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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno.
Bagarella, è presente?
IMPUTATO Bagarella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, sostituito dall'avvocato... Ah, no. C'è l'avvocato... Grazie.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone, avvocato Cianferoni, che è presente.
Benigno Salvatore.
IMPUTATO Benigno: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti e avvocato Falciani. Sostituito dall'avvocato Batacchi.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini e Cianferoni, che è presente.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri e avvocato Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi, che è presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili, Falciani, sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Giuseppe: rinunciante. Avvocato Mignati Paoli, sostituito dall'avvocato Batacchi.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Falciani, sostituto dall'avvocato Batacchi.
Frabetti Aldo.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, Florio, Bennati. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (Voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Pepi, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Graviano Filippo: rinunciante, penso?
SEGR. D'UDIENZA: Sì.
PRESIDENTE: Avvocato Oddo e Gramigni, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone, avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Fragalà, sostituito dall'avvocato Rocchi.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini, sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Messina Denaro Matteo: latitante. Avvocato Natali e Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo, avvocato Pepi, sostituito dall'avvocato Rocchi.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Scarano Antonio: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina, avvocato Pepi, sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Gallina, avvocato Gramigni. Sostituito dall'avvocato Cianferoni.
La parola al Pubblico Ministero.
Chi facciamo venire?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io direi di introdurre il testimone, capitano Minicucci.
PRESIDENTE: Buongiorno.
*TESTE Minicucci: Buongiorno.
PRESIDENTE: Ci dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
TESTE Minicucci: Capitano Marco Minicucci, nato a Terni il 7 settembre 1963 residente a Cesena.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Minicucci: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Risponda alle domande del Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, buondì.
TESTE Minicucci: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, allora cominciamo a dire qual era il suo incarico nel corso dell'anno 1994.
TESTE Minicucci: Comandavo il Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io le debbo porre delle domande, con riferimento a questo incarico che lei rivestiva nel '94, relativamente a due operazioni che sono state compiute dal Nucleo Operativo da lei comandato.
Fra l'altro, gli atti, alcuni almeno, recano anche la sua firma in qualità di comandante del Nucleo.
E le due operazioni sono... Io le inverto, rispetto al loro ordine cronologico.
Sono l'arresto di Giacalone Antonio e Scarano Luigi; e poi ancora l'arresto dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano.
Li inverto nel senso che, come lei ben sa, per prima si è verificata quella che io ho menzionato per seconda, fra le due operazioni.
Ecco, detto tutto questo, come semplice premessa a quelle poche domande che le debbo porre, avrei bisogno che lei spiegasse sulla base di quali elementi e come, soprattutto, lei ha organizzato e coordinato le attività che hanno portato all'arresto di Giacalone Luigi e Scarano Antonio e poi agli adempimenti tradizionali successivi: l'attività di perquisizione e di sequestro.
Lei, poi, mi farà la cortesia, di indicarmi chi sono poi stati gli ufficiali che prendevano disposizione da lei; e i sottufficiali che completamente hanno poi materialmente eseguito l'uno o l'altro degli atti di Polizia Giudiziaria.
E' chiara la domanda, vero capitano?
TESTE Minicucci: Sì, perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
TESTE Minicucci: Allora, iniziando dal giugno del '94, per quanto riguarda l'operazione Scarano Antonio e Giacalone Luigi: la sera del 2 giugno del '94 ho ricevuto una telefonata dal collega della DIA di Roma, il quale, a seguito di una attività investigativa per quanto riguarda un traffico di sostanze stupefacenti, mi segnalava l'arrivo, per il giorno successivo, con la nave proveniente da Napoli, di un certo Scarano Antonio accompagnato con altra persona che avremmo successivamente identificato.
Per questo motivo, siccome era da loro attenzionato per sostanze stupefacenti, chiedevano di verificare l'autovettura e le persone all'arrivo su Palermo.
Per tale motivo, la mattina del 3, dopo aver verificato che la nave arrivava alle ore sette, la nave della Tirrenia, usualmente arrivava alle ore sette della mattina, ho organizzato un servizio di Polizia finalizzato proprio alla repressione quindi del reato di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, con l'impiego di aliquote di personale di due sezioni del Nucleo: della II e della IV. Rispettivamente dirette dal capitano, allora tenente, Brancadoro Andrea; e la IV, diretta dal capitano, allora tenente, Andrea Torzani.
Per tale motivo, appostatici al porto di Palermo, abbiamo atteso la nave che è arrivata con un certo ritardo.
E, all'uscita dell'autovettura, la stessa è stata bloccata al porto, è seguita una perquisizione personale sulle due persone: Scarano Antonio e Giacalone Luigi
Sullo Scarano, all'interno del portafoglio, fu trovato un minimo quantitativo di sostanza stupefacente che, all'esame del narcotest risultò cocaina, mezzo grammo di cocaina.
La perquisizione, nella circostanza all'interno della caserma di piazza Verdi, che era la sede del Nucleo Operativo, fu estesa all'autovettura.
E, nel corso della perquisizione all'autovettura, una Peugeot 205, fu rinvenuto tra la ruota di scorta e la scocca della macchina. La Peugeot 205 ha la ruota di scorta esterna, quindi sotto diciamo la scocca dell'autovettura, fu rinvenuto un pacchetto racchiuso in un cellofan, all'interno del quale trovammo 200 e passa grammi di sostanza, successivamente accertato dai narcotest essere eroina; e poi, con l'esame specifico fatto dall'istituto di igiene e profilassi, l'accertamento fu certo e la sostanza era eroina.
Più una pistola a tamburo, una Smith & Wesson, che, dai primi esami, dai primi accertamenti che facemmo alla matricola della pistola, non ci risultava alla banca dati, rubata.
PRESIDENTE: Non risultava rubata?
TESTE Minicucci: Non risultava rubata.
Poi, successivamente, io ho appreso informalmente che praticamente la verifica della matricola era stata errata su un numero.
Quindi, successivamente, da altre Forze di Polizia... ma questo l'ho appreso soltanto informalmente.
I due furono dichiarati in arresto. E eseguimmo una perquisizione domiciliare nell'abitazione del Giacalone Luigi che era di Palermo, alla presenza della di lui moglie, all'interno dell'abitazione, che fu svolta sotto la direzione anche del capitano, oggi capitano, Andrea Brancadoro, fu rinvenuta un'altra pistola, una Walter P.P.K.
Sulla...
PRESIDENTE: A questo secondo atto ha partecipato anche lei?
TESTE Minicucci: Sull'evento specifico, ha partecipato, in prima persona, il capitano, oggi capitano Andrea Brancadoro.
Quindi può sicuramente illustrare l'atto di Polizia Giudiziaria molto meglio di me.
Da quest'atto di Polizia Giudiziaria, venimmo a conoscenza che Giacalone era proprietario di un autosalone in Palermo, motivo per il quale, con l'informativa da me redatta, chiedemmo, da me firmata, chiedemmo all'Autorità Giudiziaria di Palermo di emettere un decreto di perquisizione che poi fu eseguito nel giorno successivo al 3 giugno.
E l'operazione fu diretta da oggi capitano Andrea Torzani.
Questo è praticamente il riepilogo che posso fare sulla base di una informativa di reato da me sottoscritta e inviata all'Autorità Giudiziaria.
Poi, per i singoli particolari, le singole perquisizioni e i vari sequestri che sono stati operati, la rimetto ai due ufficiali che ho testè nominato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, inquadrato così com'è stata organizzata ed eseguita questa prima operazione di Polizia, le chiedo di passare all'altra.
Ecco, quella che precede - come si sa - di alcuni mesi quella di cui ha parlato. Cioè a dire l'arresto di Giuseppe e di Filippo Graviano.
TESTE Minicucci: Sì. L'attività investigativa su Giuseppe e Filippo Graviano, latitanti, inizia, per quanto riguarda il Nucleo Operativo, nel settembre del 1993, all'indomani dell'omicidio di padre Puglisi.
Attenzioniamo i due fratelli Graviano perché latitanti.
Quindi iniziamo l'attività info-investigativa per addivenire alla loro cattura.
Fino ad arrivare, a seguito di intercettazioni telefoniche varie, all'individuazione di alcuni personaggi legati per parentela, o legati per vincoli di amicizia - ritenuti da noi legame di un vincolo di amicizia, un vincolo amicale - arrivammo all'individuazione di un certo Spadaro Salvatore che attenzionammo per un periodo di tempo, fino esattamente al 26 gennaio, allorquando, dopo un servizio di O.C.P. svolto da personale del Nucleo Operativo - e nella fattispecie indico il maresciallo, allora brigadiere, Costantino, che poi seguì lo sviluppo in itinere sul treno - accertammo la partenza di Spadaro Salvatore, unitamente alla moglie ed altre persone, tra cui il cognato, successivamente identificato in D'Agostino Giuseppe, iniziammo questo servizio di pedinamento sul treno, fino ad arrivare a Bologna.
Da Bologna, cambio treno fino a Milano, dove un nucleo di personale inviato via aereo, sempre da Palermo, insieme al maresciallo Costantino e al maresciallo Balzano, all'epoca brigadieri, hanno compiuto l'attività specifica in Milano che ha portato all'arresto dei fratelli Graviano, Graviano Giuseppe e Graviano Filippo, e dell'arresto delle persone ritenute da noi, in quel momento, loro favoreggiatori.
Questo, avviene su Milano.
E, sullo specifico, l'attività sul campo, è stata svolta, tra l'altro, come dicevo prima, dall'allora brigadiere Costantino e dal brigadiere Balzano Antonio. Che, meglio di me, potranno individuare i vari passi dell'attività di pedinamento fino all'arresto.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene così, capitano. Non ho altro da chiedere a lei, allora, date queste premesse di entrambe le operazioni di Polizia.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
Avvocato... Ha domande?
AVVOCATO: (voce fuori microfono)
No.
PRESIDENTE: Ah, già, ma lei non difende parti civili. Scusi, eh.
I difensori?
AVV. Cianferoni: Una sola, dall'avvocato Cianferoni.
Signor capitano, vorrei sapere: la macchina a bordo della quale viaggiava il signor Scarano quando voi dovevate individuarlo, di chi era? A chi apparteneva?
TESTE Minicucci: Era una Peugeot 205. fu svolto un accertamento sommario subito dopo e ha dato un esito che risulta dalle informative di reato.
dovrei leggere l'atto, per...
AVV. Cianferoni: No, no...
TESTE Minicucci: E, al momento, fu sequestrata, oltre perché a bordo fu trovata sostanza stupefacente, anche perché aveva dato l'impressione che il numero di telaio fosse contraffatto.
Quindi, per essere sottoposta anche ad accertamenti successivi.
AVV. Cianferoni: Sì. Ma la mia domanda era se vi era stato detto a chi apparteneva quella macchina.
TESTE Minicucci: Noi l'abbiamo trovata in possesso dei due: Giacalone e Scarano. Però sapevamo che viaggiavano... Lo Scarano viaggiava a bordo di questa Peugeot 205: però, di chi era, non mi fu detto.
Lo abbiamo trovato, al momento, sul luogo.
AVV. Cianferoni: Avevate una fotografia dello Scarano, se aveva...
TESTE Minicucci: Avevamo l'indicazione dell'autovettura, tra l'altro, dell'autovettura.
AVV. Cianferoni: Appunto.
TESTE Minicucci: Ma non ci avevano detto di chi era l'autovettura.
AVV. Cianferoni: Quindi, voi, non...
TESTE Minicucci: Avevano detto che queste persone sarebbero arrivate a bordo di una Peugeot 205, che poi abbiamo verificato essere quella uscita dalla nave della Tirrenia.
AVV. Cianferoni: Benissimo. Allora, ma di questa autovettura avevate la targa?
TESTE Minicucci: Sarei impreciso a dirle di sì con certezza.
Comunque, per l'individuazione della macchina, siccome eravamo soltanto noi di Palermo, avevamo una indicazione precisa.
AVV. Cianferoni: Quindi, comunque, è dalla macchina che voi avete individuato le persone.
