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Processo per la strage di Via dei Georgofili
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Note
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DIBATTIMENTO-1: udienze/970602.txt


PRESIDENTE: Buongiorno. Vediamo chi c'è.
Bagarella: rinunciante. Avvocato Ceolan, avvocato Cianferoni, che è presente.
AVV. Cianferoni: Buongiorno.
Barranca.
IMPUTATO Barranca: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Cianferoni che è presente.
Benigno Salvatore.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Brusca Giovanni: rinunciante. Avvocato Ligotti, avvocato Falciani. E' presente.
AVVOCATO Falciani: Presente.
Calabrò Giovacchino.
SEGR. D'UDIENZA: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Avvocato Gandolfi, Fiorentini. Cianferoni che è presente.
Cannella Cristofaro.
IMPUTATO Cannella: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Di Peri, avvocato Rocchi, sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Carra Pietro: libero rinunciante. Avvocato Batacchi, sostituito dall'avvocato...
AVVOCATO Falciani: Falciani, Presidente.
PRESIDENTE: Falciani.
Di Natale Emanuele: contumace. Avvocato Di Russo e Gentili. Falciani che è presente.
PRESIDENTE: Ferro Giuseppe: presente. Avvocato Anania, avvocato Cianferoni, presente.
Ferro Vincenzo: libero. Avvocato Traversi e avvocato Gennai che è presente.
PRESIDENTE: Frabetti Aldo.
IMPUTATO Frabetti: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Monaco, Usai, Roggero. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Giacalone Luigi.
IMPUTATO Giacalone: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Dieci, avvocato Florio e avvocato Bennati. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Giuliano Francesco. E' presente?
IMPUTATO Giuliano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e avvocato Pepi, che è presente.
Graviano Filippo: rinunciante. Avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Grigoli Salvatore: latitante. Avvocato Stefani. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Lo Nigro Cosimo.
IMPUTATO Lo Nigro: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Florio e avvocato Dieci, sostituiti dall'avvocato...
AVVOCATO Pepi: Dall'avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Pepi.
Mangano Antonino.
IMPUTATO Mangano: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Farina e Maffei. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Messana Antonino: contumace. Avvocato Amato e Bagattini. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Messina Denaro: latitante. Avvocato Natali e avvocato Cardinale. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Pizzo Giorgio: rinunciante. Avvocato Salvo, avvocato Pepi, che è presente.
Provenzano Bernardo: latitante. Avvocato Traina e Passagnoli. Sostituiti dall'avvocato Pepi.
Santamaria Giuseppe: contumace. Avvocato Battisti e avvocato Usai. Sostituiti dall'avvocato Cianferoni.
Scarano Antonio: rinunciante. Avvocato Fortini e avvocato Batacchi, sostituiti dall'avvocato Falciani?
AVVOCATO Falciani: Va bene.
PRESIDENTE: Scarano Massimo: contumace. Avvocato Condoleo e Cianferoni, che è presente.
Spatuzza Gaspare: latitante. Avvocato Farina. Sostituito dall'avvocato Pepi.
Tudino Vittorio.
IMPUTATO Tudino: (voce fuori microfono)
Presente.
PRESIDENTE: Avvocato Gallina, avvocato Gramigni, sostituito dall'avvocato Cianferoni.
Il Pubblico Ministero può dirci chi sentiamo.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, avevamo interrotto l'esame del dottor Vadalà che comunque non è ancora arrivato, ma dovrebbe essere in arrivo.
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Copriamo diciamo la sua attesa e farei entrare in aula il teste Bernabè.
Vuol dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Bernabè: Bernabè Claudio, nato il 28 ottobre del '60, abitante in via degli Olivi 90, Roma, Centocelle.
PRESIDENTE: Vuole leggere...
PRESIDENTE: Nato a?
TESTE Bernabè: Roma.
PRESIDENTE: Vuole leggere.
TESTE Bernabè: (voce fuori microfono)
"Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Signor Bernabè, abbia pazienza...
Posso iniziare, Presidente?
PRESIDENTE: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Se non parla al microfono, non la sentono.
TESTE Bernabè: Scusi.
PRESIDENTE: Se lo avvicini.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signor Bernabè, vuol riferire alla Corte se in un certo periodo - e poi se si ricorda quando lo specificherà - lei ha avuto la disponibilità di una autovettura del tipo Malaga Seat?
TESTE Bernabè: (voce fuori microfono)
L'anno '91 la ridiedi alla Citifin per il '92 perché nell'impossibilità di poter pagare dei bollettini...
PRESIDENTE: Mi scusi, ma non la sentiamo. Bisogna che lei, o alzi la voce, o ci faccia un controllo la signorina come mai si sente poco.
Vuole ripetere?
TESTE Bernabè: Nel '90...
PRESIDENTE: Oh, ora si sente.
TESTE Bernabè: Nel '90 comprai la macchina. Nel '92 circa la dovetti dare indietro, perché avevo perso il lavoro e non potevo più pagarla. Che avevo dei bollettini in finanziamento. La riconsegnai alla Citifin, dove qui ho varie documentazioni. Poi, a loro volta, la rivendettero.
PUBBLICO MINISTERO: La Citifin sarebbe la società...
TESTE Bernabè: La Finanziaria, sì.
PUBBLICO MINISTERO: La Finanziaria.
Senta, si ricorda com'era questa macchina, che tipo era?
TESTE Bernabè: Sì. Era una Seat Malaga Top quattro sportelli...
PUBBLICO MINISTERO: Di colore?
TESTE Bernabè: Bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Bianca. Senta, ora un attimino le facciamo vedere una foto. Vediamo se si tratta della...
La targa se la ricorda?
TESTE Bernabè: Io qui ho i documenti della consegna della macchina. Se può interessarle.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, magari non so che documenti ha.
PRESIDENTE: Può usarli, può usarli. Certo.
Si faccia forte, cioè, si rinfreschi la memoria indicandoci anche, guardando i documenti, che targa ha questa macchina.
TESTE Bernabè: Era targata: Roma 93971Y.
PRESIDENTE: Bene. Proseguiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Può... Guardi, si vuole avvicinare lì a quella postazione? Prego.
Ecco, la vede? Ecco, parli sempre al microfono, perché...
TESTE Bernabè: Sì, la vedo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, si tratta della macchina diciamo che era sua?
TESTE Bernabè: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, questa macchina quindi lei l'ha avuta fino al? Ha detto, fino al '92??
TESTE Bernabè: Sì, era maggio '92, giugno '92, quando la riconsegnai...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi la riconsegnò alla Citifin.
TESTE Bernabè: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi lei non ha più saputo che...
TESTE Bernabè: Nulla.
PUBBLICO MINISTERO: ... fine abbia fatto questa macchina.
La targa è quella che vedo nella fotografia. Cioè, sarebbe...
TESTE Bernabè: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: La può leggere, per favore? Vediamo se...
TESTE Bernabè: 93971Y.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, non so che documenti lei abbia, io non li ho mai visti questi documenti.
Ecco, magari li vuole illustrare? Non so, sommariamente...
PRESIDENTE: Mettiamoli in maniera che possano essere visti da tutti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, Presidente.
PRESIDENTE: Se il Pubblico Ministero ritiene che sia utile...
PUBBLICO MINISTERO: No, io Presidente non so...
PRESIDENTE: Non li conosciamo.
TESTE Bernabè: No, neanch'io. Quindi...
TESTE Bernabè: Questo innanzitutto è un foglio dove si dichiara, tramite la Citifin...
PUBBLICO MINISTERO: Lo metta sotto il visore, magari, via. Così...
TESTE Bernabè: Si può vedere, dove c'è scritto "Citicop" è la Citifin che mi chiede la somma, perché torno a ripetere: non avevo più possibilità, del pagamento della vettura dopo avergliela riconsegnata.
Mentre queste erano le varie scadenze che non ho potuto più pagare.
E questo è l'ufficio della... Diciamo di quando è stata riconsegnata. Le varie fotocopie che hanno creato...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi si può... Presidente, se la Corte, se i difensori non hanno obiezione, potremmo anche acquisire...
TESTE Bernabè: Poi, chiedo scusa.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
PRESIDENTE: Sentiamo se non c'è opposizione, si acquisiscono.
AVV. Cianferoni: Nessuna opposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, stava...
PRESIDENTE: Si acquisiscono agli atti del dibattimento, i tre documenti che abbiamo ora visionato e che sono stati menzionati dal teste.
PUBBLICO MINISTERO: Prego.
TESTE Bernabè: Volevo dire, mi ha mandato fotocopia la Citifin:
"Il seguente autoveicolo, vettura..." - va be', il tipo della macchina che avevo... "dove è stato venduto al signor Marano Franco nato a Roma..."
PUBBLICO MINISTERO: Ah, quindi le è stato comunicato che...
TESTE Bernabè: Questo, ultimamente, perché mi è arrivato - come ho ripetuto - quel foglio dove mi chiedono dei soldi.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene. Benissimo.
Quindi, questa macchina... Anche questo...
PRESIDENTE: Ha anche questa ulteriore dichiarazione.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Io non ho altre domande, Presidente.
PRESIDENTE: Hanno domande le parti civili? I difensori?
Si può accomodare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Magari provvederemo ad estrarre con fotocopia dei documenti...
PRESIDENTE: Benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: Può andare, grazie.
*TESTE Bernabè: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Allora possiamo far passare il signor Marano.
PRESIDENTE: Vuol dire il nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza?
*TESTE Marano: Marano Franco, nato a Roma il 26/11/54, residente a via dei Castani 213.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Marano: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, signor Marano, lei ha avuto la disponibilità, ha acquistato una autovettura tipo Seat Malaga?
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol dire alla Corte quando l'ha comprata e che sorte ha avuto questa macchina?
TESTE Marano: Quando l'ho comprata non ricordo. Comunque l'ho comprata tramite una agenzia, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda da chi l'ha acquistata, chi era il precedente proprietario di questa autovettura?
TESTE Marano: No.
PRESIDENTE: L'agenzia?
TESTE Marano: L'agenzia, sì. Con la Fidin, mi pare che l'ho...
PRESIDENTE: Eh, se non ce lo dice lei, guardi, noi non lo sappiamo davvero.
TESTE Marano: Sempre tramite, tramite... come si dice? In pratica, una società, insomma, l'ho presa questa macchina.
PRESIDENTE: Sì, ma la società si chiama?
TESTE Marano: La Fidim, la Fidim, mi pare. La Fidim. Come si chiama, non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Citifin, può darsi?
TESTE Marano: La Citifin mi pare, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, la Citifin. Senta, quanto tempo l'ha tenuta lei questa macchina?
TESTE Marano: Circa sei-ott mesi, un anno.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, fino a quando?
TESTE Marano: Fino a quando l'ho rivenduta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ora magari ci torneremo e faremo delle precisazioni.
A chi l'ha venduta questa macchina?
TESTE Marano: Al signor Scarano.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco era una sua conoscenza questo signor Scarano, era persona...
TESTE Marano: No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, come...
TESTE Marano: Non lo conoscevo Scarano, io.
PUBBLICO MINISTERO: Come ha fatto a...
TESTE Marano: L'ho conosciuto tramite... Insomma, gente che bazzicava lì a bar, lì alla zona mia del ... e pareva una bravissima persona, ti salutava, io lo salutavo basta.
Poi, siccome mi servivano dei soldi, volevo vendere questa macchina, si è fatto avanti questo signore, questo Scarano e io gliel'ho venduta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo, questo signor Scarano è una persona che lei così, almeno conosceva di vista.
TESTE Marano: Ma no, così, per saluto.
PUBBLICO MINISTERO: Per saluto. Quindi, insomma, lo vedeva, lo incontrava.
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sapeva chi era e sapeva come si chiamava.
TESTE Marano: Sì, basta.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, faceste un regolare passaggio di proprietà su questa macchina?
TESTE Marano: No, non l'ho fatto il passaggio di proprietà.
PUBBLICO MINISTERO: C'era qualche motivo particolare?
TESTE Marano: Sì, il motivo era che gli ho venduto questa macchina e avevamo detto che fra due o tre giorni di fare questo passaggio di proprietà. Poi non c'ho più avuto occasione di vederlo ed è andata avanti così.
Io l'ho cercato un po' di tempo, per non l'ho più visto. E' rimasta così, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siccome per l'appunto questo passaggio non è stato mai formalizzato, quindi la macchina ancora oggi risulta intestata a lei?
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Dico bene?
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Tant'è vero che abbiamo sentito il signor Bernabè stamani, dice che pochi giorni fa aveva ricevuto addirittura una comunicazione dalla Finanziaria che per l'appunto la macchina era stata acquistata da lei.
Lei, riesce un pochino a collocare nel tempo quando vendette questa macchina? Quindi la disponibilità materiale di questa macchina passò dalle sue mani a quelle del signor Scarano?
TESTE Marano: Eh, non ricordo. Guardi...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma su per giù in che anno siamo?
PRESIDENTE: L'anno non se lo ricorda?
TESTE Marano: Penso '92-'93, penso che sia. Non me lo ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, ricorda che, per quanto riguarda questa macchina, diciamo venne firmata qualche documento fra lei...
TESTE Marano: No, niente.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno quello che si chiama, per così dire...
TESTE Marano: No, di responsabilità. Niente.
PUBBLICO MINISTERO: Prego?
TESTE Marano: ll foglio di responsabilità.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Marano: Niente, non abbiamo firmato niente, no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, qui può darsi che c'è qualcosa che dobbiamo precisare: lei, in concreto, questo passaggio di mano di questa macchina al signor Scarano, lo collega a qualche sua vicenda diciamo personale, particolare?
Lei ha detto che aveva bisogno di soldi.
TESTE Marano: Sì. Perché siccome io giocavo a carte, mi servivano i soldi e allora...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Marano: ... ho venduto questa macchina.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può darsi che questo passaggio sia avvenuto nel gennaio del 1993?
TESTE Marano: No, no, io non ho fatto passaggio, niente.
PUBBLICO MINISTERO: Passaggio...
PRESIDENTE: Passaggio nel senso che l'ha consegnata.
PUBBLICO MINISTERO: ... nel senso che l'ha consegnata, la macchina.
PRESIDENTE: Gliel'ha ceduta l'ha venduta.
TESTE Marano: Sì, penso... '92-'93. Io non ricordo di preciso la data.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero le ha detto: è possibile che sia avvenuto nel gennaio '93?
TESTE Marano: No, lo so, guardi.
PRESIDENTE: Non lo sa.
TESTE Marano: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, si ricorda che lei venne sentito dalla DIA?
TESTE Marano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo fatto. Venne sentito due volte, in realtà.
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Una prima volta, il 20 gennaio '95.
TESTE Marano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Poi venne reinterrogato il 6 marzo '95.
E lei disse, su per giù quello che ha detto oggi, con qualche divergenza. Gliela faccio rilevare subito. Disse che:
"Dopo una quindicina di giorni che aveva acquistato questa macchina" - che lei, dai documenti della società finanziaria risultava che lei l'aveva comprata il 28 gennaio '93- "dopo una quindicina di giorni...", accadde quello che lei ha detto qui in aula. E cioè che la dette a questo signor Scarano, perché lei aveva debiti di gioco, eccetera.
Quindi, dal 28 gennaio, se ci mettiamo 15 giorni, andiamo al metà febbraio circa.
TESTE Marano: Mo non mi ricordo di preciso, guardi. Non è che...
PRESIDENTE: Ma se indicò queste date, allora, ritenne di dire la verità?
TESTE Marano: Sì, sì, sì.
PRESIDENTE: Se lo ricordava meglio?
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi diciamo a febbraio del '93, questa macchina era in mano del signor Scarano Antonio.
TESTE Marano: Sì, penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, siccome quando stamani ha iniziato la sua deposizione, lei ha detto: 'la macchina l'ho tenuta sette-otto mesi'.
Mi pare che c'è una bella differenza tra sette...
TESTE Marano: Va be', mo non ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi.
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: C'è un po' di differenza tra sette-otto mesi e quindici giorni.
TESTE Marano: Va be', mo non mi ricordo di preciso.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, io ora le ho fatto rilevare quello che lei disse per l'appunto alla DIA.
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E disse che la tenne una quindicina di giorni.
TESTE Marano: Senta, ha avuto modo poi di rivedere il signor Scarano, di sollecitarle...
TESTE Marano: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: ... il passaggio di questa macchina?
TESTE Marano: Un paio di volte, sì, gliel'ho sollecitato. Dice: 'facciamo passare qualche altro giorno e poi facciamo questo passaggio'.
Poi non c'ho avuto occasione da rincontrarlo, insomma da dire da far questo passaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Non aveva avuto modo di...
TESTE Marano: No.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, se la ricorda la targa di questa autovettura?
TESTE Marano: No, non lo ricordo...
PUBBLICO MINISTERO: Non si ricorda che tipo di macchina era?
TESTE Marano: Era una Malaga.
PUBBLICO MINISTERO: Oh.
TESTE Marano: Una Malaga sì, ma la targa...
PUBBLICO MINISTERO: Il colore se lo ricorda?
TESTE Marano: Penso che sia bianca.
PUBBLICO MINISTERO: Era una Seat Malaga bianca.
Benissimo. Io, Presidente, non avrei altre domande da fare.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? I difensori?
AVV. Cianferoni: Signor Presidente, un chiarimento.
Signor Marano, abbia pazienza...
PRESIDENTE: Avvocato il suo nome.
AVV. Cianferoni: Sì, avvocato Cianferoni.
PRESIDENTE: Lei sa che non mi serve, la conosco, ma...
AVV. Cianferoni: Sì. Grazie.
Su questa difformità che oggi ha rappresentato e il Pubblico Ministero le ha fatto presente, tra i sette-otto mesi che sono la sua prima risposta e invece i 15 giorni, il mese che si è sentito aveva dichiarato all'epoca, può dire com'è che oggi ha potuto dire sette-otto mesi?
In base a quale ricordo?
TESTE Marano: Senta, siccome è stato un periodo che io sono stato molto male, male veramente.
Sono stato - c'ho pure delle cartelle cliniche a casa - con delle emorragie interne, perdevo i sensi e non mi ricordavo più niente. E allora, ecco, magari ho detto 15. Sarà stato 20 giorni, un mese. Mo, di preciso non ricordo.
AVV. Cianferoni: No, ma stamani ha detto: sette-otto mesi...
TESTE Marano: Sì, sì. Ho detto, pensavo sei-sette mesi. Invece mo... Mi ha detto 15-20 giorni, confermo i 15-20 giorni che ha detto il signore...
PRESIDENTE: No, non lo ha detto il Pubblico Ministero, lo ha detto lei.
TESTE Marano: Sì, sì, io...
PRESIDENTE: ... quando è stato interrogato.
TESTE Marano: Io, sei-sette mesi, sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, quindi questa... Io glielo sollecito per l'ultima volta: cioè, oggi, ripeto, ha parlato di un periodo piuttosto rilevante di tempo, fino ad otto mesi, sette-otto-sei...
TESTE Marano: Sì.
AVV. Cianferoni: Comunque roba di mesi, ecco. Poi, invece, all'epoca aveva detto una quindicina di giorni.
TESTE Marano: Non ricordavo insomma di preciso. Qualche... sì, 15-20 giorni, un mese, ce l'avrò avuta questa macchina. Poi me la sono dovuta vendere, insomma, ecco.
AVV. Cianferoni: Ecco, per concludere: gliela cedette prima della Pasqua, o dopo la Pasqua?
TESTE Marano: Eh, non me lo ricordo.
AVV. Cianferoni: Non si ricorda di niente.
TESTE Marano: Non mi ricordo, no.
AVV. Cianferoni: La ringrazio.
TESTE Marano: Prego.
PRESIDENTE: Nessun'altra domanda? Può andare...
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, abbia pazienza.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Vorrei concludere, anche così il difensore si toglie i suoi dubbi.
Senta, lei conosce il signor Frabetti Aldo?
TESTE Marano: No.
PUBBLICO MINISTERO: No.
TESTE Marano: Mai visto.
PUBBLICO MINISTERO: Può andare, per favore, a mettere sotto il visore questo documento?
PRESIDENTE: Guardi, lei se non vuol muoversi, si gira, lo vede in quel grosso schermo.
Vuole avvicinarsi?
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbia pazienza, Presidente, forse sarà il caso di... Dovrebbe leggere qualcosa, se si avvicina a quella postazione.
PRESIDENTE: Comunque dovrebbe essere avvicinato il documento, perché sennò non si riesce a leggere.
TESTE Marano: (voce fuori microfono)
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, abbia pazienza...
PRESIDENTE: Parli al microfono, per favore. 171Y.
TESTE Marano: "Contratto di assicurazione per il rischio delle responsabilità civili, per il rischio della, per l'auto assistenza e della tutela giudiziaria derivante dalla circolazione del veicolo a motore".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol leggere, per favore, la targa di questa polizza di assicurazione?
TESTE Marano: Il numero di targa della macchina?
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Marano: 93971Y.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, se lei vede, ad un certo punto c'è la data di inizio di questo contratto di assicurazione. C'è indicato il nome di chi ha stipulato questa polizza.
TESTE Marano: 01/07/93.
PUBBLICO MINISTERO: 1 luglio '93.
Dal 1 luglio '93 questa macchina è stata assicurata dal signor... C'è scritto lì?
TESTE Marano: Marano Franco, sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, Marano Franco è il proprietario precedente.
TESTE Marano: Ah, il proprietario.
PUBBLICO MINISTERO: C'è scritto "Signor Frabetti Aldo".
TESTE Marano: Dove? Dove c'è scritto? Non...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, è firmato, guardi in basso.
TESTE Marano: Dove c'è scritto, scusi?
Va be', all'inizio. C'è scritto: "Frabetti..."
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Marano: "Signor Frabetti"
PUBBLICO MINISTERO: Aldo.
TESTE Marano: Aldo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Quindi, questa macchina, al 1 luglio '93, risultava la polizza di assicurazione fatta da signor Frabetti Aldo.
TESTE Marano: Frabetti Aldo, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ho chiesto: lei lo conosce questo signor Frabetti?
TESTE Marano: No, mai visto.
PUBBLICO MINISTERO: No. Dato che questa polizza è stata fatta il 1 luglio '93, ciò significa che al signor Scarano lei questa macchina gliel'ha data prima di questa data.
TESTE Marano: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito bene?
TESTE Marano: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Possiamo togliere il documento e diciamo da dove lo abbiamo preso.
Non ho altre domande, Presidente.
TESTE Marano: (voce fuori microfono)
PRESIDENTE: La preghiamo allora di formalizzare...
Aspetti un secondo.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, Presidente, questo documento è contenuto nel fascicolo del dibattimento a pagina 595. Si tratta del materiale che è stato sequestrato dalla DIA di Roma il 23 gennaio...
Ci dovrebbe essere un errore, perché è il 23 gennaio '93, la data del sequestro. In realtà, come si desume dagli altri atti, del 23 gennaio '94 o '95 addirittura. '95, mi scusi.
PRESIDENTE: Ci sono domande?
Può accomodarsi.
*TESTE Marano: Grazie.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Frabetti Armando.
PRESIDENTE: Frabetti.
*TESTE Frabetti: Bongiorno.
PRESIDENTE: Buongiorno. lei ci deve dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
TESTE Frabetti: Armando Frabetti, nato a Roma 11/07/55.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Frabetti: Via Olivadi 62.
PRESIDENTE: Lei ha rapporti di parentela con l'imputato Frabetti Aldo?
TESTE Frabetti: Sì, è mio zio.
PRESIDENTE: Suo zio in che senso?
TESTE Frabetti: E' fratello di mio padre.
PRESIDENTE: Fratello di suo padre.
Non ci sono, mi pare, non cade nei rapporti...
PUBBLICO MINISTERO: Credo proprio di sì, Presidente.
PRESIDENTE: Non l'ho presente, scusatemi. In questo momento ho un lapsus.
Ha facoltà di dichiarare di non voler deporre, proprio per...
TESTE Frabetti: Non ho capito, scusi.
PRESIDENTE: Può anche dire: 'non voglio rispondere, proprio perché sono nipote di un imputato'.
Però, se lei vuol deporre, ha l'obbligo di dire la verità, naturalmente.
TESTE Frabetti: Sì.
PRESIDENTE: Vuole deporre?
TESTE Frabetti: Sì, voglio...
PRESIDENTE: Allora legga quella formula.
TESTE Frabetti: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego, risponda.
PUBBLICO MINISTERO: Signor Frabetti, senta, lei ha avuto diciamo per le mani una Seat Malaga bianca targata Roma?
TESTE Frabetti: Sì, io ho avuto un incidente con la mia macchina, una mia auto. E mio zio me l'ha prestata per due mesi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, può dire in che periodo ebbe la disponibilità di questa macchina?
TESTE Frabetti: Non ho capito, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: In quale periodo. Lei ha detto: 'ho avuto un incidente'. Ecco, quando avvenne questo fatto.
TESTE Frabetti: Non me lo ricordo, però ho... Cioè, non lo apprezzo, ma ho il foglio dell'incidente, quindi da lì posso ricordarmelo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, veda un pochino se...
Presidente, possiamo autorizzare il teste a consultare questo documento?
PRESIDENTE: Prego...
TESTE Frabetti: No, non ce l'ho qui.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, non ce l'ha qui.
Si ricorda su per giù in che anno siamo?
TESTE Frabetti: Sì, un anno e mezzo fa, circa.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, forse può darsi anche un pochino di più.
Perché ora siamo nel '97, nel giugno del '97.
TESTE Frabetti: Sì...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, forse ho paura che si sbagli di qualche anno. Allora lo aiuto io.
TESTE Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda di essere stato interrogato dalla DIA?
TESTE Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, non si ricorda. Allora gli ricordo anche questo.
Lei venne interrogato dalla DIA il 20 gennaio del 1995. Vedo che lei non si ricorda...
Si ricorda che vennero a prenderle questa macchina?
TESTE Frabetti: Sì, quando mi hanno tolto la macchina, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, aspetti. Eccoci, in quella occasione, lei non se lo ricorda, ma siccome risulta...
Ha capito? sennò la Corte dice: 'bah, questo se l'è inventato il Pubblico Ministero '.
TESTE Frabetti: No, no...
PUBBLICO MINISTERO: Ha capito? Allora, questa macchina venne sequestrata.
TESTE Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ce l'aveva lei quando venne sequestrata.
TESTE Frabetti: Sì, a me... sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa macchina, per l'appunto, venne sequestrata il 20 gennaio '96.
TESTE Frabetti: Sì, '95.
PUBBLICO MINISTERO: In quella occasione la sentirono, la interrogarono quelli della DIA che erano venuti a prendere questa macchina da lei. E lei disse, su per giù qualcosa di analogo a quello che ha detto oggi. E cioè che nell'agosto del '94 aveva avuto in prestito questa macchina.
TESTE Frabetti: Io questa macchina l'ho avuta due mesi, all'incirca.
PUBBLICO MINISTERO: Forse non ci siamo capiti. Le ho letto questa frase per farle ricordare in che periodo lei ricevette questa macchina da suo zio.
TESTE Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Capito? Quindi lei, quando venne interrogato, disse che questa macchina suo zio gliel'aveva prestata nell'agosto del 1994.
Fra l'altro, in questo stesso verbale, lei disse che l'incidente famoso di cui lei ha parlato anche stamani, era avvenuto il 15 agosto del 1994.
TESTE Frabetti: 15 agosto. Sì, è vero, sì. 15 agosto l'incidente.
PUBBLICO MINISTERO: Fra l'altro qui si dice che questo incidente lo aveva avuto con un camion rubato.
TESTE Frabetti: Autocarro rubato, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ma se queste cose ce le dicesse lei, invece che costringerla, mi farebbe un pochino...
Quindi, allora, conclusivamente: questa macchina lei ce l'ha avuta a partire da quel periodo?
TESTE Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi da quello che è rappresentato qui.
TESTE Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Era il giorno di Ferragosto del '94, quando lei ebbe l'incidente.
TESTE Frabetti: Quando ho avuto l'incidente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi..
TESTE Frabetti: E pochi giorni dopo...
PUBBLICO MINISTERO: Ha avuto questa macchina.
TESTE Frabetti: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Siccome la macchina venne sequestrata nel gennaio '96, l'ha avuta sempre lei, allora, non l'ha restituita allo zio questa macchina.
TESTE Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: '95, addirittura. Quindi un anno...
TESTE Frabetti: No...
PUBBLICO MINISTERO: Sei mesi, sei mesi circa. Quattro mesi, cinque mesi.
TESTE Frabetti: No, l'ho avuta all'incirca tre mesi, tre mesi e mezzo, non di più.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, fino a quando...
TESTE Frabetti: Sì, fino a quando mi è stata...
PUBBLICO MINISTERO: ... è stata sequestrata.
TESTE Frabetti: Sì, esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Suo zio lo sa da quanto tempo ce l'aveva questa macchina?
TESTE Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque era una macchina che solitamente usava suo zio questa Seat Malaga.
TESTE Frabetti: Sì, ce l'ho visto in paio di volte, ma non so da quanto...
PUBBLICO MINISTERO: Da quanto tempo a sua volta ce l'avesse.
TESTE Frabetti: No.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Presidente, ho concluso.
PRESIDENTE: Parti civili? I difensori domande?
Si può accomodare, grazie.
*TESTE Frabetti: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che dovrebbe essere presente il teste D'Aguanno.
Oppure, scusi, scusi, magari D'Aguanno, un attimino. Invece che D'Aguanno, possiamo far passare la signora Fabroni Pinella.
PRESIDENTE: Vuol dirci nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza, per favore?
*TESTE Fabroni: Sì, mi chiamo Fabroni Pinella, sono nata ad Iglesias provincia di Cagliari il 12/02/48.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Fabroni: A Roma, via dello...
