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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Facciamo l'appello.
Bagarella?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che sono presenti.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Falciani. E' presente?
AVVOCATO Gennai: Avvocato Gennai in sostituzione.
PRESIDENTE: La ringrazio.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, sostituito dall'avvocato Gennai.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli...
AVVOCATO Mignati: Presente.
PRESIDENTE: Presente.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Falciani, sostituito... No, c'è anche l'avvocato Gennai, sì.
AVVOCATO Gennai: No, avvocato Traversi e Gennai.
PRESIDENTE: Sì, grazie.
Frabetti Aldo.
SEGRET. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Sì. Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio e avvocato Bennati. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e avvocato Gramigni che è presente.
Grigoli Salvatore: è presente.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: E' presente anche il difensore, avvocato Batacchi, mi pare, vero?
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà.
Chi sostituisce l'avvocato Florio? L'avvocato Gramigni.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: libero, contumace. Avvocato Amato e avvocato Bagattini, sostituito dall'avvocato Gramigni.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi... L'avvocato Pepi era stato sostituito da?
Mi dica, signorina, per favore.
SEGRET. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Cianferoni.
Abbiamo chiamato Pizzo Giorgio, vero?
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e avvocato Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Santamaria Giuseppe: libero, contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e avvocato Cianferoni che è presente.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e avvocato Gramigni, che è presente.
Allora, la parola al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Presidente, penso che già davanti a voi c'è l'imputato Grigoli.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non so, Presidente, se vuole avvertire l'imputato delle sue facoltà.
PRESIDENTE: Ah, certo.
Lei viene sentito come imputato di questo stesso processo. Quindi lei sa che ha la facoltà di rispondere, o di non rispondere.
Cioè, può dire: "voglio rispondere", oppure "non voglio rispondere".
*IMPUTATO Grigoli: Intendo rispondere.
PRESIDENTE: Prego.
AVV. Cianferoni: Presidente, chiedo scusa. Sono l'avvocato Cianferoni.
Posso avere la parola?
PRESIDENTE: Come no?
AVV. Cianferoni: Solo per far presente alla Corte una questione.
Cioè, a mente dell'articolo 147-bis delle disposizioni di attuazione del Codice di rito, chiedo di sapere - e sarà sufficiente l'attestazione, in questo senso, che proverrà dal Pubblico Ministero - se il signor Grigoli si trova oggi sottoposto, in base alla Legge, a programma di protezione.
Poiché, se così è, allora non ha ulteriore corso la mia richiesta; ove invece il signor Grigoli non fosse sottoposto a programma di protezione, chiedo che questa paratia venga tolta.
PRESIDENTE: Il P.M. può rispondere.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
Dunque, Grigoli, per quanto riguarda la sua posizione, rispetto alla normativa che è stata richiamata, è persona nei cui confronti, sia la Procura di Palermo, sia la Procura di Firenze, ha avanzato richiesta per l'ammissione al programma di protezione.
Benché non sia espressamente previsto nell'articolo 147-bis, mi sembra che la situazione prevista in quella norma sia assolutamente equiparabile al caso di specie, cioè al caso in cui la richiesta sia stata formulata, ma ancora la Commissione non si sia espressa.
Quindi chiedo che le tutele volte a salvaguardare la incolumità, la sicurezza della persona che è chiamata a rendere l'esame, vengano, per l'appunto, attuate interamente.
PRESIDENTE: Potrebbe dirci il Pubblico Ministero se, nei confronti di questo imputato, a parte il programma che, ovviamente, ancora non è stato attuato, però, in via preventiva, è stato già disposto per lui e per i suoi familiari.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente. Certamente, sono state attuate misure urgeti nei confronti dei familiari di Grigoli, dal capo della Polizia.
PRESIDENTE: E per quel che riguarda la persona dell'imputato?
PUBBLICO MINISTERO: Anche l'imputato è attualmente sottoposto, diciamo, a misure custodiali particolari.
PRESIDENTE: Bene.
Avvocato, ha qualche cosa da aggiungere?
AVV. Cianferoni: La mia richiesta rimane, perché l'articolo 147 è preciso nell'indicare la legge, come riferimento per l'attuazione di queste determinate cautele.
E, quindi, non è che si fa qui questione semplicemente di forma.
Ben si sa che, dietro la forma, si sottende una sostanza.
L'ammissione al programma di protezione è provvedimento amministrativo. Che però presuppone tutta una serie di accertamenti e anche un vaglio sulla personalità, prima di tutto, del cosiddetto dichiarante, che evidentemente allo stato non si è ultimato.
Quindi io insisto perché sia tolta la paratia, perché siamo al di fuori dei casi previsti dall'articolo 147-bis, che come norma eccezionale che viola, o meglio, che comprime il principio della pubblicità dell'udienza al momento in cui si sta raccogliendo un mezzo di prova in condizioni diverse da quelle ordinariamente previste dal Codice, non può sopportare quella interpretazione, mi pare di capire, addirittura analogica che il Pubblico Ministero vorrebbe che, invece, si introducesse nel processo.
Vi è, in tal senso, proprio un richiamo espresso da parte del legislatore, laddove parla di ammissione in base alla legge della persona. E non voglio ripetermi.
Quindi, la questione, per questo difensore, rimane.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, Presidente, mi pare che l'inciso del difensore: "Provvedimento amministrativo della Commissione", spieghi, confermi la bontà della richiesta che avanza il mio ufficio, che, per altro, è stata già direi de plano accolta in altre Corti di Assise, dove analogo problema è stato sollevato.
E' evidente che la richiesta formulata dagli uffici inquirenti di ammissione al programma, abbia già in sé gli elementi dell'apprezzamento nel merito.
Non vedo la commissione, se non per l'appunto adottare il provvedimento di carattere amministrativo, come possa eventualmente sindacare la fondatezza, o meno, della collaborazione del soggetto.
E' evidente, perché le norme letteralmente le sa leggere anche il Pubblico Ministero, che nel 147-bis, è detto in quella maniera.
Ma è altrettanto vero che la ratio di quella norma non certamente vieta una interpretazione estensiva al caso che abbiamo davanti al nostro esame oggi.
Quindi, insisto perché l'esame avvenga con le forme idonee a tutelare la sicurezza del dichiarante.
PRESIDENTE: I difensori di parte civile vogliono intervenire?
AVVOCATO Ammannato: Credo che le argomentazioni del Pubblico Ministero siano condivisibili.
E quindi, per la sicurezza del dichiarante, che venga... è per l'accoglimento della richiesta di paravento.
PRESIDENTE: Anche il difensore dell'imputato, può intervenire, se crede, eh.
AVVOCATO Batacchi: Il difensore dell'imputato, si associa alla richiesta del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Gli altri difensori, si associano...
AVVOCATO Gramigni: Alla richiesta dell'avvocato Cianferoni.
AVVOCATO Mignati: No, l'avvocato di Ferro, Mignati Paoli, si associa, invece, alla richiesta del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Benissimo.
AVVOCATO Gennai: Anche l'avvocato Gennai, si associa alla richiesta del Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Grazie.
Possiamo ritirarci.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: "La Corte di Assise, sulla richiesta dei difensori degli imputati, di eliminare il paravento che impedisce agli altri imputati, al P.M., ai difensori, di prendere visione dell'imputato Grigoli Salvatore nel corso dell'odierno suo esame;
considerato che il predetto imputato, secondo le notizie fornite dal P.M., è stata avanzata a tempo richiesta di programma di protezione, richiesta tuttavia non ancora deliberata, ma nei confronti del quale sono state attuate misure urgenti, se pur provvisorie, di protezione dello stesso, come dei suoi familiari;
ritenuto che la condizione di pericolo che soggiace alla decisione dell'autorità preposta sussiste, per ovvie considerazioni, data la collaborazione con l'Autorità Giudiziaria, e che pertanto, allo stato, il pericolo di essere oggetto di ritorsione non può non dichiararsi insussistente senza pregiudizio di eventuali diverse valutazioni dell'Autorità amministrativa;
ritenuto ancora che la misura di cautela consistente nella sottrazione della visione dell'esaminando sembra quanto di meno sia possibile fare, per ovviare alla suddetta situazione di pericolo, senza che tutto ciò faccia venir meno la regola della pubblicità dell'udienza.
Per questi motivi respinge la richiesta dei difensori come sopra proposto.
Dispone il procedersi all'esame dell'imputato Grigoli Salvatore con la cautela del paravento in aula."
Bene. allora prima di ridare la parola al Pubblico Ministero, devo chiedere al Grigoli se accetta di essere esaminato prima di quello che sarebbe stato il momento normale previsto dalle regole del Codice.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Deve dirlo forte. Dobbiamo... Nel microfono.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Bene. Possiamo iniziare.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Grazie, signor Presidente.
Grigoli, buongiorno, sono il dottor Nicolosi.
IMPUTATO Grigoli: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, vuol dare alla Corte, diciamo, alcuni riferimenti di carattere personale?
Cioè, cominciamo a dire...
PRESIDENTE: Vorremmo intanto - una dimenticanza - chiedergli di indicare le sue generalità. Tanto per avere contezza del...
Vuol dirci nome, cognome, luogo e data di nascita.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Grigoli Salvatore, nato a Palermo, il 05/07/1963.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli, quindi le stavo chiedendo di fornire questi dati di carattere personale.
Noi abbiamo appreso che lei è nato nel '63. Vuol dire alla Corte che titolo di studio ha, che attività ha svolto?
IMPUTATO Grigoli: Licenza elementare. Facevo il commerciante.
PUBBLICO MINISTERO: Faceva il commerciante.
Ha vissuto sempre a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, esattamente in quale zona di Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Prima, a Brancaccio e poi Corso dei Mille.
PUBBLICO MINISTERO: Brancaccio e Corso dei Mille.
Senta, che vicende di tipo, diciamo, giudiziario, che precedenti penali - se ce li ha avuti - processi, arresti, prima dei fatti per cui oggi c'è qui il processo?
IMPUTATO Grigoli: Prima della collaborazione di Pasquale Di Filippo, io ero incensurato. Non avevo nessun precedente penale.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era persona, diciamo, che perlomeno era sconosciuta agli inquirenti.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Agli Organi di Polizia.
Ecco, lei ha fatto riferimento a questa collaborazione di Pasquale Di Filippo. E, per l'appunto, sappiamo che lei è stato latitante per un certo periodo.
Ecco, si ricorda quand'è che poi è stato arrestato?
IMPUTATO Grigoli: A giugno '97.
PUBBLICO MINISTERO: Giugno '97. Si ricorda anche il giorno?
IMPUTATO Grigoli: Credo il 19.
PUBBLICO MINISTERO: Il 19 giugno.
Senta Grigoli, lei sa in relazione a quali delitti è stato arrestato? Quindi, per quali fatti lei è stato, per così dire, sottoposto a processo, e nei suoi confronti sono state emesse misure cautelari?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può sinteticamente riferire quali sono questi fatti?
IMPUTATO Grigoli: Padre Puglisi, omicidio di padre Puglisi, e altri omicidi. E... anche per questo procedimento, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Anche per questo procedimento.
E' stato arrestato anche in relazione al sequestro di Giuseppe Di Matteo?
IMPUTATO Grigoli: Credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, lei è stato arrestato il 19 giugno del '97. Vuol dire quand'è che ha iniziato a rendere dichiarazioni ai magistrati?
IMPUTATO Grigoli: Adesso io... Cioè, dal momento in cui sono stato arrestato, credo di notte, la mattina dell'indomani.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, praticamente, immediatamente ha incominciato a rendere queste dichiarazioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire quale motivo, per quali ragioni, quali molle, per così dire, l'hanno indotta a assumere questo comportamento processuale?
IMPUTATO Grigoli: Vede, diciamo che lo spunto me lo diede Spatuzza Gaspare, anche se indirettamente. Perché... io, diciamo che, durante la mia latitanza a Trapani, perché prima io cominciai la mia latitanza a Trapani, durante l'arco del tempo in cui io fui a Trapani, ero seguito dai trapanesi. E quindi loro si prendevano cura di me, sia sotto l'aspetto di potermi fare la latitanza, e anche sotto l'aspetto economico.
Cosa che venne a mancare quando io feci ritorno a Palermo.
Il signor Spatuzza non si prese cura di me, né sotto l'aspetto economico, e neanche di quello... per potermi... potere fare una latitanza più... Cioè, dovevo sbrigarmi tutte cose da me.
Ecco, da questo io cominciai a riflettere e dire: 'ma, insomma, in che mani ero, in che mani sono?'
E siccome da latitante c'è modo per poter riflettere, tempo, cominciai a pensare a quello che avevo fatto. Se era stato giusto, se era stato sbagliato.
Ecco, da questo cominciai a maturare anche questa, questa cosa.
E quindi, di conseguenza, poi ho capito che avevo fatto tante cose di sbagliato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, lei ha fatto, diciamo, ha indicato - ne capisco almeno due di motivi - cioè, questo comportamento di Spatuzza e...
IMPUTATO Grigoli: Perché vede, scusi...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Perché, vede, di conseguenza io non ero più in grado neanche di potere, come si suol dire, campare la famiglia. Ero arrivato al punto anche di impegnarmi l'oro. Cioè, al Monte di Pietà andavo a impegnarmi l'oro per poter garantire la mia famiglia. E, di conseguenza, di potere dare da mangiare ai miei figli.
Dopo che io avevo messo nelle loro mani la mia vita, loro hanno avuto questo tipo di ringraziamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi sarebbero questi "loro"?
IMPUTATO Grigoli: Ma vede, negli ultimi tempi, lo Spatuzza fu... Anche se prima dello Spatuzza, non penso che altre persone che reggevano il mandamento, minimamente potevano comportarsi così.
PUBBLICO MINISTERO: Si è sentito scaricato, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì, una cosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'erano altri segnali per cui era...
IMPUTATO Grigoli: Non è che... però vorrei precisare: non è che è per questo che io ho cominciato a collaborare. Questo fu lo spunto che io cominciai a riflettere. Capisce?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Di conseguenza poi ho capito di aver sbagliato, di aver commesso delle cose che, non è che erano tanto...
PUBBLICO MINISTERO: Per sbagli, lei intende...
IMPUTATO Grigoli: Anche per commettere omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Persone che non ci entravano niente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei, diciamo, nel riferire questo suo inizio di questa sua apertura con i magistrati, ha elencato una serie di fatti.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E le chiedo: lei ha confessato tutti i reati in relazione ai quali era stato, per così dire, arrestato? E quindi, nei suoi confronti, erano state emesse ordinanze di custodia cautelare?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha confessato, dico...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: ... di aver commesso...
IMPUTATO Grigoli: Non ho avuto nessun problema nel confessare tutti i miei reati che sono a conoscenza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, oltre ai delitti dei quali lei era accusato, ha confessato ai magistrati anche i fatti di cui lei, per così dire, non era formalmente accusato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire sinteticamente di che fatti si tratta?
IMPUTATO Grigoli: Omicidi.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire anche l'epoca di questi omicidi?
IMPUTATO Grigoli: Mah.. '93, '94.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Anche questi di cui, per così dire, gli inquirenti non sapevano nulla?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Cioè, non sapevano chi fossero gli esecutori.
PUBBLICO MINISTERO: Gli esecutori.
Senta, lei è stato arrestato anche perché a suo carico vi erano delle ordinanze di custodia cautelare in relazione ai fatti di questo processo.
Quindi, le stragi di via Fauro, la strage di via dei Georgofili a Firenze; poi, ancora, gli attentati di Roma e Milano del 27 luglio; e poi, ancora, l'attentato allo Stadio Olimpico; e ancora, l'attentato a Salvatore Contorno.
Ecco, io incomincerei a chiederle: in relazione a questi fatti, lei ha avuto una implicazione e in quali termini?
IMPUTATO Grigoli: Mah, io, per quanto riguarda gli attentati di Roma, Firenze e Milano, non ho partecipato a queste stragi.
Io partecipai nell'attentato di Totuccio Contorno e il mancato attentato allo Stadio.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, non so se aveva finito, Grigoli. Se aveva completato.
IMPUTATO Grigoli: Però sono a conoscenza di chi furono gli esecutori di questi attentati.
PUBBLICO MINISTERO: Di questi, cioè quelli a cui lei...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Non ho partecipato.
PUBBLICO MINISTERO: ... non aveva partecipato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Io inizierei a chiederle, diciamo, degli attentati che lei, per così dire, ha, nei quali lei ha avuto una sua materiale implicazione.
lei ha riferito dell'attentato allo Stadio e dell'attentato a Contorno.
Vogliamo iniziare dell'attentato allo Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spiega un po', magari lei lo racconti di getto, poi io le farò delle domande specifiche. Come nasce questa storia dello Stadio?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Un giorno... Adesso io vorrei precisare subito alla Corte che io purtroppo, per quanto riguarda la memoria, non sono abbastanza bravo a ricordare le date. Quindi, su questo, non posso darvi aiuto più di tanto.
