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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo i presenti.
Bagarella.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni. C'è l'avvocato Ceolan.
Barranca Giuseppe.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Barone, avvocato Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Benigno Salvatore: è rinunciante. Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, avvocato De Paola, avvocato Falciani, che è presente.
Calabrò Gioacchino.
IMPUTATO Calabrò: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini, Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Cannella Cristoforo.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi, che è presente.
Carra Pietro: libero, assente. Avvocato Cosmai, avvocato Batacchi.
AVVOCATO Batacchi: Che è presente.
PRESIDENTE: E' presente.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo, Gentili e Falciani, che è presente.
Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Ceolan.
Ferro Vincenzo: libero, assente. Avvocato Traversi, avvocato Gennai. Sostituiti dall'avvocato Falciani?
AVVOCATO Falciani: Sostituisco io, Presidente .
PRESIDENTE: Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, avvocato Usai, avvocato Roggero. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio, avvocato Bennati. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Giuliano Francesco.
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Oddo, avvocato Gramigni, che è presente.
Grigoli Salvatore: rinunciante. Avvocato Avellone, avvocato Batacchi, che è presente.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio, avvocato Fragalà. Sostituito dall'avvocato Gramigni.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Gramigni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali, avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Rocchi.
Pizzo Giorgio.
IMPUTATO Pizzo: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Salvo e avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina, avvocato Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e Usai. Sostituiti dall'avvocato Ceolan.
Scarano: libero, assente. Avvocato Fortini e Batacchi, che è presente.
Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni. Sostituito dall'avvocato Rocchi.
Spatuzza Gaspare.
IMPUTATO Spatuzza: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Tutino Vittorio.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
Rinunciante.
PRESIDENTE: Rinunciante. Avvocato Gallina, avvocato Gramigni, che è presente.
Facciamo entrare l'esaminando di turno, per favore?
AVVOCATO Di Russo: Mi scusi, Presidente. Sono l'avvocato Civita Di Russo per Di Natale Emanuele.
PRESIDENTE: Ah, benissimo. Diamo atto che è presente anche lei, grazie.
Vuol dire per favore il suo nome, cognome, luogo e data di nascita?
*EX 210 Patti: Patti Antonio, nato a Marsala il 04/10/1958.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero ci vuol dire qualcosa sulla qualità dell'esame? O dell'esaminando.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, quanto alla natura di questo atto, ovviamente mi riporto a quello che è illustrato nella lista depositata ai sensi dell'articolo 468, a quanto è stato prospettato in sede di esposizione introduttiva e quindi di richiesta di prove.
Mi limito ad aggiungere che, essendo il signor Patti persona che, come avrà modo di chiarire, ha fatto parte dell'organizzazione Cosa Nostra per un lungo periodo di anni, tanto che ha subìto da ultimo un arresto in data 1 aprile 1993 e, poiché lo stesso signor Patti con le sue dichiarazioni comunque illustrerebbe fatti e vicende che possono anche riguardarlo sotto il profilo della responsabilità penale. Per questa ragione io ritengo che debba essere esaminato ai sensi dell'articolo 210 del Codice di procedura penale.
PRESIDENTE: Allora...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi come persona che è imputata in altra sede per procedimenti, o per fatti connessi ovvero collegati.
PRESIDENTE: Allora, Patti la avverto che viene sentito come imputato per reato connesso o collegato.
EX 210 Patti: Sì.
PRESIDENTE: Di conseguenza lei ha la facoltà di dichiarare che vuole rispondere, oppure che non vuole rispondere.
EX 210 Patti: Sì, sì, voglio rispondere.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, può iniziare.
Ha il difensore presente?
EX 210 Patti: Sì, avvocato Ligotti. In sostituzione Civita Di Russo.
AVVOCATO Di Russo: Civita Di Russo in sostituzione dell'avvocato Ligotti. Signor Presidente?
PRESIDENTE: Civita Di Russo in sostituzione dell'avvocato Ligotti, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Patti, sono il dottor Chelazzi, buongiorno.
EX 210 Patti: Buongiorno.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sente, sì?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La voce le arriva?
EX 210 Patti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
Allora, senta Patti, io un attimo fa spiegavo alla Corte che lei ha fatto parte di questa organizzazione che si chiama Cosa Nostra.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che da ultimo è stato arrestato il 1 di aprile del 1993.
EX 210 Patti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sono esatte queste affermazioni che ho fatto io?
EX 210 Patti: Sì, precise.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, volevo chiederle intanto questo: lei è tuttora in stato di detenzione?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la sua situazione giuridica, la sua posizione è di persone che è sotto processo, di persona che ha condanne da eseguire? Chiarisca questo punto.
EX 210 Patti: Sì, io c'ho una condanna all'ergastolo.
PUBBLICO MINISTERO: Che è...
EX 210 Patti: Definitiva.
PUBBLICO MINISTERO: Definitiva. Quindi lei si trova in esecuzione di pena?
EX 210 Patti: Sì. In carcere mi trovo.
PUBBLICO MINISTERO: In carcere, in esecuzione di pena.
Questa condanna all'ergastolo lei l'ha riportata per aver commesso che reato, o che reati?
EX 210 Patti: Omicidio. Omicidio per conto di Cosa Nostra, di Marsala, mio paese.
PUBBLICO MINISTERO: In relazione a questo omicidio lei è stato condannato da solo, in quel processo lì, o sono state condannate anche altre persone?
EX 210 Patti: Io sono stato condannato io e il mio rappresentante, che è scomparso, attualmente è scomparso.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiamava questa persona?
EX 210 Patti: Vincenzo D'Amico.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Bene, io ho detto che lei ha fatto parte dell'organizzazione Cosa Nostra, è esatta questa affermazione?
EX 210 Patti: Sì, fin dal 1979, ottobre precisamente. Ho sempre detto '80, però è '79.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi per essere precisi, lei vuol dire, la data in cui lei è entrato in Cosa Nostra è l'ottobre del 1979.
EX 210 Patti: '79, ottobre. Il 21.
PUBBLICO MINISTERO: Patti, quant'anni aveva all'epoca lei?
EX 210 Patti: Io?
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
EX 210 Patti: Sono nato nel '58.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi aveva 21 anni.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei è stato combinato uomo d'onore ritualmente?
EX 210 Patti: Sì, "pungiuto".
PUBBLICO MINISTERO: "Pungiuto".
EX 210 Patti: Come...
PUBBLICO MINISTERO: "Pungiuto"...
EX 210 Patti: ... si suol dire.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, come si suol dire. Ormai l'abbiamo imparato anche noi.
Ecco, lei è stato quindi fatto uomo d'onore in quale famiglia?
EX 210 Patti: Di Marsala, nella provincia di Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
EX 210 Patti: Però come mandamento avevamo Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Mazara.
EX 210 Patti: Mazara del Vallo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi qui bisogna non confondere Marsala con Mazara.
EX 210 Patti: Mazara mandamento; Marsala famiglia normale, di Cosa Nostra sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dalla data del suo ingresso in Cosa Nostra, fino a questo arresto del 1 aprile del '93, arresto a seguito del quale lei è rimasto ininterrottamente in carcere e lo è tuttora, ecco quali sono state le sue vicende giudiziarie, intendo dire, ha subìto degli arresti, dei periodi di detenzione, o è sempre rimasto in libertà?
EX 210 Patti: No, io nell'86, ottobre '86, sono stato arrestato per l'omicidio Ferrara e sono rimasto in carcere fino all'89, ottobre, tre anni.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Poi sono uscito, nell'89 ottobre, e poi mi hanno riarrestato nel '93 il 1 aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, oggi lei si presenta davanti a questa Corte con l'intendimento di rispondere a tutte le domande che le possono essere fatte sulla sua esperienza nell'ambito di Cosa Nostra.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'è, per quale ragione cioè, e a partire da quando lei ha deciso di raccontare, di riferire - adopriamo un termine più appropriato - di riferire quale è stata la sua esperienza nell'ambito di questa organizzazione? Ripeto, a partire da quando e per quale ragione lei ha preso questa decisione?
EX 210 Patti: Io ero nel carcere di Trapani, alla Sezione Blu e avevo corrispondenza con mia madre. Siccome mia madre è una testimone di Geova e mi invitava a leggere le Sacre Scritture. Allora leggendo qua e là nelle Sacre Scritture ho trovato qualche scrittura che mi ha... a parte mia madre che sempre mi scriveva: 'caro figlio' - insomma mi diceva tutte queste cose - 'non è vita questa che puoi fare', insomma mi ha spinto al pentimento, poi a collaborare.
PUBBLICO MINISTERO: E questo quando è cominciato, quindi il suo rapporto con l'Autorità Giudiziaria? Oggi siamo nel '97, siamo alla fine di luglio.
EX 210 Patti: '95, giugno '95. Giugno '95.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ora io ho bisogno con lei di fare alcuni percorsi per così dire, nell'ambito della sua vicenda personale dentro Cosa Nostra. Allora, uomo d'onore della famiglia di Marsala.
EX 210 Patti: Di Marsala.
PUBBLICO MINISTERO: Mandamento di Mazara del Vallo.
EX 210 Patti: Mandamento Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, oltre che conoscere la composizione della famiglia nella quale fu combinato uomo d'onore, conosce anche la situazione nel corso del tempo della famiglia di Mazara?
EX 210 Patti: Quella di Mazara, quella di Castelvetrano, quella di Alcamo, quella di Castellammare. Tutta la provincia di Trapani, quasi tutti li conosco gli uomini d'onore di Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora cominciamo - mi consenta questa espressione - cominciamo da casa sua.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto che il capofamiglia era questo D'Amico Vincenzo, che poi è scomparso.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Scomparso che cosa si intende, eliminato?
EX 210 Patti: Eliminato, ammazzato. L'hanno ammazzato i mazaresi, l'hanno strangolato e a Caparotta ci hanno sparato. Due in questo giorno.
PUBBLICO MINISTERO: Erano tutti e due componenti della famiglia di Marsala.
EX 210 Patti: Sì, uno era rappresentante...
PUBBLICO MINISTERO: Uno ha detto era capofamiglia, anche l'altro?
EX 210 Patti: L'altro era consigliere.
PUBBLICO MINISTERO: Consigliere.
EX 210 Patti: Ciccio Caparotta.
PUBBLICO MINISTERO: Quali erano le altre persone - ora non è necessario che le indichi tutte se non se le ricorda, indichi pure quelle di cui ha memoria - che componevano la famiglia di Marsala.
EX 210 Patti: Io, mio cognato Titone Antonino...
PUBBLICO MINISTERO: Suo cognato, lo vuole ridire per piacere il cognome?
EX 210 Patti: Titone Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: Titone Antonino.
EX 210 Patti: Che è stato ammazzato. Poi Caparotta, Vincenzo D'Amico, Tano D'Amico, Ciccio D'Amico, Vito Marceca, Michele Piccione, Vito Ghiappone, Nino Bonafede, Natale Bonafede, Pino Bonafede, Martino Pipitone, Gaspare Raia, Rallo Vito Vincenzo e Rallo Antonino.
PUBBLICO MINISTERO: E allora, mi sembra ne abbia...
EX 210 Patti: Questi quelli che mi ricordo io per il momento.
PUBBLICO MINISTERO: Mi sembra che ne ricordi abbastanza.
EX 210 Patti: Forse qualcuno mi sfugge in questo attimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ora, appunto, ho bisogno di mettere in evidenza le sue conoscenze relativamente a queste altre famiglie.
Dunque, lei ha detto che Mazara del Vallo era anche sede di mandamento.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, parliamo un attimo della famiglia di Mazara del Vallo.
EX 210 Patti: A Mazara c'era Mariano Agate, rappresentante, Turiddo... Salvatore Tamburello, consigliere, poi Ciccio Messina 'u muratore soprannominato.
PUBBLICO MINISTERO: Che è mastro Ciccio?
EX 210 Patti: Mastro Ciccio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Che era sottocapo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Poi c'era Giovanni Leone, che era capodecina, poi c'era Vito Gondola, che era capodecina, poi c'era l'architetto Bruno Calcedonio, Andrea Gancitano, Andrea Mangiaracina, mi sfugge... Vincenzo Sinacori.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Senta, lei ha detto che il capofamiglia era Mariano Agate.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi ha aggiunto un'espressione, ha parlato di rappresentante, ora le chiederò tra un attimo che cosa vuol dire questa espressione. Ma intanto le debbo domandare: questo signor Agate, quindi lei lo conosce per un rapporto personale, con questa persona?
EX 210 Patti: Io con Mariano Agate ho avuto sempre dei buoni rapporti, specialmente l'ultima... perché lui l'hanno arrestato nell'82, '81-'82 e poi si è fatto una decina di anni ed è uscito nel '91. Nel '91 io ero sempre a Mazara, prima perché dovevano ammazzare il mio rappresentante, quello di Marsala e al consigliere, quindi c'era interessamento per questo fatto. Lui, ci interessava a lui questo... a lui e a altri.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma lei ha accennato al fatto che questo signor Agate ha subìto degli arresti.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora nel periodo in cui questo signore era detenuto, la famiglia chi è che la dirigeva?
EX 210 Patti: Quando l'hanno arrestato nell'81-'82 la reggeva Bruno Calcedonio, per un periodo. E poi la dirigeva mastro Ciccio, mastro Ciccio Messina.
PUBBLICO MINISTERO: L'abbiamo detto, Messina Francesco.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ricorda se Agate ha subìto arresti anche successivamente a questo periodo che ha indicato lei?
EX 210 Patti: Sì, poi nel '92 l'hanno riarrestato, febbraio, i primi di febbraio o la fine di gennaio '92 e sono subentrati due a reggere la famiglia di Mazara, il mandamento, che era Andrea Mangiaracina e Vincenzo Sinacori al posto di Mariano Agate. Erano loro che dirigevano la famiglia e il mandamento.
PUBBLICO MINISTERO: Era una sorta di coreggenza, una reggenza a due?
EX 210 Patti: Sì, una reggenza. Al posto di uno, due ragazzi diciamo, che Mariano era una persona grande e questi erano due ragazzi, quindi c'erano...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, ma questa è la situazione che è rimasta immutata fino a quando lei è stato arrestato l'anno dopo, nel '93?
EX 210 Patti: Sì, io fino al '95 sapevo che erano... loro che erano i reggenti della famiglia e capomandamento reggente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei ha detto - riprendo un punto di poco fa - lei ha detto che questo Agate, questo signor Agate Mariano, ha avuto anche il ruolo di rappresentante. Cosa vuol dire rappresentante, lo vuol chiarire un attimo?
EX 210 Patti: Rappresentante, che rappresentava la famiglia di Mazara e poi, quando c'era... rappresentante come mandamento, che quando si andava a discutere qualche cosa nella provincia di Trapani, cioè si riuniva il consiglio provinciale, lui faceva parte del consiglio provinciale.
PUBBLICO MINISTERO: Di Trapani.
EX 210 Patti: Di Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: Per il mandamento di Mazara.
EX 210 Patti: Per il mandamento di Mazara, c'era Mariano. Non c'era il mio principale come rappresentante, per capirci.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ma è tutto chiaro.
Senta, ormai che ci siamo, allora stiamo parlando della famiglia di Mazara, della famiglia di Marsala, ci sono altre famiglie che fanno parte dello stesso mandamento di Mazara? O sono tutte qui?
EX 210 Patti: No, c'era Salemi e Gibellina.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
EX 210 Patti: Salemi e Gibellina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E con questo quindi il discorso del...
EX 210 Patti: Mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Patti: Il paese si chiama Vita, che è vicino Salemi. Vita è un paesotto, un paesino che è proprio attaccato a Salemi. Salemi, nella provincia di Trapani, sempre parlo io.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, sta parlando sempre della provincia di Trapani, certo.
Ecco, anche questo paese era sede di famiglia?
EX 210 Patti: Vita?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Sì, c'è la famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Ne sa qualcosa lei di questa famiglia?
EX 210 Patti: Sì, anche se conoscevo io, mi sfugge...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', se le sfugge non ha grande importanza, poi casomai le...
EX 210 Patti: Cioè, se mi viene glielo dico.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
EX 210 Patti: Se mi viene in mente, glielo dico.
PUBBLICO MINISTERO: Se le viene in mente, non mancherà tempo perché lei possa colmare questa lacuna di memoria.
