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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi c'è.
Bagarella.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. C'è l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, De Paola, Falciani. C'è l'avvocato Falciani?
AVVOCATO Batacchi: Sostituito dall'avvocato Batacchi.
PRESIDENTE: Grazie.
Calabrò Gioacchino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante? Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Cannella Cristoforo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Rinunciante? Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Cosmai: Sono presente.
PRESIDENTE: Sono presenti entrambi. Mi pare, vero?
Di Natale Emanuele: libero, contumace. Avvocato Civita Di Russo, Gentili, Falciani. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, Gennai. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Monaco, Usai, avvocato Roggero. Sostituito dall'avvocato Cosmai... Scusi, no, l'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo è rinunciante?
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Sì.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Grigoli Salvatore: presente.
IMPUTATO Grigoli: Sì, presente.
PRESIDENTE: Avvocato Batacchi, se non mi sbaglio. E' presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Messana Antonino: libero, contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Santamaria: libero contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: libero, contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Abbiamo allora presente l'esaminato. Possiamo riprendere. La parola...
AVVOCATO Avellone: Presidente, scusi.
PRESIDENTE: Sì?
AVVOCATO Avellone: L'avvocato Avellone. Se può dare atto della mia presenza. Sono il difensore di fiducia di Grigoli Salvatore.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVVOCATO Avellone: Grazie.
PRESIDENTE: E' già fatto avvocato, con la sua dichiarazione abbiamo già registrato la sua presenza.
Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Allora, buongiorno Grigoli.
*IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vorrei un attimino fare delle puntualizzazioni rispetto alle dichiarazioni che lei ha reso ieri mattina, partendo un attimino dalla vicenda dello Stadio.
Dunque, se lei ricorda, ieri, quando ha parlato della riunione che c'era stata a Misilmeri, lei ha spiegato un pochino com'era avvenuta la convocazione e ha anche spiegato quali erano le persone che erano presenti.
Controllando le sue dichiarazioni di ieri, lei, a proposito di queste persone, indicandole, in un primo tempo non aveva detto che c'era Benigno, alla riunione, poi successivamente, più avanti ha detto che forse c'era Benigno.
Prima di farle eventualmente rilevare quello che lei ha dichiarato nelle indagini, le riformulo la domanda: Benigno c'era, non c'era alla riunione?
IMPUTATO Grigoli: Credo che c'era.
PUBBLICO MINISTERO: "Credo che c'era".
PRESIDENTE: Ma non è sicuro.
IMPUTATO Grigoli: La memoria non è che...
PRESIDENTE: Va bene, appunto, ma dice, non si sente sicuro.
IMPUTATO Grigoli: Credo comunque che c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Perché, dunque, le volevo far presente che, per l'appunto, quando lei venne sentito nel corso delle indagini, nell'interrogatorio del 24 giugno, dicendo delle persone che erano presenti nel villino lei lo affermò, diciamo, senza incertezze.
Leggo a pagina 7 di quel verbale:
"Ebbi un appuntamento con Graviano, insieme con Cosimo Lo Nigro, Spatuzza, Giacalone, Giuliano Francesco."
"E poi chi c'era?"
"E basta. E Benigno Salvatore."
IMPUTATO Grigoli: Sì, guardi, siccome Benigno Salvatore faceva parte di un altro gruppo di fuoco, quello di Misilmeri, sotto le dipendenze di Lo Bianco, quindi non è che lui era organico al nostro gruppo, quindi... Adesso io dico se c'era, perché non era del nostro gruppo. Pensandoci bene penso che c'era comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Sempre per, diciamo, dare delle puntualizzazioni rispetto alle sue dichiarazioni di ieri. Lei più volte ieri ha parlato di una Thema, come macchina.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Voglio dire, e glielo richiedo: è sicuro che si trattasse di una Thema?
IMPUTATO Grigoli: Noi eravamo soliti, quando usavamo queste macchine grosse, a farci portare le Croma, quindi se non era Thema poteva essere tutt'al più una Croma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, il suo ricordo comunque è nel senso di quale macchina?
IMPUTATO Grigoli: Lei sta parlando di quella dello Stadio?
PUBBLICO MINISTERO: Dello Stadio, certo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ricordo di una Thema, io.
PUBBLICO MINISTERO: Thema. Ecco, siccome per l'appunto, sempre nell'interrogatorio del 24 giugno - lo voglio far notare per correttezza - lei si espresse, diciamo, nei termini sostanzialmente in cui si è espresso oggi, dicendo che era una Thema o forse una Croma.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa sua incertezza era dovuta alla spiegazione che ha dato in questo momento, cioè che normalmente usavate Croma...
IMPUTATO Grigoli: Sì, normalmente noi in quasi tutte le operazioni usavamo le Croma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perfetto.
Senta, sempre a proposito di questa Thema, lei ieri ci ha spiegato che a questa Thema, che era rubata, erano state apposte delle targhe, diciamo, di una macchina pulita.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qualcosa di più di questa macchina pulita da cui erano state prese queste targhe, evidentemente?
IMPUTATO Grigoli: Mi ricordo di un'altra macchina uguale a questa, che era nella disponibilità del Giacalone. Per cui smontò queste targhe di questa macchina pulita e prese anche chiaramente i documenti di questa macchina pulita per imbarcare quella rubata.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi Grigoli, mi spieghi un attimino, si trattava di una Thema questa, se ho capito. Era uguale anche per colore, per tipo di alimentazione? Se era a benzina, a diesel, o che altro?
IMPUTATO Grigoli: No, vede, per essere lo stesso tipo di macchina, era lo stesso tipo. Adesso se era dello stesso colore, questo non so essere certo, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Prova... Può mettere a fuoco i suoi ricordi, eventualmente, sulla targa di questa macchina, su come era targata questa macchina? Quella pulita.
IMPUTATO Grigoli: Credo Palermo, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina si trovava dentro l'autosalone di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Crede di sì, in che senso? Mi scusi Grigoli, lei l'ha vista questa macchina, quella pulita. Ho capito così.
IMPUTATO Grigoli: Sì, io come le ho già detto, all'epoca non ero più socio nell'autosalone, quindi ci passavo di tanto in tanto. Non è che ero lì tutti i giorni e quindi me la posso ricordare. La ricordo così, vagamente. Comunque penso che era dentro l'autosalone.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, a proposito dell'autosalone, a proposito del lavoro fatto agli ammortizzatori, alle sospensioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ieri ha detto che questo lavoro fu fatto in parte nell'autosalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Palermo.
IMPUTATO Grigoli: Per quanto riguarda togliere i vari numeri di matricola.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, le volevo chiedere per l'appunto e le volevo far rilevare, dico, ma venne fatto proprio questo lavoro dentro l'autosalone, nei locali dell'autosalone?
IMPUTATO Grigoli: No, vede, nell'autosalone... dentro l'autosalone c'era anche un'officina meccanica.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, volevo sapere questo.
E dico, tutto questo lavoro di togliere i numeri di matricola, venne fatto lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dico, ma non era rischioso farlo dentro l'ambiente di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: No, non è che per togliere le matricole bisogna fare chissà che cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, è un lavoro che si fa, diciamo, senza dar nell'occhio.
IMPUTATO Grigoli: Sì. E poi l'officina era ubicata dentro l'autosalone, munita anche di saracinesca, quindi quando si faceva qualcosa del genere si abbassava a metà.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ulteriori precisazioni, sempre con riferimento diciamo alla preparazione del tutto. Le formulo nuovamente la domanda.
Lei ieri ha parlato della preparazione di un contenitore con dei tondini di ferro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che dovevano fare quell'effetto esplosivo, diciamo, quell'effetto proiettile. E ha parlato del locale in cui venne fatto questo lavoro e cioè la Edil Vaccaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo: l'esplosivo, macinato e confezionato, dove venne preparato?
IMPUTATO Grigoli: Macinato, sicuramente nell'Edil Vaccaro. Poi confezionato credo nel capannone, perché lì ci andammo per esigenza di molazze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto volevo capir questo. Perché ieri lei ha parlato della preparazione di questo esplosivo, del confezionamento perlomeno, nel famoso capannone lì, in via...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in Corso dei Mille Guarnaschelli. E per l'appunto volevo capire se questo lavoro di macinatura era stato fatto nell'Edil Vaccaro, o meno, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, spieghi un pochino. Quindi, vennero fatti i tondini di ferro, lì.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi?
IMPUTATO Grigoli: E venne macinato l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Venne utilizzata...
IMPUTATO Grigoli: La molazza.
PUBBLICO MINISTERO: Venne utilizzata la molazza.
IMPUTATO Grigoli: Questo fu il motivo per cui si andò dal Vaccaro. Perché quando noi macinammo prima l'esplosivo, la molazza fu riconsegnata.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo arrivare a questa seconda sua affermazione, ora l'ha appena riferita. Lei quindi sta parlando di una macinazione dell'esplosivo, con la famosa molazza, presso la Edil Vaccaro - dove vennero fatti anche i famosi tondini di ferro - e questa è tutta la operazione dello Stadio, capisco bene?
IMPUTATO Grigoli: Credo di sì. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ha parlato ora, l'ha detto ora ma l'ha detto pure ieri, di una macinazione di esplosivo fatta in Corso dei Mille Guarnaschelli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Allora le macinazioni sarebbero state due?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sono...
PRESIDENTE: Sicuro di questo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma vede che succedeva anche questo: che noi macinavamo il materiale che avevamo. Quindi di conseguenza, se era 30 chili, 50 chili, 70 chili, macinavamo quello. Poi man mano andava arrivando il materiale e si macinava l'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Non è che avevamo tutto il materiale, 2-300 chili, lo macinavamo e quindi era tutto...
PRESIDENTE: In un unico luogo.
IMPUTATO Grigoli: Ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Ora ho capito meglio rispetto a quanto ha dichiarato ieri. Quindi, siccome lei ieri ha affermato che la sua partecipazione consapevole agli attentati inizia con quello dello Stadio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la...
IMPUTATO Grigoli: Non è che ho detto... Scusi se la interrompo...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: ... che in una macinatura si faceva tutto l'esplosivo che occorreva per un attentato. Occorrevano più macinature, cioè si facevano più macinature.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, anche per altri utilizzi lei vuol dire? Anche per altri impieghi?
IMPUTATO Grigoli: No, anche per... Per un attentato non bastava un giorno, una macinatura. Quindi può darsi che io ho macinato... ho cominciato a macinare a Guarnaschelli nel capannone - questo dello Stadio - e finito all'Edil Vaccaro.
PRESIDENTE: Ma era sempre la stessa macchina, lo stesso strumento era sempre quello?
IMPUTATO Grigoli: La molazza sì.
PRESIDENTE: La molazza.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi una volta...
PRESIDENTE: La portavate da un luogo all'altro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi una volta era andata a finire dall'Edil Vaccaro in Corso dei Mille Guarnaschelli questa molazza?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, che distanza temporale c'è fra la macinatura lì in Corso Guarnaschelli e quella all'Edil Vaccaro? Quando fa i tondini di ferro, ecco.
IMPUTATO Grigoli: 20 giorni, non so essere sicuro.
PRESIDENTE: Giorni, non settimane, non me...
IMPUTATO Grigoli: 20 giorni, una ventina di giorni.
PRESIDENTE: Una ventina di giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, cambiamo scenario e andiamo a Roma. Senta, a proposito - un attimino, torniamo un attimo sulle targhe - a proposito della famosa Thema, diciamo, a cui era stata apposta la targa pulita, ecco, lei ora ha fatto questa affermazione sulla targa, dice: 'mi ricordo che forse era Palermo'. E' sicuro di questa affermazione?
IMPUTATO Grigoli: No, essendo macchina... Sicuro, sicuro no. Penso che sia Palermo essendo macchina di Palermo, penso che era targata Palermo. Non ne sono proprio sicuro di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io bisogna... ora trovo il punto esatto. Comunque nell'interrogatorio del 24 giugno '97, quando lei ha parlato, diciamo, degli spostamenti che venivano fatti dalla Sicilia in continente, per fare questi attentati, lei sostanzialmente ha fatto questo tipo di affermazione: e cioè che su Roma, o altrove, i vari Giacalone e compagni giravano con macchine o targate Roma, o del Nord perché - lei ha affermato quasi testualmente, ora troveremo il punto esatto - ha affermato testualmente: 'perché girare a Roma con una macchina targata Palermo significava avere un rischio in più di essere sottoposti a controllo'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sono spiegato, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ora, ecco, questa sua affermazione di oggi, riferita alla targa della Thema che forse... della Thema pulita intendo, che era targata Palermo, è un ricordo che ha in maniera precisa, oppure è diciamo un ricordo così...?
IMPUTATO Grigoli: No, in maniera precisa no. Comunque c'è una diversità, perché quelle erano macchine che servivano a persone che si dovevano muovere, Roma e altri posti. Quindi di conseguenza più si muovevano, più erano soggetti a qualche fermo di Polizia. La Thema doveva essere solo un viaggio andata, posteggiata, poi caricata e messa dentro lo Stadio, non è che doveva girare tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, lei è orientato nel senso che questa targa poteva essere Palermo per la particolare, diciamo utilizzo della macchina. Cioè che non era una macchina con cui bisognava girare, ma occorreva semplicemente che fosse piazzata lì e basta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Comunque, ecco, lo dico per la precisione, è a pagina 52 dell'interrogatorio del 24 giugno, lei testualmente aveva detto: 'ci potevano essere più controlli con queste autovetture'. E poi in ogni caso, ora non trovo esattamente il punto, comunque l'aveva affermato.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì, mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se lo ricorda.
Senta, possiamo cambiare scenario e trasferirci a Roma. Quando vi trovate nell'appartamento in cui avviene la discussione con la portiera, lei si ricorda se, dai discorsi che sentì fare a Spatuzza, Giacalone, alle persone che erano lì, se per caso, comunque, a Roma, in quel periodo, in quei giorni, ci fosse la disponibilità di qualche altro appartamento? A prescindere dal villino lì, dove siete andati al mare. Non so se è stata chiara la mia domanda.
IMPUTATO Grigoli: Io sentii parlare di un appartamento che loro avevano già usato a Roma, ma non so perché non si utilizzò per questa occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Le dissero qualcosa di più specifico su questo appa...?
IMPUTATO Grigoli: Era una via importante di Roma, era un luogo importante di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, questo appartamento era collocato in una zona...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per "luogo importante" lei cosa intende dire?
IMPUTATO Grigoli: Una via importante, dove ci stanno i vip, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: In una zona residenziale?
IMPUTATO Grigoli: Sì, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E non sa il motivo per cui questo appartamento non venne utilizzato in quella specifica occasione?
IMPUTATO Grigoli: No, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda nient'altro di questo ulteriore, diciamo, appartamento? Ovviamente di cui ha sentito parlare e basta.
IMPUTATO Grigoli: No, per il momento non mi ricordo nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, quando ci fu il contatto con il famoso Alfredo, quando dovevate cambiare alloggio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ieri ha parlato di Scarano che si era messo in contatto con questa persona. Si ricorda come lo rintracciò, in che maniera?
IMPUTATO Grigoli: Mah, sicuramente telefonicamente.
PUBBLICO MINISTERO: Fu una te... Si ricorda se Scarano per caso utilizzò cellulari, o che altro in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: Sì, cellulare. Lui aveva il cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, Scarano chiamò col suo cellulare questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo lei è sicuro?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlare di questo Alfredo: lei la fisionomia di questa persona se la ricorda?
IMPUTATO Grigoli: L'ho visto solo una volta io, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ieri lei di questa persona ci ha dato tutta una serie di riferimenti.
IMPUTATO Grigoli: Sì. E' una persona più alta di me sicuramente, robusta, occhiali credo, capelli lisci.
PUBBLICO MINISTERO: L'età che dimostrava questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Intorno ai 45, 47.
PUBBLICO MINISTERO: Altri particolari della fisionomia? Non so, si ricorda se aveva baffi, barba?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo nient'altro.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ieri mi pare che ha detto che questa persona la vide arrivare con una 190 bianca.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mercedes 190 bianca.
IMPUTATO Grigoli: Un Mercedes lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: E fu quella l'unica occasione in cui vide questo Alfredo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi ieri ha detto ne sentì riparlare per la questione delle macchine di Giacalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ci ha spiegato tutto il giro che c'era, dei debiti che questa persona aveva verso Scarano, ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito di Scarano: ma Scarano aveva qualche soprannome, lo chiamavate in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: "Saddam".
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: "Saddam".
PUBBLICO MINISTERO: Come il dittatore?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a dire dei soprannomi: lei, Grigoli, aveva qualche soprannome, la chiamavano in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: "Il cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: La chiamavano solo in questa maniera, oppure c'aveva qualche altro diciamo soprannome?
IMPUTATO Grigoli: "Il ricciolino".
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, ripercorriamo un attimino ancora la sua permanenza a Roma. Vi spostate dall'appartamento dove avviene la discussione con la portiera, alla villetta famosa, lì al mare. E lei ieri ci ha spiegato che vi eravate spostati durante la giornata, che poi a un certo punto era arrivato Graviano, Giuseppe Graviano.
Si ricorda che tipo di discorsi, se furono affrontati dei discorsi in relazione diciamo a vicende palermitane, se si parlò di qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: No, io ricordo in mia presenza che si parlò solo del fatto che eravamo in troppi.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi della decisione che due di voi tornassero indietro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda se si parlò di questioni di soldi, di affari, di come dovevano essere gestite certe vicende, di affari voglio dire palermitani?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda.
Senta, quando ieri lei ha affermato che la sua presenza a Roma si è protratta per due-tre giorni, lei ha detto, c'era stata la questione dell'acqua, eccetera. E ci ha parlato anche dei sopralluoghi che erano stati fatti per lo Stadio.
Ecco, che lei ricordi, di questi sopralluoghi sentì parlare esclusivamente nel momento in cui lei era a Roma, o c'erano stati, o sentì, capì che c'erano stati dei sopralluoghi fatti anche prima che lei si spostasse a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Prima che noi partissimo per andare a Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, se c'era stato qualcuno che comunque aveva già studiato, diciamo, questa possibilità di fare questo attentato allo Stadio.
IMPUTATO Grigoli: No, davanti alla mia persona non si parlò di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, come sopralluoghi a cui ieri ha fatto riferimento, si riferisce a sopralluoghi fatti mentre lei era lì in questo villino?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ricordo addirittura di una motocicletta che utilizzarono per questo tipo di operazione. Credo una Suzuki, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Una moto di grossa cilindrata?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa di chi era questa moto?
IMPUTATO Grigoli: Mah, forse era di qualche parente di Scarano. Ricordo che comunque era azzurra e bianca, qualcosa del genere, blu e bianca.
PUBBLICO MINISTERO: E venne utilizzata per andare a fare questi sopralluoghi allo Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Per fare sopralluoghi e poi anche per la via di fuga.
PUBBLICO MINISTERO: Quando l'attentato doveva essere eseguito.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Perché si parlava di una motocicletta perché... cioè, il danno era enorme, quindi per fare più in fretta.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, per avere un mezzo...
IMPUTATO Grigoli: Per avere più... sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che potesse scorrere meglio?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ieri lei ci ha detto che, quando, nel momento in cui lei e Giuliano fate rientro a Palermo, passate, per così dire, a salutare Benigno, Lo Nigro, Spatuzza, che stavano lì al capannone delle bibite.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ieri ha anche raccontato delle prove che aveva visto fare a Benigno, con la lampadina.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire se vide come venivano fatte queste prove? Cioè, se c'era un radiocomando, un telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Sì, aveva il telecomando e provava se arrivava l'impulso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei lo vide questo telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ce ne può dare una descrizione?
IMPUTATO Grigoli: Era di quelli tipo per, che ne so... per le macchinette da corsa, per i modellini, no?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Che dimensioni aveva questo telecomando?
IMPUTATO Grigoli: 20x20 centimetri.
PUBBLICO MINISTERO: Colore?
IMPUTATO Grigoli: Nero.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, c'erano delle manopole, c'erano dei pulsanti?
IMPUTATO Grigoli: Sì, le manopole. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei è l'unica volta che ha visto telecomandi in mano a Benigno, o altri, delle persone che lei ha menzionato?
IMPUTATO Grigoli: L'unica volta dice lei?
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo se questa è l'unica volta che ha visto questi telecomandi, oppure se ha avuto modo di vederli anche in altre occasioni.
IMPUTATO Grigoli: No, io vidi anche quello di Contorno chiaramente.
PUBBLICO MINISTERO: Era un...
IMPUTATO Grigoli: Simile, simile.
PUBBLICO MINISTERO: Era simile?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: O era quello stesso utilizzato per lo Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Adesso questo non lo so, ma comunque era simile.
PUBBLICO MINISTERO: Era simile.
IMPUTATO Grigoli: Io ricordo anche di essere andato con lo Spatuzza. Poi io collegai questo fatto qui. Andammo a comprare un aeroplano, di quelli che funzionano sul serio, di quelli che... non so come andrebbero chiamati, modellini.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'aeromodellismo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quelli per gli aerei, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Siccome lui mi venne a dire se conoscevo qualcuno, io dissi: 'c'è uno, lì, in Corso dei Mille che vende questi aerei e che vende anche macchine e via dicendo'.