Però io ricordo che un giorno ebbi un appuntamento con Giuseppe Graviano. In questo appuntamento Graviano ci comunicò di questa possibilità di fare questo attentato contro questi carabinieri che andavano... carabinieri, poliziotti che, di solito, negli stadi ci vanno le Forze dell'Ordine per... E ci vanno con i vari pullman, a cavallo, e via dicendo, di fare questo attentato a queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vedo che si è fermato. Allora le faccio una domanda specifica: vuol dire dove ci fu questo appuntamento e con chi erano le persone presenti a questo appuntamento?
IMPUTATO Grigoli: L'appuntamento fu a Misilmeri. Le persone presenti eravamo: io, lo Spatuzza, Cosimo Lo Nigro, Giuliano Francesco, Giacalone Luigi...
Non mi ricordo... Per il momento non mi ricordo di altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, c'era un motivo particolare per cui questa riunione si svolgeva a Misilmeri?
IMPUTATO Grigoli: Sì, Giuseppe Graviano era latitante. E lui usava questo villino di Misilmeri, per i vari appuntamenti con altre persone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci spiega un pochino allora com'è che avvenne, diciamo, questa comunicazione da parte di Giuseppe Graviano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, Nino Mangano mi comunicò che c'era un appuntamento con Giuseppe Graviano. Poi fummo accompagnati, io e Giacalone... venne a prenderci, se non ricordo male, Fifetto Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: E ci fu questo appuntamento dove che Graviano ci comunicò questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ho capito bene che a lei, diciamo, della esistenza della riunione, la mette al corrente Nino Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E, mi pare che lei avesse detto che è Cannella che la viene a prendere?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Noi ebbimo appuntamento nel paese di Misilmeri.
Da lì, venne a prenderci il Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei, insieme a chi era?
IMPUTATO Grigoli: A Giacalone, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Cannella era quindi la persona che sapeva dove portarvi?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prego, continui nel suo racconto.
Quindi, la viene a prendere, vi date appuntamento nel paese e andate in questo villino.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lì ci trova gli altri...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come avviene che arrivano anche le persone che ha...
IMPUTATO Grigoli: Gli altri, man mano, andavano arrivando sempre per non creare troppa confusione, capisce lei, che c'era latitante lì Giuseppe Graviano. Quindi non è che arrivavamo tutti assieme, facevamo una sorta di confusione.
Pian piano arrivavano i primi due, poi altri, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: E qui, prima si parlò del più e del meno, poi si parlò di questa cosa, di questo progetto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in quella riunione furono prese decisioni di carattere concreto, operativo, oppure si parlò genericamente di realizzare questo attentato?
IMPUTATO Grigoli: Si parlò genericamente. Poi si preparò il tutto e poi partimmo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, vediamo com'è che avviene questa preparazione in concreto, di questo attentato.
Innanzitutto bisogna che lei specifichi una cosa, quando venite messi al corrente, diciamo, dell'obiettivo: Stadio...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi era stato indicato anche in quale città questo attentato doveva essere fatto?
IMPUTATO Grigoli: Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Punto secondo: l'obiettivo dell'attentato era un obiettivo determinato?
Lei ha parlato poco fa di carabinieri, poliziotti, ecco, vuol spiegare un pochino meglio?
IMPUTATO Grigoli: Dovevamo colpire le Forze dell'Ordine.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si disse in quella sede con quali mezzi doveva essere attuato questo attentato?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si doveva piazzare dell'esplosivo dentro un'automobile e piazzarla nei pressi dello Stadio, all'interno dello Stadio, dove erano soliti passare i poliziotti. E quindi, di conseguenza, poi fare esplodere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, l'obiettivo era quello di uccidere...
IMPUTATO Grigoli: Sì, i poliziotti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
PRESIDENTE: O i carabinieri.
IMPUTATO Grigoli: O carabinieri, sì. Forze dell'Ordine, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco vuol spiegare come si passa da questa fase, diciamo così, chiamiamola di progetto, alla concreta esecuzione?
Ecco, chi...
PRESIDENTE: Possiamo fare una domanda, per cortesia? Perché almeno si possa andare avanti senza dover tornare indietro.
Mi pare che lei abbia parlato delle persone alle quali Giuseppe Graviano comunicò questo programma di azione.
Ma poi ha detto la riunione vi fu notiziata da Mangano: 'e siamo stati attesi da Cannella che ci accompagnò nel villino'.
alla riunione, parteciparono anche Mangano e Cannella? O sono due persone che hanno avuto un ruolo esterno?
IMPUTATO Grigoli: No, Mangano non partecipò alla riunione.
Mangano mi comunicò, adesso non mi ricordo se l'indomani, o... Comunque mi comunicò il giorno.
PRESIDENTE: Sì.
IMPUTATO Grigoli: In cui ci doveva essere questa riunione. E neanche il motivo di questa riunione.
PRESIDENTE: E non ha partecipato.
IMPUTATO Grigoli: No.
PRESIDENTE: E, invece, Cannella?
IMPUTATO Grigoli: Cannella, nemmeno partecipò.
PRESIDENTE: Fece soltanto da accompagnatore sul luogo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Prego, andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, avevo chiesto, Grigoli, di riferire...
IMPUTATO Grigoli: Anche perché, scusi, poi spiegherò il motivo per cui Cannella non partecipò a questa riunione.
PRESIDENTE: Lo può spiegare subito, se vuole.
PUBBLICO MINISTERO: Lo può spiegare...
IMPUTATO Grigoli: Ecco, perché Cannella fu uno di quelli che cominciò a partecipare nelle stragi, però ci fu un problema: che vennero a lamentarsi del modo in cui svolgeva le operazioni il Cannella.
Allorché, dopo queste lamentele fatte dal Giuliano, il Lo Nigro, ed altri, di conseguenza poi, Giuseppe Graviano, tolse da questo gruppo il Cannella e inserì lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ecco, su questi punti poi, magari, ci torneremo più avanti.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto specifico.
Le chiedevo: da questa riunione, lei ha detto che eravate presenti oltre a lei stesso e a Giuseppe Graviano, Spatuzza, Lo Nigro, Giacalone e Giuliano.
Si ricorda se c'era qualcun altro?
IMPUTATO Grigoli: Mah, non mi ricordo se ci fu il Benigno anche, alla riunione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta com'è che incominciò, per così dire, l'organizzazione, diciamo, sul campo di questo attentato?
IMPUTATO Grigoli: Per quanto riguarda l'aspetto...
PUBBLICO MINISTERO: Operativo, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Ecco. Per quanto riguarda l'organizzazione di questo progetto, io non ne presi parte. Cioè, io presi parte, dovevo prenderne parte materialmente. Loro hanno preparato tutto loro. Non so adesso chi andò prima a Roma...
Cioè, io mi ricordo che noi poi partimmo: io, Giaca... io... Stiamo parlando per lo Stadio, quindi partimmo: io, Giuliano Francesco e Lo Nigro Cosimo in treno; Giacalone Luigi siccome salì la macchina come le ho detto, la Lancia Thema, e lì andammo a trovare lo Spatuzza e il Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, su questo spostamento, lei, Lo Nigro e Giuliano vi spostate in treno. Poi, lei ha detto: Giacalone venne su con una Lancia Thema.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era, lei sembrava... da come ha detto ora, che l'avesse già detto, in realtà non l'ha detto. Allora lo spieghi: era la macchina, questa Thema, che doveva, per così dire, essere utilizzata come autobomba?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si era pensato di usare una Lancia Thema per imbottirla di esplosivo.
Allorché, chiaramente quando una macchina viene caricata - nel baule, no? - questa macchina si abbassa. E quindi, di conseguenza è più... cioè, c'è questa possibilità di notare questa macchina posteggiata che è caricata.
Allora, siccome Giacalone Luigi come attività faceva il meccanico e quindi era bravo nel... si premurò di fare degli spessori negli ammortizzatori della macchina, quanto si alzasse, per evitare che quando veniva caricata non fosse bassa. Cioè, veniva al livello normale.
Quindi fece questo... preparò, per lo meno, questa macchina. Non però che l'abbassò lì a Palermo. Perché di conseguenza una volta che poi veniva trasportata perché fu... questa macchina fu, si traghettò.
Quindi si notava che era più alta, al contrario.
Quindi la preparò e poi lì a Roma mise gli spessori, quando nel momento in cui bisognava caricarla.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questo lavoro venne fatto in due fasi: una parte a Palermo e una parte...
IMPUTATO Grigoli: Una parte a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: ... una parte a Roma.
Magari sulla Thema, poi...
IMPUTATO Grigoli: Più che altro a Palermo, vede, ci fu cancellato... tolte prima innanzitutto tutte le varie matricole che ci stanno dentro le macchine. Perché di conseguenza quando esplodeva, e si trovava qualche matricola, cioè qualche traccia che questa macchina era palermitana.
Quindi, di conseguenza, erano stati i palermitani.
Quindi questo tipo di ruolo, questo tipo di lavoro si fece a Palermo: levare le varie matricole, cambiare i numeri di matricola del motore, tutte queste cose qui in sostanza.
E lì, poi, si finì il lavoro degli spessori nell'ammortizzatore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Grigoli, dato che ormai lei ha detto già qualcosa di questa macchina, se vogliamo completare il discorso.
Lei ha detto: vennero tolti i dati, le matricole della macchina.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era una macchina, che provenienza aveva ecco, questa autovettura?
IMPUTATO Grigoli: Rubata era.
PUBBLICO MINISTERO: Era rubata. Era stata rubata... Mi scusi, era stata rubata a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa chi l'aveva rubata questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: No, non ricordo chi fu a rubare questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire chi erano le persone che normalmente, per così dire, si occupavano dei furti di auto?
IMPUTATO Grigoli: Se ne interessava Giacalone perché più che altro la conoscenza di queste persone che erano solite a rubare le macchine, era il Giacalone che aveva queste conoscenze.
Mah, i soliti erano: lo stesso Trombetta Agostino che si premurava di portare macchine rubate, e c'era tanti, non è che mancava chi potesse rubare le macchine a Palermo. Perché, purtroppo a Palermo...
PUBBLICO MINISTERO: No, diciamo delle persone più vicine a voi, ecco, Grigoli. So che ce n'è tanti.
IMPUTATO Grigoli: Sì, se ne occupava comunque Giacalone. C'era un certo Dragna che rubava le macchine, anche lo stesso Pietro Romeo era uno di quelli che sapeva rubare le macchine ed altri. C'era un certo Alaimo...
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei, le chiedo, questa macchina la vide a Palermo lì da Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
IMPUTATO Grigoli: Nell'autosalone quando lui la preparava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era una macchina rubata, vennero tolti i numeri di matricola e...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... come viaggiò questa macchina, ecco...
IMPUTATO Grigoli: Poi...
PUBBLICO MINISTERO: ... ha detto si è imbarcata.
IMPUTATO Grigoli: ... poi siccome bisognava essere imbarcata e quindi si ci montarono delle targhe di un'altra vettura cosiddetta pulita.
PUBBLICO MINISTERO: Sa questa vettura pulita...?
IMPUTATO Grigoli: Era di un'altra Lancia Thema, se non ricordo male le targhe erano di un'altra Lancia Thema pulita.
PUBBLICO MINISTERO: Pulita. Senta, non abbiamo detto il colore di questa Thema. Se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Scura era, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Il colore non riesce a...?
IMPUTATO Grigoli: Credo verde metallizzato, qualcosa del genere. Verde scuro metallizzato.
PUBBLICO MINISTERO: Verde scuro metallizzato.
Senta, lei ha detto: questa macchina venne imbarcata. Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi venne messa sulla nave?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha anche detto poco fa che questa macchina la portò su Giacalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando vi spostaste.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi, lo faccio per riprendere il filo del discorso, lei ha fatto riferimento, dice: andammo a Roma e lì trovammo...
Ecco, chi trovaste a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Allora quando partimmo, partimmo come dicevo poco fa: io, Giuliano Francesco e Lo Nigro Cosimo in treno.
Arrivammo lì alla stazione di Roma e credo che prendemmo, sì, prendemmo l'autobus. Perché vede, io siccome ho partito due volte, per lo Stadio e per Contorno, posso fare confusione. Però, credo che fu per lo Stadio che prendemmo l'autobus. Perché da questo avevo capito che loro erano bravi, cioè erano a conoscenza delle varie vie di Roma.
E andammo in un bar, in questo bar poi venne a prenderci credo lo Scarano, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, scusi Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avevate fissato, concordato? Questo Scarano come lo conosceva lei, ecco, come avete fatto a individuare Scarano come persona a cui appoggiarvi?
IMPUTATO Grigoli: Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome lei sta dicendo: poi, a Roma ci venne a prendere Scarano...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in questo bar. Ecco, Scarano era persona che era conosciuta a lei, era conosciuta a qualcuno degli altri?
IMPUTATO Grigoli: Sì, io l'avevo conosciuto anche se non avevo avuto rapporti già a Palermo, lo Scarano. Venne nell'autosalone un giorno. E venne a prenderlo Fifetto Cannella.
Quindi, quella fu la prima volta che vidi lo Scarano.
Comunque poi venne a prenderci, come dicevo, lo Scarano e ci portò in un appartamento. Lì trovammo lo Spatuzza e il Benigno.
Però in questo appartamento, noi ebbimo problemi. Perché la portiera si era incuriosita di questo movimento di uomini, già erano arrivati i primi due, arrivarono... arrivammo noi tre e quindi di questa cosa questa signora un pochettino si allarmò. E fece delle domande un po' strane, era incuriosita dalla cosa.
Quindi, poi noi decidemmo di andare via da qui. Non ricordo se fu quando arrivò Giacalone che lo portò lo Scarano. Insomma venne lo Scarano e andammo via e ci portò in un altro appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, precisiamo una cosa: innanzitutto quando Scarano lo incontrate a Roma, si ricorda che macchina aveva?
IMPUTATO Grigoli: Un'Audi blu.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Punto secondo: vi portò direttamente in questo appartamento dove ci fu questa discussione con la portiera?
IMPUTATO Grigoli: C'è sempre lo stesso... non ricordo se fu quando fu per lo Stadio o per Contorno, che lui prima di portarci in questo appartamento si fermò al Tribunale perché aveva un problema di suo figlio, dice: 'cinque minuti e torno'. Andò in Tribunale a parlare con l'avvocato, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda cos'era questo problema del figlio?
IMPUTATO Grigoli: Mah, c'erano discorsi di ospedale... Non lo so adesso, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma c'era un problema legale?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era...
IMPUTATO Grigoli: Il figlio era arrestato, detenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, era arrestato, detenuto.
E si parlava di qualcosa che aveva a che fare con l'ospedale per questo ragazzo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi...
IMPUTATO Grigoli: Per avere la detenzione ospedaliera, qualcosa del genere. Non mi ricordo comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Allora, andati in questo appartamento, lei ha detto: lì ci trovammo già Benigno e Spatuzza.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone arrivò poco dopo? Come fece a trovarvi Giacalone lì?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se arrivò in questo appartamento e quindi dopo le lamentele della portiera, di conseguenza ci spostammo in un altro appartamento, o arrivò addirittura nell'altro appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questo appartamento se lo ricorda in quale zona di Roma era?
IMPUTATO Grigoli: No, la zona non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che tipo di palazzo? Era un appartamento a un piano basso, a un piano alto?
IMPUTATO Grigoli: No, era credo all'ultimo piano addirittura. Forse il settimo o qualcosa del genere. Comunque era l'ultimo piano, mi ricordo che la porta era salendo, a destra.
Si entrava, c'era un cucinino a sinistra, un corridoio... Non sono stato molto in questo appartamento, questione di ore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, infatti ha prevenuto una mia domanda. Stavo chiedendo: quanto tempo durò questa sua permanenza in questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Poco, poco, questione di ore. Anche perché già la portiera si era lamentata con loro, con lo Spatuzza e con il Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, voglio dire, ma fu questo chiamiamola discussione, scontro, come meglio le pare, questo fatto che vi fece prendere la decisione di lasciare questo appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E che cosa accadde dopo questa discussione?
IMPUTATO Grigoli: Che fummo portati in un'altra villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, "fummo portati" da chi?
IMPUTATO Grigoli: Se non ricordo male, lo Scarano stesso. Comunque c'erano delle persone che erano solite essere vicino allo Scarano, quindi non ricordo se venne lo Scarano insieme a un'altra persona che questa persona sarebbe, in sostanza, l'intestatario dell'affitto di quest'appartamento.
Perché poi lo stesso Scarano si lamentò con questa persona nel dire: 'insomma, perché ci sono questi problemi, qual è il problema?'
Dice: 'mah, problemi non ce ne dovrebbero essere perché io pago regolarmente l'affitto, quindi non vedo quali problemi ci sono con la portiera. Adesso chiamo l'avvocato, glielo dico, li denuncio'. Addirittura parlava di denunciarli.