PRESIDENTE: Dovrebbe avvicinarsi il microfono un po' di più.
TESTE Fabroni: Roma, via dello Statuto...
PRESIDENTE: Sì, glielo avvicini.
Vuole leggere, per favore?
TESTE Fabroni: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, vuole riferire che attività svolge?
TESTE Fabroni: Allora, io ho una tintoria in Roma in via Mico Aspertini numero civico è 424.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signora, in che zona di Roma siamo?
TESTE Fabroni: Eh, siamo praticamente a via, a Tor Bella Monaca.
Questa attività ce l'ho sotto al centro commerciale Le Torri.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, da quanto tempo ce l'ha questa attività?
TESTE Fabroni: Sono cinque anni e mezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, diciamo...
TESTE Fabroni: Dal '91.
PUBBLICO MINISTERO: Dal '91.
TESTE Fabroni: '91-'92.
PUBBLICO MINISTERO: '91-'92.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, questo negozio, diciamo questo suo... Sì, questo locale?
TESTE Fabroni: Questa mia attività?
PUBBLICO MINISTERO: Questa sua attività insiste nel complesso Le Torri?
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo...
TESTE Fabroni: Sì, è un centro dove ci sono cento negozi.
PUBBLICO MINISTERO: Esatto. Senta, e mi riferisco in particolare al periodo '93, diciamo, alla prima metà del '93.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo complesso era, i servizi di questo complesso erano gestiti da un amministratore, c'era qualcuno che si...
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ci può dire...
TESTE Fabroni: C'era l'amministrazione... Sì, dica.
PUBBLICO MINISTERO: Prego. No, volevo farle...
TESTE Fabroni: Sì, c'era l'amministrazione, la direzione con qualche segretaria. Poi c'era anche un direttore.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sa chi era questo direttore in quel periodo?
TESTE Fabroni: Sì, è stato assunto questo direttore, diciamo di quel periodo, si chiama... Nome e cognome non me lo ricordo, Massimino, credo. Poi non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi questo signore era direttore di questo...
TESTE Fabroni: Di questo centro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Di questo centro commerciale Le Torri.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E si ricorda per quanto tempo, a partire da quando e fino a quando fu in carica?
TESTE Fabroni: Ma penso un anno, non oltre.
PUBBLICO MINISTERO: In quali anni?
TESTE Fabroni: Eh, è una parola. Mi ricordo che è stato assunto nel periodo prima di Natale, poi è andato via. Ma il periodo esatto non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, signora, può darsi che diciamo si ricordava meglio quando venne sentita dalla DIA?
Si ricorda di essere stata interrogata?
TESTE Fabroni: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei per l'appunto venne interrogata il 14 marzo '96...
TESTE Fabroni: Ma io veramente le date non è che me le ricordo tanto.
PUBBLICO MINISTERO: No, no, glielo dico io quando venne interrogata. Venne interrogata il 14 marzo del '96. E disse che per l'appunto questo signor Massimino... Qui, in realtà, aveva detto anche il nome.
TESTE Fabroni: Eh, Massimino...
PUBBLICO MINISTERO: Alfio.
TESTE Fabroni: Bravo, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Conferma che era questa la persona?
TESTE Fabroni: Sì, sì. Alfio, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E dice:
"Aveva ricoperto la carica di direttore del centro per circa due anni, dall'inizio del '92 alla fine del '93".
TESTE Fabroni: Beh, io il periodo proprio esatto non me lo ri... Cioè, può darsi pure che l'ho detto, però non è che me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene.
TESTE Fabroni: Perché non è una... Non è...
PRESIDENTE: Mi scusi, non se lo ricorda ora, ma quello che ha detto allora...
TESTE Fabroni: Sì, può darsi che ha lavorato due anni.
PRESIDENTE: ... era quello che realmente ricordava.
TESTE Fabroni: Sì. Due anni. Ossia, non è che era un dipendente mio, era un dipendente di tutto il centro. A me, un anno, due, non me lo ricordo.
PRESIDENTE: Signora, lei allora ha dato delle indicazioni temporali. Quelle indicazioni le ha date convinta di dire quello che ricordava allora?
TESTE Fabroni: Io mi ricordo che lui ha lavorato un periodo, però un anno e mezzo, due anni... A lungo non c'è stato, ecco.
PRESIDENTE: Va bene, può essere anche a lungo, due anni. Ora non...
TESTE Fabroni: Ah, va be', voglio dire...
PRESIDENTE: E' una questione di opinioni.
Prego, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, il suo ambiente, diciamo, e la sua attività lavorativa è svolta lì in via Aspertini...
TESTE Fabroni: Via Mico Aspertini.
PUBBLICO MINISTERO: Via Aspertini.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questa via Aspertini fa angolo con via Parasacchi?
TESTE Fabroni: Sì, c'è una ferramenta, poi si gira... Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi siamo in via Parasacchi.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, sa se diciamo a disposizione - poi ci dirà anche la ragione eventualmente - se c'erano degli ambienti, dei locali, dei garages sfitti che venivano utilizzati da qualcuno lì del complesso?
TESTE Fabroni: Sì, lì ancora sono sfitti. Ossia, non, nessun magazzino è affittato.
Ce n'è uno a via Mico Aspertini e uno a via Parasacchi di questi magazzini a garage, diciamo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi che non, ancor oggi lei dice non sono stati affittati.
TESTE Fabroni: Sì. Mai, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, questo ambiente... Lei ha parlato di uno in via Aspertini.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi immagino accanto al suo...
TESTE Fabroni: Sì, tre serrande dopo.
PUBBLICO MINISTERO: E uno in via Parasacchi.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda dov'è questo in via Parasacchi?
TESTE Fabroni: Eh, certo che mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Dov'è, accanto...
TESTE Fabroni: Si gira l'angolo, a fianco ad un bar.
PUBBLICO MINISTERO: Quello a fianco al bar.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sa che destinazione, che utilizzo ne veniva fatto, o...
TESTE Fabroni: No.
PUBBLICO MINISTERO: Sa, voglio dire, se...
TESTE Fabroni: E' sempre stato vuoto.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, è sempre stato vuoto.
TESTE Fabroni: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ma sa se poteva capitare che qualcuno richiedesse le chiavi per utilizzarlo come deposito momentaneo, o altro?
TESTE Fabroni: No, quello no. Anche perché diciamo è un magazzino a garage. C'è un altro magazzino, quello a via Mico Aspertini dove, sia io che qualche altro negoziante, appoggiavamo le cose diciamo che non ci servivano nel negozio. Perché essendo negozi piccoli, lo usavamo come ripostiglio.
Tant'è vero che anch'io avevo qualche macchina vecchia. Ma quell'altro l'ho sempre visto chiuso.
PUBBLICO MINISTERO: Quello di via...
TESTE Fabroni: Di via...
PUBBLICO MINISTERO: ... Parasacchi.
TESTE Fabroni: Sì. Cioè, quello lì è proprio su strada, c'ha le grate, è all'aperto quasi, ecco. Se uno passa, vede che è un ambiente vuoto. E' un garage, in pratica.
Invece, quell'altro, era un magazzino diciamo coperto con una porta chiusa, ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora.
TESTE Fabroni: Sì, mi dica.
PUBBLICO MINISTERO: E' mai capitato che lei abbia avuto le chiavi di qualcuno di questi garages?
TESTE Fabroni: Mah, le sto dicendo che noi usavamo il magazzino di via Mico Aspertini per mettere le macchine in disuso che avevamo nel negozio.
E io qualche volta, ho avuto questa chiave. Già l'ho detto anche a via, a Roma a via Cola Di Rienzo.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta, signora, e queste chiavi, voglio dire, ce l'aveva stabilmente lei, oppure lei le doveva chiedere a qualcuno...
TESTE Fabroni: No, siccome che... voglio dire, per non andare su, perché la direzione era al piano di sopra, no? E le chiavi le avevo io appoggiate vicino alla porta. E se qualcuno me le chiedeva, io le davo. Perché il magazzino non era mio.
Ossia, tutti noi negozianti si sa che in una attività uno c'ha sempre qualcosa da rimettere.
Ad esempio, c'è il negozio a fianco di abbigliamento, metteva gli scaffali vecchi. Allora mi chiedevano la chiave, se ne servivano e poi me la ridavano. Per non andare su.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, dell'altro, di quello di via Parasacchi, lei non ha mai avuto la chiave?
TESTE Fabroni: No, no.
PUBBLICO MINISTERO: Nemmeno in maniera, per così dire, precaria...
TESTE Fabroni: No, mai, mai, mai.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, è capitato che il signor Massimino sia venuto da lei qualche volta per le chiavi diciamo di questi ambienti?
TESTE Fabroni: Mah, il signor Massimino veniva qualche volta perché, ripeto, io avendo questa attività di tintoria, loro si servivano da noi come clienti. Però, se lui mi ha chiesto la chiave, non credo proprio. Anche perché non c'era ragione. Lui, essendo un direttore del centro, credo che abbia avuto un doppione di chiave. Credo, eh. Non credo che c'era una chiave sola.
Lui veniva, o lui o la moglie, si servivano da noi come clienti.
PUBBLICO MINISTERO: Conosceva anche la moglie di questo signor Massimino?
TESTE Fabroni: Sì. Sì, ripeto, veniva lì in tintoria come cliente.
PUBBLICO MINISTERO: Che c'aveva qualche attività la moglie del signor Massimino, lì al centro?
TESTE Fabroni: Sì, ultimamente aveva messo su un negozio di giocattoli, ma mi sembra che lo ha tenuto un periodo breve.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, signora, sempre a proposito diciamo della gestione di queste chiavi, quando lei venne sentita lì in piazza Cola Di Rienzo - che ripeto era il giorno 14 marzo del '96 - lei per l'appunto disse, a una domanda analoga a quella che le ho posto io qui poc'anzi, disse esattamente:
"Massimino era anche un nostro abituale cliente..."
TESTE Fabroni: Sì, veniva in tintoria, ripeto.
PUBBLICO MINISTERO: "Portava di tanto in tanto anche dei suoi amici e..."
TESTE Fabroni: No, un momento, li portava come clienti.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, come clienti.
TESTE Fabroni: Ossia, capitava. E mi ricordo anche che c'era sempre, quando lui portava queste persone, avevano sempre premura che la roba venisse fatta in breve termine, perché non avevano molto tempo a disposizione.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E poi aggiunse:
"Qualcuno che è diventato mio cliente", per l'appunto come lei ha detto...
TESTE Fabroni: Cliente così, voglio dire, di passaggio.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, signora.
TESTE Fabroni: Perché magari venivano il giovedì e il venerdì sera dovevi consegnare.
PUBBLICO MINISTERO: E aggiunse: "Per cui, può anche darsi che le chiavi me le abbia chieste. E io, senza problemi, gliele abbia date".
TESTE Fabroni: Devo dire: io ho risposto così, ma... Ossia, se lui mi chiede le chiavi, a distanza di mesi, di anni, io non... Ripeto, poi io quella chiave lì stava lì, a portata di tutti. Chiunque me la chiedeva, la potevo dare, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. No, appunto, siccome stamani aveva escluso che poteva capitare... Ecco, in questo senso.
TESTE Fabroni: Voglio dire, quando uno lavora, sono quei movimenti che fai... Ti chiedono le chiavi, allunghi la mano, gliele dai e finisce...
PUBBLICO MINISTERO: Automaticamente. Bene, io ho concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili? I difensori?
AVV. Cianferoni: Avvocato Cianferoni.
Vorrei capire, quale chiave, signora dava al signor Massimino?
TESTE Fabroni: Come?
AVV. Cianferoni: Quale chiave? Perché ora, rispondendo al Pubblico Ministero...
TESTE Fabroni: Ah, sempre la chiave di via Mico Aspertini.
AVV. Cianferoni: Ah, ecco.
TESTE Fabroni: L'altra non ce l'avevo.
AVV. Cianferoni: Grazie, signora.
TESTE Fabroni: Prego. Posso andare?
PRESIDENTE: Signora, se lei ha calma un secondo, le diciamo anche di sì.
TESTE Fabroni: Sì, sì.
PRESIDENTE: Devo chiedere se ci sono altre domande dei difensori.
Può andare.
*TESTE Fabroni: Grazie.
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Possiamo far passare il teste D'Aguanno.
(voce fuori microfono)
PRESIDENTE: Il teste non vuole essere ripreso, per cortesia.
Ci deve dire il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE D'Aguanno: Claudio D'Aguanno, nato a Roma il 20 marzo '59. Residente a Formello.
PRESIDENTE: Vuole leggere lì sotto?
TESTE D'Aguanno: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: D'Aguanno Claudio, vero?
TESTE D'Aguanno: Sì.
PRESIDENTE: Vuole... P.M., le domande.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, signor D'Aguanno, vuol dire alla Corte dove e da quanto tempo abita?
TESTE D'Aguanno: Io abito a Formello, sulla stessa strada... a via Monti di Malvagliata, dal '91, dicembre '91.
PUBBLICO MINISTERO: Dal dicembre 1991. Senta, che attività svolge lei signor D'Aguanno?
TESTE D'Aguanno: Io sono geometra e c'ho una impresetta di costruzioni edili.
PUBBLICO MINISTERO: Prego? Scusi, non ho sentito.
TESTE D'Aguanno: Costruzioni edili, geometra.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, svolge questa sua attività lì in zona di costruttore?
TESTE D'Aguanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ci può dire, non è che fa lavori...
TESTE D'Aguanno: Zone limitrofe.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre nelle zone limitrofe di Formello.
TESTE D'Aguanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, lei attualmente di quale autovettura dispone?
TESTE D'Aguanno: Di quale?
PUBBLICO MINISTERO: Macchina dispone.
TESTE D'Aguanno: Io adesso c'ho una Mercedes. Una 230 CE.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, prima?
TESTE D'Aguanno: Prima ci avevo una Thema Ferrari, un'auto 32.
PUBBLICO MINISTERO: E di che colore era questa macchina?
TESTE D'Aguanno: Blu.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, a partire da quando ce l'ha avuta questa Thema Ferrari?
TESTE D'Aguanno: Ottobre '93, o '92, non ce l'ho chiara adesso.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, ottobre '93?
TESTE D'Aguanno: Tre, penso. Sì, perché l'ho tenuta... Tre.
Siccome ne ho cambiate diverse di macchine, ogni volta non è che c'ho una data... C'ho avuto tantissime macchine io, da quando ho preso la patente ad oggi.
PUBBLICO MINISTERO: Che tipo di macchine ha avuto, in quel periodo?
Allora precisiamolo, glielo chiedo.
TESTE D'Aguanno: Prima di quella io ci avevo una Mercedes 250 diesel e che mi hanno rubato il mese di agosto, questo lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Dell'anno?
TESTE D'Aguanno: E' nello stesso anno in cui poi comprai la Thema. La Thema l'ho comprata settembre-ottobre.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, io ora non so se... Perché oggi lei è incerto se questa macchina l'avesse a partire dal '93, o addirittura dal '92.
Quando, si ricorda l'abbiamo interrogata col dottor Chelazzi?
TESTE D'Aguanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: E ci disse all'epoca che questa macchina l'aveva avuta a partire dall'ottobre-novembre '93.
TESTE D'Aguanno: Tre, sì. Allora, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi conferma che questa è la data?
TESTE D'Aguanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo verbale, noi la interrogammo per l'appunto il 6 giugno del 1996.
TESTE D'Aguanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, un anno fa esatto.
TESTE D'Aguanno: Esatto.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, e lei ha detto che era dal 1991 che abitava in via Monte di Malvagliata.
TESTE D'Aguanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva avuto modo di conoscere, di sapere se nella stessa strada ci abitava Salvatore Contorno?
TESTE D'Aguanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole spiegare come l'aveva appreso, se per caso lo conosceva personalmente, ecco.
TESTE D'Aguanno: Ma diciamo che Formello è un paese con diecimila abitanti, no? Quindi, al momento, io già lavoravo a Formello prima di abitarci, no? Già bazzicavo Formello, perché lavoravo in quella zona.
Poi, quando sono andato ad abitare in quella casa che ho costruito io, sono venuto a sapere - questo sempre perché è un piccolo centro - che abitava questo pentito Salvatore Contorno.
Io l'ho incrociato, diciamo, perché lui, io per arrivare a casa mia, dovevo passare davanti la sua casa. Quindi una volta mi fermò proprio per chiedermi di questa Thema, della Thema Ferrari, no?
Dicendomi che doveva comperarla lui, perché io l'ho comprata ad un autosalone in via Cassia, dove si vede che anche lui faceva i suoi acquisti, no?
E mi aveva raccontato che doveva comprarla lui, poi invece ci ha ripensato.
Ecco, queste sono le situazioni in cui parlavo con Contorno. E' stata una cosa così. Ci ho parlato una volta. Poi un'altra volta l'ho anche incontrato in un bar sulla piazza principale di Formello. Non so se lui giocava una schedina, o che. Ecco, basta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi aveva avuto, per così dire, modo di vederlo.
Come aveva fatto a riconoscerlo che si trattava di Contorno, mi scusi?
TESTE D'Aguanno: Diciamo che quando io lavoravo, stavo finendo la mia casa, quella che adesso abito, io ci avevo anche operai di Formello, quindi abitanti del posto.
Non mi ricordo adesso esattamente se, quando andavo a lavorare in questa casa, tante volte io porto con me, in macchina con me gli operai, no? Magari è capitato che usciva lui e dice: 'ecco, questo è Contorno'.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei questa indicazione l'ha avuta a suo tempo da qualcuno di questi suoi...
TESTE D'Aguanno: Da qualcuno che conoscevo.
PUBBLICO MINISTERO: ... operai, qualcuno che lavorava.
TESTE D'Aguanno: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, aveva avuto modo lei di sapere situazioni particolari sulla persona di Contorno, a parte il fatto, per l'appunto, che era un collaboratore diciamo storico?
TESTE D'Aguanno: Mah, cose particolari no. Anche perché, adesso non vorrei qui davanti... Io c'ho, ci avevo, proprio in quegli anni, un problema con gli stupefacenti, no?
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, faceva uso di...
TESTE D'Aguanno: Facevo uso, sì, ma in dosi massicce. Quindi tante volte...
PUBBLICO MINISTERO: Di cocaina...
PRESIDENTE: Di stupefacenti, che cosa?
TESTE D'Aguanno: Cocaina.
PRESIDENTE: Cocaina.
TESTE D'Aguanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Prego, allora?
TESTE D'Aguanno: Allora non è che ci avevo una visione chiarissima... No? Cioè, stavo addirittura perdendo la famiglia, cioè mia moglie, i miei... Ecco, perché io ero diventato un'altra persona: intrattabile.
PUBBLICO MINISTERO: Prego. No, come lo collega questo fatto a... Io le avevo fatto una domanda su Contorno.
TESTE D'Aguanno: Ah, ecco, perché pio io, dopo il mio arresto, nel mio fascicolo lessi una deposizione di una fonte confidenziale ai Carabinieri di Formello dove parlavano di Contorno che vendeva stupefacenti.
Io però non ho mai avuto rapporti di questo genere con lui. Anche perché la mia conoscenza era così, 'buongiorno', 'buongiorno'. A livello di scambiare quattro chiacchiere.
Però se devo dire io che lui vendeva, non, questo non lo so. Perché personalmente non ci ho mai avuto rapporti.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei, voglio dire, con la sua vicenda giudiziaria, questo atto che era un atto del fascicolo del suo processo, questo qui che ci ha riferito...
TESTE D'Aguanno: Certo. Sì, infatti io l'unica cosa, perché poi ne parlavo anche a Formello, l'unica cosa che mi dava fastidio di questo fatto, era che, leggendo questa informativa in cui parlavano sia di me che di Contorno, successivamente a quella il Comando dei Carabinieri di Formello descriveva me come quello che controllava il traffico sul territorio di Formello, no?
Allora io facevo le considerazioni: come, se c'è tizio, lo dice qualcuno che parla anche di me, no? C'è tizio che fa, così dicono, il mio stesso lavoro e io sono il capo. Quando io per... Cioè, io cominciai a fare uso di questi stupefacenti nel '91, no? Prima, e adesso, dopo, dal '94 ad oggi, non ho più avuto nessun rapporto, dico, quindi quello che io rimproveravo ai Carabinieri era questo: cioè, che mi facevano vedere a me come il capo di una organizzazione che non esisteva, ha capito?
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, comunque diciamo in questo atto la accumunavano, per questo traffico di cocaina a Contorno. Era questo il senso del discorso che ha fatto?
TESTE D'Aguanno: No, no, perché anche... Cioè, tutti quanti quelli con cui avevo i rapporti, no? Perché sa, quando uno fa uso di queste sostanze, c'è intorno altra gente che fa la stessa cosa, no? E quindi tutti quanto sapevano che io non avevo rapporti con Contorno, per quanto riguarda lo stupefacente, capito?
Cioè, non è che mi accumunavano per quello.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Senta, lei ha parlato di questi incontri causali con Contorno.
TESTE D'Aguanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha detto anche in un'autosalone...
TESTE D'Aguanno: No, no, in autosalone no.
PUBBLICO MINISTERO: In un bar accanto...
TESTE D'Aguanno: In un bar sulla piazza, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Senta, e Contorno era uno che cambiava macchine, a quanto le risulta?
TESTE D'Aguanno: Abbastanza. Cioè, abbastanza. Io una volta lo avevo visto anche con una Golf. Però non è che...
Anche perché era molto rapido quando usciva. Cioè, il...
PUBBLICO MINISTERO: Volevo dire, aveva avuto modo di vedere che macchine aveva?
TESTE D'Aguanno: Lei calcoli che io uscendo, facendo la strada per andare via, per raggiungere la via provinciale, passo davanti al suo cancello che è un cancello scorrevole, no? Quindi è capitato diverse volte che mentre io arrivavo, lui usciva dal cancello. E quindi io mi dovevo, o fermare, oppure lui mi si accodava per...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ha parlato di una Golf, una volta lo ha visto con una Golf?
TESTE D'Aguanno: Una Golf, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda di che colore era questa Golf?
TESTE D'Aguanno: Se... Cioè...
PUBBLICO MINISTERO: Io provo a chiederlo, poi...
TESTE D'Aguanno: Voglio dire, ecco, no, sto pensando un attimino io. Per me era o argento o blu, però non... sinceramente non ricordo esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Non ricorda. Ricorda poi se lo ha visto con qualche altra autovettura?
TESTE D'Aguanno: Non glielo so dire.
PUBBLICO MINISTERO: Senta...
TESTE D'Aguanno: Cioè, non lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, quando lei andò ad abitare in via Monti di Malvagliata, lei ha detto nel '91, questo signor Contorno ci abitava già lì? Venne ad abitarci dopo...
TESTE D'Aguanno: No, no, ci abitava già.
PUBBLICO MINISTERO: E a quanto le risulta, ci abitava stabilmente in questo luogo? Cioè, lo vedeva durante tutto l'anno...
TESTE D'Aguanno: Sì, sì, lo vedevo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha fatto un accenno ora alla strada che lei percorreva.
Dice: 'io, per andare in paese, passavo davanti casa sua'.
TESTE D'Aguanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuol riferire alla Corte com'è questa via Monte di Malvagliata?
TESTE D'Aguanno: Via Monte di Malvagliata è una strada chiusa, no?
PUBBLICO MINISTERO: Quindi senza sfondo?
TESTE D'Aguanno: Dalla via Provinciale si prende via Monte di Malvagliata che, a un ceto punto, finisce. Quindi io sto quasi alla fine di questa strada.
Lui invece sta all'inizio. Diciamo che, dal bivio, starà a 300 metri.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, voglio dire: per andare da qualunque parte, bisogna tornare sulla via Provinciale.
TESTE D'Aguanno: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi lei, in particolare, passava sempre davanti.
TESTE D'Aguanno: Sempre.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, davanti l'abitazione di Contorno.
Senta, e lei ha parlato della via Formellese.
TESTE D'Aguanno: Sì, è quella da...
PUBBLICO MINISTERO: Che è la strada da cui si imbocca via Monti di Malvagliata.
TESTE D'Aguanno: Eh.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per andare a Roma, che strade abitualmente si percorrono?
TESTE D'Aguanno: Ma diciamo, la più rapida è quella che fa via Formellese, arriva ad un bivio dove c'è la Cassia-Bis, no? E' una superstrada. Oppure, ecco, poi quella mette nel raccordo anulare di Roma.
Oppure si prosegue e si va via Cassia. Via Cassia si fa tutta la Cassia quella vecchia, fino a corso Francia.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, per andare verso la Cassia appunto che lei ci ha indicato in questo incrocio della superstrada, come la chiama lei...
TESTE D'Aguanno: La superstrada.
PUBBLICO MINISTERO: ... che si passa davanti ad un cimitero?
TESTE D'Aguanno: Il cimitero sta vicinissimo a via Monti di Malvagliata.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, ecco.
TESTE D'Aguanno: Cioè, si passa per forza, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ed è sulla Formellese.
TESTE D'Aguanno: Via Forme... C'è anche modo di non passare vicino al cimitero tramite una stradina interna che è un po'...
PUBBLICO MINISTERO: No, voglio dire: la strada più naturale.
TESTE D'Aguanno: Più naturale, bisogna passare vicino al cimitero.
PUBBLICO MINISTERO: Bisogna passare accanto al cimitero.
Senta, il bar dove lei ha detto che aveva visto Contorno e le aveva chiesto della macchina...
TESTE D'Aguanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qual è questo bar?
TESTE D'Aguanno: E' il bar Da Sabatino. E' il bar sulla piazza principale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, siamo quindi in centro.
TESTE D'Aguanno: In centro, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sulla piazza principale di Formello.
TESTE D'Aguanno: Sì, di Formello.
PUBBLICO MINISTERO: Aveva avuto modo di vederlo, sempre in questo contesto, da qualche altra parte?
TESTE D'Aguanno: No, diciamo che io lo visto... Sa, io una cosa che appunto quando lo vedevo in queste circostanze, mi chiedevo, dico: 'ma possibile, questo è un pentito protetto, quindi dovrebbe magari aver paura a stare in mezzo alla gente così, invece...'
Anche perché tutti sapevano chi era, no?
PUBBLICO MINISTERO: Tutti lì a Formello.
TESTE D'Aguanno: Eh, certo. Per cui lui invece girava tranquillamente senza problema, non è che ci avesse paura.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, no, la mai domanda era: se per caso lei, oltre a questo bar del centro, che è la piazza, aveva avuto modo di incontrarlo anche in altri bar della zona.
TESTE D'Aguanno: No, diciamo che una volta in quel bar e poi, che ne so, due-tre volte sulla stradina. Perché lui tante volte usciva dal cancello col... c'aveva un pastore abruzzese, un cane e usciva a portare in giro questo cane. Allora ecco, quelle forse sono state le altre circostanze in cui l'ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi erano circostanze, voglio dire, del tutto occasionali.
TESTE D'Aguanno: Certo, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ma ho capito però che vi eravate anche conosciuto, diciamo, personalmente.
TESTE D'Aguanno: Sì, sì. Anche perché tante volte anch'io uscivo a piedi, no? Quindi se lo incontravo, come quando parlavamo della macchina, io ho parlato con lui proprio a via Monti di Malvagliata.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE D'Aguanno: Lui mi aveva visto passare con la Thema, ha detto: 'ah, dovevo prenderla io quella macchina, come va, come non va...'. Ecco, questa era...
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Quindi erano discorsi diciamo occasionali.
TESTE D'Aguanno: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Abbiamo concluso, Presidente.
PRESIDENTE: Parti civili, domande? I difensori?
AVVOCATO Pepi: Sì, Presidente Avvocato Pepi.
PRESIDENTE: Sì.
AVVOCATO Pepi: Senta, lei ha detto che, per andare a casa sua, doveva passare davanti al cancello della villetta di Scarano. Ecco...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, non di Scarano.
AVVOCATO Pepi: Eh, scusi, di Contorno, mi scusi.
E ha detto che era un cancello scorrevole.
Mi può descrivere com'era? Se questo cancello era aperto, chiuso...
TESTE D'Aguanno: No, il cancello era sempre chiuso.
AVVOCATO Pepi: Sì, ho capito che era chiuso, ma dicevo: era un cancello con le sbarre, o tutto compatto...
TESTE D'Aguanno: E' un cancello a doghe, dove non si intravede dentro.
Cioè, per intravedere, è tipo una persianina verticale.
AVVOCATO Pepi: Poi lei ha parlato anche della situazione della strada che poi immetteva sulla provinciale.
Ecco, io volevo sapere se mi descriveva esattamente questa strada. Se era una strada a difficoltà di percorribilità, se si poteva andare veloci con la macchina, o se viceversa bisognava andare in maniera prudente...
TESTE D'Aguanno: Guardi, diciamo che sulla Formellese, veloci si può andare, no? Però via di Malvagliata...
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, ma l'avvocato non le chiede informazioni sulla via Formellese.
TESTE D'Aguanno: No, ecco, appunto. Stavo dicendo...
PRESIDENTE: Sulla via... Mi pare che sia così, vero?
AVVOCATO Pepi: Esatto.
PRESIDENTE: Che lei ha nominato, ora mi sfugge il nome. Via Monti...
TESTE D'Aguanno: Monti di Malvagliata.
PRESIDENTE: Di Malvagliata.
TESTE D'Aguanno: Ecco, io arrivavo a quello, perché stavo dicendo che via Monti di Malvagliata, quando si immette sulla via Formellese, si immette sulla via Formellese in un tratto di curva, no? Quindi non è consigliabile uscire velocemente da lì, perché si trova su una curva.
PRESIDENTE: Ma guardi, la domanda tende a chiarire un'altra cosa. La via Monte di Malvagliata che larghezza ha?
