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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/971017.txt


PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella.
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. C'è l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocati Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti e avvocato Falciani.
AVVOCATO Batacchi: Sostituito dall'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Batacchi, in sostituzione.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò:(voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Anania... avvocato...
SEGR. D'UDIENZA: Mignati Paoli.
PRESIDENTE: Chi è? Mignati Paoli, sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. C'è l'avvocato Gennai, mi pare, vero?
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
E' rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato... No, c'è un altro avvocato... Avvocato?
SEGR. D'UDIENZA: Priola.
PRESIDENTE: Priola. E avvocato Florio. E' presente l'avvocato Florio? Sostituito dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante? Avvocato Oddo, che è presente, avvocato Gramigni.
AVVOCATO Gramigni: Buongiorno, Presidente.
PRESIDENTE: Presente anche lui, grazie.
Grigoli Salvatore: rinunciante.
Avvocato Stefani, no? E chi c'è? L'avvocato?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, sostituito dall'avvocato Grami... Come?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: C'è anche l'avvocato Pepi, per Spatuzza?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Però, è evidente, questo foglio non è aggiornato. Grazie.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
AVV. Cianferoni: Signor Presidente, sono l'avvocato Cianferoni, chiedo scusa. Potrei chiedere alla Corte di avere la parola per brevissimo tempo, onde formulare una richiesta istruttoria?
PRESIDENTE: Faccia.
AVV. Cianferoni: Grazie, Presidente.
La richiesta istruttoria fonda sull'articolo 187 del Codice di rito, che come ricordo a me stesso consente la prova su tutti i fatti rilevanti per il processo, ivi compresi quelli processuali.
Abbiamo ascoltato in quest'aula l'esame reso ai sensi dell'articolo 210 del Codice di rito da certi dichiaranti, quali La Barbera Gioacchino e Di Maggio Baldassare.
Ora, poiché sono di questi giorni notizie di cronaca circa gravissime condotte mantenute da questi soggetti che hanno avuto ingresso come mezzi di prova, in quest'aula, è preoccupazione di questo difensore che queste notizie giornalistiche - di per sé non aventi dignità alcuna, processuale - abbiano invece un ingresso corretto nel dibattimento. Onde valutare proprio la personalità di questi dichiaranti, e tranquillizzare ognuno, non solo su di loro, ma anche su altri. Perché le notizie parlano di - in maniera volgare, ma efficace - cosca di pentiti; rammentano che anche un altro citato a comparire, il Di Matteo, ha avuto il programma di protezione sospeso.
E quindi credo che questa Corte debba conoscere approfonditamente questi profili onde valutare, per l'appunto, quella aggravante ex articolo 7, che viene contestata a ognuno dei signori imputati.
Se n'è fatto molto parlare a proposito e, per certi profili, questo difensore ritiene non a proposito, di questa aggravante, di questa realtà associativa. Ebbene, poiché questa fonte orale si è palesata, a dire dell'accusa, quale uno dei principali cardini del compendio probatorio, io chiedo che si voglia fare il punto su questi gravissimi fatti. Attraverso quali mezzi di prova?
Chiedo che venga ammesso l'esame di alcuni soggetti istituzionali; convinto che, poiché ne chiederò più di uno, sicuramente almeno uno di loro direttamente si occuperà della vicenda. Non sono in grado, e non vedrei come poter fare altrimenti, di essere più preciso, perché - ripeto - l'unica scaturigine di informazione è la stampa.
E chiedo perciò, rimanendo aderente a quello che è il processo e ricordandomi di quelle regole che ieri mi facevano chiedere la visita al medico legale per il signor Monticciolo, quindi mezzi molto semplici, il responsabile del Servizio Centrale di Protezione, che aveva in cura questi soggetti; cioè: Di Matteo Mario Santo, La Barbera Gioacchino e Di Maggio Baldassare.
Chiedo, altresì, l'esame del responsabile del ROS Carabinieri, dello SCICO Guardia di Finanza e del Servizio Centrale della Polizia Criminale. Volendo, con ciò, ampliare il ventaglio conoscitivo alle tre maggiori forze di Polizia Giudiziaria conosciute al nostro ordinamento.
Se poi la Corte riterrà di approfondire ed emergeranno circostanze rilevanti per questo dibattimento, sarà poi la Corte ad ampliare.
Oggetto dell'esame, se è vero come appare da fonte giornalistica che il Di Matteo, il La Barbera e il Di Maggio hanno avuto il programma di protezione sospeso, e in particolare il Di Maggio è confesso, sarebbe confesso di un omicidio e di un tentato omicidio, commessi nel mentre addirittura proprio veniva a deporre - negli stessi giorni forse, non lo so, non voglio essere suggestivo: sarà proprio oggetto di esame - comunque nel periodo nel quale questa Corte lo ha sentito; e quindi, come oggetto di esame, in particolare la personalità e i fatti attribuiti a questi tre soggetti. Con riserva di ampliamento dell'esame a tutti i soggetti escussi, ex articolo 210, finora nel dibattimento.
Concludo, dicendo che questa richiesta mi appare sommessamente opportuna; anche perché, avendo presente la lista testimoniale del Pubblico Ministero, mi pare che tutto l'allegato di collaboratori di Giustizia si sia esaurito, o vada esaurendosi, credo si sia agli ultimi nominativi.
Quindi è questo, crede il difensore, il momento per approfondire questa tematica, senza nessuna velleità di rincorrere la cronaca, ma piuttosto approfondendo delle tematiche che in questo processo credo che ognuno non possa permettersi di mantenere in superficie. Grazie.
AVVOCATO Oddo: Presidente, avvocato Giuseppe Oddo, per Graviano Filippo.
Signor Presidente, nell'aderire alla istanza del collega, mi permetto di prospettare una circostanza che, a mio avviso, rafforza la fondatezza della richiesta stessa.
Uno dei principi fondamentali in tema di valutazione delle fonti di cui ci occupiamo, è quello della mancanza di una circolarità della prova a loro interna. E' un principio canonico dell'insegnamento giurisprudenziale che voi ci avete offerto più volte. Presupposto a questi fini è la certezza che le fonti stesse non abbiano potuto contaminare le loro conoscenze attraverso un reciproco scambio di idee e quant'altro.
Ora, è ovvio che, perché ciò avvenga, si deve esser certi che costoro - le fonti via via da esaminare - non abbiano avuto modo di incontrarsi.
I fatti prospettati dal collega e conosciuti da tutti, perché le cronache odierne, le rappresentazioni stesse delle Procure delle Repubbliche interessate, ce ne danno conferma, sembra che possano dare una prova positiva rilevante ex 187 comma II, sostanzialmente, di incontri fra costoro.
Non ci interessa qui stabilire se questi incontri erano finalizzati alla perpetrazione di delitti o altro; perché il carattere processuale che ci interessa rilevare non è quello, invece, di cronaca giornalistica che altri può andare inseguendo.
E' essenziale, a nostro avviso, che la valutazione della prova o dell'indizio - insomma, qua non staremo a dire che cosa sarà la chiamata di correo di costoro - possa passare attraverso un controllo che qui siamo in condizione di offrire, una volta tanto, signor Presidente. Perché il resto... altrimenti, si è citato pure in quest'aula la fonte Spatola per altro verso, e talune progressioni accusatorie che la Corte ha avuto modo di constatare e sono emerse attraverso le contestazione che questa parte ha potuto operare, danno un preoccupante indizio di una prova, di fonti, che sono state tutt'altro che genuine. Grazie, signor Presidente.
AVVOCATO Pepi: Signor Presidente, molto brevemente, l'avvocato Pepi per, chiaramente, aderire alle richieste fatte dall'avvocato Cianferoni, che vengono condivise in maniera completa; e direi che dovranno anche essere estese a altra personalità, che poi brevemente vi dirò.
Signor Presidente, quando noi difensori ci siamo più volte opposti a domande del Pubblico Ministero su fatti che esulavano da questo processo, ha respinto queste eccezioni dicendo che comunque bisogna valutare la personalità degli imputati.
Se ciò è vero, io ritengo che debba essere, signori, valutata anche la personalità di questi signori che vivono sulle spalle di noi contribuenti e nonostante che siano ben mantenuti, ben protetti, si permettono di commettere tuttora reati. Tra poco sentiremo in quest'aula un altro di questi soggetti che tranquillamente, mentre era in Servizio di Protezione, ha continuato a spacciare la droga.
Eh, allora, signori, la personalità non deve essere soltanto riguardante gli imputati, ma dovrà essere soprattutto anche rivolta in funzione di chi li accusa. Perché questo processo, se c'è, nasce per le chiamate in correità dei cosiddetti collaboratori di Giustizia.
E quindi la richiesta formulata dal collega Cianferoni è da aderire "in toto", e io direi che dovrebbe essere estesa anche a chi istituzionalmente è al di sopra di queste persone che l'avvocato Cianferoni ha chiamato come testi; e cioè il Ministro degli Interni.
Qui ci dovranno venire a dire, queste persone, che cos'è questo Servizio di Protezione: se è un servizio di protezione regolare; come funziona; che si permetta... se vi sono delle connivenze all'interno.
Perché, signori della Corte, come si può pensare che un soggetto sottoposto a protezione possa tranquillamente uccidere, essere mandante di omicidi, spacciare la droga? Ma vogliamo prenderci in giro tutti quanti? Ce lo devono spiegare, ce lo devono dire come funziona.
Quindi, ritengo di aver esaurito un intervento che deve essere necessariamente breve. Insisto, aderisco completamente alle richieste del collega Cianferoni, e insisto anche perché su questi fatti e su come funziona il Servizio di Protezione venga sentito il Ministro degli Interni, attualmente l'onorevole Napoletano.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Rocchi: Avvocato Rocchi. Grazie, Presidente.
Nell'aderire, Presidente, alle richieste istruttorie formulate dai colleghi, chiedo espressamente la revoca di un'ordinanza che questa Corte ha già reso all'inizio del dibattimento, quando questo difensore chiese la citazione a controprova del signor Rosario Spatola, allegando alla richiesta un foglio di quotidiano che si stampa in questo paese; che rammentava, o comunque evidenziava, come questo signore avesse, non lamentato, ma direi evidenziato con molta precisione che esisteva più che una seria ipotesi in ordine a una certa convergenza del molteplice - per riallacciarmi a quello che sosteneva l'avvocato Oddo - ma con riferimento a dichiarazioni concordate a tavolino. Questo era il senso dell'articolo.
Allora, a questo punto, credo che possa essere questo il momento per chiedere la revoca di quell'ordinanza, anche allegando un fatto successivo, un fatto nuovo. Saremo in condizioni, signor Presidente, con il meccanismo che ella ha già illustrato in precedenti occasioni per far conoscere alle altre parti il contenuto di verbali che sono comunque stati raccolti in altri procedimenti: le dichiarazioni di questo signor Rosario Spatola in occasione del processo cosiddetto Petrov, nel quale sosteneva le circostanze che ho poc'anzi riferito all'attenzione di questa Corte.
E pertanto, ancorando quelle considerazioni espresse dai colleghi a queste mie modestissime argomentazioni, insisto per la revoca di quella ordinanza che la Corte ha già reso all'inizio di questo dibattimento, e quindi per la citazione a comparire in quest'aula del signor Rosario Spatola.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi dei difensori?
AVVOCATO Gramigni: Solo per aderire, avvocato Gramigni, relativamente alla posizione Tutino.
PRESIDENTE: Dica.
AVVOCATO Traversi: Presidente, avvocato Traversi quale difensore di Vincenzo Ferro, vorrei dire soltanto due cose. La prima, che per questa posizione riteniamo il processo già ampiamente istruito e debbo rappresentare alla Corte che abbiamo interesse a che il dibattimento si concluda, nei limiti del possibile, al più presto.
Per quanto riguarda le richieste fatte dai colleghi difensori, io apprezzo lo scrupolo volto alla ricerca della verità da parte loro. Però contesto nel modo più assoluto questo sistema di allargare il tema probatorio a argomenti che nulla hanno a che vedere con i fatti di questo processo. Sia sotto il profilo della fonte giornalistica di queste notizie, quindi il non ufficiale e non processuale; ma sia, soprattutto, sotto il profilo delle testimonianze che si vorrebbero qua introdurre.
Si parla del capo della Polizia, si parla nientemeno del Ministro dell'Interno; ci manca anche che si chiami il Presidente della Repubblica o Buscetta, che sul giornale di ieri ha rilasciato un'intervista: qua, non finiamo più. Si esula totalmente da quello che è il tema di questo processo.
Mi si dice, da parte dei difensori, che dei collaboratori di Giustizia, nel periodo in cui sono sottoposti a protezione - non a un controllo - hanno, come si legge sui giornali, commesso altri reati.
Ma qui non siamo a fare il processo al Servizio di Protezione: eh, qui sono fatti, ripeto, assolutamente estranei al tema probatorio.
E quindi mi oppongo a che queste richieste vengano accolte.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Il Pubblico Ministero chiede due minuti per articolare una considerazione che sia, mi auguro, abbastanza circostanziata.
PRESIDENTE: Sospendiamo due minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, la parola al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente. Noi abbiamo raccolto le idee un attimo, per poter esporle in maniera logica, almeno alla Corte; trattandosi di questione, quella proposta dalla difesa, che per una serie di evidenti ragioni non può essere affrontata in maniera così superficiale. Sarebbe stata presunzione.
Se per economia del lavoro di udienza, il Presidente ritiene di affrontare senz'altro l'esame delle persone che sono state introdotte oggi, perché sappiamo che ci sono certe esigenze di orario legate proprio alla disponibilità dell'aula, e eventualmente, al termine dell'udienza, se rimane tempo disponibile, noi si provvede, provvedo a illustrare qual è il parere del Pubblico Ministero, allora lo posso fare in ogni momento dell'udienza.
Se il Presidente ritiene che lo faccia ora, lo faccio ora.
PRESIDENTE: Mah, io ritengo che sia più opportuno farlo al termine dell'udienza, per il timore di dover eventualmente rinviare qualche audizione, esame di testi.
PUBBLICO MINISTERO: No, questo non sarebbe per nulla auspicabile, perché sono persone tutte...
PRESIDENTE: Appunto, vengono da fuori.
PUBBLICO MINISTERO: Vengono da fuori.
PRESIDENTE: Quindi vediamo prima, passiamo prima all'esame delle persone citate.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, per il momento... Mi renderà la parola.
PRESIDENTE: Procrastiniamo l'intervento.
AVV. Cianferoni: Signor Presidente, chiedo scusa, avvocato Cianferoni.
Propongo questo, cioè se poi l'economia dell'udienza consentirà nella giornata odierna al Pubblico Ministero l'interlocuzione sulla questione da noi proposta, l'oralità fa premio, e tutto verrà discusso oralmente.
Altrimenti, io chiedo termine per memoria, dopodiché la Corte deciderà; cioè se il Pubblico Ministero dovesse differire nel tempo...
PRESIDENTE: Avvocato, vediamo che cosa succde; poi, se ne parlerà. Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Bene, possiamo far passare la signora...
AVVOCATO Ceolan: Scusi dottor Nicolosi. Il signor Bagarella - Presidente, sono l'avvocato Ceolan - vorrebbe fare una dichiarazione spontanea.
PRESIDENTE: Faccia la dichiarazione.
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Aspetti un momentino, perché non si sente bene. Vuol controllare, per favore?
IMPUTATO Bagarella: Sì. Mi scusi, signor Presidente, ma purtroppo io... Siccome ho sentito le argomentazioni del mio avvocato, e noi qua siamo in galera per questi signori chiamati pentiti, no? Ora, se lei gentilmente ci poteva dare questa risposta subito, in modo che, se lei non accetta niente di quello che ha detto l'avvocato, io qua che cosa ci faccio? A riscaldare il posto? Io me ne vado al carcere, e basta. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE: Abbiamo già detto il perché non possiamo dare nessuna risposta, e soprattutto non possiamo far intervenire il Pubblico Ministero ora.
Procediamo all'esame, e speriamo di poter risolvere la cosa in udienza.
Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Va be', Presidente, possiamo far passare la signora Correra.
PRESIDENTE: E' per la signora Correra che avevamo...?
AVVOCATO Gramigni: E' assistita da me la signora Correra, signor Presidente: avvocato Gramigni.
PRESIDENTE: Ah, benissimo. Eh, perché a noi risultava non...
Si accomodi, signora.
*EX 210 Correra A.: Grazie, grazie.
PRESIDENTE: Beh, intanto ci può dire le sue generalità.
EX 210 Correra A.: Sì. Correra Angela, nata a Palermo il 20 settembre 1960.
PRESIDENTE: Mi pare che debba essere sentita come...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, è una di quelle persone richiamate.
PRESIDENTE: Richiamate per la nuova versione del 513.
PUBBLICO MINISTERO: Tutti i preliminari sono già fatti.
PRESIDENTE: Quindi lei ricorda che è già stata, è già comparsa davanti alla Corte.
EX 210 Correra A.: Sì.
PRESIDENTE: E' stata invitata a dichiarare se, essendo sentita come imputata ex 210, e avendo la facoltà di dichiarare "voglio rispondere" o "non voglio rispondere", disse "non voglio rispondere".
EX 210 Correra A.: Infatti.
PRESIDENTE: A seguito della modifica di questo 513 del Codice di rito, siamo stati obbligati a ricitarla, e dobbiamo porle la stessa domanda: vuole rispondere o non vuole rispondere?
EX 210 Correra A.: No, non voglio rispondere.
PRESIDENTE: A questo punto, può accomodarsi.
EX 210 Correra A.: Grazie.
PRESIDENTE: Buongiorno.
*EX 210 Correra A.: Buongiorno.
PRESIDENTE: Allora, chi sentiamo ora?
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo, mi dicono che è presente il signor Tosonotti.
PRESIDENTE: Si accomodi. Ci vuol dire per cortesia il suo nome e cognome?
*EX 210 Tosonotti: Enrico Tosonotti.
PRESIDENTE: Lei ricorda che è già stato, è già comparso davanti a questa Corte?
EX 210 Tosonotti: Sissignore.
PRESIDENTE: Gli era stato richiesto se voleva o meno rispondere, nella sua qualità di... sentito come imputato per reati o procedimenti connessi, lei dichiarò di non volere rispondere: se lo ricorda?
EX 210 Tosonotti: Sissignore.
PRESIDENTE: Siccome la legge relativa è stata modificata di recente, in seguito a queste modifiche abbiamo il dovere di richiamarla per sentire se, per caso, ha cambiato idea, se vuole rispondere, o se invece vuole dichiarare "non voglio rispondere".
*EX 210 Tosonotti: Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
PRESIDENTE: Si accomodi. Ce n'è ancora qualche altro?
PUBBLICO MINISTERO: C'è la signora Siclari.
PRESIDENTE: Si accomodi. Lei vuol dirci il suo nome e cognome?
*EX 210 Siclari M.M: Siclari Maria Maddalena.
PRESIDENTE: Anche questo era un imputato ex 210.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Ed è già comparsa davanti alla Corte, alla quale dichiarò di volersi avvalere della facoltà di non rispondere, posto che la sentivamo - come oggi la sentiamo - come imputata per reato o procedimento connesso.
La legge è stata modificata, abbiamo dovuto - proprio perché così impone la legge - richiamarla per sentire se vuole rispondere o non vuole rispondere.
EX 210 Siclari M.M: Io raccolgo sempre la facoltà di non rispondere.
PRESIDENTE: Si accomodi, può andare.
*EX 210 Siclari M.M: Grazie.
PRESIDENTE: Buongiorno. Chi abbiamo ancora?
PUBBLICO MINISTERO: Non so, Presidente, se c'è qualcun altro.
(voce fuori microfono) Sì, ce n'è un altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora c'è dei testimoni, Presidente.
PRESIDENTE: Ma ci dovrebbe essere anche Basile?
PUBBLICO MINISTERO: C'è Basile? Sì, allora facciamo passare Basile.
PRESIDENTE: E Imperatore.
PUBBLICO MINISTERO: Imperatore, ho sentito il suo difensore, dice che arriverà intorno a mezzogiorno, quindi.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Imperatore, così mi dicono.
PRESIDENTE: Si accomodi.
*EX 210 Basile: Grazie.
PRESIDENTE: Ci vuol dire il suo nome, cognome?
EX 210 Basile: Basile Giuseppe.
PRESIDENTE: Lei ricorda che è già stato, è già comparso davanti alla Corte?
EX 210 Basile: Sì.
PRESIDENTE: E, a quell'udienza, in qualità di imputato per reato, procedimento connesso, lei ha dichiarato che non voleva rispondere.
EX 210 Basile: Mi avvalevo della facoltà di non rispondere.
PRESIDENTE: Siccome c'è stata una modifica della legge che ha imposto di rinnovare la comparizione, per vedere se, per caso, ha cambiato idea, lei, sempre quale imputato, ha diritto di dirci: "voglio rispondere", o "non rispondere."
EX 210 Basile: No, mi avvalgo sempre della facoltà di non rispondere.
PRESIDENTE: Si può accomodare. Buongiorno.
*EX 210 Basile: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Allora passiamo ai testi?
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo passare, allora, Polacci.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Non vuole le telecamere?
Allora, per cortesia, questo teste non vuol essere ripreso.
Mi ascolta, mi sente? Spegnere la telecamera, per favore.
Ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza.
*TESTE Polacci: Angelo Polacci, nato a Forte dei Marmi il 12/09/47.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Polacci: Ivi residente, via Piave 21.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Polacci: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Polacci, buongiorno.
TESTE Polacci: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci dice che tipo di attività lavorativa svolge?
TESTE Polacci: Prego, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Che lavoro svolge.
TESTE Polacci: Agente immobiliare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dov'è che esercita questa attività?
TESTE Polacci: A Forte dei Marmi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei conosce una persona che si chiama Fondi? Fondi Massimo?
TESTE Polacci: Io non lo conosco. Sono venute da me delle persone per un affitto di una casa. Ma, Fondi Massimo, non lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora ci spieghi un pochino... Siccome lei, alla mia domanda su Fondi mi sta rispondendo che è venuto qualcuno per chiedere l'affitto di una casa...
TESTE Polacci: Persone...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi. Mi faccia capire come ha fatto ad abbinare alla mia domanda sul nome del Fondi, che qualcuno era venuto a chiederle in affitto una casa.
TESTE Polacci: Le spiego semplicemente perché ho collegato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Polacci: Perché su questa faccenda, venne da me il maresciallo Leggeri di Firenze, per capire determinate cose.
E, quindi, mi fece la domanda su questo Fondi. Ecco perché.
E comunque io feci una deposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora lei deve comprendere una cosa. Così glielo dico, mi evita domande.
Quello che lei ha riferito nelle indagini, qui, a parte il sottoscritto e i difensori, la Corte, a cui lei sta parlando, non sa nemmeno una parola.
TESTE Polacci: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le faccio questo avvertimento, come dire, per rendere più fluida la sua...
TESTE Polacci: Comunque io ho voluto abbinare questa cosa, in quanto, il riferimento Fondi, ecco qual era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino allora in che occasione, in quali circostanze, lei si è dovuto interessare di questo affitto.
Lei ha detto: 'sono venute delle persone a chiedermi una...'
TESTE Polacci: Ma lei mi sta facendo una domanda che mi deve richiamare la memoria diverso tempo fa.
Quindi, è un po' un azzardo.
PRESIDENTE: Lei cominci a cercare di ricordare quello che si ricorda.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Poi, il Pubblico Ministero, ci penserà a farle venire in mente qualche altro particolare.
TESTE Polacci: Mi ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Allora, questo nome: Fondi, non le dice nulla.
TESTE Polacci: Mi dice...
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Polacci: ... il riferimento al maresciallo Leggeri che mi aveva chiesto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, maresciallo Leggeri.
Senta, io poi - lo farò vedere alla Corte - ho un appunto che lei aveva nei suoi documenti, nella sua agenzia.
Allora, siccome leggo, poi magari lo mostro questo documento:
"Signor Fondi 963921. Affitti '93."
Poi, sotto, c'è scritto: "Agostino" e un numero di cellulare.
"Tosonotti" e un numero di Milano.
E c'è sotto una firma del signor Polacci Angelo.
Siccome questo documento viene dalla sua agenzia, ricorda qualcosa, ora che le sto dando questi riferimenti?
TESTE Polacci: Io ricordo, le ripeto, non conosco la persona; e, tantomeno il nome. Il nome è stato riallacciato con il maresciallo Leggeri.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, signor Polacci, questo documento è manoscritto da lei. Lei lo ha consegnato al maresciallo Leggeri.
Quindi, voglio dire, non è che lo ha scritto il maresciallo Leggeri: "Signor Fondi", e il numero di telefono. Ha capito?
