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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/971016.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi c'è.
Bagarella.
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. E' presente l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Farina e avvocato Maffei, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante.
Avvocato Ligotti, Falciani. E' presente?
AVVOCATO Falciani: Presente, buongiorno.
PRESIDENTE: Grazie.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, avvocato Fiorentini e avvocato Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi, che è presente.
PRESIDENTE: Di Natale Emanuele: libero, contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli, che è...
AVV. Mignati Paoli: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, e avvocato Gennai.
AVVOCATO Falciani: Falciani in sostituzione, Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Il Giacalone ha comunicato che ha revocato la nomina come difensore di fiducia dell'avvocato Dieci, del Foro di Arezzo e l'ha sostituito con l'avvocato Prìola o Priòla del Foro di Palermo.
Comunque, sostituito - come difensore del Giacalone - dall'avvocato Ceolan, che pare l'unico presente.
Avvocato, lei non la posso nominare, ma...
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Graviano Filippo è rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, che è presente anche per l'avvocato Gramigni, penso.
Grigoli Salvatore è rinunciante.
Avvocato... Chi aveva come difensore? Avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messana Antonino: libero, contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Provenzano Bernardo: latitante.
Avvocato Traina e Passagnoli, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Santamaria Giuseppe: libero, contumace.
Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Scarano Antonio: libero, assente.
Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: libero, contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina sostituito dall'avvocato Ceolan.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Allora, siamo in collegamento? Mi chiama, per favore? Siamo in collegamento?
Ma non vediamo e non sentiamo.
(voce fuori microfono)
VOCE: Siamo in collegamento, ma ancora qui in aula non è arrivato nessuno.
PRESIDENTE: Ah, allora la cosa è ancora più allegra.
Ma non è arrivato... Lei non ha neanche visto nessuno?
VOCE: C'è un ispettore che dovrebbe fare l'assistenza.
PRESIDENTE: E l'esaminato con il suo difensore non c'è.
VOCE: Stanno per arrivare, ma ancora non sono qui in aula.
PRESIDENTE: Abbiate pazienza, riprendiamo quando ci sono.
VOCE: Va bene.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, possiamo vedere se si stabilisce questo contatto?
ISPETTORE Atzei: Il contatto dovrebbe esserci, noi vi vediamo.
PRESIDENTE: Voi ci vedete?
ISPETTORE Atzei: Sì, ora sì.
PRESIDENTE: Noi invece abbiamo una visione molto... Ecco, in questo momento vi vediamo.
Ci sente? Ci vuole dire...
ISPETTORE Atzei: Sono l'ispettore...
PRESIDENTE: Ci vuole dire lei chi è?
ISPETTORE Atzei: Sono l'ispettore Atzei Argavio della Direzione Investigativa Antimafia e faccio funzioni di assistente giudiziario.
PRESIDENTE: Benissimo. Per cortesia, ci dovrebbe dare tutte le sue generalità.
ISPETTORE Atzei: Sì. Sono l'ispettore Argavio Atzei.
PRESIDENTE: Nato a? Nato a?
ISPETTORE Atzei: Signor Presidente...
PRESIDENTE: Sì.
ISPETTORE Atzei: Sono della Direzione Investigativa Antimafia.
PRESIDENTE: Ho capito. Le ho chiesto, se mi sente, nato dove?
ISPETTORE Atzei: Ho disposizioni di non dare le generalità.
PRESIDENTE: No, guardi, lei ci deve dare le generalità. Noi non possiamo chiedere né dove siete, né in che luogo o locale siete, ma le sue generalità ci devono essere date, nonché gli estremi di un documento di identificazione; perché questi sono gli elementi che rafforzano la sua qualità e la attendibilità di quello che avverrà sotto i suoi occhi e con le sue orecchie.
ISPETTORE Atzei: Va bene. Sono nato a Verona.
PRESIDENTE: Quando?
ISPETTORE Atzei: Il 17/02 del '54.
PRESIDENTE: Benissimo. A questo punto deve farsi avvicinare dall'esaminato.
ISPETTORE Atzei: Sì, un attimo.
PRESIDENTE: Monticciolo Giuseppe, mi pare si chiami, no?
ISPETTORE Atzei: Sissignore.
Siccome non vuole essere visto di fronte, stacchiamo un attimo il collegamento video, in modo tale che...
PRESIDENTE: Basta che non vi rivediamo fra un'ora.
ISPETTORE Atzei: No, no. Un secondo.
PRESIDENTE: Va bene.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Il difensore di fiducia, comunque, è presente?
(voce fuori microfono) E' presente.
ISPETTORE Atzei: Nossignore, non è presente.
PRESIDENTE: No, no. E' qui, è qui, stia tranquillo, ispettore.
ISPETTORE Atzei: Ah, va bene.
PRESIDENTE: Abbiamo iniziato proprio perché non è da voi, ma è qui e quindi la funzione viene esercitata in pari modo.
ISPETTORE Atzei: Va bene.
PRESIDENTE: Allora, si è seduto questo Monticciolo?
ISPETTORE Atzei: Sì, adesso possiamo riattaccare il collegamento.
PRESIDENTE: Lei lo ha vicino a sé?
ISPETTORE Atzei: Di fronte a me sulla mia destra.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, Monticciolo, per cortesia ci deve dire, lei, quando è nato, dove e basta. Quindi, luogo di nascita, data di nascita.