TESTE D'Aguanno: Sì. Che larghezza? Ci entrano due macchine.
PRESIDENTE: Due macchine la percorrono...
TESTE D'Aguanno: Nel senso contrario, certo.
PRESIDENTE: ... nel senso inverso regolarmente, senza problemi.
TESTE D'Aguanno: Sì, ci sono dei punti... Però il primo tratto, quello dalla Provinciale fino a casa di Contorno, è abbastanza largo e pulito.
PRESIDENTE: Poi invece si restringe.
TESTE D'Aguanno: Poi invece si... Perché c'è una vegetazione che...
PRESIDENTE: Quante sono le case che, o le villette, o le ville che si aprono su questa via?
TESTE D'Aguanno: Saranno una ventina. Così, adesso, ad occhio eh.
PRESIDENTE: Una ventina ora, o già all'epoca in cui lei...
TESTE D'Aguanno: No, no, già all'epoca.
PRESIDENTE: Già all'epoca. Prego, avvocato...
TESTE D'Aguanno: Son tutti abbastanza...
PRESIDENTE: Prego avvocato, prosegua.
AVVOCATO Pepi: Bene.
PRESIDENTE: Scusi, credevo...
AVVOCATO Pepi: Sì, sì, no.
PRESIDENTE: Ho voluto chiarire.
AVVOCATO Pepi: Perfetto. Non ho altre domande.
PRESIDENTE: Ci sono altre domande per il teste?
Può andare, grazie.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, scusi.
PRESIDENTE: No, prego.
PUBBLICO MINISTERO: Un'ultima domanda al signor D'Aguanno. Senta signor D'Aguanno, lei conosce un certo signor Scarano Antonio?
TESTE D'Aguanno: No. Ricordo che già m'ha fatto questa domanda e gli ho chiesto anche di farmi vedere una foto l'altra volta, però non lo conosco. Anche voi dicevate che bazzicava Formello, io non l'ho mai avuto...
PUBBLICO MINISTERO: Lei non...
TESTE D'Aguanno: Ma neanche, cioè neanche di vista o incrociato.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè, vogliamo precisare un attimino: lei ha detto che questa domanda gliela avevamo già posta...
TESTE D'Aguanno: Sì, sì, mi ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: ... che le avevamo fatto vedere anche la foto di questo signor Scarano...
TESTE D'Aguanno: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... e questa faccia non le diceva assolutamente niente e che lei non ha mai avuto rapporti con questa persona ovviamente.
TESTE D'Aguanno: No, no. Eh, non lo conosco.
PUBBLICO MINISTERO: Non ha mai avuto modo di vederla, di incontrarla, di...
TESTE D'Aguanno: No.
PUBBLICO MINISTERO: Bene.
PRESIDENTE: Altre domande? Può andare, grazie.
*TESTE D'Aguanno: Buongiorno.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
PUBBLICO MINISTERO: Bene, allora si fa passare il signor Moroni Bruno.
PRESIDENTE: Dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*EX 210 Moroni: Moroni Bruno.
PRESIDENTE: Nato a?
EX 210 Moroni: Roma 11/06/36.
PRESIDENTE: Residente?
EX 210 Moroni: Roma, via delle Ciliegie 179.
PRESIDENTE: Legga la formula.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, mi perdoni Presidente.
PRESIDENTE: Sì?
PUBBLICO MINISTERO: Il signor Moroni, come mi pari risulti anche dalla lista depositata, è persona da sentire secondo il Pubblico Ministero ai sensi dell'articolo 210 e ne spiego le ragioni: in relazione al contenuto delle dichiarazioni rese dal signor Moroni nella fase delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero gli ha direttamente a verbale comunicato che lo si doveva considerare, si doveva considerare sottoposto ad indagine in qualità di indiziato per il delitto di cui all'articolo 371-bis C.p.p. Quindi, falsa informazione al Pubblico Ministero. Ecco, quindi...
PRESIDENTE: E' presente il suo difensore?
PUBBLICO MINISTERO: Certo.
PRESIDENTE: Allora, diamo atto che è presente l'avvocato?
AVVOCATO Merlino: Franco Merlino in sostituzione dell'avvocato Moriconi che è nominato di fiducia dal signor Moroni.
PRESIDENTE: Lei è sentito, lei viene sentito nella qualità di imputato per reato connesso o procedimento connesso, e quindi ha la facoltà di dichiarare: 'non voglio rispondere'.
EX 210 Moroni: Non intendo rispondere.
PRESIDENTE: Non intende rispondere?
EX 210 Moroni: No.
PRESIDENTE: Ho capito bene? Non vuole rispondere?
*EX 210 Moroni: Non intendo rispondere.
PRESIDENTE: Benissimo. Ne prendiamo atto.
PUBBLICO MINISTERO: Tutto qua.
PRESIDENTE: Può andare.
PUBBLICO MINISTERO: Possiamo far passare la teste Milan Matilde.
PRESIDENTE: Ci dica il suo nome, cognome, luogo, data di nascita e residenza.
*TESTE Milan: Milan Matilde, nata a Roma il 21/07/52.
PRESIDENTE: '52?
TESTE Milan: Sì.
PRESIDENTE: Residente?
TESTE Milan: In via delle Petunie 37.
PRESIDENTE: Vuole leggere?
TESTE Milan: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
PRESIDENTE: Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora signora Milan, senta vuol dire alla Corte che attività svolge?
TESTE Milan: Io faccio la parrucchiera.
PUBBLICO MINISTERO: Può, per favore, parlare un po' più forte al microfono?
PRESIDENTE: Avvicini il microfono.
PUBBLICO MINISTERO: Non la sento.
TESTE Milan: La parrucchiera.
PRESIDENTE: Più forte, signora. Dobbiamo sentirla bene.
TESTE Milan: Parrucchiera. Si sente?
PRESIDENTE: Poco. Non so se il microfono è lontano, o la sua voce è tenuta bassa. Lei si provi anche a gridare casomai.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, dove ce l'ha lei questo negozio?
TESTE Milan: A Centocelle.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, siamo a Roma, nel negozio... diciamo, nella zona di Centocelle.
TESTE Milan: Siamo a Roma in via dei Glicini.
PUBBLICO MINISTERO: In via dei Glicini.
Siamo nel quartiere Centocelle?
TESTE Milan: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, lei ha avuto modo di conoscere delle persone diciamo, in particolare una, di origine palermitana?
TESTE Milan: Io questa persona penso, suppongo che sia palermitana. Non lo so perché io se è questa persona che ricordo io, l'ho conosciuta a Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, l'ha conosciuta a Roma. Si ricorda come si chiamava questa persona?
TESTE Milan: Luigi.
PUBBLICO MINISTERO: Luigi.
TESTE Milan: Conosco soltanto il nome.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, si ricorda in che periodo la conobbe e come la conobbe questa persona?
TESTE Milan: Dunque, il periodo credo che sia stato... marzo, aprile, no, non me lo ricordo il periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Di quale anno, signora?
TESTE Milan: Tre anni fa.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, del '94?
TESTE Milan: Anno preciso non me lo ricordo. Credo tre anni fa.
PUBBLICO MINISTERO: Crede tre anni fa.
TESTE Milan: Perché risaliva... io sono una donna separata e quindi colloco il tempo a quel periodo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, tre anni fa, nei primi mesi ha detto: marzo, aprile?
TESTE Milan: Sì. Aprile, maggio non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, come...
TESTE Milan: Non posso esser precisa.
PUBBLICO MINISTERO: Come la conobbe questa persona? Chi gliela fece conoscere?
TESTE Milan: Un commerciante di Centocelle.
PUBBLICO MINISTERO: Come si chiama questo commerciante di Centocelle?
TESTE Milan: Alfredo.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda anche il cognome di questa persona?
TESTE Milan: Bizzoni.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi, lei ha parlato di un commerciante, perché che tipo di attività svolgeva a Centocelle questo signor Bizzoni Alfredo?
TESTE Milan: C'aveva un negozio di lampadari.
PUBBLICO MINISTERO: Un negozio di lampadari.
Senta, questo signor Luigi ce lo vuol descrivere così, per come se lo ricorda?
TESTE Milan: Mah, un ragazzo sui 40 anni, un po' grasso, non molto alto, un po' pelato. Tutto qui. Non...
PUBBLICO MINISTERO: Ora ci arriviamo signora. Con calma. Vediamo di arrivare a qualche altro particolare.
Ebbe modo di frequentarla questa persona?
TESTE Milan: No, io non l'ho frequentata perché pensavo che volesse fare qualche approccio con me. Quindi, il tipo non mi piaceva. E quindi ho tagliato corto. Ho preso un caffè, m'ha fatto una cortesia così, se mi ha accompagnato, però io ho detto: 'non mi telefonare, non mi cercare perché non'...
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, quindi ha avuto modo di prenderci un caffè e poi ha avuto modo di vederlo in altre occasioni, starci insieme?
TESTE Milan: No, io sinceramente stare insieme con questa persona, no.
PUBBLICO MINISTERO: Stare insieme voglio dire: a pranzo, a cena, al cinema.
TESTE Milan: Sinceramente non me lo ricordo. Ma penso di no.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signora, io mi fermerei un attimo qui perché vorrei un attimo mettere a fuoco un pochino meglio i suoi ricordi. A proposito dell'epoca, lei oggi qui ci ha detto che non era, per così dire, sicurissima né del periodo, né sostanzialmente dell'anno. Lei dice: tre anni fa circa. Ricorda di essere stata interrogata dalla DIA?
TESTE Milan: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lei venne interrogata il 21 febbraio '95, questo glielo dico io anche se lei non se lo ricorda, 21 febbraio '95. E in quella persona, in quell'occasione lei disse che, per l'appunto, aveva conosciuto questa persona - lei qui veramente aveva detto: "di origine palermitana a nome Luigi" - con la quale una volta era andata a cena e che questa conoscenza fatta per l'appunto, come ha detto oggi, tramite il signor Alfredo Bizzoni, cadeva nei primi mesi dell'anno 1994.
Conferma queste... ora che le ho letto diciamo le sue dichiarazioni rese per altro, a distanza di poco meno di un anno, di un anno da quando si sarebbero svolti questi fatti?
TESTE Milan: Sì, è possibile anche che io ci abbia cenato insieme, ma siccome la cosa non mi interessava, non mi... cioè, è passata inosservata, come andare a cena con degli amici e non è che si può ricordare tutto.
PRESIDENTE: Signora, ma lei non deve giustificare il fatto che certi particolari oggi non li ricorda. Il Pubblico Ministero le ha ricordato quello che ha detto quando è stata interrogata.
Quando ha detto quelle cose, ritiene di averle ricordate meglio e perciò le disse in quella forma? Che allora le ricordava meglio?
TESTE Milan: Sì, ma...
PRESIDENTE: Rispetto a oggi, naturalmente.
TESTE Milan: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, sempre tornando a questa conoscenza, lei ha avuto modo di vederlo lì nel quartiere di Centocelle questo signor Luigi?
TESTE Milan: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol dirci in che occasioni, se se le ricorda, insieme a chi?
TESTE Milan: Gliel'ho detto: a me mi è stato presentato da quella persona in quel negozio, o lì, o altrimenti non l'avrei conosciuta.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, voglio dire, dopo questo invito a cena, questa cena se c'è stata...
TESTE Milan: Niente, non l'ho più visto. No.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, comunque prima di arrivare a questa cena, voglio dire, lei aveva avuto modo di vederlo più volte questa persona?
TESTE Milan: No. No, io l'ho visto due o tre volte in tutto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, è sì. Perché se mi dice che l'ha visto due o tre volte, l'ha visto più di una volta.
TESTE Milan: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci.
TESTE Milan: Forse non mi spiego. Essendo una negoziante, come si usa da buon vicinato, magari uno incontra una persona sul marciapiede, 'buongiorno' e 'buonasera', o t'invitano a prendere un caffè o ti fanno un invito. Tutto lì.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo.
TESTE Milan: Non è che ci fosse una gran confidenza da dire che lo frequentassi. Questo intendevo.
PUBBLICO MINISTERO: L'ha visto in compagnia di altre persone oltre che del signor Bizzoni?
TESTE Milan: No.
PUBBLICO MINISTERO: E' sicura di questo, signora?
TESTE Milan: Cioè, io sinceramente anche se c'erano altre persone non le conoscevo evidentemente.
PUBBLICO MINISTERO: Ma io non le ho chiesto se le...
TESTE Milan: Non... ecco.
PUBBLICO MINISTERO: Abbia pazienza, non le ho chiesto se le conosceva, né chi fossero queste persone. Io le ho chiesto se l'aveva visto insieme a delle persone, diverse dal signor Bizzoni.
TESTE Milan: No. Allora, sempre da quel famoso verbale che abbiamo menzionato poco fa, 21 febbraio '95, lei disse:
"In quelle occasioni" - stiamo parlando sempre di Luigi - "in quelle occasioni l'ho visto o nel negozio del Bizzoni insieme a questi e talvolta ad altre persone".
Poi, più avanti:
"Luigi nel mio negozio è venuto sempre da solo, ma in una occasione mi rappresentò che fuori aveva degli amici che lo aspettavano".
Cioè, da queste sue dichiarazioni dell'epoca ne desumo che lei sapeva, l'aveva visto comunque con persone, con altre persone.
TESTE Milan: No. Io prendo per buono quello che mi dicono. Se entra una persona nel mio negozio e mi dice: 'c'ho gente fuori che mi aspetta', io prendo per buono. Ma non ho visto.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Senta signora, lei ha mai avuto il numero di telefono di questo signor Luigi?
TESTE Milan: Sì, mi diede il numero di un cellulare che io non ho più.
PUBBLICO MINISTERO: Lei non ha più.
TESTE Milan: No.
PUBBLICO MINISTERO: Si ricorda se questo numero di telefono le fu chiesto e comunque lei ebbe modo di rappresentarlo alla DIA quando la interrogarono?
TESTE Milan: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Allora, sempre nel verbale del 21 febbraio '95, le chiesero qualcosa di analogo e lei disse:
"Consulto la mia agendo e rilevo, sotto la lettera L, il nominativo Luigi e il numero 0337/899302".
TESTE Milan: Sinceramente il numero io non... se ce l'avevo scritto sennò non me lo ricordo. Se l'avevo segnato...
PUBBLICO MINISTERO: Qui, quando la interrogarono lei aveva consultato un'agendina con la copertina bleu di stoffa, precisano. Quindi che questo numero l'aveva preso da questa agendina.
Conferma che quando la interrogarono lei consultò questa agenda?
TESTE Milan: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Bene signora.
TESTE Milan: Sì.
PRESIDENTE: Lei aveva un'agenda di questo tipo?
TESTE Milan: Sì, io l'ho cambiata perché ogni anno...
PRESIDENTE: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Sì signora, ma siccome qui nel verbale c'è scritto questo numero di telefono, voglio sapere se questo numero di telefono che scrissero nel verbale, che poi lei sottoscrisse, era quello che aveva fornito lei alla DIA, o se era un numero che era stato messo a caso. Capito signora?
TESTE Milan: Non lo so, non posso confermare, io non me lo ricordo.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque, voglio dire...
TESTE Milan: Suppongo che sia quello, è il numero di un cellulare, non è che...
PUBBLICO MINISTERO: Eccoci, brava.
Senta signora, lei ha avuto modo di incontrarlo, questo signor Luigi, in posti diversi da Roma?
TESTE Milan: Sì, una volta io... c'ho una nipote a Palermo e in quella occasione mi accompagnò all'aeroporto.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, signora, vogliamo provare a ricordare un pochino meglio questo viaggio fatto a Palermo e come avvenne questo incontro? Se ci fu un incontro, che cosa accadde?
TESTE Milan: Niente, mi accompagnò. Io sono andata a Termini Merese e poi mi fece la cortesia di riportarmi all'aeroporto. Tutto qui, non...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Capisco signora che, siccome non potevate incontrarvi casualmente all'aeroporto di Palermo, che c'erano stati dei contatti telefonici prima?
TESTE Milan: Mi aveva dato il numero del cellulare.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Milan: Io ho detto... Se io vado, perché c'ho una nipote, c'ho dei parenti a Palermo, a Termini Merese. Mi disse: 'va bene, se vieni magari anziché prendere un taxi o che, mi chiami, ti uso la cortesia, ti accompagno'.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signora, ricorda quando avvenne questo suo viaggio a Palermo? Voglio dire, siamo sempre in quel periodo che abbiamo ricordato prima, oppure siamo a distanza di tempo?
TESTE Milan: No, no, il periodo senz'altro è quello perché ho detto che è stato una cosa talmente breve la conoscenza di questa persona che...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi diciamo, siamo sempre nel periodo che abbiamo descritto prima.
Ora signora, siccome come al solito lei era stata un pochino più precisa quando venne interrogata dalla DIA - Presidente, per brevità ometto, è sempre il solito verbale che è l'unico -...
PRESIDENTE: Certo, mi pare ce ne sia uno solo.
PUBBLICO MINISTERO: Uno solo. Lei disse, signora, se mi ascolta vediamo se il suo ricordo si focalizza meglio:
"Verso la fine di aprile del 1994 mi è capitato di dovere andare a Palermo a fare visita a mia nipote" e per l'appunto qui disse nel verbale quello che ha detto stamani. Conferma questa data su questa sua andata a Palermo alla fine di aprile del '94?
TESTE Milan: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco signora, ora vediamo se possiamo localizzare ancor meglio i suoi rapporti con il signor Giacalone, perché sempre in questo verbale lei disse, glielo rileggo tutto così ci capiamo meglio:
"Verso la fine del '94 mi è capitato di dovere andare a Palermo a far visita a mia nipote, come vi ho già accennato, era questo il periodo di tempo in cui avevo, da poco, conosciuto a Roma Luigi, vedendolo qualche volta", eccetera.
Quindi, se siamo alla fine di aprile del '94, che cosa significava questa precisazione: "avevo da poco conosciuto Luigi a Roma"? Che lo aveva visto in quello stesso mese, che lo aveva visto molto tempo prima?
TESTE Milan: Io credo che sì, sarà stato un mese, massimo due.
PUBBLICO MINISTERO: Rispetto diciamo a questo viaggio palermitano.
TESTE Milan: Sì. Cioè, non avevo tanta confidenza. Tant'è vero che forse neanche avrei voluto, ecco, essere accompagnata da una persona che non conoscessi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, sempre, signora, in quel verbale lei... le facevano domande del tipo di quelle che le sto facendo adesso io e lei disse:
"Avendo come riferimento il viaggio a Palermo, che ripeto feci verso la fine di aprile, primi di maggio del '94, posso dire che la mia conoscenza di Luigi risale a circa tre-quattro mesi prima e così le frequentazioni e i contatti telefonici di cui ho parlato".
Conferma questo periodo di tempo in cui ebbe questi rapporti con questo signor Luigi?
TESTE Milan: Sì, perché mese più, mese meno, non è che sto lì a soppesare il tempo che conosco le persone. Cioè, so che è un periodo breve però posso anche confermare tre-quattro mesi. Cioè, non sto...
PUBBLICO MINISTERO: Senta signora, ha mai saputo che tipo di attività svolgeva questo signor Luigi?
TESTE Milan: A me disse che vendeva le macchine.
PUBBLICO MINISTERO: Faceva il commerciante di automobili?
TESTE Milan: Commerciante di auto.
PUBBLICO MINISTERO: Dove lo faceva questo commercio di auto glielo disse?
TESTE Milan: A Palermo.
PUBBLICO MINISTERO: A Palermo.
Senta signora, queste persone... quindi, lei ci ha detto stamani di averlo conosciuto tramite questo signor Alfredo Bizzoni che glielo aveva presentato. Ha avuto modo di vedere poi anche in seguito sia questo signor Luigi che questo signor Alfredo Bizzoni?
TESTE Milan: No, Luigi dopo di quella volta non l'ho più visto perché gli ho detto espressamente di non cercarmi più perché non mi piaceva come soggetto, non intendevo uscire con lui. E il signor Bizzoni c'aveva sempre il negozio credo.
PUBBLICO MINISTERO: Sapeva se il signor Bizzoni aveva qualche casa al mare, qualche disponibilità fuori Roma?
TESTE Milan: Che fosse sua, di sua proprietà non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Infatti non le ho chiesto se sapeva se era di sua proprietà.
TESTE Milan: Sapevo che c'aveva una donna che veniva a farsi i capelli lì da me e parlava che andava, andavano al mare, andavano in montagna. Ma dove, se avessero una casa non...
PUBBLICO MINISTERO: Non lo sa.
TESTE Milan: ... non lo so.
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, sa se frequentava il mare a Tor Vaianica questo signor Bizzoni?
TESTE Milan: E' possibile perché è una spiaggia vicino Roma, penso di sì.
PUBBLICO MINISTERO: No, per l'appunto, siccome quando venne interrogata disse che l'aveva incontrato a Tor Vaianica il signor Bizzoni, sulla spiaggia addirittura. Conferma questa circostanza signora?
TESTE Milan: Beh, è possibile perché... ripeto, è uno dei posti dove la maggior parte delle persone che abitano a Roma si incontrano.
PUBBLICO MINISTERO: Benissimo. Va bene, io Presidente avrei concluso.
PRESIDENTE: Parti civili domande? Difensori? Si accomodi signora.
*TESTE Milan: Grazie, buongiorno.
PRESIDENTE: Può andare.
PUBBLICO MINISTERO: Presidente, noi avevamo, oltre al dottor Vadalà che è arrivato, avevamo citato anche i signori De Folchi e Nannola; che ora della De Folchi ci hanno comunicato telefonicamente che pare sia malata, del Nannola non abbiamo notizie. Quindi dovremo poi iniziare l'esame del dottor Vadalà che ci impegnerà continuativamente. Quindi non so se la Corte...
PRESIDENTE: Facciamo una sospensione?
PUBBLICO MINISTERO: Cinque minuti, grazie.
PRESIDENTE: Va bene.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Possiamo riprendere?
PUBBLICO MINISTERO: Allora, direi di far passare il dottor Vadalà.
PRESIDENTE: Buongiorno. Vuole ripetere solo il suo nome e cognome, per favore?
*TESTE Vadalà: Mi chiamo Gianni Giulio Vadalà.
PRESIDENTE: Lei ricorda l'impegno che ha assunto di deporre dicendo la verità e tutto quello che è a sua conoscenza?
TESTE Vadalà: Lo ricordo.
PRESIDENTE: Il Pubblico Ministero può riprendere.
PUBBLICO MINISTERO: Allora dottor Vadalà, il 17 di maggio quando poi il suo esame fu sospeso, eravamo arrivati con le domande a illustrare determinati reperti, più esattamente ad illustrare determinati involucri che, oltre tutto, sono anche stati dal vivo presentati alla Corte. Quindi, ora con le prime cose che le chiederò, magari ricapitoleremo qualche cosa di cui si è già parlato.
Io proprio a partire da questi involucri per come si presentavano, per come lei li ha esaminati e per come anche si presentavano quando sono stati introdotti in aula, vorrei che lei ce ne facesse una descrizione per quanto riguarda complessivamente, le modalità di confezionamento di questi involucri.
PRESIDENTE: Vogliamo anche per cortesia, perché la Corte possa avere nuovamente la focalizzazione di ciò di cui si parla, non solo parlare degli involucri, ma anche del luogo e delle circostanze in cui sono state repertate. Solo per memoria, per rinfrescare la memoria.
PUBBLICO MINISTERO: Ora...
PRESIDENTE: Dico: è passato un certo periodo di tempo, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ora, non è che li abbia repertati sul posto il dottor Vadalà...
PRESIDENTE: No, certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... come la Corte sa.
PRESIDENTE: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Qui, siamo a...
PRESIDENTE: Ma il Pubblico Ministero può anche limitarsi soltanto a ricordare in che circostanze sono stati.
PUBBLICO MINISTERO: Bene. Si tratta di due involucri che sono stati sequestrati in località Le Piane del comune di Capena, il 16 di novembre del 1995. Questi involucri sono stati alla base di una serie di quesiti, che sono stati posti ai consulenti tra i quali il dottor Vadalà in data 22/11/95. Tra gli altri consulenti, il dottor Massari e la dottoressa Bellomo che su questo argomento hanno già riferito in sede di esame e di controesame davanti alla Corte per l'appunto il 17 di maggio.
Ecco, quindi il dottor Vadalà, mi fa una cortesia se, ecco, spiega alla Corte che cosa erano questi pacchi, a cominciare dal modo con il quale ha accertato il loro confezionamento.
TESTE Vadalà: I due involucri, lo ricordo, erano stati denominati pacco A e pacco B, pesavano rispettivamente 63 chili... 62 chili e 300 il pacco A e 63 chili e 900 il pacco B.
La vicinissima dime... la dimensione molto simile dei due pacchi già diceva che potevano essere stati realizzati con tecniche molto simili. Cioè, praticamente erano frutto dell'opera di una stessa mano per modo di legare, per modo di nastrare. E soprattutto anche per la forma dell'involucro esterno.
Quando li abbiamo sconfezionati, abbiamo cercato - lo ricordo - di mantenerne uno intatto, cioè evitando di rompere quella che era la formula originale della confezione, sconfezionando però completamente un altro per valutare all'interno come fossero fatte proprio intimamente tutte le connessioni, le legature e la consistenza dell'involucro.
I due pacchi hanno un diametro grossomodo di circa una sessantina di centimetri, e sono realizzati con uno strato sovrapposto di parecchie volte di sacchi dell'immondizia, quelli comuni, per uso comunale, per i secchioni grossi.
Presumibilmente, avanzo un'ipotesi, erano posti in un recipiente praticamente grossomodo di quella forma, nel quale il tritolo polverizzato fu pressato fino a fargli raggiungere una certa consistenza e una certa densità.
Successivamente, per aumentare questa forma di compattamento, il materiale fu rigidamente legato con la lonza - tanto per dare un'idea molto casereccia del confezionamento - con dei cordini. Questo modo di serrare e di comprimere, a fatto sì che il materiale diventasse di una consistenza enormemente densa. Tant'é vero che quando dovemmo sconfezionare e aprire e recuperare le varie parti all'interno... noi facemmo una campionatura in più parti dell'involucro per valutare l'omogeneità del materiale, a volte quando uno confeziona un pacco, può trovare esplosivo di un tipo da una parte e altri esplosivi da un'altra parte. Quindi, facemmo dei carotaggi letteralmente nel senso della parola, nell'intera massa di 60 chili e passa di tutti e due i manufatti. Dovemmo usare degli scalpelli e dei martelli proprio per cercare di rompere tutto quanto.
Dopodiché, credo che l'accortezza del confezionatore fosse quella di mantenere il più possibile all'asciutto il materiale. Per cui, a questa forma di fogli di politene compressi e legati da cordini di vario tipo, fu aggiunta una ricopertura di nastro adesivo per pacchi; che, di più ha aumentato la compattezza del materiale, e ha dato delle caratteristiche di impermeabilità ai vari oggetti, al materiale contenuto all'interno.
Per manipolare il materiale, io faccio notare che esistevano delle cordicelle che sono, si vedono qua. Specialmente nel pacco B, dove probabilmente erano legati come due manici per poter manipolare questo grosso oggetto.
Tento a precisare: 60 chili non sono tantissimi per una persona normale da spostare. Grossomodo una macchina di una... una macchina di grossa cilindrata, di media e altra cilindrata. Diventano però difficili da spostare quando invece si tratta di materiale molto denso come questo. Quindi non c'è una... su questi manufatti, ricordo, non hanno una buona presa sulle mani proprio perché c'era questo scotch che lo avviluppava. Per cui, diciamo, due persone riescono a farlo abbastanza bene il trasporto, con i manici anche una persona può prendere il manufatto in modo agevole per poterlo manipolare.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei dottor Vadalà, stava spiegando che avete proceduto a una tecnica di campionamento che vi permettesse di stabilire se il materiale era omogeneo in tutte le parti, di ciascuno dei due involucri oppure no.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Il risultato di tutto questo profilo, qual è stato?
TESTE Vadalà: Il risultato è stato che il materiale risultava perfettamente omogeneo in tutta la sua estensione e ricordo che trattavasi di tritolo presumibilmente proveniente da scaricamento. Da scaricamento di ordigni bellici sottoposto poi, probabilmente, presumibilmente a macinatura e a compattazione con le modalità che citavo prima. Probabilmente per dare questa forma così quasi ellissoidale, è stato usato un recipiente presumo. Ma moltissimo ha concorso il modo di legare questo oggetto e tenerlo fortemente stretto con dei cordini.
Questo può portare, diciamo, a una compattazione del materiale assai elevato all'interno.
Abbiamo fatto una valutazione che grossomodo, la densità era circa 1, 1, e 1. Un grammo per centimetro cubo. E, solitamente, è abbastanza buona quando si tratta di un materiale così, fatto in modo artigianale.
Con delle presse si riesce a arrivare aa pressare il tritolo fino a 1,4 grammi per millilitro. Però, si tratta di presse industriali, ovviamente. Si potrebbe arrivare anche a di più, ma poi lo scopo diciamo di compattarlo non ha più molto senso per gli impieghi a cui è destinato questo tipo di materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, anche in altre... in occasione dei suoi precedenti esami, lei ha spiegato quale era, quale potrebbe essere o quale è una buona tecnica di realizzazione di queste cariche anche provvedendosi al compattamento dell'esplosivo.
Ecco, quindi quello che lei ha accertato nel caso di specie con questi due involucri, è in linea con questa sua considerazione di carattere generale? Che aveva premesso, ripeto, negli altri...
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: ... esami?
TESTE Vadalà: Sì, sì. Sono compattati molto bene e soprattutto per il tipo di materiale che è stato utilizzato sono l'optimum che si può ottenere, utilizzando delle attrezzature non industriali. Ecco, questo è un po' quello che si vuole accennare con questo tipo di affermazione.