TESTE Polacci: Senta, io feci un affitto, all'epoca...
PUBBLICO MINISTERO: Oh, vediamo se ci arriviamo.
TESTE Polacci: ... con un... Esatto. Sono venute delle persone, le quali mi hanno detto di prendere in affitto una casa in periodo estivo con, in collaborazione l'agenzia Ghirlanda. Mi sembra di ricordare, Carrara.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Polacci: E dovrebbe esserci il contrattino d'affitto. Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti c'è il contrattino d'affitto.
Ora che le ho fatto il nome che risulta su questo appunto, ci sono due nomi: Agostino, e poi c'è il nome Tosonotti.
Se riesce a ricordare qual... Siccome lei fa di mestiere l'agente immobiliare, quindi penso che di affitti di estate ne farà diversi.
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riesce a ricordare qualcosa di specifico su questo...
TESTE Polacci: Ricordo il nome di Tosonotti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perfetto.
Allora, vediamo se ci riesce a raccontare com'è che si è snodata questa vicenda dell'affitto di questa casa.
TESTE Polacci: Questo signor Tosonotti era accompagnato da altre due persone. Che, da quello che mi risulta, dovrebbero essere quelle che lei mi sta elencando.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, questo nome Agostino?
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello... Ecco.
Che cosa è accaduto, cosa fece? Che appartamento fece vedere a queste persone?
TESTE Polacci: Feci vedere una villetta nella via, in Forte dei Marmi, nella via Duca D'Abruzzi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda di chi era questa villetta?
TESTE Polacci: Sì. Della signora Culiolo Franca.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, come periodo in cui doveva essere, diciamo, preso in affitto questa villetta, si ricorda per quali mesi e di quale anno stiamo parlando?
TESTE Polacci: No, l'anno non me lo ricordo, onestamente.
Il periodo estivo di luglio e agosto, questo sì, ma l'anno...
PUBBLICO MINISTERO: L'anno non se lo ricorda.
TESTE Polacci: '93, '94. Non mi ricordo, onestamente.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto, siccome lei ha fatto riferimento al maresciallo Leggeri che era, per l'appunto, l'ufficiale della DIA che l'ha interrogata, lei venne sentito il 12 febbraio del '96. E, in quella occasione, evidentemente il suo ricordo era più preciso. Perché, a una domanda del tipo di quella che le ho rivolta adesso, lei ha risposto che, pressappoco, era nel mese di aprile-maggio '93.
E la richiesta di questa villa in affitto, di una villa di cinque camere, era per il periodo dal giugno all'agosto '93.
TESTE Polacci: Periodo estivo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi conferma, allora, che la data è del '93?
TESTE Polacci: Senza dubbio. Se risulta lì, non vedo il motivo per non...
PRESIDENTE: Allora lei disse queste cose, stava dicendo cose vere, che ricordava...
TESTE Polacci: Certo, confermo. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, signor Polacci, ma siccome c'è anche, in quel documento che lei consegnò al maresciallo Leggeri, c'è questa scritta. "Affitti '93", devo concludere che siamo nel '93.
TESTE Polacci: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ora, si ricorda com'è che questo signor Tosonotti capitò nella sua agenzia? Chi lo mandò, se gli telefonò questo, per caso, questo famoso signor Fondi?
TESTE Polacci: Mah, questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, siccome oggi si ricorda poco...
TESTE Polacci: Abbia pazienza, ma ci sono passati del tempo sopra, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Lo so. infatti, lo so bene.
Allora...
TESTE Polacci: Non vedo perché dovrei nascondere...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. No, no, ma io non le sto dicendo...
TESTE Polacci: Devo fare richiamo alla mia memoria.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ma, infatti, è quello che...
PRESIDENTE: Non le stiamo facendo un processo. Il Pubblico Ministero...
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo cercando di farlo...
PRESIDENTE: Però, avendo avanti a sé...
TESTE Polacci: No, mi sta dicendo, non ho memoria...
PRESIDENTE: Avendo davanti a sé delle dichiarazioni che lei ha reso, deve...
TESTE Polacci: Io sono qua per confermargliele.
PRESIDENTE: Non è questione di confermarle, o meno.
Lei, prima senta che cosa ha detto.
TESTE Polacci: Sì.
PRESIDENTE: Poi, riterrà se ritiene, di confermarla, o meno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, signor Polacci, 12 febbraio '96. E il verbale io l'ho sotto gli occhi, lei disse, siccome le chiedevano: 'conosce il signor Fondi? Il maresciallo Leggeri?'
E lei rispose:
"Il nome di Fondi, mi fa venire in mente una persona che, telefonicamente, mi fece pressappoco una richiesta di una villa di cinque camere."
Il periodo è quello che abbiamo detto poco fa.
"Il Fondi mi telefonò per un numero imprecisato di volte che non saprei quantificare.
Lo stesso Fondi, la prima volta per telefono, mi chiese se avevo nella mia disponibilità una villa che avesse i requisiti delle cinque stanze.
Una seconda volta, Fondi, venne fisicamente di persona in compagnia di un'altra persona che mi venne presentata come Tosonotti."
Riesce a mettere a fuoco i suoi ricordi, ora?
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Andaste, quindi, a vedere questa villa in via Duca Degli Abruzzi.
TESTE Polacci: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Della signora Culiolo Amati Franca.
TESTE Polacci: Amati Franca.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Come andò la conclusione di questo contratto?
Filò tutto liscio, andò a buon fine? Ecco, riesce a ricordarlo?
TESTE Polacci: Io gli feci il contrattino di affitto e lasciarono quello che dovevano lasciare, risulta lì, dal contrattino. Non mi ricordo cos'era la caparra, quello che era. Mi sembra circa... Non so, 10 milioni. Può essere?
PUBBLICO MINISTERO: Può essere.
Ecco, si ricorda come vennero dati questi 10 milioni?
TESTE Polacci: Mi sembra di ricordare, forse, due circolari.
PUBBLICO MINISTERO: Due assegni circolari?
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quant'era, diciamo, questo contratto di affitto, per quale somma era stato stipulato?
10 milioni, lei ha detto, sono la caparra. Capisco.
TESTE Polacci: Forse penso su... circa 30.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questo...
TESTE Polacci: Normalmente è un terzo, la caparra. Quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, Quindi è un terzo; quindi lei pensa 30 milio...
TESTE Polacci: Mi sembra di ricordare sui 30.
PUBBLICO MINISTERO: 30 milioni.
Questa trattativa con la proprietaria, chi la condusse? Questo signor Tosonotti?
TESTE Polacci: No, con la proprietaria la condussi io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico, ma c'era presente questo Tosonotti a vedere la villa...
TESTE Polacci: Certo. E' venuto a vederla.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Rimase di suo gradimento?
TESTE Polacci: Eh, penso proprio di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cosa accadde dopo la consegna di questi assegni per 10 milioni alla proprietaria?
TESTE Polacci: Mi sembra che non andò in porto l'affitto. Non potevano venire per causa malattia, o quant'altro. Questa era la comunicazione che avevano dato a me.
E quindi desiderava, l'agenzia Ghirlanda, quindi in persona del signor Tosonotti, di intascare la caparra, subaffittando. Il che non avvenne.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi capisco bene che, dopo la consegna di questo, di questa caparra, ci fu, per così dire, un ripensamento?
TESTE Polacci: Sì. Non hanno mai abitato la casa.
PUBBLICO MINISTERO: Non hanno mai abitato la casa.
Si ricorda chi è che le dette questa comunicazione: "La casa non interessa più"?
TESTE Polacci: Oddio, mi sembra... mi sembra proprio il signor Tosonotti.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro?
TESTE Polacci: Proprio sicuro, no. Però non mi ricordo molto bene se era lui, o tramite agenzia... Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda.
TESTE Polacci: Non me lo ricordo proprio.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre in quel famoso verbale del 12 giugno... del 12, mi scusi, febbraio '96, lei disse:
"Passarono circa 10 giorni e non ricevetti nessuna telefonata.
Circa verso il 12-13 giugno '93, ricevetti una telefonata da tale Agostino che mi diceva: per impegni familiari, o di lavoro, non possiamo più prendere la villa.
Io chiesi se l'interlocutore era il signor Tosonotti..."
TESTE Polacci: Ecco, allora è così.
PUBBLICO MINISTERO: "... ma come risposta ricevetti l'esclamazione: no, non sono Tosonotti, sono Agostino e siamo tutti una famiglia."
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma questa...
TESTE Polacci: Confermo, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, le telefonò una persona che era diversa da Tosonotti. Era questa persona che si chiamava, che si presentava al telefono come Agostino.
TESTE Polacci: Si era dichiarato come tale, infatti, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le lasciò, per caso, anche un numero di telefono, questa signor Agostino?
TESTE Polacci: Sì, avevo dei numeri di telefono di cellulari.
PUBBLICO MINISTERO: Era un numero di cellulare.
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non mi azzardo nemmeno a chieder se si ricorda il numero di questo cellulare...
TESTE Polacci: Non me lo ricordo, ma sicuramente è lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' il numero di cellulare che lei ha riportato nel documento che ha consegnato al maresciallo?
TESTE Polacci: Presumo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che era la famosa cartellina, diciamo, dove c'era il contratto.
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo un altro chiarimento. Mi pare che lei lo ha, ha fatto un accenno, ma voglio essere sicuro.
Lei ha detto che quando il Tosonotti le dette questi 10 milioni in assegni...
TESTE Polacci: Circolari.
PUBBLICO MINISTERO: ... circolari, si ricorda anche che banca, per caso?
TESTE Polacci: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Disse di intestare la fattura, la ricevuta, all'agenzia Ghirlanda.
TESTE Polacci: Ghirlanda.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chiese come mai questa fattura era intestata, diciamo, né a Tosonotti, né a Fondi, che era la persona che aveva portato... ma, addirittura ad una agenzia?
TESTE Polacci: No, non ricordo se chiesi il motivo per cui... Così mi fu richiesto e così rilasciai.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito degli assegni, lei aveva trattenuto una copia di questi assegni, una fotocopia, un...
TESTE Polacci: Sì, rilasciai, mi sembra, anche al maresciallo Leggeri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, se io ora le leggo quanto è riportato nel verbale, lei consegnò, per l'appunto, al maresciallo, due assegni circolari emessi dal Banco di Sicilia agenzia 27. Assegni che erano emessi in data 12 maggio 1993.
Si tratta di questi due assegni da 5 milioni ciascuno.
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: questa copia è la copia proprio degli assegni che lei ricevette da Tosonotti?
TESTE Polacci: Sì, sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, siccome abbiamo fatto riferimento a questo documento. Io, se il nostro operatore può darci il visore.
Ecco, ispettore, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Lo vede? Sennò si gira di dietro, vede ancora meglio, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, guardi dietro...
Ecco, è la copia, diciamo, della sua cartella, questa del...
TESTE Polacci: (voce fuori microfono)
Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' la sua grafia, quella?
TESTE Polacci: (voce fuori microfono)
Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se può ripetere la risposta al microfono.
PRESIDENTE: La ripete al microfono?
TESTE Polacci: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire... Ecco, vedo in alto: "Signor Fondi", e c'è un numero di telefono, mi pare.
Ecco, poi c'è: "Affitti '93", e poi "Agostino", e un numero di cellulare. E' il cellulare a cui faceva riferimento lei.
TESTE Polacci: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, sotto - io ora qui sono in controluce - c'è scritto: "Tosonotti..."
TESTE Polacci: I numeri del signor Tosonotti.
PUBBLICO MINISTERO: Del signor Tosonotti.
Poi, sotto, c'è... quella è la sua firma, quella che vediamo in basso al documento.
TESTE Polacci: Sì. Sì, è la mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, passiamo all'altro documento.
Ecco, questo è il modulo di cui lei si serviva?
TESTE Polacci: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Ora, se l'ispettore riesce a inquadrare l'intestazione, mi pare che c'è scritto in alto a destra: "Agenzia Ghirlanda".
Eccolo lì.
Vedo un appunto scritto a penna in alto a destra: "Riferimento signor Agostino", e di nuovo il numero del cellulare.
TESTE Polacci: E' il riferimento quando mi telefonava, appunto, feci riferimento al numero che riportai lì.
PUBBLICO MINISTERO: Riportò il numero del cellulare sul...
TESTE Polacci: Rilasciato, sì. Quando...
PUBBLICO MINISTERO: ... su questo contratto.
Vogliamo vedere in basso, ispettore, se c'è la firma, qualche firma?
Ecco, quella a sinistra sarebbe la firma di?
TESTE Polacci: Agenzia Ghirlanda.
PUBBLICO MINISTERO: A sinistra. In basso è di nuovo la sua firma, quella che vediamo?
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la data è... Non riesco a vederla. 13 maggio?
TESTE Polacci: 13 maggio '93.
PUBBLICO MINISTERO: 13 maggio '93.
Quindi questa fu la data in cui le vennero consegnati...
TESTE Polacci: Materialmente.
PUBBLICO MINISTERO: ... i due assegni circolari di cui abbiamo detto.
Ecco, poi lei ha detto, poco fa ha detto, veramente gliel'ho ricordato io: ricevette questa famosa telefonata da Agostino.
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le spiegarono...
TESTE Polacci: Così si dichiarò.
PUBBLICO MINISTERO: Le spiegarono per quale motivo questa villa non era più di loro gradimento?
TESTE Polacci: Per motivi di salute, non potevano venire.
Mi chiedevano di subaffittare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e con queste persone, dopo questa disdetta, come rimaneste d'accordo?
Voglio dire: c'era una caparra di 10 milioni già incamerata, ecco.
TESTE Polacci: Incamerata dalla signora Amati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci furono discussioni, contatti...
TESTE Polacci: So che si sentirono direttamente loro. Ma presumo che non abbiano potuto ritirare niente, perché, di norma, la caparra si perde.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi diciamo, questi 10 milioni...
TESTE Polacci: Sono rimasti alla signora Amati.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda a chi erano intestati questi assegni circolari?
TESTE Polacci: Non lo ricordo. Però mi sembra di ricordare che era un nominativo che gira... un girante, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non erano assegni né intestati al signor Tosonotti, né all'agenzia Ghirlanda, né ad Agostino...
TESTE Polacci: Mi sembra di no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome risulta, per l'appunto, dalla copia degli assegni che lei consegnò al maresciallo, che questi due assegni erano all'ordine di certo Roberto Biagini, con firma di girata.
TESTE Polacci: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Le viene in mente, conferma che si tratta...
TESTE Polacci: Confermo, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: ... di questi dati.
Quindi, poi, non ha... Diciamo, dopo questa, chiamiamola disdetta, non ha più avuto occasione, modo di contattare, di rivedere questo Tosonotti...?
TESTE Polacci: No, assolutamente. Io, l'unico contatto che ho avuto di nuovo dopo questo evento, è quello del maresciallo Leggeri, dopo un paio di anni, forse, a questo punto, un anno e mezzo...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, diciamo che, fino a prova contraria, però, il maresciallo Leggeri non ha a che fare col Tosonotti o col...
TESTE Polacci: Lo so. Dico, non ho più avuto modo di se...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Polacci: Volevo dire che non ho più avuto modo di sentire...
PUBBLICO MINISTERO: Di seguire...
TESTE Polacci: ... loro, se non in quella occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per caso si ricorda con quale autovettura erano, era venuto il signor Tosonotti quando ci furono queste trattative?
TESTE Polacci: Io non lo ricordo molto bene, però presumo che fosse un Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, una macchina grossa, comunque.
TESTE Polacci: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ha avuto poi modo di vederlo a Forte dei Marmi per un qualche motivo?
TESTE Polacci: No. No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi non ha più avuto motivo, anche se qui, sempre - mi dispiace farglielo rilevare, ma insomma - lei venne sentito anche poi il 29 febbraio del '96, disse che aveva forse rivisto questa persona in un caffé, lì, al Forte dei Marmi, al Caffé Principe. Può essere, o no?
TESTE Polacci: Era sempre il riferimento a quel periodo lì, dell'affitto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Quindi, diciamo, non ha più avuto modo di avere un qualunque rapporto con queste persone.
TESTE Polacci: No.
PUBBLICO MINISTERO: Sa se poi questo signor Tosonotti prese qualche altra casa da qualche altra parte?
TESTE Polacci: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Insomma, lei non ne ha mai saputo niente.
TESTE Polacci: Finito quella vicenda lì, non ho più saputo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io, Presidente, avrei concluso. E chiederei di produrre questi due documenti che abbiamo mostrato al signor Polacci, che erano allegati, per l'appunto, in copia al verbale delle sue dichiarazioni rese alla DIA il 12 febbraio '96.
PRESIDENTE: Ora vediamo se le parti civili hanno domande da fare. Nessuna domanda?
I difensori hanno domande? Nessuna.
E, sulla richiesta di produzione, ci sono opposizioni? Nessuna opposizione.
Lei può andare.
*TESTE Polacci: Grazie.
PRESIDENTE: Gli atti richiesti in produzione dal Pubblico Ministero sono ammessi.
Chi sentiamo ora?
PUBBLICO MINISTERO: Non so chi c'è, Presidente.
Nannola.
PRESIDENTE: Ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Nannola: Nannola Nicola. Nato il 30/07/65 a Roma, residente in via della Resistenza 40.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole leggere quella formula?
TESTE Nannola: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Allora, signor Nannola, buongiorno.
TESTE Nannola: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vuol dire lei alla Corte che tipo di lavoro svolge, dove abita, che luoghi abitualmente frequenta?
TESTE Nannola: Io abito su, a San Cesario. Faccio il meccanico di moto. E sto lì in officina a San Cesario.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, frequenta qualche locale a Roma?
TESTE Nannola: No.
PUBBLICO MINISTERO: Qualche bar?
TESTE Nannola: No.
PUBBLICO MINISTERO: Oggi. Nel '93?
TESTE Nannola: Nel '93, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a me, quello che interessa, è in quel periodo lì.
TESTE Nannola: Eh, apposta...
PUBBLICO MINISTERO: E qual era questo bar, in quale zona di Roma?
TESTE Nannola: A Torre Maura.
PUBBLICO MINISTERO: A Torre Maura.
Il bar come si chiama?
TESTE Nannola: Bar '71, Free Style. Ha cambiato nome.
PUBBLICO MINISTERO: Free Style. Bar Free Style.
Senta, conosce lei delle persone, una che si chiama Santamaria e una che si chiama Gesù?
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spieghi un attimino che relazioni, che rapporti di conoscenza aveva con questo...
Cominciamo dal signor Santamaria, via.
TESTE Nannola: Uno per volta, sennò...
PUBBLICO MINISTERO: Uno per volta.
TESTE Nannola: Era un amico, lo vedevo lì al bar. Ci vedevamo tutti i pomeriggi.
PUBBLICO MINISTERO: Ci aveva qualche soprannome questo Santamaria?
TESTE Nannola: Sì, "melanzone", lo chiamavano.
PUBBLICO MINISTERO: "Melanzone".
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Melanzone". E era una semplice conoscenza...
TESTE Nannola: Sì, da una amicizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Nannola: Come può essere amico, senza spartirci niente. Però era un amico che conoscevo, ci vedevamo lì al bar.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avevate anche una certa confidenza, voglio dire.
TESTE Nannola: Sì, abbastanza.
PUBBLICO MINISTERO: E, senta, in questo solito bar, bazzicava pure questo signor Gesù?
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un attimino chi era questo Gesù. Come si chiamava di nome, innanzitutto.
TESTE Nannola: Giacomo.
PUBBLICO MINISTERO: Giacomo. E era una conoscenza di bar, era una conoscenza...
TESTE Nannola: Gesù era più... ero più amico con Gesù, che con Santamaria. Questo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era, come le posso dire, uno che ci parlavo, le schedine del Totocalcio, in generale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e sempre in questo ambiente: Torre Maura, al bar Free Style, eccetera, ha conosciuto qualcuno che si chiama Scarano?
TESTE Nannola: Scarano Franco.
PUBBLICO MINISTERO: Franco Scarano.
TESTE Nannola: Franco Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E questo Franco Scarano, con questo Franco Scarano, che tipo di rapporti aveva?
TESTE Nannola: Niente. Lo salutavo soltanto.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Nannola: Lo salutavo soltanto, così.
PUBBLICO MINISTERO: Ah ecco.
TESTE Nannola: Non ci avevo rapporti...
PUBBLICO MINISTERO: "Ciao-ciao", ecco.
TESTE Nannola: Sì, così, quando lì al bar, che era tutto...
PUBBLICO MINISTERO: E ci spiega una cosa? Con queste persone: Scarano Franco, Santamaria, Giacomo Gesù, eccetera...
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei ha avuto, in qualche occasione, da parlare, da discutere, da sentire qualcosa di particolare?
TESTE Nannola: Col Gesù Giacomo, ci ho parlato. Una volta, ci avevo problemi con mia moglie, ci siamo messi lì a parlare, abbiamo discusso così.
Con Santamaria pure parlavamo da amici, amici di bar.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, le ho fatto una domanda un po' più specifica.
Ha mai sentito fare dei discorsi, degli inviti, delle esortazioni da parte di Santamaria, o di Gesù Giacomo, a non andare allo stadio in qualche domenica particolare?
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire un pochino in dettaglio, al meglio dei suoi ricordi...
TESTE Nannola: Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Al meglio dei suoi ricordi. Ecco, via.
TESTE Nannola: Una volta stavamo lì, distanti un po' dal bar, in un posto dove ci vedevamo con qualche amico. Ho sentito Santamaria di non andare allo stadio.
Disse: 'domani non andiamo allo stadio.'
PUBBLICO MINISTERO: Ma quel era il motivo?
TESTE Nannola: Ma non lo so, questo non lo so. Il motivo non lo so in particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ma ci spiega...
TESTE Nannola: Ho sentito... Stavo a distanza, non è che mi ha detto a me diretto, lo ha detto così in generale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in che periodo siamo quando avviene, diciamo, questa esortazione, questo invito?
TESTE Nannola: Eh, questa, non me la ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei, poco fa, rispondendo alle mie prime domande, ha detto che questo bar lo frequentava nel '93.
TESTE Nannola: Sì, perché poi sono andato via io da laggiù...
PUBBLICO MINISTERO: Quando è andato via da lì?
TESTE Nannola: Due anni fa, un anno e mezzo fa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non lo so...
TESTE Nannola: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Nel '95?
TESTE Nannola: Sì, '95, '94. Non me la ricordo, di preciso. Questo, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, veda un pochino, Scarano Franco, nel periodo in cui c'era stato questo invito da parte di Santamaria, era lì al bar, ci aveva qualche problema...
TESTE Nannola: No, Franco Scarano, in quel periodo, era... aveva gli arresti... come si dice? Quelli, che stava all'ospedale.
PUBBLICO MINISTERO: Arresti ospedalieri.
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aveva avuto delle vicende, lei la conosceva questa storia?
TESTE Nannola: Sì, la storia...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, vede, già abbiamo dato un punto di riferimento.
Cioè, un periodo era, il periodo in cui questo Scarano Franco stava agli arresti ospedalieri.
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ci era stato, per caso, a trovarlo, a...
TESTE Nannola: Sì, una domenica ci sono stato anch'io.
PUBBLICO MINISTERO: E con chi ci è andato?
TESTE Nannola: Io e mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: A trovare Franco Scarano?
TESTE Nannola: Sì, perché stavamo lì, ho visto loro andar via, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e con riferimento a, diciamo, all'epoca in cui il Santamaria fa questa uscita, dice: 'ma è meglio domani non andare allo stadio', e quelle in cui questo Franco Scarano era in ospedale, era agli arresti ospedalieri?
TESTE Nannola: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome... se riesce a ricordare, eravamo più verso l'estate, eravamo più verso l'autunno, l'inverno...
TESTE Nannola: Questa non me la ricordo. Già fatti...
PUBBLICO MINISTERO: Questa qui non la ricorda.
TESTE Nannola: No, questa qui, no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e con Giacomo Gesù, ha avuto modo di scambiare qualche battuta, qualche discorso...
TESTE Nannola: No.
PUBBLICO MINISTERO: Assolutamente no.
TESTE Nannola: Assolutamente no.
PUBBLICO MINISTERO: Non è che lei di questa vicenda dello Stadio ne ha parlato con il signor Gesù?
TESTE Nannola: No. Dopo si facevano commenti quando già era uscito sul giornale che...
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo di commenti, mi scusi, e su quali fatti?
TESTE Nannola: Che era uscito il fatto del... che avevano... dice di Torre Maura, tutte cose così, commenti così...
PUBBLICO MINISTERO: Di Torre Maura..
TESTE Nannola: Di Torre Maura, questo fatto qui dello Scarano che era di Torre Maura.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano, stiamo parlando di chi?