TESTE Minicucci: Dalla macchina, siamo risaliti a bloccare questa macchina che usciva. E quindi le persone che erano all'interno.
AVV. Cianferoni: E, se ho capito bene dalle sue parole, lei ha detto: 'ci fu segnalato che lo Scarano viaggiava con un'altra persona.'
TESTE Minicucci: Sì, perché...
AVV. Cianferoni: Lei lo conferma?
TESTE Minicucci: Le confermo che viaggiava con un'altra persona.
AVV. Cianferoni: Bene. Questo, per me allora significa che, l'unico noto, era Scarano.
TESTE Minicucci: A me dissero Scarano. Che era la persona che, nella loro attività investigativa, era sottoposto in quel momento a indagine.
AVV. Cianferoni: Per stupefacenti.
TESTE Minicucci: Per stupefacenti.
AVV. Cianferoni: Fu così generico il suo pari grado della DIA, o le disse: 'ambito cocaina, ambito eroina...'?
TESTE Minicucci: No, adesso scenderei troppo nei particolari e potrei essere impreciso. Perché sono, è una telefonata che avviene il 2 giugno del '94. A tre anni, potrei essere del tutto impreciso.
Ci fu la telefonata che ci avvisò di questi particolari che le ho detto in questo modo, per non essere impreciso e per non scendere nei particolari sbagliati.
AVV. Cianferoni: Per completezza, ed è l'ultima domanda: agli atti del carteggio, risulta poi una indicazione operativa proveniente da Roma per il vostro nucleo palermitano, o fu solo questa telefonata ciò che vi allertò, per compiere l'arresto?
TESTE Minicucci: Il primo atto è l'informativa di reato con la quale trasmettiamo il verbale di arresto all'Autorità Giudiziaria.
AVV. Cianferoni: Quindi, per quanto riguarda il prima, c'è questa telefonata.
TESTE Minicucci: Era una attivazione. Quindi, noi...
AVV. Cianferoni: Era una attivazione informale...
TESTE Minicucci: ... abbiamo attivato un attività di Polizia su una attivazione fatta da un organo di Polizia, com'era la DIA.
AVV. Cianferoni: La DIA. Che però si rivolse - e questa è la curiosità - a voi, come Nucleo Operativo dei Carabinieri...
TESTE Minicucci: Sì, perché all'epoca, il maggiore Pancrazi, era dei Carabinieri.
AVV. Cianferoni: Era il vostro referente.
TESTE Minicucci: E telefonò al Nucleo... Che io, per altro conoscevo. Quindi...
AVV. Cianferoni: Grazie.
TESTE Minicucci: ... la motivazione era questa.
AVV. Cianferoni: Grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Si accomodi.
*TESTE Minicucci: Arrivederci. Grazie.
PRESIDENTE: Chi facciamo entrare?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io direi di fare introdurre il capitano Torzani.
PRESIDENTE: Vuol dire il nome, cognome luogo, data di nascita e residenza per cortesia?
*TESTE Torzani: Capitano Andrea Torzani, nato a Roma il 30 novembre del 1969. In servizi presso il Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Palermo.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Torzani: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, le domande del P.M. alle quali vorrà rispondere.
PUBBLICO MINISTERO: Capitano, buongiorno.
TESTE Torzani: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, noi abbiamo appreso che, nel '94, quando lei era tenente e lavorava al Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Palermo, si è occupato di una operazione specifica di Polizia Giudiziaria. Quella relativa all'arresto di Scarano Antonio e Giacalone Luigi.
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' esatto il punto di partenza del discorso.
TESTE Torzani: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Una curiosità: a quale Sezione era addetto, lei, del Nucleo, all'epoca?
TESTE Torzani: Ala IV Sezione, Sezione catturandi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Siccome noi sappiamo che l'azione si è svolta in più tappe; sappiamo che intanto è stato fatto un intervento su una automobile, quando questa automobile è scesa dal traghetto proveniente da Napoli. Sappiamo poi c'è stata una attività di perquisizione eseguita nell'abitazione di Giacalone; un'attività di perquisizione eseguita nell'autosalone di Giacalone.
Ecco, di questi tre segmenti dell'operazione di Polizia, lei è in grado di riferire su tutti e tre, o solo su alcuni?
TESTE Torzani: Su...
PUBBLICO MINISTERO: Ovviamente, riferire per partecipazione diretta, eh, è naturale
TESTE Torzani: Sì. Per partecipazione diretta, sia all'operazione eseguita al porto e quella all'autosalone. Perché, la perquisizione effettuata il giorno successivo all'autosalone.
Mentre, per quanto riguarda la perquisizione effettuata nell'abitazione della moglie del Giacalone, il giorno stesso dell'arresto, lì ci andò il capitano Brancadoro.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, limitiamoci ai due segmenti che lei conosce meglio.
In occasione, quindi, di questo intervento effettuato al porto di Palermo, ecco, vuol chiarire come, quale è stata la successione e quale, soprattutto, è stato il risultato del vostro intervento.
In termini di identificazioni, di perquisizioni, di sequestri, di primi accertamenti...
TESTE Torzani: Sì, va benissimo.
Posso utilizzare le informazioni...
PRESIDENTE: Può utilizzare e consultare i documenti che ritiene di usare.
TESTE Torzani: Grazie.
E allora, praticamente alle sette del 3 giugno del '94, la nave proveniente da Napoli, nave Capo Spartivento, attraccava al porto di Palermo. E fermammo un'autovettura, una Peugeot 205 di colore rosso, nella quale erano a bordo lo Scarano e il Giacalone.
Quando poi le fermammo, queste persone, furono accompagnate nella nostra caserma e effettuammo una perquisizione personale a carico dei due soggetti, e una perquisizione anche sulla stessa autovettura.
Queste due perquisizioni diedero...
PRESIDENTE: Scusi, mi scusi. Ma gli abbiamo fatto leggere la formula? Sì?
TESTE Torzani: Sì, sì.
PRESIDENTE: Prego, prego, continui.
TESTE Torzani: Queste due perquisizioni, diciamo, diedero esito positivo. In quanto rinvenimmo sulla persona dello Scarano una serie, del materiale cartaceo vario. E in più un quantitativo di sostanza stupefacente che fu appurato poi si trattava di eroina, di 0,500 grammi, mi sembra che fosse. Esatto. Di cocaina, che era appunto contenuta in due stecchette avvolte in materiale cartaceo.
Sull'auto... sul corpo del Giacalone, trovammo sul portafoglio, una serie di... anche di materiale cartaceo, anche degli appunti vari.
Mentre, nell'auto... Procedemmo alla perquisizione poi dell'autovettura. E, occultato tra il portaruota di scorta e la ruota di scorta stessa, c'era un involucro, un pacchettino di giornale e c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi bene alla Corte...
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi se la interrompo, dov'era occultato questo...
TESTE Torzani: Praticamente nella Peugeot 205 la ruota di scorta è posta all'esterno sotto il vano portabagagli.
Praticamente tra la scocca dell'autovettura e la ruota di scorta. Quindi in quel piccolo vano che si viene a creare, era celato questo involucro che era in carta di giornale e cellofan, nell'interno del quale abbiamo rinvenuto una pistola, un revolver, un calibro 357 Magnum e un panetto di una sostanza di colore marroncino che, dai primi accertamenti eseguiti con il narcotest, sembrava essere dell'eroina del tipo Brown Sugar.
E poi, successivamente, inviammo un campione al laboratorio di analisi e profilassi per fare gli accertamenti. E, appunto, ci diede il risultato che si trattava di eroina con un alto principio attivo.
E basta.
E poi, sulla base di queste perquisizioni che avevano dato esito positivo, praticamente fu poi effettuata anche, fu estesa anche la perquisizione presso l'abitazione del Giacalone a cui appunto prese parte il capitano Brancadoro.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, circa questo revolver che fu sequestrato?
TESTE Torzani: Sì, il revolver fu sequestrato.
Ora, per quanto riguarda il revolver, noi facemmo un accertamento presso la banca dati delle Forze di Polizia, controllando la matricola.
Solamente che per, all'epoca, facemmo un errore di lettura delle cifre della matricola e perciò non ci risultò né registrata, né di provenienza furtiva.
So, perché ho già testimoniato a Roma circa due anni fa nell'ambito di un procedimento, mi sembra, a carico o dello Scarano, o del Giacalone - adesso non ricordo con precisione - che poi gli accertamenti furono successivamente rieseguiti dal Nucleo Operativo di Roma e risultò una provenienza furtiva di questo revolver.
Praticamente noi avevamo sbagliato a leggere una cifra della matricola...
PUBBLICO MINISTERO: Sa mica, sa qual era la cifra che avevate sbagliato nella lettura?
TESTE Torzani: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Va bene, non ha importanza.
PRESIDENTE: E' risultata la provenienza furtiva?
TESTE Torzani: A noi, a noi no, perché sbagliammo...
PRESIDENTE: Inizialmente, no.
TESTE Torzani: Inizialmente no.
PRESIDENTE: Successivamente?
TESTE Torzani: Successivamente, so che il Nucleo Operativo di Roma fece questo accertamento con esito positivo.
Questo, lo seppi durante la mia testimonianza presso un processo a Roma con gli imputati, mi sembra, o Giacalone, o Scarano...
PRESIDENTE: Ho capito, ho capito.
TESTE Torzani: ... adesso non lo ricordo con precisione.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, capitano, visto che lei ha operato proprio sul luogo dove si sono svolte le prime fasi dell'operazione, lei rammenta se le disposizioni che aveva ricevuto dal suo superiore, dal capitano Minicucci, erano specifiche sul tipo di autovettura sulla quale doveva trovarsi la persona, o dovevano trovarsi le persone, oggetto di questo interesse investigativo?
Per indicazione specifica, intendo dire il modello, la targa, il colore...
TESTE Torzani: Sì. Sì, sulla targa... sul modello della macchina, sì, e anche sulla targa, sì, c'erano delle indicazioni specifiche. Sulla... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che lei...
TESTE Torzani: E il capitano Minicucci, c'era insieme.
PUBBLICO MINISTERO: Che lei ricordi, dovevate indirizzare il vostro interesse investigativo su tutte le persone, oppure in via principale, non esclusiva, in via principale solo su qualcuno delle persone che si potevano trovare a bordo di questa macchina?
E' chiara la domanda?
TESTE Torzani: No. Non ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: No. Cioè a dire, secondo quanto le fu detto di fare dal capitano Minicucci, lei doveva in via, non esclusiva, ma dico, in via principale, occuparsi del tal dei tali che dovrebbe trovarsi a bordo di questa macchina, oppure della macchina con tutto quello che c'era a bordo? Che ci fosse una persona o che ce ne fossero quattro?
TESTE Torzani: O di tutti gli occupanti, o comunque di tutta...
PUBBLICO MINISTERO: Quando lei partì per andar a fare questo intervento al porto, aveva un nome di una persona?
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ne aveva uno, o ne aveva più d'uno?
TESTE Torzani: Avevo tutti e due i nomi. Sia quello del Giacalone, che dello Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda che li aveva tutti e due, come nomi delle persone?
TESTE Torzani: Sì. Mi sembra di sì.
No, sicuro che... Con sicurezza, il nome del Giacalone.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Torzani: Che doveva portare la macchina. Però adesso non ricordo poi esattamente se anche lo Scarano... mi è stato indicato dal capitano Minicucci.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Torzani: Questo, non me lo ricordo con precisione.
PUBBLICO MINISTERO: D'accordo. Poi, a quello che ho capito, lei si è occupato di questa attività di perquisizione effettuata nell'autosalone di Giacalone.
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata eseguita il giorno stesso, o è stata eseguita in un momento successivo?
TESTE Torzani: No. Noi, praticamente, una volta effettuato appunto l'arresto con le varie perquisizioni, trovammo del... Scoprimmo che praticamente aveva, il Giacalone, un autosalone in via Filippo Pecoraino, al quartiere Brancaccio.