*INDAG. Monticciolo: San Giuseppe Jato il 23/06/69.
PRESIDENTE: Benissimo. Lei sa che viene sentito come imputato per reato connesso?
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, scusi.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' indagato il Monticciolo, in questo procedimento.
PRESIDENTE: Ah, è indagato in questo procedimento?
PUBBLICO MINISTERO: In questo procedimento.
PRESIDENTE: Ah, benissimo. Allora viene sentito come indagato in questo stesso procedimento. Lei, quindi, ha la facoltà di dichiarare: voglio rispondere; oppure di dichiarare: non voglio rispondere.
INDAG. Monticciolo: Signor Presidente, io vorrei fare una premessa. Io voglio rispondere.
PRESIDENTE: Sì.
INDAG. Monticciolo: Però voglio dire che ho la febbre a 39.
PRESIDENTE: Bene, cercheremo di liberarla il più presto possibile.
A questo punto, mi scusi ispettore, mi scusi... Le avevo chiesto di darci gli estremi di un suo documento di identità.
ISPETTORE Atzei: Ora, modello AT...
PRESIDENTE: Dica, dica.
ISPETTORE Atzei: Numero 5478219, rilasciato a Roma il 9 febbraio 1994.
PRESIDENTE: Ma da quale ufficio? Quale Ministero?
ISPETTORE Atzei: Ministero dell'Interno. Ministero dell'Interno. Modello AT.
PRESIDENTE: Va benissimo così.
Ascolti, ora ci deve dichiarare che in aula è presente solo lei e solo il Monticciolo.
ISPETTORE Atzei: Adesso, il tempo che escono i tecnici e gli agenti...
PRESIDENTE: Ma il tecnico è necessario che sia presente. Uno dei tecnici...
ISPETTORE Atzei: Bisognerebbe di no. Se ci sono problemi, lo chiameremo.
PRESIDENTE: Va bene. Io vedo un'altra persona. Ecco, benissimo.
ISPETTORE Atzei: Può uscire.
PRESIDENTE: Allora, può dirci che ora non c'è più nessuno?
ISPETTORE Atzei: Un attimo che escono, il tempo che escano.
Ora non c'è più nessuno.
PRESIDENTE: Ecco, però fa chiudere anche quella porta, per cortesia.
ISPETTORE Atzei: Vado a chiuderla io.
Siamo soli.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, a questo punto, il Pubblico Ministero può iniziare con le sue domande.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, se vogliamo dare atto che il aula abbiamo il difensore.
PRESIDENTE: Qui in aula è presente il difensore di fiducia del Monticciolo: Fernando Catanzaro, vero?
Faccia sentire la sua voce, avvocato.
AVVOCATO Catanzaro: Fernando Catanzaro.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Monticciolo, buongiorno. Sono il dottor Nicolosi. Mi sente? Mi sente?
PRESIDENTE: Ispettore, ci sente?
ISPETTORE Atzei: Sì, si sente benissimo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero, dottor Nicolosi, ha chiesto a Monticciolo se lo sente.
ISPETTORE Atzei: Ha risposto di sì, non si sente lui, forse?
PUBBLICO MINISTERO: Non si sente la...
PRESIDENTE: La sua voce non si sente. Ma, mi scusi...
ISPETTORE Atzei: Vado a verificare.
(voce fuori microfono)
ISPETTORE Atzei: Si sente ora?
PRESIDENTE: Si sente benissimo. Monticciolo, vuole rispondere allora? Sente?
INDAG. Monticciolo: Sì, sì. Sento.
PRESIDENTE: Proseguiamo, ovverosia cominciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Monticciolo, vuol dire quando è stato arrestato?
INDAG. Monticciolo: Io sono stato arrestato nel febbraio del '96.
PUBBLICO MINISTERO: Del '96?
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
No, no.
(al microfono)
Monticciolo, ci sente?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero le ha chiesto di essere più chiaro. Se vuol dirci esattamente, ma in maniera chiara, l'anno in cui è stato arrestato.
INDAG. Monticciolo: Signor Presidente, io ricordo nel febbraio del '96. Poi gliel'ho detto...
PRESIDENTE: Ah, va bene. Ora abbiamo capito. Era equivoco: non si sapeva se era '93 o '96. Va bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco Monticciolo, quand'è che lei ha iniziato a rendere dichiarazioni ai magistrati?
INDAG. Monticciolo: Una settimana dopo il mio arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte per quale motivo, qual era l'accusa nei suoi confronti?
INDAG. Monticciolo: La mia accusa era soltanto di associazione a delinquere, associazione mafiosa. Io, invece, ho pensato, cioè ho capito proprio in quella settimana che era giusto dire alla Magistratura tutto quello che era in mia conoscenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol spiegare un pochino meglio questa sua affermazione? Cioè, lei ha riferito anche su fatti di cui non era accusato?
INDAG. Monticciolo: Sì, ho riferito sui fatti del piccolo Di Matteo, omicidi, estorsioni e tutte le altre cose. Ho fatto scoprire il bunker con le armi; ho fatto arrestare dei latitanti. Tra questi, ho dato anche le indicazioni per arrestare Giovanni ed Enzo Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ecco, di tutti questi fatti che lei ha indicato come contributo concreto che avrebbe fornito agli Organi inquirenti, a me in questo momento interessa in particolare la indicazione, da parte sua, di quello che lei ha chiamato "arsenale".