TESTE Nannola: Io sto parlando quando era uscito il fatto che ci stava la foto di Scarano sul giornale, questo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Scarano Franco...?
TESTE Nannola: No, no, il padre.
PUBBLICO MINISTERO: Il padre, ecco. E quando commentavate questo arresto di Scarano si commentò fra di voi, cosa? Ci spieghi un pochino meglio.
TESTE Nannola: Ma, commentai... quando vedi un giornale fai i commenti su quello che vedi sul giornale, non è che mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non è in grado di dare ulteriori dettagli su questo fatto.
TESTE Nannola: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma a lei a Santamaria, di questo fatto, gli chiese spiegazioni? Dice: 'ma scusa, perché domani non bisogna andare allo stadio?'.
TESTE Nannola: No, lì per lì, no. Poi ho visto che, dice: 'domani non andate allo stadio', poi ho visto che allo stadio non è successo niente. Non c'ho pensato, perché io non è che stavo a contatto con loro, capito? Non è che stavo lì sempre insieme a loro.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito, ma, voglio dire, se uno dice: 'domani voglio andare alla partita'...
TESTE Nannola: Così, l'ha detto così, non so.
PUBBLICO MINISTERO: No, mi scusi, signor Nannola, io ho bisogno di capire, poi ognuno trae le conclusioni che gli sembrano più pertinenti.
Io voglio capire se le sembrò normale che questo signor Santamaria, mentre eravamo tutti lì al bar Free Style, se ne viene, dice: 'ma, domani è meglio non andare allo stadio'.
TESTE Nannola: M'ha fatto... sì, ma io...
PUBBLICO MINISTERO: Io gli avrei chiesto: 'scusa, perché non...?'
TESTE Nannola: Ma non è che me l'ha detto rivolto a me, personalmente. Stavamo...
PUBBLICO MINISTERO: A tutti.
TESTE Nannola: Stavamo lì, eravamo un po' di persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non ci fu nessuno che si alzò a dire: 'o' Santamaria, come mai non bisogna andare allo stadio domani?'
TESTE Nannola: Questo non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Non glielo so dire.
Senta, lei dice: 'l'epoca di questo fatto non me ne ricordo. Posso dire che c'era Franco Scarano agli arresti ospedalieri'.
TESTE Nannola: Sì, solo questo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda che lei venne interrogato dall'ufficiale della DIA?
TESTE Nannola: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche quando?
TESTE Nannola: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, glielo dico io. Lei venne interrogato il 4 aprile del '96. E lei disse, riferendosi a questi fatti dello Stadio, eccetera, dice:
"Guardi, sono convinto che questo episodio è accaduto di settembre. Dico così perché nell'occasione in cui Santamaria lo disse, tanti di noi erano..."
TESTE Nannola: Ah, sì... adesso me lo ricordo. Eravamo ritornati, come si può dire, da...
PUBBLICO MINISTERO: Dalle vacanze.
TESTE Nannola: Dalle vacanze che stavamo tutti in gruppo, lì, eravamo parecchie persone, quando uno ritorna dalle ferie...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Nannola: Si raccontano le storie delle vacanze...
PUBBLICO MINISTERO: Si raccontano le avventure estive, diciamo.
TESTE Nannola: Ecco, perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ora, conferma che...
TESTE Nannola: Sì, sì, questo qui me lo ricordo che lo dissi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi abbiamo dato, vede, già un periodo. Siamo a settembre, siamo nel '93.
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dico bene? Senta, siccome lei ha detto: 'commentammo poi l'arresto di Scarano padre, in relazione ai fatti di strage che erano avvenuti a Roma, eccetera'.
Lei con questi altri, al di là... con quegli altri frequentatori del bar Free Style, voglio dire, vi scambiaste delle opinioni, ci furono commenti in relazione ai fatti che erano accaduti a Roma, dello...
TESTE Nannola: Questo non me la ricordo, i commenti normali quando vedi un giornale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, furono semplicemente, possiamo dire, chiacchiere di bar.
TESTE Nannola: Chiacchiere di bar.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
Senta, quindi con lo stesso Santamaria poi, non ha avuto più modo di riprendere questo discorso...
TESTE Nannola: No, da allora io con Santamaria non c'ho più parlato, non...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, io le ho chiesto più volte se per caso lei avesse chiesto spiegazioni a Santamaria di questo invito. Lei poi venne, dopo quella volta, cioè dopo il 4 aprile del '96, lei venne interrogato nuovamente il 16 aprile del '96, e la interrogò il Pubblico Ministero, il dottor Chelazzi.
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei, in quella occasione, disse:
"Era presente Santamaria" - leggo testualmente - "Era presente Santamaria ed egli intervenne nel discorso con quelle parole che ho già riferito. Disse appunto: 'O' non andate allo stadio'. Disse queste parole con un atteggiamento per lui tipico, come chi vuol farsi sentire quando dice qualcosa."
TESTE Nannola: Ma, no. Santamaria era un tipo, come posso dire, tutto che se... tipo, non so come spiegarglielo...
PUBBLICO MINISTERO: A bullo?
TESTE Nannola: Sì, tipo così, capito? E' un tipo...
PUBBLICO MINISTERO: Spavaldo.
TESTE Nannola: Bravo, spavaldo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi lei non dette peso alla cosa proprio per questo?
TESTE Nannola: No, per questo fatto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda che partita c'era l'indomani?
TESTE Nannola: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ma chi giocava? La Roma, la Lazio? Non si ricorda.
TESTE Nannola: Credo la Roma. La Roma. Sì, la partita credo che era la Roma. Quello, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e al suo amico Giacomino, gli disse qualcosa di questa uscita di Santamaria, lei?
TESTE Nannola: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, non ci tornò più su...
TESTE Nannola: Non ci pensai perché poi, cioè, io Santamaria, per me è sempre un bravo ragazzo. Non è che l'ho mai visto, come le posso dire, come un amico di bar, non è che era un tipo, che ne so, che andava a fare impicci, casini. Ho visto sempre che era un bravo ragazzo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha saputo poi, non lo so, dai mezzi di informazione, dalla stampa, ha saputo qualcosa...
TESTE Nannola: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in relazione a questo progetto dell'attentato allo Stadio?
TESTE Nannola: Dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Dopo, sì. Ecco, ma si è fatto un'idea di che cosa poteva essere l'uscita di Santamaria?
TESTE Nannola: All'epoca, dopo, quando lessi il giornale...
AVV. Cianferoni: Opposizione, Presidente, sono l'avvocato Cianferoni. Mi sembra una domanda che sollecita al teste una valutazione, una sua congettura.
PRESIDENTE: Una volta tanto devo ammettere che c'è pericolo di una...
TESTE Nannola: Non so se...
PUBBLICO MINISTERO: Io lo so, Presidente, io... siccome lui aveva fatto questa affermazione. Glielo leggo testualmente:
"L'unica sua uscita" - cioè riferita a Santamaria - "è stata quella dello Stadio, nei termini che ora ho ripetuto."
Poi, più avanti dice:
"Quando sono state date notizie sull'attentato all'Olimpico, ho ricollegato questo fatto..."
AVVOCATO Gramigni: Presidente, siamo al punto di prima. Avvocato Gramigni. C'è opposizione e rinnovo. Durante l'interrogatorio...
PRESIDENTE: Avvocato, ho detto che per una volta tanto l'opposizione mi sembrava più che fondata.
AVVOCATO Gramigni: Se il Pubblico Ministero insiste nel voler...
PRESIDENTE: Ma aveva anche il diritto di fare la contestazione. Dopodiché, diciamo che, ferma la contestazione, il teste su questo punto non va più sentito.
AVVOCATO Gramigni: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente, ho concluso l'esame di Nannola.
PRESIDENTE: Ci sono domande delle parti civili?
I difensori hanno domande?
AVV. Cianferoni: Una sola, Presidente, avvocato Cianferoni.
Signor Nannola, ricorda, comunque, che partita ci poteva essere?
TESTE Nannola: Ricordo che era una partita della Roma e basta. Non mi ricordo...
AVV. Cianferoni: Della Roma. Quando lei dice "della Roma", che cosa intende? Per esempio, le faccio una domanda diretta: ricorda mica se si parlava del derby?
TESTE Nannola: No.
AVV. Cianferoni: No, lo può escludere?
*TESTE Nannola: Che era il derby lo posso escludere, perché sennò si sarebbe parlato.
AVV. Cianferoni: Bene, la ringrazio.
PRESIDENTE: Non ci sono altre domande? Può andare, grazie.
Chi dobbiamo sentire? Chi abbiamo da sentire?
PUBBLICO MINISTERO: Credo che non ci siano altri. Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, possiamo sospendere cinque minuti, Presidente?
PRESIDENTE: Certo, mi pare che abbiamo da sentire Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Una persona.
PRESIDENTE: Benissimo. Sos...
PUBBLICO MINISTERO: Ritiene più opportuno ora, cinque minuti, se non le spiace, signor Presidente.
PRESIDENTE: Va benissimo.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
AVVOCATO Pepi: Presidente, sono l'avvocato Pepi.
Prima che inizi l'esame del signor Contorno, ho il dovere di fare una comunicazione alla Corte, di un fatto particolarmente grave che si è verificato in quest'aula, durante la sospensione, e che viene addirittura a mettere dei limiti, non so per quali motivi, al diritto di difesa.
PRESIDENTE: Dica, avvocato.
AVVOCATO Pepi: In mia assenza, un ufficiale di Polizia, che io chiedo alla Corte di voler identificare, che è presente tra l'altro in aula, e sentire se questa iniziativa sia stata sua personale, oppure ispirata, si è permesso di chiedere alla mia sostituta, dottoressa Laura Macaluso che è qui accanto a me, chi difendessi io, chi erano gli imputati che io difendevo, perché della mia istanza istruttoria è un fatto talmente eclatante che immediatamente debba essere informato il Ministero degli Interni.
Io, che ho 53 anni, ho combattuto sia nelle aule giudiziarie che nelle piazze politicamente, mi ribello a ogni forma di schedatura, che non solo implica violazione dei diritti di difesa, ma dei diritti dei cittadini che questa Costituzione dovrebbe garantire, e che in questo Stato, in questo regime di Polizia, assolutamente non sono garantiti.
Io chiedo alla Corte, a difesa e onore di questa toga, che venga, questa persona, individuata, e dia tutte le spiegazioni di questa schedatura.
La ringrazio.
PRESIDENTE: Avvocato, mi dica, per favore... Avvocato Cianferoni...
AVV. Cianferoni: Devo rappresentare lo stesso fatto, signor Presidente.
PRESIDENTE: Abbia pazienza, prima ci occupiamo di quello del suo collega. Poi passeremo al suo.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per cortesia, facciamo una cosa alla volta, perché se facciamo una confusione complessiva non arriviamo in fondo.
Mi vuole dire chi è questo signore che...
AVVOCATO Pepi: E' quell'ufficiale di Polizia lì.
PRESIDENTE: Vuole avvicinarsi, per favore?
Ci vuol dire lei chi è?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per cortesia, parli al microfono.
No, no, stia ancora in piedi. Per il momento, ancora non ha nessuna veste processuale. Solo, usi il microfono, perché dobbiamo vedere che cosa... lei chi è e che funzioni ha? Lo dice al microfono, perché sennò...
V. QUEST. Salomone: Sono il Vice Questore dottor Salomone e ho funzione di vigilanza all'Aula Bunker.
PRESIDENTE: Di vigilanza...?
V. QUEST. Salamone: All'Aula Bunker.
PRESIDENTE: All'Aula Bunker. Bene. Allora, ci vuole dire che cosa è successo.
V. QUEST. Salamone: E' successo che, siccome ho comunicato al signor Capo di Gabinetto, che era stato chiesto come testimone a audizione il Ministro degli Interni, ed il direttore del Servizio di Protezione. Ho detto: 'vedete che è stato chiesto, dalla difesa, di ascoltare questi come testimoni'.
E loro mi hanno detto: 'informati chi è l'avvocato, per sapere chi l'ha chiesto, e chi difende'. Tutto qua, niente altro.
PRESIDENTE: Ma, scusi, lei si è rivolto... Lei, nelle sue funzioni di sorveglianza, tutto questo non ha niente a che fare con il sapere se è stata proposta o non proposta una richiesta istruttoria da parte di un avvocato difensore.
A me non interessa se i suoi superiori le hanno dato anche questo ordine, ma questo non ha niente a che fare con le funzioni di sorveglianza. Le funzioni di sorveglianza che le sono state affidate attengono solo alla sicurezza dei lavori, al garantire che il processo si svolga secondo le norme del Codice, senza interferenze e senza minacce esterne, in particolare - ma eventualmente anche interne - ma non ha niente ha che fare con il servizio di informazione che eventualmente il suo ufficio le avesse attribuito. Quindi lei non aveva nessun titolo per rivolgersi a un avvocato per sapere chi era, chi l'aveva fatta la richiesta, chi difendeva, e chi non difendeva.
E' una richiesta che ha fatto anche nei confronti degli altri difensori?
V. QUEST. Salamone: Dell'avvocato...
AVV. Cianferoni: Qui presente. Dell'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Sempre allo stesso titolo? Per la stessa cosa?
Ma, scusi, abbia pazienza, chi le ha dato questo potere?
V. QUEST. Salamone: Ma nessuno. Era, ho detto, un'informazione. Siccome ho visto che...
PRESIDENTE: Ma a noi non interessa. Lei le informazioni poteva darle a chi vuole, di qualunque genere, non sono cose che ci riguardano. Ma non deve, assolutamente, permettersi di prendere informazioni sull'attività dei difensori. Perché di questo passo, veramente, si può parlare di Stato di Polizia.
V. QUEST. Salamone: No, no, non è questa la mia intenzione. Siccome, loro...
PRESIDENTE: Ma, avvocato... mi scusi, non so come... Questore. La faccenda è una sola: ciò che avviene nell'udienza, nel corso dell'udienza, aperta, sospesa, o no, non ha niente a che fare con le funzioni di Polizia. Le funzioni di sorveglianza e di Polizia attengono soltanto, le ho già detto, a ciò che i presenti possono svolgere tutto quello che, nei limiti del Codice, devono fare, ma senza, assolutamente, interferenze di natura poliziesca.
Va bene?
V. QUEST. Salamone: Va bene.
PRESIDENTE: Quindi, per cortesia, lei lo abbia come suo richiamo formale perché dopo di questo io informerò per iscritto il Questore e il Prefetto. Perché, di questo passo sennò veramente non sappiamo più se facciamo una giustizia normale, ordinaria, o se facciamo una giustizia di guerra.
Ci sono altre richieste?
AVVOCATO Gramigni: Presidente, solo per ringraziarla. Le dico, avvocato Gramigni, a nome di tutti...
PRESIDENTE: No, no, avvocato, io la ringrazio della sua intenzione, ma non è assolutamente il caso che mi ringraziate, perché non ci ringrazierete di una sentenza di assoluzione o di condanna. Il nostro lavoro è quello che va fatto nelle forme in cui il Codice prescrive, non credo che ci sia questione di ringraziamenti. E' un dovere, io non ho fatto altro che il mio dovere.
AVVOCATO Gramigni: Grazie.
PRESIDENTE: Possiamo andare avanti allora?
PUBBLICO MINISTERO: Direi proprio di andare avanti, Presidente. E quindi, dobbiamo...
PRESIDENTE: Purtroppo succedono...
PUBBLICO MINISTERO: ... procedere all'esame di Contorno Salvatore, che è introdotto nel processo come testimone e come tale è indicato nella lista ai sensi dell'articolo notissimo del Codice.
Prima di procedere all'esame, io chiedo, peraltro, che sia adottata la misura particolare di salvaguardia del dichiarante, nella specie di Contorno, quella costituita dal paravento e quant'altro.
Prevengo subito ogni interrogativo sul punto, facendo presente alla Corte che vi è una situazione di fatto e un minimo di indicazioni normative che vengono ovviamente dal Codice.
La situazione di fatto è che Contorno si trova in stato di detenzione, colta personalmente dal Pubblico Ministero che si è informato, che nei confronti di Contorno sia stato revocato il programma di protezione previsto dalla normativa di tutela dei collaboratori di Giustizia.
Come ultimo elemento della situazione di fatto, e credo che debba essere comunque tenuto in considerazione, vi è che i familiari di Contorno beneficiano tuttora peraltro del programma di protezione.
E come ultimo elemento, questo ancora di fatto, il Ministero di Grazia e Giustizia, come da documentazione di cui dispongo, e che, ovviamente, è a disposizione delle altre parti della Corte, il Ministero di Grazia e Giustizia, nell'assegnazione del detenuto ad un particolare istituto carcerario, esattamente, la Casa Circondariale di Velletri, ha disposto che fosse assoggettato, o che comunque beneficiasse di uno status di detenuto nel quale gli fosse garantito in maniera non ordinaria, gli fossero garantite tutte quelle condizioni volte alla tutela della sua sicurezza personale.
Io ho, in proposito, due comunicazioni. Una della Casa Circondariale di Velletri, odierna, e ho anche una comunicazione del Ministero di Grazia e Giustizia del Dipartimento e l'Amministrazione Penitenziaria, in data di ieri, con la quale autorizzandosi - mi riferisco a quest'ultima - che la traduzione avvenisse con modalità particolari, quindi con traduzione curata direttamente dall'Arma dei Carabinieri con veicolo blindato, diverso da quelli ordinariamente impiegati per le traduzioni; si disponeva anche che preventivamente alla consegna del detenuto, la Direzione della Casa Circondariale doveva procedere ad attentissima identificazione di tutte le persone preposte alla traduzione, nonché registrazione atti riservati della direzione dei medesimi e comunicazioni, eccetera.
Tutto questo per passare quindi al secondo aspetto del problema. A me fa pensare che debba trovare applicazione nuovamente l'articolo 147-bis, e quindi nel concreto l'attrezzatura di cui la Corte è dotata, in considerazione del fatto che la norma che ho richiamato ora parla, nei confronti del... parla, meglio, recita testualmente:
"Nei confronti delle persone ammesse in base alla legge a programmi o a misure di protezione."
Ecco, questo qui pare a me che dal punto di vista del fatto integri, proprio, quella misura di protezione, legata allo status di detenuto.
Ci sono misure di protezione legate allo stato di libero cittadino e misure di protezione legate allo stato di detenuto, che danno luogo, legittimano, questo tipo di particolare misura da adottarsi nel corso del processo.
Ricordo che, d'altra parte, l'interpretazione che io propongo non è una originale forzatura dell'articolo 147-bis, per la semplicissima ragione che già la normativa ordinaria, nel Codice, mi riferisco in particolare all'articolo 472, prevede che il Giudice possa adottare tutta una serie di provvedimenti quando si tratti di salvaguardare la sicurezza dei testimoni o degli imputati - mi riferisco al III comma del 472 - tra le quali misure, addirittura è previsto che sia disposto lo sgombero di un'aula.
Ecco, fino, quindi a consentire la presenza solamente alle persone direttamente interessate al compimento di quel certo atto processuale.
Ora, proprio perché questo è, la chiamerei la misura limite prevista dall'ordinamento, sottintendo un principio che è lo stesso che ispira l'articolo 147-bis delle disposizioni di attuazione, credo di essere nella linea, e della norma generale, e della norma di attuazione, nel proporre alla Corte che venga disposto appunto, l'utilizzo di quell'apparato che serve a tutelare nel caso, il testimone.
PRESIDENTE: Ci sono delle opposizioni?
AVV. Cianferoni: Sì, Presidente, avvocato Cianferoni.
Il Pubblico Ministero ha fatto riferimento a un combinato disposto, citandone però la metà. Cioè a dire, quando... credo sia inutile entrare nel 147-bis. Il 147-bis parla di provvedimento assunto in base alla legge e in questo caso, addirittura, da il provvedimento contrario, cioè una revoca del programma di protezione.
Ha fatto però riferimento... qui inutile che argomenti ulteriormente, c'è tra l'altro un caposaldo del nostro processo che, se poi viene messo in discussione non lo so, ma i provvedimenti amministrativi non hanno ingresso in un processo penale, oltretutto assunti da un'Autorità che non credo abbia il potere esterno al carcere, tale da incidere su procedure processuali.
Un direttore del carcere non è nemmeno il direttore dell'amministrazione penitenziaria. Quindi non so se quel provvedimento si possa considerare tale, o se invece sia un qualcosa di endoprocedimentale. Mi pare che sia uno strumento che non ha nessuna dignità d'ingresso in quest'aula nemmeno per inventarsi sopra una misura di prevenzione, di prevenzione di sicurezza, intesa come ha voluto intendere il Pubblico Ministero.
Ma quando poi si cita il III comma dell'articolo 473, il 473 fa richiamo al 472, cioè casi in cui si procede a porte chiuse. E noi sappiamo che i casi in cui si procede a porte chiuse sono ben diversi da quelli che ha sollecitato il Pubblico Ministero.
Perché attengono ai casi in cui la pubblicità può nuocere al buon costume, ovvero se vi è richiesta dall'Autorità competente... Il comma III parla quando ci sono ragioni di Pubblica Sicurezza.
Ecco, il III comma del 472, laddove si parla di salvaguardare la sicurezza dei testimoni e degli imputati, è un fuor d' opera, perché si incide su una ragione locale di sicurezza che non mi pare sia mai stata posta in questione. Perché allora, sennò si potrebbe pensare che questa Giustizia è male incardinata per ragioni di sicurezza, se il Pubblico Ministero vuole dire che a Firenze il signor Contorno non è sicuro. Allora non è sicuro nessuno di noi qui dentro. Perché questi sono i casi del 472.
Quindi, in questo senso mi oppongo alla questione e chiedo che il signor Contorno venga sentito nella pubblicità ordinaria dell'udienza.
PRESIDENTE: Bene, io ritengo invece che il caso debba essere raffigurato come una di quelle ipotesi in cui il testimone è chiaramente esposto a pericoli.
Di conseguenza, viene sentito con le misure previste dalla legge applicando queste separazioni, o come si chiamano, dopodiché faremo entrare il testimone.
Comunque per ingannare l'attesa, nel frattempo faccio comunicazione che la Stazione di Roma San Basilio ha mandato un fax, mi pare, in data 14 ottobre '97, relativa al teste Ginestra Antonio, nel quale si comunica che:
"Pur conservando la residenza anagrafica in questa via Giovanni Palombini 24, Ginestra Antonio non risulta abitare al predetto indirizzo. Si fa altresì presente che contattata la di lui madre, la stessa non ha voluto o saputo dare informazioni utili per il rintraccio del figlio, limitandosi soltanto a dire che quest'ultimo potrebbe trovarsi all'estero, e precisamente in Francia. Non sapendo dare l'esatto recapito, difatti, a dire della stessa, da circa un mese non vede il figlio Ginestra Antonio."
Questo lo passiamo agli atti, per quello che potrà servire.
PUBBLICO MINISTERO: In quanto occorra, Presidente, il Pubblico Ministero rinunzia all'esame di questo teste.
PRESIDENTE: Benissimo.
I difensori fanno eccezioni? Ci sono...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Mah, potrete anche valutare, eventualmente, nel prosieguo.
Allora, ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo e data di nascita?
*TESTE Contorno: Buongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno.
TESTE Contorno: Contorno Salvatore, nato a Palermo il 28/05/46.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula, per cortesia?
Lei viene sentito come teste in questo procedimento.
TESTE Contorno: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Grazie.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, può iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Contorno, Buongiorno, sono il dottor Chelazzi.
TESTE Contorno: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le devo fare alcune domande relative all'anno 1994. Ho bisogno di sapere in quel periodo se lei era, parlo dei primi mesi del 1994, se era in stato di libertà.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avrei bisogno anche di sapere dove si trovava, o per meglio dire, dov'è che abitava.
TESTE Contorno: Non abitavo nella zona di Formello. In una casa protetta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, più esattamente?
TESTE Contorno: Non abitavo dove hanno messo il mio attenta... dove è successo l'attentato mio, non abitavo in quella zona, avevo una casa là ma non abitavo là.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, se lei non abitava nella zona di Formello, dove abitava?
TESTE Contorno: In una casa protetta sto dicendo.
PRESIDENTE: In una casa protetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, penso che non ci sia nessun problema ad indicare il luogo dove si trovava.
PRESIDENTE: Abita ancora in quella casa?
TESTE Contorno: No, adesso sono detenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo lo sappiamo, signor Contorno.
PRESIDENTE: Prima di essere detenuto ha abitato sempre lì ancora?
TESTE Contorno: Sì.
PRESIDENTE: Quindi lei ritiene opportuno non dire...
TESTE Contorno: Sì.