E praticamente richiedemmo al sostituto procuratore, a cui poi portammo l'informativa con tutti gli atti relativi all'arresto, gli chiedemmo l'emissione di un... visto l'esito positivo che avevano avuto gli atti effettuati il giorno prima, di potere effettuare una perquisizione all'interno dei locali dell'autosalone di Giacalone Luigi.
Quindi, praticamente, effettuammo il venerdì mattina, il 3 mattina, quindi venerdì, le operazioni relative all'arresto. E, il giorno successivo, il sabato 4, nel pomeriggio, appena avuto in mano il decreto, appunto, la perquisizione all'autosalone.
PUBBLICO MINISTERO: Procedeste, o per meglio dire, procedé a quali specifiche attività all'interno dell'autosalone? Oltre che alla perquisizione.
TESTE Torzani: Sì, facemmo una serie di perquisizioni, la perquisizione del locale all'interno dell'autosalone. Identificammo tutti gli occupanti che erano all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Torzani: Il titolare, la persona che effettivamente era, diciamo, presente nell'autosalone in assenza del Giacalone. E procedemmo anche...
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda chi era questa...
TESTE Torzani: Aiello Matteo, di corso dei Mille.
E identificammo anche due operai extracomunitari che stavano lì, all'interno dell'autosalone.
E procedemmo anche al controllo di tutte le autovetture che erano presenti nell'autosalone, sia esposte, che... c'erano alcune che erano usate ed esposte per la vendita, ed altre che erano praticamente nuove.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si trattava di un autosalone solo per una attività di commercio, oppure era un autosalone più officina, carrozzeria, quel che...
TESTE Torzani: Mi pare che avesse un lavaggio auto, anche. A fianco al capannone dov'erano messe in fila le macchine, c'era anche... sì, c'era anche una colonnina per lavare la autovetture.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, concretamente che cosa è stato assoggettato al sequestro, presso l'autosalone?
TESTE Torzani: Sono state sequestrate delle agende, rubriche telefoniche, e il registro di carico e scarico delle autovetture presenti nell'autosalone, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Presente, o presenti? Cioè, si sta parlando del registro presente, o delle vetture presenti?
TESTE Torzani: No, del registro. Il registro di carico e scarico delle autovetture.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ce n'era uno solo di registri di carico e scarico dei veicoli?
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, quello che trovaste, era uno solo...
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e quello lo sequestraste.
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Oltre al registro di carico e scarico, lei stava accennando a due agende, poi trovò altro materiale vario?
TESTE Torzani: Sì, se posso vedere nel verbale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ora...
TESTE Torzani: Cioè, praticamente posso dare...
PUBBLICO MINISTERO: ... io vorrei fare una cosa diversa, vorrei fare una cosa diversa. Aspetti un attimo.
Il materiale che è venuto, che proveniva da questa attività di sequestro, è un materiale che poi è stato assoggettato a approfondimenti di tipo investigativo da parte sempre del Nucleo, quindi suppongo anche da lei, dal suo personale?
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, siccome lei si è occupato, appunto, della prima e della terza fase, per così dire, dell'operazione, io le chiederei la cortesia... Lo può fare anche da lì, da dove si trova a sedere, sennò... per praticità, lo può fare anche - se tutti lo vogliono vedere - da quella lavagna luminosa.
Non so se abbia importanza per il presidente, per la Corte, se si ritiene...
PRESIDENTE: Non ritengo necessario, se non ci sono delle eccezioni che la rendessero, in qualche...
AVVOCATO: Non sappiamo che cosa si tratta.
PRESIDENTE: Lo vogliamo sapere.
PUBBLICO MINISTERO: Lo stavo per dire...
AVVOCATO: Lo immaginavo.
PUBBLICO MINISTERO: ... signori difensori.
Stavo per richiamarmi al materiale che, nel fascicolo del dibattimento, esattamente si trova sotto le lettere da 22-A a 22-H, delle produzioni del Pubblico Ministero.
E' tutto qua. Lo dico anche per la Corte.
PRESIDENTE: Anche per la Corte, sì.
Io non ritengo...
PUBBLICO MINISTERO: E, specificamente, il materiale documentale che fa parte, si tratta per tutto questo materiale ovviamente di fotocopie, proprio del fascicolo 22-H delle produzioni del Pubblico Ministero.
E' tutto materiale diviso in...
PRESIDENTE: Sottofascicoli.
PUBBLICO MINISTERO: ... quattro, quattro sottofascicoli. E quindi...
PRESIDENTE: Comunque lei conferma quel verbale di sequestro?
TESTE Torzani: Sì, sì.
PRESIDENTE: I difensori hanno interesse ad esaminare i documenti, gli atti, il materiale cartaceo che è oggetto di questo verbale?
AVVOCATO Batacchi: Mah, in qualità di difensore del Giacalone, penserei di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora le lascio la domanda.
Chiudo qui l'esame.
PRESIDENTE: Benissimo.
Ha domande l'avvocato Batacchi?
Avvocato, può cominciare subito chiedendo l'esame di questi documenti, la visione di questi documenti.
Non è questo che lei intendeva fare?
AVVOCATO Batacchi: No, forse c'è un malinteso.
Io avevo capito che c'era una serie di documenti che potevano essere visionati tramite, appunto...
PRESIDENTE: Certo. E' questo che... lei ha interesse a vederli?
AVVOCATO Batacchi: A vedere, sì.
PRESIDENTE: Ecco, e noi procediamo a farli vedere.
AVVOCATO Batacchi: Grazie.
PRESIDENTE: Quelli di questo sottofascicolo H, a quel che ho capito.
Ha interesse a vederli tutti, avvocato? C'è da passarci una mattinata.
Però, se lei ha interesse...
AVVOCATO Batacchi: Sì, bisognerebbe vederli tutti, mi dispiace, ma...
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza...
AVVOCATO Batacchi: Allora, un momentino, un momento soltanto...
PUBBLICO MINISTERO: L'ho finito io l'esame, avvocato. La parte civile non ha domande da fare...
AVV. Cianferoni: Presidente, se, mentre il collega vede delle cose, posso fare anch'io delle domande.
PRESIDENTE: Un momentino, avvocato. prima facciamo...
AVV. Cianferoni: No, davo il tempo a lui...
PRESIDENTE: Perché, mentre lei esamina... Vuole fare delle domande? Faccia le domande.
AVV. Cianferoni: Per non...
PRESIDENTE: Per non perdere tempo.
AVV. Cianferoni: ... perdere tempo.
Vorrei sapere dal capitano Torzani questo: cioè, l'attività di P.G. che voi svolgeste, non fu di iniziativa. Cioè, fu una delega a lei personalmente pervenuta dal capitano Minicucci.
E' giusto?
TESTE Torzani: Sì. Vennero impartite disposizioni per il servizio da fare al porto.
AVV. Cianferoni: Perfetto. Oh, a sua volta il capitano Minicucci ci ha già riferito che fu attivato dall'organo interforze DIA, nella persona del maggiore Petrilli - mi pare di ricordare, ma forse mi sbaglio - comunque da un vostro corrispondente dell'Arma di Roma...
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
Pancrazi.
AVV. Cianferoni: Pancrazi, passato tenente colonnello poi nelle more, mi pare, no?
Ecco, dico: quindi, il fatto penalmente rilevante, detenzione di stupefacenti, fu poi da voi riferito alla Procura palermitana, o alla Procura romana?
Gli atti, lei, a chi li trasmise?
TESTE Torzani: Noi, gli atti, li abbiamo trasmessi alla dottoressa Sabatino, che era sostituto procuratore di turno, mi sembra, quel giorno. Quindi, a Palermo. Alla Procura di Palermo.
AVV. Cianferoni: Quindi, il fatto, fu poi da voi investigato e riferito all'Autorità palermitana.
TESTE Torzani: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non è mai stato sentito di fronte a una Autorità Giudiziaria romana, per questo fatto?
TESTE Torzani: Sì.
AVV. Cianferoni: E' stato sentito.
TESTE Torzani: Sono stato... Sì. Non ricordo adesso il procedimento.
Uno, o due anni fa, non ricordo esattamente la data, non ricordo il processo - come ho detto prima - se era a carico di Scarano, o di Giacalone.
So che era un procedimento per stupefacenti.
Non ricordo neanche il titolo di reato che era contestato.
AVV. Cianferoni: La persona di un certo Gesù Giacomo, è stata mai fatta segno di attenzione da lei, come investigatore?
TESTE Torzani: Gesù Giacomo?
PRESIDENTE: E' un nome che le dice qualcosa? Che le ricorda qualcosa?
TESTE Torzani: No.
AVV. Cianferoni: Va bene. Io non ho altre domande.
PRESIDENTE: Avvocato Rocchi?
No, scusi, avvocato...
AVVOCATO Florio: Florio.
PRESIDENTE: Abbia pazienza.
AVVOCATO Florio: Un'unica domanda: io volevo sapere, dato che lei ha partecipato attivamente anche alla perquisizione all'autosalone.
TESTE Torzani: Sì.
AVVOCATO Florio: Volevo sapere: questo autosalone è composto soltanto, diciamo appunto, dal salone dove vengono esposte le autovetture, mi immagino, e dal lavaggio a cui lei ha accennato prima; oppure vi sono anche degli uffici interni, delle stanze interne?
TESTE Torzani: C'è, c'è praticamente entrando, nel cancello, sul lato sinistro, ci sono due o tre... un prefabbricato, sarà di altra costruzione, adesso non ricordo, comunque sono due o tre ambienti tra loro collegati, dove praticamente abbiamo effettuato la perquisizione e abbiamo rinvenuto il materiale documentale con due o tre scrivanie. Adesso non lo ricordo con precisione.
Comunque la perquisizione... la documentazione è stata rinvenuta all'interno di questi locali adibiti ad ufficio.
AVVOCATO Florio: Quindi, se ben capisco - perché ovviamente chi le parla non c'è mai stato - se ben capisco, stando nell'autosalone, non è possibile eventualmente vedere colui che è in questi uffici, chi è in questi uffici.
TESTE Torzani: Uhm...
AVVOCATO Florio: Allora, se io sono nell'autosalone, per intendersi...
TESTE Torzani: Sì.
AVVOCATO Florio: ... posso vedere chi è in questi uffici, oppure non c'è alcun tipo di comunicazione per questi ambienti?
TESTE Torzani: Mi scusi...
PRESIDENTE: L'avvocato vuol sapere, mi scusi, avvocato.
AVVOCATO Florio: Sì, prego.
PRESIDENTE: Se lei entra nell'autosalone, ha la possibilità di una visione immediata di chi sta lavorando negli uffici?
L'autosalone sarà un salone, in cui noi immaginiamo che...
TESTE Torzani: Sì, sì.
PRESIDENTE: ... ci sono delle macchine.
TESTE Torzani: No, è aperto. Sì, praticamente...
PRESIDENTE: E' aperto poi sulla parte posteriore.
TESTE Torzani: ... è aperto. L'esposizione, diciamo, è esterna.
PRESIDENTE: Ho capito. E ci sono gli uffici in visione.
TESTE Torzani: E gli uffici sono due o tre locali, forse in rpefabbricato, se non... non ricordo adesso con precisione.
PRESIDENTE: Insomma, comunque si vedono già dall'autosalone.
TESTE Torzani: Non mi ricordo se ha finestre che danno sul cortile dove c'è l'esposizione.
La porta c'è sicuro, ma le finestre non ricordo se...
AVVOCATO Florio: Grazie. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per questo teste?
Può andare, grazie.
*TESTE Torzani: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, introduciamo il teste capitano Brancadoro.
PRESIDENTE: Buongiorno, si accomodi.
Ci vuol dire nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza, per favore?
*TESTE Brancadoro: Andrea Brancadoro, nato a Roma il 20 luglio '66, residente in Latina, piazza della Libertà.
PRESIDENTE: Vuole leggere la formula?
TESTE Brancadoro: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, capitano, corrisponde alla realtà che lei, nel '94, in relazione alla operazione, chiamiamola così, Scarano-Giacalone, si occupò, diciamo, di esclusiva, come ufficiale, della perquisizione dell'abitazione di Giacalone?
