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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella è presente?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi. Avvocato, oggi lei...
AVVOCATO Pepi: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, Di Paola, Falciani. C'è l'avvocato... Lo sostituisce lei avvocato?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Sì.
Calabrò Gioacchino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e Rocchi. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai e Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani. Sostituiti dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Pietro Mignati Paoli. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi e Gennai, sostituiti dall'avvocato Falciani. E in sostituzione dall'avvocato Batacchi.
Frabetti Aldo: rinunciante? Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, Florio, Bennati. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo e Gramigni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone e Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e Fragalà. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Mangano Antonino. Mangano è presente?
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Grazie.
Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
IMPUTATO Tutino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina e Gramigni. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Allora, l'esaminato è presente. Il Pubblico Ministero può porre le ultime domande che si era riservato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sono alcune cose - Romeo buongiorno - che le devo chiedere ancora.
*EX 210 Romeo: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Ma veramente poche, lo dico per la Corte.
PRESIDENTE: Diamo atto che è presente il difensore anche dell'esaminato.
PUBBLICO MINISTERO: Tranquillizzo la Corte, si tratta veramente di poche domande, così la Corte non avrà più la pazienza di ascoltare la mia voce, da ieri mattina pressoché ininterrottamente.
Allora, ho bisogno di chiederle questo: ieri Romeo, mi pare, chiedo conferma al Presidente perché non sono sicuro di avere tutto, per intero, presente quello che è stato detto all'udienza di ieri. Mi pare Romeo che lei ieri abbia fatto il nome di un certo Messina Denaro, mi pare. Se non l'ha fatto, le chiedo se lei ha mai sentito fare questo nome.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Lo aveva già fatto anche ieri?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A me sembrava che di passaggio avessimo sfiorato questo nome. E comunque, per quello che vale, la domanda è una domanda in forma diretta: se ha mai sentito parlare di qualcuno che si chiama Messina Denaro di cognome.
EX 210 Romeo: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa qualche cosa di più di questa persona?
EX 210 Romeo: No, io l'ho visto una volta...
PUBBLICO MINISTERO: Sa come si chiama di nome?
EX 210 Romeo: Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro di questo?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego, vada pure avanti.
EX 210 Romeo: Io una volta sono andato vicino a dove abita Nino Mangano, con Giuliano. E c'era Giuliano, Lo Nigro, Grigoli Salvatore, Gaspare Spatuzza e questa persona che io non lo conoscevo. Cioè, e parlava con Nino Mangano, con Spatuzza, con Grigoli. Cioè, poi me l'ha detto Giuliano che era Matteo Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Questa persona me la può descrivere in qualche modo? Lei sta parlando di una persona di Palermo - se lo sa - o di una persona originaria di qualche altro posto? Se era un giovane, se era una persona di una certa età? Come si presentava fisicamente?
EX 210 Romeo: Era uno magro, con i capelli indietro, diciamo un pochettino lunghi.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto che era magro.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma io le avevo chiesto anche dell'età di questa persona, quella che, apparentemente, quella che dimostrava.
EX 210 Romeo: Sui 29-30.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco sa, questa persona appunto da dove proveniva? Se era un ragazzo di Palermo o di qualche altro posto?
EX 210 Romeo: No, di Palermo non è, io sapevo che era di Alcamo. Castellammare, Alcamo, di qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sa se questa persona rappresentava... No, detta così la domanda è sbagliata. Sa se questa persona si frequentava con tutto questo gruppo di persone delle quali si sta parlando? Lei ha detto che quando l'ha incontrato c'erano tre o quattro persone, e le ha anche indicate.
Ecco, lei sa se aveva rapporti stabili con queste persone, o con qualcuna di queste persone?
EX 210 Romeo: Sì, era venuto con Nino Mangano. Cioè, dice che lo è andato a prendere lui e lo è andato a lasciare lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Avevo bisogno di un altro chiarimento, rispetto alle cose di cui abbiamo parlato ieri: le chiavi del capannone di via Messina Montagne, lei le ha mai avute?
EX 210 Romeo: Sì, le avevamo tutti le chiavi del capannone.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire, che c'erano tante copie di queste chiavi?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei le aveva. Poi chi altri le aveva?
EX 210 Romeo: Cioè, le avevo io, Ciaramitaro, Nino Mangano e altre persone. Giorgio Pizzo pure aveva le chiavi.
PUBBLICO MINISTERO: Questo... Ecco, per l'appunto questa persona di cui lei mi sta facendo il nome, questo Giorgio Pizzo, le volevo proprio domandare: quindi lei questo signor Giorgio Pizzo, a parte che aveva le chiavi di questo capannone, secondo quanto sta dicendo, è uno che ha visto anche lì al capannone, dentro?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signor Giorgio Pizzo - siccome mi pare ne abbiamo parlato poco ieri - Presidente, io non le ho chiesto ieri se questo signor Giorgio Pizzo aveva eventualmente, come altri, un soprannome, dove abitava, se aveva un'attività.
EX 210 Romeo: Cioè lui lavorava all'Acquedotto.
PUBBLICO MINISTERO: Dove abitava lo sa?
EX 210 Romeo: Vicino Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Le ho chiesto se aveva un qualche soprannome Pizzo.
EX 210 Romeo: No, in questo momento non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nell'ambito di questo gruppo di persone di cui stiamo parlando, questo signor Giorgio Pizzo aveva qualche incarico?
EX 210 Romeo: Lui aveva tutta la contabilità dei negozi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, spieghi magari cosa vuol dire avere la contabilità dei negozi.
EX 210 Romeo: Prendeva tutti i soldi diciamo... cioè, non è che ci andava lui. Prendeva i soldi dei negozianti e caricava, scaricava, usciva soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ascolti, questo, quando lei parla "soldi dei negozianti" che cosa vuol dire?
EX 210 Romeo: I soldi quelli del pizzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Eh, d'altra parte.
A lei risulta se questa persona di cui stiamo parlando, Giorgio Pizzo, ha commesso qualche delitto assieme a lei, prima di tutto, oppure assieme a qualcuno e fatti dei quali lei sia a conoscenza?
EX 210 Romeo: Sì, ne abbiamo fa...
AVVOCATO Pepi: Opposizione Presidente, avvocato Pepi. La domanda è suggestiva e comunque ininfluente.
PRESIDENTE: Non è suggestiva, non è influente. Andiamo avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Mi dica Romeo. Le ho chiesto se lei ha mai commesso reati con Pizzo.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, di che si tratta?
EX 210 Romeo: Omicidi e strangolamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, detta così è detta un po' generica. Bisognerebbe che lei mi desse almeno un riferimento più preciso.
EX 210 Romeo: Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Qualche fatto particolare.
EX 210 Romeo: Lui era pure, quando... il fattore dei Di Peri* c'era pure lui.
PUBBLICO MINISTERO: Il fatto di?
EX 210 Romeo: I Di Peri*, quelli di Villabate.
PUBBLICO MINISTERO: Arrivo subito.
Ecco, lei sta parlando di questo fatto. Ora non mi ricordo se lei ne ha parlato anche ieri...
PRESIDENTE: Sì, ne abbiamo parlato.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque...
PRESIDENTE: Ne abbiamo parlato a lungo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Comunque sia non mi interessa approfondire questo argomento.
Le volevo far notare - glielo debbo far notare sottoforma di contestazione - che... dunque, un secondo solo. A proposito di questo signor Messina Denaro, proprio nel primo interrogatorio che lei fece con il Giudice di Palermo il 15 novembre del '95, ecco, siccome le fu proprio chiesto qualche cosa a proposito di questa persona, poi ritroverò esattamente la pagina della trascrizione, sarà un po' complicato, chiedo al dottor Nicolosi di darmi una mano. Lei disse che questa signora... sì, che questa signora, che questa persona era originaria di Castelvetrano. Oggi invece ha detto di Castellammare o di Alcamo. Qual è il problema? Se lo ricordava meglio allora, o se lo ricorda meglio oggi?
EX 210 Romeo: Cioè, me lo ricordo meglio oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Trombetta lo conosce lei?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di che cosa si occupa questa persona?
EX 210 Romeo: Cioè, ma io prima di essere in carcere sapevo che camminava con Ciaramitaro, che facevano pure le estorsioni.
PUBBLICO MINISTERO: Facevano?
EX 210 Romeo: Incendiavano i negozi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei sa se questo signor Trombetta c'aveva un'attività?
EX 210 Romeo: Sì, aveva un lavaggio di macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Dove?
EX 210 Romeo: In via Sacco e Vanzetti.
PUBBLICO MINISTERO: E' un posto dove andava anche lei qualche volta, oppure...
EX 210 Romeo: No, ci andavo spesso perché è vicino dove abito io.
PUBBLICO MINISTERO: Questo signor Trombetta era in rapporti di... come diceva, di amicizia con Ciaramitaro e poi andavano a fare le estorsioni insieme?
EX 210 Romeo: Cioè, lo conoscevo pure io, Spatuzza; che lui favoriva pure a Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Lui?
EX 210 Romeo: Trombetta favoriva pure Spatuzza.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito.
Senta, un certo signor Casella Stefano lei l'ha conosciuto?
EX 210 Romeo: Cioè, conosciuto no, però è uno che abbiamo ucciso.
PUBBLICO MINISTERO: Perché è stato ucciso questo?
EX 210 Romeo: Perché dice che si stava... cercava armi per vendicare suo padre.
PUBBLICO MINISTERO: E a lei chi glielo disse che questo cercava armi per vendicare il padre?
EX 210 Romeo: Me l'ha detto Giuliano, che questa è una cosa che gli ha detto Garofalo Giovanni a loro, che questo cercava armi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, lei ha detto: "l'abbiamo ucciso". Cosa vuol dire, ha partecipato anche lei personalmente?
EX 210 Romeo: No, diciamo che io, non gli ho sparato io. Cioè, io aspettavo nel magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Magazzino di chi? Di quale magazzino sta parlando? Il magazzino...
EX 210 Romeo: Cioè un magazzino che aveva affittato Luigi Giacalone, una zona pure di Brancaccio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non stiamo parlando del capannone di via Messina Montagne.
EX 210 Romeo: No.
PUBBLICO MINISTERO: Si sta parlando di una cosa diversa.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Era un magazzino, ha detto, che aveva affittato...
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... Giacalone...
EX 210 Romeo: Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: ... Luigi, a Brancaccio. Ma qualche cosa di...
EX 210 Romeo: Fra Brancaccio e corso dei Mille. Vicino a dove aveva l'autosalone lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ma qualche cosa di più preciso, su dove si trovasse questo...
AVVOCATO Florio: Presidente.
PUBBLICO MINISTERO: ... magazzino se lo ricorda? La strada.
EX 210 Romeo: Cioè, io l'ho fatto...
AVVOCATO Florio: Presidente, Presidente.
PRESIDENTE: Scusi, aspetti un momento.
AVVOCATO Florio: C'è una opposizione formulata in questo senso. Non è ovviamente un reiterare, ritiene questo difensore, le precedenti opposizioni perché la Corte, o il Presidente, insomma, mi rispondereste che si tratta di vagliare la personalità del dichiarante e anche dell'imputato.
Però mi pare che sia stato orientamento, anche pregresso di questa Corte, di non entrare francamente nello specifico di fatti siciliani che non c'entrano nulla col capo di imputazione, finché sono superficiali. Promette questo difensore che opposizioni non ne farà più.
Ma laddove superficiali non dovessero essere promette questo difensore che ne farà sempre, perché qui mi sembra che si stia andando sulla dinamica di quell'omicidio.
PRESIDENTE: Veramente stiamo cercando di sapere dove è avvenuto l'omicidio.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno.
PRESIDENTE: Mi pare.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno, Presidente. Io stavo cercando di sapere se Romeo conosce l'indirizzo della strada in cui c'era un capannone che dice essere stato affittato da Giacalone. Punto. Anche per saggiare il tipo di conoscenze che Romeo ha sulla persona di Giacalone. Perché parlare di tizio e di caio e dare particolari di un certo tipo, per me è importante per capire il livello delle conoscenze. Sennò sono spesso affermazione di tipo - o potrebbero essere ritenute - affermazioni di tipo apodittico.
'Io conosco il tale', dice: 'sì, sì, benissimo'. 'Dove sta, che cosa fa, di che cosa di occupa?' Dice: 'ha preso in affitto un capannone Giacalone', 'sa dove ha preso in affitto questo capannone?'
Io non volevo saper nulla dell'omicidio, volevo sapere dove si trovava questo capannone. Vuol dire che dopo farò una domanda sull'omicidio. Non sulla dinamica, ma sui partecipanti.
PRESIDENTE: Allora, lei stava già rispondendo. Che cosa stava dicendo?
EX 210 Romeo: Cioè, è vicino dove... è uno scantinato.
PRESIDENTE: Vicino?
EX 210 Romeo: Vicino dove c'aveva l'autosalone Luigi Giacalone.
PRESIDENTE: Vicino all'autosalone.
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito che ha detto era uno scantinato.
PRESIDENTE: Scantinato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era sulla stessa strada, o in una...
EX 210 Romeo: Sì, sulla stessa strada.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'autosalone?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ho capito. Allora a questo punto le chiedo...
EX 210 Romeo: A 300 metri, così.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. A questo punto ho bisogno di sapere se lei questo omicidio l'ha commesso da solo, oppure no?
EX 210 Romeo: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Questo omicidio l'ha commesso da solo, o con qualcun altro?
EX 210 Romeo: Cioè, io aspettavo nel magazzino...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Romeo: E c'era Luigi Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Che cosa aspettava?
EX 210 Romeo: Che aspettavo che venivano loro, che stavano andando a uccidere a questo Casella.
PRESIDENTE: Vada, vada.
EX 210 Romeo: C'era Luigi Giacalone, Vittorio Tutino, Mangano Antonino, Grigoli Salvatore, Spatuzza, Giuliano Francesco e Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi, un particolare che riguarda tutta un'altra storia. Per tornare a una domanda che le ho fatto ieri, e che riguardava in particolare - proprio salto da un argomento all'altro deliberatamente - il cancello di quella villetta che a Roma le fu detto essere il luogo dove abitava Contorno, ecco, lei ieri mi disse che non aveva ricordi, ma solo che era un cancello di ferro.
Ecco, io le avevo chiesto il colore di questo cancello e lei ieri ha detto: 'non me lo ricordo'.
Le debbo far presente che quando l'abbiamo interrogata, il dottor Nicolosi e io, il 1 dicembre del '95, come risulta da pagina 13 della trascrizione, proprio parlando di questo cancello espressamente le feci questa domanda:
"Ricorda il colore di questo cancello?"
La sua risposta fu:
"Mi pare che era marrone."
Cioè, lei indicò, sia pure con qualche incertezza, il color marrone. Ecco, all'epoca questo particolare le era in qualche modo... era ancora presente nella sua memoria e oggi non c'è più? Oppure proprio non ha mai avuto ricordo di com'era il colore di questo cancello?
EX 210 Romeo: No, confermo che era marrone.
PUBBLICO MINISTERO: Così come, ieri io le ho chiesto se si ricorda... se sapeva qualche cosa circa chi aveva preso la decisione di procurare nel trapanese l'esplosivo utilizzato per l'attentato a Contorno. E lei mi ha detto che a questo proposito non sapeva nulla di preciso.
Ecco, nell'interrogatorio del 9 maggio del '97, come risulta a pagina 5, quando lei è stato sentito dal Pubblico Ministero di Palermo, però presente anche io per ragioni di collegamento di indagine, lei disse così:
"Si trattava non di materiale loro, cioè palermitano, bensì di materiale che veniva da fuori e che Bagarella si era fatto consegnare dai trapanesi."
Ecco, quindi aveva chiamato, insomma, indicato specificamente Bagarella come la persona che aveva fatto venire da Trapani, dagli ambienti trapanesi questo esplosivo. Allora quale è il punto? Ieri ha detto non se lo ricordava. Qualche mese fa, quando fu interrogato il 9 maggio, disse che la decisione di far venire da Trapani questo materiale era di Bagarella.
EX 210 Romeo: Cioè, io confermo questo disco... ma questo discorso l'ha detto, diciamo, Lo Nigro l'ha detto. Dice: 'l'esplosivo del signor Franco...' Cioè si lamentava che non serviva.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire questo discorso?
EX 210 Romeo: Che non era buono, che quello che aveva lui era meglio.
PUBBLICO MINISTERO: Un altro particolare ancora, sempre a proposito di Contorno. Ora, siccome non mi rammento se ieri le ho fatto una certa domanda, non posso fare la contestazione prima di fare la domanda. Se l'ho fatta il Presidente mi dice: 'la domanda è già stata fatta, passi direttamente alla contestazione'.
Lei ricorda, Romeo, se tra le informazioni che erano arrivate, relativamente a Contorno, c'era qualche informazione relativamente anche al fatto se Contorno si muoveva da solo, se adoprava una macchina di un tipo piuttosto che di un'altra, se adoprava il taxi, se andava in motocicletta. Ricorda se c'erano anche informazioni di questo tipo?