PUBBLICO MINISTERO: Denunciava la portiera?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e di questa persona si ricorda qualcosa di...
IMPUTATO Grigoli: Cosa, scusi, che mi stranizzò sentire questo. Perché nel nostro ambiente non esistevano queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, non esistevano?
IMPUTATO Grigoli: Il fatto di parlare di denunzia. Dissi: 'ma insomma, qui in che mani siamo?'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, di questa...
IMPUTATO Grigoli: Mi fece pensare questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Di questa persona di cui lei sta parlando, questa era la persona che era, che aveva la disponibilità di quest'appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma capì che rapporti c'erano con Scarano? Fra queste persone e Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Rapporti buoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può spiegare, se se lo ricorda, come fece Scarano a chiamare questa persona?
IMPUTATO Grigoli: Di nome?
PUBBLICO MINISTERO: No, a chiamare, a contattarla per fargli presente questo problema.
IMPUTATO Grigoli: Ma, credo telefonicamente. Sicuramente, telefonicamente.
PUBBLICO MINISTERO: E questa persona venne lì in quest'appartamento?
IMPUTATO Grigoli: Adesso questo volevo collocare io, però non mi ricordo bene se venne lì o lo incontrai nell'altro appartamento o se addirittura, si promise anche di riaccompagnarci nell'altro appartamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma di questa persona si ricorda anche il nome?
IMPUTATO Grigoli: Ma, credo Alfredo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchina aveva questa persona in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: Se non ricordo male, un Mercedes bianco.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il tipo di Mercedes?
IMPUTATO Grigoli: 190 credo.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Alfredo, lei poi ha più avuto modo di sentirne parlare oltre che per il fatto di questo spostamento di casa, sa se qualcuno dei suoi amici ha avuto rapporti, per quale motivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, poi Giacalone continuò, credo che fosse questa la persona che continuava a avere rapporti con questa persona per questioni di macchine, gli vendette delle macchine. Storie di macchine comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, in particolare?
IMPUTATO Grigoli: Questo si premurava di dare delle macchine a Giacalone e Giacalone le portava a Palermo per venderle.
Anche perché c'era un fatto, che ho capito io, se non erro, questo Alfredo doveva dei soldi allo Scarano e quindi lo Scarano gli diceva: 'va beh, dagli le macchine, li vende'.
E lui li vendeva e faceva avere i soldi allo Scarano.
Chiaramente aveva i suoi utili Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei questa storia di macchine, come l'ha saputa Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Dallo stesso Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e...
IMPUTATO Grigoli: Anche una FIAT Uno targata Roma lui... di questa provenienza lui ebbe.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, magari su questo discorso delle macchine, ci possiamo tornare.
Comunque questo Alfredo era la persona che, per così dire, aveva questo appartamento dove c'era stato la discussione con la portiera, era quella stessa persona che aveva avuto queste storie di macchine. Ecco, che cosa succede dopo la discussione della portiera e l'intervento di questo Alfredo?
IMPUTATO Grigoli: Andammo in un altro appartamento, una villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda dov'era questa villetta?
IMPUTATO Grigoli: Mah, io credo che era una zona marittima.
PUBBLICO MINISTERO: Siamo... in zona marittima, dove?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo dove fosse quella località.
PUBBLICO MINISTERO: Ma siamo lontani, vicini a Roma?
IMPUTATO Grigoli: No, vicini a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Vicino a Roma.
Ecco, e che cosa succede una volta che vi spostate in questo villino?
IMPUTATO Grigoli: Poi in questo villino arrivò Giuseppe Graviano. Parlò con... venne pure lo Scarano, parlò in disparte con lo Scarano e con lo Spatuzza.
Poi lui venne a dire che, siccome eravamo in troppi, non era il caso di rimanere tutti lì. Perché almeno due di noi potevano anche scendersene a Palermo, che non c'era motivo di stare tutti per commettere questo tipo di operazione.
E si decise di scendere io e Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho bisognio di qualche dettaglio, mi scusi Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andaste tutti quelli che eravate nell'appartamento, chiamiamolo di Alfredo, dove succede la discussione con la portiera, vi trasferiste tutti in questo villino, in questa zona di mare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, eravate chi?
IMPUTATO Grigoli: Io, Giacalone, Lo Nigro, Benigno, Giuliano Francesco e lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiavi di questo villino al mare?
IMPUTATO Grigoli: Lo...
PUBBLICO MINISTERO: Lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, lo aprì lo Scarano questo posto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dall'appartamento, diciamo, di città, di Roma a questo villino, come vi spostaste?
IMPUTATO Grigoli: Questo è un punto dove io non so mettere a fuoco, non me lo ricordo bene.
Comunque, lo Scarano sicuramente c'era. Se c'erano altri, questo non lo so precisare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Se fece più di un viaggio, magari. Non mi ricordo questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due dati temporali: quando succede la discussione con la portiera e quando poi arrivate in questo villino, si ricorda se era giorno, se era notte?
IMPUTATO Grigoli: Di giorno.
PUBBLICO MINISTERO: La discussione è di giorno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E al villino ci andate in giornata stessa?
IMPUTATO Grigoli: Sì, in giornata stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ecco, quand'è, posto che abbiamo dato questa indicazione, quand'è che arriva... Lei ha detto: 'poi arrivò Giuseppe Graviano'.
Ecco, ci può dire qualcosa di più specifico sull'arrivo di Giuseppe Graviano in questo villino, chi ce lo portò, chi lo accompagnò, come arrivò?
IMPUTATO Grigoli: Mah, fu... la stessa sera o l'indomani comunque.
Arrivò lì e... tutti assieme sentimmo rumore di auto, dice: 'c'è Giuseppe'. Quindi io non mi affacciai per vedere chi ci fosse con lui.
Come ho già detto, prima parlò con lo Scarano, poi con lo Spatuzza, poi ebbimo a parlare di questa cosa che eravamo in troppi e che due di noi potevano anche scendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha detto: 'mi affacciai e vidi'. Cosa vide, se lo ricorda...?
IMPUTATO Grigoli: No, mi affacciai. Ci fu un rumore di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
IMPUTATO Grigoli: Ci fu chi si affacciò e disse: 'c'è Giuseppe'. Io non mi affacciai, dissi, quindi non vidi chi...
PUBBLICO MINISTERO: Con chi era arrivato.
IMPUTATO Grigoli: ... con chi arrivò, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma questa presenza a Roma di Giuseppe Graviano, ecco, lei ne seppe poi di più su com'era venuto a Roma, su chi...
IMPUTATO Grigoli: Era venuto, poi seppi che era venuto con Tutino Vittorio.
PUBBLICO MINISTERO: Com'è che fece a sapere che era venuto con Tutino Vittorio?
IMPUTATO Grigoli: Me lo comunicò lo Spatuzza. Quindi, di conseguenza, gliel'aveva comunicato Giuseppe Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma Tutino Vittorio venne lì alla villetta o era da qualche altra parte?
IMPUTATO Grigoli: No. Addirittura, se non ricordo male, aspettava alla stazione, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E questo lei lo sentì dai discorsi che facevano Graviano e Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: No, me lo disse lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo disse Spatuzza.
Ecco, spieghi ora un pochino cosa vi disse Giuseppe Graviano.
IMPUTATO Grigoli: Mi venne a dire proprio, cioè, dice: 'è inutile che ve ne state tutti qua, non è il caso di stare tutti. Era un'operazione che si poteva fare anche con meno persone, quindi due potete anche scendere'.
E si decise di scendere io e Giuliano Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e rispetto a questa comunicazione da parte di Giuseppe Graviano, questo rientro a Palermo fu immediato oppure che altro?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se fu l'indomani o dopo due giorni. Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa accadde durante questa sua permanenza in questo villino? Innanzitutto le chiedo: complessivamente quanto c'è rimasto in questo villino lei personalmente?
IMPUTATO Grigoli: Quattro giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cosa accadde durante la sua permanenza nel villino? Ovviamente prima che lei rientrasse poi, a Palermo.
IMPUTATO Grigoli: Non ricordo se fu lo stesso giorno che noi dovevamo partire, io e Giuliano, e quindi di conseguenza venne a prenderci lo Scarano. Passammo dal deposito che lo Scarano aveva disponibile un deposito, adesso non so se vendevano bibite o cose del genere all'ingrosso.
In questo deposito io notai la Lancia Thema. La Lancia Thema che Giacalone, Benigno e lo Spatuzza insieme a Lo Nigro stavano preparando.
Stavano preparando... Benigno, più che altro, si interessava sul fattore elettrico, telecomando, tutto quanto quello che riguarda l'elettricità.
Giacalone stava preparando gli ammortizzatori, gli spessori.
Stavano lavorando sulla macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo lavoro si ricorda dove era fatto? Lei ha detto: in questo deposito di bibite...
Ecco ci spieghi un pochino com'è che lei ci andò, per quale motivo, chi ce lo portò in questo deposito di bibite?
IMPUTATO Grigoli: Come le ho detto poco fa, se non ricordo male, fu lo stesso giorno che lo Scarano ci doveva accompagnare alla stazione. E passammo dal deposito prima. Capisce?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lì c'erano... allora, lei e Giuliano stavate rientrando...
IMPUTATO Grigoli: Sì, perché loro già... Noi dovevamo scendere io e Giuliano.
Loro di mattina, prima, erano andati via per cominciare a preparare l'operazione.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: E quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi andò in questo luogo. Fu Scarano a dirgli che aveva questo interesse in questo deposito di acque, di bibite...?
IMPUTATO Grigoli: Mah, più che altro passammo di lì per salutare, credo. Stavamo scendendo noi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi ci trovò dentro, in questo posto, ecco, fuori, dentro, dove? Se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Dentro il capannone c'è un piazzale lì, poi si entra dentro un capannone. Però non c'erano, non era operativo questo deposito, non c'era nessuno che lavorava lì. Forse perché sarà stato di sabato. Comunque quel giorno quando io andai lì, non c'era nessuno dei...
PUBBLICO MINISTERO: Non si svolgeva attività lavorativa in quel giorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì, attività lavorativa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può descrivere cosa vide? Lei ha detto: c'erano Giacalone e Benigno.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa stavano facendo?
IMPUTATO Grigoli: Gliel'ho detto: Giacalone stava preparando, lavorava dentro la bauliera perché gli ammortizzatori... dentro gli ammortizzatori, che si smontano dal di dentro della bauliera.
Era lì che lavorava. Adesso specificatamente quello che stava facendo, stava smontando gli ammortizzatori, qualcos'altro io non lo so dire. Comunque stava lavorando lì.
Invece il Benigno stava facendo delle prove con delle lampadine, azionava il telecomando, se arrivava l'impulso in sostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, c'aveva un telecomando e poi c'erano delle lampadine?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei vide che s'accendevano queste lampadine?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vide altro in... voglio dire, è una domanda, gliela faccio perché mi sembra doveroso.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La Thema che lei vide lì al capannone delle acque, del deposito, è quella stessa che lei aveva visto a Palermo nell'autosalone di Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche fatto particolare per cui poteva essere sicuro che si trattava della stessa macchina?
IMPUTATO Grigoli: Fatto particolare, no. Io conoscevo la macchina, la rividi lì.
Ci fu un fatto che per salire questa macchina e per non dare sospetti, perché questa macchina essendo... non c'era lo scontrino del portabollo e assicurazioni e ci fu montato uno scontrino con delle cose fasulle.
Però, Giacalone aveva commesso l'errore di prendere il portabollo del Mangano Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, dell'agenzia?
IMPUTATO Grigoli: Dell'agenzia, sì, di Mangano. Cosa grave questa perché nel momento in cui questa macchina saltava in aria, si poteva anche trovare questo portabollo e di conseguenza, arrivare al Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci fu una discussione, poi, per questo fatto?
IMPUTATO Grigoli: Sì, non ricordo chi fu, chi se ne vantò di questo, dice: 'se non era per me che vedevo il portabollo'... Quel giorno stesso che io ero dentro il capannone. Non ricordo se fu lo Spatuzza...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: ... che si lamentò di questa leggerezza di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e si trattenne a lungo lei, per salutare, diciamo così, Giacalone, Benigno; poi lei ha fatto cenno, c'era anche Spatuzza?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Non mi ricordo, un'oretta, due.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dopodiché fece rientro a Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In treno?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, si ricorda qualche altra cosa di questo deposito? lei ha detto: c'era un piazzale e poi c'era un capannone.
Ecco, si ricorda se nel piazzale c'era qualche...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... cosa di particolare?
IMPUTATO Grigoli: Mi ricordo di un furgone posteggiato lì dentro. Non proprio... dentro lo spiazzale credo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome, Grigoli, stiamo parlando di autobombe, di macchina. Quando lei va a salutare i suoi amici, vide anche l'esplosivo che doveva far saltare questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Era collocato dentro la macchina, momentaneamente, perché il Giacalone stava lavorando nel baule. L'esplosivo doveva essere collocato nel baule.
PUBBLICO MINISTERO: Il Giacalone stava facendo quel lavoro agli ammortizzatori, lei ha detto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta e ci può dire cosa vide dietro il sedile della macchina?
IMPUTATO Grigoli: L'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'era fatto?
IMPUTATO Grigoli: Mah, noi eravamo soliti chiamare parmigiani, perché assumevano questa forma. Questa forma si assumeva dato l'operazione che si svolgeva e che io partecipai anche nel confezionamento dell'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora su questo confezionamento le farò delle domande più specifiche.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io volevo intanto che lei dicesse alla Corte cosa vide. Lei ha detto li chiamavate parmigiani per la forma che assumevano...
IMPUTATO Grigoli: Sì, per la forma che assumevano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quant'erano queste forme di parmigiano, lì nella Thema sul sedile?
IMPUTATO Grigoli: Credo tre.
PUBBLICO MINISTERO: E' in grado di dire anche che peso potevano avere queste tre forme di parmigiano?
IMPUTATO Grigoli: Mah, potevano svariare da una forma all'altra, se forma si può chiamare. Perché all'incirca andavano sui 60-70 chili ciascuno, quindi intorno ai 200 chili.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Lei ha detto: 'io ho partecipato alla preparazione di queste forme'.
Lei ce ne sta parlando ora per la prima volta, dicendo di averle viste a Roma. Ecco, ci spieghi un pochino com'è che erano state preparate queste forme e dove.
IMPUTATO Grigoli: Mah, questo esplosivo arrivava sotto forma di pietra. Veniva macinato fino a farlo diventare fine, in polvere. Dopo di ciò veniva raffinato, pesato e messo dentro sacchi di spazzatura, quelli grandi. Veniva poi legato, veniva fatta uscire l'aria che c'era dentro i sacchi, perché doveva venire compressato; cioè, veniva legato strettamente molte volte per, proprio, compressarlo: fino a farlo diventare duro. Poi veniva nastrato.
PUBBLICO MINISTERO: "Nastrato" intende nastro da...
IMPUTATO Grigoli: Nastro adesivo, quello per imballaggio, quello largo.
PUBBLICO MINISTERO: Il classico nastro da imballaggio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto veniva serrato, veniva stretto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come veniva stretto, direttamente con questo nastro, oppure con qualche...
IMPUTATO Grigoli: No, prima con delle corde, cioè ci si metteva della forza, proprio stretto in maniera tale che uscisse fuori tutta l'aria, tipo come quando avviene una cosa sottovuoto, no?
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e che tipo di corde venivano utilizzate per far questo lavoro?
IMPUTATO Grigoli: Corde di spessore circa 5 millimetri. Veniva proprio... quasi quasi non si vedeva più, il sacchetto, da quante volte veniva passata la corda; perché veniva passata in tutte le parti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a questa operazione lei ha partecipato personalmente?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol dire dove è avvenuta questa operazione?
IMPUTATO Grigoli: Questa operazione avveniva in via Corso dei Mille Guarnaschelli. C'era, lì, un capannone dove noi avevamo la disponibilità, di questo capannone.
Io, all'epoca, mi ricordo addirittura che me lo affittai io, che si lavorava con delle sigarette di contrabbando e lavoravamo lì le sigarette. E di conseguenza fu utilizzato anche per fare questo tipo di lavoro.
Però, loro avevano cominciato già prima - perché come ho già detto, per quanto riguarda le stragi io non ho partecipato - loro già avevano cominciato prima a lavorare l'esplosivo per le stragi in una casetta di disponibilità di Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un attimino meglio questa sua affermazione. Poi, ovviamente, anche su questi luoghi ci vorrò tornare un pochino più in dettaglio.
IMPUTATO Grigoli: Io posso fare questa affermazione perché, quando cominciai a preparare... quando cominciai a far parte di questo lavoro, andammo a prendere l'esplosivo, gli attrezzi e tutto in questo magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Questo magazzino quale?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto "in questo magazzino". Siccome lei ha indicato...