Ecco, ci vuol dire dove si trovava questo arsenale, innanzitutto?
INDAG. Monticciolo: L'arsenale si trovava in Contrada Giambascio, in una vasca sottoterra.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole spiegare un pochino come e perché era stato costituito questo arsenale, e che tipo di armi e altro si trovavano custoditi lì?
INDAG. Monticciolo: Questo arsenale è stato custodito perché... Cioè, in un primo momento le armi non si trovavano lì, si trovavano in un altro luogo. Però visto che erano a conoscenza di Gino La Barbera - un altro collaboratore - il Brusca mi ordinò di preparare un altro posto dove mettere a nascondere queste armi. C'erano armi... vari tipi: pistole, fucili, mitra, mitragliatori, kalashnikov, polvere nei bidonicini, eccetera; bombe a mano, lanciamissili, bazooka.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e queste armi, queste munizioni e questo esplosivo è stato lei a farlo rinvenire a...? A quale Organo di Polizia?
INDAG. Monticciolo: Alla DIA di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Alla DIA di Palermo.
Lei ha detto: 'queste armi...'
AVV. Cianferoni: Presidente, abbia pazienza, sono l'avvocato Cianferoni.
E' una, credo, inesattezza da parte del Pubblico Ministero. Cioè, ha parlato di "esplosivo". Mi pare che il dichiarante parlasse di "polvere nei bidoncini". Ecco, in questo senso la domanda, in questo momento, mi pare suggestiva.
PRESIDENTE: Possiamo chiedere a Monticciolo. Quando lei parla di "polvere nei bidoncini" si riferisce a esplosivo o a altre cose?
INDAG. Monticciolo: No, esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome, parlandosi di "arsenale", avvocato Cianferoni, "polvere" nel comune modo di parlare si parla di esplosivo, non di detersivo. Comunque, effettivamente aveva detto "polvere".
Allora, Monticciolo, lei ha detto che questo arsenale era stato prima custodito in un altro luogo.
Ecco, vuol spiegare un pochino questa affermazione? Se lei sa dov'era custodito, chi ce l'aveva, quanto tempo prima?
INDAG. Monticciolo: Cioè, prima di passare nelle nostre... cioè di custodirlo noi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
INDAG. Monticciolo: Stava nei paraggi di Altofonte.
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo prima? Lei dice che lo fa scoprire a seguito della sua collaborazione, che quindi è del febbraio-marzo '96. Quanto tempo prima era stato trasportato in Contrada Giambascio?
INDAG. Monticciolo: Saranno stati dieci mesi, un anno, nove. Non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha indicato un fatto, a seguito del quale questo arsenale è stato spostato. Mi pare avesse detto: 'quando si seppe di La Barbera', di Gioacchino La Barbera.
Che cosa voleva dire con questo?
INDAG. Monticciolo: L'arsenale era custodito in una casa vicino Altofonte, in un signore che adesso non ricordo il nome, però che ho rilasciato già nei verbali. Allora il Brusca mi ordinò, con altri, di andarci di notte e prelevare tutte le armi che c'erano. Infatti, poi, dopo qualche settimana vennero a sapere che il La Barbera li accompagnò lì e non trovarono più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io volevo capire questo: era stata la notizia della collaborazione di La Barbera a indurre Brusca a fare questo spostamento?
INDAG. Monticciolo: Almeno di quello che diceva il Brusca, era così.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, in Contrada Giambascio, ecco - dove c'era... lei ha parlato di un tunnel, mi pare, sottoterra - vuole spiegare alla Corte che cosa c'era oltre questo tunnel? C'era una casa, c'era un edificio?
INDAG. Monticciolo: C'era una casa a due piani ove pure, dentro la casa a due piani, c'era il bunker dove è stato nascosto il piccolo Giuseppe Di Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo edificio, questa casa di chi era?
INDAG. Monticciolo: In pratica era nostra, cioè della comunità, così chiamiamola, però ci badava ed era intestata a Vincenzo Chiodo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la casa era, lei ha detto "della comunità": intende riferirsi... Può dire un pochino meglio che cosa intende per comunità?
INDAG. Monticciolo: Comunità intendo che era di Giovanni Brusca, era di Enzo Brusca, era mia, di noi un pochettino... Però era intestata a Vincenzo Chiodo.
PUBBLICO MINISTERO: E Vincenzo Chiodo ci abitava anche, in questo edificio?
INDAG. Monticciolo: Abitava, no.
PUBBLICO MINISTERO: No. Lei ha detto che all'interno c'era anche questo bunker - lei l'ha chiamato anche così - dove era stato custodito il piccolo Di Matteo. Ho capito bene?
Mi sente, Monticciolo?
INDAG. Monticciolo: Sì, ma io... Scusi, io rispondo, forse non si sente bene dall'altra parte.
PUBBLICO MINISTERO: Mi dice un pochino com'era il luogo dov'era custodito il bambino?
INDAG. Monticciolo: Il luogo dove era custodito il bambino era un bunker con una piattaforma elevatrice, che era stato scavato all'interno della casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è un luogo diverso, diciamo, sempre nello stesso contesto è un luogo diverso dal bunker dov'erano custodite le armi.
INDAG. Monticciolo: Era 100 metri più distante.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
INDAG. Monticciolo: Le armi erano...