PRESIDENTE: ... per ragioni ovvie.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di sapere se qualcuno della sua famiglia, lei compreso, ovviamente, ha mai abitato in una strada, che è nel comune di Formello, che si chiama via Monti di Malvagliata.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora se io dico, se io le chiedo se la sua famiglia ha abitato in via Monti di Malvagliata, e lei mi dice di sì, allora sia più preciso: ci ha abitato anche lei?
TESTE Contorno: Sì, ma non nel '94.
PUBBLICO MINISTERO: Non nel '94. No.
TESTE Contorno: Ci ho abitato fino al '92, quando sono entrato in protezione. Perché la protezione per me l'hanno data dal '92 in poi; è nata la legge.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quindi il suo programma di protezione era stato deliberato in che epoca?
TESTE Contorno: Al '92, quando è cominciato il programma di protezione per me e per tutti; al '92 è nato questo...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei abitava comunque in provincia di Roma?
TESTE Contorno: Ma lei mi parla di quella casa che avevo? O dove er...
PUBBLICO MINISTERO: No, quella dove...
TESTE Contorno: Dove abitavo?
PUBBLICO MINISTERO: Dove abitava lei, Contorno.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei abitava in provincia di Roma, comunque?
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il nome della località lo può indicare?
TESTE Contorno: Formello, ho detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sto parlando di lei. Forse non ci siamo capiti. Ho bisogno di sapere lei dove abitava.
TESTE Contorno: Sto dicendo Formello. Lei parla prima del '92?
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Io sto parlando in epoca successiva al '92.
TESTE Contorno: Abitavo insieme alla famiglia a altro posto.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Ma il nome di questo posto diverso me lo può dire o no?
PRESIDENTE: Ha detto, prima, a mia richiesta che ritiene opportuno non dirlo.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ho capito. Ma io devo anche cercare di esaminare il testimone.
PRESIDENTE: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi il testimone risponderà come ritiene.
Ho bisogno di sapere se, a parte che non voglia indicare esattamente la località, se comunque siamo in territorio della provincia di Roma oppure no.
PRESIDENTE: Era in territorio della provincia di Roma?
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma se nel 1994 lei aveva dei familiari - se ho capito bene, eh - aveva dei familiari che stavano in via Monti di Malvagliata, chi erano questi familiari che abitavano lì?
TESTE Contorno: Nessuno. E' rimasta solo la casa. Perché quando hanno fatto l'attentato son venuti a visitarla e non hanno messo la bomba sotto casa, l'hanno messa a otto chilometri, dieci chilometri della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quello lasci perdere.
TESTE Contorno: No, no, ce lo preciso pure io...
PUBBLICO MINISTERO: Sì...
TESTE Contorno: ... perciò là non abitava nessuno. Era casa sola e abbandonata.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, Contorno.
Senta, era una casa abbandonata.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da quanto tempo era abbandonata?
TESTE Contorno: Lo devo ripetere? Gli ho detto dal '92, di quando...
PUBBLICO MINISTERO: No, intendo dire, a parte che lei aveva avuto la protezione dal '92, ma voglio dire: tutti avevano abbandonato questa casa a partire dal '92? Tutti i suoi familiari?
TESTE Contorno: Ma il '92 abitava solo la mia famiglia, in quella casa; nessun'altro. Perciò, quando sono andato via io, siamo andati via tutti, la mia famiglia, il nucleo familiare mio. Perciò non c'era nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei in quel periodo, parlo del '94, aveva una sola abitazione o ne aveva più d'una?
TESTE Contorno: Ne avevo una che cambiavo quando vedevo qualcosa che non mi piaceva; ne avevo più di una, ma sempre una ne avevo.
PUBBLICO MINISTERO: Erano tutte abitazioni, più o meno, nella provincia di Roma, o anche fuori provincia?
TESTE Contorno: Senta, ma qui non ci posso dire se erano in provincia di Roma o meno. Cambiavo abitazione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma siccome la cambiava, io le ho chiesto se, per caso, essendo più d'una a quello che capisco, erano comunque abitazioni - tutte o qualcuna, almeno - nella provincia di Roma.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei conosce una località che si chiama Sacrofano?
TESTE Contorno: Sono paesi, dintorni di dove abitavo prima io, in quella casa che avevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha mai abitato in località Sacrofano?
TESTE Contorno: Le ho detto sì.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ma ci ha abitato in che periodo? Anche nel '94?
TESTE Contorno: Senta, non ricordo quando ci ho abitato, ho avuto delle presentazioni... cambiavo sempre quando vedevo cose che non mi piacevano. Non ricordo le date di quando abitavo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma abbia pazienza, signor Contorno, io bisogna che affronti il problema in maniera seria.
Ovviamente lei si regola come crede, però io le debbo ricordare - e glielo debbo contestare, proprio - che lei è stato sentito l'8 agosto del 1995 dal Pubblico Ministero di Firenze, nella persona del dottor Vigna e del dottor Nicolosi.
E la prima dichiarazione che lei rese fu questa:
"Quando fu trovato l'ordigno esplosivo vicino a Formello, io abitavo in via Monteselli numero 8; però quel giorno preciso mi trovavo in una casa di mia proprietà che era in via Monti di Malvagliata numero 3, località Formello."
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è una dichiarazione che ha reso lei al Pubblico Ministero. Mi sembra che fosse un attimino diversa rispetto... Non a me, l'ha resa al dottor Vigna e al dottor Nicolosi, che è qui accanto a me. Mi sembra che fosse un pochino diversa da quella che aveva reso fino a ora.
TESTE Contorno: Ha finito di farmi la domanda?
AVVOCATO Oddo: Signor Presidente, c'è opposizione.
PRESIDENTE: Dica chi parla, per favore.
AVVOCATO Oddo: Avvocato Giuseppe Oddo.
Il signor Contorno, in realtà, il 15 aprile del '94 aveva dichiarato ancora altra cosa e uguale, sostanzialmente, a quello che ha detto adesso.
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi...
AVVOCATO Oddo: Altre volte la Signoria Vostra...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi. Mi pare che il Pubblico Ministero abbia citato il...
AVVOCATO Oddo: L'8 agosto.
PRESIDENTE: ... un verbale di altra data.
AVVOCATO Oddo: Sissignore. Era perché constasse - come altre volte è successo - che, nel corso delle indagini preliminari, il signor Contorno aveva fatto sul punto anche un'altra dichiarazione che era allineata, sostanzialmente, a quello che oggi ha detto.
PRESIDENTE: Avvocato, quando sarà il momento del controesame, lei...
AVVOCATO Oddo: Ah, va bene. Allora, la faremo in quel momento.
PRESIDENTE: Chi dice di no?
AVVOCATO Oddo: Dato che altre volte mi era sembrato...
PRESIDENTE: Però, a questo punto, il Pubblico Ministero sta facendo una contestazione sulla base di un verbale. O voi dite che il verbale è inesistente...
AVVOCATO Oddo: No, no, nossignore.
PRESIDENTE: ... che non contiene quell'affermazione...
AVVOCATO Oddo: Nossignore.
PRESIDENTE: ... se...
AVVOCATO Oddo: L'altra volta si era posto un problema di rispondenza del verbale, ma stavolta no.
PRESIDENTE: Prego. Allora, vogliamo ripetere, per favore, la contestazione? Sennò potrebbe essersi dimenticato che cosa gli stava...
PUBBLICO MINISTERO: La contestazione era esattamente nel senso che, diversamente da quello che Contorno ha detto in questi pochi minuti, dall'inizio dell'esame, nell'esame condotto ai sensi dell'articolo 362, l'8 agosto '95 le sue parole testuali erano:
"Quando fu trovato l'ordigno esplosivo vicino a Formello, io abitavo in via Monteselli numero 8, però quel giorno preciso mi trovavo in una casa di mia proprietà che era in via Monti di Malvagliata 3, comune di Formello."
Esattamente: "in località Formello" è il verbale.
E poco più avanti si dice:
"Mentre la casa di via Monteselli era in località Sacrofano, quella mia, di cui sopraddetto, era proprio in località Formello."
Questo è quello che io avevo bisogno di contestare a Contorno.
Se la mia contestazione è chiara, Contorno, può rispondere, fare tutte le osservazioni che crede.
TESTE Contorno: Sono pronto a rispondere.
Io in quella casa non abitavo più, a Formello; però se andavo a pigliarmi qualche cosa che mi bisognava di casa mia, non penso che io abitavo là. Allora, uno quando dichiara la verità fa male? Io mi trovavo...
PRESIDENTE: Lei deve dire, quella casa, se era sempre sua.
TESTE Contorno: E' rimasta là, ancora è là.
PRESIDENTE: Però lei non ci abitava...
TESTE Contorno: Non abitavo più.
PRESIDENTE: ... e quando aveva bisogno, andava.
TESTE Contorno: Se avevo di bisogno di pigliare una camicia, un mobile, una cosa, perché non ci potevo andare? Nessuno me lo proibiva.
PRESIDENTE: Le chiediamo...
TESTE Contorno: La Protezione lo sa questo particolare. Se io ho detto che quel giorno mi trovavo là, non c'è niente di male. Perciò non ho fatto niente di errato.
PRESIDENTE: Ma nessuno le ha detto che ha fatto qualcosa di errato.
TESTE Contorno: No, siccome diceva che i verbali che ho fatto al dottor Vigna precedentemente... Va bene. Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, cerchiamo di capire; ripartiamo da questa affermazione qui.
Siccome lei ha detto che in quella casa, comunque, qualche volta ci andava, ho bisogno di capire se - mi riferisco sempre al '94 - ci andava con una certa regolarità, con una certa frequenza, o se ci andava solo rarissimamente o raramente.
TESTE Contorno: Rarissimamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, lei si rammenta di quale automobile o di quali automobili lei si serviva in quel periodo? Lei o anche, eventualmente, i suoi familiari, se vi scambiavate le automobili, per così dire.
TESTE Contorno: Sì. Avevo una Uno e una Polo... e un Golf.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, la Golf si ricorda se l'adoprava prevalentemente lei o qualcun altro? E, soprattutto, se ne ricorda il colore?
TESTE Contorno: Era una grigia metallizzata, una Polo marro... scuro e una Uno metallizzata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai avuto la disponibilità di una Punto?
TESTE Contorno: Punto? Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in quel periodo intendo dire, eh. Parlo sempre dei primi mesi del '94.
TESTE Contorno: Sì. Io cambiavo spesse volte macchina, proprio per stare a chi va là.
PUBBLICO MINISTERO: Questo me lo immagino. Appunto, le chiedevo se aveva, in quel periodo proprio, avuto anche la disponibilità di una Punto.
TESTE Contorno: Io, ne avevo una e ne cambiavo un'altra. Perciò l'ho avuta pure la Punto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una Punto. E il colore di questa Punto?
TESTE Contorno: Anzi, Punto ne ho avute due: una amaranto e una scura, canna di fucile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per caso, tra le automobili di cui ha disposto lei o hanno disposto i suoi familiari, ci poteva essere anche una 127?
TESTE Contorno: No, non ho mai avuto 127.
PUBBLICO MINISTERO: Una macchina di fabbricazione straniera, una SEAT modello Fura?
TESTE Contorno: Non era mia, quella, era di mio suocero; un vecchietto che ha ottant'anni.
PUBBLICO MINISTERO: Non credo che sian molto diverse la 127 e la Fura, no? Non so. Le assomiglia? Io non me ne intendo di automobili.
AVVOCATO Oddo: Presidente, c'è opposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ho capito, ritiro la domanda. Sarà un problema sapere da Contorno se la Fura assomiglia alla 127. Io non mi intendo di automobili. Domani verrò con depliant...
AVVOCATO Oddo: E anche questo difensore.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, santa pace! E' proprio, voglio dire...
PRESIDENTE: Avvocato, il P.M. ha ritirato la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, per carità. Mi documenterò con un depliant. E va be'.
Senta, anche da queste ultime domande, io capisco che lei non viveva da solo, ma comunque con i suoi familiari. Anche se cambiava casa più o meno frequentemente. E' così?
TESTE Contorno: I miei familiari intendo: io, il nucleo mio familiare, no i miei parenti. Il nucleo mio familiare personale.
PRESIDENTE: Cioè sua moglie e i suoi figli.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sua moglie e i suoi figli guidano o guidavano l'automobile?
TESTE Contorno: Sì, sì.
PRESIDENTE: Anche a quell'epoca?
TESTE Contorno: Sì, siamo recenti; nell'epoca siamo recenti.
PRESIDENTE: Tre anni fa. Io non so quanti anni hanno, quindi...
TESTE Contorno: Sì, recenti; sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra cosa ancora. Poteva essere, può essere stato ospite da voi o qualcuno della sua famiglia o qualcuno della famiglia di sua moglie?
Lei poco fa accennava a suo suocero che disponeva di questa SEAT.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché viveva con voi?
TESTE Contorno: No, no. Aveva la sua casa a parte. Io vivevo prima con lui, con loro, e dopo me ne sono andato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ora capisco che lei ha qualche ritegno a indicare con esattezza dove era la sua principale abitazione, ammesso ce ne fosse una principale rispetto alle altre. Però io ho bisogno di sapere qualche altra cosa. Vediamo se a questo mi può rispondere.
Lei era solito spostarsi, intendo dire tutti i giorni, muoversi per andare da qualche parte, oppure era solito stare chiuso in casa dalla mattina alla sera per settimane e settimane una dietro l'altra?
TESTE Contorno: Io mi muovevo, ma non avevo un orario di ufficio e neanche di pranzo o di cena. Quando mi veniva comodo mi dovevo muovere, guardandomi mi muovevo. Non mi muovevo tutti i giorni e non stavo chiuso tutti i giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per questi spostamenti, quindi, che lei faceva, nei limiti in cui è possibile, le chiederei proprio di andare con la memoria ai giorni in cui ci fu il ritrovamento di quell'esplosivo, lei poteva adoprare anche e specificamente una delle due Punto di cui ci ha parlato?
TESTE Contorno: Scusi, non ho capito la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, l'ho fatta un po' lunga, ma l'ho fatta per mettere tutti gli elementi della domanda in una volta sola....
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuole sapere se in quel periodo in cui, più o meno, venne trovata quella quantità di esplosivo sulla strada vicino a Formello, lei, in quel periodo, occasionalmente ebbe a usare una o l'altra di quelle due Punto di cui ha detto.
TESTE Contorno: Però macchine ne avevo sempre una, levavo quella e cambiavo la macchina; non è che avevo quella e l'altra.
PRESIDENTE: Ah, non ne aveva due contemporaneamente.
TESTE Contorno: No, no. Cambiavo sempre targhe e cambiavo macchina. Avevo ancora una Punto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quale?
TESTE Contorno: Una delle due, no, l'ultima...
PUBBLICO MINISTERO: Ma si ricorda quale? Perché una, ha detto, di colore amaranto, l'altra non me lo ricordo più.
TESTE Contorno: Sì, mi sembra questa di canna di fucile.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
TESTE Contorno: Questa canna di fucile, colore canna di fucile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei pensa di poter fornire le indicazioni che ci possono servire per stabilire con esattezza i periodi in cui ha avuto l'una o l'altra di queste due macchine?
Non so se l'è intestate lei, quando le ha comprate.
TESTE Contorno: Sì, l'aveva intestate mia moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Sono state comprate...
TESTE Contorno: Regolarmente.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, regolarmente ne son convinto, anche perché senza soldi le macchine non le consegnano a nessuno. Ma volevo sapere, sono state comprate si ricorda in quale concessionaria o succursale FIAT o autosalone, erano nuove, erano usate?
TESTE Contorno: No, erano nuove.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora...
PRESIDENTE: Da chi le comprò, se lo ricorda?
TESTE Contorno: Era una società di macchine, Sereni; un autosalone di macchine, Sereni, che le vende la FIAT, rappresentante della FIAT.
PRESIDENTE: Serene?
TESTE Contorno: Sereni.
PRESIDENTE: Dove aveva sede?
TESTE Contorno: Su Roma, in periferia.
PRESIDENTE: Periferia di Roma.
TESTE Contorno: Roma, in periferia.
PRESIDENTE: Roma, in periferia.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ha detto Selene o Serene.
TESTE Contorno: Sereni.
PRESIDENTE: Se-re-ne, come serena.
TESTE Contorno: Sereni, sì. Sereni.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, per la Formellese, per la provinciale ci passava mai, lei?
TESTE Contorno: Senta, io passavo di tutte le strade, però non era un'abitudine che facevo sempre delle strade, perché so come funziona Cosa Nostra: molto bene.
Perciò non facevo sempre una strada. Oggi facevo di qua, domani faceva una di campagna, domani ne facevo una... Diverse strade facevo, cambiavo sempre. Non era un'abitudine di fare sempre le stesse strade.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo è già una risposta. Però io le avevo chiesto, più specificamente, se tra le tante strade che lei era solito percorrere, c'era anche la Formellese.
TESTE Contorno: Ma la Formellese, quando abitavo di casa mia, ripeto, si potevano fare diverse strade; perciò anche se quando... nei periodi che abitavo nella Formellese, non andavo sempre dalla strada di Formellese. Ci gironzolavo sempre attorno. Perciò come quella che abitavo a Formello, come abitavo a ... Ci giravo sempre largo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, in anni precedenti - ma io intendo tornare indietro di molti anni - lei ha abitato comunque anche a Roma? Parlo degli inizi degli anni '80.
TESTE Contorno: No, negli anni '80 no, ci sono abitato dopo il mio attentato dell'81, fino all'82. Dopo mi hanno carcerato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dove?
TESTE Contorno: A Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda in che strada abitava, all'epoca?
TESTE Contorno: Una in via Cassia e una sulla Braccianese. Avevo due case.
PUBBLICO MINISTERO: In via Cassia lo rammenta il numero civico?
TESTE Contorno: No, il numero non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda. Nemmeno come iniziava il numero: se era un numero basso, o se era un numero alto?
TESTE Contorno: Era un numero alto, era vicino l'Olgiata.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
TESTE Contorno: Cominciava con 1, lo ricordo; la rimanenza non la ricordo più.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo che quando io l'ho interrogata, questa volta insieme al Procuratore della Repubblica, l'8 novembre del '95, lei si ricordava il primo e il secondo numero del civico di abitazione di via Cassia. L'1 e l'8. Ora le viene in mente qualche cosa di più preciso?
TESTE Contorno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dal verbale, infatti, si dice:
"Il numero di abitazione era 1 e 8, non ricordo, poi, il numero delle decine e delle unità."
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei abitava lì in questa strada - in via Cassia, all'altezza dell'Olgiata - lei stava facendo riferimento al suo arresto, ecco, in occasione di questo arresto, quindi, lei abitava in via Cassia?
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La Polizia venne a arrestarla lì?
TESTE Contorno: Avevo...
PUBBLICO MINISTERO: O fu arrestato altrove, lei?
TESTE Contorno: Avevo quella casa e un'altra casa sulla Braccianese.
Mi trovavo fuori, sono rientrato e dopo due giorni mi hanno carcerato sulla Braccianese. Sulla Braccianese mi hanno portato sulla via Cassia, dove avevo l'altra casa. Me l'hanno perquisita. Tutto là.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Senta, parliamo un attimo di questa casa di via Monti di Malvagliata.
Quando lei ha smesso di utilizzarla come abitazione, lei e i suoi familiari, questa casa come era realizzata? Voglio dire - lei se lo ricorda - se aveva una recinzione, come era tinteggiata, se si entrava attraverso un cancello fatto in un modo piuttosto che in un altro?
Ecco, ho bisogno un po' di questi particolari descrittivi della casa.
TESTE Contorno: Sì. Era tutta recintata. C'era un cancello elettronico, c'era delle telecamere messe pure nel video, che vedevo la gente che entrava in quella strada e altri particolari. Più una porta di emergenza. Era tutta recintata, con la campagna attorno. In una strada secondaria di campagna e attaccate ci sono delle altre campagne e abitazioni.
PUBBLICO MINISTERO: Il cancello, o meglio, l'ingresso per entrare, quindi, nella sua proprietà era attraverso un cancello o attraverso qualche cosa di diverso?
TESTE Contorno: Ho detto: c'era un cancello principale per entrare con la macchina e una porticina laterale.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo cancello principale com'era realizzato? In legno, in...
TESTE Contorno: No, è in ferro.
PUBBLICO MINISTERO: ... in metallo?
TESTE Contorno: No, è in ferro, in metallo.
PUBBLICO MINISTERO: Era sempre stato nella stessa fattura? Era sempre stato dello stesso colore, nel corso degli anni, oppure erano stati fatti dei lavori, era stato ridipinto?
TESTE Contorno: Quando l'hanno portato c'era l'antiruggine, dopo è stato dipinto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi gli è stato dato che colore? Se lo ricorda il colore definitivo?
TESTE Contorno: Dovrebbe essere marrone.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda ancora...
TESTE Contorno: Un marrone scuro.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda ancora qual era il colore delle tinteggiature, delle facciate, le pareti?
TESTE Contorno: In casa mia, quando l'ho presa io, era rustico, non c'era nessuna facciata. La facciata l'ho fatta quando è stato definito.
PUBBLICO MINISTERO: Sì?
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, quando poi l'ha fatta realizzare lei, l'ha fatta dipingere di che colore?
TESTE Contorno: Tipo un giallino, un colore chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, per quanto ne sa, è stata più modificata la tinteggiatura di questa abitazione?
TESTE Contorno: Penso di no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questi lavori, lei, quando li aveva fatti fare? In che epoca siamo?
TESTE Contorno: Quando l'ho presa?
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, quando ha ultimato questi lavori: la recinzione, il cancello, le tinteggiature, il rifacimento della casa.
Si sta parlando di una casa che, quando lei la acquistò, era rustica, tutto sommato.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quando li completò questi lavori?
TESTE Contorno: Prima di andare via, verso il '91; cioè, sono andato via nel '92 dalla casa.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva fatto la conoscenza di qualcuno che abitava in quella strada di cui si sta parlando, cioè a dire in via Monti di Malvagliata?
TESTE Contorno: Lo sapeva qualcuno?
PUBBLICO MINISTERO: Io le ho chiesto una cosa appena diversa.
TESTE Contorno: No, scusi. Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Le ho chiesto se lei aveva fatto la conoscenza di qualche vicino di casa.
TESTE Contorno: Là mi conoscevano tutti, ormai, che ero Contorno Salvatore, solo i Carabinieri non lo sapevano. Avevo solo la Polizia, non avevo i Carabinieri del paese.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, me la spiega questa affermazione? Non è che non la credo, ho bisogno di capire com'è che là, come lei dice, tutti la conoscevano per Contorno Salvatore.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E come mai, questo?
TESTE Contorno: Si è allargata la voce. Avevo pure la residenza là, perciò si figuri che ci voleva a arrivare là.
Io, essendo avvilito e rientrando dall'America non potevo più neanche mangiare, son rientrato in Italia cercando aiuto allo Stato. Mi son presentato al Commissario Sica per un milione; mi ha detto... c'erano 35 miliardi, quando volevano ammazzare alla mafia, ci ho detto, per un milione dobbiamo fare il bilancio.
E ho capito che cosa era lo Stato. E mi sono trovato a rifare un reato nel '90. E adesso mi trovo in carcere per il reato del '90.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con la risposta che lei mi ha dato, vuol dire che anche le altre persone che abitavano in questa via Monti di Malvagliata sapevano che quella certa casa era la casa di Contorno Salvatore?
TESTE Contorno: Sì, lo sapeva tutto il paese. Un giorno mi ha fermato una pattuglia dei Carabinieri, quando sono rientrato, sono venuto al funerale di mio cognato, mio suocero lo conoscevano, ci hanno fermato, hanno chiesto i documenti a mio suocero. C'era il brigadiere che conosceva mio suocero, dice: 'dovete andare in caserma'. 'Per quale motivo?'. 'Eh, dobbiamo fare un controllo'.
Siamo andati in caserma, hanno fatto il rapporto che mi avevano fermato, che ero rientrato dall'America.
Questo è il reato che ho fatto io. Non ho capito il perché.
Comunque, questa è la storia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tra le persone che abitavano in quella stessa strada, lei ricorda qualcuno che avesse un'automobile, diciamo pure, non proprio nell'ordinario? Un'automobile un po' particolare.
TESTE Contorno: Sì, conoscevo la persona che abitava al fondo, che l'hanno messo nei giornali. Ma non è una Ferrari. Aveva una Lancia Thema Ferrari. Ma non era né un mio amico e neanche un mio conoscente, perché abitavamo in una strada che finiva, la strada; non continuava. 'Buongiorno' e 'Buonasera'. Ma non avevamo nessun rapporto, né di affari e di niente. Solo un saluto.
Che eravamo una quindicina di famiglie che abita in quella strada. Niente altro.
Dopo è stato carcerato per traffico, però non ho niente a che vedere con questa persona.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ha detto: con questa persona c'era un semplice rapporto di conoscenza di vista, a quello che capisco.