Ecco, rimaniamo un attimo alla persona di questo Mariano Agate. Lei ha detto che aveva il compito di rappresentante e ha spiegato che cosa.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a lei consta se c'era qualcuno che poi rappresentava l'intera provincia di Trapani?
EX 210 Patti: L'intera provincia di Trapani in quel periodo c'era Ciccio Messina di Castelvetrano. Ciccio Messina Denaro, che era capoprovinciale. E siccome ci sono, nella provincia di Trapani c'è il mandamento Mazara, mandamento di Alcamo e il mandamento di... Mazara, Alcamo, Castelvetrano e Trapani, sono quattro i mandamenti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Patti: E Castelvetrano era capomandamento della provincia però. Quattro capimandamento e il consiglio provinciale.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto. Poi lei ha detto che c'era un rappresentante dell'intera provincia nella persona di Messina Denaro Francesco.
EX 210 Patti: Messina Denaro Francesco.
PUBBLICO MINISTERO: Di Castelvetrano.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come le risulta questo, Patti?
EX 210 Patti: Perché quando l'hanno fatto, c'ero pure io.
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi...
EX 210 Patti: Quando hanno fatto capoprovinciale a Ciccio Denaro, Ciccio Messina Denaro c'ero pure io là.
PUBBLICO MINISTERO: E questa, chiamiamola questa nomina, questa designazione lei rammenta in che circostanze si è svolta, qualche dettaglio, le persone presenti. Lei ha detto intanto "c'ero io".
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Naturalmente ci sarà stato anche qualcun altro. Vediamo se riesce a ambientarci questa designazione.
EX 210 Patti: Ce n'erano tante persone, tutte della provincia.
PUBBLICO MINISTERO: C'erano capimandamento, anche capifamiglia?
EX 210 Patti: Tutti i capimandamento di quel periodo, erano là.
PUBBLICO MINISTERO: In che anno siamo, Patti?
EX 210 Patti: Siamo nel... dopo l'arresto di Mariano, '81-'82. Dopo l'arresto di Mariano Agate.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, quello di cui ha parlato prima.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
Quindi c'erano tutti i capifamiglia?
EX 210 Patti: Sì, tutti i capimandamento e poi c'era qualche soldato, qualche capodecina, qualcuno insomma che era di fiducia che accompagnava il rappresentante.
PUBBLICO MINISTERO: Lei c'era a titolo di soldato allora?
EX 210 Patti: Io sì, io ero un capodecina.
PUBBLICO MINISTERO: Era già capodecina.
EX 210 Patti: Sì, a me mi hanno fatto subito capodecina nella mia famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il rappresentante provinciale sostanzialmente come la esercita la sua carica di rappresentante provinciale, che vuol dire?
EX 210 Patti: Vuol dire che quando deve discutere qualche cosa nella regione, interprovinciale, ci va il capoprovinciale.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
EX 210 Patti: Qualche cosa... un omicidio di uno così non è che va a discutere... se la sbriga solo la famiglia. Ma quando c'è da fare qualche cosa grossa, a livello importante, che fa rumore, si discute, si riuniscono tutte le famiglie della Sicilia e si chiama interprovinciale.
PUBBLICO MINISTERO: E' una specie di organismo quindi, appunto come dice lei, interprovinciale?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei prima ha parlato di consiglio provinciale.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora questa sarebbe una sorta di consiglio interprovinciale allora, qualche cosa...
EX 210 Patti: Sì, tutte le province della Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei personalmente...
EX 210 Patti: Però...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Patti: Tranne Messina, Ragusa e Siracusa. Io da quando ho fatto parte della famiglia di Cosa Nostra, a me mi hanno detto sempre che a Messina, a Ragusa e a Siracusa non ci sono famiglie mafiose, ce ne sarà qualcuna così, qualche ladruncolo, non lo so. Così m'hanno detto e così...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: Il mio principale, quando mi ha "pungiuto". E poi esiste in Sicilia e in America. La Sicilia è la mamma e l'America è la figlia, come...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta Patti, quindi lei ha detto che questo signor Messina Denaro Francesco fu designato rappresentante provinciale per l'intera provincia di Trapani dopo l'arresto di Agate.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma c'era una ragione per la quale questa designazione si fece dopo l'arresto di Agate?
EX 210 Patti: Sì, c'era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aiuti a capire questo.
EX 210 Patti: Ora, siccome prima era Cola Buccellato, a Castellammare del Golfo, Cola Buccellato prima di Ciccio Messina, il Messina Denaro.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
EX 210 Patti: Precisiamo perché sennò qualcosa... C'era Cola Buccellato. E siccome Cola Buccellato si trovava in carcere a Trapani, Mariano Agate... l'hanno portato nel carcere di Trapani e Mariano Agate gli ha comunicato che era fuori a tempo indeterminato, Cola Buccellato. Gliel'ha detto Mariano Agate che l'avevano buttato fuori a Cola Buccellato.
PUBBLICO MINISTERO: Buttato fuori cosa vuol dire? Buttato fuori dalla famiglia? Messo di lato? Cosa vuol dire?
EX 210 Patti: Fuori dalla famiglia e fuori da tutto, da Cosa Nostra. Fuori da Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, quindi quando vi erano questi incontri di questo organismo interprovinciale, il designato era questo signor Messina Denaro Francesco, ho capito bene?
EX 210 Patti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a lei risulta che vi sia stata poi in effetti, e concretamente, una qualche riunione di questo organismo interprovinciale? Oppure è una informazione, questa che ha lei, solo di carattere come dire, teorico?
EX 210 Patti: No. Siccome io ho detto prima che io c'ero quando hanno fatto a Ciccio Messina Denaro, io ero presente ad assistere.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. E questo l'ha detto.
EX 210 Patti: Tipo una riunione, tipo un trattenimento, come si suol dire.
PUBBLICO MINISTERO: Un incontro.
EX 210 Patti: Incontro. Noi eravamo in una cantina e questa cantina era di proprietà dei cugini Salvo, tra Mazara... Comunque nelle campagne di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Di quali Salvo stiamo parlando?
EX 210 Patti: Salvo Ignazio e Nino.
PUBBLICO MINISTERO: Quelli di Salemi?
EX 210 Patti: Quelli di Salemi, che io conoscevo benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Patti: Erano della famiglia di Salemi.
E la riunione è stata in questa cantina dei Salvo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Ripeto, c'erano tutte le persone, le persone di Trapani. C'era Vincenzo Virga, c'era Nino Bolzetta di Trapani. Poi, di Paceco, c'era... o zu' Vito che non mi ricordo il cognome.
Di Inciuria ci dicevano, gli dicevano Vito Nasca, di Inciuria, questo è morto.
Di Marsala c'ero io, c'era il mio principale Vincenzo D'amico, c'era Caparotta.
Poi, di Mazara, di Mazara c'era Calcedonio anche detto che... In quel periodo fungeva di reggente, perché Mariano era arrestato, quando hanno fatto diciamo a Ciccio Messina Denaro.
Di Salemi c'era, c'erano questi cugini Salvo, di cui il rappresentante Gasparino... Gaspare Casciolo, Gaspare Casciolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Patti: Poi c'era... Ah, quello di Vita, i due... si chiama Calorio Musso, il reggente di Vita si chiama Calorio Musso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Patti: C'erano tante persone. Io...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito, sì. Però io le avevo chiesto - forse non mi ero spiegato, Patti - una cosa un attimo diversa.
Cioè, se a lei risultava che poi questo signore, Francesco Messina Denaro, era andato a riunioni, ad incontri di questo organismo interprovinciale.
Cioè se vi erano state poi effettivamente riunioni in cui Messina Denaro si era mosso, aveva preso l'automobile, l'autista, quello che gli pareva a lui ed era andato a questi incontri di carattere interprovinciale.
EX 210 Patti: Guardi, io ad incontri interprovinciali non ho mai partecipato.
PUBBLICO MINISTERO: Primo, perfetto. Però le risulta qualcosa, se si sono stati, o non ci sono stati?
EX 210 Patti: Guardi, io mi ricordo che nel '91, mentre io accompagnavo Mariano Agate, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: E siccome Mariano Agate era fuori, lo accompagnavo spesso a firmare alla Polizia, alla P.S.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Lui firmava e io, siccome non aveva la patente, io avevo la patente, la macchina...
PUBBLICO MINISTERO: Dove firmava Agate?
EX 210 Patti: Alla Stazione della P.S. Polizia...
PUBBLICO MINISTERO: Polizia di Stato.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dove, in quale paese?
EX 210 Patti: In quale... A Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Ah. Quindi firmava alla Polizia a Mazara.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perfetto.
EX 210 Patti: Lo accompagnavo io.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo, ho capito.
EX 210 Patti: Lo aspettavo in una stradina, lui andava.
Sempre, quasi ogni giorno lo accompagnavo, quasi ogni giorno lo accompagnavo.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
EX 210 Patti: Poi, uno di questi incontri frequenti che avevamo, io stavo sempre a Mazara, sia nella cantina, che... siccome Mariano Agate c'ha una cantina e anche una calcestruzzo. Io andavo sempre là.
Ero sempre, diciamo, a Mazara. Sempre con Mariano ero.
Un giorno di questi, dopo due-tre giorni che non lo avevo visto, ci sono andato a Mazara. Lui mi fa, dice: 'c'ho i saluti di Peppino "Farenedda", Farinella.
PUBBLICO MINISTERO: Peppino Farinella.
EX 210 Patti: Sì, questo è un rappresentante di vicino Palermo, delle Madonie, in queste zone di Palermo. Che io...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, stiamo parlando di un uomo d'onore, voglio dire.
EX 210 Patti: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, non i saluti di un conoscente qualsiasi. Stiamo parlando...
EX 210 Patti: Sì. No, no, un...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, chiariamo questo.
EX 210 Patti: Una persona abbastanza sentita in Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: E mi porta i saluti di questo Peppino. Dice: 'hai i saluti...'
PUBBLICO MINISTERO: E lei lo conosceva Peppino Farinella?
EX 210 Patti: Sì, lo avevo incontrato nel carcere di... Ucciardone, nell'88-'89, mentre io passeggiavo con Mariano Agate. Che Mariano Agate, in quel periodo, era pure là, all'Ucciardone. E passeggiava... Eravamo paesani, giustamente.
Quelli che diciamo si dicono paesani, quelli della provincia di... Cioè, io, paese di Marsala; lui, paese di Mazara, siccome sono paesi, li chiamano paesani. E passeggiavamo assieme con Mariano.
E mi fece conoscere a questo Peppino Farinella, così però, senza presentato.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ora...
EX 210 Patti: Senza presentato a stessa cosa, come uomo d'onore, capito?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ho capito. Che non c'è stata presentazione rituale. Voleva dire questo?
EX 210 Patti: No. Però lui mi diceva: 'questo è uomo d'onore, questo è uomo d'onore, questo è...'
PUBBLICO MINISTERO: Torniamo a quando gli dice che le porta i saluti di Peppino Farinella.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, nel '91 quando lei lo vede dopo qualche giorno che non vi incontravate.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome il tutto è partito da una mia domanda con la quale volevo sapere se a lei risulta che poi ci fossero questi incontri a carattere interprovinciale, lei ha cominciato a rispondermi citandomi il fatto che accompagnava Agate; Agate gli porta i saluti di Peppino Farinella.
Allora, andiamo più avanti.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Andiamo più avanti. Il fatto che abbia portato, Mariano Agate, i saluti di Peppino Farinella che è uomo d'onore diciamo pure di una certa importanza della zona delle Madonie, ecco, in che termini si raccorda alla domanda che le ho fatto io?
Io le ho chiesto se c'erano queste riunioni a carattere interprovinciale di questo organismo...
EX 210 Patti: Siccome io vedevo che ci avevano troppe... Erano indaffarati, tutti i segreti. Avevano tutti i segreti. C'era qualcosa sotto che io non mi convincevo.
Siccome poi è successo qualche volta in Sicilia, allora io pensavo dentro di me: guarda, per questo si tenevano tutti chiusi.
Cioè, erano tutti..
PUBBLICO MINISTERO: Chiusi, vuol dire riservati?
EX 210 Patti: Sì, tutti riservati, tutti... si nascondevano, non facevano discorsi. E a me solo Mariano mi disse, dice: 'non ti scambiare che na sistemamo'.
Io ci credevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti me.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma Agate le spiegò dove si era incontrato con questo Farinella?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ma portava i saluti a lei di Farinella perché si era visto con questo Farinella, oppure perché...
EX 210 Patti: Certo. Sì, perché si era incontrato.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sa...
EX 210 Patti: E siccome... Dottore...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Patti: Siccome lui non poteva uscire da Mazara. Quindi... E questo Peppino Farinella non so se era sorvegliato nel suo paese.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Questi, si sono incontrati in qualche posto. Ma non mi disse dove, però.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma era stato un incontro solamente fra queste due persone: fra Agate e questo Farinella, oppure ha saputo se vi erano presenti altri?
EX 210 Patti: No, no. Non...
PRESIDENTE: Non lo sa.
EX 210 Patti: Non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Non le è stato detto niente, in proposito.
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, ormai che ci siamo, terminiamo questa rassegna di queste altre famiglie della provincia di Trapani.
Lei ha detto: 'le conosco tutte'.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: 'Tutte le persone di queste famiglie, sostanzialmente le conosco'.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E mi pare che prima avesse parlato, accennato, ad Alcamo. Ed ha anche detto che si trattava di sede di mandamento.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E poi ha parlato di Castellammare.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
EX 210 Patti: Sì, Castellammare era sotto Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci. Intanto diciamo, Castellammare era sotto Alcamo.
E per adoprare una espressione molto sbrigativa, chi è che comandava ad Alcamo e a Castellammare?
EX 210 Patti: A Castellammare c'era Gino Calabrò. E ad Alcamo c'era Vincenzo Milazzo.
Poi Vincenzo Milazzo lo hanno ammazzato e c'era Peppe Ferro al posto di Milazzo, ad Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ad Alcamo.
Ascolti me: dunque, lei ha detto: a Castellammare comandava Gino Calabrò.
EX 210 Patti: Era lui il rappresentante.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei sta parlando di una persona, sento che la conosce per nome e per cognome. Ma la conosce anche personalmente?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La conosce personalmente da quando?
EX 210 Patti: Io la conosco da... fin dal 1979-'80.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi praticamente dall'epoca del suo ingresso in Cosa Nostra.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e...
EX 210 Patti: Che lui però non era ancora "pungiuto".
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non era ancora "pungiuto".
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: E poi, con questa sua affermazione, lei mi dice che poi Calabrò è stato "pungiuto".
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E lei come lo ha saputo che è stato "pungiuto"?
EX 210 Patti: Perché, quando uno della provincia di Trapani, almeno in quel periodo, facevano a una persona, lo pungevano, e poi si comunicava a tutta la provincia.
Quando le cose erano più tranquille, più...
PUBBLICO MINISTERO: C'erano meno problemi.
EX 210 Patti: Più sistemate, meno problemi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: E si comunicavano.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: Lui, il mandamento, lo comunicava al mandamento.
Praticamente il io mandamento era di Mazara. E Mazara poi comunicava Marsala al rappresentante.
E il rappresentante poi lo diceva: 'sai, hanno fatto, hanno "pungiuto" a Gino Calabrò'.
Capito com'è?
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito perfettamente. Le volevo chiedere poi se lei ha mantenuto un rapporto personale di conoscenza, di frequentazione con questo signor Calabrò.
Lei, ho sentito che ha passato anche degli anni in carcere.
EX 210 Patti: Sì, io...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: ... con Calabrò è una vita che ci conosciamo.
Una volta Calabrò è venuto a Marsala ad ammazzare a Silvio Badalamenti, nipote di Tano Badalamenti. Proprio lui, Gino Calabrò.
Io ero dietro con la macchina come appoggio, come punto di appoggio, come si suol dire.
PUBBLICO MINISTERO: Appoggio.
EX 210 Patti: Sì. Lui e Vincenzo Milazzo hanno ammazzato a Silvio Badalamenti. Silvio, a Marsala.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo avete fatto insieme questo omicidio, sostanzialmente.
EX 210 Patti: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. In che epoca siamo con questo omicidio?
EX 210 Patti: Siamo nell'83. '83-'82... '83.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei sa a partire da quando Calabrò è diventato il capo della famiglia di Castellammare?
EX 210 Patti: Prima era soldato.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
EX 210 Patti: In questo periodo che ha fatto l'omicidio...