PUBBLICO MINISTERO: Volevo capire questo.
Senta, e chi era il responsabile della custodia dell'arsenale?
INDAG. Monticciolo: Il responsabile della custodia dell'arsenale non è che c'era uno specifico, ma poteva essere Vincenzo Chiodo, che aveva l'incarico di avere quella proprietà lì, potevo essere io, poteva essere Vincenzo Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, eravate queste le persone che avevate accesso a questo arsenale?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, c'era bisogno di qualche accorgimento per entrare in questo tunnel dove c'era l'arsenale? C'era bisogno di avere una chiave? Ecco, ci spiega un po' come si faceva ad accedere?
INDAG. Monticciolo: Non ci voleva chiave, era un cisterna in cemento precompresso, cioè scavata nella terra e depositata giù e poi ricoperta. Poi c'era un grosso tubo in vetroresina che si andava per avere l'accesso alla cisterna. E poi era tappata con la terra di davanti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi bisognava togliere questa terra per accedervi.
Mi sente, Monticciolo?
INDAG. Monticciolo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Sì" significa che per andare a prelevare armi o esplosivo e quant'altro, bisognava rimuovere questa terra?
INDAG. Monticciolo: Si doveva rimuovere la terra per avere accesso ad entrare nel bunker.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, lei, nello spiegare il perché e per come c'era in questo luogo questo arsenale, ha fatto riferimento alla "comunità", ha fatto riferimento a Enzo e Giovanni Brusca.
Ci vuol dire quand'è che lei ha iniziato ad avere rapporti con queste persone?
INDAG. Monticciolo: I rapporti quelli proprio... cioè, nel senso di cominciare a essere vicino a loro e a far parte di loro, sono iniziati cinque-sei mesi prima che gli arrivasse il mandato di cattura a Enzo Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, in che epoca siamo? Ecco, lo può... riesce a dare un'epoca a questo...
INDAG. Monticciolo: Signor Pubblico Ministero, io per date sono proprio una frana; non lo riesco a collegare.
Posso soltanto dire che se noi si va a vedere quando è stato fatto il mandato di cattura a Enzo Brusca: cinque-sei mesi prima.
Questa indicazione di qua posso dare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, se le chiedo di dire un anno, lei non può essere preciso.
INDAG. Monticciolo: Come, signor Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Se le chiedo almeno l'indicazione dell'anno, lei mi sa rispondere o no?
Ha capito, Monticciolo?
INDAG. Monticciolo: Ho risposto, ho già detto no.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. Mi scusi, perché non sentiamo...
PRESIDENTE: Ogni tanto non arriva la voce, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Non sentiamo la sua voce in certi momenti.
Senta, vi era una particolare destinazione di queste armi? Perché lei ha fatto riferimento anche ad armi pesanti: ha parlato di bazooka, di mitragliatori, di esplosivo. Vi era una qualche specifica destinazione di queste armi?
INDAG. Monticciolo: No, si mettevano lì. Quando il Brusca Giovanni chiedeva di prendere qualche cosa in particolare, poi si riapriva, si prendeva e gli si faceva avere a lui.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, siccome sono mezzi piuttosto micidiali, questi qui, non è una semplice pistola; c'era in progetto di compiere qualche azione in particolare con l'uso di queste armi e di questo esplosivo?
INDAG. Monticciolo: Sì, infatti io sono stato pure uno di quelli che sono andato a vedere un pochettino, cioè di seguire il Balduccio Di Maggio in un processo a Bologna, per vedere un pochettino com'è che si potesse arrivare a colpire il Di Maggio per eliminarlo. Quindi, eventualmente, il Brusca diceva che poi, il bazooka o l'esplosivo potevano servire per queste cose di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei si era proprio spostato a Bologna. C'era andato da solo, c'era andato insieme a qualcun altro?
INDAG. Monticciolo: Sono andato insieme a Salvo e... a Sottile.
PUBBLICO MINISTERO: A Salvo Sottile e c'era qualcun altro?
INDAG. Monticciolo: Il figlio di Salvo Sottile.
PUBBLICO MINISTERO: E in che cosa è consistita questa vostra trasferta a Bologna?
INDAG. Monticciolo: Noi andammo a Bologna. Siccome c'era un processo che... Cioè, siccome a questo processo doveva partecipare il collaboratore Balduccio Di Maggio, il Brusca mi incaricò di andare lì e vedere se era accessibile, quand'è che il Di Maggio andasse a testimoniare, per poterlo eliminare.
PUBBLICO MINISTERO: Si era parlato dei mezzi che dovevano essere utilizzati per eliminare Di Maggio a Bologna?
INDAG. Monticciolo: No, io intanto sono andato a fare un sopralluogo, poi da lì lui stabiliva che cosa utilizzare.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, oltre a lei e a Sottile - in occasione di questa trasferta a Bologna - c'era stata qualche altra persona incaricata da Brusca di fare qualche sopralluogo del tipo di quello che lei ha detto adesso?
INDAG. Monticciolo: Svariate volte la persona che era più incaricata, era Michele Traina.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire qualcosa di più preciso a questo riguardo?
INDAG. Monticciolo: Io so che Michele Traina, sempre comandato da Brusca, saliva qua nell'Italia settentrionale, addirittura girava delle cassette, cioè dei filmini, dov'è che si trovava Balduccio Di Maggio.