TESTE Brancadoro: Sì, lo confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, visto che con sé non ha documentazione, vuol dire che ha una memoria di acciaio, voglio ipotizzare.
Si ricorda come fu compiuta e con quali risultati, quella perquisizione?
TESTE Brancadoro: Sì, quella perquisizione fu... nell'abitazione fu compiuta con il rinvenimento di alcun... di materiale cartaceo e di una pistola, una Walter P.P.K. 7,65.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, andiamo con ordine. Cominciamo dalla pistola.
Ha parlato di una Walter. Fu possibile, sul momento, intendo dire, identificare un numero di matricola e quindi risalire alla provenienza di quest'arma?
TESTE Brancadoro: Sì. L'accertamento fu fatto tramite la normale interrogazione alla banca dati. E poi da... accertammo che fu asportata in Roma.
Tant'è vero che ci fu poi una corrispondenza con la Stazione dei Carabinieri di Casalpalocco che ci mandò la denuncia della DIA a questa...
PRESIDENTE: Denuncia di furto.
TESTE Brancadoro: Della denuncia del furto di quest'arma.
PUBBLICO MINISTERO: Questo vuol dire che, quindi, i mezzi di identificazione dell'arma, quello che volgarmente si chiama il numero di matricola, era perfettamente leggibile?
TESTE Brancadoro: Ma questo accertamento lo fece, nel particolare, il collega Torzani, in relazione al numero di matricola dell'arma.
E su questo... Le armi erano due: su quest'arma era leggibile; sull'altra, ci fu un...
PRESIDENTE: Un errore di un numero, sì.
TESTE Brancadoro: Posso... O viceversa. Adesso non me lo ricordo, perché nel particolare, fu fatto dal collega Torzani, questo accertamento.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E la provenienza, quindi, di questa arma, ho sentito che lei parlava appunto di una sorta di conferma che chiedeste alla Stazione dei Carabinieri di Casalpalocco, la provenienza se la ricorda?
Lei ha detto, il furto. Si ricorda il nome della persona offesa?
TESTE Brancadoro: Bottini, Cottini, una cosa del genere. Adesso non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lo sa come si fa? Lei prende, per cortesia, questo documento - sempre che sia un documento a sua firma...
TESTE Brancadoro: Sì, sono atti a mia firma.
PUBBLICO MINISTERO: Eh? E mi fa la cortesia di leggere il numero.
E poi io non lo posso fare, lo faccia lei.
E' un po' singolare questo modo di procedere, ma siamo tenuti a far così.
Eccoci qua. Può favorire, al capitano? Grazie.
Questo, che è un verbale di perquisizione, rinvenimento e sequestro nei confronti di Meri Francesca.
Io leggo quello che mi pare la sua firma, lei magari mi conferma che c'è veramente la sua firma, in calce a questo verbale.
TESTE Brancadoro: Sì, confermo. Questo è il verbale che fu fatto in quell'occasione. Appunto, risulta questa pistola P.P.K...
PRESIDENTE: E firmato da lei?
TESTE Brancadoro: Sì, sì, certo. Matricola 235146.
Però, con l'atto del sequestro, non fu fatto immediatamente l'accertamento. Fu fatto al rientro in caserma. Ho fatto questo accertamento speditivo. E, appunto, se ne occupò il collega Torzani, nel particolare poi di sviluppare questi dati.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Comunque è sottoscritto anche da lei, quel verbale. Me lo conferma questo qui?
TESTE Brancadoro: Prego?
PUBBLICO MINISTERO: E' sottoscritto anche da lei, quel verbale.
TESTE Brancadoro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Brancadoro: Tenente Brancadoro, eccolo qui.
PUBBLICO MINISTERO: Se è del caso, magari, consultando quel documento, ma avrei bisogno di una descrizione, di qualche elemento in più.
Intanto per cominciare: questa arma era corredata da munizioni? Era un'arma che aveva tutte le sue parti componenti, ordinarie, intendo dire. Aveva il caricatore, aveva...
TESTE Brancadoro: Sì, aveva un serbatoio vuoto. E, separatamente, c'erano questi proiettili. Erano 11 proiettili.
PUBBLICO MINISTERO: Corrispondenti, come calibro, all'arma in questione?
TESTE Brancadoro: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dove si trovava questo sacchetto, se lo ricorda?
TESTE Brancadoro: Si trovava nella, in una stanza che era tipo una cucina... di una taverna, con una cucina che però era al piano superiore, al primo piano. Dava su una terrazza interna. E c'era, diciamo, da un lato la cucina con i lavelli, eccetera; di fronte c'era un armadio, un ripostiglio libreria. E sopra a questo armadio c'erano delle scatole con materiale vario, tra cui questa busta con quest'arma all'interno.
PUBBLICO MINISTERO: Però non fu sequestrata solamente l'arma col relativo munizionamento, fu sequestrato, mi pare, anche qualche altra cosa, no?
Lei, nella relazione...
TESTE Brancadoro: Sì, certo. Del materiale, una rubrica telefonica, e poi vari documenti. C'erano delle cedoline di banca, bigliettini e varie cose, insomma, che furono comunque sequestrati.
PUBBLICO MINISTERO: Furono sequestrati, per caso, anche documenti, leggasi biglietti, che attestavano spostamenti via nave, oppure via aerea?
TESTE Brancadoro: Sì, furono ritrovati dei biglietti di traghe... di un traghetto e un biglietto aereo, un biglietto di... biglietti di nave e di aereo.
PUBBLICO MINISTERO: Le spiace entrare un pochino più nel dettaglio?
TESTE Brancadoro: Sì, beh, rileggendo il verbale di sequestro, vedo che c'è un biglietto della società Meridiana, un volo Roma-Palermo, intestato al Giacalone stesso.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Brancadoro: E poi c'è questo biglietto Grandi Traghetti, con intestati, con dei numeri telefonici annotati sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Brancadoro: E poi un biglietto, un altro biglietto aereo Alitalia da Palermo a Roma, intestato a un tale Giannone.
PUBBLICO MINISTERO: Il tutto sequestrato nell'abitazione di Giacalone.
TESTE Brancadoro: Sissignore.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in particolare sul conto di questi biglietti - ora capisco che lei difficilmente può conservare una memoria di questi reperti semplicemente dalla lettura... può aver memoria di questi reperti semplicemente dalla lettura di questo verbale - ma io, in particolare, volevo richiamare la sua attenzione su un documento che, nel verbale di sequestro, è nell'ultima pagina. Quello che, nel verbale stesso, è indicato così:
"Un foglietto di carta con sopra annotati alcuni nomi, tra cui Nino Mangano, Olivetti Vittorio, eccetera, con annotati alcuni numeri a fianco."
TESTE Brancadoro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei sarebbe in grado, se io le sottoponessi in fotocopia il materiale che, secondo, appunto, gli atti da voi redatti, proviene da questo specifico atto di perquisizione, di riconoscere questo appuntino?
TESTE Brancadoro: Penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora io la invito a consultare questo qui, che è appunto materiale cartaceo preceduto da una certa dicitura.
Diciamo, gli estremi di riconoscimento sono: l'affoliazione 875 delle produzioni del Pubblico Ministero. E più esattamente la produzione 22-H.
Ecco, la dicitura che è sul frontespizio, è:
"Materiale rinvenuto in occasione della perquisizione effettuata presso l'abitazione di Giacalone Luigi, sito in corso dei Mille numero 1466."
Allora, le chiederei la cortesia di dare un'occhiata e individuare qual è l'appunto che ha riferimento con questa dicitura che compare nel verbale di sequestro.
TESTE Brancadoro: Allora, questo qui, in questa pagina, sono due foglietti diversi: la metà superiore della pagina è appunto un foglietto più piccolo dove c'è questo elenco di nomi.
PRESIDENTE: Possiamo avere il numero della pagina? O la lettera, se la contraddistingue.
TESTE Brancadoro: Non è numerato. Qui c'è un 890, sopra, che sembra che sia una calligrafia diversa.
Qui c'è un 52.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo credo di poterlo dire io: nella fascicolazione, la pagina in questione, reca il numero 890.
E' quindi la fascicolazione, questa, delle produzioni del Pubblico Ministero alla Corte.
Ecco, visto che quindi lei ravvisa quel documento in questo appuntino fotocopiato che ha sotto gli occhi e che ha questa collocazione, lo... come dire, leggendolo, nei limiti in cui è leggibile, nei limiti in cui a lei riesce leggerlo in un certo modo, piuttosto che in un altro, che c'è scritto in codesto biglietto?
TESTE Brancadoro: Mah, all'inizio c'è un elenco di nomi e di numeri accanto.
PRESIDENTE: Legga l'elenco dei nomi.
TESTE Brancadoro: Lo leggo direttamente.
C'è: "Papà e Giuseppe."
Poi, un nome che sembra "Maggio."
Qualcosa che sembra "Di Girolamo."
Poi un nome illeggibile. Sembra che poi un altro sia "Graziella, Castelli, Nino Mangano."
Uno scritto molto male, manca una I. dovrebbe essere "Grigoli."
C'è "Gregoli."
Poi, "Olivetti."
Poi c'è un "Gaspare, o Gasparino", forse.
Un "Vittorio, un Giorgio", senza la erre: "Giogio."
E poi, l'ultimo, sembra "Bambio", una cosa che non si legge bene, non si capisce.
PUBBLICO MINISTERO: E diceva, ci sono dei numeri accanto.
TESTE Brancadoro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, accanto, a fianco ciascun nominativo, compaiono dei numeri?
TESTE Brancadoro: Sì. "Papale Giuseppe, quattro; Maggio, quattro; Di Girolamo, sei."
Poi, accanto agli illeggibili, c'è un "cinque" e un "cinque."
E, accanto a questi nomi, c'è un altro, altri... accanto a questi numeri c'è un'altra fila di numeri: "due, uno, meno uno, meno uno, due..."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi è sufficiente. Diciamo, mi è sufficiente come lettura del... o come decifrazione dell'appunto.
TESTE Brancadoro: Sì. Ma se vuole glielo leggo tutto.
PUBBLICO MINISTERO: No...
TESTE Brancadoro: Riga per riga, non è un problema.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, a me è sufficiente.
TESTE Brancadoro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Volevo capire questo: sulla base degli elementi raccolti sempre nello stesso contesto di operazione, ecco, questi che sembrano nominativi - penso un ufficiale di polizia Giudiziaria abbia assegnato il valore di nominativi, a queste indicazioni. Avevano, assunsero un qualche significato?
TESTE Brancadoro: No, all'epoca, no. Erano nominativi che... Ripeto, il foglietto lo sequestrammo, perché comunque c'era un elenco di nomi, per noi investigativamente, importante ai fini del successivo sviluppo, eccetera.
PUBBLICO MINISTERO: E' la stessa ragione per la quale si sequestrano le agende, insomma, ecco.
TESTE Brancadoro: Certo. Ma lì per lì non diede grandi suggerimenti, perché all'epoca non c'era una conoscenza approfondita di questi soggetti che oggi, col senno del poi, conosciamo...
PUBBLICO MINISTERO: Non c'era conoscenza approfondita, nel senso che, alcuni di questi, li identificavate in qualcuno, oppure nel senso che si doveva partire da zero anche per arrivare ad una qualche identificazione.
TESTE Brancadoro: Si doveva partire da zero. Sicuramente, in quel periodo, per le nostre conoscenze del Nucleo Operativo, si doveva partire da zero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora, se qualcuno mi fa la cortesia di recuperare quel materiale, perché non mi serve più per proseguire nell'esame.
Ecco, lei si è occupato, sempre nel corso dell'anno '94 - così abbiamo appreso dal capitano Minicucci e sarà lei a darcene, o meno, la conferma - si è occupato anche dell'attività di Polizia Giudiziaria che si è poi concretizzata nell'arresto dei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano a Milano.
TESTE Brancadoro: Sì, ero responsabile della Sezione che si è occupata di quella attività.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, tanto per andare al nocciolo del problema, allorché sono stati eseguiti gli arresti, appunto a Milano, lei era presente a Milano?