Andammo lì e si comprò questo aereo con telecomando. Anzi, addirittura, questo qui se lo fece... lo lasciammo e ce lo preparò lui, lo montò lui e ce lo fece trovare pronto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo telecomando acquistato a Palermo dove, in che zona?
IMPUTATO Grigoli: Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Negozio in Corso dei Mille?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo radiocomando, questo telecomando era uguale a quello che poi lei vide in occasione dell'attentato allo Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei ha detto Spatuzza le disse semplicemente di andare a comprare questo oggetto...
IMPUTATO Grigoli: No, ci andammo assieme. Mi disse che doveva fare un regalo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma non le spiegò nulla dell'utilizzo?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Anzi, le spiegò che lo stava regalando a qualcuno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto questo attrezzo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Adesso, io collego questa cosa, perché io ancora mica... non facevo parte del macinamento dell'esplosivo e tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo...
IMPUTATO Grigoli: Adesso collego il fatto che questo telecomando servisse per le stragi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è un fatto che, rispetto alla vicenda dello Stadio, alla macinazione di questo esplosivo di cui lei ci ha parlato, avviene tempo prima, questo acquisto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Molto tempo prima, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riesce a quantificare?
IMPUTATO Grigoli: Rispetto allo Stadio?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Dieci mesi, un anno prima. Otto mesi, non so...
PUBBLICO MINISTERO: Non sa essere più preciso.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, quando lei ieri ci ha descritto le modalità di confezionamento delle famose forme, ci ha anche parlato di un cordino, ci ha indicato anche lo spessore: mi pare che lei avesse detto che era di 5 millimetri. Si ricorda anche il colore di questo cordino?
IMPUTATO Grigoli: Di solito era bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Chi lo procurava questo cordino?
IMPUTATO Grigoli: Era solito procurarlo Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Era un cordino particolare o è un cordino...? Non so, se ci può dire qualcosa di più preciso.
IMPUTATO Grigoli: No, particolare non credo che abbia qualcosa di particolare.
PRESIDENTE: Di che materiale era non se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Di stoffa, di corda.
PRESIDENTE: Di cotone.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: O di plastica.
IMPUTATO Grigoli: No, di cotone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Grigoli, abbia un attimo di pazienza, che ho da mostrarle una foto.
IMPUTATO Grigoli: Io volevo dire un'altra cosa, se lei permette.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Volevo dire che nel momento in cui noi eravamo nel villino di Capena, venne per due volte il proprietario. Una volta venne per rasare il prato inglese. Siccome io quel giorno non uscii con loro perché stavo poco bene, lui suonò e io risposi e lui mi disse di aprirci, perché doveva... Però non mi vide, perché io ero al piano superiore. E mi disse che doveva fare dei lavori là.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, siccome la mia domanda è partita dal cordino che lei ci ha...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Siccome questa cosa ancora non gliel'avevo detta neanche negli interrogatori...
PUBBLICO MINISTERO: E' vero, infatti.
IMPUTATO Grigoli: ... prima che la dimenticavo volevo dirla.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Come fece a capire che si trattava del proprietario, glielo disse?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo disse... Ma non vi vedeste in faccia, l'uno con l'altro.
IMPUTATO Grigoli: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei cosa fece, aprì il cancello?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lui, quindi, non entrò in casa.
IMPUTATO Grigoli: No, perché si poteva andare anche dall'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi andò direttamente nel giardino dove c'era il prato inglese.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E quindi cosa fece?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, c'è una macchinetta, nel magazzinetto, che è il tagliaerbe, in sostanza. Prese questa macchinetta e rasò il prato.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E poi andò via.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, su questo incontro non può essere più preciso ulteriormente. Se lei era solo in casa, se c'era qualcuno.
IMPUTATO Grigoli: No, io ero solo in casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, era solo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora vediamo... Ha completato questo suo ricordo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
AVVOCATO Ammannato: Pubblico Ministero, ha detto "due volte". A questo punto anche la seconda volta, così finiamo...
PUBBLICO MINISTERO: Non avevo colto, ah, è venuto anche una seconda volta, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Sempre per tagliare l'erba?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Lui era solito... per fare i lavori. In un'occasione sicuramente per tagliare l'erba; in un'altra...
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
IMPUTATO Grigoli: Eh?
PRESIDENTE: Quanto tempo poteva essere intercorso tra l'una e l'altra volta?
IMPUTATO Grigoli: Una settimana. Difatti noi, con lo Scarano, ci lamentammo di questo. 'Questo qui, perché viene qui?'. Una volta che l'ha affittato, era assurdo che lui venisse a disturbare, se così si può dire.
PUBBLICO MINISTERO: E anche questa seconda volta era solo in casa?
IMPUTATO Grigoli: No, la prima volta eravamo di più, credo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, in tutte e due le volte il proprietario non vide nessuno di voi.
IMPUTATO Grigoli: Per lo meno a me non mi vide mai.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. No, voglio dire, perché fa questa precisazione?
IMPUTATO Grigoli: Perché quella volta ero solo. La seconda volta non mi ricordo chi eravamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Va bene.
IMPUTATO Grigoli: Se vide qualcuno di loro, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Alla sua sinistra c'è uno schermo. Dovrebbe apparire un'immagine e poi mi dice, Grigoli, se vede qualcosa.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: (voce fuori microfono)
Non si vede, però, laggiù.
(al microfono)
Come mai non si vede niente? Compare qui, ma non compare in nessun altro schermo.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Bene, possiamo andare avanti e ritornarci in un altro momento?
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
PRESIDENTE: Perché c'è qualche cosa da mettere a posto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, va bene.
Possiamo proseguire con l'interrogatorio.
Senta, Grigoli, non so, perché io qui l'ho segnato, ma non so se gliel'ho chiesto poco fa, o comunque se lei ha risposto a questa domanda.
Siccome lei ha parlato delle due operazioni di macinazione dell'esplosivo, una fatta alla Edil Vaccaro, una fatta in fondo Guarnaschelli.
La famosa riunione a Misilmeri, presente Giuseppe Graviano, è precedente a una di queste due macinazioni, sta nel mezzo, tra l'una e l'altra?
IMPUTATO Grigoli: Lei di quale appuntamento parla?
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: Di quale parla?
PRESIDENTE: Incontro nella villetta di Misilmeri, dove...
IMPUTATO Grigoli: Quando ci comunicò il fatto...
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Dello Stadio.
IMPUTATO Grigoli: Ma venne, credo successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: Successivamente...
PRESIDENTE: Prima ci sono state le macinazioni, poi c'è stato l'incontro.
IMPUTATO Grigoli: No, prima l'incontro e poi le macinazioni.
PRESIDENTE: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte e due?
PRESIDENTE: Tutte e due le macinazioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, tanto per concludere su questo magazzino, quello dove tenevate le sigarette - ieri ce l'ha anche descritto - si ricorda se lei l'ha visto poi, diciamo, dopo il suo arresto, questo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Dopo il mio arresto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Dall'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in che occasione se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Ci sono andato con quelli della Squadra Mobile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda anche che numero civico aveva, questo qui?
IMPUTATO Grigoli: No, il numero civico me lo ricordo perché lo conoscevo bene il posto, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Senta Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... un'ulteriore precisazione, abbia pazienza, su questo incontro, questa riunione a Misilmeri, rispetto a questa macinatura dell'esplosivo.
Mi pare che ieri avesse reso una dichiarazione leggermente diversa.
IMPUTATO Grigoli: Cioè, mi faccia capire.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, oggi lei ha detto che la riunione precedette tutte e due le operazioni. Capisco bene?
PRESIDENTE: Di macinazione dell'esplosivo.
IMPUTATO Grigoli: Prima credo che ebbimo avuto l'appuntamento con... Ma lei parla dell'appuntamento a Roma o a Misilmeri?
PUBBLICO MINISTERO: Io sto parlan... No...
PRESIDENTE: No...
PUBBLICO MINISTERO: A Misilmeri.
PRESIDENTE: Misilmeri.
IMPUTATO Grigoli: A Misilmeri. Eh, prima abbiamo avuto l'appuntamento e poi abbiamo cominciato a effettuare la macinazione.
Avevo detto qualcosa di diverso, io?
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome oggi, diciamo, lei distingue...
PRESIDENTE: Due macinazioni...
PUBBLICO MINISTERO: ... questi due...
PRESIDENTE: ... Ieri non l'aveva fatta questa distinzione.
PUBBLICO MINISTERO: Ieri...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Ma a distanza di giorni furono queste due.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, Grigoli, io ho bisogno di capire questo: siccome anche ieri lei ha detto che la prima volta che lei fa l'operazione di macinazione, lei era all'oscuro di tutto... Mi segue?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: 'io, la prima volta ho macinato, però gli ho chiesto, gli ho fatto la domanda trabocchetto...
IMPUTATO Grigoli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: ... posso fumare?'. Ecco, quindi...
IMPUTATO Grigoli: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito che cosa voglio dire?
IMPUTATO Grigoli: E' logico che prima ci furono... ci fu il primo impatto della macinazione e poi l'appuntamento, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sennò rimaneva in sospeso questa sua affermazione di ieri.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PRESIDENTE: Già che stiamo parlando della riunione di Misilmeri, bisognerebbe cercare di vedere se la può localizzare nel tempo. Tenendo presente che Graviano Giuseppe alla fine di gennaio del 1994 è stato tratto in arresto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in teoria, almeno, io ritengo che dovrebbe essere avvenuta prima.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Lei può dirci, più o meno, rispetto all'epoca in cui si è appreso di questo arresto, quanto tempo prima era avvenuta questa riunione.
IMPUTATO Grigoli: Io non... Vede, anche... Vede, ho fatto io un errore di collocare il tempo, evidentissimo.
PRESIDENTE: Sì, sì, ma...
IMPUTATO Grigoli: Perché se io non sapevo cosa stavo facendo, quindi, di conseguenza non avevo avuto ancora l'appuntamento. Quindi questo è stato un errore di memoria, evidente, logico. Quindi, si figuri, io faccio questi errori perché per la memoria sono negato.
PRESIDENTE: Siamo d'accordo, nessuno le fa il processo...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Non lo so collocare nel tempo, ecco.
PRESIDENTE: Cerchiamo... Perché lei deve tener presente...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... che abbiamo bisogno di collocare nel tempo anche questo tentativo di attentato allo Stadio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Quindi, bisogna che ci sia una collocazione nel tempo. Non c'è nulla che la aiuta a...
IMPUTATO Grigoli: Sicuramente, comunque, intorno al '93. '93...
PRESIDENTE: Nel '93. Ma il '93 è lungo dodici mesi.
IMPUTATO Grigoli: Sì, non so collocarla nel tempo. D'inverno, questo ne sono certo...
PRESIDENTE: D'inverno.
IMPUTATO Grigoli: ... perché ricordo, appunto, che... della caldaia, della doccia, che il Graviano venne con...
PRESIDENTE: Ma questo avveniva a Roma, al villino di Roma.
IMPUTATO Grigoli: A Roma, sì.
PRESIDENTE: La riunione di Misilmeri è anteriore o posteriore?
IMPUTATO Grigoli: Prima. Anteriore.
PRESIDENTE: E' anteriore.
IMPUTATO Grigoli: Anteriore di questo appuntamento.
PRESIDENTE: E l'uccisione di padre Puglisi era anteriore a questa riunione di Misilmeri o quei tempi o successiva?
IMPUTATO Grigoli: Non glielo so dire, non...
PRESIDENTE: Comunque ci può pensare. Nel frattempo continua a rispondere alle domande, poi cerca di darci una risposta.
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Posso proseguire?
PRESIDENTE: Certo.
IMPUTATO Grigoli: Guardi, io addirittura penso che fu a settembre il fatto di padre Puglisi, perché se ne è parlato tanto.
PRESIDENTE: Sì, va bene, questo...
IMPUTATO Grigoli: Solo per questo ricordo settembre, proprio perché se ne è parlato tanto. Ma se io non se ne sarebbe parlato tanto, non sarei in grado neanche di dire che padre Puglisi è stato commesso...
PRESIDENTE: A settembre.
IMPUTATO Grigoli: A settembre. Purtroppo.
PRESIDENTE: Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Però, magari per... Chiedo scusa, Presidente, mi pare che questa domanda della successione cronologica, in un senso o nell'altro, tra l'incontro di Misilmeri e l'uccisione di padre Puglisi, a prescindere dal fatto se è settembre, luglio o agosto, perché questo lascia il tempo che trova, mi pare che sia già stata formulata ieri nell'esame.
Quindi, eventualmente, se lei ritiene, Presidente, può riprendere quella dichiarazione che è già stata resa...
PRESIDENTE: Sì, ma purtroppo non abbiamo ancora il testo trascritto.
PUBBLICO MINISTERO: Noi sì.
PRESIDENTE: Ah, sì?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Allora, eventualmente, se avete la possibilità di verificarlo...
PUBBLICO MINISTERO: No, ora, qui dentro, no, ancora.
PRESIDENTE: Va bene, ma insomma...
(voci sovrapposte)
PUBBLICO MINISTERO: Però, voglio dire, è una domanda che...
PRESIDENTE: ... nel corso del...
PUBBLICO MINISTERO: ... è stata fatta, voglio dire.
PRESIDENTE: Benissimo. Nel corso del...
PUBBLICO MINISTERO: La Corte può partire da quella risposta...
PRESIDENTE: Se sarà necessaria, dopo, la lettura...
PUBBLICO MINISTERO: ... per ottenere una precisazione.
PRESIDENTE: ... lo riprenderemo. Va bene?
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, allora, coi tempi le sue risposte sono quelle che ha dato. Per quanto riguarda i quantitativi di esplosivo, lei riesce a ricordare oggi quante confezioni vennero realizzate quando lei per la prima volta macinò l'esplosivo in fondo Guarnaschelli? Per così dire, quando ancora non sapeva nulla.
IMPUTATO Grigoli: Vede, noi eravamo soliti prima macinare l'esplosivo. Poi quando si raggiungeva il quantitativo, si confezionava. Quindi, può darsi che ci furono prima del primo confezionamento due macinature.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ieri lei ha... ecco, faccio per aiutare la sua memoria, ieri lei ha parlato, dice: io mi ricordo che in occasione di una di queste macinature ci fu il discorso delle confezioni piccole che servivano a Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, va be', quelle erano abbastanza piccole, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dato che oggi abbiamo collocato le due macinazioni: una all'Edil Vaccaro, una in fondo Guarnaschelli. Si ricorda se queste confezioni piccole vennero fatte nel fondo Guarnaschelli o nell'Edil Vaccaro?
IMPUTATO Grigoli: Nel fondo Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: Nel fondo Guarnaschelli.
IMPUTATO Grigoli: Comunque non è un fondo, Guarnaschelli...
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, un magazzino, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Via Guarnaschelli, via Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: In via Guarnaschelli. Ma, si ricorda in quell'occasione quante confezioni vennero fatte?
IMPUTATO Grigoli: Ma, sei-sette di quelle piccole, piccole intendo io per cinque chili, tre chili, due chili, un dieci chili. E una o due di quelle grandi, quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando lei venne interrogato il 16 settembre, lei, a pagina 46 della trascrizione, disse che in quella volta vennero fatte... quella volta, quindi la prima volta...
IMPUTATO Grigoli: Io intendevo il totale del confezionamento.
PUBBLICO MINISTERO: Quattro... siccome dette questa indicazione: quattro o cinque balle di quelle grosse...
IMPUTATO Grigoli: Il totale di quelle che preparai io insieme a loro, già confezionate.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi in tutti e due i luoghi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Più queste piccole che lei sentì dire che poi servivano a Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda i trasporti dei sacchi di juta all'interno dei quali vi erano le famose pietre, l'esplosivo in pietre, lei ieri ci ha detto che veniva utilizzata la motoape di Lo Nigro. Si ricorda di che colore era questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Verde scuro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei se la ricorda di colore verde scuro?
IMPUTATO Grigoli: Me la ricordo scura, io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per l'appunto, perché quando venne interrogato il 16 settembre lei non dette questa indicazione che la moto era verde scuro. Ma disse semplicemente che era verde.
IMPUTATO Grigoli: Beh, di solito, guardi, addirittura queste motoape assumono due colori: gialle o verde scuro. Dalle nostre parti. Gialla, comunque è da scartare. Era verde scuro. Comunque scura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma è sempre rimasta di questo colore, lei l'ha vista sempre di questo colore questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Fino all'ultima volta era sicuramente di questo colore, adesso non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Non so se la...
PRESIDENTE: Possiamo vedere?
PUBBLICO MINISTERO: Non so se il tecnico è in grado di...
PRESIDENTE: C'è il Tinnirello?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Presidente...
PRESIDENTE: Va bene. Quando saremo pronti...
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo andare avanti poi dopo, evidentemente le...
Dato che siamo sempre a parlare di auto... di mezzi di trasporto, di questo esplosivo, eccetera; senta, ci vuol dire, lei ha parlato ieri del nascondiglio che c'era sul camion di Carra, ce lo vuol descrivere... e ci ha detto che era sotto il ribaltabile e che il ribaltabile si sollevava lateralmente...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuole descrivere un pochino più in dettaglio come era fatto questo nascondiglio? Quanto era grande, quanto era largo, quanto era profondo?
IMPUTATO Grigoli: Sul camion c'andava Piero Carra, quindi io gli aiutavo da... non da sul camion, da...
PRESIDENTE: Da terra.
IMPUTATO Grigoli: ... terra. Sì. Quindi non è che potevo visionare più di tanto l'interno del nascondiglio. Comunque c'era un vuoto, vedevo che metteva tutto dentro questo vuoto.
PRESIDENTE: Ma, le dimensioni di questa apertura lei non le poteva verificare o vedere?
IMPUTATO Grigoli: Ma, tre metri per settanta, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Come dimensioni. E di profondità?
IMPUTATO Grigoli: Di profondità saranno stati cinquanta, sessanta centimetri, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, lei ieri ha detto che queste forme, queste balle, chiamiamole come vogliamo, insomma, l'esplosivo era piuttosto pesante, c'era bisogno di più persone per sollevarlo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come facevate a montarle sul camion e poi a riprenderle dal camion?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, Piero Carra si metteva sopra il camion, due da giù mettevamo sopra il camion, quando erano già sopra il camion poi era più facile metterle lì dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dico, ma come venivano maneggiate queste forme? Venivano afferrate...
IMPUTATO Grigoli: Sì, afferrate.
PUBBLICO MINISTERO: ... dall'esterno...
IMPUTATO Grigoli: Dall'esterno, sì. Eravamo soliti usare i guanti, comunque, per non lasciare le impronte nella plastica.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Siccome, nel descriverle ieri lei ci ha parlato di questa fasciatura...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che c'era sotto, diciamo, il nastro da imballaggio...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e con le corde...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... con i cordini famosi. E lei ha detto ieri, dice: venivano quasi completamente fasciati con queste corde.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le chiedo: venivano lasciate delle maniglie, oppure proprio prendevate...?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, cosa?
IMPUTATO Grigoli: Di solito le maniglie le lasciava con la corda, lui. Però poi veniva nastrato il tutto, non c'erano più le maniglie all'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, una volta che veniva messo il nastro, queste maniglie scomparivano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, scomparivano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E poi, senta, lei ha assistito anche a qualche operazione di scarico di questo esplosivo dal camion del Carra?
IMPUTATO Grigoli: Sì, a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a Capena. Come venivano prelevate dal camion?
IMPUTATO Grigoli: Afferrate.
PUBBLICO MINISTERO: Venivano afferrate da questa buca, diciamo, da questo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era bisogno sempre di essere in più persone per compiere queste operazioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Comunque, faccio presente sempre si operava in zone buie, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sempre per completare degli argomenti che ieri lei ha affrontato o magari qualcuno l'ha anche anticipato. Lei ieri ha detto che per quanto riguardava l'esplosivo che non era stato poi concretamente impiegato per lo Stadio, la macchina era stata distrutta, l'esplosivo era andato a finire nella villetta di Capena, ed era stato sotterrato nel giardinetto dove c'era il prato inglese, mi pare che testualmente lei ieri ha detto così. E poi lei ha detto: poi venne spostato da Romeo e da Giuliano.
Le chiedo: la conosce lei la ragione dello spostamento di questo esplosivo dalla villetta in quell'altro luogo, di questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Ma, perché questo giardinetto faceva parte del complesso di questo villino, quindi, il proprietario, che era solito ad andare, appunto, a tagliare lì l'erba, non lo so, poteva anche succedere che questo voleva piantare qualcosa, andava a fare qualche scavo lì, si accorgeva dell'esplosivo. Non è che era persona vicina a noi, persona informata e quindi affidabile. Cioè, questo qui era estraneo dai fatti.
Quindi si pensò di spostarlo in un posto più sicuro, più adeguato. E ci andò Giuliano con il Romeo per spostarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei di questo spostamento ha avuto, per così dire, semplicemente il racconto dagli altri, oppure sa qualcosa di più specifico?