Poi, più di altro non so, perché io non ho mai visto questi filmini per vedere se è stato vero oppure no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la notizia che il Traina si era spostato, lei ha detto, nel Norditalia e aveva fatto queste riprese filmate lei come l'ha appresa? Chi gliel'ha detto questo fatto?
INDAG. Monticciolo: Giovanni Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Lo stesso Giovanni Brusca.
Senta, lei ha già dato una risposta, ma provo a chiederlo comunque: si ricorda quand'è che lei aveva fatto questi spostamenti a Bologna?
INDAG. Monticciolo: No, no. Cioè, io posso dare delle indicazioni così, anche perché le dico, signor Pubblico Ministero, io...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi dia queste indicazioni. Mi dia queste indicazioni.
INDAG. Monticciolo: ... dimenticherei tutto di quello che ho fatto, perché non è che siano situazioni piacevoli, quindi non incamero più né date...
E poi un'altra cosa ancora: in Cosa Nostra non è consentito soffermarsi sulle date, sui giorni. Una cosa si fa e si dimentica.
L'indicazione è che, infatti lì non abbiamo potuto fare più di tanto a Bologna, perché dopo mi sembra un giorno o due venne in giornale la notizia che si pentì Toni Calvaruso. E quindi noi, urgentemente, scendemmo da lì - da Bologna - per venire in Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, diciamo, come epoca dovrebbe essere quella in cui si è appreso, avete saputo di questo pentimento di Calvaruso.
INDAG. Monticciolo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, torniamo...
AVVOCATO: Signor Presidente, c'è stato un oscuramento. Chiedo scusa.
PRESIDENTE: Lo abbiamo notato. Da che cosa dipende?
L'audio funziona sempre?
Oh, ci siamo. Ora vi vediamo. Voi ci sentite?
INDAG. Monticciolo: Sì, ora vi vediamo.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora possiamo riprendere.
Pubblico Ministero, possiamo riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Monticciolo, torniamo un attimo ora all'arsenale.
Lei ci ha un pochino spiegato com'era fatto. Cioè, c'era questo tunnel.
Ecco, venne per caso realizzata, c'era stata... Questo arsenale, era stato per caso anche, sempre lì in Contrada Giambascio, ubicato, o realizzato in precedenza con qualche altro accorgimento?
INDAG. Monticciolo: Riferendosi sempre all'arsenale?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
INDAG. Monticciolo: In Contrada Giambascio...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, c'era sempre questo tunnel?
INDAG. Monticciolo: No, questo, provvisoriamente. Prima di Contrada Giambascio, è stato realizzato in un'altra campagna lì, vicino. In una campagna che si chiama... si chiama *... Monica.
PUBBLICO MINISTERO: E lì com'era stato fatto, questo arsenale?
INDAG. Monticciolo: Nella stessa maniera. Sempre col tubo e la cisterna in cemento vetrato. Soltanto che entrava acqua, perché è stata messa in piano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, ma era stato per caso realizzato anche delle intercapedini, che bisognava togliere dei mattoni, ecco, per accedervi, oppure si tratta di cosa diversa?
INDAG. Monticciolo: No, cioè, lì era una cosa uguale a quella dove poi è stato rinvenuto l'arsenale.
Ma prima ancora di essere messo nel terreno, sempre in Contrada Giambascio, l'arsenale venne nascosto dietro un muro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. E, per l'appunto, io volevo sapere questo.
Ci spiega un pochino che cosa significa "Era stato nascosto dietro un muro"? Ecco.
INDAG. Monticciolo: C'era, nella parte entrando della casa, in un lato, di fronte proprio, è stata creata una doppia camera dove che l'arsenale venne messo dentro e gli fu rifatto un nuovo muro lì, avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, eventualmente per prendere queste armi, all'epoca bisognava rimuovere questa parete.
INDAG. Monticciolo: Rimuovere la parete, no. Si aveva accesso dal di fuori da tutta una scala.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ecco, in questo luogo che ci ha appena descritto, c'è stato anche dell'esplosivo lì?
INDAG. Monticciolo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato esplosivo. Ecco, ora parliamo, per l'appunto, di esplosivo.
In relazione a questo materiale che è stato custodito in Contrata Giambascio, lei ha avuto qualche incarico particolare da Giovanni Brusca?
INDAG. Monticciolo: Io ne ebbi diversi. Si è aperto, qualche volta, per prendere delle pistole, dei fucili. Ma uno che me ricordo in particolare, quando Brusca mi disse di fare avere un contenitore di questi... Cioè, perché questo esplosivo era messo dentro dei contenitori in plastica bianchi.
Mi disse di prendere un contenitore, questo, circa per la pesantezza di 35-40 chili e farlo avere a un certo Mimmo Raccuglia di Altofonte. Che poi questo, di conseguenza, lo doveva portare a un altro ancora perché dice che avevano individuato il collaboratore Totuccio Contorno e serviva per fare saltare in aria Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come punto di riferimento di questo suo racconto che lei ci ha riferito così, in linea di massima, lei ha detto: 'Brusca, incarico per fornire questo esplosivo per far saltare Contorno.'
Può indicare, come... Lei ha detto: 'le date non è il mio forte', ma comunque, può dare dei punti di riferimento su questo fatto? Riesce a indicarci qualche punto di riferimento?
INDAG. Monticciolo: No. Cioè, su questo, no.