PUBBLICO MINISTERO: Era ancora soldato.
EX 210 Patti: ... era ancora soldato. Poi, nel... nel 1989, insomma, dopo la morte di Pino Evola e Natale Evola, che io non so dire niente di questi qua, è subentrato lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: Come rappresentante.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Senta, poi della famiglia di Alcamo che era anche sede di mandamento, lei ha detto: 'prima comandava Vincenzo Milazzo, dopodiché ha comandato il signor Giuseppe Ferro'.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, di Vincenzo Milazzo ha detto un attimo fa che addirittura c'è stato anche un episodio di questo omicidio che avete fatto assieme.
EX 210 Patti: Sì, questo, quello che mi ricordo ora, ci sono pure altri omicidi a Marsala.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, me lo immagino. Casomai...
EX 210 Patti: Cioè, mi è venuto questo, in questo, e dico questo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo, è perché il primo che le è venuto in mente, ecco.
EX 210 Patti: Sì, perché...
PUBBLICO MINISTERO: Perché io le ho chiesto appunto dei suoi rapporti con Calabrò e allora lei si ricordava subito questo omicidio qui.
Volevo dire: ad Alcamo, prima ha detto comandava Vincenzo Milazzo, e poi...
EX 210 Patti: Peppe Ferro.
PUBBLICO MINISTERO: ... ha comandato Peppe Ferro.
Allora, anche Giuseppe Ferro è persona che lei ha conosciuto personalmente?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sa in che periodo c'è stato questo passaggio di consegne? Se lo vogliamo chiamare passaggio di consegna.
EX 210 Patti: Questo passaggio di consegne, come lo vogliamo chiamare, è stato nell'estate '92.
Siccome io ero diciamo irreperibile, avevo avuto un attentato io. E mi trovavo a Mazara.
Di Marsala me ne sono andato a Mazara. Mastro Ciccio muratore mi ha trovato una casa ed era, stavo a Mazara con la mia famiglia, la mia famigliuola.
E mentre ero a casa, nell'estate, estate '92...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, la seguo.
EX 210 Patti: Sì. E' venuto Turiddo Tamburello di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Tamburello.
EX 210 Patti: Tamburello.
PUBBLICO MINISTERO: E di nome di battesimo?
EX 210 Patti: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Il nome di battesimo di questo Tamburello.
PRESIDENTE: Turiddo, aveva detto.
EX 210 Patti: Salvatore, Salvatore.
PUBBLICO MINISTERO: Tanto per intenderci.
EX 210 Patti: Io dico Turiddo Tamburello perché c'ho... malgrado...
PUBBLICO MINISTERO: Salvatore Turiddo, via.
EX 210 Patti: Così parlo, mi dovete perdonare, ma...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, Patti...
PRESIDENTE: Vada avanti, vada avanti. Non si preoccupi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, arriva questo Salvatore Tamburello e poi che succede?
EX 210 Patti: E Vincenzo Sinacori. E siccome io in quel periodo avevo la reggenza di Marsala - io e Vito Marcica - la reggenza, allora sia Turiddo Tamburello e Vincenzo Sinacori mi dicono che ad Alcamo, dice: 'non cercare a Vincenzo Milazzo'.
Dice: 'al posto di Vincenzo Milazzo c'è Peppe Ferro'. 'Va bene'.
Siccome mi dovevano dare dei soldi, mi portarono 30 milioni. Cioè, i mazaresi, in quella occasione che mi portarono i soldi, che mi dovevano dare dei soldi che Mariano Agate mi aveva promesso.
Mariano Agate mi aveva promesso 100 milioni, perché a sua volta gli avevano regalato un miliardo a Milano. E a me dice, mi dovevano dare 100 milioni.
Allora, questo mi porta 30 milioni, Turiddo Tamburello e Vincenzo Sinacori, in questa casa a Mazara dove io ero... Cioè, non ero a Marsala, ero a Mazara irreperibile.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Patti: Non ero latitante, perché voglio precisare certe cose, perché giustamente dice: è latitante.
Non ero latitante. Io avevo subìto un... mi avevano sparato e ammazzato a mio cognato e ferito anche uno zio mio a Piazza Porticella a Marsala.
E quindi me ne ero andato da Marsala; ero andato a Mazara e mi trovavo là. E mi veniva a trovare Turiddo Tamburello e Vincenzo Sinacori.
Mi dicono di non cercare a Vincenzo Milazzo. Dice: 'casomai, guarda, ti viene in mente di cercare a Vincenzo Milazzo. a posto di Vincenzo Milazzo c'è Peppe Ferro'.
PUBBLICO MINISTERO: Peppe Ferro.
EX 210 Patti: Va bene. Questo.
PUBBLICO MINISTERO: Lei sapeva, o ha saputo le ragioni per le quali ci fu questa sostituzione?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Sa che fine aveva fatto questo Vincenzo Milazzo? Era espatriato, era...
EX 210 Patti: No, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Si era messo in riposo...
EX 210 Patti: Quando è così, non se ne fanno domande, dottore.
Quando il mandamento comunica una cosa a un principale, cioè, a un rappresentante, oppure un reggente, non è che io posso domandare: 'e che fine ha fatto?'
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: Cioè, non si domanda. Questi, quelli di Cosa Nostra lo dovrebbero sapere benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Vede, per fortuna io non sono di Cosa Nostra, ma...
EX 210 Patti: Eh, lei non lo sa, giustamente lei non è di Cosa Nostra e non lo può sapere.
PUBBLICO MINISTERO: E la Corte nemmeno.
EX 210 Patti: Chi è di Cosa Nostra, lo può capire.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
EX 210 Patti: Dottore, è difficile capire le persone di Cosa Nostra. Non è tanto facile, dottore, se non si è dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Allora, andiamo avanti con questo discorso.
Abbiamo parlato di questa situazione di Alcamo.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora le chiedo: ma dal momento in cui le fu detto che se aveva bisogno di qualcosa ad Alcamo non doveva cercare di Vincenzo Milazzo, ma del signor Ferro Giuseppe, lei poi ha avuto contatti col signor Ferro Giuseppe nei mesi successivi?
Lei è stato arrestato il 1 aprile del '93.
Quindi, dall'estate del '92 all'aprile del '93, lei ha avuto modo, occasione, motivo, per andare a cercare il signor Giuseppe Ferro?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Patti: Dopo questo, no.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Patti: Ma prima, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, ma della famiglia lì di Alcamo, lasciamo perdere per un attimo questo problema della successione, ecco, quali altri uomini d'onore conosceva? Se ne conosceva qualcuno.
EX 210 Patti: Sì. Io conoscevo a Filippo Melodia, che questo lo hanno ammazzato; poi conoscevo a Nino Melodia, e... Poi, l'ultima volta che io ho conosciuto pure il fratello di Vincenzo Milazzo, Bastiano.
Poi c'erano i fratelli Sciacca, Gaspare e Zazà. Zazà... Noi ci chiamavamo Zazà, Zazà Sciacca, Zazà.
PUBBLICO MINISTERO: Stiamo parlando di tutti uomini d'onore.
EX 210 Patti: Alcamo.
PUBBLICO MINISTERO: E stiamo parlando di Alcamo, specificamente.
EX 210 Patti: Sì. Lei Alcamo mi disse, e Alcamo le sto dicendo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Patti: Di qualche altro, però...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Patti: Qualche altro c'era, però...
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
EX 210 Patti: ... non mi ricordo il nome, in questo momento.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e di Castellammare, oltre al signor Calabrò?
EX 210 Patti: Di Castellammare c'era Gino, poi c'era...
PUBBLICO MINISTERO: Gino è Calabrò.
EX 210 Patti: Gino Calabrò.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora a parte lui, lo abbiamo già nominato.
EX 210 Patti: C'erano i fratelli Evola: Pino e Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Nino Lo Cascio, Michele Marcadante. I Buccellato, va be', i Buccellato poi erano tutti fuori, poi li hanno ammazzati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì...
EX 210 Patti: Un ragazzo che poi hanno fatto consigliere in quel periodo, nel '90 lo hanno fatto consigliere, era consigliere. E... Niente, non... Non mi ricordo il nome.
Siccome era un ragazzo, insomma, non è che ci ho avuto frequentazioni giornaliere, lo avrò visto due o tre volte, così, anche tre, tre sere. Però poi... Che ancora poi neanche era fatto questo ragazzo, quando abbiamo...
PUBBLICO MINISTERO: E va bene. Ora, questo, è un elemento di dettaglio che non mi preme approfondire in maniera particolare.
Volevo tornare invece, lo abbiamo sfiorato, il discorso della famiglia di Castelvetrano.
Lei ha parlato di questo signor Francesco Messina Denaro.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi parla di una persona che lei conosce personalmente.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Poi...
EX 210 Patti: Poi, però poi negli ultimi tempi, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
EX 210 Patti: Gli ultimi tempi, con zu' Ciccio non è che funzionava più come... funzionava Matteo, Matteo era quello che muoveva tutti i fili nella provincia di Trapani. Matteo Messina Denaro, che è figlio di Ciccio.
PUBBLICO MINISTERO: Di Ciccio Messina Denaro.
EX 210 Patti: Sì. Che io conosco da una vita. E questo è pericoloso, molto pericoloso.
PUBBLICO MINISTERO: Ora mi consenta, mi lasci... Lasciamo perdere le valutazioni personali. Voglio dire, lei questo Matteo Messina Denaro lo conosce da una vita.
Cosa vuol dire?
EX 210 Patti: Sì, addirittura... Lui...
PUBBLICO MINISTERO: Lei, Patti, c'ha 40 anni da compiere, eh?
EX 210 Patti: 38.
PUBBLICO MINISTERO: Ancora non ce li ha, perché è dell'ottobre del '58.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Messina Denaro l'età la conosciamo.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siete più o meno coetanei.
EX 210 Patti: Sì, coetanei, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei quindi...
EX 210 Patti: Forse qualche anno meno di me.
PUBBLICO MINISTERO: ... quando dice "lo conosco da sempre", vuol dire lo conosce a prescindere dal fatto della vostra appartenenza a Cosa Nostra?
EX 210 Patti: Sì, io lo conoscevo anche quando non era entrato in famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: Eh, è questo che...
EX 210 Patti: Quando suo padre aveva la distilleria a Castelvetrano. E io gli portavo, gli portavo... a volte gli serviva qualche macchina rubata di Marsala, che loro dovevano fare qualche omicidio a Castelvetrano. E io gliela portavo.
E questo Matteo neanche era "pungiuto". Non me lo avevano mai, non me lo avevano presentato.
Poi, lo hanno fatto a Castelvetrano e me lo hanno presentato.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha continuato ad avere rapporti fino a quando è stato arrestato lei, voglio dire, con questo Messina Denaro Matteo?
EX 210 Patti: Sì, lui è sceso da Marsala...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo pure fino al 1 aprile del '93, lei ha continuato ad avere rapporti.
EX 210 Patti: Fino all'aprile del '93, forse... verso Natale '92.
Natale '92, Capodanno '93, insomma, in questi periodi... Magari ci si vedeva per fare gli auguri di buon Natale, buon Capodanno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Patti, lei ha detto: 'questa è una persona che era diventata importante'.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cerchiamo di spiegarla questa sua affermazione.
E' diventato importante, lei lo può affermare in base a che cosa?
EX 210 Patti: Va be', perché tutti si rivolgevano a Matteo.
I mazaresi si rivolgevano a Matteo e i mazaresi, per me, erano importanti. E quelli si rivolgevano a Matteo.
E per questo per me, Matteo era importante in Cosa Nostra, nella famiglia di Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: Poi, siccome io, noi a Marsala abbiamo avuto una guerra di mafia, Matteo ci ha dato una mano.
PUBBLICO MINISTERO: Vi ha dato una mano a combattere la guerra.
EX 210 Patti: A combattere la guerra.
PUBBLICO MINISTERO: L'avete vinta, o l'avete persa? Mi perdoni questa espressione, non proprio...
EX 210 Patti: Eh, l'abbiamo vinta. L'abbiamo vinta.
PUBBLICO MINISTERO: ... della quale chiedo scusa alla Corte.
E quindi è stata una guerra con morti ammazzati.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' stata combattuta in che anni?
EX 210 Patti: '92. E' cominciata a marzo, il 14 marzo '92; è finita a novembre, novembre '92.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è durata sei-sette mesi, all'incirca.
EX 210 Patti: Sì. Perché mi hanno dato, hanno dato una mano sia i palermitani, Totò Riina e compari. Però, sempre Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Cosa vuol dire "però sempre Matteo", se si parla di...
EX 210 Patti: Sempre Matteo era quello che si interessava. Nella provincia di Trapani, era Matteo che si interessava.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma siccome stiamo parlando della guerra di Marsala...
EX 210 Patti: Sì, sì...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: Ma... però sempre si interessava Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma si interessava...
EX 210 Patti: Mazara, Mazara parla con Castelvetrano; Castelvetrano si interessa per far venire uomini di Cosa Nostra fidati. "Stritti", ci diciamo noi, "chiddi stritti".
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dire scelti?
EX 210 Patti: No. "Stritti", stretti.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, stretti.
EX 210 Patti: Quelli stretti. Non dirlo a tutti. Le cose le facevano... "stritta".
PUBBLICO MINISTERO: Quindi è stata combattuta questa guerra e Matteo ha avuto un ruolo importante, lei ha detto, in questa vicenda?
EX 210 Patti: Sì, un ruolo... un ruolo importante, come... Lui era, quando ci siamo incontrati, dopo la morte di mio cognato, è venuto...
PUBBLICO MINISTERO: Suo cognato è Titone Antonino, quello che ha parlato all'inizio?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quello che è morto?
EX 210 Patti: Quello che è morto. Lo hanno ammazzato a Porticella, in una piazza a Porticella. Di cui a me mi hanno ferito e uno zio mio hanno pure ferito.
PUBBLICO MINISTERO: E questo fatto di sangue rientrava nella guerra di cui si sta parlando?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: E così è cominciata la guerra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: Quando hanno ammazzato a mio cognato. E ci hanno fatto i Zighittella, "i stiddara", come si dice...
PUBBLICO MINISTERO: "I stiddari".
EX 210 Patti: "I stiddari".
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa guerra ha visto contrapposti quali schieramenti?
EX 210 Patti: La famiglia D'Amico, anche se D'Amico era scomparso in quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: E il clan Zighittella, degli Zighittella, "i stiddara".
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, una famiglia di Cosa Nostra contro un gruppo di "stiddari".
EX 210 Patti: Un gruppo di "stiddari".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
PRESIDENTE: Potremmo sapere qualcosa di più su questi "stiddari"? Solo perché sennò penso che molti Giudici popolari...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, gli "stiddari"...
Senta Patti, mi segua un attimino.
EX 210 Patti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dunque, "stiddari" non credo che sia un cognome, no?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, non è un cognome.
EX 210 Patti: "I stiddari" sono persone fuoriuscite di Cosa Nostra.
Originariamente erano di Favara, un paesino della Sicilia, della provincia di Agrigento. E sono questi "stiddari" fuoriusciti di Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Quello di Cosa Nostra, una volta, non si ammazzava, si buttava fuori. E questo si faceva una famiglia.
Addirittura c'erano a Favara fratelli: uno, era in Cosa Nostra; e l'altro era "stiddaro". Cioè, proprio fratelli, che mangiavano assieme...
Io parlo di...
PRESIDENTE: Di molti anni fa.
EX 210 Patti: ... molti anni fa.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma ormai che ci siamo, questa organizzazione, quella che si chiama la "stidda", no? Si chiamava la "stidda".
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, per quanto lei ne sa, in che territori esisteva, o esiste ancora?
EX 210 Patti: Esisteva solo a Favara. Un paesino nella provincia di Agrigento. Poi si è estesa verso Gela...
PUBBLICO MINISTERO: Diciamo sempre nella provincia di Agrigento.
EX 210 Patti: Sì, sempre nella provincia di Agrigento.
PUBBLICO MINISTERO: E che ci facevano allora questi "stiddari"...
EX 210 Patti: A Marsala?
PUBBLICO MINISTERO: ... a Marsala? Ecco, e entrarono in conflitto con la famiglia?
EX 210 Patti: Sì. Carlo Zighittella aveva conosciuto delle persone della "stidda".
PUBBLICO MINISTERO: La seguo, la seguo.