EX 210 Romeo: Io so che aveva una Punto. E poi...
PUBBLICO MINISTERO: Una Punto. Ricorda qualche cosa di più di questa Punto? Magari il colore, se le è stato...
EX 210 Romeo: Il colore era rossa, una cosa di questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E questo lei come lo seppe?
EX 210 Romeo: Cioè, l'ho saputo da Giuliano, che aveva la Punto ro... E poi dicevano che suo figlio aveva una Polo.
PUBBLICO MINISTERO: Suo figlio aveva una?
EX 210 Romeo: Il figlio di Contorno.
PRESIDENTE: Polo.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, una Polo. Senta, l'ultima domanda: lei conosce una strada a Palermo che si chiama via Salvatore Cappello?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questa strada, per quanto è nelle sue conoscenze e nelle sue esperienze, si ricollega a qualcuna delle pers... a taluna delle persone di cui stiamo parlando da ieri mattina, a qualche avvenimento compiuto da lei, o compiuto da altri?
EX 210 Romeo: Cioè, qua vicino abbiamo fatto un omicidio, a piazza Scaffa.
PRESIDENTE: Piazza Scaffa.
PUBBLICO MINISTERO: Di che si tratta?
EX 210 Romeo: Cioè, era un cugino, un fratello di quello che abbiamo strangolato a Bolognetta, nel villino di Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: E qual era quello che era stato strangolato a Bolognetta, nel villino?
EX 210 Romeo: Questo si chiamava, Ambrogio si chiamava.
PUBBLICO MINISTERO: E che c'entra la storia di piazza Scaffa?
EX 210 Romeo: Perché, siccome Benigno, quando ha preso questa persona e l'ha portato nel villino di Giuliano a Bolognetta, dice che uno di questi l'ha visto. Cioè, una volta che quello l'abbiamo strangolato lui si spaventa se quello parlasse.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè temeva di essere stato visto?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E allora?
EX 210 Romeo: E poi s'è andato a uccidere diciamo pure a questo e c'è stato un... feriti.
PUBBLICO MINISTERO: C'è stato un?
EX 210 Romeo: Feriti ci sono stati.
PUBBLICO MINISTERO: Ma "questo", ecco, lei l'ha chiamato "questo", ma rispetto a Ambrogio che cos'era?
EX 210 Romeo: Siccome qua questo Ambrogio, sono... cioè tutti fratelli mischiati, cioè non si capisce niente come sono. Comunque dice che erano fratelli...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi, nella zona di piazza Staffa fu ammazzato un tale che doveva essere collegato, imparentato, con questo Ambrogio...
EX 210 Romeo: Con questo Ambrogio.
PUBBLICO MINISTERO: ... che era stato ammazzato a Bolognetta.
Ho capito bene?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma tra i due fatti quanto tempo passò?
EX 210 Romeo: Io non ricordo se è stato il pomeriggio stesso, o l'indomani.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e...
EX 210 Romeo: Sempre di pomeriggio, però.
PUBBLICO MINISTERO: Dello stesso giorno.
EX 210 Romeo: O dello stesso giorno, o l'indomani...
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
PRESIDENTE: Sempre di pomeriggio. O lo stesso giorno, o...
EX 210 Romeo: Cioè, io l'ho detto. Solo che, in questo momento, non mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. E via Salvatore Cappello?
EX 210 Romeo: Eravamo in un maga... cioè, un garage che aveva Lo Nigro Cosimo.
PUBBLICO MINISTERO: Eravate in un...?
PRESIDENTE: Garage.
EX 210 Romeo: Un garage.
PUBBLICO MINISTERO: Che si trova in quella strada lì?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei c'è stato altre volte in questo garage di Lo Nigro in via Salvatore Cappello?
EX 210 Romeo: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che ci teneva dentro, Lo Nigro?
EX 210 Romeo: No, aveva cose del peschereccio. Una Motoape...
Ci teneva il motore, qua.
PUBBLICO MINISTERO: Motore, cioè la motocicletta?
EX 210 Romeo: Sì, una motocicletta.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda il colore della motocicletta che Lo Nigro teneva nel box? Il modello.
EX 210 Romeo: Cioè, sul verde.
PUBBLICO MINISTERO: E che era, una motocicletta italiana, o di produzione straniera?
EX 210 Romeo: Era una Transalpe.
PUBBLICO MINISTERO: Una?
EX 210 Romeo: Transalpe.
PRESIDENTE: Transalpe.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Tutto qua. L'esame del Pubblico Ministero è terminato.
PRESIDENTE: Ha terminato il P.M.?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembrava di aver detto che avevo terminato.
PRESIDENTE: Le parti civili devono fare interventi?
AVVOCATO Ammannato: Mi servono dei chiarimenti. Avvocato Ammannato difensore di parte civile.
Può chiarire grossomodo il periodo di quando lei caricò quel camion a Palermo, il camion di Carra, con le armi e l'esplosivo?
EX 210 Romeo: Io non l'ho capito.
PRESIDENTE: Non ha capito, avvocato.
AVVOCATO Ammannato: Può chiarire...
PRESIDENTE: Devo dire che non ho capito neanche io.
AVVOCATO Ammannato: ... il periodo, cioè quando, grossomodo, fu, avvenne quel carico di armi ed esplosivo avvenuto a Palermo sul camion del Carra.
EX 210 Romeo: Nel '94.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, si ricorda, rispetto a quando lei è stato scarcerato, febbraio '94...
PRESIDENTE: Lei è stato scarcerato in febbraio.
EX 210 Romeo: Febbraio '94.
PRESIDENTE: Dopo quanto tempo è successo?
AVVOCATO Ammannato: E il primo viaggio che fece a Capena con Giacalone, grossomodo ha detto due mesi dopo, quindi siamo ad aprile...
EX 210 Romeo: Io non mi ricordo il mese e neanche la data.
AVVOCATO Ammannato: No, d'accordo. Ma, ad esempio, avvenne prima di quel viaggio a Capena con Giacalone?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Sì, ho capito. Non mi ricordo.
AVVOCATO Ammannato: lei poi è stato arrestato nel novembre del '95.
Ecco, da quel momento, lei, ha più rivisto lo Scarano?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: Neanche scritto, o incontrato per caso?
EX 210 Romeo: No, io l'ho incontrato una volta... Cioè, l'ho incontrato nel villino di Luigi Giacalone.
AVVOCATO Ammannato: Sì, sì. Ma questo lo ha detto. Parlavo dopo il suo arresto.
PRESIDENTE: Dopo il suo arresto.
EX 210 Romeo: Dopo? E dove lo dovevo vedere?
AVVOCATO Ammannato: Ecco, ugualmente lei, dopo il suo arresto ha rivisto Carra?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: Ha rivisto, dopo il suo arresto, Grigoli Salvatore?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: E ha rivisto, dopo il suo arresto, Di Filippo Pasquale?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, lei ha mai conosciuto Ferro? Ferro padre, Vincenzo, o Giuseppe?
EX 210 Romeo: No, non lo conosco.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, ieri poi ha parlato delle confidenze ricevute nel '94. E ha chiarito che le confidenze le avrebbe avute da due diverse fonti.
Direttamente, da Giuliano; e poi dice anche dagli altri nel capannone in via Messina Marine.
Volevo sapere: lei, direttamente, che confidenze ha avuto da queste altre persone nel capannone di via Messina Marine?
PRESIDENTE: Avvocato, è via Messina Montagne.
AVVOCATO Ammannato: Ha ragione.
PRESIDENTE: Ha capito? L'avvocato vuol sapere se, a parte le confidenze di cui ci ha parlato, ricevute da Giuliano, poiché ha parlato di confidenze ricevute da altri, chi erano questi altri e che confidenze le hanno fatto.
EX 210 Romeo: Cioè, si parlava in via Messina Montagne, nel capannone che... quando si faceva qualche omicidio come si ci andava, come si...
PRESIDENTE: Ma non si ricorda...
AVVOCATO Ammannato: No, no, ma io relativamente... Ecco.
PRESIDENTE: Chi fece queste confidenze a lei?
EX 210 Romeo: Eravamo tanti, là. Non è che era una persona, due persone.
PRESIDENTE: A volte ha parlato di Grigoli.
EX 210 Romeo: C'era Grigoli, Spatuzza... Si parlava di tutto, l'omicidio, le stragi che hanno fatto... Questo.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, allora le faccio la domanda più precisa possibile.
Da Grigoli Salvatore, lei ebbe direttamente delle confidenze sugli attentati del '93? Sui fatti del '93?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Ammannato: E Da Lo Nigro Cosimo?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Da Lo Nigro sì?
AVVOCATO Ammannato: E esattamente cosa le disse Lo Nigro Cosimo?
EX 210 Romeo: Cioè, parlava... che avevano messo l'esplosivo per fare saltare in aria le persone che dovevano morire.
Nei monumenti mettevano esplosivo.
AVVOCATO Ammannato: Le fece anche il nome del luogo dov'era? Che ne so, Roma, Firenze, Milano...
EX 210 Romeo: Cioè, dopo Costanzo, che avevano fatto, diciamo, che avevano sbagliato, il fattore che lui aveva cambiato macchina...
PRESIDENTE: Glielo raccontò Lo Nigro, questo?
EX 210 Romeo: Lo ha raccontato pure lui. Giuliano... Cioè, parlavano.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, su Firenze, Lo Nigro le ebbe a dire qualcosa? Qualche particolare?
EX 210 Romeo: Il fattore di Firenze, diciamo, che hanno messo, diciamo... sono andati lui e Giuliano a mettere la macchina, diciamo, dove dovevano fare saltare il monumento.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, le disse anche come lo hanno fatto saltare? Nel senso, c'era un telecomando, oppure c'era una miccia? Cosa hanno usato a Firenze?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo...
AVVOCATO Ammannato: Siccome ci ha detto, per Contorno e poi anche per Costanzo, che aveva una batteria...
EX 210 Romeo: Siccome una volta che la macchina doveva essere parcheggiata, questo lo fanno con la miccia. E se ne vanno.
AVVOCATO Ammannato: Ecco, su Milano le hanno detto qualcosa?
EX 210 Romeo: Io so che sono stati pure loro.
AVVOCATO Ammannato: Si ricorda qualche particolare riferito su Milano? Come modalità; se l'obiettivo era stato raggiunto, oppure no; anche lì quale metodo hanno usato...
PRESIDENTE: Avvocato, ma non ne faccia dieci di domande. Sennò non risponde più neanche a una.
AVVOCATO Ammannato: No, o era sempre Milano.
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Ammannato: Senta, e personalmente, direttamente da Spatuzza, sempre in relazione a questi fatti del '93, si ricorda cosa seppe?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito, io non lo capisco.
PRESIDENTE: Vuole sapere l'avvocato se lei ha ricevuto, in relazione a questi fatti del '93, confidenze, o dichiarazioni, o ammissioni dello Spatuzza.
EX 210 Romeo: Io penso di no.
AVVOCATO Ammannato: E da Barranca?
EX 210 Romeo: Neanche.
AVVOCATO Ammannato: Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altri difensori di parte civile?
AVVOCATO Onano: Avvocato Onano per lo Stato.
Un chiarimento per...
PRESIDENTE: Signora, non la sentiamo.
AVVOCATO Onano: Mi sente?
PRESIDENTE: Poco.
AVVOCATO Onano: Per quanto riguarda il suo primo viaggio che fece a Capena con Giacalone, lei ritornò - mi sembra di avere capito - la domenica sera con la nave e arrivò il lunedì mattina.
Ricorda che apprese dai giornali del fallito attentato a Contorno.
Si ricorda quando avvenne, rispetto al suo ritorno?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Cioè, io l'indomani mattina...
PRESIDENTE: Ha detto che lei è ripartito la domenica sera.
EX 210 Romeo: Cioè, verso l'una me ne sono andato, diciamo, da Capena.
PRESIDENTE: E poi ha preso la nave la domenica sera da Napoli, ed è arrivato la mattina dopo a Palermo.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Rispetto a questo ritorno, quanti giorni dopo ha saputo che c'era stato un fallito attentato a Contorno?
EX 210 Romeo: Cioè, mi sembra che... o il lunedì mattina, o il martedì, una cosa di queste.
PRESIDENTE: Cioè, il lunedì mattina, lo stesso lunedì che è ritornato?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo bene. Cioè, dovrebbe essere tra il lunedì mattina, o il martedì mattina.
PRESIDENTE: Di quelli stessi giorni che è avvenuto il suo ritorno.
EX 210 Romeo: Sì, in quella settimana.
PRESIDENTE: In quella settimana.
AVVOCATO Onano: Quindi, conferma che è avvenuto qualche giorno dopo.
Senta, ha già detto qualcosa su Firenze. Adesso volevo un particolare in più.
Le ha riferito Giuliano il fatto che parcheggiarono...
PRESIDENTE: Signora, bisogna che lei...
AVVOCATO Onano: Si sente?
PRESIDENTE: Non si sente, non si riesce a capire.
Si provi a sedere.
AVVOCATO Onano: Senta, per Firenze...
PRESIDENTE: Ora si sente.
AVVOCATO Onano: ... mi sembra che Giuliano e forse anche Lo Nigro le riferirono che ci furono dei problemi di parcheggio dell'auto, in quanto c'erano delle telecamere e avevano dovuto spostarla.
Si ricorda le modalità di questo fatto?
Nel senso: avevano parcheggiato la macchina davanti a un monumento, sotto un monumento, c'era un congresso. Non ho capito bene cosa ha detto ieri, a proposito...
PRESIDENTE: Aveva parlato di un congresso.
AVVOCATO Onano: Sì.
PRESIDENTE: Comunque sentiamo se è più chiaro.
EX 210 Romeo: Io sapevo da Giuliano che aveva messo, Lo Nigro, la macchina in un congresso. E ce lo ha fatto levare. E poi c'era, dice pure una telecamera. E lo ha fatto spostare.
AVVOCATO Onano: E quindi le risulta che cambiò il programma, rispetto a quello che avevano progettato?
EX 210 Romeo: Sì, ha cambiato, diciamo... Dice che se n'è andato più avanti, sempre là vicino.
AVVOCATO Onano: Quindi era vicino al luogo dove effettivamente la macchina scoppiò, questo luogo del congresso con le telecamere...
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Il congresso era vicino a dove è scoppiata.
EX 210 Romeo: Sì, dice che lui ha visto le telecamere e lo ha fatto levare.
E lui era pure preoccupato se la telecamera l'aveva ripreso.
AVVOCATO Onano: Benissimo. Nessun'altra domanda.
PRESIDENTE: Altre domande parti civili? Niente.
Chi comincia dei difensori?
AVVOCATO Pepi: Avvocato Pepi.
Senta, Romeo, lei è tranquillo oggi?
EX 210 Romeo: Non ho capito...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se oggi lei è tranquillo.
EX 210 Romeo: Come devo essere?
AVVOCATO Pepi: Me lo dica lei.
PRESIDENTE: Se crede, risponde; sennò dice: "non voglio rispondere."
EX 210 Romeo: Certo, che sono tranquillo. Perché...
AVVOCATO Pepi: Senta, come mai invece l'8 di luglio lei non era tranquillo? Visto che la situazione mi sembra sia stata molto serena nel procedimento.
EX 210 Romeo: Cioè, io il 9 luglio non me la sono sentita di rispondere.
AVVOCATO Pepi: Questo lo sappiamo. Ma per quale motivo?
EX 210 Romeo: Un motivo mio.
AVVOCATO Pepi: Mah, motivo suo non è una risposta, Romeo.
Mi vuol rispondere, oppure no?
EX 210 Romeo: No, non voglio rispondere a questa domanda.
AVVOCATO Pepi: Mi sembra giusto.
Senta, lei il 9 di luglio ha scritto una lettera alla Corte di Assise?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: L'ha scritta lei personalmente?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Di grafia sua?
PRESIDENTE: L'ha scritta con le sue mani?
EX 210 Romeo: No, con le mie mani, no. Me lo fa... l'ha scritto.
AVVOCATO Pepi: Chi glielo ha scritto?
PRESIDENTE: L'ha dettata a qualcuno?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Eh, come non si ricorda... Romeo, per favore...
A tutto c'è un limite, eh. Lei può dire tutto quello che vuole, ma...
PRESIDENTE: Ma c'è sempre il fatto che può dire quello che vuole.
AVVOCATO Pepi: Sì, ho capito. Ma non può dire "non me lo ricordo", Presidente.
EX 210 Romeo: Senta, avvocato, non ci voglio rispondere il fattore del 9 luglio.
AVVOCATO Pepi: Senta, allora io le chiedo, perché questo è un documento acquisito agli atti, in questa lettera lei, a un certo momento, parla di turbamento emotivo.
Mi vuole spiegare il significato italiano di questa frase?
EX 210 Romeo: Cioè, le persone che erano dietro, che io ci ho vissuto, ci ho mangiato assieme, mi sento salutare "ciao, ciao"...
AVVOCATO Pepi: Quindi, queste persone l'hanno salutata.