TESTE Brancadoro: No, io non ero a Milano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
TESTE Brancadoro: Ero a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. E quindi, a Milano, ha operato personale della sua Sezione?
TESTE Brancadoro: Sì. Ha operato mio personale che operava su disposizioni dirette, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, salvo i particolari, diciamo, più di dettaglio che ci dà il suo personale, ecco, ma lei ci può ricostruire com'è stata, per quanto riguardava le sue competenze, le sue responsabilità, eseguita, coordinata e organizzata, questa operazione?
Noi sappiamo che lei si occupava della Sezione Catturandi.
TESTE Brancadoro: No, io...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non è esatto.
TESTE Brancadoro: Io ero comandante della II Sezione, che non è proprio la Catturandi, anche se poi, per tutto il periodo in cui ho diretto la Sezione, ci siamo occupati quasi esclusivamente di catturare i latitanti. E...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi una curiosità, la interrompo.
TESTE Brancadoro: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Giuseppe e Filippo Graviano erano, all'epoca, da ricercare?
TESTE Brancadoro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: In quanto latitanti.
TESTE Brancadoro: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda se erano latitanti solamente a provvedimenti di esecuzione della pena, o se erano latitanti anche a provvedimenti di custodia cautelare?
TESTE Brancadoro: Beh, sul Giuseppe, non me lo ricordo con precisione. Filippo, mi sembra che avesse soltanto esecuzioni di pena.
Giuseppe mi sembra, forse c'era una ordinanza di custodia, un provvedimento cautelare.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le restituisco la parola. Perché, appunto, l'avevo interrotta.
Lei stava dicendo: avevate come obiettivo investigativo, quello di pervenire all'arresto di queste due persone.
Ecco, allora spieghi un attimino come questa operazione ben conclusasi, è stata organizzata sul territorio.
TESTE Brancadoro: Mah, ci fu una attività preliminare di indagine e anche informativa su quel territorio che ci fece concentrare l'attenzione su alcuni soggetti. Ma più in particolare sullo Spadaro Salvatore.
E, quindi, lo attenzioniamo in maniera particolare, lo Spadaro.
E quando, nel corso di questi servizi, si verificò, prima si presentò la possibilità che lui partisse, poi proprio si constatò che c'era un movimento, di questo soggetto, verso il Norditalia.
Andò alla stazione per prendere un treno per Venezia con alcuni suoi familiari, questo movimento non ci sembrò, diciamo, ordinario, o comunque un fatto normale. Ci sembrò un fatto insolito. E preferimmo verificare questi movimenti fuori dalla Sicilia, disponendo un servizio di pedinamento dello Spadaro e dei suoi familiari e del cognato che lo accompagnava: D'Agostino Giuseppe. Insieme anche lui a moglie e figli.
Quella che poteva sembrare una, come dire, una gita di famiglia, ecco, a noi, per la pregressa attività informativa che avevamo sul soggetto, non sembrava una cosa del tutto normale. Per cui fu seguita con particolare attenzione. E poi portò a quel risultato della cattura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome stiamo essenzialmente parlando di questo signor Spataro, era quindi persona che aveva suscitato da epoca recente la vostra attenzione, oppure era persona sulla quale la vostra attenzione investigativa si esercitava da più tempo?
TESTE Brancadoro: Beh, no. La nostra attenzione poteva essersi concretizzata nel volgere di massimo due-tre mesi, prima dell'arresto, ecco. Forse verso ottobre-novembre, avevamo iniziato a lavorare su quel gruppo, insomma. Dopo l'estate, comunque.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, una volta che si è arrivati agli arresti, ecco, dal momento in cui si avvia l'attività di pedinamento da Palermo, in occasione della partenza di Spataro e della moglie e dei parenti - e sappiamo di chi si tratta - in capo a quanto tempo si arriva all'arresto poi, a Milano?
TESTE Brancadoro: Mah, una trentina di ore. Perché...
PUBBLICO MINISTERO: Di ore?
TESTE Brancadoro: Sì, perché il treno partì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, da oggi a domani, voglio dire. Nell'arco poco più di 24 ore, insomma.
TESTE Brancadoro: Sì, sì. Il treno partì verso, nel primo pomeriggio, verso l'una, l'una e mezza, un orario del genere. E arrivò a Milano la mattina dopo, alle 09.00.
Questo treno era per Venezia. Lo cambiarono a Bologna. Arrivarono a Bologna verso le 06.00 del mattino. E poi proseguirono per Milano, dove arrivarono, a occhio e croce, verso le 09.00.
E poi ci fu il pedinamento che proseguì per tutta la giornata.
L'intervento fu la sera in un locale verso le... verso le otto e mezza, le nove di sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Le date se le ricorda?
TESTE Brancadoro: Sì, sì. 26 gennaio iniziò il pedinamento. E il 27 ci fu l'intervento, 27 sera.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta...
TESTE Brancadoro: '94, sempre.
PUBBLICO MINISTERO: ... una volta che si verificò, si verificarono questi arresti, perché più di un arresto fu eseguito contestualmente, no? Suppongo che lei stesso sarà andato a Milano, oppure si trattenne a Palermo?
TESTE Brancadoro: No, io mi trattenni a Palermo. Perché poi, a Milano, ricevemmo il supporto del Nucleo Operativo di Milano, che ci dette appoggio per le incombenze normali, anche per i rapporti con l'Autorità Giudiziaria locale, per i favoreggiamenti che si erano verificati in loco.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Tutto qua. La ringrazio.
PRESIDENTE: Non ha domande, avvocato?
I difensori hanno domande?
Può andare, grazie.
*TESTE Brancadoro: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora facciamo passare il maresciallo Costantino.
PRESIDENTE: Ci vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza?
*TESTE Costantino: Maresciallo ordinario Costantino Vincenzo, nato a San Pietro a Maida, provincia di Catanzaro, 05/02/65. Comandante della Stazione Carabinieri Carlopoli.
PRESIDENTE: Vuole leggere quella formula?
TESTE Costantino: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, maresciallo, parrebbe - penso che siano andate così - parrebbe che lei abbia svolto una attività di pedinamento, chiamiamola genericamente in questo modo, del signor Spataro e delle persone che erano con lui, a partire dalla stazione di Palermo il 26 di gennaio 1994, a proseguire fino al momento in cui vengono eseguiti gli arresti di questo signore, delle persone che erano con lui e quant'altro.
E' vera questa premessa che ho fatto?
TESTE Costantino: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, bisogna che ci racconti, sinteticamente, un po' come vi siete organizzati. E, soprattutto, come è stata compiuta questa operazione.
Le devo chiedere solo due o tre cose su certi particolari punti.
TESTE Costantino: E' da premettere che, da una pregressa attività investigativa, già si lavorava sul quartiere Brancaccio. Ed era ormai risaputo che, nell'ambiente, i capimandamento erano i fratelli Graviano.
Subito dopo l'omicidio di...
PRESIDENTE: Scusi, le vorrei chiedere un particolare.
TESTE Costantino: Sì.
PRESIDENTE: A lei risulta come si chiamavano questi fratelli Graviano? Quanti erano e come si chiamavano.
TESTE Costantino: Giuseppe Graviano, Filippo Graviano e Benedetto Graviano.
E poi hanno una sorella: Graviano Nunzia.
PRESIDENTE: Bene.
TESTE Costantino: E praticamente, sino ad arrivare alla data del 26 gennaio 1994. Dal quale, a seguito di un servizio di O.C.P., osservazione controllo e pedinamento, accertavano che Spadaro Salvatore, la propria moglie D'Agostino Angela e unitamente alle due bambine, si spostavano dalla propria abitazione sita in via Messina Marina di Palermo per recarsi alla stazione ferroviaria di Palermo.
Giunti alla stazione ferroviaria, appuravo unitamente ad altri militari, che lo Spadaro, la moglie e le bambine, salivano sul treno delle 13.50 con destinazione Venezia.
Al che si proseguiva il servizio di pedinamento per giungere, l'indomani mattina, nella stazione di Bologna, circa 06.30. Perciò siamo al giorno 27.
Dove potevo constatare personalmente che lo Spadaro, che nel frattempo era stato raggiunto... E' da premettere che era stato raggiunto, alla stazione ferroviaria di Palermo, dal cognato D'Agostino Giuseppe e dalla moglie, Battaglia Caterina.
Tutto il nucleo familiare intraprendeva il viaggio per arrivare a Bologna. Dopodiché scendevano dal treno su cui si trovavano e prendevano la coincidenza per il treno che era diretto a Milano.
Dal servizio sempre di pedinamento, venivano pedinati e quindi giungevamo verso le 09.30 del 27 alla stazione ferroviaria di Milano, dove, nel frattempo...
PRESIDENTE: Scusi, giungeva lei stesso?
TESTE Costantino: Personalmente. Ho intrapreso il servizio a Palermo per arrivare a Milano e continuare nella giornata di Milano.
E, quindi, giunti alle 09.30 a Milano, il nucleo scendeva dal treno e si dirigeva subito verso l'esterno della stazione ferroviaria.
Ivi giunti, i due nuclei familiari, quello del D'Agostino e quello dello Spadaro, improvvisamente si scindevano per nuclei.
Mentre il D'Agostino Giuseppe prendeva un radiotaxi e si allontanava, lo Spadaro, in quel momento, veniva prelevato da una persona a noi sconosciuta, sino a quel momento, con una autovettura privata. Che, successivamente, veniva identificato per Tafuri Raffaele, personaggio di Milano.
Nella immediatezza del fatto, quindi ho dovuto decidere quali dei due personaggi continuare a pedinare.
Poiché avevamo visto la macchina che era una macchina...
PRESIDENTE: Lei era solo?
TESTE Costantino: In quel momento erano giunti da Palermo il maresciallo Balzano Antonio e il carabiniere Dellaera... Non mi ricordo il nome.
Comunque attualmente l'appuntato Dellaera, firmatari degli atti. Si può evincere dagli atti, il nome.
Che erano giunti anch'essi a Milano in aereo. E quindi erano in attesa, stavano attendendo il nostro arrivo, in quanto avevo avvisato che stavamo per arrivare.
Abbiamo optato per il pedinamento su Spadaro Salvatore, proprio in funzione di questa cosa qua, che era una persona del luogo che era andato a prelevarlo.
E così è stato. Abbiamo iniziato il servizio di pedinamento per pedinarlo sino all'Hotel Salus di quel centro. Credo che sia via Pellegrino Rossi 64, di Milano.
Il nucleo, praticamente, alloggiava dentro l'albergo sin quando, verso le undici e mezza, nonostante all'interno dell'albergo ci fossero delle possibilità di fare delle telefonate, il nucleo familiare usciva dall'albergo e si recava presso una cabina telefonica per effettuare una telefonata.
In questo frangente, questo piccolo pedinamento non l'ho eseguito personalmente, in quanto io sono rimasto davanti l'albergo, pensando che altre persone già si trovassero all'interno.
Quindi, onde identificare persone di mia conoscenza.
Sono rimasto sul posto sin quando la coppia è ritornata nuovamente, successivamente dopo poco, dopo breve, nuovamente presso l'albergo. Ove si intrattenevano fino alle ore 15.00, circa.
Dopodiché riuscivano e, prendendo un radiotaxi, in questo caso, raggiungevano Piazza del Duomo.
Ivi giunti, diciamo si sono intrattenuti per circa cinque minuti davanti al locale The Room, denominato Il Camparino, di Milano, proprio di fronte il Duomo, come indicazione.
Sin quando, dopo breve, dopo pochi minuti, si vedeva giungere praticamente il nucleo familiare del D'Agostino, unitamente a due persone: uno, di sesso maschile e uno di sesso femminile. Che subito veniva identificato in Graviano Giuseppe.
A questo punto...
PRESIDENTE: Come, veniva identificato? Lo conoscevate?
TESTE Costantino: Cioè, avevamo delle foto dietro.
E quindi, dal riscontro delle foto, era verosimilmente, a questo punto, era il Graviano Giuseppe.