EX 210 Patti: Marsalesi. E siccome questi due marsalesi erano stati uccisi a Marsala, questi "stiddari". Che era uno si chiamava Vincenzo Denaro e l'altro Franco Denaro. Questi sono stati uccisi a Marsala.
E questi appartenevano ai "stiddari", anche se erano marsalesi. Che avevano conosciuto poi a sua volta a Torino, erano persone che erano fuori Marsala.
E siccome sono stati uccisi a Marsala, è questo... Zighittella Gallo li aveva conosciuti così questi "stiddari", qualcuno degli "stiddari".
Poi, attraverso suo nipote Canino, Leonardo Canino, attraverso Giuseppe Garsonelli, attraverso questi Orazio Paolello. Questi erano "stiddari".
Io lo so perché me lo hanno confermato a me, sia questo Giuseppe Garsonelli, sia questo Orazio, Paolello Orazio.
Uno, è stato nella mia cella a Rebibbia, al G-7 col 41-bis, Giuseppe.
Paolello è stato nel passeggio due ore, a passeggiare con me. E questi mi hanno detto cose...
Siccome questi erano venuti a Marsala a fare l'attentato, questo Orazio Paolello, quello che mi sparò proprio a me. E lui era dispiaciuto, quasi piangeva. Anzi, piangeva.
Era preoccupato. No preoccupato, era dispiaciuto per il fatto che lui mi aveva sparato: 'sai, noi questo Zighittella...', insomma, tutte queste cose.
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora non entriamo in queste situazioni che sono proprio marginali, rispetto al discorso che ci interessa.
Allora, abbiamo così fatto un inquadramento di questa storia che si chiama la guerra di Marsala. Abbiamo stabilito il periodo che...
EX 210 Patti: Marzo '92.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: Il 14 marzo.
PUBBLICO MINISTERO: Addirittura il giorno di inizio di questa storia, a quando si può considerare finita.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome lei ha chiamato in causa, per questa storia, Messina Denaro Matteo, allora le faccio una domanda molto semplice: durante questo periodo di questa guerra di Marsala, lei ha commesso qualcuno dei fatti di sangue di questa vicenda?
Sento che è stato ferito.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma ha commesso a sua volta dei fatti di sangue?
Se sì, li ha commessi per caso anche assieme a questo Matteo?
EX 210 Patti: Sì, pure Matteo c'era. Quando abbiamo ammazzato a Vanni Zighittella, il padre di Carlo, c'era Matteo.
Non solo Matteo, c'era pure qualche palermitano.
PUBBLICO MINISTERO: Facciamo i nomi, via, dei palermitani.
EX 210 Patti: Non so se li posso fare io...
PUBBLICO MINISTERO: Certo che li può fare.
EX 210 Patti: Va be'. C'era... Mi ricordo che c'era Gioè, Nino Gioè, Gioacchino, La Barbera Gioacchino; Bagarella, Leoluca Bagarella; Giovanni Brusca ha portato le armi, però, siccome sono scesi qualche volta così, non si è fatto niente. Quindi non mi entra nella mente a me.
Però, quando hanno ucciso questo Vanni Zighittella sono scesi questi a darci una mano assieme a Matteo, assieme a Andrea Gancitano, a Davide Riservato, di Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Questi sono... Scusi, Patti...
EX 210 Patti: Guardi...
PUBBLICO MINISTERO: ... questo ultimo che ha nominato si chiama? Lo vuol ridire, per piacere, il cognome?
EX 210 Patti: Davide Riservato. Però non è uomo d'onore, non è "pungiuto", a me non mi risulta, non me lo hanno mai presentato a me.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Però era uno di fiducia di Andrea Gancitano.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Vincenzo Sinacori è sceso a Marsala.
Solo io non sono sceso, perché io in quel periodo ero stato sparato nel tallone e nel braccio. quindi non potevo camminare bene. Soffrivo a camminare.
E ci siamo incontrati un pomeriggio nella casa di Andrea Gancitano, verso... Ah, zona di Mazara che si chiama Quarara, che io ero pure in questa zona, poi, in un'altra casa. Nella zona Quarara, dove Andrea Gancitano aveva una casa. Diciamo, una casa a mare, c'è il mare vicino.
E un pomeriggio mi prese Giovanni Leone dalla mia casa dove io sempre in questa zona, a Quarara. E mi portò in questa casa di Andrea, Giovanni Leone.
Giovanni Leone è una persona che fa parte della famiglia di Mazara del Vallo, in quanto capodecina.
Giovanni Leone mi prese e mi portò in questa casa e io vidi a questo Bagarella. Anche se io già a me me lo aveva presentato Mariano Agate, in un villino. In un villino, in una casa dove io avevo intestata.
E lui, questo Bagarella, diciamo faceva la latitanza là, era latitante...
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti se la fermo un attimo, Patti. Poi, sul discorso della sua conoscenza con Bagarella, ci torniamo.
Ho bisogno che lei, visto che mi ha spiegato, almeno chi erano le persone che ebbero a che fare con l'omicidio di questo Zighittella, ecco, ha fatto sette o otto nomi.
Una spiegazione: come mai tutto questo dispiegamento di forze per far fuori questo signor Zighittella?
EX 210 Patti: Eh, siccome c'era stato l'omicidio di mio cognato, e mio cognato era una persona importante a Marsala, in Cosa Nostra, questi palermitani avevano un debole.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
EX 210 Patti: Cioè, mio cognato ha fatto cose... Io non lo so.
Io mi ricordo verso l'ottanta... Negli anni '80-'81-'82-'83-'84, se lo veniva a prendere sempre detto Masino Cannella, di... un paese vicino Palermo.
Cioè, però non seppi mai che cosa Nino - perché si chiamava Nino mio cognato - cosa andava a fare con Masino Cannella.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma un discorso molto semplice, abbia pazienza.
EX 210 Patti: Era...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, Patti. Mi scusi, mi scusi.
Io avevo bisogno di capire, siccome per fare questo omicidio di questo Zighittella si sono mosse persone, lei ha detto di Palermo.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi sento c'erano le persone di Mazara.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi c'era Messina Denaro che era di Castelvetrano.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Allora io avevo bisogno di sapere semplicemente chi è che aveva ucciso...
EX 210 Patti: Ora, un attimo che io glielo spiego per benino.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, bravo Patti.
EX 210 Patti: Dunque, quando ammazzarono a mio cognato, nel periodo poi succede... Io, per fare nei ricordi il periodo preciso, esatto, ad Agrigento, nella provincia di Agrigento, ammazzano un maresciallo dei Carabinieri, mi pare Guazzelli.
Poi, a questi, ci fanno il diciamo gli onori. Allora siamo nel periodo, nel '92, quando succede l'omicidio di mio cognato.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Oh, il giorno che...
PUBBLICO MINISTERO: Può darsi che questo maresciallo...
EX 210 Patti: Guardi, io ci porto il giorno preciso: quando è venuto Totò Riina a Mazara a farmi le condoglianze per mio cognato.
Siccome c'è un particolare che adesso glielo dico: allora c'era ad Agrigento il Presidente della Repubblica che era Cossiga. Ed era venuto ad Agrigento a fare le condoglianze a questa famiglia del maresciallo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: E Totò Riina è venuto a Mazara del Vallo, che io mi trovavo a Mazara irreperibile, perché me ne ero scappato, mi avevano sparato pure a me.
Quello stesso giorno, Riina, ci siamo incontrati. Io sapevo, perché la casa era di lui, di Totò Riina a Mazara. E ha fatto le condoglianze a me per mio cognato.
Cioè, io porto questo giorno e... Siccome era un giorno segnato, perché, perché... 'zu' Totò...', io parlo in siciliano per... non lo so se poi, se voi lo capite...
PUBBLICO MINISTERO: Lo dica intanto in siciliano.
EX 210 Patti: Eh, lo dico in siciliano: 'zu' Totò, co' tutto sto movimento che c'è in giro, come (parola siciliana) di venire a ca?'
Poi non so, se lui si trovava sempre a Mazara, io non lo so, perché non me lo faceva... Io non lo sapevo.
Dunque, questa è la prima fase.
Ora, mentre parlavamo, sicuramente ci faccio io: 'zu' Totò, sai io sospetto di Carlo Zighittella'.
Allora lui prese un pezzo di carta che aveva i soldi. Prese un pezzo di carta e io gli dissi: 'zu' Totò, questo se la fa a Torino'.
No, che a Marsala non c'è. 'Se la fa a Torino'.
Allora questo si prese e si scrive il nome di Carlo Zighittella.
Ha preso questo pezzo di carta, se lo mise in mezzo ai soldi e se lo ha messo in tasca.
Allora, dopo tante discussioni: 'sicuramente' - dice - 'questo qua ... a Totò Riina'.
Dice: 'questo... Antonio, è inutile, questa è guerra', dice, 'è una guerra'.
Una volta che ammazzano uno di Cosa Nostra, finiscono a me e uno zio mio, però zio acquisito, zio di mio cognato.
'Sicuramente c'è guerra'.
Allora, prese... Siccome c'erano, c'ero io, c'era Matteo Messina Denaro, c'era Vincenzo Milazzo, c'era Diego Buzzotta di Mazara del Vallo, persona di famiglia, "pungiuto".
Poi c'era Andrea Gancitano, Andrea Mangiaracina.
E lui venne accompagnato, lo accompagnò, in questa occasione, Pietro Gianvalvo, che io conoscevo. Sempre persona di famiglia della parte di Roccamena, dalla parte di Palermo, insomma, o zu' Pietro Gianvalvo.
E, in questa occasione, Totò Riina gli dice a Vincenzo Milazzo, dice: 'interessatene questa, 'sto fatto, vediamo cu fu che ammazzava a Nino, a Ninuzzo'.
E fa caporale della guerra di Marsala a Andrea Gancitano. Caporale della guerra.
Tutte le cose che dovevamo fare noi, perché noi poi controllavamo il paese di Marsala per vedere se c'erano movimenti, se era qualcuno strano...
E siamo riusciti a sapere di dove veniva questo fatto che aveva ammazzato a mio cognato.
Allora si disse a Andrea Gancitano che era caporale della guerra, era lui che comandava. Perché io alla mia, alla famiglia di Marsala mi dovevo tenere chiuso, non gli dovevo far sapere niente.
Dice: 'tu, a quelli della tua famiglia, non fare sapere niente', la famiglia però Cosa Nostra, 'tienili chiusi. Se hai qualche picciotteddu tu metti o lato e fai controllare o' paese'.
E così feci io.
Io avevo Natale Bonafede, Natale Bonafede non era niente. E poi avevo i fratelli Amato.
Erano ragazzi puliti che non... erano tranquilli, che camminavano dentro il paese, insomma, per vedere come era questa situazione. Anche se poi, se loro... c'era uno che aveva partecipato a questa guerra a fare questo omicidio di mio cognato: Pietro Scimemi.
Questo Pietro Scimemi era con Carlo Zighittella degli "stiddari", avversari. E andò da una persona e gli disse: 'sai, ora 'sto fatto di Nino che ammazzamo, tu vuoi fare a parte con noialtri...'
E queste, subito glielo disse a Vito Marceca, che era persona di famiglia, che era pure reggente.
E lui lo sa da chi veniva la mano.
Quando abbiamo fatto il primo omicidio, che il primo è stato, è stato ammazzato proprio lui a Torino, questo Scimemi.
Che poi, quando ha detto, quando ha fatto uscire queste cose fuori dal suo gruppo, questo se ne andò a Torino.
Ma lo abbiamo ammazzato pure a Torino. E poi si ammazzò a Gaspare Zighittella. Prima, Gaspare Zighittella e poi al Vanni Zighittella.
Prima di Vanni abbiamo ammazzato a Gaspare...
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Patti: ... il fratello di Vanni.
Siccome era guerra, io, quello che mi ricordo così, li dico.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì, ma il suo racconto è molto chiaro.
Volevo essere ben sicuro su questo nome.
Lei ha detto Vanni Zighittella, vero?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vanni sta per?
EX 210 Patti: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Vanni è un diminutivo di...
EX 210 Patti: Vanni significa Giovanni.
PUBBLICO MINISTERO: Giovanni.
EX 210 Patti: Scusatemi se parlo così, ma...
PUBBLICO MINISTERO: No, no, che c'entra. Potrebbe essere Pier Giovanni, o un'altra cosa.
Io glielo chiedo per la precisione, ecco.
Senta, torniamo invece al punto: quindi lei ha detto che, a seguito della morte di suo cognato, lei ha l'onore, per così dire, di ricevere le condoglianze direttamente da Riina.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, com'è che conosceva Riina, lei?
EX 210 Patti: Eh, io... Ma io lo conoscevo da prima a Riina.
Io l'ho visto nella...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè dire: non era la prima volta che lo vedeva, per intendersi.
EX 210 Patti: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco. No, lo chiarisca alla Corte, perché non è che a tutti, magari, se hanno avuto un lutto in Cosa Nostra, Riina si è presentato per fargli le condoglianze.
EX 210 Patti: No,. no... Lo avevo visto prima. Prima, negli anni. Nell'80. Stava sempre a Mazara nella cantina di Mariano Agate.
Poi lo vedevo nella casa di Neddo.
PUBBLICO MINISTERO: Di?
EX 210 Patti: Neddo, Nedduzzo. Nedduzzo Tutone, mi pare, o Titone si chiama. Di Mazara del Vallo.
Questo è uno vicino alla famiglia di Mazara. E' uno... diciamo, uno pulito, uno che aveva un villino a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo vuol dire che lei, Riina, aveva avuto occasione di vederlo ripetutamente, anche lì nella zona del mazarese.
EX 210 Patti: Sì, sì. Sempre a Mazara l'ho visto io.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: No, veramente una volta io andai a San Giuseppe Iato con Vincenzo Milazzo. E c'era questo Totò Riina e o zu' Bernardo Brusca.
Allora erano latitanti, questo Bernardo Brusca era latitante. Anche se veniva, qualche volta veniva pure a Mazara, a casa, nella casa dove io avevo a Mazara, per curarsi, questo zu' Bernardo Brusca.
Insomma, ci hanno sempre bazzicato a Mazara.
A volte me lo dicevano, e a volte non me lo dicevano. Quando c'era qualcuno tipo Bagarella, non me lo dicevano.
Dovevano far sapere a me che Bagarella era nella mia casa. Quindi, se arrestavano, arrestavano pure a me.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto.
EX 210 Patti: Mi facevano arrestare. Cioè, questi mazaresi mi facevano poi pure... A volte è così la vita.
Questi... Si mettevano i latitanti dentro. Non se lo mettevano a casa loro, lo portavano nella casa mia. Però io non sapevo niente.
Quindi, potevano pure fare arrestare. Ma dillo.
Siccome a volte, qualche volta Ciccio muratore, in quel di Mazara, quando veniva zu' Bernardo Brusca, quando era fuori latitante, me lo diceva: 'Antonio, c'è zu' Bernardo a casa'.
Allora io non stavo a casa di mia madre. In quel periodo non ero sposato. Mi sono sposato nell'86.
Quindi non dormivo a casa, me ne stavo fuori per i fatti miei.
Perché se c'è qualche cosa nella mia casa, che ho intestata, succede qualche arresto, dice: 'ma di chi è questa casa? Chi è padrone di questa casa?'
E vedevano a me.
Quindi, quando ci andavano poi gli ultimi tempi, dal '90 in poi, ci andavano Bagarella, ci andavano tutti un po' i latitanti.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questa è la casa...
EX 210 Patti: E non mi dicevano niente i mazaresi. Che potevano pure fare arrestare. Io non sapevo niente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, Patti, alla domanda che le ho fatto, sulla conoscenza con Riina, ha risposto.
Prima, però, prima ancora, le avevo tolto la parola mentre lei stava spiegando di come era avvenuta la sua conoscenza con Bagarella e aveva giusto appunto cominciato a parlare di questa casa sua, il villino e tutto il resto.
EX 210 Patti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora mi interessa questo aspetto qui del problema.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, a quando risale la sua conoscenza con Bagarella; seconda di poi che cos'è esattamente la storia di questo villino; quando lei lo aveva preso, se lo aveva comprato, se lo aveva...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: Ma io lo avevo comprato nel... Io lo avevo comprato, il villino, nell'84. Perché ci dovevano fare una... C'era una raffineria in questo villino. Al tempo in cui Mazara avevano questa raffineria e l'aveva in questa casa dove io l'avevo intestata.