IMPUTATO Grigoli: No, perché si commentò il fatto che se ne trovò una balla in meno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché lei ieri ha detto che l'esplosivo, le forme, diciamo, che lei aveva visto nella Lancia Thema erano tre.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' solo questo il fatto che le suscita il ricordo di questo spostamento dell'esplosivo o ce ne è qualche altro?
IMPUTATO Grigoli: Del fatto che ne mancò una. Anche da questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto "si commentò". Che tipo di commenti faceste?
IMPUTATO Grigoli: Sì, cioè: 'ne abbiamo trovate due, erano tre, come mai?'. E allora si pensò che l'aveva presa lo Scarano. Cosa che poi fu.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, come lo avete potuto, diciamo, appurare?
IMPUTATO Grigoli: Perché ci fu un'esplosione a Roma in un deposito, qualcosa del genere. E si commentò il fatto che lo Scarano l'aveva utilizzato... cioè, aveva utilizzato l'esplosivo in quell'occasione.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Grigoli, c'era qualche dato specifico o era semplicemente il fatto che apprendeste che a Roma c'era stata questa esplosione?
Non so se è chiara la mia domanda.
Cioè, che Scarano aveva potuto utilizzare questo esplosivo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... l'avete dedotto dal fatto che poi apprendeste che a Roma c'era stata questa esplosione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi fu una vostra idea. Non è che avevate elementi concreti per dire: Scarano ha utili...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito cosa voglio dire?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu un vostro pensiero, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Tanto per completare questo argomento, di questo spostamento dell'esplosivo dalla villetta di Capena a quale luogo, le chiedo: lei ha saputo qualcosa di specifico sul luogo dove venne spostato?
IMPUTATO Grigoli: Nei pressi della sua abitazione in costruzione.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è quello che le venne detto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa... le persone lei ce l'ha detto più volte che erano state Giuliano e Romeo. Sa...
IMPUTATO Grigoli: Che io suppongo che in questo luogo è lo stesso luogo dove io andai a dissotterrare le armi con lo Scarano che poi lui ci diede.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome sta riferendo di questo episodio delle armi, dato che è una cosa che ha vissuto lei personalmente, ormai che c'è, la racconti tutta. Cos'è questa storia di queste armi?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano era in possesso delle armi, di queste armi. E li diede al mandamento di Brancaccio. Quindi, andammo insieme a prenderle. Dove lui ha questa abitazione in costruzione c'è una specie di ruscelletto con del canneto. E in questi pressi qui lui aveva sotterrato una cassa di legno. Dentro questa cassa di legno c'erano queste armi che lui mi consegnò e che poi furono scese a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come periodo siamo nel periodo in cui voi siete lì a Capena?
IMPUTATO Grigoli: Sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ci andò personalmente in questo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le armi dove si trovavano?
IMPUTATO Grigoli: Sotterrate, in una cassetta di legno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano dentro una cassetta di legno?
IMPUTATO Grigoli: Suppongo che la cassetta era proprio una cassetta per... di quelle adatte per contenere delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda qualcosa di specifico di questa cassetta?
IMPUTATO Grigoli: Non vorrei sbagliarmi, ma addirittura c'era scritto Arm* o qualcosa del genere sulla cassetta. E poi era foderata all'interno di questa cassetta in legno. Ma io credevo che fosse, comunque, una cassetta proprio apposta per le armi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda come era fatta questa cassetta?
IMPUTATO Grigoli: In legno, semplice legno.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche accorgimento particolare in questa...?
IMPUTATO Grigoli: Materiale gommoso all'interno per... una specie di isolante.
PUBBLICO MINISTERO: Una specie di isolante?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda che tipo di armi c'erano?
IMPUTATO Grigoli: C'erano diverse 45 e diverse 44, una calibro 9 corta. Comunque mi ricordo bene c'era una 45 automatica di marca Astra. Questa qui me la ricordo bene perché l'ha voluta il Lo Nigro Cosimo. Poi c'erano altre due 44 a tamburo, un'altra 45 a tamburo e una calibro 9 corta, se non ricordo male, sì. Che poi questa l'ha voluta Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: La calibro 9 corta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e queste armi, diciamo, dalla villetta, dalla casa in costruzione di Scarano, dove andarono a finire, direttamente a Palermo, oppure...
IMPUTATO Grigoli: No, le portai prima a Capena. Quando andai a prendere queste armi, non ricordo chi venne con me, non ricordo se venne Lo Nigro o Giuliano, non mi ricordo, venne anche un altro con me comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Vennero?
IMPUTATO Grigoli: Un altro, Lo Nigro o Giuliano. Non mi ricordo chi venne con me.
PUBBLICO MINISTERO: Con che mezzo ci andaste?
IMPUTATO Grigoli: Con la jeep, se non erro. E dopo, quando risalì il Carra, gli furono consegnate al Carra e le scese a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte queste armi?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Però poi, gliel'ho detto, l'Astra la prese Lo Nigro e il calibro 9 Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e a Palermo sa poi che fine hanno fatto queste armi?
IMPUTATO Grigoli: Le prese in custodia il Mangano. Se non erro lui ebbe a dirmi che poi le diede a Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Le consegnò poi a Bagarella, Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi sa se ci fu qualche altro passaggio di queste armi?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma come mai c'era stato questo passaggio da Mangano a Bagarella? Bagarella le doveva dare a qualcuno queste armi?
IMPUTATO Grigoli: No, non so essere più specifico.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, solo per sollecitare il suo ricordo. Lei, quando la interrogai il 16 settembre di quest'anno, disse testualmente, a pagina 95, dice:
"Mi pare che poi una di queste armi fu destinata al figlio di Riina."
IMPUTATO Grigoli: Figlio di... No. Figlio di Riina?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Non so se...
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, era un'affermazione errata, era...
IMPUTATO Grigoli: No, sarà stato un errore di trascrizione, non lo so.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Pagina 95 dell'interrogatorio del 16 settembre.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi ma...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato siamo d'accordo, ma lo farà valere al suo momento.
IMPUTATO Grigoli: Avvocato già...
AVVOCATO Oddo: Presidente, sono l'avvocato Giuseppe Oddo, chiedo scusa. Una contestazione per essere rivolgibile deve trovare un riferimento testuale.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, avvocato, se ha un attimino di pazienza, lo...
AVVOCATO Oddo: Ah, allora non era giusto 95?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, se è scritto...
AVVOCATO Oddo: Era soltanto perché noi non lo trovavamo e quindi...
PRESIDENTE: Avvocato, ma nel momento in cui lei farà il controesame, avrà diritto di fare tutte le osservazioni e le contestazioni...
AVVOCATO Oddo: No, no, non è un problema di controesame, signor Presidente.
PRESIDENTE: Ho capito, ma avvocato non è previsto un intervento del difensore per sapere la pagina attualmente, in questo momento, abbia pazienza. Pubblico Ministero.
AVVOCATO Oddo: C'è possibilità di opporsi alle contestazioni?
PUBBLICO MINISTERO: E' a pagina '96. Io c'ho il computer, ma evidentemente non corrisponde la...
Comunque, la affermazione testuale è questa:
"Il Mangano... che poi lui ebbe a dirmi che le consegnò a Bagarella, al nipote di Bagarella." Ecco, la mia citazione era errata perché ho detto figlio di Riina.
PRESIDENTE: Non era Riina, era...
PUBBLICO MINISTERO: Al nipote di Bagarella, ecco, mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: No, neanche al nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Ci sarà... non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Allora questo nipote, lei dice, è un...
IMPUTATO Grigoli: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Potrebbe essere un errore di...
IMPUTATO Grigoli: Un malinteso.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Io sono qui, lei lo sa, per dire la verità.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, ma siccome era un'affermazione che io non...
IMPUTATO Grigoli: Quello che ho detto non mi rimangio.
PRESIDENTE: Va bene, andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, non che la cosa sconvolga...
IMPUTATO Grigoli: Se l'ho detto, dico di sì, se non...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, non è che poi abbia questa importanza capitale, la vicenda.
Allora, possiamo proseguire. Allora, lei ha detto queste armi andarono a finire a Palermo, da Mangano; Mangano a Bagarella.
Le stavo chiedendo, c'erano pure delle munizioni insieme alle armi?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che tipo di munizioni?
IMPUTATO Grigoli: Erano munizioni di calibro 45 e 44, però non erano solo le solite munizioni con palla blindata, erano munizioni con contenitori, tipo cartucce per fucile. Le cartucce per fucile, la stessa cosa, però per pistola. Avevano i contenitori contenenti il piombo fino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. C'era qualche ragione specifica per cui queste munizioni aveva questo particolare tipo di carica, che le risulti, che lei sappia?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, per esperienza, a che cosa...?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Per avere una rosata più larga questi qui. Cioè, si allarga il piombo, però, chiaramente, a distanza non è che sia tanto efficace.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, con questo argomento delle armi mi pare, non so se lei ha ulteriori ricordi. Lei ha detto poi queste armi le portò giù Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Veniamo ora a qualche precisazione sul suo racconto di ieri per quanto riguarda la vicenda di Contorno.
Dunque, lei ha detto che vi eravate trasferiti a Roma, ci ha detto anche con quali mezzi, e che c'era stato prima di voi Spatuzza, che aveva fatto questi sopralluoghi. Ci ha detto delle macchine e quant'altro. Delle macchine viste a Contorno.
Ecco, lei ebbe modo di pedinarlo personalmente Contorno?
IMPUTATO Grigoli: No, io ebbi modo... perché non è che si pedinava.
PUBBLICO MINISTERO: Di appostarvi. Non lo so, scelga lei il termine più adatto.
IMPUTATO Grigoli: No, neanche.
PUBBLICO MINISTERO: Neanche.
IMPUTATO Grigoli: Cioè, ebbi modo io di vederlo, dopo il primo attentato...
PUBBLICO MINISTERO: No, io sto parlando ancora del primo. Siccome lei era appostato per dare la battuta.
IMPUTATO Grigoli: Non è che eravamo... noi vedevamo se c'era in zona, perché già ormai gli appostamenti, la strada che facesse già si sapeva. Uscivamo per vedere se lo vedevamo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: "Si sapeva" in che senso? Cioè che lo sapevano gli altri?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei non aveva partecipato a questi...
IMPUTATO Grigoli: No, glielo dissi, fu lo Spatuzza che fece questo tipo di operazione.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. No, volevo questo chiarimento.
IMPUTATO Grigoli: Quindi non è che avevamo bisogno di pedinarlo per vedere che strada facesse, già la strada si conosceva quale era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quale era questa strada Grigoli? Cioè, che percorreva...
IMPUTATO Grigoli: Dall'abitazione sua la strada era quella, non c'erano altre strade da fare, fino allo svincolo per l'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti lei ha prevenuto una mia domanda.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da casa sua andava a imboccare lo svincolo.
IMPUTATO Grigoli: Sì, andava a prendere l'autostrada.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo lei lo aveva potuto osservare anche direttamente?
IMPUTATO Grigoli: No, l'avevano osservato gli altri.
PUBBLICO MINISTERO: L'avevano osservato gli altri.
Senta, e per quanto le dissero allora, Contorno aveva delle abitudini... diciamo, era abitudinario come orari, come...
IMPUTATO Grigoli: No, proprio preciso non c'era, sbalzavano gli orari. Poteva uscire alle sette e mezzo, le otto, otto e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Come tipo di macchina che utilizzava? Siccome lei ha detto ce n'erano diverse, perlomeno nel nucleo familiare.
IMPUTATO Grigoli: Lui utilizzava una Punto amaranto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa era la macchina che voi vi aspettavate per Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Difatti con quella passò.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ieri ci ha raccontato del primo tentativo, e ci ha detto anche che il compito suo e di Giacalone era quello di dare la battuta col telefonino.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho bisogno di una precisazione. Questa battuta, cioè, era una telefonata vera e propria, nel senso che aspettavate che vi rispondessero? Oppure vi limitavate a far squillare il telefono, diciamo, di Lo Nigro o di Benigno che fosse? Non so se sono stato chiaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. No, dovevano rispondere, anche se non è che si doveva dire chissà che cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ieri anche ci ha detto che veniva fatto due volte questo... o era stato fatto...
IMPUTATO Grigoli: No, era stava fatta la prova per vedere se era stato memorizzato bene il numero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma rispetto al giorno in cui effettivamente Contorno... diciamo, il giorno in cui fallisce questo primo attentato, in precedenza - nei giorni precedenti, o comunque in precedenza - erano state fatte delle prove per vedere se il cellulare prendeva, per vedere se tutto poteva funzionare a posto, nel punto dove operavate?
IMPUTATO Grigoli: No, credo di no.
PUBBLICO MINISTERO: Crede di no. Non ha...
IMPUTATO Grigoli: Perché difatti ebbimo problemi sul posto noi, c'era zona d'ombra il giorno in cui venne fatto il mancato attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Vuole spiegare meglio che cosa significa avete avuto dei problemi?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Nel momento in cui abbiamo chiamato per memorizzare il numero, non prendeva la linea, c'erano zone d'ombra, ci spostammo.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi un attimino ancora meglio. Cioè, non prendeste... il cellulare non aveva segnale in quel punto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi nei giorni precedenti non era stata fatta una prova, se il cellulare lì prendeva o non prendeva?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: E, a seguito di questo inconveniente, che cosa faceste? Come faceste allora a dare la battuta?
IMPUTATO Grigoli: Ci spostammo e da lì prendeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ma vi spostaste prima che arrivasse Contorno con la macchina?
IMPUTATO Grigoli: E' chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, perché sennò voglio dire, passava, no?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non so se...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa prova venne fatta prima che Contorno fosse avvistato da lei e da Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vi spostaste e in questo luogo poi, diciamo, il cellulare funzionava bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma erano posti molto lontani l'uno dall'altro? Siccome ieri parlava di una traversina...
IMPUTATO Grigoli: Sì. No, vicino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi bastò questo spostamento...
IMPUTATO Grigoli: Bastò poco.
PUBBLICO MINISTERO: ... per far funzionare il cellulare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, rispetto a questo tentativo, da quanto tempo lei si trovava già a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Sei-sette giorni, cinque.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era già stato un po', ecco, a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre tenendoci fermi al momento di questo primo fallito attentato. Lei ha detto che c'era una macchina che veniva utilizzata, che era guidata da Giuliano per la fuga dopo l'attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ci ha detto che si trattava della FIAT Uno che stava lì alla villetta, della FIAT Uno rubata.
IMPUTATO Grigoli: No...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, della FIAT Uno pulita, ha ragione.
Lei ci ha anche parlato di aver visto un'altra FIAT Uno, quella rubata.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi segue Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa macchina lei si ricorda quand'è che la vide, per così dire, per la prima volta?
IMPUTATO Grigoli: Credo quando arrivai al villino, la prima volta, la trovai lì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro su questo suo ricordo?
IMPUTATO Grigoli: Se lei ricorda, su questa macchina abbiamo avuto dei problemi, che io non ricordavo bene il motivo... perché non ce l'ho abbastanza chiara la storia di questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Lei si ricorda semplicemente che c'era...
IMPUTATO Grigoli: Sì, che c'era.
PUBBLICO MINISTERO: E che doveva essere utilizzata per spostare...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che era stata utilizzata per spostare l'esplosivo.
Stava dicendo qualcosa Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, a proposito del posizionamento della carica esplosiva nel punto dove doveva esplodere in quel primo fallito attentato. Ci vuol spiegare un pochino, lei ieri ha parlato del piano orizzontale di chi operava con il telecomando rispetto alla carica.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome ha anche detto che l'esplosivo venne messo nella cunetta, ecco, ci vuole spiegare un attimino come - voglio dire, la cunetta era profonda un po' - ecco, come risolve, diciamo, questa...
IMPUTATO Grigoli: Non c'entra nulla il livello.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMPUTATO Grigoli: E' questione di ottica.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Se io sono messo orizzontalmente, anzi in linea con l'esplosivo, la macchina quando arriva sull'esplosivo, si vede che arriva sull'esplosivo. Se mi metto trasversalmente, la macchina può darsi che ancora deve arrivare nell'esplosivo e io già la vedo sull'esplosivo. Non so se sono stato chiaro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è una questione di allineamento?
IMPUTATO Grigoli: Allineamento per essere più precisi.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, un allineamento... Grigoli, sono il dottor Chelazzi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei vuol dire forse che è un problema di allineamento tra il punto dov'è l'esplosivo, il punto dove deve passare la macchina e il punto dove si trova quello che c'ha il comando in mano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito. Quindi deve essere tutto su una stessa linea, per intenderci. E' questo quello che voleva dire lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, perché ieri francamente avevamo capito, almeno il dottor Nicolosi e io, avevamo capito una cosa diversa e quindi non ci tornava. Meglio così, aver risolto questo interrogativo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo interrogativo.
Senta, ecco, rispetto alla sua presenza nella villetta, quando lei arriva a Roma, l'esplosivo che lei ha detto portato dal Carra - mi pare che ieri già avesse risposto, comunque vorrei una conferma da lei - l'esplosivo quando arrivò? Quando lei era già a Capena, nella villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei andò - per l'appunto non abbiamo modo di controllare in diretta - ma lei andò a riscontrare Carra per prelevare questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, con altri.
PUBBLICO MINISTERO: Con...?
IMPUTATO Grigoli: Con altri.
PUBBLICO MINISTERO: E chi ci venne con voi, con lei?
IMPUTATO Grigoli: Mah, quasi tutti comunque, perché erano lì vicino, al buio.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino alla villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ho bisogno che lei chiarisca un punto. Spatuzza - primo, secondo tentativo - c'era a Capena, in occasione di questi attentati? Lei ha detto aveva fatto i sopralluoghi.
IMPUTATO Grigoli: No, non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'è qualcosa di specifico che ci può dire, che le suscita il ricordo... Perché lei inizialmente aveva detto che...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Quando poi mandammo Giuliano a prendere i detonatori, e quindi poi risalì Carra con altro esplosivo, portarono una lettera, una lettera che la mandava lo Spatuzza. Per salutarci, che lui col cuore era con noi, e tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è il fatto della lettera che le ha fatto avere, diciamo, la certezza che Spatuzza non c'era?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ne sono sicuro di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, per l'appunto, siccome ieri già lo ha anticipato più volte e lo sta dicendo anche adesso in relazione a questo secondo tentativo, possiamo passare al racconto di quello che avviene per riprovarci, per compiere questo attentato.
Lei ieri si era fermato nel suo racconto, ha detto: 'prelevammo l'esplosivo, lo riportammo nella villetta e lo sconfezionammo lì nel salone, dove c'è il camino'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino, ci racconti come andarono le cose.
IMPUTATO Grigoli: Quindi da qui poi, innanzitutto bisognava vedere - come stavo dicendo ieri - se il Contorno aveva capito qualcosa, quindi se aveva le solite abitudini. E Giacalone l'indomani andò, uscì di mattina presto per vedere se il Contorno continuava ad avere le proprie abitudini. E ricordo io che lui venne e disse che non lo vide.
Si andò anche il secondo giorno e non fu rivisto nemmeno. Allorché io dissi loro di... 'secondo me' - dissi - 'è meglio che scendiamo, è assurdo che ancora stiamo qui. Se questo qui ha capito è peggio. Cioè, meglio scendere e fra quindici gio... questo qui vede che è tutto a posto, che non è successo niente, non vede facce nuove, non vede niente, non si allarma e quindi di conseguenza si tranquillizza e poi ritorniamo quando lui è più sereno. Perché se va via non è che è facile rintracciarlo un'altra volta'.
Invece loro si erano intestarditi nel volerlo fare a tutti i costi in quei giorni. Il più intestardito comunque era il Giacalone Luigi. Non mi ha voluto dare ascolto su questa cosa.
Poi, non ricordo se fu il terzo giorno, o il quarto, addirittura, rivedemmo il Contorno. Quindi, nel frattempo comunque si era mandato già il Giuliano per prendere stavolta due detonatori anziché uno e aspettavamo dell'altro esplosivo.
Il Giuliano venne, portò i detonatori. Salì con Pietro Romeo.
Da premettere che io gli avevo detto a Giuliano anziché di venire col treno, con la nave, siccome mio fratello era in possesso di una FIAT Uno targata Roma, gli dissi: 'vai da mio fratello, gli dici prestami la macchina che gli serve a tuo fratello', tutto qui. Cosa che il Giuliano fece e salì con la FIAT Uno di mio fratello. Salì lui e portò con sé Pietro Romeo.
A sentire lui portò il Pietro Romeo per poi riscendersi la macchina di mio fratello. E così avvenne. Il Pietro Romeo poi riscese con la macchina di mio fratello.
Quindi, poi la prossima cosa da fare era quella di vedere, perché non era più opportuno ricollocare l'esplosivo nello stesso posto dove era stato collocato prima. Quindi la prossima cosa che facemmo fu quella di vedere se trovavamo un altro punto dove potere collocare l'esplosivo.
Secondo me non ce n'erano punti migliori di quello lì. Quello lì era l'ideale per poter svolgere questo tipo di operazione. Loro ebbero a dire che quell'altro punto che avevamo ritrovato era pure buono. Che si tratta nei pressi... che poi si tratta dove... che fu rinvenuto l'esplosivo realmente. Perché non c'era un punto dove si poteva avere la visuale in linea, come spiegavo prima.
