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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/971015.txt


PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella è presente?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Ma qui mi pare di capire che non si sente.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Come? Non si sente?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Allora, mi pare che Bagarella abbia già risposto. Vero?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Sì, presente.
PRESIDENTE: Grazie.
Avvocato Ceolan è presente, l'avvocato Cianferoni lo sostituisce l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, De Paola, Falciani, che è presente.
PRESIDENTE: Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli, che è presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. Sono presenti entrambi.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante? Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Ceolan.
Graviano Filippo è rinunciante?
Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente e c'è anche l'avvocato Oddo.
Grigoli Salvatore: è presente.
Avvocato Avellone e avvocato Batacchi, che è presente.
AVVOCATO Avellone: Avvocato Avellone è presente, sì.
PRESIDENTE: Grazie.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Santamaria... Provenzano l'abbiamo chiamato? Sì, sì.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Scarano Massimo: contumace. E' questo che abbiamo già chiamato?
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Provenzano l'abbiamo chiamato, sì?
(voce fuori microfono) No.
PRESIDENTE: Provenzano, no?
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli, sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Spatuzza Gaspare.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: E' rinunciante.
Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
Allora, la parola al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Buongiorno, Grigoli.
*IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come al solito ho bisogno di alcuni chiarimenti rispetto a certe sue affermazioni di ieri.
Dunque, incominciamo da un fatto piuttosto semplice. Lei ci ha detto che con il cellulare di Giacalone aveva chiamato casa sua.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda quale numero di telefono ha fatto? Qual era il numero di telefono, ecco.
IMPUTATO Grigoli: E' parecchio, adesso. Perché io ho fatto tre anni di latitanza, quindi non so se lo ricordo. Comunque: 6304572, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era il numero della sua abitazione, questo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era istallato questo telefono? Questo numero telefonico che lei ha dato, nella sua abitazione, dov'era?
IMPUTATO Grigoli: All'epoca o era via Giuseppe Lodi, a Ciaculli, o a via Filippo Pecoraino.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando del '94, i primi mesi del '94.
IMPUTATO Grigoli: Sì, perché da lì a poco mi trasferii, non ricordo se ero a Ciaculli o in via Filippo Pecoraino.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, il numero che lei chiamò col cellulare di Giacalone era la sua abitazione.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda a chi era intestata l'utenza telefonica di casa sua: era intestata a lei o a qualcun altro?
IMPUTATO Grigoli: A mia moglie, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama sua moglie?
IMPUTATO Grigoli: Fiordispina.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Questo l'abbiamo precisato.
IMPUTATO Grigoli: In quell'occasione chiamò anche Giacalone, casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci furono due telefonate, per così dire, una dopo l'altra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Punto secondo. Io ho bisogno di capire, di avere una spiegazione su una sua affermazione fatta nelle indagini, però prima voglio esser sicuro di aver capito bene quello che lei ha detto in dibattimento.
Ieri, lei, nel riferire del secondo tentativo a Contorno, ha fatto riferimento al posizionamento dell'esplosivo, lei ha detto, verso la mezzanotte, insomma di notte del giorno avanti; e poi a una serie di, come dire, di appostamenti per aspettare Contorno.
Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le faccio la domanda: lei era presente a tutti gli appostamenti? Mi pare ieri lei ne abbia riferiti o due o tre.
La mattina, poi ha detto non lo vedeste e andaste a casa a vedere se c'era la macchina. Non vedeste la macchina, siete tornati sull'ora di pranzo; all'ora di pranzo lui non era nemmeno passato e quindi siete tornati nel pomeriggio.
Voglio capire se lei c'era in tutti questi appostamenti, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le spiego, Grigoli, lei mi sta facendo quest'affermazione. Bisogna che le faccia rilevare che quando la interrogai, il 24 giugno, lei disse, in relazione a questo secondo - chiamiamolo questo secondo tentativo - lei, per l'appunto... Ora vorrei trovare il passo, esattamente, dove lei ha fatto questa affermazione. Glielo anticipo: insomma, lei aveva detto che forse quel giorno, in occasione di questo secondo attentato, era rimasto a casa, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Ci fu in un'occasione che io sono rimasto a casa. Se lei ricorda lo dissi anche ieri, quando venne il proprietario. Non ricordo se fu in un'occasione che si operava nel rintracciare il Contorno per vedere se aveva continuato ad avere le solite abitudini, o se fu in una di queste occasioni che tentammo...
PUBBLICO MINISTERO: Di operare?
IMPUTATO Grigoli: ... di operare.
PUBBLICO MINISTERO: Si riferisce sempre, comunque, al secondo tentativo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Nel primo ci sono stato sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ho trovato il punto esatto. Glielo rileggo, così lei magari ci fa capire meglio queste sue affermazioni. Va bene, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, è a pagina 50 della trascrizione. Dunque, lei disse:
"Fu aspettato Contorno e non venne, perché io rimasi a casa, quel giorno. Non vidi, non ci fu bisogno che ci fossi pure io. Ma Contorno non passò.
Poi, la sera, noi andammo per riprendere tutto e prima di arrivare allo svincolo abbiamo visto che era pieno di poliziotti."
Ha sentito?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vorrei un attimino che ci spiegasse che cosa intendeva dire qui, nell'interrogatorio:
"Fu aspettato il Contorno e non venne, perché io rimasi a casa quel giorno. Non vidi. Non ci fu bisogno che ci fossi pure io."
IMPUTATO Grigoli: Quando lei mi ha interrogato, io avrò collocato, ho collocato quel giorno che sono rimasto a casa in una di queste volte che operammo la seconda volta per l'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei intende dire: siccome quel giorno vi spostaste più volte per aspettare Contorno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... può darsi che in una di queste uscite lei rimase a casa.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, quando andaste per riprendere, diciamo, l'esplosivo, l'ordigno, lei ieri ci ha detto: 'era buio'.
Io ho bisogno di capire, perché non so se lei ieri l'abbia detto, o se io non ho inteso bene. Quando arrivò lì, quest'esplosivo era già saltato, c'erano i Carabinieri, doveva saltare in aria? Dato che è un fatto notorio che questo esplosivo è saltato in aria.
IMPUTATO Grigoli: Ma credo che ancora non era saltato in aria.
PUBBLICO MINISTERO: Crede che ancora...
IMPUTATO Grigoli: Credo, perché non è che io...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ci spiega la scena da che distanza la osservaste? Eravate lontani?
IMPUTATO Grigoli: No, ma già c'erano le volanti, da cominciare sul ponte dell'autostrada, dallo svincolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Quindi, già noi dall'autostrada avevamo notato tutte queste volanti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non...
IMPUTATO Grigoli: Da questo capimmo che c'era stato la scoperta dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, però non è in grado di dire se questo... Siccome lei ieri ha detto che era saltato in aria, poi l'aveva saputo dalla televisione.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non è in grado di precisare se quando arrivaste sul posto era esploso o aveva da esplodere.
IMPUTATO Grigoli: No, non sono in grado di precisarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta Grigoli, in relazione... Siccome lei ci ha parlato di diversi luoghi. I suoi ricordi a oggi come sono? Cioè, lei ha detto: 'sulle date io faccio un po' di confusione'. La sua memoria visiva com'è? Va bene? Si sente in grado, eventualmente, di, come dire, mettere a fuoco la sua memoria ottica o no?
IMPUTATO Grigoli: No, ma io questo è stato un problema da sempre, non è perché sto vivendo il processo, oppure perché sono in questa condizione che io non riesco a memorizzare bene. E' perché io con la memoria non è che... è da sempre. Non sono bravo a ricordare le cose.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Io le chiedevo se... Va bene, sui suoi ricordi della successione degli avvenimenti la mia domanda era intesa a saggiare, a verificare se lei, voglio dire, vedendo, rivedendo luoghi, oggetti o quant'altro, la sua memoria è ancora viva, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì, no, per i luoghi sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Non ci dovrebbero essere grossi problemi.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, avevamo da mostrare qualche foto, ma mi dicono che ancora...
PRESIDENTE: Non ci siamo?
PUBBLICO MINISTERO: ... l'attrezzatura non è pronta. Va bene, vuol dire che lo faremo al termine dell'esame, perché ancora abbiamo diverse cose da chiedere a Grigoli.
Senta, per quanto riguarda l'attentato allo Stadio, lei ieri e anche avantieri ci ha riferito abbastanza in dettaglio tutto quello che era accaduto e ci ha spiegato anche il motivo per cui era fallito, quest'attentato.
Lei sa dire, è in grado di dire perché - se ci fu un perché - questo attentato non è stato, diciamo, riprovato?
IMPUTATO Grigoli: Siccome, come avevo detto già ieri, c'era già in programma l'attentato di Contorno, e adesso che io ricordo bene - perché ieri sera poi ho cercato di fare mente locale su questo - cioè, già l'attentato a Contorno si doveva fare, solo che si era preferito fare prima quello dello Stadio.
Che ricordo che si parlò il fatto che questo qui, una volta che si era già organizzato, come si suol dire, ormai noi pensavamo che aveva un commercio, qualcosa - Contorno - quindi non si pensava che di lì a poco si poteva spostare. Si era capito che questo stava lì tranquillamente.
Penso che poi si decise di fare Contorno, ecco perché non si... Poi non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome lei ora, per l'appunto, queste sue ultime affermazioni, insomma, ci sta spiegando, no, un pochino che l'attentato Stadio e Contorno, per così dire, si sono intrecciati. Va bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per lo meno c'è stato un momento in cui le due vicende sono andate in parallelo.
E ieri, lei, riferendo dell'organizzazione dell'attentato per lo Stadio, ha detto: ci fu la riunione con Giuseppe Graviano a Misilmeri; per quanto riguarda Contorno non ricordava se c'era stata una riunione, ma comunque ci ha spiegato che c'era stata una disposizione precisa...
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se se ne parlò nello stesso giorno in cui si parlò dello Stadio.
PRESIDENTE: A Misilmeri?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quella stessa riunione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, ieri...
IMPUTATO Grigoli: Perché ricordo vagamente il fatto che si parlava, anche tra di noi, il fatto se era meglio fare il Contorno o lo Stadio, prima.
Cioè, questa cosa la ricordo, che si parlò di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la sta mettendo a fuoco adesso?
IMPUTATO Grigoli: Sì, da ieri sera.
PUBBLICO MINISTERO: Perché ieri, per l'appunto, a una domanda che le avevo posto in maniera sostanzialmente analoga, lei ha detto: 'non mi ricordo se ci fu una riunione anche per Contorno', però sembrava abbastanza sicuro che c'era stata la disposizione di Giuseppe Graviano.
Oggi, invece, sta dicendo che effettivamente, forse, se ne parlò in quella stessa riunione.
IMPUTATO Grigoli: Sì, Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiedevo: queste decisioni, a quanto le risulta, le consta, provenivano solo da Graviano, o Graviano a sua volta, per così dire, aveva da render conto o da chiedere a sua volta, o da consultarsi, da concordare fatti del genere con qualche altra persona?
IMPUTATO Grigoli: Allora, se lei vuole sapere se a me, se io so qualcosa di diretto e che ho sentito loro parlare, questo no. Se lei vuole sapere una mia opinione posso dire che sicuramente...
PRESIDENTE: Le opinioni non ci interessano.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, allora no.
PUBBLICO MINISTERO: Allora...
PRESIDENTE: Quello che lei ha sentito dire da questo o da quello. Questo può essere...
PUBBLICO MINISTERO: No, allora le pongo la domanda da un altro punto di vista. Secondo i rapporti che lei ha avuto con le persone che via via ha menzionato, decisioni che...
IMPUTATO Grigoli: Io posso dire che decisioni di questo genere sicuramente ne parlavano col Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: In quanto alla mia esperienza in questa organizzazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ha prevenuto la mia domanda, per l'appunto, perché le stavo chiedendo se fatti di questo genere - Stadio, Contorno - sono, per così dire, fatti che possono essere decisi autonomamente.
Ecco, siccome lei stava spiegando: 'secondo la mia esperienza e i rapporti che ho avuto con queste persone, fatti del genere, Graviano li doveva decidere insieme a Bagarella', ci spieghi un pochino questa sua affermazione, cioè se aveva avuto esperienze...
IMPUTATO Grigoli: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: ... in cose...
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa, avvocato Cianferoni. Buongiorno, Presidente.
Mi pare che vi sia della deduzione nella risposta del dichiarante. La domanda in questo senso mi pare inammissibile.
Se del caso la formuli il Presidente, ma mi pare che il signor Grigoli stia riferendo delle sue congetture, in questo senso.
PRESIDENTE: Scusi, avvocato...
PUBBLICO MINISTERO: No, ho chiesto dei fatti.
PRESIDENTE: Ha parlato, in un primo momento, delle sue deduzioni; poi abbiamo detto che le deduzioni non ci interessano, ha detto "secondo la mia esperienza".
Vediamo, ora, l'esperienza in che cosa consiste in modo da poter valutare se e di che cosa si tratta.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, io posso dire, per esempio, che per cose di minore entità il Mangano veniva a dire: 'ne dobbiamo parlare con ...', in dialetto, cioè con Bagarella.
PRESIDENTE: Per esempio quali sarebbero le cose...
PUBBLICO MINISTERO: Per esempio?
PRESIDENTE: ... di minore rilievo?
IMPUTATO Grigoli: Anche qualche omicidio che era di competenza del mandamento di Brancaccio, per cui non c'era tutto questo bisogno di farlo sapere a Bagarella.
PRESIDENTE: Non c'era questo bisogno?
IMPUTATO Grigoli: Lui asseriva, dice: 'ne parliamo con Bagarella'.
Quindi, erano cose di minor entità, di fare...
PRESIDENTE: Cioè, lei ha potuto constatare che per omicidi di non grosso impegno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... che riguardavano la famiglia di Graviano, di Brancaccio, Mangano aveva ritenuto opportuno consultare, sentire l'opinione di Bagarella.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Questo quando, ovviamente, i Graviano non c'erano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, quando il Graviano era arrestato.
PRESIDENTE: Cose del genere sono accadute anche quando invece i Graviano erano liberi e quindi avevano sempre la funzione di capofamiglia, o per lo meno di delegati, come si chiamavano...
IMPUTATO Grigoli: No, per quanto riguardava...
PRESIDENTE: ... della famiglia.
AVVOCATO Oddo: Ha detto Graviano, sono l'avvocato Giuseppe Oddo. Ha detto "Graviano", non "i Graviano" finora, il dichiarante.
PRESIDENTE: Avvocato, io ho parlato di Graviano.
AVVOCATO Oddo: Sì, lei l'ha... pure, però poi ha detto "erano", allora ha detto "Graviano"...
PRESIDENTE: Certo, avvocato. Ci sono quelli che ci dicono che la funzione competeva tutti e due o uno solo. Io ho preferito parlare di "Graviano". Quindi, ci sarà lui - se crederà - di risponderci e di dirci chi e da chi venivano questi ordini.
IMPUTATO Grigoli: Allora posso dire un'altra esperienza che ho avuto, che si è commesso un duplice omicidio nel Norditalia, a me era stato commissionato da Nino Mangano, però all'epoca il Graviano era ancora latitante. Allora, in un appuntamento...
PRESIDENTE: Era latitante ma era libero, nel senso che non era arrestato arrestato.
IMPUTATO Grigoli: No, latitante.
Allora, in un appuntamento che ebbi con il Graviano, volle sapere come andarono questi fatti. Allora chiamò il Bagarella e disse al Bagarella: 'è meglio che questa cosa se la sente lei direttamente'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, mi scusi, Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei fu presente personalmente a questo tipo di discussioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo è un fatto che lei esplicita...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... diciamo, un esempio che lei sta portando.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ecco, delle mie esperienze.
PRESIDENTE: Ci può dettagliare quale sia stato questo duplice omicidio e dove sia avvenuto?
IMPUTATO Grigoli: Siccome ci sono delle indagini in corso, quindi...
PRESIDENTE: A noi basta che ci dica: in tale città, e finito.
IMPUTATO Grigoli: A Padova.
PRESIDENTE: A Padova.
IMPUTATO Grigoli: Nei pressi di Padova.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Quando sarebbe avvenuto questo fatto, Grigoli, questo duplice omicidio? Questo di Padova, questo che lei sta...
IMPUTATO Grigoli: Fine '92, '93.
PUBBLICO MINISTERO: E le vittime chi erano?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Le persone uccise? Lei ha parlato di un duplice omicidio...
IMPUTATO Grigoli: Le persone uccise morirono solo per il fatto che si vantarono di essere Badalamenti di Cinisi.
PRESIDENTE: Va bene, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, le persone...
PRESIDENTE: ... chi erano?
IMPUTATO Grigoli: No, erano due, che adesso non ricordo i cognomi, però non erano Badalamenti. Cioè, questi morirono perché si presentarono come Badalamenti di Cinisi e avevano avuto problemi a Cinisi...
PRESIDENTE: Senza esserlo.
IMPUTATO Grigoli: ... siccome si cercavano i Badalamenti di Cinisi, tutti quelli che... Allora si è deciso di uccidere questi, perché si pensava che erano...
PRESIDENTE: Badalamenti.
IMPUTATO Grigoli: ... i Badalamenti perdenti, sì. E invece erano tutt'altre persone.
PRESIDENTE: Va be', questo...
IMPUTATO Grigoli: Per questo non so spiegare chi erano.
PRESIDENTE: ... è quello che ci interessa per sapere, di puntualizzare questo duplice omicidio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Lei ha detto che in questa circostanza "Graviano".
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Graviano chi?
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe.
PRESIDENTE: Sempre Giuseppe. Lei ha avuto solo rapporti con Giuseppe.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Mai con Filippo.
IMPUTATO Grigoli: No.
PRESIDENTE: Per nessuna ragione e per nessun tipo di attività.
IMPUTATO Grigoli: No.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei, in relazione ai fatti che più specificamente qui ci interessano - Stadio e Contorno - ci ha detto, alla mia domanda ha risposto spiegando, esemplificando come ha fatto un attimo fa.
Per quanto riguarda le stragi del '93, cioè Costanzo, Firenze, Roma, Milano, di cui lei aveva avuto confidenze varie da Giuliano e da altri, ecco, in relazione - diciamo così - a chi aveva ordinato questi attentati, ci può dire qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Mah, si parlava di solito sempre di "madre natura". "madre natura" era il soprannome di Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo la sua risposta, per quanto riguarda l'eventuale implicazione di altra persona - in questo caso specifico di Bagarella - vale la risposta che ci ha dato un attimo fa, oppure le venne detto qualcosa di specifico al riguardo?
IMPUTATO Grigoli: Mi perdoni, ma io non ho capito bene la domanda.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire se le chiedo se Graviano, anche in questa occasione, secondo la sua esperienza, si era - come dire - aveva concordato questi fatti con Bagarella, la sua risposta qual è?
IMPUTATO Grigoli: Per conoscenza diretta non...
PUBBLICO MINISTERO: Non può dire nulla.
IMPUTATO Grigoli: Sempre per l'esperienza, io parlavo.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Quindi, voglio dire, vale il discorso che ha fatto un attimo fa.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome lei più volte, ieri, anche parlando e rispondendo alle mie domande sul motivo per cui questi attentati erano stati fatti, lei più volte ha fatto riferimento a Cosa Nostra, mandamento di Brancaccio, capomandamento, eccetera, allora vediamo di parlare un pochino di Cosa Nostra.
Ecco, prima domanda: lei rispetto a questa organizzazione in che posizione si trova? Spieghi un pochino alla Corte.
IMPUTATO Grigoli: Io facevo parte del gruppo di fuoco del mandamento di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, incominciamo a dire una cosa, lei è stato mai ritualmente affiliato, cioè è uomo d'onore?
IMPUTATO Grigoli: No, se lei intende dire come essere stato pungiuto, no, perché di essere stato pungiuto no. Però, cioè, adesso non è che me ne importa tanto, si parlò di questo anche con Nino Mangano, cioè mi lasciò intendere che non aveva grossa rilevanza, questo fatto, anche dal fatto che c'erano persone che facevano parte di Cosa Nostra da trent'anni e non erano mai arrivate ad avere contatti con Bagarella, con Matteo Messina Denaro; cosa che io ero già arrivato a fare.
Cioè, mi lasciò intendere non contava più di tanto, ormai, questa cosa. E che, poi, lui, all'epoca, non è che voleva farmi conoscere ad altre persone, ero un cosiddetto "riservato".
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha quindi spiegato così questa sua collocazione e ha detto: 'io facevo parte del gruppo di fuoco di Brancaccio'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci dice chi erano gli altri componenti di questo gruppo di fuoco e di cosa si occupava, per così dire, questo gruppo di fuoco?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, il ruolo del gruppo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Purtroppo materialmente a sparare ero sempre io. Gli altri funzionavano da copertura. Chi portava la macchina, chi funzionava come nel dare la battuta e via via.