A questo punto notavamo, nel primo frangente, che, avvicinatisi i due nuclei familiari, si salutavano in forma, come si suol, dire, amichevole. Nel senso si baciavano, come se già avessero una conoscenza che veniva prima di quella data là.
Non era un episodio casuale, in quanto tutte le persone presenti, si sono scambiati i baci, si sono salutati. Dopodiché, tutti insieme, hanno continuato a passeggiare per circa quattro ore, per il centro di Milano. Soffermandosi in alcune attività: nuovamente in un altro locale per consumare delle bibite. Per arrivare, in sintesi, verso le 19.30, quando sono tornati allo stesso punto di partenza.
A questo punto si avvicinavano verso la stazione radiotaxi del posto. E i due nuclei familiari, a questo punto, si scindevano nuovamente.
Lo Spadaro, unitamente alla moglie D'Agostino Angela ed i bambini, prendevano il radiotaxi; mentre l'altro gruppo si allontanava per un'altra... nuovamente.
A questo punto pedinavamo ovviamente il Graviano Giuseppe, sin quando ci ha portato in via Procaccini, credo che sia. Dal risto... No, via Procaccini, rettifico.
Il ristorante, me lo ricordo; la via non sono sicuro.
Il ristorante Da Gigi il Cacciatore, la via, in questo momento, mi sfugge.
Ivi giunti, nel frattempo, avuta diciamo quasi la certezza materiale che quello fosse Graviano Giuseppe, in compagnia della fidanzata che si trovava presente al Graviano, abbiamo, ho chiesto rinforzi. Dopodiché, nel temporeggiare, nel coordinare il servizio onde garantire la riuscita del servizio, sopraggiungeva l'altro fratello: Graviano Filippo, unitamente ad altra ragazza che poi veniva identificata...
PRESIDENTE: Anche di quello, avevate le fotografie?
TESTE Costantino: Esattamente.
E, mentre sconoscevamo, sino a quel momento, la Buttitta Francesca.
Quindi abbiamo visto sopraggiungere il Graviano Benedetto con altra persona di sesso femminile.
PRESIDENTE: Benedetto, ha detto?
TESTE Costantino: Pardon, Filippo.
E pertanto, a quel punto, si trovano i due fratelli, le due rispettive ragazze - che è quello che poi hanno dichiarato successivamente - D'Agostino Giuseppe, Spadaro Salvatore... Spadaro Salvatore, in quel momento non c'era, che era rimasto all'albergo.
Abbiamo temporeggiato in modo da vedere se arrivasse qualcuno, quando poi abbiamo deciso per fare l'intervento.
Al momento dell'irruzione, bloccavamo tutte le persone che erano ivi presenti all'interno del locale. Dopodiché, al tavolo, venivano identificate le due ragazze che si trovavano in compagnia dei Graviano. Ed erano: Galdi Rosalia e Buttitta Francesca.
Accompagnati presso gli uffici del Comando Provinciale di Milano, venivano praticamente compilati gli atti del caso.
E qua, diciamo, si è conclusa la prima fase per arrivare al momento dell'arresto.
Nel momento dell'arresto, in prima istanza, diciamo che, mentre Graviano Giuseppe, sin dal primo momento, pur avendolo trovato in possesso di documenti intestati ad altre persone... Nel caso di Graviano Giuseppe aveva una carta d'identità intestata a Spadaro Salvatore; mentre Graviano Filippo aveva una carta d'identità intestata a Mango... Mango...
PUBBLICO MINISTERO: Filippo?
TESTE Costantino: Mango Filippo, confermo. Mango Filippo.
Infatti mi ricordo questo particolare: che, mentre il Graviano Giuseppe, da subito, ha affermato di essere effettivamente Graviano Giuseppe, per Graviano Filippo, in prima istanza, continuava a ribattere dicendo: 'io sono Mango Filippo, mi chiamo Filippo, però sono Mango e non Graviano.'
E questo praticamente si è poi accertato solamente al momento in cui gli è stato chiesto, ad entrambi, se volevano avvisare i propri familiari dell'avvenuto arresto.
Graviano Giuseppe, da subito, ha avvisato la madre che era stata contattata nel frattempo a Palermo, che si trovava alloggiata presso... l'albergo di via Messina Marina. Mi sfugge il nome, in questo momento. E...
PUBBLICO MINISTERO: San Paolo?
TESTE Costantino: San Paolo Hotel. San Paolo Hotel di via Messina Marina.
E pertanto, chiesto anche al Filippo se volesse dare notizie ai propri genitori, a questo punto, su invito del fratello, acconsentiva. E, quindi, si appurava con certezza che si trattasse anche dell'altro fratello.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, maresciallo, abbia pazienza, un particolare.
Lei ha detto che Graviano Giuseppe aveva un documento intestato a Spataro Salvatore.
TESTE Costantino: Sì, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: E si trattava esattamente di una carta di identità, se ho capito bene.
TESTE Costantino: Sì, confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Spataro Salvatore aveva anche lui un documento di identità con sé.
TESTE Costantino: Sì, confermo. Aveva la patente, anziché la carta di identità.
Infatti, successivamente...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma i dati anagrafici, quindi nato a, il... eccetera, eccetera, erano identici su tutti e due i documenti?
TESTE Costantino: Identici. Cambiava solamente la fotografia.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente.
Ha accertato, è stato accertato, che lei rammenti, se il documento nelle mani di Graviano Giuseppe era un documento in cui c'era stata la sostituzione della fotografia, ovvero se era un documento, per così dire, clonato?
Cioè se era la clonazione di un altro documento.
TESTE Costantino: Confermo che sono stati fatti i successivi accertamenti. Nel caso, onde verificare l'autenticità dei documenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Costantino: E, mentre per quello di Mango, il documento intestato a Mango Filippo era palesemente contraffatto, nel senso che era stata sostituita la fotografia. Però già da un primo accertamento visivo si poteva notare che la linearità del timbro a secco non coincideva; per quella di Graviano Giuseppe che era intestata a Spadaro Salvatore, verosimilmente era stata già rilasciata con la foto del soggetto, quella di Graviano Giuseppe, con i dati di Spadaro Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire, era un documento falso dall'origine.
Vuol dire questo, o ho capito alla rovescia?
TESTE Costantino: No, dico che il documento era con la foto di Graviano Giuseppe e i dati di Spadaro Salvatore. Però, in sé e per sé era originale.
E, infatti, è scaturita poi l'ordinanza di custodia cautelare per Ciluffo, il presidente del quartiere, rappresentante della delegazione che era stata rilasciata la carta di identità. Perché già in altri casi, ed altri collaboratori, erano state riferite, che si era verificato un analogo episodio.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè a dire: era stato, se ho capito bene, eh. Cioè, era stato messo in circolazione da questa circoscrizione comunale, presieduta a quello che capisco da questo signor Ciluffo che poi è stato arrestato...
TESTE Costantino: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: ... era stato rilasciato un documento come se fosse un documento a tutti gli effetti regolare, invece nasceva, fin dall'inizio, come documento falso. Perché, con i nominativi di un signore, si attestava l'identità di una persona, la cui fotografia non aveva nulla a che fare con il nome e cognome e gli altri elementi di generalità.
E' questo il discorso?
TESTE Costantino: Confermo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
Ho bisogno di chiedere altre, un'altra cosa.
Dunque, ricorda se a queste persone, a tutte però. Quindi magari faccia mente locale, se ha degli atti da consultare, li consulti.
Ricorda se a queste persone sono state sequestrate somme di denaro, nell'ordine di milioni, non dell'ordine delle cento o le sessantamila lire.
TESTE Costantino: La cifra di preciso non la ricordo. Però, ingente quantitativo di denaro, sì.
E, in parte, sulla persona di... diciamo la maggior parte, sulla persona di Galdi Rosalia.
Mentre, sulla Buttitta Francesca, diciamo, oltre a un contenzio... diciamo, una cifra non eccessivamente grossa, ma comunque una...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ricorda qualche cosa a questo proposito, non tanto sul conto dei fratelli Graviano e delle fidanzate, sul conto delle persone che avevate pedinato da Palermo. Intendo dire: D'Agostino e signora, Spataro e signora.
TESTE Costantino: Forse non ho appreso bene la domanda.
Se lei mi dice se abbiamo... Mi chiede se...
PUBBLICO MINISTERO: Se avete sequestrato, o comunque accertato la disponibilità di una somma di denaro piuttosto forte nell'ordine dei milioni, nell'ambito dell'attività di perquisizione che avevate fatto nei confronti di D'Agostino e della moglie che si chiama Battaglia, se non mi sbaglio.
TESTE Costantino: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Come nei confronti di Spataro e della moglie che si chiama D'Agostino. E il nome di battesimo non me lo ricordo più.
TESTE Costantino: Adesso non ricordo su quale dei personaggi effettivamente abbiamo trovato le somme.
L'unica cosa che, oltre le somme di carattere investigativo e quindi nell'immediatezza del fatto, di utile, abbiamo solamente sequestrato un cellulare sulla persona di Galdi Rosalia.
Che poi, dai successivi accertamenti, è risultato di proprietà di Taormina Costantino, un personaggio del quartiere Brancaccio di Palermo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero è interessato a sapere, se lei lo ricorda, sennò può consultare l'atto, se sono state trovate somme di denaro di un certo rilievo sul D'Agostino e sullo Spataro, o sulle relative mogli.
TESTE Costantino: Credo su entrambe le coppie, su entrambe le coppie. E, in parte, anche sulla Galdi Rosalia.
PRESIDENTE: Ci può dire leggendo gli...
TESTE Costantino: No...
PRESIDENTE: Non ce li ha qui?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, io la invito - perché non posso fare diversamente - a prendere visione di questo verbale di sequestro che è intestato al Comando Provinciale Palermo, nucleo operativo... Io ravviso, mi pare, la sua firma. Però lei lo deve confermare, eh, se è un documento che ha sottoscritto anche lei, oppure no.
E' un verbale di sequestro nei confronti di Battaglia Caterina, datato: "Milano, 28 gennaio '94, ore 03.00 del mattino e 25 minuti".
TESTE Costantino: Allora, riconosco la firma apposta, come la propria, come mia.
Posso...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Gli dia una scorsa.
TESTE Costantino: Confermo. E'...
PRESIDENTE: Sì, ma conferma, ma noi non lo conosciamo, per il momento.
Vogliamo leggere che cifre sono state trovate?
PUBBLICO MINISTERO: Ora che ha letto questo documento, le viene in mente...
TESTE Costantino: Praticamente sulla persona, sulla moglie del D'Agostino, quindi Battaglia Caterina, è stata rinvenuta una somma di otto milioni. E quindi siamo...
PUBBLICO MINISTERO: Otto milioni tondi, o otto milioni e qualche cosa?
Legga per bene com'era costituita questa somma.
TESTE Costantino: Praticamente... anche perché noi ci siamo avvalsi dell'ausilio di un agente della Polizia di Stato...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma se il verbale lo ha fatto...
PRESIDENTE: Ma ci legga queste benedette somme. E' questione di leggerle.
TESTE Costantino: "E' stata rinvenuta, nella tasca anteriore sinistra del giaccone, una somma di lire otto milioni, suddivisi in pezzi da lire centomila".
PUBBLICO MINISTERO: Ah.
TESTE Costantino: "Si è reso necessario, al fine di accerta..."
Non c'è altro, quindi...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, ci siamo arrivati.
Allora, otto milioni, che stavano nella tasca del giaccone della signora Battaglia Caterina, mi pare di aver capito.
TESTE Costantino: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Più esattamente nella tasca del giaccone. In pezzi da centomila lire. Bene.
Le spiace... Il suo documento, tanto non mi serve più, almeno credo.
Senta, altri due particolari: ricorda se, nei confronti di qualcuna di queste persone che voi perquisiste ed arrestaste...
Perché, se non mi sbaglio, furono arrestate tutte, queste persone, al completo.
TESTE Costantino: All'infuori di Battaglia Caterina.