Loro comunque dissero che andava bene così e così facemmo. Collocammo l'esplosivo lì. E io e Giacalone attendevamo che passasse il Contorno. Perché di mattina il Contorno passò, ci sfuggì, non ricordo bene che successe, comunque ci sfuggì. Aspettavamo il rientro del Contorno. Cosa che noi non vidimo, non lo vidimo passare, quindi noi pensavamo che aveva un altro appartamento in qualche altro posto, o che avesse fatto un'altra strada.
E quindi decidemmo la sera di andare a riprenderci l'esplosivo. Prima di entrare allo svincolo, abbiamo visto tutte le luci dei lampeggianti della Polizia, era pieno. Quindi non entrammo nemmeno allo svincolo, ma andammo dritto. Andammo a uscire all'altro svincolo e tornammo nella villetta.
Lì c'era chi diceva, dice: 'andiamo a prendere il telecomando, li facciamo saltare tutti in aria'. Io gli dissi: 'voi siete pazzi, veniamo di nuovo qua, qua è pieno di Polizia, se ci fermano per strada, quattro palermitani, cose, qua'. Questa cosa comunque non si fece.
Arrivati poi al villino decidemmo di scendere a Palermo. E siamo scesi con un Mercedes. Non mi ricordo di chi era questo Mercedes, se lo fece prestare lo Scarano, Mercedes diesel.
Ecco, questo è...
PUBBLICO MINISTERO: Ha finito Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora le voglio porre qualche domanda in dettaglio.
Lei ha detto che dopo questo, chiamiamolo questo dibattito, queste discussioni, lei era per non fare nulla, Giacalone invece si era intestardito per farlo, avete deciso di mandare Giuliano a prendere questi detonatori.
Le chiedo: sa dove Giuliano andava a prendere questi detonatori?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Benigno gli disse di andare dal carnezziere di Misilmeri, che si tratta di Giovanni Tubato.
PUBBLICO MINISTERO: Questa persona, questo carnezziere di Misilmeri, Giovanni Tubato, era persona a lei conosciuta, aveva avuto rapporti, sapeva che cosa aveva a che fare con voi?
IMPUTATO Grigoli: Sì, io avevo avuto qualche contatto con questa persona. Perché questa persona era il contatto di Benigno e quindi di conseguenza di Piero Lo Bianco, capomandamento di Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: C'era un motivo particolare per cui vi rivolgevate proprio a questo Tubato?
IMPUTATO Grigoli: Era vicino a Benigno e di conseguenza al Lo Bianco. Il motivo particolare? Perché eravamo soliti a portare anche delle armi. Noi utilizzavamo le armi per commettere i vari omicidi e poi queste armi venivano ripulite.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare che cosa significa questa ripulitura delle armi?
IMPUTATO Grigoli: Cercare di dare un'altra rigatura alla canna, per avere un'altra rigatura di proiettile. Non essere uguale a prima.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e le armi venivano lasciate da questo Tubato? O contattavate il Tubato per poi...
IMPUTATO Grigoli: Di solito, la persona incaricata per andare a trovare il Tubato, era il Giorgio Pizzo. Quando si trattava di consegnarci delle armi, delle cose. Qualche volta magari ci andavo pure io, per scortarlo, per camminare avanti. Era anche per questo, sì.
Più che altro si ci andava comunque quando c'era bisogno di fare qualche appuntamento con Lo Bianco, si andava da questa persona per rintracciare il Benigno, di conseguenza comunicarci i vari appuntamenti con Lo Bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, si ricorda se per cosa, con lei o con qualcun altro del gruppo, da questo Tubato, per questo lavoro delle armi, di ripulitura, sia venuto anche Pasquale Di Filippo?
IMPUTATO Grigoli: Forse una volta andammo io, Pasquale Di Filippo e Giorgio Pizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Proprio per compiere questo tipo di operazione sulle armi?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Perché io e Pasquale Di Filippo, sì, ci andammo con la mia macchina e ci battemmo la strada. Le armi le aveva caricate Giorgio Pizzo, anche perché lui lavorava all'Acquedotto e aveva una Cinquecento dell'Acquedotto, quindi pubblicizzata AMAP e quindi a maggior ragione più sicuro nel passare in un eventuale posto di blocco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, si ricorda con quale mezzo Giuliano partì da Capena, o comunque fece il viaggio da Roma a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Giuliano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quando andò a prendere questi detonatori da Tubato.
IMPUTATO Grigoli: O si imbarcò, o prese l'aereo. Escluderei il fatto di aver preso il treno, perché doveva fare una cosa veloce.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Comunque...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Penso che comunque prese l'aereo. Perché avevamo urgenza che lui venisse presto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ieri ci ha detto che in occasione di questi spostamenti, quando si trattava di dare il nome, lei ha detto venivano dati dei nomi che somigliavano, assonanti diciamo al nome vero.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei è in grado di dire se, in questa specifica occasione, Giuliano utilizzò qualche nome diciamo di copertura del tipo di quelli a cui ha fatto cenno lei?
IMPUTATO Grigoli: No, perché Giuliano vede, era uno di quelli che ne diceva tanti, quindi se dovrei andarli a pensare tutte. Lui era cosiddetto chiamato Olivetti perché era così, quindi... Non lo so comunque, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, durante questa permanenza che... Lei ieri ha detto mi pare: 'ci siamo fermati più di 15 giorni'. Durante questa permanenza rimaste sempre tutti lì, o ci furono degli spostamenti? Uno lei l'ha detto: è questo di Giuliano che torna giù per andare a prendere questi detonatori.
Carra, ha detto che era venuto e poi era andato via e poi, come ha già anticipato, torna di nuovo a Capena.
Altri spostamenti se ne ricorda? Se ci furono.
IMPUTATO Grigoli: Se noi andammo in altri luoghi?
PUBBLICO MINISTERO: No, no, no. Se andaste in altri luoghi, se qualcuno si spostò, andò fuori diciamo da Capena, da Roma? Ecco, se vi allontanaste un po'.
IMPUTATO Grigoli: Io mi ricordo che noi, anche se non fu una cosa che dovevamo fare, andammo a Roma, in centro, a fare shopping, andammo a comprare delle cose da portare a casa. E ci andammo io, Benigno, Lo Nigro e forse Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, lei ha ricordo sicuro di questo spostamento di Giuliano, poi che... Intendevo riferirmi a qualche spostamento diciamo più consistente, che non quello di andare a Roma a fare shopping, ecco. Ha capito Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Giuliano andò a prendere i detonatori e tornò. Poi, il Romeo se ne andò via.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha spiegato che la presenza di Romeo era dovuta a una circostanza specifica?
IMPUTATO Grigoli: Sì, doveva scendere la macchina di mio fratello. E poi lui aveva non so, la firma, qualcosa del genere, in serata doveva essere a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questa permanenza di Romeo lì con voi, per quanto tempo si è protratta?
IMPUTATO Grigoli: Credo... No, forse lui dormì una notte con noi. Non so se la firma l'aveva due-tre volte la settimana. Comunque ci fu un problema di firma e lui andò via per questo. Quindi, forse dormì con noi e poi l'indomani andò via.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sa se durante questa permanenza di Romeo, con qualcuno, con lei, o con altri, insomma Romeo fu portato lì nei luoghi dove si doveva compiere questo attentato, dove abitava Contorno, eccetera?
IMPUTATO Grigoli: Può darsi. Perché c'era bisogno di facce nuove, perché chiaramente Contorno non è che era un fesso, capiva se... conosceva già la gente del posto e se incontrava più di una volta una faccia, lui non è che... poteva anche sospettare qualcosa. Ecco perché ci alternavamo il Giacalone, io, il Lo Nigro, il Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Non andavano sempre le stesse persone a andare a visionare se...
PUBBLICO MINISTERO: Se c'era o non c'era.
IMPUTATO Grigoli: Se c'era o non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Quindi non escludo anche il fatto che, adesso non mi ricordo, ma non escludo il fatto che Romeo sia potuto andare con uno. Con me no, sicuramente. Con uno di loro a vedere se...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Grigoli, non so se lei l'ha detto perché ha parlato della macchina di suo fratello, però non ho sentito se lei ha detto anche il motivo per cui questa macchina veniva, lei aveva diciamo indirizzato Giuliano su questa macchina di suo fratello.
IMPUTATO Grigoli: Perché era targata Roma la macchina di mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Quindi era meno propensa a essere fermata nei posti di blocco.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era targata Roma. Poi, che tipo di macchina era?
IMPUTATO Grigoli: Una FIAT Uno bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Una FIAT Uno bianca.
Senta, questa macchina lo sa da dove l'aveva presa suo fratello, dove l'aveva comprata?
IMPUTATO Grigoli: Nello stesso autosalone di Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi l'aveva comprata da Giacalone.
Senta, rispetto all'utilizzo che ha spiegato, quanto tempo prima? Voglio dire, era da tempo che ce l'aveva?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma non tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Non tanto che significa? Era da poco?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Addirittura questa macchina qui era dello Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Spatuzza la vendette al Giacalone e poi Giacalone la vendette a mio fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci fu questo doppio passaggio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Chiaramente lo Spatuzza era latitante, se non erro, all'epoca, quindi non è intestatario della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi allo Spatuzza la macchina non è mai stata intestata, questa FIAT Uno bianca.
IMPUTATO Grigoli: Sì, questa sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, allora veniamo al materiale che arriva su. Li portò effettivamente questi due detonatori?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi Grigoli, come mai due? Per motivo di sicurezza...
IMPUTATO Grigoli: No, dato il precedente. Che il detonatore era esploso e l'esplosivo no, poteva succedere anche qualcosa del genere. Quindi avevamo ancora un altro detonatore di riserva.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e al problema della gelatina, lei ha detto ieri che era avariata, insomma, questa gelatina non aveva funzionato, come avete risolto questo problema?
IMPUTATO Grigoli: La gelatina non fu più adoperata. E il detonatore fu collocato nel cosiddetto Dash.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Dico: ma vi procuraste dell'ulteriore materiale?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino che cosa avvenne.
IMPUTATO Grigoli: Il...
PUBBLICO MINISTERO: Perché, del detonatore ha detto; spieghi un pochino dell'esplosivo che...
IMPUTATO Grigoli: Dell'altro, fu detto anche a Giuliano di fare sapere a Nino Mangano che ci serviva anche dell'altro materiale.
E quindi salì il Carra con dell'altro Dash.
PUBBLICO MINISTERO: Quant'era, in termini, così, quantitativi, questa roba che portò Carra?
IMPUTATO Grigoli: Ma non molto, perché già ce l'avevamo dell'esplosivo. Era per eguagliare la gelatina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era un quantitativo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo so, lo può stimare lei in termine di peso?
IMPUTATO Grigoli: Mah, un 20-30 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e che...
IMPUTATO Grigoli: Che confezionammo, io e il Lo Nigro, sul tavolo del salone di pianterreno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora, questa operazione, ci vorrei arrivare tra un attimo.
Arrivò prima Giuliano con il detonatore e poi Carra con questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, prima Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Carra, in occasione di questo secondo trasporto lì a Capena, si trattenne come la prima volta, oppure andò via subito?
IMPUTATO Grigoli: Io ricordo che lui si trattenne, perché ricordo che giocavamo a carte.
E, quindi, da questo, penso che lui si trattenne.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, mi scusi Grigoli, forse...
IMPUTATO Grigoli: Ma poi ci fu un problema anche, guardi, di posti letto. Per uno o due giorni ci fu il problema dei posti letto.
Quindi penso che lui si trattenne.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, io forse non mi sono espresso bene.
Siccome Carra, secondo il suo racconto, è venuto due volte.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E siccome lei prima aveva risposto che si era trattenuto qualche giorno, volevo capire se si era trattenuto qualche giorno in occasione del primo trasporto di esplosivo, diciamo, quello principale, o in occasione di questo secondo. Capito?
Di questo secondo viaggio fatto da...
IMPUTATO Grigoli: Ma io credo in occasione di questo secondo viaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
Ecco, vediamo... Questo esplosivo, Carra, il secondo, dove ve lo consegnò?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Il secondo, questo Dash, questo che venne portato per riaggiustare la carica, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sempre nello stesso posto di prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre nello stesso posto di prima.
Ecco, cosa... Lei stava cominciando a dire quello che faceste con questo esplosivo.
Ecco, incominciamo a dire dallo sconfezionamento che c'era stato dei tre involucri precedenti.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si era tolta la gelatina.
Siccome arrivò sfuso, il cosiddetto Dash da Palermo...
PUBBLICO MINISTERO: Questo secondo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Lo confezionammo com'eravamo soliti fare lì a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Quindi, di conseguenza, poi fu collocato insieme all'altro.
Vede, adesso sto ricordando le maniglie. Perché io, quando lei mi fece la domanda delle maniglie, io ricordavo qualcosa di maniglie.
Le maniglie furono utilizzate per questo attentato.
Perché quando... Ecco, quando noi confezionammo questo Dash arrivato per ultimo, e lo collocammo insieme all'altro esplosivo, facemmo, una volta che fu già sconfezionato, Lo Nigro gi venne l'idea di fare questo tipo di confezionatura con le maniglie, per essere più pratici, poi, per posare il tutto, collocar il tutto sul posto dell'attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può descrivere questo, il risultato, diciamo, di questa operazione?
Cosa venne fuori, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Venne fuori quasi un... non lo so, un valigione lungo, alto. Capisce?
PUBBLICO MINISTERO: Prego, cerchi di descriverlo al meglio dei suoi ricordi.
IMPUTATO Grigoli: Erano confezione uno su un altro. E, a metà - perché poi cambiammo tutto - abbiamo fatto questa sorta di maniglie allacciato con i lacci. Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, questo pacco era unico ed era il risultato di tre pacchi, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Sì, di tre pacchi, sì.
PUBBLICO MINISTERO: In uno, c'era... Lo vuol ridire?
IMPUTATO Grigoli: In uno c'era polvere scura, se non erro. Uno, di Dash e basta. Perché la gelatina, poi, fu tolta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la gelatina fu tolta e fu messo quest'altro Dash?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E il detonatore venne immerso in questa ultima?
IMPUTATO Grigoli: Sì, Dash.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Anche perché noi avevamo già usato questo materiale, usato per scopi di, non di natura delittuosi, ma per vedere che funzione aveva. Se era buono, se era efficace.
PRESIDENTE: A titolo sperimentale.
IMPUTATO Grigoli: A titolo sperimentale, sì.
E fu adoperato nei pressi della zona industriale.
PRESIDENTE: A Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Mi ricordo che c'era... c'era del materiale da scavo. Una montagna di questo materiale: pietre e via dicendo. Collocammo all'incirca 200 grammi di questo esplosivo con una miccia in mezzo a questi massi; l'abbiamo accesa, andati via, spostati perlomeno, in mezzo al giardino.
Quando è esplosa, abbiamo visto l'effetto. E abbiamo visto che l'effetto era stato ottimo. Cioè, aveva spostato, frantumato le pietre più grosse, mandate in frantumi le pietre più grosse. Quindi... erano solo 300 grammi, Quindi, di conseguenza...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, questa prova come venne attivata? Questa carica.
IMPUTATO Grigoli: Con della miccia.
PUBBLICO MINISTERO: Con della miccia.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per...
IMPUTATO Grigoli: Comunque Lo Nigro è esperto per queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per concludere questo punto.
Poi, magari, Presidente, se possiamo fare una breve sospensione...
PRESIDENTE: Senz'altro.
PUBBLICO MINISTERO: ... di cinque minuti.
Ecco, un'ultima domanda: lei ha detto, questi tre involucri vennero assemblati, ne venne fuori questo oggetto che ha descritto con queste maniglie.
E ha ridetto, diciamo, nuovamente quali erano questi componenti.
Quindi, sostanzialmente, il Dash e questa polvere nera.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può descrivere, ieri l'ha fatto, ma vorrei capire un po' meglio la consistenza, il colore di quella che lei ha chiamato polvere nera.
IMPUTATO Grigoli: Ma io pensavo che si trattasse della polvere da sparo. Era di questo colore, grigiastra.
Che poi lui sosteneva, perché noi non ci preoccupavamo tanto quando adoperavamo, o manipolavamo l'esplosivo in pietra. Non c'era problema anche se uno fumasse, ecco.
Invece, per quanto riguardava questo tipo di polvere, lui mi diceva di stare abbastanza attenti. Anche addirittura stavamo attenti quando legavamo, questo esplosivo. Perché l'attrito poteva creare calore. Quindi, di conseguenza, esplodere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, nel maneggiarlo, questa polvere nera, vi sporcavate le mani...
IMPUTATO Grigoli: No, noi eravamo soliti sempre adoperare sempre i guanti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì...
IMPUTATO Grigoli: Quando noi cominciavamo, sia nel macinare, sia nel confezionare... Più che altro nel confezionare, comunque, adopravamo sempre i guanti.
Perché nella corda, nel nastro, lasciavamo le impronte.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito, dico: ma i guanti si sporcavano nel maneggiare...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rimanevano unti, rimanevano...
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando maneggiavate questa polvere nera?
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e per quanto riguarda il Dash, lei ieri ci...
IMPUTATO Grigoli: Poi non è che l'andavamo a prendere con le mani. Quindi... Ma penso che... Sì, restava la mano sporca di... di miccia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa consistenza di questa polvere nera, com'era, a grani, a scaglie, in polvere... Ecco, ci spighi un pochino.
IMPUTATO Grigoli: No, era in polvere abbastanza fine.
PUBBLICO MINISTERO: La polvere abbastanza fine.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, più fine del Dash?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mentre questo Dash che colore aveva?
IMPUTATO Grigoli: Bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, esattamente come il detersivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Più granuloso di quello, di quella nera.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a...
IMPUTATO Grigoli: Quella era più fine, quella nera.
PUBBLICO MINISTERO: Era di un colore uniforme questo bianco Dash? Usiamo questa espressione.
IMPUTATO Grigoli: Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, emanava un qualche particolare odore questo Dash?
IMPUTATO Grigoli: No. Io ho avuto molto... Perché questo Dash qui poi, negli ultimi tempi, come lei ben sa, per le stragi fu adoprato solo ed esclusivamente quello in pietra.
Quindi, per questo fatto di Contorno solo fu adoperato questo bianco.
Quindi non è che ho avuto l'esperienza di quello.
Quindi non vado a ricordare adesso l'odore e tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque non ha alcun particolare ricordo, lei, su questo...
IMPUTATO Grigoli: No. Io, come le ho detto, il ricordo ce l'ho per quell'altro, per quegli effetti che abbiamo avuto, come gli dicevo, di...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, li vuol ridire quali erano questi effetti che aveva nel maneggiare, diciamo, l'esplosivo in pietra?
IMPUTATO Grigoli: No, quando macinavamo questa polvere, ci seccava la gola... cioè, abbastanza... stavamo male, ecco.
Addirittura ricordo che Giuliano usciva frequentemente fuori per quasi vomitare.
Anche perché ricordo che... ecco, che... ecco, per stabilire i tempi, ricordo che era estate quando macinavamo questa polvere, eravamo sudati. Quindi... perché chiusi dentro questo magazzino. Non è che facevamo questa operazione all'aperto.
E, quindi, si stava male.
E poi un'altra cosa che ci, che a me successe, fu che orinavo quasi rosso. Mi preoccupai, e invece poi, chiedendo a loro, mi hanno detto che era normale, perché era l'effetto di questa polvere che si respirava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, per concludere questo argomento: la gelatina, quella che lei ha definito avariata, che venne tolta dalla carica, diciamo, del primo tentativo, che fine ha fatto?
*IMPUTATO Grigoli: Mah... Per il momento mi sfugge, questa cosa.
Non lo so se rimase... rimase lì, o la scese il Carra. Può darsi che la scese il Carra.
Mi sfugge, questo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, possiamo fare una breve interruzione?
PRESIDENTE: Senz'altro. Riprendiamo tra 10 minuti.
PUBBLICO MINISTERO: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Brusca... Oddio, mi scusi, Grigoli, dunque, lei ha detto che questa gelatina non sa che fine abbia fatto.
Ecco, ma ieri, mi pare, rispondendo ad una domanda analoga sulla provenienza di questo Dash, lei ha detto che non sapeva che fonte avesse, ecco, da dove provenisse.
Ecco, della gelatina, cioè, formulo ora la domanda: sa dove era stata procurata? Sa, voglio dire, anche se successivamente se ne parlò, se sentì dei commenti?
*IMPUTATO Grigoli: Dopo, quando fummo a Palermo, ebbi a parlare con Mangano Antonino. Da quello che è successo, come mai, cos'era... si parlò di cos'era successo, come mai non esplose l'esplosivo, e tutto il resto.
E si parlò del fatto che il detonatore era stato collocato nella gelatina, la gelatina non esplose.
Quindi, io stesso gli dissi: 'ma come mai?'
Dice: 'mah, una cosa strana, difficilmente succedono queste cose. Comunque, questo materiale, non era nostro...'
Da quello che capii io, veniva da Brusca.
PUBBLICO MINISTERO: Da quello che lei capì, dai discorsi che le fece Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Senta, torniamo lì, a questo ordigno.