Comunque, mi affiancava, in genere, se io potevo avere di bisogno eventualmente nello sparare, in genere era lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, gli altri chi erano? Questi che avevano questi compiti?
IMPUTATO Grigoli: Giuliano Francesco, Lo Nigro Cosimo, e poi gli altri si alternavano; qualche volta Peppuccio Barranca, qualche volta Cannella Cristoforo e Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ieri, parlando di Tubato, di Benigno, lei ha detto che Benigno faceva parte anche di un gruppo di fuoco...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... di Misilmeri.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ci ha spiegato quello che lei ha fatto con Benigno in relazione alle stragi.
Benigno era persona che vi, per così dire, supportava in questo gruppo di fuoco, era stato impiegato per qualche omicidio?
IMPUTATO Grigoli: No, più che altro sono stati loro, loro intendo come mandamento di Misilmeri, ad avere di bisogno di noi; che io ho commesso anche omicidi, un omicidio a Misilmeri per volontà di Piero Lo Bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei, ieri, di Piero Lo Bianco...
IMPUTATO Grigoli: Capomandamento di Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Era il?
IMPUTATO Grigoli: Capomandamento di Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e...
IMPUTATO Grigoli: Però noi potevamo anche avere bisogno di Benigno e non c'erano problemi. Siccome lui conosceva una persona - le sto portando adesso un esempio - tipo di Palermo, lui si occupò nel portarcela, perché l'abbiamo fatta scomparire. Di conseguenza partecipò anche a un altro omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi era la vittima di questo...
IMPUTATO Grigoli: D'Ambrogio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Pasquale Di Filippo. Ieri lei ha anticipato qualcosa su questa persona.
Ci spiega se, e in che termini aveva una posizione e a partire da quando, in questo gruppo?
IMPUTATO Grigoli: Da quando, c'è sempre il solito problema delle date che io non... Nel '93, comunque lui cominciò, diciamo, a far parte del gruppo. Anche se non è che partecipava in tutti i delitti.
Lui partecipò nell'omicidio Castiglione e nell'omicidio, duplice omicidio Buscemi-Spadaro.
Anche se ha avuto dei ruoli non... Comunque partecipò.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si può dire che Pasquale Di Filippo faceva parte di questo gruppo di fuoco?
IMPUTATO Grigoli: Sì, negli ultimi tempi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, lei ha avuto modo di, diciamo di abitare insieme a Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Siccome, anche se io, si trattava di persona libera, senza nessun problema con le Autorità Giudiziarie, ero solito, dato l'attività che svolgevo, a non dormire a casa.
Quindi la notte dormivo in un villino.
A casa, intendo casa mia.
E lui, siccome negli ultimi tempi si era molto avvicinato a me, c'era un certo tipo anche di rispetto, ha preferito anche lui dormire con me.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dormivate insieme in questo villino?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'era questo villino?
IMPUTATO Grigoli: A Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Di chi era?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo. Fu affittato, all'epoca, lo fece affittare... Io, lavorava da me una commessa. E glielo feci affittare a nome suo.
PUBBLICO MINISTERO: A nome di questa commessa.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiamava questa commessa?
IMPUTATO Grigoli: Marina Marino.
PUBBLICO MINISTERO: Marina Marino?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quanto tempo durò, diciamo, questa vostra, chiamiamola coabitazione, in questo villino di Misilmeri con Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: Quasi un anno. Quasi un anno.
PUBBLICO MINISTERO: Quasi un anno, quando terminò questa... Con l'arresto di Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: No, terminò, siccome io ero solito a manipolare gli scanner, mi mettevo nella frequenza dei Carabinieri, Squadra Mobile, ROS, avevo le frequenze scritte. E quindi, di conseguenza, ascoltavo... Mi passavo il tempo, se così si può dire.
Un giorno di questi - siccome ero solito anche portare in questo villino, di tanto in tanto, la mia famiglia per dormire anche con i bambini, ogni tanto - un giorno di questi, mentre manipolavo con lo scanner, ho messo la ricerca elettronica e la radio si mise sulla frequenza di una microspia.
Cioè, io sentii uscire dalla radio la voce dei miei figli che erano nella stanza accanto.
Allora questo mi stranizzò e pensai subito che, in quel villino, ci potevano essere le microspie.
Andai via quella sera stessa, ci tornai l'indomani con... mi portai Pasquale Di Filippo, smontai le prese. Perché noi, per esperienza, sapevamo su per giù dove venivano collocate queste microspie e trovai una microspia.
Rimontai la microspia e andai via.
All'epoca io dissi a Pasquale Di Filippo: 'stai attento, perché adesso queste microspie le avranno messe sicuramente perché saremo indagati, sospettati. Sicuramente ci sarà qualcosa sotto.
E, di conseguenza, una volta che noi non dormiamo a casa, ci potrebbero arrestare di giorno, sicuramente, se vogliono arrestarci.'
Lo lasciai. Poi io ebbi appuntamento con Nino Mangano ed altri. Quando tornai, già lo avevano arrestato.
Di conseguenza, poi, io cominciai all'epoca a farmi latitante.
Addirittura, quel giorno stesso che arrestarono Bagarella io andai nell'abitazione del Nino Mangano, dove lui si stava facendo la latitanza, perché già anche lui si era un pochettino accantonato. Andai la sera stessa per avvisarlo, perché la cosa non mi convinceva. Il fatto che avevano arrestato Bagarella, da un altro fatto che successe, io collegai la cosa a Pasquale Di Filippo, come se lui aveva cominciato a collaborare.
Difatti, quando arrivai nei pressi della casa di Nino Mangano, notai che già c'era lì i poliziotti, era pieno. E già da lì scappai via, perché uno di loro si accorse della mia presenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, benissimo. Ha spiegato lei, quindi direi...
IMPUTATO Grigoli: Poi, io andai ad avvisare tutti: lo Spatuzza... Perché andai da Giorgio Pizzo, quella sera stessa.
Ci dissi: 'senti, succede questo: oltre a Bagarella, sicuramente, hanno arrestato Nino Mangano. Perché ci sono andato, era pieno di poliziotti.
Quindi, questa cosa, a maggior ragione non mi convince. Andiamo ad avvisare un po' tutti...'
E poi, quella sera stesso, con Giorgio Pizzo, andiamo ad avvisare Gaspare Spatuzza, già anche lui latitante; Cosimo Lo Nigro, Giuliano Francesco, tutti quanti coloro potevano essere arrestati. E andammo tutti a Ciaculli in una montagna.
E quella notte mandammo giù Giovanni Garofalo a vedere un pochettino, sondare questa situazione di Pasquale Di Filippo.
Lui, intorno alle 6 di mattina, tornò e venne a dire che, effettivamente, avevano detto alla famiglia di Pasquale Di Filippo volevano dargli la protezione.
Ecco, poi da questo io andai nella zona di Trapani, perché già avevo concordato con Matteo Messina Denaro e Nino Mangano e Nino Melodia che era meglio... Perché avevano arrestato Pasquale Di Filippo, abbiamo avuto questo appuntamento con Matteo Messina Denaro.
E lui mi disse: 'senti, non sappiamo che c'è sotto, avete trovato le microspie, hanno arrestato Pasquale Di Filippo; è meglio che tu, le scuole sono finite, ti affitto, ti faccio affittare un villino nelle zone di Trapani e tu ti vai a fare la stagione estiva con i tuoi familiari e quindi fai l'utile e il dilettevole. Ti fai la latitanza e ti stai un po' con la tua famiglia'.
Ecco, quando poi successe il fatto che... io andai lì a Trapani a trovare Nino Melodia e lui mi collocò in un villino ad Alcamo Marina.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ci ha riferito, Grigoli, questo, diciamo questi suoi spostamenti a seguito di queste vicende giudiziarie e non.
Durante questa sua permanenza con Pasquale Di Filippo, lei ieri mi pare, anzi, sono sicuro che lei ha detto, dice: 'ero ferito a un piede.'
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol spiegare un attimino come si era procurato questa ferita?
IMPUTATO Grigoli: Questa ferita me la sono... Me la sono, me l'hanno procurata i miei compagni, non di merenda come dice Pacciani, comunque quelli del gruppo di fuoco.
Durante un duplice omicidio commesso ad Alcamo, mentre io mi accingevo ad uccidere la persona prestabilita, loro, dal di dietro, cominciarono a sparare, perché... Cioè, è una lunga storia.
Comunque furono loro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei dice "loro", le persone...
IMPUTATO Grigoli: Sicuramente, o Barranca Giuseppe, o Cristoforo Cannella. Perché loro due erano muniti di fucile, fu una fucilata che io ebbi al piede.
E quindi, di conseguenza, o l'uno, o l'altro.
Cosa che loro non hanno mai voluto, non hanno mai voluto dire: 'guarda, sono stato io, è successo, è capitato...'
Quello, diceva che era stato quell'altro; quell'altro diceva che era stato quell'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, si palleggiavano un pochino le responsabilità.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei qualcosa ha anticipato ieri. Ora, dato che siamo a parlare di questo omicidio, innanzitutto diciamo chi erano le vittime.
IMPUTATO Grigoli: Mah, erano i fratelli Pirrone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, i fratelli Pirrone.
Quindi era un omicidio che poi, per così dire, fate in trasferta, perché lei ha detto: 'lo abbiamo fatto ad Alcamo.'
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vi era stato, per così dire, sollecitato? Ci può spiegare un attimino com'è che, diciamo, questo gruppo di fuoco palermitano si trova su Alcamo?
IMPUTATO Grigoli: Questo duplice omicidio è stato sollecitato all'epoca di Giuseppe Ferro, perché all'epoca era ancora libero Giuseppe Ferro.
A noi lo comunicò Nino Mangano. Perché loro avevano di bisogno... Questo, si trattava, dovevano morire comunque non due fratelli, ma due cugini. Perché erano persone che già avevano, erano stati già sparati. Ma erano riusciti a fuggire un paio di volte.
Quindi, di conseguenza, questi si comportavano... Appunto, si comportavano di conseguenza. Non è che andavano in giro per il paese, erano soliti ad uscire e rientrare quasi subito; avevano a casa il vetro blindato, con lo specchio dove loro potevano vedere fuori e dal di fuori non potere vedere...
PUBBLICO MINISTERO: Esser visti.
IMPUTATO Grigoli: Esser visti.
Quindi andammo più volte, perché anche, anche perché gli alcamesi non ci mettevano in condizione di poter operare, perché loro dovevano prepararci, per lo meno metterci in condizioni di poter operare.
Arrivare lì e dire: 'senti, alle 4 quelli stanno lì, o stanno in un altro posto. Sono soliti uscire la mattina...'
Insomma, dovevano anche loro, una volta che erano del paese, di metterci in condizioni di poterlo fare.
Questa cosa venne a mancare diverse volte. Per mesi durò questa cosa.
E una volta, Giuseppe Ferro, siccome ormai in contatto con Bagarella era Nino Mangano...
PRESIDENTE: Contatto di chi?
IMPUTATO Grigoli: Di Bagarella. Se qualcuno voleva parlare, tipo il Cucuzza, Totò Cucuzza, o qualche altro...
PRESIDENTE: Per parlare con Bagarella ci doveva essere qualcheduno che doveva... Chi era in questo caso?
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe Ferro.
PRESIDENTE: Giuseppe Ferro.
IMPUTATO Grigoli: Veniva, era solito venire nel mio negozio per parlare con Nino Mangano.
PRESIDENTE: Ora ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Di conseguenza, Nino Mangano, faceva sapere al Bagarella... ecco.
E in uno di questi appuntamenti che voleva Giuseppe Ferro, Nino Mangano mi confidò il fatto che, se prima... dice che il Bagarella si era un pochettino incavolato. E non voleva parlare con il Giuseppe Ferro se prima non ci metteva in condizione di finire questa storia, di commettere questo duplice omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei ha spiegato un pochino perché, sostanzialmente, vi spostate su Alcamo. Capisco a richiesta - lei lo ha detto espressamente - di Giuseppe Ferro.
E ha riferito, in realtà anche ieri, mi pare aveva accennato qualcosa, a questi incontri che avvenivano nel suo negozio. O meglio, delle visite nel suo negozio da parte di Giuseppe Ferro per incontrarsi con Mangano.
E ora ci sta dicendo, attraverso Mangano, con Bagarella.
Questo Ferro di Alcamo, Ferro Giuseppe, con chi veniva lì, nel suo negozio?
IMPUTATO Grigoli: Lo accompagnava suo figlio Enzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire, lei ha avuto questi incontri ripetuti, sia con Enzo, Vincenzo Ferro, che con il padre.
IMPUTATO Grigoli: No, inizialmente io cominciai a conoscere Enzo Ferro nel momento in cui cominciamo ad operare attivamente ad Alcamo.
Perché, quando lui era solito venire nel mio negozio, lui rimaneva sempre in macchina, scendeva solo Giuseppe Ferro. Quindi conoscevo solo, all'epoca, Giuseppe Ferro.
Il figlio, poi, cominciai a conoscerlo durante il duplice omicidio ad Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: Il duplice omicidio Pirrone?
IMPUTATO Grigoli: Da lì in poi ho conosciuto Enzo Ferro, attivamente. Cioè, l'ho conosciuto poi concretamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lo ha visto poi anche in altre occasioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Mentre ero latitante, a Marausa. Insieme a Michele Mercadante, Mariano Asaro. E poi venne anche lo Spatuzza a farsi latitante a Marausa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Vincenzo Ferro un pochino vi assisteva in questa latitanza. O comunque vi veniva a trovare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e siccome lei ha parlato diciamo di questi incontri cui partecipava Giuseppe Ferro. E lei ha detto: 'tramite Mangano, poi si contattava il Bagarella.'
Ecco, le risulta chi erano le persone che si incontravano, oltre a Ferro, Mangano, Bagarella, sa di chi, chi erano le persone che partecipavano a questi incontri, oltre a queste?
IMPUTATO Grigoli: Oltre a queste?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Io so degli incontri di Nino Melodia, Enzo Sinacori, Matteo Messina Denaro. Non so di quale si...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, io intendevo riferirmi appunto a questi altri personaggi che si incontravano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma siccome...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei finora ci ha fatto il nome...
IMPUTATO Grigoli: ... Matteo Messina Denaro era solito... cioè, era solito, negli ultimi tempi si faceva la latitanza a Palermo. Quindi, di conseguenza, quando lui si doveva vedere con tutti i suoi paesani, con gli altri esponenti delle famiglie mafiose della zona di Trapani, questi, o qualcuno veniva a Palermo, lui si faceva direttamente un appuntamento nelle zone di Trapani e venivano a trovarlo tutti in quell'appuntamento.
Siccome io ero la persona che accompagnava Matteo Messina Denaro in questi luoghi, quindi, di conseguenza conosco tutte queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in questi incontri, ha conosciuto anche Giovanni Brusca?
IMPUTATO Grigoli: No, vede, io Giovanni Brusca fisicamente l'ho conosciuto nel momento in cui un giorno Nino Mangano mi ebbe a dire: 'senti, domani sii reperibile, perché dobbiamo andare in un appuntamento. Però, in questo appuntamento, ci dobbiamo andare armati, perché dobbiamo stare attenti perché questo appuntamento non ci piace tanto'.
L'indomani mattina andammo all'appuntamento. Comunque l'appuntamento era: io, Bagarella, Nino Mangano, Giovanni Brusca e Matteo Messina Denaro.
Andammo tutti e cinque, in questo appuntamento, armati. Dico, tutti e cinque armati.
Perché, a quello che ho capito io, il Bagarella era un po' preoccupato di questo appuntamento.
E quindi dovevamo essere pronti, se, nell'arrivare a questo appuntamento, ci poteva essere qualche agguato, qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo appuntamento dov'era, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Mah, passammo dal paese di San Giuseppe Jato, ci internammo per colline, collinette...
Fu fatto in una masseria.
Adesso io ho spiegato un pochettino agli inquirenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma poi Brusca lo incontraste?
IMPUTATO Grigoli: No, Brusca successe che, mentre noi attendevamo... Perché noi attendevamo nei pressi del Motel Agip, l'appuntamento era lì, dovevamo partire da lì, il Brusca ritardò. Ritardò e si decise di andare via senza lui.
Però lui poi venne, ci riagganciò per strada.
Ricordo che, all'epoca, lui aveva una Y10.
Ci riagganciò per strada e fece strada con noi.
Anche perché lui sapeva dove dovevamo andare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ha terminato questo racconto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
PRESIDENTE: Ma possiamo sapere dove dovevate andare, chi dovevate incontrare, essendo armati così?
IMPUTATO Grigoli: No, a me non mi fu detto con chi ci dovevamo incontrare. Poi io ho visto le due persone.
Perché, arrivato lì, a quanto pare lui, per precauzione, il Bagarella, prima andammo in una masseria; e poi, dopo arrivati in questa masseria che non c'era nessuno, però poi venne il proprietario che si conosceva con questi, arrivati in questa masseria poi io, insieme a Matteo Messina Denaro andammo in un'altra masseria e prelevammo le due persone che dovevano avere l'appuntamento col Bagarella.
Prelevammo queste persone, ritornammo nella prima masseria e lì ebbero loro a... si appartarono, il Matteo Messina Denaro, Giovanni Brusca, e il Bagarella, con questi due.
PUBBLICO MINISTERO: Queste due persone, lei non lo ha mai saputo chi fossero?
IMPUTATO Grigoli: No. Comunque uno di loro parlava... Perché poi Mangano si doveva mettere in contatto con uno di questi per eventualmente esserci appuntamenti, cose varie.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei, nel riferire di questi incontri, di questi appuntamenti a cui lei - ho capito - andava per accompagnare Matteo Messina Denaro, ha fatto il nome di Nino Melodia.
Ecco, questo Nino Melodia sa che ruolo aveva?
IMPUTATO Grigoli: Dopo l'arresto di Giuseppe Ferro diventò il capomandamento di Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi ci ha parlato anche di Sinacori.
Lei ha detto: 'l'ho visto in occasione di questi incontri che Matteo...'
IMPUTATO Grigoli: Sì, in diverse occasioni.
PUBBLICO MINISTERO: In diverse occasioni. Sa Sinacori, che ruolo aveva in Cosa Nostra?
IMPUTATO Grigoli: Sinacori era capomandamento di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a questi incontri chiamiamoli fra Matteo Messina Denaro, Bagarella, Ferro, eccetera, lei ricorda - ovviamente prima che venisse arrestato - se partecipava anche qualcuno dei Graviano?
IMPUTATO Grigoli: In questo incontro con i trapanesi?
PUBBLICO MINISTERO: No, in genere. In questi incontri che lei ci ha descritto. No specificamente coi trapanesi.
Siccome lei ha parlato di incontri che avvenivano fra Ferro, Mangano, Bagarella...
IMPUTATO Grigoli: No, io le posso dire: mentre ancora Giuseppe Graviano era latitante, io accompagnai un giorno Giuseppe Ferro a Misilmeri. Però a Misilmeri non direttamente... Io avevo il compito di... davanti al Supermercato, dovevo accompagnarlo. Poi, da lì, vennero altre persone a prenderselo.
Siccome poi, questo posto dove io accompagnai Giuseppe Ferro, mi vennero a prendere quando ebbi un appuntamento con Giuseppe Graviano.
Non so adesso se... Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha citato questo episodio per dire che Graviano si incontrava con Ferro.
IMPUTATO Grigoli: Non li ho visti.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non li ha visti.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, posso dire questo solo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo racconto che lei ci ha fatto su questo appuntamento in questo Supermercato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e parlando della struttura di Cosa Nostra, insomma, lei ci ha fatto riferimento a capimandamento, a famiglie, eccetera.
Lei lo sa che cosa accadde dopo l'arresto di Giuseppe e Filippo Graviano? A Brancaccio.
IMPUTATO Grigoli: Prese le redini Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e dopo l'arresto di Nino Mangano che cosa è avvenuto?
IMPUTATO Grigoli: Ma vede, dopo l'arresto di Nino Mangano avvenne che prese, cioè, il capomandamento fecero Gaspare Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire a lei come risulta questa cosa che sta dicendo?
IMPUTATO Grigoli: Ma prima, Matteo Messina Denaro, mi mandò a chiamare con Nino Melodia. E lui, adesso non lo so, non voglio dire che... Comunque, lui mi lasciò intendere tipo che, non lo so, mi voleva...
In sostanza lui mi ha detto: 'senti, adesso stiamo sistemando le cose. Ti voglio presentare delle persone...', e via dicendo.