PUBBLICO MINISTERO: Ascolti dottor Vadalà, dunque lei qui ha portato giustamente gli involucri e non ha portato l'esplosivo.
TESTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, vuole ragguagliare la Corte sul come sono stati ottenuti, poi, i campioni, la loro custodia, dove si trovano attualmente, in che numero per ciascuno dei due involucri?
TESTE Vadalà: Sì. Allora, il 24 novembre del '95, abbiamo fatto una serie di aperture a tassello per primo, valutare com'era fatto il materiale, secondo per fare una serie di provini abbastanza variegati del materiale presente all'interno del manufatto.
Quindi abbiamo fatto 12 campioni in sostanza di provinature, 5 provini a tassello dell'involucro e 5 spezzoni di cordoncino bianco.
Analogamente, sono stati fatti prelievi similari a tutti e due... all'altro pacco.
Le sostanze sono... i prelievi sono stati fatti in doppio, di cui una parte è stata utilizzata per effettuare gli accertamenti tecnici; e un'altra parte è stata messa a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per eventuali successivi accertamenti che si vogliono effettuare su questo tipo di sostanze.
Trattandosi di un materiale di cui ce n'era di disponibilità abbastanza grande, è stato abbastanza agevole realizzare tutto ciò.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, che tipo di indagini - molto sinteticamente su questo punto, anche perché l'argomento è già stato illustrato da l'altro consulente - che tipo di indagini sono state fatte per stabilire, appunto, la composizione da un punto di vista qualitativo di questi due involucri.
TESTE Vadalà: Allora, tendo a precisare che il materiale era di dolo puro. Quando si dice "puro" si dice che era quantitativo di dinitrotoluene era presente nella massa oltre il 99%, quindi era materiale abbastanza per così dire, in termine chimico, buono di qualità.
Le analisi che ho eseguite le cito tutte quante, tant'é vero che... tant'é hanno dato gli stessi risultati.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, proprio li citi solamente, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Non occorre che...
TESTE Vadalà: Sì. Darò soltanto dei chiarimenti quando devo giustificare con certe analisi perché ho fatto un certo tipo di indagine.
Con la diffrattometria a raggi X, diciamo, abbiamo ottenuto tritolo.
Con la microscopia a scansione con... abbinata a microsonda a dispersione di energia, abbiamo trovato tracce di ferro. Quest'analisi ci ha detto che il manufatto che conteneva il tritolo, era costituito da un materiale metallico ferroso.
Con la gascromatografia abbiamo trovato... le analisi GC-TEA, abbiamo trovato tritolo con tracce di DNT. Il DNT è sempre compatibile con il tritolo in quanto è presente per due fenomeni: uno, piccole tracce provenienti dalla sintesi; o quando è esploso, tracce provenienti dalla demolizione.
PUBBLICO MINISTERO: Nel nostro caso, quindi?
TESTE Vadalà: Sicuramente è proveniente da sintesi. Quindi, è da escludere una demolizione del tritolo in quanto c'era la massa era prevalente, non era esplosa.
Poi, in gascromatografia e spettrometria di massa, abbiamo trovato tritolo, abbiamo confermato la presenza di tritolo.
Tengo a citare che sarebbero bastate due o tre analisi. Siccome, avevamo le macchine in funzione, le abbiamo fatte con tutte quelle tecniche che avevamo a disposizione per avere sempre una maggiore sicurezza nelle conferme.
In cromatografia liquida, altre prestazioni, abbiamo verificato la presenza quantitativa del tritolo.
Con la spettrometria di massa a triplo-quadrupolo, abbinata alla cromatografia liquida LC MSMS, abbiamo trovato certamente tritolo con tracce di T-4.
Qui bisogna dire due parole, in quanto questo T-4 è proveniente presumibilmente da inquinamento dovuto ad altre cariche presenti nel manufatto originale.
In ordigno militare sono presenti delle piccole pasticche chiamate booster che servono a velocizzare la reazione esplosiva, e che nella fattispecie possono essere state smontate dall'ordigno e messe a macinare insieme a tutta questa massa. Quindi, ci si spiega perché questa quantità di T-4 è così finemente dispersa in tutta la massa. La troviamo quasi sempre in forma più o meno, in quantità più o meno variabile, ma la troviamo diffusa in tutta la massa di questo tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Dottor Vadalà, può esemplificare qualche cosa sul conto di questi ordigni bellici in cui il tritolo si accompagna alla presenza per quella specifica ragione e finalità...
TESTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: ... del T-4? Tanto per dare un riferimento... non che la Corte sia, come io non sono...
TESTE Vadalà: Citiamo una testata di un siluro, la testata di un siluro mediamente contiene dai 300 ai 500 chilogrammi di tritolo, o tritolo... che come ben si sa è un esplosivo abbastanza sordo, quindi, ha bisogno di una gran quantità di ossigeno per bruciare. Allora per aiutare l'esplosione, per renderla più veloce e quindi conferire energia detonante a tutta la massa in modo quasi istantaneo, si predispongono nelle vicinanze del detonatore delle cariche cilindriche o rettangolari a seconda della foggia dell'arma o del tipo di arma, di un esplosivo ad altissimo potenziale, ad altissima velocità di detonazione come è il T-4, o come in alcuni casi, è la pentrite. Di recente abbiamo trovato delle cariche cave di... per demolizione americane residuate dell'ultima guerra che contenevano tritolo e pentrite, anziché tritolo e T-4. Quindi la pentrite ha la stessa velocità...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, lei ha parlato dei siluri.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, siluri e quindi armamento bellico...
TESTE Vadalà: Di carattere tradizionale.
PUBBLICO MINISTERO: ... analogo, voglio dire.
TESTE Vadalà: Sì, sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Nelle sue conoscenze, atti di rinvenimento di ordigni bellici con la presenza appunto di tritolo come materia esplosiva primaria e eventualmente, T-4 come additivo - chiamiamolo così - nella sua esperienza - ripeto - si sono verificati, si verificano nel territorio dello Stato italiano negli ultimi anni?
TESTE Vadalà: Sì, sono abbastanza frequenti. Tendo a citare alcuni esempi: uno è una nave a Reggio Calabria, la Laura C. affondata nel '44 con 700 tonnellate di tritolo, in pari. Altri casi li abbiamo trovati e li ho trattati personalmente, a Palermo dove ho fatto delle analisi a dei campioni di tritolo provenienti appositamente dallo scaricamento di ordigni bellici, nella zona di Trapani, Marsala credo, sì, in quella zona là.
Altri casi di rinvenimenti di... o di depositi di materiali, grosse quantità di questo materiale si trovano, mi sembra di ricordare, nella zona intorno a Bari, dove alla fine della guerra furono scaricati in mare notevoli quantità di questi esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Vadalà - la interrompo - quindi, questa ipotesi che collega questo materiale ad un qualche ordigno o a più ordigni scaricati, secondo lei, è naturale come dire?, la naturale conclusione dalla analisi di ciò che componeva...
TESTE Vadalà: Non solo.
PUBBLICO MINISTERO: ... esattamente il contenuto di questi pacchi?
TESTE Vadalà: Non solo, non solo.
PUBBLICO MINISTERO: E per il tritolo - mi perdoni - e per il T-4 e per le tracce di ferro?
TESTE Vadalà: Non solo di quello, ma anche diciamo delle caratteristiche balistiche del materiale. Ci siamo avvalsi del laboratorio della SNIA PPD di Colle Ferro per effettuare una serie di accertamenti tecnici volti a qualificare il tipo di materiale. Qualificare un tipo di materiale significa caratterizzare un materiale in funzione del suo impiego.
Quindi, praticamente è stato dato un certo quantitativo anche abbastanza elevato, prelevato dai due campioni e verbalizzato nel corso della relazione tecnica, con i quali sono stati eseguite delle prove che la SNIA PPD esegue normalmente sui materiali che compra all'estero per produrre o caricare materiali di armamento.
Quindi abbiamo fatto seguire a questo tritolo, la stessa procedura che viene eseguita a un tritolo di acquisto per verificare se le sue caratteristiche erano comparabili con quelle usato per il caricamento di altri manufatti militari della stessa categoria.
Ora, le... diciamo, a parte la frazione di residuo non volatile solubile in acqua che, praticamente, ci dice che è un tritolo puro, quindi non è un amatolo - non è una miscela di tritolo e nitrato di ammonio, come capita su molti manufatti militari dell'ultima guerra: che per risparmiare tritolo, aggiungevano nitrato di ammonio come sale ossigenato additivo. Qui, invece siamo in presenza di tritolo puro. Tant'è vero che l'analisi per punto di fusione, eseguita sia in calorimetria differenziale, che in termo... ci dà un valore di punto di fusione abbastanza simile: 76 e 515 per il pacco A e 76 e 600 per il pacco B. Quindi sono due valori estremamente identici. Questo già ci fa capire che vengono da una stessa fonte di lavorazione.
Analogamente, il punto di fusione è verificato con altra tecnica, con l'analisi termogravimetria, ci dà dei valori di 78 e 4, e 78 e 5.
Vorrei un attimo illustrare alla Corte che la differenza di misurazioni ottenute non è che indica che un metodo è più o meno affinato o raffinato dell'altro; indica due modi diversi di leggere un punto di fusione. Che sono caratteristici di una sostanza. Inoltre, l'esplosivo è risultato abbastanza stabile al calore, quindi indica una produzione diciamo, praticamente corretta e quindi non priva di elementi che possono portare instabilità del campione stesso.
Il saggio della sensibilità all'impatto, in pratica, non è altro che un saggio chimico-fisico con la quale si verifica l'altezza dalla quale un ... del peso di 5 chili, fa effettuare un certo... dà luogo a certi fenomeni di carattere balistico.
Per entrambi i campioni è stato riscontrato un valore di 960 per il campione A e 945 per il campione B. Anche qui, in questo campo...
PUBBLICO MINISTERO: 960, mi scusi?
TESTE Vadalà: Millimetri, scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. L'altezza?
TESTE Vadalà: L'altezza. Quindi, diciamo, sono valori che in campo tecnologico sono considerati identici.
Per la sensibilità, le prove di sensibilità alla frizione anche in questo caso c'è un equipaggio mobile che strofina questi granelli di tritolo l'uno contro l'altro e si verifica il peso col quale questo equipaggio mobile ruota. Il peso al quale avviene un piccolo crepitio. La dispersione in questo caso è legata un po' alla presenza di tracce di umidità, alla presenza di impurezze di carattere meccanico essenzialmente, dovute proprio al confezionamento. Ma, i valori che vengono riportati sono allineati con quello che è il tipo di materiale.
La velocità di detonazione, invece, è una caratteristica specifica del tritolo. Quindi, col metodo di Frederick abbiamo otte... sono stati ottenuti dei valori di 4280 metri al secondo, e 4300 metri al secondo.
Quindi, praticamente siamo in presenza dello stesso materiale.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Vadalà: Terminata questa carrellata di dati così, abbastanza brutali, ovviamente uno ne deduce che il tipo di materiale è un tritolo di seconda fusione che viene dallo scaricamento di materiali bellici. Come ho citato prima, la volta precedente, questo scaricamento industrialmente viene fatto per lisciviazione, tendo a specificare com'è: ecco, una granata d'artiglieria è come una bottiglia piena di miele grossomodo, che si è solidificata all'interno.
Per poterla estrarre, il miele o il tritolo che sia, va capovolta sopra un ugello di metallico che immette vapore caldo: il tritolo fonde a 90 gradi insieme al vapore d'acqua e si raccoglie sul fondo del recipiente.
Quindi, questo beccuccio immetterà vapore fino a che non ha vuotato la bottiglia. Dopodiché la bottiglia, è considerata un manufatto metallico, viene accartocciata, viene usata come rottame; mentre il miele che è il tritolo - cito il miele perché ha lo stesso colore - viene fatto asciugare dall'acqua, viene trafilato su un paio di rulli per farlo asciugare, scagliettato e rivenduto come esplosivo civile.
Ripeto, non ha più le caratteristiche per essere impiegato come tritolo militare. Proprio perché, alcuni di questi saggi che ho citato, dopo il trattamento con il vapor d'acqua, tendono a diminuirne di parecchio le caratteristiche. Siccome non rientrono più in quel quadro che il Ministero della Difesa intende accettare come materiale di impiego bellico - quindi lunga conservabilità, possibilità di pressarlo con presse o di metterlo nei suoi manufatti - e viene utilizzato per impiego civile.
Una eventuale apertura o ricavo di esplosivo da un manufatto per esempio trovato in modo clandestino - come per esempio potrebbe essere una mina navale - è quella di farla con un certo... assumendosi una certa dose di rischio, prendendo uno scalpello ben affilato e con una mazzetta aprire l'involucro metallico.
Potrebbe sembrare una manovra estremamente pericolosa, però durante la guerra c'era tantissima gente che viveva sul pesce pescato utilizzando l'esplosivo prelevato da questi materiali. Per cui, diciamo, la tradizione... una piccola tradizione in Italia esiste da questo punto di vista e talvolta non è difficile avere questi involucri che sono di per sé di ... molto sottile. Addirittura anche con un paio di forbicioni da metallo si possono aprire.
Certo non è un'attività che è fatta a livello di sicurezza o fatta a livello industriale, ovviamente.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottore, mi pare, anzi ne son sicuro che vi fosse stato delegato, vi fosse stato affidato in occasione dell'incarico del 22 novembre anche un giudizio di compatibilità tra questo materiale esplodente che avevate avuto a disposizione e le risultanze degli accertamenti nemmeno tutti eseguiti personalmente da lei o dal dottor Massari, proprio nei luoghi e in occasione o per meglio dire subito dopo che si erano verificati gli attentati oggetto delle indagini.
Ecco, sul punto di questa compatibilità da accertare, qual è il criterio che vi ha, per così dire, orientato e quali risultati lei oggi alla Corte rappresenta proprio su questo argomento.
TESTE Vadalà: Certo. Premesso che come ho ribadito anche in altri precedenti interventi, non è possibile risalire dai residui di un'esplosione a una specie commerciale. E', però, possibile diciamo valutare la presenza di specie esplosive in un manufatto integro e compararle su quelle ritrovate sul luogo di un'esplosione. Senza però, fare alcun accostamento di carattere merceologico, cioè a dire: è l'esplosivo tal dei tali, oppure è un esplosivo di carattere militare o civile. Questo è un discorso che non si può fare.
Però si può dire tranquillamente, questa non è una cosa che si può negare che, in un quadro riepilogativo nella relazione tecnica all'attentato di via Fauro del 14 maggio '93 fu trovato: etilenglico di nitrato, nitroglicerina, dinitrotoluene, tritolo, pentrite, T-4.
E le stesse specie furono trovate in via dei Georgofili, in via Palestro, a San Giovanni, in via del Velabro.
Nell'attentato di Formello a Roma del 14 aprile fu trovato dell'EGDN... e DNT.
E' l'unico attentato nel quale il quadro è leggermente diverso, come presenza di sostanze esplosive.
In questo esplosivo trovato a Capena, abbiamo, come sovrapposizione di specie esplosiva, la sola presenza del tritolo e delle tracce di T-4. Non sono però in grado di dire se questo T-4, per esempio, proviene da un inquinamento - parlo delle esplosioni - o da un booster.
Quindi, devo dire chiaramente che è presente la sola specie ed è comune solo a questi cinque attentati.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e quindi, per venire a stabilire se vi sia una qualche compatibilità, a posteriori ovviamente, tra questo esplosivo e quanto aveva, per così dire, confezionato o corredato la singola autobomba o quel che fosse esplosa nell'uno e nell'altro degli attentati, voi vi siete... lei si esprime oggi in termini di compatibilità e a quali condizioni, ovvero si esprime in termini diversi?
TESTE Vadalà: Mah, esprimo che la compatibilità, qui adesso io ho trovato semplicemente due manufatti esplosivi, non certamente preparati per esplodere. Presumo che gli esplosivi...
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi perché no.
TESTE Vadalà: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Spieghi perché, questa affermazione.
TESTE Vadalà: Be', avendo letto i verbali, le cariche erano state seppellite nel terreno...
PUBBLICO MINISTERO: Va be', ora...
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un dato assolutamente casuale.
TESTE Vadalà: Sì, questo tipo di esplosivo non detona bene, se non ci si mette vicino un buon booster.
Un booster che potrebbe essere costituito da una gelatina, per esempio, o da un plastico alla pentrite o al T-4, o addirittura da della miccia detonante. E sono questi gli elementi che mancano per completare il quadro dei residui comparati con l'esplosivo trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire che, se ho capito bene - se ho capito male mi smentisca - come dire che questi involucri, che lei ha avuto a disposizione e che ha potuto analizzare, in quanto assemblati con un booster con gelatinato...
TESTE Vadalà: Le sostanze che ho citato, sì, darebbero luogo, esplodendo, a questo tipo di...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, e in quanto... lasciamo perdere per un attimo gli accertamenti sugli attentati. In quanto attrezzati, predisposti per l'impiego della miccia alla pentrite, produrrebbero, dal punto di vista analitico, a detonazione ottenuta?
TESTE Vadalà: Questo spettro variegato di residui di esplosione. Quindi, etilenglico di nitrato e nitroglicerina provenienti dalla gelatina; glicotoluene, che potremo avere provenienti sì a dalla gelatina che dalla demolizione del tritolo; e la pentrite da una miccia detonante.
Il T-4 potrebbe venire esso stesso da una miccia detonante o dalle tracce di contaminazione presente nella carica...
PUBBLICO MINISTERO: Voglio dire, sarebbe, secondo la sua esperienza e secondo la letteratura - se in questi termini ci si può esprimere - corretto, realizzare un manufatto esplosivo finale in questo modo, oppure si tratterebbe di qualcosa di anomalo, o addirittura senza precedenti?
TESTE Vadalà: No, no, assolutamente. Il fatto che, valutando il tipo di carica esplosiva che è stata trovata e che si presume sia stata utilizzata nel corso degli attentati, e valutando la quantità enorme di tritolo che è stata trovata confrontata con le scarse tracce ... di tritolo che si incontravano di primo acchito, ci fa considerare che l'esplosione sia stata franca - quindi che il tritolo sia bruciato benissimo tutto - e che siano rimaste più visibili, forse perché più volatili e rese più appiccicose da altre parti, le tracce di componenti del booster.
PUBBLICO MINISTERO: Come dire che un tritolo, allora, come quello che c'era dentro quegli involucri, per come era confezionato, era assolutamente indicato per la cosiddetta esplosione franca?
TESTE Vadalà: Certamente. Sempre però associato a un booster di ottima energia; altrimenti, diciamo, spesse volte ci siamo incontrati con delle situazioni in cui questo tipo di esplosivo letteralmente si è spaccato in due o in tre parti, lasciando proprio tracce visibili - proprio anche tangibili con la mano - di materiale color ocra appiccicato sul muro.
Ricordo, tempo fa, trattammo d'ufficio un'esplosione in una sede della Lega in Altitalia, dove proprio si poteva raschiare col coltellino, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Questo potrebbe verificarsi in presenza di quali inconvenienti? per adoprare questo termine.
TESTE Vadalà: Una scarsa attivazione, diciamo un booster non molto efficiente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un booster realizzato con gelatinati...
TESTE Vadalà: Talvolta solo con detonatori. Talvolta c'è qualcuno che mette un solo detonatore...
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Quando lei parla di un booster non efficiente o poco efficiente, che cosa vuol dire? Calcolato male nei suoi quantitativi o, eventualmente, materiale non di buona qualità o materiale deteriorato?
TESTE Vadalà: Calcolato male nei suoi quantitativi.
PUBBLICO MINISTERO: Senta dottor Vadalà, mi pare che con questo incarico del 22 di novembre, loro fossero - lei, quindi e il dottor Massari in particolare - foste state richiesti anche di procedere ad una campionatura, o a un repertamento che dir si voglia, in via Dire Daua. Quindi, questa è un'attività... vuole spiegare esattamente in che termini vi fu conferito questo specifico incarico?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: E che tipo di operazioni, in relazione a questo incarico, avete compiuto e che cosa ne risulta ad oggi.
TESTE Vadalà: Allora, c'è stato chiesto di effettuare, il termine utilizzato è: "estrazione e fissazione di eventuali residui di esplosivo negli immobili siti in via Dire Daua 2".
Praticamente, questa attività consisteva nell'estrarre, mediante un solvente organico - nella qual fattispecie acetone - eventuali tracce di esplosivo rilevate in quelle zone dove, con attrezzatura tipo EGIS, con l'EGIS erano stati dati allarmi per esplosivi.
L'attività di questo genere ha permesso di sciogliere, letteralmente, quindi trasferire l'esplosivo eventualmente presente - noi non siamo in grado di vederlo, quindi abbiamo dovuto tamponare zone ben più ampie - sul pavimento, per esempio, della camera da letto e trasferirlo dal pavimento su un tampone di cotone.
Quindi, l'operazione è un'operazione di transfer di una materia da un posto ad un altro. Il tampone è stato... tampone o i tamponi eseguiti in quella stanza, perché adesso se ben ricordo ne son stati fatti più di uno, furono trasferiti in dei contenitori sterili e sigillati, chiusi e messi a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
PUBBLICO MINISTERO: Lei parlava di tamponi ottenuti mediante l'impiego di solvente.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, questa sarebbe la cosiddetta "tecnica d'umido".
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Avete impiegato anche...
TESTE Vadalà: Abbiamo fatto anche dei tamponi a secco, nella speranza che - o nell'intenzione - che ciò che non veniva raccolto o sciolto dal solvente, fosse poi catturato dalle fibre del carbone stesso.
Quindi, in pratica, è un'asportazione l'una di tipo chimico, quindi uno scioglimento, come uno raccoglie con uno straccio umido delle tracce di zucchero su un tavolo; e un'altra è di tipo secco, cioè quindi meccanicamente, col cotone, è stato asportato ogni particella che era in superficie di quel manufatto.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi avete fatto uso di una tecnica - mi pare di aver capito anche da altre precisazioni che sono state fornite alla Corte anche da lei - ortodossa, corretta, per la...
TESTE Vadalà: E' quella prevista nei casi non soltanto di prelievo di sostanze esplodenti, ma ovunque si debbano ripulire o asportare o trasferire o fissare delle sostanze su un supporto per essere poi analizzate, ed evitare che esse vadano disperse.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Dunque, lei ha parlato di ottenimento di tamponi, di loro assicurazione mediante sigillatura o qualcosa di simile; una domanda molto semplice: sono state effettuate popi indagini, da parte loro, su questi tamponi?
TESTE Vadalà: No, no assolutamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, così come sono stati ottenuti, sono stati conservati.
TESTE Vadalà: Conservati.
PUBBLICO MINISTERO: E tuttora sono conservati?
TESTE Vadalà: Tuttora sono conservati in questo modo. Per riottenere ciò che era stato raccolto, è sufficiente prendere questi tamponi di cotone e riscioglierli, immettere del solvente che scioglie il materiale raccolto e lo trasferisce sotto forma liquida per essere poi utilizzato in corso di analisi.
PUBBLICO MINISTERO: Però in un momento successivo, rispetto a questo incarico che fu conferito il 22 di novembre - dicevamo - del '95, le è stato richiesto di compiere ulteriori accertamenti, sempre dal Pubblico Ministero di Firenze nel quadro di queste indagini.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Senza, quindi, bisogno che io la solleciti con domande specifiche, penso che lei sia senz'altro in grado di passare agli accertamenti successivi; per cortesia: in ordine cronologico, l'oggetto dell'accertamento, le metodologie che sono state utilizzate e i risultati.
TESTE Vadalà: Sì. Allora, accertamenti successivi all'incarico del 22 novembre, il primo accertamento ci è pervenuto, ci è stato richiesto in data 23 gennaio.
PRESIDENTE: Di che anno?
TESTE Vadalà: Del '96.
Si trattava di analizzare, mediante un sistema non distruttivo, e ricercare la presenza di esplosivi in due autovetture sequestrate il 19 gennaio '96 a Firenze. Una era una Volkswagen Golf targata Firenze H35701, e un'altra era una FIAT Uno targata Firenze M86865.
Premetto che c'è stato...
PUBBLICO MINISTERO: Completi per cortesia, dottor Vadalà, la specifica per come era nell'incarico del Pubblico Ministero.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste due automobili.
TESTE Vadalà: Certo. Tanto promesso, procedono i consulenti...
PUBBLICO MINISTERO: No, no.
TESTE Vadalà: No.
PUBBLICO MINISTERO: No, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo legga il primo capoverso dell'incarico.
TESTE Vadalà: Sì:
"Premesso che nelle presenti indagini è stato proceduto al sequestro in data 19/01/96 delle autovetture targate Firenze H35701 Volkswagen Golf e Firenze M86865 FIAT Uno, rispettivamente di proprietà di Messana Giampiero e di Perricone Tommasana ma in uso a...".
PUBBLICO MINISTERO: No, no. Di Perricone Tommasa.
TESTE Vadalà: Tommasa, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Gli occhiali, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Sì, purtroppo...
PUBBLICO MINISTERO: Dia retta a me.
TESTE Vadalà: "Ma in uso a Messana Antonino".
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Quindi, qual era il tipo, in relazione a questi due veicoli, il tipo di indagine che vi fu richiesta; e quali risultati lei oggi rappresenta alla Corte.
TESTE Vadalà: Sì, c'è stato richiesto di verificare se in questi autoveicoli ci fossero tracce di contaminazione da esplosivi con analisi non distruttive.
Poiché l'EGIS si trovava in Roma, ci furono fatte pervenire le due autovetture, debitamente sigillate, che noi abbiamo aspirato - e qui c'è da fare una piccola digressione sulle modalità - sulle quali abbiamo identificato:
Sulla FIAT Uno tracce di tritolo in quantità superiore alla soglia di allarme all'interno del bagagliaio, sul sedile posteriore, sul pavimento tra il sedile posteriore e quelli anteriori; nei posti anteriore destro e sinistro; sul cruscotto anteriore - cambio volante, consolle - e su portaoggetti posteriore. La FIAT Uno risultava contaminata in queste zone.
La Volkswagen Golf, invece, ha dato una risposta a tracce di tritolo superiori alla soglia di allarme sul sedile posteriore, sul pavimento tra il sedile posteriore e quelli anteriori, nei posti anteriori sinistro e destro e sul cruscotto, volante, cambio e consolle.
Questi dati, visti e letti così, ci danno un'impressione: a mio giudizio, indicano che una contaminazione presente sul volante, sul sedile anteriore, sulle pedane, è legata a una contaminazione secondaria.
Cosa vuol dire una contaminazione secondaria?
Al fatto che se una persona ha manipolato dell'esplosivo, e quindi è esso stesso contaminato dall'esplosivo, trasferisce in modo successivo, le piccole tracce di esplosivo su altri oggetti e manufatti che sono di uso più comune.
La presenza, invece, di esplosivo nel bagagliaio, in soglia di allarme abbastanza elevata, potrebbe anche indicare la presenza di un manufatto esplosivo ivi appoggiato; giacché non è pensabile che una persona normalmente si vada a posizionare nel bagagliaio di una macchina lasciando una forma di contaminazione in quel luogo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi lei ipotizzerebbe - perché credo che oltre un'ipotesi non si possa spingere su questo punto - magari che nel bagagliaio si sia trattato di una contaminazione primaria.
TESTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Come definizione.
TESTE Vadalà: Certo, indubbiamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ha parlato di primaria, quindi ne deduco che quell'altra...
TESTE Vadalà: Indubbiamente. Anche alcuni materiali presenti nella Golf - nella Golf il quantitativo era più ridotto - denotavano la presenza proprio di spargimento di piccole tracce di esplosivo da parte degli occupanti della macchina, praticamente.
PUBBLICO MINISTERO: Tre precisazioni su questo punto, dottore.
Allora, mi pare di aver capito che la risposta è stata positiva per la ricerca dell'esplosivo quanto ed esclusivamente alla specie tritolo.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi con esclusione di qualsiasi altra specie...
TESTE Vadalà: Specie esplosiva, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Almeno tra quelle cercate. Che è lo spettro, poi.
TESTE Vadalà: Lo spettro cercato è totale, eh. Perché noi cerchiamo tutti gli esplosivi con le nostre tecniche. Solo lì, la sostanza cercata era solo ed esclusivamente - trovata - tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Secondo punto. Lei parlato, un attimo fa, delle tracce di tritolo registrate, per esempio, sul volante, mi pare abbia detto.
TESTE Vadalà: Certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ora non mi ricordo con riferimento...
TESTE Vadalà: Volante, cambio e cruscotto.
PUBBLICO MINISTERO: Lei ha spiegato che l'incarico di questo accertamento le è stato dato il 23 di gennaio.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ha letto la prima parte del quesito, laddove si dà per premesso - poi la Corte lo acquisirà questo dato, anche attraverso altri elementi - che questi veicoli sono stati sequestrati il 19 di gennaio del '96, quindi quattro giorni prima che lei avesse questo incarico.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Io le chiedo questo: è possibile - è possibile - nel presupposto che queste automobili in tutto il periodo precedente il 19 gennaio del '96 a risalire nell'ordine delle settimane, dei mesi, fino a tre anni, fossero state normalmente utilizzate - da chi ne disponeva, quindi dal proprietario, il conducente e chi altri fosse - è possibile che la presenza di tracce di contaminazione per l'appunto sui punti e sui luoghi, sulle attrezzature, sulle parti componenti del veicolo, che sono più spesso esposte all'uso, al maneggiamento - il volante, il cambio prima che ogni altro - è possibile che queste tracce di contaminazione potessero risalire a una presenza, in termini di contaminazione primaria o in termini di contaminazione secondaria, risalente nell'ordine non dei giorni o delle settimane addirittura al limite massimo, così, virtuale che io le ho proposto, di tre anni?