IMPUTATO Grigoli: Il magazzino quello che era in disponibilità del Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi un pochino meglio alla Corte che cos'era questo magazzino in disponibilità di Nino Mangano.
IMPUTATO Grigoli: Prima era un rudere, una casetta vecchia; molto vecchia, indisabitabile. Veniva usata più che altro perché lì si lavoravano gli ortaggi e quindi venivano lì a portare, a conservare gli attrezzi i contadini, anche le varie cassette degli ortaggi. Veniva usata per questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Questo luogo, questa...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo magazzino si trovava vicino, lontano dalla casa di abitazione di Mangano?
IMPUTATO Grigoli: All'incirca 30-40 metri.
PUBBLICO MINISTERO: In che luogo di Palermo siamo?
IMPUTATO Grigoli: Sempre in Corso dei Mille Guarnaschelli, però questo è un vicolo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, finora lei ha indicato un luogo, che sarebbe questo deposito che lei aveva in affitto, dove ci tenevate le sigarette di contrabbando.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E queste casette, questo rustico dov'era stato lavorato quest'altro esplosivo.
Lei ha detto: 'sono andato a prendere le mazze'. Spieghi un attimino in che circostanze, in quali occasioni, perché era andato a fare questo lavoro.
IMPUTATO Grigoli: Mah, me lo comunicò Nino Mangano. Mi disse: 'senti, ci sono i ragazzi che hanno bisogno di una mano'. Io non sapevo cosa si doveva fare. Però quando poi cominciai a fare questo tipo di operazioni, capii che non è che era farina per fare il pane, quella. Però, siccome io non ero uno di quelli curiosi, uno di quelli che andava, chiedeva o domandava...
Però, per esserne certo, che fosse esplosivo - perché l'avevo capito - dissi al Lo Nigro, perché vedevo che era lui il più pratico della cosa, gli dissi: 'mah, posso fumare, eventualmente?'. Lui mi ebbe a dire: 'sì, però stiamo sempre attenti'.
Quindi, da questo ebbi conferma che era esplosivo.
PRESIDENTE: Ma si può sapere come si presentava, quando lei l'ha...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, ci stavo arrivando.
Quand'è che lei vede per la prima volta questo esplosivo?
Lei ha detto: "era in pietra".
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi quand'è che lo vede per la prima volta e in quale forma si presentava questo esplosivo.
IMPUTATO Grigoli: la prima volta io lo vidi quando andammo a prendere questa attrezzatura in questa casetta di disponibilità di Nino Mangano. Lì prendemmo l'attrezzatura e c'erano alcuni sacchi di iuta contenenti queste pietre.
Ecco, quella fu la prima volta che io vidi, e mi si presentò sotto forma di pietra.
PUBBLICO MINISTERO: Pietra?
IMPUTATO Grigoli: Pietra, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di che grandezza?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Che grandezza avevano queste pietre?
IMPUTATO Grigoli: Erano svariate misure; potevano essere piccoline, come potevano essere anche di 40-50 centimetri di circonferenza, cioè di diametro. Cioè, la pietra si presenta in diverse forme. Tipo pezzi di roccia, non so come spiegarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: E che colore avevano?
IMPUTATO Grigoli: Erano sul giallastro, rossiccio.
PUBBLICO MINISTERO: 'La prima volta' - lei ha detto - 'andai a prendere questi sacchi di iuta, che si presentavano bagnati, con queste pietre dentro...'
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: '... e l'attrezzatura'.
Cos'era questa attrezzatura?
IMPUTATO Grigoli: Erano le mazze - adesso non so come si chiamano - per raffinare; la rete bucherellata, non so come si chiama, non mi viene come si chiama...
PUBBLICO MINISTERO: Il setaccio.
IMPUTATO Grigoli: Setaccio, sì. I setacci, i sacchetti, le mazze, le corde, i nastri, questo intendo per attrezzatura.
PUBBLICO MINISTERO: Tutta questa attrezzatura si trovava in questo magazzino di Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, e anche la bilancia.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, tutta questa attrezzatura si trovava in questo rudere...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... in questo rustico di Mangano.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Perché poi venni a sapere che qui lavoravano, loro, l'esplosivo.
PRESIDENTE: Lavoravano...?
PUBBLICO MINISTERO: L'avevano già lavorato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Avevano già lavorato.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chi eravate quando siete andati a pigliare queste attrezzature e questi sacchi di iuta contenenti queste pietre? Chi c'era andato a prenderli?
Lei ha detto: 'Nino Mangano mi disse: c'è bisogno di dare una mano...' o qualcosa del genere.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Chi erano gli altri a cui lei dette questa mano?
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano, io e uno di loro, adesso non ricordo se venne Lo Nigro, lo Spatuzza. Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco....
IMPUTATO Grigoli: Pren... Sì? Prendemmo l'attrezzatura e la portammo in questo capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Come venne trasportata questa attrezzatura?
IMPUTATO Grigoli: No, in macchina: nel baule della macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Compreso anche i sacchi di iuta?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Non erano tanti, perché doveva arrivare l'altro materiale.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, questa roba la portaste in questo magazzino, lei ha detto, in questo dove lei ci contrabbandava le sigarette.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci teneva...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... le sigarette.
IMPUTATO Grigoli: E lì cominciammo a lavorarlo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è la prima volta che lei vede questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa operazione lì in questo deposito, chiamiamolo deposito delle sigarette, lei la prima volta la compie lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e si ricorda cosa... Quale tipo di operazione lei ha fatto, ce l'ha detto. L'attrezzatura che venne utilizzata in questa occasione furono quelle mazze oppure ci furono altri attrezzi?
IMPUTATO Grigoli: No. Dopo si cercò di fare - siccome per rompere tutte queste pietre perché si usavano quelle mazze, quelle grandi, che sono pesanti; cioè, per uno che non è pratico è abbastanza faticoso - quindi si pensò di usare delle molazze, quelle che usano per fare la calce. Capisce quali sono?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io l'ho capito.
IMPUTATO Grigoli: E cominciammo a usare queste molazze. La pietra veniva frantumata da queste molazze.
PUBBLICO MINISTERO: Questo attrezzo come ve lo siete procurato?
IMPUTATO Grigoli: Ce lo procurò credo Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: Dove, lo sa?
IMPUTATO Grigoli: Siccome loro avevano, hanno un deposito di materiale edile, credo che fosse, la provenienza, di questo deposito.
PUBBLICO MINISTERO: Lo sa di chi è questo deposito di materiale edile?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: Giacomino Vaccaro. Per lo meno del padre, dei Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Giacomino Vaccaro, rispetto a Mangano cos'è? Un amico, un parente.
IMPUTATO Grigoli: E' suo cognato.
PUBBLICO MINISTERO: Suo cognato in quanto? Lo sa per quale motivo, da quale parte, diciamo, era cognato del Mangano?
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano è sposato con la sorella di Giacomino Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: Sa anche come si chiama questa ditta, deposito di materiale edile?
IMPUTATO Grigoli: Credo Edil Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'è questa ditta?
IMPUTATO Grigoli: Nei pressi di via Messina Montagne. E' accanto la cosiddetta "camera della morte".
PUBBLICO MINISTERO: Senta e per l'appunto, questo attrezzo, questa mola, venne portata in questo deposito?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ci può dire di nuovo - mi pare che l'ha detto, ma comunque glielo richiedo - dov'era questo deposito.
IMPUTATO Grigoli: Corso dei Mille Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è accanto, è vicino, al rudere di Mangano, da dove lei aveva preso l'attrezzatura?
IMPUTATO Grigoli: In linea d'aria non ci sono più di 100 metri, 150 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Ci vuol descrivere questo magazzino-deposito, questo di Corso dei Mille Guarnaschelli?
IMPUTATO Grigoli: Mah, si entra da un cancello dove si accede a un grosso spiazzale e ci sono vari magazzinetti, che poi il proprietario è tutto uno, che affitta. Lì c'è uno che fa del carbone, c'è un falegname, c'è un ferraio, e poi c'è ancora un altro cancelletto dove si accede a questo capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Ce lo vuol descrivere, Grigoli, questo?
IMPUTATO Grigoli: E' grande, cioè all'incirca 300 metri quadrati.
PUBBLICO MINISTERO: Come si accede a quello... Lei ha detto: 'prima c'è un cancello...'. Poi, come si entra in questo capannone, in questo deposito?
IMPUTATO Grigoli: C'è un cancello; si arriva dentro questo piazzale e proprio di fronte a questo cancello, che dà l'accesso su questo piazzale, c'è un altro cancelletto; c'è un corridoio e poi c'è questo capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo corridoio, diciamo, finisce in questo capannone.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Poi c'è un altro piazzaletto e poi c'è il portone di questo capannone.
PUBBLICO MINISTERO: E com'è questo portone: in legno, in ferro?
IMPUTATO Grigoli: In ferro.
PUBBLICO MINISTERO: E' in ferro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il colore?
IMPUTATO Grigoli: Grigio.
PUBBLICO MINISTERO: grigio.
IMPUTATO Grigoli: Io tenevo lì anche - io avevo l'hobby della caccia - e tenevo lì anche i cani da caccia.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro questo magazzino?
IMPUTATO Grigoli: No, davanti, a fianco al portone del magazzino; all'esterno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e dentro, all'interno, questo magazzino com'è fatto?
IMPUTATO Grigoli: Ci sono solo i muri perimetrali.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non c'era nulla dentro?
IMPUTATO Grigoli: No. C'era una finestra, che io mi sono premurato di murare - perché lì conservavamo le sigarette - per non fare in modo che non si vedevano, le sigarette, all'interno del magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi, tornando a questa prima occasione in cui lei fa questo lavoro, va nel rudere, nel rustico di Mangano; va a prendere mazze, sacchi di iuta con dentro le pietre, eccetera, il setaccio, le corde e quant'altro e andate in quest'altro magazzino che è li vicino, questo delle sigarette.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi vi procurate anche questa mola, la molazza.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lì avviene quest'operazione.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sa, si ricorda se le venne detto per cosa serviva questa operazione? In quale occasione doveva essere utilizzato?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non sapeva nemmeno che era esplosivo, in quel momento.
IMPUTATO Grigoli: No, come ho già detto prima: no.
PUBBLICO MINISTERO: Ci fu quella famosa domanda: 'si può fumare?'.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, questa è la prima volta in cui lei...
PRESIDENTE: Possiamo fare un'altra domanda?
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Sempre per cercare di mettere insieme i vari passaggi.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, certo.
PRESIDENTE: Questa operazione di polverizzazione, diciamo, è avvenuta prima o dopo la famosa riunione di Miselmeri?
IMPUTATO Grigoli: Prima.
PRESIDENTE: Prima. Quindi, prima avete preparato questo, senza sapere cosa fosse.
Bene, andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, lei, quindi, stava per l'appunto...
PRESIDENTE: Scusi, un'ultima precisazione.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Quanto tempo prima, più o meno?
IMPUTATO Grigoli: Dunque, si parla di mesi, non...
PRESIDENTE: Ah, mesi prima.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, Grigoli, questa è la prima volta in cui lei dà una mano per realizzare queste famose forme.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda, nell'occasione, quante forme vennero fatte?
IMPUTATO Grigoli: Mah, ne furono fatte diverse - anche perché, poi, questa è una cosa che venni a sapere poi - di piccoline, 5, 10 chili, 15 chili, perché servivano anche per eventuali estorsioni e servivano anche perché si dovevano dare allo Scarano, che servivano allo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e di quelle grandi se lo ricorda quante ne vennero fatte in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: 3, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora veniamo... Lei ha risposto partendo da questo racconto, per spiegare poi, lei ha detto: 'io ho visto, poi, che è arrivato altre pietre lì', no?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una parte l'avevate presa nel magazzino di Mangano.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra parte...
IMPUTATO Grigoli: Una minima parte.
PUBBLICO MINISTERO: Una minima, ecco, come sta precisando.
IMPUTATO Grigoli: E' stata forse la rimanenza del...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Che cosa arrivò lì, nel deposito delle sigarette?
IMPUTATO Grigoli: Poi arrivarono altri sacchi di iuta contenenti questo esplosivo, queste pietre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire chi li portò, questi sacchi di iuta con quest'esplosivo e con...?
IMPUTATO Grigoli: Lo Nigro...
PUBBLICO MINISTERO: Era da solo Lo Nigro?
IMPUTATO Grigoli: No, almeno in una circostanza, che lo ricordo bene, venne con lo Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Si ricorda come si presentavano questi sacchi?
IMPUTATO Grigoli: Come si presentavano?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, com'erano?
IMPUTATO Grigoli: Bagnati.
PUBBLICO MINISTERO: Erano bagnati.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Anche loro erano soliti a venire, quando andavano a prendere questo materiale, bagnati. Cioè, io supponevo che fosse nascosto, celato quantomeno in acqua, questo esplosivo.
Dato che i sacchi erano bagnati e loro venivano anche bagnati, quindi, da questa cosa, pensavo che...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda con quale mezzo erano stati trasportati questi sacchi?
IMPUTATO Grigoli: Una motoape.
PUBBLICO MINISTERO: Sa di chi era questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Del Lo Nigro.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire di che colore era questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Se non erro verde scura, insomma scura.
PUBBLICO MINISTERO: Sa dove Lo Nigro custodiva questa motoape?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
IMPUTATO Grigoli: Via Salvatore Cappello.
PUBBLICO MINISTERO: C'era stato...
IMPUTATO Grigoli: Sì, c'è un magazzino. Non so se è di proprietà o in affitto, dove lui custodiva questa motoape.
PUBBLICO MINISTERO: C'era stato, lei, personalmente in questo posto in via Salvatore Cappello?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In che circostanze?
IMPUTATO Grigoli: Mah, se non erro anche per commettere omicidi. Partimmo da lì per compiere un omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, oltre questa motoape, Lo Nigro ci teneva altro in questo magazzino, deposito o garage, in via Cappello?
IMPUTATO Grigoli: Mah, lui era solito tenerci anche la motocicletta. Siccome loro hanno un peschereccio, quindi c'è l'attrezzatura: reti, cose.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Quindi, questi sacchi di iuta... Stiamo parlando sempre, Grigoli, della prima volta in cui lei vede queste pietre, quando non sa espressamente...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... che si tratta di esplosivo.
Una parte - lei ha detto la minima - arriva dal rustico di Mangano; l'altro viene portato con l'ape dal Lo Nigro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha detto in questa occasione, poi, venne fatta questa operazione di macinatura delle pietre. E il confezionamento è quello che ci ha detto poco fa, anche in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: Sì. In tutte le occasioni.
PRESIDENTE: Vorremmo sapere, per cortesia, le pietre bagnate vennero macinate anche quelle, nello stato di bagnatura che avevano?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì. Veniva prima macinato e poi messo in bidoni, già in polvere - quando era già finita l'operazione di macinatura e di raffinatura - e messo nei bidoni.
Quando era sufficiente per cominciarlo a confezionare, si confezionava.
PRESIDENTE: Si faceva la confezione.
PUBBLICO MINISTERO: E il confezionamento ce l'ha descritto, direi, per quanto mi riguarda, anche abbastanza dettagliatamente.
Ecco, veniamo all'esplosivo che lei, per così dire, rivede a Roma in occasione dell'attentato.
Le chiedo, lei ha detto poco fa: 'ci ho messo le mani personalmente'. E' giusto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando era stata compiuta l'operazione, lei già sapeva, in quell'occasione, che si trattava di esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E questa operazione specifica - eh, Grigoli - in relazione alla vicenda dello Stadio, dove viene fatta?
IMPUTATO Grigoli: L'operazione di macinamento?
PUBBLICO MINISTERO: Di macinamento e confezionamento delle...
IMPUTATO Grigoli: Credo, questo, nel capannone.
PRESIDENTE: Già che siamo a questo punto, vorremmo anche un altro chiarimento.
Lei ha parlato di tre confezioni grosse e altre piccole.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Ma questo si riferisce alle pietre prese dal magazzino, come ha detto lei, di Mangano, o si riferisce alla totalità: quelle di Mangano e quelle altre?
IMPUTATO Grigoli: No, quello preso dal magazzino di Mangano era poco.
PRESIDENTE: Ah, era poca cosa.
IMPUTATO Grigoli: Sì, era un mezzo sacco di iuta; non è che poi era tanto.
Si andò a prendere l'attrezzatura e questo...
PRESIDENTE: Poi arrivò quella...
IMPUTATO Grigoli: Sì. Cominciammo a lavorare questo.
PRESIDENTE: E nel tutto son venute fuori, a parte le confezioni piccole, tre grosse.
IMPUTATO Grigoli: No con quello solo, con quell'altro che arrivò.
PRESIDENTE: Certo, certo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Anche con quello che è arrivato. Complessivamente si fecero tre confezioni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno, non so se la mia...