Andai in questo appuntamento e lì ci trovai Nicola Di Trapani, Giuseppe Guastella, Vito Mazara, lo stesso Enzo Sinacori, andai con Nino Melodia. C'era Matteo Messina Denaro.
Però lì, poi, ho visto che lui non è che prendeva, non prese nessun discorso Matteo.
Mi disse: 'senti, oggi, con queste persone, ci vado a parlare io. Siccome non c'è il tempo materiale, poi più in là ti faccio sapere qualcosa.'
Ecco, da questo io dovevo capire tipo che... Adesso non è che voglio dire, non è che... Secondo me, volevano cercarmi, volevano farmi capomandamento.
Però poi non mi presentò più queste persone. E, di conseguenza, invece poi Nino Melodia mi fece sapere: 'senti' - mi ha detto - 'ma te, tutto quello che c'hai di bisogno, per tutto quello che... parla con lo Spatuzza. Ci sono problemi?' Gli ho detto: 'assolutamente.'
Perché io, vede, non è che ho mai mirato in questa organizzazione essere qualcuno, oppure... Non me ne fregava niente.
Purtroppo ci sono entrato e mi ci sono... Come si dice? Incastrato, ingarbugliato. Non lo so come dire.
Ma non è che, perché io avevo delle, proprio delle mire precise. Non è che miravo... Difatti io non so essere tanto preciso, perché non me ne fregava niente di come si chiamava quello, o come si chiamava quell'altro, chi poteva essere, o chi non poteva essere.
Ero assolutamente... Anche per questo a loro piacevo, perché non è che, come si dice, che io ero chiacchierone. Assolutamente. E chi mi conosceva, lo sapeva. E così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma rispetto a questa, chiamiamola investitura di Spatuzza a capo del mandamento di Brancaccio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei aveva saputo qualcosa di più preciso? Se c'era stato qualcuno, non so, che l'aveva, come dire, avallata questa cosa...
IMPUTATO Grigoli: No, lui aveva preso i contatti con Matteo Messina Denaro.
Addirittura lui veniva a chiedermi a me, certe volte: 'ma questo Pinuzzo Guastella chi è, chi non è...'
E io gli dicevo: 'gente a posto.' Con Nicola Di Trapani, con...
Addirittura lui veniva, perché io ero più informato di lui. Non è che lui aveva avuto molte conoscenze di questo spessore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ci ha riferito...
IMPUTATO Grigoli: Poi comunque io ho visto che loro avevano preso un granchio, nel fare lo Spatuzza. Per...
PUBBLICO MINISTERO: Avevano, scusi?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Può ripetere? Non ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Avevano preso un granchio.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Per fare capomandamento Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
IMPUTATO Grigoli: Perché, perché per portarle un esempio, dalla galera mandavano a dire irriducibile, che erano onesti. E quindi si stavano facendo la galera, e quindi era giusto che si ci pensava alle proprie famiglie.
E lui un giorno di questi mi ebbe a dire, per risposta, dice: 'perché non si spicciano? Chi si vuole fare pentito, che si spicciasse, così ci togliamo il pensiero.'
Non mi sembravano risposte adeguate a un capomandamento. Perché da sempre si è avuta cura delle persone che hanno fatto parte di questa organizzazione.
Se andavano a finire in galera, ci andavano a finire non per loro, ma per l'organizzazione. Non è che, per capricci loro. Per capricci della organizzazione.
E quindi non mi sembravano discorsi seri.
Difatti io avevo pure pensato di ucciderlo, non lo nego questo. Proprio perché lui, non tanto perché lui... perché lui, io non potevo permettere che mia moglie se ne andasse a lavorare dopo che io avevo... non lo so come dire, dedicarci la mia vita a questa organizzazione.
Io, tutti i giorni, mettevo la mia vita in repentaglio. Non ho potuto dedicare tempo più di tanto ai miei figli, portarli in un cinema, in qualche posto, perché ero sempre impegnato, dalla mattina alla sera.
Ho capito comunque che, tutto quello che ho fatto, è stato un errore. Tutto quello che ho fatto per questa organizzazione. Perché io ero, all'epoca, da ragazzo, ero affascinato da questa mafia, da queste persone che si mettevano dalla parte del più debole, aiutavano chi aveva di bisogno per le cose giuste.
Minimamente potevo pensare si arrivasse a questo: a donne, bambini e tutto il resto.
Comunque, quando me ne sono accorto, ormai era troppo tardi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, lei un pochino ci ha fatto l'excursus di questo mandamento di Brancaccio.
E ha fatto riferimento a quello che è accaduto dopo l'arresto di Filippo e Giuseppe Graviano.
Ecco, per quanto riguarda la situazione di comando, diciamo, al vertice del mandamento di Brancaccio, sa com'era la situazione, chi era il mandamento all'epoca in cui tutti e due i fratelli erano liberi?
IMPUTATO Grigoli: Liberi?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, liberi, latitanti, insomma...
IMPUTATO Grigoli: I fratelli Graviano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe Graviano era il capomandamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Filippo che ruolo aveva, se ci aveva un ruolo...
IMPUTATO Grigoli: Io ho saputo che lui si curava, più che altro, gli aspetti economici della famiglia Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Da quello che sentivo dire da Tutino Vittorio, si occupava lui degli aspetti economici: costruzioni, cose.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era una divisione di compiti?
IMPUTATO Grigoli: Penso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha avuto esperienze dirette in relazione, diciamo, a questa gestione degli affari economici che era in mano a Filippo?
IMPUTATO Grigoli: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se ha risposto alla mia domanda, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: No, non ho avuto...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando lei parla della famiglia, si riferisce alla famiglia mafiosa degli affari...
Quando lei prima ha detto: 'si occupava degli affari della famiglia, Filippo...'
AVVOCATO: C'è opposizione in questo modo, Presidente.
La domanda, così, è suggestiva.
Se la domanda è posta, invece: a quale famiglia fa riferimento, se alla famiglia di sangue, diciamo, dei Graviano, o alla famiglia mafiosa; non c'è opposizione.
Ma se lei...
PUBBLICO MINISTERO: Ma è questa la domanda.
AVVOCATO: Se si indica in quel modo, mi pare che si renda...
PRESIDENTE: Penso che il Pubblico Ministero, forse l'ha espressa...
PUBBLICO MINISTERO: Stavo chiedendo...
PRESIDENTE: ... ma intendesse riferirsi a questo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Quindi lei può rispondere.
Quando lei ha fatto quella dichiarazione, si riferiva alla famiglia mafiosa, o alla famiglia di sangue? Cioè, ai fratelli e a tutto il gruppo...
IMPUTATO Grigoli: Intendo per la famiglia mafiosa.
PRESIDENTE: Lei si riferiva alla famiglia mafiosa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei ci ha anche spiegato di non averlo mai conosciuto personal... Di non averlo mai conosciuto, Filippo.
IMPUTATO Grigoli: Lo conosco da ragazzo. Gliel'ho detto, io abitavo a Brancaccio da piccolino, e quindi li conoscevo vagamente, fisicamente. Non, comunque, che ho avuto io diretti... durante la mia parte in Cosa Nostra. Cioè, non ho avuto rapporti con lui diretti. Solo con Giuseppe Graviano, suo fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, lei, nel descrivere un pochino l'assetto di questa famiglia di Brancaccio, la famiglia mafiosa di Brancaccio, lei ha citato, sia ieri che oggi, due persone: Giorgio Pizzo e Vittorio Tutino. Ecco, ci vuol dire qualcosa di specifico? Partiamo da Giorgio Pizzo.
IMPUTATO Grigoli: Giorgio Pizzo era colui che curava tutto l'aspetto delle estorsioni. La cassa, comunque, la curava lui. Le entrate, le uscite, tutto quello che riguarda la cassa era sua competenza. Insieme a Nino Mangano, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Vittorio Tutino?
IMPUTATO Grigoli: Vittorio Tutino faceva anche parte del gruppo di fuoco. Perché vede, il gruppo di fuoco eravamo di più, però non è che ogni volta per fare un omicidio andavamo tutti a commettere l'omicidio. Gliel'ho detto, di tanto in tanto c'era qualche alternativa, poteva venire l'uno, poteva venire l'altro. Tutino Vittorio ha partecipato anche in qualche omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Giorgio Pizzo, per quanto riguarda... lei ha detto che si occupava delle estorsioni, teneva la cassa. A chi rendeva conto?
IMPUTATO Grigoli: A chi rendeva conto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: A Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e Nino Mangano, a sua volta, a chi rendeva conto?
IMPUTATO Grigoli: Mah, vede, c'era sempre un feeling con i Graviano. Adesso non lo so se rendeva conto di tutto ciò che succedeva nel mandamento.
PUBBLICO MINISTERO: No, io intendo dire... lei ha detto Giorgio Pizzo teneva la cassa delle estorsioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, quando c'erano i Graviano liberi a chi rendeva conto Giorgio Pizzo di questi... sempre a Nino Mangano o ai Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Per sentito dire, sempre da Giorgio Pizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico, ma quindi, quando c'era Giuseppe Graviano e Filippo Graviano liberi...
IMPUTATO Grigoli: Si occupava, comunque, anche di questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Chi?
IMPUTATO Grigoli: Giorgio Pizzo, all'epoca quando c'era...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuol sapere: quando c'erano i Graviano liberi, a chi rendeva conto di questa sua attività amministrativa contabile?
IMPUTATO Grigoli: Ai Graviano.
PRESIDENTE: Ai Graviano. E a quale dei due Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Non glielo so dire.
PRESIDENTE: Questo non lo sa.
Successivamente, quando, quindi sono stati arrestati ha reso conto a Mangano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ci ha detto nei giorni scorsi che aveva, a proposito dei fatti di strage, lei aveva avuto modo di parlare con diverse persone. Di questi fatti con Giorgio Pizzo e con Vittorio Tutino ne ha mai parlato, ha saputo se c'avevano avuto parte, se ne erano al corrente?
IMPUTATO Grigoli: Ne erano al corrente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino questa sua affermazione, che vuol dire: "Ne erano al corrente".
IMPUTATO Grigoli: Mah, intanto io vorrei dire che Giorgio Pizzo era uno dei più a cui si poteva avere una certa fiducia. Per quanto riguarda: fiducia. Giorgio Pizzo era uno dei più fiduciosi.
(voce fuori microfono) Affidabile.
PUBBLICO MINISTERO: Affidabile, voleva dire.
IMPUTATO Grigoli: Affidabile, sì.
E quindi... comunque, loro erano a conoscenza, perché, adesso, ripeto a dire, non è che posso ricordare io quale tipo di discorso abbiamo avuto, ma se ne parlava.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, dei fatti di strage lei ne ha parlato sia con Giorgio Pizzo che con Vittorio Tutino. Come?
IMPUTATO Grigoli: Sì, i vari commenti, per esempio, se dovevamo scendere, non dovevamo scendere, quando successe il fatto di Contorno. I vari commenti, si parlava, era a conoscenza dei fatti.
PUBBLICO MINISTERO: A conoscenza dei fatti mentre questi fatti venivano eseguiti?
IMPUTATO Grigoli: Posso dirle?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Grigoli: Quando ne cominciai a far parte io, e quindi quando cominciai a commentarne con me.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ne parlò lei espressamente che lei si spostava a Roma, che andava...
IMPUTATO Grigoli: Ne parlavamo perché ero a conoscenza dei fatti. Se non ero a conoscenza dei fatti, io non ne parlavo con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, io ho bisogno di capire per bene...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei certi fatti, ha detto, ne ha parlato a stragi fatte. Con alcuni, invece, mentre, per lo meno le stragi a cui lei ha partecipato, erano in preparazione.
Voglio capire se ne ha parlato prima, durante o dopo, o in tutte e tre queste fasi.
IMPUTATO Grigoli: Anche durante, quando ne ho partecipato io.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ecco, volevo esser sicuro di aver capito bene.
IMPUTATO Grigoli: Chiaramente, prima non so se lui parlava... parlavano con lui, quando hanno partecipato gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Mi ha chiarito quello che era mio interesse capire.
Sempre a proposito di queste persone più... che a vario titolo, lei ha detto, gravitavano nella famiglia di Brancaccio. Quando, mi pare nella giornata di avantieri, abbiamo parlato dei furti di automobili, eccetera, lei a un certo punto ha fatto riferimento a una mia domanda, dice: 'chi rubava le macchine, era Trombetta', mi pare ha detto le ricettava, poi ha fatto il nome di Romeo, poi, ecco...
Una persona che si chiama Giovanni Ciaramitaro, lei... è persona a lei conosciuta?
IMPUTATO Grigoli: Sì, come no.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire qualcosa sul conto di Giovanni Ciaramitaro?
IMPUTATO Grigoli: Che era un ladro di macchine. E negli ultimi tempi... Siccome negli ultimi tempi la cosa delle estorsioni si era proprio data... se n'era fatto occupare a Giuliano Francesco. Ecco, costui si messe accanto, come si suol dire in gergo lì da noi, anche questo Ciaramitaro Giovanni per fare dei piccoli incendi, e così via, oltre a essere un ladro di macchine. Questo posso dire di lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quanto le risulta, Giovanni Ciaramitaro è persona che è stata in qualche maniera impiegata in qualche omicidio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire in quale?
IMPUTATO Grigoli: Ha portato lui... Caruso Salvatore, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove venne uccisa questa persona?
IMPUTATO Grigoli: A Misilmeri. E' scomparsa.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, venne sciolta nell'acido?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi c'era in occasione di questo omicidio di Caruso, di questa scomparsa di Caruso?
IMPUTATO Grigoli: Eravamo: io, Spatuzza, Lo Nigro, questi sicuramente. Giovanni Ciaramitaro lo portò, perché era un amico suo e quindi non ebbe problemi a caricarlo con una scusa e portarlo. Adesso, di altri non mi ricordo bene. Questi ci eravamo sicuramente, e Pietro Romeo, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, c'aveva un soprannome questo Ciaramitaro?
IMPUTATO Grigoli: "u' ...".
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ieri nel riferire un...
IMPUTATO Grigoli: L'ho dimenticato.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, forse non gliel'ho chiesto io. Comunque, ieri, nel dare indicazioni su alcuni dei personaggi che lei via via ha citato, gli ha anche, direi di sua iniziativa, dato un soprannome. Glielo chiedo io, non mi ricordo se lei ieri lo abbia detto o meno: Giacalone veniva chiamato in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: Giacalone?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: "Barbanera".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, "Barbanera".
Senta, e a proposito per l'appunto di Giacalone, a proposito del discorso che lei ieri ha fatto sullo spostamento dell'esplosivo che c'era stato... fatto da Giuliano e da Romeo, ecco, lei dell'arresto di Giacalone ha saputo qualcosa? Riesce a focalizzare il momento in cui Giacalone venne arrestato?
IMPUTATO Grigoli: Ma vede, anche di questo ci furono delle sorte di lamentele, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ce l'ha presente il momento storico dell'arresto di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e stava spiegando, ecco, stava dicendo, c'erano state delle discussioni.
IMPUTATO Grigoli: No, si commentò anche il dopo, anche se... delle lamentele c'erano anche prima. Giacalone era uno di quelli faciloni. Cioè faceva cose che magari non doveva fare, tipo andare spesso a trovare lo Scarano, magari per motivi suoi, per commerciare nelle macchine, altre cose. Cioè, queste persone non è che si devono avere tanti contatti dopo aver fatto determinate cose. Non so se mi sono spiegato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Comunque, anche il fatto si commentò che lui stava lavorando con questa droga, che scese questa droga.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei sa che venne arrestato per un fatto di droga?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino perché vi lamentaste.
IMPUTATO Grigoli: Perché noi non è che dovevamo fare gli spacciatori. Noi non dovevamo fare assolutamente niente, reati che potevano comportare il nostro arresto o per lo meno essere indagati e quindi... Queste cose noi non le dovevamo fare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma c'era solo questo giudizio negativo oppure c'erano altri fatti che avevano provocato del malumore nel gruppo dopo l'arresto di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: L'ho detto, era un facilone, chiamava col telefonino lo Scarano... adesso non ricordo altri particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, sempre per rimanere all'interno dei...
IMPUTATO Grigoli: Poi, scusi..
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Lui, se non sbaglio, anche aveva trovato qualcuno, non so, a Roma che gli taroccasse le macchine, qualcosa del genere. Conoscenti di Scarano, forse.
PUBBLICO MINISTERO: Ha terminato, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, le stavo chiedendo, lei ha fatto riferimento poco fa, quando ha riferito dei suoi spostamenti dopo che si era saputo della collaborazione di Pasquale Di Filippo, ha fatto riferimento a Garofalo, a un Garofalo che aveva portato dei messaggi, eccetera.
Ci vuole dire qualcosa di più su questa persona, questo Garofalo? Il nome, se c'ha fratelli, se lei... che rapporti ha avuto, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, Giovanni Garofalo era un'altra persona di quelle che facevano parte di questa squadra che operavano nel fare incendi e cose estortive.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi... Mi scusi, mi è sfuggita l'ultima frase che lei ha detto.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Dicevo che questo Giovanni Garofalo era anche uno di quelli che operava in questa squadra nel fare estorsioni, telefonate, incendi, negozi, e via dicendo.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva a che fare con l'hashish, questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Anche.
PUBBLICO MINISTERO: Eh?
IMPUTATO Grigoli: Anche. Se ne occupava lui della ven... se ne occupò lui della vendita dell'hashish che arrivò dal Marocco.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'hashish che arrivò...?
PRESIDENTE: Arrivò dal Marocco.
IMPUTATO Grigoli: Che arrivò dal Marocco.
PUBBLICO MINISTERO: Che arrivò dal Marocco. Ecco, lei, mi scusi, Grigoli, lei aveva avuto parte a questo traffico?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ma, tutta... cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Il mandamento di Brancaccio aveva inserito una quota in questo hashish che si prese al Marocco. E questa quota di hashish che arrivò, l'ha venduta Giovanni Garofalo.
Allorché all'epoca mi disse Pasquale Di Filippo, dice: 'perché non mettiamo una quota pure noi?'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei e Pasquale Di Filippo partecipaste a quest'acquisto, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Anche se io gli dissi: 'senti, io per il momento non lo posso fare, economicamente non sono tanto messo bene'.
Ma lui mi disse: 'quali problemi ci sono, i soldi li appronto io e problemi non ce ne sono'. Cosa che poi abbiamo fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e sempre per riprendere una sua affermazione, lei mi pare ieri ha fatto riferimento a un certo Calvaruso.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire chi era questa persona, che relazioni c'erano?
IMPUTATO Grigoli: Era il contatto di Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Per "contatto" cosa intende?
IMPUTATO Grigoli: La persona che veniva contattata quando si voleva parlare col Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, con questo Calvaruso avevate da fare qualche omicidio, avete fatto qualche omicidio?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Una volta lui portò un problema, una cosa che era successa, delle persone di Brancaccio, di piazza Scalfa, che erano state estorte da una banda di... e si dovevano commettere degli omicidi. Cosa che lui doveva anche partecipare lui, però poi lui non partecipò più.
PUBBLICO MINISTERO: Quale sarebbe stato questo omicidio...
IMPUTATO Grigoli: Quello di D'Ambrogio che si parlava poco fa...
PUBBLICO MINISTERO: Quello di D'Ambrogio a cui ha fatto riferimento prima.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e una persona che si chiama D'Agostino Giuseppe, c'ha avuto a che fare lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci dice per quale ragione?
IMPUTATO Grigoli: Mah, ci conoscevamo così, non è che ci conoscevamo abbastanza bene all'epoca quando io ebbi questa storia con lui.
PUBBLICO MINISTERO: Qual è la storia?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Successe che io dal vendere automobili passai a vendere tutt'altra cosa. E mi piaceva questo mondo d'abbigliamento, articoli sportivi, queste cose qui, anche se io non ne avevo mai avuto esperienza in questa cosa. Allorché lui aveva una licenza e mi vendette questa licenza.
Siccome io avevo di bisogno qualcune che mi... non che mi guidasse ma per lo meno mi consigliasse, mi faceva capire come funzionava un po' la cosa. Lui si promise di aiutarmi senza nessun scopo economico. Lui ebbe a dirmi che non intendeva guadagnare soldi su di me, lo faceva solo per amicizia, perché mi rispettava, e tutto quanto può comportare questa cosa. Cioè, lui diceva... Quindi di conseguenza se lui veniva a dire a me che lui lo faceva solo per scopo d'amicizia non per scopo commerciale, economico, e tutte queste cose qui, io, chiaramente, se lui veniva e mi diceva: 'c'è questa merce qui e vogliono cinque milioni', io prendevo i cinque milioni e glieli davo, perché lui sosteneva che non guadagnava soldi, lo faceva solo per amicizia.