EX 210 Romeo: Sì, ma non è che... Poi, Lo Nigro mi ha detto che alla mia famiglia la vuole bene, la vuole...
Io pure alla sua famiglia la voglio bene, non è che non la voglio bene.
AVVOCATO Pepi: Quindi non c'era nessun motivo per cui lei avesse paura. Perché, anzi, le avevano rivolto delle parole affettuose, mi sembra.
EX 210 Romeo: No, ma io non ce n'ho paura di loro.
AVVOCATO Pepi: Però non mi ha risposto alla domanda.
Che cosa significa turbamento emotivo?
PRESIDENTE: Avvocato, implicitamente le ha risposto.
AVVOCATO Pepi: Va be', l'implicito, sa...
PRESIDENTE: Ognuno si esprime come può.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ieri ha detto che si è pentito perché non poteva stare in carcere senza soldi, vero? Mi sembra che abbia detto questa...
EX 210 Romeo: Non è che non posso stare senza soldi in ca... Perché, non è che uno quando va in carcere c'ha la valigia piena di soldi.
AVVOCATO Pepi: Eh.
EX 210 Romeo: Cioè, io non potevo, non avevo soldi per andare avanti in carcere.
AVVOCATO Pepi: E quindi...
EX 210 Romeo: La mia famiglia non poteva venire a farmi il colloquio, a me. Perché non è che mi facevano stare a Palermo.
AVVOCATO Pepi: E quindi ha deciso di collaborare per questo motivo.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ne prendiamo atto.
Senta, è vero che la DIA, o chi per lei, non lo so. Perché questi sono fatti, diciamo, abbastanza segreti, le ha offerto 500 milioni per la sua collaborazione?
EX 210 Romeo: Quanto?
AVVOCATO Pepi: 500 milioni.
EX 210 Romeo: Ma chi è che mi ha offerto questi 500 milioni?
PRESIDENTE: La DIA, la DIA.
AVVOCATO Pepi: Le ho chiesto se la DIA, o qualchedun altro.
EX 210 Romeo: A me mi hanno dato un milione e mezzo, quando me ne sono andato da Palermo, non 500 milioni.
AVVOCATO Pepi: Quindi, è sicuro che nessuno glieli abbia offerti?
EX 210 Romeo: Non me li ha dati a me nessuno, soldi.
AVVOCATO Pepi: Senta, qual è la sua attuale situazione economica?
EX 210 Romeo: Un milione e tre al mese.
AVVOCATO Pepi: Ma un milione e tre come sussidio e basta, o perché lavora?
EX 210 Romeo: Un milione e tre e basta. Senza 500 milioni, o un miliardo.
AVVOCATO Pepi: E' a conoscenza se la DIA abbia fatto la stessa offerta che le ho detto prima anche a Giuliano?
EX 210 Romeo: Questo, non lo so. Questo è lei che lo deve chiedere a Giuliano.
AVVOCATO Pepi: Io lo chiedo a lei, poi...
EX 210 Romeo: E io glielo chiedo a lei, perché lei ce lo può dire a Giuliano. Perché io non lo so se la DIA ce lo ha detto, se ci dava 500 milioni.
AVVOCATO Pepi: Senta, prima di pentirsi e quindi di collaborare con la Giustizia, quale era la sua situazione economica e patrimoniale?
EX 210 Romeo: Come? Non ho capito.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere come stava lei economicamente prima di collaborare con la Giustizia.
EX 210 Romeo: Cioè, quand'ero per conto mio, senza Cosa Nostra, insomma, me la passavo discreto.
Poi mi sono messo con Cosa Nostra e mi sono distrutto... Perché soldi non ne vedevamo... No, io solo. Pure altri che sono qua dietro. Non hanno visto un soldo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei che titolo di studio ha?
EX 210 Romeo: Terza elementare.
AVVOCATO Pepi: Che condanne ha riportato?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
AVVOCATO Pepi: Quali condanne ha riportato fino ad ora.
EX 210 Romeo: Condanne?
AVVOCATO Pepi: Sì.
EX 210 Romeo: Cioè, avevo una condizionale di due anni.
AVVOCATO Pepi: Per che reato?
EX 210 Romeo: Sempre per rapina.
AVVOCATO Pepi: Ma ora lei, attualmente, è detenuto, o è libero?
EX 210 Romeo: Libero.
PRESIDENTE: Già che ci siamo, avvocato. Scusi, Romeo, lei ha già subìto un procedimento con rito abbreviato, per questi fatti?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: A quanto è stato condannato?
EX 210 Romeo: Cinque anni.
PRESIDENTE: Cinque anni ed è già definitiva?
EX 210 Romeo: No, ora diciamo deve andare definitiva.
PRESIDENTE: Sta per andare definitiva.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Dal GIP, vero?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Prego, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Senta, Romeo, lei ha mai detto alla DIA, ai ROS, o alla Polizia Giudiziaria, di volere andare da Giuliano per convincerlo a collaborare?
EX 210 Romeo: Senta, a me se Giuliano vuole andare nella DIA; nei ROS, questo sono affari suoi, perché io...
AVVOCATO Pepi: No, lei risponda, Romeo...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se è vero che lei avrebbe detto alla DIA, ai ROS, o qualcuno di questi organi, che voleva andare a convincere Giuliano a collaborare.
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Ha mai scritto una lettera a Giuliano invitandolo a collaborare?
EX 210 Romeo: No, queste sono cose personali. E se lui... Quello che vuol fare, fa. Io ho fatto la mia scelta e lui non mi interessa quello che vuole fare.
Ognuno per i fatti suoi.
AVVOCATO Pepi: Senta, è stato lei, vero, che ha fatto arrestare Giuliano?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Quando Giuliano è stato arrestato e lo hanno portato nei locali della Squadra Mobile, lei era presente in quei locali?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Ne è sicuro?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Non sa quando è stato arrestato Giuliano? Se di giorno, di notte...
EX 210 Romeo: Di notte, è stato arrestato. Però io non l'ho visto per niente.
AVVOCATO Pepi: Non lo ha visto...
EX 210 Romeo: Cioè, gli ho detto, gli ho insegnato dov'era lui. E poi io me ne sono andato, diciamo, con la Polizia.
AVVOCATO Pepi: Da quanti anni è che lei conosceva Giuliano?
EX 210 Romeo: Più di dieci anni.
AVVOCATO Pepi: Più di dieci anni?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei conosce Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: E' a conoscenza se Giuliano conosce Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: I familiari di Ciaramitaro lei li conosce?
EX 210 Romeo: Sì, li conosco.
AVVOCATO Pepi: Sa se Ciaramitaro ha una sorella maggiore?
EX 210 Romeo: Cioè, ce n'ha più di una.
AVVOCATO Pepi: Sa se questa sorella maggiore ebbe a tentare di avvelenarsi?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ne sa il motivo?
EX 210 Romeo: So il motivo, perché lo so questo.
AVVOCATO Pepi: me lo vuol dire?
EX 210 Romeo: Cioè, il fattore che a Ciaramitaro gli è morta la madre. E poi il padre di Giuliano ci saliva a casa.
AVVOCATO Pepi: Non sa se per caso questo avvelenamento fosse la conseguenza del fatto che questa donna...
EX 210 Romeo: Lei mi deve fare finire di parlare, prima che...
AVVOCATO Pepi: Mi sembrava che avesse finito.
EX 210 Romeo: No, io non ho finito.
AVVOCATO Pepi: Ah.
EX 210 Romeo: Se è stato il padre di Giuliano Francesco, che ci... dopo la morte della madre di Ciaramitaro, ci saliva ogni mattina. E ci stava per... due, tre ore là.
Io, la mattina, come sempre andavo a prendere a Ciaramitaro. E Ciaramitaro mi diceva, dice: 'sali, che c'è u' zu' Totò'.
E io gli dicevo di no. Gli dicevo: 'no, io sto venendo ora da casa, mi rimetto dentro pure casa tua?'
Gli ho detto: 'ti aspetto nel bar, io. Quando scendete...'.
Comunque poi un giorno Giuliano, il padre, mi ha detto, dice... Siccome io lo avevo capito a lui, a suo padre, gli ho detto: 'ma perché non la finisci di salirci sopra, e vedi di finirla...'.
Che io avevo capito che lui insultava alla sorella di Giuliano.
E' stato... che poi lui mi ha detto a me: 'lo sai, c'è la sorella di Giuliano che mi fa con il piede, tipo che... si vuole mettere con lui'.
Però io non ci credevo, ci dicevo: 'perché non la finisci? Ciaramitaro Giovanni cammina con noi e lei...'.
E gli ho detto io: 'ora vediamo se c'è qualche parente suo e glielo dice di finirla'.
Poi c'è stato, diciamo... dopo due o tre giorni io ero a piazza Sant'Erasmo con Giuliano Salvatore e è venuto Ciaramitaro.
Siccome lui parlava con Pietro Tagliavia - Giuliano, Giuliano Salvatore - Ciaramitaro lo ha chiamato. Lui è salito nella macchina. Mentre che stava andando a casa lui... io già avevo capito quello che stava succedendo.
E' stato, diciamo... lui ha dato un pugno nel retro della macchina e si è rotto il vetro, Giovanni Ciaramitaro. E sono andati così a casa.
AVVOCATO Pepi: Va bene.
EX 210 Romeo: Che vuole la... E poi, a casa, io ho saputo che la sorella di Giovanni Ciaramitaro si aveva preso... comunque, si era avvelenata.
AVVOCATO Pepi: Senta, quindi presumo, o comunque glielo chiedo a lei: a seguito di questi fatti vi fu una rottura di amicizia fra Giuliano e i Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: In quel momento, sì. Per il fattore... ognuno... cioè, quel ragazzo camminava con noi. Pure che sua sorella che sbagliava, che voleva ... a Giuliano Salvatore.
'Non lo vedi che il fratello cammina con noi? che fai queste cose?'
AVVOCATO Pepi: Senta, è vero che lei provvide a far riappacificare Giuliano e Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: Sì, dopo che potevano passare due, tre mesi, così, gli ho fatto fare pace. E poi, diciamo siamo stati di nuovo assieme.
Perché a me me lo diceva Giuliano Salvatore. Dice: 'va be', ci facciamo pace'.
Magari diceva: 'va bene', non solo che aveva sbagliato, però diceva va bene.
AVVOCATO Pepi: Senta si ricorda mica il periodo in cui avvenne questa riappacificazione?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
PRESIDENTE: Vuol sapere l'avvocato in che periodo avvenne questa pacificazione.
EX 210 Romeo: Subito. Cioè, subito...
PRESIDENTE: Ha detto due-tre mesi dopo.
EX 210 Romeo: Eh? Due-tre mesi dopo. Comunque gli ho fatto fare pace e poi non... Cioè, non c'è stato più nulla.
AVVOCATO Pepi: Senta, dopo che lei ha iniziato a collaborare, ha più incontrato Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Senta, e lei...
EX 210 Romeo: Ma già da prima io non lo avevo visto più, a Ciaramitaro. Da quando ci siamo divisi, che eravamo latitanti. Poi io non l'ho visto più, per qualche mese e magari di più.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei, dopo che ha iniziato a collaborare e da libero, quindi, è mai stato a Parma in un appartamento sotto protezione?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Non ho capito cosa vuole dire.
PRESIDENTE: L'avvocato vol sapere se lei poi è stato in un appartamento a Parma sotto protezione.
EX 210 Romeo: Non voglio rispondere a questa domanda.
AVVOCATO Pepi: Lei non ha neppure telefonato a Ciaramitaro?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Le risulta che lei fosse chiamato con un soprannome?
EX 210 Romeo: A me mi chiamavano... cioè, loro "Petrone".
AVVOCATO Pepi: Non ho capito, scusi.
PRESIDENTE: Ha detto che sapeva, dice, lo chiamavano "Pietrone".
AVVOCATO Pepi: la chiamavano anche "Pietro il lungo"?
EX 210 Romeo: Sì, anche così.
AVVOCATO Pepi: Sa come Ciaramitaro chiamava Giuliano?
EX 210 Romeo: Lo chiamava, Pippo, lo chiamava.
AVVOCATO Pepi: lei come chiamava Giuliano?
EX 210 Romeo: Pure Pippo. Tutti così lo chiamavano.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha detto, mi sembra anche stamattina qui, al Pubblico Ministero, di conoscere Trombetta. E' vero?
EX 210 Romeo: Sì. Abbiamo fatto pure qualche rapina assieme, nel passato.
AVVOCATO Pepi: Senta, sa che attività svolgesse questo Trombetta, oltre alle rapine?
EX 210 Romeo: Aveva un lavaggio di auto.
AVVOCATO Pepi: E...
EX 210 Romeo: Rubava ma... non lui, si faceva portare macchine. Rubava, smontava, montava, vendeva...
AVVOCATO Pepi: Ma sa se anche direttamente lui rubava le auto?
EX 210 Romeo: No, lui non è capace a rubare una macchina.
Cioè, ci andava assieme agli altri, però se si doveva portare personalmente lui la macchina, non era cosa sua.
AVVOCATO Pepi: Senta, Romeo, lei ha detto a un certo momento, riferendosi all'attentato a Contorno, che questo attentato fu deciso anche per vendicare l'uccisione del fratello di Spatuzza.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, però lei ha anche detto che Spatuzza non partecipò a questo attentato.
EX 210 Romeo: Siccome era latitante, dice ci mancavano i documenti per salire.
AVVOCATO Pepi: Sì. Ma non le sembra strano che se uno vuol commettere un omicidio per vendicare un proprio congiunto, non partecipi direttamente a questo...
EX 210 Romeo: Senta avvocato, se voleva, ci poteva andare pure Giuseppe Graviano a vendicare suo padre. E non ci è andato e ci ha mandato a loro.
AVVOCATO Pepi: Certo. Ma lei sa che, in quel periodo, Giuseppe Graviano era detenuto.
EX 210 Romeo: Se a me mi ammazzano mio padre, me lo vado a vendicare io, senza...
AVVOCATO Pepi: Ecco.
EX 210 Romeo: ... un minuto di tempo.
AVVOCATO Pepi: Benissimo. Era la risposta che volevo.
Senta, si ricorda esattamente la data e l'orario dei sopralluoghi che lei ebbe a fare nella villetta di Contorno?
EX 210 Romeo: La data io non la so. Perché io non è che sapevo che dovevo collaborare e mi ho scritto tutte cose nel libro.
PRESIDENTE: No, ma parla dei sopralluoghi, mi pare avvocato...
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: ... fatti col P.M. o con...
AVVOCATO Pepi: No, no.
PRESIDENTE: No? Ah, di quelli fatti precedentemente.
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Quelli fatti prima. Quando era insieme a tutti gli...
AVVOCATO Pepi: Agli altri.
PRESIDENTE: ... altri.
Lei se lo ricorda più o meno in che data?
EX 210 Romeo: No, non me lo ricordo.
PRESIDENTE: In che ore?
EX 210 Romeo: Di mattina.
PRESIDENTE: Di mattina.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei - se non vado errato - è stato detenuto dal 1 settembre '92 fino al 1 febbraio '94, è vero?
EX 210 Romeo: Settembre del '94?
AVVOCATO Pepi: No, settembre '92, febbraio '94.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, quindi lei è stato detenuto praticamente in tutto il periodo nel quale si sono verificate le stragi, ad eccezione dell'attentato a Contorno.
Giusto?
EX 210 Romeo: Non ho capito.
AVVOCATO Pepi: Dico, lei è stato detenuto nel periodo in cui si sono verificati tutti gli attentati.
EX 210 Romeo: Quelli del '93.
AVVOCATO Pepi: Sì.
EX 210 Romeo: Io ero arrestato.
AVVOCATO Pepi: Esatto. Dico, non le sembra... quindi lei non ha partecipato ovviamente a questi attentati, perché...
EX 210 Romeo: Ma, io... se lei, vede, questo è tutto... io ci sto raccontando tutto quello che a me mi hanno detto loro. Il fattore del... Perché io non ne sapevo nulla.
AVVOCATO Pepi: Sì, ecco. Appunto ora si arrivava... Ha anticipato un po' la mia domanda.
Dico: ma non le sembra strano che qualcheduno, in questo caso vedi Giuliano, le racconti tutti, con dovizia di particolari, fatti così gravi a una persona che non ha partecipato a queste stragi?
EX 210 Romeo: Senta, io con Giuliano ero dalla mattina alla sera assieme. Notte e giorno, anzi.
AVVOCATO Pepi: Eh, visto che lei aveva questo grande rapporto di amicizia con Giuliano, le faccio una domanda strettamente personale, non sente nessun pentimento per averlo fatto arrestare?
EX 210 Romeo: Ma io che ci posso fare? Non è che ci posso impedire una cosa di queste, di non mettere... Poi, già lo avevano fatto. Chi...
AVVOCATO Pepi: No, lei non mi ha risposto.
Le ho chiesto... Lei mi dà... un'altra domanda, lei mi fa alla mia risposta.