Però loro me lo dicevano. Loro, i mazaresi, me lo dicevano, mastro Ciccio, in quel periodo ci lavorava lui, mastro Ciccio.
Mastro Ciccio è Messina... Messina, Ciccio Messina, no?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Non confondiamo con Denaro, quelli di Castelvetrano.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
EX 210 Patti: Questo, Mazara stiamo parlando, di questa casa.
Allora mi hanno fatto comprare questa casa. Me la fece comprare Giovanni Bastone di Mazara del Vallo.
E ci dovevano fare una raffineria e ce l'hanno fatta.
Ci avevano messo dei forni, delle cose. Però io non... Anche se era intestata a me, anche se era mia, la casa, non ci potevo andare, perché non è... Ci andavano quelli, quelli che lo sapevano, di Mazara.
Qualche palermitano, tipo Vernengo, un dottore.
Io, nel '91 - ritorniamo al discorso...
PUBBLICO MINISTERO: Della conoscenza con Bagarella.
EX 210 Patti: Io, al '91, periodo prima dell'estate... Doveva venire l'estate ancora. Siamo giugno, verso giugno. Maggio-giugno.
Insomma, in Sicilia c'è caldo. Io ero con le maniche corte e i pantaloni leggeri.
Mariano Agate mi fece, mi invitò a fare una mangiata. Non so, questa mangiata era per, perché... non so, ci voleva fare una festa al signor Bagarella.
Mi ricordo che mangiammo aragoste, quelle piccole, da mezzo chilo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
EX 210 Patti: Questa è la prima volta che incontrai a... E mi presentò Mariano Agate, mi presentò a Bagarella, il signor Bagarella.
Mi ricordo c'era Giovanni Brusca, qualche napoletano, c'erano...
PUBBLICO MINISTERO: Che ci facevano i napoletani lì? Ecco, questo non è che mi importi, che mi interessi...
EX 210 Patti: Guardi, a me, come quando parliamo di certe cose, mi vengono tutti i ricordi, no?
PUBBLICO MINISTERO: E' naturale.
EX 210 Patti: C'erano persone di Napoli che erano bisticciate tra loro, tra famiglie.
Perché anche a Napoli ci sono famiglie di Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, parliamo di napoletani...
EX 210 Patti: Napoletani.
PUBBLICO MINISTERO: ... che erano uomini d'onore di Cosa Nostra.
EX 210 Patti: Uomini d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: In famiglie però napoletane.
EX 210 Patti: Famiglie napoletane.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
EX 210 Patti: E siccome Mariano Agate...
PUBBLICO MINISTERO: E questi si erano bisticciati, queste famiglie? Lei ha detto...
EX 210 Patti: Sì, avevano dei bisticci fra loro. Non so... tra famiglie.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: E Mariano Agate, in questa occasione, siccome si trovavano a Roma prima di arrivare, di essere in Sicilia, Mariano Agate, era, si trovava a Roma, come allontanamento... non so.
PUBBLICO MINISTERO: Che vuol dire...
EX 210 Patti: E c'era pure Bagarella che...
PUBBLICO MINISTERO: Che aveva... Mi scusi, Patti, aveva l'obbligo di stare a Roma, vuol dire?
EX 210 Patti: Sì, l'obbligo di stare a Roma...
PUBBLICO MINISTERO: Come un soggiorno obbligato.
EX 210 Patti: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: Non mi so spiegare.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, va bene, ci siamo capiti.
EX 210 Patti: E questi due, sia Mariano Agate che il signor Bagarella, avevano preso... erano andati questi napoletani e gli hanno fatto fare pace.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché Bagarella... Anche Bagarella se ne stava a Roma un po' obbligato?
EX 210 Patti: Sì, forse era là a Roma pure a soggiorno obbligato, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E allora erano andati...
PRESIDENTE: Gli hanno fatto fare la pace.
PUBBLICO MINISTERO: ... a vedere...
EX 210 Patti: Hanno fatto fare la pace.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: E in questa occasione fecimo una mangiata con questi napoletani.
PRESIDENTE: E c'era...
EX 210 Patti: Loro ci portarono delle mozzarelle di bufala.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
EX 210 Patti: Comunque ricordo questi particolari.
PUBBLICO MINISTERO: Certo. No, no, ma... Ascolti, quindi se ho capito bene, Patti, questa cena che...
EX 210 Patti: No cena, pranzo.
PUBBLICO MINISTERO: Questo pranzo, che in qualche modo come dire, solennizzò la riappacificazione, si fece giù a Mazara?
EX 210 Patti: Sì, a Mazara.
PUBBLICO MINISTERO: Nel villino suo?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Oh. E' questo che mi interessava capire. E nell'occasione quindi, a parte questi napoletani e magari vediamo se lei riesce a ricordare qualche cosa di chi potevano essere, di che zone, lei ha parlato genericamente di Napoli ma...
EX 210 Patti: No Napoli, Napoli centro, vicino Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: La località di provenienza non se la ricorda.
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Però vicino Napoli, ha detto.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Va be'. Ecco, quindi oltre queste persone appunto che venivano dal napoletano, ma di persone invece di Cosa Nostra siciliane...
EX 210 Patti: Sa di dove erano? Di Marano.
PUBBLICO MINISTERO: Marano?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Cognomi li ha mai saputi?
EX 210 Patti: Cognomi... ma può essere che ora me lo ricordo, glielo dico.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi?
EX 210 Patti: Può essere che ora me lo ricordo e glielo dico.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, va bene.
EX 210 Patti: Capito? Perché io così sono, parlando parlando capito, mi vengono tutti...
PUBBLICO MINISTERO: Certo. Ecco, invece di persone siciliane quindi, quando ci fu questo pranzo che suggellò la riappacificazione, ovviamente c'era lei, chi c'era poi?
EX 210 Patti: C'era Mariano Agate, c'erano i mazaresi...
PUBBLICO MINISTERO: Bagarella c'era?
EX 210 Patti: Sì, Bagarella era là. Bagarella e Giovanni Brusca c'erano.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, anche Brusca Giovanni, ho capito.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'era, mi stava dicendo dei mazaresi?
EX 210 Patti: Dei mazaresi c'era Andrea, sia Gancitano che Mangiaracina, Vincenzo Sinacori, Diego Buzzotta.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualcuno in rappresentanza della famiglia di Castelvetrano? O questa non era rappresentata?
EX 210 Patti: No, c'era Matteo. Matteo era sempre... C'era pure Matteo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi fu una cosa importante questo pranzo?
EX 210 Patti: Va be', è un pranzo. Un pranzo per... solo un pranzo, per mangiare.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: Per me non era... Per me mica era importante, per me era una cosa così.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
EX 210 Patti: Per i napoletani era importante.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, siccome lei ha parlato della sua conoscenza con - e l'ha spiegata in una maniera per me esauriente - con Riina.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Riina c'ha mai messo piede in questo villino suo?
EX 210 Patti: Io non l'ho visto mai.
PUBBLICO MINISTERO: Non l'ha visto mai.
EX 210 Patti: No, no, no, mi scusi. Io sì, una volta abbiamo mangiato assieme, però assai, tempo addietro. Io parlo del... No, no, '85. '85, nell'anno '85. Abbiamo fatto una mangiata e c'era, mi ricordo che c'era pure il mio rappresentante.
Solo a mangiare, io...
PUBBLICO MINISTERO: Va be'.
EX 210 Patti: Mangiavamo. E infatti mi ricordo che il signor Totò Riina parlava con il mio principale, parlava ma guardava a me. Da questo sguardo, poi io glielo dissi al mio principale, gli dissi: 'ma perché...', parlo in siciliano. Certe parole ho bisogno di dirle in siciliano io, mi dovete perdonare ma...
Ci dissi: 'Vincenzo, perché 'o zu' Totò parla con tia e talia a mia?' Questa battuta Vincenzo D'Amico mi disse, dice: 'vedi chistu? Chistu corto, è sbirro' io mai gliel'ho voluto dire al signor Totò Riina. Perché se io lo dicevo in quel periodo, l'ammazzava prima al mio rappresentante e forse ammazzava pure me.
Io mai gliel'ho voluto dire. Dice: 'me lo dice ora?' 'Glielo dico ora', questo, quello che mi diceva il mio principale, perché non si potevano vedere... col mio principale non aveva tanta dimestichezza.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, in che epoca quindi si è svolto questo pranzo che appunto sanzionò questa riappacificazione tra queste famiglie napoletane? Può darsi mi sia sfuggito, lei probabilmente l'ha detto Patti, ma io siccome... Se l'ha detto o non l'ha detto, bisogna che gli faccia la domanda.
EX 210 Patti: Estate '91, maggio-giugno.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma al di là di questo episodio puro e semplice, di questa bella mangiata con le aragoste...
EX 210 Patti: Mi ricordo che erano aragoste di mezzo chilo.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Volevo dir questo, ma esisteva... io capisco il suo scrupolo di essere estremamente preciso e mi sembra che faccia esattamente quello che deve fare, però magari certi particolari possono interessarmi meno.
EX 210 Patti: Mi possono sfuggire.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ha ragione Patti. Ho bisogno di sapere questo: lei ha capito se c'era un rapporto come dire, preferenziale, tra queste famiglie napoletane e le famiglie del trapanese, oppure se fu una combinazione che questi vennero lì a fare il pranzo che doveva appunto ufficializzare l'avvenuta riappacificazione. E' chiara la mia domanda?
EX 210 Patti: Sì. Però quello che so io, la famiglia quella importante a Napoli è quella di Torre Annunziata, di Valentino Gionta, quella che so io, che io conosco Valentino Gionta da una vita.
Questi, siccome erano della zona di Marano, e io una volta ci andai là, tempo addietro ci andai a Marano con mastro Ciccio 'u muratore, però non saprei neanche... oggi come oggi non lo saprei neanche indicare il posto in cui noi siamo andati.
PUBBLICO MINISTERO: Ma che ci andava a fare lei da quelle parti?
EX 210 Patti: Io in quel periodo, siccome eravamo a Gaeta che scaricavamo le sigarette.
PUBBLICO MINISTERO: Sigarette di contrabbando?
EX 210 Patti: Sì, navi di sigarette. Navi.
PUBBLICO MINISTERO: Le navi.
EX 210 Patti: Nel porto di Gaeta. Però parlo '80-'81-'82. E in quel periodo io andai a Marano con mastro Ciccio, ci accompagnò un ragazzo all'uscita dell'autostrada, però non mi ricordo io... C'erano famiglie, famiglie mafiose, famiglie di Cosa Nostra. Noi in quel periodo... è una vita che ci stanno famiglie di Cosa Nostra a Napoli.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta, dopo avere appreso che addirittura si scaricavano le navi piene di sigarette nel porto di Gaeta, volevo sapere: ma c'era qualcuno che come dire, dirigeva, gestiva un po' questo rapporto che c'era tra voi, che portavate le navi, e quelli che dovevano poi riceverle?
EX 210 Patti: Guardi, era mastro Ciccio che aveva tutti questi rapporti.
PUBBLICO MINISTERO: Tutte queste situazioni le teneva sotto controllo.
EX 210 Patti: Sì, era sempre lui.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Senta ancora, lei ha mai sentito nominare una persona che si chiama Vincenzo Pandolfo?
EX 210 Patti: Sì, lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Lo conosce?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol spiegare un attimino alla Corte in che termini lo conosce?
EX 210 Patti: Vincenzo Pandolfo è il dottore, anestesista, di Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Questo intanto è di Partanna, ho capito.
EX 210 Patti: Sì. Io a Partanna andai sempre per ordine di Matteo Messina Denaro, che aveva una guerra Matteo Messina Denaro con Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, stiamo parlando di un'altra guerra quindi.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa è la guerra di Partanna.
EX 210 Patti: Di Partanna.
PUBBLICO MINISTERO: In che anni siamo?
EX 210 Patti: '90.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Allora, lei va là per ordini di Matteo, che doveva fare?
EX 210 Patti: Si doveva ammazzare a uno.
PUBBLICO MINISTERO: E questo che aveva fatto, questo "uno"?
EX 210 Patti: Ne abbiamo fatto due, no uno.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: Sì. E questo Pandolfo diciamo era il mandante di queste... Lui era quello che dirigeva i ragazzi di Partanna per seguire le vittime, seguire le persone che si dovevano ammazzare. Lui li comandava, Vincenzo Pandolfo, 'u dottore, il dottore. Dico 'u dottore, parlo così...
PRESIDENTE: Non si preoccupi, vada avanti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei l'ha conosciuto personalmente?
EX 210 Patti: Sì, personalmente. Però non come Cosa Nostra.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Patti: No. Mai me l'hanno presentato, era molto amico di... proprio amico amico, di Matteo Messina Denaro. Addirittura Matteo gli diceva del "lei", anche se quello era pure ragazzo, Pandolfo, Enzo, io lo chiamavo a Enzo, sono stato qualche settimana assieme, lui latitante, io irreperibile.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma visto che stiamo parlando di Partanna, della guerra di Partanna, lei ha mai sentito parlare di certe persone che avevano un soprannome, si chiamavano Cannata.
EX 210 Patti: Stefano Cannata.
PUBBLICO MINISTERO: Uhm.
EX 210 Patti: Stefano Cannata era il rappresentante di Partanna e l'hanno ammazzato però. E questo Pandolfo era il nipote.
PUBBLICO MINISTERO: Lei l'aveva conosciuto questo Stefano Cannata?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Patti: No. Sempre sentito parlare così, che era uomo di Cosa Nostra, di Partanna, a Partanna c'era Tizio.
PUBBLICO MINISTERO: Chi gliene ha parlato in questi termini, per dirle appunto che si trattava di un uomo d'onore, che era il rappresentante della famiglia di Partanna?
EX 210 Patti: Io questo qua l'ho saputo dopo che l'hanno ammazzato. Siccome noi eravamo a casa che aspettavamo il segnale.
PUBBLICO MINISTERO: Per far che cosa?
EX 210 Patti: Per ammazzare quelli che avevano ammazzato Stefano Cannata.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, eccoci.
EX 210 Patti: E noi eravamo a casa di una persona, falegname, di origine marsalese, zio Peppino ci dicevano, zio... Comunque, era una persona che ci aveva dato la casa a disposizione e noi siamo stati due-tre giorni dentro, chiusi in questa casa a aspettare il segnale, che veniva il segnale da fuori, quelli che controllavano, quelli del paese. Quelli del paese non potevano fare l'omicidio a viso scoperto e neanche si potevano mettere il passamontagna perché quello se vedeva il passamontagna, scappava. Praticamente avevano paura di quello.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi ci volevate voi che venivate da fuori?
EX 210 Patti: Ci volevamo noi che venivano da fuori. E siamo scesi noi. C'ero io, c'era Matteo Messina Denaro, c'era Giovanni Leone.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito tutto. Questo...
EX 210 Patti: C'era Vito Mazara, uno della parte di Trapani.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Vito Mazara?
EX 210 Patti: Vito, Vito.
PUBBLICO MINISTERO: Vito. Senta quindi... ho capito tutto. Questo Cannata lei sa poi il cognome vero qual era di questa famiglia?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
EX 210 Patti: E in questa riunione lì che c'era mentre... o meglio, durante questa attesa in questa casa, ma era presente anche questo Enzo Pandolfo?
EX 210 Patti: Sì. Alle volte veniva e a volte se ne andava. Non dormiva là. Stava un pochettino con noi e poi se ne andava. Ci portava il mangiare a volte, quasi tutti i giorni, i giorni che siamo stati là. Io adesso non ricordo se tre giorni, quattro giorni, siamo stati là parecchio tempo, a casa di questo falegname. Zio Peppino... Si chiama Peppino, però il cognome non... Perché non sono persone che io frequentavo ogni giorno, capito?
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti Patti, cerchiamo di rimanere sempre... lei è molto preciso nel suo ricordo e allora io cerco di fare domande altrettanto circostanziate.
Lei ha parlato poco fa di un certo Scimeni, se ho capito bene...
EX 210 Patti: Pietro Scimemi.
PUBBLICO MINISTERO: Che è stato ammazzato, se ho capito bene, a Torino.
EX 210 Patti: A Torino sono andati ad ammazzarlo, che loro erano là, stavano là, Salvatore... no, Santo Mazzei, un catanese, e Salvatore Facella.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, sta parlando di due persone che conosce personalmente, oppure di due nomi...