Lei ha detto: 'venne riconfezionato, le famose maniglie...', Ecco.
Che altro tipo di attività vene compiuto su questo pacco? Su questo ordigno?
Voglio dire: il detonatore lo ha detto, venne immerso in questo Dash che portò Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ne venne messo solo uno, o anche l'altro?
Perché lei ha detto: 'Giuliano ne portò due di detonatori.'
IMPUTATO Grigoli: No, ricordo di uno, io.
PUBBLICO MINISTERO: Uno, Ecco. Poi, che cosa, che altre operazioni vennero compiute su questo ordigno?
IMPUTATO Grigoli: Sull'ordigno credo nient'altro; poi, Benigno, preparò tutto quello che concerne il telecomando col detonatore e tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol descrivere che cosa si ricorda di questo sistema, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: Io, più che altro, vede, ho dato... Perché fummo io e il Lo Nigro a preparare il confezionamento.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Il, per l'elettricità, per quello che riguarda, in gergo elettronico, se così si può dire, era il Benigno.
Quindi non è che io... So del solo comando, di una scatoletta collegata con i fili del detonatore. Questa scatoletta aveva delle piccole batterie; di un'altra batteria più grande.
Ecco, questo lo posso dire.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei ha menzionato tre cose: una batteria più grande, delle batterie piccole e poi questa scatoletta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riesce a dare... Allora, cominciamo dalla batteria più grande: che tipo di batteria era?
IMPUTATO Grigoli: Ma se non ricordo male è della motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dove venne collocata questa batteria, se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Quando posizionammo l'esplosivo?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dove venne messa, in questo pacco...
IMPUTATO Grigoli: Sì. No, queste viaggiavano a parte.
C'erano i vari spinotti, no? Si cosava l'esplosivo, il detonatore con lo spinotto che andava... non so, se in questa scatoletta, o... E poi, il tutto, nella batteria.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei ha parlato anche di altre batterie più piccoline.
IMPUTATO Grigoli: Sì, in questa scatoletta credo che c'erano delle altre batterie di 12 volts.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questa che lei chiama scatoletta, ha idea di che cosa fosse, com'era, se ce ne può dare una descrizione?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so, forse era la scatoletta che riceveva l'impulso.
Io, adesso, di elettronica, non ne capisco più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, e nel pacco, dove venivano, tutti questi oggetti che lei ha descritto, dove venivano collocati?
IMPUTATO Grigoli: Questi oggetti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, la batteria, le batterie più piccole, la scatolina.
IMPUTATO Grigoli: Mah, era tutto volante.
Poi veniva celato tutto con dell'erba tagliata. Perché, dove... sia che nel primo attentato, che nel secondo, erano dei canaletti. E quindi faceva un po' di vuoto.
Poi si andava a mettere sopra questi pacchi dell'erba tagliata per mimetizzarla. Perché, questi canaletti, erano erbosi.
Quindi, per mimetizzare il tutto con quest'erba.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, diciamo, il risultato di questo ordigno, batterie, batterie da 12 volts, la scatolina a cui lei ha fatto cenno, sono identici sia nel primo, che nel secondo tentativo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, anche gli oggetti sono gli stessi?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Perché, vede, l'impulso arrivò. Perché il detonatore è esploso. Quindi non è che fu l'ingegno elettrico che non funzionò, non arrivò l'impulso, o qualcos'altro. Perché funzionò il tutto. Perché difatti ci fu l'esplosione del detonatore.
Quindi non c'era motivo di cambiare.
A maggior ragione, anzi, si era avuto prova che funzionasse il telecomando, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto: questo ordigno, ovviamente in tutti e due i casi, venne posizionato in questa canaletta, ricoperto con l'erba.
Ma fu la decisione, diciamo, in termini esecutivi, fu quella di realizzare l'attentato così come venne fatto in queste due occasioni, o avevate pensato anche a qualche altro modo di collocare l'esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Vede, la differenza del primo al secondo, c'era il fatto che, nel primo, questa canaletta era, diciamo, cementata. C'era la strada, da questo lato, con questo muro, muretto di cemento, no?
Ed era largo... un metro. Quindi, posizionando l'esplosivo lì dentro, già c'era questo tipo di...
Cioè, per l'esplosivo, quello che poi ho capito io, mi hanno spiegato, per essere più efficiente, più si mette in posti, tipo che ne so, per far cadere un muro, bisogna fare un buco e metterlo dentro il buco, l'esplosivo, per avere più detonazione. Capisce quello che voglio dire?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Quindi, una volta che già esistevano questi muretti, già questa funzione c'era. Per avere più...
PUBBLICO MINISTERO: Potenza.
IMPUTATO Grigoli: Più potenza, ecco.
Invece, nel secondo posto dove dovevamo fare l'attentato, mancava questo. C'era questa cunetta di terra, non è che c'erano muretti di cemento per avere più... potenza.
Quindi, allora, si parlò di fare qualche cassa in ferro, qualcosa, dove poter collocare l'esplosivo e avere più potenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e provaste a far qualcosa per questa cassa di ferro?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì, ma io pensavo che non è che valesse a niente. Perché si completa della lamiera, no?
Quindi, dicevo, non è che questa cosa, secondo me, perché io non è che avevo esperienza, non farà più di tanto.
Si fece una gabbia in lamiera, non è che si fece una gabbia in ferro battuto. In lamiera.
Difatti la costruì Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Utilizzaste qualche attrezzo particolare per fare questa cassa?
IMPUTATO Grigoli: Mah... attrezzo, una punzonatrice, non so come si chiama.
PUBBLICO MINISTERO: La sparachiodi?
IMPUTATO Grigoli: Una cosa del genere, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi?
IMPUTATO Grigoli: Fu verniciata di verde... di verde. Per essere sempre mimetizzata, perché la lamiera era bianca. Quindi dava subito all'occhio.
Fu verniciata in verde, tutto qua.
Però poi, non fu utilizzata, rimase nel villino.
Tutto qui.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, fu una iniziativa concreta che venne presa.
Pensaste di fare questo attentato, nel realizzarlo, a qualche altra formula, qualche altro metodo?
IMPUTATO Grigoli: Oltre quello della cosa in lamiera?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire...
IMPUTATO Grigoli: All'inizio si parlava, quando addirittura già a Palermo, si parlava di queste piccole bonze dove si mette l'acqua.
Non so lei le ha presente.
PUBBLICO MINISTERO: Queste piccole?
IMPUTATO Grigoli: Sono recipienti in ferro per contenere liquidi, acqua, che di solito vengono agganciati anche a traino dietro le macchine, questi carrellini con queste bonzette di 200 litri.
Non so se lei ha presente queste cose qui.
PUBBLICO MINISTERO: Il carrello ce l'ho presente, questo...
IMPUTATO Grigoli: Sono carrelli per potere tra...
PUBBLICO MINISTERO: Ma servono per uso agricolo, questi carrelli?
IMPUTATO Grigoli: Ma anche. Sono carrellini che si agganciano nelle macchine con questa bonza, con questo recipiente per contenere liquidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, insomma, è tipo una piccola cisterna, tipo un...
IMPUTATO Grigoli: No, se uno ha di bisogno di trasportare 2-300 litri di acqua, questa cosa serve per...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, può essere utilizzata anche per usi non prettamente agricoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Anche per diporto.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Quindi, imbottito tutto di esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Per utilizzare, diciamo, questo come cassa.
IMPUTATO Grigoli: Esatto. Questo qui posteggiarlo per strada, che non dà tanto nell'occhio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma all'utilizzo di un'autobomba, di un'autovettura, non ci avete pensato?
IMPUTATO Grigoli: No, una vettura perché erano già state fatte le stragi, con questo sistema.
Come le ho già detto, si doveva far pensare ad altri, quindi anche questo poteva portare a pensare che quella strategia era stata commessa da Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, vorrei un attimino tornare sull'ordigno per farle una precisazione.
La scatolina di cui lei ha parlato, è per caso qualcosa che ha a che fare con un accumulatore, con un...
IMPUTATO Grigoli: Sì, io gliel'ho detto, non avendo esperienza di... non so come definirlo. Sì, una specie di accumulatore o...
PRESIDENTE: Siamo...
PUBBLICO MINISTERO: Lei, per l'appunto, nell'interrogatorio del 24 giugno, parlò espressamente di "accumulatore".
IMPUTATO Grigoli: Sì, un accumula... era una cassettina, non so per che cosa servisse, questo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma...
IMPUTATO Grigoli: Io potrei chiamarla accumulatore e invece chissà come si chiamerà.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era una scala, un ago, un... Ha capito quello che voglio dire? Si ricorda se c'era qualche strumento, ecco?
IMPUTATO Grigoli: No, quello che mi ricordo io, che forse in questa scatolina venivano apposte le batterie quelle piccole.
PUBBLICO MINISTERO: Quelle da 12 volts.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma l'oggetto lei non se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: No, lo ricordo come una scatoletta.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda di questa scatoletta. Grande quanto, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Dieci per dieci.
PRESIDENTE: Volevo comunicare al Pubblico Ministero che se vuol fare vedere quel famoso documento, o che cosa sia non lo so, la strumentazione pare che sia finalmente riparata.
Poi lo può fare quando crede, eh.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, magari Presidente, ora siamo a riferire di questo fatto.
Allora, Grigoli, quindi l'oggetto l'ha descritto. C'ha detto di queste apparecchiature, diciamo, elettriche.
Ci ha detto anche di queste discussioni che c'erano state.
Si pensò anche di fermare Contorno, di bloccarlo in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Quando poi risalì il Carra, ho visto che gli altri del gruppo parlavano apertamente davanti costui.
Quindi, io capivo che questo era a conoscenza. Non capivo, ne ero certo che ormai era a conoscenza di quello che dovevamo fare.
Quindi, allora, io ebbi a dire: 'scusate, ma...', perché ancora si doveva rifare il secondo attentato, no?...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Vedevamo che i posti non erano tanto adeguati come il primo. Contorno era venuto a mancare due giorni. Dissi: 'perché non facciamo in un'altra maniera?'. Cioè, anziché adoperare l'esplosivo, una volta anche resici conto, perché all'inizio non sapevamo se era scortato... Insomma, dissi io: 'perché non facciamo che il Carra, dal momento in cui esce il Contorno da casa il Carra in controsenso, gli diamo - uno sta sul camion con il Carra - gli diamo la battuta; questo qui, appena se lo vede davanti, trattasi di un autotreno, gli va di fronte, lo ferma. Noi ci appostiamo, appena passa lui lo seguiamo e, se il caso, poi lo finiamo con le armi'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa ipotesi venne scartata?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so. Loro non è che, poi, con le armi ci sapessero fare tanto.
L'unico era il Benigno a sapere utilizzare le armi, perché lui faceva parte del gruppo di fuoco di Misilmeri.
PUBBLICO MINISTERO: Lei come se la cavava, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Purtroppo ero l'unico a sparare, del mio gruppo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, anche questo tentativo, diciamo questa modalità di esecuzione viene scartata. Si riconfeziona questo pacco e il luogo, lei ha detto venne messo lì all'imbocco dell'autostrada.
C'era una ragione particolare per cui sceglieste quel secondo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Perché non ce n'erano altri migliori.
PUBBLICO MINISTERO: Avevate visto, in precedenza, Contorno imboccare, lei ha detto, l'autostrada?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci spiega un attimino, allora, com'è che operativamente...
IMPUTATO Grigoli: Era nei pressi di questo svincolo. Lui, lì, doveva rallentare. Lì di fronte c'era... anzi, se non erro neanche... Comunque, io e Giacalone dovevamo stare nei pressi, c'è un cavalcavia dove si vede l'autostrada giù, e quindi, automaticamente, si vede anche lo svincolo, no? Si vedeva arrivare il Contorno che entrava nello svincolo, quindi già noi avevamo il tempo di dare la battuta, di prepararsi che Contorno stava rientrando.
PUBBLICO MINISTERO: E questa...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, era uno dei posti dove potere sfruttare, perché altri posti migliori non è che ce n'erano. Comunque, il migliore era solo quello, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci ha spiegato stamani perché venne scartata l'ipotesi di rifarlo nello stesso posto del primo.
IMPUTATO Grigoli: Sì, anche perché - vede, sto ricordando un altro particolare - si ebbero dei problemi, perché c'era una casetta in costruzione, in questo punto di osservazione per operare col telecomando, dove c'erano dei muratori. Questi un pochettino videro questo movimento, si allarmarono e quindi fu scartato, a maggior ragione, anche per questo il primo punto, il primo posto dell'attentato.
Ecco, ma le dicevo l'altro posto più adeguato era quello dove che voi - "voi", dico come le Forze dell'Ordine - trovarono l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Come punto di attivazione del telecomando... Lei, il punto di osservazione ce l'ha detto: era lì sul cavalcavia.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da dove vedevate arrivare Contorno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il punto dove doveva essere azionato il telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Era una collinetta, un punto alto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei se lo ricorda con esattezza? Ci andò in questo punto, oppure...
IMPUTATO Grigoli: Il primo posto lo ricordo benissimo; quello saprei anche indicarlo.
Qui mi sfugge dove si posizionarono, comunque ricordo di una collinetta.
PUBBLICO MINISTERO: Sempre, ovviamente, a distanza breve dal posto dove era stato collocato l'ordigno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei lo sa, è in grado di dircelo che portata aveva, diciamo, questo telecomando?
IMPUTATO Grigoli: No, di solito era il Benigno a stabilire se la distanza era adeguata o no. Lui stabiliva, lui aveva questa capacità di stabilire fino a che distanza si poteva piazzare.
PUBBLICO MINISTERO: Si poteva operare.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quand'è che venne, in occasione di questo secondo tentativo, posizionato l'esplosivo nella cunetta, insomma nel posto dove poi...
IMPUTATO Grigoli: Quanto tempo passò?
PRESIDENTE: No...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha spiegato tutto quello che c'era stato fra il primo e il secondo tentativo. Quando venne messo questo esplosivo, quando dalla villetta usciste per andare a piazzare l'esplosivo nel posto dell'attentato?
IMPUTATO Grigoli: Vuole sapere se fu di mattina, se fu di...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Quale... Ecco.
IMPUTATO Grigoli: La sera tardi per l'indomani, comunque. Intorno a mezzanotte, l'una. Non mi ricordo l'orario. La sera tardi, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Di sera tardi.
Poi che cosa faceste, Grigoli, una volta posizionato questo esplosivo? Si ricorda chi ci andò a metterlo lì nella canaletta?
IMPUTATO Grigoli: Tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchine vennero utilizzate?
IMPUTATO Grigoli: Sicuramente di nuovo la jeep, perché era più opportuna, era più comoda per... aprivamo lo sportello posteriore e scendevamo già direttamente i pacchi. Poi di solito si viaggiava in due in jeep. E sicuramente la FIAT Uno. Se non era la FIAT Uno... Perché negli ultimi tempi, una volta che questa FIAT Uno e questa jeep avevano girato parecchio, sia per vedere se si vedeva il Contorno, sia per vedere tutto quanto, allora negli ultimi tempi lo Scarano ci fornì una Regata.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda com'era targata questa Regata?
IMPUTATO Grigoli: Comunque ricordo che era di un grigio scuro.
PUBBLICO MINISTERO: Era comunque, la macchina che aveva Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Nelle sue disponibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ve la dava Scarano, dico, questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: La?
PUBBLICO MINISTERO: Se la consegnava, ve la dava Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e venne posizionato, quindi, a mezzanotte. Contorno quando l'aspettavate: per la giornata successiva, per quella notte?
IMPUTATO Grigoli: Sì, per la giornata successiva... No, per l'indomani mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'indomani mattina.
IMPUTATO Grigoli: Sempre nell'uscire di casa, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando lui, da casa, andava a imboccare l'autostrada.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: L'indomani mattina furono fatti gli appostamenti per operare, questa volta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda come vi dislocaste lì nel luogo dell'attentato?
IMPUTATO Grigoli: Sempre io e Giacalone e il Benigno con il Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Nei luoghi che ci ha detto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè cavalcavia e questa collinetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa accadde in quella giornata?
IMPUTATO Grigoli: In quella giornata accadde, adesso, poco fa, dicevo proprio questo. Non ricordo se... Comunque, il Contorno non passò di lì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, siete rimasti tutta la mattinata ad aspettarlo?
IMPUTATO Grigoli: No. Poi andammo a vedere nel villino e credo che la macchina lì non c'era. Quindi, di conseguenza, siccome lui...
PUBBLICO MINISTERO: Nel villino, mi scusi, nel villino...
IMPUTATO Grigoli: Dove abita lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siete andati a casa di Contorno.
IMPUTATO Grigoli: Sì, a casa di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: E che cosa avete notato?
IMPUTATO Grigoli: Che la macchina non c'era.
PUBBLICO MINISTERO: La macchina, intendiamo la Punto amaranto?
IMPUTATO Grigoli: Sì, la Punto amaranto. E siccome lui era solito tornare intorno all'una, l'una e mezzo, quindi noi è assurdo che stavamo in zona: andammo via e poi ritornammo all'una, l'una e mezzo, dodici e mezzo. Andammo prima, verso le dodici e mezzo, perché lui era solito tornate all'una, l'una e mezzo, quindi andammo verso le dodici e mezzo.
E lui non rientrò. Non rientrò...
PUBBLICO MINISTERO: Sempre... Mi scusi Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tornaste sempre nel luogo dove...
IMPUTATO Grigoli: Per operare, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Per operare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul posto, sul luogo dell'attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto che questo esplosivo veniva ricoperto con dell'erba, mimetizzato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, se lo ricorda, in occasione di questo secondo tentativo, quest'erba dove l'avete presa, dove ve la siete procurata?
IMPUTATO Grigoli: Mah, sicuramente in un tentativo forse nel secondo, secondo tentativo, perché ricordo la cassa, sì. Nella villetta, dove noi soggiornavamo, a fianco c'era un'estensione di terreno e c'era questa, non lo so, sarà una piantagione, io adesso... Voi avete, qui, coltivazione diversa dalle nostre, non so. Era comunque queste foglie alte...
PUBBLICO MINISTERO: "Alte" cosa intende, lunghe?
IMPUTATO Grigoli: Lunghe sì, lunghe un metro, un metro e mezzo.
E io saltai dall'altro lato e c'era una falce nel magazzinetto della villetta, e tagliai un sacco di questa erba.
PUBBLICO MINISTERO: Di quest'erba.
IMPUTATO Grigoli: Che portammo via quando andammo a collocare l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi quest'erba venne portata dalla villetta, diciamo, dove dormivate, al luogo dell'attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non venne tagliata lì.
IMPUTATO Grigoli: No, mica potevamo perdere questo tempo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Con l'esplosivo lì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, lei ha detto... Mi scusi le ho fatto questa domanda un po' così...
IMPUTATO Grigoli: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... un po' eccentrica rispetto al suo racconto.
Lei ha detto: 'tornammo di nuovo verso mezzogiorno e mezza nel luogo dell'attentato, per fare l'attentato'.
IMPUTATO Grigoli: Sì, perché aspettavamo che rientrasse questa volta a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Che cosa accadde?
IMPUTATO Grigoli: Che non rientrò.
PUBBLICO MINISTERO: Che non rientrò.
Che decisione prendeste, allora? Cosa faceste?
IMPUTATO Grigoli: Andammo di nuovo a casa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo sull'ora di pranzo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Aspettammo la sera. Cioè, aspettammo che poi lui rientrava la sera, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sapevate su per giù a che ora rientrava?
IMPUTATO Grigoli: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Sapevate su per giù a che ora lui faceva rientro a casa?
IMPUTATO Grigoli: Mah, di pomeriggio tardi, se non erro.
Comunque, lui non rientrò nemmeno e quindi si decise, poi, che la sera tardi andavamo a riprenderci l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, per toglierlo da lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai? Non lo volevate più fare?
IMPUTATO Grigoli: No, perché abbiamo visto che lui non passava. Ma poi noi non... Lei mi ha fatto una domanda, che adesso devo fare prima un pochettino di mente locale.
Lei vuole sapere perché... Mi può ripetere la domanda?
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, Grigoli, non l'ho sentita.
IMPUTATO Grigoli: Se mi può ripetere la domanda, dico.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, le avevo chiesto come mai poi avevate intenzione di togliere l'esplosivo da lì. Cioè, volevate rimetterlo in un secondo tempo, non volevate più fare l'attentato? Ha capito?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome, questo esplosivo l'avete lasciato - secondo il suo racconto - dalla mezzanotte circa fino all'ora di pranzo del giorno dopo, addirittura fino al pomeriggio, e poi avevate invece pensato di toglierlo.
Volevo capire questo, ecco. Mi ha seguito, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Comunque, io penso che fu deciso di toglierlo perché, una volta che lui non era passato, non l'avevamo visto tutto il giorno, non potevamo lasciarlo un altro giorno lì, se lui... Lo dovevamo togliere e riassicurare che lui avesse di nuovo le abitudini.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Perché già c'era che lui, dopo il primo mancato attentato, che già lui aveva cambiato abitudini, quindi noi volevamo capire se questo qui aveva cambiato strada, se faceva altre strade.
Perché lì il posto non è che era tanto adeguato, non è che poteva stare due, tre giorni, l'esplosivo, lì.