TESTE Vadalà: Certamente. E per poter far vedere una cosa di questo genere sarebbe necessario illustrare un attimo e far vedere la macchina.
PUBBLICO MINISTERO: E si può puntare...
TESTE Vadalà: Ecco, questa in particolare è la parte interna della Uno. Si può vedere un tappetino di materiale spugnoso; un sedile di stoffa. Questo è il cruscotto con il volante, il volante è ricoperto di materiale plastico.
Qui bisogna fare una piccola digressione.
Abbiamo due forme nel quale queste sostanze chimiche e tutte le sostanze chimiche si sciolgono l'una con l'altra. La prima è l'assorbimento di microscopiche particelle nei tessuti della fibra; quindi, questa è la prima via di contaminazione.
La seconda via di contaminazione è legata proprio alla soluzione chimica. Il volante è fatto di una plastica poliuretanica, quindi un polimero, nel quale il tritolo si scioglie anche abbastanza bene; per cui si impregna questo materiale con residui di esplosivo trasportato dalle mani. L'uso del volante, poi, spinge poi a fondo e ricopre in modo intimo tutte le superfici che con l'uso sono diventate porose.
Quindi, c'è proprio uno scioglimento di questa contaminazione all'interno del materiale plastico. C'è una inserzione intima nelle fibre dell'imbottitura o della struttura della moquette del pavimento.
Se io dovessi estrarre queste fibre, dovrei effettuare dei lavaggi con dei solventi particolari, come quelli che noi abbiamo adoperato per fare la fissazione dei residui in via Dire Daua.
Pertanto, è compatibile il fatto che una macchina non lavata, o quantomeno non aspirata, anche aspirata ma non eccessivamente pulita, possa aver conservato tracce di contaminazione anche per qualche anno.
PRESIDENTE: Scusi dottore, mi tolga una preoccupazione.
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Ma il lavaggio normale delle macchine porta via queste cose?
TESTE Vadalà: Porta via delle piccole tracce di particolato. Ma non riuscirà mai a portarle tutte via completamente perché? Perché tra particella e fibra ci sono due fenomeni di adesione. Un primo fenomeno di adesione ha un carattere esclusivamente meccanico: cioè la particella si infila nella microfessura e lì rimane posizionata solo da un punto di vista fisico.
Un altro modo per fermare questa particella è il fatto che si stabiliscono dei legami chimici, di carattere debole, ma pure sempre legami chimici, di carattere elettrostatico o altro, che tengono a mantenere, come si suol dire, assorbita la particella all'interno di questa massa polimerica o porosa.
E da questa non è facile estrarla. Non è facile estrarre queste particelle in modo totale e integrale.
L'unico modo per romper pure questo legame è quello di usare dei solventi. Quando io uso solventi, modifico chimicamente quello che è il rapporto di interazione fra piccola particella e matrice; e quindi la stacco e la elimino definitivamente portandola via sotto forma di un liquido; che poi potrei raccogliere.
Come si fa, praticamente, quando si puliscono le moquettes. Si usa sì un sistema di aspirazione, ma coadiuvato a un tensioattivo, a un sapone. Il sapone cosa fa? Rompe quell'equilibrio che c'è fra le particelle di sporco e le fibre, e permette poi all'aspiratore di portarle in soluzione e di asportarle fisicamente dal supporto.
Quindi, ecco qui spiegata la presenza, anche per lungo tempo, di tracce di questo esplosivo.
Per non parlare poi di esplosivi che hanno un carattere di volatilità, per cui hanno anche piccola tensione di vapore, per cui addirittura si sciolgono, in taluni casi, anche meglio nelle plastiche.
Una pentrite, addirittura, avendo anche la caratteristica di caricarsi un pochino elettrostaticamente, quindi strofinando con le fibre tende a creare delle cariche elettriche superficiali, per cui si acchiappa ai tessuti e non se ne va più via.
E' uno dei fenomeni che gli allergologi tengono presenti con maggior interesse quando si fa lo studio delle spore per le allergie. Le allergie sui condizionatori di aria sono delle sorgenti, questi impianti se non vengono con frequenza cambiati i filtri.
PUBBLICO MINISTERO: Volevo saper questo ancora: voi avete eseguito, quindi, le operazioni utilizzando l'apparecchiatura cosiddetta EGIS.
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: La Corte è edotta di come funziona questa apparecchiatura perché l'ha illustrato convenientemente il dottor Massari nell'udienza del 17 di maggio; quindi non le pongo domande su che cosa è l'EGIS, come funziona e quali sono le procedure.
Le chiedo una cosa più semplice: dopo aver effettuato questa indagine, con i risultati che ha esposto, avete proceduto anche a fissare quanto vi fosse, al momento della vostra indagine, all'interno dei veicoli, o avete proceduto diversamente?
TESTE Vadalà: No, è stato proceduto al sequestro dei veicolo; come tale è stato chiesto di conservarlo sigillato presso l'Autorità Giudiziaria. In qualsiasi momento uno vuole andare a compiere...
PUBBLICO MINISTERO: Quindi i veicoli sono stati sigillati.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Rimessi nella condizione precedente al vostro intervento.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Su questo punto volevo chiedere ancora una precisazione: lei poco fa ha spiegato alla Corte che questa risposta positiva all'accertamento quanto al tritolo ha dato risultati per tracce anche oltre la soglia di allarme dello strumento.
Ecco, vorrei che lei spiegasse un attimino alla Corte che cosa vuol dire soglia di allarme dello strumento.
TESTE Vadalà: Allora, la soglia di allarme dello strumento è quel particolare valore in concentrazione di un segnale proveniente da una rivelazione di esplosivo che è in rapporto di cinque volte a uno il rumore di fondo. Cerco di spiegarmi un po' meglio.
Il rumore di fondo è simile a un'onda del mare. Lo strumento, in pratica, decide che un segnale è dovuto a un allarme, quando un'onda delle dimensioni di cinque volte le onde normali passa attraverso la sua finestra di lettura. Ecco, quindi spiegato in modo molto visivo.
Questo rapporto di cinque a uno è regolabile dalla società che fa manutenzione; in genere è il giusto rapporto segnale-rumore, rumore di fondo, che permette un'analisi corretta, senza falsi allarmi o allarmi spuri.
Si potrebbe anche scendere di sotto, come sensibilità, però per nostra esperienza, abbiamo visto che, sia pure con segnali indicativi, cioè visualizzazione di una presenza di tracce di esplosivo ma non di allarme, è meglio avere una soglia abbastanza elevata - cioè abbastanza alta; come dicevo un rapporto di cinque a uno - che ci permette di discriminare con certezza la presenza di un esplosivo.
Altrimenti potremmo avere la presenza di allarmi spuri che non hanno nulla a che vedere con le specie che noi stiamo cercando.
PUBBLICO MINISTERO: Vuol passare per cortesia, dottor Vadalà, all'incarico e agli incarichi successivi?
TESTE Vadalà: Sì. L'incarico successivo fu dato in dato 1 febbraio, quindi poco dopo quel...
PUBBLICO MINISTERO: Sempre '96, quindi.
TESTE Vadalà: Sempre '96. Riguardava alcuni materiali esplodenti sequestrati nella stessa data...
PUBBLICO MINISTERO: Cioè sempre il 1 febbraio...
TESTE Vadalà: Il 1 febbraio, in una proprietà del Frabetti Aldo dal Centro Operativo della DIA.
Di che cosa si trattava? Essenzialmente si trattava di tre tipologie di oggetti. La prima, è una serie di cariche esplosive preconfezionate di peso variabile da un chilo a cinque chili; di alcuni detonatori e di miccia a lenta combustione.
Vediamo di analizzare un po' tutti questi manufatti dandone un'idea di come erano realizzati.
Ecco, uno di questi manufatti hanno forma grossomodo di una lonza, di una grossa mortadella. Ed era completamente avviluppato da nastro adesivo per uso elettrico di colore nero.
Ne faccio vedere alcuni altri in rapida successione, perché la loro posizione era praticamente simile, non c'erano grosse differenze.
Come si può vedere in questa foto, una delle aperture mostrava, al di sotto dello strato di scotch, o di nastro isolante, delle tracce di legature. Poi spiegherò a che cosa possono essere fatte risalire.
Ecco, questo è il reperto numero 2. Più o meno sempre la stessa...
La tipologia era più o meno simile.
L'ammontare complessivo del peso lordo di tutti gli otto manufatti, perché di otto manufatti si trattava, era di circa 22 chili e rotti. Adesso non ricordo precisamente il peso, però comunque era intorno a quella misura lì.
Questi manufatti sono stati trattati più o meno come gli altri sequestrati in data 16 novembre.
Sembrano dei figli di quelli in data 16 novembre. Cioè, costruiti e realizzati con le stesse modalità.
All'interno di questi manufatti abbiamo trovato una polvere gialla ocra e esplosivo con le stesse caratteristiche.
Poi spiegherò e dirò quali sono i valori similari che sono stati incontrati.
La tecnica che abbiamo adoperato per aprire questo tipo di materiale è stata quella del carotaggio. Cioè, abbiamo realizzato un piccolo forellino e con una provetta, con i bordi affilati, abbiamo effettuato dei prelievi gli interni come si fa quando si fanno i carotaggi nel terreno, cercando statisticamente di prendere la maggior quantità possibile di esplosivo in tutto l'asse longitudinale della carica.
In più, mediante una lama abbastanza acuminata, affilata, sono stati prelevati dei campioni di cordino e dei campioni di rivestimento interno per valutare e verificare la composizione e le modalità di confezionamento.
La sorpresa che ci è stata data valutando queste caratteristiche di questi, è che, a parte il peso, il tipo di costruzione e il tipo di realizzazione, era praticamente analogo a quello dei pacchi da 60 chili. Solo fatti in formato ridotto.
Il colore del politene che avvolgeva questi vari manufatti, era di colore verde, in taluni casi; bianco in qualche altro caso. E praticamente il tutto era avviluppato in modo...
PUBBLICO MINISTERO: Anche nero mi pare, vero?
TESTE Vadalà: Sì, sì. Qualcuno anche nero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Vadalà: Presumo si sia trovato, si sia utilizzato quello che si trovava a disposizione.
Il tipo di impaccamento - perché questo è il termine esatto per dire l'ammassamento di una polvere all'interno di un manufatto - era realizzato con lo stesso metodo della corda avvolta e stretta in modo tenace su tutta la massa.
Le cariche, ripeto, il tritolo realizzato all'interno è stato sottoposto alle stesse tecniche con le quali abbiamo sottoposto i campioni precedenti da 60 chili. E ci hanno dato gli stessi risultati, praticamente.
Abbiamo trovato tracce di ferro e piombo con la microscopia elettronica con microsonda a dispersione di energia. Quindi un risultato praticamente identico.
Abbiamo trovato tritolo per diffrattometria; abbiamo trovato tritolo per cromatografia gassosa e in reazione TEA. Tritolo e T-4 in GCMS, quindi anche T-4 è risultato presente come contaminazione in queste campionature.
Tritolo in HPLC, che ci ha permesso di eliminare la presenza quantitativa. E in cromatografia liquida con le rivelazioni a triplo-quadrupolo, abbiamo trovato, anche in quel caso, tritolo.
Abbiamo fatto una sovrabbondanza di indagini.
Quindi ci ha confermato la presenza in tutti i campioni che sono stati prelevati, come per i reperti sequestrati in data 16, in doppia campionatura, la presenza di tritolo e T-4 con leggere tracce di ferro.
Quindi, anche questo manufatto, come granulometria e come caratteristica, era identico a quello rinvenuto il giorno 16.
La conferma ci viene data dalle caratteristiche balistiche di cui facemmo fare il punto di fusione utilizzando sia la cronometria differenziale, che la gastermoplanimetrica. E che ci ha dato valori comparabili con quelli utilizzati e ottenuti la volta precedente che hanno permesso di classificare questi campioni come tritolo a basso punto di fusione. Quindi tritolo da scaricamento e da recupero anche in questo caso.
Gli altri materiali, invece, erano costituiti da: detonatori, come ho detto prima. Ed erano anche im pessime condizioni.
Vediamo un po' se ci abbiamo le fotografie. Sì, sicuramente ci abbiamo la fotografia.
Ecco, questo tanto per citare il modus di confezionamento del pacco. Questo è il reperto numero 8.
I cordini di colore ocra chiaro serravano in modo stretto, proprio come un salame, il manufatto.
Ecco, questo è il primo detonatore - che è il reperto 9 - è un detonatore della Sipenopen.
Ecco, lo si vede qua da questi simboletti. Ed erano tutti quanti in pessime condizioni di conservazione. Presumibilmente conservati in un luogo piuttosto umido. Mostravano tracce di ossidazione sul corpo metallico.
PUBBLICO MINISTERO: Ma di che tipo erano questi detonatori?
TESTE Vadalà: Erano detonatori a fuoco, quindi idonei ad essere utilizzati con miccia a lenta combustione.
Detonatori ordinari, e...
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, erano tutti della stessa provenienza, dal punto di vista merceologico, o no?
TESTE Vadalà: No. No, no, non erano tutti della stessa provenienza.
Il reperto 8... No, il reperto 9 era un detonatore della Simenopel con un diametro di 6,5 per una lunghezza di 42 millimetri.
Il 10, era un detonatore sempre a fuoco della ditta Schaffler con diametro 7 millimetri, lunghezza 45.
L'11, il reperto 11, è un detonatore di alluminio sempre della Schaffler identico al precedente.
Il 12, era un detonatore a fiamma senza alcuna scritta. E qui bisognerebbe fare una riflessione. Talune ditte imprimono dei marchi sui propri detonatori, proprio per identificarli come da essi provenienti.
Talune produzioni dei Paesi dell'Est, o produzioni di altre provenienze, non mettono alcuna scritta. Per cui talvolta la nostra è solo la presunzione di dire: presumibilmente provenienti dai Paesi dell'Est, perché sono loro che sono stati i primi a non mettere marchi di fabbricazione.
Il 12 era sempre un detonatore diametro 6,5 per lunghezza 44,5 molto simili. Anche il 13, anche il 14.
Il 15, anche, era come il 9, praticamente era un Sipenopel da 6,5 per 42, anche molto differente.
Il 16 era anch'esso un detonatore senza alcuna forma di identificazione.
Questi materiali - li cerchiamo, anche per farli vedere un pochino - per altro si presentavano in forme abbastanza contorte. In taluni casi molti erano rovinati. Non mi sentivo tranquillo quando li tenevo, in quanto erano un po' ossidati.
Quando questa roba non è ben conservata, non è molto sicura. Comunque erano ancora attivi ed efficienti in quanto, avendo fatto delle idrografie all'interno, presentavano ancora la carica ... in condizioni di efficienza.
PUBBLICO MINISTERO: Senta, dottor Vadalà, su questo stato di cattiva, o di pessima addirittura, conservazione di questi detonatori che lei suppongo ha visto solamente nel suo laboratorio.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, cioè lei non è andato a repertarseli sul posto.
TESTE Vadalà: No.
PUBBLICO MINISTERO: No. Ecco, sullo stato di cattiva conservazione - lei ha detto per altro erano in condizioni di deficienza - ecco, ma sullo stato di cattiva conservazione, può avere influito il tempo e il luogo di ultima custodia?
Cioè, è materiale che risente del tempo e del luogo? Quindi come condizione di umidità, o,...
TESTE Vadalà: Sì, sì, soprattutto l'utilità. Questi sono materiali che vanno conservati all'asciutto.
Quindi, praticamente, il fatto di essere conservati in un luogo umido, può provocare... Ecco, per esempio, questo detonatore che sarebbe il 15, è ancora integro, non presenta troppi segni. Ma quelli che abbiamo visto in precedenza, come questo qua, presentano segni di umidità e di tracce di corrosione.
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Ecco, mi sembra che sui detonatori ci siamo diffusi a sufficienza.
Vorrei...
TESTE Vadalà: Ecco, il terzo, la terza tipologia di materiali era della miccia a lenta combustione.
E qui praticamente, diciamo, ci siamo un pochino...
PUBBLICO MINISTERO: Lei sta sottoponendo, dottor Vadalà, come anche per le precedenti relazioni, le fotografie che sono allegate agli elaborati...
TESTE Vadalà: Certo, certamente.
PUBBLICO MINISTERO: ... delle vostre consulenze.
TESTE Vadalà: Dunque, ho portato qua i campioni di miccia per farli proprio vedere e visualizzare direttamente alla Corte.
PUBBLICO MINISTERO: Intanto illustriamo...
TESTE Vadalà: Sì. Si trattava di miccia a lenta combustione di tipo catramato presente in quantitativo... Devo leggerlo, perché non me lo ricordo a mente.
C'era uno spezzone di circa 11 metri, e uno spezzone di circa due metri.
La caratteristica di questa miccia era che presentava un avviluppo di nastro adesivo di colore nero. Da principio, guardandola in modo superficiale, si presentava come una miccia di tipo viplato, cioè di quelle commerciali ricoperte di plastica, di un tubetto viplato. Quindi di PVC.
Poi, andando bene a vedere, se uno la toccava sulle mani, sentiva una specie di nervatura icoidale che percorreva tutta quanta la lunghezza di questo manufatto.
E andando ad aprirla c'era proprio del nastro adesivo avvolto addosso.
Presumo che questo nastro sia stato inserito per aumentare l'impermeabilità della miccia.
Di per sé la miccia catramata è sì indicata in luoghi umidi, ma non è certo la miccia migliore per conservarsi nel tempo.
Questo tipo di miccia ha un ritardo di 120 secondi per metro. Cioè, il tempo di combustione è di due minuti per metro.
Abbiamo fatto dei tests pratici su questa miccia che sono anche riportati nel corso della relazione. E abbiamo valutato che, con tutto questo avvolgimento a spirale messo sopra, il tempo andava intorno ai tre minuti per metro. Quindi 180 minuti (?) per metro. E' un po' più lenta, rispetto a quelle che si comprano fresche, per così dire.
La miccia è stato possibile anche identificarla, in quanto per convenzione nazionale, ogni società che costruisce miccia a lenta combustione, mette, all'interno della forma di arrocco della miccia, dei filati, un numero fisso di filati con dei fili di trascinamento colorati che identificano la fabbrica.
Nella nostra fattispecie, la fabbrica che ha costruito questa miccia era la Difarma.
Di per sé non ci dice nulla, perché ovviamente la Difarma farà chilometri e chilometri di questo prodotto che è comunissimo l'impiego in cava. Però diciamo per levarci il dubbio che questo tipo di manufatto fosse veramente una miccia a lenta combustione catramata e che la viblatura artigianale che è stata fatta dopo, siamo andati alla Difarma che ci ha praticamente escluso di aver prodotto lei stessa un manufatto di questo tipo così artigianale.
PUBBLICO MINISTERO: Cioè rivestito con questo nastro adesivo artigianale?
TESTE Vadalà: Con questo nastro adesivo che è proprio quello comunemente in PVC per uso elettrico, insomma.
PUBBLICO MINISTERO: Ma per caso, è il PVC dello stesso tipo di quello che avvolgeva gli involucri...
TESTE Vadalà: Sì, sì, è lo stesso in pratica, è lo stesso tipo di nastro.
Ecco, questa è come si presenta la miccia a lenta combustione. E' priva di rivestimento.
E invece, nella pagina sotto, la foto sotto, si vede il nastro che termina il suo avvolgimento.
Quindi è facile, toccandolo, adesso posso presentare anche...
PUBBLICO MINISTERO: Ma lei ha con sé i...
TESTE Vadalà: Ho con me i reperti.
PUBBLICO MINISTERO: ... i reperti originali.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Così la Corte le darà le disposizioni circa l'ulteriore custodia. Ovviamente siamo stati noi a dire al consulente, questo è materiale facilmente trasportabile e senza rischi, che portasse con sé questi manufatti.
TESTE Vadalà: Sì, e poi...
PUBBLICO MINISTERO: ... perché la Corte...
Ecco, aspetti a sconfezionare, casomai io non credo ci sia necessità di sconfezionarli, perché tali e quali sono sigillati come al termine delle vostre operazioni, chiedo, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Sì, appena fatte le nostre operazioni di analisi, li abbiamo sconfezionati.
Ecco, anche attraverso questo involucro trasparente è possibile percepire a mano questa forma di avvolgimento licoidale che sta nel nastro...
PUBBLICO MINISTERO: Lei parlava di una specie di nervatura.
TESTE Vadalà: Sì, una specie di... E' come se ci fosse un filo metallico, sembra un filo metallico, che poi in realtà è la costola del nastro adesivo che si ribadisce lungo tutta la spirale.
Questo è l'altro pezzo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, due sono gli spezzoni di miccia che lei ha analizzato. Uno, lungo 11 metri con queste caratteristiche che ha definito di viplatura originale.
TESTE Vadalà: Artigianale.
PUBBLICO MINISTERO: Artigianale. E l'altro?
TESTE Vadalà: E l'altro era privo di rivestimento. Dovrebbero essere un po' diciamo mischiati l'uno con l'altro, perché non lo abbiamo, abbiamo conservato anche dei prodotti, i prodotti della combustione. Anziché allinearli, li abbiamo rimessi di nuovo nel...
L'altro prodotto era semplicemente catramato.
Quindi, ricoperto semplicemente dello strato di catrame che serve a renderlo impermeabile.
In particolare vorrei far vedere la miccia com'è sconfezionata.
Ecco, come potete ben vedere da questa immagine, c'è un filo bianco e un filo rosso che sono i fili di trascinamento della Difarma, più un numero di filati che identificano il tipo di miccia. La guaina esterna di canapa e, all'interno, è presente della polvere nera per uso pirotecnico, classica polvere nera utilizzata per giochi pirici.
Tant'è che questo manufatto è classificato di quinta categoria.
Ecco, questo è il manufatto che voi avete visto in fotografia, ce l'abbiamo qua sotto. Ed è praticamente quello che si vede in questa fialetta e che io consegno alla Corte.
Per dare un'idea di com'erano fatte differenti le altre micce abbiamo sottoposto... Ecco, questa forse è più completa.
Vedete, c'è anche il polverino di polvere nera presente all'interno dell'anima, che è quello che poi brucia e serve a dare l'innesco al detonatore.
Queste sono le prove che abbiamo effettuato per verificare il tempo di combustione, centimetro e cronometro alla mano.
PUBBLICO MINISTERO: Va bene, via.
TESTE Vadalà: Questa è diciamo una rassegna...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che su questo punto...
*TESTE Vadalà: ... fatta su dei campioni di micce.
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare, su questo punto, lei abbia fornito delle indicazioni che, per quanto riguarda le mie esigenze, sono esaurienti.
Vorrei che lei illustrasse i termini degli incarichi successivi.
PRESIDENTE: Pubblico Ministero, mi scusi.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, scusi, Presidente, non sentivo.
PRESIDENTE: Sarà il caso di fare una sospensione?
Perché non credo che sia una cosa breve, ancora.
PUBBLICO MINISTERO: No. Poi penso ci sarà anche il controesame da parte dei difensori...
PRESIDENTE: Il controesame.
Allora, per questi materiali che oggi il consulente ha portato, ne disponiamo l'acquisizione e la consegna alla segretaria.
E riprendiamo alle ore 15.00.
PUBBLICO MINISTERO: Certo, Presidente.
PRESIDENTE: Chi chiamiamo?
Prego.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, dottor Vadalà, prima ha esposto alla Corte dei termini risultati dell'incarico che le fu dato il 1 febbraio del '96.
Mi pare che successivamente lei abbia avuto ancora un incarico, questa volta in data 17 aprile '96.
Quindi le chiederei di illustrare alla Corte di che cosa si trattava e ritualmente a quali conclusioni è pervenuto.
Gli accertamenti di cui si è parlato da ultimo, sono accertamenti che lei ha compiuto da solo?
*TESTE Vadalà: No, li ho compiuti con consulenza collegiale col dottor Massari.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi anche quello di cui ci accingiamo a parlare ora.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Io le do senz'altro la parola, perché ormai procediamo, come dire, modularmente. E quindi conosce perfettamente i termini delle domande che le farei. Bene.
TESTE Vadalà: Vorrei elencare per prima cosa il quesito, accertare l'eventuale presenza di tracce di esplosivo nei seguenti luoghi e sulle seguenti cose:
A - Locale posto in sottosuolo dello stabile di via delle Alzavole numero 20 Roma. Già adibito a lavatoio. Locale esattamente descritto in interrogatori resi da Scarano Antonio in data 14 e 30 marzo '96.
B - Locale posto in Roma in località Tor Bella Monaca, adibito occasionalmente a deposito. Esattamente descritto negli interrogatori resi da Scarano Antonio del 13/03/96, 14/03/96 e 30/03/96.
C - Motoape sequestrata in Palermo via Salvatore Cappello, in un box già nella disponibilità di Cosimo Lo Nigro.
D - Pianta stradale della città di Roma sequestrata come al capo C.
Nel corso della relazione l'ordine temporale delle risposte cominciò, per quanto concerne, l'esame del motoveicolo Ape. In quanto diciamo in quel momento non c'è stata la disponibilità immediata del veicolo che è stato consegnato il 29 aprile del '96 nel cortile del Servizio Polizia Scientifica per essere esaminato.
Il tipo di accertamento che è stato fatto, è stato fatto mediante apparecchiatura EGIS per la ricerca e la identificazione di tracce di esplosivo.
Quindi mi riferisco al quesito di cui alla lettera C.
Vorrei prima di tutto, prima di parlare degli accertamenti fatti, mostrare le immagini del motoveicolo Ape, così per avere un'idea di come era conformato e di come era stato conservato.
Okay. Il motoveicolo Ape ci era stato portato da un autotrasportatore autorizzato dalla DIA. E, sotto scorta della DIA, da Palermo a Roma.
E' stato posizionato nel cortile della nostra palazzina. E si presentava come un veicolo marca Piaggio Ape di colore blu, abbastanza vecchiotto. Si vede il fondo del pianale, questo è il pianale di carico, l'abitacolo di guida. Il volante con il cruscotto.
Su questo tipo di autoveicolo facemmo delle ricerche su tracce di esplosivo che possono essere così riassunte: le analisi chimiche che hanno permesso di individuare tracce di tritolo 3-4-6-trinitrotoluene, nelle pareti laterali situate sotto le sponde, o nelle immediate vicinanze delle stesse. In queste zone qua.
Al centro, il risultato della ricerca per gli esplosivi, fu negativa. Parlo del centro del pianale.
Mentre invece erano presenti tracce di esplosivo, ci ha dato un allarme, sulle parti laterali.
Altre tracce con allarme di tritolo furono trovate nei pressi del manubrio di guida, nella zona del sedile e sulla pedana. Dove praticamente si appoggiano i piedi.
Esaminammo anche, nel corso dell'accertamento, la carta geografica, quella prelevata di cui al quesito D, trovandola però negativa da ogni traccia di esplosivo.
L'esplosivo trovato è tutto... Veicolo era tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, a proposito di questa carta geografica, vuole chiarire per cortesia esattamente di che si trattava?
TESTE Vadalà: Allora, è una pianta stradale della città di Roma. Era chiusa in una busta sigillata.
Noi abbiamo operato in questi modi: aprendo un lembo della busta abbiamo prelevato i vapori d'aria dall'interno della busta, dopodiché abbiamo aperto in ambiente sterile la pianta della città aspirando sulla superficie. Ma non abbiamo rinvenuto tracce, alcuna traccia di contaminazione da esplosivi di qualsiasi genere.
Mentre invece, il veicolo, il furgone, risultava fortemente contaminato nell'abitacolo, con - un attimo, che devo sempre guardare, che ce ne sono tantissimi - con allarme nella parte del, terzo segnale positivo nella parte dell'abitacolo, cioè dove si guida e dove le materie plastiche per strofinio assorbono le maggiori quantità di esplosivo. Esplosivo di solo tritolo.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi un segnale, voglio dire, a livello dell'allarme...
TESTE Vadalà: E' molto intenso. Tant'è vero che se noi andiamo a verificare i grafici - che li abbiamo qua in questa... e li possiamo anche vedere, perché sono abbastanza forti. Eccolo qua - ecco, questo è il tipico grafico dell'EGIS.
Questo che io vado ad indicare con la punta della penna, questo picco elevato è singolo, è picco del tritolo. E non sono presenti tracce di altri esplosivi.
PRESIDENTE: Dottore, per cortesia, per chi dovesse leggere in futuro questa sua deposizione, lei dove ha indicato con l'indice - se non mi sbaglio - questo picco, dovrebbe dirci anche che indica il picco stesso accompagnato dalla scrittura in cima. Che io però, in questo quadrante, non riesco a leggere.
TESTE Vadalà: Diciamo che si riferisce al RUN 9301. E comunque questa indicazione è riportata sulle conclusioni.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Per ogni analisi è riportato il numero di registrazione della...
PUBBLICO MINISTERO: Sì, ma il Presidente, dottor Vadalà, le chiedeva di specificare gli estremi identificativi del picco del tritolo.
TESTE Vadalà: Ecco, se noi andiamo a contare... Ecco, io adesso non ci ho gli occhiali, comunque... E' indicato dal numero 4.
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE Vadalà: Alla base del picco, c'è una linea con un numero.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Vadalà: Il 4.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Ed è assegnato al tritolo.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Come è spiegato anche nel corpo della relazione che...
PRESIDENTE: Ci vuole dire anche la pagina in cui viene riportato questo grafico?
TESTE Vadalà: 965.
PRESIDENTE: Della sua relazione.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PRESIDENTE: Grazie.
PUBBLICO MINISTERO: E' una numerazione del Pubblico Ministero, eh, 965. Non è la numerazione dei consulenti, eh.
Questo è per quanto riguarda la collocazione del foglio. Rispetto alla relazione è la seconda pagina dell'allegato 2.