EX 210 Patti: Che conosco personalmente...
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego Patti.
EX 210 Patti: Queste due persone io le conosco personalmente, presentatemi come Cosa Nostra. Uno è di Leccarafriddi, vicino Palermo, Salvatore e l'altro è di vicino Catania, Santo Mazzei, un paese di Catania o di Catania... non lo so preciso, però lo conosco. Abbiamo fatto qualche omicidio qua a Rimini.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, andiamo con ordine.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Più o meno quando pensa di aver conosciuto queste due persone di cui stiamo specificamente parlando? Mazzei e Facella?
EX 210 Patti: Facella l'ho conosciuto quando l'hanno "pungiuto".
PUBBLICO MINISTERO: Perché c'era presente anche lei?
EX 210 Patti: No, però dopo qualche giorno che era stato "pungiuto" me lo presentò Giovanni Bastone. Mi ricordo che Giovanni Bastone aveva un deposito di carne, vendeva della carne. Giovanni Bastone di Mazara del Vallo parlo io. E lui stava a Mazara, Salvatore Facella.
PUBBLICO MINISTERO: Ma era un uomo di Cosa Nostra, Giovanni Bastone?
EX 210 Patti: Sì, era... Giovanni Bastone, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché ancora non l'avevamo... lei non l'aveva nominato, mi pare, questa persona da stamattina.
EX 210 Patti: Forse no.
PUBBLICO MINISTERO: Insomma...
EX 210 Patti: Giovanni Bastone... Mi pare di sì però, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, prego Patti.
EX 210 Patti: Comunque, me lo presentò Giovanni Bastone a Mazara, nel suo magazzino dove vendeva la carne: della carne di importazione, di esportazione. Nell'80 però parlo io.
PUBBLICO MINISTERO: Nel?
EX 210 Patti: Nell'80.
PUBBLICO MINISTERO: '80.
EX 210 Patti: Anni '80.
PRESIDENTE: Anni '80.
EX 210 Patti: Anni '80. Di preciso però... perché io... prendo sempre il mio riferimento. Siccome io sono stato "pungiuto" nel 1979 ottobre, e questi che parlo sono tutti dopo di me, per questo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari se ce la facesse...
EX 210 Patti: Come?
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi. Magari se le è possibile, i fatti accaduti negli anni '80, di dirci quali sono quelli successi prima del suo arresto e quelli dopo, perché lei c'ha avuto un periodo di detenzione negli anni '80, abbiamo detto?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Magari se riesce a metterli 'prima del mio arresto, dopo la mia scarcerazione' ci orientiamo meglio, ma comunque non ha una grande importanza.
EX 210 Patti: Ma poi anche questi erano pure stati arrestati, si sono fatti sei-sette anni, dopo l'80.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque...
EX 210 Patti: Io nell'86 sono stato arrestato, nell'89 sono uscito.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, a quello che io ho capito...
EX 210 Patti: Oggi sono condannato per questo fatto.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. A quello che ho capito, Giovanni Bastone le presenta questo signor Salvatore Facella negli anni '80 e glielo presenta ritualmente come uomo d'onore.
EX 210 Patti: Come uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Lei inizialmente, quando ha nominato questa persona due minuti fa, ha detto: 'questo era un signore di Leccarafriddi'.
EX 210 Patti: Leccarafriddi, vicini Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma in famiglia dove è stato messo questo qui?
EX 210 Patti: Era sempre, apparteneva a Leccarafriddi però lui stava a Torino.
PUBBLICO MINISTERO: Facella.
EX 210 Patti: Sì. La famiglia che apparteneva era Leccarafriddi.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
EX 210 Patti: Il paese di ... Luciano.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, visto che si sta parlando di Torino, le risulta se anche questo signor Bastone, di cui abbiamo parlato prima, ha a che fare con ambienti fuori dalla Sicilia, in particolare l'ambiente torinese?
EX 210 Patti: Sì, lui a Torino era.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché...
EX 210 Patti: Lui aveva una casa a Torino, io ci sono stato pure.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, lei c'è stato a Torino?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Torino città o nella periferia?
EX 210 Patti: Torino città.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Bastone allora lei ha detto: è uno che giù c'aveva un'attività nel settore delle carni.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su a Torino di che cosa si occupava, lo sa?
EX 210 Patti: Su a Torino?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Contrabbando di sigarette.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi...
EX 210 Patti: Quello che sapevo io.
PUBBLICO MINISTERO: E questo signor Salvatore Facella stava a Torino?
EX 210 Patti: A Torino e faceva sempre contrabbando di sigarette.
PUBBLICO MINISTERO: Ma che erano soci in affari Bastone e Facella?
EX 210 Patti: Sì, sì, tutti sempre soci erano stati, sono stati questi.
PUBBLICO MINISTERO: E di questo signor Mazzei Santo, lei ha detto di aver conosciuto anche questa persona come uomo d'onore. Ecco...
EX 210 Patti: No, prima io l'ho conosciuto a Rimini.
PUBBLICO MINISTERO: Prima lo conosceva, scusi?
EX 210 Patti: A Rimini. A Rimini...
PUBBLICO MINISTERO: L'ascolto, l'ascolto.
EX 210 Patti: L'ho conosciuto a Rimini in un'occasione che stavano controllando un amico di Totuccio Contorno, un certo Dagati, che questo stava a Rimini soggiornato. E Santo MAzzei stava pure a Rimini. Santo aveva pure un fratello che si chiama... Santo Mazzei e Matteo Mazzei, Matteo è il fratello di Santo.
E Santo si interessò per controllare a questo e siccome questo Dagati si interessava al signor Totò Riina, Mariano mi disse: 'ti raccomando, facemo bella figura. Ora te ne parti con Sinacori'.
Abbiamo fatto Palermo-Milano. A Milano ci prese Facella, Salvatore Facella e ci portò a dormire a Torino. E poi la mattina da Torino siamo andati a Bologna, vicino a Rimini e là abbiamo aspettato tre giorni, due-tre giorni che veniva questo ragazzo. Mi dissero che era una persona, uno lungo: 'stai attento' - Mariano Agate mi disse - 'stai attento Antonio, faciamo figura'. Facciamo figura con zio Totò.
E poi là seppi che era uno che aveva aiutato a Totuccio Contorno. Siccome cercavano Contorno, forse tutt'oggi lo cercano questo Contorno, non lo so. Questi...
Si andavano ad ammazzare e abbiamo ammazzato a questo. Anziché questo venire... La prima volta che è venuto nel magazzino di Santo Mazzei, che Santo Mazzei aveva un magazzino che vendeva indumenti...
PUBBLICO MINISTERO: Ma a Rimini questo.
EX 210 Patti: A Rimini, sì. Santo e suo fratello, e Matteo. Tutte e due i fratelli avevano questo magazzino. Allora, questo ci diede l'appuntamento, a questo Dagati, Agostino si chiamava, per farlo ammazzare. Lo dovevamo ammazzare noi, addirittura noi lo dovevamo strangolare, affogare.
PUBBLICO MINISTERO: Ma chi glielo dette l'appuntamento a Dagati, poi?
EX 210 Patti: Santo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco...
EX 210 Patti: Perché era venuto nel magazzino con la moglie e una bambina. Allora io dissi: 'c'è sua moglie, c'è la bambina, perché queste cose?' Che sono stato sempre contrario a queste cose.
Dice: 'ma ammazzarlo... purtroppo lo dovevo fare'.
E Santo ci ha dato l'appuntamento, dice: 'domani vieni così ti porto i... domani arrivano i piumoni, così ti vieni a prendere il piumone, perché oggi doveva arrivare, però domani arrivano'. E' una scusa quella per quello. E lui, anziché di venire solo, è arrivato con un'altra persona.
Questi, come sono entrati, non è che a me mi hanno avvertito: 'Antonio...', niente. Sia Facella che Enzo Sinacori si sono stati nell'ufficio e io ero nel magazzino, che appena sentivo una macchina che arrivava - Santo mi aveva dato una pistola, una calibro 9 - mettevo il colpo in canna e poi prendevo una maglietta, gliela mettevo di sopra per non far vedere.
Questo appena entrato io gli sparo un colpo in testa, questo lungo, che io conoscevo. Mentre... è entrata un'altra persona che era con questo Dagati. 'E questo chi è?'
'Lo dovete ammazzare'. Ma questo... sia Vincenzo Sinacori che Salvatore Facella non mi hanno avvertito, non è che hanno fermato, dice: 'guarda...', niente, neanche se ne sono accorti che sono venuti questi. Quindi quelli potevano venire pure ad ammazzare a loro. Non lo so poi, dormivano, non lo so che cosa facevano, erano nell'ufficio, scherzavano, parlavano del più e del meno. E io ero solo là per i fatti miei, dentro il magazzino.
Che quello doveva entrare, che Santo lo doveva portare nel magazzino.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi come è andata a finire questa storia?
EX 210 Patti: Li abbiamo ammazzati e poi...
PUBBLICO MINISTERO: Due invece che uno.
EX 210 Patti: Due.
PUBBLICO MINISTERO: Due.
EX 210 Patti: Li abbiamo messi nel portabagagli e li abbiamo lasciati in un autogrill parcheggiati.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Magari questo particolare ci interessa meno.
Allora, lei ricorda questo fatto in che epoca è successo?
EX 210 Patti: Questo fatto?
PUBBLICO MINISTERO: Sì, questo duplice omicidio fatto a Rimini.
EX 210 Patti: Questo duplice omicidio fatto a Rimini è successo nel... Mariano era fuori, '91.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, a quello che ho capito lei...
EX 210 Patti: Dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Dopo?
EX 210 Patti: Prima di Natale.
PUBBLICO MINISTERO: Sa mica...
EX 210 Patti: C'era freddo, mi ricordo che io avevo un giubbotto di pelle. Un giubbotto di pelle, vestivo pesante, inverno era.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Allora, a quello che ho capito, l'epoca è questa, il nome della vittima era...
EX 210 Patti: Dagati.
PUBBLICO MINISTERO: ... Dagati Agostino.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Però è morta anche una seconda persona.
EX 210 Patti: Sì. Però non me lo ricordo quello io.
PUBBLICO MINISTERO: Tra quelli che hanno eseguito questo duplice omicidio quindi, c'era lei...
EX 210 Patti: Salvatore Facella.
PUBBLICO MINISTERO: C'era Enzo Sinacori, Facella...
EX 210 Patti: Santo e Matteo Mazzei.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol... Lei ha detto di aver saputo la ragione per la quale questo signore doveva essere eliminato da Mariano Agate.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le riesce di ricordare, con la maggiore precisione possibile, il discorso di Mariano?
EX 210 Patti: Il discorso di Mariano Agate, che me lo fece...
PUBBLICO MINISTERO: Quanto tempo prima gliel'aveva fatto rispetto poi a quando fu eseguito questo duplice omicidio?
EX 210 Patti: No, poco. Poco, poco, un tre-quattro giorni prima. Tre-quattro giorni prima di prendere l'aereo per andare a ammazzare a questi.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, appunto. La ragione per la quale questo doveva essere ammazzato, per come gliela spiegò Mariano Agate, era?
EX 210 Patti: Perché era... aveva dato aiuto a Totuccio Contorno. Dice che era amico di Totuccio Contorno, non lo so. Così mi disse e così dico. Se bugie mi dissero, bugie dico. So che a quello l'abbiamo ammazzato però. Non so, questo era stato arrestato con Totuccio Contorno, quando Contorno era a Palermo, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma è l'unica volta in cui lei sentì parlare di fatti così gravi come omicidi, relativamente a questo Totuccio Contorno? Intendo dire, è l'unica volta in cui qualcuno l'ha coinvolta in discorsi - addirittura qui in un duplice omicidio - che aveva, per così dire, ragione, come motivazione questo Contorno?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Presidente, se lei vuol fare cinque minuti di sospensione.
PRESIDENTE: Bene.
PUBBLICO MINISTERO: Così io controllo quali sono le ultime poche circostanze da sottoporre nel prosieguo dell'esame.
PRESIDENTE: Riprendiamo fra dieci minuti.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Il P.M. può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Patti senta, lei ha mai conosciuto Provenzano?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, fra le varie azioni illecite e i vari reati di cui ha parlato...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... non solamente oggi qui davanti alla Corte, ma che in genere ha riferito all'Autorità Giudiziaria, lei è al corrente, ha partecipato a qualche episodio commesso non con l'uso di armi tradizionali, ma ad esempio con l'uso di esplosivi?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuole un attimino spiegare?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Son stati molto episodi, solo in alcuni casi ha fatto uso di esplosivo?
EX 210 Patti: Sì, una volta nel '90. Abbiamo fatto saltare la casa di campagna dove questi, un gruppo di Alcamo, si chiamavano i Greco, era un gruppo contrapposto alla famiglia di Milazzo. Tipo "i stiddari".
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: Per fare un esempio.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: E siccome i Milazzo non riuscivano a trovarli a questi Greco e ad ammazzarli, si fece un gruppo di due persone di ogni paese e andammo a finire nella casa di Peppe Ferro ad Alcamo.
Perché questi Greco se la facevano in un casolare di campagna dove stavano latitante; e quando uscivano, uscivano solo per ammazzare a qualcuno dei Milazzo.
E siccome questi Milazzo erano in famiglia, in Cosa Nostra...
E io mi trovai in campagna di Peppe Ferro, io e mio cognato Antonino; ci venne a prendere a Marsala Vincenzo Sinacori. All'epoca aveva un'Audi 80.
Ci portò in questa casa di Peppe Ferro e là c'erano tante persone, c'era qualcuno che era della famiglia di Trapani, di Mazara: Andrea, di Castelvetrano: Matteo, di Palermo: Salvuccio Madonia, Antonino Gioè, Giovanni Brusca, Giuseppe che accompagnava sempre Giovanni...
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo...
EX 210 Patti: No, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
EX 210 Patti: Mi faccia finire.
E c'era poi Pietro... uno di Catania, un catanese, Pietro... Pietro... non mi ricordo il cognome in questo momento.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh, magari le viene in mente...
EX 210 Patti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... tra qualche secondo.
E allora che successe poi, visto che, appunto...
EX 210 Patti: Si preparò Giovanni Brusca assieme a questo qua, a questo catanese.
Hanno preparato una bomba: hanno preso una bombola di gas, hanno svitato la valvola e hanno messo tutta la polvere in questa bombola.
Hanno installato un apparecchietto e poi con il telecomando tipo quelli che si usano... che hanno i bambini per le macchinine, vanno avanti, indietro, a destra, a sinistra; però questo telecomando c'era un'antenna, lunga qualche due metri l'antenna.
Noi mentre aspettavamo il segnale che questi fossero tutti in questo casolare, nel frattempo ci abbiamo messo Giovanni Brusca insieme a Gioè e a Salvo, Salvuccio Madonia, no?
Ci hanno messo 'sta bombola di gas vicino al portone di questo casolare e gridando tutti la... sia Brusca, sia Salvuccio Madonia, gridano cioè, tipo 'uscite' dicevano 'siamo Carabinieri. Siamo Carabinieri, uscite. Siete circondati'. Insomma, per farli uscire a questi. Ma là non c'era nessuno però, c'era solo un cane che abbaiava.
Questi a un certo punto fanno saltare questo casolare e questo Pietro, questo catanese, ci tira una scopettata a questo cane. Era un cane, un pastore belga ammaestrato.
Comunque, questi, non c'era nessuno là.
Ci abbiamo fatto saltare 'sto casolare e ce ne siamo andati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, lei ha detto di essere stato in qualche modo ospite in occasione di questa azione in un posto che era di Peppe Ferro. E' questo che ha detto.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma l'ha anche visto questo Peppe Ferro nell'occasione lei, oppure...
EX 210 Patti: Sì, pure. Pure là era. Con noi era.
PUBBLICO MINISTERO: Con voi. A tutti gli effetti?
EX 210 Patti: Sì, ci cucinava, si faceva... ci cucinava lui la carne arrostita, accendeva il fuoco.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: Era là. Sono stato là tre giorni.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, il cognome Rampulla le dice qualcosa?
EX 210 Patti: Pietro Rampulla, sì. Persona di famiglia, uno di un paesino vicino Catania.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi questo è il Pietro di cui lei prima non ricordava il cognome?