AVVOCATO Batacchi: Scusi, dottor Nicolosi, sono l'avvocato Batacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
AVVOCATO Batacchi: Volevo far presente alla Corte una mia esigenza. Io ho un improrogabile impegno. Poco fa ne ho parlato anche con il dottor Chelazzi.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Batacchi: Per cui, avrei la necessità di nominare un sostituto.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Batacchi: E nomino la avvocatessa Sara Gennai.
PRESIDENTE: Sì, benissimo. Prendiamo atto. Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, io non so se sono stato chiaro nella domanda. Caso mai lei me lo dice e io gliela riformulo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di capire se la prima volta che lei confeziona questo esplosivo è l'esplosivo che poi viene utilizzato per lo Stadio, o se quello dello Stadio è un confezionamento, diciamo, successivo e autonomo.
Ha capito?
IMPUTATO Grigoli: Non so essere sicuro su questo, non so essere preciso.
PRESIDENTE: Tra il momento in cui lei fece o partecipò alla confezione delle tre grosse balle, chiamiamole...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... e il momento in cui si trova a Roma in questo famoso magazzino di acqua eccetera, eccetera, quanto tempo intercorre? Approssimativamente. Giorni, settimane?
IMPUTATO Grigoli: No, mesi, mesi.
PRESIDENTE: Mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, non so se possiamo andare avanti su questo argomento.
Senta, a proposito della casetta rustica, quella di Mangano, che le risulti, questo rustico è rimasto sempre così, oppure ha subito, per così dire, variazioni nel corso del tempo?
IMPUTATO Grigoli: No, è stato restaurato.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda a partire da quando?
IMPUTATO Grigoli: Intorno... fine '94, '95.
PUBBLICO MINISTERO: E che destinazione ha avuto questo ex rustico?
IMPUTATO Grigoli: In che senso "destinazione"?
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, che cosa c'è stato fatto, ecco. Cosa...
IMPUTATO Grigoli: E' diventata una casa abitabile; con bagno, stanza da letto, cucina...
PUBBLICO MINISTERO: Lei c'è stato?
PRESIDENTE: Una casa...
IMPUTATO Grigoli: Camino. Sì, sì, ci sono stato.
PUBBLICO MINISTERO: E chi ci abitava in questa casa?
IMPUTATO Grigoli: Non era più che altro abitata, poteva servire per eventuale abitazione. Cioè, io... E' stata usata anche per... Io ho avuto una ferita d'arma da fuoco e mi sono curato anche in questa casa.
PUBBLICO MINISTERO: Ma chi ne disponeva di questa casa? Chi ce l'aveva? Di chi era?
IMPUTATO Grigoli: Nino Mangano.
PUBBLICO MINISTERO: E' sempre di Nino Mangano.
Senta, tornando alla preparazione di questo materiale per l'attentato allo Stadio, va bene?, quando venne preparato l'esplosivo, venne preparato qualcos'altro da utilizzare, diciamo, nell'autobomba?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Si tagliuzzarono pezzettini di tondino in ferro - all'incirca un centimetro, un centimetro e mezzo - e messi in un bidone in plastica, che si doveva, questo bidone, collocare accanto all'esplosivo per avere una più potenza...
PRESIDENTE: Distruttiva.
IMPUTATO Grigoli: Distruttiva, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quant'era grande questo bidone?
IMPUTATO Grigoli: Aveva una capienza intorno ai 20 litri, credo.
PUBBLICO MINISTERO: Venne riempito completamente con questi pezzettini di tondino di ferro?
IMPUTATO Grigoli: Sì, quasi. Perché poi pesava abbastanza, pesava parecchio, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: E questa operazione di realizzare questi tondini di ferro, dove venne fatta?
IMPUTATO Grigoli: Nel magazzino della Edil Vaccaro.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, in quel negozio... No, negozio, mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quel deposito di materiale...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... di Giacomino Vaccaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lì, oltre a questa operazione, venne fatto anche l'esplosivo, o l'esplosivo venne fatto lì in quell'altro posto, nel deposito delle sigarette?
IMPUTATO Grigoli: No, l'ultimo esplosivo che io ebbi a lavorare, se così si può dire, fu dentro questo magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, "questo" quale? Quello della Edil Vaccaro?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo contenitore con questi pezzettini di ferro venne poi portato a Roma, se lo ricorda? Che cosa ne fu di questo?
IMPUTATO Grigoli: Mah, io non mi ricordo se fu caricato nel camion insieme all'esplosivo. Non so essere preciso, se fu portato a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Non se lo ricorda.
IMPUTATO Grigoli: Non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Quando...
IMPUTATO Grigoli: Ma lo scopo era per lo Stadio, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Lo scopo era quello che ha detto lei.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di aumentare, diciamo, l'effetto lesivo dell'esplosione.
Ecco, dato che lei ha parlato di ca...
IMPUTATO Grigoli: Cioè, quelli lì diventavano tutti proiettili.
PUBBLICO MINISTERO: Diventavano... Sì, sì. Io lo avevo capito, ma volevo...
Ecco, lei ha parlato: 'non mi ricordo se venne messo sul camion'.
Ecco, ci vuol dire com'è che questo esplosivo è partito da Palermo ed è arrivato lì, in quel deposito di bibite?
IMPUTATO Grigoli: L'esplosivo veniva trasportato con un camion.
Di solito era sempre lo stesso camion, ed era sempre lo stesso autotrasportatore. Trattasi di Carra Pietro.
Aveva un rimorchio con un ribaltabile, dove lì si poteva celare l'esplosivo e viaggiare con più tranquillità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol dire qualcosa di più specifico su questo nascondiglio di questo camion di Carra?
IMPUTATO Grigoli: Mah, vede, io vidi che lui alzò il ribaltabile. E, sotto il ribaltabile, c'era una specie di vuoto, di cassa. Ecco, veniva messo lì e poi richiuso di nuovo il ribaltabile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Poi, il ribaltabile, veniva caricato da altre cose. Quindi non credo che, in un posto di blocco, riuscissero ad alzare il ribaltabile, se era caricato. Si era tranquilli sotto questo aspetto, per...
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda come si ribaltava, questo ribaltabile di Carra?
IMPUTATO Grigoli: Mah, credo... trasversalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Trasversalmente, che vuol dire?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, di lato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. senta, e lei personalmente ha, per così dire, caricato questo esplosivo sul camion di Carra?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Ha aiutato a caricare?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si ricorda chi c'era a compiere questa operazione di carico dell'esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Ma adesso non ricordo se io ho caricato quello dello Stadio, o quello per l'attentato a Totuccio Contorno. Quando comunque lo caricai, ho questa difficoltà nel collegare quale fosse.
Comunque credo quello di Totuccio Contorno. Perché, se non erro, in quella occasione caricammo pure delle armi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, questa operazione lei la collega più, è portato a collegarla alla vicenda Contorno, di cui, per ora, non voglio parlare.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha dato un pochino tutte le coordinate di questo fatto.
Ecco, riusciamo ora - vediamo se lei è in grado - a dare un'epoca al momento in cui lei fa, diciamo, insieme a Lo Nigro, a Giacalone, agli altri, lo spostamento su Roma dov'è accaduto quello che lei ci ha detto.
Mi ha seguito, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Io... non vorrei essere ripetitivo.
Per quanto riguarda le date, io non ho buona memoria nel ricordare le date. Però, non lo so, posso collegare un fatto che avvenne durante questo periodo... Cioè, per collegarci a questo periodo, posso io dire di un fatto: che ci fu bruciata una macchina a un costruttore, un tale Ventura Giovanni.
Collego questo perché si partì da questo magazzino per bruciare questa vettura. Da lì a poco poi venne fatta questa operazione in questo magazzino.
Ecco, come collegamento di date, posso dare questo, di come...
PUBBLICO MINISTERO: Di questo attentato incendiario?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A questo costruttore?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Può ripetere il nome, mi scusi?
IMPUTATO Grigoli: Ventura Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Ventura Giovanni.
Ecco, io ora voglio che lei, se è in grado, riesca a specificare quand'è che lei si trova, il periodo in cui lei si trova nel villino di Roma, ecco, in quella località di mare vicino a Roma.
Allora, un primo punto di riferimento è questo a questo attentato.
Ce n'è altri nel suo ricordo, nella sua memoria?
Ecco, dato che si parlava di un attentato allo Stadio, si ricorda su per giù qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Sì, io, per quanto riguarda l'attentato allo Stadio, posso dire che il periodo fu quello in cui ci fu il derby Roma-Lazio.
Questa cosa io la ricordo perché mi rimase un po' impressa, perché chiaramente pensavo io che purtroppo non è che morivano solo carabinieri, poliziotti, sicuramente ci sarebbe scappato anche qualche persona... Non so come definire, civile, innocente.
Allora, pensando io il fatto che c'era nella, in quel periodo il derby, pensavo che si faceva, se capitava durante il derby, si faceva ancora più danno, c'era più gente.
Lei capirà, sicché di 40mila, potevano essere 60-70mila persone che andavano allo stadio. Perché il derby è più seguito.
Quindi, questa cosa, riuscii a pensare che, se succede durante il derby, si fa ancora più danno, si fa ancora più... Ecco, per questo ricordo il fatto del derby.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ulteriori riferimenti: siccome il derby, come lei sa, ce n'è sempre uno di andata e uno di ritorno, si ricorda se, in questo periodo in cui lei dice che c'era il derby, eravamo in estate, in inverno?
IMPUTATO Grigoli: No, eravamo in inverno. Questo lo posso dire anche dal fatto perché mi rimase impressa l'eleganza di Giuseppe Graviano.
E ricordo che lui aveva anche un cappotto. Quindi, da questo, posso dire che era inverno.
Oltre che ricordo che facevamo la doccia, eravamo soliti scherzare tra di noi. E siccome questo villino era munito di caldaia, e quindi staccavamo la caldaia e colui che era sotto la doccia, rimaneva con l'acqua fredda.
Quindi, da questi due particolari, posso dire che era inverno, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Punto secondo, sempre per dare un'epoca a questo fatto: posto che lei vede Giuseppe Graviano a Roma, lì nel villino, che aveva il cappotto; e tenuto conto che derby diciamo in quell'anno, praticamente ce ne furono due, uno di andata e uno di ritorno; e che Giuseppe Graviano venne arrestato alla fine di gennaio del '94, ecco, lei quanto tempo prima dell'arresto di Giuseppe Graviano colloca questa sua permanenza a Roma nel villino di cui sta parlando?
IMPUTATO Grigoli: Mah... un paio di mesi, tre mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Un paio di mesi, tre mesi.
Ecco, siccome lei, proprio esordendo stamani nell'esame, ha detto che ha confessato l'omicidio di padre Puglisi. Ecco, quando si è spostato a Roma, l'omicidio di padre Puglisi lo aveva già commesso, lo doveva commettere, o che altro?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda.
Senta, lei ci ha detto del derby. Era...
IMPUTATO Grigoli: Scusi, forse...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Forse già lo avevo commesso.
PUBBLICO MINISTERO: Prego. Mi scusi.
IMPUTATO Grigoli: Forse, dico, già lo avevo commesso. Non mi... non so essere preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
Allora, sulle date abbiamo dato questi riferimenti.
Lei ha detto poi è tornato giù a Palermo, in treno, con Giuliano.
Ha saputo che esito aveva avuto, diciamo, la permanenza degli altri a Roma, in relazione a questo fatto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Ma io adesso non vorrei essere ipo... cioè, non vorrei passare per ipocrita.
Siccome chiaramente doveva succedere di domenica, perché le partite, di solito, sono la domenica allo stadio, seguivo... non ricordo, quando arrivai seguii il volgersi della cosa, prestai attenzione ai telegiornali, se succedeva questa cosa.
Anche se speravo tantissimo che non succedeva, perché vede, noi certe volte commettiamo le cose, però non... dentro l'animo non è che ci sia quella voglia di realmente commetterle. Si fanno.
E quindi vidi io che non successe niente quella domenica.
Poi, dopo un paio di giorni, due-tre giorni, adesso non mi ricordo, arrivarono. E c'erano rapporti molto stretti con Giacalone Luigi, più degli altri, perché noi avevamo rapporti commerciali, di famiglia.
Quindi lui non è che aveva... anche se poi non è che era un problema, se mi raccontava i fatti a me. Perché io ho partecipato, quindi ero persona a conoscenza dei fatti. Quindi non è che era un problema se me li raccontava.
Ma, anche da questo rapporto, lui mi ebbe a raccontare tutto lo svolgersi della cosa.
E mi ebbe a raccontare che, dopo che loro avevano già deciso dove piazzare la macchina, avevano fatto tutti i preparativi, la macchina era pronta e tutto il resto, il Lo Nigro guidò l'autovettura carica di esplosivo e lo Spatuzza lo prese a bordo di una motocicletta.
Però, forse lo aspettava fuori da questo piazzale dove doveva collocare la macchina.
Quando lui posteggiò la macchina e andò via da questo piazzale, lui buttò via la chiave. E andarono.
Poi, quando passarono i pullman, le Forze dell'Ordine, il Benigno azionò il telecomando.
Dio volle che non funzionò, non arrivò l'impulso.
Quindi, di conseguenza, poi rimaneva lì questa macchina caricata con dell'esplosivo.
Quindi si pensò di andare a riprendere la macchina.
Ma, come ho già detto, Lo Nigro aveva buttato via la chiave. Quindi diventò un problema prendere questa macchina.
Provò, provarono con... hanno fatto un chiavino, qualcosa che sono soliti usare, lo spadino, insomma, sono soliti usare i ladri di auto, ma non riuscirono ad aprirla.
Allorché pensarono di chiamare proprio un ladro di auto, che Scarano conosceva.
Andarono lì, ma questo ladro d'auto non fu neanche lui all'altezza di aprire la macchina.
Ecco, durante queste operazioni, a quanto pare, lì vicino c'era una specie di garitta, dove faceva servizio un carabiniere, più di uno, adesso non lo so.
Lui mi parlò di un carabiniere in una garitta che notò questo movimento. Si avvicinò e chiese cosa facessero lì.
E allora dice: 'sa abbiamo perso le chiavi, abbiamo questo problema...'
E convinsero questo carabiniere con questa scusa.
Comunque, per abbreviare, loro poi andarono a prendere una persona che era munita di carroattrezzi e portarono via la macchina col carroattrezzi, di conoscenza dello Scarano era costui che aveva questa possibilità del carroattrezzi.
Tutto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha raccontato abbastanza dettagliatamente quello che ha saputo da Giacalone.
IMPUTATO Grigoli: Sì, questo...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: ... non lo so per esperienza diretta. Mi è stato raccontato da...
PUBBLICO MINISTERO: Le è stato raccontato. Senta...
IMPUTATO Grigoli: E confermato anche da altri, perché ebbimo modo anche di parlarne di questa cosa con i... con gli altri soggetti: Lo Nigro, ed altri. Spatuzza...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quando lei era a Roma, questo luogo... Lei ha parlato, ha fatto riferimento ad un piazzale, poi dice: 'lì vicino c'era una garitta, o un piantone, c'era questo carabiniere...', era già stato, per così dire, individuato, quando lei era a Roma durante la sua permanenza lì, nel villino?
IMPUTATO Grigoli: Mah, mentre io ero lì, ci fu chi andò a perlustrare... Ma così, generica... Come si dice?
PUBBLICO MINISTERO: Genericamente.
IMPUTATO Grigoli: Genericamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, il punto in cui la macchina era stata poi piazzata, diciamo, lei lo ha saputo da questo racconto.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capisco bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Allora, già all'epoca, si parlava... Perché non è che andavano proprio all'interno dello stadio. Credo che c'era una strada che, dall'alto, si vedeva all'interno. Già si parlava di qualcosa, già qualcosa da... si era in mente, già.
Però non ricordo adesso...
PUBBLICO MINISTERO: ecco, senta...
IMPUTATO Grigoli: Dico: mentre già ero lì, già si muovevano in questa forma, per vedere dove potere piazzare la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, e questa macchina, una volta presa col carroattrezzi del conoscente di Scarano, sa che fine ha fatto? Glielo dissero?
IMPUTATO Grigoli: Ma credo che fu prestata allo sfascio, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Venne distrutta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e dell'esplosivo sa che ne fu...
IMPUTATO Grigoli: Fu conservato, l'esplosivo.
Dopo di ciò... non mi ricordo se... No, non so dirle niente in merito. Fu conservato, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Fu conservato?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, ma venne portato giù a Palermo, o rimase in zona?
IMPUTATO Grigoli: No, rimase in zona.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non ne ha saputo nemmeno più dopo, dal racconto di altri, che fine aveva fatto questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: No, dopo, quando ci fu l'attentato a Totuccio Contorno, io seppi che l'esplosivo era in quel villino dove eravamo io, credo, se non ricordo male.
PUBBLICO MINISTERO: Era stato tenuto lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E sa anche se era stato nascosto in qualche maniera, se...