Vuol controllare, dottor Vadalà, per piacere?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché appunto, quel numero...
TESTE Vadalà: Terza pagina dell'allegato 2.
PRESIDENTE: Benissimo, ho capito. Resta così registrata. Grazie.
TESTE Vadalà: Successivamente fu fatta una ricerca...
PRESIDENTE: Mi scusi, stava terminando di rispondere alla domanda del Pubblico Ministero relativa all'allarme, il picco che indicava...
PUBBLICO MINISTERO: Sì. Mi pare che il dottor Vadalà mi avesse risposto dicendo che era un segnale molto...
TESTE Vadalà: Sì. Era un segnale molto positivo perché lo strumento, ce lo registra anche sottoforma, ce lo registra anche con delle, con una serie di tacchette che io indico qua con questa, lo indico qua con la penna.
PUBBLICO MINISTERO: Ah, sì.
TESTE Vadalà: Ecco, una serie di tacchette indicative del livello di allarme. In questo caso sono circa cinque, cinque tacchette.
PRESIDENTE: Cinque tacchette.
TESTE Vadalà: Ecco, già di per sé stesso in aeroporto, un allarme di questo genere, darebbe luogo a qualche sospetto di presenza di esplosivo al di sotto di un involucro.
PRESIDENTE: Ho capito. Bene, può proseguire.
TESTE Vadalà: Successivamente ci recammo in zona di Tor Bella Monaca in Roma, in un deposito sito nei pressi di un grosso centro commerciale.
Si presentava, l'ingresso del deposito...
PRESIDENTE: Può dire il nome del centro commerciale, per cortesia, se lei lo conosce.
TESTE Vadalà: Non lo ricordo, sinceramente. Locale posto in Roma in località Tor Bella Monaca. Ci fui portato, sinceramente. Non ho un riferimento preciso.
PRESIDENTE: Va bene. Andiamo avanti.
TESTE Vadalà: Si presentava come un locale molto vasto, chiuso dal cancello metallico...
PRESIDENTE: Non c'è neppure un indirizzo?
TESTE Vadalà: Prego?
PRESIDENTE: Non c'è neppure un indirizzo per individuare il locale?
TESTE Vadalà: Può darsi che ci sia, non...
PUBBLICO MINISTERO: Eh, io non lo so se è stato riportato nella relazione.
PRESIDENTE: O forse nel quesito.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, nei riferimenti dati al consulente, sicuramente sì. Sia pur genericamente. perché si è fatto riferimento, come leggeva il dottor Vadalà, dal tesato del quesito, all'indicazione data in proposito...
PRESIDENTE: Ah, sì, sì. Benissimo, benissimo.
PUBBLICO MINISTERO: ... da una persona che la Corte conosce bene.
PRESIDENTE: Si riferisce alla dichiarazione... Benissimo, va benissimo.
TESTE Vadalà: Questo locale si presentava come una specie di grosso garage abbandonato di enormi proporzioni, nella parte retrostante del quale, facemmo delle ricerche per individuare tracce di esplosivi.
La ricerca per le tracce di esplosivi fu negativa. Trovammo in quel sito, degli oggetti che vado qui ad elencare:
Dei giornali, di cui è al reperto di una lettera 2; un porta crick con un crick per sollevare la macchina di una Uno; alcuni piccoli materiali per terra. Credo un Led si distingua e un bullone.
Una piantina del Lazio, una carta stradale del Lazio. Qui si vede molto meglio.
Credo che sia un portadocumenti per auto. Una settimana enigmistica, un frammento di rivestimento di nastro isolante in PVC, e un cumulo di giornali con del polietilene nero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo materiale fu repertato solamente da lei e dal dottor Massari, oppure agiste d'intesa e con l'intervento di personale della Direzione Investigativa Antimafia?
TESTE Vadalà: Nella presente persona della Direzione Investigativa Antimafia che ci coadiuvava nell'opera di indagine tecnica che repertò e verbalizzò il sequestro di questi oggetti.
Credo che siano tuttora nella loro disponibilità.
PUBBLICO MINISTERO: Sì, in parte è nella disponibilità della Corte, ma questo lei non lo sapeva.
Ecco, quindi questo luogo fu individuato sulla base delle indicazioni contenute in quei verbali di dichiarazioni che erano stati messi a disposizione, o fu fatto una ricerca così approssimativa e non mirata all'interno di questo stanzone?
TESTE Vadalà: No, no, all'interno di questo stanzone ci fu fatta una scelta mirata legata alle dichiarazioni espresse dalla persona...
PUBBLICO MINISTERO: Insomma, che vi erano state messe a disposizione.
TESTE Vadalà: A disposizione, esattamente.
Cercammo, dalle dichiarazioni, di individuare il posto. Una volta individuato il posto...
PUBBLICO MINISTERO: Il posto, inteso come punto del locale?
TESTE Vadalà: Inteso come sito definito, delimitato all'interno di tutto quel vasto locale.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, la conclusione è stata negativa circa...
TESTE Vadalà: Negativa circa la ricerca di esplosivi. Trovando questi materiali cui, all'epoca, non riuscimmo a dare attribuzione.
PUBBLICO MINISTERO: Scusi?
TESTE Vadalà: A cui all'epoca noi, come chimici, non riuscimmo a dare attribuzione, perché erano materiali lasciati lì.
PUBBLICO MINISTERO: Beh, d'altra parte a voi non interessava.
TESTE Vadalà: Sì, sì, certo.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. E' bene che lei precisi alla Corte la ragione per la quale, al quesito del 17 di aprile, come ha lasciato in qualche modo intuire, è stata data risposta. Quindi l'accertamento fu eseguito diciamo in due contesti di tempo diversi.
TESTE Vadalà: Esattamente. La strumentazione ebbe un problema tecnico, per cui fummo costretti a far intervenire personale specializzato dall'Inghilterra che è venuto in Italia appositamente...
PRESIDENTE: Un guasto dell'EGIS?
TESTE Vadalà: Sì, sì, un guasto dell'EGIS.
E' venuto personale tecnico dall'Inghilterra, ha ripristinato la funzione dell'apparecchiatura rimettendola in condizioni di funzionare di nuovo.
L'uso che ne abbiamo fatto dell'EGIS - e tuttora ne stiamo facendo - è quantomai intenso. Quindi l'apparecchiatura, in quel caso, ebbe un costretto trauma da trasporto. E quindi fu necessario diciamo fare intervenire personale inglese della casa madre per sostituire alcuni componenti che, nel trasportare l'apparecchiatura, avevano subìto qualche piccolo danno anche abbastanza costoso, insomma.
PRESIDENTE: Eh, ce lo immaginiamo.
PUBBLICO MINISTERO: E più esattamente questo inconveniente si verificò in che punto degli accertamenti, a che punto degli accertamenti?
TESTE Vadalà: Nel corso della prima indagine che facemmo, in via della Alzavole. Successivamente a questo intervento fatto in Tor Bella Monaca, andammo in uno stabile in via della Alzavole numero 20.
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: E nel mettere diciamo, nel trovarci a fare un certo tipo di accertamenti incontrammo un malfunzionamento nell'apparecchiatura. Quindi dovemmo ritornare con lo strumento in laboratorio, chiamare, contattare il tecnico inglese perché venisse a verificarci di nuovo lo strumento.
Quindi siamo ripartiti successivamente in altra data il 28 maggio 1996 e abbiamo esaminato un locale al di sotto di uno stabile al civico 20 di via delle Alzavole.
Si presentava il locale in queste condizioni.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, prima che lo illustri, è un locale che avevate ancora identificato sulla base specifica delle indicazioni che il Pubblico Ministero, cioè chi le sta parlando e il dottor Nicolosi, le aveva messo a disposizione, o avete fatto una ricerca così generica in tutti gli scantinati...
TESTE Vadalà: No, no. Era un locale che era stato, era stato indicato nelle dichiarazione dello Scarano, nel corso di un interrogatorio.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi vi siete attenuti specificamente a quel tipo di indicazione.
TESTE Vadalà: Esattamente, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, illustriamo questo locale dove si trovava.
TESTE Vadalà: Sì, ecco, il locale era uno scantinato abbastanza comune in questi grossi edifici abitativi a carattere popolare presenti a Roma, nel quale era presente ogni ben di Dio. Sembrava un ricettacolo di un rigattiere.
L'analisi, ricordo in quel periodo, fu abbastanza salomonica, perché non ci era possibile agire in modo aperto e quindi spostare poi tutto quanto il materiale trattandosi di materiale di risulta della natura più svariata.
Quindi abbiamo eseguito un tipo di accertamento basato su questo criterio: abbiamo suddiviso la zona in due locali; la parte del lavatoio e la parte retrostante. E siamo andati a guardare prima le zone riguardanti il terreno e poi alcuni degli oggetti presenti in questo ambito.
Questa è la zona del locale adiacente. Era un deposito di suppellettili.
E questo invece era, alcuni particolari del locale che si trovava sotto il lavatoio.
Abbiamo cominciato a rimuovere un po' di materiale per cercare di fare un mappaggio di tipo chimico.
Elenco lo stato dei materiali: ecco, c'erano pneumatici sopra dei bidoni, che indico con la penna, al di sotto del quale avemmo poi delle risultanze di analisi di identificazione di esplosivi.
PRESIDENTE: Ci vuole indicare esattamente la fotografia?
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Il numero della fotografia che abbiamo appena visto, per fare...
TESTE Vadalà: E' la fotografia numero 4.
PRESIDENTE: Numero 4.
TESTE Vadalà: Fusti metallici sovrapposti da copertoni, nella didascalia.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Vadalà: Ecco, alla base di questi fusti metallici trovammo delle tracce di esplosivo.
C'erano altri oggetti...
PRESIDENTE: Alla base, vuol dire sul pavimento?
TESTE Vadalà: Sul pavimento, sì. Non riuscimmo ad andare oltre la parte del piancito, perché era occupata da una serie di materiali, i più svariati. Per cui dovemmo semplicemente cercare di aspirare i vapori dall'alto.
C'era una poltrona con delle biciclette, delle tavole di legno di varia misura e foggia, dei fogli di politene e altri fogli di politene.
De cartoni e altre tavole di legno.
Dopo aver fatto un primo screening iniziale di tutti questi materiali, abbiamo fatto una scelta: alcuni che risultavano essere positivi - e dirò poi a quale esplosivo risultavano essere positivi - per loro conformazione fisica li abbiamo raccolti e sequestrati; altri invece, come per esempio queste tavole di difficile trasportabilità, li abbiamo estratti con un tampone di acetone imbevuto, un tampone di ovatta imbevuto di acetone.
Li abbiamo repertati estraendo, fissando le tracce di esplosivo rinvenuto.
PUBBLICO MINISTERO: Questo materiale, dottor Vadalà, rappresentato nelle ultime foto.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Queste tavole, questi fogli, per così dire, provengono, proviene questo materiale da tutta quella...
TESTE Vadalà: Su, dalla zona vicina...
PUBBLICO MINISTERO: ... confusione della prima fotografia?
TESTE Vadalà: Sì, esattamente. Sì, sì, solo dalla zona vicina al lavatoio. Cioè, è roba che abbiamo selezionato da questo punto qua.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Cercando di mantenere il più alto possibile - signorina - quella immagine, mi aiuti un attimino a capire dottor Vadalà, perché lei c'è stato, io no.
Quello lì, rispetto a questo famoso lavatoio o locale dei lavatoi, come è situato l'ambiente che vediamo?
Io vedo una parete tramezzo sulla sinistra.
TESTE Vadalà: Allora, questo tramezzo...
PRESIDENTE: Sulla sinistra.
TESTE Vadalà: ... sulla sinistra, fa da confine a questo locale.
Si vede qui lo stesso tramezzo.
PRESIDENTE: Ah, quindi questo sottoscala, chiamiamolo.
TESTE Vadalà: Sì, è una specie di cantina che si divide in due locali.
PRESIDENTE: Diviso in due locali. Uno è adiacente, una parte...
TESTE Vadalà: Questo è proprio quello di fronte alla porta di ingresso. Ed era probabilmente il lavatoio del palazzo. Nel quale si distinguono - ci vuole un po' di immaginazione - le vasche proprio per il lavaggio dei panni.
PRESIDENTE: Ho capito.
PUBBLICO MINISTERO: Comunque che ci sono delle vasche, lo ha constatato lei personalmente.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ora, a parte la fotografia.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco.
TESTE Vadalà: C'era appoggiata un sacco di roba sopra.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, quindi tutto questo materiale, era in qualche modo...
TESTE Vadalà: Ammonticchiato là dentro.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito. Da quel materiale provengono poi tutti questi reperti che poi, le successive fotografie, descrivono separatamente l'una dall'altro.
TESTE Vadalà: Separatamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Vadalà: Lo scopo era quello di trovare il posto nel quale erano state piazzate delle presunte confezioni di esplosivo.
Ovviamente noi non sapevamo in quel marasma dove queste potessero essere fisicamente poggiate.
Per cui abbiamo dovuto fare un po' di ricerca randomica, casuale fra i materiali presenti. Fino a che ne abbiamo trovati qualcuno che era, che dava risposta positiva alle tracce di esplosivi.
E' di lì che abbiamo continuato la ricerca, fino a che non abbiamo trovato roba che poteva essere stata usata o per coprire, oppure stava sotto all'esplosivo, o a tracce di esplosivo insomma, ecco.
I risultati sono così compendiati come indicato dai risultati analitici riportati nella tabella.
Meglio leggere la tabella.
Descrivendo gli oggetti: "Superfici degli oggetti tra le due vasche del lavatoio: esplosivo assente.
Telo nero posto sul lato della vasca destra".
Il telo nero è quello che si vede, si intravede qui.
Questo telo qua.
PRESIDENTE: Quello sull'estrema destra, dice.
TESTE Vadalà: Esattamente. Che poi sarebbe questo. Che poi si vede meglio in foto.
PRESIDENTE: Mi scusi, abbia pazienza, sono noioso, ma io penso quando arriverà il momento di dover verificare queste fotografie.
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Nella fotografia che ci ha appena indicato. Dice, questo ha indicato, è il telo nero sulla destra.
TESTE Vadalà: Sì.
PRESIDENTE: Ci può dire il numero della fotografia?
TESTE Vadalà: Il numero della foto è il numero 1.
PRESIDENTE: Grazie.
TESTE Vadalà: La foto generale.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Vadalà: E nella foto 12 si vedono, si vede il particolare.
PRESIDENTE: Il particolare, benissimo.
TESTE Vadalà: Quindi, in questo telo nero che per altro è stato repertato, è stato trovato del dinitrotoluene.
Poi, sulle tavole in legno poste tra le due vasche...
PRESIDENTE: Mi scusi, dottore, è un telo. Quindi ha due facce. Non vi è stato possibile stabilire se era su una, o sull'altra, o su entrambe...
TESTE Vadalà: Solitamente si aspirano tutte e due le facce, in quanto il telo era ripiegato.
PRESIDENTE: Ho capito.
TESTE Vadalà: Per cui, una eventuale contaminazione avrebbe...
PRESIDENTE: E' stato possibile verificare sia l'una che l'altra.
TESTE Vadalà: E' stato possibile identificare entrambi i lembi.
PRESIDENTE: Benissimo.
TESTE Vadalà: Poi c'erano delle tavole di legno che si trovavano tra le due vasche, sempre nella foto numero 1.
PRESIDENTE: Quella a carattere generale, eh?
TESTE Vadalà: Sì, ecco, dovrebbe essere una di queste qua, che si trova... Foto 6, 7 e 16.
Riferite alle foto 6, 7 e 16. 6-7: sono delle tavole di legno; e 16...
PUBBLICO MINISTERO: Sì.
TESTE Vadalà: ... erano contaminate da dinitrotoluene.
PRESIDENTE: Anche...
TESTE Vadalà: Anche queste.
PRESIDENTE: Queste, su una faccia sola.
TESTE Vadalà: Su entrambe le facce.
PRESIDENTE: Su entrambe.
TESTE Vadalà: Noi facemmo l'analisi su entrambe le facce..
Per noi non aveva importanza sapere in quale posizione erano state poste, l'importante era sapere che erano...
PRESIDENTE: Se ne n'erano da una parte e sull'altro.
TESTE Vadalà: Esatto. Era venuto a contatto con un esplosivo, o meno.
Dopodiché il bancale sul pavimento tra le due vasche è risultato privo di esplosivo.
Coperta e tavola: priva di esplosivo.
Poltrona: priva di esplosivo. Probabilmente messa in periodi successivi.
Cartone, cuscino e tappetino di plastica: privi di esplosivi.
Cartoni e fogli di politene: qui li abbiamo trovati contaminati da T-4.
Foto 3. C'era del cartone; 5. C'erano dei fogli di cartone in mezzo...
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: Eh?
PUBBLICO MINISTERO: Il microfono.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Lo avvicini a sé.
TESTE Vadalà: Sì, sì. Aspetti che cerco di leggere...
10-11-14 e 15.
10: questo foglio di politene risultava sporco di T-4. 10-11...
PRESIDENTE: E' alla foto, ha detto, numero?
TESTE Vadalà: 10. 11... Lo stesso foglio di politene visto da un altro punto di vista.
E 15. Ecco, 14 e 15 sono dei fogli di cartone, una confezione di biscotti. Anche questi risultavano sporchi di T-4.
Poi c'erano dei fogli di politene: 11 e 20. Quello di prima, anch'essi sporchi di materiale esplosivo.
Poi c'era un cartone che risultava essere non privo di esplosivo. Poi c'erano cartoni, cassetta di plastica per bottiglie e fogli di politene contaminati da T-4.
Sul pavimenti dei fusti metallici contaminato da T-4. Superficie del pavimento sotto il tavolo tra le vasche: contaminato da T-4.
Di questi materiali è stata fatta una tamponatura e sono state conservate in sacchetti chiusi e sigillati.
Quindi è da presumere che in quel locale sia stato conservato del materiale esplodente che io ipotizzo - posso fare ovviamente solo una ipotesi - sia stato costituito da una gelatina, delle tracce di dinitrotoluene; e dal T-4, presumibilmente provenienti da una miccia detonante, per le tracce di T-4.
Le micce detonante non sono soltanto la pentrite, sono anche T-4.
Quindi, una ipotesi ragionevole di questa contaminazione, può essere dovuta probabilmente a questi due tipi di esplosivo. Non posso escluderne altri, ovviamente. Però ragionevolmente i materiali commerciali disponibili sono a base di questi esplosivi.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi, dottor Vadalà, visto che - anche per dare un riferimento di tipo documentale alla Corte - avete proceduto in due fasi, rispetto all'incarico avuto il 17 aprile del '96...
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le lo ha già implicitamente fatto presente. Avete riferito al Pubblico Ministero con due relazioni separate.
TESTE Vadalà: Una prerelazione inviata in data 14 maggio e una relazione, di cui la prerelazione è parte integrante, consegnata definitivamente il 1 giugno '96.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, ha avuto altri incarichi dalla Procura di Firenze in relazione a questa vicenda, a queste indagini?
TESTE Vadalà: Dopo questo periodo, no.
PUBBLICO MINISTERO: No, ecco.
TESTE Vadalà: Ne ho avuti altri, ho avuto qualche altro incarico in questo ambito, in epoche precedenti.
PUBBLICO MINISTERO: Ma non dal Pubblico Ministero di Firenze.
TESTE Vadalà: Non dal Pubblico Ministero di Firenze.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, allora le domando io: ha avuto ragione di occuparsi, sempre come tecnico di esplosivi, di una certa qual auto FIAT Uno targata Roma 27265M?
Dico io, per la Corte, che questa macchina era intestata al signor Cocchia.
TESTE Vadalà: Sì. Ebbi un incarico il 29 luglio '93 dal dottor Piro della Procura della Repubblica di Roma.
PUBBLICO MINISTERO: Ripeta la data, per piacere, dottor Vadalà.
TESTE Vadalà: 29 luglio 1993. Due giorni dopo l'attentato di San Giovanni.
Questo tipo di accertamento fu richiesto - e leggo per inciso il quesito -:
"Esaminata la FIAT Uno targata Roma 27265M accerti la presenza di impronte latenti, ovvero di polveri esplosive, mediante le metodologie che saranno ritenute più opportune".
Questa fu la prima volta che ci incontrammo, che fummo messi... ci fu richiesto di effettuare un accertamento tecnico di tracce di esplosivi a bordo di un autoveicolo.
In pratica è stato un po' il nostro primo lavoro - parlo di laboratorio esplosivi da scientifica - su questo tipo di mezzi.
Il 29 luglio del '93 disponevamo esclusivamente di uno spettrometro di massa e di un HPLC. Non avevamo altri mezzi.
Quindi mi recai ad un deposito giudiziario nei pressi della via Ostiense, insieme al mio collega che si occupava di impronte, e salomonicamente dovemmo dividere un po' a metà la macchina, perché l'uno accertamento danneggiava quello dell'altro.
E allora chiaramente ci dividemmo un po' le zone di presumibile interesse e d effettuammo dei prelievi di materiale, lui per le impronte; e io per la ricerca di esplosivi mediante tamponi di acetone.
Era un procedimento all'epoca contro ignoti, per cui potemmo impiegare tecniche di carattere distruttivo.
Il risultato di questi accertamenti fu negativo, perché le tecniche che noi a quell'epoca avevamo a disposizione, non permettevano di scindere come sensibilità fino ai livelli richiesti da una macchina presumibilmente contaminata da esplosivo.
Quindi le tecniche impiegate, l'HPLC e la gascromatografia con rilevazione di spettrometria di massa, non ci hanno permesso di identificare tracce di esplosivi di contaminazione di esplosivi, sul cruscotto, sui sedili o sulle altre parti della macchina che, a mio giudizio, erano stati a contatto con le persone eventualmente sospettate di aver manipolato questo esplosivo.
PUBBLICO MINISTERO: Aspetti, dottor Vadalà, ho bisogno di due chiarimenti su questo punto.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Il primo è in che termine l'indagine che faceva lei danneggiava l'indagine delegata al tecnico dattiloscopista o come si chiama.
TESTE Vadalà: Ecco, quando io praticamente, con le tecniche di prelievo mediante i tamponi di acetone, effettuo una rimozione irreversibile di tutte le sostanze organiche generalmente presenti su una superficie.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, e questo è più semplice. Ma la reciproca?
TESTE Vadalà: Il collega adopera, come sistema di rivelazione delle impronte, un estercelacrilico, che è una colla.
Se mi manda la colla sui miei prelievi, mi distrugge l'apparecchiatura.
Ecco, grossomodo ci troviamo ogni tanto a litigare per questo motivo.
PUBBLICO MINISTERO: E quindi, in concreto, come dovette fare lei per garantirsi qualche cosa? Sennò tanto valeva non fare di nulla...
TESTE Vadalà: Ecco, infatti.
PUBBLICO MINISTERO: O fa tutto l'uno, o fa tutto l'altro.
TESTE Vadalà: Certo. Ci siamo un po' divisi le zone. Mi sono preso un po' le parti che riguardavano... sul volante, sulla leva del cambio, sul sedile posteriore e nel vano bagagliaio dell'auto.
Mentre il collega si limitò allo specchietto, dove a me praticamente avrebbe dato minori risultati, il prelievo. Ed altre parti, genericamente distribuite nella macchina dove potevano essere presenti vetri, o altre zone, dove potevano essere presenti impronte papillari.
PUBBLICO MINISTERO: Lei, come secondo punto della mia domanda, un attimo fa ha detto che il tipo di tecnologie e di analisi effettuate, non poteva rivelare tracce di contaminazione di esplosivi.
Ora, abbia pazienza, il fatto che lei non le abbia individuate, può dipendere da due cose: una è quella che ha detto lei; ma l'altra magari perché l'esplosivo non ci era mai passato in quella macchina. Né per contaminazione diretta, né per contaminazione indiretta.
TESTE Vadalà: Certamente.
PUBBLICO MINISTERO: Allora si limiti semplicemente, per cortesia, a evidenziare - anche se la Corte questo discorso lo conosce, ma tanto vale che lei almeno nei suoi termini essenziali lo puntualizzi - ecco, in che termini le metodiche adottate all'epoca erano, in qualche misura, meno avanzate, meno incisive, ecco, rispetto a quelle che di lì a non molto tempo poi lei stesso, il dottor Massari, non solamente loro, hanno adoprato, insomma.
TESTE Vadalà: Certamente. La tecnica...
PUBBLICO MINISTERO: In sostanza, dottor Vadalà. Rigiro ancora un'altra volta il discorso: quelle tecniche che avete impiegato in quelle occasioni erano tecniche capaci di evidenziare contaminazioni anche, per così dire, estremamente occasionali?
TESTE Vadalà: No, assolutamente. Quelle tecniche che noi abbiamo adoperato andavano bene su una raccolta di una gran quantità di campione.
Erano le tecniche che stavamo mettendo in atto, in uso, per i residui di esplosione di San Giovanni e di San Giorgio al Velabro. Prendevamo una quantità discreta di campionatura, la estraevamo col solvente, poi la concentravamo a vostro piacimento.
Purtroppo, quando si tratta invece di raccogliere delle tracce di contaminazione da un manufatto, non è così semplice, perché l'esplosivo non si vede. Per cui uno fa una presunzione di presenza in certi punti.
E col tampone, se non altro, i mezzi tecnologici per evidenziare la presenza di esplosivi, cerca di raccogliere con un tampone impregnato di acetone.
Però potrebbe diciamo asportare o bagnare la parte sbagliata, o la parte in cui l'esplosivo presumibilmente non ci sta.
Ecco, quindi a noi mancava questa forma di aiuto, forma di aiuto che ci è venuta qualche tempo dopo con l'introduzione del...
PUBBLICO MINISTERO: Mi pare che il problema sia stato anche di rivelatori.
TESTE Vadalà: Non avevamo altri rivelatori, erano rivelatori molto meno sensibili. Lo spettrometro di massa indubbiamente è meno sensibile del rilevatore TEA che ci è arrivato sempre a seguito di questi attentati, qualche mese dopo.
PUBBLICO MINISTERO: E su questo accertamento che le fu affidato dal dottor Piro, lei ha riferito, ricorda le date?
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Perché mi pare che abbia detto: l'incarico lo ebbe...
TESTE Vadalà: Il 29 di luglio.
PUBBLICO MINISTERO: ... il 29 di luglio del '93.
TESTE Vadalà: Luglio '93. E la relazione fu inviata il 5 settembre del '93.
PUBBLICO MINISTERO: A margine di questa illustrazione da parte sua, le risulta che questa macchina fu restituita al proprietario, o che venne mantenuta in sequestro?
TESTE Vadalà: Fu mantenuta in sequestro per un certo numero di giorni, credo. Poi dopo, credo, fu restituita al proprietario, che mi risulti. Però non ne sono sicuro, in quanto non ho più seguito, dopo la consegna dell'elaborato, resi la disponibilità della macchina al Pubblico Ministero.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, mi pare lei abbia detto che in quel caso lei adoprò una metodica di indagine proprio di tipo distruttivo.
TESTE Vadalà: Tradizionale. Sì, sì, distruttivo, infatti.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Vadalà: Sui punti in cui ho trattato con il sorbetto organico, era distruttiva.
PUBBLICO MINISTERO: E il risultato che ottenne è quello che un attimo fa ha...
TESTE Vadalà: Negativo.
PUBBLICO MINISTERO: Di assoluto negativo.
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le debbo chiedere ancora se si è occupato di un altro veicolo. Questa volta di un'auto Mercedes targata Padova 936134.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: A me risulterebbe che un incarico in questo senso le è stato dato dal dottor Saviotti.
TESTE Vadalà: Sì, sì, questo è un incarico di lavoro di ufficio che abbiamo eseguito nel maggio del '95.
All'epoca non sapevamo assolutamente che questa macchina fosse coinvolta nei fatti di cui si tratta in questo processo.
Ci fu chiesto di identificare, o di cercare la presenza di esplosivo all'interno di una autovettura Mercedes.
Applicammo la metodologia dell'EGIS e identificammo la presenza di pentrite all'interno di un vano e in un sedile, nella possibilità dello schienale di un sedile di questa Mercedes.
PUBBLICO MINISTERO: Allora, visto che lei ha anche delle belle fotografie, rappresenti adeguatamente alla Corte appunto, i punti di questo veicolo in cui ha accertato...
TESTE Vadalà: Ecco, l'autovettura è visibile in questa foto. E' una vettura targata Padova. Ci fu portata con la presunzione che potesse contenere dell'esplosivo a bordo. Pensammo a esplosivo sottoforma di ordigno.
Pertanto, in quella giornata, fu chiamato il Nucleo Artificieri di Roma, il quale con metodiche intuitive aprì l'autovettura, per altro rompendo il vetro posteriore, il lunotto posteriore, e penetrò all'interno smontando poi tutti i vari componenti alla ricerca di un presunto ordigno esplosivo.
Eravamo interessati in tre laboratori: ricerca per le droghe, ricerca per gli esplosivi, ricerca per le impronte latenti.
Dopo esserci accordati sulle modalità di intervento, iniziammo noi con tecniche non distruttive, quindi con l'EGIS, ad esaminare le varie parti della macchina.
E trovammo... Ecco, questo è il sedile posteriore, sedile posteriore destro della macchina, alla cui base c'è una cavità che contiene credo un dispositivo componente della macchina stessa.
Ebbene, in questo dispositivo erano presenti tracce di pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: In questa cavità.
TESTE Vadalà: Sì, in questa cavità.
PUBBLICO MINISTERO: Ma lì, se non mi sbaglio, è stato rimosso il sedile.
TESTE Vadalà: E' stato rimosso il sedile. Sotto al sedile c'era una cavità, nel quale erano presenti tracce di pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: Ho capito.