TESTE Contorno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E col 'buongiorno' e 'buonasera'.
TESTE Contorno: Sì. Perché io stavo facendo i lavori, lui si era fermato perché aveva pure intesa di fabbro, se avevo di bisogno di fare cose, inferriate, tutto là; però non avevo, non conoscevo e non ho preso niente da lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei, appunto, ha risposto alla mia domanda subito andando a questa Thema Ferrari di questo signore, ho bisogno di saper due cose: il cognome di questa persona se lo rammenta?
TESTE Contorno: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Contorno: L'ho saputo quando mi hanno detto se per caso se conoscevo, che io avevo un amico con una Ferrari rossa, così; ci dissi: 'no, io non ho mai avuto amici con Ferrari rosse'.
Un costruttore che era socio mio; non è stato mai mio socio, e l'ho dichiarato al dottor Vigna e compagni, che non era mio socio e non avevo amici con la Ferrari rossa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora...
TESTE Contorno: Questo lo voglio precisare.
PUBBLICO MINISTERO: La prossima volta si risparmi "e compagni", perché, insomma, il dottor Vigna, quando l'ha interrogata, l'ha interrogata o con me o col dottor Nicolosi, quindi...
TESTE Contorno: No...
PUBBLICO MINISTERO: Io non mi sento compagno di nessuno, credo di essere...
TESTE Contorno: Mi scusi, la mia detta "compagni"...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Contorno: ... dell'interrogatorio, no "compagni" di altro tipo, per l'amor di Dio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ecco.
TESTE Contorno: Mi guarderei bene, signor Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, allora... No, siccome io e lei ci siamo visti una volta sola...
TESTE Contorno: No, ma il mio dire... Siccome...
PUBBLICO MINISTERO: Io sono il dottor Chelazzi e lei è il signor Contorno. Punto.
TESTE Contorno: Dottor Chelazzi, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Molto semplice.
TESTE Contorno: Mi scusi se ci faccio... Io siccome ho avuto diversi interrogatori in merito a questa situazione, perciò ho detto... Non mi riferivo al dottor Vigna e lei... Ne ho avuti pure altri su questo argomento.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, allora mi chiamo fuori dal numero dei compagni, via.
TESTE Contorno: Lo ringrazio.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di sapere semplicemente se questa persona lei l'aveva presente come cognome e mi ha detto di no.
La seconda parte della domanda è questa: lei, per caso, era stato interessato a questa Thema Ferrari?
TESTE Contorno: No, mai. Che mi risulta, mai.
PRESIDENTE: Interessato nel senso di sapere se si era fatto dire che tipo di macchina era...
TESTE Contorno: Mi son fatto dire, diciamo, che loro parlavano di una macchina rossa, Ferrari rossa che era amico mio, ci dissi: 'io non ho mai avuto amici con Ferrari'...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, signor Contorno. Abbia pazienza. Non stiamo parlando di Ferrari rosse, stiamo...
TESTE Contorno: No, io...
PUBBLICO MINISTERO: ... parlando di quella Thema Ferrari che era nella proprietà di questa persona che stava anche lui in via Monti di Malvagliata.
TESTE Contorno: Ho dato la risposta al Presidente, io, della macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci siamo incrociati con le domande e quindi corriamo il rischio di non capirci più.
Io le sto parlando specificamente di quella Thema Ferrari di quel signore che stava nella stessa strada dove abitava lei.
TESTE Contorno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei si ricorda se si era mai interessato per quella macchina lì? Che le poteva interessare averla, comprarla o quel che fosse?
TESTE Contorno: Era una macchina troppo vistosa, perciò non mi interessava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il cognome Daguanno le dice qualcosa?
TESTE Contorno: Sì, è lui.
PUBBLICO MINISTERO: E' lui.
TESTE Contorno: E' un nome curioso, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il cognome Scarano le dice qualcosa?
TESTE Contorno S.: L'ho sentito tramite giornali e televisione, è quello che ha collaborato e ha accompagnato sia i Graviano, sia Spatuzza e tutti gli altri della bomba, compreso il signor Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
TESTE Contorno S.: Della bomba, ordinato per la bomba di mettere a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi se ho capito bene, ma se mi sbaglio lei me lo dica, lei questa persona l'ha conosciuta solo attraverso le notizie dei giornali? Vuol dire questo?
TESTE Contorno S.: Sì, non l'ho mai vista.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora io infatti le stavo chiedendo: dai giornali o dalla televisione, lei ha mai visto la foto, la faccia di questo signor Scarano?
TESTE Contorno S.: Non so se ho visto le fotografie tramite un album, o in televisione; però non mi dice niente perché non ho avuto mai né conoscenza, e manco rapporti, perciò... Anche lui mi sembra che ha dichiarato, il signor Scarano, che a me non mi conosce, perciò...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha presente la strada o, per meglio dire, quel tratto di strada della Formellese che si percorre scendendo da via Monti di Malvagliata a Formello, con direzione Formello, quel tratto di strada in corrispondenza del quale c'è un cimitero?
TESTE Contorno S.: Sì. E' unica, che si può fare di là. Però ci sono altre strade interne che può fare levando quella, e io le facevo pure. Dove abitava il giudice Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh, mmh.
TESTE Contorno S.: Zona Castello, dove abitava il giudice Palermo, o tanti altri personaggi che abitavano in zona. E io cambiavo sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora...
TESTE Contorno S.: Quando abitavo là.
PUBBLICO MINISTERO: Io perché le ho fatto questa domanda?
TESTE Contorno S.: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: Per potergliene fare un'altra, che è questa: lei rammenta il giorno in cui i Carabinieri ritrovarono quell'esplosivo e poi dopo vennero a sentirla, il giorno stesso? Se lo ricorda?
TESTE Contorno S.: Sì, come no!
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda.
TESTE Contorno S.: Neanche ci ho voluto aprire perché erano in borghese, e non ci volevo neanche aprire. Ci ho detto 'andate a prendere un...'.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, ha ragione.
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dov'è che vennero, i Carabinieri?
TESTE Contorno S.: Via Monti di Malvagliata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto. Volevo sapere, se lei riesce a focalizzare, a mettere a fuoco i suoi ricordi, ma quel giorno lei si era trattenuto per tutta la giornata in via Monti di Malvagliata, oppure quando arrivarono i Carabinieri lei si trovava lì solo da qualche ora?
TESTE Contorno S.: Io sono stato...
PUBBLICO MINISTERO: Per dire, gli spostamenti suoi di quella giornata, se li rammenta?
TESTE Contorno S.: Di quel giorno, non me li rammento. Però è stato il pomeriggio.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh.
TESTE Contorno S.: Quando è successo la bomba, che c'è stata la botta, sono venute le guardie e subito, quando è successo subito la bomba, che l'hanno fatta scoppiare, subito il capitano, un tenente dei Carabinieri, all'ANSA è uscita la notizia "la bomba messa per Contorno". Questa era la riservatezza che avevano nei miei confronti.
Ma, come fatto, non hanno parlato né di Palermo, né Carmen Russo, Renato Zero - tutti personaggi che abitavano in zona - non ne hanno parlato: solo che abitava Contorno.
Però la bomba era a 8 chilometri di casa mia, non era davanti casa mia. Perché se loro non avevano paura di venire sotto casa mia, la mettevano davanti il cancello, era facilissimo a farlo. Era l'uscita obbligatoria, se io abitavo là.
Invece, purtroppo, vedevano che la persona non abitava più là, allora hanno tentato a giocarsela così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Io le ho chiesto se lei ricordava qualche cosa dei suoi spostamenti durante quella giornata, e mi sembrava che per renderle più semplice la risposta la cosa migliore fosse chiederle se lì, in via Monti di Malvagliata, quando vennero i Carabinieri, lei ci era arrivato da poco, se era tutto il giorno che stava lì, se c'era arrivato dopo pranzo.
TESTE Contorno S.: Sì, dopo pranzo, di pomeriggio ci ero andato.
PUBBLICO MINISTERO: Durante quella giornata - se lo ricorda, eh? - lei ci era transitato per via, per la provinciale, per la Formellese?
TESTE Contorno S.: Per la strada principale, no. Ne avevo fatta una prima di arrivare al paese.
PUBBLICO MINISTERO: Oh, quindi la provinciale non l'aveva percorsa mai durante quella giornata, vuol dire?
TESTE Contorno S.: No, la provinciale proprio direttamente, direttamente tutta di casa mia ad arrivare dove ci hanno messo la bomba, non ci sono stato. Sono arrivato circa al cimitero, diciamo - se lei, non so, ha la cartella in merito -...
PUBBLICO MINISTERO: Lo so, dov'è.
TESTE Contorno S.: Un paio di chilometri di casa mia, non è che sono arrivato alla piazza, diciamo al centro abitato, e ho fatto una strada di campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire ha deviato?
TESTE Contorno S.: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, visto che stiamo parlando della provinciale, della zona dove c'è il cimitero, nei giorni precedenti questo giorno famoso, intendo dire proprio nei giorni precedenti, non l'anno prima, eh?
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nei giorni precedenti, lei ricorda se ebbe occasione di transitare per la Formellese, cioè a dire da via Monti di Malvagliata ad andare verso Formello? Poi, se veniva anche da un'altra parte, è la stessa.
TESTE Contorno S.: Sì. Non lo so, se ci sono passato o meno. Direi una fesseria. Può darsi che ci sono passato, non ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, se non mi sbaglio, ha detto che - se ho capito bene, eh - lei ha detto che negli orari, non era abitudinario.
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo cosa vuol dire? Lei poteva spostarsi indifferentemente molto presto la mattina, oppure a mattino inoltrato, a pomeriggio, a sera? Vuol dir questo?
TESTE Contorno S.: Essendo un libero cittadino, lo potevo fare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì sì, no, che c'entra? Anch'io sono un libero cittadino, ma per esempio, se non c'è una ragione particolare, non esco di casa alle tre la notte, ecco.
TESTE Contorno S.: Sì. No, di notte no, dove andavo di notte? Io commerciavo un po' di pellicce, oro, orologi, che andavo al Monte di Pietà. Però non è che mi alzavo di notte, per andarci.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, nei giorni immediatamente precedenti questo giorno particolare, lei ricorda, transitando con la macchina da qualche parte, di aver sentito un rumore come se si trattasse di un rumore di un colpo di arma da fuoco?
AVV. Cianferoni: Presidente, opposizione, avvocato Cianferoni. Secondo me, la domanda preliminare dovrebbe essere: ricorda di aver sentito qualche cosa?
Quindi, sotto questo profilo, mi pare domanda suggestiva, perché si indirizza verso un tipo di ricordo uditivo, che è quello che ha detto il Pubblico Ministero.
Quindi domanda suggestiva, secondo questa difesa.
PRESIDENTE: Non mi pare suggestiva.
PUBBLICO MINISTERO: A me pare che l'abbia resa suggestiva l'opposizione.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Per come era fatta, non era suggestiva.
PRESIDENTE: A questo punto, un colpo di arma da fuoco si può sentire in qualunque momento dell'anno, anche in periodo fuori di carcere, perché ci sono anche armi che sparano a salve. Quindi non vedo proprio dove ci sia la suggestione.
Sentiamo la risposta.
TESTE Contorno S.: No, non l'ho mai sentito, questo colpo.
PRESIDENTE: Non l'ha mai sentito.
TESTE Contorno S.: Bah, nel caso, mentre passavo...
PRESIDENTE: Cioè, non ci ha mai fatto caso?
TESTE Contorno S.: Sì, non l'ho sentito, non c'ho fatto caso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, considerato, lei ha detto che aveva tutta una serie di cautele per controllare di persona la propria sicurezza; ecco, se le fosse successo, avesse notato, avesse visto, avesse sentito qualche cosa che poteva mettere a rischio la sua sicurezza, lei l'avrebbe segnalato?
TESTE Contorno S.: Era normale, no? Avrebbe subito cambiato pure casa.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
TESTE Contorno S.: Era normale, avrebbe cambiato pure casa.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Ecco, ma nella realtà, nella sostanza, lei si è trovato nella necessità di fare delle segnalazioni, o ai Carabinieri, o alla Polizia, o all'Autorità costituita qualche che fosse, per situazioni che secondo lei rappresentavano un pericolo per la sua sicurezza?
TESTE Contorno S.: Sì, quando vedevo qualche cosa, o magari una persona che la vedevo due volte ferma da una parte, la segnalavo. O, viceversa, un giorno ho visto una macchina in borghese con due persone, erano messe sotto un albero, sono passato; dopo, siccome c'erano due strade da fare, io ho fatto la seconda: sempre fermi là. L'ho visto la mattina e il pomeriggio.
Dopo ho avvertito e sono andati là: erano dei Carabinieri che stavano sotto tiro a questo signore, che abitava in fondo della strada da me.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando, quindi, di che zona? Di che luoghi?
TESTE Contorno S.: Parliamo - lei, non so, la domanda me l'ha fatta di quando abitavo nella mia casa o quando abitavo nelle altre case?
PUBBLICO MINISTERO: No, io gliel'ho...
PRESIDENTE: In genere, in genere.
TESTE Contorno S.: In genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei mi ha detto che, della casa, praticamente ce n'aveva una e ce n'aveva dieci in contemporanea, non riesco io ad ancorare la domanda...
TESTE Contorno S.: No, contemporaneamente no, signor... Ne avevo, di casa ne avevo sempre una.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Contorno S.: Perché non avevo dieci case disponibili. Stavo sei mesi da una parte, sei mesi da un'altra parte, facevo lo zingaro in mezzo, no altro.
PUBBLICO MINISTERO: No, io volevo sapere se questo episodio che lei, ci stava dicendo, segnalò perché l'aveva insospettito...
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si è verificato quando lei...
PRESIDENTE: Abitava lì.
PUBBLICO MINISTERO: ... abitava lì, abitava a 200 chilometri da Roma?
TESTE Contorno S.: Quando abitavo su Formello.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Contorno S.: Dopo si è saputo che erano Carabinieri che stavano dietro a quel signore in fondo della strada, quello che ha nominato lei, della Thema...
PRESIDENTE: Ferrari.
TESTE Contorno S.: Che dopo l'hanno carcerato.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io qui, dal... beh, evitiamo di fare il richiamo dal verbale.
Lei era registrato nell'anagrafe di qualche comune, nel '94?
TESTE Contorno S.: Ero registrato prima del '94, al comune di Formello. Nella casa dove abitavo, c'era la residenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome poi da un certo momento in avanti, a quello che capisco, non sarà più risultato registrato...
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... quindi penso che mi possa rispondere anche a questa domanda.
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La registrazione presso il comune di Formello, con quale indirizzo era?
TESTE Contorno S.: Prima, era via Malvagliata. Tramite tutti gli aiuti che ho avuto dello Stato, mi ho cambiato pure la residenza. Fatevi il conto a che punto potevo arrivare, di conduzione di vita.
Dopo, in un secondo tempo, ho cercato un altro appartamento e ho fatto pure un'altra residenza; che non abitavo.
E l'ho levata di Formello, proprio per levare il nome di Formello.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nell'ambito della sua famiglia, qualcuno si occupava di attività di commercio nel settore della frutta, frutta e verdura?
TESTE Contorno S.: No, non avevo nessuno. Quei poveri che hanno ammazzato erano gente che lavoravano, muratori, e tutta una vita che non aveva niente a che fare con me.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha mai avuto notizia che qualcuno a Palermo fosse venuto a conoscenza di dove abitava lei?
TESTE Contorno S.: Sì, tutti, lo sanno tutti. A cominciare da Bagarella, i Graviano, a Spatuzza, e compagni. E tutti gli altri rimanenti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Contorno...
TESTE Contorno S.: Mi scusi se dico compagni...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Contorno S.: ... perché ho l'abitudine di dire compagni, in merito.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', questa volta non lo riferisce a me.
TESTE Contorno S.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è sufficiente. Senta, lei sta menzionando questi nomi: Bagarella, Spatuzza, i Graviano.
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma son persone che lei conosce personalmente?
TESTE Contorno S.: Sì, li conosco da vita. Sia i Graviano, sia il signor Bagarella quando è venuto dal paese a rovinare l'Italia, e sia Spatuzza che l'ho lasciato ragazzino, che lavorava con un mio parente.
Anche questo, per il bene che abbiamo fatto a questa famiglia, che morivano di fame e abitavano vicino la famiglia dei miei suoceri, mi ha ammazzato i fratelli e gli zii a mia moglie: il signor Spatuzza in persona, con la compagnia.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che Spatuzza lo conosceva da quando era ragazzino, perché abitavate vicino.
TESTE Contorno S.: Conoscevo tutta la sua famiglia, tutta la generazione della sua famiglia. E il signor Spatuzza, anzi, vi preciso che i signori Graviano gli hanno inculcato dicendogli che io ci avevo ammazzato un fratello; ma non esiste, che io gli ho ammazzato il fratello, io, di Spatuzza.
Il fratello di Spatuzza l'hanno ammazzato gli uomini d'onore, quelli più grandi di me; perché hanno fatto un sequestro in Sicilia, a Palermo, però il sequestro l'hanno fatto gente sciolte, non erano né uomini d'onore né nessuno: rapinatori.
Hanno fatto un sequestro di una certa Mandalà, e dopo queste dieci persone sono state tutte assassinate. Uno dei quali, questo fratello di Spatuzza, non l'ho ucciso io; e so chi l'ha ucciso, però non ritengo opportuno dirlo adesso. Va bene?
E allora i signori Graviano, dato che questo ragazzino pittava, un giorno, mentre si trovavano a casa sua, dei fratelli Graviano - e c'hanno il davanti delle case più il dietro che c'era della campagna - è arrivata la Polizia.
In quella occasione c'era Giuseppe Lucchese e Pino Greco detto "scarpuzzella", compresi i fratelli Graviano. Ad un tratto succede, arriva la Polizia, siccome c'hanno una scala che si scende di dietro di questa abitazione, in ferro, che si va nella campagna, questo Spatuzza ha sparato alla Polizia. Questi latitanti se ne sono andati.
Al signor Spatuzza se lo sono portati in Questura, l'hanno massacrato di botte, e se l'è mantenuto, non se l'è cantata.
Di quel giorno in poi, Spatuzza è diventato il numero uno della borgata di Brancaccio.
Come, infatti, si è portato i mobili di casa mia, da mia suocera, ha fatto di tutto. Era abbattuto quando hanno ammazzato i miei cognati, che abitavano in via Ciaculli, andavano a lavorare la mattina, i miei zii: ha fatto tutto lui.
E miei suoceri ci hanno dato tanto da mangiare alla sua famiglia, che è una famiglia numerosa.
Suo padre ogni tanto lavorava, ogni tanto non lavorava. Veniva in una tenuta che avevamo noi in comproprietà, e si ... per potere mangiare la sua famiglia. Perciò, si figuri a che punto erano. E questo era il fattore di Spatuzza.
Poi, dopo è diventato numero uno, Spatuzza...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, signor Contorno.
Ora, io avevo fatto una domanda inizialmente molto semplice.
TESTE Contorno S.: Io l'ho voluta...
PUBBLICO MINISTERO: No no, va bene, non c'è problemi.
TESTE Contorno S.: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè le avevo chiesto se aveva saputo che qualcuno a Palermo avesse avuto notizia di dove lei si trovava.
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei mi ha detto "tutti lo sapevano".
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha spiegato. Ecco, ma, mi scusi...
TESTE Contorno S.: Scusi lei.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, e ha capito com'è che erano arrivate giù a Palermo le notizie su dove poteva trovarsi lei?
TESTE Contorno S.: Sì. Era elementare arrivarci, perché la buonanima di mia suocera aveva un magazzino che era una scuola affittata al comune di Palermo, e gli davano un paio di milioni al mese.
Siccome dopo i signori Graviano si sono ingranditi in tutta la zona, se la sono comprata tutta loro, quella scuola, anzi, non è che l'hanno buttato per terra, non l'ho capito, ma altre proprietà se le sono pigliate. Come la mia tenuta, compreso lui, "scarpuzzella" e il Lucchese, se la sono proprio pigliati come proprietà. E ce l'hanno in mano: è un ettaro di terreno. La villa l'hanno distrutta, i mobili: si sono portati tutto, le macchine, tante di quelle cose.
Alla fine, cosa hanno fatto? Avendo il comune in mano, che dopo a voi vi risulta se guardate gli altri beni, c'era un impiegato del comune della borgata di Brancaccio, come documento d'identità, c'avevano i documenti falsi, fatti al comune di Brancaccio, i signori Graviano.
Hanno fatto levare, tramite l'amicizia del comune, l'affitto dei magazzini che aveva mia suocera, che erano 500 metri quadri e c'era l'asilo per i bambini. Loro ne avevano costruiti due, e se li sono portati in comune; hanno lasciato la mia, e si sono presi l'asilo dei signori Graviano.
Perciò, era facile sapere...
Io poi, non avendo dove potermi rifugiare, abbandonato da tutti, ho ritirato la residenza, che ho fatto una grande sciocchezza, però non avendo un buco dove andarmi a infilare, mi sono tirato la residenza a Formella: tutta là, la mia storia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, torniamo un attimo a qualche cosa che la riguarda proprio direttamente.
Lei ricorda se in questi suoi spostamenti - che, a quello che abbiamo capito, non erano abituali, né come orari, né come tragitti, né come automobili che impiegava - ecco, ha memoria se gli capitava qualche volta di fermarsi per la strada, a un bar, a prendere il caffè, a prendere la bibita, a fare una telefonata, a comprare le sigarette?
TESTE Contorno S.: Quando è successo la bomba, hanno parlato che io, quello del bar, mi vedeva tutti i giorni, la mattina a prendere il caffè, in piazza. Il tabaccaio, andavo dal tabaccaio a comprare le sigarette. Questo, a quanto ne parlò la televisione.
Ma io, né fumo, e il caffè me lo pigliavo a casa mia. Dopo, non ero un tipo cui piacevano i ristorante o andare ai locali, perché questi due punti li sappiamo. Io, che facevo parte a Cosa Nostra, so come funziona. Perciò era facile portarmeli dietro, o fare conoscenza da qualche parte.
Io ero sempre come uno zingaro: una volta da una parte, una volta da un'altra parte. Per starmi a guardare attento alla pelle, perché me la guardavo io, la pelle, non me la guardava nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma non ho capito se lei le comprava o no, le sigarette. Non so nemmeno se fuma.
TESTE Contorno S.: No, no, non fumo; e neanche pigliavo il caffè al bar, nella piazza. Poteva capitare un caffè, magari, di pigliarlo al Monte di Pietà. O magari mi capitava, camminavo, mi fermavo da una parte occasionale. Ma non che io avevo un risiedo dove mi fermavo tutti i giorni a mangiare un cornetto, magari. Saltuariamente. Cambiavo sempre. Non fumo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, che lei ricordi, nel '94, nei mesi precedenti, l'anno prima, gli anni prima, la sua fotografia o qualche sua fotografia compariva sui giornali, veniva proiettata in televisione?
TESTE Contorno S.: Come no? Fino a ieri, nel giornale mi sembra di ieri, ne La Repubblica, ci stava pure la mia fotografia.
Oggi, per esempio, l'ho saputo già, dicevano che io mi trovo a Villeri, nel carcere. Io ci sono passato da Villeri, ma non sono più a Villeri, stando alle precisioni di chi gli interessa saperlo. Un avvocato dice che io mi trovavo a Villeri. Non sono al carcere di Villeri. Se lo vuole sapere, glielo posso pure dire.
PUBBLICO MINISTERO: No, non le voglio chiedere niente, io, sulla situazione attuale.
TESTE Contorno S.: No, un avvocato dice che io sono a Villeri. Non sono a Villeri, per informazione.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, ascolti ancora alcune domande. Lei ha mai conosciuto una persona che di cognome si chiama Grigoli?
TESTE Contorno S.: No, questo, all'ultimo arresto, Grigoli Salvatore non lo conosco, ne ho sentito parlare, ci dicevano "il cacciatore"; ma io personalmente non lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha visto anche la foto di questa persona?
TESTE Contorno S.: Mi sembra di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'ha vista sui giornali, o l'ha vista in qualche atto giudiziario, in qualche interrogatorio?
TESTE Contorno S.: Sì, per dirci la verità, non ricordo. L'ho vista, nel giornale, in televisione l'ho vista; più, mi sembra, in qualche fascicolo di fotografie con la Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma quindi si tratta di una persona che lei non ha mai conosciuto?
TESTE Contorno S.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, un signore che si chiama Romeo di cognome, e Pietro di nome, lo conosce?