Invece, io sono poi venuto a conoscenza del fatto che - perché poi erano in due i soci, lui e un altro - loro stavano guadagnando, e abbastanza bene, alle mie spalle.
Quando fui sicuro di questo, perché chiamai il suo socio e me lo feci dire, lui non ebbe problemi ad ammetterlo, si scusò dicendo: 'l'amico è lui, non ero io, io non ti conoscevo, adesso ti conosco'.
E io... siccome lui... fu l'inizio di questa attività commerciale, io stavo intestando tutto a mia moglie, licenza e tutto quanto, e anche di conseguenza il conto corrente, a mia moglie, aspettavo il blocchetto d'assegni per potere fare gli assegni. Allora io poi gli dissi: 'fammi un assegno tu... cioè, fagli tu l'assegno', stavamo comprando della merce e l'assegno glielo feci fare a lui. Alla scadenza dei soldi io non gli ho voluto dare più i soldi. Gli dissi, anzi: 'vattene via che soldi non te ne posso dare, non te ne do', perché lui aveva guadagnato abbastanza bene alle mie spalle, a mia insaputa. Diciamo, io ho fatto questo tipo di cosa.
Avevo informato anche Nino Mangano di questa cosa. Anzi, addirittura, c'era Giuseppe Guttadauro* e lui mi disse: 'vedi di tirargli più che puoi, vedi di tirargli 50-60 milioni, questo qui è un truffaldino'. Perché se uno mi dice: 'senti, io c'ho bambini, devo lavorare', mi sembra anche giusto che lui guadagni. Però è anche giusto che se tu mi dici: 'tremila lire', io vado a vedere se vanno tremila lire o vanno millecinquecento lire, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi che fine hanno fatto questi soldi, lei glieli ha dati, non glieli ha dati...?
IMPUTATO Grigoli: No, non glieli ho voluti più dare.
PUBBLICO MINISTERO: Non glieli ha dati, ma ha saputo se D'Agostino ha avuto soldi per questa storia?
IMPUTATO Grigoli: No, poi sentii dire che fu arrestato per il documento che lui favorì a Graviano. Cosa che io mi lamentai, perché dissi: 'ma, insomma, questo qui, sapevamo che era un truffaldino, uno che... come mai?'.
Capii tipo che, comunque... perché siccome che ci fu? Che lui ha voluto una sorta di chiarimento, ha voluto fare un appuntamento. Nino Mangano mi disse: 'va be', facciamo 'st'appuntamento, tanto non cambia niente, mica ci diamo i soldi'.
E lui a quanto pare era amico di Fifetto Cannella e venne con Fifetto Cannella. Venne Fifetto Cannella... eravamo: io, Nino Mangano e questo qui. Però non è che si discusse chissà che cosa. Questo sosteneva: 'tu mi devi salutare, sono sempre amico tuo', e finiva la cosa, non è che cambiò niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta...
IMPUTATO Grigoli: Da questo poi io capii che, una volta che c'era Fifetto Cannella nel mezzo, che, non lo so, forse, glieli avranno fatti avere loro i soldi, dato che c'è stato questo favoritismo da parte sua nel dare il documento a Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e una persona che si chiama Salvatore Spataro la conosce?
IMPUTATO Grigoli: Il cognato di...
PUBBLICO MINISTERO: Di D'Agostino?
IMPUTATO Grigoli: Di D'Agostino, sì. Gente vicina comunque a Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Questo le risultava personalmente, che era vicino...?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Lo chiamiamo "l'apune".
PUBBLICO MINISTERO: "L'apune" che vuol dire? "L'ape"?
IMPUTATO Grigoli: Un moscone...
PUBBLICO MINISTERO: Un moscone.
IMPUTATO Grigoli: ... che gira sempre intorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, e lei ha mai sentito parlare di una persona che si chiama Lupo Cesare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire in che termini?
IMPUTATO Grigoli: E' un costruttore.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva a che fare...
IMPUTATO Grigoli: Vicino...
PUBBLICO MINISTERO: ... con qualcuno di voi?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Vicino alla famiglia Graviano, i Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come le risulta questo fatto, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Mi risulta perché c'erano delle lamentele da parte di Mangano. Che questo si era montato un pochettino la testa. Forse questo qui aveva anche contatti nel fare avere notizie ai Graviano in galera. E questo qui faceva sapere le cose a modo suo, non come stavano realmente le cose. Quindi succedeva che arrivavano lamentele dai Graviano e si sospettava che era questo qui che faceva sapere chissà che cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e per quanto riguarda, diciamo, la sua frequentazione in appartamenti o altro, ieri, lei ha detto, dice: 'io andai in un certo appartamento. Ruppi i sigilli, era un appartamento sottoposto a sequestro...', eccetera. Senta, in un appartamento che si trova a Palermo in via Ingegneros, lei c'è mai stato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire qualcosa di questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Questo appartamento veniva usato per gli appuntamenti con Matteo Messina Denaro, Bagarella...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in questo appartamento ci venivano tenuti dei documenti?
IMPUTATO Grigoli: In quest'appartamento... sì, non so lei che intende per documenti.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, documenti relativi all'organizzazione, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Qualche appunto, anche? Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Appunti, ecco...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Infatti, un giorno ci preoccupammo perché trovammo questo appartamento con la porta aperta, tipo che erano entrati i ladri. E noi invece pensavamo che era stata la Polizia a fare irruzione in questo appartamento. E da lì poi non siamo più andati. Mandammo una persona... la persona che era intestataria dell'appartamento ad andare a prendere determinate cose che teneva lì il Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E dove venne portata questa roba? E ci dica innanzitutto che roba era.
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo adesso. C'erano degli appunti, forse, addirittura, un documento.
PUBBLICO MINISTERO: E vennero portati dove?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so. Fu una cosa che si sbrigò Pasquale Di Filippo, perché fu Pasquale Di Filippo che fece avere questa casa a Bagarella per usarla come appartamento per appuntamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlare di soprannomi, Pasquale Di Filippo che veniva chiamato in un...?
IMPUTATO Grigoli: Sì, negli ultimi tempi, "la dama".
PUBBLICO MINISTERO: Chi glielo aveva dato questo nome a Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: Mah, era solito il Giuliano avere sempre queste sparate.
PUBBLICO MINISTERO: Perché veniva chiamato "la dama"?
IMPUTATO Grigoli: Perché era un ragazzo, non lo so come definire, tutto punto e virgola. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Uno preciso?
IMPUTATO Grigoli: Uno precisino, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sempre a proposito di appartamenti, in via Scaglione c'era qualcosa, qualche appartamento che è a sua conoscenza?
IMPUTATO Grigoli: Via Scaglione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: E' dove... via Scaglione è dove è stato arrestato Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, voglio dire, Mangano stava lì? Lei c'è stato in questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Se intende per questo, sì. Anch'io ci sono stato, ho fatto un paio di mesi a dormire lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta...
IMPUTATO Grigoli: E ci sono stato anche quando andavo a trovare Nino Mangano che era latitante lì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ieri... avantieri, mi scusi, esordendo proprio nell'esame qui, davanti alla Corte di Assise, ha detto, dice: 'io, non appena sono stato arrestato, praticamente ho iniziato a collaborare da subito e ho confessato gli omicidi di cui venivo accusato'.
Ecco, lei sa chi erano le persone che la accusavano di questi omicidi?
IMPUTATO Grigoli: Il primo a cominciarmi ad accusare fu Pasquale Di Filippo. Prima di lui, io ero persona incensurata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, diciamo, le accuse che le ha rivolto Pasquale Di Filippo in relazione alla sua partecipazione a questi omicidi, sono risultate, in sostanza, veritiere?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei, stava dicendo, mi ha accusato qualcun altro di questi omicidi, chi era?
IMPUTATO Grigoli: Dopo di lui, credo, Pietro Romeo, poi ci fu un susseguirsi di tanti e tanti e tanti altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e anche le accuse rivoltele da Pietro Romeo, direi, nel nucleo essenziale sono fondate?
IMPUTATO Grigoli: Sì, nel nucleo essenziale, sì. C'era solo qualcosa, tipo che qualcuno dice che io mi sono vantato, magari, queste qui sono tutte stupidate. Però...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ma nell'esecuzione dei fatti...
IMPUTATO Grigoli: Nella concretezza dei fatti, sono assolutamente veritiere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so se l'apparecchiatura è funzionante, perché, Presidente, vorremmo concludere l'esame mostrando queste foto.
PRESIDENTE: Siamo pronti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, se lei può guardare alla sua sinistra ci dovrebbe essere... sì, c'è uno schermo.
IMPUTATO Grigoli: Queste sono le balle dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi, una domanda preliminare, Grigoli: lei è la prima volta che vede queste fotografie?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto: "Queste sono le balle dell'esplosivo."
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste sono quelle che lei ha fatto, ha confezionato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riesce anche a dire...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, per lo meno quelle che ho fatto io hanno queste...
PUBBLICO MINISTERO: Queste caratteristiche.
IMPUTATO Grigoli: ... queste caratteristiche.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'involucro esterno è costituito dal famoso nastro da imballaggio di cui parlava ieri.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se si scarta questo nastro da imballaggio sotto cosa ci dovrebbe essere, allora?
IMPUTATO Grigoli: Scartando questo, ci dovrebbe affacciare il sacchetto della...
PRESIDENTE: Spazzatura.
IMPUTATO Grigoli: ... spazzatura, quello nero, però...
PRESIDENTE: Con la corda.
IMPUTATO Grigoli: ... stretto con le corde.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Sia da questo lato che da quell'altro lato. Diciamo che poi veniva quasi... cioè, non solo da un lato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Da diversi lati.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, guardi sempre, le mostriamo un'altra foto. Ecco, vede? Che ci vede in questa foto, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: I sacchetti... pezzetti dei sacchetti della spazzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Quel nero che si vede al centro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la foto che vede riproduce fedelmente quello che lei ha fatto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'involucro che lei ha fatto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io non so, da qui non vedo bene, ma mi pare che si intravedano anche delle corde.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Qualche cosa di simile c'è.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Sono quelle le corde che venivano serrate intorno alla busta...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... della spazzatura?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Forse nella foto successiva, ispettore, c'è qualche particolare in più, mi pare.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì, queste sono le corde.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, a questo punto, quando dice: "Queste sono le corde", lei intende esprimere un giudizio di identità, cioè, è esattamente l'involucro che lei ha fatto? Uno degli involucri che lei ha confezionato lì a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Anche se non è che quando li ho fatti io c'era questo tipo di operazione, e quando li facevano gli altri cambiavano tipo di operazione. Quindi, diciamo, l'operazione era sempre la stessa. Io...
PUBBLICO MINISTERO: L'operazione era standard.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ecco, esatto. Quindi...
PRESIDENTE: Lei li faceva così.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Poi se sono quelli esattamente fatti da lei o fatti da altri, non lo può dire.
IMPUTATO Grigoli: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Ora passiamo ad esaminare altre foto.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente. Allora, diciamo, che le foto viste, esibite, sono la 14, la 16 e la 17, di questo elaborato della Direzione Centrale di Polizia Criminale...
PRESIDENTE: Un po' più vicino al microfono.
PUBBLICO MINISTERO: ... Centro Interregionale Polizia Scientifica Questura di Roma, allegati a una nota del 17/11/95. E il tutto è stato prodotto all'udienza del 9 gennaio '97 in originale. Quindi il riferimento di questa documentazione è nell'udienza del 9 gennaio '97.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, le dice qualcosa questo scorcio di strada?
IMPUTATO Grigoli: No, solo lo scorcio di strada, no.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, passiamo alla foto successiva.
IMPUTATO Grigoli: Questo dovrebbe essere l'appartamento di Contorno, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, è sicuro? Riconosce qualche particolare di questo...?
IMPUTATO Grigoli: Se c'era una fotografia che si vede l'interno ancora meglio, perché a me mica mi interessava guardare il muro, mi interessava...
PRESIDENTE: Qui vediamo un muro e un cancello, da un lato.
PUBBLICO MINISTERO: E lei...
IMPUTATO Grigoli: Mi interessava guardare all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ispettore, la foto successiva. Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Credo che è proprio questa.
PUBBLICO MINISTERO: In questa foto cosa riconosce?
IMPUTATO Grigoli: Comincio a riconoscere la villetta di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: La villetta di Contorno.
Ecco, diamo atto, Presidente, delle foto che abbiamo mostrato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le ultime tre sono, nell'ordine: la foto numero 7, di questo fascicolo formato dalla DIA di Roma...
PRESIDENTE: Ho paura che non si senta.
PUBBLICO MINISTERO: Non so che farci, Presidente. Io più che stare attaccato al microfono, poi lo mangio alla fine.
PRESIDENTE: Vediamo se possono alzare il volume. Provi ancora, per cortesia.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, pare che...
PRESIDENTE: Anche troppo.
PUBBLICO MINISTERO: Pare che le cose vadano meglio.
Dunque, di queste ultime tre foto: la prima è la numero 7 di questo fascicolo del Centro Operativo DIA di Roma; reca una data, 9 gennaio '96, e come collocazione negli atti del fascicolo del dibattimento sarebbe la pagina 3145 e successive. Questa, ripeto, era la foto 7.
Dopodiché, le ultime due foto esibite sono: la 32 bis e la 33 di quest'altro inserto fotografico realizzato dal Centro Operativo DIA di Roma il 20 settembre '95; la collocazione sempre con riferimento al fascicolo del dibattimento, è pagina 1316 e successive.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: In questo, comincio... questa dovrebbe essere la casa di Capena dove noi alloggiavamo.
PRESIDENTE: La villetta di Capena.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Questo è il pezzo della strada, però.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Credo, comunque, che poi... questa è la casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lì si vede in alto un cancello...
IMPUTATO Grigoli: Il cancello è come questo.
PRESIDENTE: Il cancello sarebbe quello della villetta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, ispettore, passiamo alla foto successiva.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, questo dovrebbe essere la parte posteriore.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre della villetta di Capena?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se magari lei osservando bene questa foto, ci può descrivere quello che lei ha riferito. Lì si vede sulla sinistra una specie di casotto.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Comunque l'esplosivo fu sotterrato sotto l'albero, sotto questo albero.
PUBBLICO MINISTERO: L'albero che vediamo nella foto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Quello a destra?
IMPUTATO Grigoli: Sì, questo qui, sì.
PRESIDENTE: O quello di fronte?
IMPUTATO Grigoli: Questo che si vede di fronte.
PRESIDENTE: Di fronte. Quello che ha delle sedie davanti, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quel casottino che si vede, vennero compiute delle operazioni, ci venne messo qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Lì venne... adesso non so da quale angolazione è fatta questa fotografia. Comunque, lì fu celato l'esplosivo con la legna.
PRESIDENTE: Provvisoriamente.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Prima di seppellirlo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diamo atto, Presidente, delle foto che abbiamo mostrato.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le ultime due esibite sono, nell'ordine: la foto 3 di questo fascicolo realizzato dal Centro Operativo DIA di Roma, 7 settembre '95, che è collocato alla pagina 1386 e successive del fascicolo del dibattimento; poi siamo tornati all'album di cui altre foto erano già state esibite, ed è in particolare l'album a pagina 1316 e seguenti, datato 20 settembre, e si trattava appunto dell'ultima foto esibita, la foto numero 14.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, e questa?
In questa foto ci vede qualcosa? Le suscita qualche ricordo?
IMPUTATO Grigoli: Ma, dovrebbe essere la strada che porta... no, son passato quasi davanti, ma non so essere sicuro.
PUBBLICO MINISTERO: Vediamo la successiva.
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, queste ultime due foto esibite sono la numero 1 e la numero 3 di questo fascicolo realizzato dalla III Sezione Nucleo Operativo Carabinieri di Roma. Mi pare abbia anche una data...
IMPUTATO Grigoli: Le strade sulle fotografie non è che è tanto facile da...
PUBBLICO MINISTERO: La data non ce l'ha, comunque c'è una dicitura che ora non vado a leggere altrimenti potrebbe essere influenzato l'esame.
La collocazione è a pagina 8109 e successive del fascicolo del dibattimento.
IMPUTATO Grigoli: Questa è l'erba che io tagliai nel campo al fianco della villetta di Capena.
L'esplosivo celato, questo.
PRESIDENTE: Cioè, lei... questo sarebbe l'erba buttata sopra...
IMPUTATO Grigoli: Sopra. E' quella che ho tagliata...
PUBBLICO MINISTERO: E quello è l'ordi...
PRESIDENTE: Che aveva detto lei dove l'aveva taglia...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo sarebbe l'ordigno collocato per far saltare in aria Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ecco, il posto è questo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche in quest'altra foto, la foto successiva?
PRESIDENTE: Sicuro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda la visione di queste due foto ultime: pacco con l'erba sopra; è sicuro che si tratta proprio di quello che avevate collocato in quell'occasione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo che, queste ultime due foto sono, rispettivamente, la 5 e la 6 dell'inserto fotografico i cui estremi ho dato un attimo fa. Quindi, quello collocato alle pagine 8109 e successive del fascicolo del dibattimento.
Non so se avevo dato l'indicazione di numero delle prime due fatte vedere, cioè le penultime due. Non sono sicuro, e comunque lo ripeto, la numero 1 e la numero 3 erano.
PRESIDENTE: Sì, sì, l'aveva già detto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non ne ero sicuro.
PRESIDENTE: Vede qualcosa qui?
PUBBLICO MINISTERO: Le dice qualcosa, Grigoli, questa foto?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Passiamo alla successiva, ispettore.
IMPUTATO Grigoli: Ah, questa qui dovrebbe essere via Salvatore Cappello dove c'ha il magazzino Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, voglio dire, è sicuro di questo? Cioè, riconosce l'ambiente? Ci spieghi un pochino come fa a essere...
IMPUTATO Grigoli: L'ambiente mi è familiare in questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, andiamo alla foto successiva.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, cosa, Grigoli? Ci spieghi...
IMPUTATO Grigoli: Questo dovrebbe essere il portone dove lui era solito mettere la motoape.
PUBBLICO MINISTERO: Oltre alla motoape, ieri, mi pare lei ha detto, ci teneva qualche altra cosa Lo Nigro?
IMPUTATO Grigoli: Materiale per... perché loro avevano motopeschereccio, e quindi: reti, corde...
PRESIDENTE: Attrezzi per la pesca.
IMPUTATO Grigoli: Attrezzi per la pesca, più che altro. E poi, chiaramente, in un magazzino uno ci mette di tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ora vediamo una foto ancora.
IMPUTATO Grigoli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questa foto?
IMPUTATO Grigoli: Quella è la motoape.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che si vede?
IMPUTATO Grigoli: Io la ricordavo in verde, invece è celestina. Sì, adesso mi viene...
PUBBLICO MINISTERO: Siccome ieri lei aveva parlato di verde...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... il colore di questa motoape.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vedo anche lì una moto sulla sinistra.
IMPUTATO Grigoli: E' la Transalp... lui aveva una Transalp...
PRESIDENTE: E poi c'è una...
IMPUTATO Grigoli: ... verde metallizzata.
PRESIDENTE: E poi ce n'è un altro più piccolo.
IMPUTATO Grigoli: No, quello lì io non gliel'ho mai...
PUBBLICO MINISTERO: C'è un vespino.
IMPUTATO Grigoli: ... non gliel'ho mai conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
Ecco, quest'ambiente, Grigoli, lei ha detto: 'mi era familiare', in che senso? C'andava spesso lei in questo box?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, mi pare, ma mi pare di essere sicuro però, che ieri lei avesse detto che da questo box...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Anche per...
PUBBLICO MINISTERO: ... c'era stato fatto o eravate partiti per un omicidio.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Credo per l'omicidio Caselli, se non erro, Casella.
PUBBLICO MINISTERO: L'omicidio di...?
PRESIDENTE: Casella.
IMPUTATO Grigoli: Casella.
PUBBLICO MINISTERO: Casella. Si ricorda anche il nome di questa persona?
IMPUTATO Grigoli: No, per il momento, no.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, con chi lo fece questo omicidio di Casella?
IMPUTATO Grigoli: L'omicidio fu fatto con... però dico, non lo so se posso parlare di questi omicidi che ci sono altre indagini, altre cose.
PUBBLICO MINISTERO: Se ne è parlato ampiamente in quest'aula, Grigoli. Non si ponga scrupoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi è sempre padrone di rispondere come crede, eh, per carità!
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può anche non voler rispondere. Può anche dire: 'non voglio rispondere'.
IMPUTATO Grigoli: Quest'omicidio l'ho commesso con lo Spatuzza, Giacalone Luigi, Tutino Vittorio e Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, le foto da ultimo mostrate sono...