Difatti è stato ritrovato, proprio perché il posto non era ottimale per restare più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Che cosa accadde? Lei, prima della sospensione, ha detto: 'siamo tornati e abbiamo trovato le luci, i lampeggianti...'.
IMPUTATO Grigoli: Sì, già dall'autostrada si vedevano sul cavalcavia già le volanti della Polizia. Addirittura faceva giorno di quanti ce n'erano nei pressi dello svincolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ricorda su per giù a che ora era, quando andaste a compiere...
IMPUTATO Grigoli: No, non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
Lei, ha detto: 'qualcuno di noi pensò a andare a prendere il telecomando, per far saltare le Forze dell'Ordine'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol spiegare un pochino meglio questa affermazione? Chi eravate, innanzitutto, quando vedeste tutto questo movimento di Polizia, Carabinieri, eccetera?
IMPUTATO Grigoli: Eravamo: io, Benigno... Eravamo in due macchine, perché c'era la jeep, avanti, e noi dietro. Quindi stavolta io dentro la jeep non c'ero, perché mi ricordo che proprio guardavo la jeep se entrava allo svincolo, perché chi guidava gli faceva segnali con gli abbaglianti per dire: vai dritto, non entrare. Aveva paura che non si era accorto delle volanti sopra il ponte.
Io credo che ero con Benigno. E Giuliano con Giacalone. Perché eravamo i soliti due in jeep e tre con la FIAT Uno, perché dietro la jeep ci mettevamo l'esplosivo.
Quindi, adesso mi ricordo meglio: Giacalone e Giuliano con la jeep; io, Benigno e Lo Nigro con la FIAT Uno.
E ricordo che dentro la FIAT Uno, comunque, era Benigno il fatto, dice: 'andiamo a prendere il telecomando, li facciamo saltare tutti in aria'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome lei ha parlato di FIAT Uno, ma nel suo racconto ce n'è due di FIAT Uno - quella bianca e quella rubata - qual era di queste due, che avevate in quel momento?
IMPUTATO Grigoli: Quella bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Quella bianca.
Quindi, ha detto, era Benigno quello che voleva tornare indietro a pigliare il telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ci fu una discussione, perché non venne fatto?
IMPUTATO Grigoli: Ho detto che, una volta che avevano trovato l'esplosivo, lì era saltato l'ira di Dio. Cioè, perché... Poi l'autostrada veniva chiusa, posti di blocco. Se ci fermano, qua, lo portiamo scritto in fronte che eravamo stati noi. Ci trovano con un telecomando dentro una macchina, quattro palermitani, non so se...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi cosa avete fatto?
IMPUTATO Grigoli: Andammo al villino e poi non se ne parlò più di questa storia di andare...
PUBBLICO MINISTERO: Ma sapeste, cioè apprendeste che fine poi fece l'esplosivo che avevate lasciato lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ricordo che la stessa sera ne parlò la TV.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Ma quando arrivaste lì che vedeste tutto questo movimento, io poco fa le ho chiesto l'ora, e lei ha detto: 'non mi ricordo che ora era'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era giorno, ancora giorno...
IMPUTATO Grigoli: No, già era buio.
PUBBLICO MINISTERO: Già era buio.
IMPUTATO Grigoli: Già era buio.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, quindi, tornate a casa. Apprendete dalla televisione che questo esplosivo è saltato in aria.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Già da lì ci organizziamo per andare a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Per rientrare a Palermo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quand'è che avviene questo rientro?
IMPUTATO Grigoli: Mah, credo la stessa sera. Sì, credo la stessa sera.
PUBBLICO MINISTERO: Come vi siete mossi lì dal villino?
IMPUTATO Grigoli: Andammo via in Mercedes, questa Mercedes che ci procurò lo Scarano, per fare più in fretta, per andare via più presto possibile da Roma.
Andammo via: io, Giuliano... Comunque, andammo via tutti e rimase Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: C'era un motivo particolare per cui Giacalone si era trattenuto?
IMPUTATO Grigoli: Sì, dice che 'poi domani scendo, non c'è problema, non c'è bisogno di andare via subito, così'.
Lui ormai era entrato in buoni rapporti con lo Scarano, anzi, loro erano soliti uscire quasi ogni sera. Cosa che io non condividevo.
PUBBLICO MINISTERO: Perché?
IMPUTATO Grigoli: Non è che eravamo andati a giocare. Eravamo andati a fare cose abbastanza delicate, abbastanza... Non è che potevamo farci fermare dalla Polizia.
Lei capisce che significa un fermo dalla Polizia? Significava andare tutti via a casa e rimandare tutto, e dopo chiaramente verranno fatte le varie indagini; questo palermitano, questo fermo, insomma. C'erano sicuramente delle indagini, potevano andare a brutte situazioni, no?
PUBBLICO MINISTERO: Ma sapeva se Giacalone o qualcun altro - lei ha dato questo giudizio, diciamo, negativo - se avevano fatto delle conoscenze, lì a Roma, se si accompagnavano con qualcuno?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano lo sa meglio di me.
PUBBLICO MINISTERO: No, dico, se lo sa lei.
IMPUTATO Grigoli: Suppongo che avevano delle conoscenze.
PUBBLICO MINISTERO: Come ha detto, scusi? Non ho sentito.
IMPUTATO Grigoli: Suppongo che avevano delle conoscenze comuni.
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire, forse non mi sono espresso bene. Sa se avevano anche delle conoscenze, se avevano conosciuto delle ragazze, se avevano conosciuto...
PUBBLICO MINISTERO: Le sto dicendo: se lo faccia dire dallo Scarano, che lo sa...
PRESIDENTE: No, ce lo deve dire. Se non vuole rispondere, deve dire lei.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo sa.
PRESIDENTE: Se lei dice: non voglio rispondere il discorso è ben diverso.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non capivo. Perché lei rispondeva alla mia domanda con una battuta, Grigoli.
Siccome la mia domanda, invece, è una domanda specifica...
IMPUTATO Grigoli: Ma siccome...
PUBBLICO MINISTERO: ... intesa...
IMPUTATO Grigoli: ... lo Scarano è pure un collaboratore, quindi lui saprà meglio di me con chi si vedeva.
PUBBLICO MINISTERO: Ma poi Scarano ha reso le sue dichiarazioni, qui in dibattimento.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, io ora bisogna che me lo dica lei se le risulta.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa le risulta?
IMPUTATO Grigoli: Risulta che lo Scarano ne parlava di queste ragazze, cose.
PUBBLICO MINISTERO: Chi le frequentava?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, dico, ma dei palermitani, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone.
Ha mai saputo qualche nome di queste donne, di queste ragazze? Ne avete parlato?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
IMPUTATO Grigoli: Cioè, per lo meno non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che siamo a parlare di donne, lei la moglie di Scarano l'ha mai conosciuta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire qualcosa? Dove l'ha vista?
IMPUTATO Grigoli: Io sono stato a casa di Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: In che occasione?
IMPUTATO Grigoli: L'occasione fu... quando fu che salimmo per Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in occasione di questa permanenza lì a Capena.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Così, ecco, adesso finalmente ho collegato il fatto dell'autobus.
Quando io dicevo che eravamo...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, ha collegato il fatto?
IMPUTATO Grigoli: Dell'autobus, perché a me...
PUBBLICO MINISTERO: Dell'autobus?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi un pochino questo suo ricordo.
IMPUTATO Grigoli: Io certe cose le ricordo, perché vengono lampi di memoria, non è che...
Quando fu che salimmo per Contorno, arrivati alla stazione prendemmo l'autobus insieme con... E andammo, in sostanza, a trovarlo a casa dello Scarano.
Ecco, in questa occasione conobbi la moglie dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda qualcosa di questa donna? Ce la può descrivere?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ma poi io l'ho vista anche un'altra volta. Robusta, capelli chiari, adesso non so se erano dipinti o meno; io me la ricordo con i capelli chiari.
PUBBLICO MINISTERO: E della casa di Scarano ci può dir qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se era primo o terzo piano. Comunque, salendo dalla scala, era a destra. Entrando dentro c'era: a destra la cucina, il cucinino, col balcone e a sinistra un salone. Noi ci accomodammo nel salone, poi andammo via.
Ci accompagnò...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ha detto che l'ha rivista, questa donna, la moglie di Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, a Tre Fontane.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dove? Mi pare che lei, già ieri o stamattina, aveva già accennato a questo... Tre Fontane è dove c'aveva la casa Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E fu a casa di Giacalone che l'ha rivista?
IMPUTATO Grigoli: Era il villino di Giacalone di Tre Fontane, sì. Siamo stati un giorno assieme, io con mia moglie, Giacalone con la propia moglie, lo Scarano con la moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questo incontro al villino di Giacalone a Tre Fontane è successivo a questa sua conoscenza con la moglie di Scarano lì a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda quanto tempo dopo?
IMPUTATO Grigoli: No, no, guardi.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, il fatto di Contorno era già successo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, non riesce però a dire quanto dopo.
IMPUTATO Grigoli: Mah, l'estate successiva. Credo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dato che stiamo a parlare della presenza di Scarano in Sicilia, lei ha detto, mi pare che l'avesse detto già ieri, che sapeva che aveva la casa a Triscina, eccetera.
Io ieri, all'inizio del suo esame, le ho chiesto che attività svolgeva lei, Grigoli, all'epoca di questi fatti. Me lo può dire?
IMPUTATO Grigoli: All'epoca di questi fatti, avevo già il negozio di articoli sportivi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aveva un negozio di articoli sportivi.
Come si chiamava questo negozio?
IMPUTATO Grigoli: GS (Giesse) Articoli Sportivi.
PUBBLICO MINISTERO: GS (Giesse)..., e dove si trovava?
IMPUTATO Grigoli: Corso dei Mille, Roccella 1319.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo negozio c'è mai stato il Giacalone... mi scusi, Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può dire in che occasione?
IMPUTATO Grigoli: Un'occasione che lui venne a Palermo, lo accompagnò lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè fu, c'era un motivo particolare oppure fu, così, diciamo, una visita di cortesia?
IMPUTATO Grigoli: No, solo per salutarci.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questo fatto a lei, voglio dire...
IMPUTATO Grigoli: Con lo stesso Spatuzza lo commentai il motivo per cui lo aveva portato lì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma voglio dire, era la prima volta che veniva Scarano lì, nel suo negozio con Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi lei stava dicendo, dice: 'commentai con Spatuzza'.
In che senso commentò con Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Il fatto che l'avesse portato lì senza motivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma...
IMPUTATO Grigoli: Che lui era venuto a conoscenza che io avessi questo negozio in questa via.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMPUTATO Grigoli: Perché lui non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi...
IMPUTATO Grigoli: ... non è che mi conosceva per nome e cognome. Io non ero solito presentarmi a gente che io conoscevo per la prima volta pure.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei si lamentò che Spatuzza glielo aveva portato nel negozio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma perché questa lamentela, a seguito di cosa aveva fatto lei questa...?
IMPUTATO Grigoli: Per precauzione, per riservatezza.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, la considerava un'imprudenza di Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché Scarano, cioè...
IMPUTATO Grigoli: Non c'era motivo che lo Scarano... se poi lo Scarano doveva parlarne magari, perché dovevamo andare in un posto a fare qualcosa, allora era un motivo. Ma se era solo per il fatto che lui passò di lì, si fermò, non lo so, forse per farsi vedere che era con lo Scarano, che ne so.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, perché Scarano così poteva collegare che lei era la persona che aveva il negozio. Vuol dir questo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, certo. Domani lui poteva collegare chi era quello ricciolino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta e dato che siamo sempre a dire di Scarano in Sicilia; ha avuto altre occasioni, ricorda altre occasioni di aver visto in Sicilia Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Prima di questa volta, un'altra volta dentro l'autosalone di Giacalone che fu la prima volta in assoluto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quella è la prima volta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi una seconda volta c'è questa visita diciamo, con Spatuzza nel negozio. C'è mai stato una occasione successiva?
IMPUTATO Grigoli: Credo la terza volta al mare.
PUBBLICO MINISTERO: Credo?
IMPUTATO Grigoli: L'ultima volta...
PUBBLICO MINISTERO: A mare.
IMPUTATO Grigoli: L'ultima volta, sì, al mare nel villino di Tre Fontane.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nella prima occasione in cui lei ha detto che aveva visto Scarano nell'autosalone di Giacalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che ieri avesse riferito anche un ulteriore particolare: cioè, con chi era andato via dall'autosalone di Giacalone, Scarano? Mi riferisco alla prima volta che lei lo vede.
IMPUTATO Grigoli: Con Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei sa il motivo per cui Cannella si era, per così dire, preso lo Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Io posso... è una mia supposizione. All'epoca Cannella era il contatto di Graviano. Io pensai che lui l'accompagnasse, l'aveva... che lui era venuto a Palermo per parlare con i Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa era una sua idea?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A lei non le disse nessuno niente?
IMPUTATO Grigoli: No, no. Non mi disse niente.
PUBBLICO MINISTERO: Né - glielo chiedo, mi pare che già ieri lo avesse detto, comunque casomai lo ridice - sapeva, seppe lì per lì o dopo, per quale motivo Scarano si trovava a Palermo all'autosalone di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: No, perché io non ero solito domandare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Anche se io ero nella possibilità di domandare qualcosa a Nino Mangano, perché all'epoca - dico all'epoca - ci volevamo abbastanza bene.
Lui non aveva problemi nel confidarsi con me.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e Scarano è mai capitato che sia stato a casa sua?
IMPUTATO Grigoli: Io mi ricordo una volta che Matteo Messina Denaro fu a casa mia.
Ricordo che lui incontrò, cioè, servì questo fatto che lui venisse a casa mia per incontrare una persona.
Non ricordo se fu lo Scarano, dico, non lo ricordo. Ma...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei collega questo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una eventuale presenza di Scarano a casa sua, un incontro con Matteo Messina Denaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sì, non lo escludo che lui venisse a trovare a me, a casa mia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMPUTATO Grigoli: Lui, se è potuto venire a casa mia, fu per quell'incontro, per parlare con Matteo Messina Denaro.
Capisce cosa voglio dire?
PUBBLICO MINISTERO: Me lo spieghi meglio, mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Se... cioè, lui, per venire a trovarmi a casa mia, non venne... sicuramente penso di no, che non venne mai.
Siccome io collego un fatto: una volta ci fu Matteo Messina Denaro che venne a casa mia, ha avuto bisogno di sfruttare un appartamento per avere un incontro. E, quindi, lui venne a casa mia.
Però non ricordo se, in questo incontro, venne lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Questo fatto, lei, riesce a collocarlo nel tempo?
E' prima, dopo, i fatti di Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo. Senta, durante la permanenza, lì, nella villetta di Capena, lei ha detto su per giù le persone... Cioè, ha detto dettagliatamente le persone che c'erano nella villetta, ha detto quelle che sono venute: il Carra, Scarano, le macchine, eccetera. Romeo...
Ha conosciuto qualche altra persona? Visto qualche altra persona, lì, nella villetta di Capena?
IMPUTATO Grigoli: Aldo Frabetti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochino quando, in che occasione, in che circostanze ha avuto modo di vedere Aldo Frabetti.
IMPUTATO Grigoli: Lui venne per portarci da mangiare.
PUBBLICO MINISTERO: Con chi venne? Mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se venne con lo Scarano, o prima venne lui e poi lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
IMPUTATO Grigoli: Ci fu pure lo Scarano, quando venne lui.
Non ricordo se vennero assieme, o separatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era persona che lei conosceva, questo... dato che lo sta chiamando per nome e cognome, Aldo Frabetti, era persona che conobbe in quella occasione?
IMPUTATO Grigoli: Era... No, prima non lo avevo mai visto.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo aveva mai visto.
Ma era persona che era conosciuta agli altri suoi amici che stavano lì con lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E cioè?
IMPUTATO Grigoli: Degli altri componenti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Sostenevano, per esempio, il fatto che questo qui aveva, in uno degli incontri che ebbero, questo aveva l'influenza.
E uno dei componenti gli disse: 'ma perché non ti prendi un'Aspirina?'
Ecco perché mi restò impresso, questo fatto.
E lui ebbe per risposta, dice: 'lo so io che ci vorrebbe.'
Dice: 'che ci vorrebbe?'
'Una bella sniffata.'
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lei vuol dire "una bella sniffata", dice che questo faceva uso di cocaina?
IMPUTATO Grigoli: Sì, di stupefacente. Cosa che noi, mai e poi mai, abbiamo mai dato confidenza a queste persone che fanno uso di queste sostanze.
Difatti io lo dissi a Nino Mangano.
Addirittura poi cominciammo ad avere dubbi anche dello Scarano, che poteva fare questi usi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, bisogna che lei ci spieghi una cosa: siccome lei, questa persona, la vede per la prima volta lì, nella villetta, e l'ha chiamata per nome e cognome, bisogna che ci spieghi se gliela presentarono per nome e cognome, se era già...
IMPUTATO Grigoli: No, lui si presentò come Aldo.
PUBBLICO MINISTERO: A lei.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A Giuliano, Giacalone, Lo Nigro, Benigno, lo conoscevano di già questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Lo conoscevano come Aldo Frabetti.
Sì, lo conoscevano già prima, loro. Loro si erano incontrati prima, non so in quale occasione.
Ma c'è questo particolare, per esempio, avvenuto prima.
PUBBLICO MINISTERO: Questo della cocaina?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, a parte il fatto che era venuto lì a portare da mangiare, Frabetti. Lei ha detto: 'non mi ricordo se venne con Scarano, o meno', ecco, sapeva che rapporti aveva con lo Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, era un uomo di fiducia di Scarano, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Era un uomo di fiducia di Scarano.
Lei, è stata questa l'unica occasione che ha visto questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Mah, loro ebbero a raccontarmi di questa persona che accompagnò a Giuliano. Anzi, fu Giuliano che mi raccontò di questa cosa.
Mi raccontò del fatto che dovevano andare a prendere, a rubare una FIAT Uno.
E, nel momento in cui... Cioè, siccome Giuliano non conosceva i posti, i luoghi. Quindi, di conseguenza, aveva bisogno di una persona che si sapeva muovere nella città di Roma.
A quanto pare lo accompagnò questo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
IMPUTATO Grigoli: E lui mi venne a dire che questo qui si fermò in un posto dove c'era una FIAT Uno; lui scese. Però vide lui delle luci, alzò gli occhi per guardare cosa fossero queste luci, e vide che c'era la Questura.
E disse: 'ma dove cavolo mi porti, davanti alla Questura per rubare una macchina?'
Questo, questo particolare.
PUBBLICO MINISTERO: Questo episodio che lei ha raccontato come riferitole da Giuliano...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... cioè, rispetto alla permanenza lì, alla villetta, in che occasione era accaduto questo fatto del furto di questa macchina? Questo episodio, diciamo...
IMPUTATO Grigoli: In quale occasione?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Sicuramente in uno degli attentati che ci furono a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei come fa a dire... Glielo disse espressamente Giuliano...
IMPUTATO Grigoli: Sì, ma mica andarono per altre cose a Roma. O a rubare la macchina per altre cose, a Roma. Per imbottirle e fare quello che hanno fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
PRESIDENTE: Quindi è una sua deduzione, questa? O faceva parte del racconto di questo?
IMPUTATO Grigoli: No, faceva parte del racconto del...
PUBBLICO MINISTERO: Di Giuliano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi stiamo parlando degli attentati che c'erano stati in precedenza a Roma.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Le disse, a proposito di Frabetti, Giuliano le disse qualcos'altro, oltre a raccontarle questo episodio del furto della macchina?
IMPUTATO Grigoli: Del Frabetti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Quello che riguardava Frabetti?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Per il momento non mi ricordo più niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha parlato dettagliatamente, diciamo, dei due tentativi fatti a Contorno.
Le faccio una domanda che può sembrare banale, ma bisogna che gliela faccia: perché doveva essere ucciso Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Mah... Innanzitutto perché sappiamo tutti che Contorno era un collaboratore. E quindi, di conseguenza, tutti noi collaboratori, se non è oggi, domani, fra 10 anni, 15 anni, non è che c'è altra situazione. Per noi, se loro hanno la possibilità, c'è la morte. Non è che... Se hanno la possibilità, chiaramente.
Quindi, di conseguenza, Contorno è stato fatto per questo.
E poi perché Contorno era stato uno degli esecutori dell'uccisione del padre dei Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Questo che, il fatto che Contorno fosse ritenuto uno delle persone che aveva ucciso il padre dei Graviano, era un discorso che lei aveva appreso direttamente da Graviano, o da qualcuno del gruppo?
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano, me lo disse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e...
IMPUTATO Grigoli: Nell'occasione, perché mi disse, dice: 'una volta che noi quasi avevamo fallito l'attentato a Contorno, dovevano seguire di più da vicino i Graviano, questa storia di Contorno.'
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ci vuol spiegare un attimino questa che cosa significa...
IMPUTATO Grigoli: Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: ..."Dovevano seguirlo un po' più da vicino"?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Loro dovevano essere perlomeno lì, con noi.
PUBBLICO MINISTERO: E invece?