EX 210 Patti: Sì. Pietro Rampulla, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicuro?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Torniamo un attimo a una vicenda che ha riferito prima. Lei ha parlato di questo Mazzei per dire che ci ha fatto tra l'altro, o meglio ha commesso con questa persona questo duplice omicidio a Rimini.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma quando avete commesso questo duplice omicidio, Mazzei era già uomo d'onore?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Non era uomo d'onore.
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lo è divenuto successivamente?
EX 210 Patti: Sì, successivamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma dopo molto tempo?
EX 210 Patti: Per proposta di Bagarella, il signor Bagarella.
PUBBLICO MINISTERO: Ma è stato fatto uomo d'onore dopo poco rispetto a questo omicidio o...
EX 210 Patti: Sì, dopo poco.
PUBBLICO MINISTERO: ... o è passato del tempo?
EX 210 Patti: No, dopo un periodo. Ora, non le so dire di preciso quando, dottore.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque...
EX 210 Patti: Però...
PUBBLICO MINISTERO: ... all'epoca dell'omicidio, lei...
EX 210 Patti: All'epoca dell'omicidio non era in famiglia questo...
PUBBLICO MINISTERO: Non era in famiglia.
EX 210 Patti: Non era... non era "pungiuto".
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Ma lei com'è che l'ha poi saputo che era stato "pungiuto"...
EX 210 Patti: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: ... perché era stato Bagarella che lo aveva proposto o quel che...
EX 210 Patti: Perché poi siccome noi, ripeto, abbiamo avuto una guerra e lui ci ha dato anche una mano. Allora, nell'occasione è sceso a Mazara e nell'occasione quando abbiamo avuto la mangiata con questi napoletani, c'era pure questo Santo Mazzei.
PUBBLICO MINISTERO: E in quest'occasione della mangiata con i napoletani lei venne a sapere che Mazzei era già uomo d'onore, no?, mi faccia capire, non voglio commettere...
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
EX 210 Patti: No, no. Siamo prima.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Patti: Quando Mazzei è stato fatto uomo d'onore dopo quel duplice omicidio a Rimini.
PUBBLICO MINISTERO: E lei ha detto che il duplice omicidio a Rimini è una cosa del '91...
EX 210 Patti: '91.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha detto lei.
EX 210 Patti: Noi abbiamo avuto una guerra nel '92...
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha detto Agate era ancora fuori...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... era però, prima di Natale del '91...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... era vestito in un certo modo perché faceva freddo...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... o abbastanza freddo. Ecco, quindi siamo secondo le sue indicazioni, diciamo negli ultimi mesi del '91, prima di Natale.
Allora, la data, l'epoca in cui viene combinato uomo d'onore Mazzei...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... lei dice è successiva a questo episodio.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io le ho chiesto, appunto, se era più o meno in grado di spiegarci come ha saputo lei che questo era stato fatto uomo d'onore.
EX 210 Patti: Perché, prima l'ho saputo che avevano "pungiuto" a Santo. L'ho saputo tramite i mazaresi, tramite Ciccio, tramite... perché aveva questa frequenza, aveva con Ciccio muratore. Anche con Andrea Gancitano era molto amico, con Andrea Mangiaracina.
A Mazara non è che... nel senso che era a casa mia. Lo seppi a Mazara dicendoci: 'sai a Santo, o "pungerono"'. 'va beh'.
Poi siccome si doveva ammazzare a questo Scimeni a Torino, lui è sceso con Salvatore Facella a Mazara, e in quell'occasione io ci ho parlato e me l'hanno presentato.
Addirittura lui doveva, il padre... cioè, quando cercavamo noi a Carlo Zighittella, Giovanni Zighittella, Santo Mazzei, dico: 'va beh, ci vado pure a casa. Se ci sono, l'ammazzo io. Non ci sono problemi'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi all'epoca di questo omicidio...
EX 210 Patti: All'epoca...
PUBBLICO MINISTERO: ... a Torino di questo Scimeni...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... Mazzei era uomo d'onore o stava per diventarlo, per come ha capito lei?
EX 210 Patti: Era uomo d'onore.
PUBBLICO MINISTERO: Era già stato fatto uomo d'onore.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. E ha detto che l'iniziativa di metterlo in famiglia era stata di Bagarella.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma in quale famiglia è stato combinato Mazzei, lo sa?
EX 210 Patti: Non lo so. A Catania. Lui era, parlava catanese.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, visto che stiamo parlando di singole persone e io le sto chiedendo se certi cognomi e certi nomi le dicono qualche cosa...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... le dice qualcosa il cognome Quartararo?
EX 210 Patti: Filippo Quartararo?
PUBBLICO MINISTERO: Eh.
EX 210 Patti: Sì. E' stato con me nella cella numero 41, all'VIII Sezione all'Ucciardone.
PUBBLICO MINISTERO: In che epoca siamo?
EX 210 Patti: '87-'88 e quasi '89. Di più '88, tutto l'anno pieno e l'89... quasi qualche anno e mezzo, qualche due anni assieme.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Patti: Nella stessa cella.
PUBBLICO MINISTERO: E questo Filippo Quartararo è persona che lei conobbe in carcere o conosceva già prima?
EX 210 Patti: L'ho conosciuto in carcere.
PUBBLICO MINISTERO: E questo signore era un palermitano, era un siciliano?
EX 210 Patti: Sì, era di Roccella, della famiglia di Roccella. Che avevano ammazzato il suo principale in quell'epoca, Abbate.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei come ha fatto a sapere che questa persona era della famiglia di Roccella? Perché un conto...
EX 210 Patti: Perché...
PUBBLICO MINISTERO: ... è averlo compagno di cella, un conto è avere...
EX 210 Patti: ... noi eravamo compagni di cella e io sapevo che lui era in famiglia e lui sapeva che io ero in famiglia.
PUBBLICO MINISTERO: E come aveva fatto a saperlo lei?
EX 210 Patti: Però noi ci parlavamo tranquilli, non c'avevamo problemi. Anche senza essere presentati.
PUBBLICO MINISTERO: Vi siete presentati reciprocamente?
EX 210 Patti: Non c'era bisogno. Siccome c'era l'affetto... perché poi entra la simpatia, in questi casi c'era la simpatia e l'antipatia. Noi eravamo simpatici. Un carattere che potevamo stare assieme senza essere presentati.
Però c'era una cosa: siccome c'è un precedente che un giorno dentro il campo dell'Ucciardone - c'è il campo dove si gioca a calcio tutte le Sezioni - noi scendevamo a giocare al pallone e scendevano di tutte le Sezioni le persone.
E un giorno c'era Mariano, c'era Vincenzo Puccio, c'era Quartararo e c'ero pure io. Vincenzo Puccio, quello che è morto dentro il carcere, l'hanno ammazzato, gli dice a Mariano, parlando di Filippo: 'questo è un amico mio'. Risponde Mariano, dice: 'e questo è un amico mio', rivolgendosi a me.
Quindi già, c'era già una mezza "invorenata" si dice...
PUBBLICO MINISTERO: Una mezza presentazione.
EX 210 Patti: Insomma, non è che è una presentazione, però è una cosa così, siccome Mariano aveva deciso a Palermo di non presentare mai a nessuno quando si trovava nel carcere dell'Ucciardone alla VII Sezione, io mi trovavo all'VIII e Mariano ha deciso, dice: 'qua dentro al carcere non dovete presentare nessuno', presentare nel senso, lui di Cosa Nostra dice la stessa cosa.
Questa fu una decisione che ha preso Mariano all'epoca, quando c'è stato il primo pentito, Buscetta. Il primo collaboratore, pentito.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, senta, quindi quando c'è stata questa sorta di, questa specie di presentazione un po' informale...
EX 210 Patti: Beh, io...
PUBBLICO MINISTERO: ... c'era lei ovviamente, c'era Filippo Quartararo, poi c'era ha detto, se ho capito bene, Ciccio?
EX 210 Patti: No. Vincenzo Puccio, quello che...
PUBBLICO MINISTERO: Vincenzo Puccio.
EX 210 Patti: ... quello che hanno ammazzato...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: ... in carcere. E pure Mariano Agate. Erano là, quelli erano là che scendevano per vedere la partita e noi scendevamo... siccome io e Filippo eravamo nell'VIII, e andavamo al campo a vedere la partita.
Quindi ci si incontrava là.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei poi con questo signor Quartararo ha potuto mantenere i rapporti, la conoscenza, la frequentazione anche...
EX 210 Patti: Sì, poi...
PUBBLICO MINISTERO: ... dopo che è finita la vostra detenzione oppure no?
EX 210 Patti: Sì, io sono uscito prima di lui. Poi lui è uscito, non so quanto tempo... nell'89 io sono uscito, poi nel '90 lui è uscito pure...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
EX 210 Patti: ... un giorno io parlando con mastro Ciccio 'u muratore ci dissi: 'mastro Ciccio, voglio presentato un uomo di Cosa Nostra, a Filippo Quartararo' e lui si interessò, mastro Ciccio.
E ci incontrammo di fronte alla Sigros a Palermo e là trovammo a uno che apparteneva alla famiglia di San Lorenzo, Salvatore Biondino. Dicendo, dice: ' a momenti lì viene Filippo', e mi presento a Filippo che questo Biondino lo conosceva a Filippo come persona di Cosa Nostra. Anche se era di un'altra famiglia. Non so se...
PUBBLICO MINISTERO: E' chiarissimo.
EX 210 Patti: Ci presentò stessa cosa e avvenne la presentazione. C'ero io, mastro Ciccio, Quartararo e Biondino, Salvatore Biondino. Nel '90.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dopo la scarcerazione di tutti e due, ovviamente.
EX 210 Patti: Dopo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prima è uscito lei e poi...
EX 210 Patti: Prima io e poi questo è uscito dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma ha conosciuto persone o per meglio dire: quando lei è uscito, si è rincontrato con Quartararo dopo la scarcerazione sua...
EX 210 Patti: Sì, ci sono andato in corso dei Mille...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, le volevo chieder questo.
EX 210 Patti: ... lui aveva una rivendita di macchine, rivendevano macchine, qualcuna nuova e poi tutte usate. Ed era socio, c'era un ragazzo, un marsalese, Giacalone, Luigi Giacalone che era socio con Filippo Quartararo; e un altro, Totò, un altro ragazzo che stava con Filippo, non so se era socio pure.
PUBBLICO MINISTERO: Di questo Totò ha mai saputo come si chiami?
EX 210 Patti: Forse Totò Grigoli.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, era la prima volta che lei, o meglio, ho posto male la domanda. Questo signor Luigi Giacalone...
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... questo ragazzo a nome Totò, era la prima volta che lei li conosceva?
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lì nell'autosalone di Quartararo?
EX 210 Patti: No, a questo Totò Grigoli, sì, la prima volta. Mentre a l'altro, a Luigi l'avevo visto siccome avevano denunciato dentro il carcere una perquisizione e avevano trovato un coltello. Però non era cosa mia. Infatti sono uscito assolto di questo fatto. E c'hanno denunciato a me e a Filippo e a un certo zu' Nino Bontà che avevamo nella cella. Però, siccome nella cella di transito andavano e venivano altre persone, ognuno lasciava un fornellino, ognuno lasciava l'altro; io non sapevo niente di questo coltello. E neanche Filippo, nessuno ne sapeva niente. C'erano almeno 30 fornellini addirittura là. Avevamo... non è come ora, ora neanche uno se ne può tenere.
Allora, noi c'hanno denunciato, ci hanno fatto il processo in Pretura; e un giorno è venuto a farci visita nel processo, a vederlo, questo Luigi. Allora Filippo, siccome io avevo con Filippo, avevamo un bracciale io e un bracciale lui attaccati, seduti, dice: 'questo è quello che ti parlavo io, picciotto buono, picciotto in gamba, marsalese'.
'marsalese? Io sono marsalese'.
'che sei marsalese e non lo conosci? Allora marsalese, dove abiti a Marsala?' mi disse questo. 'Petrosino', Petrosino è tipo una campagna, una frazione che oggi come oggi è comune.
Disse: 'per questo non lo conosco'. E basta.
'questo è un picciotto buono... le cose'.
'marsalese, va bene, a posto'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, poi sicuramente saprà che questo Filippo Quartararo è morto.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei come ha appreso della morte di questa persona e soprattutto...
EX 210 Patti: La morte di questo Filippo io l'ho appreso in televisione. Allora, era TG 7, Telegiornale della Sicilia. E hanno fatto vedere a questo qua proprio seduto in macchina, lato... no lato guida, lato opposto.
PUBBLICO MINISTERO: Va beh.
EX 210 Patti: E l'hanno ammazzato. Poi dopo un giorno, l'indomani, sento questa notizia nel Telegiornale e mi venne a trovare Luigi Giacalone, tutto preoccupato, tutto scandato. Dice...
PUBBLICO MINISTERO: "Scandato" che vuol dire?
EX 210 Patti: Preoccupato.
PUBBLICO MINISTERO: Preoccupato.
EX 210 Patti: Impaurito.
PUBBLICO MINISTERO: Impaurito. Benissimo.
EX 210 Patti: Scandato...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Patti: ... tutto preoccupato, dice: 'sai, a Filippo...'
'Sì, l'ho sentito adesso. Ho sentito ieri al Telegiornale'.
Dice: 'mah, non so cosa fare, non so a chi rivolgermi'.
'Se posso sapere qualcosa io, vediamo. Dammi un po' di tempo'.
Io dove potevo andare? Solo da mastro Ciccio 'u muratore, quello di Mazara che lui era come rappresentante all'epoca e mandamento.
Mastro Ciccio però... Ci dissi: 'mastro Ciccio sai...'
'... perché...'
'Ciccio ma, hanno ammazzato a Filippo, come mai?'
Mastro Ciccio dice: 'la famiglia non sapeva niente'.
Quindi, è stato qualcuno che... qualche cane sciolto come si dice? qualcuno... perché lui all'epoca c'era... aveva soldi, tanti soldi, si prendevano i soldi alle persone perché c'era a Palermo un avvocato... avvocato... c'era un avvocato, avvocato Sugato mi pare, sì. Che prestava dei soldi a tanti... cioè, se a uno ci dava cinque milioni a lui a un mese, due mesi ce ne dava 15 per esempio. Faceva 'sti lavori.
E i soldi che si prendeva questo avvocato, se li prendeva tutti Filippo Quartararo con i sacchi.
E infatti Filippo a me mi diceva: 'ti servono i soldi?'
'No, Filippo non ho bisogno di soldi. Mi interessa solo l'amicizia, i soldi no. Perché sono stato sempre onesto. Onesto ero prima e onesto sono ora, lo stesso'.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ma questo Sucato, quello che lei chiama l'avvocato.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se veniva chiamato in qualche altro modo?
EX 210 Patti: Mah...
PUBBLICO MINISTERO: Se se lo ricorda bene, sennò non ha grande importanza.
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei ha conosciuto qualcuno che ha il cognome di Mangano?
EX 210 Patti: Sì. Cugino di Filippo Quartararo. Questo aveva un'assicurazione mezza fasulla. Sì, l'ho conosciuto.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè?
EX 210 Patti: Ci sono andato pure a casa una volta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma il nome di questa persona? Il cognome è Mangano, e il nome?
EX 210 Patti: Nino, Nino.
PUBBLICO MINISTERO: Nino. E allora questa persona...
EX 210 Patti: Era pure persona di famiglia e di Roccella, di Roccella.
Lo diceva a me Filippo Quartararo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, Quartararo le aveva detto che questo Mangano...
EX 210 Patti: Suo cugino.
PUBBLICO MINISTERO: Suo cugino.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era di...
EX 210 Patti: Avevano fatto tante cose assieme, dice.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma come gliel'ha detto che era di famiglia? Voglio dire, c'è stata una presentazione?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Gliel'ha detto durante la detenzione o dopo che eravate tornati entrambi in libertà?
EX 210 Patti: Prima ne parlava: 'cugino, un bravo picciotto, picciotto bono. Ha fatto un sacco di cose con mia'. Addirittura una volta dice ... facemmo un omicidio, si ruppero... cioè si sono rotti un piede.
Insomma mi diceva 'ste cose Filippo.
Poi io una volta l'ho visto. Ci sono andato pure a casa, quando... con Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Come mai è andato a casa di questo Mangano assieme a Luigi?
EX 210 Patti: Perché io avevo preso una macchina prestata, che aspettavo la mia macchina che mi arrivava dall'autosalone. Allora mentre aspettavo, siccome avevo versato un'altra mia macchina, avevo versato una macchina e ne aspettavo un'altra, ed ero a piedi. E sono andato in questo... da Luigi e mi ha dato una macchina, una Uno FIAT.