IMPUTATO Grigoli: Sì, in un primo tempo era stato messo... c'era, in questo villino, all'esterno, una nicchia per conservare della legna. Fu celato sotto questa legna.
Poi, non so quanto tempo, è stato sotterrato.
PUBBLICO MINISTERO: Sotterrato dove?
IMPUTATO Grigoli: Nello stesso villino. Perché c'era un pezzetto di giardino con del prato inglese.
E fu sotterrato nelle vicinanze di un albero.
PUBBLICO MINISTERO: Nelle vicinanze...?
PRESIDENTE: Di un albero.
IMPUTATO Grigoli: Di un albero.
PUBBLICO MINISTERO: Che era sempre lì...?
IMPUTATO Grigoli: Sì, su questo prato inglese.
PUBBLICO MINISTERO: In questo giardino col prato inglese.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha saputo dopo se questo esplosivo ha avuto qualche vicenda ulteriore o non ne ha saputo nient'altro?
IMPUTATO Grigoli: No, dopo di ciò risalì il Giuliano, insieme credo a Pietro Romeo, per andare a mettere... questo giardinetto faceva parte di questa villetta, una volta che la villetta presa in affitto, era villetta di persone estranee ai fatti.
Quindi c'era bisogno di andare a dissotterrare questo esplosivo per andarlo a conservare in un posto più... in un altro posto.
E da quello che... cioè, fu conservato nelle vicinanze della... credo della casa in costruzione dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ora lei, per l'appunto, ha più volte anticipato diciamo di questa sua personale implicazione in questa vicenda di Contorno. E ha fatto riferimento, per l'appunto, a una sua presenza in quest'altra villetta dove lei poi vide sotterrare questo esplosivo, eccetera.
Allora io, salvo poi magari tornare su qualche dettaglio, ma, dato che lei l'ha anticipato più volte, vediamo di spiegare alla Corte com'è che nasce questa sua seconda implicazione in questi fatti, cioè in questo attentato a Contorno come l'ha definito lei.
Ha sentito la mia domanda, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Vede, io adesso non so se, non mi ricordo più che altro, se mi fu comunicato dallo stesso Graviano o se per questo fatto me ne parlò direttamente Mangano. Questo qui non so essere preciso su queste cose.
E mi disse che eravamo a conoscenza...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Grigoli, può parlare un po' più vicino al microfono, perché io non la sento.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Eravamo a conoscenza di dove si trovasse il Contorno e che si ci doveva fare questo attentato. E per fare questo attentato, partimmo: io, Lo Nigro, Benigno, Giuliano Francesco, Giacalone Luigi e basta credo.
Salimmo, e la persona che era solita a darci gli appoggi era sempre la stessa, lo Scarano. Lui aveva preso un villino in affitto a Capena, credo.
E andammo in questo villino. Da questo villino poi cercammo di vedere se vedevamo il Contorno. Cosa che avvenne, che noi sapevamo dov'era la casa.
PRESIDENTE: Lei lo vide?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Lo conosceva?
IMPUTATO Grigoli: Io lo conoscevo. Io da piccolino abitavo a Brancaccio, quindi... però avevo ricordi lontani.
Però quando lo vidi, dissi: 'è lui', lo riconobbi. Anche perché tramite i telegiornali, i giornali, la fotografia è impressa...
Comunque io lo vidi un paio di volte.
E allora vedemmo il percorso che faceva e noi cercammo di localizzare il punto migliore per avere osservazione nel momento in cui bisognava azionare il telecomando, dove lui doveva rallentare.
Insomma noi poi decidemmo il punto, come si può dire, più strategico che era nei pressi di una curva che lui vi doveva rallentare. Di fronte c'era una specie di collinetta, quindi era un buon punto di osservazione, quindi diciamo che quello era il punto migliore.
Difatti lì collocammo l'esplosivo.
I compiti poi erano quello che io insieme a Giacalone Luigi, dovevamo funzionare, innalzare la battuta. Noi c'eravamo appostati nei pressi della sua abitazione, diciamo a metà fra la sua abitazione e il punto dov'era collocato l'esplosivo.
Il Giuliano credo che non aveva un compito specifico, doveva battere la strada, camminare avanti; poi, dopo aver commesso l'operazione, camminare avanti per battere la strada di ritorno.
E il Lo Nigro e il Benigno dovevano azionare il telecomando.
Così fu. Nel momento in cui Contorno passò, guidava una Punto amaranto, noi chiamammo col cellulare, quello che erano in possesso loro, non so se era del Benigno o del Lo Nigro.
Quando il Contorno arrivò sul punto dov'era collocato l'esplosivo, lo rammento perché c'era la curva, e fu azionato il telecomando.
Però successe che è esploso il detonatore ma non è esploso l'esplosivo. Cosa stranissima a sentire perché Lo Nigro era più... aveva più esperienza di esplosivo di altri. Sta di fatto che l'esplosivo comunque non è esploso.
Infatti lui, perché io ero girato perché guidava Giacalone e io ero girato nel guardare lui che scendeva, difatti il Contorno ebbe a girarsi perché il rumore del detonatore lo sentì anche lui. Io ebbi questa impressione.
Perché il rumore è come un colpo di arma da fuoco. Le stesse...
Quindi, di conseguenza, poi la sera andammo a riprenderci l'esplosivo. Abbiamo ripreso l'esplosivo, lo portammo lì nel villino a Capena. C'andammo a prenderlo con la jeep, che era in disponibilità dello Scarano, non so se era sua comunque lui era nella disponibilità di questa macchina.
E si commentava il fatto come mai non aveva esploso. E Lo Nigro ebbe a dire che la gelatina era fasulla. Perché vede, per quanto riguardava l'attentato a Totuccio Contorno, si è utilizzato esplosivo diverso da quello attuato per le stragi. E si è utilizzato diverso per un motivo ben preciso: per non dare modo agli inquirenti che lo stratagemma di coloro che effettuavano le stragi, poteva essere Cosa Nostra.
Perché poi loro con l'attentato a Totuccio Contorno con lo stesso esplosivo potevano dare tutto un filo. Ecco, da questo si è pensato di usare altro tipo di esplosivo.
E per quanto riguarda Totuccio Contorno, fu utilizzato dell'esplosivo che noi eravamo soliti chiamare Dash. Dash perché aveva... era di colore bianco, era in polvere come lo stesso detersivo cosiddetto chiamato Dash.
E quindi era uguale, e noi lo chiamavamo Dash.
Oltre a questo, nell'altro esplosivo che era di colore grigio, sembrava polvere da sparo... e questo salsicciotto di gelatina.
Allora Lo Nigro sosteneva che il detonatore, lui... Perché era tre etti di esplosivi però in un'unica confezione. Anche se nastrati separatamente, poi in unica confezione.
Quindi lui il detonatore lo doveva mettere in uno dei tre tipi di esplosivo. E lui, a sentir lui, la gelatina era la più... la migliore per metterci il detonatore.
Quindi lui ebbe a dire che fu la gelatina che non era buona. Anche perché ricordo che questa gelatina era in un sacchetto di colore... era come un salsicciotto vero e proprio, però era in un sacchetto rosso che questo sacchetto non è che era... era aperto, non era chiuso ermeticamente bene.
Forse non so se per questo non sparò.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna che un attimino che le chieda ora, lei ha fatto un racconto abbastanza articolato fino a questo tentativo, diciamo, andato a vuoto.
Ora, riprenderei subito la sua affermazione sull'esplosivo diverso che era stato utilizzato. E lei ha spiegato questi tre tipi che si presentavano alla vista, anche, in maniera diversa, no? Il Dash, quest'esplosivo grigio e questa gelatina nel salsicciotto.
Dico questo: c'era stata qualche disposizione specifica a voi che eravate, per così dire, operativi, di utilizzare questo esplosivo diverso?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Da chi era provenuta questa disposizione?
IMPUTATO Grigoli: Da Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: Graviano...
PUBBLICO MINISTERO: Lei...
IMPUTATO Grigoli: ... aveva dato questa disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Per l'appunto, ora, volevo che lei spiegasse un attimino com'è che Graviano vi aveva fatto sapere questa disposizione.
IMPUTATO Grigoli: Adesso non ricordo se fu durante un appuntamento che ebbimo, che partecipai anch'io, o mi fu riferito da un altro componente del gruppo. Ma sicuramente dal Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Seconda puntualizzazione.
Lei, poco fa, ha detto: bisognava che questo attentato a Contorno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... non fosse ricondotto a...
IMPUTATO Grigoli: Questo ne sono sicuro e certo che ci fu quest'affermazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi un pochini meglio questa affermazione, la circostanzi un pochino.
IMPUTATO Grigoli: Perché non si doveva fare pensare agli inquirenti che era lo stesso...
PRESIDENTE: La stessa mano.
IMPUTATO Grigoli: ... la stessa mano, la stessa organizzazione.
Perché a chi è che può interessare Contorno? Sicuramente Cosa Nostra. Allora, dato che a Cosa Nostra interessa Contorno, è stata Cosa Nostra a effettuare le stragi, se l'esplosivo è uguale.
Era evidente che nell'uccidere Contorno era stata Cosa Nostra, quindi se l'esplosivo è uguale per Contorno ed è uguale per Roma, Firenze e Milano, di conseguenza è stata Cosa Nostra a fare anche le altre...
Quindi, per questa cosa non si doveva utilizzare lo stesso esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, lei ha usato, a proposito di questa spiegazione che lei ha dato delle motivazioni, ha usato, dice: 'di questo ne sono sicurissimo'.
Ecco, vorrei un pochino che lei spiegasse questa sua affermazione.
Questa sicurezza: da cosa? Ci furono delle discussioni specifiche in proposito?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Se uno del gruppo, più di uno, dice: 'dobbiamo usare questo esplosivo perché... per questa cosa', non è perché se l'è sognato la notte. Gliel'hanno imposta, gliel'hanno detta.
PUBBLICO MINISTERO: E la ragione?
IMPUTATO Grigoli: Non è che facevamo le cose di testa nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Punto secondo: questo diverso esplosivo, siccome finora abbiamo parlato di esplosivo in pietra...
IMPUTATO Grigoli: Difatti, mi scusi...
PRESIDENTE: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Difatti, lì a Roma era rimasto l'esplosivo dello Stadio. Potevamo utilizzare quello. Non si è utilizzato perché, poi, ebbimo bisogno dell'altro esplosivo, quando rifacemmo l'attentato a Totuccio Contorno.
Perché la gelatina non la usammo più.
Si era discusso, 'andiamo, mettiamo adesso, questa volta, il detonatore nel Dash', perché sappiamo che il Dash, anche se non avevamo fatto atti delittuosi con il Dash, per lo meno lo avevamo provato e quindi eravamo sicuri che questo fosse un esplosivo che dava dei risultati. Era buono, in sostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Allora, Grigoli, siccome vorrei ripercorrere un pochino le sue affermazioni per dare delle notizie, per acquisire delle informazioni in dettaglio. Allora, abbiamo detto della disposizione dell'esplosivo diverso.
Punto secondo: questo esplosivo se lo ricorda dov'è che venne attrezzato, dove venne confezionato?
IMPUTATO Grigoli: Nello stesso capannone di Corso dei Mille Guarnaschelli.
PUBBLICO MINISTERO: Quello delle sigarette?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto: quello in pietra lo procurava Lo Nigro, lo portava Lo Nigro con le api.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo esplosivo, questo che lei ha chiamato Dash, quello in polvere...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... sa da dove proveniva, chi lo aveva fornito, chi lo aveva procurato?
IMPUTATO Grigoli: Io avevo capito che ce lo forniva un'altra famiglia mafiosa.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Non so quale. Ma veniva da altri esponenti di Cosa Nostra.
Perché da quello che capivo io, per quanto riguardava quello in pietra, c'era una via, una strada che il mandamento di Brancaccio aveva questa via.
Capisce quello che voglio dire?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Invece, per quanto riguardava il Dash, erano altre famiglie mafiose, che avevano la possibilità di avere questo tipo di materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lì, nel magazzino di Corso dei Mille Guarnaschelli, chi l'aveva portato questo esplosivo diverso per Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo chi ce lo fece avere. Comunque il Lo Nigro, forse, lo andò a prendere.
PUBBLICO MINISTERO: Lei partecipò al confezionamento di questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E come venne confezionato?
IMPUTATO Grigoli: Nella stessa maniera.
PUBBLICO MINISTERO: Nella stessa maniera di quello in pietra?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma questo esplosivo, questo di cui ha parlato, andava macinato come quell'altro, oppure era già pronto per l'uso, diciamo?
IMPUTATO Grigoli: No, a noi arrivava già macinato.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi facevate solo le confezioni con le corde, eccetera.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come si presentava? Ecco, ce lo vuol descrivere un pochino?
IMPUTATO Grigoli: Questo...
PUBBLICO MINISTERO: Questo esplosivo...
IMPUTATO Grigoli: Questo Dash?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: In polvere tipo... però non polvere fine, più granulosa, come quello del Dash.
PUBBLICO MINISTERO: Come il detersivo.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Tipo come il detersivo. Per questo si era dato il nome di Dash, perché sembrava Dash. Anzi, addirittura credo che in un fustino c'era celato questo detersivo.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivava dentro questi fustini di...
IMPUTATO Grigoli: No, in un fustino... ci fu dell'esplosivo che arrivò in un fustino di questi.
PUBBLICO MINISTERO: In un fustino.
IMPUTATO Grigoli: Altro nei sacchi.
PUBBLICO MINISTERO: Dello stesso tipo, Dash, o di quell'altro?
IMPUTATO Grigoli: Sì, dello stesso tipo.
PUBBLICO MINISTERO: Dello stesso tipo.
Quindi, una parte in questo fustino, una parte in sacchi.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e quell'altro? Quello in polvere, quello che lei ha detto, mi pare, tipo polvere da sparo com'era arrivato?
IMPUTATO Grigoli: In sacchetti di spazzatura, credo che arrivò.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e i famosi salsicciotti chi li aveva procurati?
IMPUTATO Grigoli: Ma, vede, poi ci furono dei commenti, quando tornammo a Palermo, sul fatto perché l'esplosivo non esplose.
Io, se non ricordo male, parlai col Nino Mangano e, appunto se non ricordo male, mi fece capire, ebbe a dirmi che veniva dalle parti di Brusca, questa gelatina.
PUBBLICO MINISTERO: Quella che non aveva funzionato, tanto per intendersi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Punto secondo. Lei ha detto che vennero fatti... c'erano tre confezioni - e poi venne fatto un pacco unico, lì, per l'attentato.
Chi lo portò da Palermo al luogo dell'attentato stesso a Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Quale, scusi?
PUBBLICO MINISTERO: L'esplosivo di cui stiamo parlando, le dico, chi lo ha trasportato a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Da Palermo a Roma?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: Il Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Il Carra. Lei quando prima, stamani diciamo, parlava della vicenda dello Stadio, ha fatto riferimento anche a delle armi.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha detto: 'sono sicuro che quello che ho caricato sul camion del Carra è quello di Contorno, perché c'erano anche queste armi'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' giusto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare un pochino meglio come andò questo carico di esplosivo e armi da Palermo?
IMPUTATO Grigoli: Nella maniera che ho detto poco fa. Si è alzato il ribaltabile, caricammo l'esplosivo e borse di armi, contenenti anche dei kalashnikov, e si è celato in questa maniera.
PUBBLICO MINISTERO: E questo carico dove avvenne: lì nel magazzino?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda se c'era qualcun altro, oltre a lei? Lei c'era sicuramente.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi c'era Carra, perché portava il camion. C'era qualcun altro in questa occasione?
IMPUTATO Grigoli: Sì, credo che ci aiutò pure lo Spatuzza in questa...
PUBBLICO MINISTERO: In questa fase di carico.
IMPUTATO Grigoli: ... in questa fase di carico, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi come avvennero gli spostamenti, diciamo, del gruppo, delle persone che lei ha fatto riferimento come presenti nella villetta di Capena?
Ecco, ci vuol dire con quali mezzi vi siete spostati da Palermo, come avvenne questo trasferimento a Roma?
IMPUTATO Grigoli: Io, se non ricordo male, credo di nuovo in treno. Sì, in treno.
PUBBLICO MINISTERO: Chi partiste in treno?
IMPUTATO Grigoli: Ma, vede, in treno partimmo un po' tutti. Forse Giacalone era andato in aereo; non mi ricordo lui come andò.
Mi ricordo sicuramente: io, Benigno, Giuliano e Lo Nigro partimmo in treno.
PUBBLICO MINISTERO: Giacalone in aereo, lei ha detto, forse.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Forse in aereo.
IMPUTATO Grigoli: Sì, forse. Non ricordo, comunque, che lui fu con noi in treno. O in aero o traghettò, si imbarcò.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a proposito di questi spostamenti in aereo, in treno... mi scusi, in aereo e via nave, eccetera, lo sa se veniva dato il proprio nome, oppure se veniva dato un nome diverso?