Anzi, rettifico: D'Agostino Angelina, che era rimasta praticamente... perché in questa fase, quando D'Agostino, quando Spadaro Salvatore prende, non era nel nucleo familiare che noi abbiamo fatto poi l'irruzione, quindi si trova momentaneamente all'albergo, successivamente, anche in questo caso, lasciati gli arrestati in caserma, mi sono portato presso l'albergo Hotel Salus di Milano, ove riscontravo la presenza del Spadaro Salvatore, della di lui moglie e delle due bambine.
Dopodiché traevamo in arresto lo Spadaro. Mentre, per questioni... poiché ci stavano i bambini presenti, quindi non potendoli affidare ad altre persone, si decideva di denunciare a piede libero la D'Agostino Angela.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, siccome queste persone furono tutte perquisite sulle persone, suppongo che abbiate perquisito anche le camere di albergo, ricorda se qualcuna di queste persone aveva nella sua disponibilità telefoni cellulari?
TESTE Costantino: Unico telefono cellulare è quello che abbiamo trovato sulla persona della Galdi Rosalia.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
TESTE Costantino: Quello del cellulare che poc'anzi stavo accennando che poi è risultato intestatario tale Taormina Costantino di Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi non era intestato a nessuna delle persone presenti.
TESTE Costantino: A nessuna delle persone presenti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, vi fu possibile accertare da dove provenivano come dire, dove alloggiavano, dove avevano i loro effetti personali i due fratelli Graviano e le rispettive fidanzate?
TESTE Costantino: No, perché a quel punto, diciamo, avevamo mirato il tutto su Spadaro Salvatore. Invece i Graviano, in particolare Graviano Giuseppe e la Galdi Rosalia si sono, diciamo, si sono uniti alla compagnia accompagnati da D'Agostino Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì. Ma, voglio dire, uno poi può stabilire da dove provenga quella o quell'altra persona che ne so, da un documento che ha in tasca, uno c'ha magari, il biglietto da visita dell'albergo, uno c'ha un conto pagato, appunto, in un albergo, uno c'ha una prenotazione di un alloggio, uno c'ha un documento che attesta che si è rivolto a un'agenzia immobiliare, ha affittato qualcosa, un residence, un palazzo, una chiesa.
Voglio sapere questo: se attraverso tutti gli elementi di cui siete potuti venire a disposizione sul momento, siete stati in grado di stabilire da che alloggio, da che tipo di sistemazione provenivano Graviano Giuseppe, Filippo e le due fidanzate.
TESTE Costantino: No. Onestamente, non abbiamo riscontrato alcun elemento utile al fine dell'individuazione del posto su Milano, dove soggiornassero i Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Costantino: Se non ricordo male, avevano solamente del contante e il documento, quello intestato a Spadaro Salvatore. Non avevano altro.
Che ricordi io, non ci sono stati neanche i verbali di sequestro appunto, perché non è stato rinvenuto altro sulla persona.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Tutto qui. Grazie.
PRESIDENTE: Domande, avvocato? I difensori hanno domande?
Si accomodi, grazie.
*TESTE Costantino: Grazie. Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, facciamo entrare l'ultimo teste.
PRESIDENTE: Ci dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Balzano: Maresciallo Balzano Antonio. Nato a Manheim, in Germania 21/11/66. In servizio...
PRESIDENTE: Vuole ripetere il cognome, per favore?
TESTE Balzano: Balzano.
PRESIDENTE: Balzano.
TESTE Balzano: Antonio.
PRESIDENTE: Legga la formula.
TESTE Balzano: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Maresciallo, risulta che lei ha avuto parte in questa operazione che è stata fatta a Milano e che ha avuto come epilogo l'arresto dei fratelli Graviano.
TESTE Balzano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Se ho capito bene come sono andati i fatti, lei è arrivato a Milano quando il suo collega Costantino c'era già arrivato? Cioè, non avete fatto lo spostamento da Palermo assieme, se ho capito bene?
TESTE Balzano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' così?
TESTE Balzano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, lei è arrivato a Milano quanto tempo prima, diciamo, degli arresti? E' arrivato quando erano già in corso attività di pedinamento su Milano?
TESTE Balzano: No. Sono arrivato prima.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, partiamo dal momento in cui lei arriva a Milano. Com'è che arriva anche lei a Milano a un certo punto e non aveva fatto, invece, tutto il percorso insieme al suo collega?
TESTE Balzano: Praticamente a Palermo avevamo accertato che la destinazione finale del D'Agostino e dello Spadaro doveva essere Milano. Quindi...
PRESIDENTE: Vuol parlare un po' più...
(voci sovrapposte)
PRESIDENTE: ... vicino al microfono o più forte?
TESTE Balzano: Allora, a Palermo, alla stazione di Palermo, avevamo accertato che la destinazione finale della famiglia Spadaro e della famiglia D'Agostino, doveva essere Milano.
Quindi per motivi tecnici investigativi abbiamo preferito dividerci in due gruppi, tra i quali il maresciallo Costantino che è salito sul treno, e io e un altro collega abbiamo preso il volo diretto per Milano.
Cioè, praticamente noi siamo arrivati la sera prima di iniziare l'effettivo servizio di pedinamento che è iniziato la mattina dopo. Devo...
PUBBLICO MINISTERO: No, no: Le conosciamo già tutte le fasi di quest'operazione che si sono svolte a Milano.
Io le voglio chiedere semplicemente due o tre particolari.
Dunque, abbiamo appreso che uno dei fratelli Graviano, più esattamente Filippo Graviano disponeva di un documento di identità intestato a Mango Filippo.
TESTE Balzano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Questa persona, Mango Filippo era in qualche modo, vi era in qualche modo conosciuta?
TESTE Balzano: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a seguito del rinvenimento di questo documento con i dati di generalità di Mango Filippo, che attività investigativa è stata poi... investigativa, strettamente di Polizia Giudiziaria, è stata fatta nei confronti di questo signor Mango?
TESTE Balzano: I primi accertamenti che abbiamo fatti, giustamente, sono stati quelli alla ripartazione anagrafica. Per vedere se praticamente queste persone erano persone effettivamente esistente e se abitasse effettivamente all'indirizzo rinvenuto sul documento in possesso al Graviano Filippo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
TESTE Balzano: Riconosciuto che effettivamente questa persona esisteva, era residente a Palermo, abitava a Palermo, siamo andati giustamente all'abitazione del Mango.
Abbiamo effettuato una perquisizione dell'abitazione e all'uopo gli abbiamo chiesto se lui effettivamente avesse denunciato o meno, lo smarrimento del documento, visto che non sapevamo ancora se si trattava di accertamenti balistici dei documenti, non erano stati ancora effettuati. Quindi, non sapevamo se si trattava di un documento autentico o contraffatto.
Nell'occasione mi ricordo che è stato portato negli uffici, l'ho sentito personalmente sulle sommarie informazioni come persona informata sui fatti al momento, perché per noi non era ancora un indagato.
All'uopo, ricordo che lui praticamente entrò palesemente in contrasto con le dichiarazioni già effettuate perché lui mi diceva che praticamente il documento di identità personale, l'aveva riposto nel portavani oggetti della propria autovettura.
Praticamente lui lo usava, lo usava solo per praticamente, per dimostrare i dati qualora venisse fermato dal... diciamo, dalle Forze di Polizia durante qualche controllo delle Forze di Polizia, perché i dati riportati sul documento, sulla patente di guida, non erano leggibili, non erano chiari.
Lui praticamente avallava le proprie generalità con la carta d'identità.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito tutto. Come finì questa storia per quanto riguarda il signor Mango?
TESTE Balzano: Il signor Mango? La storia finì che praticamente, venne emessa un'ordinanza di custodia cautelare dall'Autorità Giudiziaria di Palermo, dalla Procura di Palermo per favoreggiamento personale nei confronti dei fratelli Graviano. E noi eseguimmo l'ordinanza.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta non so se lei ha presente che nel corso di queste perquisizioni fatte sulle persone dei Graviano, delle fidanzate fu rinvenuto un telefono cellulare.
TESTE Balzano: Perfetto.
PUBBLICO MINISTERO: Uno solo, ricorda se era uno solo?
TESTE Balzano: Uno solo e fu rinvenuto sulla persona della Galdi Rosalia, allora fidanzata di Graviano Giuseppe.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda il soggetto, per meglio dire la persona alla quale era intestato questo telefono cellulare?
TESTE Balzano: Certo perché furono giustamente, furono subito fatti degli accertamenti dell'effettivo proprietario del telefono allora ritrovato, un Microtac Gold. E cioè, si potè accertare praticamente, questo telefono era intestato a un certo Taormina Costantino.
PUBBLICO MINISTERO: E' persona che conoscevate?
TESTE Balzano: Residente a Palermo, non ancora conosciuta da noi perché mai trattato a livello investigativo.
Praticamente, all'uopo ci recammo a casa del Taormina, per chiedere praticamente informazioni su come mai quel telefono intestato a lui si potesse trovare di pertinenza della Galdi.
Lui praticamente, a priori, ci disse che effettivamente era proprietario di un telefono di cui, giustamente, non si ricordava né il numero telefonico, anzi lo ricordava sbagliato - se non vado errato - e ci fornì come prima indicazione che lui praticamente era in possesso di un telefono della marca Italtel, non Motorola.
Quindi praticamente subito capimmo che effettivamente lui questo telefono non l'aveva mai usato e che era servito solo per, diciamo, per... non so come dire adesso...
PUBBLICO MINISTERO: Per intestarsi il contratto.
TESTE Balzano: Solo per interstarsi, cioè per conto di un'altra persona praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, ascolti: questo signor Taormina...
TESTE Balzano: Lui ci disse...
PUBBLICO MINISTERO: Questo signor Taormina, per quanto riguarda appunto la sua posizione nell'ambito di questa vicenda, lei sa se è stato raggiunto da provvedimenti analoghi a quelli che hanno riguardato il signor Mango?
TESTE Balzano: Certo. Lui è stato colpito da ordinanza di custodia cautelare nel, se non vado errato, nel gennaio del '95, sempre per favoreggiamento personale nei confronti dei Graviano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, le debbo chiedere se le dicono qualche cosa, con riferimento appunto, alle persone dei Graviano e all'attività di Polizia Giudiziaria svolta d'iniziativa o per delega dell'Autorità Giudiziaria, si sono mai evidenziate persone con questi nominativi: Lupo e Impallara.
TESTE Balzano: Lupo Cesare Carmelo è stato anche lui colpito dall'ordinanza di custodia cautelare unitamente al Taormina, nella stessa occasione.
Effettivamente nel gennaio del '95, sempre per favoreggiamento personale nei confronti dei Graviano.
L'Impallara, diciamo, che io sappia, è stato colpito dalla stessa ordinanza però l'ha eseguita la Polizia di Stato.
PUBBLICO MINISTERO: Diamogli un...
TESTE Balzano: Quindi, non ce ne siamo occupati personalmente.
PUBBLICO MINISTERO: Diamogli un nome di battesimo all'Impallara di cui parla lei, perché io ho fatto volutamente solo i cognomi.
TESTE Balzano: Parliamo di Lupo Cesare Carmelo, nato a Palermo non ricordo la data e parliamo di Impallara Nicola, gestore di un esercizio pubblico a Palermo, via Emiro Jafar se ricordo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, anche questa persona è stata raggiunta da provvedimento...
TESTE Balzano: Dallo stesso provvedimento.
PUBBLICO MINISTERO: ... cautelare dell'Autorità Giudiziaria di Palermo.
TESTE Balzano: Dallo stesso provvedimento.
Praticamente, Impallara Nicola e Mango Filippo sono stati colpiti dalla stessa ordinanza di custodia cautelare, solo che uno l'abbiamo eseguito noi e l'altra l'ha eseguita la Polizia di Stato. Ma l'ordinanza era la stessa.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ricorda qualcosa sul conto di questo signor Lupo Cesare Carmelo, quello che è stato appunto colpito da questo provvedimento, ma non relativamente al provvedimento, questo ha un'importanza minore...
TESTE Balzano: Era...
PUBBLICO MINISTERO: ... circa l'attività di cui si occupava questo signore, visto che l'avete eseguite voi a quello che capisco le misure cautelari nei confronti di Lupo?