TESTE Vadalà: Quindi repertammo il pezzo in plastica contenuto all'interno; e una parte del sedile, una copertura del sedile che è stata repertata e sigillata.
Era presente della pentrite e...
PUBBLICO MINISTERO: Mi scusi, dottor Vadalà, la prima parte del discorso l'ho seguita, poi ho dovuto scambiare una parola col dottor Nicolosi.
TESTE Vadalà: Sì.
PUBBLICO MINISTERO: Le ultime parole non le ho seguite.
TESTE Vadalà: Volevo dirle: all'interno della cavità c'era un dispositivo elettronico con dei materiali spugnosi che erano contaminati da pentrite. Quindi esplosivo ad alto potenziale.
Quindi repertammo gli oggetti contenuti all'interno e una parte dello schienale dell'autovettura, anch'esso contaminato da pentrite.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco, questo...
TESTE Vadalà: Erano le uniche tracce che abbiamo trovato.
PUBBLICO MINISTERO: Questo è un accertamento che lei, che ha detto un attimo fa, ha svolto su incarico della Procura della Repubblica di Roma. Ma non con un incarico di consulenza.
TESTE Vadalà: No, di ufficio.
PUBBLICO MINISTERO: Così come un incarico dato ad un organismo investigativo specializzato in indagini scientifiche.
TESTE Vadalà: Esattamente.
PUBBLICO MINISTERO: Ecco. Lei personalmente si è recato quindi sul posto a fare questa...
TESTE Vadalà: E' stata portata l'autovettura presso il Servizio Polizia Scientifica. E operammo tutti gli accertamenti, sia di droga che di impronte che di esplosivi, dopo.
PUBBLICO MINISTERO: Per quello che può essere di utilità alla Corte, questa domanda posta da ultimo al dottor Vadalà ha a che fare con il capo A-1 dell'imputazione, che è specifica per l'imputato Frabetti Aldo.
Ecco, con questo mi pare che gli accertamenti che lei ha svolto da solo, o assieme ad altri tecnici, come consulente nominato dal Pubblico Ministero, ovvero nella sua veste di addetto ad uno dei servizi di Polizia Scientifica, a servizio della Polizia Scientifica della Direzione Centrale della Polizia Criminale, mi pare che sia stato completamente esaurito.
A lei ho chiesto di illustrare specificamente una serie di accertamenti.
Ecco, lei sa però che alcuni accertamenti, sui quali non aveva avuto una investitura diretta e in prima persona, però sono stati poi oggetto di sue, per così dire, letture, rielaborazioni, riconsiderazioni a carattere comparativo.
Ecco, nel compiere questa attività a posteriori, ha avuto - e se ha avuto è bene che lo rappresenti davanti alla Corte, anche se io in questi termini non le ho mai posto una questione - ha avuto una qualche ragione per la quale dissentire sulla base di argomenti, dati, che le sembravano scientificamente importanti o dal punto di vista delle metodologie, o dal punto di vista delle conclusioni, dagli accertamenti appunto che non aveva eseguito, ma che ha dovuto in qualche modo rileggere e valutare?
TESTE Vadalà: No, praticamente no. Diciamo questo tipo di accertamenti nasce da un ben grado culturale in scienza forense.
Quindi ovviamente, quando si prendono delle vie su questo tipo, o si prendono delle direzioni, su questo tipo di accertamenti, hanno un carattere di univocità.
Quando si decide di utilizzare la chemiluminescenza, come tecnica per rivelare esplosivi, lo si fa perché è l'unica tecnica che al momento attuale permette una sensibilità e una selettività.
Si possono usare tantissime altre tecniche, però sono legate ad un'altra tipologia di accertamento.
Sullo stesso esplosivo possiamo usare tecniche diffrattometriche, ma per valutare caratteristiche di materiali, non per ricercare in tracce.
Quando noi nel 1993 - mi riferisco a questa relazione che per me ebbe un esito negativo - iniziammo a prendere in considerazione l'idea di ricercare tracce di sostanze, cominciammo prima ad individuare quali erano i mezzi e le attrezzature più idonee per potere eseguire questi accertamenti.
E devo dire che c'è stato un crescendo di raffinatezza nel modo di lavorare con queste apparecchiature, dai primi tempi, fino agli ultimi accertamenti.
Indubbiamente, l'accertamento fatto in via delle Alzavole è indubbiamente un qualcosa di forse più mirato, più raffinato, di più preciso. Diciamo che decisamente, agivamo quasi a colpo sicuro. Perché ormai conoscevamo, da un lato il tipo di sostanza e il suo comportamento nell'ambiente. Cioè l'esplosivo e il rapporto dell'esplosivo ambiente; e dall'altro conoscevamo abbastanza bene i limiti strumentali della macchina.
Devo citare che in alcuni casi, nei primi accertamenti, noi facevamo, ci succedeva di accecare addirittura la macchina. Perché magari la mettevamo troppo vicina al supporto. Poi abbiamo imparato praticamente quali erano le distanze giuste, quali erano praticamente i metodi più efficaci per perturbare il meno possibile il campione, ottenendo di per sé anche degli ottimi risultati dal punto di vista analitico.
Quindi devo dire che non posso esimermi da non avere avuto la corresponsabilità in tutta la scelta dei metodi. Non solo, ma anche nell'evoluzione e nello studio di queste metodologie analitiche.
PUBBLICO MINISTERO: Bene, non le chiedo altro.
PRESIDENTE: Le parti civili hanno domande?
AVVOCATO: Nessuna.
PRESIDENTE: I difensori? A meno che non vogliano un breve intervallo.
AVVOCATO: Cinque minuti.
PRESIDENTE: Va bene. Cinque...
TESTE Vadalà: Volevo consegnare...
PRESIDENTE: Prego.
TESTE Vadalà: ... le relazioni tecniche che sono state oggetto del mio intervento.
PRESIDENTE: Sì.
TESTE Vadalà: E quindi le volevo elencare come: Relazione, incarico del 22 novembre 1995. Composto da una relazione tecnica ed un allegato fotografico con dati.
Incarico del 1 febbraio 1996 comprensivo di relazione tecnica, parte fotografica e dati.
Incarico del 23 gennaio '96 composto da relazione tecnica e allegati fotografici e analitici.
Incarico del 17 aprile '96 composto da: prerelazione e relazione di consulenza tecnica.
Incarico del 29 luglio '93 della Procura della Repubblica di Roma composto dalla relazione tecnica più allegati.
Stralcio, relazione tecnica della Procura della Repubblica di Roma, con allegati, del 17 maggio '95.
PRESIDENTE: Ha terminato?
TESTE Vadalà: Sì, sì.
PRESIDENTE: Mi pare che la difesa avesse fatto una eccezione formale...
AVVOCATO: Sì, Presidente, sì.
PRESIDENTE: ... in cui ci eravamo riservati di rispondere.
AVVOCATO: Esattamente.
PRESIDENTE: Ora, gli interventi che evidentemente vorrete fare quando riprenderemo, saranno sempre soggetti alla valutazione. Nel senso che, qualora la eccezione venisse accolta, tutto quello che è stato fatto sarebbe praticamente inutile.
Ci rivediamo tra cinque minuti.
AVVOCATO: Bene, Presidente.
<< DOPO LA SOSPENSIONE >>
PRESIDENTE: Allora, chi prende la parola?
AVVOCATO Pepi: Presidente, sono l'avvocato Pepi.
Parlo, in questo momento, in sostituzione dell'avvocato Florio per la posizione Lo Nigro.
Senta, dottor Vadalà, lei ha parlato di rilievi che ha operato sull'Ape del signor Lo Nigro.
Ecco, io le farò una serie di domande proprio in relazione a quest'Ape.
Volevo sapere prima di tutto la data esatta in cui questo suo intervento è stato effettuato.
TESTE Vadalà: Un attimo, che devo guardare i miei atti.
Il 29 aprile '96.
AVVOCATO Pepi: Il 29 aprile '96.
Dove ha effettuato questi rilevamenti?
TESTE Vadalà: Nel cortile del Servizio Polizia Scientifica a Roma.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Le risulta da quanto quest'Ape si trovava in questo cortile, o luogo dov'era?
TESTE Vadalà: Il 17 aprile, è stata portata.
AVVOCATO Pepi: Dello stesso anno?
TESTE Vadalà: Sì, sì.
AVVOCATO Pepi: Era collocata in un... all'aperto, no?
TESTE Vadalà: Certo, all'aperto, non in luogo chiuso.
AVVOCATO Pepi: Quando effettuaste questi rilevamenti che avrebbero portato al rinvenimento di alcuni rilievi di tritolo, chi era presente in questo momento?
TESTE Vadalà: Mi scusi, chi era presente in che senso?
AVVOCATO Pepi: Chi era presente nel momento in cui avete fatto i primi rilievi.
TESTE Vadalà: Sì, eravamo presenti io e il dottor Massari, come consulenti tecnici; più il personale del Servizio di Polizia Scientifica.
AVVOCATO Pepi: Quindi, per quello che riguarda l'indagato, non vi era nessuno presente.
TESTE Vadalà: No.
AVVOCATO Pepi: Ecco. E nonostante questo avete fatto i rilievi ugualmente.
TESTE Vadalà: L'analisi era di carattere ripetibile.
AVVOCATO Pepi: Era ripetibile, comunque sia c'era la possibilità di avvisare quantomeno il difensore di questo indagato, se non l'indagato stesso.
PRESIDENTE: Avvocato, ma queste non sono domande da rivolgersi al consulente.
AVVOCATO Pepi: No, sono domande... Mi scusi, Presidente...
PRESIDENTE: Avvocato, lei ha detto che non c'erano.
AVVOCATO Pepi: Sì, va be', e io...
PRESIDENTE: Ne prenda atto...
AVVOCATO Pepi: ... ne prendo atto che è stato fatto un rilievo assolutamente in dispregio di ogni diritto dell'imputato.
PRESIDENTE: Avvocato, la prego, negli esami testimoniali, considerazioni di lineatura processuale non hanno senso.
Dopodiché voi una eccezione l'avete fatta, la Corte la scioglierà.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Sempre per quello che riguarda l'Ape del signor Lo Nigro, lei ha detto che le tracce da lei rilevate, da voi comunque rilevate, sarebbero state non nel pianale, ma nei lati dell'Ape stessa, e addirittura nell'abitacolo.
TESTE Vadalà: Soprattutto nell'abitacolo.
AVVOCATO Pepi: Ecco. Proprio a questo punto io le chiedevo: ma nell'abitacolo è possibile che vengano collocati dei sacchi di cui si è parlato di una grandezza, di una quantità di 60 chili?
TESTE Vadalà: Le tracce che ho rilevato nell'abitacolo possono non essere dovute al contatto di manufatti contenenti esplosivo, ma anche per trasferimento di contaminazione da parte di una persona che li ha manipolati. Tanto è vero che l'abbiamo trovato su zone che erano utilizzate, erano a contatto con le mani delle persone.
AVVOCATO Pepi: Sì, io però vi chiedo una cosa: siccome si tratta di involucri piuttosto ampi, piuttosto estesi, è da presumere che questi involucri fossero stati posti sull'Ape nel pianale.
TESTE Vadalà: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, e allora mi può spiegare scientificamente in base alle sue conoscenze, come mai sul pianale non vi era nessuna traccia, mentre vi erano tracce soltanto laterali e nell'abitacolo.
TESTE Vadalà: Attenzione, io ho detto che sul pianale, al centro, non vi era nessuna traccia.
AVVOCATO Pepi: Sì.
TESTE Vadalà: Trattandosi di un veicolo aperto, ovviamente un eventuale lavaggio del veicolo può aver trasferito la contaminazione dal centro ai bordi del pianale.
All'interno dell'abitacolo è spiegabilissimo per il fatto che una persona che è contaminata ha trasferito la propria contaminazione sulle parti che toccava all'interno: il sedile, il tappetino e il manubrio.
AVVOCATO Pepi: Senta, io le volevo chiedere anche: lei ha detto ad un certo momento che quando lei ha effettuato insieme agli altri consulenti questi rilievi, ha parlato - testualmente, io vorrei... Siccome, mi scusi, ma purtroppo di questa materia non ne sono assolutamente a conoscenza - che cosa significa presunzione di presenza di esplosivo?
TESTE Vadalà: Semplicemente che, quando mi viene chiesto di ricercare dell'esplosivo su un certo posto, io mi indirizzo in certi materiali che presumo lo possono avere trattenuto.
Quindi, difficilmente andrò ad utilizzare una superficie vetrosa, ma piuttosto mi orienterò verso una superficie plastica o polimetrica che presumibilmente trattiene di più le tracce di esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Senta, dottor Vadalà, lei è a conoscenza da quanto tempo l'Ape del signor Lo Nigro era stata posta in sequestro e quindi posta in questo ambiente aperto?
TESTE Vadalà: Mi scusi, io l'ho avuta l'Ape il giorno 19, se non vado... 17 aprile. Il giorno 29 aprile l'ho analizzata. Quindi ci sono 12 giorni, credo, di differenza.
AVVOCATO Pepi: Sì, ma ecco, le ho fatto una domanda, forse lei non è in grado di darmi una risposta.
Sapeva da quanto precedentemente a queste date che lei mi ha detto, questa Ape era stata sequestrata e messa a disposizione dell'Autorità Giudiziaria?
TESTE Vadalà: No, non lo sapevo.
AVVOCATO Pepi: Non lo sa. Comunque sa e conferma che quest'Ape, in questo periodo di tempo, è sicuramente stata all'aperto.
TESTE Vadalà: Certo. Era coperta da teli.
AVVOCATO Pepi: Ecco, era coperta da teli.
Lei ha anche detto, parlando genericamente, che è possibile, sarebbe possibile rilevare tracce di sostanza esplosiva anche a tre anni di distanza, in una macchina.
TESTE Vadalà: Certo.
AVVOCATO Pepi: Ecco, ma io le domando: se questa macchina su cui si fa questa indagine postuma fosse stata più volte sottoposta a lavaggio interno ed esterno, è proprio sicuro che si potrebbe, dopo tre anni, avere gli stessi risultati di quelli che potrebbero essere invece stati quelli di tre anni antecedenti?
TESTE Vadalà: Se lei lava la macchina con i metodi che solitamente usiamo noi per asportare gi esplosivi, cioè con solventi organici, indubbiamente lei potrebbe asportare via tutte le tracce di esplosivo, anche dopo ripetuti lavaggi.
Però dovrebbe adoperare sostanze organiche della stessa qualità e tipo che noi usiamo per effettuare la fissazione dell'esplosivo.
AVVOCATO Pepi: Quindi lei mi dice che se si ripetesse ancora oggi una analisi su queste auto, su questi luoghi dove lei ha operato quella sua attività, tutt'oggi, giugno del '97, si potrebbe ancora trovare tracce di esplosivo.
TESTE Vadalà: Certamente. Sempre utilizzando lo stesso tipo di apparecchiatura, o apparecchiatura analoga di pari sensibilità.
AVVOCATO Pepi: E questo è sotto il profilo scientifico matematico un dato certo e sicuro, oppure può variare a seconda delle condizioni ambientali, di tempo, di luogo?
TESTE Vadalà: Dipende soltanto se l'autovettura è stata ben chiusa e conservata in un luogo adeguato.
AVVOCATO Pepi: Ma allora io ritorno alle domande che le facevo precedentemente.
Un'Ape che è sostanzialmente scoperta e viene tenuta, anche se lei mi ha detto con teloni eccetera, dal telone può filtrare sia aria, che vento, pioggia, eccetera...
TESTE Vadalà: Se tenuta in un locale chiuso, sì.
AVVOCATO Pepi: Quindi, a questo punto, lei non può escludere che l'Ape dove lei avrebbe rilevato questi dati, poteva anche avere dei risultati diversi perché sottoposta ad elementi atmosferici o comunque di tempo, di pioggia, di vento...
TESTE Vadalà: Guardi, l'Ape credo che sia stata sottoposta a elementi atmosferici di pioggia, che mi risulta dal suo uso, era l'Ape in uso ad una persona che andava a pesca.
AVVOCATO Pepi: Sì.
TESTE Vadalà: Per cui praticamente il pianale sarà stato pure lavato per portare degli oggetti.
E quindi ovviamente il fenomeno di trasferimento dell'esplosivo dal centro del pianale ai bordi, è proprio dovuto a quel fenomeno.
AVVOCATO Pepi: O comunque chiaramente da quando è stata sequestrata evidentemente a pesca e lavata non è stata... per cui...
TESTE Vadalà: E quindi pertanto manterrà ancora tracce di esplosivo fino a che non verranno fatte ulteriori analisi.
AVVOCATO Pepi: Ne prendo atto.
Non ho altre domande, grazie.
AVV. Cianferoni: Dunque, dottore, sono l'avvocato Cianferoni. Buonasera.
TESTE Vadalà: Buonasera.
AVV. Cianferoni: Vediamo un po', abbia tanta pazienza, perché siamo artigiani di questa materia, anzi, forse ancor meno che artigiani, a fronte suo che invece è estremamente competente.
Senta, un primo argomento è quello riferibile alle modalità di confezionamento di quei pacchi che, alla scorsa udienza di sabato, si videro e dei quali oggi ha continuato a parlare.
E' possibile stabilire, una volta confezionati in quel volume, diciamo, con quale unità di grandezza si possa misurare l'espansione dei vapori o del particellato di esplosivo che è contenuto all'interno?
TESTE Vadalà: Cerco di capire: lei vuol sapere se il pacco sull'esterno risulta ancora contaminato?
AVV. Cianferoni: Sì, e soprattutto con tempi e con che percentuali l'esplosivo riesce a uscire, a uscire all'esterno.
TESTE Vadalà: Ecco, diciamo che quel pacco è fortemente contaminato e lo sarà per i prossimi anni, poiché si tratta di un involucro che contiene dello scotch. Lo scotch contiene delle colle. Per cui, una volta che la polvere si appiccica sulle colle all'esterno, va bene? sui tratti in cui il nastro permea il materiale adesivo, lei avrà una specie di pillola leggermente ricoperta di polvere esplosiva.
Chiunque la tocca, diciamo ne rimane contaminato.
Non vorrei escludere, ma il punto in cui l'ho poggiato per terra, esattamente al centro della moquette della Corte, potrebbe essere contaminato anch'esso da esplosivo.
AVV. Cianferoni: Non dubito, ma la mia domanda era un po' diversa.
Cioè, io vorrei sapere - se si può sapere ovviamente - quanto tempo impiega questo vapore a fuoriuscire e in che percentuale.
TESTE Vadalà: Eh, questo...
AVV. Cianferoni: Questa è la mia domanda. perché bisogna vedere se un soggetto tocca questi, per quanto tempo li tocca, dopo quanto, rispetto al confezionamento, li tocca.
Non so se mi sono spiegato.
TESTE Vadalà: Sì, ho capito perfettamente.
Allora, prima di tutto non è un vapore, ma in questo caso si tratta di una polvere estremamente fina, una polvere appiccicosa...
AVV. Cianferoni: Quindi, particellato.
TESTE Vadalà: E' un particellato. E non è quantizzabile capire la percentuale di trasferimento di polvere dall'involucro ad altri manufatti. In quanto diciamo non è un fenomeno decisamente fino ad adesso studiato.
Quello che le posso garantire è che, da prove di fatti in laboratorio, una persona che ha toccato un candelotto, cioè lo ha semplicemente tenuto stretto per la mano, per circa una decina di secondi, è risultato essere positivo.
Dando poi la mano a due-tre persone, pure le altre tre persone sono risultate positive.
Il giorno appresso, la persona che si era toccata la giacca, è stata di nuovo rivisitata allo strumento ed è risultata anch'essa positiva.
Diciamo che in questo caso qua si tratta semplicemente di una contaminazione estremamente volatile, fatta sulle mani che sono un punto in cui in genere ci si lava, e fatta per circa dieci secondi, il tempo di stringere il manufatto in mano.
Il fatto che si sia potuta trasferire più e più volte sulle mani di altre persone - questo esperimento in pratica è quello che abbiamo fatto - ci permette di stabilire: 1, che è possibile trasferire la contaminazione; 2, che quantomeno su un vestito, tracce di residui di contaminazione, permangono fino a che esso non viene lavato.
AVV. Cianferoni: Senta, a proposito delle modalità di confezionamento di questi pacchi, io ho ricordanza che la volta scorsa quando lei venne, non ci parlò di questo appunto confezionamento. Che oggi lei ha introdotto come sua ipotesi.
Ora, fu una sua dimenticanza della volta scorsa, è un dato che ha acquisito nelle more del processo...
TESTE Vadalà: No, probabilmente ad una dimenticanza legata al breve tempo intercorso con l'interrogatorio di sabato 17.
AVV. Cianferoni: E che sempre il sabato 17 lei usò proprio testualmente questa espressione, con riferimento alle manigliette:
"Questi oggetti - lei disse - sono piuttosto agevoli se hanno queste manigliette".
TESTE Vadalà: Certamente, l'ho ribadito anche oggi.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ma io da ciò desumo che lei è in grado di fare un paragone con gli stessi oggetti senza manigliette.
TESTE Vadalà: Infatti io li ho praticamente manipolati senza manigliette.
Quelli che abbiamo visto in fotografia erano stati privati delle manigliette. E indubbiamente, avendoli dovuti manipolare, devo dire che due manigliette mi avrebbero fatto abbastanza comodo.
AVV. Cianferoni: Senta, un argomento di cui si è parlato, ma tangenzialmente è quello delle impronte digitali.
TESTE Vadalà: Sì, ma non riguarda...
PRESIDENTE: Non in maniera diretta, avvocato. Non è oggetto di questa indagine.
AVV. Cianferoni: Chiedo scusa, Presidente. Si tratta invece di un quesito specificamente posto al diciamo pool di consulenti.
PUBBLICO MINISTERO: (voce fuori microfono)
AVV. Cianferoni: Sì, ma siccome lo stesso dottor Pubblico Ministero ha chiesto al consulente se faceva propri gli esiti e quant'altro, quantomeno mi lasci finire la domanda, vediamo. Io non è che chiedo al dottor Vadalà...
PRESIDENTE: Finisca la domanda.
AVV. Cianferoni: Ecco. No, la mia domanda era tesa invece proprio alla questione riferita agli esplosivi, non alle impronte papillari. In questo senso: "transeat" che non si rinvengano impronte - perché mi pare di ricordare, me lo asseveri, che non sono state ritrovate impronte digitali sugli involucri - ma vorrei capire da lei, se è in grado di rispondere, com'è che in presenza di tracce di esplosivo, vapori o particelle, non ha importanza, su manopola del cambio e volano, non si trovano però impronte digitali.
TESTE Vadalà: Eh, questo dovrebbe domandare a chi ha effettuato gli accertamenti.
Tant'è vero che, anche in caso della Uno del Cocchia, avemmo modo di rispondere con due relazioni separate. Per cui non so quali sono le risultanze del collega che ha fatto le impronte.
Diciamo, all'atto del prelevamento, ci siamo divisi gli incarichi. Io mi sono occupato di quello che avevo repertato io; e il collega ha risposto per quanto concerneva lui.
AVV. Cianferoni: A proposito di questa Uno del Cocchia, le chiedo: la relazione, se ricordo bene, è del settembre del '93. Abbiamo appreso anche da quanto dichiarato dal dottor Massari che la macchina EGIS era nota da ormai un decennio, a far data dal '93. E di lì a poco sarebbe entrata tra l'altro nella vostra disponibilità anche pratica.
Com'è che allora non sentiste la necessità di segnalare al Pubblico Ministero di Roma che vi delegava questi accertamenti, dell'esistenza dell'EGIS?
TESTE Vadalà: Perché all'epoca il contatto per l'EGIS, come lei... il dottor Massari ebbe modo di accennare, era ancora in alto mare per una questione economica. E quindi non avevamo la disponibilità, non sapevamo la esatta disponibilità temporale dello strumento.
Quindi a noi ci arrivò parecchio tempo dopo.
AVV. Cianferoni: Ma a proposito delle modalità di impiego di questa macchina, le dico: oggi, proprio oggi, lei ha adoperato un'altra espressione che ha destato la mia curiosità.
Cioè, ha detto, parlando degli accertamenti su due autovetture: 'poiché l'EGIS si trovava in Roma, noi abbiamo aspirato il particellato e quant'altro'.
Cioè, quello che mi ha colpito, è questo riferimento alla collocazione spaziale della macchina in Roma.
TESTE Vadalà: Sì, sì, e le spiego subito perché.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Vadalà: Perché era il periodo nel quale tendevamo a muovere il meno possibile l'EGIS. Proprio perché esperienze pregresse ci avevano insegnato che la macchina, tanti spostamenti su autovettura, non era consigliato fargliene fare.
Quindi, l'EGIS in Roma significava avere l'EGIS al servizio, trasportarlo al piano terra. Quindi un normale ascensore, e con le sue brave rotelle, posizionarlo in un corridoio pulito nei pressi del parcheggio sul quale si doveva poi operare.
Ecco, si intende proprio in questi termini.
AVV. Cianferoni: Va bene. Però comunque il fatto che lei mi dica che in quel periodo l'EGIS si trovava in Roma e ora stesso mi conferma lo avevate usato anche fuori, mi...
TESTE Vadalà: In Roma, sempre in Roma. In Roma intendevo al servizio di Polizia Scientifica, ecco.
AVV. Cianferoni: Sì, ma dico: allora lo avevate usato anche fuori Roma?
TESTE Vadalà: Sempre nell'ambito urbano.
AVV. Cianferoni: Non vi era mai stato chiesto di usarlo fuori Roma.
TESTE Vadalà: Non in altre città fuori di Roma. Ci è stato chiesto di portarlo in altre zone, ma sconsigliammo il trasporto per lungo percorso stradale dell'apparecchiatura. Come ovviamente per tutte quelle apparecchiature di quel tipo.
AVV. Cianferoni: Opra, per dare completezza a questo argomento le chiedo due questioni. La prima è che ho notato, da quegli elaborati dai quali lei oggi chiede di far deposito, che però l'EGIS lo spostavate su una macchina civile, nemmeno della amministrazione.
Cioè, noleggiavate - se il termine si può usare - una macchina di un privato.
TESTE Vadalà: Ci è stato chiesto di farlo in questo modo, direttamente. Proprio per dare meno nell'occhio, in certe zone.
AVV. Cianferoni: E il secondo è che non ho trovato - e può darsi che sia una mia negligenza - la specificazione di quel guasto che induce poi il Pubblico Ministero di Firenze a concedere una proroga alla vostra ultima relazione. Tant'è che oggi lei ci parla di una prelevazione e di una relazione che risulterebbero integrali.
Però ho trovato soltanto l'indicazione della proroga, non ho trovato le motivazioni del guasto.
TESTE Vadalà: Non decidemmo di dare giustificazione del fatto che si era guastato una colonna e provvedemmo a far il ripristino del pezzo mancante senza doverlo specificare sulla relazione.
Normalmente, quando si guasta uno strumento, un motivo c'è, insomma. Normalmente non da parte dell'apparato tecnico dell'analisi il fatto che ci sia un guasto.
AVV. Cianferoni: Sempre parlando delle modalità di impiego, e quindi delle modalità dell'accertamento, ora, rispondendo alle domande del collega, lei ha detto che sull'Ape celestina di cui si è parlato poco fa, si trovavano dei teli.
TESTE Vadalà: Certo. Teli di politene. L'abbiamo coperta con dei teli di politene.
AVV. Cianferoni: Ecco, però ricordo di aver visto le fotografie proprio questo pomeriggio. E questi teli non c'erano.
TESTE Vadalà: Certo, li abbiamo levati per fotografare l'Ape nella sua interezza.
Quando ci è arrivata con l'autotrasporto, la DIA ha provveduto a ricoprire tutto il mezzo con dei teli di politene per conservarla fino all'esecuzione degli accertamenti.
AVV. Cianferoni: Ma ecco, per completezza, ci sono delle fotografie con l'Ape in questa condizione? Cioè, trattata nel cellophan o no?
TESTE Vadalà: Non credo.
AVV. Cianferoni: Ho capito. Bene.
E sempre per curiosità di comprensione, prima di tutto: invece, sul sopralluogo di via delle Alzavole, ho notato un'altra discordanza.
Si è visto un agglomerato plastico: politene, lei dice...
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: E si è visto invece un cartone - ricordo c'era la pubblicità Oro Saiwa sopra impresso - invece disteso.
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: Com'è che, prima di tutto, la repertazione di questi oggetti è avvenuta? Cioè, perché avete trovato quel cartone in quelle condizioni e quel politene in quelle condizioni? Mi dovrebbe una spiegazione.
TESTE Vadalà: No. Ecco, diciamo che il politene era più o meno nelle condizioni in cui lei lo ha visto in fotografia. Sia quello nero, che quello trasparente.
Il cartone dell'Oro Saiwa, della scatola di biscotti Oro Saiwa, è stato fotografato in quella posizione per far vedere quanto era grosso e com'era conformato. Tutto qua.
Per altro è stato repertato, quindi è disponibile, insomma.
AVV. Cianferoni: Quando lei parla a proposito del sopralluogo di via delle Alzavole di un agire quasi a colpo sicuro - lei ha usato questa espressione - 'agivamo quasi a colpo sicuro in via Alzavole'. E' stato, lei ha detto, un crescendo di raffinatezza. Che cosa ha inteso dire, precisamente?
TESTE Vadalà: Intendevo dire che nelle volte precedenti si faceva un mappaggio a tappeto di tutta una sala o di un ambiente. In questo caso, vista l'esperienza fattaci con tutti gli altri precedenti interventi, non era necessario fare un numero elevatissimo di rilievi. Era sufficiente andare direttamente nei punti che ci avevano indicato le relazioni dei collaboranti. E analizzare in quelle zone là.