TESTE Contorno S.: Di conoscerlo, l'ho conosciuto, l'ho incontrato un giorno che era in interrogatorio. Io ho visto questo signore, che è un ragazzo alto, grosso. E ho saputo che questo era uno dei miei attentatori, che è venuto a casa mia per fare l'attentato a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi aiuti a capire, ha detto di averlo conosciuto?
TESTE Contorno S.: Incontrato.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Contorno S.: Io un giorno sono andato da un magistrato a Roma e c'era questo signore in attesa di interrogatorio. Dopo: era Romeo - dice - questo era quello della bomba di casa tua.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ricorda chi è che ha fatto questo interrogatorio?
TESTE Contorno S.: Senta, non lo so io, siccome ne avevo a ripetizione, però, non è facile poterlo sapere chi è che me l'ha fatto quel giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che fosse un interrogatorio... voglio dire, io, lei, l'ho interrogata una volta sola.
TESTE Contorno S.: No, no, non parlo di lei, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Non è in occasione di un interrogatorio che abbia fatto io?
TESTE Contorno S.: No.
PUBBLICO MINISTERO: O il dottor Vigna?
TESTE Contorno S.: Di dove l' abbiamo fatto con lei, l'abbiamo fatto da una parte. Io parlo di altri uffici, mi avevano fatto degli interrogatori.
PUBBLICO MINISTERO: No, facevo per saperlo, Contorno.
TESTE Contorno S.: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Se per caso era successo dopo che l'avevo interrogata io, per una qualche ragione.
TESTE Contorno S.: No, non era quel giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Io so di averla interrogata l'8 novembre, esattamente negli uffici della Direzione Investigativa Antimafia a Roma.
TESTE Contorno S.: No, no. Lei è venuto dove c'era la villa.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Contorno S.: Io non parlo là, no. Altri posti di Polizia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Comunque sia, lei ha visto questa persona, ha capito che era Romeo Pietro. Lo conosceva, precedentemente?
TESTE Contorno S.: No, 'ho capito'. Là l'argomento era un'altra persona che dovevano interrogare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Contorno S.: E questo era imputato del - non so se lo diceva... - parlava del fatto mio. Non conoscevo, io, la persona.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non si tratta di uno che aveva già visto?
TESTE Contorno S.: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Non si tratta di persona che lei conosceva da prima?
TESTE Contorno S.: No, no, non esiste.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il signor Carra Pietro, lo conosce?
TESTE Contorno S.: Io, di Carra, conoscevo il padre. Se questo Carra Pietro sarebbe il figlio, non l'ho presente.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, il padre?
TESTE Contorno S.: Michele, il padre si chiamava Michele.
PUBBLICO MINISTERO: E di che si occupava questo signore? Se lo ricorda?
TESTE Contorno S.: Faceva l'autotrasportatore, contrabbandiere, e apparteneva alla famiglia di Pippo Calò. Aveva un'agenzia, tipo di assicurazioni, in Corso dei Mille. Però, io parlo tanti anni fa.
PUBBLICO MINISTERO: Ha conosciuto anche i figli di questa persona?
TESTE Contorno S.: Senta, non lo ricordo in particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Ecco, lei ha detto che il giorno in cui successe quel certo fatto, i Carabinieri vennero a cercarla a casa, lì in via Monti di Malvagliata.
Volevo sapere: vennero dopo che c'era già stata l'esplosione - se mi può rispondere a questa domanda, eh - dopo che c'era già stata l'esplosione dell'esplosivo ritrovato dai Carabinieri, o vennero prima?
TESTE Contorno S.: Vennero dopo l'esplosione.
PUBBLICO MINISTERO: Mmh. Lei quindi, mi pare di capire, l'esplosione la deve aver sentita, o qualcuno la deve avere informata che era esplosa, scoppiata della roba, insomma, per la strada?
TESTE Contorno S.: Io l'ho sentita.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Contorno S.: Non mi ha fatto né caldo, né freddo.
Dopo, sono andato a finire in un coso di Carabinieri. Dopo sono andato a finire a Roma e da Roma, con chi di dipendenza di Roma, siamo finiti a Formello perché volevano sapere la mia casa e dove abitavo.
Abbiamo passato dove è successo la bomba, c'erano delle strisce di carta, diciamo, quelle rosse per non fare attraversare. Abbiamo attraversato, nessuno se n'è accorto, di tutti quelli che c'erano là.
Siamo arrivati davanti casa mia, Timezia di Formello. Abbiamo trovato i Carabinieri in divisa, poi i fotografi della RAI che stavano fotografando sotto casa. Tanto...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, il rumore dell'esplosione, lo sentì?
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lo sentì da dove: da casa?
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
PRESIDENTE: Dalla casa di via Malvagliata.
TESTE Contorno S.: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, non credo di aver necessità di farle altre domande.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori hanno domande? Prego.
AVVOCATO Oddo: Buongiorno, signor Contorno, sono l'avvocato Giuseppe Oddo.
TESTE Contorno S.: Buongiorno.
AVVOCATO Oddo: Volevo chiederle alcune cose. Lei, da quanto tempo manca da Palermo?
TESTE Contorno S.: Io, dall'82.
AVVOCATO Oddo: Dall'82.
TESTE Contorno S.: Sì, dopo sono stato carcerato nell'89, quando sono rientrato dall'America, ho fatto un anno e mezzo di carcerazione, e sono stato assolto di tutti i casi che mi imputavano.
AVVOCATO Oddo: Sì. Non volevo chiederle tutto questo.
TESTE Contorno S.: No, siccome...
AVVOCATO Oddo: Mi interessava sapere, quand'è che ha iniziato la sua collaborazione con la Giustizia?
TESTE Contorno S.: Dall'84.
AVVOCATO Oddo: Nell'84. Successivamente all'84, lei ha avuto ulteriori informazioni sull'organizzazione Cosa Nostra?
TESTE Contorno S.: No, dopo, l'organizzazione, non facevo più parte a Cosa Nostra, perché dall'84 dopo, mi hanno portato in America a "Pizza Connection", e sono rientrato nell'88.
AVVOCATO Oddo: Mi dice una cosa? Lei ha parlato di un episodio in cui rappresenta la presenza di alcune persone. Ha parlato di Lucchese, dei Graviano, di Spatuzza.
TESTE Contorno S.: Sì.
AVVOCATO Oddo: Ce lo può collocare nel tempo, cortesemente?
TESTE Contorno S.: Senta, collocarlo nel tempo, io non c'ho tutte le mie dichiarazioni che ho fatto ai tempi. Però gli posso dire che Lucchese Giuseppe era un grande amico mio. Piero "scarpuzzella" era un grande amico mio. Questo ragazzino, Spatuzza, l'ho lasciato ragazzino, era, aveva tredici, quattordici anni. Adesso, avrà trentanni, trentacinque anni. E' cresciuto, i tempi sono pure passati.
AVVOCATO Oddo: Spatuzza, aveva 13-14 anni. Lei, però, ha detto pure i Graviano.
TESTE Contorno S.: Come?
AVVOCATO Oddo: Lei ha detto "i Graviano".
TESTE Contorno S.: Sì, i Graviano. Conoscevo il padre, i fratelli, gli zii e tutta la famiglia dei Graviano. Che sono un gruppo di famiglie.
AVVOCATO Oddo: Sì, io volevo sapere quella volta, quando parla dei Graviano, a chi fa riferimento?
TESTE Contorno S.: Faccio riferimento ai tre fratelli. Sono tre fratelli...
AVVOCATO Oddo: Ed erano tutti e tre presenti, in quell'occasione? O...
TESTE Contorno S.: Quale occasione?
AVVOCATO Oddo: Lei ci ha descritto un episodio, poc'anzi, a domanda del signor Pubblico Ministero.
TESTE Contorno S.: Sì.
AVVOCATO Oddo: Ha detto: Lucchese c'era, c'era Spatuzza, c'erano i Graviano.
TESTE Contorno S.: Ma lei parla in merito della bomba, o quando hanno...
AVVOCATO Oddo: No no, non sto parlando per niente della bomba. Sto parlando dell'episodio che lei ci ha raccontato, esemplificando la sua conoscenza di queste persone.
TESTE Contorno S.: Sì.
AVVOCATO Oddo: Volevo sapere chi dei Graviano era presente.
TESTE Contorno S.: Ma lei parla che periodo, mi scusi?
AVVOCATO Oddo: Eh, io per questo le ho chiesto quando.
TESTE Contorno S.: Come?
AVVOCATO Oddo: Signor Contorno...
TESTE Contorno S.: Sì?
AVVOCATO Oddo: ... io poc'anzi le chiesi: 'quando è avvenuto questo episodio di cui ha parlato col Pubblico Ministero'?
PRESIDENTE: Quando lei parlava... scusi, avvocato, tanto per cercare di vedere...
AVVOCATO Oddo: Che finisce con le botte di Spatuzza.
PRESIDENTE: Ha capito?
TESTE Contorno S.: Sì.
PRESIDENTE: Lei ha parlato al Pubblico Ministero, ha raccontato o ha ricordato, un episodio in cui c'erano i Graviano e Spatuzza, in parole povere.
TESTE Contorno S.: Ma io mi riferivo a quando volevano uccidere i miei cognati, perché ci hanno ammazzato mia moglie, era in stato interessante all'ottavo mese. Si è presentata, quando l'hanno carcerato, non era nessuno...
AVVOCATO Oddo: Sarà stato nell'86, '87, così?
PRESIDENTE: Quando sarebbe avvenuto questo fatto?
TESTE Contorno S.: Quando sarebbe avvenuto?
PRESIDENTE: Questo fatto di cui parlava lei, che erano presenti tutte queste persone che ha nominato. Che portarono il fratello di Spatuzza in carcere e lo riempirono di legnate, ha detto lei.
TESTE Contorno S.: No, perciò... siamo errati. Il fratello di Spatuzza... Ah! L'hanno portato in Questura, l'hanno fermato in Questura.
PRESIDENTE: Eh.
TESTE Contorno S.: E' stato nell'81, '82.
AVVOCATO Oddo: '81, '82.
TESTE Contorno S.: Sì, prima, è successo prima del mio attentato; anzi, con precisione, prima del mio attentato. Perché stavo costruendo una casa, e vennero già dove ho subìto l'attentato.
AVVOCATO Oddo: Chi dei Graviano era presente?
TESTE Contorno S.: C'erano i fratelli Graviano, che sono tre fratelli.
AVVOCATO Oddo: E vi erano tutti e tre presenti? Questo voglio sapere.
TESTE Contorno S.: Sì.
AVVOCATO Oddo: A lei consta perché l'ha visto, oppure perché le è stato raccontato?
TESTE Contorno S.: No, perché ho avute riferite, è successo il fatto, io ero ancora libero cittadino, me l'è venuto a dire Giovanni Pullarà. Perché Giovanni Pullarà è uno che è un altro traditore, come questi che ci abbiamo qua di dietro a me, che facevano parte alla storia. Giovanni Pullarà si voleva portare me per soffocarmi, però non c'è riuscito. Perché era un mio compagno, un assassino, un compagno mio.
Dopo ammazzato Stefano Bontate, lui è diventato il grande capo.
Il Pullarà mi è venuto a dire: 'lo sai che è successo? c'è 'peppuzziedda', è 'u' lucchesieddu' vicino ai Graviano. Arrivai all'indirizzo e mi hanno arrestato. Però, non si sono ... questi.
AVVOCATO Oddo: Quindi così, genericamente, non le parlò esattamente di chi dei Graviano fosse presente.
TESTE Contorno S.: I fratelli Graviano sono tre fratelli, e non mancavano mai: non mancavano mai di essere assieme.
PRESIDENTE: Erano sempre tutte e tre insieme.
AVVOCATO Oddo: Tutte e tre insieme, sempre.
TESTE Contorno: Uno, due... sempre due erano sempre insieme. Come il fatto quando li hanno carcerati a Milano, erano in due. Ma erano sempre o due, o uno, o due... sempre insieme.
AVVOCATO Oddo: Scusi, li hanno carcerati a Milano, quando?
TESTE Contorno: Quando hanno carcerato...
PRESIDENTE: Quando hanno carcerato i fratelli...
TESTE Contorno: Graviano a Milano.
PRESIDENTE: ... Graviano.
AVVOCATO Oddo: No, Presidente, io voglio sapere a quale punto fa riferimento lui. Perché, per capire.
TESTE Contorno: Unico arresto, ce n'è stato a Milano.
AVVOCATO Oddo: E allora lei fa riferimento all'arresto del gennaio del '94?
TESTE Contorno: Non lo so quando è successo.
AVVOCATO Oddo: Dico, questo di cui parliamo noi, dovrebbe essere il gennaio '94.
TESTE Contorno: Non lo so il periodo che è successo.
Io parlo quando li hanno carcerati... perché ne ha parlato televisione, giornali, radio...
AVVOCATO Oddo: Ah, quindi sono informazioni che lei assume dalla stampa.
TESTE Contorno: Ma a me questo non interessa, proprio allo stesso modo della...
Anzi, mi interessa sentirli i fatti che succedono là.
AVVOCATO Oddo: Interessa a noi.
TESTE Contorno: No...
AVVOCATO Oddo: Ma lei, poc'anzi, ha parlato di un giornale che avrebbe riportato la sua foto.
E' Il Giornale di Sicilia?
TESTE Contorno: E' Repubblica, il giornale La Repubblica.
AVVOCATO Oddo: Lei non legge Il Giornale di Sicilia?
TESTE Contorno: No.
AVVOCATO Oddo: Comunque, signor Contorno, per capire, lei non è più tornato a Palermo, ha detto.
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Oddo: Da quando iniziò la sua collaborazione con le Forze di Polizia, prima; e poi con la magistratura.
Quindi lei saprà che la stampa ha pubblicato diverse volte notizie in ordine a pretesi suoi viaggi a Palermo.
E' tutto falso?
TESTE Contorno: Avvocato, nella domanda che mi ha fatto lei precedentemente, io ho detto: io sono andato via nell'82 da Palermo.
AVVOCATO Oddo: Sì.
TESTE Contorno: E sono riandato all'89, rientrando all'88 dall'America. All'89 mi hanno carcerato a Palermo.
Cioè, non ho detto che io dall'82 non ci sono più andato.
Io sono ritornato a Palermo all'89, quando mi hanno carcerato.
AVVOCATO Oddo: Ah. E...
TESTE Contorno: Lo avevo precisato precedentemente alla domanda sua.
AVVOCATO Oddo: Ecco, perché era poco chiaro.
E, nell'89, lei a Palermo che cosa faceva?
TESTE Contorno: Cosa facevo, venivo dall'America, perché mi hanno abbandonato. E' finito "Pizza Connection", mi ha detto: 'qua non si mangia più.'
Io ho chiamato l'Italia, ci ho detto: 'io, qua, devo rientrare', sennò dovevo andare a delinquere in America. Quello che non ho voluto fare.
E sono venuto in Italia. Sono andato a trovare dei miei parenti per aiuto finanziario.
Mentre andavo dai miei parenti che erano latitanti, mi hanno carcerato.
AVVOCATO Oddo: Ah, quindi era semplicemente volto a recuperare un aiuto economico.
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Oddo: Non c'era...
TESTE Contorno: Ma questo è pubblicato da tutti i giornali e da tutti i verbali...
AVVOCATO Oddo: Ma io...
TESTE Contorno: Scusi, avvocato, parliamo una volta l'uno.
AVVOCATO Oddo: Sì.
TESTE Contorno: Se lei guarda bene, le mie dichiarazioni già sono rese note quando mi hanno carcerato. E la continuazione quando ho fatto il processo.
AVVOCATO Oddo: Sa perché io le chiedo anche queste cose?
TESTE Contorno: Prego.
AVVOCATO Oddo: Perché, in una sua dichiarazione, lei ha detto di non conoscere i fratelli Graviano.
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Oddo: Vuol dire che non li conosce personalmente?
TESTE Contorno: Ma se lei vuole che facciamo il confronto, me li porta qua e siamo pronti a fare il confronto.
AVVOCATO Oddo: No, io voglio sapere se lei ha dichiarato questo.
TESTE Contorno: Senta, questo particolare è assurdo che io non posso dichiarare che conosco i fratelli Graviano.
Io conosco i fratelli, zii, nipoti...
AVVOCATO Oddo: Mi basta che lei dica "no".
TESTE Contorno: No, no, io li conosco a tutti.
AVVOCATO Oddo: Bene. E allora porterò, signor Presidente, a prova contraria, poiché si tratta di testimone, porterò la dichiarazione del signor Contorno nella quale egli ha affermato questa circostanza.
Poi trarrà la Corte le conseguenze di tutto.
Possiamo andare avanti.
Lei ha parlato di un impiegato del Comune che faceva documenti falsi, eccetera.
A quale tempo, a quale epoca fa riferimento?
TESTE Contorno: Cioè, è stato uno nel comune di Brancaccio che aiutava i Graviano...
AVVOCATO Oddo: E quale epoca...
TESTE Contorno: Sì, prego.
AVVOCATO Oddo: Mi può dire l'anno cortesemente?
TESTE Contorno: Sì. Purtroppo io non li avevo fatti io, li avevo pure io falsi i documenti. Però non venivano in quel comune di là, di Brancaccio.
AVVOCATO Oddo: Parliamo comunque di un tempo precedente alla sua collaborazione?
TESTE Contorno: Sì, sono durati un bel pezzo.
AVVOCATO Oddo: Non ho capito, scusi.
TESTE Contorno: Sono durati per un bel pezzo.
PRESIDENTE: Sono andati avanti per un bel pezzo, dice.
AVVOCATO Oddo: Cioè, lei sa che, dopo la sua collaborazione, questo iter è continuato?
TESTE Contorno: Ancora funzionava, sì.
AVVOCATO Oddo: E lei come lo sa che dopo la sua collaborazione...
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Oddo: ... continuava questo...?
TESTE Contorno: Un uomo d'onore sa tante di quelle cose che neanche ve lo immaginate quanto ne sappiamo e quanto ne sanno.
AVVOCATO Oddo: Quindi lei vuol dire che, successivamente alla sua collaborazione, lei continuava ad avere notizie.
TESTE Contorno: Sì, con la collaborazio...
AVVOCATO Oddo: Dianzi aveva detto una cosa diversa.
TESTE Contorno: Non mi sono associato con altro a delinquere. La gente che aveva paura e faceva tutte quelle minacce, erano subito a fidarsi dentro i latitanti e a subire... andarsene pure via di casa, come facevano.
AVVOCATO Oddo: Comunque, questo problema inizia in un tempo che possiamo datare i primi anni '80. E' giusto?
TESTE Contorno: Prima dell'80?
AVVOCATO Oddo: Primi anni '80. Cioè, '81, '82.
TESTE Contorno: Di questo fatto dei documenti?
AVVOCATO Oddo: Sì.
TESTE Contorno: Ma...
AVVOCATO Oddo: E poi, lei dice, prosegue.
TESTE Contorno: Sì, sì.
AVVOCATO Oddo: E' così, ho capito bene.
Ma lei ha incontrato, nel periodo in cui è stato libero, altri collaboratori? Oppure nel tempo in cui è stato detenuto, altri collaboratori di Giustizia?
TESTE Contorno: Essendo detenuto, ma lei parla da collaboratore, o da detenuto normale?
AVVOCATO Oddo: No, no. Io voglio sapere...
PRESIDENTE: Da collaboratori.
AVVOCATO Oddo: Collaboratori. Non mi interessa le persone...
TESTE Contorno: Sì, coi collaboratori ne vedevo qualcuno all'ufficio Protezione, perché era un porto libero, perché non avevano l'edificio per ...
La gente arrivava lì sotto, incontrava tante di quella gente che non conosceva.
AVVOCATO Oddo: E è capitato di parlare di fatti processuali?
TESTE Contorno: Senta...
AVVOCATO Oddo: Sì, è vero?
TESTE Contorno: Chi ha detto "sì"?
AVVOCATO Oddo: Ho detto: sì, o no?
TESTE Contorno: Ah, lei lo ha detto. Io no.
Senta, di processuali io ne ho parlate e so ancora da dire, da parlare, ce l'ho solo per i magistrati. Non avevo interesso né sapere i fatti degli altri e manco raccontarceli. Io...
AVVOCATO Oddo: Ma e allora mi spieghi un momento. Lei ha detto: 'ho conosciuto Romeo mentre aspettavo di essere interrogato.'
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Oddo: E lei non lo conosceva prima.
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Oddo: E allora...
TESTE Contorno: Mi hanno detto che era imputato per me.
AVVOCATO Oddo: Oh, chi è che vi presentò?
TESTE Contorno: Là c'erano diverse guardie che accompagnavano pure questo ragazzo.
AVVOCATO Oddo: E dico...
PRESIDENTE: Lo aveva già detto, questo, avvocato.
AVVOCATO Oddo: Sì, signor Presidente, io voglio capire chi è che gli disse: 'quello è il signor Romeo...'
TESTE Contorno: Dentro l'ufficio, l'ho sentito dire che era Romeo.
AVVOCATO Oddo: '... che poi è quello che ha messo la bomba a te,' insomma, sostanzialmente.
TESTE Contorno: Questo Romeo ho saputo che ha partecipato alla storia mia della bomba.
E' stato uno dei promotori a muovere il tritolo, insieme con Spatuzza, insieme con Scarano. E seguivano mio figlio con una ... volevano pigliare mio figlio...
PRESIDENTE: Guardi, l'avvocato vuol sapere chi gliele ha dette queste cose.
TESTE Contorno: Le ho sentite in ufficio, dottore.
AVVOCATO Oddo: Ah, in ufficio, bene.
E voi avete scambiato molte parole con Romeo?
TESTE Contorno: No. Non molte, no.
AVVOCATO Oddo: Poche. Lei ha parlato, ha detto c'era lì, c'erano alcuni personaggi, dice, però la stampa o comunque i Carabinieri, non dissero che c'erano Palermo, Carmen Russo, Renato Zero.
Mi spiega chi è questo Palermo?
TESTE Contorno: Questo Palermo era il giudice Palermo, quello che ha avuto...
AVVOCATO Oddo: Ed era, abitava vicino casa sua?
TESTE Contorno: Abitava zona Castelli. Io, da casa mia ai Castelli, c'erano 500 metri.
AVVOCATO Oddo: C'è una strana differenza con quanto ha dichiarato l'8 agosto del '95:
"So dove abitava il giudice Palermo che stava a circa 100 metri dal luogo dove abitavo io."
Perché oggi cerca di allungare questa distanza?
TESTE Contorno: Allungare? Avvocato...
AVVOCATO Oddo: Presidente, non...
TESTE Contorno: Senta avvocato, non è che l'ho misurato. Dopo, o 100 metri, o 200 metri... E' in zona Castelli.
AVVOCATO Oddo: Ma sa, era una cosa che mi aveva colpito.
TESTE Contorno: Avvocato, mi posso pure confondere di 100 metri a 1000 metri.
AVVOCATO Oddo: E c'è una certa differenza.
TESTE Contorno: Sì, ma i Carabinieri ci siamo fermi, lì, davanti casa, davanti la villa. Perciò non c'era...
AVVOCATO Oddo: Va bene. Lei ha detto, a proposito delle presenze - ed è qua il tema che devo introdurre, perché il signor Presidente mi ha detto di riservarlo al controesame - l'8 di agosto ha detto che, quando fu trovato l'ordigno esplosivo...
PRESIDENTE: Per cortesia, ci dica anche l'anno.
AVVOCATO Oddo: Del 1995. Lo aveva già detto il Pubblico Ministero.
Comunque ho fatto male a non precisare.
Insomma, ha riferito alla Pubblica Accusa, una circostanza che le è stata contestata.
Io vorrei ricontestare, o contestare al contrario, quanto risultava dall'interrogatorio del 15 aprile del '94, ore 19.00. Stavolta alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, signor Presidente.
Il signor Contorno, così dice:
"Ho già reso dichiarazioni che confermo. Fino a quattro-cinque mesi fa mi capitava di passare con una certa frequenza dalla strada di Formello dove c'è stata l'esplosione. Ma da ormai moltissimo tempo non mi capita più, non mi capitava più di passarci.
Ho letto sui giornali...", eccetera, "il fatto che il mio nome sia stato collegato..."
Ah, intanto quindi, questa è la contestazione precisa.
Qual è che conferma lei, signor Contorno?
TESTE Contorno: Io confermo...
AVVOCATO Oddo: Quella che le aveva letto il Pubblico Ministero, o quella che rese nell'immediatezza del fatto al Pubblico Ministero di Roma?
TESTE Contorno: Io ci posso rispondere soltanto dicendoci che io non facevo sempre la stessa strada. Io, di Formello, ci giravo quando avevo di bisogno di andare a casa mia. Non ci avevo nessun obbligo di non poterci andare.
AVVOCATO Oddo: Queste sono...