IMPUTATO Grigoli: E invece no, rimasero a Palermo. O perlomeno non parteciparono.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol spiegare un attimino quand'è che avete, per così dire, iniziato l'esecuzione di questo attentato?
Ecco, chi lo aveva organizzato l'attentato?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito...
PUBBLICO MINISTERO: Ha sentito la mia domanda, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: No, non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, l'attentato a Contorno, il momento in cui voi vi spostate, eccetera, chi lo aveva organizzato? Chi aveva deciso: 'bisogna andare a Roma, lì, a Capena, a dormire', eccetera, 'per fare questo attentato'?
IMPUTATO Grigoli: Graviano aveva deciso.
PUBBLICO MINISTERO: Graviano, chi?
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Ci fu una indicazione specifica, personale?
Lei ebbe modo di parlare con Giuseppe Graviano di questo fatto?
IMPUTATO Grigoli: Per quanto riguarda lo Stadio, ricordo che ce lo comunicò direttamente lui.
Adesso non ricordo se comunicò tutte le due cose assieme. Comunque, se non me lo comunicò lui, me lo comunicò Nino Mangano.
Non è che prendevo io ordini da altri. Non è che veniva lo Spatuzza, veniva Lo Nigro e mi diceva: 'dobbiamo fare queste cose.'
A me, se non me lo comunicava o il Mangano, o il Graviano, io non è che mi muovevo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e siccome è un fatto storico documentato, lei ha parlato di questo commento di Mangano.
Dice: 'i Graviano bisognava che si muovessero personalmente per fare questa azione.'
Siccome risulta che Filippo e Giuseppe Graviano sono stati arrestati il 27 gennaio '94 e l'esplosivo di cui lei ha parlato, quando arrivano i Carabinieri, la Polizia, eccetera, lì a Capena, è del 14 aprile, quindi è due mesi dopo, vuol spiegare un pochino che cosa intende lei quando riferisce di questo commento di Mangano?
Capito, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Perché forse, a quello che ho capito io, già da parecchio si sapeva di dov'era Contorno, si perse del tempo per rintracciarlo e tutto il resto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei vuol dire che i pedinamenti di Spatuzza a cui lei ha fatto riferimento anche ieri e di nuovo stamani, erano già iniziati prima che venissero arrestati?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e l'idea... l'idea, la disposizione di eseguire questo attentato, per così dire, rimase in vita anche dopo l'arresto dei fratelli Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire qualcosa di specifico al riguardo?
Era sempre Nino Mangano, voglio dire, che dava, continuava a dare queste disposizioni?
IMPUTATO Grigoli: Sì, era Nino Mangano che dava le disposizioni. Però sapevo che arrivavano comunicazioni dai Graviano.
PRESIDENTE: Da chi lo sapeva?
IMPUTATO Grigoli: Da Nino Mangano. Mandava i saluti, quindi... Le lettere, le cose.
Io ero a conoscenza di queste lettere, che arrivavano queste lettere.
PUBBLICO MINISTERO: Lettere che venivano, mi scusi, da dove?
IMPUTATO Grigoli: Dalla galera.
PUBBLICO MINISTERO: Dal carcere.
Quindi, anche dopo l'arresto c'era una...
IMPUTATO Grigoli: Un filo.
PUBBLICO MINISTERO: Un canale, ecco. Di comunicazione?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei quindi ha avuto, per così dire, un personale riscontro, diciamo, di queste comunicazioni che c'erano dal carcere a Nino Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Io, come riscontro, le posso dire che lui mi mandò a dire...
PUBBLICO MINISTERO: Lui chi? Mi scusi, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Lui avevano una casa con dei sigilli che c'era andata la Polizia.
E, in questa casa, c'era un nascondiglio dove la Polizia non lo aveva trovato.
Io andai lì, in questa casa, e presi tutto... insieme a Giorgio Pizzo, ci andai, comunque.
Presi tutto questo e lo portammo via. E poi, Giorgio Pizzo, lo prese in consegna.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ci può dire dov'era questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Mah... Era Giorgio Pizzo che sapeva dov'era questo appartamento e mi ci portò lui.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo sempre a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Comunque era un primo piano, sicuramente.
C'erano dei locali sotto... Posso individuare la casa, se eventualmente gli inquirenti mi fanno vedere le fotografie, qualcosa. E c'erano i sigilli, quindi gli inquirenti lo sapranno quale casa si tratta.
Noi togliemmo il nastro che c'era nelle porte, entrammo in casa senza fare rumore perché si sospettava che ci poteva essere delle microspie. E poi andammo via, chiudemmo di nuovo le porte e rimettemmo il nastro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi si trattava di un appartamento sottoposto a sequestro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano mi disse che Giuseppe Graviano m'aveva mandato a dire di mandarci al "cacciatore".
PUBBLICO MINISTERO: Di mandarci al "cacciatore", cioè a lei?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Perché si fidava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io un attimino vorrei - salvo poi tornare anche su questi argomenti - a me intanto interessava capire se lei era, per l'appunto, a conoscenza delle informazioni, dello scambio di comunicazioni che c'erano dal carcere alle persone che eravate in libertà.
Ora lei, parlando di Frabetti, ha introdotto un argomento - penso sia la prima volta - e cioè lei ha detto: 'Giuliano mi disse che questo aveva accompagnato lo stesso Giuliano a rubare una delle macchine che erano state utilizzate per gli attentati a Roma.'
Siccome lei più volte ci ha detto che, per così dire, ha avuto una sua personale implicazione nell'attentato allo Stadio e nell'attentato a Contorno - ce lo ha raccontato dettagliatamente - le chiedo: in relazione agli attentati che c'erano, erano avvenuti in Italia: Firenze, a Roma, a Milano, nell'anno '93, ha saputo qualcosa lei, ha avuto qualche notizia in relazione agli esecutori di questi attentati?
IMPUTATO Grigoli: Io ho avuto tutte le notizie. Solo che, come ebbi da dire, non so collocare né i tempi, né suddividere. Perché chiaramente non c'ero, Se c'ero, la cosa era più, magari più facile a ricordare.
Né chi sono stati i componenti che sono andati a Milano, o quelli che sono andati a Firenze, o quelli che sono andati a Roma.
Ma so di tutti coloro che ci sono andati. Questo, per certo so chi sono stati.
Perché Giuliano, in particolare, ne parlava più degli altri. Ma gli altri stessi componenti non è che si nascondevano a parlare davanti alla mia propria persona. Anche perché io avevo commesso fatti delittuosi con loro. Quindi loro si fidavano. Non è che lo stavano a raccontare ad un estraneo.
Diciamo, sotto questo aspetto, loro erano tranquilli.
E ebbero a raccontarmi delle storie che poi sono state... E che erano loro, Milano, Firenze, Roma, Costanzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, cerchi ora un pochino di dettagliare questo suo racconto.
Lei, innanzitutto, ha usato più volte l'espressione "erano loro".
Chi sono questi "loro"?
IMPUTATO Grigoli: E allora, per quanto riguarda le stragi, parteciparono: il Cannella Filippo... Cristoforo, detto "fifetto"; Peppuccio Barranca, inteso come "ghiaccio", Spatuzza Gaspare, Giuliano Francesco inteso "olivetti", Salvatore Benigno, inteso come "u' picciriddu" e Cosimo Lo Nigro detto "il cavallo".
Credo di non aver dimenticato nessuno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può ora dare, diciamo, lei ha detto: 'erano loro che lo avevano fatto perché...'
IMPUTATO Grigoli: Perché neanche Giacalone partecipò... Giacalone partecipò, fu abbinato a loro come fui abbinato io per quanto riguarda lo Stadio e Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora bisogna che lei ci dia qualche elemento di concretezza per supportare, diciamo, questa sua affermazione.
Quali sono, quali elementi - queste persone - lei ha detto: 'io ho avuto racconti da loro'; se, oltre ai racconti c'erano fatti, episodi, da cui lei poi poté ricostruire, diciamo, che effettivamente queste persone avevano partecipato a questi attentati.
IMPUTATO Grigoli: Come elementi, io le posso dire che, come prima cosa, che c'era il fatto che loro avevano una sorta di lamentela verso Fifetto Cannella, una persona che non era capace.
Loro venivano, ecco, a dire questo. Io non è che chiaramente ero lì. Da quello che mi dissero loro, non era all'altezza delle situazioni.
Di conseguenza, vollero un appuntamento con Giuseppe Graviano per parlare di questa cosa. E quindi, e Giuseppe Graviano diciamo che, da questa affermazione, tolse il Fifetto Cannella e aggiunsero Spatuzza Gaspare.
Quello che posso dirle, che ho recepito da loro, il fatto che da Costanzo, l'attentato al Maurizio Costanzo, Fifetto Cannella ci fu. Come ci fu il Giuliano, come ci fu il Benigno.
Di questi tre, ne sono certo. Perché lui, Giuliano, ebbe a raccontarmi che uno degli errori che ebbe lui fu quello di andare nei pressi del... Adesso non lo so, dello studio dove operava Costanzo, no? E che c'erano dei metronotte, e allora lui si immischiò in mezzo ad altra comitiva, con delle donne. Faceva finta che faceva parte di questa comitiva, perché c'era dei metronotte che lo guardavano.
Che poi... Dopo, questo qui, queste cose mi raccontavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo per quanto riguarda l'attentato a Costanzo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Un'altra cosa: che Fifetto fece tipo... Perché era il Benigno Salvatore ad adoperare il telecomando. E che il Fifetto fece tipo di premura. Insomma, fece qualcosa...
Loro incolpavano il Fifetto dello sbaglio, del mancato obiettivo del Costanzo.
Perché parteciparono un poco del... a sentir loro, era stato il Fifetto, in qualche modo, a...
PRESIDENTE: Ma lei non seppe in che cosa sarebbe consistito questo errore?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so. Loro ne parlavano, ma adesso a me non è che... Non mi ricordo se fu la premura che faceva il Fifetto: 'spicciati'... Qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo è quello che lei ricorda di questi discorsi che le venivano fatti e che lei ci ha riferito allora qualcosa di più specifico per quanto riguarda, per l'appunto, l'attentato a Costanzo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se, in relazione all'attentato che venne fatto qui, a Firenze, le venne detto da qualcuno qualcosa di specifico?
IMPUTATO Grigoli: Sì, il Giuliano. Perché, come dicevo poco fa, era solito sempre, anche a dire delle cose non tanto opportune.
Un giorno, non mi ricordo com'è che si parlava, com'è che avevamo questo discorso. In sostanza lui mi ebbe a dire: 'eh, adesso...'
Lo devo dire in dialetto per poter capire la cosa, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Magari lo dica in dialetto e poi lo traduca...
PRESIDENTE: E poi ce lo dice in italiano.
IMPUTATO Grigoli: 'Eh, "cacciatore", non è che ti pare che tu solo avevi i morti sulla coscienza. Hai visto, lui... Io pure, con un colpo solo.'
Mi fece intendere che, dove c'erano stati tutti quei morti della strage, c'era stato lui.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, ho capito bene, lei ha detto: "con un colpo solo"?
IMPUTATO Grigoli: Sì. E poi lui si vantava di questa cosa, di questi morti che erano successi, che lui... Quindi, non solo io, tipo che doveva essere forse, non lo so, un pregio, un...
PUBBLICO MINISTERO: Un vanto.
IMPUTATO Grigoli: ... un vanto, uccidere le persone.
Tipo che io avevo fatto i miei morti e che lui ne aveva fatti pure i suoi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo è un altro episodio che lei sta riferendo.
Sempre in relazione all'attentato di Firenze, da qualcun altro ha saputo qualche altra cosa?
IMPUTATO Grigoli: Mah, un'altra cosa che ho saputo è che a accendere le micce era stato, per lo meno in una occasione, il Benigno; e, in un'altra occasione, il Lo Nigro.
Così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sa...
IMPUTATO Grigoli: Sempre da quello che io sentivo dir loro.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Questo, è la premessa di tutto questo discorso che stiamo facendo ora.
IMPUTATO Grigoli: Poi, dipende di cosa si parlava, magari si poteva anche entrare in questi discorsi.
Per un motivo X si parlava di una cosa, si andava a finire magari a questi attentati, per un fatto successo, o per un paragone, che ne so. Ma si parlava, dico, non è che... erano stati loro, era evidente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito delle micce, le riferirono qualcosa di particolare su come venivano accese dal Lo Nigro queste micce?
IMPUTATO Grigoli: Sì, si accendevano le sigarette, si dava più... si tirava abbastanza bene la sigaretta per quanto il fuoco fosse più...
PRESIDENTE: Vivace.
IMPUTATO Grigoli: ... vivace, l'appoggiavano alla miccia e la miccia partiva.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Per esempio, nel fatto che gli investigatori ci fu un periodo che parlavano di una donna, cosa che noi non ci risulta affatto, di una donna. Loro dicevano...
PRESIDENTE: Parlavano di una donna a proposito di che?
IMPUTATO Grigoli: Delle stragi.
PRESIDENTE: Cioè di partecipazione alle stragi.
IMPUTATO Grigoli: Che non partecipò questa donna. Loro parlavano che... gli investigatori parlavano di questa donna ma che non ci entrava nulla. Ecco, questo è un altro caso che si parlava delle stragi, no?
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e sui trasporti dell'esplosivo, lei ha detto già: Stadio e Contorno, c'era lei personalmente era stato Carra. Su questi attentati precedenti si diceva chi era stata la persona che aveva trasportato l'esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E chi era stato?
IMPUTATO Grigoli: Giuliano. Perché si vantava del fatto che... tipo che lo conosceva lui al Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ma, voglio dire, l'aveva portato Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, siccome non...
IMPUTATO Grigoli: Io l'ho conosciuto tramite loro, Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Tramite?
IMPUTATO Grigoli: Tramite Giuliano, gli altri, Carra l'ho conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prima non lo conosceva, prima di questi fatti?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e per quanto riguarda... io bisogna che glielo richieda un'altra volta sennò... le susciterò il suo ricordo. Per quanto riguarda l'attentato di Firenze, seppe, qualcuno gli disse dove avevano dormito queste persone che erano venute a fare gli attentati?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito la domanda. Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Per quanto...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuole sapere se, a proposito dell'attentato a Firenze, qualcheduno le abbia detto dove avevano dormito coloro che avevano fatto questo attentato a via dei Georgofili.
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quando lei venne interrogato...
IMPUTATO Grigoli: Enzo Ferro mi parlò di Firenze, sì, di Firenze.
PRESIDENTE: Chi?
IMPUTATO Grigoli: Enzo Ferro, il fatto di suo zio che gli ha dato appoggio.
PUBBLICO MINISTERO: Grigoli, lei mi risponde... Io le faccio una domanda, lei mi dice, no.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi mi dà, invece, la risposta che io mi aspetto da lei.
IMPUTATO Grigoli: Ma noi stiamo parlando per adesso di quelli del gruppo...
PUBBLICO MINISTERO: Di Firenze.
IMPUTATO Grigoli: E io mi riconcentro su Giuliano...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco, sul gruppo.
IMPUTATO Grigoli: Non vado a concentrarmi su Enzo Ferro che è di Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Abbia pazienza, io non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Capirà un pochettino...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
PRESIDENTE: Certo, certo.
IMPUTATO Grigoli: Io non...
PRESIDENTE: Comunque, vuole ripetere, per favore?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora ci spieghi un attimino cosa aveva saputo da Enzo Ferro.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, da Enzo Ferro, siccome io la latitanza, la mia latitanza cominciai ad averla a Trapani, si prendevano cura di me Matteo Messina Denaro, i trapanesi, di conseguenza gli alcamesi: Nino Melodia, Enzo Ferro ed altri.
A Marausa poi io sono stato un periodo con Michele Mercadante e Mariano Asaro. Qui erano soliti venire gli alcamesi per colloquiare con i suoi paesani, anche se era castellammarese, Michele Mercadante, avevano sempre da discutere delle loro situazioni.
Quindi, una di queste volte con Enzo Ferro commentammo il fatto di suo zio che era stato, si stava rovinando per colpa dei collaboratori, e via dicendo. Anche perché questo zio non voleva assolutamente, all'epoca, dargli questo appoggio a queste persone. E lui mi fece capire che suo padre a lui glielo quasi imposero, questo suo zio, di questa cosa.
Ecco, questo è un'altra cosa che ho saputo da Enzo Ferro, per quanto riguarda Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, le venne detto anche chi c'era a Firenze? Qualcuna delle persone che c'erano a Firenze?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Sicuro, Grigoli? Ricorda bene?
IMPUTATO Grigoli: Io, invece, siccome noi quando andammo... abbiamo commesso un duplice omicidio ad Alcamo per conto degli alcamesi. Allorché quando una volta venne Enzo Ferro in questo magazzino dove era riunito il gruppo di fuoco, io già Enzo Ferro lo conoscevo perché lui veniva nel mio negozio di articoli sportivi ad accompagnare il padre, Giuseppe Ferro, per parlare con Nino Mangano. Quindi, lui veniva nel mio negozio perché il contatto ero io con Nino Mangano, non doveva cercare.
Ho visto che ci furono alcuni del nostro gruppo che si conoscevano con Giuseppe Ferro ed altri no. Quindi, di conseguenza, io capii che - adesso, questa è una mia supposizione - quelli che salutarono Enzo Ferro come se già si conoscevano, erano stati quelli che...
PRESIDENTE: Ma le supposizioni le lasciamo perdere.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Possiamo proseguire con altre domande.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io ho bisogno di capire una cosa, Grigoli. Quando la interrogai il 24 giugno, lei raccontando di queste confidenze che le aveva fatto Vincenzo Ferro, lei disse, effettivamente, riferendo le parole di Vincenzo Ferro, dice, leggo testualmente:
"Hanno consumato" - che significa "hanno rovinato" - "pure mio zio. Poi forse c'era a Firenze, Barranca."
Io le chiedo:
"Oltre a Barranca?"
"Spatuzza, penso."
Pagina 27 della trascrizione.
Ecco, all'epoca lei mi fece questa affermazione.
Può spiegarmela un attimino meglio ora che gliel'ho letta?
IMPUTATO Grigoli: Io, mi sento male, magistrato. Non sono in grado di andare avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, vuole...
PRESIDENTE: Facciamo una sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Vuole un...
PRESIDENTE: Sospendiamo cinque minuti.
Prima di sospendere, scusate, devo farvi comunicazione di una brevissima ordinanza della Corte:
"La Corte di Assise, vista la propria ordinanza in data 4 ottobre'97, ritenuto che in quanto in esso disposto deve estendersi anche alla necessità di recitare gli imputati ex 210 C.p.p. Di Matteo Mario Santo e Di Natale Elena, si ché va provveduto in tal senso;
Per questi motivi dispone provvedersi a nuova citazione a comparire davanti a questa Corte, relativamente agli imputati ex 210 C.p.p. Di Matteo Mario Santo e Di Natale Elena, che dovranno comparire all'udienza il 20/10/97 ore 9.00."
Riprendiamo fra dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Grigoli, come va? Se la sente di continuare un altro po'?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Allora, mi pare prima della sospensione io le avevo fatto rilevare quello che lei aveva detto il 24 giugno. Se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Se mi può ripetere, gentilmente, perché sono...
PUBBLICO MINISTERO: Lei, per l'appunto, in quell'interrogatorio aveva sostanzialmente detto quello che ha detto anche stamani, cioè, che Vincenzo Ferro le aveva raccontato di suo zio, che suo zio non voleva dare l'appoggio, che questo appoggio gli era stato, per così dire, imposto. E poi che, sempre in quell'interrogatorio, aveva detto che a Firenze c'erano Barranca e Spatuzza.
Siccome oggi lei mi ha detto: non lo so chi c'erano. Ecco, le facevo notare quello che lei aveva dichiarato all'epoca.
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Forse, sì. Eh, beh, per forza.
IMPUTATO Grigoli: Forse... per queste mie supposizioni da questa conoscenza che avevano con Enzo Ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Oggi, ora per il momento io non ricordo se ci fu un particolare perché io ho detto questo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Io prendo atto...
IMPUTATO Grigoli: Magari lei quando mi ha interrogato a me, io ricordavo un particolare specifico, ho detto questi nomi. Oggi...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Benissimo, io, appunto, siccome era, capisce, Grigoli, era un dato che c'era nel suo...
IMPUTATO Grigoli: Io vorrei innanzitutto chiarire una cosa: io non ho nessun motivo di accusare gente che non c'entra, o per lo meno, innocente. Io non accuserò mai persone innocenti. Se io dico un fatto è perché o mi è constato personalmente, o perché mi è stato raccontato e lo dico: mi è stato detto.
Una cosa che a me mi consta, mi consta e basta.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, sempre a proposito di queste confidenze, di questi discorsi, eccetera. Partiamo dalla macinatura, macinazione dell'esplosivo in pietra. Ecco, lei stamani ci ha raccontato abbastanza in dettaglio che questo esplosivo, in una occasione lei era andato a prenderlo insieme alle mazze e al setaccio nella famosa casetta rustica di Mangano. Va bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in relazione all'esplosivo che era stato utilizzato negli attentati a cui lei non aveva partecipato, le fecero delle confidenze, le dissero qualcosa, le dissero dove avevano lavorato questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: In quel periodo? Subito dopo quando andammo a prendere questo materiale...?