E poi estendere poi a tutto il locale. Ovviamente tutti gli accertamenti. Tant'è che nel locale accessorio, quello precedente, trovammo risultati negativi.
AVV. Cianferoni: Senta, però vi è un'altra cosa, sempre riferito alla relazione 5 settembre '93 P. M. di Roma.
Le ha detto di aver adoperato l'HPLC e la gascromatografia...
TESTE Vadalà: Prospettrometria di massa.
AVV. Cianferoni: ... con spettrometria di massa GCMS.
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: E ha detto che, rispetto all'EGIS, sono dei mezzi meno sensibili.
TESTE Vadalà: Erano quelli che avevamo a disposizione all'epoca.
AVV. Cianferoni: Ora, mi sbaglio - e può darsi, ma forse no - ma il dottor Massari venne dicendo che la gascromatografia di massa, o l'altra sorella, la gascromatografia TEA, GCT e GCMS - ricordo queste sigle -...
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: ... dovevano rappresentare degli elementi di riscontro all'EGIS.
TESTE Vadalà: Forse si intende la LCT, l'LC-MS-MS, la liquido massa-massa, probabilmente si intendeva questa qui.
AVV. Cianferoni: Sì, però sempre si tratta - appunto lei me lo conferma - di un qualcosa di più sicuro.
Io ricordo che il Massari parlò di confermare o non confermare la raccolta operata con l'EGIS attraverso il GC-TEA.
TESTE Vadalà: Il GCMS-MS, cioè lo spettrometria di massa-massa. Non la GCMS semplice. Intendo specificare la differenza fra i due tipi di analisi.
Allora, il GC-TEA ovviamente ha le stesse caratteristiche di sensibilità e selettività dell'EGIS.
L'analisi di spettrometria massa-massa raggiunge le sensibilità confrontabili con il TEA e quindi anche con l'EGIS, proprio perché è in grado di eliminare ogni forma di interferenza andando a guardare gli ioni molecolari ben mirati. Li frammenta e li conosce solo essi.
Storicamente noi avevamo, all'atto dei primi attentati del 14 maggio 1993 a via Fauro, avevamo soltanto il GC-Massa che andava bene per ricercare residui di esplosione su una vasta miscellanea di reperti. Non adoperavamo a quell'epoca operazioni in tracce sulla contaminazione degli esplosivi.
Quindi, quella macchina che era presente a quell'epoca, faceva solo il lavoro sui residui di esplosione. E tuttora fa ancora lavori sui residui di esplosione.
Piano piano, il GC-Massa, è sostituito e soppiantato da altre apparecchiature più selettive e più sensibili, come la cromatografia liquida o massa-massa, il GC-TEA e altre apparecchiature che sono praticamente in via di sperimentazione.
AVV. Cianferoni: Senta, traggo spunto dalla consulenza relativa per l'appunto al rinvenimento di Capena.
A pagina 20 leggo una affermazione metodologicamente condivisibile.
Lei scrive: "All'origine di una buona analisi c'è il campionamento inteso come l'operazione che permette di ottenere un esemplare rappresentativo della sostanza da analizzare".
Quindi allora cominciamo a dire che l'estrazione della particella fa parte dell'accertamento. E' un qualcosa di inscindibile da tutto ciò che viene dopo.
TESTE Vadalà: Mi scusi, a quale situazione si riferisce?
AVV. Cianferoni: Questa, dunque, i fogli sono 2544 e seguenti.
E' la compatibilità fra l'esplosivo repertato nel comune di Capena e i risultati degli accertamenti relativi ai fatti di strage avvenuti nel '93 e nel '94.
No, aspetti, che questa è solo una pagina.
Comunque l'incarico è sostanzialmente riepilogativo. E' quella che lei consegna il 29-30 dicembre del '95.
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, a pagina 20 si parla del campionamento. Che quindi allora viene ad essere un qualcosa di inscindibile da tutto quello che verrà successivamente.
TESTE Vadalà: Quando lei campiona per una analisi di carattere distruttivo.
AVV. Cianferoni: Eh, sì. Io ora non sono voluto scendere, perché giustamente il Presidente prima ricordava a noi difensori che le questioni strettamente tecnico-giuridiche le trattiamo in un altro momento.
TESTE Vadalà: Certamente.
AVV. Cianferoni: Lei allora...
PRESIDENTE: Sono già state trattate, avvocato. La Corte si è riservata di decidere.
AVV. Cianferoni: Appunto. Ma dicevo, al...
PRESIDENTE: Non oggi, perché oggi, primo se n'è già parlato; la Corte deve ancora decidere. Bene, prosegua.
AVV. Cianferoni: Ma dicevo, appunto al consulente, di come la risposta che cercavo fosse proprio invece strettamente tecnica di sua pertinenza.
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Non riferita ad una descrizione procedurale, normativa, ecco.
TESTE Vadalà: Mi scusi, mi ripete su quale campionamento...
AVV. Cianferoni: No, no, io le chiedo proprio dal punto di vista metodologico.
Trovo scritto, e condivido, che il campionamento è il punto di partenza di una buona analisi - siamo a pagina 20 -.
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: "Inteso come l'operazione che permette di ottenere un esemplare rappresentativo della sostanza da analizzare".
TESTE Vadalà: Certamente. E' quello che per esempio si fa quando si fa un carotaggio all'interno di una massa esplodente.
Se lei fa un carotaggio limitato, lei può raccogliere quantitativi di materiale che possono non essere omogenei. Un buon campionamento si fa quando si va a raccogliere un frammento dovuto ad un materiale esplosivo.
Un buon campionamento lei lo fa quando va a pulire una zona, e quindi a fissare delle sostanze esplodenti su un batuffolo di cotone impregnato di solvente organico, perché questo sia conservato per le analisi future.
AVV. Cianferoni: Ecco, qui secondo me va fatta una distinzione.
Cioè, chiedo a lei: mi pare di aver capito che non sempre si è adoperato un tampone a secco o con il solvente. E' un altro problema ancora.
Però mi pare che talvolta il prelievo sia stato diretto tra il vapore e il particellato.
TESTE Vadalà: Certo, dipende dalla quantità che lei ha a disposizione e dallo stato di omogeneità del campione.
AVV. Cianferoni: Ma ecco, io ora le giro una domanda che si fece già al dottor Massari: il campione usato per il prelievo EGIS che fine fa poi?
TESTE Vadalà: Allora - e qui ribadisco quello che probabilmente le avrà detto il dottor Massari - l'analisi fatta con il campione EGIS, con l'apparecchiatura EGIS, non è un campionamento, è un accertamento di carattere istantaneo.
Istantaneo, si intende nel tempo di 18-20 secondi, quello che è necessario alla macchina per fare le sue determinazioni analitiche del composto.
Lei si immagini di stare su una spiaggia e di camminare sopra con una calamita; chiaramente, lei preleverà da questa spiaggia tanti granellini di ferro che si attaccano alla calamita. Ma non è che li preleva tutti quanti.
AVV. Cianferoni: Ripeto, questo è un altro problema ancora.
TESTE Vadalà: Questo è il modus, questo è il modus di prelevare da parte dell'apparecchiatura, del campionatore dell'EGIS. Che non ha altri modi di prelevare la contaminazione.
AVV. Cianferoni: Sì, ma la mia domanda - perché vede, la sua risposta me ne sollecita una diversa -: chi ci dice a noi che quei granellini che porta via l'EGIS siano alcuni oppure tutti rispetto a quelli che c'erano?
TESTE Vadalà: Ecco, proprio perché la macchina non aspira, ma capta i vapori presenti in tracce sulla contaminazione; l'ho spiegato prima come questa contaminazione si infila in tutte le parti dei supporti: nelle plastiche, nei vestiti, nelle tracce di materiali polimerici. E stabilisce tra contaminazione e materiale di supporto un legame chimico, e chimico-fisico, ben definito.
Quando l'apparecchiatura EGIS passa sopra, non è un'aspirapolvere che aspira tutto; raccoglie parzializzando i vapori provenienti dalla superficie. Ma non è che li raccoglie tutti quanti.
Tanto è vero che in taluni casi, quando si ha a che fare con esplosivi poco volatili, è necessario dargli una scaldatina per permettere a questi di volatilizzarsi e, quindi, di essere captati e poi successivamente analizzati.
AVV. Cianferoni: Scusi, eh, però allora come si concilia questa sua risposta con invece quanto si legge in un'altra relazione - sempre da lei svolta - quella del 6 giugno '96, circa via delle Alzavole. Laddove, a pagina 6, si legge:
"Per la peculiarità delle analisi effettuate con l'EGIS e la difficoltà di interpretare correttamente dati di sostanze presenti in quantità così basse, è indispensabile confermare i risultati ottenuti tramite almeno le due tecniche analitiche citate".
E prima si fa riferimento, per l'appunto, al GC-TEA e al GCMSMS.
TESTE Vadalà: E' LGMSMS.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Vadalà: Questo è quello che solitamente la prassi vorrebbe che si facesse su certi campioni. Indubbiamente si può anche continuare a leggere con l'EGIS i campioni, avendo dei risultati più che probanti; però se uno vuole può anche utilizzare attrezzature diverse per avere una conferma.
E' semplicemente per una questione di conferma.
AVV. Cianferoni: Perché, se ho capito bene, l'EGIS va ad incidere su una situazione in equilibrio.
TESTE Vadalà: Dipende cosa intende lei per equilibrio, cioè il vapore sta giustamente in equilibrio col suo solido, sulla superficie contaminata.
Quando l'EGIS aspira le piccole tracce di vapore e le fissa sul suo coil di campionamento, le mantiene all'interno, e poi dopo permette alla macchina di analizzarle.
AVV. Cianferoni: Oggi lei ha fatto riferimento all'elettrolisi. L'altra volta...
TESTE Vadalà: No, no.
AVV. Cianferoni: All'elettrolisi, sì.
TESTE Vadalà: Quale elettrolisi, scusi?
AVV. Cianferoni: Scusi, allora l'ha fatto l'altra volta il dottor Massari, che ha parlato anche della reazione redox. Come processi che avvengono e sui quali va ad incidere il...
TESTE Vadalà: Direi di no, lei ha usato un termine improprio, forse ha fatto riferimento alla pirolisi.
AVV. Cianferoni: No no. Perché fino lì ci s'arriva. Allora, abbia pazienza...
PRESIDENTE: Pirolisi, mi ricordo anche...
AVV. Cianferoni: Eh, capito? Perché, sa professore?, la questione dell'equilibrio statico, io so che l'ha scritto lei, quindi volevo sentirmelo dire da lei, eh. Ora ci arriviamo, eh.
Allora, lei oggi ha parlato di legami di carattere elettrostatico.
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Quindi è una questione che sta in un equilibrio molto instabile.
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Allora, se l'EGIS incide su quest'equilibrio, come vi incide, che fine fanno quelle particelle che porta via l'EGIS?
TESTE Vadalà: Ecco, quando lei ha una superficie che è intrisa di questi materiali, e li scalda leggermente, provoca - statisticamente - una eccitazione di queste particelle che evaporano. Queste particelle evaporano e vengono attratte, come quando lei prova a scaldare o a soffiare su un profumo. Quindi, una parte dei vapori del profumo vengono messi in libertà e quindi captati dal coil. Non c'è nessun problema di equilibri, di disturbamento di equilibrio statico. C'è soltanto lo sfruttamento di un principio chimico-fisico, che permette a queste particelle di essere raccolte sull'esterno.
AVV. Cianferoni: Direi che la questione è ancora più delicata, perché se l'equilibrio, invece che statico, è dinamico, mi pare - come scrivete voi a pagina 9 della relazione 6 giugno, mi pare ancora più instabile il tutto, e ancora più soggetto a una modificazione irreversibile.
TESTE Vadalà: La modificazione...
AVV. Cianferoni: Glielo leggo. Lei scrive, insieme al dottor Massari:
"Le analisi chimiche sono state tutte effettuate utilizzando il sistema EGIS, le cui caratteristiche peculiari sono rappresentate dal fatto che non altera visibilmente il reperto".
E questo ce ne rendiamo conto tutti, perché l'Ape, non abbiamo visto i teloni in cui era incartata, ma perlomeno le lamiere siamo riusciti a vederle.
"E che effettuano analisi sulla parte volatile di un composto intrappolato da materiale a differente potere assorbente, in equilibrio dinamico con eventuali microresidui presenti nello stesso."
Oh, quindi incide su questa situazione, su questi equilibri dinamici.
TESTE Vadalà: Lei guardi, qualsiasi oggetto si trova, sta in equilibrio dinamico col suo ambiente, perché le particelle, il profumo stesso, la particella è tenuta in equilibrio statico all'interno della massa di materiale di matrice. Ma la sua interfaccia con l'ambiente esterno è sempre in equilibrio dinamico, vi saranno particelle che se ne distaccano, e particelle che se ne ritornano sul supporto.
Quindi, diciamo, è un modo diverso di dire le cose; ma non vedo come incida la struttura del discorso.
AVV. Cianferoni: Ecco. Però, allora come si può spiegare oggi questa sua proposizione. Gliela leggo per intero, perché non voglio certo...
TESTE Vadalà: Sì sì, certo.
AVV. Cianferoni: ... vero?, indurla in errore.
A pagina 15, sempre della relazione 29 dicembre '95, si legge:
"Per il particolato, anch'esso invisibile come il vapore, e certamente disomogeneo nel punto di prelievo, è sufficiente la presenza di una o più particelle per variare notevolmente la risposta strumentale".
TESTE Vadalà: La presenza di più particelle...
AVV. Cianferoni: Una o più.
TESTE Vadalà: Una o più particelle che vengano a contatto direttamente sopra il prob; quindi vuol dire che, se uno non sta attento, rischia di accecare interamente la macchina. Ecco, era questo il discorso inteso da quella proposizione.
Cioè praticamente la sensibilità del metodo è tale che non... il discorso era inteso nel definire la non qua... la risposta, la non quantitatività della risposta ottenibile con l'EGIS.
Cioè la risposta ottenibile con l'EGIS, non è correlabile con un dato quantitativo. Proprio perché, mentre lei passa sopra il prob, sopra la particella, se se ne distaccano una o più, può avere risposte estremamente variabili. Ma non è che non ha risposte, eh.
AVV. Cianferoni: A proposito del decorso del tempo, già ha risposto, e quindi le pongo una domanda successiva.
Lei ha detto che due vetture le giunsero, da esaminare, sigillate. Oh, intanto abbiamo appreso che l'Ape non era sigillata.
TESTE Vadalà: L'Ape era sigillata, era tutta...
PRESIDENTE: Avvocato, mi scusi.
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: Ma io ho l'impressione che qui si facciano degli equivoci.
AVV. Cianferoni: Prego.
PRESIDENTE: Perché se l'Ape non era sigillata, se l'Ape non era sigillata o si dimostra che queste tracce sono state addotte fortuitamente o deliberatamente da altri, oppure...
AVV. Cianferoni: Oppure?
PRESIDENTE: Oppure, lascio a lei. Ecco. Perché l'esposizione alle intemperie, all'atmosfera, eccetera, evidentemente sono tutti elementi che devono diminuire necessariamente e tendenzialmente la presenza dei residui. Quindi la copertura, avvenuta sia pur a distanza di molto tempo dal sequestro, non è un elemento che mette in discussione i risultati.
AVV. Cianferoni: Avremo modo di ridiscutere, signor Presidente, la questione.
PRESIDENTE: Va bene. E stata solo un'impressione, perché lei calca la mano su questa mancanza dei teloni. E va bene, può darsi che i teloni siano stati messi all'ultimo momento; ma non mi sembra un risultato che controverta o un dato che controverta con il risultato.
AVV. Cianferoni: Senza dubbio.
PRESIDENTE: Ci possono essere altri argomenti più seri, ma non questo.
AVV. Cianferoni: Siamo qui a discutere di altro, in effetti non questo. Era però sulle modalità; non è stato dato atto nemmeno con una fotografia dell'Ape incartata in cellophane.
PRESIDENTE: Avvocato, ma c'è un limite.
AVV. Cianferoni: Ecco.
PRESIDENTE: In queste attività - in tutte queste attività - c'è un limite al quale non si può andare oltre: sono ufficiali di Polizia Giudiziaria. Se non sono ufficiali di Polizia Giudiziaria, sono come minimo pubblici ufficiali nell'esercizio di funzioni. Di fronte a una messa in scena che non sussiste, perché la si vuol alterare fittiziamente, dico, finisce che non potrebbe neppure credere a quello che si afferma da parte di un testimone o di uno stesso imputato che inopinatamente ammette qualche cosa.
Non si può più credere a niente.
C'è un minimo di fiducia, di fronte alla quale bisogna avere delle circostanze serie, non dei semplici dubbi.
AVV. Cianferoni: Ma...
PRESIDENTE: Che poi non concludono nulla, ovverosia concludono al contrario. Proseguiamo.
AVV. Cianferoni: La questione è molto interessante. Proseguiamo nel merito.
PRESIDENTE: Certo, avvocato.
AVV. Cianferoni: Perché, appunto, no, il perché della mia domanda si collega ad un altro accertamento del quale abbiamo già parlato col dottor Massari.
Cioè i teloni di cellophane in via Ostiense.
Lei ci andò al sopralluogo di via Ostiense?
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco, allora ricorda - proprio per avvalorare la irripetibilità, ecco, sto parlando per la Corte in questo momento, dell'incombente - ricorda di questi teloni che furono apposti, oh; e ricorderà allora altresì come quest'accertamento fosse scaturito nell'ambito di un'attività di perquisizione e sequestro.
Cioè il punto specifico è a pagina 11 della solita relazione 29-30 dicembre '95, laddove si legge:
"Il Pubblico Ministero ordina procedersi a perquisizione nei luoghi e nei locali suindicati, con sequestro di quanto rilevante venga rinvenuto. Si dispone altresì che l'atto venga compiuto con l'intervento di tecnici di Polizia Scientifica, presso la Direzione Centrale, per gli opportuni rilievi e repertazioni".
Ecco, in un contesto perciò di perquisizione e sequestro voi operaste, è così?
TESTE Vadalà: Sì.
AVV. Cianferoni: Ecco.
TESTE Vadalà: Si parla di via Ostiense?
AVV. Cianferoni: Si parla di via Ostiense.
TESTE Vadalà: Se parla di via Ostiense, sì. Furono messi dei teloni a copertura, a protezione della zona, perché in caso di pioggia battente, più che scioglimento o soluzione di parti esplosive, ci sarebbe stato proprio un dilavamento meccanico di tutta quella ghiaia.
Per cui, noi optammo per coprire quelle zone con dei teli di politene. Con questo sistema io solitamente opero quando si tratta di un attentato, e ci sono degli agenti meteorologici sfavorevoli. E' una normalissima precauzione che qualsiasi chimico che opera, adopera.
AVV. Cianferoni: Sì, ecco, a me interessava rimarcare il discorso della perquisizione e del sequestro, cioè di due atti procedimentali irripetibile, fino a costituire casi di scuola.
Ma, detto questo, adesso andando su un altro argomento toccato dal Pubblico Ministero, quello della compatibilità di questi accertamenti con altri accertamenti svolti nell'ambito di questa indagine.
Stamani lei ha usato quest'espressione, comparando via via tutti e sette, anzi, tutti e sei i fatti di attentato che ha avuto da esaminare, ha parlato di un quadro leggermente diverso per Formello. Questo proprio se lo ricorda?
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Ecco. Ora, lei è consulente e quindi perciò le sollecito una valutazione. In che senso "leggermente diverso", posto che delle componenti esplosive vengono a mancare per l'appunto il tritolo e il T-4? Che sono proprio diversi, l'abbiamo appreso: sono più resistenti, ci vuole...
TESTE Vadalà: No no, no. Sono proprio diversi gli esplosivi adoperati. Io non ho ritrovato esplosivi uguali a quelli degli altri attentati, come se avessero adoperato una carica diversa. Ecco, questa è la conclusione a cui potrei giungere, dando un giudizio su quella tabella.
AVV. Cianferoni: Dunque, e a proposito allora di questa carica diversa del Formello, aprile '94, siccome l'argomento è trattato nella relazione che ho più volte citato, del dicembre '95, le chiedo.
In questa relazione si trova anche descritto come, secondo lei, sarebbe stato predisposto l'ordigno nei vari casi; lei parla di una base, chiamiamola così - ora, se ha la pazienza di aspettare, trovo proprio la pagina - comunque lei parla di una base costituita dal tritolo con un booster e con una miccia detonante. Questo, diciamo, per l'ordinario, cioè per i cinque casi.
TESTE Vadalà: Certo.
AVV. Cianferoni: Invece, per Formello, come può oggi concludere, alla luce dei prelievi fatti e di queste comparazioni che le sono state sollecitate?
TESTE Vadalà: Posso dire semplicemente che è differente, perché l'unico prodotto che io ho riscontrato in Formello è assimilabile a un gelatinato, a una sostanza gelatinata. Quindi, non c'è presenza di tritolo, non c'è presenza di T-4, come si evince dalla tabella.
AVV. Cianferoni: Stamani, rispondendo al Pubblico Ministero, ha parlato della densità del tritolo. Quella ordinaria, diciamo standard, diciamo industriale se vogliamo, a quanto è pari?
TESTE Vadalà: Mah, dipende dagli impieghi, avvocato. Può andare da 1,4 a 1,3; in funzione del tipo di caricamento che si vuole effettuare.
Anche quello è una condizione tecnologica.
AVV. Cianferoni: Quindi è variabile nel senso però di avere queste oscillazioni, tra l'1 e 4, l'1 e 3.
TESTE Vadalà: Dipende dall'impiego. Cioè se lei lo cola, ovviamente non lo può comprimere, quindi avrà una densità più bassa, più prossima a 1 e 2, 1 e 3.
Se invece lo comprime con una pressa, può arrivare fino a 1 e 4.
Oltre certi valori, diciamo, non abbiamo guadagni di efficienza.
AVV. Cianferoni: Va bene. Ecco, del tritolo si sa. Ma quanto possono permanere l'etilglicoldinitrato e la nitroglicerina?
TESTE Vadalà: Come?
AVV. Cianferoni: La nitroglicerina e l'EGDN, che tempi di permanenza hanno?
TESTE Vadalà: Mah, dipende dalla matrice dalla quale sono assorbiti. Come le dicevo prima, la formazione di questi legami chimici, fra la matrice polimerica e l'esplosivo, possono essere quanto mai vagliabili. Le forze che le tengono collegate, o sciolte addirittura, possono essere estremamente variabili dal tipo di materiale. Addirittura, se abbiamo un supporto polimerico fresco, tipo una colla, una resina, possono durare anche parecchi anni.
Fatto sta che troviamo gelatine - la gelatina è un supporto a base di microcellulosa che la conserva per lungo tempo, anche allo stato volatile.
AVV. Cianferoni: Per la lettura, un'ultima domanda per la lettura di quei grafici che ha fatto prima vedere, no?
Vedo qui che si legge "nitroglicerina, PNT" e poi "PLA". Sono standards. Questo è il foglio 1028 della relazione ultima, quella via delle Alzavole. Ma è una costante, cioè si trovano indicate unicamente queste tre componenti.
Ora, io le chiedo.
TESTE Vadalà: Ah, plastico, sì sì.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Vadalà: Allora, questo tipo di schema è stato ideato - aspetti, che forse lo vediamo meglio su un grafico più grande.
AVV. Cianferoni: Sì.
TESTE Vadalà: Sì, questa è una tipica taratura dello strumento, dove praticamente il primo picco corrisponde all'etilglicodinitrato, e corrisponde al primo numero sotto la voce LG. Il secondo picco è la nitroglicerina, e corrisponde al numero sotto. Il terzo picco, che sarebbe praticamente la pentrite, corrisponde al primo numero sotto la riga PLA. Il quarto numero, il quarto picco è il T-4, e corrisponde al numero sottostante alla seconda fila della riga PLA. Il quinto e il sesto - cioè considerati col numero ordinale, tre e quattro -...
PRESIDENTE: Quinto e sesto, sì?
TESTE Vadalà: ... sono il DNT e il TNT.
Questa è la definizione dello spettrogramma dell'EGIS.
AVV. Cianferoni: Finito? Ecco, un'ultima domanda, a conclusione del discorso su questo tipo di analisi.
Rispetto allo stato dei luoghi, l'intervento dell'EGIS consente di leggere la presenza dell'esplosivo, o no? Cioè si porta l'EGIS su di un posto dove si sa quel che si trova e si sa quel che si lascia, o è soltanto attraverso la lettura dell'EGIS che si riesce a sapere qualche cosa?
Nel senso che, mi pare di aver capito, questo equilibrio dinamico fa riferimento a un qualcosa, primo, di molto instabile e, secondo, di disomogeneo. Perché quello che può essere in quel dato punto del pretorio, può non essere in quest'altro dato punto. Cioè anche a distanza minimale ci possono particelle, e ci possono non essere.
TESTE Vadalà: Allora, siccome lo strumento...
AVV. Cianferoni: Si va a incidere su un microco...
TESTE Vadalà: Lo strumento identifica l'esplosivo e identifica una parcellizzazione dell'ambiente. Quindi, praticamente, va a leggere non tutto ciò che c'è sotto, ma ne legge solo una frazione, lasciando inalterato il resto del materiale. Quindi questo tipo di apparecchiatura - l'EGIS - come tutte le apparecchiature presenti sul mercato di questo tipo, più o meno sensibili, non danno perturbazione chimica proprio perché non aspirano con un'aspirapolvere; ma leggono, o aspirano, o captano - captare è la definizione più semplice - frazioni di vapore presenti al di sopra della superficie.
Tanto è vero che l'EGIS non si appoggia sulla superficie. La si fa leggermente sfiorare.
Lo stesso discorso potrebbe essere applicato a un rilevatore di ammoniaca, la quale praticamente è una sostanza che è continuamente prodotta da organismi viventi, e nei punti in cui questi lasciano diciamo un'impronta fisica di permanenza, permane intrisa nelle fibre.
Se lei passa con un rivelatore di ammoniaca su una sedia, dopo che una persona è stata seduta per un po' di tempo, troverà tracce di ammoniaca che rimangono inserite nelle fibre del materiale. Il principio di rilevamento è lo stesso.
AVV. Cianferoni: Quindi l'EGIS ci consente di arrivare a una lettura istantanea di una realtà.
TESTE Vadalà: Di 18 secondi.
AVV. Cianferoni: Non ci dà il quadro oggettivo in termini assoluti.
TESTE Vadalà: Cosa intende lei per quadro oggettivo in termini assoluti?
AVV. Cianferoni: Cioè, per esempio, in riferimento all'aspetto quantitativo e alla dislocazione...
TESTE Vadalà: E' già stato detto che l'EGIS non è in grado di dare letture quantitative proprio perché ci sono una serie di incertezze sul modo di posizionare il... due letture EGIS danno un risultato positivo a livello qualitativo, cioè trovano lo stesso tipo di esplosivo, ma non le potranno mai dare due segnali quantitativamente uguali.
AVV. Cianferoni: Ma la grossa differenza da una consulenza ripetibile, per esempio, su una quantità massiva di sostanza stupefacente è questa, se non mi sbaglio. Che, nella consulenza ripetibile su mezzo chilo di eroina, io so che parto da mezzo chilo di eroina. Qui non so da che cosa parto.
TESTE Vadalà: Qui lei parte da tracce di sostanze esplosive, e che queste tracce di sostanze esplosive si comportano come una sostanza integra. Quindi, lei ne trova un valore quantitativo. A me non interessa sapere se ce n'è un chilo o un granello. A me interessa solo capire la presenza dell'esplosivo.
AVV. Cianferoni: Tracce di sostanze esplosive, date presuntivamente presenti per intraprendere l'indagine.
PRESIDENTE: No, veramente il "presuntivamente", avvocato, credo che ce lo metta lei.
AVV. Cianferoni: No, l'ha detto il consulente, anche il collega ci ha insistito su questo.
PRESIDENTE: "Presuntivamente", è prima dell'analisi.
AVV. Cianferoni: Sì, prima dell'analisi, si va a cercare un qualcosa che non si sa né se ci sia, né...
PRESIDENTE: Quanto.
AVV. Cianferoni: ... in che misura sia presente.
*TESTE Vadalà: Ma la misura in cui sono presenti a me interessa poco. A me interessa invece identificarlo. Non c'è nessuna legge che dice su quanto è la minima dose di esplosivo da detenere.
PRESIDENTE: Ecco. Anche in materia di stupefacenti, ora non c'è.
AVV. Cianferoni: Va bene. Comunque mi pare che il quadro sia completo. Poi sarà la Corte a dirci quando, eventualmente...
PRESIDENTE: Lei non ha altre domande?
AVV. Cianferoni: No, ho finito.
PRESIDENTE: Avvocato, ha altre domande lei?
(voce fuori microfono) Grazie, Presidente.
PRESIDENTE: Benissimo. Allora, l'udienza riprende domattina alle ore 09.00, con la traduzione degli imputati detenuti. E alla ripresa dell'udienza, la Corte leggerà l'ordinanza in materia.
AVVOCATO: Presidente, mi scusi, chiedevo se era possibile sapere il programma completo della settimana.
PRESIDENTE: Sì, ma credo che il Pubblico Ministero sia in grado di comunicarvelo. Per questa settimana, credo che lo conosciate già.
AVVOCATO: Perfetto. Cioè, più o meno diciamo.
PRESIDENTE: No no, vi erano fogli in copie varie, di questo programma completo per la settimana. Il Pubblico Ministero mi ha assicurato che vi avrebbe comunicato oggi anche il programma della settimana ventura.
AVVOCATO: Anche la settimana ventura. La ringrazio.
PRESIDENTE: Va bene? Ci rivediamo domani mattina, buonasera.