TESTE Contorno: E gironzolavo. Io non facevo la strada, come sta dicendo lei, che obbligatoriamente facevo quella. Non esiste.
AVVOCATO Oddo: Lei non... Scusi, per la verità, non erano parole mie.
Io le ho lette in un verbale.
Quindi io chiedo che il verbale possa entrare...
PRESIDENTE: Va bene, avvocato. Questo, lo decideremo tutto insieme al termine.
AVVOCATO Oddo: Certo.
E lei ha mai avuto modo di rendere una intervista e in questa intervista dire che doveva transitare in quella strada, per fare quell'intervista?
TESTE Contorno: No. Intervista...
AVVOCATO Oddo: Quindi, è falso, questa circostanza.
TESTE Contorno: Le interviste non le ho mai fatte, che dovevo passare dalla strada.
AVVOCATO Oddo: Quant'è che ha detto che dista la bomba dal luogo dove era a casa sua?
TESTE Contorno: Senta, avvocato, non l'ho misurata.
AVVOCATO Oddo: Grossomodo.
TESTE Contorno: Era nella Cassia-bis, c'era una pomba di benzina Agip molto grande.
AVVOCATO Oddo: Possiamo dire 10 chilometri circa?
TESTE Contorno: Ma per me sono 7-8 chilometri, 10, non lo so.
AVVOCATO Oddo: Ah, grossomodo. Perché il 15 aprile, lei, del '94, ai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, Reparto Operativo, Nucleo Operativo III Sezione, dichiarò in questi termini:
"10 chilometri", appunto.
TESTE Contorno: Va be', non li ho misurati.
AVVOCATO Oddo: Un'ultima domanda, devo farle, signor Contorno: lei era residente a Formello dal 1990. E' giusto?
E finisce di risiedere a Formello nel '92, quando praticamente ottiene di essere ammesso al Programma di Protezione. Ho capito bene?
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Oddo: Quindi, queste date sono giuste.
TESTE Contorno: Dovrebbe...
AVVOCATO Oddo: Mi scusi?
TESTE Contorno: Dovrebbe essere giusto.
AVVOCATO Oddo: Risultano, per altro, dal certificato di stato di famiglia che è stato prodotto in atti. Ma, che se non è prodotto, noi chiediamo di potere produrre, allegare al verbale di questa udienza.
E poi si trasferisce a Roma? Ho capito bene.
TESTE Contorno: Roma periferia, dintorni.
AVVOCATO Oddo: Va bene, non mi interessa sapere dove, signor Contorno. A me, era soltanto perché la risultanza del verbale e poi il trasferimento a Roma di tutto il nucleo familiare. Senza indicazioni naturalmente di strade, che a noi non interessano.
Quindi, la situazione - ecco che volevo sapere ed è l'ultima domanda - la situazione del certificato, la situazione ufficiale anagrafica corrispondeva alla situazione di fatto. E' giusto?
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Oddo: Nessun'altra domanda. La ringrazio.
TESTE Contorno: Prego.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente, avvocato Pepi.
Senta, signor Contorno, lei ha avuto molti procedimenti...
AVVOCATO Oddo: Presidente, chiedo scusa, sono costretto ad allontanarmi. Buongiorno.
AVVOCATO Pepi: Lei ha avuto molti procedimenti penali?
TESTE Contorno: Sì, ne ho avuti.
AVVOCATO Pepi: E ha avuto già condanne definitive, oppure no?
TESTE Contorno: No.
AVVOCATO Pepi: Senta, fra le varie ordinanze di custodia cautelare che lei ha subìto, o fra i mandati di cattura che ha subìto, c'è anche quello per l'omicidio del padre dei fratelli Graviano?
TESTE Contorno: Io, questo mandato di cattura, io non ce n'ho, perché io ai fratelli Graviano non ci ho ammazzato il padre. Questi sono i familiari dei signori Corleonesi che ce lo hanno ammazzato...
AVVOCATO Pepi: Lei non faccia commenti, Contorno. Risponda sì, o no.
TESTE Contorno: I commenti li devo fare.
PRESIDENTE: Abbia pazienza, ma lei le fa una domanda molto precisa, è giusto che abbia il diritto a dare una risposta altrettanto precisa.
TESTE Contorno: Io, al padre di Graviano, non ce l'ho mai ammazzato.
Si puliscano le tasche. Invece di fare l'infermità mentale, li fanno totale. Glielo dicono chi lo ha ammazzato. Io non ce l'ho mai... Non avevo niente con Michele Graviano, io. E neanche con i figli. Mai. Non ho avuto mai nessun problema. Eravamo amici.
AVVOCATO Pepi: Senta, allora non ha avuto neppure una ordinanza di custodia cautelare per l'uccisione del fratello di Gaspare Spatuzza.
TESTE Contorno: Ma io neanche mai ho avuto imputato. Perché non esiste.
Quando hanno ammazzato il fratello, io ero soggiornato obbligato. Perciò, si figure pure lei!
AVVOCATO Pepi: Senta, quali sono stati i motivi che, a suo tempo, lo indussero a pentirsi?
TESTE Contorno: Perché prima, quando sono entrato a far parte a Cosa Nostra, era una cosa onesta, una cosa che si dava al popolo, al debole. Erano delle mentalità, all'antica veramente.
Io avevo una attività commerciale di carne. Vendevo cento tori la settimana. Perciò non avevo problemi di soldi, né di niente. Stavo bene.
Viaggiavo tutte le settimane, andavo a comprare la merce, sia in Italia, sia all'estero. Perciò non avevo problemi da delinquere.
Però, facendo dei piaceri e cortesie, nel periodo che c'erano, sia il contrabbando di sigarette, c'erano degli assegni circolari che giravano tutti da 5 milioni. E loro appoggiavano la ... e cambiarceli.
E allora, un po' oggi e un po' domani, mi sono trovato in mezzo a Cosa Nostra. Gira oggi, gira domani, dopo mi hanno combinato.
Dopo il fattore che io mi sono pentito, quando c'ero io in Cosa Nostra, non si usava ammazzare né bambini e manco toccare le donne. Quando uno dovevamo uccidere una persona e c'era la moglie, o un figlio, o un ragazzino, si evitava, si faceva un altro giorno.
Invece loro cosa hanno fatto? Quando sono entrati i ... con la toga? Non hanno guardato in faccia a più nessuno.
Ammazzare i ragazzini, i parenti... Queste sono le cose proprio vergognose e indegne che hanno fatto. Sia tutta Cosa Nostra e compreso Totò Riina che l'ha rotta tutta Cosa Nostra, tutta. L'ha fatta ... Totò Riina, perché sono entrati i miliardi.
Questa è la... Dopo, quando ci hanno voluto portare, che sono andato, che io mi trovavo al carcere di Novara, mia moglie veniva al colloquio, se la volevano portare, sia mia moglie con la famiglia, sia Lucchese Giuseppe che era latitante, e "peppuzzella", gli volevano dare un passaggio.
Arrivato alla fine, dopo è arrivato il dottor Falcone, sono andato dal dottor Falcone, dice: 'sa, lo vogliono ammazzare', ci disse a me.
'Chi mi vuole ammazzare?' 'No, nessuno...'
Quando sono ritornato dal carcere c'era ... che era uno dei componenti che pagava 300 milioni dentro il carcere di Novara, compreso i napoletani. E Masino Spadaro. E offrivavano ... per farmi ammazzare dentro il carcere di Novara.
Sono andato là, gli ho detto al ... io al primo piano, al 15, e lui al pianterreno sotto, gli ho detto: 'Tanino, buttati dalla cella, che ti devo parlare.'
Dice: 'ti giuro Totuccio...', perché lui aveva due figli maschi e una figlia femmina, dice: 'sono in infermità, sono ... tu lo sai come...'
Ci dissi: 'sei cornuto, sei infame...', l'ho messo, da un piano all'altro, gli ho messo a dire tutto quello che potevo.
Dopo, di là, mi hanno portato via.
E quando ho sentito che si dovevano portare mia moglie, che è ragazzina, sono impazzito e così ho messo a collaborare.
Perché le donne, quando uno faceva una qualsiasi, qualsiasi sbaglio che faceva, la pigliavamo fra di noi, non una persona che non ci entrava a Cosa Nostra, o un vicino di casa.
Ci ammazzavamo fra di noi e finiva là.
Come la storia di Cosa Nostra quando è cominciato.
Se loro erano più onesti, dovevano ammazzare Bontate e finiva la storia là. Invece hanno ammazzato Bontate e tutta dintorno, chi non ha voluto fare il traditore, come ha fatto Giovanni Pullarà.
Che Giovanni Pullarà faceva parte della nostra famiglia. Era un cugino di Bernardo Brusca. Si è infiltrato nella nostra famiglia, perché quando erano arrivati a Palermo, non erano uomini d'onore i fratelli Pullarà.
Dopo, quando c'è stato il compleanno di Stefano Bontate, gli ha portato i battuti ai corleonesi.
All'uscita, che lui stava andando a fare visita quel giorno a casa di Bontate, gli hanno fatto la posta e se lo sono fatto.
AVVOCATO Pepi: Senta, signor Contorno, per quali motivi le è stato revocato il Programma di Protezione?
TESTE Contorno: Perché nel '90 ho fatto un reato di droga. Adesso sono in galera per questo reato soltanto.
AVVOCATO Pepi: Cioè, prima di entrare in Protezione, lei avrebbe fatto questo reato?
TESTE Contorno: Il rea... Sì, prima della protezione. Perché nella Protezione ci sono entrato nel '92. Il reato l'ho fatto nel '90.
AVVOCATO Pepi: Senta, tornando a Formello, mi può specificare la situazione della viabilità nei pressi della villetta di Formello?
Cioè, se era una strada larga, stretta, dritta, a curve...?
TESTE Contorno: Per andare a casa mia?
AVVOCATO Pepi: Sì.
TESTE Contorno: Ma io la so, avvocato.
AVVOCATO Pepi: No, io glielo chiedo io. Siccome io non lo so.
TESTE Contorno: Avvocato, ci sono, hanno le cartelle fotografiche, ci hanno tutto in mano i magistrati, no?
AVVOCATO Pepi: Sì, ma io le ho chiesto se mi può confermare se erano strade strette, se erano strade larghe...?
TESTE Contorno: E' una strada che c'è un vivaio accanto. Una semicurva che scende salendo di ... verso Formello, era una semicurva.
C'è questa via che fa angolo, la mia, diciamo, è una semicurva. E c'è una strada diritta, lunga. E si vede casa mia appena subito nella strada principale, vede la casa mia. Dopo, c'è un dosso e scende per tutte le altre case.
AVVOCATO Pepi: Senta, ma in queste strade, bisogna procedere con cautela, con le macchine, o bisogna andare, si può andare anche a velocità elevata?
TESTE Contorno: Ma io penso, in quella strada non ci va nessuno a velocità, perché ci sono tutte le case vicino. Un ragazzino, un cane, un gatto in mezzo... lo piglia.
E' una strada larghetta, però non penso che corre nessuno. Abita pure un capitano, un tenente dei Carabinieri, in fondo. Passa con la scorta tutti i giorni. Passava, ora se passa non lo so.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei, visto che ha parlato con Romeo, sa se per caso Romeo, per pentirsi, ha avuto una notevole somma di danaro?
TESTE Contorno: Senta, io non ne ho avuto, perciò non lo so se Romeo lo ha avuto.
Io, di miliardi che parlano di questi collaboratori, che li hanno pagati a miliardi, io non lo conosco lo Stato per i miliardi. Io ho la sopravvivenza dal '92 in fino ad oggi.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha parlato anche della famiglia di Calò.
Io vorrei sapere: fra questa famiglia e la famiglia di Brancaccio, vi erano dei rapporti?
TESTE Contorno: Tutti, eravamo tutti rapportati, tutti. Non solo la famiglia di Calò con Brancaccio. Anche a Catania. O sennò anche in America. Non c'era problemi con nessuna famiglia.
AVVOCATO Pepi: Senta, l'ultima domanda e ho finito: mi sembra, da quello che, da come ha anche risposto prima al Pubblico Ministero, mi sembra che lei abbia ancora tutt'oggi, una forma di rancore e di odio per Spatuzza.
Me lo può confermare, o no?
TESTE Contorno: No, no...
Senta, non c'ho rancore, perché lui è rientrato... E poi il mio problema è questo: a me piacerebbe incontrarlo e penso che, prima o dopo, lo incontrerò. A farci capire i discorsi come sono andati, le tragedie che hanno messo contro la nostra famiglia.
Perché noi ci abbiamo fatto tanto di quel bene, anche io, a sua padre, a sua madre, i fratelli. Perché era una famiglia proprio che stavano finanziariamente male.
Dice, ma noi siamo ricchi, ma si mangiava un pezzo di pane.
Eravamo vicini della famiglia di mio suocero.
Ora, quando ci hanno incuccato che io ci ho ammazzato il fratello, questo ragazzino è cresciuto, è uscito avvelenato nei miei confronti.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Silenzio, per favore!
Lei, quando vuol parlare, chiede il permesso. Se c'è la possibilità, gli si dà la parola.
AVVOCATO Pepi: Io ho terminato.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Dunque, Contorno, vorrei sapere quando lei sentì l'esplosione si trovava da solo in casa?
TESTE Contorno: Mi sembra di sì.
AVV. Cianferoni: Le chiedo di fare mente locale su questo particolare.
TESTE Contorno: Senta, avvocato, non ricordo se ero da solo, o meno.
AVV. Cianferoni: Comunque...
TESTE Contorno: La mia famiglia non c'era.
AVV. Cianferoni: Non c'era la sua famiglia.
TESTE Contorno: Sì.
AVV. Cianferoni: E allora, l'impressione che fosse da solo, a chi può essere riferita? Chi ci poteva essere?
TESTE Contorno: Può darsi mio suocero.
AVV. Cianferoni: Suo suocero?
TESTE Contorno: Se non erro.
AVV. Cianferoni: Senta, no, perché...
TESTE Contorno: Senta, il particolare non lo ricordo, avvocato.
AVV. Cianferoni: Lei dice che non lo ricorda.
Io le chiedo: le Forze di Polizia, lei, quel giorno, a che ora le vide venire?
TESTE Contorno: Senta, avvocato, non ce lo so dire a che ora arrivava, né... Perché dopo sono arrivati là che erano arrivati in borghese; dopo, son venuti in divisa, mi hanno portato alla Stazione di questi Carabinieri che sta dicendo lei, che aveva detto in precedenza. Dopo siamo andati a finire a Roma, dopo di Roma, siamo ritornati dove c'era la casa mia...
PRESIDENTE: Dice, ma lei ha detto che ha sentito l'esplosione.
TESTE Contorno: Sì, sì, la...
PRESIDENTE: Tra il momento dell'esplosione e il primo arrivo dei Carabinieri, quanto tempo, più o meno, può essere passato?
TESTE Contorno: Un'ora, due ore. Sì.
PRESIDENTE: Un'ora, due ore.
TESTE Contorno: Non voglio dire, non mi voglio pronunciare, proprio...
PRESIDENTE: Sì, abbiamo capito che non è sicuro, però...
TESTE Contorno: Per non fare confusione. Tutto là.
AVV. Cianferoni: Però, l'8 agosto '95, sul punto, lei dichiarò:
"Ricordo che, nel pomeriggio di quel giorno in cui fu trovato l'ordigno, vennero a casa mia i Carabinieri. O meglio, vennero dopo che era stato fatto esplodere l'ordigno."
Allora, vennero prima, o vennero dopo?
TESTE Contorno: Senta, avvocato, non ce lo so precisare questa domanda. Comunque, per me non cambia niente, avvocato.
AVV. Cianferoni: Beh, invece cambia moltissimo, signor Contorno.
TESTE Contorno: Va bene, non lo ricordo.
AVV. Cianferoni: Per lei non cambia nulla, e lo sappiamo. Ma per il processo cambia moltissimo.
TESTE Contorno: Va be', avvocato, ci saranno i verbali se è successo prima, o dopo.
AVV. Cianferoni: Cioè, lei non mi può escludere che abbia avuto una visita delle Forze dell'Ordine prima che esplodesse la bomba.
TESTE Contorno: Sì, sono venuti prima.
AVV. Cianferoni: Sono venuti prima, mi sta dicendo.
PRESIDENTE: No, lei fino ad ora ha detto che sono venuti solo dopo l'esplosione.
TESTE Contorno: Sono venuti pure... Perché dopo a me mi hanno portato in ufficio, nell'ufficio dei Carabinieri, non nella Stazione della borgata, mi hanno portato in altri uffici.
PRESIDENTE: Quindi a lei, ora ricorda che erano venuti anche prima dell'esplosione.
TESTE Contorno: Sì.
AVV. Cianferoni: Quelli in borghese. Ha parlato, prima...
TESTE Contorno: Perché già avevano bloccato, mi sembra, la strada.
PRESIDENTE: Sì, sì, ho capito. Va bene.
TESTE Contorno: Poi, io...
PRESIDENTE: Se lei lo ricorda...
TESTE Contorno: Avevano bloccato, mi sembra, la strada. Sì.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Contorno: Avevano transennato la strada.
AVV. Cianferoni: Quindi, questo, era il punto.
Ora, lei ha detto che questa esplosione non le fece né caldo, né freddo. Ha parlato così.
Ora, ci sa descrivere, ci sa dire a che ora passò dal posto dove c'erano le transenne rosse?
TESTE Contorno: Dopo che hanno fatto l'annuncio nell'ANSA: probabilmente una bomba per Totuccio Contorno a Formello.
E dopo io sono passato con le Forze dell'Ordine, di là, che andavamo a casa. E ho trovato i Carabinieri dentro casa e la RAI che registrava tutta casa.
AVV. Cianferoni: Ma era già esploso l'ordigno, o doveva esplodere?
TESTE Contorno: Sì, sì, era transennato tutte cose. E c'era, era... come danno, aveva fatto qualche... Lo hanno messo in una cunetta e hanno levato un po' di strada.
AVV. Cianferoni: Quindi lei ci passò, diciamo, nell'immediatezza.
TESTE Contorno: Sì.
PRESIDENTE: Immediatezza, cosa vuol dire?
TESTE Contorno: La sera, la sera.
PRESIDENTE: La sera, dopo qualche ora?
TESTE Contorno: Sì, un'ora, tre ore, non so quant'è di preciso.
Dopo sono andato a finire di quell'ufficio di là, dei Carabinieri, siamo andati a Roma; da Roma, dopo, hanno voluto vedere da dove abitavo o meno, e ci siamo andati.
AVV. Cianferoni: Quindi, prima dell'interrogatorio, o dopo?
TESTE Contorno: Io ho avuto un interrogatorio subito, ai Carabinieri. Dopo, c'è stata la Questura in mezzo.
AVV. Cianferoni: "Subito", per lei, che cosa vuole dire? Che ora poteva essere?
TESTE Contorno: Senta, non mi ricordo questi orari, perché non ci ho fatto neanche caso a che ora erano, perché...
AVV. Cianferoni: Ma era ora di cena, ora di...
TESTE Contorno: Era di sera. Era un orario di confusione. Capirà, con questi fatti, con questi...
AVV. Cianferoni: No, perché le dico: il primo atto che noi abbiamo, diciamo, nel quale lei è stato sentito, è delle mezzanotte e 20 del 15 aprile del '94.
TESTE Contorno: Avvocato, io non ci sto dicendo che è stata mezzanotte, o prima. E' stato... che prima ho avuto questo interrogatorio in questa caserma. Dopo, ci siamo mossi da questo interrogatorio e siamo andati a Roma. Da Roma sono venuti altri. Dopo, siamo ritornati là.
Perciò la serata è passata.
AVV. Cianferoni: Ma qui lei dice:
"Se ho ben capito il luogo ove è avvenuta l'esplosione sulla via Formellese, dista da uno dei luoghi ove risiedo, più di 10 chilometri."
Quindi, allora, qualcuno le spiegò questo fattore, diciamo.
TESTE Contorno: No...
AVV. Cianferoni: Che le fu detto?
TESTE Contorno: Mi fu detto, io sono passato da dove c'era la bomba con le Forze dell'Ordine. C'erano i nastri rossi.
AVV. Cianferoni: Quindi, mi scusi, queste sue parole sono dopo che lei ci è già passato.
Io gliele rileggo. E' un altro punto, signor Contorno, per questo processo, piuttosto importante.
TESTE Contorno: Sì.
AVV. Cianferoni: "Se ho ben capito il luogo ove è avvenuta l'esplosione sulla via Formellese, dista da uno dei luoghi ove risiedo più di 10 chilometri."
Quando lei dice queste parole, ci era già passato dal luogo, o doveva passare?
TESTE Contorno: Io non lo so la dichiarazoine quando l'ho fatta. Io sono stato all'interrogatorio dei Carabinieri dopo nella Questura.
PRESIDENTE: Mi dice una cosa? Ma, ogni volta che lo interrogavano, facevano un verbale?
TESTE Contorno: Sì, che facevano il verbale. E' normale.
PRESIDENTE: Avvocato, la risposta c'è.
TESTE Contorno: E' chiaro.
AVV. Cianferoni: E, quindi, lei non è in grado di ricordare. Ho capito.
Però, io le chiedevo: che cosa le fu detto.
Si presentò una Forza di Polizia da lei, i Carabinieri.
E come ebbe notizia di questo fatto di esplosione nei suoi confronti?
TESTE Contorno: Chi me lo poteva dire? I Carabinieri. E' normale, no? C'era messa una bomba, l'hanno fatta scoppiare. Dopo, in Questura, nei Carabinieri si parlava di questa bomba e bomba. E dopo siamo andati a Roma.
AVV. Cianferoni: Perché lei così si esprime, sempre alla mezzanotte e 20, il 15 di aprile.
TESTE Contorno: Sì, è passata tutta la serata con loro. Perché dopo, è successa questa bomba, tutta la gente l'avevo addosso, diciamo, il reparto di Polizia, i Carabinieri...
AVV. Cianferoni: E lei dice:
"Non so chi abbia detto che l'ordigno era confezionato per me."
TESTE Contorno: Sì.
AVV. Cianferoni: "Però, siccome la cosa è diventata di dominio pubblico, ritengo opportuno far presente alle Autorità che decidono, di provvedere per la mia sicurezza."
Ora, queste sono parole sue.
TESTE Contorno: Sì. Avvocato, però se la bomba era messa per me, la mettevano sotto... Se io dovevo andare a mettere una bomba, dovevo ammazzare una persona che abitava in quella villa, mi ci andavo a fermare a 10 metri, perché là c'è il posto, c'è la campagna. Mettevo in mezzo le macchine, quando lui usciva lo ammazzavo.
PRESIDENTE: Va bene. Ma questo non ci interessa.
AVV. Cianferoni: Questo, lo abbiamo capito.
TESTE Contorno: O la bomba, o viceversa anche la bomba.
PRESIDENTE: Ho capito, ho capito. Va bene. Ma queste sue opinioni, non ci interessano.
AVV. Cianferoni: Quindi lei, nel periodo, non aveva motivo di temere un attentato. Non aveva avuto né discorsi, né fatti che la facevano stare preoccupato.
TESTE Contorno: Io ero preoccupato per la storia mia, di Cosa Nostra. Ma non a livello che pensavo a una bomba messa là. Tutto là.
AVV. Cianferoni: Il fatto... Scusi, eh, però:
"Non so chi abbia detto che l'ordigno era confezionato per me."
Quando le viene detto questo fattore qua, lei che cosa dice alla Polizia?
TESTE Contorno: Senta, avvocato, ci sono i verbali cosa dico alla Polizia. Non so cosa ho detto alla Polizia in quell'attimo che è venuta a dirle.
AVV. Cianferoni: E come poteva lei, a mezzanotte e 20, sapere che la cosa era di dominio pubblico?
TESTE Contorno: Eh, perché l'ho saputo subito, alla prima notizia, mi hanno dato la notizia dell'ANSA.
L'ANSA è venuta fuori e c'era un capitano dei Carabinieri che ha portato la notizia che era per me.
AVV. Cianferoni: Ma lei, di questo fatto dell'ANSA, come lo ha saputo?
TESTE Contorno: Senta, la televisione l'abbiamo tutti, non ce l'ho solo io. L'abbiamo tutti. Anche negli uffici di Polizia, perché la televisione si trova pure.
AVV. Cianferoni: Quindi, lei guardò la televisione e che cosa vide?
TESTE Contorno: Le immagini della bomba...
AVV. Cianferoni: Quella sera stessa?
TESTE Contorno: Sì.
AVV. Cianferoni: Guardò un telegiornale?
TESTE Contorno: Sì, hanno fatto in televisione: la bomba, la notizia si allargava. I giornali, la mattina, si ingrossava, si ingrandiva...