PUBBLICO MINISTERO: L'esplosivo di cui lei sta parlando di questo contenitore di plastica, eccetera, dove si trovava?
INDAG. Monticciolo: Si trovava in Contrada Giambascio.
PUBBLICO MINISTERO: Nel tunnel, nell'intercapedine...
INDAG. Monticciolo: No, non ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda com'era fatto questo esplosivo?
INDAG. Monticciolo: Mi sembra che sia di colore chiaro e tipo palline piccole piccole.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, palline piccole piccole, ci può indicare qualche, come dire, qualche bene che ricorda alla memoria, questo materiale?
INDAG. Monticciolo: Cioè, più che altro sembrava tipo un sale chimico di quello che si mette in campagna.
PUBBLICO MINISTERO: Tipo sale chimico.
Ecco, il colore lei ha detto?
PRESIDENTE: Ha capito Monticciolo?
INDAG. Monticciolo: Sì, sì, ma ho anche risposto. Ho detto chiaro.
PRESIDENTE: Eh, purtroppo non sempre...
PUBBLICO MINISTERO: Non sempre ci arriva la risposta.
Ecco, chiaro che cosa intende dire? sul bianco, sul celeste, sul rosella... Non so, dica lei un colore.
INDAG. Monticciolo: Bianco, tipo panna, una cosa chiara così.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Era, diciamo, ottenuto, era confezionato dentro questo bidone di plastica, o era sfuso, o in che altra maniera?
INDAG. Monticciolo: Questo, non mi ricordo, perché... Perché, in alcuni era messo dentro i sacchetti. Cioè, altri bidoni, invece, era messo sfuso.
E poi questi... siccome si chiudevano ermeticamente, questi bidoni, cioè a vite, quindi certi bidoni era messo pure sfuso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto che, come quantitativo, di questo esplosivo di cui Brusca le dette questa indicazione specifica, serve per far saltare Contorno.
Ci può dare una indicazione in termini di peso?
INDAG. Monticciolo: Di peso io penso che... Cioè, poi, signor Pubblico Ministero, mi potrei anche sbagliare. Ma andava sui 40 chili, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando Brusca le dà questo incarico, cioè, è a quel momento che le dice che serve per questo attentato a Contorno?
INDAG. Monticciolo: Me lo disse, mi sembra, un giorno prima.
Mi disse, dice: 'guarda, prepara questo esplosivo così, così, glielo fai avere a Mimmo in questa casa vicino Piana degli Albanesi, che poi lui sa dove portarlo.'
E mi accennò anche al discorso per che cosa serviva.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo Mimmo, lei ha detto, era Raccuglia.
E questa casa dove lei lasciò l'esplosivo, dov'è?
INDAG. Monticciolo: Si trova in... nei paraggi di Piana degli Albanesi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di chi è questa casa?
INDAG. Monticciolo: Non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda dove lasciò questo esplosivo?
INDAG. Monticciolo: Lo lasciai davanti la casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dico, lo lasciò così, questo bidone, oppure lo mise in qualche posto particolare?
INDAG. Monticciolo: Vicino la casa c'era un fusto in lamiera. E io glielo misi lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Non so, non mi ricordo se lei o ha detto, comunque glielo richiedo: lei ha accennato al fatto che Brusca le aveva detto che Contorno era stato localizzato. Le disse dove era stato localizzato?
INDAG. Monticciolo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, è il suo ricordo di oggi.
Mi sente, Monticciolo?
INDAG. Monticciolo: Non ho capito bene la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Dico: oggi mi sta dicendo che non si rico... Cioè, che Brusca non le disse dove Contorno era stato localizzato.
INDAG. Monticciolo: Cioè, il discorso che non mi disse il punto preciso. Che mi disse che era qua, in Altitalia.
Non mi ricordo se mi disse Roma, o in Altitalia. Qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, una indicazione di massima, gliela dette.
INDAG. Monticciolo: Signor Pubblico Ministero, io vorrei fare una precisazione: non è che io sia un computer, eccetera. Posso anch'io dimenticare qualche cosina e...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Certo, ma...
INDAG. Monticciolo: Poi generalmente io vado a questi processi. Quindi, cioè, parlo di svariate cose. Quindi mi sembra che sia anche normale dimenticare qualche cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
INDAG. Monticciolo: Poi le vorrei ricordare io, cortesemente, siccome non ce la faccio proprio più a andare avanti, se era possibile, cioè, fermarci e riprender qualche altra volta.
PRESIDENTE: Che ha detto?
PUBBLICO MINISTERO: Non se la sente di proseguire nell'esame?
PRESIDENTE: Aveva detto all'inizio che aveva la febbre a 39.
INDAG. Monticciolo: Non è una questione, una questione di esame. E' che non mi sento proprio, con questa febbre, in condizioni psicofisiche di poter continuare ancora.
Sono voluto venire per portare rispetto nei confronti della Corte, però... signor Pubblico Ministero, veda un pochettino lei.
PRESIDENTE: Quanto dovrebbe proseguire ancora il Pubblico Ministero?
PUBBLICO MINISTERO: Mah, Presidente, io posso anche concentrare, ma insomma, io penso almeno un'oretta bisognerebbe andare avanti.
PRESIDENTE: Lei se la sente di proseguire un'altra ora, Monticciolo?