Le dico: lei, dentro di sé, anche se lo ha dovuto o voluto fare, sente un pentimento per aver fatto arrestare il suo amico fraterno?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito io.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se, anche se ha ritenuto di doverlo fare, non è pentito, o non sente pentimento, per aver fatto arrestare Giuliano, suo amico fraterno.
EX 210 Romeo: Certo che sono... Cioè, non è che... Questo, non è... che ci posso fare? Ci devo dare alla Giustizia quello che gli devo dare. Non è che ci posso dire: 'no, questo è mio fratello, quello è mio cugino', non può essere.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha raccontato - mi sembra ieri - di aver avuto un processo a Palermo che si è svolto con parecchie udienze, anche comprese udienze in Camera di Consiglio ai Tribunali della Libertà e varie.
Io le chiedo: Giuliano seguiva e veniva a tutte le udienze di questo processo?
EX 210 Romeo: No, tutte no.
AVVOCATO Pepi: In che periodo era?
EX 210 Romeo: '93.
AVVOCATO Pepi: Ma veniva spesso?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Pepi: Senta...
EX 210 Romeo: Cioè, a volte mi mandava a dire che stava partendo e mancava qualche mese, così.
AVVOCATO Pepi: Senta, le risulta da quando, la data precisa, o comunque approssimativa, nella quale Giuliano sarebbe entrato a far parte di Cosa Nostra?
EX 210 Romeo: Dopo io e Giuliano avere ucciso a Damiano Rizzuto, lui ha iniziato a fargli l'autista a Francesco Tagliavia.
E poi, quando io sono uscito dal carcere, l'ho visto che faceva parte del gruppo di fuoco di Brancaccio.
AVVOCATO Pepi: Senta, però io le chiedevo questo: lei è stato arrestato nel settembre del '92. Giusto?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, fino... prima di questo arresto, le risulta che Giuliano non facesse parte di Cosa Nostra?
EX 210 Romeo: Cioè, non faceva parte, però erano sempre a piazza Sant'Erasmo, lui, suo padre.
AVVOCATO Pepi: Ma in piazza Sant'Erasmo, se non sbaglio, Giuliano aveva un distributore. Me lo può confermare?
EX 210 Romeo: Sì. Ma lui andava là, perché c'era Tagliavia.
AVVOCATO Pepi: Senta, le risulta che Giuliano non sia mai stato a Firenze?
EX 210 Romeo: Cioè, per... Prima no, ma il fattore delle stragi c'era qua a Firenze.
AVVOCATO Pepi: Sì, io le ho chiesto... Chiaramente lei ha detto che era a fare la strage, per cui era evidente che non le potevo fare una domanda in questo senso.
Dicevo se prima sa se era stato mai a Firenze.
EX 210 Romeo: A me non... Non ci era stato mai.
AVVOCATO Pepi: E a Milano?
EX 210 Romeo: Neanche.
AVVOCATO Pepi: A Roma?
EX 210 Romeo: Neanche, penso, che c'era...
Cioè, lui non è che era un tipo che... Cioè, prima di entrare in Cosa Nostra, usciva, andava a destra e a sinistra. Era sempre a Palermo.
AVVOCATO Pepi: Senta, si è parlato molto, in questo processo, anche, nonostante le mie varie opposizioni tutte rigettate, di un omicidio nei confronti di tunisini, no? Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì, certo che me lo ricordo.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Il Di Filippo avrebbe detto che, come movente dell'omicidio sarebbe stato il fatto che uno di questi tunisini era, dava noia a sua moglie, o la insidiava, comunque. Vero?
Lo sa, o no?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Sa anche se per caso non fosse la moglie del Di Filippo a cercare continuamente questi tunisini?
EX 210 Romeo: Comunque io sapevo che era per sua moglie.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma io le ho fatto una domanda precisa. Lei mi deve...
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo, diciamo, questo discorso.
AVVOCATO Pepi: Non si ricorda, o non lo sa?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei, nel suo interrogatorio del 1 dicembre '95, a pagina 62 e 63, parla che, a un certo punto, parlo della strage...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi. Prima della contestazione...
AVVOCATO Pepi: Sì, sì. No...
PRESIDENTE: ... deve fare la domanda.
AVVOCATO Pepi: No, ma per le... Allora le faccio la domanda diretta in questo senso. Comunque ha già risposto e quindi... Si parla appunto dell'attentato a Firenze.
Lei ha detto che, a un certo momento, vi era una telecamera che si vedeva annebbiato.
E' vero?
EX 210 Romeo: Me la ripete di nuovo, che non l'ho capita.
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se lei conferma di aver detto che, a proposito dell'attentato a Firenze, la telecamera che c'era si vedeva annebbiato.
EX 210 Romeo: Io gli ho detto a Giuliano: 'ma com'è che la telecamera non vi ha ripreso?'
Dice: 'perché non si vedeva buono'.
AVVOCATO Pepi: Ma lei l'ha vista questa telecamera?
EX 210 Romeo: E dove la... Cioè, in televisione io l'ho vista.
Non è che io sono andato a Firenze a... Io neanche so dov'è che hanno messo questa bomba.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma non le sembra strano, come fa a dire Giuliano che la telecamera era offuscata? Bisognava che Giuliano fosse dietro alla telecamera per vederla offuscata, non certo davanti.
EX 210 Romeo: Cioè, neanche la vede lui. Tramite la televisione pure lui l'ha capito.
Perché loro prima erano preoccupati per questa telecamera. Poi hanno sentito nella televisione e nei giornali che era, che non si è visto la persona che era di dentro.
AVVOCATO Pepi: Senta, per l'attentato lì, a Contorno, lei mi sembra che abbia detto, ad un certo momento, oltre al fatto di cui si è parlato prima del fratello di Spatuzza, che era stato fatto per il 41-bis.
EX 210 Romeo: A Contorno?
AVVOCATO Pepi: Sì.
EX 210 Romeo: E che c'entra Contorno col 41-bis?
AVVOCATO Pepi: Io gliel'ho... Poi glielo contesto, se mai.
Lei si ricorda di aver detto questa circostanza, oppure no?
EX 210 Romeo: Me la ripete di nuovo?
AVVOCATO Pepi: Lei, nell'interro...
PRESIDENTE: L'avvocato vuole sapere se, per l'attentato Contorno, lei ricorda di avere parlato a suo tempo che era per il 41-bis.
EX 210 Romeo: No, del fattore di Contorno, no.
AVVOCATO Pepi: E si ricorda che, successivamente, dopo le sollecitazioni da parte del Pubblico Ministero, disse che l'attentato a Contorno era stato fatto perché Contorno era un pentito?
EX 210 Romeo: Sì, ma tutti i pentiti li cercano. Non è che...
AVVOCATO Pepi: No, io le chiedo se si ricorda di aver detto questa frase.
EX 210 Romeo: Cioè... Sì...
PRESIDENTE: Si ricorda di aver sbagliato, di aver detto, a un certo punto, '41-bis'. Poi il P.M. gli ha detto: 'ma come 41-bis?'
Presumo, perché io non vedo nulla, non conosco nulla.
E allora lei ha detto: 'no, no, non è per il 41-bis, è perché era un pentito'.
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Senta, io le volevo chiedere anche un'altra cosa: lei ha detto di essere venuto insieme a Giuliano a riprendere l'esplosivo nascosto a Roma, no?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Ecco, dico: visto che prima lei mi ha dato una certa risposta relativamente all'attentato di Contorno e Spatuzza, dicendo, dice: 'lui non è venuto perché era latitante', ma lei, se non sbaglio, aveva gli obblighi di firma.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: E non le sembra strano di venir su con la possibilità di essere controllato e fermato dalla Polizia che risulta, lei, che deve dare gli obblighi di firma e quindi facilmente accertabile e arrestabile, anche?
EX 210 Romeo: Senta, io potevo uscire. L'importante è che, all'orario della firma, mi presentavo al Commissariato e firmavo.
AVVOCATO Pepi: Ma veramente gli obblighi di firma implicano altri fatti. Ma insomma...
EX 210 Romeo: Non è che mi hanno dato l'obbligo che io non dovevo uscire. Mi hanno dato solo la firma il lunedì, mercoledì e venerdì.
E io ero puntuale a firmare.
AVVOCATO Pepi: Comunque deve riconoscere che era sicuramente un fatto abbastanza a rischio, questo.
EX 210 Romeo: Ma queste erano cose mia. Se facevo un rischio, non facevo un rischio. Queste erano competenze mie.
Comunque glielo dite che io ho saputo dal giornale che Grigoli ha collaborato, e vedete che io sono salito a Roma. Che lui lo sa pure che io sono andato a Roma.
AVVOCATO Pepi: Senta, chi è che ha detto, ha riferito di aver scoperto che Contorno si trovava in una località vicino a Roma?
EX 210 Romeo: Io da Giuliano ho saputo che era questo Scarano.
AVVOCATO Pepi: Scarano?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Pepi: Quello soprannominato "Saddam".
EX 210 Romeo: "Saddam", "Saddam".
AVVOCATO Pepi: Lei, mentre era in carcere, seguiva parecchio la televisione, oppure no?
EX 210 Romeo: Eh, in carcere la seguo pure la televisione. Eh, l'unica passione è quella. Dato che siamo...
AVVOCATO Pepi: Anche i telegiornali?
EX 210 Romeo: Giornali, televisione, pure i telegiornali delle televisioni.
AVVOCATO Pepi: Lei ha parlato poi, di... in relazione all'attentato a Firenze, che doveva essere fatto durante il periodo che vi era una partita di calcio importante.
Si ricorda che partita era?
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
AVVOCATO Pepi: Nemmeno se si trattava di partita di Campionato, di Coppa...
EX 210 Romeo: Non mi ricordo se era l'Italia, o era la Coppa dei Campioni, una cosa di queste.
AVVOCATO Pepi: Ma questa partita...
EX 210 Romeo: Che era una partita importante, c'era.
AVVOCATO Pepi: Ecco, dico, ma questa partita a che ora doveva finire, se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Le partite di solito cominciano alle otto e mezza e finiscono alle dieci e mezza.
AVVOCATO Pepi: E lo sa a che ora è avvenuto lo scoppio a Firenze?
EX 210 Romeo: Cioè, io dopo che mi ho finito di vedere la partita, subito ho sentito questa cosa nel telegiornale.
AVVOCATO Pepi: Subito, dopo quanto?
EX 210 Romeo: Pochi minuti. E poi ho sentito qualche altra... che avevano fatto un'altra esplosione. Però non mi ricordo bene se è stato Roma, Firenze.
Cioè, una dei tre ne hanno fatto saltare due, tutte e due assieme.
AVVOCATO Pepi: bene. Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Chi interviene?
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
Buongiorno, Romeo.
EX 210 Romeo: Buongiorno.
AVVOCATO Florio: Senta, lei conosce Salvatore Faia?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma con questo Salvatore Faia, c'è un rapporto di semplice conoscenza, frequentazione, oppure c'è un rapporto di amicizia?
EX 210 Romeo: No, cioè, frequentazione... Facevamo pure rapine assieme.
Io ci andavo a casa sua, mangiavo pure là.
AVVOCATO Florio: Senta, alla sua scarcerazione, cioè nel febbraio '94, il Faia lavorava in un negozio di pesce gestito da Lo Nigro, dalla famiglia Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Sì. Dopo che Lo Nigro si ha aperto questo negozio, ha lavorato là.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, lei lo conosce questo negozio?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Com'è che lo conosce? Ci andava anche, che ne so, a far la spesa...
EX 210 Romeo: No, ci passavo, ci andavo là. Mi stavo qualche mezzora là, andavo a trovare a Lo Nigro, quando lui era là.
I primi giorni che ha aperto.
AVVOCATO Florio: Ecco, risponde al vero questa circostanza che lei e i suoi familiari compravate il pesce per sua madre nel negozio di Lo Nigro?
Perché sua madre, mi sembra, fosse ricoverata in ospedale, in quel periodo.
EX 210 Romeo: Senta, una volta sola. Lo Nigro sapeva che mia madre era all'ospedale. Mi ha preso, mi ha dato un pesce che mi ha detto: 'tieni, portacelo a tua madre in ospedale'.
AVVOCATO Florio: Senta...
EX 210 Romeo: Però io, pesce là non ne ho comprato mai.
AVVOCATO Florio: Senta...
EX 210 Romeo: Sembrava una gioielleria, quella... quel negozio di pesci.
AVVOCATO Florio: Nel senso che era caro?
EX 210 Romeo: Eh, chi si poteva permettere a comprare il pesce là?
AVVOCATO Florio: Ho capito. Senta, il signor Cosimo Lo Nigro - mi sembra che lei lo abbia riferito ieri - lo ha conosciuto soltanto dopo la sua scarcerazione avvenuta nel febbraio '94. Conferma?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Per come lo ha conosciuto lei, lei sa se il Lo Nigro era in grado di rubare le macchine?
EX 210 Romeo: No.
AVVOCATO Florio: Non lo sa, o non era in grado?
EX 210 Romeo: Cioè, io non ce n'ho visto mai rubare macchine.
Però, quello che penso io, che non sa rubare macchine.
AVVOCATO Florio: Ecco, però, in sede di indagini preliminari - ora, poi eventualmente le farò la contestazione precisa - lei ha parlato anche lungamente e diffusamente del meccanismo della spadinatura. Dicendo che, tutto sommato, chiunque è in grado di spadinare una autovettura.
EX 210 Romeo: Sì, però...
AVVOCATO Florio: Anzi, mi sembra di ricordare le parole esatte: 'è un gioco da bambini'.
EX 210 Romeo: Certo, che è un gioco da bambini. Cioè, per me è un gioco da bambini, poi...
AVVOCATO Florio: Va bene.
Senta, il Lo Nigro le prestò mai del denaro?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: In che occasione?
EX 210 Romeo: Per la, quando è morto mio fratello, io ero senza soldi e lui mi ha prestato... mi sembra 5 milioni.
AVVOCATO Florio: Senta, Romeo, ieri c'è stato un discorso da parte sua in relazione a un esplosivo, esplosivo per il fallito attentato...
EX 210 Romeo: Senta, lei mi deve prendere il fattore dei soldi che mi ha prestato.
AVVOCATO Florio: Come dice, scusi?
EX 210 Romeo: Deve continuare a dirmi il fattore dei soldi che mi ha prestato.
PRESIDENTE: E lei ha risposto, dice...
EX 210 Romeo: Sì, ma io glieli ho ridati i soldi. Non è che me li ha regalati.
PRESIDENTE: Va bene, glieli ha restituiti.
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Va bene.
AVVOCATO Florio: Io vorrei che fosse... Presidente, chiedo scusa. Senza polemica, ma vorrei che...
EX 210 Romeo: Siccome a me non mi ha regalato mai niente nessuno, non vorrei che qua...
AVVOCATO Florio: Vorrei che fosse chiaro...
EX 210 Romeo: ... mi regalasse qualche cosa qualcuno.
AVVOCATO Florio: Io vorrei che fosse chiaro che però, Romeo, l'esame lo fa il difensore nei confronti suo; e non lei nei confronti del difensore.
Perché sennò andiamo a casa.
EX 210 Romeo: Va bene, giusto.
AVVOCATO Florio: allora...
PRESIDENTE: Prosegua, avvocato.
AVVOCATO Florio: Io vorrei tornare un attimo a quel discorso dell'esplosivo.
E, in particolare, a quell'esplosivo non buono, come lo ha definito lei...
EX 210 Romeo: No, co... Cioè, a me me lo ha detto lui. E io ve lo sto dicendo qua, ai magistrati.
AVVOCATO Florio: Lui, chi?
EX 210 Romeo: Lo Nigro.
AVVOCATO Florio: Lo Nigro.
EX 210 Romeo: Perché io, di esplosivo, non ne capisco nulla.
AVVOCATO Florio: Ecco. Ma il Lo Nigro era avvezzo, diciamo così, almeno secondo quello che ha dichiarato lei, all'uso e al procacciamento di esplosivi. Dico male?
PRESIDENTE: Era pratico di esplosivi?
EX 210 Romeo: Sì, lui andava a mare, diciamo, con suo padre. Andavano a tirare i bombe per prendere i peschi.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, ma le fu spiegato, dato che lei riceveva tutte queste confidenze da Lo Nigro e Giuliano, dagli altri, il perché Lo Nigro, il quale si procurava esplosivo, ne sapeva maneggiare, anche stando a questa sua ultima affermazione, non si procurò immediatamente dell'esplosivo buono, dell'esplosivo che potesse essere utile, voglio dire. Anziché lamentarsi successivamente.
EX 210 Romeo: Cioè, ma a lui gli hanno dato quello, e quello doveva usare.
AVVOCATO Florio: Lo so, ma se lo procurava lui, mi scusi.
EX 210 Romeo: E non è che lui può comandare la gente più alta di lui. Gli hanno dato questo, e questo doveva mettere.
AVVOCATO Florio: Allora non se lo procurava lui, l'esplosivo. Glielo hanno dato.