PUBBLICO MINISTERO: O anche dopo, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: No, in quel periodo, no. Dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spieghi che cosa le dissero dopo.
IMPUTATO Grigoli: Il fatto che loro prima lavoravano con le mazze ed era difficoltoso, era faticoso, venivano le piaghe alle mani, e tutto quanto.
Questi erano i discorsi che si collegava il fatto che loro avevano già macinato prima altro materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Prima, rispetto a quando lei aveva partecipato.
IMPUTATO Grigoli: Sì, prima rispetto a quando avevo partecipato io.
PUBBLICO MINISTERO: Personalmente. E questa operazione di frantumazione di questo esplosivo in pietra con le mazze, con cui si erano fatti male, gli erano venute le vesciche, dove era stata fatta questa operazione, glielo dissero?
IMPUTATO Grigoli: Per lo meno nella casetta quella dove c'erano le mazze, lì sicuramente. Poi se...
PRESIDENTE: La casetta rustica.
IMPUTATO Grigoli: Come?
PRESIDENTE: La casetta rustica.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Poi se loro sapevano altri posti, questo non lo so. Ma lì fu anche utilizzato per fare questi tipi di lavori.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le venne detto espressamente, questo qui.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Che c'era il pavimento tutto riverto, come si dice?
PRESIDENTE: Sconnesso.
IMPUTATO Grigoli: Sconnesso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo... e glielo dissero anche chi erano stati quelli che avevano, per così dire, frantumato, ha utilizzato queste mazze?
IMPUTATO Grigoli: Sì: Spatuzza, Lo Nigro e Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Perché poi vede, mentre si lavora si parla, si commenta. Giuliano era uno che non voleva fare mai niente, un fannullone. Uno che non è che... si prendeva la mazza, faceva lavorare gli altri, non perché, perché era un fannullone, non è che... E quindi da questo magari si scherzava: 'insomma, ma che vieni a fare, perché non ti stai a casa'. Queste cose.
E da questi discorsi si parlava anche di quel magazzinetto, rustico, quella casetta rustica, insomma, si parlava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi...
IMPUTATO Grigoli: Adesso non posso andare a ricordare tutto il discorso per filo e per segno. Ricordo che si parlava. Non so dire l'introduzione del discorso, ma si parlava.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per quanto riguarda Roma, lei ha fatto riferimento, in tutte e due le occasioni in cui lei personalmente c'era stato, a Scarano.
Le venne detto se anche in occasione degli attentati a cui lei non aveva partecipato ma che avevano fatto quegli altri, era stato sempre Scarano, o chi altro, a dare appoggio lì a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, se c'era stato qualche altra persona che aveva dato appoggio?
PUBBLICO MINISTERO: No, innanzi tutto...
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero vuole sapere se, così come Scarano, per quello che lei ha già detto, vi aveva dato appoggio per l'affare dello Stadio e per quello di Contorno, gli altri le dissero che anche per gli episodi di stragi precedenti, si erano sempre appoggiati a Scarano, ovvero se si erano appoggiati ad altri.
IMPUTATO Grigoli: Dopo i fatti, anche con gli altri componenti si parlava di questo zio di Enzo Ferro. Per quanto riguarda Firenze, sì. Per quanto riguarda altri posti, non...
PUBBLICO MINISTERO: No, stavo chiedendo per Roma.
PRESIDENTE: Per Roma, guardi.
IMPUTATO Grigoli: Ah, per Roma.
PRESIDENTE: Parliamo di Scarano per Roma.
IMPUTATO Grigoli: No, Roma...
PRESIDENTE: Le risulta che si fossero appoggiati a Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Solo con lui mi risulta.
PUBBLICO MINISTERO: A Roma lei aveva conosciuto Scarano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi nella villetta aveva conosciuto Frabetti...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e lei ci ha detto... Ecco, dai discorsi che sentì fare dagli altri che lei ha menzionato, le risulta...
IMPUTATO Grigoli: Lei parla di persone disponibili?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Ah.
PUBBLICO MINISTERO: Alfredo, ce l'ha...
IMPUTATO Grigoli: Di un certo Di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spieghi che cosa le dissero di questo Di Natale.
IMPUTATO Grigoli: Ecco, di questo Di Natale lo so perché, no perché l'ho conosciuto, perché ne sentii parlare loro, e perché successe un fatto. Il fatto fu quello che quando salimmo per Contorno, lo Scarano venne a dire che si voleva, voleva uccidere questo Di Natale. Cosa che gli altri componenti del gruppo furono d'accordo. Io non fui d'accordo, perché io dissi: 'prima ne parliamo a Palermo, giù, mettiamo a conoscenza di questa cosa, e poi se questo lo dobbiamo uccidere lo uccidiamo'. Quindi io non ho voluto fare questa cosa.
Il perché, sosteneva lo Scarano, che questo era a conoscenza dei fatti precedenti e tipo che minacciava, ricattava lo Scarano, per soldi, soldi che doveva dare allo Scarano, per stupefacenti, cose del genere.
Ecco, questo so di questo Di Natale. Che aveva una Volvo...
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva, mi scusi?
IMPUTATO Grigoli: Una Volvo.
PUBBLICO MINISTERO: Una Volvo.
IMPUTATO Grigoli: La Volvo lo so perché mi raccontò il Giuliano che accompagnava qualcuno di loro con questa Volvo per i vari sopralluoghi, non lo so. Parlava di questa Volvo che camminava piano.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, andava male?
IMPUTATO Grigoli: Andava male, camminava piano, era diesel, una macchina che non andava tanto bene.
PUBBLICO MINISTERO: E della famiglia di questo Di Natale, le venne detto qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Della famiglia del Di Natale?
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Diciamo dei componenti della sua famiglia.
IMPUTATO Grigoli: No. Non mi ricordo di aver saputo qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qualcuno le disse se Di Natale, oltre per queste storie delle stragi, aveva avuto a che fare con qualcun'altro del gruppo?
IMPUTATO Grigoli: Ah, poi a Palermo, non so come, ma c'era, se non erro, il Faia Salvatore che era a conoscenza di questo Di Natale, forse perché erano stati in galera assieme, non so per quale cosa, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, questo Faia aveva avuto rapporti con Di Natale?
IMPUTATO Grigoli: Perché avevano avuto qualche traffico, non mi ricordo. Comunque c'era questa cosa che c'era questa conoscenza fra il Di Natale e il Faia, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Questo glielo disse direttamente Faia?
IMPUTATO Grigoli: No, direttamente da lui, non credo. Furono gli altri: 'sai u' gobbo u canusce, canusce Di Natale', o qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: "Il gobbo"...
IMPUTATO Grigoli: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: "Il gobbo", sarebbe Faia?
IMPUTATO Grigoli: Il Faia inteso come "il gobbo".
PUBBLICO MINISTERO: Era il suo soprannome?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi lei, man mano, ora ci ha raccontato questi flash di discorsi in relazione ai racconti che ha avuto.
Lei ha saputo se nel periodo in cui venivano fatti questi attentati qualcuno del gruppo, delle persone che lei ha menzionato, si procurava delle macchine, se c'era stato qualche episodio specifico al riguardo?
IMPUTATO Grigoli: All'inizio da Giacalone venni a sapere che il Giuseppe Graviano aveva bisogno di macchine per lo meno targate non del Sud, con targhe delle città del Nord, tipo Roma, per lo meno che non fossero targate Palermo, e neanche del Sud. Targate del Nord, comunque. Roma, Firenze, Milano, Torino, l'importante è che avevano questi tipi di targhe.
Mi ricordo che anche in un'occasione mi recai anch'io con Giacalone Luigi per comprare, o per lo meno contattare, la compera di queste macchine.
E andammo in un... lui era venuto a conoscenza di una specie di autosalone, o comunque era un rivenditore che aveva macchine di provenienza di una ditta di noleggio, una ditta che noleggiava auto, macchine. E quindi queste macchine erano con targhe del Nord.
E mi ricordo, se non erro, che lì si fu comprata una Lancia Delta targata VT amaranto, e credo anche una FIAT Uno targata Roma, carta da zucchero.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il nome di questa ditta dove acquistaste queste macchine?
IMPUTATO Grigoli: No, ricordo che, se non erro, era a Capaci.
PUBBLICO MINISTERO: Andando verso l'aeroporto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma era proprio a Capaci, nel paese oppure era...?
IMPUTATO Grigoli: No, ricordo forse sulla, non so se è una circonvallazione, un...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in questo posto quindi, ho capito bene, vendevano autovetture che erano state, diciamo, utilizzate da società di noleggio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste macchine lei ricorda che almeno ne vennero prese due: una Delta, mi pare ha detto, amaranto, targata Viterbo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e una Uno carta da zucchero targata Roma.
IMPUTATO Grigoli: Che questa macchina qui la venne a prendere Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Questa qui, quale? La FIAT Uno?
IMPUTATO Grigoli: Sì, targata Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Questa, carta da zucchero.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E la Delta? La Delta amaranto, sa chi l'ha utilizzata, chi l'ha presa?
IMPUTATO Grigoli: Dopo che queste macchine venivano usate, di conseguenza poi Giacalone le doveva rivendere. La Delta poi fu comprata dallo stesso Spatuzza, che poi rivendette non so a chi, non mi ricordo a chi.
PUBBLICO MINISTERO: La Uno, lei ha detto, la prese Cannella?
IMPUTATO Grigoli: Cannella, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, bisogna che lei ci spieghi come ha fatto a avere personale riscontro di questi fatti. Era presente anche lei quando Giacalone comprò queste macchine?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E anche poi le vide in mano a Cannella e a Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Venne Cannella nell'autosalone. Perché io, come le ho già detto, ero l'amministratore di questo autosalone. Eravamo soci prima, io e il Giacalone, di questo autosalone. Poi io me ne volli uscire da questa società, lasciai la società a lui, però, di fatto, come amministratore rimanevo io, come intestatario di licenza rimanevo io, non è che potevo lasciarlo dall'oggi al domani, di punto in bianco, senza... Gli ho lasciato il tempo che lui preparasse altre licenze... queste cose qui.
Quindi ancora ero io l'amministratore, e di tanto in tanto che aveva bisogno che io firmassi alcune cose o... Quindi io ero solito andare in questo autosalone.
In una di queste occasioni venne il Cannella, se non ricordo male, all'epoca il Cannella era latitante, per il Golden Market, se non erro, e si portò via questa macchina qui.
Ecco, il Giacalone lì, già, aveva cominciato a capire qualcosa, perché già lui, secondo me, già aveva fornito macchine con queste targhe Roma e via dicendo.
Se non erro c'era già stato il mancato attentato a Costanzo, e lui ebbe a dirmi: 'sai, forse sono loro che stanno facendo queste cose. Queste macchine targate Roma...', lui gli era venuto già qualche dubbio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bisogna che lei, siccome è partito da questo discorso in relazione alla mia domanda se c'erano altri fatti, e lei sta spiegando queste macchine... Come nel suo ricordo si collegano queste macchine con queste targhe, Roma o comunque del continente, con le vicende relative agli attentati?
IMPUTATO Grigoli: Perché il Giacalone mi diceva anche il fatto che dovevano essere queste macchine messe a punto di tutto: come luci, come tutto. Perché anche in un fermo non è che dovevano trovare tipo cose per potere fare verbali e quindi scrivere. La macchina doveva esser a posto, doveva viaggiare tranquillamente, a posto. Quindi già da questo si pensava, di solito queste macchine servono... Cioè, si parlava col Giacalone che lui sosteneva che aveva già capito qualcosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, quindi si trattava di macchine, per così dire, pulite?
IMPUTATO Grigoli: Sì, macchine pulite, queste.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che lei ricordi, veniva fatto passaggio di proprietà nel momento in cui queste macchine venivano utilizzate per questi spostamenti oppure...?
IMPUTATO Grigoli: No, no. Eravamo soliti a fare... noi avevamo all'epoca, c'erano i fogli di via, quelli dell'ACI, verdi, non so se ce li ha presenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Riempivamo quelli perché eravamo in possesso di questi fogli, e si intestava a una persona X. Si riempiva questo foglio, quindi si viaggiava in questo senso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Grigoli, capisco bene, come periodo in cui avvengono questi passaggi di queste macchine, la Delta, la Uno, eccetera, siamo nel periodo in cui lei era amministratore solo sulla carta, dell'autosalone?
IMPUTATO Grigoli: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei lo...
IMPUTATO Grigoli: Sennò sarei più preciso nel...
PUBBLICO MINISTERO: Lei, su per giù, ha questo ricordo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che continuava a andare lì, ma di fatto lei aveva già la sua attività?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè quella del negozio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei poi ha avuto riscontro, per così dire, che queste macchine, la Delta, la Uno, quantomeno - lei ha menzionato queste - poi effettivamente si erano spostate in continente?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Poi con gli altri componenti del gruppo si parlava di queste macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè? Spieghi un pochino meglio.
IMPUTATO Grigoli: Che sono state utilizzate per gli spostamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, erano macchine che non è che dovevano servire per fare gli attentati.
IMPUTATO Grigoli: No. Assolutamente. La macchina di... come dicevo prima, dal fatto di Aldo Frabetti, si rubavano sul posto le FIAT Uno. Perché poi la FIAT Uno è una delle macchine più semplici da poter rubare. Erano soliti ad aprirle, più che altro il Giuliano, ad aprirle con i cosiddetti spadini, chiavini.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre per quanto riguarda queste notizie che lei ha avuto, per così dire, di seconda mano, c'è stato qualche episodio, qualche fatto che l'ha vista, questa volta, protagonista in prima persona, di notizie relative alle indagini che si conducevano su questi fatti di strage?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare?
IMPUTATO Grigoli: Una volta io mi trovavo al distributore di benzina di cui era proprietario Pasquale Di Filippo, suo padre. Che era solito, o lui venisse a prendere a me, la sera, o io andavo a prendere lui.
In una di queste occasioni che io andai a prendere lui, mentre eravamo lì al distributore di benzina intorno alle dieci di sera, se non erro, dieci, dieci e mezzo, venne il Carra Pietro. Venne lì e disse: 'senti, c'è un problema'. Tirò fuori un foglio di carta intestato DIA di Firenze, se non erro, dove c'era scritto alcuni nominativi di persone come il padre di Matteo Messina Denaro, come lo Spatuzza, persone di Castelvetrano. Adesso non mi ricordo chi. Io comunque non c'ero.
E lui era un pochettino preoccupato di questa cosa. Gli dissi: 'va be', non ti preoccupare, adesso vediamo'.
Questo foglio io lo feci avere a Nino Mangano.
Non ricordo se fu l'indomani o dopo due giorni, ebbimo appuntamento con Matteo Messina Denaro, e in quest'occasione Nino Mangano tirò fuori il foglio e lo fece vedere anche a Matteo Messina Denaro.
Niente, lui commentava la cosa, che poteva essere indagato lo Scarano. E il fatto che erano arrivati a persone di Castelvetrano era dovuto al fatto che lui aveva delle conoscenze, perché lì aveva un villino, a Triscina, quindi conosceva... quindi erano queste... si stava indagando su questo telefonino di Scarano che aveva chiamato queste persone.
E quindi, non è che ci fu tanto preoccupazione di questa cosa. Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito dal suo racconto che al distributore di Pasquale Di Filippo eravate in tre: Pasquale Di Filippo, lei e Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le disse, Carra disse come era venuto in possesso di questo foglio?
IMPUTATO Grigoli: Sì, tramite una ragazza, la figlia di uno che aveva avuto dei problemi, era stato sentito alla Questura, non so dove.
E questo foglio fu messo negli incartamenti di questa persona per sbaglio, perché non c'entrava nulla con questa persona, a quello che avevo capito io.
Ecco, siccome questa... c'era pure il nome di Carra in questo foglio, ecco, una volta che questa conosceva il Carra, dice: 'senti, ma io ho trovato questo foglio in mezzo agli incartamenti di mio padre', di suo fratello, adesso non lo so, non mi ricordo.
Lui quando lesse i nomi, si prese il foglio e lo portò da me.
PUBBLICO MINISTERO: Ha concluso questo racconto?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, abbiamo parlato un po' di quello che lei ha fatto personalmente, di quello che ha saputo dagli altri. Lei, per così dire, si sporca le mani a partire dalla vicenda dello Stadio.
Di Contorno ci ha già detto qual era il motivo per cui veniva fatto l'attentato a Contorno.
Di questi altri fatti che gli altri avevano commesso, dell'attentato allo Stadio, che invece lei, per così dire, aveva contribuito a realizzare ma che poi non si era fatto per i motivi che ci ha detto; le venne detto qual era la ragione, la motivazione, del perché di questi attentati?
IMPUTATO Grigoli: Io ne parlai di questa cosa con Nino Mangano. E lui un giorno, mentre parlavamo di questa cosa, dice: 'si sta cercando di portare al punto... cioè, questa strategia si sta facendo per cercare di portare al punto che lo Stato scendesse a patti con noi'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, "con noi" che cosa significa?
IMPUTATO Grigoli: Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e qual era, per così dire, la richiesta che veniva fatta allo Stato? Qual era il patto a cui doveva scendere lo Stato?
IMPUTATO Grigoli: Ecco, nel momento in cui si otteneva questa possibilità di questo contatto, Cosa Nostra... la cosa che chiedeva erano il 41, la legge dei pentiti...
PUBBLICO MINISTERO: 41-bis, cioè il carcere duro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, abolizione del carcere duro, e abolizione della legge sui pentiti.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e in relazione... siccome lei più volte stamani ha detto: 'bisognava non... quando si è fatto Contorno, c'era bisogno di usare esplosivo diverso, non si è voluto utilizzare l'autobomba per evitare che il fatto di Contorno fosse ritenuto della stessa mano', mi pare che lei ha utilizzato questa espressione. Ecco, tutto ciò premesso, sa, le risulta, qualcuno le ha detto se questi attentati fatti in continente, eventualmente lo Stadio, eccetera, dovevano essere rivendicati? C'era qualche formula...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire al proposito?
IMPUTATO Grigoli: Il Giuliano venne a dirmi che dopo i vari attentati, un altro dei suoi compiti era quello di comunicare che era stato fatto a nome della Falange Armata.
PUBBLICO MINISTERO: Ma glielo disse Giuliano questo fatto...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... come una cosa che lui aveva effettivamente fatto o...
IMPUTATO Grigoli: Sì, come cosa che aveva fatto lui in persona.
PUBBLICO MINISTERO: E l'aveva fatto in relazione a tutti gli attentati che erano stati fatti in precedenza?
IMPUTATO Grigoli: Lui mi disse che faceva questa cosa. Adesso non mi ricordo se lui mi disse: 'sai, per Firenze l'ho fatto, per Milano l'ho fatto...', questo non me lo ricordo.
Mi disse che faceva questa cosa. Per lo meno dove operò lui, fece questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei alla mia domanda, stamani, prima della sospensione ultima, quando le ho chiesto: ci spieghi chi sono i "loro" che avevano eseguito gli attentati. E lei ci ha indicato una serie di persone.
Ora, lei quando parla di queste persone intende riferirsi a quelli che materialmente avevano messo le autobombe?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché lei più volte ha detto che pigliavate disposizioni, lei personalmente...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, io ho fatto il generale... cioè, ho fatto la formazione generale, poi, chiaramente, io e Giacalone non partecipammo a Roma, Firenze e Milano. Partecipammo a Totuccio Contorno e all'attentato allo Stadio.
E, chiaramente, da come ho raccontato i fatti, Spatuzza non partecipò, per lo meno da Costanzo, perché prima c'era Cristoforo Cannella e poi subentrò lo Spatuzza.
Di conseguenza, Fifetto Cannella non partecipò agli altri successivi.
Però genericamente la formazione era questa. Non so specificare i vari ruoli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, capisco bene allora che quando lei intende dire "partecipazione" per lei "partecipare" significa essere lì davanti a...
IMPUTATO Grigoli: Presente.
PUBBLICO MINISTERO: ... presente sul luogo e nel momento in cui veniva fatto l'attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo lei intende?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
Magari con ruoli diversi. Chi accendeva la miccia, chi aveva il compito di guidare la macchina, chi guardasse un po' in giro, e tutto il resto. Ma era, si era partecipi.
PUBBLICO MINISTERO: Un'ultimissima domanda. Lei ha spiegato che la formazione tipo, usiamo questa espressione calcistica, era quella, ma poi non sa concretamente chi ha operato. Lei faccio un domanda per evitare, per sgombrare subito il campo.
Dell'attentato di Milano ha mai saputo, direttamente o indirettamente, siccome di Costanzo qualche sprazzo ce lo ha dato, di Firenze qualcosa che le ha detto Vincenzo Ferro ce lo ha detto, degli altri, di Frabetti, la macchina rubata a Roma, eccetera. Ecco, di Milano ha mai saputo qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, ha saputo semplicemente che era stato eseguito da questo gruppo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, di altro non ha mai saputo nulla.
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, noi avremmo concluso tematicamente. Stante l'ora, io proporrei alla Corte di proseguire domani.
PRESIDENTE: Benissimo, riprendiamo domani mattina alle ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.
*IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.