIDENTE: "... ora gli scriverò una lettera..."
TESTE CAP. Cieri: "... ora gli scriverò una lettera..."
PRESIDENTE: "... in quanto nella cartolina gli ho scritto il suo indirizzo con gli auguri..."
TESTE CAP. Cieri: "... in quanto nella cartolina gli ho scritto il suo indirizzo con gli auguri di buone feste."
Questo è il passaggio che c'è nella lettera, mi pare, composta...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vogliamo vedere la firma di questa lettera?
Ecco, per l'appunto...
TESTE CAP. Cieri: E' Dule. Comunque un personaggio straniero detenuto all'epoca, che poi, però, non abbiamo compiutamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, le stavo chiedendo: questa persona firmataria di questo documento, voi non l'avete identificata?
TESTE CAP. Cieri: No, non l'abbiamo identificata noi.
PUBBLICO MINISTERO: E, comunque...
PRESIDENTE: Cioè, non siete riusciti o non avete neppure tentato?
TESTE CAP. Cieri: Poi, praticamente, io all'epoca, dopo questa trasferta in Sicilia, diciamo, istantaneamente non siamo riusciti ad identificarlo.
Poi non so se siano stati fatti altri accertamenti, in quanto io poi nel maggio del '95 fui mandato in missione in Sardegna, perché all'epoca c'era l'emergenza sequestri, c'erano quattro sequestri, quindi non ho avuto più modo di interessarmi di questa attività, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me interessava introdurre questo dato: questa è la copia della lettera che ha trasmesso al nostro ufficio?
TESTE CAP. Cieri: Sì. Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Quella che stiamo... Poi su Dule, per verificare l'identificazione di questo personaggio lei ha detto che per quanto riguar...
TESTE CAP. Cieri: Io non mi sono più interessato, perché poi, ecco...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE CAP. Cieri: Sono stato impiegato in un'altra attività di indagine. Però, ecco, nell'immediatezza non lo avevamo identificato.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Il dato fattuale che mi interessa introdurre è questo: la lettera si trovava all'interno, ho capito bene, della macchina...
TESTE CAP. Cieri: Sì, della macchina dove era stato rinvenuto il cadavere di Accardo Stefano.
PUBBLICO MINISTERO: Di Stefano Accardo.
Ecco, benissimo. Possiamo togliere.
Per la cognizione della Corte, questo documento si trova al punto 5 delle produzioni del Pubblico Ministero.
Ecco, per completare il quadro delle sue acquisizioni, ci furono altri elementi dai quali... Allora, alcuni ce li ha riferiti: i rapporti con Garamella; la macchina, Marrone Fifì; Garamella socio della società enologica con Francesco Messina Denaro; c'ha parlato di Rallo, della patente di guida di questo Marrone Fifì.
Ecco, altri elementi furono in grado di essere messi a fuoco?
TESTE CAP. Cieri: Diciamo, quelli più specifici e documentati, sicuramente questi che quindi hanno consentito di poter esprimere, diciamo, un giudizio, una valutazione di certezza di questi rapporti.
Poi, in particolare, non mi pare di ricordare...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei non ha più svolto, per così dire, attività d'indagine delegata dalla Procura di Firenze. Diciamo, l'ultimo atto è la trasmissione...
TESTE CAP. Cieri: L'ultimo atto fu quella trasmissione. E, ripeto...
PUBBLICO MINISTERO: La trasmissione della lettera.
TESTE CAP. Cieri: La trasmissione della lettera, mi pare datata, la lettera di trasmissione, 6 aprile '95.
Poi, come dicevo prima alla Corte, sono stato impiegato a partire dal mese di maggio in Sardegna, per un periodo di circa sei mesi, in relazione, sia all'emergenza dei sequestri di persona, sia a un duplice omicidio dei carabinieri Carro e Frau, in quel di Chilivani, in provincia di Sassari.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, col capitano avrei concluso.
PRESIDENTE: Parti civili hanno domande?
I difensori hanno domande?
Si accomodi capitano.
*TESTE CAP. Cieri: Grazie.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, avevamo in scaletta due funzionari di Polizia, il dottor Savina e il dottor Grassi, che però, per i fatti che sono alle cronache di questi giorni, sono per l'appunto impegnati in questa attività. C'hanno fatto pervenire la relativa giustificazione.
Abbiamo consegnato alla cancelliera d'udienza la documentazione relativa, quindi ci ripromettiamo di citarli alla prossima udienza.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, l'udienza riprende venerdì alle ore 9.00.
Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.