EX 210 Romeo: Sì, ma quello che ho fatto trovare a Palermo era quello che aveva procurato lui, che lo aveva preso con me.
AVVOCATO Florio: E lei come lo sa?
EX 210 Romeo: Perché ci sono andato pure io a prenderlo.
AVVOCATO Florio: Ah...
PRESIDENTE: E' quello che avete preso al mare?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Senta, quindi lei non sa comunque di chi fosse questo esplosivo, mi pare di capire.
EX 210 Romeo: Come?
AVVOCATO Florio: lei lo sa di chi era questo esplosivo?
EX 210 Romeo: Di chi era?
PRESIDENTE: Sì, chi lo aveva fornito.
EX 210 Romeo: No, non conosco, diciamo, la persona che glielo ha dato.
AVVOCATO Florio: Senta, volevo tornare un attimo a quel viaggio che lei avrebbe fatto con uno degli imputati di questo processo, che è poi Luigi Giacalone.
Innanzitutto è sicuro proprio che fosse Giacalone?
EX 210 Romeo: Certo che sono sicuro. Non è che mi alzo la mattina e prendo una persona di mezzo alla strada e vi dico: 'questo, ha messo una bomba qua'.
Lui, è.
AVVOCATO Florio: Ma per ora lei ha detto semplicemente di avere effettuato un viaggio.
Ora, della bomba poi...
EX 210 Romeo: No, io, questo... ci sto dicendo questo.
AVVOCATO Florio: Senta, il discorso è questo: si ricorda che, in fase di indagini preliminari, lei ha dichiarato che questo incontro con Giacalone, dal quale poi scaturì questo viaggio nel Lazio, a Roma, fu casuale.
EX 210 Romeo: Sì, fu casuale. Che lui era sceso a Palermo per prendere...
AVVOCATO Florio: Sì, ma dico, Giacalone la incontra per la strada e dice: 'bah, dobbiamo andare a Roma...'
EX 210 Romeo: No, lui è sceso diciamo da Roma. E' venuto giù, a Palermo, per prendere questo coso. Dice: 'vuoi venire con me?'
E io gli ho detto no, che avevo la firma.
Però poi ho visto che dovevo firmare di sera, poi lui ha detto che dovevamo partire con la nave. E io gli ho detto: 'va be', firmo e ce ne andiamo'. Tanto dovevo andare lunedì a firmare.
AVVOCATO Florio: ecco, ma tutto, mi faccia capire, per capire, avviene nell'arco di poche ore.
Giacalone dice: 'Romeo, vuoi...'
EX 210 Romeo: Nella stessa giornata.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, mi scusi, mi faccia finire.
'Romeo, vuoi venire su con me?'
Lei gli risponde: 'devo firmare stasera e poi vengo'.
E' andata così?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Quindi, non era un viaggio premeditato da tempo che lei aveva preordinato da tempo, dico.
EX 210 Romeo: No, no.
AVVOCATO Florio: No. Ecco, torniamo un attimo a quei biglietti.
Ma quei biglietti di nave. Perché lei ha dichiarato ieri, e credo lo confermerà, che il viaggio fu fatto da Palermo a Napoli via nave e poi dopo via terra.
I biglietti della nave erano nominativi?
EX 210 Romeo: No, non camminavamo mai coi nominativi... Cioè, non ce li davamo mai i nominativi giusti.
AVVOCATO Florio: Ecco, però...
EX 210 Romeo: Anzi, una volta Luigi Giacalone gli ha fatto un biglietto d'aereo a Gaspare Spatuzza e lui si è lamentato perché glielo ha fatto a nome e cognome suo.
AVVOCATO Florio: Però, mi scusi. Questo non è che torni, diciamo così, con quello che è il risultato delle indagini.
Perché in sede di interrogatorio 14 dicembre '95, pagina 3, è lo stesso dottor Chelazzi che parla:
"Noi avremmo ricostruito che questa storia si è svolta con una partenza da Palermo il venerdì 8 aprile alla sera. E nell'occasione, lei, con il suo nome, risulta registrato su una nave."
Quindi...
EX 210 Romeo: Quando sono sceso.
AVVOCATO Florio: Quindi, il suo nome c'è.
EX 210 Romeo: Quando sono sceso, diciamo, a Palermo...
AVVOCATO Florio: No, il dottor Chelazzi parlava di una partenza da Palermo, partenza da Palermo, quindi per andare a Napoli.
EX 210 Romeo: Io, i miei documenti...
AVVOCATO Florio: Lei aveva...
EX 210 Romeo: ... gliel'ho dato quando io sono sceso.
PRESIDENTE: Lasci finire l'avvocato. Lasci finire l'avvocato di fare la domanda.
AVVOCATO Florio: Lei sta parlando di un altro viaggio, quello del ritorno.
Io sto parlando del viaggio dell'andata.
Sembra - e così è risultato dalle indagini preliminari - che il suo nome, invece, tranquillamente risultasse dai registri navali, o quello che è. Dai documenti ufficiali.
Quindi, non è vero che viaggiavate senza far... con falso nome.
EX 210 Romeo: Cioè, io ho sceso con i miei documenti, sono sceso.
AVVOCATO Florio: Ma...
EX 210 Romeo: Con la macchina del fratello di Salvatore Grigoli.
AVVOCATO Florio: Allora lei lo diede il suo nome.
EX 210 Romeo: No, gli ho dato i miei documenti, io.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
Allora, nell'interrogatorio del 1 dicembre '95 a pagina 8 lei dichiara invece di non ricordarsi se avete fatto dei biglietti nominativi.
Cioè, è sempre il P.M. dottor Chelazzi che parla:
"... di una FIAT Uno bianca targata Roma."
"Molto bene. Avete fatto dei biglietti nominativi?"
"Non mi ricordo."
Com'è che ora se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Cioè, ora me lo ricordo perfettamente.
AVVOCATO Florio: Meglio, a distanza di due anni... Va be'.
EX 210 Romeo: E giustamente, dopo due anni...
PRESIDENTE: Avvocato, ma è lei che gli ha contestato che risulta, secondo gli accertamenti, che si era presentato con il suo nome.
Quindi non capisco cosa sia oggetto della contestazione.
AVVOCATO Florio: Ma come? Oggetto della contestazione è una certa discrasia tra...
PRESIDENTE: Lei ha detto: 'guardi che, secondo quello che afferma il Pubblico Ministero nell'interrogatorio, risulta che lei ha viaggiato sulla nave da Palermo a Napoli, con il suo nome'.
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Romeo: No, da Napoli a Palermo.
PRESIDENTE: Scusate, va be'...
AVVOCATO Florio: Da Palermo a Napoli. Lui dice...
EX 210 Romeo: Da Napoli a Palermo.
AVVOCATO Florio: Non ci... Vede, Presidente, non ci intendiamo con il collaboratore.
Stiamo parlando di due viaggi completamente differenti.
EX 210 Romeo: No, è sempre lo stesso viaggio...
AVVOCATO Florio: Perché io sto parlando del viaggio di andata; lui, sta parlando del viaggio di ritorno.
Comunque passiamo ad un altro argomento.
No, anzi, un'ultima domanda, le chiedo scusa, su questo: ma voi stavate viaggiando sulla autovettura di Francesco grigoli, dico male?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Poi, Giacalone avrà fatto i suoi, le sue pratiche per portare la macchina dentro l'autovettura.
Lei, nella nave, entrò... Dentro...
EX 210 Romeo: Io sono entrato...
AVVOCATO Florio: Voglio sapere: lei, nella nave, entrò a piedi?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei ieri ha riferito di non essere pratico, in ordine a, diciamo, biglietti, cose burocratiche da fare proprio in queste occasioni.
Se lo ricorda? Ieri mattina.
EX 210 Romeo: Sì, me lo ricordo.
AVVOCATO Florio: Ma quando tornò indietro, lei tornò da solo?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: E come fece per fare il biglietto...
EX 210 Romeo: Gli ho dato i miei documenti, gli ho dato.
AVVOCATO Florio: Era sufficiente questo per fare il biglietto?
EX 210 Romeo: Siccome là domandano il libretto... io, cioè, non le so fare queste... e gli ho dato i documenti.
AVVOCATO Florio: Lei aveva dei parenti vicino a Napoli?
EX 210 Romeo: Io? Io non ce n'ho parenti a Napoli.
AVVOCATO Florio: Neanche all'epoca.
EX 210 Romeo: Dove?
AVVOCATO Florio: No dico, neanche all'epoca, a quel tempo.
PRESIDENTE: Neanche nel '94.
EX 210 Romeo: Io neanche conosco i fratelli di mia madre. E si può informare.
AVVOCATO Florio: No, no.
Senta, ieri e anche in sede delle indagini preliminari, ha riferito che lei e Giuliano Francesco andaste a vedere la villetta di Contorno.
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Ma che lei sappia, perché l'attentato non poteva essere fatto lì, posto che si trattava di una strada stretta, di una strada che, tra l'altro, la Corte conosce, se non altro dal punto di vista fotografico. Perché l'abbiamo vista.
Lei ha saputo il perché doveva essere fatta, fatto l'attentato, diciamo, in maniera perigliosa, in maniera un po' rischiosa per la riuscita stessa dell'attentato, quando lui stava in questa strada stretta e poteva essere tranquillamente messo lì, l'esplosivo?
EX 210 Romeo: Io, quando ci sono passato della villetta, proprio davanti, con Giuliano, gli ho detto: 'scusa, perché non ci si mette una macchina qua, che così lui quando esce con la macchina, si fa saltare in aria così?'
E lui dice, dice: 'no, si deve fare come dicono loro'.
AVVOCATO Florio: Volevo tornare un attimo al movente che doveva portare all'omicidio di Contorno.
Perché - e qui penso di poter passare direttamente alla contestazione, perché già il collega che mi ha preceduto, ha fatto...
PRESIDENTE: Avvocato, le regole sono uguali per tutti.
AVVOCATO Florio: Le regole...
PRESIDENTE: La domanda e la contestazione.
AVVOCATO Florio: Allora, si ricorda se Contorno doveva essere ucciso, eliminato per far togliere il 41-bis?
EX 210 Romeo: No, per il fattore di Contorno no.
AVVOCATO Florio: Ecco, allora le contesto che a pagina 20 del 1 dicembre del '95, a domanda del Pubblico Ministero dottor Chelazzi, che era analoga alla mia oggi, cioè:
"Perché si doveva far saltare in aria Contorno?"
Lei risponde:
"Cioè, a me me l'ha detto Giuliano, perché dice il fatto del 41, per far togliere il 41."
A questo punto...
EX 210 Romeo: Senta...
AVVOCATO Florio: Mi scusi.
EX 210 Romeo: ... sicuramente mi sono sbagliato. Però...
AVVOCATO Florio: Mi scusi, mi faccia finire la contestazione e poi mi correggerà lei. La ripeto, un attimo.
"Perché dice il fatto del 41, per far togliere il 41."
Poi il Pubblico Ministero la corregge, devo dire la verità, dottor Chelazzi:
"Bisognava eliminare questo qui, che era stato un pentito."
"No, io parlo di Contorno."
"Perché diciamo era un pentito, sì."
Ecco, allora s'era sbagliato allora?
EX 210 Romeo: Sicuramente mi ero sba... cioè, per levare il 41, ammazzare un pentito non è che levano il 41.
AVVOCATO Florio: Questo...
EX 210 Romeo: Cioè allora se mi trovano a me e mi ammazzano devono levare il 41? Che ce ne frega quando m'ammazzano.
AVVOCATO Florio: Mi scusi, ma siccome l'ha detto lei, non l'ho detto io.
EX 210 Romeo: Sicuramente mi ero sbagliato.
AVVOCATO Florio: Lei la sa descrivere fisicamente la moglie di Scarano Antonio?
EX 210 Romeo: Cioè, quando l'ho vista io era una signora, diciamo, un pochettino grossa e bionda.
AVVOCATO Florio: Senta, ieri lei ha accennato anche a un altro fatto, che dopo il fallito attentato, il primo fallito attentato a Contorno, le persone che erano a Roma cominciarono a spaventarsi di Contorno. Questo l'ha riferito anche in sede di indagini preliminari. Al punto che poi c'è quel discorso delle armi e... Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì, sì.
AVVOCATO Florio: Ecco. Poi, invece questo discorso delle armi tramontò e si pensò ad un nuovo attentato. Dico bene?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Ma com'è che si spaventavano di Contorno? Cioè, Contorno era uno che si sapeva muovere, era uno...
EX 210 Romeo: Cioè, io non lo conosco a Contorno, però loro dicevano, si spaventavano se poteva essere armato, una cosa di queste.
AVVOCATO Florio: Eh, però si dovevano spaventare anche prima, mi scusi.
EX 210 Romeo: Dice che loro non ci volevano sparare perché doveva essere che... lo dovevano far saltare in aria e basta.
AVVOCATO Florio: Ho capito, ma dico...
EX 210 Romeo: Perché non è che era una persona là sopra che decideva, erano tutti che, ognuno diceva la sua. Solo che non hanno fatto nulla.
AVVOCATO Florio: Io ho capito, ma...
EX 210 Romeo: Perché se c'era solo un cervello che ragionava, lo faceva. Siccome quello lo voleva così, quello lo voleva così. Cioè, c'era possibilità di sparargli.
AVVOCATO Florio: Mi scusi Romeo, ma la domanda è questa: dopo il fallito attentato, il primo fallito attentato a Contorno, che è stato probabilmente fatto quando lei era detenuto, così ha detto lei, queste persone si spaventarono. Pensarono di uccidere con le armi, poi invece si pensò all'attentato.
Ora, dico io, ma - per conoscenza sua ovviamente, diretta o indiretta - queste persone dovevano spaventarsi... era spaventate anche prima? Perché Contorno si sapeva muovere anche prima, poteva essere pericoloso anche prima, o no?
EX 210 Romeo: Cioè, questa decisione l'aveva pure Grigoli, che voleva che saltava in aria. Che c'era chi diceva, tipo Benigno che gli voleva sparare, Giuliano pure diceva di sparare e qualche altra persona ha detto di no.
AVVOCATO Florio: Senta, fallisce questo attentato e praticamente non succede nulla. Nel senso che, ieri mattina in dibattimento lei ha riferito che Mangano dice: 'va be', è fallito, chi se ne importa', insomma.
EX 210 Romeo: Dice: 'l'importante è che loro sono qua, l'importante è che è finita bene'.
AVVOCATO Florio: L'importante, mi scusi?
EX 210 Romeo: Cioè che non sono successo danni, diciamo, ai ragazzi che c'erano, non hanno preso a nessuno e se ne sono andati.
AVVOCATO Florio: E quindi è stata accantonata questa decisione.
Lei sa se, al di là degli attentati ai monumenti di cui ha parlato ieri, c'era un progetto per attentare a dei monumenti fuori Italia?
EX 210 Romeo: Fuori di Italia?
AVVOCATO Florio: Sì.
EX 210 Romeo: No, non lo so questo.
AVVOCATO Florio: Non glien'ha mai parlato nessuno?
EX 210 Romeo: Cioè, in Italia sì, ma fuori d'Italia non lo so.
AVVOCATO Florio: Dopo l'arresto di Scarano e Giacalone, lei e Giuliano come arrivaste, se me lo può ripetere, a togliere l'esplosivo, con che mezzo?
EX 210 Romeo: Una FIAT Uno.
AVVOCATO Florio: Ma il primo tratto lo faceste sempre in nave?
EX 210 Romeo: Io questo...
AVVOCATO Florio: Palermo-Napoli.
EX 210 Romeo: ... discorso l'ho detto, però in questo momento non mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Scusi, mi sembra l'abbia detto ieri mattina però, sinceramente. Ora, non è che abbia detto cose di due anni fa.
EX 210 Romeo: Cioè, ho detto che siamo saliti con la macchina.
AVVOCATO Florio: Sì, ma le contesto - se è possibile contestare - dato che purtroppo non abbiamo i verbali ancora di ieri, ma soltanto ieri mattina lei diceva: 'me lo ricordo e mi ricordo che il primo tratto l'abbiamo fatto Palermo-Napoli via nave'.
Ora, se si corregge su quello che ha detto ieri, non lo so.
EX 210 Romeo: Comunque non mi ricordo questo.
AVVOCATO Florio: Non si ricorda.
Le devo fare un'altra contestazione sul tipo di macchina, posto che lei oggi ci dà un tipo di macchina, che è una FIAT Uno, circostanza che assolutamente non ricordava il 1 dicembre '95, a carte 42. C'è il Pubblico Ministero dottor Chelazzi che la interroga e dice:
"Avevate la macchina?"
"Sì."
"Che macchina era?"
"Non mi ricordo."
EX 210 Romeo: A quel tempo non mi ricordavo, ora con l'andare del tempo mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Ricorda meglio.
EX 210 Romeo: Ci sono alcune cose che mi sono dimenticato e alcune cose che mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Ecco, ma lei in carcere seppe che ci furono gli attentati di Firenze, Roma e Milano?
EX 210 Romeo: Certo che in carcere lo so, cioè, dal telegiornale però.