E poi siamo andati a trovare questo Nino Mangano, che aveva un'assicurazione, e ha fatto l'assicurazione. Forse era fasulla l'assicurazione, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, sì.
EX 210 Patti: Lo cercavamo e siamo andati a casa. Non so...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
Ancora due domande: lei ha mai avuto notizia se vi fosse un qualche programma di compiere delle azioni criminose contro il personale che fa la custodia nelle carceri?
EX 210 Patti: Noi a Marsala dovevamo ammazzare un marsalese che faceva servizio a Marsala. Siccome era uno delle guardie carcerarie più pericolose...
PUBBLICO MINISTERO: Che vuol dire pericolose?
EX 210 Patti: Pericolose per... più... non lo so dire in italiano. Si comportava (parola siciliana) con i carcerati.
PRESIDENTE: Si comportava male?
EX 210 Patti: Male.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè maltrattava...
EX 210 Patti: A senso dei carcerati lui si comportava male.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché gli metteva...
EX 210 Patti: Non si comportava bene.
PUBBLICO MINISTERO: Ma perché gli metteva le mani addosso?
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ah no. Perché era troppo rigoroso?
EX 210 Patti: Benissimo, rigoroso.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Ma abbia pazienza, ma questo discorso che appunto si doveva... si doveva, si era pensato di eliminare questo agente di custodia, agente di Polizia Penitenziaria a Marsala.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma...
EX 210 Patti: No, a Marsala, uno ogni paese della Sicilia.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi spieghi meglio questo allora, mi interessa di più...
EX 210 Patti: Perché era venuto l'ordine del signor Totò Riina di ammazzare una persona, una guardia carceraria di ogni paese.
PUBBLICO MINISTERO: E per quale ragione questo?
EX 210 Patti: Non lo so, forse per il fatto di Pianosa, quelli a Pianosa che dice che stavano male.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, in relazione al fatto...
EX 210 Patti: All'Asinara, dicevano si stava male. Io sono stato all'Asinara e stavo bene. Sa perché stavo bene io?
PUBBLICO MINISTERO: Mi spieghi.
EX 210 Patti: Tanto per... perché a volte ci vuole qualche... Io stavo bene, io sono stato messo in castigo, però stavo bene. Sapete perché? Perché io pensavo quanto male avevo fatto fuori. Il meglio che mi potesse capitare era questo, quindi qualsiasi cosa mi capitava era sempre bene. Quindi mentalmente stavo bene. Tutti si lamentavano là, 'si sta male', ma io stavo bene.
PUBBLICO MINISTERO: Senta Patti, ma questa idea di eliminare una guardia carceraria in ciascun paese della Sicilia.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a quando risale questo discorso, a lei chi gliel'ha fatto?
EX 210 Patti: A me me lo fece sapere i mazaresi, Andrea. Andrea...
PUBBLICO MINISTERO: Gancitano o Mangiaracina, perché sono due?
EX 210 Patti: Mangiaracina. Perché Mangiaracina era al posto di Mariano.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
EX 210 Patti: Sì, ma siccome eravamo sempre assieme...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vuol dire che Mariano era arrestato?
EX 210 Patti: Sì, Mariano arrestato era.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi dopo l'arresto di Mariano e prima dell'arresto suo?
EX 210 Patti: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E Mangiaracina le disse che questa idea veniva direttamente da Riina?
EX 210 Patti: Sì. Ma già siamo noi nel '92, ottobre-novembre, già siamo in questo periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
EX 210 Patti: A me mi hanno arrestato nel '93, aprile.
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
Senta Patti, l'ultima cosa: io le ho chiesto prima se aveva mai conosciuto Provenzano, lei mi ha detto di no.
EX 210 Patti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Io le debbo far presente che il 27 di giugno del '95, lei fu sentito dal Pubblico Ministero di Palermo, dal dottor De Francisci, ma questo, il nome ha poca importanza.
EX 210 Patti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E in questo verbale io leggo, a pagina 6, c'è scritto così:
"Ho incontrato una volta Provenzano Bernardo nell'estate del '92 a Mazara del Vallo".
EX 210 Patti: L'ho scambiato per un altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, è un errore quindi?
EX 210 Patti: No, un errore. Mi dispiace, ma...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questa dichiarazione che fu fatta allora...
EX 210 Patti: Mica tutte cose... Qualche volta si può pure sbagliare.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, ma era mio dovere farle presente che c'era questa diversità.
EX 210 Patti: L'ho scambiato per un altro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi lei Provenzano non l'ha mai conosciuto.
EX 210 Patti: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Basta, tutto qui Presidente. Per quanto mi riguarda l'esame è chiuso.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande? I difensori?
AVVOCATO Ceolan: Avvocato Ceolan.
Signor Patti, vorrei tornare un attimo...
PRESIDENTE: Un po' alta la voce, avvocato.
AVVOCATO Ceolan: Sì. Vorrei tornare un attimo, signor Patti, su quella mangiata - come lei l'ha definita - quella delle aragoste.
EX 210 Patti: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Da mezzo chilo. Lei ha detto che è avvenuta verso maggio-giugno '91, vero?
EX 210 Patti: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Ed era presente anche Bagarella?
EX 210 Patti: Sì.
AVVOCATO Ceolan: Ma è sicuro, signor Patti?
EX 210 Patti: '91 era.
AVVOCATO Ceolan: No, è sicuro che fosse presente anche il signor Bagarella?
EX 210 Patti: Sì, era là Bagarella.
AVVOCATO Ceolan: Senta signor Patti, io sono in grado di provare documentalmente, e mi riservo di farlo non appena mi perverranno i documenti, che nel maggio-giugno '91 il signor Bagarella era a soggiorno obbligato a Roma, con obbligo di firma due volte la settimana, con obbligo di non uscir di casa dopo le 19.00 e non prima delle 08.00 di mattina e con controlli quotidiani da parte della Polizia.
E' ancora sicuro che Bagarella fosse presente nel maggio-giugno '91?
EX 210 Patti: Sì, sì, sì.
AVVOCATO Ceolan: Ho finito, Presidente.
PRESIDENTE: Altre domande?
AVV. Cianferoni: Sono l'avvocato Cianferoni. Eccomi, sì.
Senta signor Patti, un chiarimento: lei stamattina, se non vado errato, ha detto di essere stato affiliato, associato, diciamo, all'associazione chiamata Cosa Nostra.
EX 210 Patti: Sì.
AVV. Cianferoni: Però nel suo interrogatorio del 27 giugno del '96, pagina 5 per le altre parti, leggo... e sarà probabilmente un refuso, però vorrei un chiarimento:
"Io non sono uomo d'onore, sono stato congiunto" - la parola congiunto - "come dico io".
Il Pubblico Ministero infatti sottolinea:
"Congiunto".
EX 210 Patti: Non ho capito...
AVV. Cianferoni: Nemmeno io.
EX 210 Patti: Non ho capito la domanda.
AVV. Cianferoni: La domanda è...
PRESIDENTE: L'avvocato vuole contestare, lei ha detto che è uomo d'onore di una certa famiglia, che è stato "pungiuto" a suo tempo, nel '79, eccetera.
EX 210 Patti: Sì.
PRESIDENTE: Ma le contesta che in un interrogatorio reso il 27 giugno del '96...
AVV. Cianferoni: Di giugno del '96 col Pubblico Ministero di Firenze.
PRESIDENTE: Al Pubblico Ministero di Firenze. Aveva dichiarato che non era uomo d'onore e che era stato congiunto.
AVV. Cianferoni: Congiunto.
EX 210 Patti: No, no.
AVV. Cianferoni: Probabilmente è tutto un refuso, però...
EX 210 Patti: No, no, è impossibile.
PRESIDENTE: Non è stato capito.
EX 210 Patti: Forse non sono stato capito da chi mi ascoltava, ma io...
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Ora, in base dunque... Allora, chiarito questo, in base dunque alla sua appartenenza a questa associazione, le chiedo: per quello che è a sua conoscenza, si tratta di un'associazione segreta?
EX 210 Patti: Sì. Cosa Nostra.
AVV. Cianferoni: Esatto. Cioè a dire, tutta quella geografia...
EX 210 Patti: Se vuole avvocato, io glielo spiego subito subito.
AVV. Cianferoni: Sulla segretezza ecco, che cosa ci può dire sulla segretezza vigente in Cosa Nostra?
EX 210 Patti: Si doveva essere... All'origine doveva essere segreta. All'origine, all'origine, ancora noi dobbiamo nel 1500.
PRESIDENTE: No, no, andiamo più vicino guardi, perché il 1500...
EX 210 Patti: Se vuole spiegata Cosa Nostra, io le spiego Cosa Nostra.
PRESIDENTE: Ho capito, ma non abbiamo bisogno di sapere la storia di Cosa Nostra. Ci dica soltanto perché secondo lei è un'associazione segreta.
EX 210 Patti: Così mi dissero e così dico: perché era segreta.
PRESIDENTE: Era segreta.
AVV. Cianferoni: Ecco.
EX 210 Patti: Dovevamo essere segreti.
AVV. Cianferoni: Bene.
PRESIDENTE: Non si poteva dire in giro...
EX 210 Patti: Dovevamo fare del bene ai poverelli, ai bambini. Doveva essere uno Stato dentro lo Stato, quando...
AVV. Cianferoni: A quanto le è stato detto.
Quindi io credo che non mi sbagli se dico che soltanto chi ne fa parte da che cos'è una famiglia, che cos'è...
EX 210 Patti: Certo, certo. Chi ne fa parte sì. Chi non è... chi non fa parte di Cosa Nostra... Oggi come oggi ci sono pure quelli che sono riservati.
AVV. Cianferoni: Sì, ma oggi come oggi codesto sistema del riservato, avrei anche la curiosità di sapere lei come è a conoscenza di questo fatto. Ma comunque...
EX 210 Patti: Riservato?
AVV. Cianferoni: Sì.
EX 210 Patti: Perché noi della famiglia c'avevamo a uno che avevamo fatto riservato. Per questo lo so.
AVV. Cianferoni: Io ho un po' difficoltà a seguirla nel suo rispondere, se mi fa la cortesia di parlare più lentamente.
EX 210 Patti: Dunque, noi nella nostra famiglia, di Marsala, avevamo fatto a uno riservato.
AVV. Cianferoni: Va bene. Ma sempre era uno che in qualche maniera faceva parte.
EX 210 Patti: Faceva parte però non era...
AVV. Cianferoni: Ci sono...
EX 210 Patti: ... non glielo potevamo presentare a altre persone di Cosa Nostra, di altri paesi, di altre famiglie.
AVV. Cianferoni: Per esempio ci sono...
EX 210 Patti: Neanche quelli della famiglia nostra, di Marsala, lo conoscevano come uomo d'onore.
AVV. Cianferoni: Ecco, ci sono delle regole, per quanto lei è a conoscenza, per esempio che non...
PRESIDENTE: Avvocato domande per piacere, domande. Non deve informare il teste, deve fare delle domande.
AVV. Cianferoni: Ecco, la domanda è: ci sono delle regole, per quanto è a sua conoscenza, per esempio sulla impossibilità di far parte di Cosa Nostra, se si hanno precedenti per sfruttamento della prostituzione? O comunque se si sfruttano le donne, diciamo.
EX 210 Patti: Quando sono entrato io queste cose non c'erano. Poi pian piano non lo so cosa è successo, qualcuno ci serviva qualcun altro che faceva queste... aveva precedenti per prostituzione. Ma a volte ci sono persone di Cosa Nostra che ci servono, se ne usufruiscono di queste persone che hanno fatto la prostituzione, allora fanno un certo lavoro e allora se le mettono vicino per convenienza sempre. Perché poi non era diventata più Cosa Nostra, era diventata "Cosa Loro".
PRESIDENTE: Va be', questo è un altro discorso.
AVV. Cianferoni: Questo è un altro discorso.
PRESIDENTE: Prosegua avvocato.
AVV. Cianferoni: Sì. Comunque, ecco, per concludere su questo argomento, lei ci dice che Cosa Nostra è un'associazione, per quello che lei ne sa, segreta.
EX 210 Patti: Non dovrebbero entrare i figli dei Carabinieri, non dovrebbero entrare...
PRESIDENTE: Va bene, va bene. Ma ripetiamo sempre, lei ha detto è un'associazione segreta.
EX 210 Patti: Segreta.
AVV. Cianferoni: Oh. A proposito dei fatti per i quali si celebra questo processo, non mi pare che stamattina ne abbiamo parlato ancora. Qui si fa un processo per delle stragi accadute nel '93, una anche nel '94, a Firenze, Roma, Milano, fino a Formello, un paese vicino Roma.
Lei ha conoscenze dirette di questi fatti?
EX 210 Patti: No.
AVV. Cianferoni: Ne ha mai sentito parlare?
EX 210 Patti: No.
AVV. Cianferoni: Ha mai sentito... Nemmeno nel suo periodo di carcerazione?
EX 210 Patti: Come?
AVV. Cianferoni: Nemmeno, dico, nel suo periodo di carcerazione? Dall'aprile '93.
PRESIDENTE: Qualcuno gliene ha parlato mentre era in carcere?
EX 210 Patti: No, no.
AVV. Cianferoni: No. Ha mai sentito un discorso su attentati a delle chiese, a dei musei?
EX 210 Patti: No. No, no, avvocato.
AVV. Cianferoni: Ho capito.
Senta, lei fino a che periodo possiamo dire che ha fatto parte di Cosa Nostra?
EX 210 Patti: Fino al '95.
AVV. Cianferoni: Bene. Non ho altre domande, grazie.
EX 210 Patti: Giugno '95.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
AVVOCATO Florio: Una soltanto, Presidente.
PRESIDENTE: Nome, avvocato, non risulta.
AVVOCATO Florio: Avvocato Florio.
PRESIDENTE: Abbia pazienza. Lei sa, solo per la registrazione.
AVVOCATO Florio: Lo so, lo so, grazie.
Senta signor Patti, volevo tornare un attimo a quelli che erano i motivi del suo pentimento.
EX 210 Patti: Sì.
AVVOCATO Florio: Prima... Chi le parla non era presente, ma ho saputo che ha dichiarato che vi erano motivi religiosi.
EX 210 Patti: Sì.
AVVOCATO Florio: Lei ha aderito poi alla chiesa dei Testimoni di Geova?
EX 210 Patti: No.
AVVOCATO Florio: Ah, non ha mai aderito.
EX 210 Patti: Non ho avuto il tempo. Chi lo sa.
AVVOCATO Florio: Senta, lei conosce Vincenzo Ferro?
EX 210 Patti: Vincenzo...
PRESIDENTE: Vincenzo Ferro.
EX 210 Patti: No.
AVVOCATO Florio: Non ho altre domande, grazie.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande?
Allora abbiamo terminato. Potete portare via il Patti.
*EX 210 Patti: Buongiorno.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero deve fare comunicazioni?
PUBBLICO MINISTERO: Patti non serve più, Presidente, può assentarsi. Solo volevamo un attimo rappresentare alla Corte, ovviamente anche alle altre parti, sarebbe il cosiddetto programma per la ripresa dei lavori. Penso che sia...
Se possiamo rispettare un certo calendario di udienze - mi sto riferendo agli eventuali impegni che abbia la Corte o qualche altra ragione - dunque, il Pubblico Ministero penserebbe di procedere all'esame il 1 settembre del '97, se la Corte riprende udienza il 1 settembre.
PRESIDENTE: Non ci sono... Fino al 13 non ci sono problemi.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, il 1 settembre '97 l'esame di Malvagna Filippo. Il 3 settembre gli esami di Cosentino Antonino e Maugeri Vittorio. Il 5 settembre l'esame di Pulvirenti Giuseppe. L'8 settembre l'esame di Avola Maurizio e Annacondia Salvatore. Il 9 settembre l'esame di Addolorato Bartolomeo. I giorni 11 e 12 gli esami di Chiodo Vincenzo e Monticciolo Giuseppe.
Quindi sarebbe un programma che riguarda, una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette udienze, fino al giorno 12 settembre '97.
PRESIDENTE: Bene. L'udienza allora riprende il 1 settembre alle ore 09.00. Traduzione degli imputati detenuti.
Buongiorno e buone vacanze.