AVV. Cianferoni: Ma qui siamo ancora alla mezzanotte. Ha capito, signor Contorno?
TESTE Contorno: Sì.
AVV. Cianferoni: Cioè, alla mezzanotte...
TESTE Contorno: Che già alla mezzanotte hanno fatto il filmato della bomba.
AVV. Cianferoni: Ma lei lo guardò in caserma, questo filmato?
TESTE Contorno: Sì. Non lo so dove... L'ho vista, dove l'ho guardata non lo so.
AVV. Cianferoni: Oggi lei ha detto, dice, a proposito dello Scarano, lei ha detto:
"Anche lui ha dichiarato che non mi conosce."
Come fa a saperlo, lei?
TESTE Contorno: I magistrati mi hanno detto... Io volevo fare un... Siccome si parlava di un certo Scarano che era un mio amico, un mio amico intimo, io gli ho detto, dico: 'senta, io non conosco nessuno Scarano. Facciamo questo confronto, me lo faccia conoscere'.
'No', dice, 'lui ha dichiarato che non lo conosce.'
E così so che non mi conosce.
Ma io sono pronto sempre, se volete, ad incontrarlo, perché io non lo conosco.
AVV. Cianferoni: Ma in questi atti, cioè, quando sono venuti i magistrati di Firenze, o quelli di Roma in questo processo a chiederle della bomba, gli è stato chiesto questo fattore dello Scarano?
TESTE Contorno: Senta, della bomba non è venuto solo Firenze. Ne sono venuti anche di Palermo. Perciò io, dichiarazioni di questa bomba, ne ho avute tante, ho avuto diverse interrogazioni.
Perciò, se son stati di Firenze, non me lo ricordo. Se è stato di Roma, o di Palermo, non... Ne sono venuti tanti a sapere le modalità di questo incidente, perché fermavano delle persone e si interessava arrivare al dunque di queste bombe.
Perciò, a chi l'ho fatto, a chi me lo hanno detto di questi magistrati, questa dichiarazione non lo so. Però ci sono nei verbali.
AVV. Cianferoni: Lei aveva fatto pensiero di fermarsi a dormire in via Monti di Malvagliata, quella sera?
TESTE Contorno: No, no.
AVV. Cianferoni: Sarebbe dovuto uscire?
TESTE Contorno: Sì.
AVV. Cianferoni: Per andare dove?
TESTE Contorno: A casa mia.
AVV. Cianferoni: A casa sua, quale?
TESTE Contorno: Avvocato, un'altra casa che avevo...
AVV. Cianferoni: Un'altra casa.
PRESIDENTE: Non lo vuole dire. E credo che abbia dei legittimi e comprensibili motivi.
AVV. Cianferoni: Aveva appuntamenti con qualcuno?
TESTE Contorno: No, no, appuntamenti non li avevo mai con nessuno.
Agli appuntamenti, si muore.
AVV. Cianferoni: Avrebbe avuto pensiero di parlare dalla Formellese?
TESTE Contorno: Di fare?
AVV. Cianferoni: Passare dalla Formellese?
TESTE Contorno: Ma che ne so, se mi veniva l'idea di passare pure di là. Non ricordo...
AVV. Cianferoni: Se ci aveva da andare in un posto che passava da lì.
TESTE Contorno: Ma, ripeto a dire, avvocato. Di là ci sono, chi li conosce, diverse strade da potere passare.
La strada principale è in tutte le parti. E' facilissimo zoppicare, perché quando c'è la brama di Falcone - le porto un paragone eliminare - gli dicevo: 'Falcone... - che, sì, il dottor Falcone aveva due strade, della ... scendeva, o saliva - 'A lei lo fanno fuori con un furgone blindato, diciamo, di tritolo.'
Questi sono stati i fatti. perché la bestia di Cosa Nostra, io la conosco.
AVV. Cianferoni: Va be'...
PRESIDENTE: Ha altre domande?
AVV. Cianferoni: Una sola, proprio me l'ha fatta rammentare il signor Contorno.
Ma della questione della Daura nell'89, lei sa nulla?
PRESIDENTE: No, guardi, non ci interessa.
Almeno, questo proprio, non ci può interessare.
AVV. Cianferoni: Se non ci risponde, non lo sapremo mai, Presidente.
PRESIDENTE: Eh, lo so, avvocato, ma non è questa la sede in cui fargli queste domande.
Ce ne saranno certamente altre.
AVV. Cianferoni: Va bene.
PRESIDENTE: Ha altro da domandare?
AVV. Cianferoni: Grazie, no.
AVVOCATO: Presidente...
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Sì, pochissime. Avvocato Florio.
Chiedo scusa intanto alla Corte e, ovviamente, al Pubblico Ministero, a tutti, che sono purtroppo, per motivi professionali, intervenuto successivamente.
Pertanto, qualora il collaboratore abbia già risposto su questi argomenti, lei Presidente, ovviamente, mi fermerà. Però...
Buongiorno, signor Contorno.
TESTE Contorno: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Senta, lei nel '94 aveva...
TESTE Contorno: Scusi, con chi parlo?
PRESIDENTE: Avvocato Florio.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
PRESIDENTE: L'ha già detto prima.
TESTE Contorno: Mi scusi.
AVVOCATO Florio: Mi conferma che aveva una Punto color canna di fucile?
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei, per muoversi, ha detto or ora rispondendo al collega che mi ha preceduto, per muoversi dalle sue case, o dai posti insomma, in cui andava a dormire, non faceva mai la stessa strada, o comunque non faceva sempre la stessa strada, vero? Me lo conferma?
TESTE Contorno: Sì.
PRESIDENTE: L'ha già detto. Ha già risposto, avvocato, più di una volta.
AVVOCATO Florio: Che non la faceva?
PRESIDENTE: Che non faceva mai la stessa strada.
AVVOCATO Florio: Né abitava in quella casa, vero?
TESTE Contorno: No.
AVVOCATO Florio: Ecco, nel '94, la casa di via Monti di Malvaglia... la strada, mi scusi, di via Monti di Malvagliata era una strada asfaltata, se se lo ricorda, oppure no?
TESTE Contorno: Sì, asfaltata.
AVVOCATO Florio: Era già asfaltata nel '94.
TESTE Contorno: Sì.
AVVOCATO Florio: Tra le autovetture di cui lei aveva la disponibilità nel '94, appunto, vi era anche una Peugeot 16 valvole?
TESTE Contorno: Non l'ho mai avuta.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande.
*TESTE Contorno: Non ho mai avuta.
PRESIDENTE: Non ci sono altre domande?
Allora, potete accompagnarlo, noi abbiamo finito.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, no, c'è da sentire il signor Imperatore...
*EX 210 Imperatore: Buongiorno.
PRESIDENTE: Ah, è arrivato, io stavo... Buongiorno, stavo soltanto licenziando il Contorno. E invece, vediamo...
Ci può dire, per favore, il suo nome e cognome?
EX 210 Imperatore: Imperatore Agostino.
PRESIDENTE: Lei ricorda che è già comparso davanti a questa Corte. Gli avevamo detto che veniva sentito come imputato per reati o procedimenti connessi, che aveva la facoltà di dichiarare che voleva rispondere o non rispondere. Lei si era avvalso della facoltà di non rispondere.
La legge che nel frattempo è stata modificata, ci ha imposto di farla ritornare per sentire se persiste nella volontà di non rispondere o se per caso volesse rispondere.
EX 210 Imperatore: Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
PRESIDENTE: Benissimo. Può accomodarsi, è in libertà.
*EX 210 Imperatore: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Allora, a questo punto dovremmo dare la parola al Pubblico Ministero, se abbiamo finito l'esame delle persone...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente, non ne abbiamo altri.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, sulla prospettazione e sulle richieste di prove che la difesa ha illustrato, all'inizio dell'udienza, noi rassegnamo alla Corte queste considerazioni.
Dunque, se abbiamo ben compreso, i difensori dicono: in quanto abbiamo appreso di certi fatti relativi a persone che sono state introdotte in quest'aula e che hanno reso dichiarazioni, in particolare Di Maggio e La Barbera; e in quanto un'altra persona debba comparire per rendere dichiarazione e si chiama Di Matteo, noi abbiamo bisogno di - cerco di riassumere, spero di non distorcere il senso, il contenuto della richiesta della difesa - abbiamo bisogno di esaminare una serie di persone perché, attraverso l'esame di queste persone dobbiamo riuscire a formarci e ad aiutare la Corte a formarsi un criterio più ricco, più articolato di quanto finora non sia, di valutazione di chi sono questi signori e della attendibilità delle loro dichiarazioni.
Ora, io capisco, noi comprendiamo, in linea di massima, direi anzi, come principio di carattere generale, la necessità non è solo dei difensori lo è anche del Pubblico Ministero, a maggior ragione lo è del Giudice che è terzo rispetto agli interessi in gioco, di conseguire criteri valutativi non approssimativi, non artigianali, tanto meno, superficiali, sul conto di tutte le voci, ma, adopriamo un termine più tecnico, sul conto di tutte le fonti di prova che vengono introdotte nel processo.
Allora, se questa è la premessa, io credo che sia corretto richiamare il diritto alla prova, ma sempre a condizione che il diritto alla prova sia esercitato per la sua funzione tipica, che è giust'appunto, quella che il Codice con alcune disposizioni definisce, ma che, a parte la definizione contenuta in quella o nell'altra disposizione, è soprattutto quella di introdurre - sto parlando del diritto alla prova, di un corretto esercizio del diritto alla prova - rispetto a ciò che si intende provare, il mezzo pertinente, il mezzo adeguato, il mezzo funzionale.
Sicuramente si tratta di un mezzo ortodosso tutte le volte in cui si vuol introdurre un nuovo testimone, perché la testimonianza è uno degli strumenti tipici del sistema della prova. Però c'è da mettere in conto il secondo aspetto del problema, che non si riduce all'ortodossia ma occorre la pertinenza, da valutarsi secondo il criterio più volte invocato dal Pubblico Ministero - e che quindi il Pubblico Ministero non abbandona certo ora - secondo il criterio della non manifesta irrilevanza o superfluità.
Allora, perché questo discorso non abbia - e nel nostro ci metto le considerazioni che io svolgo per conto dell'ufficio che rappresento, ma nel nostro ci metto anche le considerazioni che hanno svolto i difensori - perché questo nostro discorrere non abbia un baricentro spostato sull'emotività o su qualche cosa che gli assomiglia, che potrebbe essere la suggestione collettiva; ma abbia un baricentro ancorato rigorosamente sul processo e sulle regole del processo, ho molti dubbi.
Anzi, abbiamo dubbi radicali sul fatto se le persone, indipendentemente dalle loro cariche istituzionali, perché da questo banco "metus reverentialis" non ce n'è nei confronti di nessuno, le persone che dovrebbero essere introdotte come testimoni siano in grado di fornirci elementi ulteriori per valutare, ripeto, le fonti di prova, diciamo pure, oggetto del dubbio o oggetto del contenzioso.
In altri termini. Ho sentito dire, abbiamo sentito dire che, interpellando determinate persone, l'articolazione di questa prova, o la capitolazione della prova è stata fatta in maniera un po' generalizzata. Non ne faccio una colpa ai difensori che non avranno avuto tempo per organizzarsi meglio, ma ho sentito dire che abbiamo sentito dire che abbiamo bisogno di sapere come funziona il Servizio Centrale di Protezione.
Come sia possibile che funzionando bene o male il Servizio Centrale di Protezione, determinati soggetti, quelli che ci riguardano come fonti di prova di questo processo, possano avere commesso dei reati.
Dico, e questo che c'entra? Perché una volta che si sia stabilito se il Servizio di Protezione funziona bene o funziona male, ha funzionato bene contingentemente o ha funzionato male strutturalmente; questo che cosa ne comporta sul punto della determinazione di uno dei parametri di valutazione della fonte di prova? La fonte di prova non è mica il Servizio di Protezione. La fonte di prova è il singolo dichiarante - io non credo di aver mai adoprato il termine collaboratore - il singolo esaminando che è diventato l'esaminato che è stato introdotto nel processo, proveniente da un Servizio di Protezione, proveniente da un carcere, proveniente da una società dei cittadini che non hanno conti in sospeso con la giustizia.
Che c'entra il Servizio di Protezione? Che c'entra il signor direttore del ROS, il signor dirigente del Servizio Centrale dello SCICO, o che c'entra il direttore del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni? Che c'entra tutto questo coi problemi che la Corte si può porre? O che la Corte si deve porre?
E se ci si riflette un altro po', ci si accorge che queste considerazioni, che io, come al solito, propongo in maniera sommessa, ma delle quali sono anche molto convinto, se ci si riflette appena un altro po' ci si rende conto che la richiesta della difesa è veramente incoerente, rispetto all'interesse che la difesa stessa vuole perseguire.
Allora, quali sono i due criteri - lo dico chiaramente con una formula più empirica che scientifica - quali sono i due criteri dei quali il Giudice deve disporre, o che dei quali, per lo meno, il Giudice deve dotarsi per poter valutare una fonte di prova? Anche la personalità del dichiarante, se si tratta di una prova che entra nel processo attraverso le dichiarazioni, di una qual persona.
E poi, la valutazione dell'oggetto, la valutazione fatta sull'in sé delle dichiarazioni.
I difensori si pongono l'interrogativo, lo pongono a tutti, se il fatto di aver questi signori commesso... prendiamo per buona l'ipotesi, uno o più di loro - io personalmente andrei molto cauto nell'attribuire da questo microfono, all'uno o all'altro o all'altro ancora, reati solamente perché ne ha parlato un giornale, o più giornali, televisione compresa - comunque sia, nell'ipotesi che qualcuno di loro abbia commesso dei reati recentemente, da questo se ne dovrebbero trarre dei criteri valutativi per stabilire la personalità di questi signori - che comunque può premere alla Corte come criterio generale di affidabilità - se ne dovrebbero o se ne potrebbero trarre dei parametri per la valutazione dell'in sé dell'oggetto delle dichiarazioni, qui nella valutazione di tipo oggettivo questa volta, sotto il profilo di una prospettata dubitabile, certo non auspicabile, concertazione delle dichiarazioni. Come dire, uscendo dall'astratto, entrando nel concreto che, facendosi raccontare dalle persone che dovrebbero venire a testimoniare come qualmente sia stato possibile che Di Maggio abbia commesso dei reati - se li ha commessi non lo so - analogamente per La Barbera, si starà a vedere per Di Matteo, noi si dovrebbe in questo modo avere delle idee più chiare sulla personalità di questi signori e si dovrebbe dirimere il dubbio se queste persone possano avere o meno concertato dichiarazioni di tipo calunnioso.
Credo di avere già detto quali sono alcune ragioni in base alle quali non serve assolutamente a niente sentire il direttore del Servizio Centrale di Protezione o il direttore del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato per dare risposta ad uno o all'altro interrogativo.
E lo stesso vale per il Capo della Polizia, lo stesso vale per i ministri, lo stesso vale per il direttore dello SCICO, dei Servizi Centrali Antidroga, e quanti altri siamo stati indicati, non so nemmeno quanti.
Ma ci sono, proprio nel concreto, perché siamo chiamati a rispondere delle proposte, delle richieste che facciamo al Giudice, in ragione di motivi, occasioni, situazioni di ordine concreto e non generali, peggio ancora, generalizzate.
Ecco, se si trasferisce nel concreto della nostra situazione ci si accorge che queste ipotetiche fonti di prova non cambierebbero per niente i termini del problema.
Vorrei sapere che cosa serve sentire una delle fonti di prova, proposte come tali dai difensori, vorrei sapere a che cosa potrebbe servire per capire di più o di meno in ordine a realtà che sono sotto gli occhi di tutti, quali ad esempio quella, che è fondamentale, che, ad esempio, per i fatti del nostro processo non c'è alcun punto di contatto tra le dichiarazioni che ha reso il signor Di Maggio e le dichiarazioni che ha reso il signor La Barbera.
Per quanto si sappia - è stato ufficializzato, per non dire addirittura che si tratta di fatti notori - che Di Maggio ha avviato un certo rapporto con le Istituzioni all'inizio del gennaio del 1993.
Per quanto si sappia che per La Barbera questa vicenda è iniziata nel novembre del '93.
Per quanto si sappia che l'uno e l'altro sono stati in circuiti differenziati, perché La Barbera è stato detenuto per tutto il '93, fino al momento in cui ha avviato la sua collaborazione con l'Autorità Giudiziaria.
Viceversa, la storia di Di Maggio è di un signore che se ne stava nella provincia di Novara e che un certo bel giorno decide di instaurare un rapporto di collaborazione con le Istituzioni, fa arrestare Riina, dopodiché riempie decine e decine e centinaia di pagine di verbali.
Ecco, dico, a prescindere da questo, andiamo all'oggetto delle dichiarazioni rese in questo procedimento dall'uno e dall'altro dichiarante, se vi è spazio per il dubbio che vi sia stata una concertazione di queste dichiarazioni.
No, assolutamente.
Se loro vanno a leggere, io riduco all'osso, e se la Corte, come è certo, controllerà - non potrà altro che darmi ragione - la Corte riscontrerà che a domanda, addirittura, della difesa, non del Pubblico Ministero, sono state fornite risposte, in particolare da Di Maggio, su dichiarazioni, non direttamente ma indirettamente richiamate, precedenti di La Barbera, che, secondo una valutazione macroscopica, sono le risposte, intendo dire, dell'uno e dell'altro, quasi in collisione, quasi in collisione.
Nel senso che, il signor La Barbera ha fatto un certo racconto per certi fatti del 1992; il signor Di Maggio ha detto di ignorare radicalmente e per intero tutta quella situazione. Per il fatto di essere stato altrove, di non avere mai avuto contatti durante l'anno '92 con Cosa Nostra palermitana, o di non averli avuti per un lungo tempo. Di essere stato all'estero, di essere stato in Canada, di essere stato poi nel novarese.
Vi ricordate sicuramente. Dico, il dubbio che La Barbera e Di Maggio possano aver concertato dichiarazioni che sono rifluite in questo procedimento, o qualcuno lo prospetta ma con un argomento di natura concreta con un riferimento a un dato reale del processo, oppure è un dubbio che, in quanto astratto, può essere anche suggestivo, ma, in quanto debba essere risolto da una Corte e non da una tribuna di osservatori esterni al processo, è un dubbio che non ha nessun tipo di fondamento.
Venendo all'altro aspetto del problema. Guardo. E' vero che c'è una componente di ordine soggettivo in ogni dichiarazione, provenga dal signor La Barbera o provenga dal signor Contorno, o provenga da un qualsiasi imputato del processo o testimone.
Ma non c'è dubbio che il baricentro, o per meglio dire, il centro di gravità della dichiarazione, dell'esame è rappresentato dall'esame stesso.
Ci sono, probabilmente, nel processo, nelle pagine del processo, dichiarazioni che dal punto di vista soggettivo del dichiarante sono specchiate, per così dire, ma che lasceranno il tempo che trovano. Per il semplicissimo fatto che è l'oggetto della dichiarazione che resta, o lontano dai punti nevralgici del processo, oppure perché non trova altrove conferme, non trova quelli che si chiamano riscontri, non trova valorizzazione, o addirittura trova smentite.
E la memoria di ciascuno di noi va a qualche pagina del processo. Io ne ricorderò alcune, in questo stesso momento, loro Giudici ne ricorderanno altre; ci sono delle dichiarazioni che possono essere meno specchiate dal punto di vista soggettivo, ma che, valutate oggettivamente, viceversa, hanno una loro plausibilità, una loro attendibilità, una loro credibilità, e di questo, al momento opportuno si parlerà, il Pubblico Ministero parlerà, parleranno le altre parti, deciderà il Giudice.
Allora, per l'una e per l'altra ragione, e richiamata la considerazione di carattere generale che avevo fatto, io vorrei sapere: quale pertinenza abbia per dirimere un interrogativo relativo, la, per così dire, caratura personale di questi soggetti? Un interrogativo di portata più significativa, il rischio di una concertazione delle dichiarazioni, che senso abbia in rapporto a queste esigenze far venire in aula il Capo della Polizia, e le altre persone che dovrebbero essere introdotte come testimoni. Le quali, su tutto potrebbero riferire, sui grandi, sui piccoli, sui piccolissimi sistemi, ma mai e poi mai riuscirebbero a darci un elemento in più o un elemento in meno per sapere perché l'episodio di Boboli, La Barbera lo conosce e, viceversa, Di Maggio non lo ha conosciuto e non lo ha riferito.
Tanto perché il nostro discorrere non sia un discorrere vano, non sia un discorrere di suggestione, ma sia un discorrere che si basa, che parte da situazioni effettive e approda a risultati altrettanto effettivi.
E' la Corte, se vuole... Vuol saper di più di questi signori? Li chiama. E' direttamente loro. Se ritiene di dover in questo modo acquisire un elemento in più per capire con chi ha avuto a che fare, per capire chi sono le fonti di prova che il Pubblico Ministero ha portato davanti alla Corte stessa.
La Corte, se ritiene, con i poteri che gli sono naturalmente, fisiologicamente riconosciuti dal Codice, se e quando lo riterrà, chiamerà a sé tutte le persone che voglia, anche se il Pubblico Ministero e le altre parti abbiano, per così dire, esercitato esaustivamente il loro interesse, con l'esame, il controesame.
Ecco, sarà la Corte, se vorrà, potrà disporre perché compaia davanti a sé La Barbera... Vedrà la Corte come fare.
Io, da Pubblico Ministero, penso che avrei qualche problema da risolvere di carattere preliminare pur essendo organo dell'indagine.
Ma la Corte, sicuramente, troverebbe la soluzione.
Ma, per lo stesso discorso, per lo stesso tipo di considerazioni, perché non esiste un "a priori" nel processo. E fin quando non esiste un "a priori" figuriamoci se in sostituzione dello "a priori", che non ci può essere, noi possiamo introdurre per surrogato l'articolo di giornale che parla del signor Spatola.
Signori della Corte, non è così che si introduce una prova nuova in un processo. In deroga ai termini, ai criteri, alle regole sulle decadenze, come ha fatto il Pubblico Ministero, la difesa - che vedo probabilmente conosce più processi di quanto non ne conosca il Pubblico Ministero, per una serie di ragioni del tutto naturali, per carità, perché sono ragioni esclusivamente professionali - la difesa avrà, se l'avrà, la possibilità di depositare un certo qual giorno il verbale di una dichiarazione resa in un dibattimento o in un'altra da un signore che si può chiamare Spatuzza, si può chiamare Spatola, si può chiamare in 57 modi diversi; dopodiché farà richiesta di ammissione della prova consistente nell'esame di questo signore.
Ma ad oggi, la richiesta di sentire Spatola si presenta nei termini in cui si presentava "temporibus illis", di tal che, non vedo la ragion per cui la Corte dovrebbe revocare l'ordinanza che fu adottata a suo tempo, di diniego di quel certo mezzo di prova.
E quindi, riassumendo, respingere la richiesta delle difese di alcuni degli imputati, di ammissione di nuovi mezzi di prova, quelli indicati, e, nello stesso tempo, respinge la richiesta di revoca dell'ordinanza che negava l'ammissione della prova costituita dall'esame testimoniale di Spatola Rosario. E' tutto qua.
PRESIDENTE: Bene. La Corte si riserva.
Vorrei pregare il Pubblico Ministero di comunicarci quanto abbiamo da prevedere come programma di lavori per la settimana prossima.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, siccome entriamo nell'area degli ufficiali di Polizia Giudiziaria, quindi abbiamo fatto un programma minimale, perché non siamo proprio materialmente in grado di verificare le disponibilità. Perché è inutile che noi predisponiamo un calendario, per poi magari sentirci dire che uno è impegnato in urgenti indagini, e quindi, ecco.
Allo stato, siamo riusciti a fissare questi esami.
PRESIDENTE: L'udienza di lunedì è già fissata.
PUBBLICO MINISTERO: L'udienza di lunedì è già fissata dalla Corte.
Ora per il 21, quindi martedì 21 ottobre, dovrebbe venire il dottor Bonanno, che è il dirigente del Commissariato di Castelvetrano; e per il giorno 22, quindi mercoledì, il dottor Savina, ex dirigente della Squadra Mobile di Palermo.
Evidentemente, in queste due udienze, speriamo di poter, soprattutto in quella del 21, aggiungere qualche altro ufficiale di P.G.. Evidentemente il giorno avanti lo sapremo e quindi lo comunicheremo.
PRESIDENTE: Poi per i giorni successivi...
PUBBLICO MINISTERO: Poi per i giorni successivi disporremo...
PRESIDENTE: ... lo vedremo.
PUBBLICO MINISTERO: ... lo vedremo via via, Presidente.
PRESIDENTE: Va bene.
L'udienza allora riprende lunedì 20 ottobre ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.