AVVOCATO Florio: Soltanto dal telegiornale o anche qualcuno che l'ha avvicinata?
EX 210 Romeo: No, no, non ho saputo niente io dentro il carcere.
AVVOCATO Florio: Ho capito.
Passiamo un attimo alla strage di Firenze. Il Lo Nigro e il Giuliano - se ho ben inteso quello che ha riferito ieri, mi sembra anche stamattina - parlo di Firenze, dovevano far danni a monumenti, però dovevano stare attenti a non ammazzare gente. Questo mi sembra che...
EX 210 Romeo: Questo è quello che mi ha detto Giuliano.
AVVOCATO Florio: Ecco. Di qui il discorso del congresso che diceva stamattina.
EX 210 Romeo: Cioè, però se succede, se capitava dispiaceva, non è che...
AVVOCATO Florio: Ecco, perché in effetti questa ultima circostanza lei non l'ha mai riferita, questa se capitava, non l'ha mai riferita. Nel senso, lei ha riferito, sempre il 1 dicembre '95, a pagina 65, parla sempre il... no, parla lei intanto:
"Cercavano un punto che..."
"Cose antiche", dice il dottor Nicolosi.
"Cercavano un punto", dice il dottor Chelazzi.
Romeo Pietro parla:
"Un punto bene di non fare troppo... di fare danno però non ammazzare gente che stava vicino."
E poi, ora per la correttezza della contestazione, lei ripete la stessa cosa a carte 67 dello stesso interrogatorio. E' il dottor Chelazzi che parla:
"Intendevano fare dei danni, però volevano evitare... Evitare di ammazzare diciamo gente che... gente, bambini...", e va bene.
E poi, perché la contestazione deve essere corretta...
Ah, mi scusi, ma loro li stavano scegliendo a caso questi monumenti? Di Firenze.
EX 210 Romeo: Cioè, cercavano monumenti antichi, non è che...
AVVOCATO Florio: Cercavano?
PRESIDENTE: Monumenti antichi.
EX 210 Romeo: Antichi.
AVVOCATO Florio: Sì, ho capito ma, siccome lei al difensore che mi ha preceduto ha risposto che il Giuliano non era mai stato a Firenze. E poi anche in sede di indagini preliminari ha riferito che questi monumenti il Lo Nigro e il Giuliano se li andavano a cercare a caso. Bastava che fosse un monumento antico, in sostanza? Potevano essere gli Uffizi, come, che ne so, la Galleria dell'Accademia, o quel Davide di Piazzale Michelangelo di cui ha riferito un collaboratore prima di lei?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
PRESIDENTE: Vuol sapere se bastava un monumento importante, ma doveva essere questo o quell'altro, o lo sceglievano loro a caso?
EX 210 Romeo: Lo sceglievano loro.
PRESIDENTE: Lo sceglievano.
AVVOCATO Florio: Ho capito. Chiedo scusa un attimo.
Senta, Giuliano le raccontò, mi sembra, di un vigile urbano - lei ha riferito già in sede di indagine, poi eventualmente lo vediamo - dicevo, Giuliano le raccontò di un vigile urbano che gli disse di spostare un'auto e, mentre stava elevando una contravvenzione, o qualcosa del genere, saltò in aria per l'esplosivo, se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì.
AVVOCATO Florio: Ecco. Ma in quella occasione c'era anche Lo Nigro?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo se c'era Lo Nigro, però lui mi ha detto... Cioè, in quell'attentato?
AVVOCATO Florio: No in qualche attentato, io sto parlando dell'attentato dove saltò in aria il vigile.
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVVOCATO Florio: Allora le faccio osservare che il 14 dicembre del '95 lei disse che invece Lo Nigro c'era. Perché... ora sto cercando la contestazione. A carte 25 di quell'interrogatorio del 14 dicembre. Allora:
"A me Giuliano una volta mi ha raccontato che quando loro hanno fatto questo discorso c'era un vigile urbano che gli ha detto di spostare la macchina e loro si sono allontanati e il vigile urbano è andato vicino alla macchina, forse voleva fare il verbale della macchina."
Dottor Chelazzi:
"Una contravvenzione."
Romeo:
"Solo che è saltata in aria."
Dottor Chelazzi:
"Ah. E questo discorso il vigile urbano a chi l'avrebbe fatto, a Giuliano?"
"A Giuliano.", conferma lei.
"Proprio a lui personalmente?"
Risponde lei:
"C'era Lo Nigro."
Si ricorda meglio ora, o si ricordava meglio allora?
*EX 210 Romeo: Sì, mi ricordavo meglio allora.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Chi deve intervenire?
AVV. Cianferoni: Io, Presidente, avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Solo lei?
AVV. Cianferoni: Penso, non lo so.
PRESIDENTE: Possiamo fare una breve sospensione?
AVV. Cianferoni: Senz'altro.
PRESIDENTE: Dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Avvocato, può riprendere.
AVV. Cianferoni: Sì, grazie Presidente.
PRESIDENTE: O iniziare, se crede.
AVV. Cianferoni: Sì. Dunque, allora appunto, per la verbalizzazione, sono l'avvocato Cianferoni.
Dunque, signor Romeo, vuole dire alla Corte dove si trova la località di Capena?
EX 210 Romeo: Senta, io così non ce lo so spiegare.
PRESIDENTE: Da che parte...
EX 210 Romeo: Però se io ci devo andare, ci vado.
PRESIDENTE: Da che parti si trova?
EX 210 Romeo: Formello, queste parti.
AVV. Cianferoni: Allora ci dica dov'è Formello.
EX 210 Romeo: Io così, gliel'ho detto, io non glielo so spiegare.
PRESIDENTE: Ma è vicino a qualche città?
EX 210 Romeo: Cioè, se io ci devo andare, ci vado.
PRESIDENTE: Mi dice, è vicino a qualche città?
EX 210 Romeo: Paesini sono.
PRESIDENTE: Dove?
EX 210 Romeo: Ci sono paesi. Cioè, io non ce lo so spiegare, perché non è che io ci sono andato tante volte e so... Sono andato in quel posto e basta. Poi abbiamo attraversato altri paesini.
AVV. Cianferoni: Quindi alla domanda del signor Presidente, se è vicino a qualche città grossa, non sa dare...
EX 210 Romeo: Non ce lo so dire.
AVV. Cianferoni: Non ce lo sa dire.
Può riferire in che modo fu nascosto l'esplosivo in quella villetta a Capena?
EX 210 Romeo: Sotto terra.
AVV. Cianferoni: Ci può fare un disegno di come fece a nasconderlo? In che punto di questo giardino?
EX 210 Romeo: Cioè, abbiamo visto un giardino, almeno era abbandonato, c'era erba e c'è una ferrovia vicino.
PRESIDENTE: Ma il giardino della villetta, è lì che lei ha messo questo...
EX 210 Romeo: No, no. Vicino, diciamo, dove c'era la villetta.
AVV. Cianferoni: Quante ore ci avete impiegato a fare questo lavoro?
EX 210 Romeo: Cioè, ci siamo stati una mezzoretta.
AVV. Cianferoni: Una mezzoretta.
A proposito del fattore di Formello, qui, in questo processo è stato sentito anche Ciaramitaro. Ciaramitaro, le dico, il giorno 11 luglio, disse:
"L'esplosivo non è esploso perché gli mancava un'altra sostanza, non so cos'è."
Il Pubblico Ministero poi disse, stessa udienza:
"Era partito il detonatore, ma l'esplosivo non era scoppiato."
Ora io le chiedo: lei sa il motivo per il cui il pacco di Formello non funzionò?
EX 210 Romeo: Cioè, io non lo so, io non ne capisco niente di queste cose.
AVV. Cianferoni: Però se non sbaglio ieri mattina ci ha parlato di un detonatore. Lei sa...
EX 210 Romeo: Va be', io sentivo parlare che parlavano esplosivo, detonatore, gelatina, però non è che io so che cosa sono queste cose.
AVV. Cianferoni: Quindi non me lo sa descrivere un detonatore, non l'ha mai visto?
EX 210 Romeo: No, no. Cioè, ho visto quando siamo saliti con Giacalone un coso piccolo, però se era filo, se era... non mi ricordo bene. Che se lo portava appresso.
AVV. Cianferoni: Quindi allora, vorrei capire, cos'è che mancava, il detonatore o la gelatina?
EX 210 Romeo: Uno dei due ci mancava.
AVV. Cianferoni: E lei non me lo sa dire?
EX 210 Romeo: No.
AVV. Cianferoni: Quanto erano grandi questi rotoli di esplosivo?
EX 210 Romeo: Cioè, erano grandi come una cosa di formaggio, diciamo quanto una ruota di formaggio.
AVV. Cianferoni: Quanto pesavano secondo... lei li ha avuti in mano?
EX 210 Romeo: Sì.
PRESIDENTE: Lo ha già detto ieri avvocato.
AVV. Cianferoni: Sentiamo.
PRESIDENTE: ... lo ha detto.
AVV. Cianferoni: Allora, ricordo bene che ha detto che pesavano 20-30 chili?
EX 210 Romeo: 30, 40...
AVV. Cianferoni: Se dovesse farmi un paragone per il peso, pesavano quanto? Mi trovi un oggetto che pesava quanto quelle...
EX 210 Romeo: Cioè, siccome quando io le ho prese queste cose eravamo stanchi, perché abbiamo fatto una fossa grande, perché dice che ce n'erano quattro e noi siamo allargati la fossa. Perciò io, quando ho preso queste cose, io... avevamo tutti e due la lingua di fuori, per levarle subito. Che abbiamo fatto una cosa di corsa, perciò io non ce lo so dire quanto pesava, in quanto in quel momento avevo solo per levarla e basta.
AVV. Cianferoni: Da dove li avete levati?
PRESIDENTE: Ha capito?
EX 210 Romeo: Dalla villetta.
PRESIDENTE: Dall'interno della villetta, o dall'esterno?
EX 210 Romeo: Cioè, nel giardino dove c'è la villetta.
PRESIDENTE: Erano sotto terra?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Ieri mi pare che abbia detto che erano in un forno.
PRESIDENTE: Vicino a un forno.
EX 210 Romeo: Quando sono venuto io a Roma con Luigi Giacalone l'ho visto fuori, poi quando c'è stato il fallito attentato hanno preso l'esplosivo, l'hanno messo sotto terra e se ne sono andati.
PRESIDENTE: E lei ci è tornato invece dopo per...
EX 210 Romeo: Quando hanno arrestato a Luigi Giacalone, poi dopo pochissimo tempo l'abbiamo levato perché Nino Mangano ha detto che la villa l'aveva intestata lui. Dice che c'erano, già c'era la Polizia che aveva saputo della villetta.
AVV. Cianferoni: Ecco. Su questa circostanza le chiedo ancora: se ho capito bene questo esplosivo era nascosto nella villetta. Uso una parola che forse lei non comprende bene, nelle pertinenze di questa villetta. Era lì, in questo posto.
PRESIDENTE: Vicino alla villetta era.
EX 210 Romeo: Sempre diciamo a parte della villetta.
AVV. Cianferoni: Come fu allora che fu deciso di spostarlo, ma di lasciarlo sempre dentro la villetta. Lo sa lei?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
AVV. Cianferoni: Cioè a dire, se ho capito bene il problema era l'arresto del Giacalone e dello Scarano. Ma allora, proprio perché questa villetta portava allo Scarano, l'esplosivo sempre lì è rimasto, o mi sbaglio?
EX 210 Romeo: Sì, è rimasto là, però quando hanno arrestato a Luigi Giacalone si è andato a levare questo esplosivo.
AVV. Cianferoni: Ma Giacalone e Scarano furono arrestati insieme.
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Allora è stato spostato due volte?
EX 210 Romeo: Come due volte? Io una vo... Cioè, una volta quando hanno arrestato a Luigi Giacalone assieme a Scarano.
AVV. Cianferoni: Una volta. Lei può dirci grossomodo che mese era quando è salito per fare questa operazione?
EX 210 Romeo: Comunque, che era d'estate, era d'estate, però il periodo non ce lo so... io non è che mi appuntavo il giorno, o il periodo. Là tutti i giorni noi facevamo... cinquantamila cose al giorno facevamo.
AVV. Cianferoni: C'erano già stati i Mondiali di calcio?
EX 210 Romeo: Come?
AVV. Cianferoni: Le partite dei Mondiali di calcio c'erano già state?
EX 210 Romeo: Non mi ricordo.
AVV. Cianferoni: Si ricorda che ci fu il Mondiale dell'Italia?
EX 210 Romeo: No, no.
AVV. Cianferoni: Non se lo ricorda. Con che arnesi faceste questa operazione?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
AVV. Cianferoni: Con quali arnesi avete fatto questa operazione di spostare? Avete fatto tutto con le mani?
EX 210 Romeo: No, c'era un pico, una pala.
AVV. Cianferoni: Dov'era questa pala?
EX 210 Romeo: Là, nel villino.
AVV. Cianferoni: Come faceste a trovarla?
EX 210 Romeo: Come, come abbiamo... Se era nel villino, che dobbiamo trovare?
AVV. Cianferoni: Ma lei c'era mai stato in questo villino?
EX 210 Romeo: Quando sono salito con Luigi Giacalone.
AVV. Cianferoni: Voglio dire, avere avuto le chiavi del villino è un fatto, ma trovarci dentro una pala è un altro fatto. Mi vuole dire...
EX 210 Romeo: Erano tutte cose là, non è che c'era solo que... C'erano tutti gli attrezzi di giardino. Poi, cioè, non abbiamo trovato, erano là queste cose.
AVV. Cianferoni: Ma poi lei... cioè io e lei, abbiamo parlato finora di una pala, lei mi dice tutti gli attrezzi. Mi vuole dire lei...
EX 210 Romeo: Scusi, per fare una fossa non è che ci vuole... si deve fare con le mani.
AVV. Cianferoni: Questo non lo so. Io le chiedo se si ricorda...
EX 210 Romeo: Non lo sa.
AVV. Cianferoni: ... che attrezzo adoperò lei e che attrezzo adoperò chi era con lei.
EX 210 Romeo: Una pala.
AVV. Cianferoni: Una sola?
EX 210 Romeo: E un pico, glielo sto dicendo e gliel'ho detto più di una volta.
AVV. Cianferoni: Ma era giorno o era notte quando avete...
EX 210 Romeo: Giorno.
AVV. Cianferoni: In questo processo... Insomma, in conclusione, da dove li prendeste questi arnesi, se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Che cosa?
AVV. Cianferoni: Da dove? Da che stanza, da che posto avete preso la pala e il picco?
EX 210 Romeo: No, non era in una sta... c'è il villino e all'entrata c'era un coso di legno, un coso fatto tutto di legno che c'entra una macchina. Erano messi tutte qua.
AVV. Cianferoni: Senta, ma - se se lo ricorda - erano attrezzi nuovi, o attrezzi vecchi?
EX 210 Romeo: Attrezzi vecchi.
AVV. Cianferoni: Perché abbiamo sentito nel processo un certo Alei Giuseppe, che era il proprietario di questo villino, poi le dico io, che l'ha venduto. Questo signore disse:
"Dopo qualche giorno è arrivato il maresciallo della DIA a casa mia.", rispetto all'arresto di Scarano. Alei disse queste parole.
Lei l'ha conosciuto questo signor Alei?
EX 210 Romeo: No.
AVV. Cianferoni: Questo esplosivo che andò a spostare, a che cosa doveva servire?
EX 210 Romeo: Cioè, momentaneamente non doveva servire a nulla, però se si decideva di fare qualche cosa doveva servire, a sempre... Nino Mangano ha detto: 'va be', non si può sapere mai, se deve servire già si trova là sopra'.
AVV. Cianferoni: Ma lei sa se era una rimanenza del fatto di Contorno?
EX 210 Romeo: Cioè, loro non è che la rimanenza, ce n'era più di uno là, esplosivo; più di un rotolo. Non è che ce lo potevamo mettere tutto a Contorno.
AVV. Cianferoni: Ecco, ho capito.
Quando è tornato a Capena con la Polizia, che mese era?
EX 210 Romeo: Ma mi sembra il mese di novembre.
AVV. Cianferoni: Ecco, le faccio questa domanda: poco fa lei ha detto di non saperci dire bene dove è Capena. Ma il nome, intanto, se lo ricordava?
EX 210 Romeo: Sì, me lo ricordavo, Capena.
AVV. Cianferoni: E come fece a far trovare questo villino alla Polizia?
EX 210 Romeo: L'abbiamo trovato dopo tante e tante ore di girare, perché io non sapevo bene il punto, che era di notte; cioè, dalla sera fino all'indomani mattina.
Poi visto che mi sono ricordato che c'era un ponte, siccome di là ci passavamo spesso con la Polizia, sempre a girare a girare, solo che io ci sono stato poco, e non lo individuavo il posto. Poi ho visto il ponte e gli ho detto: 'è qua' e mi sono ricordato dove l'ho messo.
AVV. Cianferoni: Di notte lei ha individuato questo ponte?