IMPUTATO Grigoli: Poi c'erano Cosimo Lo Nigro e Giuliano Francesco che non erano armati, funzionavano da copertura, anche perché li riconoscevano.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, queste ultime quattro foto mostrate sono, rispettivamente: la 2, la 9, la 11 e la 12, del fascicolo dei rilievi fotografici realizzati dal Centro Operativo DIA di Firenze, che è allegato a un verbale datato 20/12 1985; verbale, quindi, di rilievi, che nel fascicolo del dibattimento è collocato a pagina 3110.
PRESIDENTE: Vuol vedere?
IMPUTATO Grigoli: Questo è la casetta che parlavo prima che prima era un rudere, adesso è stata rifatta. E' la casetta di Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E' quella che si vede a sinistra, quella ristrutturata?
IMPUTATO Grigoli: No, no, quella che si vede, sì, a sinistra. Che quasi non si vede, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo... Vediamo se riusciamo a allargare un pochino.
PUBBLICO MINISTERO: Che è successo?
PRESIDENTE: Bisogna togliere il riflesso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, anche questo è un luogo per lei, uso il suo stesso aggettivo, familiare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, voglio dire, c'era stato diverse volte?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la parte che si vede ristrutturata, ecco, quella sulla sinistra...
IMPUTATO Grigoli: Ma guardi, qui si vede solo la parte non ristrutturata.
PUBBLICO MINISTERO: Nel monitor che c'ho davanti, si vede invece.
IMPUTATO Grigoli: Dove c'è la freccia, la prima freccia.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, ora riposizioniamo la foto.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, adesso si comincia a vedere. Questa è la casa. Ecco, questa qui.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si vede la po...
PRESIDENTE: La parte ristrutturata.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ristrutturata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, all'epoca...
IMPUTATO Grigoli: La parte che era di disponibilità, di proprietà del Nino Mangano. Quell'altra era di un'altro signore.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che si vede ancora, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Più avanti.
PUBBLICO MINISTERO: ... in rudere.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rustica.
IMPUTATO Grigoli: Che prima era in questa maniera, era così.
PUBBLICO MINISTERO: Sarebbe questo il luogo dove lei era andato a prendere le mazze e l'esplosivo in pietra?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ma quando era in quelle condizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Quando era rustico, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi lei c'è stato anche quando è stato così ristrutturato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma veniva utilizzata per qualche scopo particolare questa casa ristrutturata?
IMPUTATO Grigoli: Fu utilizzata dove io cominciai a curarmi quando...
PRESIDENTE: Era ferito.
IMPUTATO Grigoli: ... ero ferito al piede e anche per appuntamenti. Matteo Messina Denaro fece un paio di appuntamenti in questa casa qui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, e questo luogo che ora vediamo nella fotografia: lei dopo il suo arresto, ha avuto modo di indicarlo, di rivederlo?
IMPUTATO Grigoli: Dopo il mio arresto io ci andai con quelli della Squadra Mobile.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'ha indicato alla Squadra Mobile questo posto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda se nel corso di quel sopralluogo, di questi atti, indicò altri luoghi alla Squadra Mobile?
IMPUTATO Grigoli: Sì, anche l'altro... il capannone dove eravamo soliti a manipolare l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il numero civico di questo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Guardi, il mio era 1319 ed era molto prima, dove io avevo il negozio di articoli sportivi. Quindi, sicuramente, più di 1319.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché nel secondo interrogatorio, quello del 16 settembre, poi rispondendo a una serie di mie domande, lei poi lo indicava con un numero che, glielo ridico, è 1419G.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' questo è il luogo dove era ubicato questo deposito?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello che ieri abbiamo chiamato, per comodità, delle sigarette.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E sono luoghi che lei ha indicato senza esitazione alla Squadra Mobile?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Erano tutti e due luoghi familiari per lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Diamo atto ora, Presidente, della foto che abbiamo mostrato.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la foto 5 di un fascicolo di rilievi fotografici realizzati dal Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Palermo, rilievi datati 24 luglio '97.
Sono stati depositati ai difensori in questo procedimento il 4 ottobre del '97.
La Corte non ne dispone, formano oggetto di un deposito di cui si è dato atto all'udienza del 4 ottobre.
La foto, mi pare di averlo detto, è la numero 5 di questo inserto fotografico.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, noi abbiamo concluso l'esame di Grigoli.
PRESIDENTE: Allora facciamo una breve sospensione.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Ci sono i difensori di parte civile che devono intervenire?
AVVOCATO Ammannato: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Avvocato, prima di darle la parola, volevo avvertirvi che purtroppo abbiamo oggi due ore di tempo solo. Di conseguenza io non vi posso invitare a limitarvi nelle domande, ma è una cosa della quale non posso fare più che un invito. Diversamente, se voi credete, si dà la precedenza ai difensori che vengono da fuori Firenze e si ritorna, non domani, perché domani avremmo un appuntamento, se non mi sbaglio, per una teleconferenza...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma Presidente, mi permetta.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome l'appuntamento in videoconferenza per domani non sarà nemmeno particolarmente impegnativo in termini di tempo...
PRESIDENTE: Ah, si potrebbe riprendere domani...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, secondo me possiamo tranquillamente proseguire...
PRESIDENTE: Domani.
PUBBLICO MINISTERO: Domattina.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, comunque diamo la precedenza a chi viene da fuori, perché mi pare un dovere di ospitalità. Prego.
AVVOCATO Ammannato: Avvocato Ammannato, difensore della parte civile famiglia Nencioni e del Comune di Firenze e di Milano.
Ecco, Grigoli, volevamo sapere: quando è che lei è stato dapprima avvicinato e poi è entrato, dentro questa famiglia Brancaccio.
IMPUTATO Grigoli: Ma io... lei vuole sapere gli anni?
AVVOCATO Ammannato: Sì, grossomodo.
PRESIDENTE: Per lo meno l'anno.
IMPUTATO Grigoli: Intorno... perché poi è una cosa che avviene pian piano, non è che da oggi al domani uno entra in questa organizzazione. Uno viene osservato, viene... pian piano poi...
AVVOCATO Ammannato: Quando comincia l'osservazione sua?
IMPUTATO Grigoli: Mah, all'epoca ancora c'era... prima dell'uccisione di Filippo Quartararo, già io cominciavo a bruciare qualche macchina, così...
AVVOCATO Ammannato: In che anno siamo?
IMPUTATO Grigoli: '86, '87.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi, prima è stato osservato e poi quand'è che entra? Ha detto appunto: 'sono entrato'. In che periodo siamo quando lei è entrato? L'anno, grossomodo.
IMPUTATO Grigoli: '90, '91.
AVVOCATO Ammannato: Poi dal '90 fino a quando è stato arrestato, grossomodo sempre, quanti omicidi ha confessato, ha commesso?
IMPUTATO Grigoli: Mah, una quarantina.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, poi volevo sapere, per chiarire circa gli episodi che riguardano l'esplosivo, lei ha parlato prima come operazione, modalità, la polverizzazione; e questo si è capito. E poi ha parlato che veniva raffinato prima di essere confezionato.
Ecco, in che cosa consisteva questa raffinazione?
IMPUTATO Grigoli: In cosa consisteva la raffinazione?
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Una volta che veniva maci... doveva essere tutto polverizzato.
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Quindi, una volta che veniva macinato, c'erano ancora delle pietre più grosse, no? E quindi veniva...
PRESIDENTE: Setacciato.
IMPUTATO Grigoli: Veniva setacciato.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, "raffinato" intende questa operazione di setacciamento?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: E poi passavate, allora, alla confezione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, volevo sapere: nel rudere di proprietà di Nino Mangano, lei personalmente vi ha fatto operazioni di polverizzazione e confezionamento o no?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, la sua prima volta che ha polverizzato e confezionato è stato lì in Corso dei Mille Guarnaschelli, cioè, deposito di sigarette?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, e cosa ha confezionato in questa prima volta?
IMPUTATO Grigoli: Esplosivo.
AVVOCATO Ammannato: E quanto esplosivo ha confezionato quella prima volta? Lei ha parlato di forme...
IMPUTATO Grigoli: Da lì io comincio a cominciare le operazioni di macinamento. Come ho già detto non è che quello che macinavamo, confezionavamo. Prima macinavamo, potevamo macinare per due-tre volte, poi cominciavamo a confezionare.
AVVOCATO Ammannato: Certo, una ventina di giorni, ha chiarito ieri.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, ma poi quando ha confezionato, quante ne confezionò? Lei ha parlato l'altra volta di forme di parmigiano.
IMPUTATO Grigoli: Tutto complessivamente lì dentro?
AVVOCATO Ammannato: No, no, diciamo quella prima volta.
IMPUTATO Grigoli: Ah, quella prima volta? La prima mia confezionamento, allora. Nel primo mio confezionamento lei dice?
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Una, due balle.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, poi successivamente ci furono altre volte?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Quante? Se vuole chiarire alla Corte.
IMPUTATO Grigoli: Quali?
AVVOCATO Ammannato: No, quante?
PRESIDENTE: Quante.
IMPUTATO Grigoli: Ah, in totale lì... cioè, in totale tutto il mio confezionamento saranno state tre, quattro balle grandi, e poi qualcuno di più piccolo, cinque-dieci chili, due chili, un chilo.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi la prima volta lei confezionò queste due balle in questo periodo di venti giorni...
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo bene se fu una, due, la prima volta.
AVVOCATO Ammannato: Sì, ma, diciamo, per chiarezza, distinguiamo i giorni della polverizzazione, che lei ci ha spiegato furono vari giorni, dal periodo di confezionamento. Lei ha parlato, la prima volta confezionò queste due balle...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... e poi successivamente ne ha confezionate altre. Ecco, volevo sapere: dove, sempre anche questa seconda volta, quindi siamo dopo nel tempo, sempre lì in Corso dei Mille Guarnaschelli?
IMPUTATO Grigoli: No, ci fu poi, l'ho detto, all'Edil Vaccaro macinammo dell'altro.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, e presso il deposito di materiale edile Edil Vaccaro in via Messina Montagne...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... quante balle lei personalmente ha confezionato lì? Questo secondo periodo.
IMPUTATO Grigoli: Ho detto, totale tre-quattro. Ecco, magari è stato macinato all'Edil Vaccaro, ma confezionato lì, al capannone. Quello delle sigarette.
AVVOCATO Ammannato: Poi lei ieri ha parlato anche che ebbe a lavorare, a confezionare il "Dash"...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... che servì poi per Contorno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Questo confezionamento del "Dash" quando avvenne rispetto a questo confezionamento delle forme di parmigiano, come ha detto lei? Fu poi l'ultimo, oppure a metà, oppure per primo?
IMPUTATO Grigoli: L'ultimo, credo.
AVVOCATO Ammannato: E questo dove lo lavoraste? Questo "Dash", per ultimo.
IMPUTATO Grigoli: Sempre nel capannone delle sigarette.
AVVOCATO Ammannato: Sempre nel deposito delle sigarette.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, grossomodo, la prima volta che lei lavorò questo esplosivo che l'ha definito rocce, tipo pietre, lei ha detto che rispetto a quando poi si trovò al deposito di bibite in Roma dello Scarano, questo era avvenuto quanti mesi prima, grossomodo?
IMPUTATO Grigoli: Quello del "Dash"? Quello del "Dash"?
AVVOCATO Ammannato: Scusi?
IMPUTATO Grigoli: Quello del "Dash"?
PRESIDENTE: "Dash".
AVVOCATO Ammannato: No, no, lei mi ha detto che il "Dash" lo ha lavorato come terzo periodo, no?, ha detto.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ultimo.
AVVOCATO Ammannato: Per ultimo l'ha lavorato.
IMPUTATO Grigoli: Ultimo periodo, sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, adesso io ritorno a quello primo lavorato. Cioè lei ha lavorato, ha detto, per la prima volta non il "Dash", sto parlando delle pietre, quello che lei ha definito tipo roccia, quello rosso-giallo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: E la prima volta ci ha detto che poi dopo confezionò un due balle. Ecco, grossomodo, il periodo di questo confezionamento, rispetto... poi queste balle ha detto le rivide nella Lancia a Roma, quanti mesi prima avvenne?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so indicare con precisione. Quattro mesi prima, tre mesi prima, non so essere preciso su questa data.
AVVOCATO Ammannato: Sì, ho capito, ma tanto per avere chiara almeno la cronologia. Quindi, quattro mesi prima lei lavorò questo, diciamo, balle parmigiano. Poi lavorò...
IMPUTATO Grigoli: Può darsi due mesi prima, un mese e mezzo prima, non so essere preciso.
AVVOCATO Ammannato: Comunque, ha detto: 'diversi mesi prima', così si era espresso due giorni fa. Quindi, diversi mesi prima a quando si trovò a Roma, insomma.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, lei poi è stato latitante fino al momento dell'arresto, quindi giugno '97, fino a due mesi fa.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, ma quando è iniziata la sua latitanza?
IMPUTATO Grigoli: Giugno '95.
AVVOCATO Ammannato: Cioè, con l'arresto, diciamo, di Mangano-Bagarella.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Scusi. Abbia pazienza, ma mi pare che lei ha ricordato di una riunione del 1 aprile '93, tenuta in un posto vicino a Bagheria, quando ascoltò dalla televisione la notizia...
IMPUTATO Grigoli: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, mi scusi...
PRESIDENTE: Faccio confusione, ha ragione.
PUBBLICO MINISTERO: ... è Sinacori che ha riferito...
PRESIDENTE: Ho fatto confusione, scusate.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi la sua latitanza inizia con l'arresto Bagarella e Nino Mangano, giugno '95.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Effettiva.
AVVOCATO Ammannato: Effettiva.
IMPUTATO Grigoli: Perché già ancora giorni prima io...
AVVOCATO Ammannato: Certo, ci ha spiegato che per un anno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... ha dormito con Pasquale Di Filippo.
IMPUTATO Grigoli: Da lì poi ho avuto riscontro valido, nel senso che era venuto a dire che era stata proposta la protezione alla famiglia di Pasquale Di Filippo; e quindi, di conseguenza, una volta che io sapevo che Pasquale Di Filippo era a conoscenza di alcuni miei reati, anche commessi assieme a lui, quindi, era ovvio che io cominciassi a farmi la latitanza.
AVVOCATO Ammannato: Durante questa sua latitanza, quindi, diciamo, giugno '95-giugno '97, lei si è incontrato diverse volte con Gaspare Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Anche se lui non è che io cercavo di contattarlo. Più che altro non prima che lui diventasse capomandamento, ma dopo. Cercai... ogniqualvolta io cercavo di contattarlo, lui si presentava dopo tre quattro mesi.
AVVOCATO Ammannato: Comunque...
IMPUTATO Grigoli: Comunque, sì...
AVVOCATO Ammannato: ... ci ha parlato con Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Avete parlato anche del processo in corso qui a Firenze, dell'accusa di strage?
IMPUTATO Grigoli: No, lui ebbe a dirmi, negli ultimi tempi, mi fece capire tipo che, dice: 'guarda, nei prossimi giorni non ci sono' perché lui mi fece capire che era in cerca di collaboratori. Doveva partire perché era in cerca di collaboratori.
AVVOCATO Ammannato: Quando lei ha parlato degli "ultimi tempi", grossomodo, cioè rispetto al suo arresto giugno '97, quando fu l'ultima volta che parlò con Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Un mese e mezzo prima, due mesi prima.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, durante questi due anni di latitanza ha incontrato anche Matteo Messina Denaro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: E ha parlato con lui anche di questo processo in corso a Firenze delle stragi?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo se abbiamo avuto discorsi in merito.
AVVOCATO Ammannato: Eravate tutti e due imputati, c'era un processo in corso.
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma c'erano tante altre imputazioni...
AVVOCATO Ammannato: Certo.
IMPUTATO Grigoli: ... tante altre cose, non è che ormai...
AVVOCATO Ammannato: Comunque non ha parlato delle stragi con Matteo Messina Denaro?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo.
PRESIDENTE: Dice non se lo ricorda, avvocato.
AVVOCATO Ammannato: E quand'è l'ultima volta che ha incontrato Matteo Messina Denaro, rispetto al suo arresto giugno '97?
IMPUTATO Grigoli: La data non la so dire. Io posso dire che io il primo anno della mia latitanza, all'incirca un anno, io mi feci la latitanza a Trapani. Durante questo anno della mia latitanza io incontrai Matteo Messina Denaro sette-otto volte. Questo lo posso dire.
Addirittura anche, in uno di questi appuntamenti che si ebbe, ci fu una presentazione di un siculo-americano, appartenente in Cosa Nostra, che mi è stato presentato perché lui mi ebbe a dire se io ero eventualmente, mi faceva comodo andarmene in America. Andarmene in America con moglie e figli, sotto altro nome. Non c'erano problemi di documenti, nessun problema. Mi davano un'attività e tutto quanto concerne per io potere...
PRESIDENTE: Rifarsi una vita.
IMPUTATO Grigoli: Rifarmi una vita, sì. Però, nello stesso tempo, io dovevo continuare a far parte dell'organizzazione, anche se in America, perché mi ha detto di stare vicino a questa persona che mi presentò, di essere sotto la sua... e di mettermi in grado, se eventualmente un domani Cosa Nostra aveva di bisogno di mandare un'altra persona, diciamo nelle mie condizioni, che perlomeno non si andava a disturbare a altri, ma si chiedeva a me di badare a questa persona. Di essere in grado perlomeno di potere fare in modo che questa persona non avesse problemi a...
AVVOCATO Ammannato: E perché...
IMPUTATO Grigoli: Io mi dovevo mettere in grado di potere eventualmente, arrivasse qualcuno, di poterlo gestire.
PRESIDENTE: America del nord, o del sud?
IMPUTATO Grigoli: Venezuela.
AVVOCATO Ammannato: Perché non accettò, poi?
IMPUTATO Grigoli: Come?
AVVOCATO Ammannato: Come mai non ha accettato la proposta?
IMPUTATO Grigoli: Innanzitutto, quando lui mi disse questo, io già prima... perché prima di tutto veniva la mia famiglia, mia moglie e i miei figli, prima dovevo parlare con loro. Se mia moglie se la sentiva, se lei... Quindi io gli dissi: 'senti, ti farò sapere qualcosa, comunque non credo di andare'. Perché ancora, in questo periodo, finché io sono a Trapani ancora c'avevo le ideologie mafiose. E quindi io dissi: 'non me la sento di lasciare... non sono un miserabile, tipo che vado via, lasciare tutti così', gli dissi anche questo.
Da questa cosa lui mi disse: 'no, ma tu non ti preoccupare perché eventualmente lì non è che...' continuavo ad essere un esponente.
AVVOCATO Ammannato: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: E io poi rinunciai a questa cosa.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, lei ha chiarito il primo hanno di latitanza lo fece a Trapani.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, il secondo anno di latitanza dove lo ha trascorso?
IMPUTATO Grigoli: A Palermo. Anche forzato dalla cosa che lì a Trapani io scappai un paio di volte perché lì erano tutti braccati gli alcamesi, Nino Melodia, difatti furono tutti arrestati.
L'ultimo che poi si prendeva cura di me fu Ignazio Melodia, il fratello di Antonino Melodia, ed Enzo Ferro. Enzo Ferro fu pure arrestato. Ignazio Melodia fu pure arrestato.
Quindi non avevo grosse disponi... cioè, non c'era più nessuno che poteva curarsi di me, cercarmi appartamenti e quant'altro concerne il potersi fare la latitanza.
Quindi forzato anche da questa cosa, poi io contattai Spatuzza. Arrivai a Palermo e lo Spatuzza invece non fu neanche in grado di posizionarmi in un posto. Già da lì, io cominciai a capire che questo qui... boh. Comunque io andai a chiamare per conto mio delle persone, cercai comunque, me la cavai da solo.
AVVOCATO Ammannato: Cioè, per capire...
IMPUTATO Grigoli: Ho dovuto, che io non ho mai fatto niente di questo durante la mia vita, non ho mai lavorato, negli ultimi tempi si stava lavorando con l'hashish però in grossi quantitativi. Era il mandamento che si stava occupando di questa cosa. Ecco, ho conosciuto gli stupefacenti allora.
E io addirittura, per poter autogestirmi e mandare qualche cosa di soldi a casa per potere campare i miei figli, addirittura ho cominciato a spacciare hashish, per potere autogestirmi e campare la mia famiglia.
C'avevo una persona che si curava della mia latitanza e con questo si cercava di fare un po' di soldi.
AVVOCATO Ammannato: Quindi, se ho capito bene, nel periodo a Palermo la sua latitanza non era curata, diciamo, dalla famiglia Brancaccio?
IMPUTATO Grigoli: Assolutamente. Addirittura sono venuto a conoscenza che io dovevo avere dei soldi, che non mi sono arrivati.
AVVOCATO Ammannato: Ecco. Da quando...
PRESIDENTE: Ha ancora altre domande?