IMPUTATO Grigoli: No, si era soliti a dare dei nomi verosimili.
PUBBLICO MINISTERO: Verosimili che significa?
(voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Simili o verosimili?
IMPUTATO Grigoli: Cioè, inverosimili.
PUBBLICO MINISTERO: Simili.
IMPUTATO Grigoli: Simili, in sostanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Tipo: Giacalò, anziché di Giacalone, per darle un esempio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, un nome che suonava come quello vero.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Ecco, questo era quello che lei sapeva che veniva fatto in genere.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nel caso specifico sa qualcosa?
IMPUTATO Grigoli: Non lo so se Giacalone ebbe cura di fare questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi lei ha detto, allora, questi quattro...
IMPUTATO Grigoli: O per lo meno non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
E Giacalone non sa come si spostò: forse in aereo o in nave.
Lei, Lo Nigro, Giuliano e Benigno, ha detto, quasi tutti in treno; tutti in treno. Questo è il suo ricordo.
Com'è che vi ricompattaste a Roma? Come andaste, com'è che faceste a raggiungere questo famoso villino di Capena?
IMPUTATO Grigoli: Mah, ci venne a prendere lo Scarano alla stazione.
PUBBLICO MINISTERO: E arrivaste?
IMPUTATO Grigoli: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Dico: e dove arrivaste? Ci descriva un pochino dove si trovava questo villino. Lei ha fatto riferimento a una città: Capena.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci vuol descrivere un...
IMPUTATO Grigoli: Era un villino isolato, non è che c'era altre abitazioni vicino, o per lo meno così vicino da poterci notare più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Com'era fatto? Come si entrava, chi c'era...
IMPUTATO Grigoli: C'era una strada non asfaltata, una specie di trazzera, che si saliva; c'era una salita dove poi si arrivava a questo villino.
C'era un cancello in ferro, però chiuso, non visibile. Si entrava in questo cancello, c'era uno spiazzo dove c'era anche una pensilina per poter mettere la macchina al fresco, ecco. Dopo, c'era il pianterreno e il primo piano, di questa casa.
Mi ricordo che il pianterreno era un grosso salone, un bagno e un magazzino dove c'era delle attrezzature del proprietario, tipo c'era la macchinetta per rasare l'erba, il prato inglese; un tavolo da ping-pong smontato, e varie attrezzature.
PUBBLICO MINISTERO: In questo salone si ricorda qualcos'altro?
IMPUTATO Grigoli: C'era un camino, un tavolo in legno, lungo; e poi c'era la scala che portava nei piani superiori, al piano superiore.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha fatto riferimento a un giardino con un prato inglese...
IMPUTATO Grigoli: Sì, poi, chiaramente, nel lato opposto c'era una porta dove si usciva fuori e c'era questo prato inglese; mi ricordo un albero. Non ricordo se era un forno, un barbecue, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei, poco fa, ha detto: 'c'era un casottino, fuori'.
IMPUTATO Grigoli: Sì, un casottino dove ci metteva la legna. Se sopra c'era il forno, non mi ricordo; un barbecue, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: E durante questa permanenza in questo villino, punto primo: quanto tempo siete rimasti?
IMPUTATO Grigoli: Parecchio, più di quindici giorni, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Più di quindici giorni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in occasione di questa permanenza in questo villino di Capena, c'era qualcuno di voi che aveva dei telefoni cellulari?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi?
IMPUTATO Grigoli: Giacalone, sicuramente; Lo Nigro. Non mi ricordo del Benigno, se lo aveva.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ce l'aveva, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è capitato che lei abbia chiamato casa sua con qualcuno dei telefoni di queste persone?
IMPUTATO Grigoli: Non era nei programmi di chiamare casa e neanche nelle mie intenzioni, ma erano passati già all'incirca quindici giorni e ho chiamato casa.
PUBBLICO MINISTERO: Utilizzando, se lo ricorda, quale cellulare?
IMPUTATO Grigoli: Quello di Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha detto: Carra prese armi e esplosivo laggiù a Palermo, nel famoso Corso dei Mille Guarnaschelli.
Abbiamo detto di questi tre involucri. Se lo ricorda che peso complessivo potevano avere?
IMPUTATO Grigoli: Mah, all'incirca poteva variare 50-60 chili; 65-55.
Una persona non era in grado di alzare una forma di...
PUBBLICO MINISTERO: C'era bisogno di essere in due?
IMPUTATO Grigoli: Sì, per lo meno.
PUBBLICO MINISTERO: In questa villetta che lei ha descritto abbastanza, durante la sua permanenza, ha avuto modo, poi, di vedere anche Carra, in questa villetta? Ci ha dormito anche Carra lì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quando portò armi e esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, lui venne e portò armi e esplosivo, che noi scaricammo più avanti della villetta, al buio. Perché qui non è, le ho detto, non è che è una zona tanto abitata; è una zona credo di villeggiatura, questa qui.
Quindi, in questa occasione io lo vidi lì. Poi ci fu un'altra occasione, se non sbaglio, che lui risalì per risalire altro esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Dopo che era fallito il primo attentato.
IMPUTATO Grigoli: Sì, dopo che era fallito il primo attentato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Ora, questo secondo viaggio, poi, caso mai ci arriverei fra un attimo.
Ecco, quindi Carra, in occasione di questo primo viaggio - chiamiamolo di armi e esplosivo - si trattenne lì con voi nella villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ricordo che giocammo anche a carte.
PUBBLICO MINISTERO: Si trattenne qualche giorno? Se lo ricorda, insomma, no?
IMPUTATO Grigoli: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Quanto durò questa permanenza?
IMPUTATO Grigoli: Credo che una notte dormì, lui, lì. Sì, credo di sì. Credo due giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda due giorni.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A proposito di quello che lei ha visto nella villetta, lei ci ha detto: il giardino, l'albero, il casotto; ci ha parlato anche di questa famosa pensilina che c'era all'ingresso; dice: 'dove ci mettevano le macchine al fresco'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchine vide in questa villetta?
IMPUTATO Grigoli: Io mi ricordo bene di questa pensilina, perché c'era una macchina di provenienza furtiva, che noi ci premurammo di mettere, appunto, sotto questa pensilina per evitare che qualche elicottero potesse notare il numero di targa, qualcosa, e quindi, di conseguenza...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchina era?
IMPUTATO Grigoli: Ricordo di una FIAT Uno scura.
PUBBLICO MINISTERO: Ed era rubata questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: Sì, seppi di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa chi l'aveva rubata?
IMPUTATO Grigoli: No, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Sa che fine ha fatto questa macchina?
IMPUTATO Grigoli: Che fine? No, perché credo che rimase lì. Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
Senta, poi lei ha detto: utilizzaste una jeep di Scarano, una jeep bianca.
IMPUTATO Grigoli: Sì, la maggior parte delle volte, per trasportare l'esplosivo, utilizzavamo la jeep; anzi, in tutte le occasioni utilizzammo la jeep.
Ci alternavamo, invece, quando facevamo, quando andavamo a vedere se vedevamo il Contorno con un'altra FIAT Uno - con, una volta la jeep, una volta la FIAT Uno, addirittura una volta una Regata, ebbe a portarci lo Scarano - per evitarci che questa macchina si vedesse più di tanto nel paese. Quindi, lo stesso qualche parente del Contorno poteva insospettirsi, perché lì c'era il suocero, aveva i figli, il figlio, il fratello, la moglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora ci arriviamo un attimo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... a casa di Contorno, diciamo.
Vorrei rimanere sulle macchine, un attimo.
Questa FIAT Uno rubata, che stava sotto la pensilina, si ricorda se ha avuto un qualche impiego? L'avete utilizzata, ecco, voglio dire.
IMPUTATO Grigoli: Non mi ricordo se fu utilizzata quando trasportammo l'esplosivo, cioè come macchina di copertura. Non mi ricordo di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, può darsi che venne utilizzata per trasportare...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... questo esplosivo.
IMPUTATO Grigoli: La jeep sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per trasportare esplosivo, lei a cosa si intende? Quando fallì il primo attentato, o quando scaricaste lì con Carra il primo?
IMPUTATO Grigoli: No, il trasportare...
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito cosa voglio dire?
IMPUTATO Grigoli: ... l'esplosivo per posizionarlo. Per posizionarlo.
PUBBLICO MINISTERO: Nel punto dove...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... era esploso.
IMPUTATO Grigoli: No, l'esplosivo fu trasportato dal Carra fino a Capena.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Siccome poco fa...
IMPUTATO Grigoli: Poi...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi Grigoli...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome poco fa lei ha detto: il Carra col camion non arrivò fino al villino, avvenne di buio, lì vicino, questo... Ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì, già cominciando da lì...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Da quando Carra portò l'esplosivo in quella prima volta, poi come venne portato l'esplosivo, lì al villino?
IMPUTATO Grigoli: Lei dice, quindi, proprio la prima volta in assoluto.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, quando arrivò a Capena, ecco, col camion.
IMPUTATO Grigoli: Non lo so se... Non lo so, non mi ricordo. Forse la stessa jeep.
PUBBLICO MINISTERO: La jeep...
IMPUTATO Grigoli: O magari questa FIAT Uno, non mi ricordo, non so essere preciso su questa cosa.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, benissimo. Infatti... Io ho cercato di spingermi fin dove arrivavano i suoi ricordi.
Quindi, come macchine lei ha detto: la jeep, la Uno, questa rubata; poi ha detto venne utilizzata anche questa Regata di Scarano...
IMPUTATO Grigoli: E di un'altra Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Un'altra FIAT Uno.
IMPUTATO Grigoli: Sì. Di colore bianco, che era sempre... aveva sempre la disponibilità lo Scarano, di questa Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non l'ha mai saputo di chi era questa seconda FIAT Uno bianca.
IMPUTATO Grigoli: No. Addirittura, questa Uno, poi, fu comprata da Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Questa Uno bianca venne, poi, comprata da Giacalone?
IMPUTATO Grigoli: Sì, se non erro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, veniamo ora... Lei ha detto: ci trattenemmo a Roma per un lungo periodo, una quindicina di giorni.
Vediamo questi famosi pedinamenti. Ma prima di arrivare ai pedinamenti, bisogna che le chieda una cosa: come avevate avuto notizia che in zona ci stava Contorno? Le fu detto?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: Fu lo Scarano che fece sapere che Contorno era a Roma. E lui lo venne a sapere perché lui era solito trafficare negli stupefacenti.
PUBBLICO MINISTERO: Lui, mi scusi, chi?
IMPUTATO Grigoli: Lo Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
IMPUTATO Grigoli: E con uno di questi che lui aveva questi traffici, l'aveva informato che era solito trafficare con Contorno, anche.
PUBBLICO MINISTERO: E quest'altra persona sa chi era, le venne detto che cosa faceva?
IMPUTATO Grigoli: Sì, si parlava di un costruttore che noi poi localizzammo, questo costruttore, che abitava nella stessa stradina dove abitava il Contorno, più avanti dal villino di Contorno.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda che macchina aveva questa persona?
IMPUTATO Grigoli: No, ma era una macchina... una buona macchina. Se non ricordo male ci fu un particolare, di questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
IMPUTATO Grigoli: Non vorrei dire una fesseria.
PUBBLICO MINISTERO: Dica, dica quello che...
IMPUTATO Grigoli: Non lo so se era un Ferrari, non lo so; non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque ricorda una macchina buona.
IMPUTATO Grigoli: Una macchina buona.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ecco, ci spiega un attimino, allora, come avvenivano questi avvistamenti, questi pedinamenti di Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Ma, vede, prima partì lo Spatuzza per effettuare questi avvistamenti. Perché, vede, lui, essendo persona che abitava da piccolo proprio quasi porta a porta col Contorno, lui conosceva un po' tutti i familiari del Contorno: la moglie, il figlio, il suocero. Quindi, di conseguenza, lui era l'ideale nel fare questi avvistamenti. E partì lui, dopo che lo Scarano fece sapere questa cosa.
Lui, effettivamente, poi, venne a dire che vide il suocero, vide la moglie: la moglie col Golf, il suocero con la 127.
Quindi, questi avvistamenti li venne a fare lui.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, mi è sfuggito, non so se lei l'ha detto, comunque caso mai glielo richiedo: Scarano come aveva fatto a fare avere questa notizia?
IMPUTATO Grigoli: Ma a quel che ho capito io, Scarano aveva dei contatti con delle persone di Castelvetrano. Adesso non so, però la storia: come mai avesse questi contatti con queste persone.
PUBBLICO MINISTERO: Chi erano queste persone?
IMPUTATO Grigoli: Erano persone vicine a Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah...
IMPUTATO Grigoli: Difatti lui era in possesso di un villino a Triscina.
PUBBLICO MINISTERO: Lui Scarano?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo, lei l'aveva sentito dire dagli altri?
IMPUTATO Grigoli: Che aveva il villino a Triscina?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
IMPUTATO Grigoli: No, addirittura, siccome una volta noi mangiammo assieme - io con la mia famiglia, Giacalone con la sua, perché Giacalone aveva un villino a Tre Fontane, che è nelle vicinanze di Triscina - lui ebbe a dirmi direttamente di questo villino... Anzi, in quella occasione lui fece una scappatina in questo villino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi...
IMPUTATO Grigoli: A Triscina.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi le risultava personalmente.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei sapeva chi erano le persone di Castelvetrano in contatto con Scarano?
IMPUTATO Grigoli: No. Il contatto diretto non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: O indiretto, se le risulta.
IMPUTATO Grigoli: Indiretto: Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'erano rapporti fra Scarano e Matteo Messina Denaro a lei gliel'aveva detto qualcuno? L'aveva saputo in qualche maniera?
IMPUTATO Grigoli: No, parlando con Matteo... Adesso i particolari non me li ricordo, però con Matteo, Matteo mi aveva detto, mi aveva fatto capire che si conoscevano, che avevano avuto contatti.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, appunto. Io volevo sapere...
IMPUTATO Grigoli: Io non posso ricordare i vari particolari...
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
IMPUTATO Grigoli: ... le varie parole dette.
PUBBLICO MINISTERO: No, ma non le ho chiesto questo. A me mi interessava sapere se le risultava che Scarano aveva rapporti con Matteo Messina Denaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A quanto capisco, gliel'aveva detto a lei lo stesso Matteo Messina Denaro.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, allora, veniamo ora a questi avvistamenti, chiamiamoli, di Contorno.
Lei ha detto: per primo ci fu Spatuzza - capisco bene? - che venne mandato, per così dire, in avanscoperta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E aveva visto Contorno, aveva visto il suocero, con la 127, la moglie con la Golf.
Le chiedo: quando lei si trasferì nel famoso villino e inizia questa attività, ebbe modo, lei, di vederlo personalmente, direttamente, Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Che macchina aveva, dove stava?
IMPUTATO Grigoli: Sì. Il Contorno, un paio di volte.
PUBBLICO MINISTERO: Una macchina ce l'ha detta: era quella, appunto, amaranto.
IMPUTATO Grigoli: Tutte e due le volte con la Punto amaranto lo avvistai io.
PUBBLICO MINISTERO: Ha visto dove abitava Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può descrivere questo luogo?
IMPUTATO Grigoli: Era una stradina, credo, non asfaltata. Il villino era sul lato sinistro, comunque era tutto, come si dice?, non c'era il modo di guardare tanto all'interno; si poteva vedere poca cosa, com'era fatto questo villino all'interno.
Mi ricordo, all'esterno forse c'era... il perimetro era fatto di un muro con mattoni gialli, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se c'era, come si accedeva, se c'era...
IMPUTATO Grigoli: C'era un lampioncino giallo, come se si aprisse il portone col telecomando.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè quella specie di allarme, lei vuol dire.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sul cancello.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se lo ricorda com'era questo cancello?
IMPUTATO Grigoli: In ferro.
PUBBLICO MINISTERO: Com'era fatto non se lo ricorda.
IMPUTATO Grigoli: No, era... non si vedeva tanto l'interno, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire: era tutto unico, un pezzo unico, oppure era a sbarre? In che altra maniera?
IMPUTATO Grigoli: Forse pezzo unico. Perché c'erano dei punti dove si vedeva il villino e dei punti non.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè...
IMPUTATO Grigoli: Adesso non ricordo se si vedeva... Perché nel muro c'erano delle specie di finestre, nel muro perimetrale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, si poteva veder dentro?
IMPUTATO Grigoli: Sì. L'interno non tanto bene.
PUBBLICO MINISTERO: Delle aperture, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando lei ebbe modo di guardar dentro, si ricorda se vide qualche macchina in particolare?
IMPUTATO Grigoli: Sì, si potevano notare delle macchine. Una volta vidimo una Polo, pure.
PUBBLICO MINISTERO: Una Polo.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda di che colore era questa Polo?