EX 210 Romeo: Sì, fino di mattina, nella mattinata.
AVV. Cianferoni: E quando avete fatto lo scavo per tirar fuori questi rotoli, gli arnesi la Polizia li aveva con sé, o li ha trovati lì?
EX 210 Romeo: Come?
AVV. Cianferoni: Con che pale è stato fatto lo scavo: ce l'avevate appresso, o stavano lì?
EX 210 Romeo: No, sono venuti i Vigili Urbani, i Pompieri e l'hanno fatto loro.
AVV. Cianferoni: Ma ho capito bene che proprio a novembre lei ha deciso di collaborare?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Le faccio questa domanda: perché ha parlato subito di cose che non la riguardavano? Mi può rispondere?
EX 210 Romeo: Cioè, a me non mi riguardava, però io sapevo queste cose e gliel'ho dette alla Magistratura.
AVV. Cianferoni: Sì, ma perché subito di queste e non di qualche fattore di Palermo?
EX 210 Romeo: Ma io gli ho raccontato tutto quello che sapevo, non solo questo che non sape... Quello che ho fatto, quello che non sapevo, eh...
AVV. Cianferoni: Ho capito. Però proprio ieri il Pubblico Ministero le ha fatto più o meno la stessa domanda e lei ha detto: 'Lei ha fatto ritrovare l'esplosivo prima o dopo di aver parlato con i Giudici?'
Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: E lei che risposta ha dato?
EX 210 Romeo: Cioè, gli avevo parlato prima, io, solo che io me lo sono dimenticato.
AVV. Cianferoni: "Gli avevo parlato prima" di che cosa e con chi?
EX 210 Romeo: Con i Magistrati di Palermo.
AVV. Cianferoni: Quindi, lei ha parlato prima con i Magistrati di Palermo...
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: ... e poi ha fatto ritrovare questi rotoli.
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: E ci parlò di questi rotoli?
EX 210 Romeo: No, gli ho detto che c'era esplosivo a Roma e a Palermo.
AVV. Cianferoni: Quindi, allora lei sa che Capena è vicino Roma.
EX 210 Romeo: Cioè, che è vicino Roma lo so.
AVV. Cianferoni: E allora perché, prima, quando le abbiamo chiesto - tanto io che la Corte - se sapeva che era vicino a qualche città, non l'ha saputo dire.
EX 210 Romeo: Cioè, ma a me mi sembrava qualche città di là, io.... Cioè, non è che io sono andato mai fuori. Io non ci sono andato mai fuori. Che è vicino Roma lo so.
AVV. Cianferoni: Ora lo sa.
Senta, si ricorda quanta distanza c'era fra il posto dove era nascosto questo esplosivo e il posto dove l'ha nascosto lei? Quanto era distante questa buca?
EX 210 Romeo: 200-300 metri. Ma pure di meno.
AVV. Cianferoni: E come l'avete trasportato per 200-300 metri?
EX 210 Romeo: Con la macchina.
AVV. Cianferoni: Con la macchina?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Dentro il villino?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Ma prima ci ha parlato delle lingue di questi rotoli.
EX 210 Romeo: Come?
AVV. Cianferoni: Prima ci ha detto che avevano delle lingue.
EX 210 Romeo: Lingue?
AVV. Cianferoni: Lei ha detto: 'avevano dei cosi per uscirli'. Tant'è che le volevo chiedere: come li avete trasportati?
Glielo chiedo ora, ora lei mi dice "con la macchina".
Allora, ci dica precisamente come avete fatto.
EX 210 Romeo: Senta, erano sottoterra. Li abbiamo presi di sottoterra e l'ho messi sopra la macchina e li abbiamo trasportati là sotto, vicino alla ferrovia.
AVV. Cianferoni: Quando è andato a Capena, i rotoli erano ancora nello stesso posto dove li aveva messi lei?
EX 210 Romeo: Sì. Il posto lo sapevo io e Giuliano.
AVV. Cianferoni: Che colore... Ce li sa descrivere un po' meglio? DI che colore erano?
EX 210 Romeo: Come che colore erano?
AVV. Cianferoni: Avevano un colore questi oggetti?
EX 210 Romeo: Cioè, c'era messo tutto lo scotch, quello da imballaggio, tutto a girare.
AVV. Cianferoni: Ma lei questi rotoli li ha visti, poi, anche negli uffici della DIA?
EX 210 Romeo: No, io l'ho fatto ritrovare e me ne sono andato.
AVV. Cianferoni: Come se n'è andato?
EX 210 Romeo: Eh, e che dovevo fare? Mica debbo stare là, io.
AVV. Cianferoni: L'avranno portata via.
EX 210 Romeo: Vengono i giornalisti, che mi sto là, io?
AVV. Cianferoni: Come i giornalisti?
EX 210 Romeo: Che non si sanno come sono queste cose, cioè che i giornalisti sono dappertutto? Io, quando gli ho fatto trovare le cose, io ho detto: 'io me ne voglio andare di qua'. E me ne sono andato.
AVV. Cianferoni: Mah. Senta, lei sa, quando fu fatto l'attentato a Contorno, che scoprì il benzinaio?
EX 210 Romeo: Cioè, io sapevo - detto da Giuliano - che era un benzinaio che ha trovato, diciamo, queste cose e ha chiamato la Polizia.
AVV. Cianferoni: Non sa...
EX 210 Romeo: Chi diceva che era un passante, chi diceva che era un benzinaio.
AVV. Cianferoni: Senta, qualcuno le ha mai detto che cosa dire nei processi?
EX 210 Romeo: Come?
AVV. Cianferoni: Qualcuno le ha mai detto che cosa dire nei processi?
EX 210 Romeo: Che devo dire? Quello che so io, devo dire. Che a me non mi ha detto niente nessuno. Io quello che ho detto è quello che mi hanno raccontato e quello che ho fatto io.
AVV. Cianferoni: lei ha mai parlato col Ciaramitaro dei fatti delle stragi?
EX 210 Romeo: Cioè, quando eravamo liberi sì. Come parlavo io, ci parlava Giuliano, ci raccontava pure Cosimo.
AVV. Cianferoni: lei sa quanto tempo passò tra il primo tentativo per Contorno e il secondo tentativo?
EX 210 Romeo: No. Non mi ricordo, io, questo.
AVV. Cianferoni: Li conosce i monumenti delle stragi?
EX 210 Romeo: No, non li conosco. Cioè, l'ho visti in televisione.
AVV. Cianferoni: Quanto tempo dopo li ha visti in televisione?
EX 210 Romeo: Cioè, l'ho visto quando è successo che ero in carcere, che ho visto la televisione. E li vedevo là: le immagini. Nei giornali...
AVV. Cianferoni: Ma questi fatti di strage lei lo sa quando sono successi?
EX 210 Romeo: Nel '93.
AVV. Cianferoni: Più vicino Natale, più vicino l'estate, più vicino la Pasqua? mi dica un po'.
EX 210 Romeo: Comunque nel '93, non è che io... Cioè, non ci facevo caso a queste cose, alle date, se era estate o era inverno.
AVV. Cianferoni: Ma lo sa descrivere il nascondiglio che ha visto sul camion del Carra?
EX 210 Romeo: Era nel mezzo del cassone: si alzava ed era sotto lo châssis.
AVV. Cianferoni: Sotto lo châssis.
EX 210 Romeo: Sotto, sopra... Diciamo, tra lo châssis e... nel mezzo...
AVV. Cianferoni: Questo nascondiglio era su quel modello di 110 che ha detto ieri?
EX 210 Romeo: No, era un TIR che aveva lui.
AVV. Cianferoni: Quanto era grande questo nascondiglio?
EX 210 Romeo: Era un bel po'; più di qualche metro, di più, poteva essere, più o meno.
AVV. Cianferoni: Quando le sono state fatte domande sulla lettera che ha fatto pervenire alla Corte, lei ha dato delle risposte.
Si ricorda se è stato sentito dal Pubblico Ministero di Palermo, dopo quella lettera?
EX 210 Romeo: No, non mi ricordo.
AVV. Cianferoni: Il 17 di luglio del 1997, dalla dottoressa Sabatino.
EX 210 Romeo: Non mi ricordo. Io date non ne guardo, io.
AVV. Cianferoni: Si parla di due mesi fa.
EX 210 Romeo: E io glielo sto dicendo, io non è che guardo date o mesi.
AVV. Cianferoni: Si ricorda se con la dottoressa Sabatino, nell'interrogatorio, parlò più precisamente di che cosa aveva sentito quella mattina?
EX 210 Romeo: Qua?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Romeo: Sì, il fattore che dicevano 'ciao', Lo Nigro diceva che vuole bene alla mia famiglia, tutto questo.
AVV. Cianferoni: Questo ricorda, lei? Ricorda se parlò di magistrati e poliziotti?
EX 210 Romeo: Magistrati? Quando mi ha chiamato la Sabatino?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Romeo: No, io ho parlato con il magistrato.
AVV. Cianferoni: Ecco, le opero una contestazione.
Per la conoscenza della Corte, leggo dal verbale del 17 luglio, Pubblico Ministero di Palermo.
Prendo da un punto:
"In un certo senso mi fa un po' rabbia quanto è accaduto e soprattutto la mia reazione immediata. Ed è per questo che ancora oggi voglio ribadire la mia intenzione di essere risentito, chiedendo espressamente che venga informata la Corte di Assise di Firenze."
Fermiamoci qui. Si ricorda di avere fatto questa richiesta?
EX 210 Romeo: Io non l'ho capito bene.
AVV. Cianferoni: Lei chiese che voleva essere sentito a Firenze di nuovo?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Bene. Tornando al discorso dei magistrati, leggo ancora...
EX 210 Romeo: Però io ho parlato con il magistrato, che io volevo...
PRESIDENTE: L'avvocato sta leggendo quello che lei ha detto al magistrato di Palermo, pochi giorni dopo essere venuto qui.
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: "Aggiungo che, quel giorno, dalle gabbie mi veniva anche detto di riferire che erano stati i magistrati e gli investigatori a suggerirmi il contenuto delle dichiarazioni poi trascritte nel verbale."
Di nuovo mi fermo. Questo fatto se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì, sì, è vero.
AVV. Cianferoni: In che senso?
EX 210 Romeo: Cioè, io gliel'ho sentito dire a Giuliano, che diceva: 'questo glielo fanno dire i magistrati, cosa devono dire'.
AVV. Cianferoni: Ma se lo ricorda ora perché le ho letto io questo fatto?
EX 210 Romeo: Cioè, me lo ricordo che ora me lo sta leggendo lei, però l'ho fatte, io, queste dichiarazioni.
AVV. Cianferoni: Però vedo - io gliel'ho lette - il nome di Giuliano qui non c'è. Lo sta facendo lei ora.
EX 210 Romeo: Comunque io l'ho detto, però...
AVV. Cianferoni: E lei...
PRESIDENTE: Si ricorda chi aveva fatto questi discorsi?
EX 210 Romeo: Sì, Giuliano.
PRESIDENTE: Era stato Giuliano.
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: E poi dice anche:
"Al riguardo, dico sin d'ora che nulla mi è stato mai suggerito dai magistrati e dagli investigatori."
EX 210 Romeo: Certo.
AVV. Cianferoni: Questo lo volle dire lei, le fu chiesto?
EX 210 Romeo: Non l'ho capito.
AVV. Cianferoni: Com'è che...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere se questa frase, quello che ha detto: 'gliel'hanno suggerito i magistrati e i poliziotti', è una frase che lei ha detto; e poi aveva aggiunto 'non mi ha suggerito nulla né magistrati né poliziotti' è una cosa che ha detto spontaneamente lei, o che gliel'ha chiesto il magistrato che la interrogava?
EX 210 Romeo: No, di spontaneo io l'ho detto. Perché a me il magistrato non mi ha detto niente nessuno. I magistrati mi hanno detto solo di dire solo la verità e di non dire cose che non so.
AVV. Cianferoni: Un chiarimento. Si ricorda di essere stato sentito dal Pubblico Ministero di Firenze il 29 giugno dell'anno scorso?
EX 210 Romeo: Senta, a me mi hanno chiamato tanti magistrati, e io non mi ricordo... Cioè, mi hanno chiamato, però non so la data, il giorno, il mese. Io non me li ricordo.
AVV. Cianferoni: Romeo, io la ringrazio sempre delle sue risposte, non c'è bisogno - mi consenta - che faccia polemica.
Io le dico soltanto che...
EX 210 Romeo: E io le sto dicendo così. Cioè, io non è che cammino con la macchina da scrivere come ci cammina lei. Io non è che c'ho foglio e mi metto dalla mattina alla sera a leggere dichiarazioni. Io non ho neanche un foglio.
AVV. Cianferoni: Ma, guardi, c'è qualcuno che la fa codesta cosa? C'è qualcuno che legge dalla mattina alla sera dichiarazioni?
EX 210 Romeo: Non lo so.
AVV. Cianferoni: Conosce qualche pentito che lo fa?
EX 210 Romeo: Questo lo può sapere lei.
AVV. Cianferoni: Io non sono mica della DIA.
EX 210 Romeo: Io non lo so se c'è qualche altro pentito che si legge le dichiarazioni; io non lo so. Se lo può andare a cercare lei, io non lo posso trovare.
AVV. Cianferoni: Va bene. No, perché, dicevo, in questo interrogatorio si ricorda che parlò di questo fattore della Torre di Pisa.
Se lo ricorda?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Su questo punto si ricorda - e poi arriva anche una contestazione, per la Corte - che pochi giorni prima era stato sentito a Palermo?
E a Palermo fece delle riserve, le dico io, dicendo che aveva paura per la sua sicurezza. Se lo ricorda questo?
EX 210 Romeo: Sì.
AVV. Cianferoni: Allora, in che cosa consistevano queste riserve a Palermo? Che poi ne parliamo, di quello che ha detto a Firenze.
Che voleva dire, a Palermo, che poi non volle dire più?
*EX 210 Romeo: Io non intendo rispondere.
AVV. Cianferoni: Non ho altre domande.
PRESIDENTE: C'è nessun altro intervento?
AVVOCATO Pepi: Presidente, mi scusi.
PRESIDENTE: Mi dica.
AVVOCATO Pepi: Giuliano voleva fare delle dichiarazioni spontanee.
PRESIDENTE: Avanti, Giuliano.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, Presidente.
Prima che Giuliano faccia le sue dichiarazioni spontanee...
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... siccome tanto l'esaminato se ne sta andando, io illustro alla Corte il calendario proposto dal Pubblico Ministero per la ripresa delle udienze...
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: ... che mi risulterebbe decorra dal 13.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, preliminarmente - sennò non si capisce il calendario - i difensori vorranno prendere atto che da oggi, nella Segreteria del Pubblico Ministero, si trovano depositati questi atti a loro disposizione.
Sono gli interrogatori resi ai sensi dell'articolo 363 del Codice di procedura al Pubblico Ministero di Firenze da Grigoli Salvatore, in data 24 giugno '97 e in data 16 settembre '97; nella forma della trascrizione e nella forma della verbalizzazione riassuntiva.
Poi, nota della Procura della Repubblica di Palermo del 26 luglio '97, alla quale sono allegate annotazioni 22 luglio '97, con relazione di servizio 10 luglio e 25 luglio '97.
Poi ancora una annotazione della Questura di Palermo, Squadra Mobile, datata 12 settembre 1997; questa in originale con rilievi descrittivi, fotografici e quant'altro.
Ora, come abbiamo fatto in tutte le altre occasioni, in cui abbiamo dato atto di questi depositi in sede d'udienza, passo una copia di una nota scritta - che è più dettagliata, ovviamente, di quello che ho detto a voce - alla signora segretaria per la allegazione al verbale.
E' in data odierna, firmata ovviamente dal dottor Nicolosi e da me.
Tanto premesso, il Pubblico Ministero intende, in quanto vi sia consenso da parte della parte interessata, cioè a dire dalla difesa dell'imputato Grigoli Salvatore, procedere anticipando l'esame, rispetto alla scadenza prevista in via ordinaria dal Codice, dell'imputato Grigoli, appunto, nei giorni, siccome mi risulta che faremo delle udienze...
PRESIDENTE: Di mezza giornata.
PUBBLICO MINISTERO: ... per così dire al 50%, in termini temporali, per i giorni 13, 14 e 15.
In data 16 ottobre procedere all'esame ai sensi dell'articolo 210 in video-conferenza, come già disposto dalla Corte, di Monticciolo Giuseppe.
Per il giorno 17 ottobre l'esame ai sensi... ai sensi, insomma, nella qualità di testimone, di Contorno Salvatore.
E per la stessa mattina, previo provvedimento di accompagnamento che viene formalmente richiesto alla Corte, dei testimoni Polacci, Nannola e Ginestra; questi per due volte citati al dibattimento con citazione, in entrambi i casi, notificata all'interessato, senza comparizione e senza che sia stato rappresentato un legittimo impedimento.