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Cioè, non è che era...
AVVOCATO Ammannato: No, no, ho capito.
IMPUTATO Grigoli: ... non è che era Cosa Nostra che mi aveva scaricato, è stato il signor Spatuzza che mi ha scaricato.
AVVOCATO Ammannato: Ho capito. Da quando fu arrestato Di Filippo Pasquale...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: ... lei ha avuto modo di incontrarlo, parlarci, o ricevere lettere, o scritto, o altro?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito, mi scusi.
AVVOCATO Ammannato: Dal momento che è stato arrestato Di Filippo Pasquale, lei ha avuto modo di parlarci con lui, per scritto, a voce?
IMPUTATO Grigoli: Con Pasquale Di Filippo?
AVVOCATO Ammannato: Sì.
IMPUTATO Grigoli: No, non vedo come, una volta che lui era arrestato e colla...
AVVOCATO Ammannato: Mai.
IMPUTATO Grigoli: No, assolutamente no.
AVVOCATO Ammannato: E da quando è stato arrestato...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, l'unica comunicazione la ebbi, se non ricordo male, tramite i giornali. Che lui mi mandò a dire di collaborare, cose. Se non ricordo male, ci fu un articolo nel giornale.
AVVOCATO Ammannato: No, no, parlo di rapporti diretti, personali.
IMPUTATO Grigoli: No, no, assolutamente.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, e ha avuto più rapporti diretti dal momento dell'arresto di Romeo Pietro, con Romeo Pietro?
IMPUTATO Grigoli: Senta, io non ho mai avuti rapporti con collaboratori di Giustizia e non intendo neanche averne nel seguito perché non voglio avere rapporti più con nessuno. Se un domani ho la possibilità - se mi danno questa possibilità - di ricrearmi una vita, io voglio solo ed esclusivamente viverla con i miei figli.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, quindi concludo le domande, occorre per il processo. Non ha avuto quindi neanche più rapporti né con lo Scarano, né col Carra Pietro?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Ammannato: Ecco. Lei poi, parlando delle stragi, appunto ha detto che queste notizie le ha avute tutte dai suoi, diciamo, complici, quindi: dal Giuliano soprattutto, poi Lo Nigro, Benigno, Spatuzza, eccetera.
Ecco, ha mai saputo - sicuramente, io le faccio questa domanda perché lei ha detto che ogni tanto gli vengono questi lampi di memoria parlandone - ha mai saputo cos'è che non ha funzionato a Milano?
Nel senso: lei ha parlato che a Roma, per Costanzo, lei non c'era però gli hanno riferito cos'è che non andò. E allo Stadio Olimpico lei non c'era, però gli hanno riferito cos'è che non andò, perché non funzionò?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, su Milano che cosa appunto gli hanno riferito? Cosa successe, perché non funzionò? O cosa gli hanno detto come episodio.
IMPUTATO Grigoli: Non mi risulta che non funzionò a Milano, se non erro.
AVVOCATO Ammannato: Cosa le dissero di questo episodio?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so, il Benigno ebbe problemi... non però sto parlando che fu a Milano.
Un altro dei fatti che io ricordo fu che ebbe Benigno... Giuliano mi disse che se non era per lui a caricarlo, aveva i problemi di scappare, qualcosa del genere.
AVVOCATO Ammannato: Non gli hanno parlato qual era l'obiettivo a Milano da colpire?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se abbiamo parlato di questo.
AVVOCATO Ammannato: Quindi non sa qual era il vero obiettivo su Milano?
IMPUTATO Grigoli: Comunque io, adesso non è perché voglio difendere qualcuno, perché non me ne frega proprio niente di difendere... hanno i propri difensori per essere difesi.
Si volevano colpire comunque i monumenti, non è che si volevano colpire... quindi si parlava di monumenti.
AVVOCATO Ammannato: Appunto, siccome su Milano poi morirono dei Vigili del Fuoco, quindi penso che ne parlaste: come mai, cosa successe?
IMPUTATO Grigoli: Fu un caso.
AVVOCATO Ammannato: Dissero che fu un caso. Perché fu un caso?
IMPUTATO Grigoli: Perché sopraggiunsero nel momento in cui si erano accorti del fumo di una macchina, o qualcosa del genere.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, e come mai uscì questo fumo, non gliene parlò qualcheduno?
IMPUTATO Grigoli: Perché furono usate le micce in queste occasioni.
AVVOCATO Ammannato: Ma le micce credo sono, diciamo interne, non è che si possa... non gliel'hanno spiegato questo episodio del fumo appunto che usciva dalla macchina?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo, avvocato.
AVVOCATO Ammannato: Senta, le hanno spiegato se questo attentato di Milano doveva essere fatto in concomitanza con quello delle chiese a Roma? Ne avete parla... Era un'azione unica, oppure no?
IMPUTATO Grigoli: Vede, io adesso le voglio dire una cosa perché dice: 'come mai tu nei hai parlato...'. Oh, un altro mio aspetto, un'altra delle mie cose era quello che io non avevo motivo, non ero un curioso, uno di quelli che chiedeva: 'ma come avete fatto, come non avete fatto, chi ci siete andati, chi non ci siete andati, chi ha acceso, chi guidava?'
Io di queste domande non ne ho mai fatte.
Se loro parlavano, io ascoltavo. Ma io nel chiedere, essere incuriosito di queste cose, io adesso, purtroppo perché non vi posso aiutare più di tanto, ma prima non ero solito fare queste domande. Quindi non le facevo, quindi...
Quello che io adesso ho, questi lampi di memoria, penso quando si parlava. Quindi cose specifiche, se io ero uno di quelli curiosi adesso potrei dire: 'senta, non ha funzionato per questa cosa, per quell'altra', perché magari l'avrei chiesta e quindi avrei modo di avere più memoria in merito.
AVVOCATO Ammannato: Sì, ma infatti stimolavo la sua memo... siccome ha detto più volte che certo - proprio ha usato questa espressione varie volte - che gli autori presenti sono loro, anche se non sa collocarli a Roma, o Milano, o Firenze.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, però ha parlato sempre...
IMPUTATO Grigoli: Ma perché non ero curioso. Perché se io domandavo: 'chi ci andaste a Milano, o chi ci andaste a Roma', loro mi rispondevano tranquillamente, perché non c'era problema.
Ero io che non avevo queste abitudini nel chiedere.
AVVOCATO Ammannato: Sì, sì, ma la mia domanda era come appunto, siccome ha parlato in certezza Roma, Milano; quindi chiese di Roma e l'attentato di Milano, lei da quali fatti, da quali parole capì che era un'unica azione? Se era un'unica azione.
IMPUTATO Grigoli: Perché di solito a accendere le micce era Cosimo Lo Nigro. Siccome io sono venuto a conoscenza che a accendere le micce fu anche Benigno Salvatore, quindi... Perché se Benigno Salvatore faceva parte dello stesso... cioè, se Benigno e Lo Nigro facevano parte della stessa squadra quando operavano, andava Lo Nigro ad accendere le micce. Siccome in un'occasione ci fu il Benigno che accese le micce, quindi - adesso si ritorna a parlare di supposizioni - io supponevo che... Non solo supponevo, ricordo il fatto che si parlava che Benigno accese la miccia e fu lasciato lì, non lo so, con la macchina, non ci andarono vicino, qualcosa del genere.
PRESIDENTE: Avvocato, ha terminato? Perché sono 25 minuti che fa domande lei.
AVVOCATO Ammannato: Mi dispiace. Ho un dovere verso la famiglia Nencioni e ho un dovere verso...
PRESIDENTE: Tutti abbiamo dei doveri, ma cerchiamo di concentrare...
AVVOCATO Ammannato: Ma come parte civile diciamo...
PRESIDENTE: ... cerchiamo di concentrare quelle che sono veramente determinanti.
AVVOCATO Ammannato: Vede, c'ho anche il Comune di Milano. Credo che le domande su Milano se non le faccio io, dica lei Presidente...
PRESIDENTE: Ho capito avvocato, ma...
AVVOCATO Ammannato: ... se le vuol far lei, la ringrazio e io sto zitto.
PRESIDENTE: No, per carità. Io ho un altro compito.
AVVOCATO Ammannato: Il mio compito è questo allora.
PRESIDENTE: Va bene, però non esageriamo, voglio dire.
AVVOCATO Ammannato: Non so immaginarlo diversamente.
PRESIDENTE: Lei fa la domanda poi ci ritorna quattro volte. La domanda si fa una volta, come ha risposto, ha risposto.
AVVOCATO Ammannato: Io spero sempre nella verità, Presidente. Questo lei lo sa e cerco sempre verità.
Comunque se mi interrompe, ho finito. Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altri difensori di parte civile che devono intervenire?
AVVOCATO Onano: No, volevo fare solo una domanda. Avvocato Onano per l'Avvocatura dello Stato.
Lei ha detto che gli hanno riferito che gli obiettivi di queste stragi erano i monumenti. Che lei sappia, colpirono quei monumenti che si erano prefissati di colpire, o ci furono dei cambiamenti di programma?
IMPUTATO Grigoli: No.
PRESIDENTE: Ha capito?
IMPUTATO Grigoli: Non sono nelle mie conoscenze, questo no.
PRESIDENTE: Non è informato.
Ha altre domande? Chi comincia dei difensori?
AVVOCATO Ceolan: Avvocato Ceolan.
Signor Grigoli, lei ha conosciuto di persona il signor Leoluca Bagarella?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Quando l'ha conosciuto?
IMPUTATO Grigoli: La prima volta lo vidi in un appuntamento che ebbi con il Graviano.
AVVOCATO Ceolan: No, vorrei sapere in che anno, è possibile? In che anno l'ha conosciuto?
IMPUTATO Grigoli: '93.
AVVOCATO Ceolan: '93. E la conoscenza fu un buongiorno, buonasera, oppure ci furono anche conversazioni?
IMPUTATO Grigoli: Vede, io non è che andavo dal Bagarella perché dovevamo discutere di determinate cose. Io ero solito accompagnare il Matteo Messina Denaro negli appuntamenti col Bagarella. Quindi di conseguenza ho conosciuto il Bagarella in questa...
PRESIDENTE: Questa funzione di accompagnatore.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Ho capito. Senta, dei...
IMPUTATO Grigoli: Poi man mano che lui mi conosceva, poi si parlava: 'che si dice, che non si dice'.
AVVOCATO Ceolan: Ecco. E dei fatti di strage ne ha mai parlato con Bagarella?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Ceolan: Dell'omicidio ideato, tentato, consumato dei Badalamenti a Padova...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: ... lei ne parla oggi per la prima volta, o ha già riferito ad altra Autorità Giudiziaria?
IMPUTATO Grigoli: Ad altra Autorità Giudiziaria.
AVVOCATO Ceolan: Quanto tempo fa?
IMPUTATO Grigoli: Non me lo ricordo io. Sono stato sentito quasi giornalmente dai vari magistrati, non posso collocare quando.
AVVOCATO Ceolan: Ho capito. No, sa perché gliel'ho fatta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Perché fino ad oggi noi non abbiamo notizia, non dico di un'ordinanza di custodia, ma neanche di un'informazione di garanzia in relazione a questi fatti.
Secondo la sua esperienza - e questa è l'ultima domanda - le risulta che Messina Matteo Denaro fosse implicato nei fatti di strage?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Le risulta?
IMPUTATO Grigoli: Credo che sia... Sì. Credo che sia il contatto di Scarano.
AVVOCATO Ceolan: Le risulta, sì?
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo che sia il contatto di Scarano.
AVVOCATO Ceolan: No, scusi, io le ho fatto una domanda precisa: secondo la sua esperienza, le risulta che Messina Matteo Denaro fosse implicato nelle stragi nel continente?
IMPUTATO Grigoli: E io, secondo la mia esperienza, rispondo che, una volta che fu Scarano con lui che fece sapere che c'era Contorno a Roma, e via dicendo, questa cosa la fece sapere a Matteo Messina Denaro. Di conseguenza, Matteo Messina Denaro poi...
AVVOCATO Ceolan: Secondo lei, quindi, era implicato?
IMPUTATO Grigoli: Lei ha detto secondo la mia esperienza, non secondo me.
AVVOCATO Ceolan: Eh.
PRESIDENTE: Mi scusi, secondo la sua esperienza cosa vuol dire? Qualcheduno glielo disse? Ne fu informato...
IMPUTATO Grigoli: No, perché una volta che... Come?
PRESIDENTE: Ne fu informato da qualcuno?
IMPUTATO Grigoli: Quando fu del foglio... ne parlammo con Matteo Messina Denaro, lui ebbe a dirmi che aveva i contatti con gente di Castelvetrano. Ecco, siccome lui sosteneva, sarà indagato lui, quindi il suo cellulare, una volta che ha avuto questi contatti con queste persone, ecco che...
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, sono il Pubblico Ministero.
Avvocato abbia pazienza, non la voglio interrompere ma, siccome poi leggiamo le trascrizioni, Grigoli ha detto quattro volte "lui" senza dire chi era questo lui che aveva i contatti.
PRESIDENTE: A chi si riferisce quando lei dice lui?
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
IMPUTATO Grigoli: Matteo Messina Denaro.
PRESIDENTE: Aveva i contatti con Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Ecco allora, signor Grigoli, io le contesto quanto da lei dichiarato al Pubblico Ministero di Firenze, dottor Nicolosi, il 24 giugno '97, a pagina 56, alla domanda del dottor Nicolosi:
"Avevo chiesto, sempre in relazione specifica alle stragi, se sapeva che implicazioni aveva avuto - se c'aveva avuto implicazioni Matteo Messina Denaro - a quanto le risulta?"
Lei risponde:
"Non mi risulta".
IMPUTATO Grigoli: Vede, avvocato, il dottor Nicolosi sa che l'ultima volta che è venuto, abbiamo fatto 12 ore e mezzo di interrogatorio.
Poi, lei capirà, non è che un libro che ho letto e faccio... sono tante cose che io in quel momento magari non ricordo, poi ricordo.
Io ricordo anche il fatto, per esempio, che quando arrestarono Scarano, io non è che ero preoccupato che lo Scarano collaborasse, però c'erano certe cose che parlai col Mangano e il Mangano mi fece capire che il Matteo l'aveva assicurato che lo Scarano è uno di quelli che sicuramente non collaborava.
AVVOCATO Ceolan: Ma senta, scusi, lei può dire quel che gli pare, però la interrogano sulle stragi, o due ore o dieci ore; la interrogano su Messina Denaro Matteo, gli dicono: 'lei sa che c'entri o non c'entri con le stragi?', lei dice 'no, non mi risulta'.
Ho finito, signor Presidente.
PRESIDENTE: Grazie.
Chi interviene?
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
Senta signor Grigoli, lei si ricorda se ebbe modo di incontrare Salvatore Contorno all'interno di un bar?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Florio: Le sollecito allora la memoria. Era per caso... Cioè, è possibile che lei incontrò, insieme a Giacalone, Contorno in un bar?
IMPUTATO Grigoli: Io incontrai il Contorno insieme a Giacalone però non dentro il bar.
PRESIDENTE: Fuori dal bar?
IMPUTATO Grigoli: In macchina era lui e in macchina eravamo noi.
AVVOCATO Florio: Senta, per ciò che concerne il suo telefono cellula... Lei aveva un telefono cellulare a quel tempo? Parlo del '94.
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se... Io ce l'avevo il cellulare prima di questi fatti, non ricordo se ancora ce l'avevo. Comunque io a Roma non avevo il cellulare.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi?
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente, io avrei da fare diverse domande. Non so se sia il caso di farle ora o domani mattina, perché è un po' lungo come...
PRESIDENTE: Avvocato, io...
AVVOCATO Pepi: Lo chiedo alla Corte.
PRESIDENTE: No, no, io le dico: abbiamo un'ora e mezza. Se lei crede che sia sufficiente...
AVVOCATO Pepi: Sì, sì. No, no, dicevo...
PRESIDENTE: Vogliono intervenire altri che ritengono di dover fare meno domande, sono tutta... è una scelta vostra, fate voi.
AVVOCATO Pepi: No, no, io dicevo solo, siccome l'udienza è già stata abbastanza lunga, pesante, pensavo...
PRESIDENTE: D'altra parte dopo le 14 non possiamo più lavorare, quindi se lei vuol credere, crede... Intanto comincia, poi eventualmente, se non ha finito, continua domani mattina.
AVVOCATO Pepi: No, no, ma io concludo abbastanza presto. Avvocato Pepi.
Senta Grigoli, la prima domanda parte dalle sue ultime dichiarazioni proprio di stamani. Lei conferma che Giorgio Pizzo non ha partecipato direttamente alle stragi?
IMPUTATO Grigoli: Direttamente?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Che lui partì? Lei intende che lui partì?
AVVOCATO Pepi: Sì, eh.
IMPUTATO Grigoli: Quello che mi risulta a me, lui non partì.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, lei ha detto che tra i motivi del suo pentimento vi era anche un motivo di rancore nei confronti di Spatuzza.
IMPUTATO Grigoli: No, avvocato, lei forse ha intrapreso male. E' stato lo spunto...
PRESIDENTE: Interpretato male.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Lo spunto è stato, non perché io mi sono pentito per il suo comportamento. Lui mi diede lo spunto per poter pensare realmente questi cosiddetti fratelli chi erano. Perché ci chiamavamo fratelli, eravamo fratelli.
Quindi lui da questo mi diede lo spunto di poter pensare io con chi avessi a che fare. Da questo di conseguenza, poi cominciai a pensare a tutto quello che avevo fatto e mi sono reso conto di aver sbagliato a fare molte cose di...
AVVOCATO Pepi: Comunque, indipendentemente da questo fatto, mi sembra che lei più volte abbia dimostrato rancore e odio nei confronti di Spatuzza. Lo conferma questo fatto?
IMPUTATO Grigoli: Non si tratta di odio.
AVVOCATO Pepi: Ma lei ha detto, se non vado errato, che: 'avevo anche pensato di ucciderlo'. Se questo non è odio, mi dica lei che cos'è?
IMPUTATO Grigoli: Ma guardi, purtroppo, dico purtroppo, ho ucciso tanta gente senza neanche conoscerla.
AVVOCATO Pepi: Ma Spatuzza lo conosceva però?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Eh, appunto.
IMPUTATO Grigoli: Ma non per odio, perché lui stava sbagliando, si stava comportando male. E allora io dissi: ho ucciso tanta gente che magari, non lo so, per motivi, per altri... perché si era comandato non dovevo uccidere lui che mi stava mettendo in condizioni di mandare mia moglie a lavorare, o di non poter mandare... Cioè, questa era la cosa che mi dava...
AVVOCATO Pepi: Senta, torniamo un attimo al momento...
IMPUTATO Grigoli: Ma difatti guardi, le posso dire anche un'altra cosa. Io avevo già contattato un guardia carceriere, perché prima di uccidere lui volevo fare presente la cosa in galera io, o perlomeno ai Graviano, o al Mangano.
AVVOCATO Pepi: Cioè, lei aveva parlato con un carceriere perché uccidesse Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Persona già indagata e quindi non posso aggiungere altro su questa cosa.
AVVOCATO Pepi: Bene.
IMPUTATO Grigoli: Senta, torniamo dicevo un attimo al momento in cui lei è stato arrestato. Lei dove è stato arrestato?
IMPUTATO Grigoli: Io, adesso non mi ricordo la via, in un appartamento nei pressi di via Bitrè*.
AVVOCATO Pepi: Comunque era in casa?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: In quel momento che cosa stava facendo, se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Mi stavo accingendo a cucinare.
AVVOCATO Pepi: Che cosa cucinava?
IMPUTATO Grigoli: Non erano scampi comunque, era del gambero.
AVVOCATO Pepi: Erano forse aragoste, anche?
IMPUTATO Grigoli: No, gliel'ho detto, era gambero.
AVVOCATO Pepi: Gambero.
IMPUTATO Grigoli: Poi i giornali l'hanno fatta diventare aragoste.
AVVOCATO Pepi: No, comunque...
IMPUTATO Grigoli: E se vuole sapere, anche le lumache.
AVVOCATO Pepi: No...
IMPUTATO Grigoli: Noi mangiamo le lumache lì, dalle nostre parti.
AVVOCATO Pepi: Va be'. Senta, durante...
PRESIDENTE: Non solo dalle vostre parti.
IMPUTATO Grigoli: Non lo so, c'è gente che non li mangia.
PRESIDENTE: Sì, ma ci sono i buongustai che li mangiano. Andiamo avanti, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Dura...
PRESIDENTE: Se deve continuare su questo argomento, è molto più piacevole degli altri.
AVVOCATO Pepi: No, no.
PRESIDENTE: No, no, guardi che è più piacevole degli altri.
AVVOCATO Pepi: Sì, sì.