TESTE Balzano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorda qualcosa di questo signore, se viveva...
TESTE Balzano: Praticamente posso dire che...
PUBBLICO MINISTERO: ... a Palermo, di che cosa...
TESTE Balzano: ... la prima attivazione che fu data dopo l'arresto dei Graviano, cioè noi praticamente ci dedicammo allo sviluppo dei numeri telefonici che furono rinvenuti nella memoria del telefono sequestrato alla Galdi, all'atto dell'arresto.
Tra l'altro, tra questi numeri si evidenziava, si evidenziavano... cioè praticamente noi trovammo quattro numeri telefonici in memoria, tra cui c'era il numero di un certo Tranchina Fabio.
Praticamente la prima cosa che facemmo oltre a sentire il Tranchina, cioè la prima cosa che facemmo praticamente è sentire gli intestatari delle utenze rinvenute sul telefono dela Galdi...
PUBBLICO MINISTERO: Mi interessava...
TESTE Balzano: Tra l'altro... sì. Voglio arrivare subito al...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, maresciallo. Ma mi interessava una cosa più semplice.
TESTE Balzano: Per arrivare... perché noi attraverso il Tranchina, abbiamo sentito a sommarie informazioni il Tranchina, e il Tranchina ci ha detto che già in epoca antecedente aveva venduto il proprio cellulare a Lupo Cesare.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Balzano: Che tra l'altro, se non vado errato, erano legati da parentela perché erano cugini. Tutto qua. Ecco perchè siamo arrivati anche al Lupo Cesare.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, maresciallo. Ma la cosa più semplice, forse non mi ero espresso con...
TESTE Balzano: Poi c'è stato un altro... siamo stati anche attivati dall'Arma di Verbania.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma a me interessa una cosa più semplice.
Se lei ricorda, questo signor Lupo Cesare se aveva una qualche attività commerciale, attività imprenditoriale...
TESTE Balzano: Aveva un'attività commerciale a Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Quale? Che faceva?
TESTE Balzano: Un'agenzia immobiliare.
PUBBLICO MINISTERO: Un'agenzia immobiliare, cosa vuol dire? Trovava, procurava affitti per abitazioni, faceva mediazioni oppure...
TESTE Balzano: Perfetto, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... aveva anche attività nel settore dell'edilizia?
TESTE Balzano: Che io sappia, aveva un'agenzia immobiliare e procurava affitti a persone del posto.
Del resto non so... ci siamo occupati noi personalmente di questo. Non ricordo altro.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Tutto qua. Grazie.
PRESIDENTE: Domande? I difensori hanno domande?
Può accomodarsi.
*TESTE Balzano: Grazie.
PRESIDENTE: Abbiamo terminato?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
PRESIDENTE: Allora, possiamo rinviare l'udienza.
AVV. Cianferoni: Presidente, sono l'avvocato Cianferoni.
Se ella ritiene oppurtono, vista l'ora abbastanza ancora gestibile, vorrei rivolgere alla Corte quella richiesta istruttoria che riservai all'esito dell'esame del signor Annacondia.
E si tratta di questo, con assoluta brevità. Il signor Annacondia fece riferimento a un'audizione da lui avuta presso la Commissione Parlamentare Antimafia. La data devo dire che è il 30 luglio '93 e non come io ricordavo erroneamente, nel giugno di quell'anno.
Chiedo pertanto, e comunque, che la Corte voglia acquisire, tramite produzione di questo difensore, se ritenuto sufficiente, dispongo di una copia che devo riordinare - l'ho tratta dall'archivio della Regione Toscana - dell'audizione del 30 luglio '93 del signor Annacondia presso la Commissione Antimafia.
Per una sorta di connessione e conseguente rilevanza, credo opportuno che comunque la Corte di Assise voglia acquisire altresì le deposizioni svolte in data venerdì 11 giugno '93 sempre di fronte alla Commissione Antimafia dal capo della Polizia, il comandante generale dell'Arma, il direttore della DIA, il ministro degli Interni e quella del 20 maggio '93 - a questo punto mi alzo, perché in fondo poi, è più comodo per il difensore parlare in piedi, ma ci tocca stare sempre un po' chini - ecco, quella del 20 amggio '93 che denota un particolare interesse - ritiene chi vi parla - perché si svolge a ridosso della strage del 27, e ugualmente a ridosso, perché di pochi giorni successiva a quella del 14 maggio del '93.
Quindi sono tre momenti nei quali il massimo organo politico di questo paese, cioè il Parlamento, si è occupato dei problemi dei quali oggi la Corte di Assise di Firenze si deve occupare per giustizia, quindi secondo un canone ben diverso di conoscenza legato alla rilevanza probatoria, ma che comunque, ritiene chi vi parla, sia opportuno che la Corte conosca in quanto nel capo di imputazione vi è contestata una specifica aggravante, l'articolo 1 del Decreto Legge del 1979 sulla finalità di eversione dell'ordinamento costituzionale che, connota perciò di politicità i fatti che sono sottoposti, ripeto, alla cognizione di questa Corte.
Le parole dell'Annacondia sono uno spunto, in vero, singolare per la tempestività con la quale lo stesso le pronunciò il 30 di luglio su questo fantomatico movente dell'articolo 41-bis.
Si troverà citato anche il dottor Maritati.
Io rimetto alla Corte l'opportunità di sentirlo come teste di risulta su quell'imbarazzante episodio di aver ascoltato parole non verbalizzandole, come del resto lo stesso Pubblico Ministero sollecitò a ricordo dell'Annacondia quando costui venne in aula.
L'importante è che si sia investigato nella sua rilevanza probatoria, il movente. Specialmente per l'innegabile peso indiziario di tante acquisizioni di questa causa. Intendo con ciò dire proprio che, per costanti giurisprudenza, il movente è ciò che sostiene, ovvero, fa cadere a terra ciò che è indizio e non prova diretta.
In questo dico, i documenti che chiedo la Corte voglia acquisire sono francamente molto orientativi.
Credo altresì utile sentire quel signor Cocuzza che l'Annacondia rammentò essere la sua fonte a proposito di questa - torno a sottolineare - fantomatica idea delle stragi legate all'articolo 41-bis.
Quindi, questa richiesta si rivolge in quanto, appunto, la fonte delle conoscenze dell'Annacondia deriverebbe dal signor Cocuzza.
Da ultimo ricordo - e questo non fa più capo alle ultime udienze, ma è una richiesta che è rimasta incardinata ormai da mesi - ricordo quanto si ebbe a chiedere a proposito di esperimento giudiziale sulle parole del Carra e dei viaggi che il Carra dice di aver fatto, in particoalre su quello di Firenze.
Non so se nella cronologia del processo vi sia un momento successivo ancora più opportuno per decidere su questa istanza, ad ogni modo la richiamo prima di tutto alla mia memoria perché la ritengo particolarmente importante.
E' venuto nelle ultime udienze un altro dichiarante, Sinacori... e lo dico perché fu proprio dalla controparte pubblica, il Pubblico Ministero che fu detto: aspettiamo il contributo di altri collaboratori. Chi vi parla sommessamente disse: 'beh, caso strano perché se quello che ha fatto il viaggio ha dato una descrizione, non si vede che contributo possano portare altri.
Forse, sotto questo punto di vista, non credo che abbia avuto così clamorosamente torto, perché dalle parole non solo del Sinacori - che rammento perché è il più recente - ma di tutti gli altri, ne sono venuti almeno numericamente altri due-tre a parlare di nascondigli, pertugi e trucchi in macchine o autoveicoli in genere, per trasportare merce illecita, dicevo, si è avuto la riprova che non c'è chiarezza su quel punto che è decisivo in riferimento al trasporto fiorentino.
Quindi, richiamata quella precedente richiesta, ne aggiungo una che verte principalmente su questi documenti della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulla associazioni criminali similari.
Il Pubblico Ministero aveva già avuto informalmente in visione questi atti che, ove la Corte volesse acquisire da questo difensore necessitano di riordino e integrazione, perché poi non è stato nemmeno tanto facile avere dalla biblioteca della Regione Toscana queste copie, non sono nemmeno integrali.
Ecco perché parlavo di possibilità di acquisizione, magari direttamente dalla Commissione Parlamentare, da parte della Corte.
Comunque dicevo, il Pubblico Ministero le ha già viste. Aspetto di conoscere il suo avviso.
PRESIDENTE: Ma, si tratta di sapere se il Pubblico Ministero è in grado o ritiene di rispondere oggi, o se ritiene di rispondere in un'udienza successiva.
PUBBLICO MINISTERO: A me pare di poter rispondere anche oggi.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Non è un grosso problema. Non certo per svalutare gli argomenti.
Sinteticamente, mi sembra un po' curioso che si possa pensare di indagare sul contenuto di un colloquio investigativo intervenuto tra il dottor Maritati, magistrato della Procura Nazionale Antimafia e il signor Annacondia che ha tutt'altro ruolo, stabilito che, a norma di legge, i colloqui investigativi non possono in alcun modo entrare a far parte, come atto ufficiale, sotto nessuna forma, di una vicenda giudiziaria.
Padronissimo il signor Annacondia di raccontare tutto quello che ha formato oggetto del colloquio che ha avuto con il dottor Maritati, se è vero che l'ha avuto e non sta a me saperlo.
Certo si è, che non si può chiedere nella specie al magistrato, così come non si potrebbe chiedere al funzionario del Servizio Centrale oppure del ROS, o della DIA, che avesse avuto questo o un altro colloquio investigativo.
Basta leggere l'articolo 18-bis dell'ordinamento penitenziario, che disciplina la materia dei colloqui investigativi.
Mi pare che, più in generale, su quella prospettazione che ha a che fare con la ricostruzione della causale, prospettazione intendo dire come sollecitazione di fonti di prova un po', diciamo, diverse, prudenza voglia che questo problema la Corte lo risolva.
Il Pubblico Ministero ritiene che si tratti di fonti di prova perfettamente inutili, nel senso che non attingo... non riescono ad attingere a quella soglia minima di rilevanza per la quale ogni mezzo di prova può avere ingresso nel processo.
Si tratta sicuramente di mezzi di prova consentiti, questo, non l'esame del dottor Maritati, prova vietata.
Però, mi sembra, abbastanza lontani dalla soglia minima di rilevanza e di pertinenza con la prova.
Quindi, io ritengo che non possano avere ingresso queste diverse prove richieste dal difensore, ma prudenza mi induce a suggerire alla Corte comunque di decidere su questa come su altre istanze, compreso quella che ha per oggetto l'esperimento, al termine della compossezione e della elaborazione di tutte le fonti di prova del Pubblico Ministero.
Intendo dire: se il Pubblico Ministero vuol provare da un lato che Carra ha adoprato effettivamente il suo camion, ci sono acnora soggetti qualificati, che il Pubblico Ministero ha indicato come fonti di prove, fonti di prove appunto d'accusa, dopo aver ascoltato le quali, dopo aver escusso le quali a ragion veduta la Corte stabilirà se sia il caso o meno di operare un certo riscontro.
Basta che ricordi che la Corte ha da sentire Grigoli, ecco, e Romeo.
Quindi, su questa, come sulle altre istanze, essendo tutte, a mio parere, da respingere, la Corte può benissimo differire la sua, i suoi provvedimenti al termine del risultato dibattimentale per la parte relativa alle prove richieste dal Pubblico Ministero.
PRESIDENTE: Bene. La Corte per il momento si riserva e si rinvia l'udienza a martedì 30 ore 9.00
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, prima che ci congedi.
PRESIDENTE: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: Se è possibile, il calendario di massima delle udienze, dei giorni disponibili per le udienze, nella settimana successiva a quella prossima.
PRESIDENTE: E' una cosa che potremo decidere soltanto il 30, quando avremo notizie specifiche di quella particolare situazione...
PUBBLICO MINISTERO: Ne prendo atto. La ringrazio.
PRESIDENTE: Ci vediamo martedì ore 9.00. Traduzione degli imputati detenuti. Buongiorno.