INDAG. Monticciolo: Presidente, mi dispiace, cioè... Anche perché non ce la faccio proprio.
PRESIDENTE: Rimandiamo ad altro giorno.
Va bene.
AVV. Cianferoni: Presidente, abbia pazienza. Sono l'avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Dica.
AVV. Cianferoni: Propongo alla Corte una richiesta: noi, ovviamente, abbiamo rispetto e attenzione per le parole del dichiarante, il quale ci rappresenta di avere la febbre.
Ora, sarà senz'altro vero. Però già questa circostanza io chiedo che venga acclarata tramite visita fiscale che la Corte voglia disporre seduta stante.
Ove poi si ponga mente che questo signore ci ha già riferito rapporti con Enzo e Giovanni Brusca, e rappresento conoscenze apprese in altri processi - il Pubblico Ministero me ne vorrà dare atto - si alleghi che il Brusca Enzo si è autoaccusato di aver organizzato una malattia che non esisteva, mercé gli uffici illeciti di un medico, c'è da chiedersi anche questa febbre che fondamento possa avere.
L'escussione del Monticciolo avviene in quest'aula, quando... Cioè, nell'immediato domani dell'escussione dell'Enzo Brusca ieri pomeriggio in un altro processo. E del Giovanni Brusca due giorni prima.
Queste mi sembrano circostanze di fatto sufficienti a far dare ingresso a quell'esame medico preliminare che un Giudice, credo, di fronte a queste dichiarazioni, ben può ammettere.
Quindi, chiedo che si disponga visita fiscale sul signor Monticciolo.
AVVOCATO Catanzaro: Presidente.
PRESIDENTE: Dica, avvocato.
AVVOCATO Catanzaro: Il difensore di Monticciolo.
Io, chiaramente, non ho capito dove va a parare, con tutta questa discussione che ha fatto il difensore di Bagarella.
Ma qua, Monticciolo, è indagato. E voluto venire davanti alla Corte per una forma di rispetto, riferendo del suo malore. E non per forza deve essere certificato come impedimento.
Può essere anche una constatazione sua, un senso di malore che lui ha e che non può essere clinicamente accertato.
Non è che possiamo dare adesso al medico fiscale che si richiede debba visitare il Monticciolo, il termometro. Se la febbre non è a 39, il Monticciolo ha detto una bugia.
Si vuole introdurre, invece, un dato processuale di altra rilevanza, di altro spessore, che non ha niente a che fare con le manomissioni cliniche che riferisce il difensore che ha parlato prima.
Viceversa è soltanto uno stato di salute, può essere anche provvisorio, può essere transitorio. Adesso io non so dove si trovi il Monticciolo, ma può avere anche un senso di paura qualsiasi. E io non voglio, per forza di cose, adesso difendere la posizione di Monticciolo come collaboratore. Ma di un qualsiasi indagato.
Non è adesso un testimone del quale bisogna, per forza, accettare l'impedimento dedotto e se c'è l'impossibilità a continuare. Perché Monticciolo riferisce anche di una sua situazione psichica collegata ad una situazione salutaria...
PRESIDENTE: Va bene, abbiamo capito, avvocato.
Il Pubblico Ministero, per cortesia?
PUBBLICO MINISTERO: A me sembra una situazione abbastanza lineare.
Dico, questa persona mi pare che abbia detto sia di avere un problema di salute contingente; sia che comunque intende rendere le sue dichiarazioni. Lo ha detto all'inizio. Sennò avrebbe potuto tranquillamente dire una cosa diversa.
Mi sembra che una situazione di impedimento fisico, se è dichiarata, si debba presuntivamente prendere per buona.
Che c'entrano le illazioni su quello che possono aver fatto altre persone, in altri contesti? Io vorrei sapere, questo francamente mi sembra un elemento un po' eccentrico, rispetto al problema.
Io proporrei, proporrei che si richieda al Monticciolo se ovviamente conferma il suo intendimento, la sua volontà - poi è una sua decisione personale - a proseguire l'esame in un altro momento. Se, allo stato, non gode di una situazione di salute quale probabilmente avrebbe gradito lui stesso.
Per quanto riguarda l'accertamento di questo dedotto impedimento di carattere fisico, con tanto di stato febbrile, il Pubblico Ministero non ha nessun problema a approfondire questo punto.
Stante che si tratta di persona che beneficia di un programma di Protezione, stante quindi che, come la Corte ben sa, gli spostamenti e quant'altro sono tutti gestiti da autorità e organismi pubblici e preposti specificamente, non c'è niente di male a veicolare sul Servizio Centrale di Protezione, una richiesta che attesti alla giornata di oggi, è ovvio. Non alla giornata della settimana passata, o a un giorno che verrà, quali sono le condizioni di salute di questa persona.
Proprio perché diversamente non mi sembrerebbe opportuno fare. Soprattutto perché non mi pare che ci siano quelle esigenze per le quali si debba fare qualche cosa di meno, o qualche cosa di più, rispetto a quello che molto sommessamente mi sono permesso di segnalare alla Corte.
PRESIDENTE: Bene.
Monticciolo, mi sente?
INDAG. Monticciolo: Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE: Lei può dirci se, appena si sentirà meglio, sarà in grado di rispondere, vorrà ancora rispondere?