PRESIDENTE: Anche data l'ora.
AVVOCATO Pepi: Esatto. Senta, durante il momento in cui lei è stato arrestato, è stato portato dove, alla Squadra Mobile?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, durante la permanenza immediata alla Squadra Mobile, per caso lei ha ricevuto, o direttamente, o telefonicamente, un invito da parte di Pasquale Di Filippo a pentirsi?
IMPUTATO Grigoli: Un invito da parte di Pasquale Di Filippo a pentirmi?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Pepi: Senta, attualmente lei in che situazione è: è libero o è detenuto?
IMPUTATO Grigoli: Detenuto.
AVVOCATO Pepi: Detenuto. Perché lei ancora ha detto non è entrato sotto il regime di protezione, vero?
IMPUTATO Grigoli: Perché?
AVVOCATO Pepi: Non è ancora...
PRESIDENTE: Non è ancora stato ammesso a regime di protezione.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei è già stato condannato per altri fatti?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Pepi: Ma ha vari procedimenti pendenti?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Per che tipi di reati?
IMPUTATO Grigoli: Omicidi.
AVVOCATO Pepi: Solo omicidi?
IMPUTATO Grigoli: No, rapina, estorsione. Adesso non lo so.
AVVOCATO Pepi: Bene. Nel momento precedente alla sua dichiarazione di voler collaborare con la Giustizia, lei ha mica per caso - come altri collaboratori - avuto da parte della DIA, o da altre istituzioni, un invito a pentirsi e una promessa in danaro, o di altri vantaggi?
IMPUTATO Grigoli: Assolutamente no e neanche ho fatto questo tipo di richiesta.
AVVOCATO Pepi: Io le ho chiesto se gliel'avevano fatta altri, non che l'avesse chiesto lei.
IMPUTATO Grigoli: E io le ho detto che non mi è stata fatta e neanche è stata fatta da parte mia.
AVVOCATO Pepi: Bene. Senta, non ho capito bene se, quando lei ha parlato della sua partecipazione a Cosa Nostra, se lei era uomo d'onore, o affiliato?
PRESIDENTE: No, no, ha già risposto.
IMPUTATO Grigoli: L'ho già spiegato.
AVVOCATO Pepi: Ha già risposto chiaramente e dilungandosi sul fatto che non l'avevano... come si dice?
IMPUTATO Grigoli: "Pungiuto".
PRESIDENTE: "Pungiuto".
AVVOCATO Pepi: Comunque, senta, lei chiaramente però conosceva sia persone di Cosa Nostra e come questa organizzazione operava.
Io le chiedo: lei è a conoscenza di quali qualità personali siano necessarie per entrare in Cosa Nostra?
IMPUTATO Grigoli: Mah, genericamente sì.
AVVOCATO Pepi: Ce le può dire?
IMPUTATO Grigoli: Bisogna essere... innanzitutto bisogna essere un... bisogna avere delle qualità, essere riservati. Non lo so adesso lei cosa vuole sapere.
PRESIDENTE: Lei dica se conosce che ci vogliono delle qualità particolari?
IMPUTATO Grigoli: L'ho detto, persone riservate, per le persone anche non... pure gli incensurati sono abbastanza...
AVVOCATO Pepi: E allora le specifico meglio sempre la domanda: è possibile che in Cosa Nostra venga ammesso e vi partecipi persona che ha come parenti Carabinieri, o comunque Forze dell'Ordine?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si suol dire: da una rosa nasce una spina, da una spina nasce una rosa, in Cosa Nostra. Si suol dire anche questo..
AVVOCATO Pepi: Lei ha parenti nelle Forze dell'Ordine?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Dove, nei Carabinieri, o nella Polizia?
IMPUTATO Grigoli: Carabinieri.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha parlato spesso di Francesco Giuliano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: E lo avrebbe, lo ha anche definito più volte un chiacchierone e un fannullone che faceva fare tutto agli altri.
Ecco, io le chiedo, siccome a Giuliano lei ha attribuito una serie di fatti particolarmente gravi, le chiedo: ma è possibile che Cosa Nostra, che come lei diceva prima, assumeva persone che erano molto riservate, facesse fare questi fatti gravi a Giuliano?
IMPUTATO Grigoli: Ma chiacchierone io non intendevo che andava a sventagliarle ai quattro venti.
Vede, neanche Giuliano, Lo Nigro, tutti quelli del gruppo, non è che sapevano che io avevo i contatti con Bagarella. Non è che sapevano che io avevo i contatti con Matteo Messina Denaro.
Ora per contatti, dico anche fisici in questo senso. Non è che mi incontravo con lui per discutere determinate cose.
Comunque era, si trattava di persona di fiducia.
E quindi non è che io andavo a dire al Giuliano: 'sai, mi sono incontrato con Bagarella, questo, quell'altro...', non è che... Questo, era chiacchierare.
AVVOCATO Pepi: Senta, veniamo un attimo - le mie domande vanno un po' in là, sicché magari...
IMPUTATO Grigoli: Addirittura io ebbi una storia con Peppuccio Barranca perché in una occasione venne il Bagarella in un magazzino dove era stato ucciso uno. E lui vide che il Bagarella ebbe, come, mi salutò come persona conoscente.
Allorché lui, quando andò via, mi disse: 'ma chi era?'
Ci dissi: 'Una persona.'
'Va be', questo l'ho visto pure io.'
Dissi: 'boh, che ne so?'
Poi lui venne a sapere chi era e si era un po' lamentato con me, perché io non glielo avevo detto che era Bagarella.
AVVOCATO Pepi: Sì, comunque mi scusi...
IMPUTATO Grigoli: Per dirle...
AVVOCATO Pepi: Grigoli, scusi, eh...
IMPUTATO Grigoli: Se invece io andavo a dire... Ecco, questo poteva essere anche una forma di essere chiacchierone. Se io andavo a dire agli altri...
AVVOCATO Pepi: No, comunque non mi sembra che abbia risposto alla mia domanda.
Io le ho chiesto, siccome lei è partito da una premessa, che in Cosa Nostra entrava...
IMPUTATO Grigoli: Io, per farle capire che cosa intendo per chiacchierone. Non è che Giuliano andava a dirlo ai quattro venti che era partecipe di alcune situazioni.
Anche nel nostro ambito, lui doveva parlare di meno.
AVVOCATO Pepi: Allora perché lei ha definito Giuliano un chiacchierone?
IMPUTATO Grigoli: Perché nel nostro... anche nel nostro gruppo si parla di meno, non si parla tanto.
Loro vennero a lamentarsi anche dell'omicidio di Castiglione.
AVVOCATO Pepi: Ma scusi, allora...
IMPUTATO Grigoli: Che loro non sapevano, che io ho fatto insieme a Pasquale Di Filippo.
Lui ha chiesto, dice, mah... siccome erano soliti sapere che ero io che sparavo, quindi, di conseguenza ci andava automaticamente che è stato "u' cacciatore".
AVVOCATO Pepi: Sì...
IMPUTATO Grigoli: Allora loro mi hanno chiesto e gli ho detto: 'boh, non ne so parlare.'
AVVOCATO Pepi: Ecco, dicevo, Grigoli, ma allora, visto che lei ha definito in questa maniera Giuliano, lei non lo ha mai ripreso per il fatto che stava parlando in giro e diceva troppe cose?
IMPUTATO Grigoli: Allora, le dico anche sotto quale aspetto chiacchierò.
Si doveva uccidere una persona... Perché, lei, a questo punto, è suo imputato, me lo fa ancora più...
Si doveva uccidere una persona e gli diceva a quello seduto lì che doveva essere strangolato: 'noi ti uccidiamo in nome della Sicilia.'
Questo è... E' una forma di parlare troppo. Insomma, devi essere un pochettino... Ecco.
AVVOCATO Pepi: Sì, comunque lei è molto abile a non rispondere alle domande.
Io le ho chiesto semplicemente...
IMPUTATO Grigoli: No, non è questione di abilità. Io sono qui, le ho detto, di fronte alla Corte, per dire la verità. E non ho motivo...
AVVOCATO Avellone: Presidente, scusi. Io vorrei che il collega si limitasse a fare le domande del controesame senza fare commenti sulle risposte...
AVVOCATO Pepi: No, io non fo commenti.
AVVOCATO Avellone: ... che sono, secondo me, abbastanza esaurienti.
AVVOCATO Pepi: No, io vorrei...
AVVOCATO Avellone: Se lei vuole spiegare tutto quello che diceva Giuliano, noi finiamo domani.
AVVOCATO Pepi: No...
PRESIDENTE: Va bene. Per cortesia, calmiamoci tutti.
Avvocato, prego, prosegua.
AVVOCATO Pepi: Sì, allora io...
PRESIDENTE: Delle domande...
AVVOCATO Pepi: ... formulo esattamente...
PRESIDENTE: ... delle domande.
AVVOCATO Pepi: Sì. Lei mi dice: sì, o no.
Ha mai rimproverato Giuliano perché parlava troppo?
Le può dirmi: sì, o no.
IMPUTATO Grigoli: No, io ne parlavo direttamente con Nino Mangano.
AVVOCATO Pepi: Ecco, oh. Non è che ci volesse...
Dunque, senta, veniamo all'attentato dell'Olimpico.
E' sicuro che, nei pressi dell'Olimpico, al momento dell'attentato, vi fosse un bidone pieno di chiodi?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere da lei se, in occasione dell'attentato all'Olimpico, ci fosse preparato e quindi fosse lì, in quella situazione, anche un bidone pieno di pezzi di ferro.
IMPUTATO Grigoli: Il bidone pieno di pezzi di ferro...
PRESIDENTE: Lui ha detto chiodi, ma questo...
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Grigoli, nel fare la dichiarazione, ha detto che erano pezzetti di ferro.
IMPUTATO Grigoli: Tondino.
PRESIDENTE: Tondino.
IMPUTATO Grigoli: Per la costruzione, per i pilastri...
PRESIDENTE: Sì, siamo d'accordo.
IMPUTATO Grigoli: Questo bidone è stato riempito, lì, a Edil Vaccaro.
Io ho detto ai magistrati che non mi ricordo se lo caricai pure insieme all'esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei conferma - perché mi sembra che l'abbia già detto - che Giuliano non era presente nel fallito attentato all'Olimpico?
IMPUTATO Grigoli: Lui scese con me.
AVVOCATO Pepi: Sì, quindi non era presente quando è stato fatto il tentato...
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Pepi: Ecco, volevo soltanto che lo ribadisse.
IMPUTATO Grigoli: Se era presente, dicevo che era presente.
AVVOCATO Pepi: Ecco, a posto.
Senta, lei ha parlato sempre per l'attentato dell'Olimpico, di una Thema pulita, targata Palermo. Giusto?
IMPUTATO Grigoli: No, io non ho detto... Io ho detto: 'ricordo Palermo', non è che ho affermato era targata Palermo.
E' diverso, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io le chiedo comunque, siccome lei ha parlato di pulizia dell'auto e ci ha spiegato anche in che cosa consistesse, lei sa che comunque anche pulendo la macchina vi è un numero sul motore? Identificativo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, è stato...
AVVOCATO Pepi: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: E difatti ci sono i punzoni, avvocato, per cambiare i numeri del motore. Che Giacalone sapeva fare.
AVVOCATO Pepi: Ed è stato pulito anche questo, oppure no?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha anche detto che Giuliano sarebbe stato un esperto nel rubare le auto con lo spadino.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Allora io le chiedo: non era più semplice che Giuliano rubasse un'auto a Roma, invece che portare una macchina direttamente da Palermo?
IMPUTATO Grigoli: No, era diverso, perché la macchina doveva stare posteggiata. E quindi si vedeva questa macchina... E difatti ci furono fatti i lavori, ci voleva la macchina con un baule più grande...
Perché la FIAT Uno non è che l'esplosivo, da quello che ho capito, lo hanno messo il bagagliaio, lo hanno messo anche all'interno. Perché tutto nel bagagliaio non ci entrava.
Di conseguenza, una macchina che doveva stare parecchio, non è che gliel'hanno messa due minuti prima che passasse il corteo dei poliziotti, gliel'hanno messo molto prima.
E quindi in questa macchina non si doveva notare nulla. Ecco la differenza.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha parlato poi di un appartamento in Roma, dove voi aveste delle noie con la portiera.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io vorrei sapere, capire bene, in questo quartiere, prima di andare via da questo quartiere, quanto ci siete stati? una settimana, alcuni giorni, alcune ore...
IMPUTATO Grigoli: Nell'appartamento dove ci abbiamo avuto i problemi con la portiera...
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMPUTATO Grigoli: ... ho già detto che siamo stati poche ore.
AVVOCATO Pepi: Poche ore.
Senta, veniamo un attimo all'attentato a Contorno.
E' a conoscenza lei che Contorno aveva ucciso un fratello di Gaspare Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Lui me lo ha comunicato.
AVVOCATO Pepi: Quindi, lo sapeva.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, allora non le sembra strano che Spatuzza non faccia parte del commando?
IMPUTATO Grigoli: Ma mica lo doveva decidere lo Spatuzza chi ci doveva andare. Spatuzza era un semplice soldato come me.
PRESIDENTE: Chi lo decideva?
IMPUTATO Grigoli: Lo decideva Graviano, all'epoca.
AVVOCATO Pepi: Senta, sa chi accompagnò Giuliano dopo il primo attentato a Contorno a Palermo a prendere i detonatori?
IMPUTATO Grigoli: Sa chi accompagnò il Giuliano...?
AVVOCATO Pepi: Sì, chi accompagnò Giuliano, dopo il fallito attentato a Contorno, quando si recò nuovamente in Sicilia per prendere i detonatori, chi è che lo accompagnò?
IMPUTATO Grigoli: Quando scese a Palermo, nessuno; quando risalì, Pietro Romeo.
AVVOCATO Pepi: E sa con che mezzo andò Giuliano?
IMPUTATO Grigoli: Ah, lei intende accompagnato dove? Alla stazione?
AVVOCATO Pepi: No, in Sicilia.
IMPUTATO Grigoli: Mi rifaccia la domanda.
AVVOCATO Pepi: Giuliano, dopo il primo attentato che è andato male a Contorno...
IMPUTATO Grigoli: Fu mandato a Palermo, sì.
AVVOCATO Pepi: Fu mandato a Palermo.
Ecco, io le ho chiesto: andò da solo, o andò con qualcheduno?
IMPUTATO Grigoli: No, lo accompagnò lo Scarano, credo.
AVVOCATO Pepi: E sa con che mezzo andò? Se con l'auto, con la nave, con l'aereo...
IMPUTATO Grigoli: Io ho già detto, avvocato, o con l'aereo - non so essere specifico, non so essere preciso su questo - o con l'aereo, o con... o si imbarcò, qualcosa del genere.
AVVOCATO Pepi: E non sa neppure...
IMPUTATO Grigoli: Come?
AVVOCATO Pepi: Non...
IMPUTATO Grigoli: Siccome c'era urgenza, io penso con l'aereo, comunque.
AVVOCATO Pepi: Comunque non sa se Giuliano storpiò, come lei ha detto, il nome? Per prendere il biglietto aereo o navale che sia.
IMPUTATO Grigoli: Per il momento non mi ricordo, se abbiamo parlato di questo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha detto che, per confondere le idee all'Autorità, Cosa Nostra decise di cambiare tipo di esplosivo per l'attentato a Contorno. Giusto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io le chiedo: siccome lei ha anche dichiarato che Carra fece pervenire su, non solo esplosivo, ma anche armi convenzionali, addirittura dei mitra Kalashnikov; non era più semplice uccidere Contorno con il mitra?
IMPUTATO Grigoli: No. Le armi furono salite, le risalimmo. Però furono poi riscese perché non ce n'era di bisogno.
Perché dovevamo operare con dell'esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Senta, se lei... Queste, sono domande che esulano un po' dai fatti di strage. E io le chiedo: lei è a conoscenza se vi fosse, da parte di Cosa Nostra, intenzione di commettere attentati a magistrati italiani per favorire un partito nascente politico, e precisamente Forza Italia?
IMPUTATO Grigoli: Io non ho parlato di politica e non intendo parlarne.
AVVOCATO Pepi: Cioè, la sua risposta è che lei non lo sa, o non vuol rispondere?
IMPUTATO Grigoli: Non intendo parlarne.
AVVOCATO Pepi: Quindi, non intende rispondere.
IMPUTATO Grigoli: E' diverso, avvocato.
AVVOCATO Pepi: No, veramente tanto diverso non è.
PRESIDENTE: E' la stessa cosa, mi scusi.
AVVOCATO Pepi: Eh.
PRESIDENTE: Comunque lei ha il diritto di dire: 'non voglio parlare'.
IMPUTATO Grigoli: Di questo argomento.
AVVOCATO Pepi: Allora io... Comunque lei mi risponderà nello stesso modo, oppure no, comunque io le chiedo: lei sa se, negli attentati delle stragi del '93 vi fossero implicati anche i poteri forti dello Stato e i Servizi Segreti e la Massoneria?
IMPUTATO Grigoli: No, io le posso dire che si era, nei progetti, anche se non immediatamente esecutivi, diciamo, non è che si era pronti nel fare questa cosa. Ma, nei progetti, c'era di uccidere Caselli ed altri.
AVVOCATO Pepi: Comunque, di questi... Non è che ancora mi abbia dato una risposta.
Cioè, io le ho chiesto: se sa - lei mi può dire sì o no - se, negli attentati, fossero implicati anche i Servizi Segreti, la Massoneria, i poteri forti.
Lei mi può dire sì o no.
IMPUTATO Grigoli: No, non mi risulta questo.
AVVOCATO Pepi: Non le risulta.
Lei sa come furono scelti gli obiettivi monumentali da sottoporre ad attentati?
IMPUTATO Grigoli: Oltre quelli già fatti?
AVVOCATO Pepi: No, no, quelli fatti, di quelli fatti.
Come furono scelti?
IMPUTATO Grigoli: Non... non lo so.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Sa se coloro che lei dice siano venuti nel Continente a commettere queste stragi conoscessero Roma, Milano e Firenze?
IMPUTATO Grigoli: Mi può fare gentilmente la domanda? Non la sento bene.
AVVOCATO Pepi: Lei ha detto che varie persone hanno operato queste stragi. Ha fatto i nomi di queste persone.
Volevo sapere: lei è a conoscenza se queste persone sono venute a Roma, a Firenze e Milano, conoscessero precedentemente queste tre città?
IMPUTATO Grigoli: Prima di fare le stragi?
AVVOCATO Pepi: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Non lo so.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha partecipato all'omicidio di padre Puglisi?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Come vi ha partecipato, con la moto, o con l'auto?
PRESIDENTE: Come dice?
IMPUTATO Grigoli: L'avvocato voleva sapere se ho partecipato con la moto, o con l'auto nel delitto padre Puglisi.
No, vede...
PRESIDENTE: Lei risponde quello che crede.
IMPUTATO Grigoli: Ci sono... c'è un altro procedimento in corso, risponderò lì.
Però io non so che c'entra, in questo processo, padre Puglisi.
AVVOCATO Pepi: Ora, commenti da parte... Mi sembra... Sennò...
PRESIDENTE: Io spero che non ci sia... da parte mia non c'è stato nessun commento.
AVVOCATO Pepi: No, no.
PRESIDENTE: Lei continui pure a fare le sue domande.
AVVOCATO Pepi: Quindi, su questa domanda, non mi risponde.
IMPUTATO Grigoli: Guardi, non è che... Cioè, non... Comunque vuole sapere io come ho sparato a padre Puglisi?
AVVOCATO Pepi: No, io voglio solo sapere se lei, quando ha commesso l'omicidio Puglisi, era in macchina o in auto.
Siccome a già altre Autorità... Era in auto, o in moto?
IMPUTATO Grigoli: Ero con la macchina di Giacalone, di proprietà di Giacalone.
AVVOCATO Pepi: Bene. Va bene.
IMPUTATO Grigoli: C'era anche la macchina di proprietà di Lo Nigro Cosimo. Con le macchine pulite, ci siamo andati.
AVVOCATO Pepi: Con le macchine, benissimo.
IMPUTATO Grigoli: E gli ho sparato, sì.
AVVOCATO Pepi: Benissimo.
Senta, lei, dopo essere, aver deciso di collaborare, ha più sentito, quantomeno telefonicamente, Ciaramitaro?
IMPUTATO Grigoli: Ho sentito...?
AVVOCATO Pepi: Ha parlato per telefono con Ciaramitaro?
IMPUTATO Grigoli: Ciaramitaro, no.
AVVOCATO Pepi: No. Senta, che lei sappia, Scarano aveva persone di fiducia che rubavano per lui delle auto?