Ecco, questo è il programma che abbraccia i giorni dal 13 al 17, quindi dal lunedì al venerdì, della settimana non quella prossima ma quella ulteriore.
PRESIDENTE: Allora, prima sentiamo la dichiarazione di Giuliano, poi daremo la parola ai difensori su queste richieste.
Giuliano, può parlare.
*IMPUTATO Giuliano: Presidente, sono Giuliano. Avrei preferito che Romeo rimanesse, ma comunque... Poi chiederò il confronto a fine dichiarazione.
Signor Presidente, sono stato arrestato il novembre, grazie a Romeo.
Mi hanno arrestato alle due e mezza di notte e quando mi hanno portato alla Squadra Mobile ero nudo e mi hanno messo in una stanza circondato da agenti della Squadra Mobile.
Dopo qualche ora che ero nella stanza, è entrato Pietro Romeo e ha chiesto di stare solo insieme a me. E così gli agenti della Squadra Mobile fecero.
Romeo, in quella stanza, mi disse che io dovevo collaborare e mi dovevo accollare tutto ciò che la Squadra Mobile mi contestava, senza avere paura, perché tanto in carcere non ci andavamo più. Anzi, mi disse che per noi c'erano 500 milioni e protezione in Altitalia.
In quella stanza mi disse che ci dovevano poi portare in una località che ancora lui non sapeva, per farci vedere una serie di oggetti.
Mi ha raccomandato di firmare tutto ciò che mi davano. Poi mi disse che, dopo, doveva telefonare a Ciaramitaro per farlo pentire, così eravamo a posto.
Io ero rimasto di ghiaccio. Ho detto solo: 'come facciamo a dire delle assurdità sul conto di altre persone?'. Lui mi rispose: 'non ti preoccupare, tanto l'ergastolo lo prendono lo stesso, perciò o ti metti con noi, o contro di noi.
Dimmelo subito'.
A questo punto, signor Presidente, entrarono i dirigenti della Squadra Mobile che mi minacciarono che io non uscivo più dal carcere e fecero uscire Romeo dalla stanza.
Un dirigente mi disse che forse volevo un po' di tempo per riflettere e mi fecero vedere mia figlia. Ma io restai meravigliato e gelato, quasi pietrificato da tutta quella confusione.
Altri dirigenti mi dicevano che un'occasione così non si sarebbe più ripetuta. Mi insultavano, che io non avevo mai visto 500 milioni, e qualcuno mi diceva che mi avrebbe fatto morire in carcere con il 41, e faceva leva sul fatto che io avevo due bambine.
Ma, infine, mi portarono al carcere promettendosi che ritornavano a farmi visita.
Dopo qualche settimana venne un certo Giuffré - così l'ho visto che si chiamava nella televisione - era insieme a un altro funzionario che aveva l'accento napoletano e mi chiesero se ci avevo riflettuto. Dopo il mio rifiuto, mi minacciarono che stavano lavorando per farmi notificare delle accuse terrificanti, facendomi spaventare al punto che io chiesi all'agente di custodia di tornare in cella.
Dopo qualche settimana vennero altre tre volte con persone diverse; certe volte si presentavano come ispettori, come capitani. Erano sempre vestiti in borghese. E tutte le altre volte che venivano gli agenti di custodia mi dicevano sempre che dovevo andare in Matricola per notifica. Ma, in realtà, trovavo loro.
E un giorno vennero anche di martedì - dove avevo finito di fare il colloquio - e mi dicevano: come dovevano fare i miei figli senza di me?
Fu in quell'occasione che mi fecero leggere una lettera di Romeo, dove mi diceva di andarlo a trovare a lui, che si trovava a Parma - me l'hanno detto i dirigenti: a Parma - e sempre questo ispettore mi dissero di non preoccuparmi per le tragedie, perché le tragedie fatte a fin di bene fanno solamente bene. Tanto, persone come Bagarella, Mangano, Graviano prendono sempre l'ergastolo, perciò non c'è bisogno che io mi faccia scrupoli di coscienza.
Loro mi dissero che, se io rifiutavo, ben presto arrivavano le ordinanze di omicidio. E se si controlla i miei movimenti in carcere, alla voce Matricola si vedrà che non mi è mai stato notificato nulla.
E dopo venti giorni di ogni visita, mi arrivava puntualmente le ordinanze di custodia cautelare.
Mi sono lamentato anche con il giudice Montalto e con il mio legale durante un interrogatorio, ma il giudice mi disse che sono autorizzati dai P.M.
Nell'ultima visita mi dissero che mi facevano dare il 41 e dopo che io avrei preso il primo ergastolo, loro dovevano ritornare nuovamente da me.
Tutte le visite erano sempre di sera o nel pomeriggio.
Signor Presidente, detto ciò, la prego di credermi e di accertare tutto ciò tramite i mie spostamenti del carcere e le visite che ho avuto e le persone che sono venute. E sono pronto a farci il confronto, e spero che avranno il coraggio di dire tutto dinanzi alla Corte.
Tutte queste persone non hanno fatto altro che minacciarmi. Prima mi promettono soldi e protezione, e, al mio rifiuto, mi condannano a morte.
Io non sono un mostro come mi ha descritto Romeo Pietro. Romeo mi sta calunniando per quel famoso saluto che io gli ho dato quando è entrato, che gli avevo detto nell'udienza precedente. Ha usato una tattica scorretta al fine di distruggere quell'amicizia che ci legava.
Ma io sono fiducioso e ho tanta fede e aspetterò con pazienza che Romeo dirà chi l'ha consigliato a rovinarmi.
Certo, io lo so, ma purtroppo non lo dico, sennò succede una bufera. Sarà il tempo a darmi ragione di ciò.
Infine, volevo dire che anche io ho dei figli e so bene cosa significa provare amore per i figli. Non farei mai niente contro i bambini. Ho preferito il carcere per non rovinare tante famiglie con le tragedie che mi avevano consigliato. e ne sto pagando di persona.
Volevo dire che nell'udienza precedente, dove Romeo si è avvalso della facoltà di non rispondere, ho solo salutato Romeo e se si controlla dalla registrazione fatta, io ho incoraggiato Romeo a parlare ed è assurdo che certa gente cerchi di dimostrare il contrario. Io non ho minacciato nessuno.
E, prima che finisca il processo, con documenti dimostrerò che sono innocente, che sono meglio delle chiacchiere di queste persone pagate.
* La ringrazio, signor Presidente.
PRESIDENTE: Prego.
AVVOCATO Pepi: Signor Presidente...
PRESIDENTE: Allora...
AVVOCATO Pepi: Signor Presidente, viste le dichiarazioni dell'imputato Giuliano, il difensore ritiene che sia opportuno un confronto su questa circostanza fra Giuliano e Romeo. E, dato che Romeo è ancora qui presente, non credo l'abbiano già portato via, chiederei l'immediato confronto.
La circostanza non è di poco valore. La circostanza direi che è molto rilevante ai fini della decisione di questo processo, per cui ritengo che per giustizia e per arrivare veramente alla verità su tanti fatti, questo esperimento debba essere fatto.
Dato che abbiamo l'occasione di aver qui presente Romeo, insisto perché il confronto venga fatto immediatamente.
AVVOCATO Florio: Si associa l'avvocato Florio, perché effettivamente, pur non essendo il difensore di Giuliano, però - è intuitivo - per la credibilità del collaboratore e dato che vi è l'occasione di averlo qui e dato che sono assolutamente differenti le circostanze riferite da Giuliano e da Romeo, credo che a tal confronto ci si possa tranquillamente associare.
AVVOCATO Gramigni: Presidente, avvocato Gramigni. L'interesse, naturalmente, è di tutti, credo, a fare luce su una circostanza del genere, quindi si associa anche chi le parla e per...
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
Anche a nome...
AVVOCATO Gramigni: ... gli altri colleghi alla richiesta ora fatta dal collega. Grazie.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, vuole esprimere il suo parere?
PUBBLICO MINISTERO: Mi riservo.
PRESIDENTE: Se si riserva, allora ne parliamo in un altro momento.
Vogliono intervenire sulle richieste del P.M. di anticipazione dell'esame di Salvatore Grigoli?
AVVOCATO Pepi: Sì.
PRESIDENTE: Le parti civili?
AVVOCATO Pepi: Non mi sembra che il Pubblico Ministero possa riservarsi...
PRESIDENTE: Un momento, avvocato.
AVVOCATO Pepi: Ecco.
PRESIDENTE: Un momento.
Le parti civili hanno qualche cosa da dire?
PUBBLICO MINISTERO: Signor Presidente, vede, io ho detto "mi riservo", per una ragione molto semplice, volevo controllare sul Codice un dato che mi sembrava elementare.
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Però, non mi voglio mai sbilanciare più che tanto, né fidarmi esageratamente della mia memoria. E, allora, in questi 15 secondi in più che mi sono toccati, io leggo dall'articolo 211:
"Il confronto è ammesso esclusivamente tra persone già esaminate, o interrogate. Quando vi è disaccordo tra esse su fatti e circostanze importanti."
La dichiarazione spontanea di Giuliano che sarebbe in rotta di collisione con le dichiarazioni in sede di esame rese da Romeo, mi sembra che siano una fattispecie del tutto diversa.
Quando sarà il momento, dopo che il signor Giuliano sarà stato esaminato e quindi, quando questo sarà avvenuto, l'esame, non una dichiarazione spontanea, per avere un confronto pilotato a comodo proprio su una circostanza specifica.
Che poi non ho ben capito nemmeno quale sarebbe.
Ecco, allora si potrà ragionare di confronto, Oggi, no.
AVV. Cianferoni: Signor Presidente, sono l'avvocato Cianferoni.
Avrei una ulteriore richiesta.
PRESIDENTE: No, scusi, avvocato, abbia pazienza.
AVV. Cianferoni: Quando crede.
PRESIDENTE: L'argomento è già stato illustrato da almeno uno dei vostri difensori, quindi siete associati.
AVV. Cianferoni: Avrei una ulteriore richiesta. Subordinata.
PRESIDENTE: Sentiamo la richiesta subordinata.
AVV. Cianferoni: Subordinata è che, comunque si voglia riconvocare immediatamente il Romeo per contestargli, rappresentargli, meglio, le circostanze riferite dal signor Giuliano. E lui stesso voglia dare la sua versione nella concentrazione e nella pubblicità della pubblica udienza.
D'altronde si tratta di un incombente probatorio necessario a avviare una istruttoria su queste dichiarazioni congruenti e logiche - e mi fermo all'apprezzamento formale del dato, non entro nel merito perché i fatti rappresentati dal signor Giuliano sono di una gravità che necessitano una riflessione - però, dicevo, dal punto di vista della forma, della esposizione, mi sembra che la congruenza e la logicità non faccia difetto.
E quindi, onde addivenire a questo confronto con compiutezza di argomentazione, questa difesa chiede che, immediatamente, il Romeo venga escusso sulle circostanze rappresentate dal signor Giuliano.
Del resto rammento come, all'udienza del 9 luglio '97, si procedette ad una opportuna escussione da parte della Corte di uno dei Carabinieri della Scorta, al fine di accertare ... se vi erano state quelle minacce fantomatiche che si rappresentavano.
E, quindi, ora non so se era proprio il 9, o l'udienza successiva, comunque fu disposto un accertamento immediato.
Ecco, questa difesa chiede che, immediatamente, Romeo, al Romeo vengano rappresentati questi fatti. Che ne abbia contezza di fronte a questa Corte.
AVVOCATO Florio: Presidente, si associa la difesa Lo Nigro e Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, la richiesta è inammissibile in ogni caso, perché su queste esternazioni di Giuliano, i difensori hanno posto domande a Romeo.
E Romeo ha esattamente, puntualmente risposto.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
No, non ha risposto.
PUBBLICO MINISTERO: I 500 milioni e l'incontro in...
PRESIDENTE: ... lettera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi non capisco perché Romeo debba essere richiamato per chiarire.
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Per cortesia!
Le parti civili non hanno ancora avuto agio di interloquire.
Se credono, possono intervenire.
AVVOCATO Ammannato: Nell'interrogatorio Grigoli, volevo sapere se c'era il previo consenso della difesa, se c'è.
Quindi, favorevole ovviamente all'interrogatorio Grigoli.
Per quanto riguarda il confronto, remissivo, su questo.
PRESIDENTE: I difensori, per fare un'unica decisione, vogliono intervenire sulla richiesta del Pubblico Ministero relativa all'anticipazione?
AVVOCATO Batacchi: L'avvocato Massimo Batacchi per Grigoli Salvatore, esprime il suo consenso.
E comunica che l'avvocato Roberto Avellone di Palermo mi aveva fatto informalmente sapere che, di fronte a richieste di questo tipo, sarebbe stato d'accordo.
Inoltre, ritiene che, essenziale sarà sentire soprattutto se Grigoli è d'accordo.
E questo avverrà il 13.
AVVOCATO Gramigni: Avvocato Gramigni, Presidente.
Sulla richiesta di anticipazione dell'esame dell'imputato, credo che si sia presentato, o si presenti oggi, una situazione fotocopia, fra virgolette, di quella che si è già presentata in occasione della analoga richiesta di audizione degli imputati Scarano, Ferro e Carra.
Credo quindi che, insomma, se lei consente, o se lei lo ritiene opportuno, naturalmente l'opposizione è rinnovata anche per questa vicenda processuale, da parte di chi le parla.
E i motivi naturalmente sono quelli che già si ebbe a disporre nell'altra occasione.
Credo che, insomma, sia inutile per tutti che io li rammenti alla Corte, credo che la Corte ne abbia, o ne possa avere comunque, contezza.
Quindi, riportandomi alle motivazioni che sorressero a suo tempo l'eccezione formulata, rinnovo questo dissenso alla anticipazione, al mutamento previsto dalle norme del Codice di procedura penale in ordine all'assunzione delle prove.
PRESIDENTE: Gli altri difensori?
AVVOCATO Gramigni: Gli altri difensori si associano. Mi chiedono di farmi portavoce.
PRESIDENTE: La Corte si ritira.
AVVOCATO Gramigni: Grazie.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora:
"La Corte di Assise, sulla richiesta del P.M. di anticipazione dell'esame dell'imputato Grigoli Salvatore, nonché sulla richiesta dei difensori degli imputati di confronto fra l'imputato Giuliano Francesco e l'imputato di reato connesso Romeo Pietro;
Nonché in subordine di sottoporre a immediato nuovo esame quest'ultimo, in ordine alle accuse e contestazioni a lui mosse dal Giuliano, nel corso delle dichiarazioni spontanee da questo rese all'udienza odierna;
Sentite le due parti sulle rispettive richieste;
Ritenuto che l'anticipazione dell'esame di un imputato è dal Codice condizionata soltanto dal consenso per imputato interessato, non essendo consentito che l'eventuale consenso di quest'ultimo, sia annullato dalla opposizione di qualche altro coimputato;
Ritenuto che, ai sensi dell'articolo 211 C.p.p. il confronto può essere legittimamente disposto e assunto quando ricorra disaccordo su circostanze e su fatti per come introdotti da persone già esaminate, non già quando l'eventuale discrasia sia evincibile dalle dichiarazioni di un imputato ex articolo 210 e il contenuto di dichiarazioni spontanee dell'imputato nel procedimento che occupano; che, evidentemente, ben diverso valore processuale hanno rispetto all'esame.
Di tal che l'istanza è quantomeno intempestiva.
Considerato che, anche la richiesta in subordine avanzata dai difensori degli imputati va respinta, perché, su quelle stesse circostanze che dovevano essere contestate a Romeo, questi ha già reso ampie dichiarazioni in sede di controesame;
Ritenuto che vada accolta la richiesta del P.M. di accompagnamento coattivo dei testi: Nannola, Polacci, Ginestra, ritualmente citati due volte, e mai comparsi nelle pregresse udienze, per questi motivi dispone procedersi all'esame anticipato dell'imputato Grigoli Salvatore, fissandolo per l'udienza del 13 ottobre 1997 ore 09.00 e seguenti.
Respinge, allo stato, la richiesta di confronto fra l'imputato Giuliano Francesco e l'imputato ex articolo 210 C.p.p. Romeo Pietro; così come quella di riesame immediato di quest'ultimo.
Dispone l'accompagnamento coattivo dei testimoni: Nannola, Polacci e Ginestra per l'udienza del 17 ottobre 1997 ore 09.00 e seguenti, con condanna al pagamento della somma di lire 300mila a carico di ciascuno dei prodetti a favore della ... nonché al pagamento del proprio accompagnamento.
Fissa l'esame in videoconferenza di Monticciolo Giuseppe, già ammesso con precedente ordinanza, per l'udienza del 16 ottobre '97 ore 09.00 e seguenti.
Dispone procedersi al nuovo esame degli imputati ex articolo 210 C.p.p. Correra Angela, Siclari Maddalena, Vasile Giuseppe, Imperatore Agostino e Tosonotti Enrico.
Esame fissato per l'udienza del 17/10/97 ore 09.00."
Allora, l'udienza è rinviata al 13 ottobre '97 ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
Buongiorno.