IMPUTATO Grigoli: Grigio topo, qualcosa del genere.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi come macchine, lei, complessivamente - fra quelle che ha visto e quelle che ha sentito da Spatuzza - se le possiamo riassumere, erano: una Golf della moglie, ho capito bene?
IMPUTATO Grigoli: Sì, la Golf la guidava la moglie. La 127 se non erro...
PUBBLICO MINISTERO: Del suocero.
IMPUTATO Grigoli: Carta da zucchero, venne a dire lui, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: Poi?
IMPUTATO Grigoli: Era del suocero. La Golf, se non erro, grigia e la Punto la vidi io...
PUBBLICO MINISTERO: La Punto amaranto?
IMPUTATO Grigoli: Amaranto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi questa Polo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, questa Polo posteggiata all'interno, che poi si pensò d'essere del figlio.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai pensaste che era del figlio?
IMPUTATO Grigoli: Perché una volta che il suocero aveva la 127 e la moglie l'avevamo vista con la Golf...
PUBBLICO MINISTERO: Per esclusione, diciamo.
IMPUTATO Grigoli: Per esclusione, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Fu una vostra deduzione, che questa Polo era del figlio.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Quindi, durante questa prolungata permanenza, lei eseguì questi pedinamenti, andò lì nella villetta eccetera. E lei ha detto: 'fino a quando abbiamo compiuto il primo tentativo'.
E lei ci ha spiegato che era vicino casa, c'era la curva dove venne...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... collocato questo ordigno.
Lei poco fa l'ha detto, casomai glielo richiedo: come venne portato l'esplosivo lì, in occasione del primo tentativo?
IMPUTATO Grigoli: Dentro la jeep.
PUBBLICO MINISTERO: Dentro la jeep. Benissimo.
Senta, questo tentativo quando venne eseguito, nell'arco della giornata: di mattina, di sera, di pomeriggio?
IMPUTATO Grigoli: No, collocammo, noi, l'esplosivo di sera per operare l'indomani mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quando ci fu il famoso botto del detonatore e quindi lei ha detto: 'il compito mio e di Giacalone era quello di dare la battuta'.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Come venne data questa battuta?
IMPUTATO Grigoli: Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
IMPUTATO Grigoli: Un minuto, perché forse di mattina presto lo collocammo e lo togliemmo di sera. Forse di mattina presto lo collocammo...
PUBBLICO MINISTERO: Io ho bisogno di capire...
IMPUTATO Grigoli: ... l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: ... di capire a parte il momento in cui venne collocato, il momento in cui ci fu la famosa battuta.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quando doveva eseguire l'attentato. Era di giorno, di sera?
IMPUTATO Grigoli: Di mattina.
PUBBLICO MINISTERO: Di mattina. Si ricorda verso che ora?
IMPUTATO Grigoli: L'otto e mezzo, nove.
PUBBLICO MINISTERO: Tra le otto e mezza e le nove di mattina.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa battuta, nel punto di osservazione vostro, come venne data a chi doveva pigiare il telecomando?
IMPUTATO Grigoli: Per via telefonino... del telefonino.
PUBBLICO MINISTERO: Col telefonino.
Quale telefonino venne utilizzato per chiamare?
IMPUTATO Grigoli: Per chiamare, Giacalone Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: E riceveva?
IMPUTATO Grigoli: O Lo Nigro o Benigno, adesso non mi ricordo. Erano loro in posizione di...
PUBBLICO MINISTERO: Di operare.
IMPUTATO Grigoli: ... di operare. Quindi uno dei due, adesso non mi ricordo quale dei due.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
IMPUTATO Grigoli: Ma fu... noi pigiammo i numeri del telefonino per essere pronto nel momento in cui passava il Contorno, non è che andavamo a fare i numeri; già erano sincronizzati, ecco adesso mi viene la parola.
Già il numero era sincronizzato nel telefonino.
PRESIDENTE: Era memorizzato.
IMPUTATO Grigoli: Ecco. Memorizzato. Bastava premere la memoria e già arrivava la telefonata, e chiaramente era il segnale che il Contorno era da lì a poco loro visivo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Altro particolare: ci fu una o più chiamate quando l'avvistaste?
IMPUTATO Grigoli: Mah, sicuramente più di una, perché per memorizzarlo si doveva per lo meno chiamare almeno una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Altro...
IMPUTATO Grigoli: Almeno, bisognava essere sicuri che dall'altro lato arrivava.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei vuol dire che ci furono due chiamate in successione una dopo l'altra?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una subito dopo l'altra?
IMPUTATO Grigoli: C'erano dei punti dove avevamo problemi di ombra, dov'è che il telefonino non è che pigliava tanto bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
IMPUTATO Grigoli: Però non eravamo preoccupati più di tanto, perché il posto operativo era buono; avevano il tempo di vedere spuntare la macchina e quindi di prepararsi. Già loro conoscevano che si trattava di una Punto amaranto, e quindi, di conseguenza, già erano pronti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e questi punti di osservazione se li ricorda dov'erano, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Mah, erano di fronte a dove era collocato l'esplosivo, perché mi si spiegò che per avere maggior possibilità di compiere l'operazione, bisogna essere disposti in una maniera che l'esplosivo sia visivo orizzontalmente.
Capisce quello che voglio dire?
In modo tale che quando passa la macchina è orizzontale all'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Orizzontale?
IMPUTATO Grigoli: Non in posizione verticale dov'è che si poteva sbagliare, la macchina poteva essere o più avanti o più indietro. Bisognava essere orizzontali.
PUBBLICO MINISTERO: In linea, vuole dire.
IMPUTATO Grigoli: In linea, ecco. Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: In linea sullo stesso piano, è questo che vuole dire.
IMPUTATO Grigoli: Sì, in linea allo stesso piano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: In modo tale che si centrava.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questi punti di osservazione dov'erano? C'era qualche punto di riferimento?
IMPUTATO Grigoli: Era una collinetta, se non erro, boscosa. Da questa collinetta dovevano operare.
Comunque, nei pressi di un cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: C'era un cimitero lì vicino?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e l'esplosivo dov'era stato collocato?
IMPUTATO Grigoli: C'era una cunetta che fiancheggiava la strada, il percorso, profonda circa un metro, un metro e qualcosa. Fu collocato in questa cunetta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e cosa accadde quando...
IMPUTATO Grigoli: Chiedo scusa. Io, se possibile...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
IMPUTATO Grigoli: ... purtroppo avrei bisogno di due minuti. Se è possibile.
PRESIDENTE: Sospendiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente...
PRESIDENTE: Purtroppo alle due dovremmo sospendere definitivamente.
PUBBLICO MINISTERO: Glielo vogliamo far presente a Grigoli, perché...
PRESIDENTE: Di più non può aspettare?
IMPUTATO Grigoli: Devo andare in bagno, questo è il problema.
PRESIDENTE: Sì, sì. Va bene. Sospendiamo cinque minuti.
IMPUTATO Grigoli: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Grigoli, ora mi pare che le ultime domande mie e le sue risposte erano focalizzate sul momento dell'avvistamento e sul momento in cui passa la famosa Punto amaranto.
E lei ci ha spiegato che c'era bisogno di questa visuale orizzontale; ci ha spiegato che cosa intendeva dire.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel momento in cui passa Contorno, cosa accade?
IMPUTATO Grigoli: Accade che...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: ... loro azionano il telecomando: esplode il detonatore, ma non esplode l'esplosivo.
PRESIDENTE: Ma lei ha sentito personalmente l'esplosione del detonatore?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PRESIDENTE: Sì?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei...
PRESIDENTE: A che distanza eravate?
IMPUTATO Grigoli: Mah, siccome noi eravamo messi dentro una traversa, abbiamo visto passare la Punto del Contorno, abbiamo dato la battuta e ci stavamo immettendo per andare per il lato opposto. Perché noi, la via di fuga, l'avevamo... avevamo deciso di fare il lato opposto: dovevamo attraversare un altro paesino per andare di nuovo a Capena. Perché? Perché nel momento in cui avveniva l'esplosione, non potevamo più passare da quel lato.
PRESIDENTE: Certo.
IMPUTATO Grigoli: Quindi la via di fuga ce la creammo dall'altro lato. Chiaramente, lei capirà...
PRESIDENTE: No, no, ma l'unica cosa era sapere a che distanza eravate dal luogo in cui...
IMPUTATO Grigoli: E le stavo dicendo proprio questo. C'era una traversina dove... non lo so, a circa 50 metri.
PRESIDENTE: E avete, e lei ha sentito...
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PRESIDENTE: ... il colpetto del...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: ... come uno sparo da arma da fuoco?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Grigoli, sul luogo, ecco, eravate in quattro?
IMPUTATO Grigoli: Eravamo...
PUBBLICO MINISTERO: Eravate lei e Giacalone, poi dall'altra parte c'erano Lo Nigro e Benigno...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e lei ha detto e Giuliano aveva fatto strada. Quindi in cinque. Aveva battuto la strada.
IMPUTATO Grigoli: Giuliano più avanti, c'era una piazzuola e qui dovevamo fare... uno doveva salire con Giuliano, credo.
Ah, ecco, a che cosa serviva la macchina rubata. Ecco, adesso sto focalizzando a che serviva la macchina rubata. La macchina rubata serviva proprio per questa cosa: loro erano con la FIAT Uno lì sopra, Lo Nigro e Benigno. Dopo che azionavano il telecomando, andavano via con la macchina rubata. In quella sosta che le dicevo io, attendeva Giuliano per caricare loro e si doveva dar fuoco a questa FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi la macchina serviva per scappare, diciamo, dal luogo dell'attentato?
IMPUTATO Grigoli: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi c'era Giuliano alla guida e Benigno e Lo Nigro che avevano operato col telecomando.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei e Giacalone con che macchina eravate arrivati lì nella traversina come punto di avvistamento di Contorno?
IMPUTATO Grigoli: Con quella FIAT Uno bianca che le avevo detto prima, dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, come avete fatto poi a... lei ha sentito il botto, vi siete ritrovati subito dopo, ecco, che cosa è successo?
IMPUTATO Grigoli: Sì, arrivammo nei pressi... perché noi ci dovevamo anche affrettare a spostarci perché la devastazione è enorme. Non è che potevamo stare più di tanto lì vicini.
Quindi già ci eravamo immessi per andare via. Io ero girato e seguivo la macchina del Contorno che arrivava sul punto...
PRESIDENTE: Prestabilito.
IMPUTATO Grigoli: ... prestabilito. E vidi che quando ci fu lo scoppio del detonatore, Contorno ebbe come a girarsi, che lui aveva sentito un qualcosa. Non so se lui avrà capito, cioè se lui avrà capito che cosa fosse questo rumore.
Siccome lui non vide nulla, perché non c'era nulla, non è che... non si sarà preoccupato più di tanto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stava spiegando che cosa avete fatto, una volta che esplose...
IMPUTATO Grigoli: Sì, noi eravamo... quindi noi andammo via, arrivammo sulla zona dove c'era il Giuliano. E lì ci fermammo e commentammo il fatto: 'ma guarda che forse non è esploso, sicuramente'. 'Come non è esploso?'. 'Eh, non è esploso'.
Da lì poi arrivarono loro e andammo tutti via. Compreso la macchina rubata, se non erro.
PUBBLICO MINISTERO: E faceste rientro subito alla villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le chiedo: quando ci fu questo tentativo, diciamo andato a vuoto, andato a male, Carra era sempre lì con voi nella villetta?
IMPUTATO Grigoli: Subito dopo il tentativo?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nella serata, in quell'arco di tempo...
IMPUTATO Grigoli: No, dopo ritornò il Carra, perché poi che ci fu? Ci fu bisogno di altri detonatori, perché quello lì non era più utilizzabile perché era esploso. E si mandò il Giuliano a prendere i detonatori a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, mi scusi, Grigoli.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi questo...
IMPUTATO Grigoli: Sto arrivando al fatto che poi lui gli comunicò il fatto di salire altro esplosivo. E risalì col Carra.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Carra quindi è tornato un'altra volta.
IMPUTATO Grigoli: Dopo. Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però io, se lei se lo ricorda, ecco, volevo capire se una volta il Carra aveva portato il primo esplosivo...
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel momento in cui c'era stato questo primo tentativo, mi segue Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Carra era ancora per Capena, lì nel villino, ecco? Se lei se lo ricorda.
IMPUTATO Grigoli: No, non lo ricordo che lui...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi poteva essere...
IMPUTATO Grigoli: Che poi lui ci ritornò, sì, sicuramente.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un fatto che è sicuro.
IMPUTATO Grigoli: Se lui era ancora lì, questo non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, siccome lei ha detto che s'era trattenuto almeno due giorni, Carra.
IMPUTATO Grigoli: Sì, questo forse fu quando risalì. Adesso posso pure fare confusione.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
IMPUTATO Grigoli: Sta di fatto che io mi ricordo che lui stette due giorni; non so collegare il periodo magari, ma lui due dei giorni stette, perché giocammo a carte; mi ricordo di questa storia.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Senta, l'esplosivo che era rimasto lì nella famosa cunetta, che fine ha fatto? Come avete fatto?
IMPUTATO Grigoli: L'esplosivo, poi, perché non sapevamo, noi, se il Contorno aveva capito, se andavano le Forze dell'Ordine a controllare la zona; non sapevamo il Contorno se aveva realmente capito quello che era successo.
Poi si andò a visionare che tutto era a posto - cosa che fu perché non c'era nessuno che poteva, cioè, nessuno che aveva capito la cosa - e la sera andammo a riprenderci l'esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Come andaste e chi ci andaste, Grigoli?
IMPUTATO Grigoli: Ci andammo tutti: io, Giuliano, Lo Nigro, Giacalone, Benigno.
PUBBLICO MINISTERO: Come venne ripreso, diciamo, dalla cunetta l'esplosivo? Con quale macchina ci andaste?
IMPUTATO Grigoli: Con la jeep e la FIAT Uno.
PUBBLICO MINISTERO: Quella rubata? La FIAT Uno rubata o quella buona?
IMPUTATO Grigoli: No, no, quella bianca, quella...
PUBBLICO MINISTERO: Quella bianca.
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quest'esplosivo l'avete riportato nella villetta?
IMPUTATO Grigoli: Sì, ricordo un particolare: posteggiammo noi la jeep proprio a fianco a dov'era collocato l'esplosivo. E, nel momento in cui ci stavamo accingendo a caricare l'esplosivo, abbiamo visto le luci di una macchina che si stava avvicinando.
Quindi facemmo finta un po' che stavamo facendo... non so come dire, stavamo facendo un bisogno, qualcosa di... capito quello che voglio dire? Tipo, ci eravamo fermati per fare questa cosa.
E questa macchina invece si fermò letteralmente, e ci guardò un pochettino come dire: ma questi qui che stanno facendo? Cosa che noi ci preoccupammo, perché li avevamo scambiato quasi per qualcuno delle Forze dell'Ordine in borghese.
Invece poi andò via 'sta macchina qui.
Caricammo l'esplosivo e andammo via.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, può ripetere l'ultima frase? Mi è sfuggita?
IMPUTATO Grigoli: Caricammo l'esplosivo e andammo via.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi "via" intende alla villetta?
IMPUTATO Grigoli: Andammo nella villetta, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lo riportaste lì l'esplosivo.
IMPUTATO Grigoli: Sì, nella villetta.
PUBBLICO MINISTERO: Dove venne messo questo esplosivo?
IMPUTATO Grigoli: Esplosivo innanzitutto venne sconfezionato, perché erano tre i tipi di esplosivi. Però la confezione era unica.
PRESIDENTE: Quindi avete separato i tre componenti.
IMPUTATO Grigoli: Sì, abbiamo separato i tre componenti.
PUBBLICO MINISTERO: E quest'operazione dove venne fatta: fuori, all'aperto, o dentro?
IMPUTATO Grigoli: No, dentro casa, dentro la villetta.
PUBBLICO MINISTERO: In quale delle stanze della villetta, se lo ricorda?
IMPUTATO Grigoli: Nel salone.
PUBBLICO MINISTERO: Quella dove c'era il camino?
IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e poi cosa decideste, che cosa vi siete detti?
IMPUTATO Grigoli: Innanzitutto ci siamo premurati anche di vedere se il Contorno si era insospettito da quel rumore che aveva sentito. Quindi... Già comunque, nel frattempo, si era mandato giù Giuliano a prendere gli altri detonatori e dell'altro esplosivo. Perché una volta che la gelatina non esplose, si scartò; quindi dovevamo aggiungere dell'altro esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: E c'era bisogno di un nuovo aggiustamento di questo materiale?
*IMPUTATO Grigoli: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, siccome ora il tema è nuovo e piuttosto... mi piacerebbe affrontarlo ex novo.
PRESIDENTE: Va benissimo. Riprendiamo domani mattina alle ore 9.00.
Pregherei tutti di una certa puntualità, per non perdere tempo come questa mattina.
Arrivederci a domani.
Traduzione degli imputati detenuti.