IMPUTATO Grigoli: Almeno una, sì. Perché loro vennero a dirmi che, quando fu dello Stadio e Lo Nigro buttò la chiave e poi non funzionò più il telecomando, ci fu bisogno di portare via la macchina e lo Scarano andò a prendere una persona che rubava le macchine.
AVVOCATO Pepi: Senta, le risulta...
PRESIDENTE: Per farla aprire, ovviamente.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Per metterla in moto. Non ci riuscì, comunque.
AVVOCATO Pepi: Senta, le risulta che, secondo Calvaruso e Romeo, lei doveva essere eliminato perché era troppo loquace?
IMPUTATO Grigoli: No, io ho sentito di questa storia tramite i giornali, anche se non... all'epoca non ci ho creduto. oggi, non lo so, mi sono ravveduto. Può anche darsi.
AVVOCATO Pepi: Senta, sono a fine, l'ultima domanda: lei ha parlato che Giuliano avrebbe fatto delle telefonate rivendicative delle stragi, attribuendole alla Falange Armata.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, io volevo sapere: lei sa se queste telefonate erano state fatte da Giuliano con la voce sua normale, oppure contraffatta con dialetto siciliano...
IMPUTATO Grigoli: No, io addirittura ricordo che ci furono, che lui fece sapere. Adesso non mi ricordo, non so se me lo disse, a chi fece sapere che lui aveva informato che questi attentati erano stati fatti di questa... a nome della Falange Armata.
AVVOCATO Pepi: Sì. Senta...
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se fu una telefonata, o altre cose.
AVVOCATO Pepi: Lei non sa quando e dove siano state fatte queste telefonate.
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Pepi: Ecco, allora le chiedo: siccome vari, cioè, quasi tutti i collaboratori già sentiti e anche lei, ha dichiarato, avete dichiarato che queste stragi vennero fatte da Cosa Nostra per costringere lo Stato a venire a trattative per eliminare il 41-bis e altri fatti; come mai allora queste stragi venivano fatte rivendicare alla Falange Armata che, con Cosa Nostra, non ci entrava affatto?
Come poteva poi lo Stato contattare Cosa Nostra se sapeva che le stragi erano state fatte alla Falange Armata?
IMPUTATO Grigoli: Se lei si ricorda bene, ci fu un contatto con Cosa Nostra, per Aldo Moro che furono i terroristi.
AVVOCATO Pepi: No, ma ora io le ho chiesto proprio relative alle stragi del '93.
Ora, se non vado errato, Moro è stato assassinato nel '78, mi sembra.
IMPUTATO Grigoli: Sì. No, per fargli capire... Cioè, contattò lo Stato, così si è sentito, che Cosa Nostra. Però per interessamento... Non è che era stata Cosa Nostra a rapinare Aldo Moro.
Per cercare di aggiustare questa cosa tramite, con i terroristi.
AVVOCATO Pepi: Ma allora devo capire, dalla sua...
IMPUTATO Grigoli: Quindi ci poteva essere anche questa possibilità. Che contattavano Cosa Nostra per vedere un pochettino di contattare questa Falange Armata.
AVVOCATO Pepi: Ma allora...
IMPUTATO Grigoli: Perché si prendeva i meriti, come se non ne sapesse parlare.
AVVOCATO Pepi: Ma da quello che lei dice, allora io devo presumere che Aldo Moro sia stato ammazzato dalla mafia.
IMPUTATO Grigoli: No. Non ho detto questo, io.
AVVOCATO Pepi: Bene. Io non ho altre domande.
Però ho, a questo punto, in relazione all'ultima domanda che ho fatto a Grigoli, una istanza: ove nella ipotesi che queste telefonate fossero registrate, chiedo che sia formalmente fatta una perizia fonica per accertare se la voce sia attribuibile, o meno, a quella di Giuliano Francesco.
PRESIDENTE: Bene. Ci riserveremo poi, dopo aver sentito il P.M..
Ora andiamo avanti con questo turno.
Chi prende la parola? Prego.
AVVOCATO Oddo: Avvocato Giuseppe Oddo. Grazie, signor Presidente.
La ringrazio anche per la cortesia che ella mi volev usare.
Dato che domani sarò nuovamente qui, non ci...
PRESIDENTE: Lei, avvocato...
AVVOCATO Oddo: E' stato molto cortese e la ringrazio.
PRESIDENTE: Non era neanche tenuto a scusarsi. La scelta è sua, quindi...
AVVOCATO Oddo: No, no, dico...
Io non ho molte domande, per la verità, da fare. E quindi, credo che faremo tutto brevemente.
Signor Grigoli, buongiorno.
IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.
AVVOCATO Oddo: Io volevo chiederle intanto, a proposito di quest'ultimo argomento che lei ha trattato con il collega che mi ha preceduto, la scelta di indicare come Falange Armata la sigla di rivendicazione, fu operata da qualcuno, o vi venne imposta, vi venne detta?
IMPUTATO Grigoli: Mah, sicuramente non è che l'ha fatto di testa... Se lo ha fatto, non è che lo ha fatto di testa propria, Giuliano.
AVVOCATO Oddo: Non sa nulla, in proposito?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Oddo: Va bene. Un chiarimento: lei ha detto, a proposito di Pasquale Di Filippo, che probabilmente egli si avvicinò a Cosa Nostra nel, a partire dall'anno 1993.
Cioè, poc'anzi, rispondendo...
IMPUTATO Grigoli: Me lo avvicinarono. Diceva?
AVVOCATO Oddo: Rispondendo a domanda del signor Pubblico Ministero, ho capito bene, è vero?
Può chiarire se ciò avvenne prima o dopo le stragi, in particolare?
Perché, su questo, aveva pure risposto in tempo precedente.
IMPUTATO Grigoli: Credo dopo.
AVVOCATO Oddo: Ecco, allora non ho nulla da contestare, perché effettivamente lei aveva chiarito al Pubblico Ministero che...
IMPUTATO Grigoli: Comunque io non ho detto che Pasquale Di Filippo entrò in Cosa Nostra nel '93.
AVVOCATO Oddo: Ah.
IMPUTATO Grigoli: Io fui, mi avvicinarono, dice: 'mettiamocelo accanto.'
AVVOCATO Oddo: Ah, quindi viene avvicinato in epoca successiva alle stragi. Capisco bene?
IMPUTATO Grigoli: Dal nostro mandamento, sì.
AVVOCATO Oddo: Lei ha parlato di ruoli minori, sostanzialmente, di Di Filippo nei fatti delittuosi. Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sui fatti delittuosi, sì. Ruoli minori sull'operazione.
AVVOCATO Oddo: Sì. E aveva ruoli minori pure nella organizzazione?
Quando poi entrò nella organizzazione.
IMPUTATO Grigoli: No, io ho parlato di ruoli minori nelle operazioni delittuose.
AVVOCATO Oddo: Sì, io ora le sto chiedendo: quando poi entrò nell'organizzazione a partire dall'anno '94, o successivamente ancora, continuò ad avere un ruolo sostanzialmente minore. Non ebbe mai un ruolo di rilievo, no?
IMPUTATO Grigoli: Io le posso dire di quello che sono a conoscenza, di quello che...
AVVOCATO Oddo: Sì, eh.
IMPUTATO Grigoli: Addirittura lui mi ebbe a dire che il Bagarella gli aveva proposto di farsi un gruppo di fuoco da... per conto suo.
AVVOCATO Oddo: Ah, una cosa diversa, deviante, rispetto...
Lei ha parlato oggi dei fratelli Graviano, disegnando il ruolo di ciascuno di loro.
In particolare ha chiarito che, capomandamento, era Giuseppe Graviano. Giusto?
Poi, parlando di Filippo Graviano ha detto che curava più che altro gli aspetti economici della famiglia.
In particolare, è giusto dire che curava l'attività relativa alle costruzioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Oddo: E, quindi, al reimpiego del denaro nelle costruzioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì, anche.
AVVOCATO Oddo: Ed era soprattutto... questo danaro, era in particolare denaro proprio, diciamo? E' giusto?
IMPUTATO Grigoli: No.
AVVOCATO Oddo: Lei sa se i Graviano hanno... In genere, parlo, dei Graviano e poi di Filippo Graviano, in particolare, hanno capacità reddituali proprie, oltre capacità reddituarie...
IMPUTATO Grigoli: Io so che loro era una famiglia già economicamente abbastanza agiata. Questo, lo posso dire.
AVVOCATO Oddo: Ecco, va bene. Era questo intanto, quello che mi interessava.
Quindi, giusto dire che fosse diciamo, la sua attività, quella destinata a quest'ambito, quello delle costruzioni. E quindi il reimpiego, o l'investimento nel campo delle costruzioni.
Ma loro lo facevano direttamente, cioè in proprio, oppure si servivano di altre persone?
IMPUTATO Grigoli: Guardi, io ho parlato che gestiva, più che altro... Adesso, gli affari...
AVVOCATO Oddo: Parliamo delle costruzioni.
IMPUTATO Grigoli: Gli affari propri, io non è che le posso dire più di tanto.
AVVOCATO Oddo: Va bene. E allora...
IMPUTATO Grigoli: Se costruiva, se...
AVVOCATO Oddo: Comunque vorrei un chiarimento preciso sul problema decisionale.
Lei ha detto: capomandamento, effettivamente, era Giuseppe Graviano.
E' giusto dire che le decisioni venivano prese da Giuseppe Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Io ho detto che Giuseppe Graviano, di quello che so io, era capomandamento.
AVVOCATO Oddo: Ecco, io...
IMPUTATO Grigoli: E Filippo ho saputo che si occupava di altri aspetti.
AVVOCATO Oddo: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Poi, se era più o meno...
AVVOCATO Oddo: Scusi, io vorrei ricordarlo, o lo contesto senz'altro, quanto risulta dal verbale del 24 di giugno del '97.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Oddo: Il signor Pubblico Ministero premette, in riferimento alle stragi, il fatto, dice:
"Chi è che diede ordini?"
"Giuseppe Graviano."
Dice: "Chi è che diede incarico?"
"Sempre Giuseppe Graviano."
Ora... E poi introduce allora il discorso:
"Ma che cosa può dire sull'altro fratello, su Filippo? Dato che loro, gli altri, gli stessi di prima, è sempre Giuseppe Graviano. Sull'altro?"
La sua risposta: "No. Quello che dava gli ordini, che era il capomandamento, che decideva le cose, era Giuseppe Graviano..."
IMPUTATO Grigoli: Perché lui ebbe a darmi...
AVVOCATO Oddo: Scusi.
"Chiaramente..."
PRESIDENTE: Faccia finire.
AVVOCATO Oddo: Mi scusi, signor Grigoli, io non la vedo in questo momento, ma...
PRESIDENTE: Prosegua, avvocato.
AVVOCATO Oddo: ... volevo proseguire.
"Chiaramente, poi, Filippo e Benedetto erano anche loro uomini d'onore. Ma colui che decideva, era Giuseppe Graviano."
Lei conferma quello che ha detto al Pubblico Ministero, giusto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Oddo: Va bene. Se conferma questo, non è più neanche una contestazione, perché, a questo punto, entra come prova.
Io credo di non avere altre domande. Solo un momento... Ah, un chiarimento: a proposito dei contatti dal carcere, in epoca successiva all'arresto di Giuseppe Graviano e di Filippo Graviano.
Lei ha dato, nel suo racconto, la rappresentazione di alcuni episodi riferendoli sempre a Giuseppe Graviano.
Dico: è giusto dire che non le risultano episodi, fatti di messaggi dal carcere di Filippo Graviano, invece. E' giusto?
IMPUTATO Grigoli: No, mi risulta a me che Giuseppe Graviano mandava questi messaggi.
AVVOCATO Oddo: Sì, e questo lo aveva detto, appunto.
D'altra parte c'è un documento in processo, il quale...
Va bene. Io non ho altre domande.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Barone: Posso io, Presidente? L'avvocato Barone.
Mi consente di stare seduto, Presidente?
PRESIDENTE: Prego, prego.
AVVOCATO Barone: Signor Grigoli, lei ha notizie dirette di una presenza di Ferro Vincenzo a Firenze, in occasione dei fatti per cui stiamo procedendo?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo se... se parlammo di questo fatto, della presentazione dello zio a questi che dovevano andare a Firenze.
AVVOCATO Barone: La mia domanda era un po' diversa, comunque se lei ricorda solo questo, non insisto.
IMPUTATO Grigoli: E me la faccia.
AVVOCATO Barone: No, io le ho detto se le risulta la presenza di Ferro Vincenzo a Firenze.
Se non lo sa...
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo.
AVVOCATO Barone: Va bene. Senta, lei ha - se non ho capito male, l'altro ieri - parlato di un telecomando che vedeva sperimentare a uno degli imputati di questo processo.
Può cortesemente descrivere, facendo uno sforzo di memoria, questo telecomando e illustrarci com'era fatto?
IMPUTATO Grigoli: Scusi, che intende per sperimentare?
AVVOCATO Barone: Non ha parlato lei l'altro giorno di aver visto un imputato di questo processo che provava questo telecomando per...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ecco, sì.
AVVOCATO Barone: ... vedere il funzionamento, un po'?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Ecco, io mi riferisco a questo.
IMPUTATO Grigoli: Ah.
AVVOCATO Barone: Può descrivere alla Corte questo telecomando, cercando di essere il più dettagliato possibile?
IMPUTATO Grigoli: E' un telecomando di quelli che, simili a quelli che... per modellini, per le macchinine, queste telecomandate.
PRESIDENTE: Era una scatola?
IMPUTATO Grigoli: Una scatoletta, così.
PRESIDENTE: Di dimensioni, più o meno?
IMPUTATO Grigoli: 15X15, 20X20.
PRESIDENTE: Grigia, chiara, bianca, scura...
IMPUTATO Grigoli: Scura.
PRESIDENTE: Scura. Aveva qualche cosa sopra?
IMPUTATO Grigoli: Leve.
PRESIDENTE: Le leve?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Ecco, aveva due leve.
PRESIDENTE: Quante erano?
IMPUTATO Grigoli: Io ancora non l'ho detto, avvocato, se erano due.
AVVOCATO Barone: Ha usato il plurale. Allora, più di una leva.
IMPUTATO Grigoli: Ecco.
PRESIDENTE: Ci dica se erano due, tre, quattro...
IMPUTATO Grigoli: Più di una leva.
PRESIDENTE: Più di una leva.
AVVOCATO Barone: Più di una leva. Si ricorda se c'era qualche pulsante che faceva da interruttore? Quindi, una specie di pulsante "On-Off", per intenderci?
IMPUTATO Grigoli: No, io non è che l'ho mai maneggiato. Quindi non l'ho avuto visivo a tal punto di visionarlo per come intende lei, se c'erano pulsantini, se c'erano lampadine, se c'erano freccine... No.
PRESIDENTE: Quindi, praticamente lei vuol dire: 'non posso dire che ci fosse e neanche che non ci fosse.'
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì, sì.
AVVOCATO Barone: Ho capito. Senta, poi lei ha detto, mi pare ieri, ha parlato dell'acquisto di un aeromodello.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Ecco, questo acquisto di aeromodello comprendeva anche un telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: E si tratta di un telecomando diverso, o uguale, rispetto a quello di cui abbiamo parlato fino ad ora?
IMPUTATO Grigoli: Ci ha una certa somiglianza. La stessa grandezza, lo stesso colore.
AVVOCATO Barone: Si ricorda se questo... Parliamo di questo secondo telecomando, quello diciamo per aeromodelli: se aveva due leve verticali sulla faccia superiore?
IMPUTATO Grigoli: Quello dell'aereo?
AVVOCATO Barone: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Credo che avesse due leve. Adesso, di questo fatto ci ha... non è che posso ricordare più di tanto.
AVVOCATO Barone: E va be', se se lo ricorda, signor Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Non è che l'ho comprato per giocarci io, quindi... Accompagnai a comprarlo, poi lo ritirò lui. Quindi non posso dirle più di tanto.
AVVOCATO Barone: Va bene, ci accontentiamo di questo.
Senta, lei può indicare - io non so se l'ha fatto in mia assenza, Presidente, in questo caso me ne scuso. Sarebbe una ripetizione - le dimensioni degli involucri di esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Esplosivo?
AVVOCATO Barone: Credo che lei abbia parlato del peso, fino a ora.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Io non so se ha parlato anche delle dimensioni.
PRESIDENTE: No.
IMPUTATO Grigoli: Le dimensioni...
PRESIDENTE: Questo, guardi, è un'indicazione che...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Sono io che...
PRESIDENTE: Va be' poi ci dice...
IMPUTATO Grigoli: 70 centimetri.
PRESIDENTE: ... in centimetri che diametro poteva avere.
IMPUTATO Grigoli: 70 centimetri.
PRESIDENTE: Di diametro.
AVVOCATO Barone: Per ciascuna?
IMPUTATO Grigoli: No, perché non erano esattamente...
PRESIDENTE: Circolari.
IMPUTATO Grigoli: ... circolari.
PRESIDENTE: Diciamo una cosa media.
IMPUTATO Grigoli: Potevano assumere la forma anche ovale, quindi di lunghezza, posso dire io, intorno ai 70 centimetri per 55-60.
PRESIDENTE: Di altezza?
IMPUTATO Grigoli: No, di...
PRESIDENTE: Ah, come se fosse semi...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... semirettangolare.
IMPUTATO Grigoli: Sì, perché non è che assumeva proprio la forma...
PRESIDENTE: Una forma non perfettamente circolare.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, esatto. Poteva essere anche ovale, quindi di conseguenza più lunga e più...
PRESIDENTE: E di altezza quanto era?
IMPUTATO Grigoli: Mah, all'incirca 30 centimetri, 35.
AVVOCATO Barone: Ecco, e inseriti in quel nascondiglio che lei ha descritto, sia pure sommariamente, questi pacchi, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Di quale nascondiglio parla, lei?
AVVOCATO Barone: Lei ha parlato di un nascondiglio di un metro e mezzoX70X60. Parliamo del camion di Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Che lei ricordi, questi esp... questi pacchi messi là sopra...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: ... occupavano tutto il volume disponibile o restava spazio?
IMPUTATO Grigoli: Addirittura ci fu problema di spazio.
AVVOCATO Barone: Quindi possiamo dire che occupava tutto lo spazio disponibile di questo vano?
IMPUTATO Grigoli: Credo. Adesso, se il problema fu per altezza... Non ricordo se fu per altezza o per lunghezza o per larghezza. Ma ci fu un piccolo problema che abbiamo dovuto sistemare bene per farli entrare.
AVVOCATO Barone: Senta, io devo tornare per un attimo al telecomando, perché mi era sfuggita una cosa.
Ritornando un attimo a quel momento quando lei vide che questo telecomando veniva provato - se se lo ricorda - si ricorda come veniva provato?
Cioè, veniva schiacciato un pulsante, veniva spostata qualche leva, veniva girato qualche interruttore?
IMPUTATO Grigoli: No, io mi ricordo che lui adoperava questo telecomando e si accendeva la lampadina; quindi, di conseguenza, arrivava l'impulso.
AVVOCATO Barone: Sì, dico, ma materialmente che cosa spostava non se lo...
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo cosa maneggiavano.
AVVOCATO Barone: Va bene.
Senta, lei, rispondendo poco fa alla prima domanda dell'avvocato Ceolan, ha detto di avere conosciuto Bagarella nel '93.
Io le chiedo...
IMPUTATO Grigoli: "Presumo", ho detto. Non è che sono preciso...
AVVOCATO Barone: Va be', nessuno è preciso, comunque...
Dico, potrebbe, più o meno, indicarci in quale periodo del '93: all'inizio, alla fine, a metà? Grossomodo, diciamo, anche approssimativamente.
IMPUTATO Grigoli: Non so essere... non me lo ricordo.
AVVOCATO Barone: Non è in grado di precisarlo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Allora, senta, poco fa lei ha parlato di un episodio nel corso del quale ci sarebbe stato un incontro e poi, alla fine, Barranca le avrebbe chiesto: 'ma chi era quella persona?'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
AVVOCATO Barone: Ora, questo episodio, rispetto al momento in cui ha conosciuto Bagarella, quanto tempo dopo sarebbe avvenuto?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo. Mi ricordo di quale episodio si tratta: l'omicidio Buscemi-Spataro; dove che il Buscemi ebbe a dire determinate cose che, secondo il Mangano, era meglio che le ascoltasse direttamente lui, data l'importanza della cosa.
AVVOCATO Barone: Va bene. Io non ho altro da chiederle, grazie.
*IMPUTATO Grigoli: In quest'occasione.
PRESIDENTE: Ci sono altri interventi? Abbiamo terminato?
Allora l'udienza riprende domattina alle ore 9.00.
Traduzione degli imputati detenuti.
Buongiorno.