INDAG. Monticciolo: Signor Presidente, magari se stiamo un altro pochettino e poi riprendiamo. Perché io non conosco questa, la persona che io ho qua davanti a me, può constatare che, quando sono arrivato stamattina... Cioè, scusate la mia espressione, ma cioè, ho vomitato, ho fatto delle altre cose che non mi sembra nemmeno igienico dire qua in videoconferenza.
Quindi, cioè, se c'è qualche cosa che qualcuno vorrebbe attestare, se è vero o no... Però penso che non ci sia meglio della persona che ho qua davanti per affermare se sto dicendo delle fesserie, oppure no.
PRESIDENTE: Le volevo dire, le ho chiesto soltanto se lei ci può dire se, una volta superato questo stato di malessere, fra qualche giorno, lei è sempre disponibile a riprender una videoconferenza.
INDAG. Monticciolo: Sì, sì, non ci sono problemi, signor Presidente. Perché, se io avrei avuto dei problemi, oggi non sarei venuto completamente.
PRESIDENTE: Certamente.
INDAG. Monticciolo: Cioè, non è che a me la febbre mi è venuta quando sono arrivato qua.,
PRESIDENTE: Abbiamo capito.
*INDAG. Monticciolo: Cioè, l'avevo prima.
PRESIDENTE: Dunque, io devo sottolineare il fatto che, se il Monticciolo avesse voluto dichiarare che non voleva rendere dichiarazioni, il discorso lo chiudeva.
Di conseguenza, si sospende la videoconferenza, si rifisserà altra data...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, Presidente, mi perdoni. Mi perdoni.
Ho sentito le ultime parole del Monticciolo, ma le abbiamo sentite tutti.
Pare che la persona che è presente e che è deputata a quelle certe funzioni previste dal 147-bis, abbia direttamente e personalmente constatato lo stato...
PRESIDENTE: Mah, sentiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Credo che la Corte abbia il potere per interpellarlo così, fuori da ogni formalità.
PRESIDENTE: Ispettore, ispettore, lei ci può dire se, per quel che le risulta, le appare che il Monticciolo sia veramente sofferente?
ISPETTORE Atzei: Signor Presidente, per quello che mi hanno detto i colleghi che lo hanno trasportato qui, è stata la prima cosa che mi hanno detto.
PRESIDENTE: Che non stava bene.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, approfitto della pausa...
PRESIDENTE: No, no, avvocato, stiamo aspettando la risposta.
Mi ha sentito, ispettore?
ISPETTORE Atzei: Le sto dicendo che i colleghi che lo hanno trasportato, i colleghi di scorta, appena giunti qua, mi hanno rappresentato che c'erano stati dei problemi di salute del collaborante.
PRESIDENTE: Del Monticciolo. Va bene, grazie.
Dica, avvocato.
AVVOCATO Gramigni: Mi scuso perché non ho la toga, innanzitutto.
Volevo associarmi alla richiesta fatta dall'avvocato Cianferoni che mi ha preceduto. Nel senso che, posto e premesso che questo signore ha in ogni momento la facoltà di astenersi dal rispondere, e dunque dichiarare che non intende rispondere all'esame, ci allega una situazione diversa: cioè, l'impedimento alla continuazione dell'esame.
E credo che l'impedimento abbia necessità di essere certificato, o comunque...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi. La necessità della certificazione, è una vostra invenzione.
AVVOCATO Gramigni: No...
PRESIDENTE: Qui ci abbiamo... Mi scusi, un ispettore che non lo conosce, se lo è trovato davanti per ragioni di ufficio. E ha attestato che chi, la scorta che lo ha accompagnato, lo ha avvertito immediatamente, cioè intorno alle 10 e mezza, quando è stato portato in quel locale che noi non sappiamo dove sia, che c'erano dei problemi di salute del Monticciolo.
Quindi, mi pare che non abbiamo bisogno di fare altre...
AVVOCATO Gramigni: Presidente...
PRESIDENTE: Si fissa la prosecuzione, o la ripresa della videoconferenza, a data da destinarsi.
Buongiorno. L'udienza riprende domattina alle ore 09.00.
AVVOCATO Ammannato: Presidente, un programma si può fare?
Un programma, per domani.
PRESIDENTE: Ma domani è già fatto, avvocato. Per lunedì...
AVVOCATO Ammannato: Per la settimana nuova, per sapere il programma, Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: Lo comunichiamo domani.
PRESIDENTE: Noi sappiamo solo il programma di domani e quello di lunedì.
Penso che domani, al più tardi, il Pubblico Ministero ci dirà...
ISPETTORE Atzei: Signor Presidente, signor Presidente?
PRESIDENTE: Chi parla?
PUBBLICO MINISTERO: Chiamano dalla...
ISPETTORE Atzei: Sono l'ispettore Atzei.
PRESIDENTE: Dica.
ISPETTORE Atzei: Cortesemente, mi occorrerebbero gli estremi del procedimento.
PRESIDENTE: Glieli vuol dare, Silvia, per favore? Il numero del nostro procedimento. Sì, al microfono.
SEGR. D'UDIENZA: Numero 12/96, Registro...
PRESIDENTE: Il nome dell'imputato è Bagarella, se non mi sbaglio.
SEGR. D'UDIENZA: Corte Assise di Firenze, contro Bagarella più 25.
PRESIDENTE: Ha sentito?
ISPETTORE Atzei: Va bene, grazie.
PRESIDENTE: Buongiorno, arrivederci.